CARTABIANCA - Cosa vogliamo sapere? - incontrarsi per agire - Comundo

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CARTABIANCA - Cosa vogliamo sapere? - incontrarsi per agire - Comundo
CARTABIANCA
incontrarsi per agire                             La rivista di COMUNDO | marzo 2017

           Cosa vogliamo sapere?

             Nicaragua Le sfide dell’educazione inclusiva
             Svizzera La scuola come antidoto al consumismo
CARTABIANCA - Cosa vogliamo sapere? - incontrarsi per agire - Comundo
editoriale

Cara lettrice, caro lettore
                               Quante cose possiamo scoprire, quasi senza sforzo e con qualche click, sul mondo attorno a
                               noi. Internet e i social media, con la possibilità di avere accesso a fonti infinite di dati, potreb-
                               bero anche darci l’illusione di essere più informati che mai. Ma è davvero così? L’abbondanza
                               di informazioni corrisponde a una maggiore conoscenza?

                               In questo numero di CARTABIANCA ci interroghiamo su cosa vogliamo sapere, su cosa sarebbe
                               giusto o necessario conoscere, ma anche su come impararlo e trasmetterlo. Cominciamo con
      Priscilla De Lima        un contributo del noto teologo della liberazione Leonardo Boff che ci dice chiaro e tondo: «La
                               conoscenza non basta». È ora di riscoprire la cordialità, l’incontro, il rispetto: noi esseri umani,
                               in quanto mammiferi intellettuali, siamo portatori di emozioni, passioni e affetto. Bisogna
                               mettere in campo il cuore, oltre alla mente, se vogliamo assicurarci un futuro. Solo coltivando
                               l’accudimento e la spiritualità saremo in grado di mobilitarci per prenderci cura della terra,
                               dell’acqua, del clima, delle relazioni inclusive.

                               Tutto questo ha i suoi ritmi. Di fronte al mondo in accelerazione, che ci permette in pochi
                               secondi di avere accesso a fonti infinite di informazioni, bisogna rendersi conto che i processi
                               di comprensione e interpretazione dei dati non si possono comprimere, costano sempre ancora
                               tempo e fatica. Così come richiede impegno l’educazione: cosa vogliamo insegnare ai nostri
                               figli, e come? Oltre alla scuola pubblica, che la maggioranza di noi conosce per esperienza
                               diretta, vi sono altre vie percorribili. Ecco perché abbiamo voluto la testimonianza di un’espe-
                               rienza educativa diversa, con una scuola senza le classiche lezioni frontali.

                               Senza dimenticare che è spesso nel tempo cosiddetto libero che si esercitano esperienze fonda-
                               mentali quali la mediazione, l’empatia, la cooperazione. Concetti che non si ritrovano descritti
                               in un classico programma scolastico, ma che restano dei pilastri da coltivare.

                               Buona lettura!

                               La serie fotografica:
                               Questa serie fotografica ci presenta diverse aule reali, nei paesi in cui operiamo nel sud del mondo e in Svizzera.
                               Abbiamo trovato degli esempi piuttosto simili nelle Filippine, in Kenya e in Perù, ma avremmo potuto
                               portarne di ben più variegati: piazze, palestre, luoghi di meditazione. Per questo per la Svizzera abbiamo scelto
                               un’aula nel bosco: la costruzione e la diffusione della conoscenza non si limitano alla scuola. Si mettono
                               in atto dappertutto e da parte di tutti. Si tratta insomma di una responsabilità condivisa.

                               Foto di copertina & pagina 2, Will Swanson/The NewYorkTimes/Redux/laif; pagina 5, Perù, Melba/www.avenue-
                               images.com; pagina 9, Svizzera, Marcel Kaufmann/COMUNDO; pagina 11, Filippine, Navia / Agence VU/laif.

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sommario

                                           dossier    4    La conoscenza non basta
                                                           Servono una nuova mente e un nuovo cuore
                                                      6    Imparare senza lezioni
                                                           L’autogestione porta a maggiore responsabilità
                                                      7    La comprensione chiede tempo
                                                           Bisogna educarsi a una valutazione seria e attenta delle fonti
                                                      10   La scuola come antidoto al consumismo
                                                           Lo sviluppo sostenibile sempre più presente nei programmi
                                                      12   Manca il coinvolgimento
i nostri cooperanti
                                                           L’educazione inclusiva in Nicaragua è un’impresa titanica
Investire nella formazione
per un futuro migliore
Pagina 14                            per COMUNDO      13   Il senso che permane

                                           i nostri   14   Lavoro sodo per il mio sogno
                                        cooperanti         Promuovere piccole attività imprenditoriali nello Zambia.
                                                      16   Reinventarsi, con positività, leggerezza e un po’ di pazzia…
                                                           Come reagire a un supertifone? Con il sorriso

                                     da COMUNDO       18   L’ambiente è una responsabilità globale
                                                      20   Perché ripartire?

                                                           La vignetta di Daria
i nostri cooperanti
La positività del popolo filippino
Pagina 16

da COMUNDO
Il nostro impegno a tutela
dell’ambiente
Pagina 18

                                                                                                 cartabianca marzo 2017     3
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dossier

La conoscenza                                                          lioni di anni fa, è apparso il cervello limbico, nato assieme all’av-
                                                                       vento dei mammiferi. Con loro nel mondo sono arrivati l’amore,

non basta
                                                                       la necessità di prendersi cura degli altri, il bisogno di accudire.
                                                                       Noi esseri umani ci siamo dimenticati che siamo mammiferi in-
                                                                       tellettuali, che siamo fondamentalmente portatori di emozioni,
                                                                       passioni e affetto. Nel cervello limbico risiede la culla dell’etica,
La presenza degli esseri umani sulle terra è minacciata.               dei sentimenti oceanici e religiosi. Prima ancora, 300 milioni di
Per prevenirla e prenderci cura del pianeta, è necessaria              anni fa, è emerso il cervello rettilineo, responsabile delle nostre
                                                                       reazioni istintive. Ma non affronteremo l’argomento qui. Quello
un’educazione che ci permetta di sentire il nostro lega-
                                                                       che conta è che oggi dobbiamo arricchire la nostra ragione in-
me con la natura e con gli altri                                       tellettuale con la ragione cordiale, molto più ancestrale, se vo-
                                                                       gliamo valorizzare l’accudimento e la spiritualità.
Testo: Leonardo Boff                                                   Senza queste due dimensioni non saremo in grado di mobili-

G
                                                                       tarci per prenderci cura della terra, dell’acqua, del clima, delle
                                                                       relazioni inclusive. Dobbiamo prenderci cura di tutto, senza
          eneralmente i processi educativi della società, con le       aspettare che le cose si deteriorino e periscano e che andiamo
          sue istituzioni come la rete di scuole e università, sono    così incontro a uno scenario drammatico.
sempre in ritardo rispetto alla realtà. Non anticipano i cambia-
menti, non prevedono eventuali processi di adattamento e le                Senza questi valori non potremo
trasformazioni necessarie per esserne all’altezza sono spesso
percepite come onerose.                                                    garantirci un futuro degno
Tra gli altri, sono due i grandi cambiamenti che stanno succe-
dendo sulla terra: l’introduzione della comunicazione globale          Un altro compito è quello di riscattare la dimensione della
attraverso internet e le reti sociali e la grande crisi ecologica      spiritualità. Essa non deve essere identificata con la religione:
che mette a rischio il sistema-vita e il sistema-terra. Potremmo       soggiace alla religione, perché la precede. La spiritualità è una
scomparire dalla faccia della terra. Per impedire questa apoca-        dimensione inerente l’essere umano, come la ragione, la volon-
lisse, l’educazione deve essere un’altra, diversa da quella che ha     tà e la sessualità. Fa parte del nostro essere più profondo, da cui
predominato finora.                                                    emergono le questioni del senso ultimo della vita e del mondo.

