SKUDOWAVE il PIACERE di TELEFONARE in SICUREZZA - MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
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MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
INDICE
LA SOCIETA’ 3
IL MERCATO 4
IL DISPOSITIVO SKUDO®WAVE 5
LA COMUNICAZIONE 6
PERCHÈ UTILIZZARE SKUDO®WAVE 8
COME VERIFICARE IL FUNZIONAMENTO 11
TEST UNIVERSITA’ DI PERUGIA 13
PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA 15
LE FONTI UFFICIALI 17
I GIORNALI 17
SICUREZZA SUL LAVORO 22
IL GIORNO SCRIVE DI NOI - 7.10.2016 23
CONTATTI 27
MOBISAFE
DISTRIBUTION ITALIA
2MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
LA SOCIETA’
Mobisafe Distribution Italia s.r.l. ha sede legale in Via Amalasunta n. 6 a Ravenna.
ORGANIGRAMMA
Presidente Marcello Marrocco (socio)
Vice Presidente Ivano Bonetti (socio)
Responsabile Marketing Bianca Brotto (socia)
L’INIZIATIVA
Il settore nel quale si inserisce l’iniziativa è quello della promozione e della vendita a livello
internazionale di Skudo®Wave, un dispositivo accessorio di protezione per telefoni cellulari e
altre apparecchiature che emettono campi elettromagnetici.
La Mobisafe Distribution Italia srl ha ottenuto da Edil Natura, società italiana produttrice di
Skudo®Wave l’esclusiva di vendita mondiale del prodotto che è stato testato dall’Università degli
Studi di Perugia, Sezione Sanità Pubblica.
Skudo®Wave certificato testato e brevettato protegge l’essere umano dai potenziali e
irreversibili danni arrecati al DNA dalle onde elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari e da
tutti i dispositivi elettronici.
LA PRODUZIONE
EDIL NATURA si struttura sia come centro di ricerca attraverso il laboratorio “Max Planck”
diretto da Nicola Limardo (inventore di Skudo®Wave), sia come centro di lavorazione dei
prototipi di prodotti che vengono sottoposti ai vari Enti di ricerca universitari per ottenere, al
termine dell’iter “sperimentale”, la “garanzia” di qualità ed efficacia di tutto quello che viene poi
prodotto e immesso sul mercato (il ciclo di produzione è 100% Made in Italy).
Tutti i prodotti finiti vengono direttamente generati all’interno della struttura di EDIL NATURA
che, dotata di proprio Manuale di Qualità e Fascicolo Tecnico (alcuni prodotti sono Dispositivi
Medici), li controlla uno per uno. Tutti i prodotti sono identificati commercialmente con i marchi
registrati SKUDO® o GEOPROTEX®.
3MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
IL MERCATO
Il numero di cellulari attivi nel mondo ha eguagliato quello delle persone abitanti sul pianeta: 7.1
miliardi.
Non si parla della popolazione attiva occidentale, ma di tutti: vecchi e bambini, ricchi e poveri,
l’equivalente del 100% della popolazione mondiale.
Per la prima volta nella storia dell’umanità una tecnologia consumer è stata prodotta ed è utilizzata
attivamente per un totale che ha eguagliato, e supererà poco dopo visto l’andamento, il numero
totale di abitanti sulla terra.
È questo il mercato di riferimento sul quale Mobisafe Distribution si affaccia, un mercato che non
conosce crisi.
Gartner, società multinazionale leader mondiale nella consulenza strategica, ricerca e analisi nel
campo IT, ha dichiarato che nel 2015 le vendite di PC, smartphone e tablet dovrebbero sfiorare i
2,5 miliardi di pezzi nel mondo, in particolare sono gli smartphone a totalizzare il record di
preferenze grazie alle sempre maggiori funzionalità e performance.
Due i principali fattori che stanno determinando il boom dei dispositivi smart in tutto il mondo: il
crollo dei prezzi di oggetti che sono ormai diventati veri e propri PC tascabili, e la diffusione delle
reti di quarta generazione (4G). Una sempre maggiore (e fino a poco tempo fa inimmaginabile)
velocità di trasferimento dei dati sta infatti rendendo gli smartphone sempre più efficaci e attraenti
in tutti i mercati.
IN ITALIA
L’Italia è in zona rossa ossia dove esiste già un rapporto sim card/abitanti di 1,2; più precisamente
l’Italia con 1,5 è in quarta posizione. In testa ci sono gli Emirati Arabi con 1,95 seguiti a 1,91
dall’Estonia e da Hong Kong a 1,61. In Russia è 1,3 con 187 milioni di cellulari, negli USA 0,87
con 270 milioni, in Cina 0,47 con 634 milioni.
Le statistiche dicono che il 62% degli italiani possiede uno smartphone.
“In un periodo di gravi difficoltà economiche come quello che l’Italia sta attraversando, stupisce
rilevare come gli italiani siano disposti a spendere così tanto tempo e denaro in un’attività
apparentemente non indispensabile, come l’uso del cellulare - ha detto Andrea Manfredi,
amministratore delegato di SuperMoney -. In realtà, è evidente che per la maggior parte dei
consumatori, il telefonino e internet siano ormai diventati beni di prima necessità, non soltanto per
svagarsi e comunicare, ma anche per affrontare le molteplici attività della vita quotidiana, come la
ricerca di un lavoro o di una casa”.
4MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
IL DISPOSITIVO SKUDO®WAVE
Skudo®Wave è un dispositivo accessorio di protezione per apparecchiature che emettono campi
elettromagnetici di bassa e media entità (fino a 0,2 microTesla di induzione magnetica e fino a 100
V/m di campo elettromagnetico a tutte le frequenze) che, come accertato dal Dipartimento di Sanità
Pubblica dell’Università di Perugia, riduce significativamente il rischio del danno biologico al DNA
che può verificarsi con l’utilizzo prolungato del telefono cellulare. L’alta tecnologia del prodotto e
le sue qualità sono anche state oggetto di una tesi di Laurea presso la Facoltà di Medicina
dell’Università di Siena.
