Tu non sAI - Romanzo Famigliare - NADA - Rai
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RADIOCORRIERE TV
SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA
numero 4 - anno 87
29 gennaio 2018
Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997
NADA
tu
non
sAI
Romanzo FamigliareL'accusa è forse tra le più infamanti, quella di
violenza sulla propria figlia. "Papà, mi ha stuprato
quando ero a casa ammalata…", avrebbe scritto
un'adolescente. Un'accusa forte, vergata con
l'inchiostro in un tema scolastico.
Una storia però tutta da provare. Sospetti, solo
quelli, anche se di fronte a una denuncia così
chiara il Gip non poteva che prendere la decisione
dell'allontanamento da casa dell'uomo.
Vita da strada
Poi la rabbia e tanto dolore. Quello che resta è uno
spago di nylon bianco girato attorno al collo e
legato alle grate di una chiesa chiusa, un corpo che
si lascia scivolare giù guardando l'altare. Quasi ad
implorare il perdono.
Una tragedia per una piccola comunità. Una tragedia
dei nostri giorni.
Una storia che impone una riflessione approfondita.
Dove abbiamo sbagliato? In questa triste vicenda
siamo involontariamente tutti un po' colpevoli.
Colpevole una società troppo distratta, che ci
porta ad agire superficialmente senza comprendere
i disagi dei nostri figli. Colpevole la piccola
realtà che si è arrogata il diritto di emettere
sentenze prima della Giustizia.
Ma non è il momento di interrogarsi su quello che
si poteva e si doveva fare. È invece il momento di
dare una risposta forte a questa adolescente e
anche ai suoi coetanei. Bisogna pensare a come
prevenire, evitare altro dolore. Bisogna avere la
forza di aiutare la ragazza e la sua famiglia.
L'aiuto potrà venire dalle istituzioni, dalla scuola
che è stata fondamentale in questa vicenda, dagli
amici e dalla famiglia stessa della ragazza. Un
brutto epilogo che non va vissuto come una
liberazione, ma con senso di responsabilità e
consapevolezza. Bisognerà colmare quel grande
senso di vuoto e non sarà un percorso facile.
Buona settimana
Fabrizio CasinelliSOMMARIO
N. 4
SERIE TV
28 GENNAIO 2018
Su Rai4 fantascienza,
NADA avventura, azione il primo
L'artista toscana è capitolo della trilogia
l'interprete di "Tu non sai", la "Maze Runner" che
VITA DA STRADA arriva dal 29 gennaio,
sigla della serie tv "Romanzo
ma anche due episodi
5 Famigliare" trasmessa da
quotidiani dell'action-crime
Rai1 e racconta la sua
esperienza americano "24"
40
26
RAGAZZI
GEPPI CUCCIARI
Il sabato dà un doppio Arriva su Rai Gulp la Hit
appuntamento su Rai3 con Parade con il nuovissimo
"Per un pugno di libri" e programma "Top Music", in
CIRRI-ZAMBOTTI IL CORSIVO
collaborazione con la Fimi,
"Le parole della settimana" DEL DIRETTORE
insieme a Massimo condotto dalla giovanissima
Il 29 gennaio prende il
Gramellini. Ogni giorno la via la 14ma edizione di
Il direttore del RadiocorriereTv cantante Federica Carta ALMANACCO
ritroviamo su Rai Radio1 con Fabrizio Casinelli fa il
"M'illumino di meno", la Le storiche copertine
"Un giorno da pecora" punto sull'evoluzione della
tradizionale campagna di del RadiocorriereTv
radio e ripercorre il periodo
Rai Radio2 e "Caterpillar" per 48
pionieristico delle prime radio
10 la sostenibilità ambientale,
fino a oggi nell'era dei Social 52
che culminerà il 23 febbraio
22
18 MUSICA
Anticipato dal singolo
"L'Isola", è uscito il nuovo
ROBERTO SERGIO GIORGIO LAURO album di Emma "Essere
Conduce due format qui". È il sesto disco
Il direttore della Radiofonia quotidiani di successo su dell'artista salentina che CINEMA IN TV
Rai spiega le novità della Rai Radio1: il nuovissimo FOTINÌ PELUSO arriva dopo il successo di
digitalizzazione in atto. Dopo "Adesso" Una selezione dei film
"Senza titolo" insieme a
i cinque nuovi canali digitali È la giovane attrice scelta dalla in programma
Claudio Sabelli Fioretti e
e RadioPlay, il prossimo regista Francesca Archibugi per sulle reti Rai
"Un Giorno da pecora" con
passo è la radiovisione interpretare il ruolo di Micol nella
Geppi Cucciari
fiction "Romanzo Famigliare". Come CULTURA 50 54
il suo personaggio anche lei è una
14 Su Rai Storia il mito di
musicista Brigitte Bardot e uno
8
Speciale dedicato a
32 Napoleone II. Su Rai5 un
omaggio a Phil Collins e il
film "Patti Smith: Dream
of Life"
BATTISTA LENA
Firma la colonna sonora di 44
"Romanzo Famigliare". Il musicista,
Immagine di copertina: Silva Rotelli
che ha collaborato con diversi
artisti di chiara fama, ha un
sodalizio professionale di lunga
RADIOCORRIERETV DIRETTORE RESPONSABILE www.radiocorrieretv.rai.it Hanno collaborato Fotografico data con Francesca Archibugi
SETTIMANALE DELLA RAI FABRIZIO CASINELLI www.rai-com.com Simonetta Faverio Barbara Pellegrino
www.ufficiostampa.rai.it Carlo Casoli
RADIOTELEVISIONE ITALIANA Redazione - Rai Fabiola Sanesi
36
Claudia Turconi
Reg. Trib. n. 673 Via Umberto Novaro 18 HEADLINE GIORNALISTI Giusy Andreano
del 16 dicembre 1997 00195 ROMA Marina Cocozza Cinzia Geromino
Numero 4 - anno 87 Tel. 0633178213
29 gennaio 2018 Grafica, impaginazione
Claudia ToreL
a radio cambia, sempre più competitiva, al passo in streaming. Ormai il futuro è già presente e consente di
ROBERTO SERGIO con i tempi. Ne parliamo con il direttore di Rai Radio vedere l dietro le quinte delle nostre dirette radio.
Roberto Sergio, impegnato in prima persona nel
Le radio specializzate rappresentano un’ulteriore offerta.
progetto di innovazione. Stiamo concretamente
Come già accade per i canali tv specializzati, ci permettono
realizzando – spiega - quello che avevamo presentato al
di entrare più approfonditamente in alcune aree di
Consiglio di Amministrazione Rai dell’azienda appena un
interesse specifico e in alcuni target. Ecco perché, come
anno fa. Il progetto ha cominciato a trovare importanti
servizio pubblico, abbiamo individuato in ciascuno dei
risposte già a giugno 2017 con l’avvio i cinque canali
cinque nuovi canali delle peculiarità. “Radio tutta italiana”
«La specializzati che stanno crescendo in maniera importante.
accompagna con la musica nazionale che ci appartiene.
digitalizzazione Direttore, nel frattempo Rai Play Radio è già una realtà. “Radio Classica” propone musica colta e produzione
che stiamo Rai Play ha contribuito a riportare la Rai al centro classica. “Radio Techeté” si avvale dell’immenso archivio
completando sarà dell’attenzione in termini di innovazione tecnologica per Rai. Con “Radio Live” seguiamo il territorio e andiamo a
un’eccellenza da quanto riguarda la televisione. Dopo la tv, due mesi fa, è raccontare la musica, ma anche le iniziative e gli eventi del
arrivata anche la radio con un progetto della Direzione nostro Paese. Poi c’è “Radio Kids”, che si rivolge a bambini e
servizio pubblico».
