Tirrenia Cin e Moby diventeranno unica compagnia

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Tirrenia Cin e Moby diventeranno unica compagnia
21 Marzo 2020 -

Tirrenia Cin e Moby diventeranno unica
compagnia

MILANO – “ Tirrenia Cin e Moby diventeranno un’unica compagnia ”, lo afferma
Vincenzo Onorato in una nota che così prosegue: ”Da uomo di mare sono
abituato a non spargere parole al vento. E’ per questo motivo che in qualità
di presidente del gruppo Onorato Armatori ho deciso di chiarire una volta per
tutte, al di fuori e al di là delle polemiche e delle illazioni, la realtà
dei fatti. E la realtà dei fatti è che Moby e Tirrenia Cin diventeranno entro

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fine anno un’unica compagnia e che questa compagnia sarà sarda”.

Secondo Vincenzo Onorato è grottesco e lesivo dei reali interessi dei sardi e
della comunità isolana continuare a dare fuoco allo sterile albero delle
polemiche. E proprio per questi motivi è venuto il momento di chiarire una
volta per tutte i confini, le motivazioni e le ricadute dell’operazione che,
“per la prima volta nella storia della marineria italiana – afferma il
presidente del gruppo – e sottolineo per la prima volta – riconosce alla
Sardegna il diritto di essere arbitra del suo destino, non ospitando, termine
questo che sarebbe errato e improprio, ma condividendo direttamente il
destino della compagnia che assicura oggi e assicurerà per gli anni a venire
quel legame strategico irrinunciabile con il continente”.

Per Vincenzo Onorato, i sardi per primi, hanno il pieno e inviolabile diritto
a conoscere la verità. “E la verità – sottolinea il presidente del gruppo
Onorato armatori – è che Tirrenia Cin per pochi mesi trasferirà la sua sede
legale a Milano, per consentire tutti gli adempimenti preliminari alla
fusione con Moby nei tempi i piú stretti possibile; condizione questa che non
sarebbe stata così certa e rapida mantenendo le sedi legali separate. Quindi,
come deliberato dal Consiglio di amministrazione e come comunicato anche agli
investitori, entro fine anno le due società, Tirrenia Cin e Moby, si
fonderanno in un’unica realtà che – è il caso di ricordarlo – è la numero uno
al mondo per flotta di ferry passeggeri e per offerta di cabine. In
contemporanea con la fusione, la sede legale della nuova compagnia sarà
trasferita in Sardegna in modo definitivo”.

“Sul mare – conclude Onorato – non c’è spazio per i se e per i ma. La scelta,
che produrrà per la Sardegna solo effetti positivi a partire da quelli
fiscali, è stata compiuta e chiunque creda di poter mestare nel fango, e mi
riferisco a tutti quelli che vogliono ”dimenticare”, con la loro becera
demagogia, che oltre 500 sardi lavorano da decenni in Onorato Armatori, ha
sbagliato indirizzo. Tirrenia e Moby sono abituate a navigare nelle acque
azzurre del Mediterraneo”.

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Toninelli su migranti: non ci tiriamo
indietro

ROMA – In una nota il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo
Toninelli ha spiegato la posizione del Governo sulla questione migranti: “La
nostra Guardia Costiera ha risposto alle chiamate provenienti da quattro
imbarcazioni e sta andando a recuperare circa 500 naufraghi nel mare libico.
Nessuno può dire che ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Men che meno
che siamo razzisti o xenofobi.

L’Italia è sempre stata e rimane in prima linea quando si tratta di salvare
vite umane. Ma così non si può andare avanti. La misura è colma”.

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“Non è accettabile che, su 23 Paesi che si affacciano nel Mediterraneo,
l’Italia sia l’unica a farsi carico di questa emergenza. Proprio mentre il
presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio, Giuseppe
Conte, discutono di politiche migratorie e si avverte già il segno di
innovazione apportato dal nostro governo, le nostre grandi professionalità
del mare vengono messe ancora una volta a dura prova e sottoposte a
condizioni di stress per altissime ragioni umanitarie. Ora, dopo l’intervento
della Spagna, aspettiamo un segnale forte dalla Ue”, conclude Toninelli.

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Settimana delle crociere ad Ancona

ANCONA – La prossima sarà una settimana intesa per il traffico crocieristico.
Nel porto di Ancona approderanno, infatti, tre navi su cui vivere una vacanza
nel Mediterraneo. Lunedì 18 Giugno attraccherà la Marella Celebration della
compagnia Marella Cruises. Una nave che nasconde la poesia nel suo nome.
Marella, in celtico, significa “mare lucente”. I turisti, moltissimi
stranieri, arriveranno alle 8 da Koper, in Croazia, per ripartire alle 18 per
Venezia.

