Dai, rifacciamolo! - Tornei di Padel

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                                                    Anno 2 • Numero 12_2017
                                                    Mensile • 4,50 €
                                                    • 31 dicembre
                                                    22 febbraio 2018 •

      Dai,
     rifacciamolo!
      Tornano Djokovic e Murray, Wawrinka e Raonic, c’è Dimitrov
      che cerca conferme e i Next Gen che scalpitano, ma il 2018
      parte sotto il segno di Nadal e Federer... E malgrado Rafa abbia
      ancora problemi al ginocchio, i due vogliono rivincere tutto
     • LE CLASSIFICHE DI TENNIS MATCH • GIULIA CAPOCCI, DESTINAZIONE TOKYO • GOLARSA ACADEMY •
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          Buon anno!                                                                    Sommario
           Ci vediamo
           a febbraio...
                                                                                        Un Grand Slam in due
                                                                                       Ciaccia      Due a due...                  4/7
                                                                                        L’anno che verrà

          C
                                                                                       Azzolini     Servono nuove rivalità       8/14
                                                                                       Torromeo     Non dimenticate quei 5      10/11
                arta, abbonamento, mail e in download sul sito                         Fidecaro     Next “Next Gen”             16-18
                www.oktennis.it... Per voi, quattro modi di leggere                    D’Adamo      Senza certezze...              20
          la nostra rivista, per noi invece quattro modi per rag-                      Meloccaro    È tutta una metafora        22-23
          giungervi e farvi apprezzare – se vi va – il nostro lavoro.                  Barbiani     Donne, collisione vicina    24/29
          Siete in tanti, e ci fa piacere. Anzi, siete così tanti che,                 Posteraro    Le nostre classifiche       30/34
          sedici anni fa, quando abbiamo cominciato con il nostro
          magazine, allora si chiamava Matchpoint, non                                  L’inserto
          avremmo nemmeno osato sperare di poter raggiungere                           Di Leva    I numeri di un anno    36/42
          certe cifre. Da allora, molto è cambiato. L’edicola non                      Detti Mami Paganini suona Federer 46/49
          incide più sui numeri di una rivista, ma non per questo                      Salvi      Il valzer dei coach    50/54
          ci siamo tirati indietro e non abbiamo mai smesso di
          mettere su carta il nostro magazine. Sappiamo che ad                          Tennis Market a cura di J. D’Alessandro
          alcuni piace così. Il boom, ovviamente, è nato con la
          decisione di inviare la rivista gratuitamente via mail, a                                 Corde, il manuale...        56/58
          chiunque ne facesse richiesta. Abbiamo avuto le vostre                                    Tacchini, Lotto                59
          mail via social, e molti di voi ci hanno contattato per ri-                   Primo piano
          cevere la rivista. Da quando l’abbiamo messa anche                           Facchinetti Golarsa Academy            60/64
          sul sito oktennis.it (sempre in download gratuito), siete                    D’Alessandro Wheelchair
          cresciuti fino a 45.000. Da qui ripartiamo per un 2018                                   Intervista: Giulia Capocci 66/69
          che in questo numero abbiamo tentare di immaginare
          e pronosticare. Abbiamo rafforzato anche la casa edi-                         Il trofeo Unindustria
          trice, che dal prossimo numero non sarà più Absolutely                                    Gran finale             70/71
          Free Editore, ma A-COM Absolutely Communication                              Sodano       Una racchetta per sempre 72
          coop a r.l. servizi giornalistici e editoriali.                               Le pagine del New Country
          Il magazine continuerà a uscire in dieci numeri su carta                                  L’anno del padel            74/80
          (no a gennaio e agosto) e in undici numeri on line (no a
          gennaio). Ci rivedremo a febbraio con i servizi sugli                         I nostri sponsor
          Open d’Australia che seguiremo con quattro inviati.                           Cover, manchette Lavazza;
          Buon anno, dunque. A tutti!
                                                                                        Absolutely Free Libri 2/3;
                                                                                        Tacchini 13; Lavazza 15;
                                     Periodico registrato presso il Tribunale Civile    Lotto Sport Italia 19; Terna 21;
                                         di Roma n° 250/2014 del 11-11-14
                                       Una copia 4,50 euro (arretrati il doppio)        Brotini 33; Dunlop 35; Mantoflex 41;
                                                                                        Neri Industrie Alimentari 43;
                                             Direttore responsabile
                                              Daniele Azzolini Retali                   Bardahl 44/45;
         Redazione: via Roccaporena, 44 - 00191 Roma; telefono 06.3330041               Banca Generali 55; Corriere Jolly 63;
         Pubblicità e settore commerciale: Direttore: Roberto Bartolozzi                Soluzioni Arredamenti 65;
                                                               via Roccaporena, 44
                                                                                        Unindustria 71; MP Brokers 73;
              Absolutely Free Editore                             00191 Roma            Autocentri Balduina 79; Pewex 80.
                                Ro       44 - 00191 Roma

                                                                                                                                   3
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                                                        DUE A DUE... di gianni ciaccia

                              FEDERER

                           1-0  Australian Open 2017
                                Federer batte Nadal 64 36 61 36 63

      4
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                                                NADAL

                                          1-1             Roland Garros 2017
                                                        Nadal batte Wawrinka
                                                                     62 63 61

                                                                                5
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                                                    DUE A DUE... di gianni ciaccia

                                                                              FEDERE

                                                                              2-1
                                                                               Wimbledon 2017
                                                                               Federer batte Cili
                                                                               63 61 64

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                                                               Foto
                                                          di Gianni
                                                            Ciaccia
                            NADAL                       e Chryslene

                        2-2
                                                           Caillaud

                         Us Open 2017
                         Nadal batte Anderson
                         63 63 64

ERER

-12017
tte Cilic

                                                                      7
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                                                 LA NUOVA STAGIONE.

          Il 2018 propone
          temi numerosi.
          Si va dalla
          possibile conferma
          del dualismo
          Nadal-Federer,
          alla sfida
          che lanceranno
          i “ritornanti”
          Djokovic, Murray
          e Wawrinka,
          al salto di qualità
          di Zverev e di
          altri Next Gen.
          Ma il tennis
          vive di rivalità,
          e la speranza è
          che ne spuntino
          presto di nuove

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      A MELBOURNE ANCORA NEL SEGNO DI NADAL E FEDERER. E DOPO?

           È tempo

          P
         di nuovi duelli
                                ensieri di fine anno. O di inizio, che è lo stesso. Senza grandi pretese, ma
                                dalla parte del pubblico. Almeno credo. Spero. Mi chiedo che cosa si aspet-
                                tino “quelli del tennis”, a livello mondiale. Ho manie di grandezza, sapete. E
                                non ho per le mani uno straccio di sondaggio che mi dia una risposta cer-
                                tificata, tale che possa ritenerla sbagliata o del tutto inattendibile.
                                     Fossi stato il sondaggista, però, avrei posto queste domande...
                                     1) Sperate in un 2018 di battaglie tennistiche senza pronostico, in cui
                                tutti (i ritornanti, gli Old, i Mid e i Next Gen, e i Fedal ovviamente) se le diano
                                di santa ragione?
                DANIELE              2) Preferite una nuova stagione in tutto uguale a quella appena finita,
                AZZOLINI        con quei due (ma sì, sempre loro, Federer e Nadal) capaci di vincere tutto
                                da capo, nonostante i mille trabocchetti, gli agguati, e gli assalti che verranno
                                dagli avversari?
                                     3) Puntate direttamente sui rientranti Djokovic, Murray, e magari sul fu-
                                rioso Wawrinka, orbo di tanto coach (Norman), perché siete convinti che Fe-
                                derer e Nadal abbiano vinto solo grazie alla loro assenza?
                                     4) Vi fate paladini di un cambio di guardia netto e inequivocabile, con un
                                Next Gen (ma chi se non Zverev?) finalmente in grado di governare il circuito
                                e di avviare la sua lunga caccia ai tornei dello Slam?
                                     5) Siete certi che un intermezzo da “Mid Generation” possa far bene al
                                tennis, dunque puntate sul Dimitrov redivivo, o sul Sock che non si capisce
                                dove tira, ma se ci coglie fa i buchi per terra?
                                     6) Non sapete, e/o non ve ne frega una cippa?

