Campi Flegrei: inaugurato il percorso Marittimo nelle Aree Marine Protette dell'Ente Parco Regionale

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Campi Flegrei: inaugurato il percorso Marittimo nelle Aree Marine Protette dell'Ente Parco Regionale
Campi Flegrei: inaugurato il
percorso Marittimo nelle Aree
Marine Protette dell’Ente
Parco Regionale
Si sono tenuti questa mattina, Giovedì 5 Agosto 2021, a Baia
(Bacoli –NA) alle ore 12:00, presso il Molo adiacente gli
uffici della Capitaneria, alla presenza dell’Assessore del
Turismo della Regione Campania, On. Felice Casucci, e del
Presidente dell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, Arch.
Francesco Maisto, dei Sindaci e Referenti Istituzionali
dell’Area Flegrea, dei vertici della Capitaneria di Porto
locale, la conferenza stampa di presentazione del nuovo
Percorso nelle Aree Marine Protette del Parco Regionale dei
Campi Flegrei, la firma dell’accordo pubblico – privato tra
Ente Parco Regionale dei Campi flegrei con la Società N’Ostro
Sud e il varo della imbarcazione “IRIS”, nuovissimo modello di
imbarcazione progettata e realizzata con fondo trasparente che
attiverà una serie di rotte estremamente suggestive che,
partendo dall’asse Posillipo – Capo Miseno, raggiungeranno il
porto di Napoli e anche l’isola di Procida, in occasione di
“Procida Capitale della Cultura 2022”. La Società N’Ostro Sud,
armatrice della barca, tra l’altro, ripristinerà per mezzo di
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accordi intercorsi con l’Ente Parco Regionale dei Campi
Flegrei l’intero parco boe che recinta le Aree Marine
Protette, attualmente in disuso.
Il Percorso nelle Aree Marine protette dell’Ente Parco
Regionale dei Campi Flegrei – ha dichiarato il Presidente
dell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei Francesco Maisto –
è per noi un “fiore all’occhiello” delle attività che avevamo
posto in essere. Un obbiettivo che ci eravamo prefissati e che
diventa finalmente realtà grazie all’ “armonia” e la sinergia
che si è creata tra i vari Enti che operano sul territorio
flegreo. Ovviamente mi riferisco ai Comuni, al Parco
Archeologico dei Campi Flegrei, la Capitaneria di Porto, alle
Associazioni e agli operatori economici coinvolti nella
filiera turistico – ricettiva dell’area. Con questo progetto,
che nasce grazie al supporto della N’Ostro Sud s.r.l.,
proprietaria della barca IRIS, diamo vita, non solo a dei
percorsi escursionistici via mare nelle zone più belle dei
Campi Flegrei, ma rendiamo ecosostenibile un turismo che
diventa rispettoso per l’ambiente, slow, culturale ed
esperienziale che pochi posti del Mondo possono vantare. Non
solo, l’utilizzo dell’imbarcazione IRIS , in futuro, servirà a
rendere finalmente presente la mobilità mare anche per i
privati cittadini che vogliono raggiungere altre mete
risparmiando tempo e chiaramente denaro. Non ultimo, l’occhio
di riguardo è rivolto a Procida Capitale della Cultura 2021:
l’attivazione di questo nostro progetto ambizioso servirà da
“volano” per collegare la “perla“ flegrea alla terraferma,
rendendo ancor più semplice il soggiorno ai tanti turisti e
visitatori che a breve raggiungeranno l’isola.
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Campionato parapendio: titolo
italiano 2021 non assegnato
Il brutto tempo ha funestato lo svolgimento del campionato
nazionale di volo in parapendio a partire dal forte vento che
ha obbligato gli organizzatori a posticipare di un paio di
giorni la prova d’esordio. Per inderogabili questioni di
sicurezza si è dovuto dolorosamente rinunciare all’utilizzo
del decollo ufficiale a 1584 metri sulle pendici del Monte
Caio nel comune di Tizzano val Parma e ripiegare sulla più
modesta quota del Monte Ciumè a 750 metri sopra Langhirano.
Atterraggi a Torrechiara sotto la collina sulla quale si erge
l’omonimo castello in un contesto storico spettacolare
soprattutto se visto dal cielo. Grazie alla formula aperta
anche ai piloti stranieri in lizza per il Trofeo 100 Laghi,
erano presenti un centinaio di piloti provenienti da una
dozzina di nazioni oltre che dall’Italia, compresa una sparuta
pattuglia di quote rosa che non si è tirata indietro di fronte
ai maschietti.La competizione si è svolta solo su tre manches
delle sette previste, per lo più ridotte a percorsi minimi
rispetto alle potenzialità di mezzi e piloti, rispettivamente
43, 66 e 30 km. Fallita la prospettiva di un quarto volo
l’ultimo giorno, non è stato possibile omologare il campionato
e assegnare il titolo, come previsto dalle norme FAI, cioè la
federazione internazionale, sotto la cui egida si svolgono le
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principali competizioni. Sono stati, invece, assegnati i premi
per il Trofeo 100 Laghi con la vittoria di un pilota di casa,
il giovane Michele Boschi, in odore di maglia azzurra, la
nazionale italiana di parapendio campione del mondo in carica.
Ha lasciato il secondo posto al veneto Loris Berta e il terzo
al polacco Michal Gierlach. Sul podio femminile la francese
Sandra Antony, davanti alla milanese Silvia Buzzi Ferraris,
pluricampionessa della nazionale, e all’ungherese Katalin
Juhasz. Per la classe “sport”, cioè piloti che volano con
parapendio meno performanti, al primo posto l’italiano Ionut
Ulici davanti al polacco Grzegorz Fiema e Giulio Testolin di
Thiene (Vicenza) Infine per la classe “serial” al primo posto
il parmigiano Andrea Terenziani, seconda Sandra Antony e terzo
Tommaso Carlini di Roma. Organizzazione a cura dell’Aero Club
Gaspare Bolla di Parma insieme al Paraclub Monte Caio –
Deltaclub Melloni. Patrocini dell’Associazione Pro Schia-Monte
Caio, dell’Ente Parchi del Ducato, dell’Unione Montana
Appennino Parma Est, della Provincia di Parma e della Regione
Emilia Romagna.

