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William Herschel

                                                  nacque ad Hannover (oggi capitale della
                                                  Bassa Sassonia all'epoca uno dei 9
                                                  elettorati del Sacro Romano Impero )
                                                   il 15 novembre 1738.
                                                  Il padre si chiamava Isaac, la
                                                  madre Anna Ilse Mortzen (*).

(*) La coppia avrebbe avuto 10 figli di cui solo 6 sarebbero sopravvissuti all'infanzia
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Isaac era un musicista che suonava nella banda dell’ esercito di cui faceva
 parte (fanteria hannoveriana). William, il cui vero nome era Wilhelm Friedrich,
 aveva ereditato dal padre la passione per la musica e a 14 anni entrò a far
 parte della stessa banda.
 Lo scoppio della guerra dei 7 anni (*) indusse Wilhelm ad emigrare in Inghilterra
 assieme al fratello Jacob. Giunto a Bath si fece notare come violinista, suonatore
 di oboe, compositore, insegnante e divenne anche direttore d'orchestra.

(*)Un conflitto che si svolse fra il 1756 e il 1763 e coinvolse molti paesi d' Europa, l'elettorato di
Hannover, per esempio, si trovò a combattere nello schieramento opposto a quello dell' elettorato
di Sassonia (pur essendo entrambi frammenti di quello che restava del Sacro Romano Impero)
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Ma Wilhelm aveva “il fuoco dell' astronomia” e nel 1773 iniziò a studiarla da
autodidatta Nel 1774 iniziò a costruirsi i telescopi. Cominciò con un
gregoriano a poi, in seguito,costruì un newtoniano.

                                 James Gregory matematico e astronomo
                                 scozzese vissuto fra il 1638 e il 1675 nel suo libro
                                 Optica Promota , scritto nel 1663, aveva descritto
                                 un telescopio riflettore ([1]) , che sarebbe stato
                                 costruito dieci anni dopo da Robert Hooke ([2]).
                                 Fra il 1664 e il 1668 Gregory visse a Padova ove
                                 ebbe contatti col matematico Stefano degli Angeli
                                 (Venezia 1623, Padova 1698) che insegnava nella
                                 locale Università.
                                 Nella stessa città, nel 1668, Gregory pubblicò il
                                 Geometriae pars universalis, un testo in cui
                                 sviluppava, indipendentemente da Newton e
                                 Leibniz, alcune idee che si sarebbero mostrate
                                 fondamentali per lo sviluppo del calcolo
                                 infinitesimale.

[1] che in seguito sarebbe stato detto gregoriano.
[2[ quello della disputa con Newton.
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Recatosi a Londra nel 1668, Gregory fu ammesso alla Royal Society, ma entrò
  in polemica con Huygens che criticava i suoi risultati sul calcolo infinitesimale.
  Per questa ragione non pubblicò più nulla inerente i suoi ulteriori studi [1], quali
  ad esempio il teorema binomiale ([2]) e il teorema di Taylor ([3]).
  Per quanto riguarda il telescopio, Gregory provò a realizzarlo ma non avendo
  esperienza nel settore e non trovando nessuno capace di aiutarlo rinunciò all'
  impresa. Un progetto di telescopio simile a quello di Gregory si trova nel libro Lo
  specchio ustorio pubblicato nel 1632 da Bonaventura Cavalieri [4] e nell'
  harmonie universelle (del 1636) di Marine Mersenne [5].

