Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio

Pagina creata da Edoardo Cappelli
 
CONTINUA A LEGGERE
Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio
Ufficio Emirati Arabi Uniti

A cura di Cesare Maraglio
Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio
PRESENTAZIONE PAESE EMIRATI ARABI UNITI

                           Principali dati
                           macroeconomici
                           e interscambio con
                           Italia
Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio
1. COLLOCAZIONE GEOGRAFICA E DATI GENERALI

• Superficie: 83.600 kmq
• Popolazione: 8,264 milioni di cui 11,5% locali (circa 950.000 unità); 50% asiatici; 38,5% arabi-europei
• Densità: 99 ab/kmq
• Lingua: Arabo
• Religione: Musulmani Sunniti (80%), Cristiani (3,8%), Musulmani Sciiti (16%), Altre religioni (0,2%)
• Capitale: Abu Dhabi
• Confini: Arabia Saudita a ovest e a sud, Oman a est

• Membro di: CCG, Lega Araba, ONU, WTO e OPEC
• Unità Monetaria: Dirham (AED)
• Sede di governo: Abu Dhabi
• Presidente: Sceicco Khalifa bin Zayed al-Nahyan (sceicco di Abu Dhabi)
• Primo ministro: Sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum (sceicco di Dubai)
• Forma istituzionale: Federazione di sette Emirati
• Forma di governo: monarchia elettiva assoluta federale
Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio
2. I SETTE EMIRATI

  La Federazione degli Emirati Arabi Uniti è composta da sette Emirati: Abu Dhabi,
Dubai, Sharjah, Ajman, Ras al Khaimah, Fujairah, Umm al Quwain.

   La Federazione è stata istituita il 2 dicembre 1971 (dopo aver ottenuto l’indipendenza
dalla Gran Bretagna) ed ha raggiunto la composizione attuale nel 1972.

    Ciascuno dei sette Emirati, oltre a formare coi propri rappresentanti il governo federale
(le cui elezioni sono avvenute alla fine del 2011) possiede il proprio governo locale.
Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio
3. ANDAMENTO CONGIUNTURALE

  EAU rappresentano una fra le maggiori e dinamiche realtà della regione. E’ il quinto
produttore al mondo di petrolio e gas naturale e occupa il terzo posto per riserve di
petrolio (9,4% del totale mondiale).

  Economia stabile, con incoraggianti segnali di ripresa dopo la flessione degli anni
2008/2009: i principali indicatori economici sono positivi grazie anche alla politica di
diversificazione di ciascun emirato che ha intrapreso percorsi alternativi in svariati settori.

  Prospettiva economica futura resa incoraggiante, inoltre, da:
     consistente sviluppo di infrastrutture, costruzioni e turismo;
     rafforzamento di investimenti esteri grazie a riforme del quadro
       giuridico-economico;
     stabile impostazione della disciplina normativa in materia di imprese;
     costo contenuto della manodopera, condizioni fiscali e normative vantaggiose.
Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio
3.1 I PRINCIPALI EMIRATI A CONFRONTO

            Punti di Forza                                   Punti di debolezza

Abu Dhabi    • maggiore Emirato produttore di petrolio       • Emirato più lento nel perseguire gli
             • I proventi petroliferi continuano ad            obiettivi di diversificazione
              essere il fulcro delle entrate governative       economica
             • è in testa al processo di coinvolgimento      • Emirato più resistente all’apertura
               del settore privato nello sviluppo delle        agli investimenti esteri
               infrastrutture e dei servizi chiave, specie
              acqua ed energia

Dubai       • centro per il commercio e servizi nell’area    • Ha dimostrato poco entusiasmo
              del Golfo                                        per la privatizzazione delle
            • posizione di preminenza nell’Asia                imprese
              meridionale nel suo complesso
            • ha concentrato i suoi sforzi sulla
             diversificazione dell'economia in settori
             industriali non petroliferi (ex. servizi)
            • obiettivo di diventare uno snodo
             commerciale regionale ed internazionale
Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio
4. INDICATORI MACRO

