Il Messaggero della Madonna - Basilica Santuario Madonna delle Grazie ...
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Il Messaggero
MENSILE DELLA BASILICA SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE MODICA
della Madonna
ANNO XLIX • N. 3 • MARZO 2016
SPED. IN ABB. POST. GR. III 40% AI SENSI ART. 2 COMMA 27, LEGGE 549/95 E.P.T. FILIALE DI RAGUSA N. 61Nell’Anno Santo della Misericordia Pellegrinaggio a Roma
per incontrare Papa Francesco
Giubileo Mariano 7- 8 - 9 – 10 ottobre
Venerdì 7 Alle ore 14,00 partenza in pullman per
Catania. Ore 16,50 partenza in aereo per Roma.
Arrivo a Fiumicino alle ore 18 e trasferimento in
pullman all’hotel Villa Aurelia, non molto distante
dal Vaticano. Cena e pernottamento.
Sabato 8 Ore 8 colazione e partenza per P.zza S.
Pietro. Pellegrinaggio alla Basilica di S. Pietro,
attraversamento della Porta Santa e professione di
fede. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio alle ore
16,30 in P.zza S.Pietro processione con effigie mariane di varie nazioni. Ore 17,30
Veglia con Papa Francesco. Tempo libero per
visita della città. Cena in hotel. Serata libera.
Domenica 13 Ore 8 colazione e partenza per
P.zza S. Pietro dove alle ore 10 parteciperemo
all’Eucaristia presieduta da Papa Francesco.
Pranzo in Ristorante. Nel pomeriggio visita della
città. Cena in pizzeria
Lunedì 24 Ore 8 colazione e partenza in pullman
per la visita guidata della città e delle Basiliche
giubilari. Pranzo in ristorante. Prosegue la visita libera. Ore 18 partenza per
l’aeroporto per il volo delle ore 20,10. Arrivo
alle ore 21,20 e proseguimento in pullman per
Modica.
Quota di partecipazione € 280 a persona in
camera doppia e € 260 in camera tripla,
pensione completa.
La Quota comprende: trasferimento per e da
Catania, trasferimento da e per aeroporto di
Fiumicino. Pensione completa. Visita in
pullman con guida il lunedì mattina.
La Quota non comprende: Il volo aereo che dipende dalle prenotazioni.
Può sembrare lontana la data del Giubileo, ma è stata una fatica trovare ospitalità a
Roma, quasi tutti gli Istituti per quella data sono al completo. Villa Aurelia è un
ottimo Istituto, vicino al Vaticano ma chiede entro il 30giugno un acconto di € 3000.
Acconto € 100 all’ iscrizione (al più presto) e il prezzo del biglietto che dipende
dalla prenotazione.. Saldo il 10 settembre.
2 Il Messaggero della Madonna | MarzoEditoriale
di Umberto Bonincontro
Il Messaggero È risorto, non è qui!
della Madonna
P erché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui. E’ risor-
to”. Questo è l’annuncio pasquale. Le donne vanno al sepolcro,
trovano che la pietra è stata rimossa e si presentano ad esse due
Mensile della Basilica Santuario
della Madonna delle Grazie uomini che rivolgono un rimprovero: “Perché cercate tra i mor-
Aut. Trib. Modica ti colui che è vivo?” Non è qui. E’ risorto”. L’evangelista ci vuole
n. 25 del 2/1/1968 dire che con Gesù la morte non interrompe la vita, ma le per-
mette di fiorire in una forma nuova, piena e definitiva. La morte
direttore responsabile non allontana i nostri cari da noi, ma li avvicina. La loro non è
un’assenza, ma una presenza. Continuano poi ricordando loro che Gesù
Don Umberto Bonincontro
aveva già parlato di questo in Galilea, ma l’evangelista modifica la frase di
Gesù. Infatti dice: bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano
redazione ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno. Ma in Galilea Gesù non
Maria Grazia Modica aveva parlato di peccatori, aveva parlato di anziani (i presbiteri), di sommi
Domenico Pisana sacerdoti e di scribi, cioè i componenti del sinedrio, il massimo organo
Francesco Ventura giuridico di Israele. Ora, dopo la morte di Gesù, vengono qualificati come
Angelo Viola peccatori. I peccatori non sono quelli che trasgrediscono la legge, quelli che
non riescono ad osservarne tutti i dettami ma proprio coloro che pretendo-
hanno collaborato no di rappresentare Dio. Questi sono peccatori, perché hanno anteposto
Maurilio Assenza il proprio interesse all’interesse degli altri, il proprio tornaconto al bene
Valentina Di Rosa degli altri. Per questo hanno assassinato Gesù. Ebbene le donne a queste
Enrico Frasca parole vanno ad annunciare, a svolgere cioè la stessa missione degli angeli,
Angelo Gugliotta Gli apostoli sono stati evangelizzati dalle donne. Il ruolo della donna nel
vangelo è importantissimo; sono le donne che annunciano agli uomini che
Paolo Gulisano
la vita è più forte della morte, ma gli uomini non ci credono. L’evangelista
Nella Mallia denuncia una mentalità maschilista e misogina, e il suo commento è se-
Mirella Spillicchi vero: Quelle parole parvero loro come vaneggiamento e non credevano ad
Carmelo Stornello esse. La testimonianza delle donne non era valida. E gli undici, nonostante
Valentina Terranova l’insegnamento di Gesù, nonostante Gesù avesse accolto al suo seguito del-
Stefano Trombatore le donne, sono ancora condizionati da questa mentalità. C’è un’eccezione:
Pietro, si mette in marcia verso il sepolcro, ma vede soltanto un sepolcro
segreteria di redazione vuoto. Al sepolcro non c’è nulla da vedere. Ora c’è soltanto una parola da
Giuseppe Anfuso ascoltare, da accogliere e far fiorire nella propria esistenza.
Direzione e Redazione
Via Mercè, 53
97015 Modica (Rg)
4 VITA PASTORALE • Il buon esempio parta dalla Chiesa
tel. e fax 0932 941812 6 ETICA • Viaggio intorno al Giubileo
www.santuariomadonnadellegrazie.net 8 VITA PASTORALE • Alloggiate i pellegrini, visitare i carcerati...
stampa 10 VITA PASTORALE • Papa Francesco dono dello spirito...
LA GRAFICA 11 CATECHESI M. • Donna di fede
S.S. 115 n. 48 - Modica
12 SPIRITUALITA’ • Un Dio con la bilancia
tel. e fax 0932 906552
14 SPIRITUALITA’ • L’enigma delle donne al sepolcro di Cristo
servizio abbonamenti 20 ATTUALITA’ • L’insondabile mistero della maternità
c/c postale n° 10724979
intestato a “Santuario
22 ATTUALITA’ • Sull’eterna lotta tra bene e male
Madonna delle Grazie” 24 VITA PASTORALE • La parabola dell’altro figlio
via Mercè - Modica (Rg) 26 APPUNTI D’ARTE • Castello di Donnafugata: il parco
abbonamenti 27 VIVERE LA CITTA’ • Modica Flower Show
offerta libera 28 GIOVANI • Dimmi Signore a che serve restare?
30 ASSOCIAZIONI • Dopo un anno la Misericordia cede...
Il Messaggero della Madonna | Marzo 3di Stefano Trombatore
Giubileo. E’ tempo di restituire
Il buon esempio parta da
D io ordinò al suo popolo che al cinquantesimo anno venissero restituite le cose nel
frattempo rubate e fosse ridata la libertà agli schiavi (Lev 25,10). Che si tornasse
insomma allo stato originario in cui Dio aveva fatto il mondo per tutti e gli uomini uguali.