[1] di cui abbiamo conoscenza grazie alla corrispondenza fra Gregory e John Collins (1625,
    1683) matematico inglese noto soprattutto per gli scambi epistolari che ebbe con
     Leibniz e Newton.
[2] la cui paternità è attribuita a Newton.
[3] pubblicato da Taylor nel 1715.
[4] Matematico, nato a Milano nel 1598, si chiamava Francesco e prese il nome di
    Bonaventura quando entrò nell'ordine dei gesuati (sorto nel XIV secolo come fraternità di
    laici ispirati a San Girolamo, mutatosi prima in ordine mendicante e poi in ordine clericale,
    soppresso nel 1668 da papa Clemente IX). Studiò matematica a Pisa ove conobbe
     Galileo che reputandolo un grande matematico gli fece ottenere nel 1629 un posto di
     lettore all' Università di Bologna, città ove rimase fino alla morte avvenuta nel 1647.
[5] Teologo, filoso e matematico francese vissuto fra il 1588 e il 1548.
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Il telescopio gregoriano è costituito da uno specchio primario parabolico, con
funzione di obiettivo, e da un secondario concavo a sezione ellittica situato
sull'asse ottico oltre il fuoco del primario. Nel telescopio gregoriano, l'immagine,
dritta, si forma dietro lo specchio parabolico, opportunamente forato.
                                                      Il telescopio gregoriano ebbe una
                                                      grande diffusione intorno alla
                                                      metà del XVIII secolo. Celebri
                                                      sono i gregoriani realizzati
                                                      dell'ottico inglese (*) James
                                                      Short (1710-1768) che nel corso
                                                      di 33 anni ne costruì ben 1360
                                                      che vendette sia ad importanti
                                                      Osservatori (fra cui quello di
  Parigi, San Pietroburgo, Harvard e Uppsala) sia a privati cittadini residenti in
  Europa e nel Nord America. Il più famoso fra questi ultimi è probabilmente
  George Parker (1695, 1764), un nobile inglese che aveva costruito nel suo
  castello un osservatorio privato (oltre che un laboratorio di chimica).

(*) in realtà era nato ad Edinburgo, ma nel 1738 divenuto membro della Royal Society,    si
   era stabilito a Londra. Fu uno dei fondatori della Phylosophical Society di Edinburgo e nel
  1757 divenne socio straniero dell' Accademia Reale Svedese delle Scienze .
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Short realizzò per Parker, nel 1741, un riflettore con una focale di 3 piedi (*).

 La regione dell' Oxfordshire dove
 si trova Shirburn sede del             L'ingresso del castello di Parker
 castello di Parker

Short non assunse mai un assistente e quindi alla sua morte la sua grande
esperienza scomparve con lui.
(*) 1 piede corrisponde a 30.48 cm
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riflettore da 2 pollici e ¼ realizzato da Short
Riflettore da 4 pollici e ½ (*) realizzato da      nel 1765
Short nel 1737
               Entrambi gli strumenti sono conservati al Museo Nazionale della Scozia

 (*) 1 pollice corrisponde a 2.54 cm (4 pollici e ½ è riferito all’apertura ossia il diametro dello
     specchio)
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Il riflettore Newtoniano fu ideato e realizzato da Newton nel 1668. La scelta di
 uno specchio piano orientato a 45° obbediva al requisito di avere la minima
 ostruzione possibile davanti allo specchio primario.
 Per semplicità di realizzazione. Newton optò per la forma sferica del primario
 che però non è esente da problemi ([1])

                                          Il primo telescopio realizzato da Newton
                                          aveva un diametro del primario pari a 1.3
                                          pollici ([2]) e un rapporto focale f/5.
                                          Quanto era lunga la focale ?
                                          Newton mostrò che il suo telescopio era
                                          esente da aberrazione cromatica e con esso
                                          osservò i 4 satelliti di Giove e le fasi di
                                          Venere.

[1] l'aberrazione sferica, per questo è preferibile la forma parabolica per il primario.

[2] Notate la lieve differenza fra questo valore e quello riportato nella slide 14 della lezione su
Newton, la ragione della differenza è nelle diverse “fonti” da cui sono stati presi i dati...
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A Bath, Herschel cominciò a compiere osservazioni regolari a partire dall'
autunno del 1774 utilizzando più di un telescopio come documentato dal suo
diario che nel settembre del 1774 riporta:
Assistito d 6 o 7 studenti (i suoi allievi di musica ndA) ogni notte ho compiuto
osservazioni astronomiche con telescopi di mia costruzione.
Il 1 maggio 1776 il diario di Herschel riporta
Ho osservato Saturno con un nuovo riflettore da 7 piedi
E il 13 luglio 1776:
Ho visto Saturno con un riflettore da 20 piedi che ho collocato nel mio giardino.
Gli specchi lavorati da Herschel erano migliori di quelli dell' osservatorio di
Greenwich in quanto le immagini delle stelle erano meglio definite.

