HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini

Pagina creata da Margherita Catalano
 
CONTINUA A LEGGERE
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
• 03/2014
                              SPECIALE

            HUGO CHÁVEZ

     Da soldato     SOCIALISMO DEL   Economia, petrolio   La Rivoluzione
     a Presidente   SECOLO XXI       e Stato sociale      culturale
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
SOMMARIO

                                                                             SPECIALE

    Consolato Generale della Repubblica
     Bolivariana del Venezuela a Napoli

 Coordinatori generali:
Carlos Abreu Colmenares,
Marnoglia Hernández Groeneveledt
                                                                 HUGO CHÁVEZ
 Coordinatrice di redazione:
Emilia Saggiomo
                                                3 Editoriale
                                                    Chávez, il gigante di Sabaneta di Carlos Abreu Colmenares
  Collaboratrice speciale:
Indira Pineda                                   4 Hugo Chávez da soldato a presidente.
  Hanno collaborato:                              Il nuovo Venezuela
Carlos Abreu Colmenares, Dario Azzellini,
Andrea Catone, Geraldina Colotti,               6 I sogni arrivano come la pioggia di Hugo Chávez
Anna Diomaiuto, Marnoglia Hernández
Groeneveledt, Indira Pineda, Alessandra        10 1989-1999 Un percorso storico. Dal Caracazo al 4 febbraio e alla
Riccio, Emilia Saggiomo                           presidenza di Andrea Catone
                                               12 Tratti da: Chávez, un uomo rinascimentale del secolo XXI di James Petras
  Testi selezionati di:
Víctor Álvarez Rodríguez, Alberto Arvelo          Hugo Chávez, il grande maestro di valori civili
Torrealba, Hugo Chávez Frías, Manuel López,       La grande sintesi di teoria e pratica politica
Juan Carlos Monedero, James Petras, Julián        Socialismo e democrazia
Isaías Rodríguez Díaz, Hely Daniel Rodríguez
                                               14 Il nuovo Venezuela a livello internazionale. Due momenti simbolici
  Traduttori:                                     della vita di Hugo Chávez di Alessandra Riccio
Ciro Brescia, Roberta Davide, Marco Nieli,
Pier Paolo Palermo, Simona Palumbo, Maria
Elena Riccio, Emilia Saggiomo                  16 Socialismo del secolo XXI ed eredità chavista
  Fonti:                                       18 Chávez: la dignità come eredità di un continente di Juan Carlos Monedero
www.albainformazione.wordpress.com,
www.blog.chavez.org.ve, www.clarin.com,        21 Chávez e il Potere Costituente di Dario Azzellini
www.cnnchile.com, www.confidencial.com,        24 La Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela: vero
Correo del Orinoco, www.directoriow.com,          testamento politico del presidente Hugo Chávez di Anna Diomaiuto
www.elcomercio.com, El legado de Chávez.
Reflexiones desde el pensamiento crítico       26 Le Misiones Bolivarianas di Chávez di Geraldina Colotti
(Centro Internacional Miranda), www.elsiglo.   30 L’integrazione latinoamericana a cura di Indira Pineda ed Emilia Saggiomo
com, www.globovision.com, www.la-razon.
com, www.latercera.com, www.publico.es,
www.rebelion.org, Venezuela. Somos una         32 Economia, petrolio e stato sociale
nueva manera de pensar (pubblicazione
dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana   34 Chávez verso un’ economia di valori nuovi
del Venezuela a Roma)
                                                  Tratti da: Chávez, un uomo rinascimentale del secolo XXI di James Petras
  Contatti:                                       La riforma radicale di uno Stato monopolista
via A. Depretis, 102 - Napoli                     Transizione da uno Stato neoliberale fallito a uno Stato di Benessere
Tel.: +39 081 5518159
e-mail: convenap.cultura@gmail.com                dinamico
     Consulado General de la República         36 Chávez ci ha lasciato un’economia al servizio del popolo di Manuel López
Bolivariana de Venezuela en Nápoles            38 L’eredità di Chávez nel settore del petrolio di Víctor Álvarez Rodríguez
      ConsulVenNap
www.consulvenenap.com
                                               42 La rivoluzione culturale
 Elaborazione Grafica:
Dario Buonanno e Pino Buonanno
                                               44 La cultura è nel popolo. Chávez e la Rivoluzione culturale di Marnoglia
 Agenzia di Pubblicità:                             Hernández Groeneveledt
Adek | adekcreative.it                         46 Hugo Chávez, il Presidente che amava lo sport di Hely Daniel Rodríguez
  Foto di copertina:                              Poesie:
Tomás Bravo / Reuters                          48 La pioggia e il Comandante di Julián Isaías Rodríguez Díaz
                                               48 L’uomo che costruì una speranza di Carlos Abreu Colmenares
                                               50 Forse un giorno di Hugo Chávez
                                               51 È passato di qua di Alberto Arvelo Torrealba

2
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
EDITORIALE

Chávez, il gigante
di Sabaneta

I
di Carlos Abreu Colmenares*
        l Comandante Hugo Rafael             sistema sanitario e dell’alimentazione     na basò la sua ideologia sul pensiero
        Chávez Frías, il Presidente in-      con modelli di scambio e solidarietà       vivente del Libertador Simón Bolívar,
        vincibile, l’uomo che ha guidato     tra i popoli, promosse le relazione in-    resuscitò le nostre radici indigene e
        il Venezuela verso la strada del     ternazionali attraverso l’integrazione     le incluse nella nostra Magna Carta,
        socialismo e della sovranità, che    regionale dei paesi, condividendo non      e con quel corpo che non gli è stato
si preoccupò di recuperare l’identità        solo il pensiero socialista e inclusivo,   sufficiente credette nel suo popolo fino
del popolo eroico di Bolivar, è senza        ma anche quello dell’indipendenza.         all’ultimo respiro d’uomo.
dubbio una delle figure più importan-                                                   Chavez Vive! ...nel cuore della gente e
ti della fine del XX secolo ed inizi del     Un uomo determinato a cambiare i           nella loro coscienza.
XXI secolo, e per il Sud America è il        paradigmi politici e culturali imposti
nuovo Libertador (Liberatore).               dalle potenze straniere, che creò una      Traduzione di Maria Elena Riccio
                                             nuova Costituzione più adatta ai nuo-
Costruì un cammino di trasformazio-          vi tempi, in cui la partecipazione dei
ne politica improntato sui diritti uma-      cittadini è alla base di una democrazia
ni, in particolare dei più bisognosi,        autentica.                                 *Console incaricato del Consolato
diede un ruolo importante alla donna                                                    Generale della Repubblica Bolivariana
e lottò per la parità dei sessi, innovò il   Il leader della Rivoluzione Bolivaria-     del Venezuela a Napoli

                                                                                                                              3
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
HUGO
   CHáVEZ

Da soldato a Presidente.
  Il nuovo Venezuela
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
I sogni arrivano
come la pioggia
di Hugo Chávez