Digital che ha coinvolto la Direzione Radio e tutti i Direttori ragazzi, un target di grande valore per il servizio pubblico.
Il direttore di Rai
dei canali. Rai Play Radio, un prodotto indispensabile per La radio del futuro si continuerà a sentire in FM?
Radio, Roberto
la fruizione, estremamente curata per la user experience, La radio digitale è una modalità di distribuzione che si
Sergio, racconta moderna e intuitiva. accompagna a quello della modulazione di frequenza. L’FM
le novità che
L’integrazione tra le varie piattaforme è ancora in atto o è da rimarrà, ma si potrà ascoltare anche la radio in digitale
porteranno con il valore aggiunto della mancanza di interferenze
considerarsi già conclusa?
la radio a e la possibilità di essere ascoltata su tutto il territorio
E’ ancora in atto perché stiamo recuperando in quest’ultimo
cambiamenti anno e mezzo un grande ritardo rispetto al progresso
nazionale coprendo anche quelle aree che oggi non sono
sempre più coperte.
tecnologico. Il nostro impegno ci sta portando ad essere
significativi. competitivi sul mercato digitale e multipiattaforma. Sono Per quanto riguarda la rilevazione degli ascolti che novità ci
Mentre i cinque convinto che tra la fine del 2018 e gli inizi del 2019 sono dopo la prima edizione dell’indagine del nuovo rilevato-
nuovi canali avremo completato questo percorso in modo che la nostra re Tavolo Editori Radio?
digitalizzazione possa essere considerata un’eccellenza La Rai ha accettato con senso di responsabilità di continuare
specializzati e Rai
come è nello spirito del servizio pubblico. in questa ricerca-sondaggio per rilevare i dati d’ascolto
Play Radio sono
radiofonici, ma non c’è grande soddisfazione da parte di
già una realtà, il Uno dei progetti che fino a poco tempo fa sembrava avve-
Rai Radio ed anche di altri editori sulle modalità con cui
niristico è la radiovisione. Gli studi sono già pronti. Come
prossimo passo questo lavoro viene realizzato. Si tratta di un questionario
funzionerà?
ilREALTÀ
è la copertura che viene somministrato a dei campioni da parte di due
Siamo nell’era digitale e non potevamo non prepararci.
in Dab+ su tutto istituti relativamente al ricordo della radio ascoltata
In quest’ottica a Roma saranno rinnovati gli studi
FUTURO è già
il giorno stesso o nei giorni precedenti dell’ultimo
il territorio radiofonici di Saxa Rubra e via Asiago poi si andrà avanti
mese. E’ un rilevamento manuale e non digitale che ci
nazionale. Ter, con quelli di Milano e Torino. Studi storici, funzionanti.
lascia perplessi, soprattutto per la presenza di evidenti
Tavolo Editori Ma per tecnologia e innovazione non corrispondevano
discrepanze numeriche da parte dei due istituti. Abbiamo
Radio: ancora all’obiettivo di digitalizzazione che stiamo vivendo. Quindi, voluto contribuire a far sì che questo Tavolo proseguisse
partendo da Saxa, stiamo procedendo a rinnovare tutti
troppi problemi anche nel 2018, ma solo a condizione che il vulnus venga
gli studi della radio per favorirne non solo la possibile sanato.Continuò a pensare che si debba coinvolgere il
visione in televisione, la cosiddetta radiovisione, ma mercato ed individuare in Upa un elemento di garanzia.
anche per offrirne la massima visibilità su tutti i media
digitali. Oggi le nostre radio vanno già in streaming dai Quali sono i dati su cui attualmente si attesta l’ascolto delle
loro studi rinnovati sui social e sul web. Radio della Rai?
Le nostre radio, compresa Isoradio, valgono circa nove
Come vengono realizzate attualmente le dirette su Facebook milioni di ascoltatori, in linea con gli ultimi anni. Un numero
e Twitter? importante con l’obiettivo di andare oltre. Tenendo sempre
Le webcam e il lavoro delle regie ci permettono di presente che le nostre non sono radio commerciali: noi
essere visibili. Radio2 è stata la prima e negli ultimi siamo il servizio pubblico, ovvero l’informazione, la cultura,
mesi si è aggiunta Radio1, anche Radio3 ha programmi l’intrattenimento intelligente e l’infomobilità.
8 9G
eppi Cucciari è una donna speciale. Creativa, polie-
GEPPI CUCCIARI drica e instancabile. In una stessa giornata riesce a
incastrare un numero incredibile di impegni molto
diversi tra loro, correndo sempre e non rinuncian-
CULTURA E
do mai alla sua proverbiale ironia. Brillante attrice di cinema
e teatro, arguta conduttrice televisiva e radiofonica, è anche
una scrittrice sagace ("Meglio donna che male accompagna-
ta" e "Meglio un uomo oggi", ndr) nonché un'instancabile
divoratrice di libri rigorosamente cartacei, come tiene a pre-
cisare. Il sabato è la sua giornata clou su Rai3, dove nel po-
meriggio alle 18.00 la troviamo alla guida dello storico pro-
gramma "Per un pugno di libri" in compagnia di Piero Dorfles
per poi ritrovarla nell'access prime time insieme a Massimo
Gramellini ne "Le parole della settimana". Ma non finisce qui
LEGGEREZZA
perché ogni giorno, dal lunedì al venerdì alle 13.30, conduce
con Giorgio Lauro su Rai Radio1 "Un giorno da pecora". In-
tanto non rinuncia alle prove del monologo "Perfetta", che la
riporterà in teatro da febbraio.
Allora, Geppi, da dove cominciamo?
Premetto che amo la radio e la tv in ugual misura, ma ini-
ziamo da "Per un pugno di libri". È la mia quinta edizione e
quando ho cominciato a presentare questo programma che
avevo seguito come telespettatrice ho provato una sorta di
corto circuito emotivo. Accompagna il palinsesto di Rai3 da
svariati anni e io l'ho sempre apprezzato perché non è facile
attirare l'attenzione su libri di autori morti nel pomeriggio
del sabato, soprattutto oggi che la fruizione della tv è piut-
Il sabato è tutto su Rai3 per Geppi Cucciari. Nell'access
tosto nevrotica. Una sfida è ambiziosa a cui ho risposto con
prime time "Le parole della settimana" accanto a un approccio di grande rispetto fin dal primo giorno. È una
Gramellini e nel pomeriggio "Per un pugno di libri": «È trasmissione culturale, da servizio pubblico, tant'è che non
un programma che mi piace molto. Adoro leggere e sono ha la pubblicità al suo interno.
sensibile al fascino della carta». Su Rai Radio1 conduce
Qual è il messaggio che veicola?
insieme a Giorgio Lauro "Un giorno da pecora": «Con il La cultura è una parolona che può apparire pesante e invece
cronometro elettorale in mano non rinunciamo alla satira» serve a darci tantissimi strumenti in più rispetto a chi non
ne ha o ne ha poca. La lettura aumenta la nostra cultura, ci
fa conoscere cose sconosciute, incuriosisce, allarga i nostri
orizzonti. Perciò la speranza è che, vedendo "Per un pugno
di libri", venga la voglia di leggere. La presenza del professor
Piero Dorfles è una garanzia dal momento che rappresenta
la memoria storica del programma. Apparentemente severo,
è imprevedibilmente capace di mettersi in gioco ironizzando
su se stesso. Io ho invece il compito di spronare, di invogliare
i ragazzi alla competizione. D'altra parte è un quiz dove si
vincono libri.
