Asti 4 ottobre 2014 Dott. Danilo Verdicchia - Direttore scientifico PAIDEIA Centro educativo per i disturbi del comportamento e dell'apprendimento

Pagina creata da Martina Orsini
 
CONTINUA A LEGGERE
Asti 4 ottobre 2014 Dott. Danilo Verdicchia - Direttore scientifico PAIDEIA Centro educativo per i disturbi del comportamento e dell'apprendimento
!
    Asti 4 ottobre 2014
   Dott. Danilo Verdicchia
                 Direttore scientifico PAIDEIA

Centro educativo per i disturbi del comportamento e dell’apprendimento   1
Asti 4 ottobre 2014 Dott. Danilo Verdicchia - Direttore scientifico PAIDEIA Centro educativo per i disturbi del comportamento e dell'apprendimento
ADOLESCENZA
            AUTISMO

Quali interferenze tra le caratteristiche della sindrome e
   gli elementi costitutivi di uno stadio evolutivo?

                                                             2
Asti 4 ottobre 2014 Dott. Danilo Verdicchia - Direttore scientifico PAIDEIA Centro educativo per i disturbi del comportamento e dell'apprendimento
La persona nello spettro autistico ha una diversa percezione
del mondo ed una diversa modalità di INTERAGIRE, di
COMUNICARE…di COMPORTAMENTO.

             DIFFICOLTA’ A CARICO DE

    INTERAZIONE

  COMUNICAZIONE                    triade sintomatologica

INTERESSI E CONDOTTE

                                                            3
INTERAZIONE
   ● Incapacità di sviluppare relazioni coi coetanei;
   ● Mancanza di tentativi spontanei di condivisione
   ● Mancanza di reciprocità sociale o emotiva (preferire attività
     solitarie)
   !
COMUNICAZIONE
  ● Marcate difficoltà in comportamenti non verbali: sguardo,
    postura, espressione, gesti.
  ● Ritardo o totale assenza di comunicazione verbale… no
    compensi (gesti,mimica)… difficoltà sostenere discorso o
    conversazione…uso stereotipato o ripetitivo del linguaggio
   !
INTERESSI E CONDOTTE
   ● Interessi stereotipi e ristretti…adesione a routine non
     funzionali….abitudini motorie streotipate (agitare le mani)…
     preoccupazione per parti di oggetti.
                                                                     4
Perché parliamo di Disturbi dello SPETTRO autistico?

                                                                    Il colore è la
                                                                    percezione visiva
                                                                    generata dai segnali
                                                                    nervosi che i
                                                                    fotorecettori della retina
                                                                    inviano al cervello
                                                                    quando assorbono le
                                                                    radiazioni
                                                                    elettromagnetiche di
                                         SPETTRO!                   determinate lunghezze
                                                                    d'onda e intensità nel
                                      DELLA LUCE                    cosiddetto spettro
                                                                    visibile o luce.

Lo spettro visibile è quella parte dello spettro elettromagnetico che cade tra il rosso e il
violetto includendo tutti i colori percepibili dall'occhio umano

                                                                                                 5
Cosa succede quando una persona è
           affetta da autismo?
                                            N AS
                                         S
                                    DG grativo
                                    i sint e
  Autism                      urbo D
        o                Dist
  intera                           S. Di Rett
         zi
 comu one!                Disturbo di Asperger
       ni
comp cazione!                Disturbo Aut
                                          istico
      ortam
            ento

                             SPETTRO!
                            AUTISTICO

                                                   6
●   Le componenti autistiche (deficit e comportamenti
    sintomatici) possono essere presenti in diverso grado
    dando luogo a configurazioni anche molto diverse tra
    loro.

                                                        7
!
                                             !
  DSM V : una riduzione delle topografie dello spettro autistico

 Nel nuovo DSM (DSM V in uso in Italia dall’aprile 2014) è uno dei cambiamenti più
significativi ed originali. Il Disturbo dello spettro autistico già nella definizione indica
che esistono diversi diversi livelli di gravità dei sintomi autistici che possono, quindi,
essere valutati in modo dimensionale. Sarebbe stato utile adottare questo approccio
anche per molti altri disturbi (ad esempio: Disturbi dello spettro post-traumatico).

Il nuovo Disturbo dello spettro autistico (ASD) comprende: il Disturbo autistico
(autismo), il Disturbo di Asperger, il Disturbo disintegratvo dell'infanzia e il
Disturbo pervasivo dello sviluppo NAS.

Molti hanno protestato per l'abbandono della definizione di Disturbo di Asperger, ci
erano affezionati, anche se al di là del vocabolo il disturbo è presente nello spettro
autistico del DSM-5.