                          Gustavo Vitali – Ufficio Stampa FIVL

Area         Flegrea:               Al        via        il
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festival di danza teatro e
musica “Antichi Scenari”
Da venerdì 30 luglio con lo spettacolo Linea Cocteau –monologo
a due voci, al via il festival di danza teatro e musica
Antichi Scenari con la direzione artistica di Carmine Borrino
e Veronica Grossi. Tra prosa, danza e musica 18 appuntamenti
immersi nei siti archeologici e negli scenari naturali dei
Campi Flegrei. L’arte in dialogo con la terra del mito per un
festival che si auspica di rievocare gli ‘antichi scenari’ a
cui il titolo rimanda.
Gli appuntamenti proseguiranno per tutti i weekend fino a
domenica 19 settembre.
Il Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Luna
Nuova, con il Patrocinio del Comune di Pozzuoli e del Parco
Archeologico dei Campi Flegrei, con il riconoscimento del Mic.
Un Festival a zero impatto ambientale, con gli spettacoli che
andranno in scena all’alba e al tramonto, a seconda delle
esigenze artistiche dei singoli spettacoli, senza elettricità
e tecnologia, affidandosi completamente alla sola forza
eloquente degli attori, alla potenza espressiva dei danzatori,
al suono non amplificato della musica. I siti che ospiteranno
i singoli appuntamenti saranno insieme agli artisti coinvolti
i veri protagonisti della manifestazione. Tempio di Serapide,
Terme di Baia, Scavi archeologici di Cuma, Tempio di Nettuno,
Tempio di Apollo, Oasi Naturalistica di Montenuovo, Belvedere
Buona Vista, Lago d’Averno. Un Festival itinerante che
ospiterà il teatro all’Oasi Naturalistica di Montenuovo, la
danza tra il Tempio di Serapide, l’ Arena urbana/Tempio di
Nettuno e gli Scavi Archeologici di Cuma, la musica tra Terme
di Baia, Monte di Procida, Arena Urbana /Tempio di Nettuno e
il Lago d’Averno.

Orari spettacoli: h 19.30, h 06.30
Info e prenotazioni: lunanova.arte@gmail.com
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Costo biglietto: posto unico 7 euro

> – spiega Carmine Borrino – 
La condirettrice Veronica Grossi aggiunge >
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Pozzuoli: L’Area Archeologica
d’epoca romana si arricchisce
di un nuovo percorso
                             L’area ampliata del     Percorso
                             Archeologico del Rione Terra di
                             Pozzuoli è finalmente aperta
                             dopo    l’inaugurazione      dei
                             stamane, martedì 27 luglio 2021,
                             alla presenza del sindaco
                             Vincenzo   Figliolia,  la
                              soprintendente     Archeologia,
                              Belle Arti e Paesaggio per
l’Area metropolitana di Napoli Teresa Elena Cinquantaquattro e
il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Da
oggi, quindi, alla prima parte già aperta al pubblico si
aggiungono i nuovi tratti corrispondenti a due dei principali
assi viari della città romana: la parte finale del cardo di
via San Procolo, che si ricollega al decumano di via Villanova
sul margine del promontorio tufaceo con viste mozzafiato; e il
decumano di via Duomo, a Nord della Cattedrale, il cui
allineamento è ricalcato esattamente dalla strada moderna che
corre di qualche metro più in
alto.

Completano il percorso il podio in tufo del Capitolium, il
principale edificio di culto della colonia romana del 194
avanti Cristo, inglobato nel tempio marmoreo di Augusto sotto
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la Cattedrale, e un piccolo ‘Museo dell’opera’ che ne
ripercorre la storia. Di seguito le parole del Sindaco di
Pozzuoli Vincenzo Figliolia intervenuto      stamane all’
inaugurazione insieme al presidente della Regione Campania
Vincenzo De Luca e della Soprintendente dell’area
metropolitana di Napoli Teresa Elena Cinquantaquattro.