                                               20101                  20112                     20123
PIL   US $ milioni                             248.925                357.728                   422.089
PIL pro capite PPP US $                        56.5032                56.320                    56.047
Crescita PIL                                   +1,4%                  +3,3%                     +3,5%
Inflazione      (su base annua)                + 0,8%                 +0,9%                     +2,4%
Esportazioni         US $ milioni              212.262                252.555                   288.116
Importazioni         US $ milioni              -161.413               -185.625                  -219.038
Income balance            US $ milioni         1,565                  1,702                     1,115
Trade balance          US $ milioni            50.849                 66.930                    69.078
  Cambio US $/AED (fisso): 3,67
  Nel democracy index occupano il 148° posto su 167 (in ribasso di una posizione rispetto al
precedente), principalmente in ragione di un incremento degli episodi di corruzione ed
appropriazione di fondi pubblici
                                                        1 dati dell’EIU (Economist Intelligence Unit)
                                                        2,4,5 stime EIU
                                                        3 previsioni EIU

                                                        Fonte: IMF (International Monetary Fund)
Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio
5. INTERSCAMBIO ITALIA -EAU

  L’interscambio complessivo tra i due Paesi (in milioni €):
           • 2009: 3.404                                                *   Statistical Bulletin, UAE Central Bank
           • 2010: 3.235

  L’export italiano (in milioni €):
           • 2009: 3.756
           • 2010: 3.685
           • 2011: 4.735

• Gli EAU si confermano il principale mercato di sbocco delle esportazioni italiane in Medio Oriente e
Nord Africa, nonostante si registri una diminuzione.

• Secondo gli ultimi dati disponibili riguardo al 2010* i principali Paesi fornitori degli EAU risultano
essere stati: India (17,1%), Cina (13,6%), USA (8,5%), Germania (6,1%), Giappone (5,9%) e Regno Unito
(3,6%) .

• Italia figura al settimo posto in assoluto (3,1%) e al terzo posto tra i Paesi dell’Unione Europea dopo
la Germania (6.1%) e prima del Benelux (2,3%) e della Francia (2,6%).

• Volume complessivo dei contratti siglati nell'ultimo anno dalle aziende italiane nel paese
 si attesta intorno ai 7,5 miliardi di Euro.
Ufficio Emirati Arabi Uniti - A cura di Cesare Maraglio
Tabella ISTAT Import Export Saldi con l´Italia
In migliaia di Euro

                                                 2009        2010        2011

Esportazioni                                     3.756.037   3.684.982   4.735.531
Importazioni                                     352.573     450.557     861.551
Saldo                                            3.403.464   3.234.424   3.873.980
5.1 INTERSCAMBIO ITALIA – EAU:
 EXPORT, PRINCIPALI MERCI/SETTORI

valori in migliaia di €                                                           2008       2009       2010     2011

281 - macchine di impiego generale                                              512.185    400.558   291.919   740.746

321 - gioielleria, bigiotteria e articoli connessi; pietre preziose lavorate    792.779    542.323   721.271   666.766

192 - prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio                        356.304    252.081   271.005   499.288

282 - altre macchine di impiego generale                                        295.756     249.29   201.997   263.714

289- altre macchine per impieghi speciali                                       529.883    281.908   174.589   218.733

242 - tubi, condotti, profilati, cavi e relativi accessori in acciaio           167.846     87.582   137.639   207.282

141 - articoli di abbigliamento escluse pellicce                                164.292    130.292   113.755   132.151

271 - motori, generatori e trasformatori elettrici                              137.552     94.504    94.166   124.853

310 - mobili                                                                    195.491    128.425   112.064   122.403
204 - saponi e detergenti, prodotti per le pulizie e la lucidatura,
profumi e cosmetici                                                            64.162     50.218     68.209     86.225
5.2 INTERSCAMBIO ITALIA – EAU:
 IMPORT, PRINCIPALI MERCI/SETTORI

valori in migliaia di €                                                       2008     2009      2010      2011

192 - prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio                     75.181   36.336    69.889   313.347
244 - metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi; combustibili
nucleari                                                                     92.258   57.022    99.607   215.490

104 - oli e grassi vegetali e animali                                        31.218   40.068   103.422    96.563

222 - articoli in materie plastiche                                          20.753   20.426    53.698    54.794

061 – petrolio greggio                                                                                    25.891

259 - altri prodotti in metallo                                              28.196   22.033    18.405    21.957
201 - prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie
plastiche e gomma                                                           101.674   90.149    30.072    13.872

381 - rifiuti                                                                10.761    3.129     8.756    13.412

108 - altri prodotti alimentari                                               2.316    4.365     2.433    12.793

289 - altre macchine per impieghi speciali                                    3.269    4.331     2.997    12.364
6. CONSEGUENZE DELLA CRISI FINANZIARIA
   GLOBALE

 L’Emirato di Abu Dhabi è stato solo relativamente frenato nei suoi piani di sviluppo
dal contesto economico internazionale.

