Provincia di Forlì-Cesena
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Provincia di Forlì-Cesena
Servizio Politiche Sociali, Culturali, Pari Opportunità e Relazioni Internazionali
Le attività realizzate dagli Enti Autorizzati
nel post-adozione ed
il raccordo con i Servizi Territoriali
anno 2005/’06
Ricognizione promossa dal
Coordinamento provinciale Adozioni
a cura della Provincia di Forlì-Cesena
1La Provincia di Forlì-Cesena ha condotto – in collaborazione con il Coordinamento
provinciale Adozioni - una ricognizione sulle attività realizzate dagli Enti Autorizzati nel percorso
di accompagnamento del nuovo nucleo familiare nel periodo post-adottivo.
La finalità
Favorire l’integrazione tra Servizi Territoriali e Enti Autorizzati.
Gli obiettivi
A) Favorire la conoscenza reciproca ed il passaggio di informazioni;
B) Allargare la panoramica dei servizi/interventi che vengono già offerti alle famiglie;
C) Razionalizzare i progetti di accompagnamento, evitare sovrapposizioni e creare ulteriori sinergie
tra Servizi ed Enti.
ELENCO DEGLI ENTI AUTORIZZATI
Gli Enti Autorizzati ai quali tale ricognizione si è rivolta sono stati scelti in base a due criteri:
1) Enti che hanno firmato l’Accordo con la Provincia, i Comuni di Forlì e Cesena e le
Aziende Usl del territorio, in tema di adozione nazionale ed internazionale;
2) Enti che hanno ricevuto, negli ultimi 3 anni, conferimento di incarico da parte delle
coppie che sono state seguite, in fase istruttoria, dai Servizi del territorio di Forlì-Cesena.
Gli enti oggetto della ricognizione sono ordinati per n. di incarichi ricevuti dalle coppie seguite, in
fase istruttoria, dai servizi del territorio provinciale.
N. ENTE N CITTA Tel. E-MAIL S R
.inc
1 AAA 12 RIMINI 0721.53796 info@adozionialfabeto.it X x
2 CIFA 8 TORINO 011.751048 citato@cifaadozioni.org X X
FALCONARA 071.5903000 cifaan@cifaadozioni.org
347.6932132
3 NAAA 8 TORINO 011.9222178 naaasede@naaa.it x x
(011.3358162) postadozione@naaa.it
4 SPAI 6 ANCONA 071.203938 info@spai.it x X
5 AIBI 5 BOLOGNA 051.330639 aibiemiliaromagna@aibi.it X X
aibibologna@aibi.it
6 AIAU 5 FIRENZE 055.268682 infoaiau@aiau.it X (x)
7 AVSI 5 CESENA 0547.360811 cesena@avsi.org x x
8 MISSIONARI 2 ROMA 06.7008435 No.mail x x
CARITA’ (051.510208) Fax 06.7001668
9 LA CASA 1 BOLOGNA 0542.29698 consulenzafamiliare@libero.it X X
la.casa.imola@libero.it
10 LA DIMORA 1 BOLOGNA 335.265292 - X X
annacerra@virgilio.it
11 ANPAS 0 BOLOGNA 051.6347184 segreteria@anpasemiliaromagna.org X X
spaziofamiglie@anpasemiliaromagna.o
rg
12 AIRONE 1 Albenga (SV) 0182.52443 mail@aironeadozioni.it X
213 AMO 1 Fano (PESARO) 0721.831433 info@amonlus.it X
fax. 0721835762
14 ARIETE 1 Cavriago (RE) 0522.577099 info@associazioneariete.org X X
081.4201037
15 FAMIGLIE E 1 FIRENZE 055.2001028 no sedefirenze@famigliaeminori.it X
MINORI ROMA 06.68210276 famigliaeminori@famigliaeminori.it
16 SJAMO 1 Albenga (SV) 0182.559156 cleucci@tiscalinet.it X
sjamo@eutelia.com
17 ASA 1 ROMA 06.3216144 info@asa-catania.org X X
18 CINQUE 1 BOLOGNA 051.221599 sedebologna@icinquepani.it X
PANI
19 LA 1 PIACENZA 0523.716413 piacenza@laprimogenita.org X
PRIMOGENIT
A
20 Teresa Scalfati 1 BOLOGNA 051.309169 teresascalfatibo@yahoo.it X
speranza per i adoptiminor@virgilio.it
minori
S= Spedito
R= Ritornato
La scheda di rilevazione era composta da n. 12 domande aperte che hanno lasciato ampia
libertà nella descrizione delle attività, delle prassi e metodologie, venendo incontro alle specificità
delle situazioni dei diversi Enti.
3Dom. n. 1 Ricevuto l’incarico da parte della coppia, ne date comunicazione ai Servizi
Territoriali? Se si, in che modo?
AAA La coppia invia 4 raccomandate R.R. a: Tribunale dei Minorenni; Commissione per le adozioni
internazionali; Servizi territoriali; Associazione.
CIFA Viene sempre fatta comunicazione alla CAI tramite portale WEB al Tribunale ed ai Servizi
Sociali di competenza via posta prioritaria.
N.A.A.A Il documento che dichiara il conferimento incarico viene spedito tramite posta al Servizio
Sociale competente la coppia.
S.P.A.I. Inviamo comunicazione scritta.
Ai.Bi Inviando la comunicazione di conferimento di incarico, attraverso fax o posta prioritaria
AIAU NC
A.V.S.I Con lettera inviata ai Servizi e p.c. al Tribunale per i Minorenni
Missionarie Diamo comunicazione ai Servizi Territoriali con la lettera di incarico dell’Ente Autorizzato e la
della Carità lettera di incarico delle coppia stessa.
LA CASA Comunicazione scritta al servizio territoriale presso cui la coppia ha effettuato il percorso
istruttorio.
LA Per posta inviamo il modulo conferimento incarico
DIMORA
A.N.P.AS. Sia dalla sede nazionale di Firenze sia dalla sede regionale di Bologna attraverso lettera come
posta prioritaria e, per questioni particolari, anche telefonicamente
ARIETE si sempre, tramite comunicazione scritta
ASA Sì, a mezzo posta
Tutti gli Enti Autorizzati ne danno comunicazione ai Servizi Territoriali, attraverso
comunicazione scritta. Solo in qualche caso, anche telefonicamente.