Una nuova mente e un nuovo cuore                                       Esiste un “punto Dio”
Non basta la conoscenza. Abbiamo bisogno di coscienza, di una          Purtroppo queste questioni sono finora state considerate come
nuova mente e di un nuovo cuore. Abbiamo bisogno anche di una          qualcosa di privato e senza grande valore, ma senza di loro la vita
nuova pratica. È urgente reinventarci come esseri umani, nel senso     perde luminosità e gioia. Attenzione però, c’è qualcosa di nuovo:
di inaugurare una nuova forma di abitare il pianeta, con un nuovo      i neurologi hanno appurato che ogni volta che l’essere umano
tipo di civilizzazione. Come diceva molto bene Hannah Arendt:          affronta tali questioni legate al senso delle cose, al sacro e a Dio,
«Possiamo informarci per tutta la vita, senza mai educarci». Oggi      vi è una accelerazione sensibile nei neuroni del lobo frontale del
dobbiamo rieducarci e reinventarci come esseri umani. Per questo       nostro cervello. L’hanno chiamato il “punto Dio” del cervello,
aggiungo alle dimensioni citate qui sopra queste due: imparare         una specie di organo interno attraverso il quale percepiamo la
a prendersi cura e imparare a spiritualizzarsi.                        presenza di un’energia potente e amorevole che unisce e lega
Ma prima ancora bisogna riscattare l’intelligenza cordiale, sen-       tutte le cose. Attivare questo “punto Dio” ci rende più solidali,
sibile o emozionale. Senza di essa parlare di cura e spirituali-       amorevoli e premurosi. Si oppone al consumismo e al mate-
tà ha poco senso. La causa sta nel fatto che tutto il moderno          rialismo della nostra cultura. Tutti, specialmente coloro che si
sistema di insegnamento si fonda sulla ragione intellettuale,          trovano a scuola, dovrebbero essere iniziati a questa spirituali-
strumentale e analitica. Questo tipo di ragione è una forma            tà, poiché ci rende più sensibili agli altri, più legati alla Madre
di conoscenza e dominazione della realtà, che si tende poi a           Terra e alla natura, più propensi all’accudimento. Valori senza
considerare come un mero oggetto. Si è arrivati a reprimere la         i quali non potremo garantirci un futuro degno.
ragione sensibile con il pretesto che essa impedirebbe l’ogget-
tività della conoscenza. Questo ha causato una visione fredda          L’intelligenza cordiale e la spiritualità sono le necessità più pres-
del mondo: è successa una specie di lobotomia che ci impedisce         santi alle quali l’attuale e minacciante situazione ci confronta.
di sentirci parte della natura e di percepire il dolore degli altri.
                                                                       Leonardo Boff è filosofo e teologo ed è uno dei fondatori della
È l’ora della ragione cordiale                                         teologia della liberazione. Si occupa anche di etica, spiritualità ed
Sappiamo che la ragione intellettuale, come la intendiamo oggi,        ecologia. Questo articolo è stato pubblicato sul suo blog nel febbraio
è recente: ha circa 200‘000 anni, quando è arrivato l’homo sa-         del 2015.
piens con il suo cervello neo-corticale. Prima però, circa 200 mi-

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dossier

Imparare senza lezioni                                               tivazione, ma proprio grazie a questo!» rettifica la direttrice
                                                                     della scuola Karin Anderhalden. Da quest’anno, la Grunda-
                                                                     cherSchule comprenderà anche tre anni di livello superiore
                                                                     riconosciuti dal Canton Obvaldo, per permettere agli scolari
Che fare se non si è soddisfatti del sistema scolastico              di passare poi a un liceo breve o a una formazione professio-
tradizionale? Karin Anderhalden e Victor Steiner                     nale. «Il Cantone non ci ostacola, al contrario − spiega Karin
                                                                     Anderhalden −. Hanno analizzato a fondo il nostro modello e
non hanno esitato a fondare una nuova scuola.
                                                                     sanno che, come confermano anche le ricerche sul cervello, il
Una visita a Sarnen                                                  nostro metodo didattico è molto più adatto ai bambini rispet-
                                                                     to ai sistemi scolastici tradizionali».
Testo: Nicole Maron
                                                                     Farfalle e salamandre al posto dei voti

A
                                                                     «Nei sistemi tradizionali si applicano gli stessi criteri a quan-
          nton è disteso prono sul pavimento. Con la fronte ag-      ti più bambini possibile: tutti dovrebbero apprendere grosso
          grottata per la concentrazione, ordina piccoli dadi,       modo le stesse cose nello stesso tempo», spiega Karin Anderhal-
astine e blocchi e poi scrive sul suo quaderno di aritmetica la      den illustrando le differenze fondamentali di approccio tra i
cifra 587. «I dadini rappresentano le unità, le astine le decine     due sistemi scolastici e di apprendimento. «Ma alla fine della
e i blocchi le centinaia − spiega il bambino di otto anni −. Così    sesta classe, ci sono comunque molti bambini che in alcune ma-
possiamo fare i calcoli fino al 1000 in modo molto semplice».        terie si ritrovano un voto mediocre in pagella, che è come dire
Nella stanza accanto Simon, nove anni, si esercita sulle unità       al bambino: “Non sei capace”». Invece nella GrundacherSchule
di misura con una bilancia e vari pesi. Esamina con sguardo          non ci sono voti e gli insegnanti non dicono “tu non sei capace”
attento gli scaffali che occupano tutte le pareti, pieni zeppi dei   ma “questo è il profilo delle tue competenze”.
materiali più disparati per leggere, scrivere e far di conto. «Che
cosa peserà duecento grammi?», si chiede ad alta voce. Gli è toc-
cato il compito di trovare un oggetto di questo peso. L‘insegnan-
                                                                         Nei sistemi tradizionali si applicano gli stes-
te Sebi Lambelet gli dà un consiglio: «Prendi il peso da 200g in         si criteri a quanti più bambini possibile
una mano e un oggetto nell‘altra, e prova a sentire se hanno lo
stesso peso». Al piano superiore lavorano gli alunni più grandi.
Moira, 11 anni, si esercita a scrivere al computer per mezzo di      I profili sono compilati dagli insegnanti insieme ai bambini.
un software, mentre la dodicenne Nathalia ha indossato le cuf-       Sono rappresentati da animali suddivisi in molte piccole sezio-
fie e sta ripetendo vocaboli inglesi. Nel frattempo le undicenni     ni. Per esempio la farfalla porta il titolo “Quello che so fare” e
Laura e Lea leggono all‘insegnante Victor Steiner la versione de-    le singole competenze sono denominate tra l’altro “Lavorare in
finitiva del giallo che hanno scritto. «”Il terrificante commiato”   modo ordinato e accurato”, “Riordinare e mantenere l’ordine”
è già la seconda avventura di Anna e Chloe − dichiarano fiere −.     o “Accettare se qualcosa non va come vorrei”. Il cane mostra
Abbiamo impiegato tre mesi per scriverla. Vogliamo scrivere un       “Che cosa so fare bene insieme agli altri bambini”, mentre la
libro intero!».                                                      salamandra porta il titolo “Aritmetica” ed è suddivisa in sezioni
                                                                     come “Raddoppiare o dimezzare” o “Calcolare mentalmente”. I
Niente classi o insegnamento frontale                                campi colorati indicano che il bambino padroneggia già le com-
È una giornata come un‘altra nella GrundacherSchule di Sar-          petenze corrispondenti. Con il passare del tempo, si crea un‘im-
nen. Gli scolari, una quarantina, non sono suddivisi in classi,      magine che diventa sempre più colorata e completa.
ma in livello base e livello primario; il primo comprende i
bambini in età di scuola materna, prima e seconda classe, il         Poter fare quello che si sa fare bene
secondo gli alunni dalla terza alla sesta classe. Nella Grunda-      Qual è il ruolo dell‘insegnante in una scuola in cui non si ten-
cherSchule esistono mille possibilità: si possono scrivere libri,    gono lezioni? «È molto semplice: osservare − risponde Karin
produrre film, incidere cd musicali, comporre radiogrammi;           Anderhalden −. Noi conosciamo molto bene i nostri alunni, le
soltanto una cosa non esiste, o quasi: l‘insegnamento fron-          loro risorse e i loro interessi e siamo quindi in grado di accom-
tale. Gli alunni imparano in modo autonomo, utilizzando lo           pagnarli.» Un principio molto importante nella Grundacher-
svariato materiale che hanno a disposizione. Si suddividono          Schule è quello secondo cui i bambini devono poter fare quello
il tempo e decidono anche se lavorare da soli o in gruppo. Al        che fanno bene e volentieri. Se sono costantemente spronati a
termine della scuola primaria, le loro conoscenze sono uguali,       esercitarsi in quello che non sanno ancora fare, secondo Karin
se non superiori, a quelle dei bambini che hanno frequentato         Anderhalden la scuola diventa un‘esperienza sempre più fru-
una scuola tradizionale: lo dimostra la percentuale di coloro        strante. «Per esempio i nostri figli erano tutti molto bravi in ma-
che subito dopo riescono ad affrontare la scuola secondaria A        tematica, ma avevano una brutta scrittura − ricorda −. Quindi
e il liceo. «Non è malgrado il nostro sistema di insegnamento        sono stati costretti a scrivere in continuazione e non potevano
completamente diverso, che imparano e conservano la mo-              proseguire con l‘aritmetica; inutile dire che più dovevano scri-

