COMUNE DI BAIANO D.U.P. DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2019/2021

Pagina creata da Irene Bruno
 
CONTINUA A LEGGERE
COMUNE DI BAIANO D.U.P. DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2019/2021
COMUNE DI BAIANO

              D.U.P.
DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE
            2019/2021
Indice
1     INTRODUZIONE                                                                                          1

1.1   LA PROGRAMMAZIONE NEL NUOVO CONTESTO NORMATIVO                                                        2
1.2   IL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE                                                                  5

2     SEZIONE STRATEGICA (SES)                                                                              7

2.1   QUADRO DELLE CONDIZIONI ESTERNE                                                                       8
      2.1.1   OBIETTIVI INDIVIDUATI DAL GOVERNO NAZIONALE                                                   9
      2.1.2   OBIETTIVI INDIVIDUATI DALLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE                                         17
      2.1.3   ANALISI DEMOGRAFICA                                                                          20
      2.1.4   ANALISI DEL TERRITORIO E DELLE STRUTTURE                                                     22
2.2   QUADRO DELLE CONDIZIONI INTERNE DELL’ENTE                                                            30
      2.2.1 ORGANIZZAZIONE DELL’ENTE                                                                        31
      2.2.2 INDIRIZZI IN MATERIA DI TRIBUTI E TARIFFE, VALUTAZIONE SUI MEZZI FINANZIARI, IMPIEGO DI RISORSE 32
      STRAORDINARIE E IN CONTO CAPITALE
      2.2.3 PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE DI SPESA E TREND STORICO                                            39
      2.2.4 ORGANIZZAZIONE E MODALITÀ DI GESTIONE DEI SERVIZI                                              44
      2.2.5 SITUAZIONE ECONOMICA E FINANZIARIA DEGLI ORGANISMI PARTECIPATI                                 46
2.3   INDIRIZZI E OBIETTIVI STRATEGICI                                                                     48
      2.3.1 IL PIANO DI GOVERNO                                                                            49
      2.3.2 OBIETTIVI STRATEGICI                                                                           62
      2.3.3 OBIETTIVI STRATEGICI PER MISSIONE                                                              63
2.4   STRUMENTI DI RENDICONTAZIONE DEI RISULTATI                                                           69

3     SEZIONE OPERATIVA (SEO)                                                                              70

3.1   PARTE PRIMA                                                                                          71
      3.1.1   DESCRIZIONE DEI PROGRAMMI E OBIETTIVI OPERATIVI                                              71
      3.1.2   VALUTAZIONI DEI MEZZI FINANZIARI E DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO                              75
      3.1.3   GLI EQUILIBRI DI BILANCIO 2018/2020                                                          83
      3.1.4   IL PAREGGIO DI BILANCIO PER IL TRIENNIO 2018/2020                                            85
      3.1.5   DEBITO CONSOLIDATO E CAPACITÀ DI INDEBITAMENTO 2018/2020                                     88
      3.1.6   PROGRAMMAZIONE DEL FABBISOGNO DI PERSONALE PER IL TRIENNIO 2018/2020                         89
      3.1.7   PIANO DELLE ALIENAZIONI E VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI                                         88
      3.1.8   PROGRAMMA TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE                                                    92

                                                   Pagina I
1 INTRODUZIONE

     Pagina 1
Introduzione

    1.1 La programmazione nel nuovo contesto normativo

Il decreto legislativo n. 118 del 2011 prevede che le amministrazioni pubbliche territoriali debbano
conformare la propria gestione a regole contabili uniformi, definite sotto forma di principi contabili generali
e di principi contabili applicati: questi ultimi rappresentano l’interpretazione delle norme contabili e dei
principi generali, completano il sistema generale e favoriscono l’adozione di comportamenti uniformi e
corretti.

In particolare il principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio afferma che “La
programmazione è il processo di analisi e valutazione che, comparando e ordinando coerentemente tra loro
le politiche e i piani per il governo del territorio, consente di organizzare, in una dimensione temporale
predefinita, le attività e le risorse necessarie per la realizzazione di fini sociali e la promozione dello sviluppo
economico e civile delle comunità di riferimento”.

Già da questa prima formulazione si evince come per adempiere al principio normativo non sarà più
sufficiente la predisposizione di documenti di respiro tecnico-contabile, tesi a definire le risorse finanziarie
per classificazione di bilancio, seguendo trend consolidati nel tempo, ma sostanzialmente privi di una
visione progettuale di sviluppo sociale ed economico del territorio: scopi, contenuti, risorse destinate e
risultati dell’azione di governo dovranno sempre più caratterizzare i documenti contabili per offrire una
lettura dell’azione amministrativa che sia comprensibile e valutabile dal principale destinatario di
qualunque iniziativa dell’Ente pubblico, ovvero il cittadino.

In quest’ottica il ‘Piano di governo’, ritenuto fino ad oggi un puro strumento di comunicazione politica,
acquisisce una nuova fondamentale rilevanza: rappresenta infatti il punto di riferimento dell’intera azione
dell’Ente per i 5 anni di durata del mandato, ovvero la strategia, e come tale coinvolge, ognuno per la sua
parte, tutti i settori dell’Ente.

In conseguenza di quanto affermato, la ripartizione delle risorse finanziarie secondo la classificazione
ministeriale, ovvero il bilancio di previsione, non contiene tutte le informazioni necessarie: sono sempre i
principi contabili a stabilire che la pianificazione, per essere ‘qualificata’, dovrà contenere la lettura non
solo contabile dei documenti nei quali le decisioni politiche e gestionali trovano concreta attuazione ed
essere orientata nella sua redazione alla lettura da parte dei portatori di interesse.

Rivestiranno un ruolo sempre più centrale nelle programmazioni e rendicontazioni future, non soltanto le
grandezze finanziarie previste ed effettivamente utilizzate, ma una molteplicità di informazioni, contabili e
non, relative agli effetti delle azioni dell’Ente, ovvero gli impatti ‘interni’ sull’organizzazione ed ‘esterni’
sulla cittadinanza delle politiche dell’Amministrazione.

                                                     Pagina 2
Introduzione

Coerenza ed interdipendenza dei diversi documenti di pianificazione rappresentano una ulteriore
caratteristica specificamente prevista dai principi a cui si ispira il D.lgs. 118/2011: perché la
programmazione svolga compiutamente le funzioni politico-amministrativa, economico-finanziaria ed
informativa ad essa assegnate, è indispensabile che sia in grado di rappresentare con chiarezza non solo gli
effetti contabili delle scelte assunte, ma anche la loro motivazione e la coerenza con il programma politico
dell’amministrazione.

Saranno quindi esplicitati con sempre maggiore chiarezza gli elementi precedentemente menzionati e cioè
gli obiettivi di breve e lungo periodo della gestione e le risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie
per il loro conseguimento; per fare ciò dovrà sussistere una chiara coerenza e raccordabilità tra i diversi
aspetti quantitativi e descrittivi delle politiche ed i valori inseriti nei documenti di programmazione, che non
potranno consistere in dichiarazioni formali di intenti, ‘slegate’ dal contesto politico, organizzativo, ed
economico finanziario.

Il percorso di adempimento normativo rappresenta solo un aspetto, quasi il pretesto per una evoluzione
che prima di tutto dovrà essere culturale, metodologica ed organizzativa: il presente Documento Unico di
Programmazione rappresenta dunque l’avvio di un processo che richiederà tempi adeguati e step successivi
di perfezionamento, che risentiranno delle evidenze emerse in sede di gestione e matureranno in un
contesto politico, sociale ed economico difficile ed in continua evoluzione.