                                                                                                                      9
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         LA NUOVA STAGIONE.
                                                              In tanti vorrebbero relegare i Top Five che
                                                              dominavano 12 mesi fa al ruolo di comparse.
            Fate vobis. Mi accontento di sapere che cosa

                                                              Curati gli acciacchi e ritrovate le motivazioni,
        risponderei io. E senza troppe speranze di risul-

                                                                       Murray, Djokovic, Nishikori, Raonic
        tare credibile come capo tifoso. Infatti, non tifo.

                                                                 e Wawrinka (il più acciaccato) proveranno
        Ma credo di avere una visione d’assieme del no-

                                                                   a riprendere il loro posto da protagonisti
        stro sport, e di immaginare di che cosa abbia
        ancora bisogno.

         L’anno più utile al nostro sport?
         Quello che saprà lanciare nuove rivalità,
         in grado di prendere il posto
         – prima o poi – dello storico dualismo
         fra Federer e Nadal, che il 2017 ha
         rilanciato e che potrebbe essere al centro
         anche della nuova stagione del tennis

            Mi prendo la numero due. Questa è la mia               Poi è arrivato Wimbledon.
        risposta al sondaggio che mi sono proposto da              Fuori l’1 luglio Wawrinka, eliminato da Daniil
        solo. Marzulliano... Fatti un sondaggio e datti       Medvedev. Sconfitti nello stesso giorno, il 12 luglio,
        una risposta. La numero due è quella che si           sia Murray (battuto da Sam Querrey) che Djokovic
        schiera per una nuova stagione sotto le antiche       (messo via da Thomas Berdych).
        insegne di Federer e Nadal. Con tante battaglie            Da allora questi tre non hanno più giocato.
        in più, magari. Con nuovi volti giovani che sal-           Raonic, fuori da Wimbledon per infortunio, ha di-
        gono sul palcoscenico, perché no. Con un Dimi-        sputato altre sei partite: 3-3 e annata chiusa.
        trov in grado di confermarsi e un Sock che                 Un filo sopra Nishikori: 3-2 dopo l’uscita dal-
        riporti in auge il sogno americano di un bom-         l’erba londinese.
        bardiere del Nebraska, instabile per sua natura,           Erano i cavalieri che dominavano il mondo, ora
        ma in grado di colpire duro, e di far male.           inseguono il gruppo, reduci da acciacchi vari, e non
            Non trascuro il ritorno di Murray e Djokovic,     sanno se e quando torneranno in sella.
        anzi immagino che nei tempi giusti (che sono i             Nole Djokovic, oggi 12 Atp, è quello che gode
        loro, dunque diversi da quelli di Nadal e Federer)    dei maggiori consensi all’interno del tennis. In tanti
        saranno ancora protagonisti, e in grado di strap-     sono pronti a scommettere che tornerà numero 1.
        pare vittorie di prestigio.                           Lui ne è abbastanza convinto.
            Mi sforzo però di ipotizzare un anno “utile al         Ha dato una leggera sterzata al clan tecnico.
        tennis”, proprio com’è stato il 2017, dunque di-      Andre Agassi lo affiancherà nei tornei maggiori, in
        spongo le mie convinzioni sul banco del mer-          giro per gran parte dell’anno ci sarà Radek Stepa-
        cato. E se mi è concesso, provoco... Sapete           nek. Ha soprattutto portato in squadra un elemento
        quale sarebbe l’ipotesi più augurabile se Federer     nuovo: Craig O’Shaunnessy, ex coach, ex motiva-
        e Nadal non riuscissero a confermarsi negli           tore, oggi esperto di analisi statistiche. Studia i colpi
        Slam o sulla vetta della classifica? Che un se-       vincenti, i momenti perdenti, la frequenza dei colpi
        condo Next Gen si unisca a Zverev e insieme           e qualsiasi altra cosa possa servire a decomporre
        stabiliscano una nuova rivalità in grado di coin-     una partita di tennis fino a capire cosa sia meglio o
        volgere tutti. Prime pagine assicurate e tennis       peggio per ciascun protagonista. Ora è con Nole che
        ancora sotto i riflettori.                            tornerà in campo a Doha (1-6 gennaio 2018).
            Fortemente indiziato, a questo proposito,              Rivedremo Andy Murray a Brisbane (31 dicem-
        Denis Shapovalov. In una sfida con Zverev toc-        bre-7 gennaio). L’infortunio all’anca destra l’ha fatto
        cherebbe a lui il ruolo di Federer (e al tedesco,     dannare. Ha passato gli ultimi sei mesi facendosi vi-

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          Cinque “ex” alla ricerca
                                  STORY TELLER di dario torromeo

            C
             del tempo perduto
                                   hurch road, Wimbledon, Londra.
                                       È la scena del crimine. È lì che nel luglio scorso si è consu-
                                   mato il dramma. Vittime i Top 5 dell’anno. O almeno i primi cinque
                                   di inizio stagione.
                                       Il 2017 era infatti cominciato così:
             DARIO                     1. Andy Murray; 2. Novak Djokovic;
             TORROMEO                  3. Milos Raonic; 4. Stanislav Wawrinka;
                                       5. Kei Nishikori.
      sitare dai migliori specialisti. Alla fine, sembra gli ab-   pensando a Paul Annacone, ma i problemi al ginoc-
      biano detto che potrà tornare ai vertici senza biso-         chio non sono del tutto alle spalle e Stan deciderà
      gno di operarsi. Era il leader del mondo, veniva da          all’ultimo se ripartire dagli Australian Open (15-28
      un 2016 strepitoso. Poi ha cominciato a rotolare al-         gennaio). Nel caso, lo farà da 9 Atp.
      l’indietro. Oggi è 16 Atp e ha chiuso la stagione con             Raonic e Nishikori hanno problemi fisici meno
      un non esaltante 25-10 e un solo titolo in tasca,            gravi, anche se il polpaccio del canadese continua
      quello di Dubai. Ha rotto il rapporto con Ivan Lendl         a dare preoccupazioni. Ma hanno vissuto anche loro
      che l’aveva accompagnato nella scalata ai vertici e          un brutto 2017. Raonic è precipitato al 24 dell’Atp,
      si è rimesso in gioco. Ha bisogno di tempo e partite         il giapponese è appena due posizioni più avanti.
      per capire se potrà tornare ad avere le ambizioni di              Il tennis guarda al nuovo anno chiedendosi cosa
      prima.                                                                faranno Roger Federer e Rafael Nadal, con-
           Sem-                                                             sapevoli che difficilmente riusciranno a ripe-
      brava che                                                                              tere l’ultima magica stagione.
      Wawrinka                                                                                      Si cerca tra i nomi della
      dovesse dire                                                                                     Next Gen quello che
      addio al tennis.                                                                                   potrebbe prendere
      Aveva convocato una                                                                      il bastone del comando. Ma
      conferenza stampa a Gine-                                                       forse ci si sta dimenticando troppo
      vra, dove aveva conquistato                                                       in fretta dei Top 5 che comanda-
      l’unico successo dell’anno, e tutti si aspettavano                                  vano a inizio 2017 e che appena
      l’annuncio. Invece Stan ne ha approfittato per dire                                   dodici mesi dopo in tanti vor-
      quanto fosse deluso del comportamento di Magnus                                         rebbero relegare al ruolo di
      Norman, fedele maestro nei momenti felici, prota-                                         grigie comparse.
      gonista di un divorzio unilaterale proprio nel mo-                                           Occhio! Curati gli acciac-
      mento di maggior bisogno. La finale persa contro                                          chi, cambiati i compagni di
      Nadal a Parigi è l’ultimo bel ricordo dell’anno. Poi il                                 ventura, trovate nuove moti-
      ginocchio ha cominciato a dare problemi fino a                                               vazioni Djokovic, Murray,
      quando non si è resa indispensabile l’operazione.                                               Wawrinka, Nishikori e
      Stan relegato a letto, obbligato a camminare con le                                           Raonic sono pronti a ri-
      stampelle e coach Norman che annuncia la rottura.                                                    prendersi il tem-
      Accade, è accaduto, accadrà. Ora Wawrinka sta                                                              po perduto.

                                                                                                                                11
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        LA NUOVA STAGIONE. A MELBOURNE NEL SEGNO DI NADAL E FEDERER.