Martedì 19 giugno alle 8, invece, arriverà da Gythion, porto del Peloponneso,
in Grecia, la Seven Seas Voyager della Regent Seven Seas Cruises, compagnia
specializzata nelle crociere di lusso. La nave ripartirà alle 19 per Koper.

Venerdì 22 giugno, ci sarà poi l’appuntamento ormai classico con Msc
Sinfonia, che quest’anno ha programmato 20 toccate nello scalo dorico su un
totale di 38 crociere della stagione 2018. Msc Sinfonia, che sarà in porto
ogni venerdì, fino al 21 Settembre e il 5 Ottobre, arriverà alle 10 da
Dubrovnik, in Croazia, per ripartire alle 18 per Venezia.

Per tutti i crocieristi, ci sarà l’opportunità di visitare Ancona, sia in
maniera autonoma, sia accompagnati da guide turistiche specializzate nel
centro storico, nei musei, Pinacoteca, Passetto, Duomo e poter godere del
pacchetto “From Tiziano to Tiziano”, il walking tour nella città storica
legato alla presenza della prima pala firmata dal Tiziano, la Pala Gozzi, e
di una delle ultime, la Crocifissione, cui si è aggiunto quest’anno il Parco
del Cardeto, magari con una pausa per il pranzo e lo shopping. Per altri,
invece, ci sarà la possibilità di trascorrere una giornata alla scoperta
delle Marche partecipando ad escursioni organizzate che raggiungeranno la
Riviera del Conero, Urbino, le Grotte di Frasassi, Osimo, Jesi, Ascoli
Piceno, San Marino.

Per i crocieristi, sono, inoltre, disponibili i servizi di “Welcome to
Ancona”, il progetto di accoglienza coordinato dalla Camera di Commercio,
capofila di un gruppo di soggetti privati e pubblici, fra cui Autorità di
Sistema portuale del mare Adriatico centrale, Comune di Ancona, Regione
Marche.

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“Quello delle crociere è un segmento turistico che sta conquistando sempre
più i favori delle persone – afferma il presidente dell’Autorità di Sistema,
Rodolfo Giampieri -, che si traduce in un importante marketing per il
territorio. E’ un’opportunità sia per i crocieristi, che possono conoscere la
bellezza della regione e la sua ricchezza culturale, storica, ambientale,
enogastronomica, sia per tutti gli operatori, che possono sviluppare nuova
economia in questo comparto incrementando ricavi e ponendo le basi per nuova
occupazione. Obiettivo primario e il risultato cui aspiriamo, con l’impegno
di tutti, è far sì che i crocieristi tornino nelle Marche da turisti”.

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Tarros, potenziato servizio ”Gps”

LA SPEZIA – Tarros, la società spezzina attiva nel trasporto multimodale di
containers nel Mediterraneo, ha potenziato e aggiornato recentemente il suo
sevizio “Gps – Great Pendulum Service”, che dal 2009 collega direttamente
alcuni dei più importanti porti del Mediterraneo Orientale con la parte più
occidentale dell’area mediterranea via i porti italiani di La Spezia, Salerno
e Genova.

Il servizio Gps, che negli anni ha visto un’evoluzione graduale ed è stato
migliorato costantemente per cogliere le opportunità offerte dal mercato,
nella sua nuova configurazione si basa su partenze settimanali di cinque
moderne navi portacontainers anziché solo quattro come in precedenza; la
portata media nominale delle navi è di 1.650 teu, equivalenti a circa 1.100
teu del peso di 14 tonn ciascuna.

L’entrata in linea della quinta nave, oltre all’aumento della frequenza di
servizio e della capacità di stiva, ha anche permesso di includere nella
rotazione del Gps un nuovo porto nell’importante zona industriale del
Portogallo settentrionale, e cioè Leixoes, lo scalo della città di Oporto,
affiancandolo al porto di Setubal, nell’area di Lisbona.

In questo modo la Tarros, oltre ai collegamenti tra l’Est e l’Ovest del
Mediterraneo, mette a disposizione del traffico merci italo portoghese un
eccellente servizio “Short Sea” containerizzato, molto efficiente e
certamente più rispettoso dell’ambiente rispetto ai servizi via strada ed
anche a quelli via strada più nave traghetto.