  L’Emirato di Dubai, la cui economia è legata solo in misura minore alle rendite
petrolifere ed è prevalentemente incentrata sul settore dei servizi, ha subito un
rallentamento della propria crescita.

  La bolla speculativa in campo edilizio, esplosa già alla fine del 2008, è la causa
principale dell’indebitamento dell’Emirato di Dubai.

   Per quanto riguarda Dubai, la situazione di difficoltà delle finanze pubbliche,
riconducibile all’elevato indebitamento della holding pubblica Dubai World, sembrerebbe
per il momento sotto controllo grazie al doppio intervento di copertura messo in atto dal
governo federale nel dicembre 2009 e dal governo di Dubai nel marzo 2010.
7. FARE AFFARI NEGLI EAU: PERCHE’?

  Elevata propensione ad un regime di libero scambio:

      in linea generale è liberamente consentito vendere direttamente agli utilizzatori
       finali tramite un rivenditore;
      è possibile costituire joint ventures;
      è possibile vendere i propri prodotti in franchising, autorizzando una società
       locale.

   Per attirare ulteriori investimenti esteri, il Governo sta apportando modifiche e
riforme al quadro giuridico del paese, tra cui:
      Rinnovamento della disciplina immobiliare (Abu Dhabi e Dubai): dal 2007 sono
        stati ampliati i diritti alla proprietà degli stranieri che prima potevano godere del
        solo diritto di superficie con durata 99 anni;
      Liberalizzazione delle telecomunicazioni;
      Innovazione in materia di impresa: dal 2006 si sta lavorando per modificare la
        partecipazione di un soggetto emiratino al 51% per l’apertura di nuove attività.
Presenza di free zones (zone di libero scambio a statuto speciale), nelle quali gli
investitori possono godere di alcuni vantaggi tra cui:

             insediamento di società con il 100% di capitale straniero;
             rimpatrio totale del capitale e degli utili;
             nessuna imposta sui redditi societari;
             nessuna tassazione per le persone giuridiche per almeno 15 anni;
             assistenza per reclutare la manodopera.

Esistono attualmente diverse zone franche: alcune consentono lo svolgimento di qualsiasi
attività economica o commerciale, altre invece sono specifiche perché permettono lo
svolgimento solo di determinate attività economiche

   Ottime relazioni bilaterali tra Italia ed EAU. A giugno una grossa delegazione emiratina,
guidata dal Min. Federale dell’Economia, Sultan Bin Saeed Al Mansouri, e comprendente
numerosi imprenditori arabi, ha visitato le Marche e Roma e in quell’occasione il Ministro
Al Mansouri ha ribadito che “l'Italia offre eccellenti opportunità di investimento
in tutti i settori, dal turismo, all'energia, alle energie rinnovabili”.
8. RISCHIO PAESE

  SACE colloca gli EAU nella categoria OCSE 3 su 71. Non ci sono restrizioni per le
Condizioni di Assicurabilità, con apertura a tutti i tipi di operazione. Il rischio è classificato
come M1 (ovvero di grado medio-basso).

  Rischio politico: la situazione politica è stabile, grazie anche al totale controllo detenuto
dalle famiglie regnanti e al benessere economico diffuso nella popolazione.

   Rischio economico: recessione globale e crisi finanziaria hanno avuto un impatto
significativo sull’economia. Tuttavia, gli EAU hanno sviluppato un ambiente economico
stabile e creato opportunità di investimento tanto da colocarli al 16esimo posto nella
classifica dei paesi piu’ competitivi pubblicata dall' International Institute for Management
Development (IMD).