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                                                                                                             (19 anni ad aprile)
                                                                                                       e Felix Auger Aliassime
                                                                                                    (18, il prossimo 8 agosto)
                                                                                                              insieme in doppio
                                                                                                      per il Canada. Nella foto
                                                                                                       piccola, Sascha Zverev
                                                                                                         e Nick Kyrgios, amici
                                                                                                       e rivali, forse la coppia
                                                                                                   giovane che più ricorda la
                                                                                                  rivalità fra Nadal e Federer

        ça va sans dire, quello di Nadal),
        perché più vario nei colpi, e con      Lungodegenti. Contrordine, compagni
        la voglia di tentare strade diverse    Ora i più acciaccati sono Nadal e Wawrinka
        nel corso dei suoi match. Avrà 19
                                                L’unica cosa certa, a questo punto, è che torneranno... Tutti. Djokovic
        anni ad aprile, ha due altre sta-
                                                e Murray, Wawrinka e Raonic, Nishikori e Berdych, e anche Nadal,
        gioni buone da Next Gen, e nel ovviamente, costretto al ritiro a Bercy e alle ATP Finals. Meno chiaro
        corso del 2017 non si è fatto è quando e come torneranno. Nei giorni scorsi si diceva che Djokovic
        mancare nulla. Ha giocato qual- non avesse ancora ripreso in mano la racchetta, ora l’allarme non
        che Future, poi i Challenger (ne riguarda più il serbo, bensì Nadal e Wawrinka (ginocchio, per en-
        ha vinti un paio), ha debuttato in trambi). Rafa ha disdetto sedute di allenamento con Sousa per ve-
        Davis, si è fatto notare al Queen’s rificare le condizioni, Stanimal prova ancora dolore.
        ed è sbocciato a Montreal, nel
        Masters di casa, dove ha infilato Del Potro e Nadal prima di cedere a Zverev (Sascha), ma solo in se-
        mifinale. E dal Canada agli ottavi degli Us Open il passo è stato breve. Rileggendo la sua stagione,
        sembra che Denis soffra problemi maggiori quando gioca con i pari età, che non contro avversari
        meglio introdotti nel circuito. Ha perso contro Brydan Klein, con Ernesto Escobedo, con Alexander Zverev
        e nelle Finals milanesi con Chung e Rublev. Ma ha battuto Tsonga, Edmund, Mannarino, oltre a Delpo
        e Rafa. Forse perché disponendo di tante soluzioni ama di più il “gioco giocato”, mentre i pari età ten-
                                                                             dono a trasformare il tennis in un asfis-
         Zverev-Shapovalov e Zverev-Kyrgios le rivalità
                                                                             siante ping pong (come si è visto a
         future, che potrebbero rilevare l’eredità dei Fedal.
                                                                             Milano). Fosse davvero così, sarebbe un
         Ma c’è un altro 17enne canadese sulla rampa
                                                                             punto a suo favore.
         di lancio, Felix Auger Aliassime. Un predestinato?
                                                                                      Mostra buone attitudini, il ra-
         È nato l’8 di agosto, come Roger Federer...
                                                                             gazzino israeliano (Tel Aviv) di famiglia
                                                                             russa e passaporto canadese (il melting
                                                                             pot delle razze farà incazzare Salvini,
        ma nello sport funziona una meraviglia), anche nella capacità di ribaltare l’esito del primo match. Se
        non lo fa subito, ci riesce nel corso delle settimane o dei mesi successivi, ma alla fine lo fa. Ha perso
        in Davis da Edmund, poi lo ha tenuto a distanza. Ha perso da Fabbiano (di recente chiamato da Federer
        per allenarsi a Dubai), dopo lo ha sovrastato. Insomma, studia... E sa correggersi quando sbaglia.
             Altre possibili nuove sfide. Zverev-Kyrgios, se solo l’australiano riuscisse a far pace con se stesso.
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        LA NUOVA STAGIONE. A MELBOURNE NEL SEGNO DI NADAL E FEDERER.
         Anche qui, Sascha Nadal da una parte, Nick Federer dall’altra, secondo logica... Con la differenza che
         raramente (una sola volta su quattro, finora) il Nadal tedesco riesce a spuntarla sul Federer australiano.
         E ancora: Zverev-Auger Aliassime, altro canadese, ma di un anno più giovane di Shapovalov. Un ra-
                                                       gazzino (si fa per dire... è già sul metro e novanta) di famiglia
           Senza duellanti il tennis perde             togolese. Bello spirito da professionista, e con un marchio di
        appeal. Le stagioni prive di una               fabbrica invidiabile. È nato l’8 di agosto, stesso giorno del Nu-
             sfida centrale non le ricorda             mero Uno di Sempre. Ventinove anni dopo, però.
            nessuno. Su McEnroe e Borg                        Ha qualità innate, Felix Auger Aliassime. Leggero e ve-
              invece hanno girato un film              loce, belle proiezioni a rete, dritto che si fa sentire. Difficile che
                                                       non entri nei primi cento già quest’anno.
                                                              Altre non ve ne sono, di possibili rivalità. Non al momento.
         E non è facile che prendano forma. Servono tipologie di giocatori opposte fra loro, e già questo è un
         ostacolo serio nel tennis dei tutti uguali. Di più, occorrono dotazioni caratteriali che vadano oltre il
         ruolo tennistico supportato dalla tecnica che si ha a disposizione. Voglio dire... Zverev nel ruolo di
         Nadal uno ce lo vede non perché giochi da fondo campo o tiri delle gran botte, ma perché la voglia di
         espandere le proprie capacità uno gliela legge addosso, scorre sulla sua fronte come in un display. E
         lo stesso con Shapovalov (meno con Kyrgios) nei panni di Federer: la stessa voglia di dominare il
         campo, di guadagnare centimetri a ogni colpo, di proporre soluzioni anche estemporanee.
               Ma la rivalità fra Federer e Nadal è ancora irrinunciabile. È la cosa più bella che possa accadere
         in uno sport, e ancora più bello è stato riviverla da capo, quando nessuno lo riteneva possibile. Sono
         stati giorni magici quelli di un anno fa a Melbourne... Quando la possibilità di rivederli davvero in una
         finale dello Slam ha preso corpo, l’aumento di attenzioni rivolto alla Laver Arena da parte di tutti, forse
         dell’intera città, si è reso quasi palpabile, come se il battito di migliaia di cuori avesse accelerato al-
                                  l’unisono e fosse possibile udirlo. E lo stesso dopo, nel corso della stagione, nel-
                                    l’alternarsi delle vittorie nei tornei che fanno la Storia. In quanti hanno sentito la
                                      mancanza di Djokovic e di Murray? Dispiace dirlo così, perché i due sono grandi
                                        campioni e meritano di stare a contatto, o nei pressi, di Rafa e Roger. Ma vi-
                                         vono del confronto con gli altri due, si misurano attraverso quello che Rafa
                                            e Roger hanno saputo fare, o vincere, attraverso la Storia che hanno
                                                scritto. Oppure abbiamo già dimenticato le volte che nei nostri articoli,
                                                     o nei commenti dei lettori, dopo una finale fra Nole e Andy, siamo
                                                    stati costretti a porre la domanda... Ma davvero il tennis sarà così
                                                quando Roger e Rafa andranno definitivamente in pensione? Erano
                                            pensieri di due, tre anni fa, non lontani in fondo. Poi è arrivato il 2017 a
        Grigor                            cancellare e riscrivere tutto. Per fortuna.
        Dimitrov                                    Murray e Djokovic sono stati davvero rivali solo per poche setti-
        ha chiuso
        sul podio                          mane    alla fine del 2016, quando Andy è uscito dal guscio (dorato) e ha
        il 2017                             dato battaglia per la conquista della leadership. Lì finalmente hanno ri-
        vincendo                              cevuto dagli appassionati tutta l’attenzione che meritano. Ma la rivalità
        le ATP Finals.
        Fra le                                 fra Rafa e Roger va avanti da quattordici stagioni. Non c’è paragone.
        candidature                                 Ancora un anno, chiedo solo questo a Federer e Nadal. Intanto, i
        della nuova
        stagione
                                                 ragazzini  diventeranno adulti, e prenderà corpo la speranza che due
        c’è anche                                 di loro, due nuovi rivali, trasferiscano la loro disputa nelle finali che
        la sua,                                   contano, quelle dei Masters e degli Slam.
        come
        alfiere                                        Senza duellanti lo sport perde appeal, le stagioni prive di una
        della                                       sfida a fare da guida non le ricorda nessuno.
        Mid Gen
                                                         Su Borg e McEnroe, invece, ci hanno fatto un film...

