Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus

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Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
Ecco come la sanità pugliese
gestita da Emiliano non controlla
il CoronaVirus
ROMA – Vi raccontiamo cosa è accaduto ad un operatore sanitario in un
ospedale pugliese. Nella struttura presso cui presta servizio è stata
ricoverata nei giorni scorsi una anziana signora affetta da disturbi
polmonari, alla quale però nessuno ha mai pensato di effettuare un
tampone.

                                            L’operatore sanitario si è
immediatamente preoccupato di una eventuale contaminazione ed ha
quindi allertato i settori competenti, ma tutti i medici hanno preso
alla leggera la vicenda, escludendo qualsiasi tipo di rischio e
nessuno loro si è mai sognato di effettuare alcun controllo sulle
condizioni di salute dell’ anziana signora ricoverata.

Qualche giorno dopo l’operatore sanitario ha iniziato ad avere dei
disturbi, ed ha contattato il numero verde previsto dal ministero e
cioè il 1500, dove è stato risposto di rivolgersi al medico di base o
alla guardia medica, o viceversa di continuare a lavorare a proprio
rischio e pericolo nel proprio reparto in ospedale mantenendo però
una distanza di almeno 2 metri da tutte le altre persone. Resta da
capire però come questo operatore sanitario avrebbe mai potuto
continuare lavorare !
Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
Sono 90 al momento casi di
infezione da CoronaVirus accertati in Puglia, 25 in più nelle ultime
24 ore, ed aumento il numero dei medici che si ammalano, o che sono
costretti alla quarantena. Sono il Foggiano e il Salento le aree con
più contagiate, ma preoccupa la situazione anche in provincia di
Brindisi. Ieri a Cisternino il virus è stato rilevato in altri cinque
pazienti, tutte persone rientrate dal Nord in Puglia per un funerale.

Un altro caso di positività è stato registrato a Francavilla Fontana,
in provincia di Brindisi e riguarderebbe un’ insegnante di una scuola
superiore, che è stata ricoverata presso il locale Ospedale Perrino.
Preoccupazione a Bari per il contagio di un barista che lavorava in un
bar molto frequentato del quartiere San Paolo i cui proprietari hanno
deciso di chiudere per precauzione e hanno invitato tutti coloro che
frequentano il locale a restare in isolamento.       Non ci risultano
accertamenti sanitari in corso anche per questo episodio.

Attenendosi ai numeri ufficiali i casi di positività riscontrati ed
accertati dal laboratorio del Policlinico sono stati come dicevamo
sopra 25. Si tratta il numero più alto dall’inizio del contagio nella
Regione Puglia. A Bari e in altri comuni della stessa provincia sono
stati rilevati 4 casi; nella Bat 2 casi; in provincia di Brindisi 4
casi, così come nel Foggiano, che resta l’area più colpita. Altri 2
nuovi casi, anche in questo risalenti ai giorni scorsi riscontrati a
Gagliano del Capo (Lecce), uno in provincia di Taranto.

Quest’ultimo riguarda una donna di Torricella, parente delle altre
tre persone contagiate nello stesso paese, che è la nipote del 43enne
Massimo Mezzolla, un carpentiere 33enne originario di Manduria,
rientrato da Codogno lo scorso 24 febbraio, ricoverato all’ospedale
Moscati da cui è stato dimesso proprio oggi. Invece la moglie del
portatore del CoronaVirus nel tarantino, inizialmente asintomatica,
nei giorni successivi è stata ricoverata nello stesso ospedale per
per complicazioni di una crisi respiratoria , e ora si trova
sottoposta a ventilazione controllata. Il fratello del Mezzolla non
presenta sintomi particolari e si trova attualmente n quarantena
fiduciaria nella sua abitazione. E pensare che il consigliere
Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
regionale-medico di base Peppo Turco sosteneva che il suo assistito
non fosse stato a contattato con nessuno al suo rientro da Milano
Malpensa!

Nella tarda serata di ieri il sindaco di Massafra (Taranto) ha reso
noto della positività al virus      accertata ad un suo concittadino
massafrese. Il sindaco ha anche aggiunto che l’ASL Taranto starebbe
mettendo in atto la profilassi necessaria che prevede l’imposizione
alla famiglia e i colleghi di lavoro del contagiato nelle prossime ore
di sorveglianza sanitaria obbligatoria.

La realtà dei fatti è che in molte strutture ospedaliere il personale
medico non effettua i tamponi esclusivamente per motivi economici,
circostanza questa che dimostra l’incapacità del governatore Emiliano
di garantire gli standard previsti per tutelare la popolazione
pugliese dal rischio di contagio.

Sarebbe interessante accertare quante chiamate dalla Puglia sono
pervenute ai numeri previsti dal Ministero della Salute, e sopratutto
capire il grave ritardo con cui la Regione Puglia ha istituito il
numero verde locale da contattate. Non a caso come potete vedere con i
vostri occhi, nel prospetto iniziale diramato dal Ministero della
Salute, fra i numeri verdi delle varie regioni non compariva la
Puglia.

La domanda legittima da porsi a questo punto è questa: ma in Puglia
dovevamo aspettare che un incosciente di Torricella (Taranto) recatosi
a Codogno, il principale focolaio di CoronaVirus in Italia, rientrasse
Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
in aereo da Milano Malpensa a Brindisi senza sottoporsi ad alcun
controllo fidandosi soltanto dei consigli scellerati del proprio
medico di base Peppo Turco che come spiegavamo, è anche un consigliere
regionale eletto nelle liste civiche di Emiliano.

Risultato finale: il CoronaVirus ha invaso Puglia ringraziando la
mancanza di controlli effettuata su tutte le persone provenienti dalle
zone a rischio di contagio. Non a caso l’assessore regionale alla
salute si chiama Michele Emiliano. Speriamo, ancora per poco.

"Zona Rossa" giorno 1: 3°
intervento in 5 giorni di una
classe dirigente che naviga a vista
ROMA – Il decreto con cui il Governo ha operato finalmente una stretta
decisa per battere il CoronaVirus in Italia, e’ entrato in vigore
oggi fino al 25 marzo , disponendo la chiusura di nuove attività e
servizi ritenute non essenziali: quindi chiusura ai bar, pub e
ristoranti. Restano attivi tra gli idraulici, meccanici, benzinai,
tabaccai ed edicole.