Si riportano di seguito i passaggi più significativi contenuti nel principio contabile della programmazione:

Par. 1 – Definizione.
“Il processo di programmazione…si conclude con la formalizzazione delle decisioni politiche e gestionali che danno
contenuto a programmi e piani futuri riferibili alle missioni dell’ente.
…L’attendibilità, la congruità e la coerenza, interna ed esterna, dei documenti di programmazione è prova della
affidabilità e credibilità dell’ente”
Par. 2 – I contenuti della programmazione.
“I contenuti della programmazione devono essere declinati in coerenza con il programma di governo e gli indirizzi di
finanza pubblica…
…Le finalità e gli obiettivi di gestione devono essere misurabili e monitorabili in modo da potere verificare il loro grado
di raggiungimento e gli eventuali scostamenti fra risultati attesi ed effettivi…
…I risultati riferiti alle finalità sono rilevabili nel medio periodo e sono espressi in termini di impatto atteso sui bisogni
esterni quale effetto dell’attuazione di politiche, programmi ed eventuali progetti.”
Par. 3.3 – Coordinamento e coerenza dei documenti di bilancio.

“Il principio di coerenza implica una considerazione “complessiva e integrata” del ciclo di programmazione,
sia economico che finanziario, e un raccordo stabile e duraturo tra i diversi aspetti quantitativi e descrittivi
delle politiche e dei relativi obiettivi - inclusi nei documenti di programmazione…

                                                         Pagina 3
Introduzione

…In particolare il bilancio di previsione…deve rappresentare con chiarezza non solo gli effetti contabili delle scelte
assunte, ma anche la loro motivazione e coerenza con il programma politico dell’amministrazione…”
Par.8 – Il Documento Unico di Programmazione degli Enti Locali.
“Il DUP è lo strumento che permette l’attività di guida strategica ed operativa degli enti locali e consente di
fronteggiare in modo permanente, sistemico e unitario le discontinuità ambientali e organizzative…
…Il DUP costituisce, nel rispetto del principio del coordinamento e coerenza dei documenti di bilancio, il presupposto
necessario di tutti gli altri documenti di programmazione…”.
Par.8.1 – La sezione strategica (SeS).
“La SeS sviluppa e concretizza le linee programmatiche di mandato di cui all’art. 46 comma 3 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 e individua, in coerenza con il quadro normativo di riferimento, gli indirizzi strategici dell’ente…
…In particolare, la SeS individua…le principali scelte che caratterizzano il programma dell’amministrazione da
realizzare nel corso del mandato amministrativo e che possono avere un impatto di medio e lungo periodo, le politiche
di mandato che l’ente vuole sviluppare nel raggiungimento delle proprie finalità istituzionali e nel governo delle proprie
funzioni fondamentali e gli indirizzi generali di programmazione riferiti al periodo di mandato…”.
Par.8.2 – La sezione operativa (Seo).
“La SeO individua, per ogni singola missione, i programmi che l’ente intende realizzare per conseguire gli obiettivi
strategici definiti nella SeS. Per ogni programma, e per tutto il periodo di riferimento del DUP, sono individuati gli
obiettivi operativi annuali da raggiungere…”
Par.10.1 – Il PEG: finalità e caratteristiche.
“Il piano esecutivo di gestione (PEG) è il documento che permette di declinare in maggior dettaglio la programmazione
operativa contenuta nell’apposita Sezione del Documento Unico di Programmazione (DUP)…
…Il piano dettagliato degli obiettivi di cui all'articolo 108, comma 1, del TUEL e il piano della performance di cui
all'articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 sono unificati organicamente nel piano esecutivo di
gestione…”

                                                         Pagina 4
Introduzione

               1.2 Il Documento Unico di Programmazione

Nella scenario normativo precedentemente descritto, il DUP costituisce lo strumento di guida strategica ed
operativa degli enti locali e rappresenta il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di
programmazione: si divide in due parti principali, una Sezione Strategica ed una Sezione Operativa.

La Sezione Strategica (SeS) sviluppa e concretizza le linee programmatiche di mandato di cui all’art. 46
comma 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e individua, in coerenza con il quadro normativo di
riferimento, gli indirizzi strategici dell’ente: nella SeS sono anche indicati gli strumenti attraverso i quali
l'ente locale intende rendicontare il proprio operato nel corso del mandato in maniera sistematica e
trasparente, per informare i cittadini del livello di realizzazione dei programmi, di raggiungimento degli
obiettivi e delle collegate aree di responsabilità politica o amministrativa.

La Sezione Operativa (SeO) costituisce lo strumento a supporto del processo di previsione definito sulla
base degli indirizzi generali e degli obiettivi strategici fissati nella SeS: in particolare contiene la
programmazione operativa dell’ente avendo a riferimento un arco temporale sia annuale, sia pluriennale.

La SeO individua, per ogni singola missione, i programmi che l’ente intende realizzare per conseguire gli
obiettivi strategici definiti nella SeS: per ogni programma, e per tutto il periodo di riferimento del DUP,
sono individuati gli obiettivi operativi annuali da raggiungere.

E’ importante in questa sede evidenziare che uno degli obiettivi della SeO è costituire il presupposto
dell’attività di controllo strategico e dei risultati conseguiti dall’ente, con particolare riferimento allo stato
di attuazione dei programmi nell’ambito delle missioni e alla relazione al rendiconto di gestione.

Alcuni passaggi sono però indispensabili al fine di elaborare un processo di programmazione che sia, ai
sensi di quanto esposto nei paragrafi precedenti, ‘qualificato’, ovvero ‘coerente’ e ‘raccordabile’ con gli altri
strumenti.

Il primo passaggio è consistito nella descrizione del ‘Piano di governo’, ovvero nella declinazione della
strategia che dovrà guidare l’Ente.

Il secondo passaggio si è sostanziato nel tentativo di raccordare il ‘Piano di governo’ e la classificazione di
bilancio, in particolare Missione e Programma: in questo modo è stato possibile avviare la misurazione delle
risorse finanziarie destinate al raggiungimento degli obiettivi di mandato dell’Amministrazione.

Si è inoltre cercato di definire gli stakeholder interessati dalle singole componenti della strategia, ovvero del
piano di governo dell’Amministrazione: come accennato precedentemente, il processo di crescita culturale
e metodologico, reso necessario dal nuovo scenario normativo, è ancora in atto e vedrà nei prossimi anni

                                                    Pagina 5
Introduzione

ulteriori perfezionamenti con la definizione del contributo della struttura organizzativa, espresso in termini
contabili ed extra-contabili, alla realizzazione delle diverse parti del piano di governo con il fine di produrre
in maniera integrata e coerente i seguenti documenti:

       Bilancio di previsione,
       PEG,
       Piano dettagliato degli obiettivi,
       Piano della Performance.

                                                    Pagina 6
2 SEZIONE STRATEGICA
         (SeS)

        Pagina 7
Sezione Strategica

                     2.1 Quadro delle condizioni esterne

                                    Pagina 8
Sezione Strategica

2.1.1 Obiettivi individuati dal governo nazionale

Il principio applicato alla programmazione prevede che l’individuazione degli obiettivi strategici sia
effettuata tenendo in considerazione le condizioni esterne ed interne in cui l’Ente si trova ad operare: gli
scenari socio economici ed il contesto normativo nazionale e regionale costituiscono in questo senso i
paletti all’interno dei quali si deve orientare l’azione dell’Amministrazione. Il primo punto di riferimento
normativo è rappresentato dal documento di programmazione economico-finanziaria, ovvero il
“Documento di Programmazione Economico Finanziaria DEF 2018”, quale principale strumento della
programmazione economico-finanziaria in quanto indica la strategia economica e di finanza pubblica nel
medio termine.
Non va inoltre dimenticato, quale attore importante nella governance, il ruolo della UE con i
regolamenti in vigore dal 2013 volti a rafforzare il monitoraggio delle finanze pubbliche dell’area euro.