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             Next
           Sei dei protagonisti delle Finals milanesi oltre i limiti d’età fissati
           dal “campionato fra gli Under 21”. La nuova “Next Gen” riparte
           da Rublev e Shapovalov, ma il team più compatto è quello statunitense

           “Next Gen”
                                                            Tiafoe, Fritz, Paul, Kozlov e Opelka
                                                            fra i più attesi. Già nei primi cento il greco
                                                            Tsitsipas, mentre sono alle porte il kazako
                                                            (ma russo di nascita) Bublik e il canadese
                                                            Auger Aliassime. Non una sola presenza
                                                            italiana fra gli Under nei primi 300 ATP

                                                                                       Frances Tiafoe, 20 anni
                                                                                               ha chiuso il 2017
                                                                                               al 79° posto della
                                                                                          classifica ATP. In alto,
                                                                                         il finalista delle Finals
                                                                                       milanesi, Andrey Rublev

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C
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      UNDER 21, SARÀ L’ANNO DEGLI AMERICANI?
                                     è fermento tra i corridoi dell’ATP World Tour.           Gli Under 21
                                     Nuovi volti si accingono a rimpiazzare quelli già        del 2018
                                     noti, e la Next Gen 2018 non potrà che avere con-              (nei primi 300 posti
                                     notati ben diversi dalla precedente. Degli otto                della classifica Atp)
                                     partecipanti alla recente kermesse under 21 di
                                     Milano ben sei non potranno ripresentarsi al via          4 A. Zverev            GER    1997
                                     per raggiunti limiti di età: si tratta dei classe 1996   39 A. Rublev            RUS    1997
                                     Hyeon Chung, vincitore nella prima edizione del
                FABRIZIO             torneo, Borna Coric, Karen Khachanov, Daniil
                FIDECARO             Medvedev, Jared Donaldson più la wild card az-           51 D. Shapovalov        CAN    1999
                                     zurra Gianluigi Quinzi.                                  79 F. Tiafoe            USA    1998
                                            Restano ancora eleggibili, oltre all’attuale
                          numero 4 ATP Alexander Zverev, che ha rinunciato al-
                              l’evento essendo approdato al Master dei “grandi”, il           91 S. Tsitsipas         GRE    1998
                            finalista uscente Andrey Rublev (n. 39) e Denis Shapo-
                         valov (salito fino al n. 51), quest’ultimo potenzialmente in
                                                                                              105   T. Fritz          USA    1997
                      lizza sino al 2020. Di loro si sa già tutto, per cui concentriamo
                                                                                              117   A. Bublik         KAZ    1997
                   l’attenzione sulle possibili “new entry” dell’anno che verrà.              141   C. Ruud           NOR    1998
                      Scorrendo la classifica mondiale, il primo nome che si incon-           147   A. Santillan      AUS    1997
              tra dopo i tre citati è quello di Frances Tiafoe (n. 79). Lo statunitense,      152   T. Paul           USA    1997
           che spegnerà venti candeline a gennaio, è già salito alla ribalta otte-            156   C. Moutet         FRA    1999
        nendo scalpi prestigiosi come quello di Sascha Zverev a Cincinnati e tra-             162   F. Auger-Aliassime CAN   2000
      scinando al quinto niente meno che Roger Federer al primo round degli US                167   S. Kozlov         USA    1998
      Open. Proprio il fuoriclasse di Basilea ha speso per lui parole di sincero elo-         168   S. Kwon           KOR    1997
      gio, che hanno fortemente caricato Frances in vista dei prossimi appunta-               175   M. Mmoh           USA    1998
      menti. Insomma, quello di Tiafoe appare un nome sicuro su cui puntare.                  185   J. Munar          ESP    1997
          L’idea che possa essere l’anno degli americani è quella forse più diffusa           186   C. Taberner       ESP    1997
      fra gli addetti ai lavori, ma il discorso per i connazionali di Tiafoe appare           196   D. Lee            KOR    1998
      più complesso. Taylor Fritz e Reilly Opelka saranno chiamati a una stagione             209   M. Kecmanovic     SRB    1999
      diversa dal 2017. Tutti molto accreditati a inizio anno, hanno finito per de-           210   A. de Minaur      AUS    1999
      ludere le aspettative che si erano create nei loro confronti, arenandosi un             223   S. Nagal          IND    1997
      po’ dinanzi alle prime difficoltà dell’universo professionistico. Fritz, che
      nell’agosto 2016 aveva sfiorato l’ingresso fra i top 50, è scivolato al di là
      della centesima posizione; Opelka, numero 125 lo scorso giugno, è crollato              229   R. Opelka         USA    1997
      oltre cento gradini più indietro. I due giganti yankee (Reilly è alto addirittura       236   H. Hurcacz        POL    1997
      2,11!) sono chiamati a un pronto riscatto.                                              237   J. Clarke         GBR    1998
          Per terminare la panoramica americana, vanno ricordati Tommy Paul,                  242   N. Kuhn           ESP    2000
      Stefan Kozlov e Michael Mmoh, tutti e tre appena sotto il 150esimo posto,               254   E. Leshem         ISR    1997
      ma con le potenzialità per salire parecchio.                                            260   P. Martinez       ESP    1997
          Fra i primi cento figura già il diciannovenne greco Stefanos Tsitsipas.             270   Y. Takahashi      JPN    1997
      Allenato dal padre Apostolos, ha una predilezione per le superfici rapide,              274   D. Altmaier       GER    1998
      come dimostrato ad Anversa, dove si è concesso il lusso di eliminare un                 277   O. Jasika         AUS    1997
      David Goffin in grande spolvero raggiungendo le semifinali dopo essere                  278   M. Purcell        AUS    1998
                                                                                              288   L. Harris         RSA    1997
      partito dalle qualificazioni. La settimana dopo Tsitsipas si è spinto fino al
                                                                                              291   Y. Hossam         EGY    1998
      match clou del Challenger di Brest, dove però si è arreso di fronte al be-
                                                                                              296   G. Blancaneaux    FRA    1998
      niamino di casa Corentin Moutet. Diciotto anni appena, il mancino francese