DPCM 11-marzo-2020

I trasporti continueranno a funzionare. Le industrie e fabbriche
potranno continuare lavorare ma dovranno garantire i richiesti
requisiti di sicurezza. Restano chiusi invece i reparti aziendali non
ritenuti indispensabili. Le aziende e le fabbriche quindi lavoreranno
sulla base di precisi accordi delle Regioni con i sindacati, perché
non si può rischiare di mettere a rischio le due filiere che per
nessuna ragione devono entrare in sofferenza: quella agroalimentare e
quella sanitaria.

Si potrà uscire di casa solo per motivi di lavoro, di salute o di
necessità. Non c’è un esplicito divieto di passeggiate nel decreto, ma
permane l’invito a non uscire se non esclusivamente per comprovati
motivi di necessità.
Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
Che cosa chiude?

Sono sospese secondo quanto contenuto nell’ultimo decreto di ieri
(leggi sopra) del presidente del Consiglio – le attività commerciali
al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi
alimentari e di prima necessità. Chiusi i mercati su strada. Chiusi
i bar, i pub, i ristoranti.
Chiusi anche i servizi di mensa che non garantiscono la distanza
interpersonale di un metro. Si incentiva la regolazione di turni di
lavoro, ferie anticipate, chiusura dei reparti non indispensabili
nelle aziende e fabbriche. Come previsto dal precedente decreto
resteranno chiusi fino al 3 aprile cinema, musei, teatri, scuole e
università.

 Ieri in Italia sono stati registrati oltre 2000 nuovi contagi. Il
Governo ha stanziato fino a 25 miliardi per l’emergenza. Una decisione
discutibile adottata del premier Conte quella di nominare Domenico
Arcuri   un manager attuale amministratore delegato di Invitalia,
accanto al capo della protezione civile Angelo Borrelli nella gestione
dell’emergenza coronavirus, pur di non nominare commissario
straordinario Bertolaso che è un esperto consolidato di stati di
emergenza, in quanto vicino al centrodestra che lo aveva proposto. Ma
Conte non vuole cedere il palcoscenico “mediatico”.

Ogni regione deciderà caso per caso come organizzare il trasporto
pubblico locale, in base alle esigenze locali. Il Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti a sua volta potrà chiudere gli
aeroporti (conseguenza anche della rinuncia di molte compagnie aeree a
volare da e per l’ Italia !) e ridurre anche le corse interregionali
di treni e autobus.

Occorre portare con sè il modulo di autocertificazione ogni
Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
volta che si esce da casa

Qualsiasi cittadino venga fermato dalle forze dell’ordine deve portare
con sé il modulo di autocertificazione che trovate qui sotto, e che è
scaricabile anche dal sito del Ministero dell’Interno, per chi si
muove con un mezzo pubblico o privato, ma anche chi va a piedi. Se hai
difficoltà a visualizzare il contenuto nel box qui sotto, clicca su
questo link per scaricare la versione pdf del documento completo

autodichiarazione Corona Virus

Non esiste alcun divieto di passeggiata. Al momento non è contenuto in
alcuno dei decreti firmati dal ministero della Salute o dal Governo,
compreso l’ultimo licenziato ieri sera a tarda ora e valido da questa
mattina fino al 25 marzo.

                                           Chi esce da casa per
prendere aria e allentare la tensione, per raggiungere il tabaccaio e
acquistare le sigarette, per consentire al cane di fare i bisogni, non
è passibile di alcuna sanzione, contrariamente a quanto alcune forze
dell’ ordine ed agenti di polizia municipale poco informati vanno
sostenendo in giro per l’Italia

Lo confermano al CORRIERE DEL GIORNO fonti del Viminale che in queste
ore stanno interpretando il Dpcm “11 marzo”. La stessa Protezione
civile, interpellata, ha spiegato che non esiste alcun “divieto di
passeggiata“, ma soltanto un forte invito a restare a casa.

(in aggiornamento)

Coronavirus, come produrre
Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
l'amuchina in casa con pochi euro:
la ricetta approvata dall’Oms
di Antonio Crispino – Agtw /Corriere Tv

Guido Torelli è il titolare di una farmacia che si trova al Trullo, un
quartiere periferico di Roma. La sua è una delle tante farmacie prese
d’assalto dai clienti alla ricerca di gel disinfettanti per le mani,
uno dei metodi consigliati per scongiurare il contagio del
Coronavirus. Dopo aver finito le scorte in appena qualche ora nei
primi giorni dell’emergenza ha assistito – come tutti – alle
speculazioni di chi è arrivata a vendere un flacone di Amuchina anche
a cento euro o al diffondersi sul web di ricette alternative, poco o
per niente efficaci.

Così ha deciso di organizzarsi con il suo laboratorio galenico e
produrre un disinfettante che corrispondesse alle indicazioni
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E di venderlo allo stesso
prezzo che aveva prima del diffondersi del virus: dai quattro ai
cinque euro.

La ricetta è semplice. Occorrono: alcool puro 96 gradi (del tipo che
si vende al supermercato per preparare liquori); acqua depurata (che
può essere preparata anche in casa); acqua ossigenata al 3% o dieci
volumi; glicerolo (si vende in farmacia) e un recipiente graduato da
un litro.

Susy Mura Ondok è la farmacista che si occupa del preparato. Versa 833
ml di alcool nel recipiente a cui mescola 42 ml di acqua ossigenata.
Alla miscela aggiunge 15 ml di glicerolo per rendere tutto il composto
più viscoso e, infine, l’acqua ossigenata. Non le resta altro da fare
che mescere, girare e attendere qualche minuto e il disinfettante è
pronto per l’uso.

“In condizioni normali non sarebbero operazioni da poter fare in casa
– sottolinea Torelli – ma qui non ci troviamo in condizioni normali.
Chiaramente anche noi abbiamo difficoltà a reperire alcune materie
prime ma con un po’ di pazienza si trovano“. Il suo obiettivo è quello
di mettere a disposizione della clientela gratuitamente il
disinfettante per le mani. “Appena troveremo un recipiente idoneo lo
faremo – aggiunge il farmacista-. Per il momento è importante non
affidarsi a ricette alternative che stanno girando sul web. Nella
migliore delle ipotesi sono inefficaci quando non provocano dei danni
Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
alla pelle per l’aggiunta di acidi”.

*articolo tratto dal CORRIERE DELLA SERA

Due evasi dal carcere di Foggia
arrestati dai Carabinieri a Taranto

Alessio Scialpi

ROMA – Nel corso di una vasta battuta di ricerca condotta a livello
provinciale, i militari della Compagnia Carabinieri di Manduria (TA),
hanno individuato e tratto in arresto, per evasione, Alessio Scialpi,
25 anni con precedenti di rapina aggravata e Emmanuel Pellegrini, 38
anni originario di Matera, detenuto in carcere per reati contro il
patrimonio e traffico di stupefacenti, due dei detenuti che il 9 marzo
scorso hanno preso parte all’evasione di massa dal Carcere di Foggia.