Skudo®Wave è un filtro che, all’interno delle apparecchiature, opera a livello sub-atomico
correggendo il disturbo generato dallo stato energetico alterato degli elettroni che costituiscono
l’apparecchiatura, stato alterato a causa dell’energia indotta dalla batteria inserita all’interno del
telefonino. L’effetto vibratorio di questa energia provoca infatti l’emissione di fotoni che, a contatto
con la testa dell’utente, possono arrecare un disturbo tale da causare anche un danno biologico al
DNA. Il prodotto, accertato scientificamente, opera quindi in modo da ridurre notevolmente tale
fenomeno inducendo una modifica “spintronica” che porta ad ottenere emissioni fotoniche più
compatibili con l’organismo umano, con la conseguente notevole diminuzione del rischio di danno
biologico.
Skudo®Wave agisce come un filtro di stabilizzazione e non come un sistema per la riduzione
dei campi elettromagnetici artificiali perché, se così fosse, il danno arrecato dalla batteria
sarebbe ancora maggiore in quanto costringerebbe il telefonino a ricercare continuamente
nuove celle alle quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’eccitazione della batteria
e quindi dell’intensità delle onde elettromagnetiche.
L’azione protettiva di Skudo®Wave è efficace anche su tutte le apparecchiature elettriche e/o
elettroniche che emettono campi elettromagnetici di bassa-media entità (computer, tv,
elettrodomestici, videogiochi, videoterminali, sistemi wi-fi, ecc.).
Skudo®Wave è formato da una piastrina in resina adesiva del diametro di 16 mm con
nanoprocessore interno; una volta tolta la pellicola a contatto con la parte adesiva, Skudo®Wave
può essere applicato a proprio piacimento sul telefonino. È sufficiente un solo dispositivo per
telefono.
Skudo®Wave non ha bisogno di manutenzione o di pulizia; nel caso si staccasse dall’apparecchio, è
sufficiente riattaccarlo con una qualsiasi colla adesiva senza il pericolo di ridurne l’efficacia.
Skudo®Wave non indebolisce il segnale del telefono cellulare, non provoca emissioni
elettromagnetiche e non interferisce con le prestazioni del dispositivo sul quale viene applicato.
NOTE: Al termine del suo ciclo di vita (2 anni dall’applicazione sul dispositivo), il prodotto può
essere smaltito come qualunque altro rifiuto solido urbano.
5MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
LA COMUNICAZIONE
Trattandosi di un dispositivo nuovo, scientificamente certificato e che protegge l’individuo dal
danno biologico arrecato dalla batteria inserita nel telefono cellulare, Skudo®Wave si differenzia
radicalmente dai prodotti comparsi e scomparsi dal mercato che promettevano una riduzione delle
radiofrequenze perché, se tale riduzione fosse possibile, il danno arrecato dalla batteria sarebbe
ancora maggiore in quanto costringerebbe il telefonino a ricercare continuamente nuove celle alle
quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’eccitazione della batteria e quindi dell’intensità
delle onde elettromagnetiche.
La serietà di Skudo®Wave richiede una forte ed efficace comunicazione che spieghi in modo
professionale e scientifico le caratteristiche funzionali del dispositivo allo scopo di costruire la
meritata credibilità.
LA RASSEGNA STAMPA
WWW.SKUDOWAVE.COM/RASSEGNA-STAMPA
Corso Sempione 8,
20145 Milano
Tel. 02.347168
Fax. 02.33614775
www.smcom.it
6MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
LE COLLEZIONI
Tre le collezioni disponibili:
collezione classica (nei colori nero, bianco, rosso), collezione fantasia (nei colori giallo, arancione,
fucsia, verdino), collezione calcio (con i brand delle squadre di calcio: Juventus, Inter, Torino,
Milan, Genoa, Lazio, Roma, Hellas Verona)
7MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
PERCHÈ UTILIZZARE SKUDO®WAVE
COSA SUCCEDE QUANDO SI ACCOSTA IL CELLULARE AL CORPO
Per comprendere il motivo delle raccomandazioni delle case produttrici di tenere il telefonino a 1-2
cm di distanza dal corpo e per valutare in cosa consista il rischio derivante dall’esposizione ai campi
elettromagnetici, analizziamo gli effetti sull'organismo delle radiofrequenze e della batteria inserita
all’interno dell’apparecchio (batteria che in molti cellulari non è estraibile).
Se il telefonino è spento, ma con la batteria inserita, questa genera comunque un minimo di
emissione elettromagnetica; quando il cellulare è acceso in stand by o perché lo stiamo utilizzando
per telefonare (maggiore è il tempo impiegato per una telefonata, maggiore sarà l’energia che la
batteria dovrà cedere), l’eccitazione della batteria aumenta e viene trasmessa alla materia, cioè a
tutte le componenti del telefono. A livello atomico questa trasmissione causa un salto di orbita degli
elettroni.
L’energia della batteria per tenere il telefono attivo, unitamente all’energia che serve al telefono per
agganciare la cella di un ripetitore, raggiunge un determinato valore che si trasmette sulla testa di
chi sta telefonando. Il trasferimento dell’energia
è dovuto in gran parte al salto quantico degli
elettroni eccitati dall’emissione
elettromagnetica della batteria stessa.
Vediamolo nel dettaglio: la materia è costituita
da atomi che a loro volta sono composti da un
nucleo di protoni e neutroni attorno al quale
ruotano, su un numero limitato di orbitali, gli
elettroni. In genere gli elettroni in natura sono
stabili sulla loro orbita a meno che non
intervengano interferenze (ad esempio a causa
della batteria inserita nel telefonino) che vanno
ad alterare il loro stato di equilibrio rendendoli
instabili e facendoli passare da un’orbita a
un’altra ricevendo o emettendo (a seconda del Tabella tratta da: “Tecnologia Quantistica”
tipo di salto) “quanti di energia” sotto forma di di Nicola Limardo Anima Edizioni
fotoni. Questi fotoni presentano una “polarità
levogira”, polarità che è incompatibile con
l’organismo umano, quindi dannosa (è interessante notare come i virus, i batteri, i parassiti e le
radiazioni artificiali lavorino con spin levogiro mentre gli enzimi e le sostanze nutritive con spin
destrogiro).