6    cartabianca marzo 2017
CARTABIANCA - Cosa vogliamo sapere? - incontrarsi per agire - Comundo
vere e più odiavano la scrittura. Invece, se un bambino avverte
che viene incoraggiato là dove è bravo, sarà in grado di gestire               La comprensione
                                                                               chiede tempo
meglio anche i suoi punti deboli».

Sono state proprio le esperienze dei loro figli nella scuola ele-
mentare che hanno fatto riflettere Karin Anderhalden e il mari-
to Victor Steiner, rispettivamente insegnante di scuola materna
                                                                               Possiamo scaricare, salvare e trasferire dati in
e di scuola primaria. «Spesso ci chiedevamo: perché esistono                   pochi secondi, ma il processo di interpretazione
determinate regole? Perché nostro figlio che fa la seconda non                 non può essere accelerato
può risolvere esercizi di aritmetica di terza, visto che quelli di
seconda sono troppo facili per lui? Perché questo dà fastidio
                                                                               Intervista: Priscilla De Lima

                                                                       L
agli insegnanti della terza? A questo punto non abbiamo avuto
dubbi: la scuola deve escogitare una soluzione». Visto che non
era possibile, Karin Anderhalden e Victor Steiner nel 1999 han-                 e nuove tecnologie hanno senz’altro un’enorme in-
no deciso di prendere l‘iniziativa e, ispirandosi a diversi altri               fluenza sulla diffusione dell’informazione e della cono-
sistemi scolastici, hanno fondato la GrundacherSchule. I loro          scenza: la possibilità potenziale di avere accesso a fonti infinite
tre figli non hanno però avuto la possibilità di frequentarla.         di dati potrebbe anche darci l’illusione di essere più informati
Chi è estraneo al progetto, spesso si stupisce del fatto che i         che mai. In realtà spesso è proprio la quantità il problema: che
bambini, se possono decidere autonomamente i contenuti e la            ne è della qualità? Ne abbiamo discusso con il professor Loren-
velocità di apprendimento, quando arrivano alla sesta classe           zo Cantoni dell’Università della Svizzera italiana.
padroneggiano veramente tutte le materie. Karin Anderhalden
si sente spesso chiedere se, in questo modo, i bambini non si          CARTABIANCA: Oggi, sul web si trova di tutto e il contrario di
occupano sempre soltanto della loro materia preferita, ignoran-        tutto. Questa abbondanza di informazioni significa davvero che
do tutte le altre, e se il maestro in questo caso interviene. Alla     abbiamo a disposizione maggiori conoscenze? Non vi è il rischio
prima domanda risponde «No, assolutamente», alla seconda               di perdersi?
«Dipende». «Bisogna scoprire se per esempio il bambino insiste         Lorenzo Cantoni: Sì. È proprio così. Credo che per impostare
a occuparsi di una materia linguistica perché vuole evitare la         in modo corretto la questione dobbiamo chiarire alcuni ter-
matematica o perché invece in questo momento è tutto preso             mini e alcune dinamiche. I termini che vanno chiariti sono:
dalla lingua. Se si vuole scrivere un libro, è chiaro che ci si met-   “dato”, “informazione” e “conoscenza”, spesso usati in modo
te di più di due mesi ed è un processo che non va interrotto. Nel      intercambiabile, ma molto differenti. Dato è uno stato di cose.
primo caso invece interveniamo e insieme al bambino cerchia-           Informazione è uno stato di cose espresso/interpretato grazie a
mo di capire quale parte della matematica potrebbe interessar-         un codice. Conoscenza è la comprensione delle informazioni da
lo». Secondo Karin Anderhalden, costringere i bambini a fare           parte di un essere intelligente.
qualcosa non funziona mai; si tratta invece di stimolare il loro       Per fare un esempio: gli ingredienti di una torta sono gli ele-
interesse: «Un apprendimento durevole è possibile soltanto se          menti di base (dati), che vengono amalgamati e cotti secondo
c‘è la motivazione!».                                                  una ricetta per ottenere una torta (informazione), che può esse-
                                                                       re mangiata da qualcuno, che se ne nutre e cresce (conoscenza).
Assumersi la responsabilità                                            Un testo, o una biblioteca piena di testi, non sono in sé “cono-
E la motivazione dà veramente i suoi frutti: quando le chiedono        scenza”, come a volte si dice ingenuamente, ma delle informa-
che cosa le piace di più della GrundacherSchule, Laura rispon-         zioni, che chiedono di essere lette e interpretate da qualcuno,
de raggiante: «Trovo fantastico che qui si possa fare le proprie       che − se le capisce − le trasformerà in conoscenza. Un testo pre-
scelte e occuparsi delle cose che interessano». Laura è arrivata       senta informazioni che rappresentano (anche) la conoscenza di
alla GrundacherSchule soltanto nella terza classe e non è stato        chi lo ha scritto, e sono in attesa di promuovere conoscenza in
molto semplice per lei abituarsi: «Per esempio per me all‘inizio       chi lo legge.
era un po‘ strano il fatto che qui non ci sono né esami né voti,       Passiamo ora alle dinamiche: oggi abbiamo una sovrabbondan-
soprattutto perché così dobbiamo assumerci più responsabilità.         za di dati (“big data”) e d’informazioni disponibili, che possono
Decidiamo da soli che cosa fare e quando, ed è una cosa alla           essere generati sia da sistemi automatici che da esseri umani.
quale ci si deve un po’ abituare. Ma gli altri bambini mi hanno        Tali dati e informazioni sono facilmente registrabili e trasferi-
aiutato molto».                                                        bili da un luogo all’altro. La conoscenza però richiede sempre
                                                                       un’intelligenza che capisce, e il processo di comprensione non
                                                                       può essere accelerato come il trasferimento di dati e informa-
                                                                       zioni. Posso scaricare centinaia di libri o di video in pochi se-
                                                                       condi, trasferendoli da una parte all’altra del pianeta sul mio
                                                                       telefono, ma il tempo − e la fatica! − della comprensione sono
                                                                       simili a quelli di centinaia di anni fa.                               ›

                                                                                                                 cartabianca marzo 2017   7
CARTABIANCA - Cosa vogliamo sapere? - incontrarsi per agire - Comundo
dossier