Si può affermare che anche a seguito delle segnalazioni delle autorità europee sono state adottate una
serie di normative che hanno avuto notevole impatto anche sugli enti locali:

    Sostenibilità delle finanze pubbliche – si ricordano i provvedimenti in materia di riduzione della
spesa per acquisti di beni e servizi e il rafforzamento dei vincoli per il conseguimento di risparmi di spesa
della pubblica amministrazione, ulteriori limiti di spesa per incarichi di consulenza ed assimilati della PA,
introduzione del limite massimo di autovetture, individuazione dei fabbisogni standard da utilizzare
come criterio per la ripartizione del Fondo di Solidarietà comunale o del fondo perequativo, istituzione
del Nuovo Sistema Nazionale degli Approvvigionamenti, misure di razionalizzazione delle società
partecipate locali.

       Sistema fiscale – provvedimenti in materia di riordino della fiscalità locale, con l’introduzione
dell’Imposta unica comunale IUC, costituita dall’IMU, dalla TASI e dalla TARI.

       Efficienza della pubblica amministrazione – si ricorda l’ampia riforma in materia di enti locali,
che istituisce le Città metropolitane, ridefinisce il sistema delle Province e detta una nuova disciplina in
materia di unioni e fusioni di Comuni, l’introduzione del Sistema di Interscambio delle fatture
elettroniche, nuova disciplina in materia di mobilità del personale, l’introduzione di nuove misure in
materia di anticorruzione, con l’istituzione dell’ANAC in sostituzione dell’AVCP.

                                                   Pagina 9
Sezione Strategica

QUADRO COMPLESSIVO

La ripresa dell’economia italiana ha guadagnato vigore nel 2017 ed è continuata nel primo trimestre di
quest’anno. Secondo le prime stime Istat, l’anno passato si è chiuso con una crescita del PIL dell’1,5 per
cento in termini reali, in accelerazione rispetto agli incrementi di circa l’uno per cento dei due anni
precedenti. L’occupazione è aumentata dell’1,1 per cento1 e le ore lavorate sono salite dell’1,0 per cento, il
che sottende un aumento della produttività del lavoro. Il rafforzamento della ripresa è stato principalmente
dovuto ad una dinamica più sostenuta degli investimenti e delle esportazioni, mentre i consumi delle
famiglie si sono mantenuti sul sentiero di crescita moderata degli anni precedenti. Nel 2017, sebbene la
penetrazione delle importazioni sia lievemente aumentata, il saldo della bilancia commerciale con l’estero
è rimasto fortemente positivo e il surplus di partite correnti della bilancia dei pagamenti è salito al 2,8 per
cento del PIL, dal 2,6 per cento del 2016. Anche la finanza pubblica ha mostrato una tendenza positiva,
giacché l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche è sceso al 2,3 per cento del PIL, dal 2,5 per
cento del 2016, e all’1,9 per cento escludendo gli interventi straordinari per il risanamento del sistema
bancario. Il rapporto fra stock di debito e PIL nel 2017 è diminuito al 131,8 per cento, dal 132,0 per cento
del 2016.
Al netto dei suddetti interventi straordinari, sarebbe sceso più marcatamente, al 130,8 per cento. Sebbene
la fiducia delle imprese manifatturiere abbia registrato una flessione nel corso del primo trimestre, le
prospettive economiche e di finanza pubblica per l’anno in corso e per i prossimi tre anni rimangono
positive. Per quanto riguarda il triennio 2018-2020, il quadro macro tendenziale (a legislazione vigente) qui
presentato è molto simile al programmatico della Nota di Aggiornamento del DEF (NADEF) pubblicata a
settembre dell’anno scorso. L’andamento del PIL nel 2017 è infatti risultato in linea con la proiezione
formulata nella NADEF e gli impatti sull’economia della Legge di Bilancio 2018 approvata dal Parlamento
sono molto simili a quelli ipotizzati in settembre. La previsione di crescita del PIL reale nel 2018 è
confermata all’1,5. Un quadro internazionale più favorevole e un livello dei rendimenti (correnti e attesi) sui
titoli di Stato lievemente inferiore in confronto a quanto ipotizzato nella NADEF compensano un tasso di
cambio dell’euro e prezzi del petrolio più elevati. La crescita del PIL reale nel 2019 viene invece
leggermente ridotta dall’1,5 all’1,4 per cento, mentre quella per il 2020 rimane invariata all’1,3 per cento.
Sebbene l’effetto congiunto delle variabili esogene utilizzate per la previsione della crescita del PIL nel
2019-2020 sia più favorevole rispetto a settembre, si è ritenuto opportuno introdurre una maggiore cautela
alla luce dei rischi geopolitici di medio termine che si sono più chiaramente evidenziati negli ultimi mesi.

                                                   Pagina 10
Sezione Strategica

 II tasso di crescita del PIL reale nel 2021 è cifrato all’1,2 per cento. Questa previsione tiene conto del fatto
 che i principali previsori internazionali scontano una decelerazione della crescita del commercio mondiale
 su un orizzonte a tre quattro anni. Quando ci si spinge su un orizzonte più lungo, è inoltre prassi consolidata
 quella di far convergere la previsione del PIL verso il tasso di crescita del prodotto potenziale.

TAVOLA I.1: QUADRO MACROECONOMICO TENDENZIALE SINTETICO (1)
(variazioni percentuali, salvo ove non diversamente indicato)

                            2017                2018                2019                 2020                   2021
PIL                             1,5              1,5                 1,4                  1,3                    1,2
Deflatore PIL                   0,6              1,3                 1,8                  1,7                    1,5
Deflatore consumi               1,2              1,1                 2,2                  2,0                    1,5
PIL nominale                    2,1              2,9                 3,2                  3,1                    2,7
Occupazione ULA (2)             0,9              0,8                 0,8                  0,9                    0,9
Occupazione FL (3)              1,2              1,1                 1,0                  1,0                    0,9
Tasso di disoccupazione        11,2             10,7                10,2                  9,7                    9,1
Bilancia partite correnti       2,8              2,5                 2,6                  2,8                    2,9
(saldo in % PIL)

(2) Occupazione espressa in termini di unità standard di lavoro (ULA).
(3) Numero di occupati in base all’indagine campionaria della Rilevazione Continua delle Forze Lavoro (RCFL).

 Per quanto riguarda il PIL nominale, la crescita accelererebbe dal 2,1 per cento registrato nel 2017 al 2,9
 per cento nel 2018 e al 3,2 per cento nel 2019, per poi rallentare lievemente al 3,1 nel 2020 e al 2,7 nel
 2021, valori comunque più elevati di quelli registrati in anni recenti. Il nuovo quadro macro tendenziale
 2018-2021 riassunto nella Tavola I.1 è stato validato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio in data 29 marzo
 2018 . La lettura della previsione tendenziale deve tenere conto del fatto che la legislazione vigente, come
 modificata dalla Legge di Bilancio 2018 e dal decreto legge fiscale di accompagnamento , prevede un
 marcato miglioramento del saldo di bilancio, sia in termini nominali, sia strutturali, ovvero correggendo il
 saldo nominale per i fattori ciclici e le misure una tantum e temporanee. In aggiunta a misure di contrasto
 all’evasione fiscale e di contenimento della spesa pubblica, secondo la legislazione vigente tale
 miglioramento è assicurato da un aumento delle aliquote IVA a gennaio 2019 e a gennaio 2020,
 quest’ultimo accompagnato da un rialzo delle accise sui carburanti. Secondo stime ottenute con il modello
 econometrico del Tesoro (ITEM), l’aumento delle imposte indirette provocherebbe una minore crescita del
 PIL in termini reali e un rialzo dell’inflazione - sia in termini di deflatore del PIL, sia di prezzi al consumo –
 rispetto ad uno scenario di invarianza della politica di bilancio. Questi impatti sarebbero concentrati negli
 anni 2019-2020 e, in minor misura, nel 2021. Laddove gli aumenti delle imposte indirette previsti per i
 prossimi anni fossero sostituiti da misure alternative di finanza pubblica a parità di indebitamento netto,
 l’andamento previsto del PIL reale potrebbe marginalmente differire da quello dello scenario tendenziale
 qui presentato, in funzione di una diversa composizione della manovra di finanza pubblica. Per quanto
 riguarda l’inflazione prevista, le stime della traslazione degli aumenti delle imposte indirette sui prezzi al
 consumo e sul deflatore del PIL hanno un notevole margine di incertezza, ma è plausibile ipotizzare che il
 deflatore del PIL crescerebbe di meno se gli aumenti delle imposte indirette fossero sostituiti da misure