Giubileo significa quindi restituzione. Non c’è vera conversione senza restituzione.
Quante cose deve ancora restituire la chiesa! Quante cose noi uomini di chiesa dobbiamo
tornare indietro. Altrimenti, per noi, non c’è Giubileo!
La Parola di Dio è chiara, il Concilio Vaticano II lo ha ribadito: tutti i credenti sono un
popolo di sacerdoti, profeti e re, cioè tutti i battezzati sono mediatori tra Dio e l’umanità,
sono annunciatori della Parola, hanno la forza di vincere il potere del male e trasformare
il mondo. La chiesa deve restituire ai semplici credenti la dignità di battezzati col sigillo
della Trinità, dignità per varie ragioni lungo i secoli sottratta; deve ridare loro quei ruoli
che spettavano ad essi di diritto e che sono man mano diventati monopolio di presbiteri,
vescovi, ecc.
Mi domando: la politica è il compito regale del popolo sacerdotale, da realizzarsi
liberamente sulle strade e nelle piazze, o è una alleanza privata tra monsignori e potenti
fatta nei palazzi e nelle curie? (talvolta, troppo spesso). Mi domando: benedire le persone
e le cose (le case!) è compito esclusivo del prete o non è proprio di ogni battezzato che
può dire-bene (questo significa bene-dire) dell’altro uomo a nome di Dio, dichiarargli cioè
che Dio lo vuole bene, che egli è una cosa buona perché Cristo è morto per lui? Quella
volta, Papa Francesco, dopo aver augurato “Buona sera”, chiese la benedizione al popolo
di Piazza S. Pietro e l’accolse in religioso silenzio! Fu stravaganza di un papa o costume
nuovo della chiesa? Ci sono ancora dei tabù che aspettano di essere sciolti dalla chiesa
che può cambiare prassi che essa stessa ha posto in essere nel corso della storia. Se, ad
esempio, il semplice battezzato può battezzare un bimbo in caso di malattia, perché non
potrebbe farlo in linea ordinaria? Se un giovane e una ragazza, naufragati in un’isola
deserta, possono da sé dichiararsi marito e moglie, dal momento che sono essi i ministri
del loro matrimonio, perché allora non si mette nel giusto rilievo il fatto che dichiararsi
eterno amore davanti alla chiesa costituisce i per se stesso il sacramento del matrimonio
e che il rito che lo circonda è secondario, e quindi non sempre indispensabile, a cospetto
di tale atto sacramentale? Se tutta la Chiesa in quanto tale ha il dono di manifestare
la misericordia assoluta di Dio all’umanità, perché il ministero della riconciliazione è
stato tutto ristretto alla Confessione che è solo il culmine sacramentale dell’esercizio del
perdono affidato da Dio a tutta la chiesa? Quanti ruoli di organizzazione nella parrocchia,
quante attività di curia, quanti uffici nello stesso Vaticano, attualmente ricoperti da preti
e vescovi, potrebbero (dovrebbero!) essere ridati ai laici, uomini e donne, permettendo
a questi di esercitare le loro capacità umane e professionali e a quelli di dedicarsi, come
dice la Scrittura, “alla preghiera e al servizio della Parola”? (Atti 6,4). Sottraendo man
mano quote di dignità e di poteri spirituali ai laici battezzati, la chiesa non ha fatto che
perpetuare il loro stato di minore età trattandoli da minorenni minorati. Facciamo
allora un passo indietro. Superiamo maschilismo e clericalismo che, se messi insieme,
costituiscono una vera bomba di violenza e di depredazione. Se noi presbiteri restituiremo
ai singoli credenti, a cominciare dalle donne, l’esercizio del dono che hanno ricevuto da
Dio, troveremo attorno a noi non sudditi ma collaboratori, non dipendenti ma splendidi
amici, non esecutori ma sorprendenti compagni di viaggio. Saremo insieme il Popolo
di Dio, insieme la Madre misericordiosa dell’umanità, insieme vittoriosi sul male che si
annida in ogni potere. Saremo una famiglia allargata. Sarà il nostro giubileo.
4 Il Messaggero della Madonna | Marzodi Domenica Pisana
Viaggio intorno al Giubileo: il “Porgere l’altra gua
per i nemici”: due segni “possibili” della misericord
N ella nostra società c’è
sicuramente tanta gente che
fa del bene e che, in silenzio,
si sforza di amare il prossimo.
Questa è una realtà sommersa,
che non si vede, non fa rumore.
Ma c’è anche tanta gente che
odia, si vendica, guarda gli
altri come nemici da abbattere.
E fra questa gente ci sono
anche cristiani, credenti, preti,
laici, uomini della gerarchia.
Purtroppo questo fa rumore,
anzi diventa, spesso, fonte di
speculazione. Certamente,
si può parlare e scrivere di
misericordia e di carità, ma se
nell’animo umano albergano
odio e vendetta, lì Dio non vi
abita.
Gesù del resto è stato chiaro:
“Avete inteso che fu detto: Occhio
per occhio e dente per dente, ma io devono improntare all’odio, alla uomini, credenti o meno che
vi dico di non opporvi al malvagio; vendetta, alla rivalità, ai conflitti, siano, ad avere come criterio di
anzi se uno ti percuote la guancia ma devono costruirsi seguendo risposta, nelle varie circostanze
destra, tu porgigli anche l’altra; e il criterio della misericordia e della vita, non il male e l’odio,
a chi ti vuol chiamare in giudizio dell’amore, anche come semplici ma l’amore e il perdono; ad
per toglierti la tunica, tu lascia sentimenti umani. acquisire un atteggiamento
anche il mantello” (Mt 5, 38-41). E L’invito di Gesù “se uno ti percuote interiore misericordioso e di non
ancora: “Avete inteso che fu detto: la guancia destra, tu porgigli anche violenza capace di perdonare e di
Amerai il tuo prossimo e odierai il l’altra” costituisce certamente rispondere al male con il bene.
tuo nemico; ma io vi dico: amate i una contrapposizione alla Certo, un atteggiamento del
vostri nemici e pregate per i vostri “legge del taglione” dell’Antico genere è difficile da avere,
persecutori, perché siate figli dei Testamento, la quale ammetteva ma non impossibile. Gesù lo
Padre vostro celeste, che fa sorgere la punizione del colpevole con ha chiesto ai suoi discepoli, e
il suo sole sopra i malvagi e sopra un male simile a quello che continua a chiederlo agli uomini
i buoni, e fa piovere sopra i giusti aveva fatto, al fine di evitare la di oggi, non perché sapeva
e sopra gli ingiusti”. Prendendo vendetta e mantenendo così che sarebbero stati in grado
spunto da questo tratto del una sorta di uguaglianza tra di porgere l’altra guancia, ma
discorso della montagna, vorrei, il male compiuto e il castigo perché costituisse una meta ed
nel quadro del nostro viaggio imposto. Gesù, invece, alla una tensione ideale e morale
intorno al Giubileo indetto logica della vendetta e della raggiungibile con il suo aiuto,
da papa Francesco, fare una violenza sostituisce la logica nonché una strada da percorrere
riflessione sulla misericordia della misericordia e dell’amore, per il bene dell’umanità.
come atteggiamento di risposta fino a comandare di porgere Il Giubileo indetto da papa
alla non violenza, nonché sul l’altra guancia. Qual è il senso di Francesco vuole dunque
comandamento dell’amore del questo comando? spingere ogni uomo a una
prossimo, considerato che, Certamente l’espressione non scelta controcorrente, lucida
nella prospettiva del Vangelo, è da prendere alla lettera, ma e coraggiosa, che fa leva non
i rapporti tra gli uomini non si vuole significare l’invito agli sulla violenza, sull’offesa,
6 Il Messaggero della Madonna | MarzoEtica
ancia” e l’“amore motivazioni, ritenersi a volte
nella verità, pensare di essere
con la coscienza a posto, ma di
e di quelle folle che lo avevano
osannato per i prodigi compiuti.