C
              ’è una riflessione che dice   Il ricordo più remoto che ho di mio       dire. Poi mio padre arrivava e correvo
              così: mi aspetto molto        padre: un giovane uomo che arrivava       andandogli incontro. Papà, papà cosa
              dal tempo. Il tempo. Mi       verso casa velocemente in bicicletta,     mi hai portato! Ricordo bene il suo
              aspetto molto dal tem-        e mentre stava per rientrava toglieva     abbraccio. Mi afferrava, mi lanciava in
              po. Il suo enorme ventre      una gamba dal pedale e giungeva pog-      aria poi riprendendomi con forza. Era
contiene più speranze che eventi pas-       giandosi sull’altra. Poi frenava in un    un uomo forte mio padre.
sati. Questo pensiero di Simon Boli-        lampo e posava la bicicletta al suo po-   Ho avuto tre mamme: mamma Elena
var potrebbe riassumersi nella frase        sto. Mio padre è stato un uomo molto      mi ha partorito, mamma Rosa la non-
di apertura. Mi aspetto molto tempo.        determinato, io lo ammiravo e ancora      na e mamma Sara, Sara Moreno non
Credo di non aver mai perso e né per-       lo ammiro molto come padre. Era di        la dimenticherò mai. Era una bella
derò il mio amore, le mie radici e la       origine africana, nero. Mia madre in-     donna che viveva di fronte alla vecchia
mia presenza fisica per questo popolo       vece bionda con i capelli gialli, nata    casa sulla strada che oggi si chiama
che è qui a Sabaneta.                       e cresciuta nelle praterie come si suol   Antonio Maria Bayon a Sabaneta e fu

6
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
quando già aveva cresciuto tutti noi.           entro alla Scuola Militare, già allora
                                           Ricordo di essere andato a vedere mia           Accademia Militare, in un gruppo di
                                           madre in aula, mentre faceva lezione.           375 ragazzi, compresi alcuni stranieri,
                                           Si occupava per lo più dell’alfabetizza-        un gruppo composto da ragazzi pana-
                                           zione, dell’istruzione degli adulti e mi        mensi e dominicani.
                                           piaceva molto aiutarla in questo. Ho            Ma il mio sogno era quella di giocare
                                           partecipato agli insegnamenti di mia            a baseball. Ero sempre in allerta per
                                           madre negli anni ‘60, mi guidava con            sapere quando avremmo iniziato ad
                                           un libro chiamato “abbasso le catene”:          allenarci a baseball e difatti dopo bre-
                                           ala, lama, zucca, maraca…è così che la          ve tempo cominciammo a giocare. Il
                                           mamma mi insegnò ad insegnare agli              nostro manager era José Antonio Ca-
                                           altri, fu una bella cosa.                       sanova, una leggenda. Era stato ma-
                                           Beh, iniziai a disegnare, studiai pittura       nager della squadra del Caracas per
                                           e stavo imparando a dipingere volti,            molti anni, short stop dei campionati
                                           difatti dipinsi la faccia di Látigo Cháv-       nazionali, e dei campionati mondiali
                                           ez e lo affissi lì, accanto al mio letto. In-   del 1941. E l’allenatore di lancio e bat-
                                           ventai una preghiera, ogni notte pre-           tito con la mazza era Benítez Redondo,
                                           gavo e alla fine del Padre Nostro che           Héctor Benítez Redondo, un mancino
                                           sei nei cieli, dicevo: Caro Dio Látigo          anche lui del campionato nazionale,
                                           Chávez aiutami, ovunque tu sia, giuro           un’altra stella degli anni ’40, ’50. Que-
                                           che sarò come te”. E ciò divenne moti-          sti erano i nostri allenatori.
                                           vo di conversione, mi sono rivolto al           Mi dissi: “Perfetto. Questa è la mia
                                           cielo e alla terra per poter diventare          strada, quando questi signori mi co-
                                           come Látigo Chávez. Poi cominciaro-             nosceranno bene, avrò modo di en-
                                           no ad accadere tante cose, frutto della         trare in contatto con i professionisti
                                           volontà scatenata dal dolore, il dolore.        del baseball”. Mi sembrava tutto così
                                           Il pomeriggio, dopo l’uscita di classe,         semplice.
                                           invece di andare a giocare a baseball           Ah, ma in seguito mi sono visto con
                                           con i tappi delle bottiglie o con la palla      un’uniforme, un fucile, un poligono,
lì che arrivò Sara Moreno, dal nulla.      di gomma davanti al liceo, andai allo           l’ordine chiuso, le marce, le corse mat-
Ricordo che era molto carina, decisi       stadio Carolina riflettendo che il gio-         tutine, lo studio della scienza militare
che anche lei sarebbe stata mia madre,     co non mi avrebbe portato da nessuna            e quello delle scienze generali. Ma tut-
ora avevo tre mamme. Ricordo che           parte.                                          to sommato mi è piaciuto, mi è piaciu-
Sara Moreno ogni giorno mi prepara-        E mio padre mi chiese: “Hugo qua-               to il cortile e mi è piaciuto Bolívar che
va una grande ciotola di farina d’avena    li studi universitari sceglierai?”. Dissi       stava laggiù in fondo. E la sua grande
prima di andare a scuola e nulla mi        “Mi piacerebbe ingegneria papà.” “Beh           massima che si leggeva: Chi abbando-
impediva di passare a casa di Sara per     andremo a Mérida e parleremo con                na tutto per diventare utile alla patria
prendere la mia tazza di farina d’avena.   qualcuno”.                                      non perde nulla e guadagna tutto ciò
Era molto giovane e molto bella sa-        Mio padre e mia madre… L’educazione             che le ha donato.
pete. Aveva un marito che tornava di       era sempre onnipresente, l’educazione,
notte, e credo di essermi innamorato       l’esempio. E disse: “Va bene, andiamo           Mi sono sentito come un pesce nell’ac-
di Sara perché ero geloso del marito.      a vedere se puoi entrare, andremo a             qua. Era come se avessi scoperto l’es-
Non l’ho mai detto a nessuno, lo sto       parlare con Ángel Chávez”, uno zio che          senza o una sua parte, la mia vera
confessando per la prima volta nella       era professore dell’ULA.                        vocazione. E pian piano il sogno co-
mia vita, io ero un bambino. Però lei      Ed io tra me e me, “Mérida? A Mérida            minciò a trasformarsi. [...]
mi coccolava, mi faceva dormire e mi       non giocano a baseball. Lì si gioca
preparava da mangiare. Sara Moreno         calcio. Dio mio a Mérida io non ci              Ma al di là di tutto quello che ho po-
era la mia terza mamma.                    voglio andare”. E sapete cosa ho fatto?         tuto imparare dalla filosofia, dalla
Mia madre fu sempre molto determi-         Un giorno si presentò, non lo dimen-            guerra, dalla storia economica, dalla
nata, piena di amore, lavoratrice in-      ticherò mai, un ufficiale al liceo per          storia militare, dalla geopolitica, dal-
stancabile ed anche maestra. Poi suc-      farci una lezione sulla scuola militare.        la strategia e dalla tattica e da tutte le
cessivamente seguì l’esempio di mio        Ci obbligarono tutti ad andare. Io non          altre discipline compresa la scienza
padre frequentando alcuni corsi.           volevo perché i militari erano conside-         militare, la cosa più importante che
Mio padre sicuramente l’aveva motiva-      rati uomini molto diversi da noi.               ho imparato in quella carissima Acca-
ta difatti si diplomò come maestra, ma     Dunque, riassumendo, l’8 agosto 1971,           demia Militare è stata quella di amare