Nella parte orientale della rotazione, con partenze da Genova, La Spezia e
Salerno, sono scalati il porto greco del Pireo, i porti turchi di Istanbul,
Gebze e Mersin, il porto siriano di Lattakia, Beirut in Libano ed infine il
porto egiziano di Alessandria, dal quale le navi rientrano poi su Salerno, La
Spezia e Genova; da qui ripartono per il settore occidentale puntando
direttamente su Casablanca in Marocco, poi per il nuovo scalo di Leixoes e
infine per Setubal in Portogallo, prima di terminare questa lunga e complessa
rotazione degna di una vera crociera rientrando a Genova, La Spezia, Salerno
per riprendere il ciclo orientale.

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Considerato che il servizio è affidabile e veloce, in alcuni scali i
containers sono trasbordati verso altri porti non collegati direttamente:
così da Istanbul vengono servite diverse località del Mar Nero mentre a La
Spezia, nel Terminal del Golfo (operato direttamente dal Gruppo Tarros), il
carico può essere trasbordato verso la Libia, l’Algeria, la Tunisia e Malta.

In tutti gli scali la Tarros è in grado di offrire servizi locali efficienti
e personalizzati mediante una rete di Agenti controllati direttamente dal
Gruppo e nei porti sono disponibili per i caricatori tutti i tipi di
containers standard e speciali, come Palletswide, Open Top, Open Top High
Cube, Flats, Reefers etc. I “best sellers” di questa vasta gamma sono i
Palletswide, che possono competere con la capacità dei trailers, e gli ultimi
entrati in servizio, i 40’ superhigh cube, che danno la possibilità di
stivare carichi di maggior altezza rispetto ai normali high cube.

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Pianificazione energetica, ambientale
e portualità

LIVORNO – Giuseppe Tarzia, contrammiraglio delle Capitanerie di porto,
direttore marittimo della Toscana e Capo del compartimento marittimo e
comandante del porto di Livorno ha inviato un editoriale al nostro quotidiano
www. messaggeromarittimo. it su un tema di attualità quale ”Pianificazione
energetica ambientale e portualità”. Lo proponiamo integralmente ai nostri
lettori.

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”L’invito ad un convegno promosso dall’associazione Propeller di Livorno è
stata un’occasione importante per affermare la centralità del ruolo
dell’Autorità marittima, nell’ottica dello sviluppo sostenibile dei porti.
Davanti ad un pubblico di addetti ai lavori, dopo aver sentito i loro
autorevoli interventi, ho avuto l’onore di trarre le conclusioni di quello
che per gli argomenti trattati è stato comparabile ad un vero e proprio
workshop.

Questa piacevole circostanza evidenzia appunto il riconoscimento della
suddetta centralità attribuita al Comandante del porto dal cluster marittimo,
anche allorquando si trattino temi che attengono alla sicurezza nella sua più
ampia accezione, in questo caso declinata sotto il profilo ambientale ed
energetico. E, quale Comandante del porto di Livorno, nell’ascoltare con
attenzione e apprezzamento i qualificati interventi ho potuto trarre
utilissimi spunti che mi portano ad affermare come l’Autorità marittima ed il
sistema portuale in generale debbano essere pronti a rispondere adeguatamente
ad un’evoluzione che non può essere solo infrastrutturale o tecnologica, ma
anche, e soprattutto, culturale.

Tale evoluzione incide direttamente, ma direi, anche trasversalmente, sullo
sviluppo della catena logistica e delle proprie filiere, a riprova di come le
istanze dei vari attori non possano rappresentare la mera sommatoria di
esigenze distinte, ma debbano, in un’ottica sistemica, costituire un unicum
in cui l’apporto dei singoli diviene fattore moltiplicativo di progresso
sostenibile.

È evidente come lo shipping si stia orientando in maniera convinta alle
esigenze di tutela ambientale e come si stia producendo un significativo
sforzo affinché lo stesso armamento nazionale possa cogliere quelle
opportunità derivanti dall’ormai unanime riconoscimento che gli investimenti
effettuati a fini ambientali non siano elementi di costo, ma strumenti che
generano valore e competitività.

Quello al quale stiamo assistendo, quindi, è un vero e proprio cambiamento
culturale, laddove, dopo la sicurezza della navigazione e la security
marittima, anche la tutela dell’ambiente, avvertita in principio da taluno
come mera esigenza di rispondere ad un dettato normativo, sia oggi visto come
un beneficio economico e uno stile “green oriented”.