  Rischio finanziario ed operativo: settore bancario e sistema finanziario restano
vulnerabili, essendo quest’ultimo molto esposto al settore delle costruzioni e del real
estate (circa il 25% dei mutui). Ciò nonostante, gli investimenti esteri sono incoraggiati
attraverso numerosi incentivi, soprattutto nelle free trade zones. Inoltre, il governo
continua ad investire in massicci progetti di sviluppo.

1   dove 0 rappresenta il rischio minore e 7 il rischio massimo.
PRESENTAZIONE PAESE EMIRATI ARABI UNITI

                           I settori di principale
                           interesse
9. INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

I principali progetti di sviluppo del Paese riguardano i seguenti ambiti:

     Aeroporti: imponenti investimenti per l’espansione delle strutture
       aeroportuali fra cui:

        l’ingrandimento dell’aeroporto di Abu Dhabi;
        Il nuovo aeroporto di Jebel Ali, Dubai World Central;
        Il nuovo concourse 3 e 4 dell’aeroporto di Dubai e l’ampliamento del terminal
         2 che aumenterà di 675.000mq la superficie già esistente.

     Piani di sviluppo dei trasporti urbani a Dubai: tra i progetti gestiti dall’Autorità
       dei Trasporti di Dubai, Roads & Transport Authority, si segnalano :

        la costruzione del metrò leggero driverless: dopo linea rossa e verde,
        inaugurate nel 2009 e 2011 rispettivamente, per il 2020 è previsto uno
        sviluppo della rete pari a 320 km;
        la costruzione della linea di tram;
        la realizzazione di un sistema di trasporto marittimo urbano;
 la riorganizzazione dell’assetto urbano di Dubai entro il 2015 (Dubai Urban
 Development Framework);

 la riorganizzazione dell’assetto urbano di Abu Dhabi entro il 2030 (The Abu
 Dhabi Economic Vision 2030): si tratta di un progetto immenso, che consta di
 diversi master plans ispirati al concetto di Estidama (sostenibilità in arabo)
 ovvero ad un’architettura di tipo sostenibile ma che esprima al tempo stesso
 anche le tradizioni regionali;

 la costruzione di una rete metropolitana nella città di Abu Dhabi, che
 colleghi le diverse aree della città;

 Progetto di rete ferroviaria nazionale, in collaborazione con gli altri paesi GCC;

 Il primo sistema di trasporto pubblico verde al mondo: inaugurato nell’oasi
  naturale di Sir Bani Yas, che si trova a 250 km a sud di Abu Dhabi, prevede un
  sistema di autobus elettrici caratterizzati da bassi livelli di rumore, vibrazioni e
  manutenzione e da “zero emissioni” di carbonio.
10. REAL ESTATE

   Il settore del Real Estate ha subito una forte battuta d’arresto:

         • il 10% dei progetti attualmente in esecuzione nel paese, il cui valore stimato è
           approssimativamente di ben 249,7 miliardi di dollari USA, è stato sospeso;
         • dal 2009 sono stati completati 129 progetti e solo 237 su 450 potranno essere
           completati a tempo debito;
         • 217 progetti immobiliari sono stati cancellati a partire da maggio 2011;
         • flessione del 19,8% registrata nel 2009.

    La bolla speculativa in campo edilizio, esplosa già alla fine del 2008, è la causa
principale dell’indebitamento dell’Emirato di Dubai.

 I lavori di Palm Deira e Palm Jebel Ali sono stati sospesi così come il progetto The
World che è rimasto solo nella fase iniziale e non si sa se verranno mai completati.
Tuttavia...

  I cantieri vanno avanti, soprattutto ad Abu Dhabi, con il distretto culturale di Saadiyat
Island e i musei del Louvre e del Guggenheim, con Yas Island e il parco di divertimento
tematico Ferrari, inaugurato nell’autunno 2010 e con molti altri progetti che seguono la
realizzazione dell’area del circuito di Formula 1.