                                                                                                                                   7
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
HUGO CHÁVEZ DA SOLDATO A PRESIDENTE. IL NUOVO VENEZUELA

profondamente e infinitamente la mia        più o meno lungo, toccò anche a me.        Ricordo la prigione come una scuola,
patria. E non solo amarla con le parole,    Mi successe allo stesso modo all’alba      anche se per altri c’erano stati momen-
ma ho imparato realmente ad amarla.         di un giorno quando mi rivolsi a una       ti dolorosi, per me non lo furono ed
Quando ho prestato giuramento il 7          donna, la nera Nancy, per dirle: “Nera     anche se ci sono stati, quei dolori sono
luglio 1975 con la mia sciabola da sot-     parto, non so se tornerò”. È la cosa più   stati assorbiti dall’amore, dalla fede,
totenente nel cortile d’onore dell’Acca-    dura che possa capitare e non gliela       dall’ottimismo, dal lavoro, un lavoro
demia Militare, quando ho sfilato la        auguro a nessuno. Aprire la porta della    permanente.
sciabola per prestare giuramento, l’ho      stanza dei bambini e vederli lì, a Rosa    Dunque qual fu il momento doloro-
fatto sul serio: “Giura davanti a Dio e     Virginia che aveva 12 anni, con i ca-      so di cui parlo? I primi giorni furono
alla bandiera di difendere la patria fino   pelli color bruciacchiato, che riposava,   terribili e lì ho percorso varie fasi. Ri-
a perdere per essa la vita”. Non dico       tutta infagottata. E Maria Gabriela con    cordo che i primi giorni fui pervaso
solo di difenderla, ma anche di amarla.     i capelli e la faccia da indiana, aveva    da una solitudine tremenda, rinchiu-
Perché per difenderla fino a perdere la     9 anni, infagottata con un ventilatore     so in una cella che si trovava in uno
vita è fondamentale amarla. Chi non         acceso. E là, in un angolo, Huguito, il    scantinato molto freddo, perché l’aria
ama questa patria.                          biondo paffuto, sicuramente stavano        condizionata era accesa durante tutto
La Patria è, principalmente, come           sognando. Huguito aveva 7 anni.            il giorno e non si sapeva che ora fos-
sostiene Alí Primera, l’uomo, l’essere      Congedarsi dai propri figli, baciarli      se. Più o meno calcolavo l’ora quan-
umano.                                      senza fare rumore per non svegliarli,      do mi arrivava il cibo. Non avevo un
“E’ da quattrocento anni che la mia         benedire tutti e tre e addio. Non so se    orologio, non avevo tempo, non avevo
patria è incinta – diceva Alí Prime-        vi rivedrò.                                spazio. I primi giorni, le prime ore, mi
ra – chi la aiuterà a partorire affinchè    Anche a me tocco’ rivivere questa si-      sentivo come un morto. Sembrava un
diventi bella”. Bisogna amarla, sentir-     tuazione, li ho lasciati piccoli ma non    sepolcro. Furono proprio questi giorni
la, adorarla per poterla difendere. E       perché fossi un mascalzone, ma un          molto dolorosi; l’assenza dei figli, dei
fu allora che quel 7 luglio 1975 giurai,    patriota. Seguendo la bandiera di quel     genitori, della propria moglie, la soli-
lasciando che quella spada difendesse       Bolívar, di quel Zamora, di quel Cháv-     tudine, era come la morte. Mi sentivo
la patria, amandola e difendendola an-      ez e di quel Maisanta. Toccò anche a       come un morto.
che con la mia vita. [...]                  me.                                        Ma pian piano cominciai a resuscitare.
E oggi non ho alcun timore. Non ho
mai avuto due nonni mascalzoni. Ho
avuto due nonni rivoluzionari. E an-
che a me è toccata una parte, sapete?
Da questi due nonni ho ereditato qual-
cosa, perché a uno di loro in questa
vita gli sono capitate tante cose, ma tra
le tante, una sola si contraddistingue,
immagino sia stata la stessa situazione
che ha vissuto Chávez quando decise
di seguire il Caporale Zamora per i
sentieri di La Marqueseña. E quel Pe-
dro Pérez Delgado, il bisnonno che se
n’è andato per le pianure dell’Apure,
ammutinato contro Gómez.

Immagino ciò che sentirono quando
si separarono dalle loro mogli e dai
bambini piccoli, dalla baracca, dal be-
stiame, dal cane, dal gatto, dall’amaca
e dal caffè mattutino. Il proprio nido
che abbandonarono per non tornarvi
mai più.
Vi Assicuro che anche a me è toccato,
non dimenticherò mai quella notte.
Era febbraio. C’era un cielo luminoso,
l’estate ancora non era arrivata. Ed era
il 1992 e dopo un percorso personale

8
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
Agli amici che una volta mi fecero visi-
                                                                                          ta in prigione gli raccontai: “Ascoltate,
                                                                                          se Chávez è diventato un mito, voglio
                                                                                          essere io a distruggerlo. Perché il pae-
                                                                                          se non ha bisogno di un mito o di una
                                                                                          leggenda. Quello che serve al paese è
                                                                                          una rivoluzione e le rivoluzioni non si
                                                                                          fanno con i miti e tanto meno con le
                                                                                          leggende”.
                                                                                          Recentemente ho fatto un altro so-
                                                                                          gno, così d’improvviso come arriva la
                                                                                          pioggia, perché i sogni arrivano come
                                                                                          la pioggia. Così ho sognato di esse-
                                                                                          re il pittore di quel libro. Ho sognato
                                                                                          di diventare El Látigo Chávez, questo
                                                                                          sogno mi sopraggiunse una domeni-
                                                                                          ca come una raffica di vento, non lo
                                                                                          dimenticherò mai. E dopo sognai di
                                                                                          diventare soldato, anche questo arrivò
                                                                                          come la pioggia.
                                                                                          Ora ho fatto un altro sogno, mi tro-
                                                                                          vavo all’angolo di una strada di paese.
                                                                                          Tornavamo da una manifestazione
                                                                                          nella quale c’era molta gente. Io volevo
                                                                                          riposare sulla riva del mare. Precisa-
                                                                                          mente eravamo a Margarita. E quindi
                                                                                          ci apprestammo ad andare in spiaggia
                                                                                          al tramonto del sole, attraversando un
Ricordo che il secondo o terzo giorno        e la forza morale nel movimento del-         angolo di strada, per riposare un po’,
arrivò un sacerdote con la sua tonaca        la massa”. Ed io ho aggiunto un terzo        eravamo senza roulotte, furgone o
bianca. [...] Era Padre Torres, non lo       motto: la forza trasformatrice si trova      qualsiasi camioncino. Ed io sono lì che
scorderò mai perché mi disse “là fuori       nella massa cosciente in movimento           osservo, osservo, osservo ogni angolo
c’è un fuoco divino, un amore molto          accelerato.                                  e ogni casa che attraversiamo, cerco di
grande che si è scatenato”. E così mi        Avrei dovuto provare l’esperienza della      osservare tutto. E all’improvviso dico
lesse alcuni versi della Bibbia e me li      prigionia senza ricordarla con dolo-         al ragazzo che ci guida: “fermati qui!”
lasciò scritti su un foglietto di carta:     re. Piuttosto ricordo la prigione come       perché avevo visto dei bambini che
“Trama l’empio contro il giusto, ten-        il luogo dove Dio ha consentito, e in        giocavano a baseball con una palla di
de il suo arco, mira la freccia, l’arco si   particolare a me, di annullare l’anima,      gomma e ricordo di aver detto che era
spezzerà e la freccia gli si conficcherà     stimolare la coscienza, lo spirito, rin-     bello ugualmente veder giocare delle
nel cuore”.                                  vigorire l’ideologia bolivariana me-         bambine. Erano delle bambine molto
Non mi sono mai sentito in prigione o        diante lo studio, il dibattito, entrare      affiatate che correvano impegnando-
disperato da voler fuggire da lì. No. Mi     in contatto con le molteplici correnti       si. Vidi allora un anziano con i capelli
ero addirittura preparato a restarci 20      politiche del paese.                         bianchi seduto su una sedia che os-
anni se fosse stato necessario. Qual è il    Una volta trascorsi due anni, due mesi       servava i bambini mentre giocavano
problema? Mi chiedevo. Affinchè con-         e qualche giorno dall’uscita del car-        a palla e teneva seduta sulle sue gam-
siderassi la mia condizione come una         cere, ricordo di avere guardato il sole      be una bambina. Dissi, “Ecco, quello
tappa necessaria, iniziai ad assumere        vicino ai monoliti di Fuerte Tiuna, nei      sono io. Questo è il mio ultimo sogno”.
un ruolo all’interno del processo.           pressi de Los Próceres.
Era chiaro che bisognava spingere il         Ne sono uscito crescendo in tutti i sen-     Traduzione di Simona Palumbo
vento e il sole, come recita un poeta.       si. Avevo sconfitto i dolori, i dispiaceri
Bisognava definire meglio l’ideolo-          e ringrazio Dio di avermi consentito di
gia e seminare coscienza. In prigione        attraversare questo percorso per poco
memorizzai il motto di Samuel Robin-         più di due anni in un carcere che è di-
son, Simón Rodríguez, che dice: “La          ventato una scuola, perché è stato un
forza materiale si annida nella massa        carcere di coscienza, di dignità.

