GLIFOSATO, VOCATURI CEPI: DOPO DECISIONE ECHA ANCORA RIVEDERE - Agricolae

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GLIFOSATO, VOCATURI CEPI: DOPO DECISIONE ECHA ANCORA RIVEDERE - Agricolae
GLIFOSATO, VOCATURI CEPI:
DOPO DECISIONE ECHA ANCORA
PIÙ     URGENTE    RIVEDERE
NORMATIVA REGIONECALABRIA
L’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha
stabilito ieri, come era prevedibile, che il glifosato non è
cancerogeno. A questo punto è ancora più urgente che la
Regione Calabria armonizzi i suoi regolamenti con quelli
europei. Ricordiamo che i nostri agricoltori stanno vivendo di
fatto una sorta di dumping del glifosato che li mette in una
condizione di svantaggio rispetto ai produttori spagnoli,
francesi o portoghesi o anche semplicemente siciliani.
Ribadiamo la nostra richiesta al Consigliere delegato
all’agricoltura Mauro D’Acri di trovare un modo per
armonizzare la nostra situazione a quella della stragrande
maggioranza delle regioni del resto d’Europa.“ Così Cristian
Vocaturi Referente CEPI in Calabria e Vicepresidente di
#AGROCEPI

VINO,   OLIVERIO,  PD:   CON
MARTINA   CONTRO  ETICHETTA
INGANNEVOLE PROPOSTA DA UE
“Ci uniamo al ‘no’ del ministro delle Politiche agricole,
Maurizio Martina, alla proposta della Commissione europea per
l’etichetta del vino che indichi i valori
nutrizionali e le calorie. Una battaglia che facciamo nostra
in nome della salvaguardia di un prodotto principe del Made in
Italy.

Si tratta di una proposta che prevede     sull’etichettatura
informazioni incomplete che non permetterebbero, quindi, una
reale e veritiera conoscenza del prodotto da parte del
consumatore.

L’etichettatura dei prodotti, per cui Governo e Parlamento
italiani si sono battuti tanto anche in sede europea, è in
nome di una totale trasparenza della filiera, e non per una
informazione parziale che sarebbe così ingannevole”.

Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo
Oliverio.

WELFARE AZIENDALE, FAI, FLAI,
UILA    E    FEDERALIMENTARE
RAGGIUNGONO     ACCORDO    SU
LAVORATORI LICENZIATI
Le Associazioni industriali alimentari aderenti a
Federalimentare e Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil hanno
raggiunto un importante accordo collettivo nazionale. Esso
prevede l’estensione della copertura sanitaria prevista dal
Fondo di categoria FASA a tutti i lavoratori iscritti al Fondo
sanitario integrativo, che vengano licenziati per motivi
economici e/o involontariamente disoccupati.

Si tratta di un intervento concreto di sostegno che scatta in
caso di perdita del lavoro. In pratica il lavoratore, oltre
alla NaSpi (indennità di disoccupazione) erogata dall’Inps,
 potrà mantenere – “senza alcun onere a suo carico”, per un
periodo determinato e fino a nuova rioccupazione – i vantaggi
per sé e per il nucleo familiare della copertura di tutte le
spese sanitarie offerta dal FASA.

In un periodo in cui si parla molto di welfare e di politiche
attive di sostegno e assistenza, questo è un esempio di reale
attenzione ai problemi legati alla disoccupazione, basato su
un approccio responsabile ed innovativo, che va oltre il
tradizionale schema che lega il riconoscimento di benefici
allo status di dipendente.

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In proposito, vanno pure ricordate le numerose forme
integrative di assistenza previste dal Ccnl di categoria, che
vanno dal fondo di previdenza complementare Alifond, al fondo
sanitario FASA e al fondo di sostegno della maternità, alla
Cassa rischio vita. Ad esse, ora, si aggiungerà anche la
copertura sanitaria per i lavoratori che perdono il posto di
lavoro.

Il nuovo intervento sarà realizzato ottimizzando le risorse
già versate dalle imprese al Fondo FASA, quindi senza
ulteriori oneri per le stesse. La copertura sanitaria prevista
va da un massimo di 18 mesi ad un minimo di 6 mesi.