Ebbene, Gesù non ha
dia(!?)/3 fronte alla Verità credo nessuno
possa avere questa pretesa.
condannato ma ha annunciato il
vangelo della misericordia e del
sull’ingiustizia, sull’odio ma In ogni caso, non bisogna perdono; è lui che riconcilia tutti
sul perdono, sulla misericordia dimenticare che l’odio e la a sé, che accoglie questa misera
e sull’amore. Scegliere di non vendetta, le inimicizie, la fragilità umana invitandola al
odiare non vuol dire rinunciare discordia, la gelosia, i dissensi, cambiamento, a lasciare alle
a ogni lotta contro il male; anzi, le divisioni, le fazioni e le invidie spalle l’immondizia che deriva
essa è una lotta più attiva e reale, escludono dal regno di Dio(Gal dalla superbia ed arroganza
sul piano morale, della legge 5, 19-21). umana.
del taglione. Non vuol dire, “Beati i misericordiosi, perché È difficile, certo, assumere il
inoltre, atteggiamento passivo, troveranno misericordia”: sono comportamento di Gesù, specie
quietista, rassegnato, di sterile queste le parole di Gesù nel in un tempo come il nostro nel
deplorazione, ma atteggiamento discorso della montagna”. Bene, quale prevale più il conflitto che
centrato sull’amore come forza il Giubileo offre a tutti, credenti la benevolenza. Sì, è vero, ma
in grado di contestare ogni e non, a persone diversamente la beatitudine sta proprio nella
sistema di vita fondato sul ispirate, l’occasione per avviarsi capacità di vivere la misericordia:
disprezzo dell’uomo e dei valori. su un cammino di misericordia, - la misericordia tra noi e Dio:
L’uomo, secondo la cultura cioè su un percorso nel quale ricordiamoci, anzitutto, che
cristiano-evangelica, raggiunge il cuore del Dio che ama si la misericordia è un “dono”
pertanto il suo culmine di riversa sulla povertà spirituale gratuito dell’amore di Dio,
bellezza interiore ed esteriore degli uomini. Quanta miseria che ha accolto ogni uomo
quando si apre alla misericordia e e povertà spirituale Gesù ha nonostante il suo peccato e gli
riesce a “rendere bene per male”. incontrato lungo le strade ha restituito, mediante Gesù, la
Da qui l’amore per i nemici della Palestina: la cecità e la dignità di figlio;
e per i propri persecutori. E’ durezza del cuore degli scribi - la misericordia tra noi e il
sicuramente legittimo chiedersi e dei farisei, l’intrigo politico- prossimo: se un uomo riceve
se è possibile raggiungere economico dei sadducei; la misericordia, deve avere
questo livello, tuttavia è certo violenza degli zeloti; la frode di misericordia per il proprio
che la fede cristiana lo chiede ed Zaccheo; le diatribe fra giudei fratello. E’ questa la strada che
è Gesù stesso che lo può rendere e samaritani; il rinnegamento indica papa Francesco con il
possibile nella vita del cristiano. da parte dei suoi stessi amici Giubileo..
Non odiare e amare i nemici e i Continua
propri persecutori non è infatti
un atto di bravura, una capacità
umana, uno sforzo sovrumano,
Auguri
né un sentimento, ma è fare
agire dentro di sé, almeno
nell’ottica della fede evangelica,
Gesù, il suo Spirito di pace e di
misericordia.
Viviamo in un tempo
caratterizzato da conflittualità e Il mondo vive nell’odio
incapacità di relazione in tutti ma Gesù risorto
i campi, dal sociale al politico, ha vinto il mondo
da quello lavorativo a quello annunciando la sua pace.
associazionistico, da quello L’augurio che ciascuno di noi
ecclesiale a quello istituzionale, accogliendola la costruisca
e la conflittualità, anche fra attorno a sè.
i cristiani e le chiese, sfocia
a volte nell’odio verso l’altro.
Chi odia potrà avere le sue
Il Messaggero della Madonna | Marzo 7Vita Pastorale
di Maurilio Assenza
Le opere di misericordia corporale e spirituale / 5
Alloggiare i pellegrini, visitare i carcerati:
la carità tutto copre, tutto spera!
L a Quaresima di carità 2016
nella nostra diocesi ci impe-
gna a due opere di misericordia
corporale molto attuali e corali:
alloggiare i pellegrini, visitare i
carcerati. “Ci impegna” nel senso
che siamo coinvolti come Chiesa
che sta avviando per gli immigra-
ti il progetto “Protetto, rifugiato
a casa mia” e che sta sostenendo
la nascita di una “redazione gior-
nalistica” da parte di quattro de-
tenuti al Carcere di Noto perché
si crei un dialogo tra “dentro” e
“fuori”. Saranno circa 15/16 all’i-
nizio i profughi e gli immigrati
che troveranno accoglienza in
reti solidali che faranno perno
sulla famiglia come soggetto voluto che pure in episcopio si una carità che «tutto copre» ...
dell’accoglienza (e il vescovo ha dia questo segno). Impareremo Per accogliere veramente un im-
migrato, infatti, ci vuole anzitut-
to calore: quel calore che una fa-
1° e 2 aprile, Crisci ranni 2016 miglia o una rete di famiglie può
assicurare per quell’apertura che
“La piazza tra racconti e incontri” discende dal sacramento cele-
brato e che lo autentica. Per ac-
A vrà un significato particolare la festa educativa Crisci ranni 2016
perché in questi sei anni è diventato più di un Cantiere educativo:
è anche un processo che coinvolge le scuole (due mila bambini stanno
cogliere ci vogliono poi la ricerca
di un lavoro, l’assistenza sanita-
partecipando all’iniziativa della piazza rifiorita e i giovani alla scrittura ria e legale, l’insegnamento della
creativa), è la festa che continua la Pasqua sul versante educativo, è nostra lingua e l’attenzione alla
occasione di riflessione sulla città, è stato l’ispirazione di altri sette loro cultura, l’ascolto delle feri-
cantieri educativi a Siracusa, Noto, Pozzallo, Ispica, Pachino, Scicli. te e dei sogni del cuore. L’acco-
In particolare venerdì 1° aprile alle 18 nell’auditorium Pietro Floridia di glienza grazie a quest’impegno
Piazza Matteotti a Modica vi sarà un convegno sul tema di quest’anno
– “La piazza tra racconti e incontri” – con un dialogo tra i giovani e
diventerà un segno forte, a cui
studiosi che sono appassionati lettori del nostro territorio e del nostro le comunità interessate si sono
tempo (Paolo Nifosì e Antonio Sichera) e il presidente di Fondazione preparate, pure con iniziative
CON IL SUD Carlo Borgomeo, impegnato da anni sul versante del lavoro per il sostegno economico. Un
giovanile, di un meridionalismo militante che impegni il Sud a diventare segno che rimanda a gesti, an-
protagonista del proprio riscatto. che più semplici, che dovrebbe-
Sabato 2 aprile la grande festa educativa, che inizierà nell’atrio comunale ro diventare più diffusi e più ac-
alle 15,30, spostandosi poi nelle piazzette adiacenti per confluire alle 17 cessibili a tutti, come
in piazza Matteotti per momenti di festa quello di guardarsi
con i Clown dottori “Ci ridiamo su”.