                                                                                                                                 9
HUGO CHÁVEZ 03/2014 - Dario Azzellini
HUGO CHÁVEZ DA SOLDATO A PRESIDENTE

1989-1999
Un percorso storico
Dal Caracazo al 4 febbraio e alla presidenza

1
di Andrea Catone*
         989-1999: un decennio cru-          ammonta probabilmente a migliaia.          partiti, AD (aderente all’Internaziona-
         ciale nella storia del Venezuela    L’89 venezuelano non è figlio del caso     le socialista) e il partito democristiano
         contemporaneo, in cui matura        o di una contingenza occasionale: se-      COPEI, e basato soprattutto sull’estra-
         la svolta che porterà all’instau-   gnala violentemente la crisi del sistema   zione del petrolio, svenduto al capitale
         razione, sotto la guida di Hugo     politico-economico che ha retto il pa-     monopolistico straniero, il populismo
Chávez, della repubblica bolivariana.        ese per decenni, inaugurato dal “mo-       e l’autoritarismo.
27 febbraio 1989, Caracazo: è la rivolta     dello adeco” (da Acción Democrática,       È dentro la crisi di egemonia e di cre-
popolare contro le misure economiche         AD) sorto tra il 1945 e il 1948 e conso-   dibilità del sistema politico-economi-
neoliberiste messe in atto dall’allora       lidatosi - dopo l’intermezzo dittatoria-   co venezuelano che va inquadrata la
presidente Carlos Andrés Pérez, che          le del generale Marcos Pérez Jiménez       sollevazione militare nel nome degli
invia l’esercito contro i manifestanti.      - con il “Patto di Punto Fijo” del 1958:   ideali di indipendenza e giustizia di
Le stime ufficiali parlano di 300 morti      un sistema, retto politicamente dall’al-   Simón Bolívar del 4 febbraio 1992 or-
tra la popolazione, ma il numero reale       ternanza al potere dei due principali      ganizzata dal Movimento bolivariano

10
rivoluzionario (MBR-200, fondato da          ra non ha nome né forma definita,           in lungo e largo il suo paese per spie-
Chávez nel 1983, a 200 anni dalla na-        concepito con il segno embrionale di        gare la proposta della Assemblea Co-
scita di Bolívar, come sviluppo dell’E-      Simón Rodríguez: l’America non deve         stituente. Un nuovo potere costituente
sercito Bolivariano Rivoluzionario). Il      imitare modelli, ma essere originale.       per una nuova repubblica: con gli or-
tentativo fallisce, il comandante Cháv-      O inventiamo o sbagliamo”. Dopo un          dinamenti del vecchio stato non è pos-
ez è arrestato e condannato a decine         rapido excursus sulla storia recente,       sibile superare la crisi.
di anni di carcere, ma ha modo di an-        dominata dalle politiche neoliberiste,      Questo potere costituente, è possibile
nunciare dai teleschermi, riconoscen-        che sfociano nella “catastrofe morale,      darselo nelle mutate condizioni di crisi
do la sua momentanea sconfitta, che          economica, politica e sociale”, emerge      egemonica delle vecchie classi domi-
“il paese merita un destino migliore”.       la proposta che ha la forza dell’organi-    nanti venezuelane e di aspirazione di
E così sarà.                                 cità e radicalità, nel rifiuto di misure    massa al cambiamento radicale, utiliz-
Dopo un secondo fallito tentativo di         parziali, di “aggiustamenti”; si tratta     zando la via del movimento di massa e
insurrezione militare (27 novembre           invece di compiere una rivoluzione          delle elezioni e accantonando l’opzione
1992), Pérez, incriminato per peculato       copernicana, di mettere al centro l’uo-     della sollevazione militare.
doloso e malversazione, viene desti-         mo, la vita umana, le vite dei milioni di   Nel 1997 la Conferenza nazionale del
tuito dalla Corte Suprema nel mag-           diseredati e rapinati dal sistema impe-     MBR-200 delibera di partecipare alle
gio 1993. Le classi dominanti sono           rialistico, rovesciando in toto il dogma    elezioni presidenziali del dicembre
costrette ad accettare una soluzione         neoliberista. Ma nessuna trasforma-         1998, col nuovo nome di Movimiento
in discontinuità con il bipartitismo         zione può avere successo se affrontata      V República (MVR), perché il regola-
precedente: nel dicembre 1993 Rafael         isolatamente, l’approccio deve essere       mento del Consiglio Supremo eletto-
Caldera è eletto presidente senza l’ap-      globale. “L’agenda alternativa boliva-      rale non ammette riferimenti partitici
poggio di AD e Copei, che avevano            riana rompe con il fondamento ne-           a Simón Bolívar.
dominato la vita politica del paese. Po-     oliberista, vi si ribella; abbatte i muri   Si costituisce il Polo Patriottico, dove,
chi mesi dopo Chávez viene liberato. È       stretti e oscuri della visione unilate-     insieme con il MVR è praticamente
riconosciuto come simbolo, portavoce         rale, frammentaria e riduzionista, per      tutta la sinistra venezuelana: Movi-
e guida di un’aspirazione di massa ad        osservare intorno e percepire la realtà     mento per il Socialismo (MAS), Par-
una radicale trasformazione del paese.       in tutta la sua grandezza, attraverso un    tito Comunista del Venezuela (PCV),
E negli anni successiva matura, insie-       punto di vista umanistico, integrale,       Patria per Tutti (PPT), e alcune orga-
me alla chiarezza del programma poli-        olistico ed ecologico. Per questo co-       nizzazioni minori.
tico, una nuova strategia adeguata alla      mincia affermando che il problema da        Il 6 dicembre 1998, Chávez, il cui pro-
nuova situazione che si è determinata        risolvere non è meramente economi-          gramma è divenuto egemone nel pae-
dalla crisi dell’89 e dagli eventi del ’92   co, né politico né sociale. In verità li    se, è eletto presidente con il 56,2% dei
(sconfitta provvisoria sul piano mili-       comprende tutti, però va ben al di là       voti.
tare, ma vittoria politica). Il rapporto     del loro insieme. Il modo di affrontar-     Il 25 luglio 1999 si tengono le elezioni
con le masse, la conquista dell’ege-         lo è dunque un potente attacco coor-        per l’assemblea costituente; la nuova
monia (l’incontro con il pensiero di         dinato che coinvolga il fronte totale;      legge fondamentale viene discussa da
Gramsci consentirà di approfondirne          attacchi a singole parti comportereb-       milioni di persone in tutto il paese in
la concezione) divengono una pietra          bero la distruzione, parte dopo parte.      assemblee popolari.
miliare dell’azione politica del Coman-      Così la strategia bolivariana si pro-       Il 15 dicembre 1999 la Costituzione
dante.                                       pone non soltanto la ristrutturazione       della Repubblica Bolivariana del Ve-
Nel 2006 viene pubblicato il manife-         della nazione, ma di tutto il sistema       nezuela è approvata col 71,8% dei con-
sto politico della rivoluzione, l’Agenda     politico, dai suoi fondamenti filosofici    sensi.
Alternativa Bolivariana, il cui incipit      ai componenti e relazioni che lo rego-      La rivoluzione ha conquistato una fon-
è solenne e drammatico: “Siamo di            lano. Per questa ragione parliamo di        damentale “casamatta” per l’avvio di
fronte a una crisi storica. Nella sua        processo necessario di ricostituzione       una nuova fase di lotte entusiasmanti e
dinamica irreversibile intervengono          e rifondazione del Potere Nazionale in      difficilissime a un tempo, dove nessu-
simultaneamente due processi inter-          tutte le sue sfaccettature, basato sulla    na vittoria può mai essere considerata
dipendenti: uno, la morte del vecchio        legittimità e sovranità. Il potere costi-   definitiva e assoluta, dove la minaccia
modello imposto in Venezuela ormai           tuito non ha la minima capacità di es-      della controrivoluzione è sempre in
quasi duecento anni fa, quando il pro-       serne all’altezza e per questo dovremo      agguato, nel processo di liberazione
getto della Grande Colombia morì con         necessariamente ricorrere al Potere         dell’umanità.
Simón Bolívar per lasciare il posto alla     Costituente, in modo da andare verso
Quarta Repubblica, di stampo profon-         l’instaurazione della Quinta Repubbli-      *Condirettore della rivista
damente antipopolare e oligarchico;          ca: la repubblica bolivariana”.             “MarxVentuno” e cofondatore
l’altro è il parto del nuovo, che anco-      Tra il 1995 e il 1997 Chávez percorre       dell’associazione “Simón Bolívar”