 Nel 1777 Herschel lasciò l'abitazione di Bath per recarsi a vivere in un'altra casa,
 sempre nella stessa cittadina. Nel giardino situato all'interno di questa nuova casa
 installò il suo telescopio da 7 piedi (15.7 cm di apertura e 2.13 m di focale)
Fra il 1777 e il 1781 compì numerose osservazioni che gli permisero di verificare la
rotazione di Marte e Giove e di stimare l'altezza dei monti della Luna.
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Nel Museo, si trova la ricostruzione del
La casa di William e Caroline Herschel a         telescopio da 7 piedi
Bath in New King Streert 19, sede dal 1981 del
Museo di Astronomia di Herschel
Herschel, fra le tante cose, si prefiggeva di misurare la parallasse delle stelle ([1]) e
per farlo pensò di misurare accuratamente e ripetutamente la posizione di una stella
brillante rispetto ad una stella più debole vicina per cui cominciò ad esaminare, col
suo telescopio da 7 piedi, tutte le stelle brillanti per vedere se avevano delle compagne
deboli
Nel 1781 scrisse sul diario
                                                   Martedì 13 marzo tra le 10 e le 11 della
                                                   sera quando stavo esaminando le
                                                   piccole stelle nelle vicinanze di eta
                                                   Geminorum ([2]) ne ho notata una che
                                                   pareva visibilmente più grande del
                                                   dovuto. Colpito dalla sua non comune
                                                   luminosità, l' ho confrontata con eta
                                                   Geminorum e con la piccola stella nel
                                                   quartile tra l’ Auriga e i Gemelli e
                                                   trovandola molto più grande di quelle
                                                   cominciai a sospettare che si trattasse
                                                   di una cometa.

 [1] che avrebbe provato la validità del modello eliocentrico. L'esperimento “crucis” in realtà
sarebbe stato considerato quello di Foucault che nel 1851 col suo pendolo avebbe dimostrato
che la terra ruotava attorno al proprio asse.
[2] nota anche come Propus.
Herschel osservò l'astro utilizzando diversi ingrandimenti ([1]) e gli sembrò che
aumentasse di dimensione col passare dei giorni. Annunciò, pertanto, la
scoperta della cometa il 26 aprile 1781 indicando anche l'aumento della
dimensione angolare che era passata dai 2.9” del 17 marzo ai 4.4” del 5 aprile e
ai 5.3” del 15 aprile. In realtà non era così. La dimensione era rimasta invariata
(3”) e si trattava di un problema di precisione delle ottiche, Del resto, anche gli
altri osservatori avevano ottenuto risultati molto discordanti [2].
L' oggetto mostrava un piccolo moto diretto ([3]) sull’ eclittica (circa 1' al giorno),
la sua forma era regolare e non aveva segni della presenza di una coda.
Gli astronomi di tutta Europa, non senza qualche polemica, iniziarono a calcolarne
l' orbita.
Dopo alcuni mesi, si comprese che l' oggetto era un pianeta posto alla distanza
doppia (20 UA) di quella in cui si trovava Saturno (10 UA).

[1] l' ingrandimento di un telescopio è dato dal rapporto fra la lunghezza focale dell'obiettivo e
dell'oculare.
[2] Nevil Maskelyne (1732, 1811), V astronomo reale inglese a Greenwich, aveva ottenuto la
  misura di 3". Anders Johan Lexell (1740, 1784), astronomo e matematico russo di origine
svedese, aveva ottenuto, a san Pietroburgo, un limite superiore del valore pari a 5”. Gli
astronomi di Milano (Brera) avevano trovato valori di 6" o 7". Christian Mayer (1719-1783),
astronomo di corte a Mannheim, aveva trovato addirittura 10".
[3] da ovest verso est.
La fama della scoperta del nuovo pianeta indusse il Re Giorgio III ([1]) ad
assegnare a Herschel uno stipendio di 200 sterline, per dargli la possibilità di
lasciare il remunerativo mestiere di musicista e dedicarsi completamente all’
astronomia. Il Re concesse inoltre a Herschel il diritto di costruire e vendere gli
specchi per i telescopi ([2]).
Per ringraziare il Re, Herschel decise di chiamare il nuovo pianeta Georgium
Sidus, scelta che però non ebbe un gran successo ([3]).
Urano porta nel suo simbolo, la memoria di chi lo ha scoperto.