  Anche a Dubai c’è stata una ripresa del mercato, soprattutto per l’edilizia a scopo
turistico. Attualmente nell’Emirato si contano 577 alberghi per 75.171 tra camere e mini
appartamenti in residence. Entro le fine dell’anno se ne dovrebbero contare circa 4.000 in
più solo in alberghi di lusso, secondo i dati del dipartimento del turismo di Dubai (DTCM),
ma in cantiere ci sono almeno altre 19.000 camere, il 32,8% dell'attuale disponibilità.
11. TURISMO

  Con la diversificazione economica intrapresa negli ultimi anni, il turismo è diventato
uno dei principali fattori a contribuire al PIL del paese:
    • nel 2010 ha rappresentato il 16,6% pari a 42,56 mld $;
    • + 8,1% annuo previsto nel periodo 2011-2020.

   Nonostante le conseguenze della recessione economica globale abbiano inizialmente
fatto registrare un calo delle presenze negli alberghi, negli ultimi due anni si è verificato
un deciso aumento delle presenze.
Dubai, in particolare, si piazza come destinazione turistica numero uno nella regione del
Medio Oriente e del Nord Africa (Mena) per spesa turistica pro capite e rimane salda tra le
prime 10 mete più gettonate al mondo, meglio piazzata di Roma o di New York,
rispettivamente al 12/mo e al 13/mo posto, secondo i dati del Master Card Index.
Dubai è anche la città con più alberghi in costruzione al mondo (97), seguita da Abu Dhabi
(66). Precedono città come Berlino (49), New York (43) e Las Vegas (17).

 I lavoratori del settore sono 429 mila e rappresentano il 13,8% della forza lavoro totale
del paese. E’ previsto un aumento dell’occupazione del 5,7% annuo fino al 2020.

* dati ADTA, Abu Dhabi Tourism Authority
Due fattori chiave giocano in favore degli EAU in questo momento:

• da una parte l'irrequietezza politica dell'intera regione che sta spostando significative
masse di turisti da destinazioni tradizionali come l'Egitto o il Libano
• dall'altra la crescita economica di Russia e Cina, che assicurano flussi turistici con una
capacità di spesa mediamente alta
  La crescita economica e sociale dei due Emirati più importanti, oltre ad incrementare
sempre più la propensione delle famiglie emiratine a viaggiare, porta con sé l’apertura di
nuovi collegamenti aerei verso sempre più destinazioni.

     • Emirates vola su 3 aeroporti italiani: Milano, Roma e Venezia e dal dicembre 2011
       il nuovo Airbus 380 collega Dubai con Roma. Grazie all’accordo con Alitalia, dallo
       scorso anno si possono prenotare voli codesharing su Pisa.

     • La compagnia aerea Etihad Airways ha annunciato l’aumento della frequenza dei
       voli settimanali per Milano e ha firmato con Alitalia un accordo di codesharing che
       consentirà a Roma Fiumicino di collegarsi a molteplici destinazioni del
       network mondiale della compagnia emiratina.
11.1 TURISMO VERSO L’ITALIA

  I risultati ottenuti dall’Italia sono in netto miglioramento, ma non sono all’altezza delle
elevate potenzialità della clientela locale e dell’ottimo livello dei rapporti bilaterali, in
particolare nel settore economico-commerciale.

          • Se vi è stato un aumento di passeggeri emiratini verso il nostro paese, si tratta
            comunque e principalmente di un turismo di affari.

          • Le principali destinazioni nel nostro paese continuano ad essere quelle più
            industrializzate ed economicamente sviluppate, dove risiede il business oltre
            allo shopping di lusso, meta prediletta dai locali.

          • Il turismo culturale e paesaggistico/naturalistico presentano un potenziale
            ancora inespresso.
12. ALIMENTARE

  Gli Emirati Arabi dipendono dalle importazioni per circa il 90% del consumo interno di
prodotti alimentari, sono autosufficienti solo per alcuni prodotti, quali datteri e pesce.
   Coltivare localmente a scopo alimentare costa in media fino a 3-4 volte in più rispetto
all’importazione degli stessi prodotti:
          • in questo modo il paese rimane sensibilmente esposto alla fluttuazione
            globale dei prezzi negli stati esportatori;
          • proprio per questo il governo ha fatto investimenti nel settore fin dal 1994 ed
            ora si contano in tutti gli Emirati fino a 150 impianti di trasformazione
            alimentare.
  Nonostante una leggera flessione nelle importazioni 2009, i prezzi hanno continuato a
salire negli ultimi tre anni ed in questo settore, a differenza di altri, l’inflazione continua a
crescere. Sotto la spinta della speculazione, il costo di prodotti come il riso e lo zucchero si
è triplicato negli ultimi 5 anni, a dispetto di un calo interno della domanda alimentare,
legato agli effetti della crisi generale dei mercati.
Il mercato degli alimentari negli Emirati è controllato in gran parte da aziende
d’importazione e distribuzione con sede a Dubai.
    • Si stima, infatti, che circa l’80% delle importazioni di alimentari entri nel Paese
      attraverso il porto di Dubai.
    • Il 30% delle importazioni totali è poi riesportato ad altri mercati, soprattutto
      Russia, India e Pakistan.