Il libro è ancora di moda nell'era digitale?
C'è un'età in cui i libri vanno necessariamente letti. Da quan-
do conduco questa trasmissione abbiamo voluto che fosse
10 TV RADIOCORRIERE 11possibile raccontare attraverso un libro una generazione. E
mi sento di dire che gli studenti che vengono da noi mostra-
no di appassionarsi al libro di carta.
E lei che rapporto ha con i libri?
Premetto che mi piace toccarli, sentirne l'odore. Mi hanno
regalato un e-reader, il dispositivo digitale dove è possibile
caricare fino a duecento libri senza il supporto cartaceo. È
molto comodo quando si viaggia, ma…
Ma?
Non c'è verso: so che è pratico, ma non lo uso. Preferisco
portarmi dietro il peso dei tomi pur di avere un libro vero
tra le mani. Me lo godo di più. E poi è così bello sottolineare,
piegare i fogli, scrivere qualche nota. Non metto in dubbio
che i ragazzi di oggi, che sono nativi digitali come i miei ni-
poti, si siano facilmente abituati a leggere su questa specie
di tablet, però sono convinta che il libro tradizionale esisterà
per sempre.
Quali sono le letture che preferisce?
Alterno un autore vivo con uno morto, un classico e un con-
temporaneo. Faccio sempre così. Ora, ad esempio, sto leg-
gendo l'ultimo romanzo del mio amico Donato Carrisi e ap-
pena finisco ho già pronto "I viceré" di Federico De Roberto
pubblicato nel 1894 di cui parleremo nella prossima pun-
tata. In ogni caso, leggo tantissime cose. Ultimamente mi è
capitato tra le mani persino "Il manuale di autoaiuto per il
giocatore che vuole smettere" (ride, ndr), a testimonianza che
sono onnivora. Mi piace scoprire i diversi modi di scrivere.
A Capodanno l'abbiamo vista su Rai1 intervistare una star pla-
netaria come Roberto Bolle. Che effetto le ha fatto?
È stato bellissimo. Lui è eccezionalmente bravo e incredibil-
mente preciso come tutti gli artisti che sono abituati a una
rigorosa disciplina fisica e non solo. Cura tutto nei minimi
particolari. Quando ha deciso di introdurre tra un'esibizione
e l'altra un momento fatto di parole, ha chiamato me. Non ci
conoscevamo, ma mi sono sentita di dirgli: "Visto che tutti
sanno cosa sei capace di fare con la danza, prova a far capire
anche chi sei". Lui si è fidato e così è nata la nostra chiac- però detto che la fidelizzazione è soprattutto il risultato di In campagna elettorale non è semplice fare satira. Come vi state do, da che parte stanno. Lo chiediamo anche a persone che
chierata. È una persona straordinaria, quindi era giusto che un grande lavoro di squadra: anche se al microfono ci siamo organizzando? fanno parte della società civile, come cantanti, attori, atleti,
si raccontasse alla gente. Poi c'ero io a commentare e quindi Giorgio e io, alle spalle abbiamo un ottimo gruppo autoriale. Con il cronometro elettorale. Bisogna controllare quanti se- giornalisti…
il tono è diventato subito leggero.
condi deve parlare ciascuno cercando di osservare quel plu-
Come avete fatto ad affiatarvi così bene voi due? Però è innegabile che siate dei provocatori seriali. Fate doman-
Passiamo alla radio. È il sesto anno che conduce con Giorgio ralismo dell'informazione che la Rai, come servizio pubblico,
Spesso conduco da Milano perché ci vivo, però sei anni fa, de trabocchetto.
Lauro "Un giorno da pecora", un cult con grande seguito di ascol- deve rispettare.
quando abbiamo iniziato, per quattro mesi mi sono letteral- Capita che a un cantante chiediamo per chi vota e a un po-
tatori.
mente piazzata in studio a Roma accanto a Giorgio e me ne Nonostante ciò Orietta Berti ha fatto la sua dichiarazione elet- litico quando ha fatto l'ultima volta l'amore. Sappiamo che
Penso che tutti i programmi quotidiani offrano la possibilità
di interagire con il pubblico, che ti aspetta. Ma il successo di sono andata solo quando ho capito che avevamo raggiunto torale, scatenando il putiferio. provocando si ottengono reazioni spesso più forti della pro-
"Un giorno da pecora" sta anche nel fatto che è un format il feeling giusto. Non importa se ci capita di trasmettere da È capitato e ci scusiamo. Un effetto della forza dell'abitu- vocazione stessa. Non ci si può fare nulla, è la vita. E certe
particolare, perché è imprevedibile. Una sola domanda e re- due città diverse. Basta guardarci negli occhi. Come? Con la dine: chiediamo a tutti, ma proprio a tutti indistintamente, volte le conseguenze sono inaspettate rispetto alle inten-
lativa risposta possono cambiare il corso della puntata. Va webcam. a prescindere dal momento politico che si sta attraversan- zioni.
12 TV RADIOCORRIERE 13NULLA
PER UN PUGNO DI LIBRI
GIORGIO LAURO
O gni sabato alle 18.00 su Rai3 è tornato il longevo
programma che mette a confronto due classi
scolastiche su un classico della letteratura. In conduzione,
per il quinto anno consecutivo Geppi Cucciari e accanto
a lei il professor Piero Dorfles. Il book game coinvolge
È PIÙ
settimanalmente studenti provenienti da tutta Italia
che hanno letto, studiato, discusso ma anche criticato
i libri di volta in volta oggetto della puntata. A giocare
non solo i ragazzi presenti in studio perché da casa i
telespettatori possono partecipare telefonicamente
e aggiudicarsi i libri in palio indovinando il titolo di
DIVERTENTE
una nota opera letteraria che si nasconde dietro una
definizione fantasiosa.
Nella puntata del 3 febbraio si sfideranno il Liceo
Linguistico "Oscar Romero" di Albino, in provincia di
Brescia, e il Liceo Classico "Orazio Flacco" di Bari sul
capolavoro di Federico De Roberto "I Vicerè". Pubblicato
nel 1894, il romanzo è un grande affresco di una nobile
DELLA
famiglia siciliana d'origine spagnola, gli Uzeda, fra
Risorgimento e Unità d'Italia.
Come sempre in palio ci saranno opere d'ingegno,
ovvero libri, e la possibilità di accedere alla finale tra le
due classi meglio classificate nel corso del programma.
Attraverso lo 06-36862661 è possibile prenotarsi al
POLITICA
gioco telefonico che mette alla prova i telespettatori
che vorranno indovinare quale titolo si cela dietro una
bizzarra definizione.