4Dom. n. 2 Ad abbinamento realizzato, prendete i contatti con i Servizi Territoriali per
conoscere gli operatori impegnati nel percorso di accompagnamento del nuovo
nucleo adottivo? Se no, perché?
AAA Si, dopo l’adozione per le relazioni post adozione richieste dai vari Paesi.
CIFA No.
Se no, perché?
Generalmente le famiglie stesse prendono contatti con i servizi Sociali per conoscere gli
operatori impegnati nel percorso di accompagnamento del nuovo nucleo adottivo, a volte ci
comunicano tali nominativi.
N.A.A.A Demandiamo alla coppia anche per le leggi sulla riservatezza il compito di dare l’informazione
poi successivamente se il servizio si rende disponibile ci mettiamo in contatto.
S.P.A.I. Non sempre, solo se contattati dai Servizi Territoriali o per nostra iniziativa quando sussistono
situazioni problematiche per le quali riteniamo importante interventi di supporto sul territorio
da parte dei Servizi territorialmente competente.
Ai.Bi No
Se no, perché?
Perché la responsabilità dell’abbinamento è dell’autorità straniera, con la quale è l’Ente ad
avere avuto contatti. A questo si aggiunge la conoscenza specifica dell’Ente del Paese
Straniero che è fondamentale nella fase di abbinamento.
AIAU NC
A.V.S.I Sì.
Missionarie No
della Carità Se no, perché?
Si prende contatto con il Servizio Territoriale al momento dell’inserimento del/la minore in
Italia. L’India esige un anno di pre-affido, quindi spesso, è la coppia stessa ad entrare in
contatto con il Servizio Sociale.
LA CASA Solo in qualche caso particolare prendiamo contatti al momento dell’abbinamento. Negli altri
casi lo facciamo al rientro della coppia con il bambino/i.
Per la quasi totalità dei Paesi con cui operiamo tra l’abbinamento e la partenza vi è poco
tempo, nel quale la coppia è impegnata a preparare la partenza e noi ad aiutarla a meglio
prepararsi per incontrare quel bambino, divenuto ora reale e non più immaginario.
Non escludiamo, comunque, che potrebbe essere positiva anche in questa fase una
collaborazione con i servizi territoriali.
LA No
DIMORA Se no, perché?
Non lo abbiamo mai fatto, ma senza un motivo particolare
A.N.P.AS. Sì
ARIETE No
All’abbinamento segue la comunicazione scritta ai servizi territoriali e al TPM
ASA Sì, quando la famiglia rientra in Italia
Il panorama è abbastanza differenziato: solo alcuni enti prendono i contatti con i Servizi in questa
fase; molti demandano alla coppia (sulla base delle leggi sulla riservatezza) o attendono la
disponibilità dei Servizi, a meno che non sussistano situazioni problematiche.
5Dom. n. 3 La documentazione rilasciata dall’Autorità Straniera (scheda sanitaria, profilo
psico-sociale, etc.) a chi viene fornita? (es. coppia, Servizi territoriali, etc.). In
quali casi? In che modo?
AAA Le schede psico–sociali e sanitarie vengono portate a conoscenza della coppia all’accettazione
della proposta
CIFA La documentazione rilasciata dall’Autorità Straniera (certificato di nascita del minore,
certificato di adozione del minore, scheda sanitaria, profilo psico-sociale, quando presente,
etc.) viene trasmessa in coppia dai referenti dell’ente presenti nel paese straniero all’Ente
stesso, al fine di permettere il proseguo della pratica (consenso della coppia alla proposta di
abbinamento, richiesta alla C.A.I. dell’Autorizzazione all’Ingresso del minore adottato) gli
originali dei documenti invece vengono rilasciati alla coppia stessa durante la permanenza nel
paese straniero, prima del rientro in Italia.
N.A.A.A Viene rilasciata alla coppia, ai Servizi a seconda della criticità o meno del profilo del minore
possiamo sottoporla o prima dell’abbinamento o dopo. Si valuta sempre sul caso specifico.
S.P.A.I. S.P.A.I.
Viene sempre fornita alla coppia tramite colloquio individuale.
Ai.Bi La scheda del minore, completa di tutte le informazioni che vengono date dallo Stato straniero,
viene rilasciata alla coppia durante il colloquio di abbinamento con la psicologa
dell’associazione.
AIAU NC
A.V.S.I Viene fornita ai genitori prima della partenza, per quanto riguarda le notizie in nostro possesso,
poi la documentazione più completa viene fornita direttamente dall’autorità straniera alla
famiglia.
Missionarie La documentazione viene data alla coppia, sempre, prima e dopo l’abbinamento.
della Carità
LA CASA Viene fornita alla coppia al momento dell’abbinamento se il paese estero la fornisce. In alcuni
casi viene fornita alla coppia ulteriore documentazione durante la permanenza nel Paese (es.
certificazione sulle vaccinazioni, ecc..)
LA Alla coppia, durante un incontro nella sede dell’ente, quando c’è una proposta di abbinamento
DIMORA
A.N.P.AS. L’autorità Straniera consegna la documentazione alla coppia e all’Ente autorizzato. Noi siamo
tenuti a fornirla alla Commissione Adozioni e a nessun altro. A.N.P.AS. ne conserva una copia
secondo le modalità previste dalla legge sulla Privacy.
ARIETE La documentazione che segue all’abbinamento viene inoltrata alla CAI a mezzo portale web
sicuro, ai fini dell’autorizzazione del proseguimento dell’iter.
ASA La documentazione viene fornita alla coppia
Nella totalità dei casi tale documentazione viene rilasciata alla coppia (e al CAI). In un solo
caso, sulla base della criticità del profilo del minore, si segnala il contatto con i Servizi
Territoriali.
6Dom. n. 4 Scrivete una relazione (o altre note) sugli aspetti salienti del periodo vissuto dalla
coppia nel paese di origine e sul percorso di accompagnamento eventualmente
sostenuto con il vostro Ente? Se sì, questo materiale o queste informazioni sono
condivise con gli operatori dei Servizi Territoriali? In quali casi? In che modo?
AAA Sì, se richiesto dalle Autorità del Paese del minore e se necessita per il percorso della coppia.
CIFA Sì, se richiesto dalle Autorità straniere l’Ente redige delle relazioni integrative sul percorso di
accompagnamento per la coppia.