                                                                                                                                17
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         LA NUOVA STAGIONE. UNDER 21, SARÀ L’ANNO DEGLI AMERICANI?
                                                                                         è cresciuto tantissimo, scalando
                                                                                         quasi quattrocento posti in do-
                                                                                         dici mesi fino a sfiorare l’in-
                                                                                         gresso fra i top 150. Tennista
                                                                                         vario, ama avventurarsi a rete e
                                                                                         tentare arditi drop-shot, ma il
                                                                                         suo idolo è sempre stato un
                                                                                         fondocampista come Rafa
           162 ATP                                                                       Nadal.
           Il 2017 di                                                                     Moutet ha concluso l’annata
           Auger-Aliassime                                                               perdendo a Mouilleron Le Captif
           Challenger:
           vittorie a Lione
                                                                                         contro Alexander Bublik. Il ka-
           e Siviglia.                                                                   zako di origine russa, che a set-
           Future: vittoria                                                              tembre ha fatto breccia fra i
           a Sherbroke                                                                   primi 100, è seguito da papà
                                                                                         Stanislav. Nel 2017 ha battuto
                                                                                         Pouille agli Australian Open e
                                                                                         Ramos a Mosca, lasciando in-
                                                                                         travedere ottime qualità.
                                                                                          Assai valido è anche il norve-
                                                                                         gese Casper Ruud. Figlio d’arte
           229 ATP             (il padre Christian arrivò al n. 39 ATP), amante della terra rossa, ha stentato un po’
           Il 2017 di          dopo una brillante parte iniziale di stagione, che l’aveva visto fra l’altro in semi nel
           Reilly Opelka       “500” di Rio de Janeiro. È più “basso” della media dei coetanei (“solo” 1,83), ma
           Circuito:
           1° Turno            compensa il gap con la reattività. Così come l’australiano Akira Santillan, alto 1,80,
           Australian Open     nato a Tokyo da padre sudafricano e madre giapponese. Per lui l’highlight del titolo
           2° T. Memphis,      Challenger colto a Winnetka nel mese di luglio.
           ha raggiunto il              E siamo a Felix Auger-Aliassime, classe 2000, che assieme all’amico Sha-
           tabellone anche     povalov fa sognare il Canada. Nato l’8 agosto come Federer, papà togolese maestro
           a Montreal,         di tennis, gran diritto a sventaglio, Felix è entrato un paio d’anni fa nel National Centre
           Washington          di Montreal, che ha sfornato due finalisti di Wimbledon, Raonic e Bouchard. Il ragazzo
           e Atlanta.          ha però come torneo dei sogni il Roland Garros e si è già imposto in due Challenger
                               sulla terra, a Lione e Siviglia. Se non si farà travolgere dagli eventi, il futuro sarà
           167 ATP             (anche) suo.
           Il 2017 di                   Fra i primi duecento troviamo inoltre due sudcoreani, Soonwoo Kwon e Duc-
           Stefan Kozlov       khee Lee (il secondo noto per i risultati ottenuti nonostante la sordità totale), e altret-
           Circuito: 2° T.
                               tanti spagnoli, Jaume Munar e Carlos Taberner. Ancor più che in loro, il Paese iberico
           a s’Hertongen-
           bosch, Queen’s.     spera probabilmente nel diciassettenne Nicola Kuhn, n. 240. Nato a Innsbruck, figlio
           In tabellone        di un tedesco campione mondiale di taekwondo e di una russa pattinatrice sul ghiac-
           in altri 6 tornei   cio, ha preso la nazionalità spagnola nel 2016. In estate si è aggiudicato il Challenger
           Atp fra i quali     di Braunschweig iniziando il percorso dalle quali e superando poi anche un cliente
           Indian Wells        scomodo quale Berlocq.
           e Cincinnati.                E gli italiani? Per il momento sono ancora nelle retrovie. Il primo eleggibile è
           Challenger:         Andrea Pellegrino, n. 358, pugliese, che compirà ventuno anni a marzo; poi Liam Ca-
           vittoria a          ruana, n. 430, romano residente in Texas, venti a gennaio, e Raul Brancaccio, n. 560,
           Las Vegas
                               campano, ventuno a maggio. L’auspicio è che trovino pian piano un posto nel tennis
                               internazionale.
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             Senza certezze
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           I
           il tennis è più bello
                              l futuro nasconde dubbi oscuri       superbo consumato nell’anno ormai in scadenza.
                              con i quali solo fattucchiere             Tornando tutti ai blocchi di partenza, anche
                              malamente imbellettate e             Zverev, punta di diamante del nuovo che avanza,
                              astrologi mattacchioni osano         farebbe sentire di più il suo peso e con lui tutta
                              millantare calda familiarità. Più    quella scia di mine vaganti come Pouille, Shapo-
                              facile, per noi normali, è volgere   valov, Kyrgios, Coric, Medvedev, che potrebbero ri-
                              l’occhio al passato, meglio se       servare sorprese già nei primi Masters 1000, se
                              recente, che le incognite le ha      non addirittura negli Slam. Insomma si racconte-
                              già dipanate tutte e si schiera      rebbe tutta un’altra storia.
            MASSIMO           senza trucchi. Scivolando sul             Con l’anno che verrà, dunque, le uniche cer-
            D’ADAMO           tennis e restringendo a gelatina     tezze arriveranno dalle feste consacrate, mentre il
                              il brodo di un anno ormai agli       resto, al momento, è ammantato dalla nebbia più
                              sgoccioli, affiora che la Davis è    totale, al punto che insieme alle certezze, il neonato
         andata alla Francia, che i quattro Slam se li sono        anno non sarà scevro anche dai capricci del Meteo
         steccati due tennisti della Old Gen e che un espo-        e della Borsa, del Pil fasullo che non misura la fe-
         nente della Next ha messo piede in modo minac-            licità e da un debito pubblico che appioppa a ogni
         cioso tra i primi dieci.                                  nascituro una pendenza di 20.000 euro suscettibile
             Fatta salva la graduatoria che vola sulle ali lus-    di aumento. Misteri sui quali si possono fare sol-
         suose della Emirates, sembrerebbe che Nadal e             tanto illazioni e nulla più, congetture curiose volte
         Federer possano partire ancora da dominatori già          a un tennis in tale fermento da concedere poco ai
         in terra di Oceania. Stando ai logaritmi sponsoriz-       convincimenti scolpiti sulla pietra di cui molti ad-
         zati dalla prestigiosa airline, i valori che affiorano    detti sembrano avere l’esclusiva. Di sicuro sap-
         sono ben lontani gli uni dagli altri giacché i due fe-    piamo che il campo sarà ancora un rettangolo con
         nomeni viaggiano in first class con circa 10.000          righe e rete al centro e che lo short game, insieme
         punti all’attivo mentre il buon Dimitrov, in terza po-    ad altre diavolerie psichedeliche, continueranno a
         sizione, si aggira in premium con i suoi 5.000, Ma-       essere viste dai puristi come esperimenti degni del
         ster compreso.                                            Dottor Mabuse. Insomma la bruma sul 2018 si di-
             Azzerando il pregresso, invece, e complicando         rada soltanto di fronte all’evidenza che il tennis,
         la vita ai saputologi che amano fare previsioni a         mai come in questo momento, sia in forte evolu-
         lunga gittata, i senatori potrebbero ancora guidare       zione e che l’età incalzante potrebbe mettere i ve-
         la quadriglia recuperando dalle retrovie anche Djo-       terani del circuito di fronte al giro di boa.
         kovic e Murray, assetati di vittorie dopo un anno più          L’attività australiana, oltre a fornire l’unico aspi-
         ombre che luci ma di certo la Mid Gen non starebbe        rante certo al Grande Slam, chiarirà i primi dubbi e
         a guardare. Il ritrovato Dimitrov, insieme a Thiem e      si pronuncerà, seppure in modo vago, su quanto
         Goffin e, perché no, all’americano Sock, sono sog-        potrebbe accadere nel proseguo di stagione fermo
         getti ben al di sotto della trentina, pieni di energie    restando che il tennis, come si sa, l’ha inventato il
         e già protagonisti di un rush finale assolutamente        diavolo e non lesina smentite!

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             Il 2017? È stato
                                ALTA DEFINIZIONE di stefano meloccaro

           I
         tuttounametafora
                                    Nadal e Federer che vincono tutto... Ma non erano ormai consunti?
                                 Serena Williams che si trasforma da strega cattiva a mammina premurosa.
                                      Cinque F1 del tennis insieme in officina per le necessarie riparazioni...
                                Chi l’avrebbe detto? Ma ora che è successo, siamo pronti a riviverlo da capo

                              l tennis come metafora di vita non è certamente rappresentazione troppo originale,
                              ma funziona sempre. Borg McEnroe ne è solo una ennesima dimostrazione, e pe-
                              raltro a me il film è piaciuto molto. Le dinamiche di campo messe a confronto con
                              la vita vera, spesso evidenziano sorprendenti analogie. Storie vissute in prima per-
            STEFANO           sona o raccontate, che ci appassionano anche perché sovente esportabili dall’im-
            MELOCCARO maginario sportivo al vissuto quotidiano, seguendo percorsi e ragionamenti che
                              scorrono bene in entrambi i sensi. Occorrono strategia, preparazione e intelligenza
         sia per portare a casa un match sia per cavarsela fuori dal rettangolo. Senza dimenticare che una
         sana bottarella di culo non guasta, in entrambi i settori. Ma è bene andarsela a cercare, con determi-
         nazione e un po’ di sana follia. Insomma, propiziamoci un nuovo anno pieno di belle novità, mentre ri-
         flettiamo sui fatti del 2017.
                  Pare davvero di intersecare e annodare accadimenti, come fossero monofilo tra le dita di un
                    incordatore professionista. Polpastrelli sapienti, che tessono una tela elastica; piatto corde
                        di una vita che diventa (ancora) metafora tennistica. Bjorn e John hanno in comune la
                             rabbia, cui si rapportano in maniera opposta. Nemesi reciproca, finiscono per somi-
                                gliarsi e attrarsi. Due estremi che combaciano, è anche una precisa legge fisica.
                                    Ma mai avremmo pensato possibili Borg & McEnroe del nostro tempo – Nadal
                                      e Federer – avvinghiati nella stessa metàcampo. Felici di a sostenersi, sup-
                                       portarsi e condividere la gioia di una vittoria. Ai più è sembrata una storia
                                     vera, quella di Praga. Certo, propiziata da un evento artificiale, creato per scopi
                                   dichiaratamente commerciali. Ma insomma, avercene di Laver Cup, felice intui-
                                 zione di Roger e del suo entourage. La guerra dei mondi, Europa contro America.
                                  Montatura improbabile, campo color copertone, protagonisti bizzarri: paradigma
                                    perfetto della stagione più sorprendente del tennis moderno. Neanche uno, tra
                                      maestranze e tifosi, avrebbe osato immaginare la metà di quanto successo,
                                        vale anche per i tornei veri. Federer di ritorno dopo sei mesi vittorioso in Au-
                                           stralia; sempre lui, che prosegue a Indian Wells e Miami; Nadal (reduce
                                             da analogo semestre sabbatico) re totale della terra con la decima al
                                              Roland Garros; di nuovo Federer e l’ottavo Wimbledon, dopo 5 anni; an-
                                               cora Nadal e il suo UsOpen più insperato.
                                                    Ma non erano entrambi a fine carriera, consunti nel corpo e nello
                                                   spirito? Invece è tutto vero, non abbiamo mangiato un peyote, noto