UN GIORNO DA PECORA
D al lunedì al venerdì, dalle 13.30 alle 15.00, su Rai
Radio1 va in onda il talk show più irriverente della
radiofonia. Il programma è condotto dalla "Simpatica"
Geppi Cucciari e dal "Simpatico" Giorgio Lauro, che
ogni giorno intervistano personaggi della politica,
dello spettacolo, della cultura e dello sport. Tra satira
I
e ironia, "Un Giorno da Pecora" descrive l'attualità, la
l direttore di Rai Radio1 Gerardo Greco non ha na- Prende spunto dalle numerose e ambiziose rassegne
politica e non solo. Gli ospiti della coppia Cucciari-
Doppio appuntamento quotidiano su Rai scosto la sua soddisfazione quando qualche mese fa stampa ufficiali che invadono i palinsesti radiotelevisivi
Lauro si raccontano senza filtri, facendo emergere anche
aspetti di sé meno noti. "Un Giorno da Pecora" si può
Radio1 per Giorgio Lauro, tra il nuovissimo ha annunciato: «Siamo riusciti a ricomporre una cop-
di tutte le reti nazionali. Noi analizziamo in chiave sa-
format “Senza titolo” insieme a Claudio pia storica della radio italiana». Si riferiva a Claudio
seguire "on air" sulle frequenze di Radio1, in streaming tirica i titoli dei principali quotidiani italiani, gli errori,
sul sito ungiornodapecora.rai.it ricco di contenuti Sabelli Fioretti e “Un Giorno da pecora” con Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, che dopo aver fatto in-
le ipocrisie, i giochi di parole, le fake news attraverso
speciali, foto e video e seguendo il live twitting Geppi Cucciari. «In dieci anni - dice - questo sieme per tanti anni "Un giorno da pecora" si sono ritro-
l'arma dell'ironia creando paradossali accostamenti mu-
dell'account @1giornodapecora e con le dirette sulla vati nel nuovo programma del mattino "Senza titolo", dal
programma ci ha riservato tante sorprese. sicali per prendere in giro i luoghi comuni.
pagina Facebook della trasmissione. Insieme a Geppi lunedì al venerdì dalle 10.07 alle 10.27, dove propongo-
La più incredibile fu quando Cossiga venne a
Cucciari e Giorgio Lauro c'è Francesca Fornario con le no la loro particolarissima e bizzarra rassegna stampa.
trovarci in studio a sorpresa mentre eravamo Cosa ha di speciale la vostra rassegna?
sue divertenti clip satiriche, la musica del duo canoro
in diretta» Una grande reunion tra l'Anziano e il Simpatico. Giorgio, È la prima al mondo ad essere sceneggiata. La faccia-
dell'Orchestrina di Un Giorno da Pecora e le improbabili
quali sono le caratteristiche di questo programma? mo diventare una specie di radiocommedia, a secondo di
previsioni sul futuro del Divino Otelma.
14 TV RADIOCORRIERE 15quello che i giornalisti scrivono. Tendiamo a sottolineare C'è un ricordo di questi dieci anni che rimarrà memorabile?
il linguaggio un po' esagerato. Era l'ultima settimana di agosto del 2008 e in quel perio-
do il presidente Cossiga interveniva praticamente in ogni
Un esempio?
In un articolo di politica abbiamo letto che è stato "canno- nostra puntata e una volta promise che sarebbe venuto a
neggiato" il quartier generale del tale partito. L'utilizzo di trovarci. Incredibilmente fu di parola lasciandoci nell'im-
questi frequenti termini belligeranti diventa per noi uno barazzo totale: ce lo vedemmo arrivare mentre eravamo in
spunto per abbinare dei suoni. Lascio immaginare cosa ac- diretta a via Asiago. Le porte dello studio si spalancarono
cade quando troviamo espressioni come "bombardamento e lui entrò a braccetto dell'allora Dg della Rai Mauro Ma-
mediatico"… si. Ricordo ancora quando si mise a sedere mentre Masi
rimase in piedi accanto a lui. Noi non riuscivamo a capire
Dopo la sigla di chiusura, lei prosegue con "Un giorno da pe-
cora" dove da circa sei anni Geppi Cucciari ha preso il posto cosa fare. Era il caso di intervistarlo o proseguire? Si creò
dell'Anziano. una situazione molto particolare, ma alla fine seppe rom-
Con Geppi mi trovo molto bene, è una persona bellissima pere il ghiaccio. Intervenne e stette al gioco. Ed era dav-
Ci capiamo al volo anche a distanza, perché spesso lei vero contento di essere venuto a trovarci, ci portò persino
trasmette da Milano e io da Roma. dei regali.
Quanto è legato a questo programma? Quest'anno niente Festival?
Molto. Lo faccio ormai da dieci anni. Una volta Ignazio Dopo due edizioni di "Sanremo da pecora" con tanti poli-
Larussa disse che siamo la "quarta Camera". tici in gara, la campagna elettorale in atto ci ha spinto a
Vi aveva preso un po' troppo sul serio? desistere. Non ci è sembrato il caso e allora se ne riparlerà
In realtà il nostro è un programma serissimo, anche se il prossimo anno.
non si evince dal tono che usiamo. Abbiamo scelto di stare
sempre sul filo del gioco, della domanda ficcante prestan-
do grande attenzione alla risposta.
Lei si sente un provocatore?
Direi di no. Mi definisco un osservatore. E dal mio spirito
di osservazione vengono fuori anche tante domande che
faccio nel programma. Guardo parecchia tv e mi affasci-
nano i talk politici, quegli incontri dove mettono insieme
persone così diverse… Mi piace immaginare quale potreb-
be essere il loro approccio fuori da lì. Si daranno del tu,
del lei?
I paletti imposti dalla par condicio imbavagliano la satira?
Direi di no. Sicuramente noi continueremo con il nostro
stile spiritoso e divertente usando la massima correttez-
za. Crediamo nel rispetto delle regole. Da noi terrà banco
come sempre la politica di cui ascolteremo tutti i protago-
nisti, racconteremo alti e bassi della campagna elettorale.
A volte ai politici avete fatto fare cose inimmaginabili, quasi
impossibili.
È vero. Li abbiamo fatto cucinare, cantare, dire barzellette.
Sono performance che chiediamo abitualmente.
E quali sono le loro reazioni?
Molti non vedono l'ora. Altri invece sono un po' più rasse-
gnati, tipo: "Vabbè, mi tocca…". Ma per tutti venire da noi
è una sorta di passaggio obbligato, perciò alla fine stanno
quasi tutti al gioco.
16 17Il 29 gennaio prende il via,
rigorosamente a piedi, la 14ma edizione
di "M'illumino di meno". La campagna,
promossa come da tradizione da Rai
Radio2 e "Caterpillar", culminerà il 23
febbraio con una puntata speciale in cui
verranno spenti monumenti e palazzi
delle istituzioni. «Con passeggiate,
ciaspolate e pedibus incoraggiamo stili
di vita sostenibili, che non danneggiano
il pianeta e ci fanno stare bene», dicono
Massimo Cirri e Sara Zambotti
S
otto i nostri piedi c'è la Terra e per salvarla bi-
sogna cambiare passo. Perciò quest'anno Rai
Radio2 e "Caterpillar" dedicano la tradizionale
Campagna sul risparmio energetico "M'illumi-
no di meno" alla bellezza del camminare e dell'andare
a piedi. Ci si metterà in moto il 29 gennaio partendo
dall'Arena Civica di Milano. E dentro il Parco Sempione
ci sarà anche il Fai, Fondo Ambiente Italiano, in diretta
con "Caterpillar" su Radio2 dalle 18.30 fino alle 20.00.