E a nuove sfide siamo già chiamati. Mi riferisco in particolare alle

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raccomandazioni dell’IMO (International Maritime Organization) rivolte a
tutte le organizzazioni del settore marittimo per incoraggiare pratiche di
gestione della sicurezza nel cyber spazio per salvaguardare le spedizioni
dalle minacce e dalle vulnerabilità informatiche.

Considerazioni, quelle formulate, che sintetizzano il determinante contributo
del Corpo in termini di “sicurezza produttiva”: un concetto, meglio ancora,
un principio, proprio dell’Autorità marittima, chiamata a garantire standard
di sicurezza e di qualità di cui beneficia l’intero comparto marittimo e
portuale.
Una sicurezza integrata, se rispettosa della tutela dell’ambiente.

In tal senso gioca lo sforzo che si sta effettuando per l’efficientamento
energetico attraverso l’individuazione di tecnologie sempre più ispirate alla
sostenibilità ambientale e di nuove fonti di energia rinnovabili, in sintonia
con la recentissima Strategia Energetica Nazionale, varata dai ministeri
dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.

Una strategia che è il risultato di un articolato e consapevole processo
supportato da un’ampia consultazione con cittadini, imprese ed Istituzioni, e
che rappresenterà le fondamenta del “Piano Integrato per l’energia e per il
clima” che l’Italia dovrà presentare entro il 2019 alla Commissione europea.

Ebbene, due sono gli aspetti fondanti che emergono da tale pianificazione
strategica e che mi preme sottolineare poiché coinvolgono significativamente
il nostro comparto: il primo, risiede nella chiara volontà dell’Esecutivo,
anche quello appena formatosi, di condividere con i protagonisti del sistema
energetico italiano le scelte future, proprio per renderle aderenti alle
esigenze collettive in un’ottica, sì, di sostenibilità, ma di concretezza; il
secondo, è rappresentato dalle risultanze di tale preliminare consultazione.

Ovvero, partendo dalla consapevolezza che i progressi tecnologici compiuti
sulle fonti rinnovabili, sui mezzi di trasporto, sull’efficienza energetica
hanno offerto nuove, importanti e concorrenziali possibilità di sviluppo e
produttività, è emersa una generalizzata condivisione sulla necessità di
accelerare, in coerenza peraltro con gli obiettivi europei, il percorso
intrapreso per rendere il sistema energetico nazionale sempre più sostenibile
sotto il profilo ambientale.

Ed anche le navi ed i porti ne saranno la cartina al tornasole. Difatti il

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raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo afferenti ai sistemi di
trasporto sostenibili ed efficienti si misurerà anche attraverso il numero di
navi alimentate con biocarburanti e dal numero di porti marittimi ed interni
dotati di punti di approvvigionamento di combustibili alternativi. È questa
la sintesi più autentica di quel concetto di sicurezza produttiva a cui
facevo cenno: un futuro sostenibile, tutelato e competitivo per il nostro
Paese, per il quale ciascuno di noi è doverosamente chiamato a continuare a
fare la propria parte.

È evidente a tutti come l’armamento, anche quello nazionale, già guardi
spontaneamente e con particolare attenzione e lungimiranza all’impiego di Gnl
e biocarburanti quali combustibili in grado di risolvere le note
problematiche connesse all’immissione in atmosfera di ossido di zolfo e di
azoto. Problematiche così sentite in quelle zone, come quelle portuali
italiane, fortemente urbanizzate e quindi caratterizzate da una pressante e
comprensibile attenzione del cittadino alle esigenze di salvaguardia della
salute pubblica.

Questioni, quindi, di assoluto rilievo e per la cui cura, in quanto tali, non
può che “spendersi” direttamente l’Amministrazione statale e, per essa,
l’Autorità marittima, espressione del Corpo delle Capitanerie di porto,
garante istituzionale della sicurezza marittima, portuale ed ambientale. Un
impegno che sappia agevolare e consolidare il processo di crescita in atto
che, si è detto, non può che essere anche e soprattutto culturale. Un
processo che veda l’esecuzione di una serie di interventi alle infrastrutture
portuali che, con l’impiego di moderne tecnologie, permettano, per esempio,
di ospitare e rifornire navi dual-fuel, ovvero di garantire
l’approvvigionamento energetico all’ormeggio.