Libri: “Neapolis – Puteolim”
A spasso sui i tornanti della
memoria di Marco Molino
Opera pubblicata da New Media Press _ Edizioni Flegree

A breve disponibile nelle principali librerie e Store online
l’ultima fatica letteraria del giornalista Marco
Molino:“Neapolis – Puteolim. A spasso sui i tornanti della
memoria”. L’opera di Molino, pubblicata dalla Casa editrice
New Media Press (Edizioni Flegree), descrive, attraverso un
percorso romanzato fatto di nostalgie e flashback – ma anche
ironia e spregiudicate incursioni nell’attualità – l’anticavia
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Neapolis-Puteolim per colles che dal capoluogo partenopeo
andava a Pozzuoli ed era, per l’epoca, la strada più comoda
che univa la città partenopea con l’area flegrea. “Molino è
giornalista, – scrive Ciro Biondi nella prefazione – ma con
questo libro diventa uno scrittore che ci accompagna in un
racconto singolare che dura venticinque secoli. Un viaggio
onirico tra passato e presente. Quasi una ricerca dell’anima
sospesa tra due città unite da antichi sentieri di fango e
storia. Napoli e Pozzuoli sono intimamente legate ma diverse.
Eppure nessuna delle due può fare a meno dell’altra senza
perdere la sua identità. L’autore quasi si trasforma in un
antico sacerdote. Evoca, indica, suggerisce, abbozza. E dà via
libera all’immaginazione in questo pellegrinaggio tra la
sacralità del passato e l’illusione della modernità. Questo
libro è un’esperienza per iniziati che hanno il cuore e le
menti aperte, ansia di conoscere, voglia e forza di scavare
tra pietre e polvere, cemento e asfalto. Così una strada può
diventare l’ingresso in un’altra dimensione. Così il passato
si sovrappone al presente. Così la mente viaggia avanti e
indietro nel tempo e nello spazio. Marco Molino con “Neapolis
– Puteolim.     A spasso sui tornanti della memoria” ci
accompagna in un insolito itinerario”.

L’AUTORE – Marco Molino è un giornalista freelance nato nel
1968 a Napoli. Attualmente scrive per le pagine culturali
del Corriere del Mezzogiorno (dorso regionale del Corriere
della Sera), occupandosi spesso anche di cronaca, tematiche
sociali, gestione del patrimonio storico e questioni
ambientali. Temi che in passato ha approfondito anche per Il
Sole 24 Ore e per altri quotidiani. Collabora ed ha
collaborato inoltre con numerosi periodici e con pubblicazioni
online. Sul sito Informazionimarittime.com si occupa di
shipping e cultura marinara. Per i suoi articoli sul
territorio flegreo, ha ricevuto nel 2020 il premio
giornalistico “Campania Terra Felix” e il premio letterario
“Publio Virgilio Marone”. Ha pubblicato nel 2019 il libro
d’interviste “Voci sul mare” (Martin Eden) e nel 2015
Campi Flegrei: inaugurato il percorso Marittimo nelle Aree Marine Protette dell'Ente Parco Regionale
“Cortocircuito mediterraneo”, reportage narrativo edito da
Polidoro. Nel 2017 ha scritto un racconto per l’antologia
“Vite mediterranee” (Rogiosi). È anche foto e video reporter.
Gli scatti raccolti nella mostra “L’Onda di Pietra – The Wave
of Stone”, tenuta nel 2014 a Procida nell’ambito del convegno
annuale di archeologia subacquea organizzato dall’Università
“L’Orientale”, sono stati premiati con il Mare Nostrum Award,
concorso giornalistico presieduto da Folco Quilici e Mimmo
Iodice.

Autore: Marco Molino

Prefazione: Ciro Biondi

Collana: Archeo

Editore: New Media Press _ Edizioni Flegree edizione 2021

ISBN: 978-88-944921-3-2

Pagine: 96

Formato: brossura

€ 10,00
La canonizzazione del Beato
Don      Giustino     Maria
Russolillo.
Dopo 1700 anni la diocesi di Pozzuoli vedrà canonizzato un
nuovo Santo: Don Giustino
sacerdote e fondatore della Società delle Divine Vocazioni
(anche noti come Vocazionisti), della Congregazione delle
Suore delle Divine Vocazioni, e delle Apostole
della santificazione universale.

Venerdì 9 luglio 2021, alle ore 11.00, presso l’Antisala dei
Baroni, nel suggestivo
Complesso monumentale di Castel Nuovo, sarà presentato il
percorso di canonizzazione
del Beato Don Giustino Maria Russolillo, che è anche stato un
autore molto proficuo e uno stimato predicatore di esercizi
spirituali per religiosi e laici, parroco nella Parrocchia di
San Giorgio Martire in Pianura di Napoli dal 20 settembre 1920
al 2 agosto 1955.

Nato   a   Pianura,   terzo   di   dieci   figli,   Giustino   Maria
Russolillo venne ordinato sacerdote il 20 settembre del 1913
nella Cattedrale di Pozzuoli e, come dice il nome della sua
opera, si spese a servizio delle vocazioni al sacerdozio e
alla vita consacrata, di cui sentì fin da giovanissimo il
valore inestimabile per la Chiesa.

Fatti Santo era l’invito con cui si accomiatava. Dopo essere
passato per numerose prove e incomprensioni in vita, ora sarà
canonizzato.