Sono condivise con gli operatori dei Servizi Territoriali?
Tali relazioni generalmente vengono preparate dai professionisti dell’ente che operano
autonomamente, a volte, se necessario, si scambiano opinioni, consigli con i Servizi sociali
territoriali che hanno avuto modo di conoscere e valutare la coppia prima del conferimento
d’incarico all’ente. In che modo?La psicologa dell’ente instaura contatti telefonici o personali
con i professionisti dei Servizi sociali.
N.A.A.A Sì. Per quanto riguarda la permanenza all’estero ogni coppia è invitata a scrivere un “diario di
viaggio” che riporti i momenti più significativi della loro permanenza. Al rientro in Italia ne
chiediamo copia per la pubblicazione sul sito Internet e sul giornale trimestrale
dell’Associazione. Per quanto riguarda il percorso di accompagnamento le relazioni e le note
degli operatori dell’Associazione rimangono all’interno dell’Associazione stessa e, i materiali
informativi, sono consegnati alle coppie per la loro formazione.
Sono condivise con gli operatori dei Servizi Territoriali? In che modo?
Non direttamente da noi ma se la coppia lo ritiene opportuno lo veicolano loro.
I giornalini dell’Ente sono inviati ai Servizi che ne fanno esplicita richiesta.
S.P.A.I. No
Ai.Bi Per quanto riguarda il periodo vissuto dalla coppia all’Estero la risposta è no, perché in ogni
Paese l’accompagnamento della coppia è seguito direttamente dall’associazione tramite il
proprio personale. Viene sempre inviata all’autorità straniera una relazione integrativa sul
percorso formativo che la coppia ha sostenuto con l’ente.
Sono condivise con gli operatori dei Servizi Territoriali?
No
AIAU NC
A.V.S.I Solitamente no, salvo necessità particolari.
Missionarie No.
della Carità Sono condivise con gli operatori dei Servizi Territoriali?
In alcune circostanze, se necessario, per una migliore integrazione del minore.
In che modo?Per lettera o telefono.
LA CASA Al momento non lo facciamo ancora in forma scritta.
Sono condivise con gli operatori dei Servizi Territoriali?
Le informazioni sul vissuto della famiglia nel Paese estero e sul percorso di accompagnamento
che l’ente intende proporre sono condivise con gli operatori del servizio territoriale.
In che modo? Verbalmente (di persona, ove possibile, telefonicamente negli altri casi)
LA NO
DIMORA
A.N.P.AS. No
ARIETE No. Del soggiorno della coppia viene trasmessa ogni notizia alla Cai
ASA Sì, qualora richiesto dagli operatori dei Servizi dopo il contatto telefonico
Le relazioni su questa fase del percorso vengono scritte se richiesto dalle Autorità del Paese
o se valutato opportuno per la specifica coppia, in un numero limitato di casi. Generalmente
le informazioni non sono condivise direttamente con i Servizi Territoriali, salvo casi
specifici, attraverso contatti personali o telefonici ma eventualmente veicolate dalla coppia.
7Dom. n. 5 Quali attività realizzate per accompagnare la singola famiglia nel post-adozione,
in particolare per rispondere alle richieste dei Paesi d’origine per le relazioni da
loro previste?
(ad esempi: Realizzate degli incontri/colloqui con la specifica famiglia? Quanti?
(minimo, massimo, mediamente)? Condotti da chi? Con quali modalità (con la
coppia e bambino adottato insieme, solo con coppia, solo con il bambino, anche con
altri..)? In quale luogo? Con quale frequenza? Su quali contenuti?)
AAA In collaborazione con i servizi sociali competenti
CIFA La prassi per il supporto dell’ente nel percorso post adottivo della famiglia può variare a
secondo della disciplina per il post adozione prevista per il paese d’origine del bambino, sia
riguardo il soggetto che dovrà redigere le relazioni post, la quantità di relazioni previste e le
modalità per redigerle, ovvero se è richiesta dall’Autorità straniera la stretta collaborazione dei
servizi sociali se è invece la coppia stessa a dover redigere una relazione periodica circa gli
sviluppi integrativi del minore nella nuova famiglia, o ancora se la relazione post sono a carico
dei professionisti dell’ente stesso.
La psicologa dell’ente che si occupa del post adozione – controllo – invio al paese straniero
delle relazioni post - contatterà la coppia dopo il rientro in Italia, spiegando il loro percorso
post adottivo e fornendo tutte le spiegazioni possibili..
N.A.A.A Per la redazione delle relazioni previste dai singoli Paesi d’origine ogni famiglia viene fornita
di schede di raccolta dati ed invitata a riconsegnare tali schede secondo un preciso scadenziario
che permette all’Associazione di far fronte ad ogni richiesta arrivi dai Paesi di origine.
Nel primo anno di post adozione è anche compreso almeno 1 incontro individuale con la
famiglia.
S.P.A.I. Per quanto riguarda le richieste informative del paese di origine del bambino realizziamo
colloqui post-adozione, con scadenze diverse a seconda del Paese (semestrali, quadrimestrali o
annuali), con la coppia genitoriale ed il bambino condotti dall’assistente sociale, incaricata del
post-adozione presso la sede.
Organizziamo periodicamente anche gruppi gratuiti di Auto Mutuo Aiuto per le coppie che
hanno adottato con il nostro Ente.
I contenuti dei rapporti post-adozione sono richieste di informazioni riguardanti diverse aree
quali: familiare, sociale, prescolare o scolare, medica, psicologica, evolutiva e rivelazione
adottiva.
In situazione di difficoltà il colloquio viene tenuto dalla psicologa, che se ritiene necessario
chiede alla coppia di venire più volte sia con il bambino sia senza.
Ai.Bi Per adempiere agli impegni post-adottivi che lo Stato straniero periodicamente richiede (di
durata e scadenze diverse a secondo del Paese) le nostre psicologhe incontrano, presso la nostra
sede, la coppia per verificare la situazione dell’ inserimento del minore nel contesto familiare e
sociale. Gli incontri prevedono la presenza della coppia e del bambino e verificano
l’inserimento nel contesto familiare e sociale del minore nella nuova realtà e i cambiamenti
messi in atto dalla coppia per facilitare l’accoglienza.