Sono questi fotoni, generati dal salto di orbita degli elettroni eccitati dalla batteria, che irradiano la
testa generando un disturbo che può diventare un danno biologico al DNA.
8MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
Il ricercatore di Novara Nicola Limardo ha studiato il problema e creato un filtro di stabilizzazione
(il convertitore d’onda Geoprotex inserito nel nanoprocessore Skudo® presente all’interno del
dispositivo Skudo®Wave) che agisce sugli elettroni in parte riducendone l’eccitazione che porta al
salto orbitale, in parte cambiando la polarità dell’elettrone (da levogiro a destrogiro) rendendola
compatibile con le cellule del nostro DNA (vedi tabella).
Le prove in vitro effettuate dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Perugia,
hanno evidenziato, con l’utilizzo del test della cometa, la vitalità delle cellule linfoblastoidi di
derivazione umana (Jürkat) dopo l’esposizione al campo elettromagnetico generato dal telefono
acceso in trasmissione in presenza del dispositivo Geoprotex, rilevando che tale campo non produce
effetti citotossici; la conclusione è emersa esaminando i valori di vitalità delle cellule che, in tutte le
prove effettuate, sono risultati sempre superiori al 75%. La conclusione del Dr. Massimo Moretti
del laboratorio di Tossicologia Genetica dell’Università di Perugia Sezione Sanità Pubblica è stata
pertanto la seguente: “Il dispositivo Geoprotex è risultato in grado di ridurre significativamente
gli effetti genotossici conseguenti all’esposizione alle radiofrequenze prodotte da un telefono
cellulare, riducendone il danno primario al DNA causato dal telefono in trasmissione a livelli
praticamente sovrapponibili a quelli del controllo negativo”.
Tabella tratta da: “Tecnologia Quantistica” di Nicola Limardo Anima Edizioni
9MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
Per abbattere quindi il rischio di danno biologico al DNA nel quale si incorre utilizzando il cellulare
(l’Ipad, il PC…), è sufficiente applicare il nanoprocessore Skudo® (inserito all’interno del
dispositivo Skudo®Wave.
È importante ribadire che il prodotto Skudo®Wave agisce come un filtro di stabilizzazione e
non come un sistema per la riduzione dei campi elettromagnetici artificiali perché, se così
fosse, il danno arrecato dalla batteria sarebbe ancora maggiore in quanto costringerebbe il
telefonino a ricercare continuamente nuove celle alle quali agganciarsi, con un aumento
conseguente dell’eccitazione della batteria e quindi dell’intensità delle onde elettromagnetiche.
Bisogna quindi diffidare dai prodotti che agiscono sulla riduzione delle radiofrequenze perché, oltre
a interferire con la funzionalità del telefono stesso (se diminuisco le radiofrequenze rendo
difficoltoso il telefonare), innescano un danno maggiore in quanto costringono la batteria ad una
maggiore attività con il conseguente aumento del campo elettromagnetico generato dall’instabilità
degli elettroni.
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COME VERIFICARE IL FUNZIONAMENTO
ANALISI MORFOLOGICA DEL SANGUE
Recandosi presso un laboratorio di medicina cellulare e microscopia in campo scuro e prelevando
una goccia di sangue dall’orecchio prima e dopo una telefonata con e senza Skudo®, si può subito e
facilmente verificarne il funzionamento
TEST DELL’ACETILCOLINA
il “disturbo” del telefonino causa una netta riduzione di acetilcolina in corrispondenza del polso e
l’acetilcolina è un neurotrasmettitore che interviene anche nella variazione del tono muscolare.
Per provare la riduzione di acetilcolina a livello del polso si può utilizzare:
A) ELETTROMIOGRAFO
B) CELLA DI CARICO CON DINAMOMETRO
C) SENZA BISOGNO DI STRUMENTAZIONE (il test chinesiologico muscolare evidenzia la
riduzione del tono muscolare dal 70 al 90% ed è subito percepibile da chiunque)
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SPETTROFOTOMETRO
Per osservare la funzione del nanoprocessore Skudo®Wave, è necessario uno speciale
spettrofotometro: si tratta di un apparecchio in grado di “vedere”, anche in modo indiretto, gli effetti
di un campo elettromagnetico generato, per esempio, da un telefono cellulare sulla materia.
PET
Esiste anche un metodo diretto di “osservazione”, che comporta l’impiego di una strumentazione
molto sofisticata presente nei centri ospedalieri più attrezzati: si tratta della PET con utilizzo del
liquido di contrasto, che permette di evidenziare il quantitativo di glucosio presente nel cervello. I
risultati ottenuti sono consultabili anche su internet (riferimento studio del National Institute of
Helath di Bethesda, USA, pubblicato nel 2011 su Jama – Journal of the American Medical
Association). I risultati ottenuti dimostrano che, durante una telefonata, si ha in corrispondenza
della parte del cervello più vicina alla posizione del telefonino, un aumento abnorme di glucosio
(unico alimento di cui si nutre il nostro Sistema Nervoso Centrale), mentre se non telefoniamo tutto
questo non avviene!”.
12MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
TEST UNIVERSITA’ DI
PERUGIA
13MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE DR. MORETTI
UNIVERSITA’ DI PERUGIA - SEZIONE SANITA’ PUBBLICA
14MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA
15MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
16MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
LE FONTI UFFICIALI
La IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) classifica le radiofrequenze come
possibili cancerogene per l'uomo (classe 2B). I ricercatori della IARC hanno concordato, con la
Monografia n. 102, su una limitata evidenza di glioma e di neurinoma del nervo acustico fra gli
utilizzatori di telefono cellulare e inadeguata evidenza per tutti gli altri tipi di tumore.
Il gruppo di lavoro non quantifica il rischio, ma cita uno studio che dimostra un incremento del 40%
di rischio di ammalarsi di glioma negli utilizzatori “pesanti" cioè coloro i quali utilizzano il telefono
cellulare per almeno trenta minuti al giorno per almeno dieci anni.