Una puntata speciale che servirà a lanciare la lunghis-
sima diretta del 23 febbraio in cui, in coincidenza con
l'anniversario del Protocollo di Kyoto che rappresenta il tutti insieme affronteremo per arrivare alla data del 23 È un invito simbolico, ma i passi sono reali, bisogna rag- La lista è sempre una gioiosa valanga che si va alimen-
tentativo dell'umanità di salvare la Terra dalla distruzio- febbraio quando nel pomeriggio spegneremo le luci che giungerne cinquecento cinquantacinque e ci sarà biso- tando giorno dopo giorno, in ogni caso abbiamo un mese
ne indotta dai cambiamenti climatici, si arriverà al tradi- non servono. Dal momento che dobbiamo riabituarci a gno del contributo di tutti. A Milano i camminatori avran- di tempo per completare le adesioni. Grazie al Ministero
zionale spegnimento delle luci di palazzi e monumenti muoverci sulle nostre gambe, rilanceremo la bella ini- no in dotazione un "contapassi" per cominciare a contarli. dei Beni Culturali torneranno a spegnersi la Torre di Pisa,
pubblici in Italia e non solo. Abbiamo chiesto a Massimo ziativa del Pedibus, che vede adulti e bambini percorrere Però ciascuno, da qualunque luogo d'Italia, potrà "dona- il Colosseo, l'Arena di Verona e i palazzi delle istituzioni
Cirri e Sara Zambotti di raccontarci come sarà a questa re" i suoi a favore della nostra Campagna: bisogna tota- come Quirinale, Camera e Senato. Quest'ultimo tra l'altro
pezzi di strada insieme per raggiungere la scuola a tap-
14ma edizione. lizzarne davvero tanti. Tutti saranno indispensabili per ci ha confermato il patrocinio. Ma non escludiamo di riu-
pe. Nel frattempo abbiamo già notizia di gruppi di nostri
fare la prima trasmissione "camminata" della storia della scire a coinvolgere siti importanti anche all'estero.
Massimo, qual è il principale obiettivo che vi siete prefissi? ascoltatori che si stanno organizzando per una ciaspola-
radio. Perciò il nostro appello va anche agli sportivi, a
Quello di raggiungere la luna a piedi. I passi da compiere ta al chiaro di luna. Come si concluderà la vostra Campagna?
coloro che corrono al parco la sera, che fanno yoga, cal-
sono cinquecento cinquantacinque milioni e ci sarà biso- Con una puntata Speciale in cui interverranno Comuni,
Tutto prende il via il 29 gennaio dall'Arena Civica di Milano. cetto, tango o anche solo una passeggiata.
gno del contributo di tutti.
scuole e associazioni impegnate ad attuare le buone
Sì, ma ricordo che la Campagna, come sempre, è naziona- È vero che avete coinvolto anche i nostri astronauti?
Perché questa camminata collettiva? pratiche sul risparmio energetico. "M'illumino di Meno"
le. Cominceremo a camminare ricordando che muoversi Sì, è vero. Non potevano mancare Samantha Cristoforetti,
Rientra nei princìpi di "M'illumino di meno", che da sem- è diventata anche la festa degli stili di vita sostenibili,
a piedi dà enormi benefici alla nostra salute, ma fa bene Paolo Nespoli e Luca Parmitano, che hanno fatto tante
pre persegue stili di vita sostenibili. Scegliere di percor- quelli che fanno stare bene senza consumare il pianeta,
anche alle città. passeggiate spaziali.
rere tragitti a piedi fa bene. Quindi l'appuntamento del perciò, rinnoviamo l'invito: per un giorno, il 23 febbraio,
29 gennaio a Milano è l'inizio del lungo cammino che Sara, è ambizioso raggiungere la luna a piedi… Quali sono i monumenti che si spegneranno il 23 febbraio? "pensiamo con i piedi".
20 TV RADIOCORRIERE 21IL CORSIVO DEL DIRETTORE
L
e radio private sono le antesignane dei social network.
Per prime si sono aperte al pubblico permettendo
una partecipazione diretta, a volte diventando il vero
motore di trasmissioni di successo. Pensate per un momento
alle "dediche" che venivano lanciate, ai saluti che venivano
effettuati. Non vi vengono in mente le richieste di amicizia, lo
scambio di saluti e i commenti di Facebook?
Le prime radio private sono nate con la voglia di comunicare, di
raccontare le realtà locali. Il nostro Paese era legato a un solo
canale televisivo e a uno radiofonico. Non aveva grossi sviluppi
dal punto di vista della comunicazione tant'è che in quegli
anni, se uno voleva ascoltare qualcosa di diverso, cercava di
captare le onde che arrivavano da Capodistria o da Montecarlo
che davano segnali diversi da quella che era la radio di Stato.
E con un trasmettitore di pochissimi watt di potenza era
possibile coprire buona parte del territorio nazionale.
Quelle prime radio, soprattutto in provincia, da subito sono
diventate un punto di riferimento per i giovani, un vero
collante. Molti ragazzi hanno avuto la fortuna di iniziare per
gioco e poi ne hanno subito il fascino, hanno amato la radio
che rappresentava un "luogo" di socializzazione caratterizzato
da grandi idee e progetti. Un'opportunità di formazione,
un'occasione per molti di gettare le basi per una vera e propria
attività professionale perché le radio private hanno saputo
dare a tanti giovani la possibilità di emergere.
Il punto della socializzazione è un tasto che mi sta molto a
Dalle prime emittenti di provincia che
cuore: le radio locali hanno cambiato il nostro modo di vivere
permettendo a chiunque di poter avere pochi secondi di
trasmettevano in modo pionieristico
notorietà, di andare come si diceva "sulla radio", di far passare al business degli inserzionisti, la radio
un proprio messaggio, mandare gli auguri, ringraziare, oppure ha rappresentato da sempre un mezzo
soltanto chiedere un disco particolare che rappresentava straordinario di comunicazione e di
uno stato dell'animo, un momento importante della vita. aggregazione. Oggi la sua funzione è
Quelle radio hanno fidelizzato milioni di persone e hanno
tornata ad essere di grande interazione con
creato il primo vero movimento social, quello delle dediche
radiofoniche.
gli ascoltatori grazie a una fruizione molto
Pensate ai primi disc Jockey, ai primi personaggi delle radio. attiva che s'interfaccia con il mondo Social
Professionisti come Linus, Gerry Scotti, Albertino e tantissimi
altri hanno avuto la capacità di far affezionare milioni di
ragazzi. A Roma, per esempio, quando Radio Dimensione
Suono non era ancora un network aveva una trasmissione,
"Questa casa non è un albergo", che faceva ascolti straordinari.