Un percorso lungo di cui parleranno figure autorevoli, con il
padre generale, Padre Antonio Rafael do Nascimento, e la Madre
generale, Suor Chiara Stella Vitale, infatti, sarà presente
anche il Postulatore della causa di canonizzazione, Padre
Giacomo Capraro e il Presidente della Commissione Centrale per
la Canonizzazione Don Salvatore Musella.

A comunicare il percorso verso l’onore degli altari, l’Ufficio
Stampa che, selezionato dal
Comitato ad hoc, ha come responsabile Claudio Ciotola. Con
lui, una nutrita squadra di operatori della comunicazione:
Ciro Biondi, Antonio Di Maio, Rosaria Morra, Mario Orlando,
Gianni Palmers, Luigi Panico, Martina Chiaese, Musolino
Fabiana, don Ciro Sarnataro e Suor Teresa Soria.
Patrocinato dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania,
l’evento coinvolge come media partner       Radio Amore, il
quotidiano   Roma,   l’emittente   tv        Capri   Event,
l’Osservatorio flegreo, Qui Campi Flegrei, il Corriere di
Pianura e il Centro Studi sul Giornalismo “Franco Mancusi”.

Sara’       trasmesso      sul     canale           Facebook
https://www.facebook.com/Vocazionisti-
nel-mondo-113932673354916/
Napoli:    A  Castel    Nuovo
presentazione del percorso di
canonizzazione del Beato Don
Giustino Maria Russolillo
Venerdì 9 luglio 2021, alle ore 11.00,
                     presso l’Antisala dei Baroni, nel
                     suggestivo Complesso monumentale di
                     Castel Nuovo, sarà presentato il percorso
                     di canonizzazione del Beato Don Giustino
                     Maria Russolillo. Dopo 1700 anni la
                     diocesi di Pozzuoli vedrà canonizzato un
                     nuovo Santo. Don Giustino sacerdote e
                     fondatore della Società delle Divine
                     Vocazioni (anche noti come Vocazionisti),
                     della Congregazione delle Suore delle
                     Divine Vocazioni, e delle Apostole della
santificazione universale. Nato a Pianura, terzo di dieci
figli, Giustino Maria Russolillo viene ordinato sacerdote il
20 settembre del 1913 nella Cattedrale di Pozzuoli e, come
dice il nome della sua opera, si spese a servizio delle
vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, di cui sentì
fin da giovanissimo il valore inestimabile per la Chiesa,
Fatti Santo, infatti, era l’invito con cui si accomiatava.
Dopo essere passato per numerose prove e incomprensioni in
vita, ora sarà canonizzato. Un percorso lungo di cui
parleranno figure autorevoli, con il padre generale, Padre
Antonio Rafael do Nascimento, e la Madre generale, Suor Chiara
Stella Vitale, infatti, sarà presente anche il Postulatore
della causa di canonizzazione, padre Giacomo Capraro e il
Presidente della Commissione Centrale per la Canonizzazione
Don Salvatore Musella. A comunicare il percorso verso l’onore
degli altari, l’Ufficio Stampa che, selezionato dal Comitato
ad hoc, ha come responsabile Claudio Ciotola. Con lui, una
nutrita squadra di operatori della comunicazione: Ciro Biondi,
Antonio Di Maio, Rosaria Morra, Mario Orlando, Gianni Palmers,
Luigi Panico, Martina Chiaese, Musolino Fabiana, don Ciro
Sarnataro e Suor Teresa Soria. Patrocinato dal Comune di
Napoli e dalla Regione Campania, l’evento coinvolge come media
partner Radio Amore, il quotidiano Roma, l’emittente tv Capri
Event, l’Osservatorio flegreo, Qui Campi Flegrei, il Corriere
di Pianura e il Centro Studi sul Giornalismo “Franco Mancusi”.
Sara’ trasmesso sul canale Facebook https://www.facebook.com/-
Vocazionisti-nel-mondo-113932673354916/

“AMAZONIANO il nuovo HERO”,
esce su Amazon il libro
dell’artista Laura Mega
“AMAZONIANO il nuovo HERO” è il libro scritto e illustrato da
Laura Mega, autoprodotto con Amazon e acquistabile sul sito
Amazon in formato ebook e cartaceo al prezzo di 13, 50 euro,
dallo scorso 22 giugno.

L’artista italiana Laura Mega, in attesa del rinnovo di visto
per tornare nella sua amata      New York, bloccata a Roma
nell’anno della pandemia, decide di impiegarsi come
magazziniera in un centro Amazon. Da questa insolita
esperienza, ne ricava un progetto artistico, che diventa un
libro illustrato con i suoi stessi disegni e un’azione
performativa che passa dal self-publishing attraverso la
stessa azienda di e-commerce
statunitense. Laura Mega (sotto lo pseudonimo di Elena, la
protagonista nel libro) racconta, in chiave ironica, la sua
avventura nel magazzino Amazon di Passo Corese in provincia
di Rieti.

Dopo 13 anni vissuti a New York, Elena, un’artista italiana
rimasta bloccata a Roma per un timbro sbagliato sul
passaporto, trova lavoro presso Amazon. Il contratto inizia
 nel periodo natalizio con un turno di notte…

Tra parole scritte e pagine illustrate, il racconto del nuovo
lavoro da magazziniera si alterna al ricordo nostalgico da
artista nella Grande Mela, e alla sorpresa di trovarsi a
interagire con le vite degli EROI che scorrono nel magazzino
Amazon, in cui l’autrice consente al lettore di entrare da un
punto di vista privilegiato, attraverso il suo sguardo
ironico e senza pregiudizio.