  Per quanto riguarda i prodotti agro-industriali:

    • le importazioni di prodotti meno costosi provengono da India, Pakistan, Libano,
      Siria, Giordania, Egitto e Sud Africa;

    • i prodotti della fascia più alta del mercato provengono da Olanda, Australia,
      Nuova Zelanda, Estremo Oriente e USA.
12.1 ALIMENTARE: DAZI IN ENTRATA

  Sui generi alimentari, così come per ogni altro bene importato negli Emirati e negli altri
paesi GCC, viene applicata un’aliquota fissa del 5%.

   Vi fa eccezione solo il vino, sottoposto a un dazio del 50% (fatto salvo un eventuale
altro 30% di tassa municipale di cui la bottiglia può essere gravata nella vendita al
dettaglio).

 • I canali di distribuzione per il vino sono decisamente concentrati e sono solo 5 le
   società autorizzate ad importarlo.

 • Nel rispetto della religione islamica, infatti, il vino è sottoposto ad alcuni vincoli per
   cui l’acquisto può aver luogo solo presso punti vendita autorizzati, dotati di una
   licenza specifica.

 • Il consumo può aver luogo in ristoranti ed alberghi, mentre in talune aree del paese
   (come ad esempio l’Emirato di Sharjah) ne è completamente vietato l’acquisto, il
   trasporto e il consumo.
12.2 ALIMENTARE: SETTORE RISTORAZIONE

  Negli Emirati, il settore della Ristorazione (HORECA) è relativamente più ampio di
quello al Dettaglio, data l’importanza del business legato al turismo e ai viaggi d’affari.
    • Non esistendo stime precise delle percentuali relative, approssimativamente si
      può dire che il Dettaglio rappresenta circa il 40% del mercato totale, mentre la
      Ristorazione il 60%.

  In generale, i prezzi sono diventati un fattore fondamentale nella scelta di distribuire
un prodotto importato e, in questo senso, i produttori locali che offrono prodotti esenti
da dazi e costi di trasporto si trovano in una posizione privilegiata.
13. MOBILE - ARREDO

  Gli Emirati Arabi sono diventati il maggiore centro commerciale della regione del
Golfo grazie alla loro posizione strategica.

     • Dall’anno 2005, il mercato interno è cresciuto con importazioni che sono
       aumentate del 130% in 4 anni.

     • Le importazioni dalla Cina sono aumentate più che le importazioni totali,
       passando dal 31% al 35% del totale.

     • Le importazioni italiane sono cresciute di pari passo a quelle totali,
       continuando a rappresentarne circa il 13%.

  Nonostante la crescita, quello degli Emirati rimane un mercato relativamente piccolo.

  Le esportazioni italiane di questi prodotti negli Emirati nel 2010 corrispondono al
21% delle esportazioni italiane degli stessi prodotti in Gran Bretagna.
Il mercato immobiliare degli Emirati, tanto per quanto riguarda il settore residenziale
che commerciale, alberghiero e degli uffici, è sempre stato presentato e venduto come
un mercato di lusso ma:

    •    queste aspettative di qualità sono spesso smentite dalla realtà, poiché di
         fatto solo un numero limitato di progetti utilizza materiali e rifiniture degni
         di essere definiti “di lusso”.

    •    Nella mentalità araba, lussuoso è tutto ciò che sia firmato, dorato, sfarzoso,
         apparentemente caro, ma non necessariamente di alta qualità e non
         necessariamente costoso.
13.1 MOBILE: OPPORTUNITA’ SETTORE
     ITALIANO

  Nonostante la crisi e la concorrenza asiatica, il mercato dell’interior design, fit- out e
arredamento degli EAU presenta ancora molte opportunità per aziende italiane che
vogliano offrire i propri servizi.