L’obiettivo delle parti è di far decorrere la nuova misura dal
prossimo luglio per sperimentarla fino a giugno 2019. Allo
scadere di questo periodo, le parti valuteranno, in base
all’andamento, eventuali ulteriori interventi.
CONFEURO:        PRESIDENZA
NAZIONALE VICINA A ESIGENZE
AGRICOLTORI
Oggi 16 marzo 2017 si è riunita la Presidenza Nazionale
Confederale per analizzare la grave situazione in cui versa
l’agricoltura del Paese, è prioritariamente per esprime e
riaffermare l’impegno e la vicinanza della Confeuro ai tanti
agricoltori del nord Italia, in ginocchio per la siccità che
sta minando seriamente la resistenza di tanti piccoli
agricoltori, abbandonati al loro destino da un Governo
raffazzonato frutto della distorta volontà degli Italiani che
con il voto di novembre 2016 avevano “bocciato” i Ministri,
del vecchio Esecutivo riciclati nel nuovo con operazioni
 camaleontiche. La Presidenza a rinnovato l’impegno ancora in
corso per produttori e allevatori dei Monti Sibillini,
dimenticati dagli esibizionisti di Stato, presenti solo ai
funerali, per promettere e proclamare annunci.

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La massima assise esecutiva della Confederazione Agricoltori
Europei e del Mondo, tra l’altro, ha messo appunto gli ultimi
dettagli – per la Conferenza Nazionale Elettiva convocata per
la prima decade di Maggio.

In ordine agli strumentali attacchi “ignobili anonimi”,
Personali e alla sua famiglia, Rocco Tiso, ha chiarito che
trattasi di “anonimo d’autore” e che il “Tintoretto è uno
squilibrato, assiduo frequentatore delle procure della
Serenissima e ben noto per abusi e dintorni.

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La Presidenza fa quadrato intorno al Presidente Tiso e
solidarizza con il presidente Nazionale del Patronato LABOR e
del CAF LABOR, promossi dalla Confeuro e riconosciuti dal
Ministero del Lavoro e dal Dicastero dell’Economia e dà atto
che l’impegno profuso da Rocco Tiso, in questi anni, ha
consentito all’Organizzazione di crescere in modo esponenziale
e di essersi ramificata sull’intero Territorio Nazionale; di
avere portato una voce libera in un settore, quello agricolo,
spesso condizionato da interessi che non sono quelli propri
dell’agricoltura ma di lobby e soggetti economicamente molto
forti che impongono scelte non in linea con il mondo agricolo
e quello della salute dei consumatori.

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L’organo esecutivo confederale unanimemente ringrazia le
associazioni Territoriali della Liguria, Piemonte, Lombardia,
Veneto,  Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio,
Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia per gli
attestati di fiducia e di stima giunti alla Sede Nazionale
della Confeuro.

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La Presidenza esprime soddisfazione per il commissariamento e
lo scioglimento tombale di alcune sedi EUROCOLTIVATORI
comunali dell’alto padovano e della provincia di Rovigo, per
interpretazioni singolari dell’associazionismo inteso sempre
come comitato di affari a discapito degli agricoltori.

OCM VINO, NOVITA PER GIUGNO.
MIPAAF PENSA                    DI ELIMINARE
SISTEMA                           GRADUATORIE
PREDILIGENDO                     RIPARTIZIONE
RISORSE
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ttenua. Il ministro delle Politiche agricole ha risposto, a
margine della conferenza stampa sulla 51esima edizione del
Vinitaly, che il Mipaaf “sta lavorando con serietà per non
perdere le risorse” destinate alla promozione del vino sui
mercati stranieri. Ma in realtà – da quanto apprende AGRICOLAE
– sembrerebbe che il dicastero, in attesa della decisione del
Tar in merito ai 13 ricorsi presentati (udienza prevista il 5
maggio con setenza unica non prima del mese di giugno),
preferisca rimanere fermo. Ma sempre da quanto si apprende,
già si pensa al futuro per non commettere gli errori fatti. Il
ministero infatti ha intenzione, dalla prossima annualità, di
evitare il sistema della graduatoria e di tornare a quello
delle convenzioni. Ovvero attraverso la ripartizione delle
risorse assegnate pro qutoa e sulla base delle disponibilità.
In sostanza uno splafonamento rispetto al budget disponibile
comporterebbe una riduzione in percentuale di tutti i
programmi fermo restando la verifica del requisito di
ammissibilità dei soggetti richiedenti. Così da non
scontentare nessuno. Anche se rimane da chiarire i parametri
commisurati alla capacità di spesa dei richiedenti. Fissando
quindi dei paletti per consentire ai candidati beneficiari di
poter partecipare senza però frastagliare troppo i fondi
destinati alla promozione. La novità- da quanto si apprende –
potrebbe già essere resa nota nel corso del prossimo Vinitaly.