Pur non essendo l’unico libro in commercio sul tema Amazon,
“AMAZONIANO il     nuovo HERO” si distingue per il suo
proposito.

La scelta di autoprodurre il libro proprio attraverso Amazon,
conferma l’ironia dell’artista-autrice, che ama servirsi dei
paradossi e ribaltare gli stereotipi. Ogni acquisto del libro
da parte di un cliente accende, infatti, la catena di
montaggio del magazzino mettendo in atto un’azione ripetuta
in loop:
Amazon produce, stampa e vende il libro sull’amazoniano,
 l’amazoniano preleva il libro dagli scaffali e lo confeziona
 all’interno del magazzino Amazon, concludendo       l’intera
 operazione con la spedizione al cliente che ha acquistato sul
 sito Amazon. Una     ripetizione ossessiva in parte quasi
 alienante, come il lavoro dell’eroe amazoniano.

                             “AMAZONIANO il nuovo HERO” è un
                             libro di 128 pagine autoprodotto
                             con   Amazon e in vendita sul
                             sito Amazon su territorio
                             nazionale         (.it)        e
                             internazionale.

Laura Mega è un’artista visiva e scrittrice che lavora, da
anni, tra New York e Roma.    Co-fondatrice di “LAZZARO_art
doesn’t sleep”, un progetto artistico nato, lo scorso anno,
durante il periodo di lockdown. Ha pubblicato con Edizioni
Pulcinoelefante e ha scritto brevi racconti sulla rivista
letteraria americana The Opiate. Si è laureata all’Accademia
di Belle Arti di Roma e ha frequentato l’Università
dell’Immagine – Scuola sui cinque sensi creata dal fotografo
Fabrizio Ferri, a Milano. Ha esposto la sua arte a livello
internazionale e, attualmente, è rappresentata dalla Ivy Brown
Gallery di New York.
“Nei   nostri   sogni”,   una
storia soprannaturale e dalle
tematiche sociali nel libro
della Capobianco
Sarà presentato mercoledì 7 luglio, ore 18.30, in Piazza Dante
presso il caffè bistrot letterario “Il Tempo del Vino e delle
Rose il volume “Nei nostri sogni”, il libro dell’esordiente
Antonella Capobianco.

Antonella Capobianco, appassionata di letteratura e arte è
napoletana d’origine ma ha vissuto a Torre del Greco fin da
piccola. “Nei nostri Sogni” è la sua prima fatica letteraria,
pubblicata da PAV Edizioni nel 2021 e affronta tematiche
sociali come omofobia e coming out familiari attraverso una
vicenda soprannaturale.

“Che stupidi che siamo: quanti inviti respinti, quante parole
non dette, quanti sguardi non ricambiati. Tante volte la vita
ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno“. Il
discorso che Stefano Accorsi ci regalava 20 anni fa nel bel
film di Ferzan Ozpetek, “Le fate ignoranti”, si presta bene a
raccontare la vicenda di Emma, protagonista del libro di
Antonella Capobianco, già disponibile nelle librerie (su
ordinazione), nonché acquistabile su Amazon.

Il romanzo, pubblicato da PAV Edizioni quest’anno, sarà
presentato alla stampa e al pubblico mercoledì 7 luglio dalle
18.30 in Piazza Dante 44, a Napoli, presso il caffè letterario
e bistrot “Il Tempo del Vino e delle Rose”, nel corso di un
incontro dibattito – moderato dal giornalista Renato Aiello –
cui prenderà parte l’autrice insieme ai seguenti relatori:
Antonello Sannino, Segretario Antinoo Arcigay Napoli;
l’avvocato Alessia Schisano; la psicologa Daniela Barberio;
l’attrice Liliana Palermo, cui saranno affidate le letture di
alcuni passaggi del testo. Nella prima fatica letteraria della
napoletana Capobianco, esordiente assoluta con una grande
passione per l’arte e per la scrittura, le tematiche come la
morte, le attese e le occasioni mancate della vita passano
attraverso la lente dell’elemento soprannaturale, e a tratti
anche del paranormale, per approdare nell’attualità con cui ci
confrontiamo sempre più spesso: quella dell’incomunicabilità
tra genitori e figli, del coming out in famiglia e della
triste piaga dell’omofobia.

I sogni diventano pertanto, al di là di ogni credo spirituale
e religioso, lo strumento attraverso cui Emma continua a
comunicare con uno dei suoi due figli, a causa della perdita
improvvisa che sconvolge totalmente il suo nucleo familiare.
Un evento inatteso che mette in moto anche scoperte decisive e
svela i segreti meglio nascosti tra i suoi cari, perfetti
sconosciuti l’uno per l’altro.