Per leggere le conclusioni IARC: http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf
Il Consiglio Superiore di Sanità (Ministero della salute) ha affrontato la questione dei rischi
potenziali connessi con l’uso dei telefoni cellulari nella seduta del 15 novembre 2011 concludendo
che, soprattutto per quanto riguarda i bambini, vada applicato il principio di precauzione in
relazione ad un’educazione all’utilizzo del telefono cellulare, non indiscriminato ma appropriato,
quindi limitato alle situazioni di vera necessità.
Il documento termina con l’informazione circa l’avvio da parte del Ministero della salute di una
campagna d’informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per
sensibilizzare proprio a tale uso appropriato dei telefoni mobili.
I GIORNALI
CORRIERE DELLA SERA
Cervello a rischio tumori con il cellulare
STUDIO SVEDESE: «SCORAGGIARNE L'USO AI BAMBINI»
Cervello a rischio tumori con il cellulare
I professori Hardell e Hansson Mild: utilizzare il telefonino per 10 anni fa salire il rischio di
ammalarsi
LONDRA (Gran Bretagna) - Usare il cellulare per più di 10 anni aumenterebbe il rischio di
ammalarsi di tumore al cervello. Lo sostiene un studio svedese, opera di due eminenti professori –
Lennart Hardell dell’Università di Orebro e Kjell Hansson Mild dell’Umea University – che
contraddice così le ultime ricerche ufficiali, che negavano un nesso fra i telefonini mobili e il
cancro. Stando ai nuovi risultati, invece, le persone che usano il cellulare da un decennio o più,
anche solo per un’ora al giorno, hanno il doppio di possibilità di sviluppare un tumore nel lato del
cervello dove di solito appoggiano il dispositivo.
INDEPENDENT- «E’ necessaria una grande attenzione nell’uso del telefonino – avvertono gli
scienziati nella relazione pubblicata dalla rivista Occupational Enviromental Medicine – e
soprattutto i bambini, che sono particolarmente vulnerabili, dovrebbero essere scoraggiati
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dall’utilizzarlo». A quanto sostiene l’Independent, che ha riportato lo studio, i risultati sarebbero
tanto importanti quanto preoccupanti, perché mettono insieme ricerche su persone che hanno usato
il cellulare per un tempo abbastanza lungo da poter contrarre la malattia. Finora, infatti, le
rassicurazioni ufficiali sulla sicurezza dei cellulari si basavano su ricerche compiute, nella migliore
delle ipotesi, su un campione ristretto, ma il cancro impiega almeno 10 anni per svilupparsi, quindi
questi studi erano giocoforza parziali.
STUDI PRECEDENTI - Il mese scorso, una ricerca inglese sulla sicurezza dei dispositivi promossa
dalla Mobile Telecommunication and Health Research (MTHR) e costata quasi 9 milioni di sterline
(circa 13 milioni di euro), era arrivata alla conclusione che i cellulari «non potevano essere associati
a danni biologici». Ma il presidente della MTHR, il professor Latrie Challis, aveva ammesso che
solo una piccola parte dello studio aveva riguardato gente che usava il cellulare da più di un
decennio e aveva annunciato la necessità di nuove ricerche, più complete, per un risultato il più
possibile certo. «Non possiamo escludere la possibilità che il cancro possa apparire nel giro di pochi
anni - aveva avvertito lo scienziato – perchè la nostra ricerca ha scoperto qualche timido accenno
nelle persone che sono state esposte alle radiazioni per oltre un decennio».
RISCHI PER IL CERVELLO - I due luminari svedesi hanno, invece, riunito i risultati di 11
precedenti studi svolti in Svezia, Danimarca, Finlandia, Giappone, Germania, Stati Uniti e
Inghilterra, che ribadivano l’aumento del rischio di sviluppare il cancro, soprattutto nel lato di
cervello dove la gente è solita appoggiare il telefono. Cinque dei sei studi sui «gliomi», tumori delle
cellule che proteggono quelle nervose, avevano confermato il potenziale pericolo, mentre quattro
relazioni su cinque avevano rilevato la presenza di neuromi acustici, forme tumorali benigne ma
spesso causa di invalidità come la sordità. I due svedesi hanno così raccolto i risultati per analizzarli
nel loro complesso e hanno perciò stabilito che le persone che usano il telefonino da un decennio o
più hanno il 20% in più di possibilità di contrarre una patologia come il neuroma acustico e il 30%
in più di sviluppare un glioma maligno. E il rischio sarebbe ancora più grande dal lato della testa su
cui appoggia il cellulare: più che triplicato nel primo caso, addirittura quintuplicato nel secondo.
«Queste valutazioni danno un campione esauriente per valutare i rischi di aumento di neuromi e
glomi – hanno sottolineato Hardell e Mild - . Non solo. In base a questi risultati, non si possono
nemmeno escludere la presenza di altre forme di tumore al cervello».
CORDLESS - Lo studio svedese ha interessato anche i cordless e pure in questo caso si è registrato
un aumento di entrambe le patologie. In altre parole, usando un cellulare o un telefono senza fili per
2000 ore – ovvero, meno di un’ora al giorno per 10 anni – vi sarebbe un rischio concreto di
ammalarsi, ha spiegato il professor Mild al giornale inglese – perché ci sono precise indicazioni sul
fatto che qualcosa succede dopo i dieci anni».
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Non a caso, il luminare utilizza il cellulare il meno possibile e consiglia di farlo sempre e comunque
con i dispositivi vivavoce e di evitare le telefonate chilometriche, preferendo in questo caso gli
apparecchi fissi.
Grande attenzione poi con i bambini, ai quali i cellulari dovrebbero essere tassativamente proibiti. Il
professore riconosce comunque come il numero di radiazioni emesse dai telefoni di ultima
generazione sia notevolmente diminuito rispetto al primo dispositivo apparso sul mercato una
decina di anni fa, ma la sua raccomandazione è di preferire modelli a bassa radiazione, visto
soprattutto il proliferare del Wi-Fi, che emette raggi altrettanto pericolosi, seppur in misura minore
rispetto ai telefonini.