O, ancora, l’implementazione di sistemi fonoassorbenti – in grado di mitigare
il rischio da inquinamento acustico – e di contenimento, assorbimento e
trattenimento delle emissioni odorigene, queste ultime di assoluta attualità,
alla luce della recente novella normativa apportata al Testo Unico Ambientale
(mi riferisco all’introduzione dell’art. 272-bis del D. lgs. 152/2006
titolato appunto “Emissioni odorigene”).

In altre parole, tutte quelle iniziative che sappiano conferire effettività a
quel proposito – direi ineludibile – di rendere sostenibile da un punto di
vista ambientale lo sviluppo degli hub portuali. Penso, ancora, agli evidenti
benefici ambientali derivanti dall’elettrificazione delle banchine, pur non

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sottovalutando, tuttavia, i costi dell’approvvigionamento energetico dalla
rete elettrica; costi che, senz’altro elevati, ancora lo rendono scarsamente
concorrenziale rispetto all’impiego di energia generata dai motori di bordo,
alimentati ancora a gasolio.

O, ancora, agli stessi costi di realizzazione delle cabine di trasformazione,
ma anche, ai rischi correlati ad eventuali cali di tensione suscettibili di
incidere negativamente sui sistemi di bordo, in particolare delle grandi navi
da passeggeri, che, ovviamente, necessitano di alimentare in maniera
efficiente e continua sofisticate utenze di bordo. Mi riferisco, ad esempio,
alle esigenze di riscaldamento e condizionamento delle cabine e in generale
di tutti gli ambienti dedicati ai passeggeri.

Ne discende, intuitivamente, come scelte che non derivino da una compiuta
analisi dei benefici e dei costi correlati, diventino magari efficaci sotto
il profilo della tutela ambientale, ma, per onestà intellettuale e serietà di
confronto, avulse dalla realtà, inutili, inutilizzabili, dannose sotto il
profilo dell’impiego delle risorse pubbliche e, non ultimo, potenzialmente
capaci di deviare i traffici marittimi presso altri sorgitori che più
“seriamente” abbiano impostato il loro futuro su questo percorso.

È decisamente preferibile, allora, privilegiare, in attesa di una seria
riflessione sulla pianificazione energetica ed ambientale, iniziative che
rispondano a requisiti di fattibilità ed effettività. Ed è esattamente in
tale contesto che si collocano le iniziative adottate a Livorno, affinché nel
porto:
a) si possano ospitare, navi portacontenitori di sempre maggiori dimensioni e
pescaggio, con intuibili benefici in termini di economie di scala;
b) si rimuovano in tempi rapidi quei limiti infrastrutturali che di fatto non
permettono una piena ed incondizionata operatività commerciale sull’intero
arco delle 24 ore;
c) si dia corso alla revisione dei costi dei servizi, imponendo tariffe certe
e più economiche;
d) si sperimentino ulteriori buone pratiche interistituzionali come
proficuamente per esempio realizzate con l’Agenzia delle Dogane per le
attività a tutti note di preclearing, ovvero di sdoganamento anticipato delle
merci.

Tutte iniziative, dunque, che costituiscono – ne sono fermamente convinto –
chiara evidenza di quanto l’Autorità marittima, il Comandante del porto, nel

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rivendicare la propria storica centralità nella gestione delle dinamiche
portuali, stia concretamente attualizzando il proprio ruolo, sì da essere
adeguato alle aspettative dell’utenza marittima, della sua comunità e più in
generale del cittadino del mare. Sensibile e coerente, in definitiva, alle
istanze del cluster di cui si sente assolutamente parte integrante e
propositiva”.

Rossi preoccupato, darsena Europa in
ritardo

FIRENZE – Un cronoprogramma con tempistiche certe sui lavori e
un’accelerazione delle procedure. Li ha richiesti il presidente della Regione
Toscana Enrico Rossi nell’ambito del consueto incontro della cabina di regia
per la darsena Europa di Livorno che si è tenuta a Palazzo Strozzi Sacrati a

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Firenze, al quale hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti
dell’Autorità portuale, del Comune di Livorno, il sindaco del Comune di
Piombino Massimo Giuliani, rappresentanti di Asa spa, il consigliere
regionale Francesco Gazzetti e Vanni Bonadio già componente del Comitato
portuale di sistema dell’Alto Tirreno.

Manifestando una certa preoccupazione a fronte del ritardo di un anno sui
tempi annunciati per la presentazione dei progetti della nuova darsena, Rossi
ha chiesto all’Autorità portuale di accelerare le procedure per i sondaggi e
di presentare un nuovo report con le scadenze previste che permetta di
aggiornare gli orizzonti sul calendario dell’avanzamento opere.