                                                                                                                              11
HUGO CHÁVEZ DA SOLDATO A PRESIDENTE

Chávez, un uomo
rinascimentale
del XXI secolo

I
di James Petras*
        l presidente Hugo Chávez era             Chávez riuscì a diffondere una cultura      La grande sintesi di teoria
        un uomo unico in molti setto-            della solidarietà e sostegno reciproco      e pratica politica

                                                                                             U
        ri della vita politica, sociale ed       tra gli sfruttati sottolineando l’ im-
        economica, che diede un con-             portanza dei collegamenti “orizzon-                           no degli aspetti più
        tributo significativo al progres-        tali” contro la dipendenza clientelare                        profondi e influenti
so dell’umanità. La profondità, la por-          “verticale” dei ricchi e dei potenti. Il                      del lascito di Chávez è
tata e la popolarità dei suoi successi lo        suo trionfo nella creazione di una co-                        la sua originale sintesi
distinguono come “presidente rinasci-            scienza collettiva influenzò in maniera                       di tre grandi correnti
mentale del XXI secolo” [ ... ]                  decisiva l’equilibrio di potere allonta-    di pensiero politico: il cristianesimo
                                                 nandolo dai governanti arricchiti e dai     popolare, il nazionalismo e l’integra-
Hugo Chávez, il grande                           partiti politici e sindacati corrotti e     zione regionale bolivariani e il pensie-
maestro di valori civili

S
                                                 orientandolo verso i nuovi movimenti        ro politico, sociale ed economico del
                                                 socialisti e sindacati di classe. Ciò che   marxismo. Il cristianesimo di Chávez
             in dai suoi primi giorni in         realmente causò la rabbia isterica dei      gli inculcò una profonda fede nella
             carica, Chávez intraprese           ricchi venezuelani e il loro odio eterno    giustizia e nell’uguaglianza delle per-
             una modifica costituzionale         verso il presidente che aveva creato un     sone, così come la generosità e il per-
             che facilitasse il render conto     senso di autonomia, dignità e “impos-       dono degli avversari, anche se aves-
             dei leader politici e delle isti-   sessamento di classe” fu la formazione      sero partecipato ad un violento colpo
tuzioni politiche dinanzi ai cittadini.          politica che realizzò Chávez, spiegan-      di stato, a uno sciopero generale sof-
Attraverso i suoi discorsi, informò in           do alla maggioranza popolare il suo         focante, o collaborassero apertamente
maniera chiara e meticolosa l’elettora-          diritto a godere del servizio sanitario     e ricevessero finanziamenti da organi
to delle misure e leggi che avrebbero            e un’educazione superiore gratuite, sti-    di intelligence nemici. Mentre in altre
contribuito a migliorare il suo stile di         pendi degni e piena occupazione, che        parti del mondo coloro che tentano
vita e lo invitò a esprimere commenti            ottenne attraverso l’educazione pub-        un colpo di stato rischiano pene de-
e critiche. Il suo stile era quello di cre-      blica che mise fine a secoli di privilegi   tentive o addirittura l’esecuzione, la
are un dialogo continuo, specialmente            e di onnipotenza delle élite .              maggior parte di color che hanno ten-
con i poveri, i disoccupati e i lavora-          Va evidenziato che i discorsi di Cháv-      tato un colpo di stato contro Chávez
tori. [ ... ]                                    ez, con insegnamenti sia di Bolívar che     hanno evitato l’azione legale e inoltre
                                                 di Karl Marx, ha generato un ideale         sono tornati a far parte delle loro or-
La pedagogia civica di Chávez sottoli-           patriottico e nazionale e un profondo       ganizzazioni sovversive. Chávez aveva
neava l’importanza degli insegnamenti            rifiuto dell’elite inginocchiata ai piedi   dimostrato di avere una ferma creden-
e gli esempi storici dei padri fondato-          di Washington, dei banchieri di Wall        za nella redenzione e nel perdono. Il
ri della nazione, come Simón Bolívar,            Street e dei dirigenti delle compagnie      suo cristianesimo faceva parte della
nella creazione di una identità nazio-           petrolifere. I discorsi anti-imperiali-     “scelta per i poveri “, della grandezza
nale e sud-americana. I suoi discorsi            stici di Chávez avevano una forte eco       e profondità del suo impegno per l’e-
alzarono il livello culturale di milioni         perché usando il linguaggio della gen-      liminazione della povertà e della sua
di venezuelani che erano cresciuti in            te comune allargava la sua coscienza        solidarietà con i poveri contro i ricchi .
mezzo alla cultura servile e alienante           nazionale fino a raggiungere la sua         [ ... ] Le idee bolivariane di liberazione
di Washington e le ossessioni con-               identificazione con l’America latina, in    nazionale erano precedenti a qualsia-
sumistiche provocate dai più grandi              particolare con la lotta di Cuba contro     si suo contatto con gli scritti di Marx,
centri commerciali di Miami.                     le guerre e gli interventi imperialisti.    Lenin o di altri autori imperialisti più