 [1] Giorgio Guglielmo Federico di Hannover (Londra 4 giugno 1738, Windsor 29
     gennaio 1820) . Terzo sovrano della dinastia reale tedesca, succeduta agli Stuart nel
     1714. Primo dei Re Hannover, ad essere nato in Inghilterra e ad usare l'inglese come
     lingua madre.
[2] un elenco del 1795 mostra che Herschel ne vendette 70 .
[3] Fu Johann Elert Bode (Amburgo 19 gennaio 1747, Berlino 23 novembre 1826), noto
    specialmente per la legge di Bode, una relazione empirica che permette di ricavare
    con buona approssimazione i semiassi maggiori delle orbite dei pianeti, La legge da lui
    pubblicata nel 1772, sarebbe stata in realtà derivata da Titius nel 1766 e
     probabilmente ancora prima, nel 1724, da Wolff, a suggerire il nome di Urano . In
     questo modo la sequenza dei grandi pianeti (Giove, Saturno e Urano) avrebbe avuto,
     seguendo la mitologia greca, un andamento genealogico. Il nome Urano fu
    definitivamente accettato nel 1850.
L'altra condizione che Re Giorgio III aveva posto a Herschel consisteva nel
trasferimento (e ospitalità) a Slough (*) una cittadina localizzata 32 km a
ovest del centro di Londra e 5 km a nord di Windsor. Essendo quest'ultima
sede di una delle tante residenze reali, il Re assicurava a se stesso e alla sua
corte di poter assistere alle osservazioni quando lo avrebbero desiderato.
Herschel si trasferì a Slough il 3 aprile 1786 assieme alla sorella Carolina e
con i finanziamenti messi a disposizione dal Re, iniziò a costruire un
telescopio da 40 piedi con uno specchio da 58 pollici di diametro.

                  Il castello di Windsor

[1] slough in inglese significa pantano… [ndA]
Nel 1789 il telescopio fu completato e quando Herschel lo puntò verso Saturno, la
notte del 28 agosto scoprì il sesto satellite del pianeta (Encelado). La notte del 17
settembre invece scoprì Mimas (“la settima Luna” di Saturno)

                                                          Il telescopio era il più
                                                          grande del mondo e tale
                                                          sarebbe rimasto per una
                                                          cinquantina di anni.
                                                          Fu ammirato e glorificato
                                                          come una meraviglia
                                                          della scienza e il suo
                                                          disegno fu riprodotto su
                                                          libri, giornali e anche su
                                                          alcune medaglie.
                                                          Tuttavia, venne usato
                                                          raramente dal suo artefice
                                                          per le osservazioni.
Era troppo laborioso osservare utilizzando un colosso di tale fatta e per di
più la qualità delle immagini non era soddisfacente: lo specchio si
deformava sotto il proprio peso.
Pertanto tutte le importanti osservazioni di Herschel continuarono ad
essere effettuate utilizzando il telescopio da 20 piedi e 19 pollici di apertura.

Dopo aver scoperto Urano, Herschel completò il lavoro sulle stelle doppie e
pubblicò i suoi risultati in due cataloghi, uno di 269 oggetti nel 1782, l’altro di
434 oggetti nel 1784.
Per ogni coppia di stelle Herschel misurò la distanza con un micrometro
filare ([1]) che tuttavia si rivelò poco preciso e inutilizzabile ([2]) quando le
distanze fra le stelle erano dell'ordine di pochi secondi d'arco ([3])