BIOLOGICO,     FIORIO,   PD:
COMAGRI CAMERA APPROVA TESTO
UNICO A SOSTEGNO SETTORE
“La Commissione Agricoltura della Camera ha approvato il testo
unico sull’agricoltura biologica, si tratta di un primo
fondamentale passaggio atteso da anni dall’intero comparto”: è
quanto dichiarano i deputati Pd Massimo Fiorio e Alessandra
Terrosi, rispettivamente primo firmatario e relatore della
proposta di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la
competitività della produzione agricola e agroalimentare con
metodo biologico”.

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“Ci auguriamo che la legge venga approvata dalla Camera entro
aprile. Il testo presenta infatti norme innovative capaci di
supportare un settore, che ha superato nel 2016 i 4,8 miliardi
di euro di cui 1,6 legati all’export, ma che registra tutt’ora
dati comunque inferiori ai mercati di Francia e Germania”.

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“Il provvedimento – concludono Massimo Fiorio e Alessandra
Terrosi – ha infatti riconosciuto l’agricoltura biologica
quale attività di interesse nazionale con funzioni sociali ed
economiche rilevanti, capace di promuovere la sicurezza
alimentare ed il benessere degli animali e ridurre le
emissioni nocive. Sono presenti anche norme che stanziano
risorse per l’apposito fondo, rafforzano il ruolo della
ricerca, promuovono l’aggregazione imprenditoriale della
filiera e disciplinano la vendita delle sementi biologiche”.

CRESCE          COOPERAZIONE
AGROALIMENTARE,       CRESCE
L’AGRICOLTURA”: DUE GIORNATE
DI STUDIO INTERNAZIONALI A
FIRENZE
Si svolgeranno a Firenze il 23 e 24 marzo due giornate di
studio internazionali, organizzate dall’Accademia dei
Georgofili in collaborazione con Agrinsieme e Crea (Consiglio
per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia
Agraria) dal titolo “Cresce la cooperazione internazionale,
cresce l’agricoltura. L’innovazione del modello cooperativo
per l’agricoltore 4.0 nel confronto tra Italia e Francia”.
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L’iniziativa si propone di approfondire i nuovi modelli
organizzativi della cooperazione agroalimentare italiana e
francese nei loro processi di adattamento alle continue
evoluzione dei mercati, delle politiche e dei contesti
produttivi. La necessità di rafforzare le strutture
organizzative e finanziarie ha spinto la cooperazione
agroalimentare a cercare nuovi schemi senza per questo perdere
in tale percorso la propria originalità.

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Come possono le politiche interpretare il cambiamento in atto
e supportare il modello cooperativo è il tema che sarà al
centro della tavola rotonda del 23 pomeriggio, dal titolo
“Dalla politica della cooperazione alla politica per la
cooperazione”, alla quale parteciperanno Giovanni Luppi
(Alleanza delle Cooperative Agroalimentari), Dino Scanavino,
Presidente Cia, Mario Guidi, presidente di Confagricoltura e
Franco Verrascina, presidente Copagri. Previsti inoltre gli
interventi del parlamentare europeo Paolo De Castro, del
Presidente della Commissione Agricoltura Camera dei Deputati
Luca Sani, del Coordinatore Commissione agricoltura della
conferenza delle regioni Leonardo di Gioia e del Ministro
delle politiche agricole Maurizio Martina. Le conclusioni
della giornata saranno affidate al coordinatore di Agrinsieme
Giorgio Mercuri.