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      fungo allucinogeno della Baja California. Senza tralasciare: Zverev al Foro Italico                  MAMME E PADRI
      e poi ancora in Canada; Dimitrov a Cincinnati e poi con grande naturalezza alle Serena haCHE                  TORNANO
                                                                                                                alzato il trofeo
      Finals di Londra. A inizio 2017 ci avrebbero scambiato per criminali socialmente di Melbourne già incinta,
      pericolosi, ove avessimo ipotizzato siffatto scenario.                                        ora è pronta a riprendere
                                                                                                   (da mamma) il suo posto.
           Il tutto senza aver ancora menzionato le quattro diverse campionesse degli                 Djokovic invece lo farà
      Slam donne, con la prima della lista che scoprirà di aver trionfato pregnant di sette da papà: durante la sua
                                                                                                         assenza dal circuito
      settimane. Serena è una fiaba da raccontare ai nipotini, per la serie: «c’era una                     è diventato padre
      volta una strega cattiva che batteva tutte, e a un certo punto, come d’incanto, si                 per la seconda volta
      trasformò in una mammina premu-
      rosa». Impossibile sottacere della
      roboante Ostapenko parigina, a
      mazzolare winner come fossero ca-
      ramelle per il suo primo trofeo.
      Manco nei sogni più reconditi. Meno
      sorprendente Muguruza che alza il
      piattone londinese su erba: tra le
      nuove è l’unica che pare avviata
      verso una collezione variegata. E poi
      l’altro miracolo di stagione, il più ro-
      mantico. Sloane Stephens a New
      York, dopo vicissitudini familiari e
      personali inenarrabili, trova le due
      settimane della vita e solleva incre-
      dula la coppa. Riguardatevi le foto,
      la stupefatta felicità dei suoi occhi
      rapisce ancora, a mesi di distanza.
           È un’elenco incompleto, certo. Andrebbe ricordato Del Potro con le sue lotte sempre estreme; qual-
      che buon guizzo di Fognini; la leggiadria del Goffin di fine anno, la NextGen Parade milanese, ma fini-
      remmo per dimenticarne troppi.
           Torniamo ai massimi sistemi, allora. Una stagione tanto zeppa di restaurazioni e novità è esistita
      anche a prezzo di molteplici assenze eccellenti. Pure in questo caso, la realtà supera la fantasia. Puoi
      mai immaginare - in un colpo solo - la dipartita di Djokovic, Murray, Raonic, Nishikori e Wawrinka?
      Mai nella vita, per lo meno non tutti assieme. Ma se si accende la spia manutenzione, ti tocca correre
      dal meccanico, non ci sono alternative. Le macchine moderne sono sempre più efficienti, a patto di
      effettuare tagliandi frequenti e puntuali. Sennò si resta appiedati a metà del viaggio. Ennesima ardita
      metafora, seppur confacente.
           A margine, sottolineerei che non si sono notate folle di tifosi disperati sotto il sole pronti a stracciarsi
      le vesti per le assenze di cui sopra. A eccezione forse di Wawrinka, si è trattato di defezioni sopportabili.
      Finanche gradite, in qualche caso. Una verità scomoda e cinica, ma inconfutabile. Giocatori forti, atleti
      meravigliosi, spallettatori indomabili, ma una criticità evidente: assenza di fascinazione nello spettatore
      pagante. Gente dotata di infinita qualità tennistica, molto meno fornita di altrettanto carisma e presenza
      scenica.
           Ecco i buoni auspici per l’anno che verrà. Che ci conservi i vecchi in buona salute e pronti a distri-
      buire qualche altra sostanziosa zampata. Che ci restituisca gli acciaccati di ritorno forti, rinfrancati e
      magari un po’ più sorridenti e folli di prima. Che ci regali ancora tante emozioni, fuori e dentro il campo
      da tennis.

                                                                                                                             23
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                                                                            LA NUOVA STAGIONE.

              Collisione
           IL DIBATTITO. Il prossimo ritiro della Vinci (agli Internazionali) è stato annunciato
           come l’atto finale di uno stile di gioco. «Dopo di lei, solo le “picchiatrici”», è stato detto.
           Ma l’universo femminile mostra aspetti tecnici ben più variegati, in grado di indirizzare
           gli esiti dello scontro finale dopo una stagione che ha visto alternarsi in vetta cinque Regine

             imminente     PIANETA CONSTANCY             PIANETA TALENT / 1,3992 ua
                                1,5373 ua                caratteristiche: varieta’
                         caratteristiche:                negli scambi, gioco a tutto
                                   minima                CAMPO, soluzioni
                              differenza                 imprevedibili
                                      fra
            Halep
            Wozniacki             vincenti
                                                        Schiavone               Martic
            Kerber             ed errori
                                                        Sevastova               Townsend
            Radwanska            gratuiti;
                                 soliditA’              Rybarikova              Hsieh
            Svitolina
                                                        Gavrilova               Flipkens
            Stephens             estrema
                                                        Mladenovic              Jabeur
            Kasatkina            da fondo
                                                        Siegemund               Niculescu
            Suarez Navarro          campo               Strycova                Golubic
            Errani
                                                        Krunic                  Vinci
            Siniakova
                                                        Bacsinszky              (talent-classic)
            Sakkari
            Arruabarrena

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      A SPASSO NELLA GALASSIA DEL TENNIS FEMMINILE

                               Sharapova                Osaka          PIANETA power / 2,0019 ua
                               Cibulkova                Bouchard       caratteristiche: grande
                               Konta                    Cirstea        aggressivita’, Potenza fisica,
                               Petkovic                 Rogers         sono le prime a rompere
                               Pavlyuchenkova           Bertens        gli indugi nello scambio
                               Bencic                   Barthel        prolungato
                               Vondrousova              Duan
                               Kontaveit

                    S. Williams               LUNA power NET
                    V. Williams               2,0015 ua
                    Azarenka                  caratteristiche:
                    Kuznetsova                le stesse                         Kvitova
                    Garcia                    del pianeta power
                                                                                Ostapenko
                    Muguruza                                                    Keys
                                              con in pIU’
                    Stosur                                                      Lucic Baroni
                                              la capacita’                      Konjuh
                    Safarova
                    Makarova                  di disimpegnarsi                  Sabalenka
                    Barty                     a rete                            Dodin
                    Vandeweghe                                                  Giorgi
                    Vesnina                                                     Lisicki
                    Goerges                                                     Alexandrova
                    Ka. Pliskova
                    Babos
                    Cornet                                          PIANETA one shot / 2,3017 ua
                    Siniakova                                      caratteristiche: Palleggi ridotti
                                                                          al minimo,Elevato numero
                                                                    di vincenti e di errori gratuiti,
                                                                        Partita impostata su rischi
                                                                      elevati, continua aggressione
                                                                          per dominare l’avversaria

                                                                                                        25
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             S
                                                                                                       Chi dice che
                                                                                                           sono tutte
                                    para, picchia, aggredisce. Se non fosse che ci stiamo ri-

                                                                                                         picchiatrici
                                    ferendo a una partita di tennis, qualcuno potrebbe anche

                                                                                                      le tenniste che
                                    insospettirsi. Invece sono i modi di dire più comuni