L’assenza di comunicazione nell’era dell’interconnessione e
della convivenza forzata (causa pandemia) è il paradosso più
grande mai vissuto nella nostra società, che si dichiara
aperta e cosmopolita sulla carta, per poi dare filo da torcere
alle diversità di genere, di orientamento sessuale e persino
culturale, con l’episodio della giovane Adila, nata e
cresciuta in Italia ma di origine pakistana, esemplare nelle
sue contraddizioni. Omosessualità, omofobia (nella seconda
parte del libro un attacco ci ricorda che il virus dell’odio
in Italia è quello che circola più di tutti), e il tema dei
nuovi italiani si intrecciano alle visioni oniriche e alla
vita ultraterrena della giovane madre Emma, impegnata nella
prova più difficile di tutte: guidare gli uomini della sua
vita verso un’elaborazione del lutto e il superamento delle
sfide più gravi con tutto l’amore materno possibile.

L’appuntamento letterario del 7 luglio prossimo, che si
svolgerà nella piena osservanza delle norme anti covid-19 di
distanziamento sociale e soprattutto all’aperto, offrirà
quindi spunti interessanti per dibattere delle problematiche
che ci riguardano ogni giorno (i casi di raid omofobi,
bullismo e violenza familiare fisica e psicologica su chi
vuole vivere all’occidentale, purtroppo, fanno spesso capolino
sulle prime pagine e nelle homepage dei siti di informazione).

                             “Nei Nostri Sogni” è un viaggio
                             nell’elaborazione di un lutto,
                             la rappresentazione dell’amore
                             materno    al    suo   apice,
                             quell’affetto inscindibile che
                             lega ogni madre ai suoi figli
                              anche dopo la morte, che li
                              guida, li segue, tra sogno e
realtà, mondo dei vivi e regno dei morti. Il soprannaturale è
un tema essenziale dell’opera prima di Antonella Capobianco,
insieme alla scoperta da parte di un genitore
dell’omosessualità del proprio figlio e, purtroppo, alla piaga
dell’omofobia, vero nervo scoperto del nostro paese. E se le
differenze di genere e di orientamento costringeranno tutti a
fare i conti con sé stessi e con le persone più care, quelle
tra culture diverse, tra italiani e nuovi italiani spingono a
una riflessione sui tempi attuali e sul futuro che ci attende
in un paese sempre più cosmopolita.
Il 7 luglio l’autrice sarà disponibile per interviste e per
scambiare riflessioni e pensieri sui temi delicati e sensibili
della sua opera prima con tutti gli operatori
dell’informazione, giornalisti, blogger e con chiunque fosse
interessato a trascorrere un momento culturale davanti a un
buon calice di vino.

La   Cona   dei   Lani,                                  da
Sant’Eligio al Mercato                                   al
Museo di San Martino.
Martedì 29 giugno alla Certosa e Museo di San Martino sarà
presentata e inaugurata la nuova sezione espositiva dedicata
alla Cona dei Lani, proveniente dalla chiesa di Sant’Eligio al
Mercato.

Dopo un lungo intervento di recupero e restauro, la Direzione
regionale Musei Campania presenta al pubblico, in un’ambiente
appositamente allestito nel Museo di San Martino, un insieme
monumentale di opere in terracotta che facevano parte della
ricca decorazione della distrutta cappella dei Lani nella
chiesa di Sant’Eligio al Mercato.

L’intervento, avviato più di vent’anni fa grazie alla
lungimiranza dell’allora soprintendente Nicola Spinosa, in
seguito all’identificazione nel 1998 dei frammenti nei
depositi di Palazzo Reale da parte di Pierluigi Leone de
Castris, è stato completato grazie a un finanziamento
programmato nel 2018 dal Segretariato regionale del MIC
diretto all’epoca da Mariella Utili e oggi da Salvatore
Buonomo.

                             La Cona dei Lani si può ritenere
                             il più imponente complesso
                             fittile      policromo       del
                             Rinascimento meridionale, che,
                             persa irrimediabilmente la sua
                             collocazione originaria, viene
                             restituito alla fruizione grazie
                             a quest’ultimo intervento di
                             restauro e musealizzazione,
                             diretto prima da Ida Maietta e
poi da Rita Pastorelli con Lidia Del Duca.

Il restauro è stato eseguito dal consorzio R.O.M.A con la
direzione tecnica di Giuseppe Giordano.

Il progetto di allestimento nel Museo di San Martino diretto
da Francesco Delizia, si deve a Cassandra Lo Gatto e Ludovica
Giusti, che ha anche diretto i lavori (allestimento: Project e
D’Alessandro costruzioni s.r.l.).

L’opera è una testimonianza eccezionale della fase
cinquecentesca della chiesa angioina di Sant’Eligio, distrutta
dai bombardamenti del 1943 ed identificata, ancora tra le
macerie, da Gennaro Borrelli alla metà degli anni Settanta del
secolo scorso come opera di Domenico Napoletano, autore di
formazione lombarda, citato dalle fonti e tra i protagonisti
della composita cultura napoletana tardorinascimentale. Le
ricerche storico artistiche propedeutiche a questo cantiere
sono state avviate fin dalle prime fasi da Maria Ida Catalano
che le ha continuate anche in quest’ultimo segmento, prestando
al progetto la sua consulenza scientifica.

I grandi frammenti vennero ritrovati per la prima volta
durante i lavori del dopoguerra. Erano stati sepolti sotto il
pavimento della Cappella dei Lani (bucceri o macellai), che in
origine accoglieva la straordinaria impresa decorativa.
L’interramento fu eseguito nel Settecento, quando la chiesa
venne sottoposta ad un lavoro di modernizzazione.