                                                                     Pagina 11
Sezione Strategica

alternative di riduzione del deficit. L’impatto complessivo sul PIL nominale non è quantificabile senza previa
definizione delle misure alternative ai rialzi dell’IVA. Tuttavia, non si può escludere che negli anni 2019-
2020 la crescita del PIL nominale risulterebbe lievemente inferiore a quella dello scenario tendenziale.
Venendo alla previsione tendenziale di finanza pubblica, il Governo conferma la stima di indebitamento
netto della PA per il 2018 dell’1,6 per cento del PIL. Al netto di arrotondamenti, il surplus primario salirebbe
all’1,9 per cento del PIL, dall’1,5 per cento del 2017 (1,9 per cento escludendo gli interventi straordinari
sulle banche). L’indebitamento netto a legislazione vigente scenderebbe quindi allo 0,8 per cento del PIL
nel 2019 e a zero nel 2020, trasformandosi quindi in un surplus dello 0,2 per cento del PIL nel 2021. Il saldo
primario migliorerebbe al 2,7 per cento nel 2019, 3,4 nel 2020 e 3,7 nel 2021. I pagamenti per interessi
scenderebbero a poco più del 3,5 per cento del PIL nel 2018 (dal 3,8 per cento del 2017) e rimarrebbero
nell’intorno di quel livello fino al 2021, nonostante il rialzo dei rendimenti sui titoli di Stato scontato dal
mercato per i prossimi anni.
Per quanto riguarda i saldi di finanza pubblica corretti per il ciclo e le misure una tantum e temporanee, che
sono oggetto di monitoraggio da parte della Commissione Europa secondo il Patto di Stabilità e Crescita
(PSC), la stima del saldo strutturale nel 2017 è pari al -1,1 per cento del PIL, in peggioramento di 0,2 punti
percentuali rispetto al 20168 . Secondo le stime presentate nel paragrafo III.2 del presente documento, il
lieve peggioramento del saldo strutturale non costituirebbe una deviazione significativa ai fini del braccio
preventivo del PSC.
In chiave prospettica, il saldo strutturale tendenziale migliorerebbe di 0,1 punti di PIL nel 2018, di 0,6 punti
nel 2019 e di 0,5 punti nel 2020, rimanendo quindi invariato nel 2021. In termini di livelli, il saldo strutturale
sarebbe pari a +0,1 per cento del PIL nel 2020 e nel 2021, soddisfacendo pertanto l’Obiettivo di Medio
Termine del pareggio di bilancio strutturale. Il miglioramento del saldo strutturale nel 2018 è inferiore a
quanto previsto nella NADEF (0,3 punti di PIL). La differenza è spiegata dal minor deficit strutturale
registrato nel 2017 (1,1 per cento anziché 1,3 per cento del PIL), a parità di deficit strutturale atteso nel
2018 (1,0 per cento del PIL). Va notato che tutti i dati testé menzionati si basano sulle stime di prodotto
potenziale e output gap del Governo. La Commissione Europea pubblicherà le proprie stime aggiornate
all’inizio di maggio nello Spring Forecast e da esse dipenderà la valutazione del rispetto del braccio
preventivo del PSC da parte dell’Italia. Il Comitato di Politica Economica dell’Unione Europea ha
recentemente approvato alcuni miglioramenti della procedura di stima del prodotto potenziale proposte
dal MEF con riferimento al caso italiano. Ne potrebbe derivare una revisione al rialzo della stima di crescita
potenziale da parte della Commissione Europea e livelli di output gap meno penalizzanti per l’Italia.
Tuttavia, in chiave prospettica (ovvero dal 2018 in avanti), la valutazione di eventuali deviazioni significative
dei saldi strutturali di bilancio dell’Italia da parte della Commissione dipenderà anche dalle stime aggiornate
di crescita del PIL e del saldo nominale di bilancio, che potrebbero differire lievemente da quelle del

                                                   Pagina 12
Sezione Strategica

Governo. Per quanto attiene al debito pubblico, il nuovo quadro tendenziale pone il rapporto debito/PIL a
fine 2018 al 130,8 per cento, in discesa dal 131,8 del 2017. Grazie in particolare ai maggiori surplus primari
e ad una crescita più sostenuta del PIL nominale, il rapporto debito/PIL calerebbe poi più rapidamente nei
prossimi tre anni, fino a raggiungere il 122,0 per cento nel 2021.

Quadro Macroeconomico

Nel 2017 l’economia globale ha registrato una crescita più elevata degli anni precedenti e superiore alle
attese. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel suo aggiornamento più recente, stima che nel 2017 il
PIL globale sia cresciuto del 3,8 per cento, in accelerazione rispetto al 3,2 per cento registrato nel 2016 e
lievemente superiore alla media del precedente quinquennio (3,6 per cento). Grazie all’andamento positivo
in tutte le principali regioni mondiali, il FMI stima che il commercio internazionale sia cresciuto del 4,9 per
cento, in forte aumento sul 2,3 per cento di crescita registrato nel 2016. Negli Stati Uniti, nel 2017, la
crescita del PIL in termini reali è stata pari al 2,3 per cento, in deciso miglioramento rispetto all’anno
precedente (1,5 per cento). La crescita è stata diffusa a tutti i settori; al persistere di livelli di
disoccupazione storicamente bassi, prossimi al 4 per cento, si sono aggiunti crescenti livelli di fiducia nel
settore privato e un nuovo impulso positivo alla ricchezza delle famiglie legato al buon andamento dei
mercati finanziari e alla salita dei prezzi immobiliari. Coerentemente con le favorevoli condizioni
dell’economia, la Federal Reserve ha proseguito il processo di normalizzazione della politica monetaria,
operando tre rialzi dei tassi di 25 punti base nel corso del 2017 e rassicurando sulla gradualità dei futuri
rialzi. In Giappone, il PIL è aumentato dell’1,7 per cento in termini reali, in accelerazione rispetto al 2016
(0,9 per cento). L’espansione dell’attività economica è stata sostenuta dalla politica monetaria
accomodante della Bank of Japan (BoJ) e dalle riforme strutturali del mercato del lavoro e del sistema
tributario. Benché il tasso medio d’inflazione al netto dei cibi freschi, per cui la BoJ persegue un obiettivo
del 2 per cento, non sia andato oltre lo 0,5 per cento nel 2017, l’andamento recente è stato più favorevole.
Gli ultimi dati per marzo 2018 indicano infatti un tasso di inflazione pari all’1,1 per cento nel complesso e
allo 0,9 per cento al netto dei cibi freschi. Sebbene il rialzo dell’inflazione sia stato principalmente guidato
dai prezzi energetici, la BoJ ha recentemente riaffermato il proprio ottimismo circa la sostenibilità della
ripresa dell’inflazione. In ogni caso, il rischio di deflazione appare per ora scongiurato. In Cina, il 2017 si è
chiuso con un tasso di crescita del PIL del 6,9 per cento annuo, superiore all’obiettivo del 6,5 per cento
fissato dal governo, accelerando per la prima volta dal 2010. Il governo ha manifestato l’orientamento
strategico di frenare la crescita del debito e favorire l’utilizzo di tecnologie meno inquinanti. I settori
tradizionali sono rimasti predominanti ma hanno guadagnato importanza quelli della ‘new economy’ come,