                                                                                           8
!
                          !
    Approccio categoriale / approccio dimensionale

!
DSM IV!
Approccio categoriale : !
autismo come categoria diagnostica con
caratteristiche cliniche definite!
!
DSM V!
Approccio dimensionale:!
spettro autistico in continuum dimensionale

                                                     9
10
!
    Disturbi dello spettro autistico (DSA) secondo il
          DSM V: un approccio dimensionale

!
• Autismo grave!
• Autismo medio!
• Autismo lieve!
• Autismo sottosoglia!
• Autismo variante fisiologica della norma.

                                                        11
AUTISMI: classificazione fisiopatologica
!
                  AUTISMO IDIOPATICO!
!
• Autismo senza causa apparente, con forte componente genetica.!
• Recurrence rate: 5-6% per autismo, 15% per lo spettro, cioè
superiore di 10-30 volte rispetto alla popolazione generale;!
• Ereditabilità: > 90%!
• Evidence for broader autism phenotype characteristics in parents
from multiple-incidence autism families (Bernier R,!
Gerdts J, Munson J, Dawson G, Estes A. Autism Res. 2011 Sep 8) .!
• Quantitative Autism Traits in First Degree Relatives: Evidence for
the Broader Autism Phenotype in Fathers,!
but not in Mothers and Siblings (De la Marche W, Noens I, Luts J,
Scholte E, Van Huffel S, Steyaert J. Autism. 2011 Sep 26.
                                                                   12
AUTISMO SINDROMICO!
!
• Autismo fa parte di una sindrome più ampia e
specifica quale: s. dell’X fragile, sclerosi
tuberosa, NF 1, s. di Smith-Lemli-Opitz.!
• Autismo in questi casi si accompagna ad altri
segni quali: dismorfismi, malformazioni, micro-
macrocefalia, ritardo mentale, epilessia,
ipotonia...

                                                  13
AUTISMO AMBIENTALE
!
• Sindrome fetale da farmaci antiepilettici (VPA).!
• Infezioni virali prenatali /rosolia, citomegalovirus).!
• Prematurità.

                                                            14
Ritardo mentale
    !
!
● Analogamente il ritardo mentale può essere presente in grado
    diverso condizionando pesantemente la prognosi e le modalità
    d’intervento.

    ●L’espressione fenotipica può modificarsi nel tempo. !
    !
    ●Contesto di vita e supporti disponibili condizionano l’espressione
        del disturbo.

                                                                      8
ADOLESCENZA
           AUTISMO

Caratteristiche salienti dello stadio evolutivo dell’adolescenza

                                                                   9
L’ADOLESCENZA
●   fase dello sviluppo (14-15 a -> 18-20 a) che inizia con la pubertà e
    termina con la costruzione dell’identità (capacità di organizzare
    la propria vita e di relazionarsi in maniera autonoma con il
    contesto sociale).

                                                                      10
● La prima adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti.
   La crescita fisica è più rapida che in qualsiasi altro periodo,
   tranne che nell’utero.!
  !
● Fa la sua comparsa la sessualità.

                Proposta di riflessione!
                !
                cos’è la sessualità : provate a definirla in maniera
                quanto più oggettiva!
                !
                Tempo a disposizione : 10 minuti

                                                                       11
I quattro fattori della sessualità
La sessualità non può essere considerata come un’entità a sé stante, ma va inquadrata nel
contesto globale (biopsicosociale) della personalità, come ha dimostrato la psicoanalisi che,
attraverso la scoperta delle sue origini nell’infanzia (Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale,
1905), da un lato ne ha sottolineato il significato centrale nello sviluppo umano, dall’altro
ha dimostrato i rapporti tra disturbi sessuali e sessualità “normale”.
Freud (Psicogenesi di un caso di omosessualità femminile, 1920) ha distinto nella sessualità
tre ordini di fattori: le caratteristiche sessuali fisiche e psichiche e il tipo di scelta
oggettuale. Le classificazioni più recenti, al di là della diversa terminologia (ad esempio,
l’investimento d’oggetto è ora definito orientamento sessuale), rintracciano nella
componente psicologica un elemento interno (l’identità di genere) ed uno esterno (il
comportamento sessuale).
La sessualità, si articola, quindi, attraverso quattro fattori principali, detti psicosessuali,
allo stesso tempo collegati e distinti tra loro (Giberti, Rossi, Manuale di Psichiatria, 2004):
  • identità sessuale
  • identità di genere
  • orientamento sessuale
  • comportamento sessuale

                                                                                             19
La maturazione biologica (pubertà)

                                     12
Pubertà nella ragazza

●   Primi segni puberali (10 a 1/2 - 11 a):!
        ●   Aumento di volume del seno e
            modificazioni organo genitale esterno!
        ●   Peluria pubica e ascellare!
        ●   Aumento di statura!
       !
●   Comparsa mestruazioni (circa 2 a dopo i
    primi segni puberali).