                           Dopo la scoperta, i magnifici
                           pezzi superstiti della decorazione
                           distrutta –teste, mezzi busti,
                           qualche figura intera ed una
                           grande quantità di elementi
                           architettonici e ornamentali –
                           furono     indiscriminatamente
accumulati e divisi tra diversi depositi cittadini, ed in
sostanza dimenticati fino al recente recupero. Nel corso del
complesso restauro ed assemblaggio moderno, dal puzzle dei
frammenti sono state ricomposte numeroso figure di Sibillee
Profeti, il Cristo Redentore, la scena dell’Adorazione del
Bambino, quella del coro di angeli musicanti, oltre al
recupero della Vergine e della predella con le Storie ed il
martirio di San Ciriaco.

Già agli inizi di questa lunga avventura si erano potute
ritrovare la firma e la data incise nella terra ancora cruda
(Do)minici/(opu)s/(MD)XVII, che avevano potuto confermare le
notizie tramandate dalle fonti. L’intervento di pulitura ha
poi reso leggibili le superfici e i segni di lavorazione delle
terrecotte, facendo emergere l’azzurro e l’oro dei frammenti
architettonici. Inoltre, il ritrovamento di piccole parti di
colore originale, restituisce ai monumentali pezzi il senso
della loro preziosità, mentre l’allestimento su fondi e basi
dai toni chiari accompagna in maniera sobria e raffinata la
lettura dell’opera, restituita nella sua complessità di
insieme maestoso ma mutilo.

Non si è inteso, infatti, tentare alcuna ricomposizione della
Cona che arricchiva la perduta cappella dei Lani, tra le
imprese decorative più singolari del primo cinquecento
napoletano, data la assenza di tante parti, ma presentare
nella maniera più eloquente ed al contempo coerente i maestosi
frammenti.

 L’esposizione permanente aggiunge ulteriore valore alle
 collezioni del Museo nazionale di San Martino, che fa capo
 alla Direzione regionale Musei Campania diretta da Marta
 Ragozzino, che tradizionalmente accoglie sculture provenienti
 da edifici religiosi e civili della città. Nel presentare
 l’intenso lavoro compiuto, sono di accompagnamento brevi
 testi ragionati, a cura di Brunella Velardi, e un video
 originale di Marco e Matteo Pedicini che evoca l’intera
 vicenda.

I tanti dati conoscitivi emersi durante il cantiere messi così
in evidenza stimolano il pubblico verso riflessioni tecniche,
formali, spingendolo a cogliere problematiche iconografiche ed
ipotesi ricostruttive. Ai visitatori si sono offerti saperi
diversi, risultato del confronto tra architetti, storici
dell’arte, restauratori, diagnosti, grafici, fotografi, tutti
coinvolti a completare la singolare impresa.

L’intervento di restauro e l’allestimento, finanziati dal
Segretariato regionale per la Campania e frutto del lavoro
congiunto con la Direzione regionale Musei Campania, saranno
presentati alla stampa nell’ambito di una anteprima nella Sala
della Cona dei Lani della Certosa di San Martino martedì 29
giugno alle ore 11.00. Alle ore 18.00 nel Chiostro dei
procuratori         si       terrà       la       conferenza
inaugurale. Interverranno: Salvatore Buonomo, Segretario
Regionale MIC per la CampaniaMarta Ragazzino, Direttore
Regionale Musei della Campania; Francesco Delizia, Direttore
della Certosa e Museo di San Martino; Pierluigi Leone de
Castris, Università Suor Orsola Benincasa, Napoli; Maria Ida
Catalano, Università della Tuscia, direttore scientifico degli
interventi di restauro. Che dialogheranno su tutta la vicenda
storica, critica, di cantiere e allestimento.