                                                   Pagina 13
Sezione Strategica

ad esempio, i servizi finanziari online e l’ecommerce, in parallelo ad una spinta promossa dalle autorità
verso un maggiore rispetto dell'ambiente.
Nell’Area dell’Euro, la crescita del PIL (2,3 per cento) ha mostrato una decisa accelerazione rispetto all’anno
precedente (1,8 per cento), trainata dalle esportazioni verso il resto del mondo e da un moderato aumento
della domanda interna. La ripresa economica continua a essere caratterizzata da una buona performance
del mercato del lavoro, a seguito anche delle riforme introdotte in diversi Stati membri; il tasso di
disoccupazione è sceso gradualmente nel corso dell’anno e la politica fiscale nell’area ha mantenuto un
tono sostanzialmente neutrale. La politica monetaria ha mantenuto un’intonazione espansiva sebbene la
BCE abbia ridotto la dimensione del programma di Quantitative Easing (QE) da 80 miliardi al mese a 60
miliardi dall’aprile 2017 e quindi a 30 miliardi da gennaio 2018, sottolineando che il livello dei tassi di policy
dovrebbe rimanere invariato anche oltre il completamento del QE, che è per il momento previsto a
settembre di quest’anno. I dati più recenti indicano che la fase positiva per l’economia internazionale è
continuata nel primo trimestre del 2018, sebbene gli indici di fiducia delle imprese manifatturiere abbiano
mostrato una flessione. Nei primi due mesi dell’anno il composite purchasing managers index (PMI) globale
ha registrato i livelli più alti da più di tre anni a questa parte, ma è poi sceso nettamente in marzo, anche
nella componente servizi.
Il FMI prevede che la crescita media dell’economia mondiale nel 2018 sarà lievemente superiore a quella
del 2017, portandosi al 3,9 per cento, un tasso di crescita che verrebbe mantenuto anche nel 2019. La
crescita del PIL reale delle economie avanzate nel 2018 sarebbe superiore a quella dell’anno scorso (2,5
contro 2,3 per cento), decelerando poi lievemente nel 2019 (al 2,2 per cento), mentre accelererebbe nei
paesi emergenti, dal 4,8 per cento nel 2017 al 4,9 quest’anno e al 5,1 per cento nel 2019. Per quanto
riguarda l’Europa, le principali organizzazioni internazionali prevedono che la crescita continui a tassi
relativamente sostenuti nel biennio 2018-2019, sia pure con una tendenza alla decelerazione. Ad esempio,
il FMI pone la crescita dell’Area dell’Euro nel 2018 al 2,4 per cento e quindi al 2,0 per cento nel 2019. La
Banca Centrale Europea (BCE), nelle previsioni di marzo, spingendosi oltre l’orizzonte delle altre
organizzazioni internazionali, prevede anch’essa un tasso di crescita dell’Area dell’Euro del 2,4 per cento
quest’anno, e quindi un rallentamento all’1,9 per cento nel 2019 e all’1,7 per cento nel 2020. Vale la pena
di ricapitolare quali siano i principali fattori che trainano l’attuale tendenza positiva del ciclo internazionale,
poiché alcuni di essi spiegano anche le ragioni del lieve rallentamento previsto nel 2019-2020 (in aggiunta
alla consueta tendenza dei previsori ad allineare le proiezioni di più lungo termine con la crescita potenziale
stimata per ciascun paese). Intonazione della politica fiscale. Sulla spinta dell’Amministrazione Trump, il
Congresso degli Stati Uniti ha approvato una riforma delle imposte sui redditi di impresa e individuali che
riduce significativamente la pressione fiscale in un contesto in cui l’economia americana si trova nell’ottavo
anno di espansione economica, con un tasso di disoccupazione del 4,1 per cento, il livello più basso dal

                                                    Pagina 14
Sezione Strategica

2000 ad oggi. L’Amministrazione ha anche in programma una forte espansione degli investimenti in
infrastrutture e, alla fine di marzo, ha imposto nuovi dazi sulle importazioni di acciaio ed alluminio,
adottando quindi misure protezionistiche anche su altri prodotti. Nel breve termine, l’espansione fiscale
potrebbe spingere l’economia americana verso tassi di crescita più elevati del 2,3 per cento registrato nel
2017. Il Consenso sconta infatti una crescita del 2,8 per cento quest’anno, anche se indica un rallentamento
al 2,6 per cento nel 2019 e al 2,1 per cento nel 2020.
In Europa, le stime più recenti della Commissione Europea indicano che la stance di politica fiscale,
misurata dalla variazione del saldo di bilancio strutturale, sia prossima alla neutralità giacché il saldo in
questione peggiorerebbe di solo un decimo di punto di PIL nel 2018, mentre rimarrebbe invariato nel 2019,
sia per l’Area dell’Euro, sia per l’UE nel complesso . Per quanto riguarda il Giappone, la politica fiscale è
grosso modo neutrale quest’anno e resterà tale per gran parte del 2019. Il prossimo aumento dell’imposta
sulle vendite al dettaglio è previsto per ottobre 2019 ed avrà quindi un impatto più significativo sul 2020;
potrebbe invece giocare un ruolo di stimolo l’anno prossimo se vi saranno maggiori acquisti da parte dei
consumatori in previsione del rialzo dell’aliquota. Nei principali paesi emergenti, Cina, India, Russia e
Brasile, sono state annunciate misure di consolidamento fiscale, ma non è allo stato attuale prevista una
politica marcatamente restrittiva. Politiche monetarie in fase di normalizzazione. Dal dicembre 2015 ad
oggi, la Federal Reserve ha già alzato il tasso sui Fed Funds di 1,5 punti percentuali. Secondo le valutazioni
più recenti (marzo 2018), i membri del consiglio direttivo della Fed (FOMC) prevedono che il tasso sui Fed
Funds dovrà gradualmente salire dall’attuale obiettivo di 1,5-1,75 per cento verso il 3,25-3,5 per cento nel
2020. Questo livello sarebbe più basso di quanto indicato da semplici regole di politica monetaria quali la
Taylor Rule, che suggerirebbero già oggi un obiettivo di Fed Funds intorno al 4 per cento. I fattori chiave che
spiegano questa differenza, peraltro oggetto di un notevole dibattito anche all’interno del FOMC, sono il
protrarsi di bassa inflazione e crescita salariale moderata.
Nel frattempo, la Fed continuerà la politica di graduale riduzione della dimensione del proprio bilancio,
acquistando solo una parte dei titoli in scadenza nel suo portafoglio. Il bilancio della Fed, e quindi l’entità
della base monetaria, rimarranno tuttavia assai elevati per lungo tempo. Laddove, anche a causa
dell’impulso fiscale sopra descritto, si dovesse assistere ad un’accelerazione dell’inflazione, è ragionevole
prevedere che il ritmo della restrizione monetaria da parte della Fed diventerebbe assai più spedito. In
prima istanza, ciò avverrebbe probabilmente attraverso un più deciso rialzo dei tassi di policy, ma la Fed
potrebbe in seguito accelerare lo smobilizzo dei titoli in portafoglio laddove ritenesse auspicabile una salita
dei tassi a lungo termine.