12
contemporanei. La sua forte e costan-
te difesa dell’integrazione regionale e
dell’internazionalismo sono stati for-
temente influenzati dagli “Stati Uniti
Sus Americani” proposti da Simón
Bolívar e dalla sua attività internazio-
nalista a sostegno dei movimenti an-
ti-colonialistici.
Chávez unì le sue idee marxiste ad una
precedente visione del mondo basata
sulla sua storica filosofia internazio-
nalista di taglio cristiano e bolivaria-
no. La scelta per i poveri si intensificò
grazie al suo rendersi conto dell’im-
portanza della lotta di classe e della ri-
costruzione della nazione bolivariana
attraverso la socializzazione delle “leve
di comando dell’economia”. Il concetto        crazia e la trascendenza spirituale in        un processo di tentativi ed errori, ave-
socialista delle fabbriche autogestite e      risonanza con la massa dell’umanità           va radici nel suo “metodo sperimenta-
del potere popolare attraverso i consi-       in un linguaggio che qualsiasi persona        le”: La sua profonda comprensione di
gli della comunità acquisì legittimità        può capire. La filosofia e la pratica di      atteggiamenti e comportamenti popo-
morale grazie alla fede cristiana in un       Chávez (più di qualsiasi altro discor-        lari era fortemente radicata nella storia
ordine morale egualitario di Chávez.          so preparato da esperti esaltati in un        delle ingiustizie razziali e di classe e di
                                              forum sociale) hanno dimostrato che           rivolta popolare del Venezuela. Cháv-
Mentre il presidente rispettava e ascol-      l’arte di formulare idee complesse in         ez viaggiò, conversò e ascoltò le classi
tava con attenzione le opinioni degli         un linguaggio semplice riesce a muo-          popolari del Venezuela parlare di cose
accademici di sinistra che spesso lo an-      vere milioni di persone “a fare la sto-       quotidiane. Il suo “metodo” era quello
davano a trovare e spesso elogiavano i        ria, e non solo a studiarla”. […]             di tramutare la conoscenza basata sul-
suoi scritti, molti di loro non riusciro-                                                   le piccole cose a grandi programmi di
                                              Socialismo e Democrazia

                                              C
no a rendersi conto o, peggio, voluta-                                                      cambiamenti. In pratica, era l’antitesi
mente ignorarono la propria sintesi                                                         di quegli intellettuali stranieri e locali
originale della storia, della religione e                    hávez inaugurò un stra-        sapientoni che si rivolgono alle perso-
del il marxismo di Chávez. Purtroppo,                        da nuova e straordinaria-      ne letteralmente dall’alto e che riten-
come spesso accade, alcuni studiosi di                       mente originale e com-         gono di essere i “maestri del mondo”...
sinistra credevano di essere, dalla loro                     plessa verso il socialismo     almeno nel microcosmo accademico
posizione auto- indulgente, “maestri”                        basato su libere elezioni,     di sinistra, conferenze socialiste auto-
e consiglieri di Chávez in materia            rieducazione dei militari per la difesa       refernziali e monologhi frutto di ego-
marxista. Parliamo del colonialismo           dei principi democratici e costituzio-        latria. Per la morte di Hugo Chávez
culturale di sinistra che criticò in ma-      nali e lo sviluppo dei mezzi di comuni-       hanno pianto milioni di persone in
niera sprezzante Chávez per non aver          cazione delle masse e comunitari. [ ... ]     Venezuela e centinaia di milioni in tut-
seguito le loro prescrizioni pronte           Fin dall’inizio, Chávez capì l’impor-         to il mondo, perché il suo passaggio al
all’uso, pubblicate sui giornali politici     tanza di creare un solido quadro giu-         socialismo era il loro stesso cammino,
di Londra , New York e Parigi.                ridico e politico per facilitare la sua       perché ascoltò le loro richieste e agì di
Fortunatamente Chávez approfittò di           leadership esecutiva, promuovere le           conseguenza in modo efficace.
ciò che era utile degli accademici stra-      organizzazioni popolari della società
nieri e degli strateghi politici finanziati   civile e porre fine all’influenza degli       Traduzione di Maria Elena Riccio
dalle ONG e scartò quelle idee che non        Stati Uniti sull’apparato statale (polizia
tenevano conto delle specificità storico      ed esercito). Mise in moto programmi
culturali, di classe e lo “Stato monopo-      radicali di grande impatto sociale che
lista” del Venezuela .                        gli assicurarono la lealtà e fedeltà delle    *Sociologo statunitense, è stato
Il metodo di pensiero che Chávez ha           maggioranze popolari e indebolirono i         professore alla Binghamton University
lasciato agli intellettuali e attivisti di    tentacoli economici del potere politico       di New York, l’Università della
tutto il mondo è globale e specifico,         esercitato da sempre dalla classe capi-       Pennsylvania, e professore aggiunto
storico e teorico, materiale ed etico, e      talista. [ …]                                 presso Saint Mary University di
comprende l’analisi di classe, la demo-       L’originalità di Chávez, in parte frutto di   Halifax (Canada)

                                                                                                                                   13
Il nuovo Venezuela a livello internazionale
Due momenti simbolici
della vita di Hugo Chávez

I
di Alessandra Riccio*
      l tempo passa e il rimpianto per la morte prematura,          Hugo. Quella che mi ha più commosso è un immenso mu-
      dolorosa e ingiusta di Hugo Chávez, invece di placar-         ral. Hugo di spalle, camminando sotto la pioggia. Il 4 otto-
      si, si fa più acuto. Il 21 aprile dell’anno scorso, Cristi-   bre, nel suo ultimo e più glorioso atto, che non è stato, come
      na Fernández, Presidente dell’Argentina, a Caracas in         molti credono, la chiusura della campagna elettorale. E’ sta-
      occasione della nomina del Presidente Maduro, rac-            to il suo ultimo atto di amore. L’ho saputo dopo, quando
contava in una serie di twitt la visita al sacrario dove riposa     sono venuta a conoscenza dei suoi terribili e insopportabili
Hugo Chávez:                                                        dolori. Del suo sacrificio quasi disumano.”
“Ci sono due sale con fotografie che ripercorrono la vita di        Il ricordo alla forza d’animo con cui ha affrontato gli ultimi