Sezione Narcotici Napoli, il
nuovo libro di Guglielmo
Moschetti
A breve disponibile nelle principali
                      librerie e Store online l’ultima fatica
                      letteraria di Guglielmo Moschetti
                      “Sezione Narcotici Napoli” (Cronache
                      della mia storia di Poliziotto). L’Opera
                      di Moschetti, pubblicata dalla Casa
                      editrice New Media Press _ Edizioni
                      Flegree, non può essere considerata solo
                      un lavoro autobiografico per l’attività
                      investigativa dell’autore nella Sezione
                      Narcotici di Napoli, ma uno “spaccato”
                      sulle vicende criminali che hanno
attanagliato Napoli e la Campania.     Guglielmo Moschetti ha
fatto dell’impegno la sua “cifra” personale, coniugandolo al
sentimento di riscatto e al bisogno di sapersi utile e
partecipante a un’ottima causa. La sua narrazione si snoda dai
primi anni di vita all’emozione per la prima divisa, dal primo
giorno di lavoro ufficiale al desiderio di agire in totale
autonomia, fino ai giorni del riposo e della riflessione. E
nel mezzo di questo percorso di vita, gli episodi
sorprendenti, emozionanti, incoscienti, istruttivi e
indimenticabili di una carriera al servizio della
collettività, nelle file della Polizia di Stato. Entrando
nello specifico, il testo è un grande affresco della più
cruenta realtà lavorativa nel panorama degli anni ’80-’90,
periodo di grandi scontri tra i camorristi campani:         la
struttura di tutti i clan dei quartieri napoletani, la Nuova
famiglia, contro l’emergente struttura dell’hinterland
periferico, la Nuova camorra organizzata capeggiata da
Raffaele Cutolo, la cui smania di sovrapporsi ai suddetti clan
ha determinato la morte di centinaia di “soldati” sul
campo. L’attività dell’autore è andata a inserirsi in questo
contesto di altissimo profilo delinquenziale senza alcuna
formazione pregressa, senza strategie d’azione e senza neanche
le semplici nozioni utili ad espletare una giornata lavorativa
di base. L’autore racconta come i personaggi avvicendatisi
nella sua vita lavorativa, superiori diretti, ex marescialli,
ufficiali, funzionari, non gli abbiano mai trasmesso le
metodologie chiave per lo svolgimento del lavoro, e anche per
questo i successi conseguiti appaiono ancor più sorprendenti
e superiori a ogni aspettativa. L’autore si è trovato
coinvolto in decine di episodi, anche di natura violenta,
volti a fronteggiare personaggi e “famiglie” quali il Clan
Bocchetti, Contini (O’ romano), Di Lauro (Ciruzz o’
milionario),    Frezziero, Giuliano, Licciardi (Gennaro A’
Scigna), Lo Russo (I Capitoni), Mallardo, Mallo, Mariano (I
Picuozz), Mazzarella, Piccirillo, Pirozzi, Tolomelli e quello
dei Vastarella. Riflettendo sulle figure positive e
propositive incontrate, il racconto si sofferma anche sulle
gioie, sui pochi ma davvero autentici legami d’amicizia, sugli
avanzamenti di carriera e i riconoscimenti, sulla spinta a
volere sempre di più, a crescere fino a trovare uno spazio
tutto per sé, così da poter mettere in pratica in totale
autonomia quanto appreso, nel nome di un nuovo rischio, ma
anche dell’impegno che ha contraddistinto l’intera vita
dell’autore.

L’AUTORE  – Guglielmo Moschetti si avvicina alla scrittura
principalmente per motivi di lavoro, producendo    piccoli
manuali di prima consultazione riguardanti il settore degli
Istituti di Vigilanza (Guardie Giurate), dell’Investigatore
Privato e quello della Droga con il pseudonimo: Mino
Schettimo. Una precauzione perché dipendente della Polizia di
Stato. Successivamente si dedica alla narrativa di genere
pubblicando     “Max Giallo Napoletano – 18 23 22 -” ,
riproponendolo in una nuova versione come “Thriller Napoletano
– 18 23 22 -” e “Io Silano… Chi sono?”. “Sezione Narcotici
Napoli” è il suo terzo lavoro e         riassume l’attività
investigativa svolta in Polizia.

Autore: Guglielmo Moschetti

Editore: New Media Press _ Edizioni Flegree
Data di Pubblicazione: 2021

ISBN:   978-88-944921-6-3

Pagine:   268

Formato: brossura

€ 15,00

Turismo e Servizi Srl tra i
Partner del Progetto “Active”
Fulvio Ferrigno nominato Vicepresidente del Progetto

di destination management “Campi Flegrei Active”

Il soggetto giuridico costituito sotto forma di rete di
imprese coordinerà ed implementerà le attività di marketing
territoriale flegree

Ufficializzate ieri, 16 Giugno 2021, a Palazzo Migliaresi
(Rione Terra – Pozzuoli), durante l’evento di presentazione
alla stampa, le cariche del Direttivo Progetto Destination
Management “Campi Flegrei Active” ideato e coordinato da
Federalberghi Campi Flegrei. Fulvio Ferrigno, imprenditore,
amministratore della dinamica Turismo e Servizi Srl “Percorsi
Flegrei”, con sede a Pozzuoli, società delegata dal Comune di
Pozzuoli alla gestione dello storico Percorso Archeologico
sotterraneo del Rione Terra , è stato nominato Vicepresidente
dell’Assise. Roberto Laringe (Presidente di Federalberghi
Campi Flegrei) assume la Presidenza, Gennaro Martusciello
(Imprenditore del settore alberghiero, proprietario dell’Hotel
“Gli Dei” Pozzuoli) assume la carica di Consigliere. Il
Progetto “Campi Flegrei Active” nasce dall’esigenza di
coordinare tutte le imprese e i soggetti attivi nel turismo
flegreo per valorizzare e promuovere al meglio un’area unica
al mondo per la sua storia e le sue caratteristiche. Più di 50
operatori turistici dell’accoglienza, associazioni e imprese
che operano nell’ambito del turismo esperienziale hanno deciso
di fare squadra per dare forza e sinergia alla promozione del
territorio e per sfruttare le nuove opportunità legate alla
ripresa del turismo e alle nuove frontiere del turismo 2.0,
attraverso incisive operazioni di marketing territoriale e
creando una Piattaforma web di prenotazione dedicata alla
promozione del territorio che svilupperà un importante
supporto alla digitalizzazione dotando ogni singola attività
di un account di prenotazioni online.

https://www.campiflegreiactive.it/ dal 21 Giugno prossimo
online.
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