                                                     13
Pubertà nel ragazzo
Trasformazioni somatiche (12 a ½ - 13 a)!
     ●   Aumento di volume dei testicoli!
     ●   Comparsa peli pubici!
     ●   Modificazione organo genitale esterno!
     ●   Acne!
     ●   Aumento di statura !
     ●   Cambiamento nella qualità della voce

                                                  14
● Difficoltà nel riconoscersi all’interno di un corpo “nuovo”

 ● Squilibrio tra maturità corporea, in via di
  veloce conseguimento e una sostanziale
  immaturità psicologica ad affrontare i
  cambiamenti

                                                            15
“Di fronte allo scompiglio del proprio
mondo interno, l’adolescente usa gli oggetti
esterni per sostenersi e per far giocare loro
il ruolo di organizzatori del mondo interno”
                (P. Jeammet)

                                  !
                  importanza della realtà esterna
                                 !
 ■                   …. gruppo dei coetanei.

                                                    16
● E’ venendo a contatto con il gruppo dei pari che l’adolescente allenta i
  vincoli familiari.!
● Il gruppo consolida l’identità del giovane permettendogli di elaborare
  i conflitti interni al riparo dalla relazione con i genitori che fa sentire
  l’adolescente dipendente da questi, in un momento in cui lotta per la
  sua autonomia.!
● Capire chi è e cosa desidera realmente per se stesso!!
    !
    !
●       E NELLA PERSONA CON AUTISMO?!
!

                                                                                17
Lo sviluppo cognitivo
●   Acquisizione del pensiero ipotetico-deduttivo
    (manipolazione concetti astratti,
    simbolizzazione, formulazione ipotesi..)

    ● L’adolescente non necessita più di ragionare su oggetti concreti, tangibili,
      manipolabili, di fare esperienza diretta delle situazioni per comprenderle,
      ma può effettuare dei ragionamenti anche in loro assenza o utilizzandone
      rappresentazioni simboliche.

                                                                              18
Principale compito di sviluppo in adolescenza:
costruzione di un’ identita’ adulta

●conoscere ed accettare il proprio corpo;!
!
●gestire il proprio ruolo maschile o femminile ;!
!
●conseguire autonomia dagli adulti ;!
!
●costruzione e consolidamento di una relazione affettiva e sessuale con un’altra
 persona ;!
!
●scelta del percorso scolastico ed in seguito della carriera lavorativa ;!
!
●raggiungimento dell’indipendenza economica ;!
!
●acquisizione di un comportamento socialmente responsabile.

                                                                                   19
ADOLESCENZA   AUTISMO

                        20
Modificazioni fisiche
•percezione frammentaria della propria fisicità;!
    !
•problemi di integrazione struttura-funzione delle diverse parti del
    corpo!
        •    > difficoltà a dare-trovare significato alle trasformazioni corporee;!
!
•fenomeni di neglecting!
        •   disinteresse, trascuratezza per alcune parti del corpo;!
!
•comprensione deficitaria del proprio sesso e delle differenze di
    genere

                                                                                      21
Identità e Autonomia

● Inadeguatezza del sistema di identificazione personale:!
        ●   processi introiettivi fortemente ostacolati (incapacità di
            modellarsi sui pari e sulle attese degli altri, se non in maniera
            adesiva);!
        ●   consapevolezza della diversità: esperienza di frustrazione legata
            agli insuccessi nel tradurre intenzioni in “relazioni”
            soddisfacenti senza rendersi conto delle ragioni (cecità sociale).

                                                                          22
Isolamento sociale..anche per gli autistici ad alto funzionamento:!
       ● motricità bizzarra: cammino (“omosessuali”), movimenti

         tipici mani (sfarfallare),saltelli sul posto (eccitazione),
         smorfie, assenza (o esagerata) di mimica, sguardi fissi o
         indiretti!
       ● linguaggio : tono, inflessioni, scelta parole; ecolalia;

         comprensione letterale, concreta: es.!
            ridere a crepapelle!
            avere uno scheletro nell’armadio!
            toccare il cielo con un dito!
            avere un diavolo per capello!
        ●   conversazione “ingenua”, limitata, ripetitiva,con scarso
            contenuto emotivo…fino a monologhi interminabili (es:
            astronomia, geografia, mezzi di trasporto,araldica)

                                                                       23
Sviluppo cognitivo

● mancata capacità di astrazione e generalizzazione;!
  !
● scarsa flessibilità nell’utilizzo delle categorie concettuali (es. pantaloni
  non necessariamente una prerogativa del genere maschile)!
  !
Nelle situazioni con massiccio deficit cognitivo accentuazione della difficoltà.