Introdurrà il rito don Corrado Lorefice,
attorno e non lasciare
arcivescovo di Palermo. La sera, dedicata mai un immigrato sen-
in particolare ai giovani, musica con il za un gesto di affetto:
complesso “Tiempu persu”. dal sorriso accoglien-
te all’invito a mensa,
8 Il Messaggero della Madonna | MarzoTestimoni
di Angelo Gugliotta
dall’aiuto per la lingua all’ascolto
della sua storia e delle culture
del mondo. Altra opera di mise- Ricordo ancora quel terribile sabato
ricordia che impegna insieme è
la visita ai carcerati. Don Seba-
pomeriggio del 9 marzo 2013
stiano Boccaccio, cappellano al
carcere di Noto, in un incontro
al clero ha raccontato come sia
A vevo preso servizio alle
ore 14, ma il tempo
trascorreva un pò a rilento
complessa la vita del carcere, tanto che, avrei preferito
come ci sono spesso forti sensi virtualmente spingere in
di colpa difficili da sciogliere e avanti le lancette dell’orologio
difficili integrazioni una volta per completare il mio
che si esce dal carcere, ci sono turno in ospedale, quando
ripetizioni dell’errore ma anche all’improvviso squilla il
ripartenze grazie alla fede e al telefono. Era l’infermiere di
sostegno fraterno di familiari, triage del pronto soccorso
volontari, amici. L’icona per ec- che mi allertava con voce
cellenza della misericordia – ha assai sbrigativa e concitata
scritto su “La vita diocesana”- di un gravissimo politrauma
resta la madre: anche se il figlio occorso ad un ragazzino e
ha sbagliato, lo va a trovare e lo che, appena sbarellato dal 118,
ama comunque. Con un affetto aveva bisogno urgentemente
riflesso del cuore di Dio, che di una trasfusione di sangue
vuole «che nessuno si perda». perché in shock. Siccome siamo prima di ogni cosa dei papà
E, se sono pochi i volontari che in un baleno mi sono precipitato al pronto soccorso. Una
possono andare in carcere per lampadina accesa di luce rossa sopra la porta chiusa del pronto
la delicatezza del compito, tutti soccorso mi segnalava qualcosa di veramente grave e che era
possiamo “visitarlo” sentendo- valsa la pena affrettarsi. Poi soprattutto un concitato accorrere
ci rappresentati dal cappellano di persone e camici bianchi mi fecero intuire che lo scorrere
con la sua presenza assidua e del tempo adesso diventava tremendamente fondamentale
generosa; tutti possiamo con- per la vita di quel ragazzino. Diedi subito disposizione di dare
tribuire a fare di ogni cella una prima una, poi due unità di sangue universale; poi sarebbero
Porta santa contribuendo ad risultate necessarie altre ed altre ancora; preso il necessario,
una cultura dell’accoglienza anche scappai verso il mio reparto con le provette e le richieste
di chi ha sbagliato. «La carità tut- per… Bombardamento Stefano data di nascita 09.07.1999….
to copre, la carità tutto spera!». Diagnosi d’ingresso al pronto soccorso: grave politrauma
La misericordia che raggiunge in stato di shock .Da quella sera, poi la notte e poi ancora il
migranti e carcerati ci impegna giorno, la storia di Stefano accompagna il modesto servizio di
a “misure alte” che ci fanno re- tante persone anche della Misericordia di Modica. Stefano da
stare uomini veri e testimonia- quel giorno ad oggi è stato un continuo “snocciolare la corona
no una fede autentica. Come ri- del rosario”. Interventi chirurgici demolitivi e ricostruttivi,
corda il papa nel messaggio per importanti e meno importanti e poi la stressante permanenza
la Quaresima: «la misericordia di per la riabilitazione a Rimini; in ultimo il faticoso ritorno a
Dio trasforma il cuore dell’uomo e Modica, a casa sua. Un’illuminante testimonianza di sacrificio,di
gli fa sperimentare un amore fede- sobrietà umana ha la sua famiglia: il papa, la mamma che
le e così lo rende a sua volta capa- a volte possono sembrare schivi,raccolti nella loro intimità
ce di misericordia. È un miracolo eppure è intrisa di riconoscenza per quanti sono stati vicino
sempre nuovo che la misericordia anche nella preghiera accanto al loro dramma. Avere in mente
divina si possa irradiare nella vita questa famiglia, soprattutto le sorelline di Stefano, mi sembrava
di ciascuno di noi, motivandoci doveroso farlo in questi giorni di Quaresima ormai passata,
all’amore del prossimo e animan- non al pensiero di un mesto Venerdì della sofferenza, ma di
do quelle che la tradizione della un Venerdì di speranza e di una Domenica della Gioia. Auguri
Chiesa chiama le opere di miseri- famiglia Bombardamento, auguri a te Stefano con la copertina
cordia corporale e spirituale». rossa sul tuo lettino di speranze!
Il Messaggero della Madonna | Marzo 9Vita Pastorale
di Umberto Bonincontro
A tre anni dall’elezione a Vescovo di Roma
Papa Francesco dono dello Spirito per il nostro tempo
T re anni fa, il 13 marzo 2013,
a seguito del gesto profetico
di Benedetto XVI, che lasciando
L’impegno maggiore di France-
sco, in questi intensissimi anni,
è stato quello di spingere la chie-
risposta, dopo mille anni, all’a-
nelito di Gesù “che tutti siano
una cosa sola, perché il mondo
anzitempo la cattedra di Pietro, sa, e i suoi organismi pastorali, creda”. La riforma della Curia ro-
faceva voltare pagina alla storia a cambiare mentalità, partendo mana per una nuova vitalità della
bimillenaria della Chiesa, saliva dal Concilio, per annunciare il chiesa, a cui ha messo mano dai
al soglio pontificio il card. Jorge Vangelo agli uomini del nostro primi giorni di pontificato, è ne-
Bergoglio, proveniente dall’Ar- tempo. Affermare subito dopo cessaria ed urgente ma non si ot-
gentina, cioè dalla “fine del mon- l’elezione “come vorrei una tiene con la bacchetta magica. Le
do”, come egli stesso ebbe a dire. Chiesa povera e per i poveri” innovazioni delle strutture fatte a
Il nome “Francesco” che ha scel- non è stata una esclamazione colpi di penna non hanno futu-
to è apparso subito a tutti come sentimentale ma un progetto ro se non procede di pari passo
un programma, ha sottolineato più avanti strutturato nell’esorta- la conversione dei protagonisti.
di essere anzitutto il vescovo di zione apostolica “Evangelii gau- Francesco sa che deve anzitut-
Roma, molto importante per il dium”. In un tempo di grave cri- to motivare il cambiamento del
dialogo ecumenica, e con un ge- si di credibilità per le istituzioni cuore e della mente di quanti in-
sto di umiltà, che ha fatto storia, ecclesiastiche determinata dal tendono dedicare la loro vita alla
dall’alto del Loggione di S. Pie- rapporto mondano con il denaro causa del Vangelo. Il Crocifisso,
tro ha chiesto la benedizione al e dallo scandalo della pedofilia, sa bene il Papa, non può essere
popolo. Guardando a questi tre Francesco ha lanciato un appello simbolo identitario per battaglie
anni possiamo riassumere la sua urgente alla conversione. Il Con- confessionali, quanto piuttosto
opera e la sua persona con una cilio è tornato ad essere il timo- esempio scomodo da imitare per
sola parola “un Papa cristiano”, ne che guida la barca di Pietro. passare da credenti a credibili.
cioè un vero discepolo di Gesù Prendere sul serio il principio di E l’uomo d’oggi, frastornato da
di Nazaret, da cui quella parola autonomia delle realtà del mon- tante sirene, non ha bisogno di
ha origine. Di Gesù raccontano do dalla religione, sancito dal una chiesa organizzata, ma con
i Vangeli che “passò facendo del Concilio, significa destabilizzare le pecche tipiche delle organizza-
bene a tutti”, di Papa Francesco la consolidata coscienza cristia- zioni mondane, quanto piuttosto
si può dire lo stesso. Con una na. Lo stile e il modo con cui di una chiesa povera e libera che
scelta di campo ben precisa: si è porta avanti il dialogo ecumeni- si presenta al mondo offrendo
messo dalla parte dei poveri per co, dandogli nuova vitalità ed en- non oro ed argento ma unica-
guardare il centro e scuotere la tusiasmo, indicano chiaramente mente la bella notizia che Dio è
politica e l’economia del mondo. la rotta da seguire per dare una misericordioso.