PASTA           100%         PUGLIESE,                 CIA
PUGLIA: IRRESPONSABILE CHI
DANNEGGIA PRODUTTORI AGRICOLI
“CIA Agricoltori Italiani di Puglia esprime tutto il proprio
apprezzamento e sostegno al progetto, avviato già da tempo e
con ottimi risultati, della pasta 100% pugliese prodotta
da Granoro grazie a una filiera che valorizza il lavoro degli
agricoltori e dei molitori della nostra regione. Stiamo
parlando di un prodotto di eccellente qualità, una pasta che
risponde alla domanda crescente – da parte dei consumatori –
di prodotti non solo gustosi, ma che garantiscano salubrità e
valorizzazione del territorio”. A margine della sua visita
agli stabilimenti Granoro, il direttore regionale Cia
Puglia Danilo Lolatte ha voluto esprimere, ai dirigenti del
pastificio, l’apprezzamento di tutta l’organizzazione per i
risultati ottenuti “da una realtà industriale capace di
rispettare concretamente i produttori agricoli, valorizzandone
il lavoro”.

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In particolare, conoscendo direttamente ogni attore della
filiera – gli agricoltori della Coop. Fra Coltivatori di
Apricena, il Molino De Vita e la stessa Granoro – possiamo
affermare che la pasta Granoro Dedicato 100% Puglia non è
assolutamente prodotta con grano estero e che questo progetto
rappresenta un vero esempio per tutti di corretto e virtuoso
comportamento etico produttivo e commerciale”.

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“Nei giorni scorsi”, ha aggiunto Lolatte, “proprio il progetto
della filiera 100% pugliese, che ha il pregio di realizzare un
circuito virtuoso per consumatori, produttori agricoli e parte
industriale, è stato oggetto della classica bufala, una
notizia falsa e completamente infondata”, ha aggiunto Lolatte.
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“Abbiamo già preso posizione contro la disinformazione
prodotta in campo alimentare. Chi fomenta la rabbia e la
paura, facendo leva sulla disinformazione, danneggia in primo
luogo proprio gli agricoltori – e in questo caso i
cerealicoltori pugliesi – e i consumatori. E’ un gioco
irresponsabile”. Il direttore regionale di CIA Agricoltori
Italiani, Danilo Lolatte, si riferisce a quella che l’AIDEPI,
Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane,
a nome dei produttori di pasta italiani, ha recentemente
definito in un comunicato stampa ufficiale come “l’ennesima
azione denigratoria verso la pasta e i produttori italiani che
nasce sulla rete con la sola finalità di creare allarmismo e
disinformazione. La pasta italiana è sicura. – si legge in una
recente nota diffusa dall’AIDEPI – Far credere che aver
individuato tracce di residui, ben al di sotto dei limiti di
legge, costituisca di per sé un problema per la salute è
irresponsabile”.

EMERGENZA NUTRIE, FAVA: A
BREVE   UNA   PROPOSTA DI
PROTOCOLLO STRATEGICO
“Come Regione faremo nuovamente pressione sul ministero della
Sanità, affinché sblocchi il milione di euro vincolato al
randagismo per l’emergenza nutrie. Chiediamo agli enti e alle
rappresentanze locali di esercitare pressione in tal senso,
perché il problema è molto serio”.

Lo ha detto questo pomeriggio l’assessore all’Agricoltura
della Lombardia, Gianni Fava, che ha coordinato la riunione
sull’emergenza nutrie a Viadana, alla quale hanno partecipato
circa 150 persone tra sindaci, rappresentanti delle
amministrazioni locali e provinciali, organizzazioni sindacali
agricole, ente parchi e consorzi di bonifica.

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Oltre all’assessore all’Agricoltura Fava erano presenti il
direttore generale dell’assessorato all’Agricoltura, Roberto
Cova, il direttore generale dell’Unità organizzativa
Veterinaria Piero Frazzi, il direttore generale dell’Ats
Valpadana Salvatore Mannino.

Dall’incontro è emersa chiara la necessità di agire in fretta,
partendo dal territorio dell’Ats Valpadana, che abbraccia le
province di Mantova e Cremona, dove la popolazione di nutrie è
maggiormente sviluppata.

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Regione metterà a disposizione parte dei fondi. “Credo che i
600.000 euro stanziati nel bilancio del 2016 saranno
confermati anche nel 2017 – ha affermato Fava – e sarà mia
cura proporre l’operazione al collega assessore Garavaglia
nella revisione del bilancio di luglio. La novità rispetto al
passato è che i fondi che metteremo a disposizione saranno
stanziati con la modalità della compartecipazione: per ogni
euro di Regione Lombardia chiediamo che la stessa cifra sia
prevista anche da altri soggetti, siano essi i Comuni, le
Amministrazioni provinciali, i sindacati agricoli, gli
agricoltori, i parchi, i consorzi di bonifica”.