Quindi la socializzazione attraverso l'FM già esisteva ed
era molto più complicata e più complessa perché non avevi
la facilità del mezzo di oggi. La tecnologia era decisamente
lontana da quella attuale e dovevi essere per forza di cose
legato alla tua radiolina a transistor o, se eri tra i più fortunati,
ad un impianto Hi-Fi e avere vicino il telefono di casa per
22 TV RADIOCORRIERE 23comunicare con l'emittente radiofonica.
C'è un dato fondamentale: quando un'emittente riceveva dalle trenta alle quaranta
telefonate, avevi chiara la percezione che all'ascolto ci fosse un numero di persone
cento volte maggiore. E questo determinava anche un buon ritorno in termini
pubblicitari. Sebbene le prime radio non si basassero su un progetto commerciale,
un po' alla volta gli occhi intraprendenti di alcuni imprenditori ci hanno visto il
business.
Dunque le Radio private nascono per una forza propulsiva di cambiamento, diventano
punto importante di aggregazione e alla fine si trasformano in vere e proprie aziende
a tutti gli effetti. Purtroppo però, nonostante abbiano mantenuto salde quelle che
erano le prerogative di partenza, con l'avvento dei primi network c'è stata una vera e
propria corsa a chiudere i microfoni al pubblico. Addio dediche, addio radio parlata.
Poi l'arrivo di Twitter, di Facebook e degli altri social ha rivoluzionato tutto:
magicamente la radio è tonata a riaprirsi al suo pubblico, si è riappropriata di quel
rapporto diretto. E non dimentichiamo che le private hanno dato vita a format,
poi ripresi e sviluppati anche in televisione. Pensiamo a "Quelli che il calcio", una
grandissima intuizione. Ma quante realtà locali già avevano nel loro palinsesto
programmi costruiti per raccontare il calcio anche in modo diverso e accattivante?
Alla fine degli anni Ottanta lavoravo in una radio locale dove riuscivamo a
raccontare le partite che si disputavano su due campi diversi e lo facevamo
pionieristicamente con una busta di gettoni telefonici: uno di noi guardava il primo
tempo e poi lo raccontava al telefono, l'altro guardava il secondo tempo e faceva
lo stesso. Contemporaneamente altri due colleghi si occupavano degli ulteriori
match e comunicavano allo studio centrale ciò che succedeva. Il tutto avveniva per
campionati di prima categoria, non per la serie A o B. In studio c'era un conduttore
che "dirigeva il traffico" e così, tra musica, notizie e interventi vari, si coprivano dalle
tre alle quattro ore di diretta. Voglio raccontarvi un piccolo aneddoto: c'era una
signora che abitava nei pressi del campo sportivo e quando la squadra del paese
giocava in casa gli tenevamo bloccata la linea telefonica per oltre novanta minuti.
Perché? Le chiedevamo di attaccarci alla sua linea telefonica dove ci facevamo
chiamare dallo studio centrale e da quel vecchio telefono grigio con la rotella per
comporre i numeri trasmettevamo in diretta. Eravamo dei pionieri e dovevamo in
qualche modo arrangiarci…
Questo ovviamente valeva per anche per gli altri sport. Credo di essere stato tra i
primi ad effettuare radiocronache per il tennis tavolo, disciplina in cui il Ferentino
era Campione d'Italia e una piccola città che conquista un titolo tricolore muove
comunque un giro di sponsor. L'intuizione dell'editore fu di seguire la squadra in
casa e soprattutto in trasferta. Una grandissima esperienza soprattutto perché
all'epoca si giocava su due tavoli, c'era il doppio, e la squadra era seguitissima. Per
tutta la settimana davamo aggiornamenti e all'allenatore chiedevamo informazioni
sullo stato di salute degli atleti. Su queste notizie costruivamo intere trasmissioni
perché, anche se si trattava di uno sport cosiddetto minore, la squadra era pur
sempre campione d'Italia e quindi rappresentava un'eccellenza non solo provinciale.
Quando c'era il Festival di Sanremo, i dischi si potevano acquistare solo alcuni giorni
dopo la fine della manifestazione. Le sere della kermesse, che per fortuna all'epoca
erano soltanto tre, le passavamo attaccati al televisore o ascoltando la Radio Rai a
registrare in presa diretta su nastro le canzoni che poi provvedevamo a ripulire dagli
applausi o dalla presentazione e il giorno dopo le mandavamo "in esclusiva".
Insomma la Radio con tutte le sue trasformazioni oggi è ancora forte. Ha resistito a
tutti gli attacchi e dati, di ascolto alla mano, nel 2018 si presenta al pubblico ancora
bella, giovane e piena di appeal.
24 25NADA
il
Photo Credit: Silva Rotelli
piacere
delle
piccole
26 TV RADIOCORRIERE
cose 27Nada è l'interprete di "Tu non sai", la sigla della
serie tv "Romanzo Famigliare" trasmessa da Rai1:
«Poche note che ti entrano dentro e ti cullano
con dolcezza». L'artista vive sulle colline della sua
Toscana coltivando la passione per la musica e la
scrittura. «La famiglia – afferma - è il luogo dove
tutto nasce e si sviluppa. Ci si allontana per poi
ritrovarsi in legami sempre più indissolubili»
C
antante, scrittrice, cantautrice e attrice, Nada
Malanima ha segnato un'epoca con le sue canzoni
senza farsi mai travolgere dagli effetti del
successo. Vive nelle colline toscane per respirare
tranquillità e continua a regalarci straordinari successi.
La sua voce, quella che a sedici anni ha incantato il palco
di Sanremo con "Che freddo fa", è protagonista della sigla
di "Romanzo Famigliare", la serie di successo firmata da
Francesca Archibugi in onda su Rai1.
Quando ha incontrato Battista Lena e Francesca Archibugi per
la sigla di "Romanzo Famigliare?
Per un lavoro sul film "Con gli occhi chiusi" nel quale
cantavo una canzone bellissima, "Nati liberi", scritta da loro
e che ho proposto spesso nei miei concerti. Un brano dolce
e delicato nell'esplorare i sentimenti umani, caratteristiche
che ho ritrovato in "Tu non sai" di "Romanzo Famigliare".
Lo stile inconfondibile di Lena e la profondità narrativa
di Archibugi, che ho avuto la fortuna di assaporare, mi ha
aiutato nell'interpretazione. Si tratta di una piccola canzone
con un testo semplice e straordinariamente profondo che
colpisce subito le nostre emozioni. È difficile da spiegare:
poche note che ti entrano dentro e ti cullano con dolcezza.
Credo che abbia colpito tutti, non solo chi sta seguendo la
serie.
Nel grande affresco contemporaneo disegnato da Archibugi si
scava nella complessità della famiglia.
È vero. La famiglia è il luogo dove tutto nasce e si sviluppa.
Ci si allontana per poi ritrovarsi in legami sempre più
indissolubili.
Cosa ha ritrovato di se stessa in questa storia, come figlia e
madre?