10Il Messaggero della Madonna | MarzoCatechesi Mariana
a cura di Nella Mallia
M
Donna di fede
aria ci porta sempre a
Gesù. E’ una donna di
fede, una vera credente. E allora
viene da chiederci: com’è stata
la fede di Maria? Il primo ele-
mento della sua fede è questo:
la fede di Maria scioglie il nodo
del peccato. Che cosa significa?
I Padri conciliari del Vaticano II
hanno ripreso un’espressione di
Sant’Ireneo che dice:” Il nodo del-
la disobbedienza di Eva ha avuto
la sua soluzione con l’obbedienza
di Maria; ciò che la vergine Eva
aveva legato con la sua incredu-
lità, la vergine Maria l’ha sciolto
con la sua fede”. Ecco, il “ nodo”
della disobbedienza, il “ nodo”
dell’incredulità. Quando noi non
ascoltiamo Dio, non seguiamo la
sua volontà, manchiamo di fidu-
cia in Lui – e questo è il peccato
-, si forma come un nodo nella
nostra interiorità. E questi nodi
ci tolgono la pace e la serenità.
Sono pericolosi, perché da più
nodi può venire un groviglio, sua Parola. Pensiamo forse che fine, fino al sacrificio della vita,
che è sempre più doloroso e più l’incarnazione di Gesù sia un è la via della Croce. Quando è
difficile da sciogliere. Ma alla mi- fatto solo del passato, che non arrivata l’”ora” di Gesù, cioè l’ora
sericordia di Dio – lo sappiamo – ci coinvolge personalmente? della passione, la fede di Maria
nulla è impossibile! Anche i nodi Credere in Gesù significa offrir- è stata la fiammella nella not-
più intricati si sciolgono con la gli la nostra carne, con l’umiltà te. Nella notte del sabato santo
sua grazia. E Maria, che con il e il coraggio di Maria, perché Maria ha vegliato. La sua fiam-
suo “ sì” ha aperto la porta a Dio Lui possa continuare ad abitare mella, piccola ma chiara, è stata
per sciogliere il nodo dell’antica in mezzo agli uomini. Noi sia- accesa fino all’alba della Resur-
disobbedienza, è la madre che mo gli strumenti di Dio perché rezione; e quando le è giunta la
con pazienza e tenerezza ci porta Gesù agisca nel mondo attraver- voce che il sepolcro era vuoto,
a Dio perché Egli sciolga i nodi so di noi. L’ultimo elemento è la nel suo cuore è dilagata la gioia
della nostra anima con la sua mi- fede di Maria come cammino: il della fede, la fede cristiana nella
sericordia di Padre. Secondo ele- Concilio afferma che Maria “ ha Morte e Resurrezione di Gesù
mento: la fede di Maria dà carne camminato nel pellegrinaggio Cristo. Perché la fede ci porta
umana a Gesù.Dio non ha voluto della fede”. In che senso la fede sempre alla gioia, e Maria è la
farsi uomo ignorando la nostra di Maria è stata un cammino? Madre della gioia.
libertà, ma è voluto passare attra- Nel senso che tutta la sua vita è Com’è la nostra fede? La tenia-
verso il libero assenso di Maria, stata seguire il Figlio. Ora, pro- mo accesa, come Maria, anche
attraverso il suo “sì”. Quello che gredire nella fede, avanzare in nei momenti difficili, i momenti
è avvenuto nella Vergine Madre questo pellegrinaggio spirituale di buio? Sentiamo la gioia della
in modo unico, accade a livello che è la fede, non è altro che se- fede? Ti ringraziamo, Madre,
spirituale anche in noi quando guire Gesù; ascoltarlo, lasciarsi per la tua fede di donna forte e
accogliamo la Parola di Dio con guidare dalle sue parole; vedere umile, e rinnoviamo il nostro
cuore buono e sincero e la met- come Lui si comporta e mette- affidamento a te, Madre della
tiamo in pratica. Succede come re i nostri piedi nelle sue orme, nostra fede.
se Dio prendesse carne in noi, avere i suoi stessi sentimenti e (da riflessioni di Papa Francesco
perché Egli prende dimora in co- atteggiamenti. La via di Gesù è per la Giornata Mariana nell’an-
loro che lo amano e osservano la quella dell’amore fedele fino alla no della Fede)
Il Messaggero della Madonna | Marzo 11di Angelo Viola
Un Dio con la bilancia?
S ul significato della passione e
morte di Gesù oggi la teolo-
gia sta realizzando un profondo
cambiamento di prospettiva, pas-
sando da un’impostazione giuri-
dica e morale della Redenzione
ad un’ impostazione più aderen-
te alla realtà storica dei fatti.
In questa luce, il concetto che va
assolutamente superato è quello
di “sacrificio di riparazione”.
Nella tradizione cristiana questo
concetto è stato applicato al rap-
porto tra Dio e l’uomo e vuole
indicare l’amore con cui Gesù ha
offerto la sua sofferenza a Dio,
come “prezzo”e “riparazione” del-
le offese compiute dagli uomini
peccatori.
Sono stati soprattutto Sant’A-
gostino e Tertulliano a teorizza- Dall’idea pagana che la giustizia La “Dottrina della Redenzione”,
re in questo modo la salvezza di Dio fosse come quella degli nonostante risulti oggi la più
operata da Cristo. Essi hanno uomini, una giustizia con la bi- limitante che la teologia abbia
utilizzato i contesti culturali del lancia, è nata la “Teologia della potuto concepire, domina anco-
loro tempo, subendo le influen- Redenzione”, che si fonda su due ra la mente ed il cuore di molti
ze del diritto germanico e latino, teorie che la sensibilità moderna cristiani.
secondo cui ogni “colpa” va ripa- rifiuta: Anche all’interno della Chiesa
rata con una adeguata “pena” o - la “ teoria della punizione” di c’è ancora una certa resistenza a
“espiazione”. Simbolo di questa Sant’Agostino, secondo la quale rompere col passato e a riformu-
“giustizia umana” è la bilancia. occorreva una “pena” o “punizio- lare, unitamente alla dottrina sul
Mettiamo su un piatto di questa ne” per saldare con Dio il “debito peccato originale, anche quella
bilancia la colpa e sull’altro piatto del peccato nostro e dei nostri pro- sul concetto di Redenzione.