                                                   Pagina 15
Sezione Strategica

Per quanto riguarda l’Europa, come già menzionato, la BCE è orientata a terminare il programma di
espansione del proprio bilancio tramite il QE entro la fine di settembre. Se la ripresa economica continuerà
secondo le aspettative, la BCE ha segnalato che i tassi di policy potrebbero essere successivamente rialzati.
Dato che l’attuale livello è di -0,4 per cento per il tasso sulla deposit facility e di zero per il tasso sui
rifinanziamenti principali, e poiché l’approccio seguito sarà probabilmente improntato alla gradualità, si
può prevedere che i tassi di interesse dell’euro rimarranno storicamente bassi lungo l’arco del periodo di
previsione qui considerato. Nel Regno Unito la politica monetaria rimane accomodante per via del
rallentamento della crescita dovuto all’incertezza su Brexit e il Comitato della Bank of England ha ribadito
che eventuali rialzi dei tassi avverranno in modo graduale. Spostandosi al Giappone, dove il QE ha assunto
le proporzioni relativamente più rilevanti e il principale tasso di intervento è attualmente al -0,1 per cento,
la banca centrale è intenzionata a mantenere un atteggiamento fortemente espansivo. Infatti, il tasso di
crescita dell’indice dei prezzi al consumo che esclude i prodotti alimentari freschi, rimane lontano
dall’obiettivo intermedio del 2 per cento. Appare probabile che l’espansione del bilancio della banca
centrale continui ancora per lungo tempo. La continuazione di bassi tassi di inflazione è il fattore chiave
sottostante le politiche monetarie espansive delle principali banche centrali. Essa trae origine dalla
globalizzazione non solo del mercato dei beni, ma anche di quello dei servizi e, indirettamente, del lavoro.
Questa tendenza di fondo dell’economia mondiale, è sovente descritta come la sparizione della curva di
Phillips, ovvero della correlazione negativa tradizionalmente osservata fra crescita salariale (e inflazione) da
un lato, e tasso di disoccupazione dall’altro. Nel breve andare, la moderazione nella crescita delle
retribuzioni e nell’inflazione appare destinata a continuare, sia pure con una tendenza al rialzo evidenziata
dal maggior dinamismo delle retribuzioni degli Stati Uniti negli ultimi due anni e dal recente accordo
salariale dei metalmeccanici in Germania. Tuttavia, quantomeno con riferimento al caso americano, non si
può escludere che misure protezionistiche e di stimolo fiscale possano agire da catalizzatore di una ripresa
molto maggiore di salari e inflazione. La moderazione dei prezzi del petrolio e delle commodity è un altro
fattore di bassa inflazione e sostegno alla crescita. Il prezzo del petrolio, pur in risalita rispetto ai minimi di
inizio 2016, è da ormai oltre tre anni a livelli pari a poco più della metà del picco raggiunto nel periodo
2011-2014. Un prezzo del petrolio relativamente basso deprime l’attività economica e le importazioni dei
paesi produttori, ma costituisce un fattore di stimolo per i paesi consumatori. Complessivamente, un livello
intermedio quale quello attuale costituisce uno stimolo per l’economia mondiale, e certamente per quella
europea, in quanto migliora le condizioni per i paesi consumatori senza danneggiare eccessivamente i
produttori. L’attuale equilibrio è principalmente frutto dell’aumento dell’offerta da parte degli Stati Uniti
(shale oil) e dei tagli di produzione dell’OPEC. La sua prosecuzione richiede che non vi siano repentini cali di
offerta per via di eventi geopolitici. Il mercato dei futures sul petrolio sconta una lieve discesa del prezzo

                                                    Pagina 16
Sezione Strategica

del petrolio nei prossimi anni, motivato non solo da un’abbondanza di offerta, ma anche da una domanda
mondiale di combustibili in crescita moderata in rapporto al PIL.
ADRO MACROECONOMICO TENDENZIALE (VARIAZIONI PERCENTUALI, SALVO OVE NON
DIVERSAMENTE INDICATO)

2.1.1Obiettivi individuati dalla programmazione regionale

L’attività economica campana è in costante espansione anche se il sistema economico risulta interessato in
modo non diffuso. Le previsioni, riguardo la dinamica del fatturato e degli investimenti delle imprese
industriali, si è attenuata nel corso del 2016 ma va gradualmente rafforzandosi; i dati più recenti esprimono
un graduale intensificarsi dell’accumulazione di capitale degli investimenti e un’accentuazione nella ripresa
dei servizi, in particolare, quelli legati al turismo.

Particolare rilevanza strategica viene attribuita alla cosiddetta “Governance Regionale" per la
programmazione integrata Regione e territorio. Il miglioramento del rapporto organizzativo e funzionale tra
Regione e gli Enti locali richiede una scelta condivisa e partecipata della programmazione strategica che si
basi non solo sull'approccio unitario, ma anche su quello integrato e presuppone la costruzione di un
rapporto strutturale di leale collaborazione istituzionale tra i diversi attori del territorio e la Regione.
Queste costituiscono le precondizioni per definire la Programmazione Regionale Strategica ed Integrata
post 2020. Il rapporto funzionale e costante con le 19 città medie e la pianificazione territoriale che
contempera le esigenze del territorio e dei Comuni più piccoli rappresentano i due pilastri del
miglioramento della governance verticale della Regione, che intende definire la propria Strategia post 2020
facendo leva sulla differenziazione delle opportunità territoriali, in una ottica unitaria e condivisa di
indirizzo. Parallelamente si intende strutturare un sistema di governance regionale in grado di favorire il
raccordo integrato tra le politiche regionali in materia di coesione, le strategie di cooperazione
internazionale e le politiche migratorie. In questo ambito, come accennato precedentemente, si tratta di
migliorare gli strumenti di governo già esistenti, modificando in parte la struttura organizzativa vigente,
soprattutto per ciò che concerne la integrazione tra i diversi fondi ordinari ed europei (FESR-FSE-FEASR e
FEAMP). In questa prospettiva si colloca il Piano Strategico del Litorale Domizio, l’approccio concertativo
avviato nell’ambito delle iniziative Campus Mediterraneo Parco del Cilento-Università degli Studi di Salerno
e l'avvio della Strategia Aree Interne (SAI). L’attuale contesto socio economico e geopolitico richiede un
raccordo sempre più strutturato tra le politiche regionali in materia di cooperazione internazionale con la
strategia regionale in materia di sviluppo economico e sociale, a partire dagli interventi a favore delle Aree
interne campane, all’azione di sostegno internazionale a favore dei paesi stranieri con alti tassi di povertà
ed alla contestuale gestione dei flussi migratori.

                                                         Pagina 17
Sezione Strategica

Si riporta una sintetica descrizione della programmazione strategica regionale:

               Aree di macrobiettivi                                     Obiettivo strategico

POLITICHE RELATIVE AL MIGLIORAMENTO DELL'ASSETTO       1) Rafforzare l'azione amministrativa garantendo il
ISTITUZIONALE E DELLA GOVERNANCE                       corretto funzionamento dei sistemi di gestione e
                                                       controllo dei programmi operativi finanziati con
                                                       fondi europei e delle azioni poste in essere sulla
                                                       base di verifiche campionarie delle spese dichiarate
                                                       alla Commissione Europea.

                                                       2)    Investire   nella    capacità    istituzionale   e
                                                       nell'efficienza delle pubbliche amministrazioni e dei
                                                       servizi pubblici a livello regionale e locale nell'ottica
                                                       delle riforme, di una migliore regolamentazione e di
                                                       una buona governante.