Il rapporto madre-figlia è una storia infinita, viscerale,
forte, irrazionale, spesso di conflitto. Provi ad allontanarti
ma alla fine ritorni, perché in lei rivedi te stessa. Il mio è
stato un rapporto molto complesso con la figura materna,
segnato a volte dalla sofferenza. Nel tempo sono riuscita a
perdonare i suoi errori perché tutto, in realtà, è spinto da un
28 TV RADIOCORRIERE 29amore potente. A volte imperfetto, ma indissolubile. spesso in tour, mi esibisco in teatro, scrivo i miei
È un percorso di crescita che si fa insieme. Forse monologhi, libri. Ho la fortuna di fare quello che mi
non esiste nemmeno una parola che può definire piace e, anche se a volte con fatica, percorro tutte le
il rapporto tra madre e figlia. Io ci lavoro da anni strade possibili per realizzare le mie idee. Ora sono
ed è un tema che ricorre sempre nelle mie canzoni, impegnata nella preparazione di un nuovo disco e
nei libri. di un libro.
C'è una differenza nel flusso creativo tra una canzone Si può avere qualche anticipazione sul nuovo disco?
e un libro? Ho finito di scrivere le canzoni e le sto assemblando.
Certamente. Sono strade affini ma parallele. Un Devo poi riflettere sul come realizzarle, soprattutto
libro ti dà la possibilità di sviscerare ogni cosa, con chi. Sono abituata a fare sempre tutto da sola,
anche quella apparentemente più piccola. In una ma in questo caso sto valutando di "affidarmi" a
canzone, invece, la parola è supportata dalla musica una produzione. Sento la necessità di un parere
e in pochissimo tempo devi raccontare qualcosa di distaccato, però è difficile trovare qualcuno affine
te agli altri. Alla fine però io sono sempre la stessa, al quale affidare il proprio lavoro. Se tutto va bene
nella musica come nella letteratura. il disco sarà pronto per l'autunno prossimo.
Se diciamo "Non c'è niente di meglio che stare in silen- Parliamo dei suoi "incontri", da Pietro Ciampi a Renato
zio e pensare al meglio"? Zenobi e Paolo Conte. Al teatro con Fo…
(Ride, ndr) Stiamo parlando di "Senza un perché", Ho avuto la fortuna di incontrare persone uniche,
la canzone che Paolo Sorrentino ha scelto per "The speciali. Non sempre è stato facile perché il rischio
Young Pope". Parole semplici alle quali spesso non quando si inizia una carriera molto giovani come lo
si pensa ma che alla fine ci costringono a riflettere ero io è di essere schiacciati. Ho fatto in modo che
sul fatto che le cose fondamentali si nascondono questo non accadesse perché, sebbene fossi piccola
in piccole cose pronte a spalancarti verso nuovi di età, sono sempre stata in grado di affiancare le
orizzonti. Ritrovarsi nel silenzio per stare meglio è persone giuste. Ieri come oggi do retta al mio istinto
fantastico. Escludere il suono per un po' dalla propria e provo a seguire me stessa perché mi sento sempre
vita ci aiuta. Dal silenzio io riesco a ricollegarmi in evoluzione, in cambiamento. È un'esigenza.
alla vita. Sembra banale, ma in realtà non lo è.
Si sente ancora pulcino di Gabbro?
La sua reazione alla chiamata di Sorrentino? Direi di no, per fortuna. Un appellativo che mi è
Sorpresa, in senso positivo. Tra tanti brani famosi stato dato agli inizi della carriera, ero giovane e un
è andato a pescarne uno del 2004, un testo che po' spaesata. Ma per fortuna poi si cresce…
all'epoca non era stato capito. Sorrentino, che tra
Nada è un nome particolare, originale. Nasconde qual-
l'altro s'intende di musica, la conosceva bene e
che storia?
la considerava un piccolo racconto di vita che
Sì. La storia del mio nome l'ho raccontata nel
con semplicità racchiude una dimensione umana
mio secondo libro "Il mio cuore umano", nel quale
profonda. Direi che ha colto nel segno e per me
ripercorro la mia infanzia. Il mio è un nome molto
è stata una soddisfazione grandissima. Esistono
originale, soprattutto se nasci a Gabbro nei primi
pezzi dalla struttura essenziale ma con una forza
anni Cinquanta. Nasce da un incontro avuto da
evocativa profonda, liberatoria.
mia madre con una zingara prima che nascessi.
Nei suoi concerti spesso balla, eppure in "Luna in pie- Le raccontò che avrebbe avuto una femmina, che
na" dice di non saperlo fare. avrebbe viaggiato e avuto successo. Il nome della
"Non so ballare niente, Né un tango, né un valzer, zingara era Nada e poiché a casa tutti volevano un
Non so ballare niente, Mi dondolo in disparte…". È maschio, la mia mamma ha dato retta a chi le ha
l'incipit di questa canzone. Confesso, non so ballare. letto la mano.
Nei concerti, però, tutto è diverso e il corpo segue
Lei ama frequentare i sentimenti umani, sviscerarli e
le emozioni. Viene da dentro, non c'è niente di
riproporli sotto forma di canzoni incredibili. Oggi, do-
studiato.
po tanto tempo, "l'amore è ancora disperato?
Cosa fa nel tuo tempo libero? L'amore è per definizione disperato. Se non lo fosse,
Faccio musica, sempre. Compongo canzoni, sono non si chiamerebbe amore.
30 TV RADIOCORRIERE 31Mi piace
FOTINÌ PELUSO
regalare
emozioni
«Ci somigliamo, abbiamo molti tratti in comune
soprattutto nel carattere». In "Romanzo Famigliare"
Fotinì Peluso è la giovane Micol e come il suo
personaggio è una musicista: «Studio pianoforte
da undici anni e questo mi ha certamente
agevolato nell'entrare nel mio ruolo, anche se
cimentarsi con il clarinetto non è stato facile»
32 TV RADIOCORRIERE 33È
sicuramente Fotinì Peluso la rivelazione del "Ro- Come Micol, anche lei è una musicista.
manzo Famigliare" di Francesca Archibugi. Fotinì, Musica e recitazione sono due arti complementari, espres-
che in greco significa "luminosa", porta con sé un'e- sioni universali che condividono il dono dell'immediatezza.
nergia positiva contagiosa. Se è vero che nel nome si Entrambe portano l'essere umano nelle emozioni. Studio
racchiude la storia di una persona, non è un caso che questa pianoforte da undici anni e questo nella costruzione del per-
esordiente di successo abbia conquistato tutti, pubblico, cri- sonaggio mi ha certamente agevolato, anche se cimentarsi
tica e anche noi. con il clarinetto è stata un'esperienza complessa. Quando le
In tanti hanno puntato gli occhi su di lei. Quanto c'è di Fotinì nel prime volte provavo a tirar fuori qualche suono da questo
suo personaggio? strumento è stato un disastro. Mi sforzavo, mi sfiatavo e non
Molte persone che mi conoscono sostengono che io e Mi- usciva nessuna nota. Ho pensato mi rifiutasse. La pazienza e
col, il personaggio che interpreto in "Romanzo Famigliare", l'attenta guida di uno straordinario insegnante hanno sbloc-
ci somigliamo. È vero, abbiamo molti tratti in comune, so- cato tutto. Ora so come si "finge" nel suonare la musica, è
prattutto nel carattere. Ma io non sono Micol (ride, ndr). Il stata una scoperta anche per me. La musica è un viaggio
pubblico tende spesso a sovrapporre le personalità, ma non straordinario.