la pena o espiazione: quando si genitori”; Pertanto è abbastanza frequente
raggiunge l’equilibrio tra i due - la “teoria della sostituzione” di leggere o ascoltare espressioni
piatti, giustizia è fatta! Spesso Tertulliano, secondo cui Gesù del genere, che spesso fanno da
anche con la condanna a morte si è sostituito all’uomo nel paga- motivo conduttore a tutta un’in-
del colpevole. mento di questo debito, poiché tera predicazione: “E’ Dio che ha
l’uomo mai avrebbe potuto sal- mandato suo Figlio come vittima
darlo, in quanto il suo peccato, di espiazione per i nostri peccati”;
essendo un’offesa a Dio, aveva “La morte di Cristo è il sacrificio
una gravità infinita. pasquale che compie la redenzione
E come ha pagato Gesù? Come per mezzo dell’Agnello che toglie il
fanno pagare gli uomini: con peccato del mondo”.
la morte, cioè con l’estremo dei Solo con acrobazie intellettuali
sacrifici. Un sacrificio dal valore e pseudo-mistiche è possibile
infinito, essendo Gesù il Figlio dare a queste affermazioni un
di Dio. senso diverso da quello che nella
Da questa teologia si è sviluppa- loro immediatezza significano.
ta l’idea del “sacrificio” per placa- Infatti, in base a tali affermazio-
re l’ira di Dio. ni, Gesù sarebbe stato mandato
12 Il Messaggero della Madonna | MarzoSpiritualità
dal Padre per “espiare al posto no- sua amicizia e la benevolenza nei mi della terra. Portare, inoltre, a
stro” la pena per i nostri peccati. confronti degli uomini. compimento la Rivelazione, per
Eccoci di fronte all’immagine di Concludendo, la tragica fine di manifestare agli uomini il vero
un dio pagano, bisognoso di una Gesù fu decisa dagli uomini con volto di Dio: un Dio Padre esclu-
vittima sacrificale per poter per- ingiusta sentenza. Egli, tutta- sivamente buono e misericor-
donare. via, ha vissuto la sua condanna dioso; un Dio che si è incarnato
La morte in croce di Gesù, per- e la sua morte come momento non per essere servito, ma per
tanto, farebbe parte di un preciso storicamente necessario per il servire; un Dio che non castiga e
“progetto di Dio”. Ma se ammet- compimento di un progetto di- non mette alla prova le sue crea-
tiamo che Dio abbia progettato vino. Quale progetto? Mostrare ture attraverso la sofferenza, ma
questa morte, dobbiamo neces- concretamente la vicinanza di che si fa compagno di viaggio dei
sariamente ammettere che l’ab- Dio con i perseguitati e gli ulti- sofferenti.
bia anche voluta. Ma è possibile
pensare questo di Dio? Venerdì 18 marzo la Via Crucis
Le espressioni, poi, “ sacrificio pa-
squale” e “ agnello che toglie il pec- ha percorso le vie della parrocchia
cato del mondo” fanno riferimen-
to al rito ebraico dell’espiazione.
Nella storia degli Ebrei c’era un
giorno, detto dell’Espiazione
(Yom Kippur), in cui veniva pre-
so un capro sul quale si caricava-
no simbolicamente tutte le colpe
del popolo e poi veniva mandato
a morire nel deserto. Ebbene, se-
condo una predicazione ancora
corrente, Gesù sarebbe metafo-
ricamente il “nuovo agnello” che
si offre in sacrificio per togliere
il peccato del mondo. Infinite le
riflessioni lungo i secoli su que-
sta immagine di Gesù: agnello
offerto in sacrificio per noi. Ma
offerto a chi? A Dio! E perché?
Perché Dio tolga il peccato del
mondo. Ed ecco che ritorna la
domanda di fondo: ma Dio, che
a noi comanda di perdonare gra-
tuitamente settanta volte sette e
cioè sempre, ha bisogno di una
vittima per poter perdonare?
L’autore della Lettera agli Ebrei
arriva ad affermare: “Senza spar-
gimento di sangue non c’è perdo-
no!”. E’ terribile pensare questo!
Ma possiamo rinunziare alla
figura del Padre misericordioso
della famosa parabola evangeli-
ca?
Dio, per essenza, non può asso-
lutamente volere il male, in que-
sto caso la morte del Figlio, per
ricavarne un bene, cioè il perdo-
no dei peccati, il ripristino della
Il Messaggero della Madonna | Marzo 13di Angelo Viola
T utti e quattro i Vangeli af-
fermano che furono alcune
donne, per prime, a scoprire la
tomba vuota di Gesù. Tuttavia
ciascun evangelista fornisce una
differente versione dei fatti.
In primo luogo è diversa l’ora in
cui le donne si recarono al se-
polcro. Marco e Luca sostengo-
no che fu la domenica mattina,
al levar del sole. Anche Giovan-
ni afferma che fu la domenica
mattina, ma quando era anco-
ra buio, cioè alcune ore prima
dell’alba. Matteo, invece, riferi-
sce che il fatto accadde durante
la notte del sabato.
La seconda differenza riguarda
il numero di donne che si reca-
rono al sepolcro. Per Marco era-
no tre: Maria Maddalena, Maria
la moglie di Giacomo e Salome.
Per Luca, invece, si è trattato di
un gruppo di donne, che aveva-
no seguito Gesù dalla Galilea.
Per Matteo erano due: Maria
L’enigma delle donne
Maddalena e un’altra Maria. Per
Giovanni, infine, è stata una sola
a recarsi al sepolcro, e cioè Ma-
ria Maddalena.
al sepolcro di Cristo
Una terza differenza si riscontra
nel resoconto dell’apertura della Di fronte a descrizioni così di- levar del sole” non per darci una
tomba e nel riferimento al per- verse sorge spontanea una do- reale indicazione temporale, ma
sonaggio o ai personaggi che le manda: chi dei quattro evangeli- per trasmetterci un messaggio
donne incontrarono presso la sti ci fornisce la verità storica dei simbolico. Egli, infatti, aveva af-
tomba: per Marco di trattava di fatti? La conclusione non può fermato che alla morte di Gesù
un giovane; per Matteo di un an- non essere che questa: nessuno una grande oscurità era caduta
gelo; per Luca di due uomini e dei quattro. su tutta la terra, quindi, ora che
per Giovanni di due angeli. Infatti queste ed altre discor- Gesù risuscita, Marco presenta
Gli evangelisti discordano pure danze che riscontriamo nei loro la luce del sole levato sulla ter-
sulla reazione delle donne. In racconti ci indicano che gli auto- ra. Si tratta della luce del “nuovo
Matteo e in Luca le donne usci- ri sacri non si posero affatto l’o- mondo” che sta sorgendo. E per-
rono da quell’incontro piene di biettivo di trasmetterci la crona- ché sono tre le donne che secon-
allegria per raccontare la noti- ca degli avvenimenti così come do questo evangelista si recano
zia a tutti coloro che avrebbero avvennero realmente, ma cia- al sepolcro? Perché, come Gesù
incontrato. Secondo Marco le scuno “modificò” le informazio- aveva nutrito preferenze per tre
donne fuggirono dal sepolcro ni di cui era in possesso in base dei suoi apostoli ( Pietro, Giaco-
spaventate e non raccontarono ai destinatari del suo vangelo, mo e Giovanni ), i quali alla sua
niente a nessuno. Giovanni, in- con uno scopo eminentemente morte lo avevano abbandonato,
vece, racconta che Maria Mad- educativo ed esortativo. così ora egli contrappone ad essi
dalena, l’unica donna che si era Per ragione di spazio soltanto tre donne che testimoniano fe-
recata al sepolcro, non si rese qualche esempio, iniziando col deltà al Risorto. Sempre secon-
conto della risurrezione di Gesù Vangelo di Marco. do Marco, le donne incontrano
e corse ad annunziare il furto Secondo questo evangelista, le presso il sepolcro un giovane
del suo cadavere. donne si recarono al sepolcro “al seduto alla destra dell’ingresso,
14 Il Messaggero della Madonna | MarzoA Pasqua è nato il mondo nuovo
L a Quaresima è il tempo che ci viene accordato
ogni anno per lasciarci riconciliare da
Dio. In questo Anno Santo siamo invitati a
fare l’esperienza del suo amore traboccante e
misericordioso. Passando attraverso la Porta
Santa, che è Cristo, “Io sono la porta, nessuno viene
al Padre se non per mezzo di me”, noi ci sentiremo
accolti tra le braccia spalancate di un Padre che
attende il nostro ritorno per far festa. Dobbiamo
però fare attenzione a non identificarci con il
“figlio buono” della parabola, rimasto sempre in
casa, che si vede più servo che figlio e che non è
disposto ad accogliere e a far festa con il fratello
che torna. La Chiesa è la casa in cui si lavora con
gioia e si è sempre pronti ad accogliere chi ritrova
la via del ritorno per far festa. E’ proprio la Pasqua
che segna la vittoria di Cristo sulla morte, e
quindi il trionfo della vita, che ci fa sperimentare
l’immenso amore di Dio verso di noi peccatori.