AIAU Premessa: vengono realizzati dall’Ente corsi di pre-adozione per le coppie prima della partenza
(analisi delle proprie ansie, dei propri limiti, delle possibili reazioni, formazione sulla
genitorialità adottiva, etc.). Questa attività ha dato dei buoni risultati, nel complesso delle
adozioni portate a termine, solo 2 situazioni di difficoltà e nessun rifiuto.
Colloqui e relazioni variabili a seconda del paese di provenienza del minore, condotte da
psicologi.
A.V.S.I Si. Realizziamo degli incontri/colloqui con la singola famiglia: sempre al rientro e
successivamente in numero variabile a seconda della richiesta della famiglia, o su nostro
suggerimento se vediamo che ci sono difficoltà.
Condotti prevalentemente dall’Ass. Soc. (o 2) che già ha/hanno accolto e meglio conosciuto la
coppia in precedenza. Con quali modalità: con la coppia e bambino adottato insieme in fase
iniziale per conoscerlo, poi solo con coppia o ancora con coppia e bambino a seconda della
8necessità. In sede o a domicilio della famiglia. Con frequenza variabile. Contenuti:
problematiche dell’inserimento e adattamento reciproco e7o bisogni portati dalle coppie.
Missionarie Il follow-up con l’India dura almeno cinque anni: primi due anni si devono fare relazioni su
della Carità moduli appositi, in inglese, ogni tre mesi, con allegate le foto del minore. Gli ultimi tre anni i
rapporti devono essere presentati ogni sei mesi. I moduli vengono inviati dalla famiglia stessa
all’Ente Autorizzato che provvederà alla spedizione in India. Le relazioni trattano le condizioni
di salute attuali del bambino, lo sviluppo fisico e psichico, l’integrazione in famiglia, a scuola e
nell’ambiente circostante. Questi rapporti potrebbero essere compilati con l’aiuto
dell’operatore sociale stesso, se disponibile o dall’Ente Autorizzato, presente sul territorio, con
la cadenza sopra indicata. La modalità è incontrare la singola famiglia con il bambino per un
colloquio e contemporanea compilazione del modulo. Le famiglie possono restare in contatto
con noi con cadenza e modo da loro desiderato. Siamo in contatto con famiglie hanno adottato
ormai da anni e con i loro figli grandi.
LA CASA Per redigere le relazioni periodiche richieste dal Paese d’origine si fa un colloquio con una
psicologa (in parte con la presenza del bimbo, in parte no) o più colloqui se necessario, alle
scadenze previste (diverse a seconda del Paese). Il colloquio verte sull’inserimento del bimbo
in famiglia e nel contesto sociale.
LA Un incontro ogni 6 mesi con la coppia (eventualmente anche il bambino) per 2 anni e poi si
DIMORA redige una relazione per il paese d’origine. Gli incontri sono condotti dal referente dell’ente
(laurea in giurisprudenza e mamma adottiva).
A.N.P.AS. La nostra psicologa realizza uno o più incontri con la famiglia al completo con la frequenza
prevista dal paese straniero per la stesura delle relazioni (il 1° incontro a un mese dall’arrivo).
Il luogo di svolgimento normalmente è Firenze, sede nazionale dell’associazione; i contenuti
standard sono legati al positivo adattamento reciproco dei componenti e dei rapporti nella
nuova famiglia, famiglia allargata e scuola: i nodi che dovessero emergere sono i temi specifici
su cui si lavora.
ARIETE Incontri, colloqui e questionari con bambini e genitori.
Il I° anno a scadenza semestrale, II° e III° anno annuale.
Gli incontri sono tenuti dalle psicologhe presso le sedi dell’Associazione Ariete.
ASA Realizziamo incontri con la famiglia condotti da psicologi presso le nostre sedi (Catania,
Palermo, Milano, Roma, Lecce).
Alcune famiglie richiedono spontaneamente consulenza individualizzata sia nella fase
dell’arrivo del bambino in Italia sia in momenti successivi; ciò accade frequentemente quando
il bambino viene inserito a scuola. Al fine di sostenere la famiglia, si strutturano interventi che
coinvolgono, a seconda del caso, la coppia genitoriale, il bambino stesso, l’intera famiglia.
I diversi Paesi d’origine dei bambini hanno specifiche richieste per ciò che attiene le relazioni
(almeno 2 – massimo 10).
9Dom. n. 6 Realizzate altre azioni di supporto per le famiglie nel post-adozione? Se sì,
quali? (ad esempio gruppi con le famiglie, giornate formative, altro ....)? Potete
fornire una breve descrizione per ciascuna tipologia di azione? (Ad esempio, nel
caso dei gruppi, questi vengono formati in base a quale criterio – l’età del bambino
adottato, il paese di provenienza, ecc..? Qual è il numero minimo e massimo dei
componenti dei gruppi? ecc…
AZIONE 1
AZIONE 2
AZIONE 3
Etc.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
AAA AZIONE 1
Dove è possibile con gruppi di famiglie o singolarmente di norma presso l’Associazione.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
-
CIFA AZIONE 1
Centro d’ascolto per le Famiglie: Un servizio di supporto per il pre e post adozione, rivolto a
tutte le famiglie Cifa e non, tenuto da una nostra psicologa .Tale servizio è attivo il secondo e
quarto giovedì di ogni mese.
AZIONE 2
Corsi Post Adozione: tenuti da una professionista esperta del post adozione.
Tali corsi, che prevedono cinque-sei incontri a cadenza mensile, trattano varie tematiche, che si
configurano una volta formatosi il gruppo di partecipanti, tenendo essenzialmente conto delle
esigenze e caratteristiche di quel gruppo.
AZIONE 3
Possibilità di contatti per una prima assistenza sanitaria, dopo il rientro in Italia con il
minore su richiesta dei genitori è possibile effettuare un contatto con un centro specializzato da
anni su caratteristiche e patologie sanitarie presenti in bambini provenienti da diverse parti del
mondo.
Tale centro è situato all’interno dell’ospedale regionale Salesi – Clinica pediatrica , al fine di
ottenere un quadro generale valutativo della situazione sanitaria del minore adottato.
AZIONE 4
Feste, momenti conviviali per tutte le famiglie adottive.
Generalmente si programmano due momenti, durante l’anno: il primo verso Natale, con la
“Festa sotto l’albero”, l’altro in primavera.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
A tal proposito il Cifa Marche ha svolto circa due anni fa’un’indagine scritta per tutte le
famiglie adottive, dal 1980 in poi ,che per il loro percorso hanno avuto contatti con i referenti
del Cifa della ns regione.