PARERI CONTRASTANTI - Stando alla Health Protection Agency inglese, questo studio svedese
sarebbe «molto indicativo», pur ammettendo che i risultati «non si possono considerare ancora
definitivi», mentre l’associazione degli operatori di telefonia mobile (Mobile Operators
Association) rileva come non ci siano nuovi dati certi sui rischi per la salute, ma concorda sul fatto
che siano necessari nuovi studi. Nel frattempo, gli scienziati hanno chiesto anche una revisione
degli standard di emissione dei telefoni mobili e di altre fonti radioattive che loro stessi descrivono
come «inappropriate» e «non sicure».
Simona Marchetti - 08 ottobre 2007
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LA REPUBBLICA.IT - SALUTE
"Quel tumore è per l'abuso di cellulare"
La Cassazione riconosce legame e danno
Sentenza senza precedenti sul caso di un manager che per lavoro era costretto a colloqui telefonici
per complessive 5-6 ore al giorno. Una volta diagnosticata la malattia, ha fatto causa per l'invalidità
professionale. Contro il diniego dell'Inail, la Suprema corte gli ha dato ragione
di RICCARDO STAGLIANO’
Ora c'è una sentenza definitiva. La Corte di cassazione, per la prima volta in Italia - e a sentire gli
esperti, al mondo - ha stabilito un legame di concausalità tra un forte uso del cellulare e un tumore.
La storia è quella di Innocente Marcolini, di cui Repubblica.it si era già occupata in un'inchiesta.
Manager cinquantenne, responsabile commerciale di una multinazionale, per lavoro stava al
telefono (cordless o cellulare) una media di 5-6 ore al giorno, per dodici anni. Una mattina mentre si
fa la barba si accorge di uno strano formicolio.
Le analisi diranno che è un tumore al nervo trigemino. Operazione riuscita, ma il dolore non lo
abbandonerà più. Non può più lavorare.
Chiede una pensione di invalidità professionale. L'Inail la nega. Marcolini fa ricorso e il tribunale di
appello di Brescia gli dà ragione. È il 22 dicembre 2009. Stavolta è l'Inail a opporsi in Cassazione.
Ma il 12 ottobre la corte suprema deposita la sentenza in cui conferma: i giudici di secondo grado
hanno citato la letteratura scientifica giusta e hanno fatto bene a riconoscere che una causa
dell'invalidità del manager sia proprio l'utilizzo del telefono.
19MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
Marcolini, un cinquantenne tosto, non avrebbe mai voluto diventare testimonial di questa battaglia.
"Provo soddisfazione per la decisione perché dimostra la nostra tesi sulla dannosità di questa onde
elettromagnetiche. Riconosce che le perizie erano affidabili. E prova, almeno per quanto mi
riguarda, che con i suoi tempi la giustizia italiana funziona”.
Il professor Angelo Levis, ex-ordinario di mutagenesi ambientale a Padova, è uno di quelli che gli è
stato più vicino nella sua lotta. "È una sentenza importantissima, che fa giustizia di un certo
negazionismo nella comunità scientifica e che apre le porte a un nuovo corso giudiziario". Solo lui,
in collaborazione con uno studio torinese specializzato in diritto della salute, sta seguendo sette
cause di persone che ritengono di aver sviluppato tumori alla testa in conseguenza di un uso forte
del cellulare. “Stiamo lavorando all'ipotesi di costruire una class action, un'azione collettiva cui può
partecipare chi ritiene di aver subito un danno”. Marcolini ne sarebbe il primo firmatario.
Nei mesi scorsi anche il Codacons aveva cominciato a lavorare su quest'ipotesi. E cresce la
consapevolezza in vari parlamentari, come il senatore Felice Casson, che rispetto ad altri paesi
europei l'Italia non ha preso troppo sul serio né l’invito alla cautela del Consiglio d'Europa né
l'inclusione da parte dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro delle onde
elettromagnetiche emesse dai cellulari tra i possibili cancerogeni.
Ma l'inattività più sorprendente riguarda un parere del Consiglio superiore di sanità, l'organismo che
raggruppa le principali personalità mediche del Paese, che risale al 15 novembre 2011. In quelle
sette pagine, sollecitate dal ministero della salute del governo precedente, l'organismo scientifico
invitava il ministero a promuovere l'uso degli auricolari per tutti. E per i bambini
raccomandava di limitare l'uso alle situazioni di necessità, oltre che a fare campagne di
sensibilizzazione contro l’uso indiscriminato del telefonino. Ma Renato Balduzzi, per il momento,
non ha raccolto il consiglio.
Nei giorni scorsi, intanto, la Gazzetta del Mezzogiorno ha dato notizia di un avvocato di Potenza
con un tumore al cervello i cui medici non avevano escluso un rapporto con l'uso molto intenso che
faceva del cellulare. A quel punto il professionista scrive direttamente al Ministero, per sapere se
l'ipotesi potesse avere un fondamento. La prima volta non riceve risposta. Lui insiste e
ottiene una lettera che non lo tranquillizza affatto. Un passaggio recita: "Il tema di possibili rischi
per la salute conseguenti all'utilizzo del telefono cellulare è alla costante attenzione anche a seguito
della classificazione stabilita dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di agente
possibilmente cancerogeno per l'uomo" e ancora "attraverso studi epidemiologici la stessa Agenzia
ha evidenziato limitata cancerogenicità tra gli utilizzatori del telefonino in relazione al tumore
maligno del cervello e del nervo acustico, mentre l'evidenza è stata giudicata inadeguata per altri
tipi di cancro o esposizione".
Con la Gazzetta l'uomo, che preferisce restare anonimo, commenta: "Ci dicono che il telefonino è
cancerogeno seppur a cancerogenità limitata. Qualcosa, insomma, c'è. D'altra parte in molti libretti
di istruzione dei cellulari viene consigliato di tenere l'apparecchio a qualche centimetro di distanza
dall'orecchio. Se le ditte costruttrici scrivono questo, forse sarebbe opportuno dare un'informazione
più completa e più chiara. Ne va della salute dei cittadini”.