14
HUGO CHÁVEZ DA SOLDATO A PRESIDENTE

mesi di vita, ormai gonfio di farmaci       a parlare suscitando l’ira di quell’an-      amabili, la richiesta generale è che
e sofferente fino allo strazio, l’energia   ziano signore che si comporta come           venga finalmente rimosso il blocco
con cui ha partecipato all’ultima cam-      se fosse ancora un monarca dell’Im-          che da mezzo secolo strangola Cuba.
pagna elettorale, danno una ulteriore       pero sul quale non tramontava mai il         Obama fa buon viso a cattivo gioco: ha
misura della sua tempra di combatten-       sole. Furioso, Juan Carlos di Borbone        promesso molte cose, perfino la chiu-
te.                                         se ne esce con quella ormai famosa e         sura dell’illegale prigione di Guantán-
Io lo voglio ricordare in due momenti       infelice frase: “¿Tu [...] porqué no te      amo, ma fra il promettere e il mante-
della sua intensissima vita, due mo-        callas?” (Tu, perché non stai zitto?). La    nere, ce ne passa. Tuttavia il clima è
menti di grande forza simbolica che è       Presidente Bachelet è abile a ristabilire    amichevole, le speranze sono ancora
facile rivedere grazie a Youtube. Il pri-   l’ordine, ma il Re, che non ne poteva        tante e Chávez stringe la mano ad
mo di questi momenti è del 2007, nel        più si è alzato e se ne andato via, è tor-   Obama dicendogli “Voglio essere tuo
Cile della prima presidenza di Michel-      nato per un momento e ha di nuovo            amico”, conversa con Hillary Clinton,
le Bachelet durante la XVII Cumbre          lasciato la sala mentre suonavano le         sembra davvero speranzoso. E così fa
Iberoamericana di Capi di Stato, e ci       note dell’Inno del Cile. Sua Maestà si       quel gesto meraviglioso e innocente di
sono tutti. È un appuntamento impor-        era offeso! Chávez ha poi raccontato         alzarsi dal suo posto e, sotto i flashes
tante perché è convocato sotto il patro-    di non averla nemmeno sentita quel-          dei fotografi, porgere ad un sorridente
nato del Re di Spagna e - dettaglio im-     la frase ma certo, come e più di altri,      Obama un regalo straordinario, il li-
portante - non ne fanno parte gli Stati     aveva tutto il diritto di parlare perché     bro di Eduardo Galeano, Le vene aper-
Uniti d’America. I nuovi leader hanno       stava difendendo la dignità del sub-         te dell’America Latina, una guida per
l’intenzione di parlare in maniera fran-    continente conquistato, colonizzato,         conoscere quel territorio. Con il suo
ca, come fra parenti e affini, approfit-    sfruttato e disprezzato.                     sorriso ottimista, Chávez sembrava
tando del fatto che il Primo Ministro       Il secondo atto simbolico ha come sce-       dire: “A buon intenditor, poche paro-
spagnolo è il socialista Zapatero, suc-     nario Trinidad-Tobago, sede del V°           le”, mentre il sorriso di Obama diceva:
ceduto all’ostile e filo nordamericano      Vertice delle Americhe nell’aprile del       “Non c’è peggior sordo di chi non vuol
Aznar, accompagnato dal Ministro            2009. A questo importante appunta-           sentire”.
degli Esteri Moratinos, apertamente         mento ci sono tutti, anche il neo Pre-
schierato a favore dei grandi cambia-       sidente degli Stati Uniti e già Premio
menti in atto in America Latina. In         Nobel per la Pace, Barak Obama. È il
questo contesto vanno letti gli inter-      nuovo imperatore, è il capo della na-
venti di Chávez (che dà del fascista        zione che considera il subcontinente         *Docente (Università “Orientale” di
all’ex primo ministro Aznar e lo accusa     come il cortile di casa ma in quell’in-      Napoli) e condirettrice della rivista
di aver messo il suo zampino nel dram-      contro, a cui si presenta con parole         “Latinoamerica”
matico e fallito colpo di stato di qual-
che anno prima) e in seguito di Daniel
Ortega che accusa le imprese spagnole
di comportamenti scorretti nelle loro
attività in Nicaragua. Il video mostra
il re Juan Carlos, seduto fra Zapatero e
Moratinos, che dà chiari segni di noia
e di insofferenza, mentre il suo primo
ministro difende l’onore di Aznar ri-
cordando che era stato votato da una
maggioranza di cittadini spagnoli. In
verità non era dell’onore della Spagna
che si stava parlando. Si trattava, piut-
tosto, di un tentativo di parlare fuori
dai denti per cercare di intendersi fra
gente con una stessa lingua e una gran
parte di storia in comune. Il discorso
sotteso è: non siamo più una colonia,
siamo popoli sovrani e abbiamo tutti
pari dignità; intendiamoci su questo
punto e cominciamo a collaborare fra
uguali. Mentre Zapatero chiede che
si abbassino i toni, Chávez continua

                                                                                                                                 15
SOCIALISMO
DEL SECOLO XXI
 ED EREDITÀ
  CHAVISTA
SOCIALISMO DEL SECOLO XXI ED EREDITÀ CHAVISTA

Chávez: la dignità come
eredità di un continente
di Juan Carlos Monedero*

I
“Chávez nostro che sei nei popoli”.                              e a cavallo. Perché si lotta per la libertà. Oggi, Chávez si
        l popolo in strada prega per Chávez. La spiritualità     trova in quel pantheon in cui da quasi un secolo nessuno
        entra nel cuore dei poveri. Ne hanno tanto bisogno.      entrava. Ha capito il suo popolo. Egli è diventato tutt’uno
        Entra nel cuore anche la gente che rischia per loro.     con esso. Ha salvato il suo popolo e la sua gente lo salvò
        E questo era Chávez: un uomo che rischiò per il suo      quando ci fu il colpo di stato. Quanto è difficile per l’Europa
        popolo. Per il suo popolo e per i popoli dell’America.   capire una relazione con un uomo di Stato che non è guida-
È con Chávez che i popoli dell’America sono giunti a rico-       to dalla paura o dalla sottomissione.
noscersi. L’opposizione gli criticava “la regaladora”(conces-    Chávez era un uomo ordinario, fuori dal comune. Deforme,
sione generosa) di denaro ai paesi compatrioti. ”Diploma-        sgraziato, con una qualità speciale che stonava terribilmen-
zia del petrolio” la disdegnavano. Chávez sapeva che non         te, più grosso che magro. Magico. Profondamente magico.
si sarebbe dovuto salvare solo un popolo. Si doveva salva-       Come il Venezuela. Non serve che tu corra sotto la pioggia
re tutto il continente. Non era ciò che l’Europa chiedeva a      quando sta per iniziare un meeting se non si è dietro la gen-
Merkel? Ma Merkel non è Chávez. Manca gente onesta che           te che ti attende. Chávez aveva il dono di stare sempre die-
riconosca che Chávez fece ciò che ora stiamo rivendicando.       tro la gente. Il suo popolo. Se si rischia e non ti ammirano,
Il Sud America, oggi, piange ma cresce. L’Europa è arrogan-      il fallimento è moltiplicato. Chávez era sempre ammirato.
te e affonda.                                                    Quale altro presidente ha fatto incontrare il 100% dei leader
Il Venezuela ha sempre visto nella storia come Dio sonnec-       dell’America Latina? Solo Chávez per lanciare la CELAC.
chiava nelle lussuose sale del nord. Ha sempre avuto biso-       Intelligenza, memoria prodigiosa, capacità di convincere, il
gno di santi per andare avanti con la speranza. Santi a piedi    dono di istigare e anche quello di rassicurare (fu colui che