Tra i detenuti evasi dal carcere di Foggia durante la rivolta, c’era
anche un venticinquenne arrestato nel 2016 perché accusato di far
parte di una banda di rapinatori seriali specializzata negli assalti a
supermercati. Il pregiudicato era stato trasferito nel penitenziario
foggiano nel 2018.

Ieri mattina altri tre tarantini sono stati arrestati dalle Volanti
Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
della Polizia di Stato nel quartiere Mungivacca di Bari, sulla Statale
100 , fermati a bordo di      di una Volkswagen Tiguan intercettata
grazie al numero di targa che era stato subito diffuso alle forze
dell’ordine, dopo la fuga dal carcere di Foggia da cui erano evasi in
occasione della rivolta scoppiata nella casa circondariale con la
protesta delle misure restrittive di visita dei parenti,        legate
all’emergenza Coronavirus.

Tutti i carcerati evasi arrestati dalle Forze dell’ Ordine sono stati
nuovamente assicurati alla giustizia e tradotti in case circondariali
diverse da quelle interessate dai disordini.

Nel corso della conferenza stampa tenutasi la sede del Comando
Provinciale di Taranto, alla presenza del Comandante Provinciale di
Taranto, Col. Luca Steffensen, e del Comandante della Compagnia di
Manduria, Cap. Sergio Riccardi. è stato reso noto che le indagini
dell’ Arma dei Carabinieri si era concentrata a Manduria proprio per
la presenza fra gli evasi di Scialpi, originario di Manduria, e sono
quindi state effettuate numerose perquisizioni presso abitazioni dei
congiunti dell’evaso.

Una volta appreso che i due evasi potevano trovarsi a Specchiarica,
una frazione balneare del Comune di Manduria, all’interno di un
fabbricato, i Carabinieri della Compagnia di Manduria hanno
ispezionato l’area rintracciando un’abitazione estiva (e sulla cui
proprietà sono in corso accertamenti) all’interno della quale sono
Ecco come la sanità pugliese gestita da Emiliano non controlla il CoronaVirus
stati rintracciati i due evasi.

Emmanuel Pellegrini

Scialpi,    e Pellegrini    entrambi disarmati, non hanno opposto
resistenza all’arresto, e che dopo le formalità di rito sono stati
associati presso il carcere di Taranto. I due detenuti evasi una
volta arrestati nuovamente non hanno voluto collaborare con gli
inquirenti per la ricostruzione delle fasi successive all’evasione,
motivo per per cui al momento non sono ancora chiare le ragioni per le
quali Pellegrini, invece di recarsi nella sua terra d’origine a
Matera, , abbia invece preferito seguire Scialpi, così come ancora dei
dubbi in corso di accertamenti su come i due soggetti abbiano
raggiunto e scelto il loro nascondiglio.

Scialpi e Pellegirini erano nella lista dei 90 detenuti protagonisti
dell’ incredibile evasione dal carcere di Foggia scatenata a causa
delle interruzioni delle visite dei parenti decisa come precauzione
per limitare il contagio del coronavirus. Dopo aver messo a soqquadro
diversi locali sono riusciti a fuggire dal penitenziario. Al momento
ci sarebbero 16 pregiudicati evasi ancora latitanti , ricercati
attivamente dalle Forze dell’Ordine che sinora hanno riassicurato alla
giustizia oltre 30 degli evasi.
Coronavirus: il vademecum del
Governo su cosa fare e cosa no
ROMA – Ecco le misure del decreto #IoRestoaCasa spiegate con domande
e risposte sul sito del governo:      semaforo verde per acquisti di
stretta necessità , comprese ad esempio le lampadine di ricambio se
se ne fulmina una in casa, alle attività motorie all’aperto ma non in
gruppo; all’assistenza dei cari anziani non autosufficienti.

ZONE INTERESSATE DAL DECRETO

Ci sono differenze all’interno del territorio nazionale? No, per
effetto del Dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il
territorio nazionale e sono efficaci dalla data del 10 marzo e sino al
3 aprile.

Sono ancora previste zone rosse? No, non sono più previste zone rosse.
Le limitazioni che erano previste nel precedente Dpcm del 1° marzo
(con l’istituzione di specifiche zone rosse) sono cessate. Ormai, con
il Dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti.
SPOSTAMENTI

Cosa si intende per “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”?
Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? Chi è
sottoposto alla misura della quarantena, si può spostare? Si deve
evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per
ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio,
l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di
provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su
moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e
locali.

La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli
successivi e la non veridicità costituisce reato. È comunque
consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o
congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a
casa, per il bene di tutti. È previsto anche il “divieto assoluto” di
uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al
virus.

Se abito in un comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e
indietro”? Sì, è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.

Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione
respiratoria e febbre superiore a 37,5? In questo caso si raccomanda
fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare
al massimo il contatto con altre persone.

Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? Come faranno i
lavoratori autonomi a dimostrare le “comprovate esigenze
lavorative”? È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se
è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o
congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di
dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite
l’autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro
mezzo di prova , la cui non veridicità costituisce reato. In caso di
controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà
cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione
resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false
dichiarazioni.

Come si devono comportare i transfrontalieri? I transfrontalieri
potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il
posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare
il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo (vedi faq
precedente).
Ci saranno posti di blocco per controllare il rispetto della
misura? Ci saranno controlli. In presenza di regole uniformi
sull’intero territorio nazionale, non ci saranno posti di blocco fissi
per impedire alle persone di muoversi. La Polizia municipale e le
forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di
controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole.

Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà
rientrarvi? Sì, chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio
domicilio, abitazione o residenza, fermo restando che poi si potrà
spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o
motivi di salute.

È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? I
generi alimentari saranno sempre disponibili? Sì, si potrà sempre
uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di
accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.

È consentito fare attività motoria? Sì, l’attività motoria all’aperto
è consentita purché non in gruppo.

Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari? Si, ma
solo in caso di stretta necessità (acquisto di beni necessari, come ad
esempio le lampadine che si sono fulminate in casa).