Internet e i social network influenzano la diffusione del sapere sia   discussione fra persone interessate agli argomenti trattati dalle
in positivo che in negativo. Come educarci ancora maggiormente         sue innumerevoli voci, ma anche un’opportunità importante
al loro uso? Come difendercene?                                        per lingue e culture che non hanno mai avuto o non possono
Un aspetto importante del sapere − e della saggezza − è quello         avere un progetto enciclopedico. È vero che la versione inglese
di saper scegliere le fonti adeguate, e di dedicare il tempo giu-      è la più ricca e completa, ma è altrettanto vero che tutte le lin-
sto alle diverse informazioni. Il che significa anche saper igno-      gue vi hanno uguale diritto di cittadinanza. Non si tratta, natu-
rare ciò che non merita attenzione. Alcuni hanno proposto di           ralmente, di enfatizzare in modo romantico tale universalità:
parlare di una “economia dell’attenzione”: molte informazioni          sappiamo che molte aree del mondo, in particolare il cosiddetto
concorrono per attrarre la nostra attenzione, per farci pensare        “Global South”, sono a oggi meno rappresentate di altre sia per
e/o agire − spesso si tratta di comperare − in un modo o in un         quanto riguarda il numero di persone che contribuiscono, sia
altro. Di più: quando arriva un nuovo modo di comunicazio-             per quanto riguarda la quantità di contenuti disponibili (d’altro
ne dell’informazione − un nuovo medium − all’inizio tendia-            lato, era diverso per le enciclopedie cartacee?).
mo ad attribuirgli una grande autorevolezza, a pensare che il
mezzo di comunicazione sia in grado di assicurare, di per sé, la           Bisogna educarsi a una valutazione
qualità delle informazioni che veicola. «L’ha detto la radio» si
diceva, quasi a consacrare il contenuto, poi: «L’ho visto in TV», e        seria e attenta delle fonti
ora, sempre più spesso: «L’ho trovato su internet». Ma il mezzo
assicura la conservazione e il trasferimento, non la qualità dei       Io stesso, come molti altri colleghi e colleghe, non accetto, di nor-
contenuti.                                                             ma, che gli studenti possano citare Wikipedia nei loro elaborati o
La qualità dell’informazione dipende anzitutto dalla relazione         nelle tesi, ma è così, in generale, per tutte le enciclopedie. L’uni-
con il mondo: accuratezza − dire le cose come stanno e in un           versità è il luogo dell’approfondimento, mentre le enciclopedie
linguaggio adeguato, aggiornamento − dire qualcosa che è vero          servono per un primissimo accostamento a una tematica di cui
anche adesso, e obiettività: esplicitare quali siano gli interessi     non si è esperti. Ed è proprio questo il compito, quello di un
in gioco. La qualità dipende poi anche da chi parla o scrive:          primo accostamento a tematiche non note, punto di partenza
autorevolezza − la sua competenza e benevolenza, e dalla cor-          per approfondimenti e verifiche puntuali, che Wikipedia assolve
rispondenza con il bisogno informativo di chi ascolta o guarda/        sempre più nelle pratiche di chi cerca informazioni oggi. Certa-
legge − copertura e rilevanza.                                         mente, a differenza delle enciclopedie su carta, Wikipedia è in
Le “bufale”, di cui si parla sempre più, sono strumenti ottimi         continuo mutamento: ciò la rende particolarmente aggiornata,
per attrarre l’attenzione (ottenere click e far guadagnare le piat-    e insieme del tutto instabile, aperta a continue revisioni positive
taforme digitali che tali click sono in grado di monetizzare), ma      e a possibili errori… Essa non è, propriamente, un’enciclopedia,
certo non promuovono conoscenza, né, tantomeno, saggezza. E            quanto piuttosto un’impresa enciclopedica: le voci non sono te-
non è saggio consolarsi pensando che siano prodotte da qualche         sti completi, ma discussioni in corso.
cattivo ben identificato. Naturalmente sono prodotte da qualcu-        Per certi aspetti, così come l’Enciclopedia degli illuministi rappre-
no, ma funzionano perché qualcun altro − noi − ci crede, e altri       sentò la perdita della dimensione “universale” del sapere univer-
ci guadagnano…                                                         sitario, consolidando l’immagine di una serie di conoscenze par-
È sempre più importante e urgente educarci ed educare le nuo-          cellizzate, Wikipedia sta mostrando che tale idea di sapere non è
ve generazioni a una valutazione seria e attenta delle fonti − se-     oggi più sostenibile. Da un lato, in molti settori è quasi impossibile
guendo i criteri accennati poco sopra − e a non credere che i          fissare quanto si sa su di un argomento in un testo stabile, che
primi risultati su Google o la voce di Wikipedia siano la quin-        possa durare per anni; dall’altro, lo strumento ipertestuale aiuta a
tessenza della verità. E a comprendere che se qualcosa non è           riannodare legami tra i vari elementi del sapere. Di più: essa aiu-
presente sul motore di ricerca o nella rete, questo non significa      ta a comprendere la dimensione globale, universale dunque, del
che non esista.                                                        sapere come collaborazione di molte persone, e insieme il valore
                                                                       delle diverse lingue e culture.
L’Università della Svizzera italiana ha deciso nel 2014 di asse-
gnare un dottorato honoris causa a Jimmy Wales, fondatore di                                   Lorenzo Cantoni è laureato in Filosofia e
Wikipedia. Perché?                                                                             ha conseguito un dottorato di ricerca in
Cominciamo anzitutto con la ragione per cui l’USI gli ha as-                                   ambito formativo. È professore ordinario
segnato il dottorato honoris causa: “Per il suo ruolo nel pro-                                 alla Facoltà di scienze della comunicazione
muovere la condivisione online della conoscenza e nell’offrire                                 all’Università della Svizzera italiana, di cui è
una piattaforma enciclopedica collaborativa aperta alle diverse                                stato anche decano. Il suo ambito di ricerca
lingue e culture”. Si è trattato dunque anzitutto di riconoscere il                            si pone all´intersezione fra comunicazione,
ruolo pionieristico svolto nel promuovere una cultura di condi-                                formazione e nuovi media.
visione delle informazioni sulla rete internet, e nel realizzare e
diffondere strumenti tecnologici idonei per tale obiettivo. Wiki-
pedia costituisce non solo una piattaforma di condivisione e di        Lorenzo Cantoni

8     cartabianca marzo 2017
CARTABIANCA - Cosa vogliamo sapere? - incontrarsi per agire - Comundo
dossier

La scuola come an-                                                     anche docenti di geografia, biologia, storia, disegno e italiano
                                                                       hanno partecipato, contribuendo a realizzare una giornata di