Nel questionario compilato si chiedeva tra le altre cose una specifica delle azioni nel post
adozione, ritenute importanti per un loro supporto dalle stesse famiglie.
E’ stata espressa l’esigenza da parte delle famiglie di partecipare alle diverse tipologie di azioni
sopra esposte.
N.A.A.A Le azioni di supporto sono così realizzate:
10 Colloqui individuali con la famiglia (da 1 a più colloqui sistematici a seconda del
caso)
Supporto telefonico e telematico
Supporto editoriale attraverso materiali cartacei e multimediali
Gruppo di sostegno dedicato alla famiglia che si organizza su 4 incontri (1 al
mese_l’ultimo dei quali è anche un incontro di restituzione) e suddiviso per fasce d’età
(da 3 a 5 anni e da 6 a 8 anni) per una massimo di 5/6 famiglie. A questi gruppi sono
invitati anche i bambini che, separatamente dai genitori, vengono impegnati in attività
ludiche che seguono le stesse tavole tematiche proposte ai genitori.
Gruppo di sostegno dedicato all’educazione sessuale e l’educazione all’affettività
che si organizza su 4 incontri (1 al mese) + 1 di restituzione e che raccoglie bambini in
età scolare dai 4 agli 8 anni per una massimo di 5/6 famiglie. A questi gruppi sono
invitati anche i bambini che, separatamente dai genitori, vengono impegnati in attività
ludiche che seguono le stesse tavole tematiche proposte ai genitori.
Incontri individuali, su richiesta, per la realizzazione del cartellone “La storia della
nostra famiglia” da presentare ai compagni e alle insegnanti della scuola frequentata
dal bambino. È un lavoro di gruppo che coinvolge famiglia, ente, servizi sociali e
scuola in alcuni incontri programmati e costruiti secondo uno schema di lavoro che
favorisce una conoscenza più approfondita del percorso affrontato per arrivare ad
essere una famiglia adottiva.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
Fino ad ora i riscontri avuti con le famiglie sono stati buoni e abbiamo in effetti constatato che
le richieste rispetto a programmi di supporto vanno sempre più aumentando.
S.P.A.I. AZIONE 1
Gruppi di Auto Mutuo Aiuto a cadenza bimestrale e il criterio adottato per la formazione del
gruppo è l’età dei bambini (prescolare – scolare). Il numero massimo è di 14 persone circa.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
-
Ai.Bi AZIONE 1
Ogni anno vengono organizzati percorsi di accompagnamento per coppie adottive, suddivisi
in genitori di figli in età pre-scolare e scolare.
I gruppi proseguono poi, nell’anno seguente, affrontando, con l’ equipe, tematiche e
problematiche che via via sono emerse nel percorso precedente e che le psicologhe propongono
ad hoc in base alle esigenze che emergono nel gruppo.
AZIONE 2
Da quest’anno, forniamo anche un servizio di couseling, presso la sede di Bologna. Le coppie
adottive in difficoltà possono chiedere una consulenza alla nostra equipe qualora si verifichi un
qualsiasi tipo di problema o di necessità
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
Si tratta di una importante occasione di confronto sia tra genitori adottivi(soprattutto nei
percorsi di accompagnamento) che con le psicologhe esperte sui problemi e sui temi legati
all’adozione
AIAU AZIONE 1
Corso di formazione post-adottivo (durata 9 mesi, un incontro al mese) condotto da psicologi,
max 8 famiglie per gruppo. Partecipano solo i genitori. Il gruppo è misto: non ci sono divisioni
né per paese di provenienza, né per fascia d’età del/la bambino/a, per avere maggiori termini di
confronto delle esperienze. I genitori possono iscriversi liberamente. Buona la partecipazione.
Ci si può iscrivere a questo corso per non più di 2 volte per disincentivare una dipendenza al
sostegno.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
Molto importante la relazione di fiducia del genitore verso gli operatori (non ci sono volontari
11ma solo personale specializzato: psicologi, psicoterapeuti individuali e di gruppo). Molto
efficace il corso di pre-adozione.
A.V.S.I AZIONE 1
Gruppo di accoglienza entro il primo anno dal rientro con le coppie rientrate nell’anno nel
quale si affrontano le problematiche dell’inserimento dei bambini e dell’adattamento reciproco
e il cambiamento di vita
AZIONE 2
Colloqui individuali con le famiglie per sostegno e adempimenti procedure estero (relazioni
semestrali) ove richiesto
AZIONE 3
Dal secondo anno di adozione e per gli anni successivi proposta libera alle coppie di
partecipare a Gruppi organizzati per età dei bambini (pre-scolare-scolare) e per 7-10 famiglie
su temi definiti, ma anche sempre lavorando sulle domande poste dalle famiglie
AZIONE 4
Festa annuale con tutte le famiglie e i bambini
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
Il giudizio rispetto al lavoro fatto fin qui è positivo, le riflessioni sono in corso perché anche
per noi si tratta di esperienze nuove avviate da tempi troppo brevi per poter essere considerate
definitive
Missionarie AZIONE 1
della Carità Si organizzano ogni anno incontri con le famiglie che hanno adottato che hanno adottato, in
ogni regione italiana. Gli incontri sono sia per i bambini provenienti dall’India e dalla Romania
(non più operativa da qualche anno). Sono questi momenti di festa, di condivisione e di
riflessione su alcune problematiche inerenti l’Adozione Internazionale.
AZIONE 2
Varie famiglie fanno riferimento ad associazioni di famiglie affidatarie, le quali organizzano
periodicamente incontri formativi e di confronto con operatori e famiglie.
AZIONE 3
Abbiamo anche organizzato su Firenze e Roma, incontri con alcune famiglie con ragazzi
adolescenti e abbiamo verificato il desiderio di affrontare insieme le problematiche
adolescenziali e la questione delle origini.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
Gli incontri post-adozione sono molto importanti in quanto permettono un confronto tra le
famiglie stesse, così come condivisione di problematiche e visioni di accoglienza.