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Il messaggio è chiaro. “Regione Lombardia si fa carico di un
problema che afferisce ai territori – ha specificato
l’assessore – ma non possiamo, in un’attività di
coordinamento, inficiare le prerogative previste dalla legge.
La pianificazione è provinciale e la competenza è delle
Province. Non possiamo, quindi, modificare i piani, ma al
massimo chiedere attraverso azioni di moral suasion che le
Province si parlino fra loro e si uniformino i comportamenti a
livello territoriale”.

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Nei prossimi giorni Regione Lombardia provvederà a inoltrare a
tutte le amministrazioni, organizzazioni e consorzi una
proposta di protocollo strategico, in modo da pianificare una
road map sugli interventi. “Fermo restando che mi aspetto che
anche gli enti e le rappresentanze locali chiedano al
ministero della Sanità lo sblocco dei fondi regionali per il
randagismo, da impiegare per la lotta alle nutrie – ha spinto
Fava -. Anche perché se i fondi regionali arrivassero a 1,6
milioni di euro, con il meccanismo della compartecipazione
potremmo contare su 3,2 milioni, una cifra cospicua”.

MARTINA:     AL    VINITALY
PROSPETTIVE VITIVINICOLTURA
UE        CON        HOGAN.
INTERNAZIONALIZZAZIONE,
BUSINESS       E    DIGITAL
TRANSFORMATION
“Vinitaly 2017 sarà la capitale della nuova Politica agricola
comune, occasione imperdibile per riscrivere le linee a
sessant’anni dai Trattati di Roma costitutivi della Comunità
economica europea, con la presenza del commissario europeo per
l’agricoltura Phil Hogan. Chiediamo quindi in particolare
all’esperienza vitivinicola italiana di essere protagonista di
questa riflessione. A Vinitaly porteremo il Testo Unico del
Vino; daremo spazio alla discussione presentando il primo
pacchetto attuativo. Anche sul registro vinicolo digitale, la
sfida è decisiva e va seguita con grande attenzione nelle
prossime fasi. E’ un cambio di prospettiva che dovrà essere un
processo collettivo”. Così il ministro delle Politiche
agricole Maurizio Martina intervenendo oggi a Roma, alla
conferenza stampa di presentazione di Vinitaly (Veronafiere,
9-12 aprile 2017), la più importante rassegna internazionale
dedicata a vino e distillati.

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L’edizione 51 prosegue il percorso di crescita e di sviluppo
delineato nel 2016 in occasione del cinquantesimo
anniversario, grazie al piano industriale adottato con la
trasformazione in SpA di Veronafiere. Per Maurizio Danese,
presidente di Veronafiere: “Il nuovo piano da 94 milioni di
euro di investimenti al 2020 ha analizzato attentamente le
dinamiche del mercato fieristico mondiale, europeo e italiano.
Per il settore wine and food, e quindi con Vinitaly,
Sol&Agrifood, Enolitech e il sistema ad essi collegato, il
progetto prevede una crescita mirata all’estero e nuovi
servizi per l’internazionalizzazione delle       imprese   del
settore, con focus su Stati Uniti, Cina”.

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Vinitaly, la prima fiera del vino al mondo per superficie
espositiva e per numero di operatori esteri, già quest’anno
offre maggiore internazionalità, occasioni di business e
innovazione digitale. “Per raggiungere questi obiettivi –
spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –
ci stiamo attrezzando anche dal punto di vista tecnologico.
Infatti, questa edizione di Vinitaly inaugura un progetto
pilota di digital transformation che coinvolgerà alcune
migliaia di buyer esteri, durante         il   quale   saranno
sperimentate soluzioni 4.0”.