[1] detto anche reticolo micrometrico consiste di una coppia di fili paralleli di cui uno è
fisso e l'altro è mobile e la distanza fra i 2 viene letta su una scala graduata.
[2] “I singoli fili di seta con tali lenti da me usate sono così ingranditi che il loro diametro è
maggiore di quello di molte stelle”.
[3] in questi casi la distanza venne espressa paragonandola alle dimensioni delle
immagini stellari.
Herschel costruì anche un ingegnoso micrometro a lampada utilizzando 2
stelle artificiali prodotte da lampade che brillavano attraverso dei fori,
collocate ad una distanza di 10 piedi circa, e venivano osservate con l’occhio
sinistro mentre l’occhio destro guardava le stelle nel telescopio. Le stelle
artificiali potevano essere spostate in qualunque posizione relativa si volesse,
così da apparire esattamente come la stella doppia che si stava osservando
([1]).
Nel pianificare la sua ricerca sulle deboli compagne delle stelle luminose,
Herschel era partito dal presupposto che le stelle apparivano deboli
perché erano lontane e aveva assunto che la magnitudine di una stella
fosse una diretta indicazione della sua distanza e che un stella di quarta
magnitudine si trovasse, 4 volte più distante di una stella di prima
magnitudine.
La compagna debole avrebbe quindi funto da riferimento lontano (stella fissa)
per la determinazione della parallasse e, di conseguenza, della distanza della
stella brillante.

[1] Amici (quello del prisma ndA) in una pubblicazione del 1814 scriverà che non era
    tanto la perfezione di questo micrometro quanto l 'indiscussa capacità osservativa
  di Herschel ad avergli fatto raggiungere grandi precisioni nella misura delle distanze
   (relative) fra le stelle.
Herschel si accorse che il numero di casi in cui le stelle deboli si
trovavano nelle immediate vicinanze di stelle più brillanti era di gran lunga
superiore a quanto ci si sarebbe aspettato per una distribuzione
uniforme per le stelle deboli e cominciò gradualmente a pensare che le
stelle deboli dovessero essere associate (vicine nello spazio) a quelle
luminose (di cui sarebbero state compagne fisiche meno brillanti).

Vent’anni più tardi (nel 1803 e 1804), avrebbe pubblicato 2 articoli in cui
avrebbe mostrato come la variazione della distanza relativa per una
cinquantina delle sue stelle doppie non potesse essere causata nè dal
moto del Sole ([1]) nè dal moto proprio della stella ma fosse da attribuirsi
al moto orbitale della stella debole attorno alla più luminosa o dal moto
di entrambe attorno al comune centro di gravità.

La sua discussione rigorosa e accurata avrebbe dimostrato come la legge
di attrazione di Newton regolasse anche il moto delle stelle nelle regioni
più remote dello spazio e come potessero esistere “sistemi planetari”
costituiti da due o più stelle in orbita attorno al loro centro comune.

[1] si veda la prossima diapositiva
Già nel 1783, Herschel aveva sostenuto che:

poiché sappiamo che alcune stelle si muovono e che tutte le stelle
certamente si attraggono l’un l’altra, si deve concludere che tutte le stelle si
muovono attraverso lo spazio con il Sole insieme a esse.

Il moto solare avrebbe dovuto rivelarsi in un moto apparente opposto a
quello delle stelle, che avrebbero dovuto apparire “divergere” (allontanarsi)
dal punto verso cui il Sole si stava dirigendo.
Per identificare questo punto che Heschel chiamò apex, utilizzò un
campione di stelle luminose ([1]) e dedusse che il Sole si muoveva in
direzione della stella λ Herculis ([2]) .

[1] le 7 stelle per cui Nevil Maskelyne (1732 1811) V astronomo reale britannico
aveva formito il moto annuo in ascensione retta e declinazione, che erano state
portate a 12 dall' astronomo francese Jerome Lalande (1732-1807) e a 40 dall'
astronomo e matematico tedesco Tobias Mayer (1723, 1762)
[2] oggi sappiamo che l 'apice solare si trova nella costellazione di Ercole ma più
  vicino a Vega: 1h più a ovest e 4° più a sud della posizione indicata da Herschel.
Non era sfuggita a Herschel la variegata moltitudine di oggetti che
popolavano il cielo. Non erano soltanto e semplicemente stelle doppie, triple,
quadruple o che costuivano gruppi più numerosi e noti come le Pleiadi,
attraverso i suoi telescopi riusciva a vedere che alcune nebulose erano in
realtà costituite da un' enorme quantità di stelle.
A questo proposito vale la pena citare quanto egli scrisse su M 53 ([1])
in Account of some Observations tending to investigate Costruction of the
Heavens nelle Philosophical Transactions del 1784.
                                                     Un ammasso di stelle molto
                                                     piccole; uno dei bei oggetti che io
                                                     ricordo di aver visto nel cielo.
                                                     L'ammasso appare sotto forma di
                                                     una palla solida, consistente di
                                                     piccole stelle, del tutto
                                                     compresse in una macchia di
                                                     luce, con un gran numero di
                                                     separate che la circondano, e
        M 53                  il disegno di Herschel distintamente visibili nella massa
                                                     generale.