LA CASA AZIONE 1
Gruppi di sostegno alla genitorialità adottiva. Sono divisi per età pre-scolare ed età scolare
dei bambini (da un minimo di 4 ad un massimo di 7 coppie) con la presenza di due operatori
per ciascun gruppo. Uno dei gruppi è attualmente condotto con la collaborazione anche di un
altro Ente (ANPAS). Gli incontri si svolgono con cadenza mensile da settembre a giugno. La
partecipazione dei “neogenitori” avviene a partire dal settembre successivo all’arrivo del
bimbo, al momento dell’avvio di un nuovo gruppo. La partecipazione ai gruppi è facoltativa
ma caldamente consigliata.
AZIONE 2
Gruppi bambini. E’ collegata all’azione 1. Contemporaneamente allo svolgersi dell’incontro
di gruppo tra i genitori, i bambini sono intrattenuti in modo ludico da altri operatori. Ciò si
rivela molto positivo per loro ( rispecchiamento, ecc..) e consente a noi di avere altri elementi
sul benessere del bimbo, cogliere eventuali segnali di disagio.
12AZIONE 3
Incontri tra famiglie. Possono essere incontri formativi da noi proposti o anche giornate
organizzate per stare assieme tra operatori, genitori, bambini, coppie in attesa di concludere
l’adozione (es. festa di Natale) dove le esperienze vengono condivise in modo spontaneo e si
creano tra le persone relazioni positive ed arricchenti.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
Tutte queste azioni ci sembrano utili per le coppie e per i bambini. Cerchiamo di migliorare le
nostre proposte in relazione alle esperienze che man mano facciamo, dando particolare
rilevanza a creare con le famiglie un rapporto di fiducia, che faccia si che esse possano sentire
gli operatori come delle risorse, dei riferimenti durante tutto il percorso adottivo.
LA NO
DIMORA
A.N.P.AS. AZIONE 1
“Sportello d’ascolto/counselling familiare” su richiesta, nella sede di Bologna (per l’ambito
regionale) e collocato in orario favorevole alla famiglia (di solito alla sera). L’attività è
collegata a una rete di sostegno di cui sono parte anche i servizi delle strutture pubbliche (ASL
e Servizi sociali) presenti sul territorio.
AZIONE 2
“Gruppi di incontro di auto/mutuo-aiuto” per gruppi (min. 5 max 9 famiglie) omogenei per
età dei bambini, costituiti in collaborazione con altre associazioni: incontri 1 volta al mese di
sabato mattina.
AZIONE 3
A livello nazionale, fin dai corsi precedenti l’arrivo del bambino, le coppie sono inserite
all’interno di una rete di cui fanno parte famiglie che hanno già adottato e possiedono
un’adeguata esperienza.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni? Utilizzando come
misura del feed-back le famiglie stesse, queste azioni sono molto apprezzate e richieste.
ARIETE AZIONE 1
I gruppi si formano secondo le scadenze. In tale occasione le famiglie si confrontano tra di loro
supportate dalle psicologhe dell’Associazione Ariete
AZIONE 2
Periodicamente l’Associazione organizza convegni, incontri a tema, nel corso dei quali
vengono invitate delle famiglie adottanti per riportare la loro testimonianza.
Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
Sono momenti di aggregazione che favoriscono il confronto sulle tematiche inerenti al tema
dell’adozione; tale confronto favorisce un arricchimento rispetto a tale tematiche.
ASA AZIONE 1
Si organizzano incontri di gruppo tra genitori adottivi, per un confronto sulle modificazioni
delle dinamiche familiari e sui vissuti conseguenti all’accoglienza del bambino. I gruppi,
composti da cinque coppie di genitori, vengono formati abitualmente tenendo conto delle età
dei bambini e del periodo di inserimento in famiglia.
AZIONE 2
E’ prassi dell’Ente organizzare periodicamente feste che coinvolgono tutte le famiglie, in modo
da consentire il confronto informale tra coppie che vivono fasi diverse dell’iter adottivo.
AZIONE 3
L’A.S.A. organizza periodicamente giornate formative (a cui vengono invitate tutte le
famiglie) su temi specifici (Inserimento a scuola, etc.)
13Quali sono le riflessioni ed i giudizi che date rispetto a queste azioni?
L’Ente ha sperimentato, in occasione dell’organizzazione di incontri di gruppo tra genitori
adottivi, alcune resistenze ad intraprendere un percorso di confronto. Durante le feste, invece,
si riscontra un’ampia ed entusiasta partecipazione.
14Dom. n. 7 In caso di criticità nel post-adozione avete un piano di azione?
Per fare fronte a queste necessità avete risorse al vostro interno o realizzate degli
interventi in collaborazione con soggetti esterni? Quali?
AAA Da verificare caso per caso, con risorse limitate.
CIFA In caso di criticità si prevedono incontri individuali con la psicologa del Cifa per una prima
valutazione; successivamente se opportuno vengono contattati dall’ente stesso i servizi Sociali
territoriali per una eventuale collaborazione ed assistenza.
Vengono realizzati degli interventi in collaborazione con soggetti esterni all’ente, ma
professionisti, collaboratori abituali(psicologi, psicopedagogisti, pediatri,…)
N.A.A.A In caso di criticità nel percorso post adottivo attiviamo dei percorsi mirati al caso con incontri
individuali (famiglia, solo mamma, solo papà, solo figlio), incontri di gruppo.
Per gli interventi nella fase post adottiva ci avvaliamo di professionisti all’interno
dell’Associazione, professionisti esterni, èquipe dei Servizi Sociali nonché di famiglie adottive
di riferimento che hanno già affrontato e superato degli stessi momenti di criticità
S.P.A.I. Si
Contatti con gli operatori del Servizio Territoriale competente.
Ai.Bi La strategia è quella di verificare attraverso le nostre consulenti, esperte e specificatamente
formate sul tema adozione, lo stato della situazione prima incontrando la coppia e poi l’intero
nucleo familiare. A seconda della gravità del problema emerso si ipotizzano le varie strategie
che comprendono, fra l’altro, il contatto della nostra èquipe con quella territoriale dei servizi
sociali. In ogni caso l’ente è attrezzato per seguire autonomamente qualsiasi situazione, dal
sostegno alla psicoterapia, attraverso i propri consulenti, qualora la coppia facesse esplicita
richiesta di essere seguita da noi.
AIAU NC
A.V.S.I Abbiamo una rete di esperti collaboratori esterni ai quali facciamo riferimento in caso di
difficoltà non risolvibili con le nostre risorse, o indirizziamo le famiglie a specialisti
Missionarie Contattare i Servizi Territoriali o operatori privati per sostenere la famiglia.
della Carità Su alcune zone territoriali si fa riferimento a Servizi, Consultori.