tidoto al consumismo
                                                                       sensibilizzazione alla sostenibilità a cui hanno partecipato al-
                                                                       lievi e dipendenti della scuola, ma anche attori esterni: ONG,
                                                                       guardiacaccia, guardiapesca, autorità e familiari. Quel giorno
                                                                       la mensa della sede ha proposto esclusivamente prodotti a chi-
I programmi scolastici non prevedono l’ora dedicata allo
                                                                       lometro zero e da allora fa regolarmente capo a produttori e
sviluppo sostenibile, ma il tema sta diventando sempre                 fornitori locali.
più presente nella vita di allievi e docenti, anche grazie
                                                                       Quanto spesso un allievo della scuola dell’obbligo ha la possibili-
al ruolo di éducation21. Oliviero Ratti ci spiega come                 tà di confrontarsi con l’ESS?
                                                                       Se è fortunato, molto spesso. Ma in ogni caso, sempre di più. Da
Intervista: Priscilla De Lima                                          una decina d’anni organizziamo assieme al DFA (Dipartimento
                                                                       formazione e apprendimento della SUPSI) delle giornate di in-
                                                                       formazione e formazione allo sviluppo sostenibile per docenti
CARTABIANCA: Qual è il ruolo di éducation21 nella realizzazione        e allievi e l’interesse è crescente. Sento che c’è una maggiore
degli Obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030?    coscienza e volontà di trovare risorse e spazio per questo tipo
Oliviero Ratti: Education21 è nata proprio con lo scopo di ac-         di attività interdisciplinare. Certo, ci sono anche delle resisten-
compagnare, sostenere, ottimizzare e promuovere iniziative già         ze, come è normale: ogni tipo di proposta ulteriore può essere
presenti sul territorio a proposito di educazione allo sviluppo        interpretata come un’aggressione nel proprio piccolo campo,
sostenibile (ESS). La formazione ha un ruolo decisivo nella mes-       ogni docente ha il suo programma da realizzare e vi è il timore
sa in pratica dell’agenda 2030, come lo aveva già con l’Agen-          di “perdere” delle ore dedicandosi a questi progetti speciali. Le
da21, a cui dobbiamo il nostro nome. Quando abbiamo iniziato           griglie orarie tradizionali possono essere un ostacolo. In realtà
il nostro lavoro negli anni ‘90, ci siamo accorti di quanto già si     pero, quando c’è la motivazione, si trova poi il modo di realiz-
faceva in molte scuole del cantone, a volte in modo eccellente,        zare questo tipo di iniziative. Noi le sosteniamo anche valutan-
a proposito di ambiente, cooperazione internazionale, salute.          do quei progetti che potrebbero ottenere dei sussidi o materiale
Quello che proponiamo è un accompagnamento che permetta                didattico. Cerchiamo di valorizzare il lavoro di rete con gli altri
ai docenti di ampliare la visione e introdurre dei concetti di ESS     attori della società civile.
all’interno di questi progetti. Oggi per esempio, c’è una rivalo-
rizzazione degli orti scolastici. Attraverso un lavoro di rete si fa   L’Agenda 2030 si propone di condurre a una “trasformazione del
in modo che si possano trattare temi come l’ambiente, l’inqui-         mondo”, l’ESS può davvero fare la differenza?
namento, la gestione dei rifiuti, la biodiversità, la sostenibilità.   Certi temi si inseriscono volenti o nolenti nella vita di tutti noi,
Ma anche la storia (cosa si coltivava una volta?), la geografia        allievi compresi. Si sta pian piano assistendo a un cambiamen-
(da dove arrivano certe varietà di patate?), l’economia (dove si       to di paradigma e stiamo cercando di contribuire a realizzarlo
comprano e quanto costano questi prodotti?), l’etica (quanto è         questo cambiamento. Per quel che riguarda i progetti scolastici,
pagato chi li ha coltivati?) e tanto altro ancora.                     oltre ai sussidi cantonali e federali, anche i comuni possono
                                                                       dare un loro contributo. Unendo le forze si possono realizzare
Significa che si fa ESS in qualsiasi materia?                          iniziative interessanti e originali. Insomma, quando ci sono ini-
Quasi: in realtà l’ESS può essere interpretata come una riflessio-     ziativa e progettualità, si possono fare delle belle cose. Certo, il
ne critica su quanto ci succede in varie situazioni della vita. È      clima politico e culturale in cui viviamo a volte è esasperante e
estremamente efficace quando si parte da una situazione perso-         poco rispettoso dei limiti ai quali il nostro modello di sviluppo
nale che ci porta poi ad ampliare la riflessione in termini globa-     dovrebbe tendere. Proprio per questo diventa importante getta-
li. Durante l’ultima giornata cantonale sul tema, per esempio,         re un seme, quasi come un vaccino, che permetta di contene-
uno dei relatori ha portato delle fotografie di sua nonna e di         re e trasformare il consumismo compulsivo e quegli atteggia-
sua figlia, per mostrare quanto il cambiamento climatico in-                                   menti poco rispettosi dei diritti umani e
fluisse concretamente sulle loro vite: quanti giorni di neve e                                 dell’ambiente in cui viviamo.
pioggia all’anno, come si scalda la casa, quali attività si posso-
no fare in montagna, … Anche questa è ESS, se supportata da                                    La fondazione éducation21 è un centro di
temi trasversali. Un esempio molto concreto: in una scuola del                                 competenza a livello svizzero per l’educa-
Moesano un docente ha iniziato con la sua classe un percorso                                   zione allo sviluppo sostenibile. Ha sedi a
per sviluppare un atteggiamento critico nei confronti dei con-                                 Bellinzona, Berna e Losanna. Oliviero Ratti,
sumi, per ragionare sull’influenza che queste scelte hanno sui                                 ex cooperante di Solidarietà Terzo Mondo
rapporti Nord-Sud e sull’ambiente. Questo li ha portati a con-                                 (l’attuale Inter-Agire), vi lavora dalla sua
tatto con produttori locali e anche con politici e commercianti                                creazione.
della valle. Grazie al coinvolgimento di tutta la sede scolastica,     Oliviero Ratti

10   cartabianca marzo 2017
dossier

Manca                                                                   Prendersi a cuore l‘inclusione
                                                                        Anche per questo motivo, tra le righe delle frasi pronunciate

il coinvolgimento
                                                                        dall‘insegnante Zulma si può leggere più di quanto non dica.
                                                                        Zulma insegna al mattino in una scuola privata gestita dall‘or-
                                                                        ganizzazione Fe y Alegria (FYA) e al pomeriggio in una scuola
L‘integrazione dei bambini disabili nel sistema                         pubblica. In entrambe le scuole le classi sono composte da un
                                                                        massimo di cinquanta studenti, con un limite di due disabili
scolastico del Nicaragua è un‘impresa titanica                          per classe. Il materiale scolastico è scarso; i bambini imparano
                                                                        su sedie con scrivania integrata, penna e quaderno. Zulma ha
Testo: Corinne von Muralt                                               orari di lavoro lunghi, una paga bassa e può usufruire di una
                                                                        previdenza sociale minima.

«Q      uando ho avuto la possibilità di passare alla scuola
        pubblica dopo tre anni di scuola speciale, è stata la mia
        occasione». Argeniz Assevedo ha 23 anni, vive nella cit-
tà di Jinotepe in Nicaragua e ha una lieve paralisi cerebrale.
                                                                            I miei colleghi della scuola pubblica
                                                                            non si preoccupano