La lettera del ministero si chiude con un invito di una campagna di informazione per "promuovere
un utilizzo responsabile del telefono, soprattutto in relazione all'uso da parte dei bambini". Ovvero
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la stessa richiesta del Consiglio superiore di sanità che giace inascoltata sul tavolo del ministro da
mesi. In Italia la penetrazione dei cellulari è del 150 per cento, uno e mezzo a testa,
tra le più alte al mondo. Se c'è un problema riguarda letteralmente tutti. Marcolini si chiede: "Cosa
aspettano per fare qualcosa?
Se all'epoca qualcuno mi avesse avvisato dei rischi che correvo, probabilmente adesso non avrei
dovuto passare tutto questo”.
IL FATTO QUOTIDIANO
di Piero Ricca - 29/9/2013
Non solo ne sconsiglia l’uso, ma ci avverte che chiunque usi un telefonino si espone a “un rischio
serio per i tessuti cerebrali”. Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare
del Cnr di Bologna, in una intervista al fattoquotidiano.it spiega perché sarebbe meglio per
comunicare inviare un sms e perché propone di mettere la scritta: “Nuoce gravemente alla salute”.
Dr. Marinelli, i cellulari fanno davvero male alla salute?
Non ci sono dubbi del profondo impatto biologico delle radiazioni di radiofrequenza. Il telefonino è
uno strumento molto inquinante e dannoso per la salute. La I.A.R.C. (Agenzia Internazionale per la
ricerca sul cancro) nel maggio 2011 ha classificato le radiofrequenze nella classe 2B cioe’ “possibili
cancerogeni per l’uomo” sulla base degli studi epidemiologici fatti dal prof. Lennart Hardell che ha
riscontrato un maggior rischio di tumori cerebrali negli utilizzatori di telefono cellulare. Rischio che
arriva a quattro volte se si tiene conto della lateralità dell’uso.
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Quali sono le ricerche di riferimento?
Moltissimi sono gli studi pubblicati e ne sappiamo abbastanza per sconsigliarne l’uso. Ci sono due
pubblicazioni di riferimento relative alla pericolosità delle radiofrequenze: lo studio bioinitiative,
dove sono pubblicati i lavori scientifici che dimostrano effetti profondi dei campi elettromagnetici
(www.bioinitiative.org), e lo studio dell’ICEMS ( Commissione Internazionale per la sicurezza
elettromagnetica) sui meccanismi di azione biologica dei campi elettromagnetici (www.icems.eu).
Entrambi sono scaricabili dalla rete. Dalle mie ricerche sulle cellule in coltura si evidenzia un
effetto di alterazione del metabolismo e soprattutto della sopravvivenza cellulare e della regolazione
genica. (Journal of Cellular Physiology JCP 2004), ed una influenza sugli enzimi del metabolismo
cellulare ( Barteri.M, Marinelli F. et al. 2010)
Da più parti si bolla come allarmismo quel che lei sostiene.
C’è una sottovalutazione del rischio e poca informazione. Una situazione voluta a livello globale
dalle grandi compagnie di telefonia mobile che per i propri interessi commerciali condizionano le
ricerche e la diffusione di informazione. Si può fare un’analogia con la tragedia dell’amianto. Per
decenni si è sottovalutato il problema, con le conseguenze che conosciamo. Il telefonino è lo
strumento più inquinante a causa della vicinanza dell’uso. Esiste una assurda incongruenza nella
legge vigente: protegge la popolazione da livelli di esposizione massima di 6 V/m quando
provengono dalle antenne fisse e permette ai telefoni di irradiare la testa con valori di oltre 100 V/
21MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
m. Anche il limite SAR (Specific Absorption Rate) di 2 W/Kg a cui sono sottoposti gli apparecchi
telefonici mobili e’ elevatissimo. Per misurare 2 W/Kg nel tessuto cerebrale irradiato occorre un
campo incidente di 300 V/m. Si tratta quindi di una licenza di emissione per i telefonini di centinaia
di V/m, quando il limite per le antenne esterne e lontane è posto a 6 V/m. (…)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/29/cellulari-ricercatore-marinelli-rischio-per-tessuti-
cerebrali-usarli-solo-in-caso/727173/
GAZZETTA DELLO SPORT - 11-5-2014
SICUREZZA SUL LAVORO
22MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
IL GIORNO SCRIVE DI NOI - 7.10.2016
QN QUOTIDIANO NAZIONALE IL GIORNO
7 ottobre 2016 a cura di Luca Balzarotti
UN BOTTONCINO SULLO SMARTPHONE E IL CERVELLO PUò "RESPIRARE"
MEGLIO - Debutta sul mercato il nanoprocessore made in Lombardia
LA FORMA è quella di un bottone
colorato. Un adesivo di 16 millimetri da
attaccare sugli smartphone. Ciò che si
nasconde dietro Skudo®Wave, una
piccola piastrina in resina disponibile
anche con i loghi delle squadre di calcio,
è un nanoprocessore di ultima
generazione in grado di proteggere
l'uomo dai disturbi biologici
riconosciuti.
Nel 2011 era stato il professor Kurt Straif dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc)
a parlare di “alterazione dei flussi cerebrali sanguigni ed effetti di alterazione sul Dna” in merito
alle radiofrequenze e ai campi elettromagnetici emessi anche dai cellulari.
Tradotto: non è certo che il danno biologico provochi una malattia, ma è certo che senza danno
biologico non può esserci una ricaduta sanitaria. Per prevenire il rischio, uno staff di ricercatori
diretto dal professor Nicola Limardo, responsabile scientifico nel settore della salute ambientale e
docente nei corsi di alta formazione in medicina all'università “La Sapienza” di Roma organizzati
dall’Ilma (Italian Lifestyle Medicine Association), ha elaborato una nuova nanotecnologia.
“Sono serviti otto anni di lavoro ed esperti di fisica, informatica e ingegneria quantistica per mettere
a punto un nanoprocessore in grado di proteggere l'uomo dai possibili effetti nocivi generati dalle
batterie”, rivela il professor Limardo.
“Skudo®Wave non è un sistema che scherma. Le schermature vanno a modificare i campi
elettromagnetici costringendo le batterie ad aumentare la potenza: il risultato è un'amplificazione
del danno, non una difesa”.