                                    sparapalle», quell’altra «non sa far altro che picchiare fanno tendenza?
                                    quando ci si riferisce al tennis femminile: «Quella è una

                                    sulle righe», «lei è in grado solo di aggredire». Il concetto Non è vero, anzi
                                                                                                        le differenze
                                                                                                    sono accentuate
                                    è tornato in auge nei giorni addietro, quando si è tornati

                                                                                                            e almeno
                                    ad affrontare simili tematiche in confronto con il tennis

                                                                                                      cinque   pianeti
                  a cura di         di Roberta Vinci, esaltata e onorata un po’ ovunque in

                                                                                                       compongono
                  DIEGO             quel viale  del tramonto   definitivamente  intrapreso   e che

                                                                                                     oggi la galassia
                  BARBIANI          ci porterà,   tra 5 mesi,   al saluto finale  al Foro  Italico.

        gioco? Noi non siamo così d’accordo... Roberta mancherà, non serve un mago per del Tennis Donna
                                    Quando Robertina dirà basta, sarà la fine di uno stile di

        scoprirlo, perché oltre al tennis di altissimo livello che ha saputo offrire sia in sin- Vediamo quali...
        golare sia in doppio ha anche un carattere aperto,
        solare, divertente, e e non sarà facile abituarsi a
        non vederla più nelle conferenze stampa, mentre spesso l’esempio di Agnieszka Radwanska, soprat-
        scherza con chiunque le capiti a tiro. Il punto è que- tutto dopo il loro super match a Doha nel 2016, ma
        sto: la tarantina viene considerata come una specie questo ragionamento ha portato (tutti) a un’esage-
        in via d’estinzione, perché sono in poche quelle che razione, convinti che oltre un tennis vario vi sia sol-
        trattano la palla con la stessa cura. Lei ha fatto tanto la giocatrice progettata con lo stampino,
      26
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                                                                                  LA NUOVA STAGIONE
                                                                                  I NUMERI DEL 2017. SI RIPARTE DA QUI...
                                                                                  • Aces •
                                                                                  Karolina Pliskova             452
                                                                                  • Double Faults •
                                                                                  Jelena Ostapenko              380
                                                                                  • First Serve •
                                                                                  Monica Niculescu           82,5%
                                                                                  • Second Serve •
                                                                                  Jelena Ostapenko           47,8%
                                                                                  • First Serve Points Won •
                                                                                  Petra Kvitova              74,0%
                                                                                  • Second Serve Points Won •
                                                                                  Johanna Konta              50,6%
                                                                                  • Service Points Won •
                                                                                  Coco Vandeweghe            62,9%
                                                                                  • Return Points Won•
                                                                                  Sara Errani                49,2%
                                                                                  • Break Points Saved•
                                                                                  Lucie Safarova             64,0%
                                                                                  • Break Points Converted •
                                                                                  Sara Errani                53,8%
                                                                                  • Most Match Wins •
                                                                                  Caroline Wozniacki     60 (su 81)
                                                                                  • Most Titles Won•
                                                                                  Elina Svitolina     5 (su 5 finali)

      quella idealmente alta, magari bionda, con colpi po-      sperpero da parte della rumena? Nel tennis di oggi
      tenti e uno stile di gioco talmente aggressivo da de-     la solidità vince quasi sempre sull’aggressività e
      finirlo “sparapalle”, perché non si sa mai se il colpo    nelle rare occasioni in cui capita l’opposto è solo me-
      possa terminare dentro il campo o fuori di metri, se      rito di chi ribalta il pronostico. Chi spiega, più sem-
      non proprio sui teloni. Aggiungendo al cognome il         plicemente, che il gioco di Carla Suarez Navarro è
      suffisso -ova il gioco era fatto, no?                     tutt’altro che quello di una picchiatrice? Che Sloane
           Fosse così banale, il tennis femminile… La verità    Stephens è potenzialmente una delle giovani più
      è un’altra: tra 0 e 1 vi sono infiniti numeri decimali,   complete e lei nasce come giocatrice di attesa (o
      sfumature di gioco che forse non siamo in grado di        contenimento) ma è capace di variare a piacere du-
      cogliere. O forse non vogliamo cogliere? La narrativa     rante lo scambio? Che Caroline Wozniacki rimane
      del tennis femminile composto solo di grandi pic-         una giocatrice che fa della solidità, non della po-
      chiatrici è allettante, decisamente pigra, più sem-       tenza, la sua forza? Sono solo i primissimi nomi di
      plice da riportare per una categoria cui si dedi-         un universo che si allarga sempre più. Quello che
      ca sempre poco tempo e spazio, tanto più in con-          serve è cominciare a realizzare che il luogo comune
      fronto con quella maschile. Chi ha voglia di spiegare     delle “sono tutte picchiatrici” è una inesattezza.
      che se Ostapenko vince il Roland Garros con un                 Forse si dovrebbe precisare che gli stili di gioco
      gioco molto aggressivo (e non da sparapalle, dato         non sono poi così diversi, ma anche lì si va fuori
      che ha condito 2 settimane, 7 partite e 19 set con        strada. Simona Halep usa pochissimo lo slice, ep-
      299 vincenti) e rimontando in finale da 4-6 0-3, 1-3      pure non può inserirsi nella categoria delle giocatrici
      al terzo, contro una giocatrice estremamente più so-      aggressive per indole perché muove il gioco accet-
      lida come Halep sia una vera impresa e non uno            tando lo scambio ma spostando costantemente la
                                                                                                                     27
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                             LA NUOVA STAGIONE.
        sua avversaria e cercando profondità o esaltandosi
        nelle difese fino a trovare i passanti migliori. Tra l’al-
        tro, Serena Williams se non è al meglio della con-
        dizione soffre particolarmente le partite contro
        Halep, Wozniacki e Kerber, quando la sua potenza
        (lei sì ne fa un cavallo di battaglia) contrasta con la
        grande solidità delle avversarie. Poi, dire che possa
        perdere rimane un passo in più non sempre imme-
        diato, ma quelle sono situazioni che all’americana
        piacciono poco o nulla: essere costretta ad accele-
        rare 4-5 volte prima di cogliere il punto, non fa per
        lei. Serena ha spesso sofferto una Halep in
        forma, lo stesso dicasi per Wozniacki, contro
        Kerber addirittura ha perso una finale Slam
        (e non c’era alcuna parvenza di infortunio).
             Nell’esempio numerico di prima parla-
        vamo di 0 e 1. Per usare una terminologia
        anglosassone, 0 è la “pusher”, cioè la col-
        pitrice, mentre l’1 è la “basher”, l’estremo,
        la picchiatrice. Come detto, però, la situazione è ben       potente abbiamo: Sharapova, Ostapenko, Saba-
        più varia. Vi sono quelle più solide, con un tennis          lenka, Karolina Pliskova, Garcia, Serena e Venus
        che ha come indicatore un numero non molto alto              Williams, Goerges, Pavlyuchenkova, Osaka, Safa-
        di vincenti ma che ottengono tanto dalla capacità            rova, Stosur, Kvitova, Lucic Baroni, Kontaveit, Cir-
        di trovare profondità e di mantenere un ritmo alto           stea, Konjuh, Barthel, Giorgi, Puig, Rogers, Kanepi,
        al palleggio, e riescono a portare le avversarie fuori       Alexandrova, Duan, Bouchard, Dodin, Cepede Royg.
        dalla loro posizione di comfort (quella che nelle                Abbiamo preso in considerazione l’intera Top
        scuole tennis viene indicata come la situazione più          100 per mostrare che, a conti fatti, le tenniste che
        favorevole). In questo insieme abbiamo: Halep,               risolvono tutto con la potenza (o con un sol colpo)
        Wozniacki, Kerber, Radwanska come esponenti                  arrivano a essere circa un quarto delle presenti. Un
        principali, ma anche Svitolina, Kasatkina, Suarez            numero alto, ma che rimane piuttosto contenuto.
        Navarro, Errani, Stephens – che ha le capacità per           Questo perché in mezzo ai due schieramenti ab-
        interpretare ogni fase di gioco –, e persino Maria           biamo tante giocatrici che possono variare tipologia
        (Tatjana). Potremmo anche aggiungere Dominika                di gioco durante il match e Timea Bacsinszky è
        Cibulkova anche se la slovacca è perlopiù una gio-           forse l’esempio migliore: di rovescio colpisce e col
        catrice offensiva. ma nei momenti in cui è fuori             dritto lavora il punto, decine di smorzate a set,
        forma, come nel 2017, il suo tennis diventa un pal-          enorme capacità di sacrificio in difesa: non può es-
        leggio continuo. In fondo, lo faceva anche le prime          sere considerata una “basher” e neppure “pusher”,
        volte che affrontò il circuito.                              ma una terza categoria che comprende alcune pro-
             C’è poi un detto: “Pushers don’t win Slam” (“le         tagoniste come Gavrilova, Cornet (che ha meno
        colpitrici non vincono uno Slam”). Tra loro solo Ker-        estro del gruppo, ma rimane molto abile nel cambio
        ber e Stephens hanno vinto Major, 3 in tutto, nei mi-        di impugnatura e non è assolutamente una “ba-
        gliori momenti della carriera dove a un gioco basato         sher”), Sevastova, Schiavone, Golubic. Francesca
        su un punto di partenza difensivo aumentavano i              sarebbe da inserire in una nuova categoria per
        rischi e divenivano più aggressive senza però sna-           l’estro delle sue giocate, in cui aggiungeremmo vo-
        turare particolarmente la loro natura.                       lentieri Laura Siegemund, forse ancor più offensiva
             Come giocatrici aggressive dotate di un tennis          della milanese. La tedesca è materia per pochi co-