  Posso andare ad assistere i miei cari anziani non
autosufficienti? Sì, è una condizione di necessità. Ricordate però che
gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di
proteggerle dai contatti il più possibile.
TRASPORTI

 Sono previste limitazioni per il transito delle merci? No, nessuna
limitazione. Tutte le merci (quindi non solo quelle di prima
necessità) possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il
trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il
personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi,
limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

I corrieri merci possono circolare? Sì, possono circolare.

Sono un autotrasportatore. Sono previste limitazioni alla mia attività
lavorativa? No, non sono previste limitazioni al transito e
all’attività di carico e scarico delle merci.

Esistono   limitazioni per il trasporto pubblico non di linea? No. Non
esistono   limitazioni per il trasporto pubblico non di linea. Il
servizio   taxi e di Ncc non ha alcuna limitazione in quanto l’attività
svolta è   considerata esigenza lavorativa.

UFFICI E DIPENDENTI PUBBLICI

Gli uffici pubblici rimangono aperti? Sì, su tutto il territorio
nazionale. L’attività amministrativa è svolta regolarmente. In ogni
caso quasi tutti i servizi sono fruibili on line. E’ prevista comunque
la sospensione delle attività didattiche e formative in presenza di
scuole, nidi, musei, biblioteche.
Il decreto dispone per addetti, utenti e visitatori degli uffici delle
pubbliche amministrazioni, sull’intero territorio nazionale, la messa
a disposizione di soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani.

Nel caso di difficoltà di approvvigionamento di tali soluzioni e
conseguente loro indisponibilità temporanea, gli uffici devono
rimanere comunque aperti? Gli uffici devono rimanere comunque aperti.
La presenza di soluzioni disinfettanti è una misura di ulteriore
precauzione ma la loro temporanea indisponibilità non giustifica la
chiusura dell’ufficio, ponendo in atto tutte le misure necessarie per
reperirle.

Il dipendente pubblico che ha sintomi febbrili è in regime di malattia
ordinaria o ricade nel disposto del decreto-legge per cui non vengono
decurtati i giorni di malattia? Rientra nel regime di malattia
ordinaria. Qualora fosse successivamente accertato che si tratta di un
soggetto che rientra nella misura della quarantena o infetto da
COVID-19, non si applicherebbe la decurtazione.

Sono un dipendente pubblico e vorrei lavorare in smart working. Che
strumenti ho? Le nuove misure incentivano il ricorso allo smart
working, semplificandone l’accesso. Compete al datore di lavoro
individuare le modalità organizzative che consentano di riconoscere lo
smart working al maggior numero possibile di dipendenti. Il dipendente
potrà presentare un’istanza che sarà accolta sulla base delle modalità
organizzative previste.

PUBBLICI ESERCIZI

Bar e ristoranti possono aprire regolarmente? È consentita l’attività
di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo a carico del
gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del
rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un
metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di
violazione.
Si potranno comunque effettuare consegne a domicilio di cibi e
bevande? Il limite orario dalle 6.00 alle 18.00 è riferito solo
all’apertura al pubblico. L’attività può comunque proseguire negli
orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio. Sarà cura
di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso
esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento
della consegna preveda contatti personali.

Sono gestore di un pub. Posso continuare ad esercitare la mia
attività? Il divieto previsto dal DPCM riguarda lo svolgimento nei pub
di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande. È
possibile quindi continuare a somministrare cibo e bevande nei pub,
sospendendo attività ludiche ed eventi aggregativi (come per esempio
la musica dal vivo, proiezioni su schermi o altro), nel rispetto delle
limitazioni orarie già previste per le attività di bar e ristoranti
(dalle 6.00 alle 18.00) e, comunque, con l’obbligo di far rispettare
la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Cosa è previsto per teatri, cinema, musei, archivi, biblioteche e
altri luoghi della cultura? E’ prevista la chiusura al pubblico su
tutto il territorio nazionale.

SCUOLA

Cosa prevede il decreto per le scuole? Nel periodo sino al 3 aprile
2020, è sospesa la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado.
Resta la possibilità di svolgimento di attività didattiche a distanza,
tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli
studenti con disabilità.

UNIVERSITA’

Cosa prevede il decreto per le università? Nel periodo sino al 3
aprile 2020, è sospesa la frequenza delle attività di formazione
superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione
artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master e
università per anziani. Resta la possibilità di svolgimento di
attività formative a distanza, tenendo conto, in particolare, delle
specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Non è sospesa
l’attività di ricerca.

Si possono tenere le sessioni d’esame e le sedute di laurea? Sì,
potranno essere svolti ricorrendo in via prioritaria alle modalità a
distanza o comunque adottando le precauzioni di natura igienico
sanitaria ed organizzative indicate dal Dpcm del 4 marzo; nel caso di
esami e sedute di laurea a distanza, dovranno comunque essere
assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità.
Si possono tenere il ricevimento degli studenti e le altre
attività? Sì. Corsi di dottorato, ricevimento studenti, test di
immatricolazione, partecipazione a laboratori, etc., potranno essere
erogati nel rispetto delle misure precauzionali igienico sanitarie,
ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza. Anche in
questo caso particolare attenzione dovrà essere data agli studenti con
disabilità.

Cosa si prevede per i corsi per le specializzazioni mediche? Dalla
sospensione sono esclusi i corsi post universitari connessi con
l’esercizio delle professioni sanitarie, inclusi quelli per i medici
in formazione specialistica, e le attività dei tirocinanti delle
professioni sanitarie e medica. Non è sospesa l’attività di ricerca.

 Cosa succede a chi è in Erasmus? Per quanto riguarda i progetti
Erasmus+, occorre riferirsi alle indicazioni delle competenti
Istituzioni europee, assicurando, comunque, ai partecipanti ogni
informazione utile.

CERIMONIE ED EVENTI

Cosa prevede il decreto su cerimonie, eventi e spettacoli ? Su tutto
il territorio nazionale sono sospese tutte le manifestazioni
organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi
compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e
fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico
(quali, a titolo d’esempio, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale
giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati).

Si può andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? Si possono
celebrare messe o altri riti religiosi? Fino al 3 aprile sono sospese
su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e
religiose, compresi i funerali. Pertanto è sospesa anche la
celebrazione della messa e degli altri riti religiosi, come la
preghiera del venerdì mattina per la religione islamica. Sono
consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si
evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori
non inferiore a un metro.
TURISMO

Cosa prevede il decreto per gli spostamenti per turismo? Sull’intero
territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono
assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si
trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari
per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio.
Poiché gli aeroporti e le stazioni ferroviarie rimangono aperti, i
turisti potranno recarvisi per prendere l’aereo o il treno e fare
rientro nelle proprie case. Si raccomanda di verificare lo stato dei
voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di
trasporto terrestre, marittimo e aereo.