IL NANOPROCESSORE inserito nel dischetto in resina, invece, “riduce drasticamente l'effetto
biologico nocivo della telefonata quando il cellulare viene appoggiato alla testa contravvenendo i
consigli di molti produttori che scrivono nelle istruzioni di tenere il telefono a una distanza dal
corpo di almeno 1,5 centimetri”, spiega Limardo.
23MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
“Dopo 50 minuti di conversazione con Skudo®Wave, la Pet
NELLE FARMACIE In questi
(tomografia a emissione di positroni) evidenziava che i
giorni il nanoprocessore 100%
valori del glucosio nel cervello non si modificavano, mentre
made in Italiy - il processo di
lo studio di Nora Volkow pubblicato sulla rivista Jama
produzione è già stato
(Journal of the American Medical Association) dimostrava
certificato con brevetto europeo
come l’esposizione al cellulare (in assenza di
- ha fatto il debutto nel mercato
protezione)modificasse nei 47 casi trattati il metabolismo italiano delle farmacie (29 euro
del glucosio nel cervello”. il costo).
Skudo®Wave agisce in pratica come un filtro che, SU SCALA PLANETARIA
all’interno del telefonino, opera a livello sub-atomico La distribuzione mondiale è
correggendo il disturbo generato principalmente dallo stato affidata a Mobisafe Distribuition
energetico alterato di alcuni elettroni che costituiscono Italia, società costituita da tre
soci. Due sono ex calciatori
l’apparecchiatura, uno scenario che si verifica anche per
professionisti.
l’energia indotta dalla batteria inserita all’interno del
IL VERTICE Il presidente è
cellulare.
Marcello Marocco, un passato
L’EFFICACIA del nanoprocessore è stata accertata con le maglie di Napoli e
sull’uomo in un laboratorio di medicina cellulare e in vitro Genoa; vice è Ivano Bonetti:
da test svolti nel laboratorio di tossicologia genetica Juventus, Bologna, Sampdoria,
dell'Università di Perugia sezione sanità pubblica sul tra le altre e due scudetti vinti.
prodotto allora denominato Geoprotex . LA COMPAGINE Il terzo socio
è una donna, Bianca Brotto,
Il Comitato scientifico del Siti, la società scientifica italiana
responsabile marketing e
principale che opera nella sanità pubblica, ha validato
imprenditore-scrittrice.
questi test pubblicandoli sugli atti del 43° Congresso MERCATO SENZA CRISI La
nazionale. startup si è aggiudicata la
partita in un mercato che non
PAESE :Italia
PAGINE :22
SUPERFICIE :82 %
AUTORE :Luca Balzarotti
conosce crisi, ora che il numero
2 7 4 RWLGLDQR
7 ottobre 2016
di smartphone di circa 6,8
Un bottoncino sullo smartphone miliardi.
E il cervellopuò respirare" meglio
"
Debutta sulmercatoil nanoprocessoremadein Lombardia
IL PRIMO OBIETTIVO
Luca Balzarotti
MILANO
LA FORMA è quella di un bottone
colorato . Un adesivo di 16
da attaccare sugli
millimetri
viene appoggiato alla testa
contravvenendo
produttori
i consigli di molti
che scrivono
Per mettere a punto
nelle questo
strumento
Secondo le previsioni entro il
smartphone
. Ciò che si nasconde dietro istruzioni di tenere il telefono a sono serviti 8 anni
Skudo @Wave , una piccola una distanza dal corpo di almeno di ricerche
piastrina
in resina disponibile anche
con i loghi delle squadre di calcio ,
è un nanoprocessore in grado di
proteggere l uomo dai disturbi
'
1,5 centimetri» , spiega Limardo.
E ancora: «Dopo 50 minuti di
conversazione
Skudo9Wave
con
, la Pet (tomografia a
Coinvolti esperti
di fisica , informatica
e ingegneria quantistica
primo semestre del 2017 nelle
biologici da tecnologia . Nel 2011 emissione
di positroni) evidenzia che i Siamo partiti dal principio
farmacie saranno in vendita
era stato il professor Kurt Straif valori del glucosio nel cervello non
che schermare
dell Agenzia internazionale per la
'
si modificano , mentre lo studio di
ricerca sul cancro (Iarc) a parlare Nora Volkow pubblicato sulla sbagliato:
di «alterazione dei flussi cerebrali rivistaJama (Journal of the schermatura infatti
sanguigni ed effetti di alterazione American
Medical Association)
sul Dna» in merito alle dimostrava come l
'
costringe
batterie ad aumentare
200mila Skudo®Wave.
e ai campi
radiofrequenze al cellulare in
esposizione
emessi anche dai cellulari .
elettromagnetici assenza di protezione potenza utilizzata
Tradotto:non è certo che il danno modificasse nei 47
biologico provochi una malattia , casitrattati il
ma è certo che senza danno metabolismo
del glucosio nel Focus
non può esistere una
biologico cervello» . Skudo )W-
ricaduta ave agisce come un
MENO DANNI Il meccanismo di
sanitaria . Per prevenire il
rischio, uno staff di ricercatori
filtroche , all interno del
'
direttodal professor Nicola telefonino , opera a
livellosub-atomico
Nelle farmacie
Limardo
, responsabile scientifico nel
settore della salute ambientale e correggendo il disturbo In questi giorni
docente nei corsi di alta generato
formazione dallo stato
principalmente
controllo dello strumento è
in medicina all università La 100%% made in Italy ha fatto
'
energeticoalterato di alcuni elettroni ,
Sapienza di Roma organizzati debutto net mercato
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uno scenario che si verifica anche
(Italian Lifestyle italiano delle farmacie
per l energia indotta dalla
'
Medicine Association) , ha elaborato
una nuova nanotecnologia . «Sono batteria
all interno del cellulare.