[1] Il catalogo di Charles Messier (1730,1817) era da poco stato pubblicato (1774) e
Herschel aveva intrapreso l'osservazione sistematica di tutti gli oggetti col suo
telescopio da 20 piedi.
Osservando con i suoi telescopi la moltitudine in cielo di oggetti dall’aspetto
differente, Herschel concepì il progetto di identificarli e catalogarli per fare
una sorta di inventario dell’universo.
A cominciare dal 1783 aveva condotto delle osservazioni sistematiche in
diverse regioni del cielo e aveva riunito assieme tutti gli oggetti curiosi.

Nel 1786 pubblicò il Catalogue of one thousand new nebulae and clusters of
stars, che aveva suddiviso in gruppi, secondo il loro aspetto, e che
accompagnava con brevi descrizioni.
A questo catalogo ne seguì un secondo, nel 1789, contenente più di mille
oggetti e una terza lista, nel 1802, che ne conteneva 500.
Nel 1785 Herschel aveva pubblicato un articolo intitolato On the construction
of the heavens([1]) in cui fra le tante cose affermava :

Volgendo il telescopio a una parte della via lactea ho trovato che l’intera
apparenza biancastra si risolve completamente in piccole stelle.

In questo modo lo studio della Via Lattea poteva, ridursi ad un semplice
conteggio di stelle.

Assumendo che le stelle fossero ugualmente luminose e ugualmente
distribuite nello spazio, essendo, cioè, essenzialmente alla stessa distanza
l’una dall’altra, dal numero di stelle contate in ciascuna regione esplorata si
poteva dedurre quanto lontano il sistema di stelle si estendesse in quella
direzione e, quindi, la profondità dell’universo stellato.

Heschel, chiamò questo tipo di conteggio “Gaging the Heavens” (gage in
inglese significa calibro e gaging si può tradurre come misurante per cui
l’espressione si può tradurre in misurante, o misurare, i cieli).

[1] l’articolo (56 pagine) fu pubblicato nelle Philosophycal Transactions della Royal
Society
Herschel eseguì centinaia di conteggi di questo tipo e ottenne la ben nota
ricostruzione della Via Lattea in cui

collocò, erroneamente, il Sole al centro.

Herschel non si limitò alla semplice determinazione di distanze e
dimensioni, ma cercò di dare un’ interpretazione a quanto osservava col
telescopio. Immaginò che tutte le nebulose anche quelle più piccole che non
riusciva a risolvere in stelle fossero costituite di stelle e spiegò come le stelle
inizialmente disperse si concentrassero in formazioni regolari o irregolari
separate da regioni vuote.
Chiamò questo processo formazione delle nebulose e chiamò le nebulose
estese vie lattee telescopiche.

La sua idea di nebulosa tuttavia subì uno scossone quando, con le sue
osservazioni, si imbattè in una nebulosa planetaria.

Rimase meravigliato dall’apparizione di una stella circondata da una debole
luminosità lattea, sebbene uniforme. Se questa fosse stata prodotta da
innumerevoli stelle deboli, esse avrebbero dovuto essere eccessivamente
piccole oppure, se fossero state normali, la stella centrale avrebbe dovuto
essere enorme:

Abbiamo quindi un corpo centrale che non è una stella oppure una stella
immersa in un fluido brillante di natura a noi totalmente sconosciuta.