Frequenta il primo anno di pedagogia. «Ci confrontiamo con              In queste condizioni, l‘educazione inclusiva è un‘impresa tita-
i genitori e conosciamo le esigenze degli studenti disabili per         nica. Tuttavia, le differenze tra scuole pubbliche e private sono
poterci occupare di loro nella certezza che si sentano parte del-       impressionanti: mentre i docenti di FYA seguono un programma
la classe». Zulma del Carmen García insegna scienze naturali a          di formazione continua e trasmettono valori comuni, questo non
Ciudad Sandino in una scuola media privata che promuove la              avviene nel sistema pubblico. «I miei colleghi della scuola pub-
formazione inclusiva.                                                   blica non si preoccupano se i bambini sono presenti ma non inte-
Chi li sente parlare potrebbe pensare che la legge 763, che di-         grati nella classe», spiega Zulma, che è convinta che l‘integrazio-
sciplina i diritti dei disabili in Nicaragua, abbia trovato piena       ne dei bambini disabili non stia a cuore a tutte le parti coinvolte.
applicazione nell‘ambito dell‘istruzione e che i bambini disa-
bili possano frequentare la scuola pubblica più vicina a loro o         Il punto di partenza è la famiglia
una scuola speciale, a seconda delle necessità. Penserebbe che i        Questa è l‘opinione che condivide con Lenoska Gutiérrez, del
docenti vengano istruiti, retribuiti adeguatamente e che lavori-        settore per l‘istruzione in età scolare di Los Pipitos, un‘associa-
no in condizioni ottimali. E che gli obiettivi delle Nazioni Unite      zione di genitori i cui figli convivono con una disabilità. L‘orga-
relativi allo sviluppo sostenibile prefissati per il 2030, inclusi      nizzazione opera a livello nazionale e offre spiegazioni mediche,
quelli relativi all‘istruzione, siano stati raggiunti.                  terapie nonché formazione e sensibilizzazione per i genitori e
                                                                        le comunità. «La formazione inclusiva riesce soltanto quando i
La crisi non ha colpito solo l‘istruzione                               genitori sono coinvolti, per questo ci concentriamo sulla fami-
Il percorso scolastico di Argeniz Assevedo invece non è che un‘ec-      glia. Spieghiamo quali diritti hanno e come possono richiederne
cezione: nell‘aprile del 2016 il deputato Enrique Sáenz, in occa-       l‘applicazione», dice Gutiérrez. La questione è complessa perché
sione della settimana mondiale per l‘istruzione a Managua, ha           coinvolge molte parti. In particolare, essendo un‘organizzazione
parlato addirittura di una crisi dell‘istruzione. Chiede che l‘istru-   non governativa non ha influenza sugli enti pubblici. I docenti
zione venga messa al primo posto dell‘agenda politica e sociale e       non hanno risorse e competenze sufficienti per l‘integrazione
che i fondi per l‘istruzione aumentino di anno in anno di mezzo         degli alunni con disabilità. L‘opinione che i disabili debbano fre-
punto percentuale del prodotto interno lordo (PIL), fino al rag-        quentare una scuola speciale è molto diffusa.
giungimento dello standard internazionale del 7%. Questo corri-
sponderebbe a un aumento di almeno sessanta milioni di dollari          Il primo passo verso l‘istruzione inclusiva e di qualità per tut-
americani: negli ultimi due anni, il Nicaragua ha investito nell‘i-     ti è un cambio di mentalità delle persone coinvolte, sostiene
struzione solo il 2,8% del PIL. Le spese mancano di trasparenza         Gutiérrez. Genitori, alunni, insegnanti e responsabili delle de-
ed efficienza. È necessario migliorare le condizioni e il livello di    cisioni devono riconoscere il diritto all‘istruzione e impegnarsi
istruzione dei docenti, nonché le infrastrutture e l‘accesso alle       affinché venga applicato; dovrebbero sostenere i bambini con
risorse tecniche come Internet e le biblioteche.                        disabilità nella routine quotidiana e scolastica, in modo che in
Sáenz parla a gran voce laddove altri preferiscono tacere. Nel          seguito possano raggiungere la massima autonomia.
clima politico attuale in Nicaragua le critiche si trasformano          Se l‘accesso all‘istruzione diventerà non solo una questione poli-
rapidamente in rischi personali. Il processo di de-democratizza-        tica, ma anche una richiesta privata di tutti, le realtà di Argeniz
zione strisciante ha assunto proporzioni allarmanti nell‘anno           e Zulma non saranno più casi isolati, ma esempi da seguire.
elettorale 2016: i manifestanti dell‘opposizione sono stati pic-
chiati per strada e tramite un decreto di luglio 2016 i parlamen-       Corinne von Muralt collabora dall‘inizio del 2014 con l‘organizzazi-
tari dei partiti dell‘opposizione sono stati destituiti dalla loro      one Los Pipitos, partner di Comundo in Nicaragua. È responsabile
carica, incluso il deputato Enrique Sáenz.                              delle relazioni pubbliche per le persone con disabilità.

12   cartabianca marzo 2017
per COMUNDO

                                      Il senso che permane
                                 L’avvocato Jörg Sprecher offre la sua consulenza alle persone
                       che desiderano favorire nel loro testamento organizzazioni come COMUNDO

                                                     Testo: Sylvie Eigenmann

«D       urante questi colloqui, l’atmo-
         sfera è quasi sempre sorpren-
dentemente distesa e aperta. Anche
                                               Segnatevi
                                               il 13 settembre 2017
                                                                                      mobili, in caso di famiglie allargate o se
                                                                                      non esiste alcun parente stretto, è neces-
                                                                                      saria una consulenza più approfondita.
quando si parla di cose che vanno oltre
la propria morte, il tono non è mai lugu-      COMUNDO organizzerà a Lucer-           Dopo un decesso ci sono molte cose da
bre», racconta Jörg Sprecher. Il notaio e      na una manifestazione dedicata         chiarire: da che cosa è costituito il cosid-
avvocato offre la sua consulenza non sol-      al tema dei legati con il Dr. Jörg     detto asse ereditario, a chi spetta per leg-
tanto in questioni legali che riguardano       Sprecher (in tedesco). Seguono         ge la cosiddetta “quota di legittima”, chi
la vita, ma anche in merito alle ultime        maggiori informazioni.                 sono gli altri beneficiari del testamento e
disposizioni: si rivolgono a lui le persone                                           come va diviso il lascito. «Una questione
che hanno domande sul diritto di succes-                                              di importanza centrale, anche se spesso
sione, su come redigere un testamento,         Avete domande                          ignorata, è quella riguardante il suben-
un testamento biologico, un mandato            su questo tema?                        tro dell’erede nella posizione giuridica
precauzionale. A chi andrà il mio lasci-       Sandra Pellanda, la persona di         del defunto: l’erede infatti non eredita
to, e in che misura? Devo incaricare un        riferimento di COMUNDO sul             soltanto il patrimonio del defunto, ma
esecutore testamentario che amministri         tema dei legati in Ticino, è a vost-   anche i suoi debiti ed è responsabile
il mio lascito? Che cosa succede a me e al     ra disposizione:                       dell’intero lascito», spiega Jörg Sprecher.
mio patrimonio se perdo la facoltà di in-      sandra.pellanda@comundo.org,           La stessa cosa vale per organizzazioni
tendere e di volere? Come posso scegliere      telefono 058 854 12 16.                come COMUNDO, qualora vengano de-
autonomamente una persona di fiducia,                                                 signate come eredi. Per questo esiste
evitando un patrocinio d’ufficio? Chi ha                                              anche un altro modo di favorire organiz-
sistemato queste faccende non soltanto                                                zazioni e fondazioni, e precisamente con
rende nota la propria volontà ma sempli-                                              un legato o una disposizione testamenta-
fica anche le cose ai suoi congiunti.                                                 ria. Per il beneficiario o la beneficiaria, il
                                                                                      legato ha il vantaggio di consistere solo
Quando si affrontano queste questio-                                                  in una donazione: «Il legatario non di-
ni? «Spesso i coniugi si pongono queste                                               venta parte della comunione ereditaria
domande al momento di acquistare un                                                   e non deve per esempio occuparsi dello
immobile e si chiedono come ci si rego-                                               sgombero dell’appartamento −, continua
la nel caso di morte inaspettata», spiega                                             Sprecher −. Il legato può consistere in im-
Jörg Sprecher. «Ci sono però anche perso-                                             mobili, valori monetari, oggetti-ricordo e
ne sole che si accorgono di non rientrare                                             molto altro ancora».
nella successione legittima.» Altri aspetti                                           Che cosa spinge le persone a destinare
possono essere il pensionamento o l’età                                               un legato ad organizzazioni come CO-
avanzata.                                                                             MUNDO? «Spesso è il bisogno di dare un
                                                                                      senso a questo denaro. Si destina una
La consulenza soprattutto riguardo alla                                               parte del patrimonio a una determinata
formulazione del testamento può avere          Sandra Pellanda                        organizzazione della quale si apprezza
uno svolgimento più o meno complesso.                                                 l’operato», spiega Jörg Sprecher. Spesso
A volte bastano poche delucidazioni su         COMUNDO lavora                         queste persone sono legate a un deter-
un testamento già abbozzato personal-          secondo le                             minato ente assistenziale, fondazione o
mente. In un contesto più complesso,           direttive ZEWO.                        organizzazione da un rapporto che dura
per esempio se si ha a che fare con im-                                               da molti anni.