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                                 A SPASSO NELLA GALASSIA DEL TENNIS FEMMINILE
                                    noscitori, come detto, e pur   gioco c’è una varietà di colpi evidente, oltre che una
                                    con un carattere molto par-    enorme capacità di servire in maniera efficace no-
                                    ticolare (non pochi i pro-     nostante l’altezza. Il rovescio può fare la differenza
                                  blemi avuti con le colleghe)     in molte occasioni e la velocità di braccio per impat-
                                  sa far divertire il pubblico     tare col dritto è eccezionale, non per nulla è arrivata
                                  riempiendo le avversarie di      fino al n. 17 del mondo; Siniakova è un altro esempio
                                smorzate, lob, e attacchi          perfetto, perché colpisce abbastanza forte, ma gioca
                                    senza sosta (anche se i        spesso slice di dritto e rovescio e sta facendo bene
                                   suoi schemi hanno la mi-        anche in doppio, ma il suo stile è molto distante da
                              glior realizzazione su terra, dove   Roberta così come dalle prime due elencate qui.
                       ha più tempo per impattare). Come               Vesnina è aggressiva, ma picchiatrice? No, pro-
                      loro, Kristina Mladenovic: offensiva, ma     prio no. Rovescio inappuntabile (come per tutta la
                    da non considerare una picchiatrice            scuola dell’Est Europa) con grandi capacità di varia-
          perché ha ottime variazioni e poche usano la             zioni e discese a rete. Da questo punto di vista la
      palla corta come fa lei, che ha più volte dichiarato di      compagna di doppio Ekaterina Makarova si basa
      amare quel colpo. Aleksandra Krunic, nonostante alti         molto di più sulla potenza da fondo campo...
      e bassi che fino a ora si sono fatti notare parecchie            E questo è solo una piccola parte dell’insieme di
      volte, compensa un fisico piuttosto leggero con tanta        tenniste che tutti, nessuno escluso, definiscono uni-
      qualità in un gioco mai banale. Magdalena Rybari-            camente come “picchiatrici”.
      kova: pochissima potenza a favore di un tennis molto             Vinci non è la sola a giocare slice e anzi, per
      più leggero e vario, risalita da oltre il numero 400         usare una provocazione (perdonaci, Roberta) lei il ro-
      Wta a ridosso della Top 20. Ultima nominata di que-          vescio coperto non lo gioca mai, perché da quel lato
      sto gruppo non può che essere Monica Niculescu,              è in grado solo di manovrare con lo slice. Certo però
      da tanti mal digerita a causa di slice continui di dritto                  che con quel colpo ha fondato una car-
      e rovescio ritenuti “orrendi”, ma che l’hanno por-                             riera destinata a entrare nella Storia.
        tata fino al numero 3 del mondo da junior e                                    Molte delle altre non avranno quella
            alla finale di Wimbledon in doppio. In ter-                                  stessa maestria, ma allo stesso
                mini di varietà sa fare più di qualsiasi                                    modo sanno farsi riconoscere
                altra, ma il suo stile non troppo orto-                                     senza passare per “spara-
                 dosso fa sì che non sia mai apprez-                                         palle”.
                 zata a pieno.                                                                 L’universo è vario, anche
          Ci sono poi le giocatrici potenti                                                        nella WTA, e senza ac-
      ma che possono usare variazioni                                                                  corgetene puoi ritro-
      importanti e armi a sorpresa:                                                                       vare un giorno
      CoCo Vandeweghe, che ha                                                                              Maria Sharapova
      tanta potenza nel braccio                                                                               fare serve &
      (potremmo definirla “ba-                                                                                  volley sul ter-
      sher”) sa però come                                                                                       reno più insi-
      muoversi lungo il campo                                                                                  dioso che vi
      per approcciare la rete e                                                                                sia (la terra di
      giocare al volo, usare lo                                                                               Parigi) contro
      slice, servire in tanti                                                                                l’avversaria che
      modi diversi a se-                                                                                    in carriera ne ha
      conda del momento;                                                                                   giocati una ma-
      Ashley Barty, un po’                                                                               rea come Justine
      “basher”, ma nel suo                                                                                         Henin.

                                                                                                                         29
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                      La Storia
            La classifica di Tennis Match compie nove anni e festeggia il ritorno in vetta di due
            straordinari campioni come Rafael Nadal e Roger Federer (che sarebbe stato il n.1
            vincendo il Master). Ma concorda con l’ATP solo per le prime quattro posizioni

                   si fa in due
                 I
                                      l 2017 è destinato a restare nella storia del nostro sport Il nostro ranking
                                      come una stagione memorabile grazie alle eccezionali im- elaborato (come
                                                                                                            sempre) da
                                      bravano definitivamente esclusi dalla lotta per il vertice e Posteraro premia
                                      prese di due campioni senza uguali. Proprio quando sem-

                                                                                                         i tennisti che
                                                                                                     vincono i tornei
                                      per i titoli che contano, ormai piegati dall'età e dall'usura

                                                                                                        e le sfide che
                                      fisica, Federer e Nadal sono tornati a dominare il mondo

                                                                                                      contano, meno
                                      del tennis, lasciando alla concorrenza poco più che le bri-

                                      le prime posizioni del ranking che avevano monopolizzato invece la somma
                                      ciole. I due fenomeni hanno occupato per la settima volta

                                                                                                     dei piazzamenti
                  a cura di
                  FRANCESCO           per sei anni consecutivi, dal 2005 al 2010. Come già nel
                  POSTERARO           2006, nel 2007 e nel 2010 si sono aggiudicati tutti e quat-
                                      tro gli Slam, in questa occasione – a differenza delle pre-
         cedenti – spartendosi equamente i successi. Rafa è
         tornato sul trono a distanza di nove anni dalla prima
         volta, come non è mai riuscito a nessun altro. E per tato addirittura a dieci i suoi allori al Roland Garros:
         trovare un numero uno di fine stagione maggiore di un primato incredibile, segno di un dominio sulla sua
         età bisogna risalire a molto prima della fondazione superficie preferita che non ha davvero paragoni
         dell'ATP, precisamente al 1954, quando gli esperti possibili.
         più accreditati classificarono al primo posto il tren-        Il maiorchino ha conquistato la vetta della gra-
         tatreenne Drobny.                                         duatoria perché ha giocato di più del rivale e ha
             Ancora più fuori dell'ordinario la presenza di un quindi ottenuto un maggior numero di ri-
         trentaseienne come Roger in una delle prime due sultati utili. Ma Federer ha avuto un ren-
         piazze: a riuscirci da più anziano è stato solo Bill Til- dimento qualitativamente migliore. E
         den in un'epoca ormai remota, nel 1930. Federer si sarebbe stato in testa alla nostra classifica
         è preso l'ottavo Wimbledon, tra l'altro senza cedere con largo margine se avesse fatto suo il Ma-
         neppure un set, restando così l'unico detentore del sters. Roger si è imposto in sette dei dodici tornei
         record di vittorie nei Championships. Nadal ha por- a cui ha preso parte, mentre Nadal ha dovuto gio-

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