  La qualità, però, non rappresenta sempre la variabile di maggior peso nelle decisioni
d’acquisto e di assegnazione di lavori di interni.

     • Per questa ragione la concorrenza locale, che lavora con un livello di qualità
       decisamente inferiore alla media italiana, ha comunque un vantaggio notevole
       in termini di prezzo, sia per la presenza sul mercato, sia per il basso costo della
       manodopera utilizzata.

     • In questo senso, imprese italiane che offrono servizi chiavi in mano possono
       ottenere progetti interessanti solo se sono in grado di operare sul mercato
       direttamente o attraverso un partner locale.
14. MEDICALE

 Il mercato biomedicale emiratino è un mercato ricco e promettente:

   • La domanda interna è molto alta e solitamente non è soddisfatta
     internamente, bensì tramite l’uso di materiali e attrezzature di importazione.
   • Secondo alcuni rapporti internazionali recentemente pubblicati, il solo
     mercato mediorientale vale oggi circa 74 miliardi di dollari, con un tasso di
     crescita annua vicino al 16%.
   • La spesa sanitaria dei paesi GCC è destinata a raggiungere i 60 miliardi di
    dollari entro il 2025 e le vendite di prodotti farmaceutici, 1.3 trilioni di dollari
    entro il 2020.
La questione salute è particolarmente sentita dal governo emiratino:

  • lo stesso Ministero della Salute si è reso direttamente protagonista di alcune
    iniziative e campagne di sensibilizzazione mirate a diffondere maggiore
    consapevolezza presso la popolazione locale e ad incoraggiare l’attività fisica
    e un’alimentazione più sana a fronte di una certa sedentarietà e di abitudini
    alimentari letteralmente stravolte nel giro di pochi anni con l’apertura del
    paese all’esterno.

  • L'Autorità Sanitaria di Dubai (Dubai Health Authority) sta trattando con le
    organizzazioni del settore privato per sviluppare un'iniziativa comune per
    promuovere il turismo medicale nell‘Emirato, che si aspetta di vedere un
    aumento del numero di pazienti provenienti soprattutto da paesi del GCC,
    Medio Oriente e della regione del Nord Africa (MENA) e del Sud Asia.
15. ENERGIE RINNOVABILI

  Abu Dhabi ricopre un ruolo importante nello sviluppo del futuro energetico della
regione. Ospita, infatti, la sede di IRENA, l’Agenzia Internazionale per le Energie
Rinnovabili (da gennaio 2011 con sede permanente).

  In gennaio, per il quinto anno consecutivo, si è tenuta l’Abu Dhabi Future Energy
Week, la settimana sull’energia per il futuro, una serie unica di eventi incentrati sul
progresso dell’energia rinnovabile e sullo sviluppo di soluzioni pratiche per mitigare il
cambiamento climatico.

 Il World Future Energy Summit (WFES), questo il nome dell’evento, è un’iniziativa di
MASDAR, la compagnia pubblica diretta emanazione del governo di Abu Dhabi:

      The MASDAR INITIATIVE prevede entro il 2016 la realizzazione della prima
       città al mondo ad emissioni zero di CO2.
Altri “progetti verdi” sono:

 rete di autobus di Sir Bani Yas;
 le scuole eco-sostenibili;
 la raccolta sotterranea dei rifiuti;
 divieto ai sacchetti di plastica dal 2013;
 la costruzione di una rete per la cattura ed il deposito di emissioni di carbonio per
quattro gruppi di strutture industriali: Emirates Steel, Emirates Aluminium, un
impianto per produzione di idrogeno e centrali elettriche che producono il 70% delle
emissioni totali.

   Vi è certo un trend di nuovi investimenti nei sistemi di riscaldamento solare e di
risparmio di energia in generale, ma si è ancora nella fase iniziale dello sviluppo del
settore, che sarà completamente maturo solo tra qualche anno.

  Per via del basso costo dell’energia, infatti, i consumatori non sono
ancora sufficientemente sensibilizzati alla necessità di risparmiare energia.
Puoi anche leggere