                                                                                                         cartabianca marzo 2017   13
i nostri cooperanti

Lavoro sodo per il mio sogno                                                                    Lavoro duro e stipendio minimo
                                                                                                Maria Ngoma sa che nello Zambia la
                                                                                                prosperità non è un dono del cielo. Per
                     Nella capitale dello Zambia, una scuola si preoccupa                       potersi permettere la retta scolastica in
                                                                                                un‘altra scuola, in precedenza aveva
                          di trasformare i diplomati in piccoli imprenditori.                   venduto banane sul marciapiede. Ora
                     È importante per sopravvivere nello Zambia. Visita al                      non ha più questa preoccupazione. Nel-
                                                                                                la sua squadra ha ormai due aiutanti e
                                         progetto del partner di COMUNDO                        con il suo lavoro guadagna un po‘ di più
                                                                                                del salario minimo, che non è una ba-
                                                          Testo: Sylvie Eigenmann               nalità. La sera, dopo aver riordinato la
                                               Foto: Marcel Kaufmann/COMUNDO                    cucina, spesso aiuta le studentesse a fare

M
                                                                                                i compiti. Non ha tempo libero. «Il mio
                                                                                                obiettivo è che le mie sorelle possano fre-
         aria Ngoma è china davanti              cui soltanto il 20% circa degli abitanti       quentare la scuola», spiega. Lei conosce
         a una padella in cui friggono           ha un contratto di lavoro, gli altri in ge-    l‘importanza dell‘istruzione: è stata l‘u-
grandi pezzi di pesce che estrae dall‘olio       nere lavorano nel settore informale. Un        nica di nove figli a completare gli studi.
bollente con lunghi bastoni. Nelle altre         giro nel centro di Lusaka mostra l‘intero      In cambio del suo lavoro, oltre a ricevere
pentole sulle braci sta preparando dei ra-       spettro di iniziative commerciali: nelle       la metà dei profitti realizzati, Maria Ngo-
violi e un piatto di verdura tipico dello        bancarelle improvvisate disposte su lun-       ma può vivere nel Villaggio Pestalozzi.
Zambia, che viene poi mischiato ad ara-          ghe file sul ciglio della strada si vendo-     C‘è però un grande svantaggio: sua figlia
chidi tritate. Tra poco gli insegnanti e gli     no banane, scarpe da ginnastica, borse,        Agnes di sei anni non può abitare nel
studenti del Pestalozzi Education Centre         foglie di colza, cavoli, giochi di società,    complesso. «Mi manca», spiega mostran-
di Lusaka, Zambia, arriveranno per pran-         arachidi, lapidi, mobili in legno o pale       do le foto della bambina con tante trec-
zo al piccolo ristorante di Maria Ngoma e        da giardino. Sono in pochi a guadagnare        cine e con il sorriso furbetto. Agnes per
avranno molta fame.                              bene. Le donne sono quelle con maggio-         ora vive con la sorella di Maria e la sua
Anche la 29enne Maria si è diplomata in          ri difficoltà, perché sono ancora molto        famiglia in una baraccopoli alle porte di
questa scuola. Se da un paio d‘anni può          diffuse le famiglie con molti figli affidati   Lusaka. Nel fine settimana, quando può,
gestire la piccola mensa e il chiosco nel                                                       Maria Ngoma va a trovarle. I soldi non
complesso scolastico in cui gli studenti
                                                 Se i soldi non bastano                         sono sempre sufficienti per l‘autobus.
trascorrono le loro pause, lo deve a un                                                         Il sogno di Maria Ngoma è di poter aprire
progetto per gli ex-allievi del Villaggio        per mandare tutti a scuola                     il suo ristorante con un negozio nell‘ap-
Pestalozzi. «La scuola vuole dare ai di-                                                        pezzamento che ha ricevuto da suo zio.
plomati l‘opportunità di avere l‘accesso
                                                 vengono favoriti soprattutto                   «Ce la farà, perché lavora sodo ed è affi-
sicuro al mondo del lavoro», sostiene            i figli maschi                                 dabile», afferma con convinzione Corne-
lo svizzero orientale Cornelius Köhler.                                                         lius Köhler.
Da marzo 2015 Köhler lavora qui per
COMUNDO. I progetti in corso sono di-            alla donna, mentre l‘uomo è visto come         Favorire lo spirito imprenditoriale
versi: oltre alla mensa e al chiosco ci          capofamiglia. A causa di questa divisione      Per il Pestalozzi Education Centre è evi-
sono anche un laboratorio per la lavo-           dei ruoli, spesso le donne restano escluse     dente che lo spirito imprenditoriale va
razione dei metalli e una tipografia in          dal mondo del lavoro. Per lo stesso mo-        incentivato già durante gli studi. Per le
cui gli studenti usano i computer e pos-         tivo, se i soldi non bastano per mandare       classi avanzate c‘è un corso specifico per
sono stampare. Anche la coltivazione             tutti i figli a scuola, vengono favoriti so-   coltivare i talenti, tenuto da Cornelius
del grande orto alla fine verrà affidata         prattutto i maschi.                            Köhler. Gli studenti possono approfon-
a uno dei diplomati. I proventi di que-          In questo contesto, le scuole come l‘i-        dire da soli le materie che interessano
sti progetti saranno in parte destinati al       stituto Pestalozzi di Lusaka sono ancora       loro e acquisire esperienza pratica: cu-
Villaggio Pestalozzi.                            più importanti perché favoriscono an-          cire, cucinare, lavorare a maglia, creare
                                                 che le ragazze. Fino al 2010 il Pestalozzi     gioielli, riparare biciclette e molto altro.
Creare maggiori opportunità                      Education Centre accettava unicamente          «All‘inizio ci sono semplici competenze,
per i giovani                                    ragazze, molte provenienti da situazio-        che si perfezionano sempre più. Alla fine
L‘idea è semplice: i diplomati dell‘isti-        ni precarie, da campi profughi, da fami-       gli studenti gestiscono un progetto in cui
tuto Pestalozzi potranno entrare nel             glie svantaggiate senza accesso all‘istru-     possono applicare ciò che hanno appre-
mondo del lavoro con piccole attività            zione. Tutte motivate, diligenti e piene       so», spiega Cornelius Köhler.
imprenditoriali in proprio. Un‘oppor-            di talento. Una di loro era Maria Ngoma,       Ora Cornelius Köhler insegna come cal-
tunità rara e preziosa nello Zambia, in          allora dodicenne.                              colare la copertura dei costi in una classe

14   cartabianca marzo 2017
di 61 studentesse di circa 18 anni. Non        Nascono così progetti svariati e molto           del sostegno: «Ci vediamo ogni volta che
c‘è posto a sedere per tutte: molte stanno     vivaci. Ad esempio il gruppo di studenti         mi serve aiuto; lavoriamo molto bene in-
in piedi o si siedono sui banchi, sussur-      che vuole incidere un CD rap. O produr-          sieme», racconta. È grata per quello che
rano e ridono, è un corso vivace e chias-      re video musicali, anche se con i mezzi          ha appreso e vorrebbe poterlo trasmette-
soso. Ciononostante seguono la lezione         più elementari. In classe Cornelius Köhl-        re ad altri. In cambio accetta la sua vita
e discutono con interesse. Questa lezio-       er aiuta a realizzare i progetti, ne discute     attuale senza tempo libero e senza sua
ne è un‘opportunità e le studentesse ne        le difficoltà, aiuta nella contabilità, nella    figlia vicino. «Lavoro sodo perché voglio
sono consapevoli. «L‘obiettivo è insegna-      compilazione di moduli, nelle stime dei          fare qualcosa della mia vita. E per questo
re a pensare autonomamente e motivar-          costi e in molto altro.                          ho bisogno di persone che mi aiutino. E
le a gestire una piccola attività», spiega                                                      come fa la gente ad aiutarmi se non lavo-
„Uncle Cornelius“, come viene chiamato         Trasmettere le conoscenze                        ro sodo?», si chiede.
dalle ragazze. Per lui la chiave sta nella     acquisite
passione: «Devono poter scoprire quello        Cornelius offre lo stesso aiuto anche nei
a cui sono realmente interessate. Se pos-      progetti per gli ex-alunni. Ad esempio,
sono lavorare a un progetto che le appas-      aiuta Maria Ngoma in materia di conta-
siona, imparano più in fretta e hanno          bilità e finanza o anche se deve creare un
successo», spiega.                             business plan. Maria si compiace molto

Se i soldi non bastano per mandare tutti a scuola vengono favoriti soprattutto i figli maschi