Così scrisse nell’articolo On Nebulous Stars, properly so-called del 1791 e
continuò:

Quale nuovo campo è qui aperto alle nostre concezioni!. Un fluido brillante, di
una luminosità sufficiente per raggiungerci dalle remote regioni di una stella di
8 a , 9 a , 10 a , 11 a o 12 a magnitudine, e un’estensione così considerevole
da ricoprire 3, 4, 5 o 6 minuti di diametro! Possiamo paragonarlo
all’increspatura del fluido elettrico nelle aurore boreale? O al più splendido
cono di luce zodiacale che vediamo in primavera o in autunno?
Sono tantissime le cose fatte da Herschel nel corso della sua lunga vita, due
di esse riguardano la nostra stella:

- cercò una correlazione fra il clima e l'attività solare osservando le
macchie su un periodo di 40 anni (1779-1818). Sfortunatamente si trovò
vicino al minimo di Dalton e non riuscì quindi nemmeno a identificare il
periodo (ca 11 anni) delle macchie.

-collocando un termometro dopo un prisma si accorse, non senza stupore,
che la temperatura della radiazione infrarossa era superiore a quella della
radiazione visibile. Ne dedusse che doveva esistere un tipo di luce
invisibile.
Sir (*) William Herschel si spense a Slough il 25 agosto del 1822 e le sue
spoglie mortali riposano assieme a quelle della moglie nel basamento della
torre della chiesa di St Laurence (vicino a Slough).

(*) Nel 1816 era stato insignito del titolo di baronetto per
meriti scientifici.
Caroline Lucretia Herschel
sorella di Wilhelm , era nata il 16 marzo del 1750.
All'età di dieci anni venne colpita dal tifo e i suoi genitori
si convinsero che non si sarebbe mai sposata.
Caroline rimase in casa con loro fino a quando, compiuti
ventuno anni, decise di raggiungere suo fratello in
Inghilterra.

All'epoca l'attività di Wilhelm era soltamto quella di
musicista e così, dopo un breve periodo di tempo passato
ad occuparsi della casa e delle faccende domestiche,
Caroline cominciò a studiare musica e canto e ad
esibirsi sotto la direzione del fratello.

In seguito Wilhelm decise di insegnarle oltre all'inglese, la
matematica, la trigonometria sferica e l'astronomia e
gradualmente la coinvolse nelle osservazioni
astronomiche.

Inizialmente Caroline lo affiancava durante le ore notturne
annotando ciò che lui osservava al telescopio, poi
cominciò ad aiutarlo nella creazione di strumenti di
osservazione.
Carolina era con Willhelm la notte del 3 marzo 1781 quando per la prima
volta venne osservato Urano. Con lui si trasferi a Slough vicino al castello
dei Windsor.
Per dimostrare la sua riconoscenza alla sorella, per la dedizione dedicatogli,
nel 1782 Willhelm le regalò il suo primo telescopio con cui ella potè iniziare
un personale programma di ricerca.
Tra il 1783 e il 1787 Carolina individuò una serie di oggetti astronomici: in
particolare scoprì M 110 (NGC 205), la seconda compagna della galassia di
Andromeda.
i

             M 110
Ma come può averla scoperta Carolina se si chiamava M 110 ?
In effetti Charles Messier l'aveva scoperta il 10 agosto 1773 ma non l'aveva
inclusa nel suo catalogo che contava 108 oggetti. Si era limitato a
disegnarla nello schema che includeva anche Andromeda (M 31).
Caroline Herschel la riscoprì, indipendentemente, 10 anni dopo (il 27
agosto del 1783).
Il 1 agosto 1786 Caroline scoprì la sua prima cometa ([1]). Questa venne
detta la cometa della prima donna e grazie ad essa Caroline ricevette da
Re Giorgio III uno stipendio annuo come assistente di Wilhelm divenendo
in questo modo la prima donna a essere remunerata per un lavoro in
campo scientifico.
Alla scoperta della prima cometa ne seguiranno successive ([2]).