Come trova applicazione la limitazione relativa alle attività di
somministrazione e bar, alle strutture turistico ricettive? Le
strutture ricettive possono svolgere attività di somministrazione e
bar anche nella fascia oraria dalle ore 18 alle ore 6, esclusivamente
in favore dei propri clienti e nel rispetto di tutte le precauzioni di
sicurezza di cui al Dpcm dell’8 marzo.

Come si deve comportare la struttura turistico ricettiva rispetto ad
un cliente? Deve verificare le ragioni del suo viaggio? Non compete
alla struttura turistico ricettiva la verifica della sussistenza dei
presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche.
AGRICOLTURA

Sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi, alimenti
per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca? No, non sono
previste limitazioni.

Se sono un imprenditore agricolo, un lavoratore agricolo, anche
stagionale, sono previste limitazioni alla mia attività
lavorativa? No, non sono previste limitazioni.

Sondaggio: centrodestra al 49,2%.
Crescita dei piccoli partiti
ROMA – I sondaggi politici non si fermano anche nell’emergenza
Coronavirus , anche se hanno un significato diverso e un peso più
leggero. Ieri, come ogni lunedì sera, Enrico Mentana durante la
conduzione del suo telegiornale su La7, ha voluto velocemente
presentare l’ultimo sondaggio realizzato da Swg: la rilevazione degli
orientamenti di voto della popolazione registra una situazione
sostanzialmente consolidata e soprattutto cristallizzata dall’allarme
Covid-19.

Sono sostanzialmente invariati i rapporti di forza tra i partiti dello
scenario politico italiani e il trend racconta di un leggero calo
delle grandi formazioni a vantaggio di un’altrettanta leggero crescita
di quelli più piccoli.
Ecco i numeri del sondaggio: nelle intenzioni di voto degli italiani
troviamo sempre al primo posto la Lega di Matteo Salvini perde per
strada tre decimi di punto (-0,3%) , ma resta sempre al di sopra della
soglia del 30%, per la precisione al 30,6% Alle spalle del movimento
leghista ecco il Partito Democratico in calo dello 0,3% scendendo così
dal 19,9% al 19,6% dal dei consensi .

Il Movimento 5 Stelle resta sotto di sei punti percentuali in meno
degli alleati di governo del Pd . I grillini attualmente guidati dal
reggente Vito Crimi scendono ulteriormente negli orientamenti di voto
della popolazione: cedono lo 0,3% come Lega e Pd , scivolando sempre
più in basso al 13,4%, venendo ormai tallonati da Fratelli d’Italia.
Secondo il sondaggio dell’istituto demoscopico tra le forze politiche
maggiori, quella fondata e guidata da Giorgia Meloni è quella che
perde di meno (soltanto lo 0,1%) e con un 12% delle preferenze ha
ormai nel mirino il sorpasso del M5s.

Scende dello 0,2% Forza Italia di Silvio Berlusconi scesi al 5,5% dei
consensi. Da considerare però che un’eventuale coalizione del
centrodestra unito garantirebbe il 49,2% nelle urne: risultato dato
dalla somma dei voti di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. e
Cambiamo!

                                           Sinistra
Italiana e Articolo Uno assieme raggiungono il 3,8% degli orientamenti
con una piccola crescita dello 0,2% rispetto all’ultimo sondaggio di
Swg. Sempre male, invece, Matteo Renzi e la sua Italia Viva, che
comunque cresce dello 0,3% in più in una settimana portandosi al 3,5%.
Un risultato estremamente negativo quello dell’ex presidente del
Consiglio e la compagine renziana.

In crescita dello 0,1% Azione di Carlo Calenda e Matteo Richetti: il
partito fondato dall’ex ministro per lo sviluppo economico raggiunge
il 2,9%. I Verdi (+0,2%) rappresentano il 2,4% dell’elettorato,
mentre +Europa di Emma Bonino il 2,3%. All’ 1,1%, invece,
ecco Cambiamo! di Giovanni Toti.

Tutte le altre liste insieme pesano per il 2,9%, mentre            tra
indecisi e non votanti – si conferma maggioranza chi non si esprime:
cioè il 40% del campione rappresentativo della popolazione italiana.

Un vademecum per spiegare meglio
cosa fare durante la "quarantena"
ROMA – A partire da oggi martedì 10 marzo tutta l’Italia è “zona
rossa“. Lo ha deciso il Governo, per voce del presidente del
Consiglio, Giuseppe Conte, rimarcando come “non ci sia più tempo” per
aspettare e che un cambiamento delle nostre abitudini sia “necessario”
per salvare il Paese.

Ma quali sono queste abitudini? Quali sono i luoghi che possono essere
frequentati? In che modo? E quali rimarranno chiusi? Quali
comportamenti bisogna adottare in questo periodo fatto di una lunga
quarantena tra le mura domestiche e di brevi uscite per soddisfare,
senza ansie e corse, i primari bisogni alimentari?
Le domande sono numerose. Per indurre le persone a tutelare la propria
salute, e quella degli altri, è stato creato un volantino volto
proprio a rispondere a questi dubbi. Un modo semplice e intuitivo per
vivere senza affanni questo difficile momento.

Quali mascherine ci proteggono dal
Coronavirus ? Tre consigli contro
le "bufale"
ROMA – Sono centinaia di miglia di persone, in tutto il mondo, che
ormai escono di casa indossando la mascherina per cercare di evitare
un contagio da Covid-19 (meglio noto come CoronaVirus) . In molti si
chiedono se sia utile o meno indossare una mascherina e quale tipo ?
La risposta giusta è una: dipende. Infatti dipende essenzialmente da
quale tipo mascherina sono in possesso ed indossano. Quelle antismog o
chirurgiche servono a ben poco, in quanto chiaramente non sono state
realizzate per difendersi dai virus.

                                     Ma come scegliere la mascherina
giusta? Sono tre i consigli preziosi forniti da Assosistema Safety,
l’associazione di categoria che       rappresenta in Confindustria i
maggiori produttori e distributori dei Dpi , sigla che identifica i
dispositivi di protezione individuali e collettivi.