                                                                                                                  cartabianca marzo 2017   15
i nostri cooperanti

Il popolo filippino non ha mai smesso di sorridere

Reinventarsi, con positività,                                            È       passato già qualche mese. Il tifone
                                                                                 Lawin è arrivato il 18 ottobre ed

leggerezza e un po’ di pazzia …
                                                                         è stato forte. Il più forte qui nel Kalinga
                                                                         da quando hanno messo i segnali d’al-
                                                                         lerta. Era un segnale numero 5. Quando
                                                                         un tifone raggiunge il segnale numero
Il tifone Lawin ha sconvolto le priorità nelle Filippine. Anche quelle   5 lo chiamano “super tifone”, ed è un
                                                                         nome appropriato. Lawin è proprio stato
del progetto di formazione in ambito riabilitativo della nostra          un super tifone. Ha spazzato via tanto,
cooperante Laura Rodesino, che ci racconta come si reagisce a una        tutto quello che ha potuto. È stato forte
                                                                         e cattivo. E abbiamo avuto paura, un po’
tale catastrofe
                                                                         tutti. Io in particolare. Ma ora è passato
                                                                         e quello che rimane qualche mese dopo,
Testo e foto: Laura Rodesino                                             al di là del ricordo di una notte stregata,
                                                                         è paradossalmente quasi impercettibile.
                                                                         Silenzioso. Umile.

16   cartabianca marzo 2017
Non si è mai smesso di sorridere                    Apparentemente tutto è tornato alla nor-         piuttosto che acquisire competenze in
Oggi non c’è sentimento di vittimismo.              malità. E pochi si lamentano ora. Ma i           strategie riabilitative. Gli enti statali non
Non c’è depressione. Non ci sono teste              danni che Lawin ha lasciato sono subdo-          hanno oggi fondi da stanziare per lavo-
chinate. La vita continua. La gente conti-          li e impercettibili. Ci sono ancora strade       rare su progetti di sviluppo che vadano
nua a sorridere. Non hanno mai smesso               impraticabili. Ci sono ancora villaggi che       a coprire ambiti al disopra dei bisogni di
di sorridere, nemmeno nei giorni subito             non hanno l’elettricità e il segnale per         base. Quindi copio il modus vivendi lo-
dopo Lawin. In quei giorni si percepiva-            il telefono. La maggior parte dei raccol-        cale… se non ho la zappa, uso il martel-
no la depressione e lo spavento, celate             ti dei campi di riso è andata distrutta.         lo. Attualmente faccio marketing per il
dietro i sorrisi stanchi.                           I prezzi di frutta e verdura al mercato          sapone che produciamo, confeziono con
La settimana dopo Lawin mi ha fatto pen-            sono alle stelle.                                lo staff bigliettini di Natale, discutendo
sare ai giorni che stanno tra l’inverno e la        Lo stato ha distribuito sardine nelle co-        con loro di disabilità, e coltivo funghi al
primavera. Quel giorni lì, appesi. Quando la        munità particolarmente colpite ed ha va-         centro. E forse il mio obiettivo bello, pu-
neve si è sciolta e libera di nuovo la natura.      lutato a modo suo i danni. Ci sono state         lito, sostenibile e svizzero sarà raggiunto
E la natura sta lì, ad aspettare che un sole        promesse di aiuti più cospicui, soprattut-       in ritardo o forse non lo sarà mai. E nes-
nuovo la riaccenda. Non mi piacciono quei           to per chi con il lavoro della terra nutre       suno probabilmente sosterrebbe il mio
giorni. Sono momenti di attesa in cui biso-         i figli. Vedremo se questa nuova ammi-           progetto se l’unico obiettivo fosse stato
gna in qualche modo ritrovare le forze per          nistrazione dell’altro tifone (Duterte) ri-      quello di riuscire a percepire il mondo
rialzarsi. È una fase di stallo, dove si ha l’im-   uscirà a mantenere la parola.
pressione di dover andare a fondo all’inter-
no di noi per richiamare l’energia vitale che       Cambiare per sopravvivere                        Ora capisco il modus vivendi
nutre l’essere. Era un sentimento così.             Prima di Lawin facevo fatica a capire il
                                                    modus vivendi locale dell’ “ogni giorno
                                                                                                     filippino: permette di
Il popolo ha reagito prima della                    ho un business diverso”. La filosofia dell’      adeguarsi e sopravvivere
natura                                              “ho studiato da infermiere ma ora faccio
In quei giorni gli alberi erano calvi. Nel-         il poliziotto” o dell’ “oggi faccio il parruc-
le filippine è primavera sempre, le foglie          chiere e domani vendo spiedini di inte-          e la vita da un’angolatura diversa. Non
non cadono mai. Dopo Lawin ho perce-                stini di maiale in strada”, mi sembrava          otterrei fondi statali svizzeri se l’obietti-
pito e visto pezzi di mondo che non ave-            paradossale, poco sostenibile. Predicavo         vo fosse quello di lasciarsi trasportare da
vo mai distinto prima. Perché la natura             la filosofia del “se scegli una strada, biso-    quello che succede, sostenendo e pun-
rigogliosa li nascondeva all’occhio. Era            gna andare fino in fondo, insistere per il       tellando qua e là progetti a volte stram-
tutto pelato. Nudo.                                 successo”.                                       palati e imprevedibili. Eppure oggi non
Poi pian pianino la linfa ha ricomincia-            Ora capisco. Oggi questo modus viven-            posso fare altro, aspettando che torni la
to a scorrere e gli alberi si sono rivestiti.       di è quello che permette ai tuoi figli di        “normalità”. E onestamente ne sono fe-
E tutto è tornato come prima. Il suolo è            mangiare. Ieri eri contadino, oggi non           lice. Sono grata a Lawin per avermi dato
cosi fertile quaggiù che niente rimane              hai più la zappa. Quindi affitti per un          l’opportunità di percepire un mondo
poco verde a lungo. La natura ha sempre             periodo il tricycle scassato di tuo cugino       dove di strada non ce n’è una sola, non
voglia di rimangiarsi tutto. Di riprendere          e racimoli 100 pesos al giorno traspor-          saranno tutte asfaltate, ma in fondo non
quello che le appartiene.                           tando gente per la città. Perlomeno puoi         è importante.
Per cui oggi, qualche mese dopo, Lawin              comprare un po’ di zampe di gallina al           Bisogna reagire all’imprevedibilità. Rein-
si percepisce poco. E se la natura ci ha            mercato per far magiare i tuoi sette bam-        ventarsi, con positività, leggerezza e
messo qualche settimana a riprendersi,              bini. E se tua moglie riesce a farsi inviare     con un po’ di pazzia. Con il sorriso, alla
il popolo ha agito prima.                           dalla zia in America, un sacco di vestiti        moda filippina. È quello che funziona.
                                                    vecchi, può costruire un paio di zerbini         Qui. Ora. Domani si vedrà…
Una normalità solo apparente: i                     da vendere. Così magari riesci anche a ri-
danni sono subdoli                                  parare la zappa.
Il giorno dopo Lawin, nessuno ha recu-              E se ieri ero un’ergoterapista quadrata e
perato le ore di sonno. Tutti erano im-             indaffarata, che lavorava in un centro di
pegnati a rimettere in piedi quello che             riabilitazione con l’obiettivo bello, pu-
Lawin aveva fatto cadere. E sono stati              lito, sostenibile e svizzero di formare le
davvero bravi. Nessuno ha aspettato aiu-            famiglie, lo staff e persone-chiave nelle
ti esteri o locali. Hanno rappezzato le             comunità… beh oggi anche la mia zappa
case con quello che hanno trovato, per              è un po’ distrutta. Le famiglie fanno fa-
evitare che la pioggia entrasse dal tetto.          tica ad arrivare al centro e noi facciamo
Ora hanno case con le pezze, ma sono                ancora fatica a raggiungerle. Le comuni-
sempre case e ci possono vivere.                    tà hanno oggi altre priorità più basiche,

                                                                                                                        cartabianca marzo 2017   17
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