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Tra i punti di forza dell’azione di Vinitaly,
l’internazionalizzazione del business resta una priorità.
All’inizio di marzo sono 2mila i nuovi buyer esteri registrati
per questa edizione. I nuovi arrivi del trade provengono in
particolare da USA (da una ventina di Stati della
confederazione), Cina, Hong Kong, Australia, Canada, Francia,
Danimarca, Belgio, Germania, Giappone, Svizzera, Norvegia,
Svezia e Russia. Tra questi in aumento le presenze anche da
Taiwan e Brasile e, nonostante l’imminente Brexit, il Regno
Unito aggiunge all’elenco 100 nuovi buyer.

Nella scorsa edizione sono stati 28mila i buyer provenienti da
140 nazioni su 49 mila operatori esteri e 130mila visitatori
complessivi.

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Inoltre, sono già 5mila ad oggi gli incontri b2b fissati nelle
agende degli operatori esteri selezionati dalle attività di
incoming congiunte che vedono collaborare la rete di delegati
di Veronafiere e l’agenzia ICE- Italian Trade Agency grazie al
Piano straordinario di promozione del Made in Italy promosso
da MISE E MIPAAF. Vinitaly, anche quest’anno, rappresenta, il
fulcro di un sistema di promozione e formazione continua che
comprende la rete globale di Vinitaly International e della
sua Academy, la guida 5StarWines THE BOOK, l’e-commerce di
Vinitaly Wine Club, OperaWine, wine2wine, il fuori salone di
Vinitaly and the City. Si tratta di una community sempre più
evoluta per la promozione del made in Italy del settore
vitivinicolo, integrata e completata da Sol&Agrifood, rassegna
sull’olio extravergine di oliva e agroalimentare di qualità, e
da Enolitech, salone sulle tecnologie per il settore del vino
e dell’olio.
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Una realtà complessa e articolata che a Verona trova una
sintesi perfetta ogni anno per oltre 4.120 aziende
espositrici, a cui si sommano le 291 di Sol&Agrifood e le 200
di Enolitech. Con il business sempre al centro delle attività
previste nei quattro giorni di fiera, nel 2017 il focus
commerciale è saldamente puntato sui due grandi mercati di
Stati Uniti e Cina, nazioni da cui nell’edizione 2016 si sono
registrati notevoli aumenti negli arrivi dei buyer: +130% dal
Paese del dragone e +25% dagli USA.

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Dal punto di vista espositivo, confermate le tradizionali aree
tematiche del salone: Vinitaly Bio, sul mondo del biologico
certificato, ViViT dedicato ai vini artigianali e
VinInternational, spazio che raggruppa la gran parte dei
produttori esteri di Vinitaly. Torna anche il prestigioso
programma di degustazioni della VIA-Vinitaly International
Academy e della rassegna Tasting Ex…Press. Da quest’anno
inoltre, al via il progetto sperimentale di innovazione
digitale e dei servizi collegati per l’internazionalizzazione
delle imprese, come previsto dalle linee del nuovo piano
industriale di Veronafiere.

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Elementi che rendono sempre più attrattivo Vinitaly anche per
le aziende estere che incrementano significativamente la loro
presenza nel padiglione Vininternational. Stati Uniti,
Francia, Spagna Sudafrica, Germania, Argentina, Australia:
sono soltanto alcuni dei paesi di provenienza delle aziende
straniere a cui quest’anno si aggiunge il debutto assoluto di
Giappone, Andorra e Kosovo.

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Infine, continua lo sviluppo parallelo anche del fuori salone
di Vinitaly and the City, che l’anno scorso ha registrato 29
mila presenze, pensato per separare nettamente i momenti in
fiera riservati agli operatori e agli affari dalle iniziative
per i wine lover. L’evento coinvolge il centro storico di
Verona e, da quest’anno, anche Bardolino sul lago di Garda,
aggiungendo un giorno in più di programmazione: da venerdì 7 a
martedì 11 aprile.

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Alla conferenza stampa di oggi a Roma erano presenti, tra gli
altri: Flavio Tosi, sindaco di Verona; Gianni Bruno, brand
manager Wine&Food di Veronafiere; Stevie Kim, managing
director di Vinitaly International; Ian D’Agata, direttore
scientifico di VIA (Vinitaly International Academy); Ernesto
Abbona, vice presidente Uiv; Isabella Marinucci, responsabile
area vini di Federvini; Maria Ines Aronadio, dirigente Ice
settore agroalimentare   e   Riccardo   Cotarella,   presidente
Assoenologi.
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