è così. Come lei anche io sono una ragazza solare, determi-
Lei suona, recita, è una sportiva e studia all'università. Chi è
nata, espansiva, ma non ho il suo vissuto. Per immedesimar-
veramente Fotinì?
mi, per ricercare le fragilità del mio personaggio, il suo senso
Questo me lo devono dire gli altri ogni tanto. Faccio solo
di disorientamento e paura, mi sono documentata con video
quello che mi piace e mi dà soddisfazione. La recitazione
e filmati di chi ha avuto questa esperienza. Per entrare però
aiuta a rilassarmi e rivela parti di me sconosciute. La cosa
meglio nei panni di un'adolescente che, come sua madre pri-
che però mi commuove è regalare emozioni, spero di esserci
ma, rimane incinta a soli sedici anni è stato fondamentale il
riuscita. E poi c'è l'università, studio Economia. Ora sono sot-
confronto con la regista.
to esame e devo correre a studiare Aziendale (ride, ndr).
Ci faccia capire meglio.
Da una famiglia "televisiva" a quella vera. Quanto è importante
Francesca Archibugi mi ha introdotto nella giusta atmosfera,
la sua per lei?
raccontandomi come si sente una donna durante la gravi-
La mia famiglia è sempre presente in tutto quello che faccio.
danza. Mi ha guidata sul set e mi ha fatto capire cosa signifi-
Insieme agli amici e al mio ragazzo cercano di darmi la cari-
ca recitare. Con lei siamo riusciti a calarci nei personaggi con
ca. Per fare questo lavoro credo sia fondamentale costruire
totale semplicità, indagando le emozioni con cui tutti siamo
una struttura solida, avere consapevolezza di se stessi e io
costretti a confrontarci e cercando di portare lo spettatore
ho avuto la fortuna di averla acquisita anche grazie a loro. I
dentro questo flusso.
miei genitori sono punti fermi e sapere di averli accanto mi
Come è cominciata questa esperienza? dà forza.
È caduta dal cielo. Il provino l'ho sostenuto in un centro
sociale romano che si chiama "America". Ho iniziato questo Cosa pensa del successo di "Romanzo Famigliare"?
lavoro con serenità e ribadisco lo straordinario legame che Ne ero certa. Tutti quelli che hanno preso parte a questo pro-
si è creato con la regista Archibugi. Un feeling pazzesco, lo getto, nessuno escluso, hanno dato vita a un complesso fan-
stesso che ha coinvolto tutto il cast e la troupe. Si è creata tastico. Un'orchestra che non poteva fare altro che suonare
una magia, inspiegabile. Alla fine eravamo realmente den- bene. Ho avuto l'onore di lavorare con Giancarlo Giannini,
tro un "romanzo famigliare". Vittoria Puccini mi è stata vicina Marco Messeri, Guido Caprino e Vittoria Puccini, tutti attori
proprio come una mamma-amica, anche se Francesca (Archi- di grande esperienza e spessore umano. Poteva solo andare
bugi, ndr) è stata la mamma per eccellenza. Si è preoccupata bene. Non è semplicemente una questione di "qualità", ma il
di tutti gli attori con lo stesso riguardo, sempre pronta a dare motore di tutto è stato sicuramente l'amore, la passione per
delucidazioni sul personaggio. Standole accanto ho scoperto le cose che si fanno. È stata un'atmosfera contagiosa.
sfumature del mio carattere di cui non ero a conoscenza.
Cosa ci dice dei suoi prossimi impegni?
È stata proprio Francesca Archibugi a scoprirla, vero? La musica continua a girarmi intorno. A proposito, avete sen-
Sì e le sarò sempre grata soprattutto a livello umano. Non tito quanto sono belle le musiche della serie? Le ha compo-
ero realmente cosciente delle mie capacità, ma lei ha avuto ste Battista Lena, dolcissima persona e soprattutto straor-
subito fiducia in me. Mi ha messo su un piedistallo ed è stato dinario musicista. Le sue note sono perfette, un sottofondo
bellissimo. poetico di questo grande romanzo.
34 TV RADIOCORRIERE 35D
a trent'anni compone colonne sonore per il cine-
BATTISTA LENA ma, ma non rinuncia al primo amore, la chitarra
jazz che lo ha portato prima al fianco di Roberto
Gatto e poi di Enrico Rava. Battista Lena è un ar-
tista di razza che plasma e suscita emozioni inanellando
note con uno stile personale e riconoscibile. Proprio come
ha fatto con le musiche di "Romanzo Famigliare" che vedo-
no il featuring prestigioso di Nada.
Com'è nata la colonna sonora di questa serie tv di successo?
L'intento è stato quello di creare delle musiche che aves-
sero differenti chiavi di lettura. Un iniziale e immediato
coinvolgimento melodico, popolare, che poi andasse più a
fondo. Proprio come la scrittura di Francesca Archibugi, che
ha tanti piani di lettura. Ascoltando le musiche a posteriori,
perché all'inizio dei lavori non c'era un progetto prestabili-
to, la colonna sonora e il film si rispecchiano proprio nell'a-
vere più livelli interpretativi.
La sigla "Tu non sai" è cantata da Nada, un'artista con la quale
ha già collaborato in passato.
Avevo già lavorato con lei per il film "Con gli occhi" chiusi
dove era in scena e interpretava "Nati liberi", un brano che
dopo quell'esperienza ha continuato a proporre nei concerti
con un arrangiamento di Fausto Mesolella. Nada è un'arti-
sta poliedrica dalla grande personalità, che si riflette anche
nella voce.
Che temi musicali ha preferito per questa serie?
Ce ne sono due. Il primo è "Tu non sai", che torna in versione
VIAGGIO
strumentale in diversi arrangiamenti. Il secondo tema è più
mosso, militaresco, ritmico ed è quello di Agostino. Poi ce
ne sono altri cinque o sei di contorno. Il lavoro di "Romanzo
UN BEL
Famigliare" è il più grosso che io abbia mai fatto, perché
sono sei film da cento minuti. Una mole enorme.
Quanto ha influito nella scelta compositiva sapere che la sua
MUSICALE
musica avrebbe accompagnato una fiction che, trasmessa in
prima serata su Rai1, sarebbe entrata nelle case di milioni di
È di lunghissima data il sodalizio persone?
artistico tra Francesca Archibugi e È stato un piacere e un traguardo arrivare in prima serata
Battista Lena, che firma la colonna sulla rete ammiraglia. Mi ha accompagnato il ricordo di una
sonora di "Romanzo Famigliare". certa Rai degli Anni Sessanta, quella dei gloriosi sceneggia-
«Ho scelto un linguaggio musicale ti. Mi viene in mente Franco Cerri, grande chitarrista e in-
dimenticabile "uomo in ammollo" di una famosa pubblicità,
multistrato che fosse comprensibile
Mina, Bruno Canfora con l'orchestra in diretta, un esempio
anche a un pubblico non avvezzo a
di eleganza. Mi ha dato un po' di emozione ed orgoglio. Il
cose complicate - spiega l'artista -. linguaggio musicale è stato multistrato per essere com-
Alla fine la scrittura di Francesca e la prensibile anche a un pubblico non avvezzo a cose com-
musica sono riuscite a parlarsi» plicate. Ed è stato un bel viaggio musicale. Si parte dalle
prime puntate con un impianto più lineare e via via si arriva
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