Mascherine e altri articoli spacciati come antidoti del coronavirus
sono stati sequestrati nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di
Torino con una maxi operazione che ha scoperchiato una rete di
imprenditori che vendeva online, in siti chiamati “Coronavirus Shop“,
il materiale “miracoloso”. Nell’ultimo blitz sono 14 gli impresari
accusati di frode. Sale così a 33 in pochi giorni il bilancio
dei truffatori del web indagati.
Gli articoli “antidoti del Covid-2019”– I venditori-truffatori     di
sedicenti antidoti offrivano articoli “pronti a garantire una
protezione totale dal contagio dal Coronavirus”: ionizzatori
d’ambiente, mascherine, tute, guanti protettivi, prodotti
igienizzanti, occhiali, kit vari, facciali filtranti, copri-sanitari,
integratori alimentari. Gli imprenditori pubblicizzavano in maniera
ingannevole gli articoli, che potevano “garantire l’immunità totale
dal Covid-19”.

Kit venduti a prezzi folli. Anche in questo caso i prezzi alla vendita
per ogni singolo articolo hanno raggiunto le migliaia di euro. I
Baschi verdi del Gruppo Pronto Impiego Torino della Guardia di
Finanza, coordinati dai pm Vincenzo Pacileo e Alessandro Aghemo della
Procura di Torino, sono riusciti a scovare ed identificare gli
italiani responsabili della frode in commercio, che ora rischiano fino
a 2 anni di reclusione.
Operazione partita da Torino ha riguarda tutto il territorio nazionale
La frode scoperta dalle fiamme gialle torinesi riguardano tutto il
territorio nazionale. Ferramenta, commercianti di detersivi,
autoricambi, coltivatori diretti e allevatori di bestiame, venditori
porta a porta, profumerie queste le attività dei “furbetti del web”.
Nell’operazione coinvolte    le province di Torino, Cosenza, Napoli,
Foggia, Rimini, Salerno, Caserta, Modena, Cagliari, Campobasso,
Mantova e Macerata.

Le Fiamme Gialle chiudendo il “cerchio” intorno a questa prima fase
investigativa, hanno inoltre segnalato all’Autorità Giudiziaria le 16
società coinvolte per la responsabilità amministrativa derivante dalla
commissione dei reati, violazioni queste, che prevedono sanzioni e
pene severissime; si va dalle sanzioni pecuniarie, alla confisca del
profitto ottenuto, alla revoca delle licenze, sino al divieto di
contrattare con la Pubblica Amministrazione.
“L’emergenza del coronavirus e la corsa alle mascherine filtranti di
questi giorni ci impone di fornire, come associazione di categoria che
in Confindustria rappresenta i maggiori produttori e distributori di
dispositivi di protezione individuale, alcuni importanti chiarimenti
sul loro utilizzo e sulla loro efficacia di protezione“, avverte
Claudio Galbiati, presidente di Assosistema Safety.

1. Distinguere le maschere di protezione respiratoria da quelle
chirurgiche o antismog. “Queste ultime sono dispositivi medici e
nascono con lo scopo di proteggere il paziente in situazioni
specifiche – per esempio in sala operatoria – e non il personale
sanitario in quanto non hanno un bordo di tenuta sul volto e uno
specifico sistema filtrante per aerosol solidi e liquidi, a differenza
dei Dpi”, riporta un documento dell’associazione di categoria. “Le
maschere chirurgiche possono riportare la marcatura CE – che attesta
la rispondenza a quanto disposto dalla Direttiva 93/42/CEE in ambito
di dispositivi medici – e possono essere conformi alla norma
armonizzata EN 14683, che descrive le prove utili a verificare che
l’idoneità a proteggere il paziente da ciò che viene espirato da chi
le indossa».

Ma quando l’obiettivo è proteggersi dai virus, allora bisogna
necessariamente indossare una mascherina Dpi.

2. Scegliere maschere FFP2 e FFP3 conformi alla EN 149. “Le mascherine
filtranti consigliate sono le FFP2 e FFP3 che hanno un’efficacia
filtrante del 92% e del 98%“, spiega il Vice Presidente di Assosistema
Safety Alberto Spasciani, che ricorda come nel caso del CoronaVirus
l’ OMS cioè l’    Organizzazione Mondiale della Sanità prescriva un
dispositivo conforme alla norma EN 149 con valida marcatura CE seguita
dal numero dell’Organismo di Controllo che ne autorizza la
commercializzazione.

Le mascherine conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 149:2009
sono idonee anche per proteggersi da “agenti biologici aerodispersi”
come i virus: a riconoscerlo sono autorità italiane come il Ministero
della Salute e l’Ispesl, e internazionali, come l’Oms, lo statunitense
Niosh-National Institute for Occupational Safety and Health ma anche
l’ Uni ente italiano di normazione.

3. Indossare correttamente la mascherina. Sembra una stupidaggine, ma
molte persone indossano la mascherina in maniera errata rendendola di
fatto inutile. “Bisogna indossare il Dpi correttamente – spiega un
documento di Assosistema Safety dedicato al CoronaVirus – avendo cura
di seguire le istruzioni del fabbricante e verificando la tenuta della
maschera al volto dell’operatore. Questo è fondamentale per garantire
la protezione, dato che anche il dispositivo più sofisticato indossato
in maniera non corretta non serve a nulla” .

Anche l’ OMS si è soffermata sulle istruzioni di base per indossare le
mascherine, rivolte in particolare al personale sanitario: come prima
cosa bisogna pulire le mani con un disinfettante a base di alcol o con
acqua e sapone; nel coprire la bocca e il naso, è necessario
assicurarsi che non ci siano spazi tra il viso e la mascherina,
facendo in modo che quest’ultima copra fin sotto il mento.

Non bisogna toccare la mascherina mentre la si utilizza e, se è
necessario farlo, occorre pulire prima le mani con un detergente a
base di alcol o acqua e sapone. Sostituire sempre la mascherina con
una nuova non appena è umida e non riutilizzare quelle monouso. Per
togliere la mascherina, rimuoverla da dietro e non toccare la parte
anteriore del dispositivo. E dopo averla tolta, buttarla
immediatamente in un contenitore chiuso, pulendo in modo adeguato le
mani.

Ecco le misure previste dal Governo
per aiutare le famiglie
ROMA – Ecco alcune delle misure che dovrebbero essere contenute del
Decreto legge che il Governo si appresta ad approvare fra mercoledì e
giovedì.
Uno dei genitori a casa (per 12 giorni e almeno il 30% della paga)

                                    Un congedo straordinario che
consenta a uno dei genitori che lavora di restare con i figli minori
di 12 anni, rimasti a casa per le scuole chiuse. . I giorni di congedo
dovrebbero essere al momento 12. Ma potrebbero aumentare se, come
probabile, la chiusura delle scuole dovesse prolungarsi. Chi sceglie
il congedo parentale percepirà almeno il 30% della paga prevista per
il giorno lavorativo pieno. Ma c’è il tentativo di alzare questa
percentuale e anche l’ipotesi di legarla al reddito.