                                                                                   24
In sintesi:
       ●   Difficoltà a comprendere situazioni sociali!
       ●   Difficoltà a tenere una condotta idonea in una situazione sociale!
       ●   Difficoltà a relazionarsi con il sesso opposto!
!
       ●   comportamenti problema!
       ●   bizzarrie!
       ●   interessi specifici

                                                                                25
● Inoltre l’adolescente autistico può manifestare:!
        ●   epilessia (1/3 casi) (+ a rischio se RM)!
        ●   dist. psicopatolog assoc (ossessività, ansia,fluttuaz. umore)

                                                                            26
LA FAMIGLIA

              27
●   Accentuata percezione delle “differenze”: mancata evoluzione,
    isolamento;

            Infantilizzazione;!
              Negazione;

                   !
                       Discontinuità: !
                       servizi per adulti,!
                       fine della scuola;!
                       !
                       Necessità di elaborare una nuova
                       immagine sociale del figlio e maggiore
                       necessità di supporto.!
                       !
                       Preoccupazione per il “dopo di noi”
                                                                    28
La Teoria della mente!
!
• E’ la capacità di attribuire ad altri stati mentali e di prevederne il
comportamento sulla base di tali stati.!
• Capacità di riflettere sulle emozioni, sui desideri e sulle credenze proprie ed
altrui e di comprendere il comportamento degli altri in rapporto non solo a
quello che ciascuno di noi sente, desidera o conosce, ma in rapporto a quello
che ciascuno di noi pensa che l'altro sente, desidera o conosce

                                                                               37
Sembra quindi che nel bambino neurotipico la si sviluppi attorno ai 4 anni!
!
• Non tutti i ricercatori condividono questo!
assunto: fra i 2 e i 3 anni i bambini possiedono!
già “sofisticate” conoscenze degli stati mentali: – Comprendere il gioco di
finzione (che differisce dalla realtà)!
!
– Creare una falsa credenza nell’altro per ingannarlo!
!
– Prevedere il comportamento delle altre persone sulla base di quello che
quelle persone desiderano

                                                                              38
Teoria della mente e autismo!
                                     !
•I bambini con autismo presentano problemi nell’ambito dell’attenzione
condivisa, dei gesti proto-referenziali e del gioco simbolico, precursori
della ToM:!
!
– tendono a non seguire la linea dello sguardo dell’adulto!
– tendono a non guardare alternativamente l’oggetto interessante e
l’adulto!
– usano il gesto di indicare con una funzione di “richiesta” ma non con
funzione dichiarativa!
– mostrano poco o non mostrano affatto gioco simbolico.

                                                                          39
Questi deficit nel corso dello sviluppo portano di
conseguenza ad un deficit più generale nella teoria della
mente che è reso esplicito nel fallimento delle prove di “falsa
credenza”!
!
•Baron-Cohen (1985) dimostrò che la prova di Sally non era
risolta dall’ 80% dei bambini con autismo mentre, al contrario
era superata dall’86% dei bambini con sindrome di down.!
!
• Questo andava nella direzione di mostrare la specificità del
problema non ascrivibile genericamente ad un ritardo nello
sviluppo

                                                              40
Deficit della Teoria della mente nell’autismo!
!
•Mancanza del gioco di finzione!
• Gioco simbolico assorbente, fuga dalla realtà!
• Difficoltà nel leggere le emozioni!
• Difficoltà a capire il doppio senso!
• Incapacità di comprendere il punto di vista dell’altro!
• Difficoltà nel comprendere l’ironia!
• Incapacità a rappresentare le intenzioni

                                                            41
I neuroni a specchio…. e la teoria della mente!
UNA BASE NEUROBIOLOGICA!
!
I neuroni specchio sono una classe di neuroni specifici che si attivano
sia quando si compie un'azione sia quando la si osserva mentre è
compiuta da altri (in particolare tra conspecifici). I neuroni
dell'osservatore "rispecchiano" quindi il comportamento dell'osservato,
come se stesse compiendo l'azione egli stesso. Nell'uomo, oltre ad
essere localizzati in aree motorie e premotorie, si trovano anche
nell'area di Broca e nella corteccia parietale inferiore.!
!
LA COERENZA CENTRALE!
La caratteristica del normale processo di elaborazione delle informazioni
è quello di “riunire insieme” le diverse informazioni e dare priorità alla
comprensione del significato (approccio sintetico)!
!
!
                                                                        42
Deficit di coerenza centrale (Uta Frith)!
!
• I bambini autistici avrebbero una bassa spinta alla coerenza centrale. Questo
spiegherebbe sia alcuni punti di forza che di debolezza:!
• Elaborazioni frammentarie spiegherebbero azioni irrilevanti e frammentarie a
loro volta!
• La difficoltà a dare un senso alle relazioni interpersonali!
• Le isole di abilità (attenzione centrata su particolari)

                                                                                  43
44
Puoi anche leggere