                                                       3) Assicurare l'efficienza e l'efficacia nella gestione,
                                                       nel      monitoraggio,         nella       sorveglianza,
                                                       nell'informazione, comunicazione e pubblicità delle
                                                       operazioni del POR FSE.

SALUTE E CONDIZIONE SOCIALE                            1) Garantire a tutti i cittadini l'accesso ai Livelli
                                                       Essenziali di Assistenza, come stabiliti dagli standard
                                                       nazionali, assicurando una qualità crescente dei
                                                       servizi sanitari, in modo da elevare - nell'arco di tre
                                                       anni - la posizione della Campania nelle statistiche
                                                       nazionali dagli attuali ultimi posti ad un livello
                                                       medio - alto, rispetto alle altre regioni italiane.

                                                       2) Assicurare l'equilibrio finanziario del Servizio
                                                       Sanitario Regionale garantendo la copertura dei
                                                       disavanzi della gestione sanitaria corrente.

                                                       3) Completare il piano degli investimenti in
                                                       strutture, impianti ed attrezzature delle aziende
                                                       sanitarie pubbliche, sia per adeguamento ai

                                                 Pagina 18
Sezione Strategica

                                                  requisiti richiesti dalla normativa nazionale e
                                                  regionale, sia per realizzare il Piano Ospedaliero
                                                  regionale.      Realizzare        il      Programma       di
                                                  implementazione           e   sviluppo     delle    funzioni
                                                  gestionali e contabili delle Aziende Sanitarie

POLITICHE RELATIVE ALLA TUTELA DELL'AMBIENTE 1)Interventi di adeguamento, potenziamento e
DEL TERRITORIO E DEL PAESAGGIO                    completamento delle reti stradali regionali.

                                                  2) Sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria e del
                                                  sistema di rete regionale.

                                                  3) Mitigazione del rischio idrogeologico favorendo
                                                  la messa in sicurezza del territorio e la prevenzione
                                                  dei rischi connessi ad eventi franosi, alluvioni ed
                                                  erosioni costiere.

                                                  4) Ampliamento e potenziamento della rete radio
                                                  regionale di comunicazioni in emergenza a supporto
                                                  del sistema di protezione civile.

POLITICHE RELATIVE ALLO SVILUPPO ECONOMICO 1)Riqualificazione a fini produttivi delle aree di crisi
ED ALLA COMPETITIVITA                             e sostegno a programmi di rilancio industriale.

                                                  2) Attrazione investimenti sul territorio regionale e
                                                  promozione del sistema produttivo campano.

                                                  3) Semplificazione e sburocratizzazione a favore dei
                                                  cittadini e delle imprese.

                                                  4) Avviare un sistema di formazione professionale
                                                  duale nella programmazione ed erogazione dei
                                                  percorsi     formativi        triennali     finalizzati   al
                                                  conseguimento        della     Qualifica     Professionale,
                                                  orientati al mercato del lavoro.

                                                  5) Innalzamento e rafforzamento della qualità
                                                  dell'offerta turistica.

                                             Pagina 19
2.1.2 Analisi demografica

Tra le informazioni di cui l’Amministrazione deve necessariamente tenere conto nell’individuare la propria
strategia, l’analisi demografica costituisce certamente uno degli approfondimenti di maggior interesse:
l’attività amministrativa è diretta a soddisfare le esigenze e gli interessi della propria popolazione che
rappresenta il principale stakeholder di ogni iniziativa. Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria
comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. Gli abitanti, insieme al territorio, rappresentano
quindi uno degli elementi essenziali che caratterizzano il Comune. Le tabelle e i grafici che seguono
riportano alcuni dei principali fattori che indicano le tendenze demografiche in atto: l’andamento
demografico, la stratificazione demografica (analisi per età) e la variazione dei residenti con un’analisi delle
modifiche nel tempo sono alcuni degli elementi che possono aiutare a capire chi siamo e dove stiamo
andando.

Andamento demografico della popolazione (Trend storico)

                                                   Pagina 20
Andamento demografico della popolazione

             Voce               2012       2013       2014        2015        2016        2017

Popolazione al 31.12             4.717      4.747      4.754        4708        4732       4699

Nuclei familiari                 1.702      1.724      1.745        1744        1755       1782

Numero dipendenti                  25         24          22             20          18      16

             Voce               2012       2013       2014        2015        2016        2017

Nati nell’anno                     32         36          44             34          23      35

Deceduti nell’anno                 43         49          53             50          43      47

Saldo naturale nell’anno           -11       -13         -11         -16         -20         -12

Iscritti da altri comuni          153        210        109          131         144        156

Cancellati      per     altri     138        148        109          155         133        150
comuni

Cancellati per l’estero                0          7          5           16          6           2

Altri cancellati                                             2           0           0       15

Saldo migratorio e per                                       0           0           0           6
altri motivi

Numero     medio      di               3          3          3           3           3           3
componenti per famiglia

Composizione della popolazione per età

             Voce               2012       2013       2014        2015        2016        2017

Età prescolare 0-6 anni            225       272         274        257         248         254

Età scolare 7-14 anni              371       350         363        363         352         330

Età d’occupazione 15-29            871       875         847        814         790         790
anni

Età adulta 30-65 anni             2.424     2.416      2.417       2.424      2.530        2404

Età senile > 65 anni               826       834         894        880         860         921

                                                      Pagina 21
2.1.3 Analisi del territorio e delle strutture

L’analisi del territorio ed una breve analisi del contesto socio-economico costituiscono la necessaria
integrazione dell’analisi demografica ai fini di una maggiore comprensione del contesto in cui maturano le
scelte strategiche dell’Amministrazione.

Il territorio comunale si sviluppa su una superficie complessiva di circa 12,25 km2, il 60% del quale si trova in
territorio pianeggiante e il restante 40% in collina. Si trova nella pianura Campana, in una valle limitata a sud
dai monti di Lauro ad est e a nord dall'Appennino Campano.

Il centro abitato si articola intorno al centro del paese, non esistono frazioni distanti dallo stesso. Le strade
esterne sono costituite dalla statale 7 bis che costeggia il paese per circa 1 Km.

Il territorio si trova in una posizione geografica privilegiata da un punto di vista logistico; infatti consente di
raggiungere le principali città della Regione in meno di un’ora, fattore rilevante per le potenzialità di
sviluppo dell’area.

Le condizioni sociali sono strettamente legate all'evoluzione economica del territorio. Lo sviluppo
economico del territorio comunale orbita intorno ad attività agricole,               manifatturiere, artigianali,
commerciali, edili. Dal punto di vista della incidenza delle varie categorie di contribuenti sul reddito
complessivo, prevalente risulta l’incidenza del reddito derivante da lavoro dipendente e assimilato. Di
seguito si riportano una serie dati statistici (Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze) che meglio
consentono di analizzare il contesto economico territoriale.