Un amore che porta Gesù a passare attraverso
la morte come ogni altro mortale, pronto però
a far rotolare la pietra dal sepolcro per dirci che
la morte, l’ultimo nemico ad essere vinto, è stata
sconfitta perchè le è stato tolto il pungiglione,
cioè il peccato. La Risurrezione di Cristo è infatti
preludio della nostra risurrezione, perché anche
noi siamo morti con Lui nel battesimo, e ora con
Lui viviamo. Tutto questo lo celebriamo nel segno durante la settimana “Santa”. L’abbiamo iniziata la
Domenica delle palme con una solenne Celebrazione che dalla chiesa del SS. Salvatore ci ha portati al
piazzale del Santuario, dove abbiamo celebrato l’Eucaristia. Nel pomeriggio poi c’è stata una suggestiva
rappresentazione sacra per rivivere l’ingresso di Gesù nella Città santa, ideata e realizzata da P. Palacino.
Il Giovedì Santo abbiamo partecipato alla Solenne Messa Crismale nella Cattedrale di Noto e in serata
abbiamo rivissuto la Cena del Signore, sia al Santuario che al SS. Salvatore. Nel pomeriggio di Venerdì
abbiamo commemorato la Passione del Signore, a cui avevamo assistito con la Sacra rappresentazione
realizzata in modo coinvolgente da P. Palacino. Il Sabato Santo celebreremo alle ore 10,30 l’Ora della
Madre e quindi alle 22.45 la Solenne Veglia Pasquale. La notte santa in cui viene annunciata con la vittoria
di Cristo sulla morte l’inizio della nuova umanità.
Il Santuario è aperto tutti i giorni dalle ore 7 alle ore 21
S. Messa feriale ore 8,30/19 - festiva: sabato ore 19 - domenica: ore 9,30/19
L’ufficio parrocchiale è aperto nei giorni feriali dalle ore 16 alle ore 19
Il Messaggero della Madonna | Marzo 1517/01 - Battesimo di Alessandro Iachininoto 1 marzo - Giubileo dei lavoratori della terra
Pellegrinaggio dei ragazzi del catechismo S. Antonio
Giubileo e Messa pasquale dei ragazzi dell’Istituto comprensivo S. Marta
16 Il Messaggero della Madonna | Marzo50 Anniversario Matrimonio coniugi Iabichino Esercizi Spirituali al Santuario dettati
da don Manlio Savarino
Il Monumento a Cristo Porta
con a fianco la famiglia e i poveri
dell’artista Tonino Migliore
innalzato dalla Comunità ecclesiale
di Modica in occasione
del Giubileo del 2000
danneggiato dall’incuria dei cittadini
è stato restaurato
dal Comune in occasione
del Giubileo della Misericordia
12 Marzo - Festa del Perdono
Promessa dei Lupetti del branco Fiore Rosso
Il Messaggero della Madonna | Marzo 17Hanno fatto Pasqua con il Signore I Nostri Defunti entrando nella vita eterna! Firrincieli Carmelo Avola Giorgia Ozzo Daniela Firrincieli Giuseppe Pulino Pietro Belluardo Orazia + il 06/08/85 + il 21/06/94 + il 26/04/12 + il 24/10/15 + il 05/10/07 + il 02/01/09 Tudisco Antonio Blanco Giuseppa Cappello Francesco Terranova Rosaria Di Rosa Giuseppe Spadaro Santina + il 17/11/1941 + il 30/03/02 + il 04/01/16 + il 16/03/14 + il 13/04/03 + il 17/03/05 Sammito Carmelo Sammito Giorgio Salemi Emanuele Scarso Orazio Cicero Margherita Spadola Giorgio + il 01/09/96 + il 28/03/94 + il 30/04/02 + il 01/06/07 + il 30/10/02 + il 14/05/10 Avola Giorgio Giannone Orazia Ancella Raffaele Cannizzaro Giorgia Incontruscieri Giorgio + il 03/07/86 + il 06/04/99 + 01/12/74 + il 04/04/1956 + il 04/05/10
Attualità
Spiritualità
vestito di bianco. Evidentemente sola e per di più di notte. Perché che per noi: l’incontro con Gesù
siamo in presenza di un perso- mai allora Giovanni menziona è sempre qualcosa di personale
naggio non reale, ma simbolico. soltanto la Maddalena? Forse e la fede nella sua risurrezione
Egli rappresenta Gesù stesso, perché, all’epoca in cui scrive, non dipende dal numero dei te-
con un corpo ormai trasfigurato, questa donna era diventata la stimoni, ma è sempre un’espe-
con una veste bianca, che rap- grande messaggera e testimone rienza viva della Pasqua, come
presenta la vita eterna. privilegiata della risurrezione passaggio dalla morte alla vita,
Dieci anni più tardi Matteo scri- di Cristo. Ma c’è anche un forte dalla schiavitù del peccato alla
ve il suo Vangelo, basandosi sul messaggio teologico, valido an- libertà di figli di Dio.
resoconto di Marco. Ma, poiché i
suoi lettori erano di origine giu-
daica (non pagana, come, quel-
li di Marco), egli operò alcuni
cambiamenti per meglio adatta-
Domenica delle Palme
re il suo racconto alla mentalità
giudaica. Ad esempio, Matteo
riferisce che le donne si recaro-
no al sepolcro non la domenica
mattina ma il sabato, durante la
notte.
Come mai? Perché gli Ebrei
celebravano la Pasqua la notte
del sabato, per fare memoriale
della notte dell’Esodo. Pertanto,
secondo Matteo, la nuova Pa-
squa, in cui Gesù libera l’uma-
nità dalla schiavitù del peccato,
deve anch’essa avvenire durante
la notte del sabato. Solo così le
comunità di Matteo, formate
da giudei, possono accogliere il
passaggio dalla Pasqua ebraica
alla Pasqua cristiana.
Luca scrive il suo Vangelo con-
temporaneamente a Matteo e si
basa anch’egli sul testo di Mar-
co, ma lo adatta ai suoi lettori,
che erano di origine greca. Ciò
spiega, ad esempio, perché Luca
sostenga che a recarsi al sepol-
cro non sono né due, né tre, ma
“un gruppo numeroso” di donne.
Questo perché nella società gre-
co-romana la donna era molto
più stimata rispetto al mondo
giudaico, per cui l’evangelista
intende dimostrare la grande
stima che Gesù ha per le donne.