Un voucher per la babysitter (se assunta in regola)

                                    Un buono da 600 euro al mese per
pagare la baby sitter. Anche questa misura dovrebbe trovare posto nel
decreto legge in arrivo. A poterlo chiedere saranno i genitori di
bambini con meno di 12 anni, rimasti a casa per la chiusura delle
scuole, nel caso in cui siano tutti e due lavoratori. Il buono,
naturalmente, potrà essere utilizzato solo per pagare le baby sitter
regolarmente assunte. Non un dettaglio visto che il lavoro domestico è
uno dei settori in cui il nero è più diffuso. Previsto uno
stanziamento in tutto di 700 milioni di euro per congedo e buono baby
sitter .

Più giorni se un genitore è medico. L’estensione per le badanti
I dodici giorni di congedo
straordinario potrebbero salire di numero, anche se non si sa ancora
di quanto, se uno dei due genitori è un medico o un infermiere, in
modo da permettere all’altro genitore di avere più giorni a
disposizione. Il buono da 600 euro per le babysitter potrà essere
utilizzato anche per le badanti che assistono anziani non
autosufficienti. Ma solo se queste persone di giorno erano assistite
da strutture pubbliche che proprio a causa dell’emergenza sanitaria
sono state momentaneamente chiuse. Per le colf, infine, non ci sono
misure.

Banche, la moratoria sui mutui

                                    Il Governo sta studiando la
possibilità di una moratoria per i prestiti alle imprese e alle
famiglie. La misura prevederebbe la creazione di una garanzia pubblica
sia sulla parte di capitale sia su quella di interessi. E si
aggiungerebbe alla sospensione (o allungamento) del pagamento della
quota capitale delle rate dei finanziamenti, già deciso dall’Abi,
l’associazione delle banche italiane. Allo studio una moratoria di
tasse e contributi per i lavoratori autonomi dei settori più colpiti .
Coronavirus, estese a tutta Italia
le restrizioni della "zona rossa"

                                     ROMA – Il Governo ha esteso a
tutto il resto d’ Italia, a partire da oggi martedì 10 marzo, fino al
3 aprile, le misure sinora vigenti in Lombardia e in altre 14 province
e relative all’emergenza “CoronaVirus“. Da questa non ci sarà più una
“zona rossa”, ma ci sarà tutta l’Italia “zona protetta” che tutti i
cittadini devono rispettare, da nord a sud, per contrastare l’avanzata
del CoronaVirus.

Le misure erano state disposte con un decreto nella notte tra sabato e
domenica, prevedono il divieto di spostamento ad eccezione di
“comprovati motivi di lavoro” oppure per “gravi esigenze familiari o
sanitarie“. Tutto il Paese viene quindi messo in allarme o sicurezza
(per come lo si voglia vedere) nel tentativo di interrompere
l’estensione del virus, che ha contagiato ad oggi, sulla base dei dati
forniti dalla Protezione Civile , 9.172 persone, 463 delle quali sono
morte (anche se l’ Istituto Superiore di Sanità deve ancora accertare
ed ufficializzarne le cause) , oltre 700 in terapia intensiva e 724 le
persone guarite.

Conte si è presenta in sala stampa da solo, per quello che è senza
dubbio l’annuncio più drammatico della sua esperienza di governo:
“Abbiamo adottato una nuova decisione che si basa su un presupposto:
tempo non ce n’è“, ribadisce. “I numeri ci dicono che stiamo avendo
una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in
terapia intensiva e subintensiva e ahimè anche delle persone decedute.
La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho
deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti“. Il
provvedimento è quello atteso ed ormai ritenuto inevitabile: “Sto per
firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come ‘io resto a
casa‘. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’italia
zona protetta“.

Il Presidente del consiglio ha elencato tutti i punti fondamentali
della nuova regolamentazione. A cominciare dalle scuole e le
università: “Chiuse fino al 3 aprile”. “Non è stata una decisione
facile – ha commentato Conte – sappiamo che stiamo chiedendo alle
famiglie e ai genitori con figli uno sforzo non trascurabile ma il
futuro dell’Italia è nelle nostre mani e ognuno deve fare la sua
parte. Che ha fatto un nuovo balzo in avanti: i morti sono 463, altri
97 in sole 24 ore, i malati quasi 8.000, circa 1.600 in più.

“Siamo ben consapevoli di quanto sia difficile cambiare tutte le
nostre abitudini”, ha detto Conte. “Ma non abbiamo più tempo: c’è una
crescita importante dei contagi e delle persone decedute. Quindi
dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia e lo
dobbiamo fare subito“.

dpcm9marzo2020

Il provvedimento che il Consiglio dei Ministri ha varato ieri sera e
che entrerà in vigore da questa mattina con il “plauso” delle regioni,
informato il Quirinale “può essere chiamato – ha detto Conte – “io
resto a casa”” . Esso prevede, tra l’altro, un divieto di
assembramento in tutta Italia; spostamenti possibili solo per motivi
di lavoro, necessita´ o salute; lo stop delle scuole fino al 3 aprile
insieme a quello di tutte le manifestazioni sportive, campionato di
calcio compreso.
Stop quindi al calcio ed a tutte le attività sportive,. Per il
premier, infatti, “non c’è ragione per cui proseguano le
manifestazioni sportive, abbiamo adottato un intervento anche su
questo”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sostenuto che       per
contrastare l’avanzata del virus: “non c’è tempo, occorre rinunciare
tutti a qualcosa per tutelare la salute dei cittadini” sostenendo che
“oggi è il momento della responsabilità. Non possiamo abbassare la
guardia“.

“Non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici,
per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle
persone di andare a lavorare”, ha precisa il premier. Sarà quindi
possibile “l’autocertificazione“ per la giustificazione degli
spostamenti, “ma se ci fosse una autocertificazione non veritiera ci
sarebbe un reato”, precisa.
Il testo del decreto estende a tutta la penisola le misure varate
domenica . “I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita
importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva
e subintensiva e ahimé anche delle persone decedute. La nostre
abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di
adottare subito misure ancora più stringenti, più forti”, ha sostenuto
Conte, aggiungendo “Sto per firmare un provvedimento che possiamo
sintetizzare come “io resto a casa”. Non ci sarà più una zona rossa
nella penisola. Ci sarà l’Italia zona protetta“.