LA CASA L’equipe degli operatori individua di volta in volta l’intervento più idoneo in quella specifica
situazione (per es. quale operatore farà degli incontri con la coppia e, se necessario, con il
bambino).
Di solito le risorse sono sufficienti ma, se necessario, non esitiamo a chiedere collaborazioni
esterne (di altri Enti con cui condividiamo valori e modalità operative o di professionisti sul
territorio).
LA Valutiamo i singoli casi di volta in volta
DIMORA Proponiamo l’intervento di uno psicologo (libero professionista), consigliando eventualmente
alcuni professionisti
A.N.P.AS. Sì
All’interno dell’associazione sono presenti le figure dello psicologo, dell’assistente sociale e
del counsellor relazionale ma realizziamo anche interventi in collaborazione con strutture
pubbliche.
ARIETE Coinvolgimento della CAI, del TPM e dei Servizi Territoriali.
L’ente si avvale di figure professionali all’interno del proprio staff, che sono preposte a far
fronte alle eventuali necessità che si possono presentare.
ASA Le criticità vengono discusse e analizzate dagli operatori dell’ente al fine di formulare il piano
di azione più idoneo alla specifica situazione.
Abbiamo risorse al nostro interno, ma valutiamo di volta in volta la possibilità di
collaborazione con soggetti esterni. In ogni caso segnaliamo le criticità al Tribunale per i
Minorenni competente e agli operatori dei servizi territoriali e cerchiamo un confronto per un
intervento integrato.
15Dom. n. 8 In caso di emergenze, chi possono contattare le famiglie? In che modo (cellulare,
orari, etc.)?
AAA Servizi Sociali, Tribunale, Commissione, Associazione, etc
CIFA La segreteria del Cifa Marche per i primi contatti è sempre a disposizione; inoltre è attivo un
numero telefonico riservato al centro d’ascolto, attivo tutti i giorni.
N.A.A.A In caso di emergenza le famiglie hanno a disposizione diverse figure professionali all’interno
dell’ente che possono contattare attraverso il telefono fisso, il fax e le e-mail.
Per le richieste telefoniche dalle 09.00 alle 13.00, dal lunedì al venerdì
Per le richieste tramite fax e e-mail dalle 09.00 alle 18.00, dal lunedì al mercoledì, e
dalle 09.00 alle 17.00 il giovedì e il venerdì.
S.P.A.I. Possono contattare l’Ente telefonicamente.
Ai.Bi Possono chiamare la sede di Bologna dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18. In situazioni già
prese in carico dagli psicologi, sono gli stessi consulenti a lasciare il proprio recapito telefonico
AIAU nc
A.V.S.I I nostri operatori sono disponibili, compatibilmente con l’apertura delle sedi e gli impegni
personali.
Missionarie Le famiglie ci possono contattare sempre ai numeri di telefono del centro.
della Carità
LA CASA Possono telefonare in sede, inviare mail o contattare direttamente uno degli operatori.
LA La responsabile dell’ufficio periferico, che ha seguito la coppia in tutto l’iter, telefonicamente
DIMORA (cellulare, no orari)
A.N.P.AS. In caso di emergenze possono essere contattati sia il referente regionale sia i responsabili della
sede nazionale attraverso le segreterie dei Comitati, attraverso le mail e cellulari diretti.
ARIETE Cellulari aziendali 24 ore su 24
ASA Le psicologhe dell’ente, di cui le coppie hanno il numero di cellulare
16Dom. n. 9 Rispetto alla scuola, realizzate delle azioni di integrazione? Se si, di che tipo?
E in quali casi ?
AAA NO
CIFA SI. Attività di promozione, sensibilizzazione, diffusione, in maniera autonoma o in
collaborazione con altre associazioni che operano sul nostro territorio, delle tematiche legate
all’integrazione, alle diversità sociao-cultarali di bambini provenienti da diversi paesi del
mondo.
Tali attività, a seconda della tipologia, possono coinvolgere studenti, genitori, docenti, la
cittadinanza tutta.
E in quali casi ?
Qualora ci venga fatta richiesta per svolgere le attività sopra elencate dalle pubbliche
amministrazioni, dalle famiglie, dall’ambito territoriale, dagli istituti Comprensivi scolastici,
ecc…
N.A.A.A Sì. Sono ormai attivi gli incontri per la realizzazione del cartellone “la storia della nostra
famiglia” (rif. Domanda n. 6 ultimo punto), incontri con gli insegnati e confronti telefonici.
E in quali casi ?
Sempre nei casi richiesti dalle famiglie o dagli insegnanti stessi.
S.P.A.I. No
Ai.Bi Nell’anno scolastico 2004/05, in collaborazione con la Provincia di Bologna e l’Istituto
Minguzzi, è stato realizzato un corso per le insegnati di un Istituto comprensivo nel Comune di
Budrio (BO) per far loro conoscere le tematiche e le problematiche legate all’adozione. Tutto
ciò al fine di dare la possibilità alle insegnanti di sapere individuare e riconoscere i bisogni
impliciti ed espliciti del bambini adottato, per poter trovare soluzioni adeguate al contesto.
AIAU nc
A.V.S.I No, salvo richieste esplicite delle famiglie o della scuola stessa. Riteniamo che sia un lavoro da
svolgere in sinergia con i servizi, ma in carico particolarmente al servizio pubblico.
Missionarie No, il nostro rapporto è sempre individuale con la famiglia stessa che eventualmente ci
della Carità propone la problematica.
LA CASA Per ora no. Sensibilizziamo le famiglie sull’importanza di essere presenti e propositivi con gli
insegnanti e gli educatori sin dall’inserimento del figlio nelle strutture scolastiche (anche
scuole materne, ecc..) e insieme cerchiamo di concordare le modalità e i tempi dell’inserimento
(è un discorso che si comincia a fare prima dell’arrivo del bimbo).
LA No.
DIMORA
A.N.P.AS. Si. I nostri operatori possono incontrare gli insegnanti.
E in quali casi ? In caso di bisogno o difficoltà (ad esempio: valutazione di quale classe possa
essere più opportuna per il bambino …)
ARIETE No.
ASA Sì. Incontri di confronto con dirigenti scolastici e insegnanti. Quando reputiamo che sia
opportuno!