Infine, il Vangelo di Giovanni
fu l’ultimo ad essere scritto. Se-
condo questo evangelista una
sola donna, la Maddalena, va al
sepolcro. Difficile credere che
una donna si rechi al sepolcro da
Il Messaggero della Madonna | Marzo 19Attualità
di Paolo Gulisano
L’insondabile mistero della m
A ttraverso lo stupore di Maria
avviene l’Incarnazione, l’ini-
zio di quella risposta definitiva,
con cui Dio viene incontro alle
inquietudini del cuore dell’uo-
mo. Madre. Mamma: la parola
più dolce, la prima che viene bal-
bettata dalle labbra di un bambi-
no, quella che spesso è l’ultima,
sulle labbra dei morenti. Nel
Cristianesimo la parola madre è
fondamentale: essa ci richiama
l’altissima dignità della donna,
chiamata a trasmettere la vita,
a nutrirla, ad accudirla. E tra le
donne ce n’è una, in particolare,
che venne chiamata a generare
il Verbo di Dio. Maria, la nuova
Eva, la donna per eccellenza, la
Madonna. La donna si trova al cuore dell’uomo. È attraverso la da costituire «una sola carne».
cuore dell’evento salvifico del tenerezza di una madre che il Il reciproco dono della persona nel
Cristianesimo: la rivelazione di Verbo si fa carne. La maternità matrimonio si apre verso il dono
Dio, che è l’imperscrutabile uni- contiene in sé il grande mistero di una nuova vita, di un nuovo
tà della Trinità, è contenuta nelle della generazione della vita, un uomo, che è anche persona a so-
sue linee fondamentali nell’an- mistero custodito dalla donna. miglianza dei suoi genitori. La
nunciazione di Nazareth. «Ecco, Maria abbraccia il mistero della maternità implica sin dall’inizio
concepirai un figlio, lo darai alla «donna», all’interno del mistero una speciale apertura verso la
luce e lo chiamerai Gesù. Egli di Cristo. L’essenza della Nuova nuova persona: e proprio questa
sarà grande e chiamato Figlio Alleanza consiste nel fatto che è la «parte» della donna, come
dell’Altissimo». «Come avverrà il Figlio di Dio, consustanziale scriveva san Giovanni Paolo II
questo? Non conosco uomo». all’eterno Padre, diventa uomo: nella sua enciclica Mulieris di-
«Lo Spirito Santo scenderà su di accoglie l’umanità nell’unità gnitatem. In tale apertura, nel
te, su di te stenderà la sua ombra della Persona divina del Verbo. concepire e nel dare alla luce
la potenza dell’Altissimo. Colui Colui che opera la Redenzione è il figlio, la donna si ritrova me-
che nascerà sarà dunque santo e al tempo stesso un vero uomo. diante un dono sincero di sé. Il
chiamato Figlio di Dio (...). Nul- L’uomo - sia il maschio che la dono dell’interiore disponibilità
la è impossibile a Dio». È facile femmina - è l’unico essere nel nell’accettare e nel mettere al
pensare a questo evento nella mondo che Dio abbia voluto mondo il figlio è collegato all’u-
prospettiva della storia d’Israele, il per se stesso: è una persona, è nione matrimoniale, che - come
popolo eletto di cui Maria è fi- un soggetto che decide di sé. Al è stato detto - dovrebbe costitu-
glia; ma è facile anche pensarvi tempo stesso, l’uomo non può ire un momento particolare del
nella prospettiva di tutte quelle ritrovarsi pienamente se non reciproco dono di sé da parte e
vie, lungo le quali l’umanità da mediante un dono sincero di della donna e dell’uomo.La ma-
sempre cerca risposta agli inter- sé. La maternità dunque è frutto ternità della donna, nel periodo
rogativi fondamentali ed insie- dell’unione di un uomo e di una tra il concepimento e la nascita
me definitivi che più l’assillano. donna,e in questo modo essa del bambino, è un processo bio-
Attraverso lo stupore di Maria realizza - da parte della donna - fisiologico e psichico che ai no-
avviene l’Incarnazione, l’inizio uno speciale «dono di sé» come stri giorni è conosciuto meglio
di quella risposta definitiva, me- espressione di quell’amore spon- che non in passato ed è oggetto
diante la quale Dio stesso viene sale col quale gli sposi si uni- di molti studi approfonditi. L’a-
incontro alle inquietudini del scono tra loro così strettamente nalisi scientifica conferma pie-
20Il Messaggero della Madonna | MarzoAttualità Attualità
di Felice Scalia*
maternità
tori, nonché la parte più impe- speciale comunione col mistero
gnativa. L’essere genitori - anche della vita, che matura nel seno
se appartiene ad ambedue - si re- della donna: la madre ammira
alizza molto più nella donna. È questo mistero, con singolare
namente come la stessa costitu- lei a «pagare» direttamente per intuizione «comprende» quel-
zione fisica della donna e il suo questo comune generare, che lo che sta avvenendo dentro di
organismo contengano in sé la letteralmente assorbe le energie lei. Alla luce del «principio» la
disposizione naturale alla mater- del suo corpo e della sua anima. madre accetta ed ama il figlio
nità, al concepimento, alla gravi- Bisogna, pertanto, che l’uomo sia che porta in grembo come una
danza e al parto del bambino, in pienamente consapevole di con- persona. Questo modo unico di
conseguenza dell’unione matri- trarre, in questo loro comune es- contatto col nuovo uomo che si
moniale con l’uomo. Al tempo sere genitori, uno speciale debito sta formando crea, a sua volta,
stesso, tutto ciò corrisponde verso la donna. Nessun program- un atteggiamento verso l’uomo
anche alla struttura psico-fisica ma di «parità di diritti» delle - non solo verso il proprio figlio,
della donna. Quanto i diversi donne e degli uomini è valido, ma verso l’uomo in genere -,
rami della scienza dicono su se non si tiene presente questo tale da caratterizzare profonda-
questo argomento è importante in un modo del tutto essenziale. mente tutta la personalità della
ed utile, purché non si limitino La maternità contiene in sé una donna.
ad un’interpretazione esclusiva-
mente bio-fisiologica della don-
na e della maternità. Una simi-
le immagine «ridotta» andrebbe Cresima
di pari passo con la concezione
materialistica dell’uomo e del
mondo. In tal caso, andrebbe
purtroppo smarrito ciò che è
veramente essenziale: la ma-
ternità, come fatto e fenome-
no umano, si spiega pienamente
in base alla verità sulla persona.
Il Creatore fa ai genitori il dono
del figlio. Da parte della donna,
questo fatto è collegato in modo
speciale ad «un dono sincero di
sé». Le parole di Maria all’an-
nunciazione: «Avvenga di me
quello che hai detto» significa-
no la disponibilità della donna
al dono di sé e all’accoglienza
della nuova vita. Nella maternità
della donna, unita alla paternità
dell’uomo, si riflette l’eterno mi-
stero del generare che è in Dio
stesso, in Dio uno e trino L’uma-
no generare è comune all’uomo
e alla donna. E, se la donna, gui-
data dall’amore verso il marito,
dirà: «Ti ho dato un figlio», le
sue parole nello stesso tempo Domenica 28 febbraio hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo
significano: «Questo è nostro per l’imposizione delle mani del Vescovo Mons. Antonio Staglianò:
figlio». Eppure, anche se tutti e Antoci Mattia, Baglieri Paolo, Cannizzaro Roberta, Cavallo Silvia,
due insieme sono genitori del Denaro Francesca, Di Maria Michele, Guccione Andrea, La Cognata
loro bambino, la maternità della Francesca, Lasagna Alessandra, Paolino Elena, Roccasalva Angela,
donna costituisce una «parte» spe- Traina Miriam.
ciale di questo comune essere geni-
Il Messaggero della Madonna | Marzo 21Puoi anche leggere