I retroscena della decisione del Governo Conte
Il premier Conte aveva cercato di
resistere fino all’ultimo,    provando ad arginare er un giorno intero
il pressing del Pd, delle opposizioni e dei presidenti delle Regioni
che sin dal mattino gli chiedevano tutti la stessa cosa: misure di
contenimento più drastiche e omogenee sull’intero territorio nazionale
per fermare l’epidemia. Una serie di restrizioni senza precedenti, che
l’avvocato foggiano fino all’ultimo ha tentato di evitare per paura
delle ricadute sull’economia.

Quando però gli hanno letti     l’ultimo bollettino della Protezione
civile, più 25 per cento di contagi in meno di ventiquattrore, ha
capito che “tempo non ce n’è”. In serata prima della conferenza stampa
ha riunito i capidelegazione del Governo e dato l’annuncio: “Nella
penisola non ci sarà più una zona rossa”, trasformando poi in
conferenza stampa l’affermazione in “ci sarà l’Italia zona protetta”
a partire da oggi, senza più differenze fra la Lombardia e il resto
del Paese.
A metà pomeriggio i presidente delle Regioni l’avevano ribadito ai
ministri Boccia, Speranza e De Micheli collegati in videoconferenza da
Roma: la progressione del virus è impressionante e pericolosa, non si
può più aspettare, occorrono provvedimenti più forti, regole uguali
per tutti, altrimenti sarà il caos. Intimando che in caso di inerzia
del Governo, ognuno avrebbe fatto da sè adottando singole ordinanze di
contenimento. “I locali pubblici devono chiudere alle 18” ha preteso
il presidente della Campania Vincenzo De Luca (Pd) “l’apertura di bar
e ristoranti mantenendo un metro di distanza è ingestibile e non ha
riscontri nella realtà». In assoluto accordo con il vicepresidente del
Lazio Daniele Leodori, che aveva lanciato sui social il giorno prima
la campagna #iorestoacasa, adottata ieri dal premier Conte.        Una
spinta “politica” dai territori, impossibile da controllare e frenare,
della quale il ministro Boccia si è subito fatto “messaggero” presso
il premier spingendolo di fatto a cedere.
Troppe incertezze ed errori
che hanno i convinto Palazzo Chigi che qualcosa va cambiato. “Stiamo
ragionando sul da farsi» dirà Conte in coda delle conferenza stampa,
“io avverto l’opportunità di un coordinamento per l’approvvigionamento
di macchinari e attrezzature sanitarie. È un ruolo che potrebbe
affiancare il capo della protezione civile”. Una decisione invocata
ieri anche dal centrodestra, che ha proposto anche la nomina di un
“supercommissario all’emergenza” in grado di caricarsi sulle spalle la
gestione dei fondi e il coordinamento di tutte le operazioni
necessarie a sconfiggere l’epidemia.

Un ruolo delicatissimo per il quale Salvini e Berlusconi hanno fatto
il nome di Guido Bertolaso. affiancato nelle ultime ore dall’ipotesi
Gianni De Gennaro. Una ipotesi      che però non piace a tutti nel
governo, sopratutto al M5S, fortemente preoccupato che una personalità
“forte” finisca per commissariare il capo della protezione civile
Angelo Borrelli, vicino a Conte, i quali cederebbero dal “podio
“mediatico.
Conferenza stampa del premier Giuseppe Conte al termine del Consiglio
dei Ministri

Da questa mattina di martedì 10 marzo, quindi chiunque dovrà spostarsi
da un Comune all’altro dovrà avere una giustificazione e presentare
una autocertificazione per il controllo. Le modalità per
autocertificare la motivazione del proprio spostamento sono state
definite ieri: occorre un modulo da esibire (questo il link per
scaricarlo)    al momento del controllo. Chi non può scaricarlo e
stamparlo può copiare il testo e portare la dichiarazione con sé.

indicazioni-coronavirus

Chi per motivi di lavoro o di salute deve effettuare sempre lo stesso
spostamento può utilizzare un unico modulo specificando che si tratta
di un impegno a cadenza fissa. La stessa modalità vale anche per chi
ha esigenze familiari che si ripetono quotidianamente oppure a
scadenze fisse e dunque può indicare la frequenza degli spostamenti
senza bisogno di utilizzare moduli diversi.

DPCM Corona Virus 9marzo2020
Ad esempio chi deve spostarsi tra i comuni per raggiungere i figli o
altri parenti da assistere oppure per impegni di carattere sanitario.
Se si viene fermati si può fare una dichiarazione che le forze
dell’ordine trascriveranno ma sulla quale potranno fare verifiche
anche successive. Spetta in ogni caso comunque al cittadino in caso
di controlli, dimostrare di aver dichiarato il vero.

Una buona notizia. Il paziente “uno” (cioè il primo ad essere stato
affetto dal CoronaVirus), il 38enne manager dell’Unilever, residente
a Codogno, ricoverato a Pavia      è stato trasferito dalla terapia
intensiva a quella sub intensiva. “È stato cioè “stubato” in quanto ha
iniziato a respirare autonomamente”. Lo ha reso noto l’assessore al
Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.
L'opinione del Direttore
ROMA –    L’ appuntamento di lunedì 9 marzo 2020 con il         nostro
Direttore Antonello de Gennaro, trasmesso in “diretta streaming”dagli
studi della nostra Web-Tv da Roma sulle piattaforme dei
socialmedia Facebook, Twitter ed Instagram del CORRIERE DEL
GIORNO fondato nel 1947™. Inchieste, retroscena, esclusive: come
sempre tutta la verità sui fatti documentata senza filtri o censure.
L’informazione sempre dalla parte della legalità per la tutela dei
cittadini ed un   corretto, libero ed indipendente al servizio dei
nostri lettori.

Il presIdente della Regione
Lombardia Fontana inchioda Conte ai
suoi errori: "Pronto esposto in
Procura"
ROMA – “Oggi andrò a presentare un esposto alla Procura perchè mi sono
rotto le scatole“. Questa la decisione intrapresa da Attilio Fontana,
in merito alla vicenda della bozza del decreto del Presidente del
Consiglio sulle nuove limitazioni per l’emergenza CoronaVirus, che è
stata fatta circolare dagli uffici del Governo prima che il
provvedimento venisse approvato.

bozza DPCM

Nella giornata di ieri c’erano state diverse polemiche sulla
diffusione della bozza del decreto del Presidente del Consiglio dei
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