                                                    Pagina 22
Contribuenti con reddito da lavoro dipendenti (Dati Dichiarazioni Unico Persone Fisiche 2016)

  Classi di reddito                            Reddito da lavoro
   complessivo in          Numero           dipendente e assimilati
        euro             contribuenti            Ammontare
minore di -1.000                       9                            0
da -1.000 a 0                          2                            0
zero                                  43                            0
da 0 a 1.000                         165                       23.481
da 1.000 a 1.500                      50                       32.342
da 1.500 a 2.000                      52                       42.693
da 2.000 a 2.500                      56                       68.632
da 2.500 a 3.000                      51                       90.157
da 3.000 a 3.500                      29                       57.494
da 3.500 a 4.000                      40                       58.115
da 4.000 a 5.000                      60                      152.852
da 5.000 a 6.000                     103                      412.553
da 6.000 a 7.500                     290                      531.155
da 7.500 a 10.000                    267                      996.322
da 10.000 a 12.000                   172                      763.305
da 12.000 a 15.000                   199                    1.133.481
da 15.000 a 20.000                   304                    2.555.169
da 20.000 a 26.000                   341                    5.385.365
da 26.000 a 28.000                    82                    1.523.743
da 28.000 a 29.000                    51                      968.098
da 29.000 a 35.000                   194                    3.892.536
da 35.000 a 40.000                    77                    1.855.332
da 40.000 a 50.000                    55                    1.390.624
da 50.000 a 55.000                     9                      198.084
da 55.000 a 60.000                     8                      259.086
da 60.000 a 70.000                    13                      400.635
da 70.000 a 75.000                     8                      256.813
da 75.000 a 80.000                     6                      297.634
da 80.000 a 90.000                     5                       81.459
da 90.000 a 100.000                    3                       91.801
da 100.000 a
120.000                                 4                      98.125
da 120.000 a
150.000                                 4                      95.200
da 150.000 a
200.000                                 2                     327.232
da 200.000 a
300.000                                2                      277.423
oltre 300.000                          0                            0
Totale                             2.756                   24.316.941

                                               Pagina 23
Contribuenti con reddito da pensione, assimilati e da lavoro autonomo (Dati Dichiarazioni Unico Persone
Fisiche 2016)

                                                                                                       Reddito da lavoro
                                                                                                           autonomo
  Classi di reddito                                                  Altri redditi assimilati al       (comprensivo dei
   complessivo in        Numero           Reddito da pensione           lavoro dipendente                 valori nulli)
        euro           contribuenti          Ammontare                      Ammontare                     Ammontare
minore di -1.000                    9                         0                                0                        0
da -1.000 a 0                       2                         0                                0                        0
zero                               43                         0                                0                        0
da 0 a 1.000                      165                    16.779                                0                        0
da 1.000 a 1.500                   50                     9.950                                0                        0
da 1.500 a 2.000                   52                    23.496                                0                        0
da 2.000 a 2.500                   56                    15.539                                0                    2.236
da 2.500 a 3.000                   51                    13.537                                0                        0
da 3.000 a 3.500                   29                    12.435                                0                    3.132
da 3.500 a 4.000                   40                    56.859                            3.604                        0
da 4.000 a 5.000                   60                    56.549                            3.000                    4.585
da 5.000 a 6.000                  103                    86.925                            3.828                    5.113
da 6.000 a 7.500                  290                 1.281.035                                0                   33.111
da 7.500 a 10.000                 267                 1.003.720                            2.541                   34.149
da 10.000 a 12.000                172                   924.169                                0                   20.539
da 12.000 a 15.000                199                 1.151.425                              320                   26.628
da 15.000 a 20.000                304                 2.136.466                                0                   46.856
da 20.000 a 26.000                341                 1.866.490                           25.451                   73.107
da 26.000 a 28.000                 82                   558.868                                0                    3.046
da 28.000 a 29.000                 51                   396.579                            2.388                        0
da 29.000 a 35.000                194                 1.755.395                            6.302                   31.632
da 35.000 a 40.000                 77                   649.494                            3.937                   89.021
da 40.000 a 50.000                 55                   707.626                                0                  143.385
da 50.000 a 55.000                  9                   153.871                                0                        0
da 55.000 a 60.000                  8                   150.793                                0                   29.203
da 60.000 a 70.000                 13                   255.273                            5.015                   43.793
da 70.000 a 75.000                  8                   137.642                            7.799                  145.781
da 75.000 a 80.000                  6                    20.414                            2.071                   34.665
da 80.000 a 90.000                  5                    79.576                                0                  138.624
da 90.000 a 100.000                 3                    92.658                                0                        0
da 100.000 a
120.000                               4                         0                                  0             238.772
da 120.000 a
150.000                               4                     38.515                        71.735                 148.035
da 150.000 a
200.000                               2                         0                         20.765                       0
da 200.000 a
300.000                             2                         0                                0                       0
oltre 300.000                       0                         0                                0                       0
Totale                          2.756                13.652.078                          158.756               1.295.413

                                                Pagina 24
Soggetti titolari di partita iva (Dati 2016)

                                                                              Numero contribuenti IVA
                                Sezione di attività                           Numero      Percentuale
Agricoltura, silvicoltura e pesca                                                    40             12,94
Estrazione di minerali da cave e miniere                                              1              0,32
Attivita' manifatturiere                                                             30              9,71
Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata                       0              0,00
Fornitura di acqua; reti fognarie, attivita' gestione rifiuti e risanamento           0              0,00
Costruzioni                                                                          24              7,77
Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e
motocicli                                                                           100            32,37
Trasporto e magazzinaggio                                                             3             0,97
Attivita' dei servizi di alloggio e di ristorazione                                  14             4,53
Servizi di informazione e comunicazione                                               5             1,62
Attivita' finanziarie e assicurative                                                  5             1,62
Attivita' immobiliari                                                                 3             0,97
Attivita' professionali, scientifiche e tecniche                                     43            13,92
Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese                        7             2,27
Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria                 1             0,32
Istruzione                                                                            1             0,32
Sanita' e assistenza sociale                                                         17             5,50
Attivita' artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento                     4             1,29
Altre attivita' di servizi                                                           11             3,56
Attivita' di famiglie e convivenze                                                    0             0,00
Organizzazioni ed organismi extraterritoriali                                         0             0,00
Attivita' non classificabile                                                          0             0,00
Totale                                                                              309           100,00

                                 Numero contribuenti IVA
  Tipo soggetto                Numero            Percentuale
Ditte individuali                      208                   67,31
Societa' di persone                      38                  12,30
Societa' di capitali                     61                  19,74
Enti non
commerciali                                      2                     0,65
Totale                                         309                   100,00

                                                     Pagina 25
Società di Persone (Dati Dichiarazioni 2016)

 Classi di reddito imponibile in euro   Numero società     Totale reddito dichiarato
                                                                  Ammontare
           minore di -1.000                     4                      0
            da -1.000 a 0                       1                      0
                 Zero                           1                      0
             da 0 a 1.000                       0                      0
          da 1.000 a 1.500                      0                      0
          da 1.500 a 2.000                      0                      0
          da 2.000 a 2.500                      0                      0
          da 2.500 a 3.000                      1                    2.748
          da 3.000 a 3.500                      1                    3.184
          da 3.500 a 4.000                      1                    3.850
          da 4.000 a 5.000                      1                    4.715
          da 5.000 a 6.000                      1                    6.000
          da 6.000 a 7.500                      0                      0
          da 7.500 a 10.000                     4                   34.024
         da 10.000 a 12.000                     0                      0
         da 12.000 a 15.000                     2                   26.344
         da 15.000 a 20.000                     5                   87.442
         da 20.000 a 26.000                     5                   113.585
         da 26.000 a 29.000                     2                   56.325
         da 29.000 a 35.000                     1                   29.782
         da 35.000 a 40.000                     1                   35.497
         da 40.000 a 50.000                     1                   46.395
         da 50.000 a 55.000                     0                      0
         da 55.000 a 60.000                     0                      0
         da 60.000 a 70.000                     1                   62.810
         da 70.000 a 75.000                     0                      0
         da 75.000 a 80.000                     0                      0
         da 80.000 a 90.000                     0                      0
        da 90.000 a 100.000                     1                   91.621
        da 100.000 a 120.000                    1                   100.494
        da 120.000 a 150.000                    0                      0
        da 150.000 a 200.000                    0                      0
            oltre 200.000                       0                      0
                Totale                         35                   704.816

                                               Pagina 26
Puoi anche leggere