17Dom n. 10 Avete, rispetto al post-adozione, nuovi progetti in cantiere. Se sì, quali?
AAA NO
CIFA Sì.
A) Potenziamento del Centro d’Ascolto.
B) Formazione di incontri pubblici al fine di favorire la conoscenza e la diffusione dell’istituto
dell’adozione internazionale, prevenzione dell’abbandono, tutela dei diritti dei minori e
miglioramento delle loro condizioni di vita, anche attraverso la promozione e la realizzazione
di progetti di Cooperazione Internazionale, in collaborazione con altri enti o istituzioni
pubbliche o private.
N.A.A.A I progetti in cantiere sono:
Gruppo di sostegno dedicato al disegno
Gruppo di sostegno dedicato alla scuola
Libro “Le mie scarpe di fango” Collana Lo scrigno
Corso di formazioni per gli insegnanti
Cd rom “Post Adozione” 4° uscita
S.P.A.I. No.
Ai.Bi Sono in corso di predisposizione dei momenti formativi rivolti a famiglie che vogliono
condurre gruppi di self-help.
AIAU nc
A.V.S.I Ci stiamo lavorando
Missionarie Desideriamo organizzare incontri formativi con le famiglie adottive, secondo la fascia d’età dei
della Carità bambini e l’arrivo in Italia.
LA CASA Dal prossimo settembre attiveremo anche un gruppo di sostegno per i genitori dei bimbi di età
inferiore ai 2-3 anni (adozioni internazionali o adozioni nazionali di coppie che erano in attesa
di adozione internazionale e, pur avendo revocato il mandato, rimangono in contatto costante
con la nostra associazione).
Si sta pensando anche alla possibilità di dividere i gruppi di sostegno secondo il criterio
dell’adozione più o meno recente.
LA Maggiori incontri con le coppie, anche di tipo ludico-conviviali, in spazi anche esterni alla sede
DIMORA dell’ente.
A.N.P.AS. No
ARIETE No.
ASA Nc.
18Dom. n. 11 Avete già impostato o sono in via di realizzazione percorsi di integrazione con i
Servizi Territoriali per il post adozione? Se sì, in quale Provincia?
AAA NO
CIFA Protocolli d’intesa con la Regione Emilia Romagna Veneto e Piemonte; proposta organizzativa
in atto anche con la Regione Marche.
N.A.A.A Non in modo uniforme ma alcuni casi sono avviati percorsi di integrazione con i Servizi,
soprattutto in Piemonte.
S.P.A.I. No.
Ai.Bi Per ora no
AIAU nc
A.V.S.I Sono in via di realizzazione in tutte le Province con le quali collaboriamo (Bologna, Forlì-
Cesena, Rimini, Ravenna, Modena) e di fatto esiste già una integrazione informale con gli
operatori sui singoli casi
Missionarie Non proprio.
della Carità
LA CASA No. Al momento, a parte lo scambio di informazioni, che ci ha anche permesso di intervenire
in modo proficuo in alcune situazioni di difficoltà della famiglia, non si è riusciti a realizzare
altri progetti.
LA NO
DIMORA
A.N.P.AS. Si, nell’ambito della provincia di Bologna
ARIETE No.
ASA Abitualmente ci confrontiamo con i Servizi territoriali delle famiglie dell’Emilia Romagna per
presentare alla coppia adottiva una proposta per un adeguato supporto psicologico e sociale al
nuovo nucleo.
19Dom. n. 12 Quali suggerimenti potete fornire per favorire l’integrazione tra Enti
Autorizzati e Servizi Territoriali?
AAA Si, siamo disponibili a verificare eventuali proposte da parte delle Istituzioni Pubbliche tenendo
conto che l’Associazione non riceve alcunché da nessuno per il post-adozione
L’ Associazione rimane a disposizione per eventuali collaborazioni.
CIFA Periodici incontri tra Enti autorizzati e Servizi Sociali…..
N.A.A.A Momenti di informazione-formazione dei servizi per la reale conoscenza delle modalità
operative degli enti poi solo dopo aver acquisito conoscenza sulla metodologia dell’ente si
possono individuare condivisioni di fasi nel percorso sia nel pre-adozione così come
soprattutto nel post-adozione.
S.P.A.I. Incentivare il canale comunicativo attraverso protocolli d’intesa, tavoli di lavoro e maggior
possibilità di incontro-confronto.
Ai.Bi -
AIAU -
A.V.S.I Continuare il lavoro che è stato avviato favorendo e facilitando percorsi formativi comuni.
Utilizzo di maggiori risorse finalizzate a questo scopo sia in termini di personale che
economiche. Individuare aree di lavoro differenziate a carico dei servizi e degli enti evitando le
sovrapposizioni e le proposte di percorsi doppi in modo da non sprecare le risorse e il tempo
sia degli operatori che delle famiglie. Favorire le comunicazioni tra enti e servizi.
Missionarie Secondo noi, i Servizi Territoriali sono decisamente importanti nella fase di formazione della
della Carità coppia, prima che si affacci all’Ente Autorizzato, fornendo il profilo psico-sociale della coppia
stessa accurate che, almeno per noi, è importante e basilare, anche in riferimento all’Autorità
straniera. Durante l’anno di pre-adozione gli operatori sociali sono sicuramente punto di
riferimento sia per le famiglie stesse che per l’Ente Autorizzato.
LA CASA Il dopo adozione va pensato assieme per vedere quali azioni concrete di integrazione si
possono fare. A breve inizieranno gli incontri del gruppo di lavoro regionale sul post-adozione
(cui parteciperà anche una nostra operatrice) e sarà interessante vedere gli esiti di questo lavoro
congiunto tra operatori.
LA -
DIMORA
A.N.P.AS. Attività di aggiornamento congiunto.
ARIETE Incontri informativi pre-decreto tenuti dagli Enti con i Servizi Sociali.
ASA Crediamo che sia opportuno e gradiamo un contatto telefonico o un incontro per una reciproca
conoscenza.
Crediamo inoltre sia utile che gli Enti Autorizzati vengano coinvolti, così come previsto dalla
Legge, nei percorsi di informazione/formazione alle coppie nella fase precedente l’adozione
(noi collaboriamo con numerose realtà italiane; per quanto riguarda l’Emilia Romagna con le
Province di Bologna e di Piacenza)
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