[1] C/1786 P1 Herschel,
[2] Tra il 1786 e il 1797 Caroline scoprì otto comete tra cui (oltre alla sopracitata
C/1786 P1 Herschel) 35P/Herschel-Rigollet, C/1790 A1 Herschel, C/1790 H1 Herschel,
C/1791 X1 Herschel e C/1797 P1 Bouvard-Herschel.
– C sta per cometa poi c'è l'anno poi il mese codificato di 15 in 15 giorni per cui A1 è la
prima cometa scoperta entro il 15 gennaio, A2 la seconda ecc, una cometa scoperta il
16 gennaio invece sarebbe B1, ma sarebbe B1 anche se fosse stata scoperta il 20
gennaio purchè fosse la prima...
Nel 1788 Wilhelm sposò Mary Baldwin Pitt, vedova del commerciante
londinese John Pitt. Questo avvenimento cambiò notevolmente la vita di
Caroline che si vide costretta ad abbandonare la casa del fratello.
Non smise, però, di dedicarsi all' astronomia. Scoprì altre sette comete e nel
1797 iniziò la revisione del catalogo stellare pubblicato da John Flamsteed, che
corresse e ampliò sulla base delle osservazioni sue e di Wilhelm. Il catalogo fu
presentato alla Royal Astronomical Society nel 1798.
In quel periodo si riconciliò con la cognata che decise di affidarle l'educazione del
figlio John nato nel 1792.
Nel 1822, ala morte di Wilhelm, Caroline fece ritorno ad Hannover.
Aiutò John a completare il catalogo delle nebulose, che aveva iniziato a
compilare col padre, che una volta terminato conterà 2500 nebulose e le varrà
nel 1828 una medaglia d'oro della Royal Astronomical Society. Di quest'ultima
diverrà, nel 1835, socia onoraria assieme a Mary Somerville (*). Saranno le
prime due donne a ricevere questo titolo.

(*) Matematica britannica, nata a Jedburgh in Scozia il 26 dicembre 1780, morta
a Napoli il 29 novembre 1872.
Caroline Herschel divenne una celebrità del mondo
                            della scienza ebbe visite di personaggi illustri e
                            ricevette molti riconoscimenti.
                            Il giorno del suo novantesimo compleanno ricevette
                            una lettera che recitava :

Sua Maestà il Re di Prussia, in riconoscimento al prezioso servizio reso
all'astronomia da voi, come socio del vostro immortale fratello, desidera portarvi in
suo nome la Grande Medaglia D'Oro per la scienza

In occasione del suo novantasettesimo compleanno intrattenne il Principe
ereditario e la Principessa per due ore con grande animazione e cantò addirittura
per loro una composizione del fratello.
Pochi mesi dopo, il 9 gennaio 1848, Caroline Herschel si spense, ad Hannover.
John Frederick William Herschel
                         Nacque a Slough il 7 marzo 1792. Fu astronomo come il
                         padre (*) e continuò le sue osservazioni relative alle stelle
                         doppie e alle nebulose. Nel 1834 iniziò dal Capo di Buona
                         Speranza la prima survey sistematica dell'emisfero
                         meridionale che produsse 2307 nebulose e 2102 stelle
                         doppie.

potè così inserire questi dati,
assieme a quelli del padre, nel
General Catalogue of Nebulae
and Clusters che si può
considerare il precursore del
New General Catalogue (NGC),
pubblicato da Dreyer nel 1888.

 (*) ma anche chimico e fotografo sperimentale.
John Herschel fu anche il primo a notare (1836) la variabilità di Betelgeuse
(alpha Orionis) che è complessivamente dell'ordine di 1 magnitudine ma è
apprezzabile solo attraverso osservazioni che si estendono su un periodo di
alcuni anni .

                               Di ritorno dalla sua campagna osservativa
                               in Sudafrica decise di smantellare il 40
                               piedi di Slough. Questo avvenne nel 1840
                               e la fase di smontaggio fu accompagnata
                               da una piccola cerimonia per commemorare
                               l'avvenimento.
                               L'ultima osservazione del telescopio risaliva
                               al 1815 e lo strumento era divenuto
                               un'attrazione turistica.
                               John Herschel temeva che a causa della
                               ruggine potesse cadere in testa a qualche
                               visitatore.
Del telescopio rimane lo specchio primario che è conservato al Museo della
Scienza di Londra e un pezzo del tubo che è conservato al Royal Greenwich
Observatory.
John Herschel aveva sposato nel 1829 la cugina Margaret Brodie
Smith (1810-1884) da cui aveva avuto 12 figli.
Morì a Collingwood nel Kent ove viveva l' 11 maggio 1871 e fu sepolto
a Westminster.
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