'
(29 euro il cost(
serviti otto anni di lavoro ed L EFFICACIA del
'
Su scala planetaria
esperti di fisica , informatica e nanoprocessore
affidato a un nanoprocessore in
è stata verificata sull uomo in '
ingegneriaquantistica per mettere un laboratorio di medicina La distribuzione mondiale
a punto un nanoprocessore in cellulare
e in vitro dai test svolti nel affidata a Mobisafe
gradodi proteggere l uomo dai
'
laboratoriodi tossicologia genetica Distribution Italia , società
possibili
effetti nocivi generati dalle dell Università di Perugia
'
costituita da tre soci
batterie» , dice Limardo . « sezione
sanità pubblica sul prodotto
Skudo Due sono ex calciatori
grado di limitare i danni da
@Wave non è un sistema che allora
chiamato Geoprotex . Il
scherma . Le schermature vanno a professionisti
Comitato
scientifico del Siti , la società
modificare i campi
scientifica italiana principale che vertice
costringendo le batterie ad
elettromagnetici
aumentare la potenza: risultato opera nella sanità pubblica , ha
validatoquesti test pubblicandoli presidente è Marcello
un' amplificazione del danno , non Marocco , un passato
una difesa» . sugli atti del 43° Congresso
IL NANOPROCESSORE inserito
nel dischetto in resina , invece , «
della
l effetto biologico nocivo
'
telefonata quando cellulare
nazionale.
Il principio
con le maglie di Napoli
e Genoa ; vice è Ivano
Bonetti: Juventus , Bologna
Sampdoria tra altre
, esposizione
base
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Tutti i diritti riservatiMOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
VALUTAZIONE DEI RISCHI IN AMBIENTE DI LAVORO
Rischio fisico generato da campi elettromagnetici artificiali
Decreto Legislativo 9/4/ 2008 n. 81 ed integrazioni
OBBLIGHI DI LEGGE
L’Art. 180 del Decreto stabilisce che, tra gli agenti fisici da prendere in considerazione per
l’esecuzione del fascicolo della Valutazione dei Rischi, vi sono i campi elettromagnetici.
L’Art. 28 nel comma 1 lettera a) stabilisce che tale documento deve contenere una “relazione sulla
valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa” ,
Nell’ Art. 18 (Obblighi del datore di lavoro e del dirigente) alla lettera z) del comma 1 si legge che
tali figure devono “aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e
produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di
evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione”. Questo vuol dire che se vengono
immessi in commercio sistemi e dispositivi che rappresentano un’evoluzione della tecnica di
prevenzione o protezione dei lavoratori, allora è il caso che siano presi in considerazione ed inseriti
nelle postazioni degli operatori.
Una volta che il datore di lavoro e il responsabile della sicurezza vengono informati in merito alle
“innovazioni tecnologiche”, non possono ignorarle ma devono metterle in atto perché, in caso di
controversia con un dipendente per richiesta di “malattia professionale” (vedi sotto il caso
Marcolini), dovrebbero spiegare le ragioni della scelta effettuata dimostrando anche che non è stato,
ad esempio, il campo elettromagnetico, ad aver generato o co-generato la malattia.
Il 26 giugno 2013 è stata approvata la nuova DIRETTIVA 2013/35/UE DEL PARLAMENTO
EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative
all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che ha
abrogato la direttiva 2004/40/CE a decorrere dal 29 giugno 2013.
Gli Stati membri dovranno conformarsi alla direttiva entro il primo luglio 2016.
In attesa della opportuna riformulazione del Titolo VIII Capo IV del D.lgvo 81/08, ai fini del
recepimento della nuova direttiva, resta valido il principio generale di cui all’art.28 del D.lgvo
81/2008, ribadito relativamente agli agenti fisici all’art.181, che impegna il datore di lavoro alla
valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi quelli derivanti da esposizioni a campi
elettromagnetici, ed all'attuazione delle appropriate misure di tutela, a decorrere dal 1 gennaio 2009
(art. 306).
25MOBISAFE DISTRIBUTION ITALIA S.R.L
LA SENTENZA
Sentenza di Cassazione “Malattia Professionale” per uso telefonino in ambiente di lavoro
Un ex direttore finanziario di una multinazionale bresciana, il sig. Innocente Marcolini, avendo
utilizzato per anni il telefono cellulare per motivi di lavoro, si è ammalato gravemente di tumore al
trigemino (area della testa dove teneva spesso il telefonino a contatto); la sentenza ha confermato
il nesso causa-effetto per cui l’INAIL ha dovuto ritenerlo invalido all’80% e corrispondergli una
rendita. In questo caso specifico l’INAIL si è rivalsa sul datore di lavoro e sul responsabile per la
sicurezza che non avevano preso specifiche precauzioni sul rischio fisico generato da campi
elettromagnetici.
Questa sentenza può diventare un precedente pericoloso se non vengono per tempo adottati idonei
sistemi di prevenzione e protezione dalle fonti di emissione elettromagnetica.
L’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) con sede a Lione (Francia) ha classificato
i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibilmente cancerogeni”. L’allarme è stato
lanciato dal Consiglio d’Europa e ripreso proprio dall’INAIL che afferma come “telefonini e
dispositivi wireless dovrebbero essere proibiti nelle scuole per i potenziali rischi per la salute dei
bambini”.
LA SOLUZIONE
Un suggerimento per ridurre il rischio senza incorrere in costi proibitivi, per lo meno quando le
fonti di emissione si presume siano modeste (es. computer, telefonino, sistema wireless interno,
mouse, stampante, calcolatrice elettronica, lampada, ecc), è il dispositivo di protezione
Skudo®Wave.
SKUDO®WAVE È PERSONALIZZABILE CON IL LOGO AZIENDALE
ed è visibile per 2 anni (garanzia Skudo®Wave) sul cellulare..
L’acquisto dei nanoprocessori
Skudo®Wave
utilizzati in ambiente di lavoro,
è interamente
deducibile dai costi.
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CONTATTI
Mobisafe Distribution Italia s.r.l.
Via Amalasunta n. 6
48123 Ravenna
www.skudowave.com
https://www.facebook.com/skudowave
Presidente Marcello Marrocco
m.marrocco@mobisafedistribution.eu Tel. 335 588 55 15
Vice Presidente Ivano Bonetti
i.bonetti@mobisafedistribution.eu Tel. 335 24 91 70
Resp. marketing Dott. Bianca Brotto
b.brotto@mobisafedistribution.eu Tel. 340 461 59 59
MOBISAFE
DISTRIBUTION ITALIA
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