18
convinse la sinistra venezuelana a la-
sciare le armi e optare per le elezioni).
Chávez che di notte nella periferia di
Montevideo, recitava per ore a memo-
ria poesia dopo poesia mentre Daniel
Viglietti fracassava la chitarra e Pepe
Mujica ascoltava con il sorriso sul viso
il vecchio guerrigliero divenuto presi-
dente. Chávez che sintetizzava idee su
temi piuttosto complessi in modo che
i suoi interlocutori si impegnassero ad
offuscarli con una logica di confusione
tecnica (un classico del consiglio dei
Ministri). Chávez che leggeva Gram-
sci e comprendeva la complessità
eterodossa del comunista italiano e il
suo impegno nel mondo delle idee. E
Chávez che studiava l’opera di Marx, e
teneva ben presente ciò che diceva an-
che il venezuelano Ludovico Silva (“se
i pappagalli fossero marxisti sarebbero
marxisti dogmatici”). Ritornò a Marx
utilizzando le sue ideologie ben lonta-
ne da coloro che le confondono con il
catechismo. Perché nel 2005, invece di
dire al suo popolo che avrebbero fon-
dato “il Chavismo”, gli disse che avreb-
be fondato il socialismo. E con quel
programma prese 11 punti sul candi-
dato dell’opposizione, Capriles.            re che la forza aerea venezuelana , in       hanno portato al raggiungimento del-
Chávez che chiamava i presidenti lati-      nome del Plan Colombia, liberamente          la fratellanza tra i popoli latino ame-
no-americani per impedire il golpe in       sorvoli il territorio degli Stati Uniti “.   ricani (qualcuno in Spagna sa come
Bolivia (e insisteva contro la pusillani-   Clinton non aveva letto che Chávez           si chiamano i presidenti degli altri 26
mità di qualche governo, prometten-         era un sostenitore della sovranità ve-       paesi dell’Unione Europea? In Ameri-
do che l’America Latina non avrebbe         nezuelana. Entrò a far parte degli ami-      ca Latina, ora la gente sa chi sono gli
mai più avuto vergogna di stare con         ci dei terroristi.                           altri presidenti). E cosa dire del ripe-
le braccia incrociate davanti ai gorilla    La forza di Chávez aveva anche il            tuto “Exprópiese!” (Che si espropri!)?
come era successo con il Cile di Salva-     problema opposto, aveva bisogno di           I governanti europei non rappresen-
dor Allende).                               forti interlocutori. Lo stile barocco        tano forse i loro atti di governo? Non
Chávez con una pazienza infinita che        dei caraibi e il carisma scatenato del       abbiamo forse saputo dei tagli sociali
elaborava i documenti della UNASUR          Presidente non erano adatti al con-          in Spagna attraverso dichiarazioni a
consegnando tutto il necessario in          sumo incravattato delle cancellerie          giornali stranieri?
modo che tutti i presidenti non aves-       occidentali. A quel tempo, offriva           In quella occasione si stava configu-
sero avuto alcun problema ad aggre-         semplici caricature ad alcuni mezzi          rando un processo di espropriazione
garsi. Qualcosa che si sarebbe ripetuto     di comunicazione mercenari che non           per mostrare ai settori popolari che
nella CELAC o con l’entrata del Vene-       esitavano ad estrarne dei testi per ta-      si esigeva l’aiuto anche dei ricchi nel
zuela al Mercosur o con l’ALBA.             gliare un minuto di discorso destinato       processo bolivariano. La stampa oc-
Chavez nell’incontro con Clinton e          a costruire una matrice di opinione          cidentale lo interpretò come il sum-
dopo che il presidente degli Stati Uniti    contro Chávez (con grande successo,          mum di arbitrarietà (qui presentata
gli fu grato per la rinuncia del cielo      anche tra la sinistra europea). Questi       con gli stessi mezzi che non mettono
venezuelano a favore della forza ae-        media mercenari mostravano Chávez            in discussione la relazione diretta tra
rea americana in occasione del Plan         mentre cantava una ranchera con un           la scarsa popolarità dei presidenti
Colombia, così gli avrebbe detto al         sombrero messicano che facevano del          americani e la corrispondente azione
gendarme mondiale: “Tranquillo Bill         presidente un pagliaccio spiritoso e si      militare in ogni comando). La palma
anche noi vi ringraziamo nel lascia-        sa che questi gesti sono stati quelli che    d’oro se la prese il quotidiano El pais

                                                                                                                             19
SOCIALISMO DEL SECOLO XXI ED EREDITÀ CHAVISTA

                                                                   cubana fu il soffocamento delle voci dissenzienti. In Vene-
                                                                   zuela si è cambiata rotta. Nel 2009 il Centro Internazionale
                                                                   Miranda organizzò un incontro a Caracas per valutare cri-
                                                                   ticamente le luci e le ombre del processo. La prima reazione
                                                                   sembrava in grado di ripetere il fantasma di rivoluzioni che
                                                                   avevano divorato i propri figli. Il ruolo implacabile dell’op-
                                                                   posizione, dei media, dell’Università, impegnati unicamen-
                                                                   te per il ritorno al passato, aveva barricato il governo. Ma
                                                                   Chávez fu in grado di reagire, ascoltando il suo popolo che
                                                                   gli aveva detto che non era sempre vero che ciò che ci si ap-
                                                                   prestava a fare coincideva con ciò che era stato detto.
                                                                   E nella sua ultima apparizione, in quello che è stato chiama-
                                                                   to il Cambio di Timone, Chávez illustrò il suo programma:
                                                                   ascoltare la gente, tanta critica e auto-critica e transizione
                                                                   al socialismo.
                                                                   Se c’è stato un settore in cui Chávez ha combattuto andando
                                                                   contro il destino, è stato quello di cambiare la mentalità dei
                                                                   venezuelani e, da lì, dei latino americani. Una volta realizza-
                                                                   to lo sradicamento di conquista, dove lo Stato è sempre sta-
                                                                   to debole, anche la sfera pubblica avrebbe mostrato sempre
                                                                   la stessa debolezza. Il pubblico non è spazio per tutti se non
                                                                   lo spazio di nessuno. Il comportamento segna il rapporto
                                                                   con la natura.
                                                                   Se la natura ti dà qualcosa, si prende. Stessa cosa con lo Sta-
                                                                   to. Un’organizzazione statale con le leggi impersonali, fun-
pubblicando una foto falsa di Chávez moribondo. Stampa             zionari consegnati al pubblico, politici virtuosi e ridistri-
di qualità. Chi sono gli ingenui?                                  buzione delle risorse, è meno credibile dei colpi di fortuna
È questa la forza di Chávez che ha guidato Telesur, il SUCRE       delle telenovelas. Chávez disse al suo popolo: siate artefici
(l’inizio di una moneta latino-americano che non avrebbe           della vostra sorte. E mentre gli consegnava un pesce, gli di-
ripetuto gli errori dell’euro) il Banco del Sud, l’Universidad     ceva che dovevano imparare a pescare.
del Sud, l’ALBA, la UNASUR, l’ammissione della Palestina           Prima di entrare nella sala operatoria che non lo riporterà
all’Unesco (iniziativa venezuelana), che avrebbe preparato         in vita, Chávez lasciò il suo testamento: non piangete: ma
la costituzione palestinese a divenire paese osservatore del-      lottate per la rivoluzione bolivariana. Non combattete tra
le Nazioni Unite.                                                  di voi come ha sempre fatto la sinistra: lasciate che Nicolás
Ma resta vero che la forza di Chávez non è sempre stata            Maduro vi guidi nei seguenti passi del processo bolivariano.
quella di trovarsi di fronte ad attori politici con la volontà     Che non si crei niente di più importante del popolo: co-
di contraddire il presidente. La cultura politica venezuelana      mandate obbedendo. E tutti in Venezuela hanno capito che
è per buona parte ancora “adeca” (contrassegnata dall’A-           la solitudine del Centenario del continente non può torna-
zione Democratica, il partito in cui fu due volte presidente       re. La strada è iniziata. I venezuelani e le venezuelane, quelli
e amico di Felipe González, Carlos Andrés Pérez). Questa           che hanno sempre vissuto e vivono in Venezuela, ora sanno
cultura è sempre stata di clientela, gerarchica, servile, cal-     di avere una patria.
colatrice e arrampicatrice sociale (due parole meravigliose        Questa è l’eredità di Chávez. Dignità Pura. C’è bisogno di
per il lessico politico provengono da questa cultura fare da       un popolo cosciente e organizzato per continuare questo
schermo, fare lo spaccone, attorcigliarsi, allungare il collo      compito immenso.
per rientrare nella foto). Se si aggiunge che l’esistenza di uno   Ora si stanno asciugando le lacrime e si rimettono in mar-
Stato debole che si lascia trascinare dalla colonia, quando        cia.
il Venezuela non era Vicereame ma Capitaneria Generale
– ha fatto in modo che i militari avessero una capacità di         Traduzione di Simona Palumbo
risoluzione che non sempre i civili hanno- e che l’opposizio-
ne, lungi dal fare un’opposizione costruttiva, avesse sempre
avuto un animo golpista, comprendiamo che gli elementi
critici vanno ad indebolirsi.
Tuttavia, una delle caratteristiche essenziali del processo
bolivariano, e dove il suo futuro è in gioco, è mantenere la       *Giornalista e professore di scienze politiche all’Università
critica. Ciò che divorò la Rivoluzione francese, quella russa,     Complutense di Madrid

20
Puoi anche leggere