Al tempo stesso ha chiesto di fissare due riunioni a strettissimo giro: una
con gli ingegneri dell’Autorità portuale e quelli regionali per approfondire
i temi sulle progettazioni. Un’altra, con i tecnici di Eni per discutere i
progetti riguardanti lo spostamento in tunnel delle condutture che stanno
ostruendo il canali di accesso in darsena Toscana.

L’obiettivo è quello di poter dragare liberamente il canale così da portare
il fondale almeno fino a 15 metri e permettere un più agevole transito verso
la darsena Toscana alle unità portacontenitori di oltre 300 metri di
lunghezza e 80 metri di larghezza. Questi lavori consentiranno di mantenere
alta la collocazione del porto di Livorno nel panorama nazionale e
internazionale anche in attesa della realizzazione della darsena Europa.

Durante la riunione Rossi ha avuto modo di apprezzare l’avvenuto
completamento dell’illuminazione notturna dello scalo labronico che permette
di prolungare l’attività in condizioni di sicurezza. Inoltre, a fronte dello
schema di convenzione appena approvato in giunta tra Regione, ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti e Comune di Pisa, per finanziare con 6 milioni
(altri 6,5 a carico di privati) la realizzazione di una conca di navigazione
all’intersezione tra il canale dei Navicelli e l’Autostrada A12 che
consentirà il passaggio di grandi imbarcazioni tra la darsena Pisana ed il
porto di Livorno, Rossi ha ribadito la grande opportunità che questo
intervento significa per l’economia pisana e per l’intero hinterland.

L’opera permetterà la messa in mare di scafi di grandi dimensioni e lo
sviluppo anche del settore refitting, rendendo competitiva la cantieristica
pisana.

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Rossi ha chiuso ancora sulla darsena Europa che Livorno attende per un
rilancio internazionale. I fondali di questa struttura, che non è altro che
un allargamento e potenziamento dello scalo livornese, saranno portati a 20
metri per permettere l’ormeggio di fullcontainer di ultima generazione o
almeno con una capacità da 12 a 15 mila teu.

Conclusa a Livorno la due giorni di

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Itinera

LIVORNO – La Camera di commercio ha ospitato per due giornate i partner del
progetto europeo Itinera, insieme a una delegazione di aziende e operatori
del turismo provenienti dalle 5 regioni italiane e francesi coinvolte.

Scopo dell’incontro è stato quello di prospettare itinerari ecoturistici
innovativi rivolti al settore della crocieristica di nicchia, in sinergia con
i partner, facendo leva sulle eccellenze e sulle caratteristiche di ciascun
territorio per giungere a una proposta operativa condivisa capace di attrarre
il pubblico con percorsi tematici accattivanti e non comuni.
A fare gli onori di casa il presidente della Camera di Commercio Riccardo
Breda:

“Accogliamo con piacere questo pubblico di qualificati soggetti della
progettazione turistica – ha detto -. Credo che la collaborazione tra
Istituzioni di diverse aree geografiche, enti pubblici e soggetti privati
costituisca un’opportunità di grande interesse per il nostro turismo”.

Il 12 Giugno l’intera delegazione, composta da una sessantina di persone
italiane e francesi, ha vissuto l’esperienza diretta di due cantine d’autore
del grossetano e del livornese: Rocca di Frassinello e, la sera, Cantina
Petra a Suvereto, in un living lab in cui gli operatori presenti hanno
sperimentato come potrebbe essere organizzato uno degli itinerari proposti e
quali suggestioni offre.

Ma tutti i partner del progetto europeo hanno svolto una relazione per
illustrare percorsi da creare sui loro territori: infatti lo scopo ultimo del
progetto è quello di giungere alla creazione di un’offerta turistica di
qualità, che si articola nelle varie regioni e forma un percorso armonico,
non concorrenziale ma che si completa con le caratteristiche di tutti.

Il 13 Giugno, poi, a Livorno, i partner di Itinera si sono riuniti in Camera
di commercio per una riflessione tecnica su quanto emerso nella giornata
precedente. Prossima tappa, la creazione di un paio di educational tour in
cui simulare alla perfezione gli itinerari prescelti, tra uno o più ambiti
tematici: ambiente, cultura, enogastronomia. Per la piena riuscita del
progetto – sottolinea Luca Bilotti, referente di Itinera per la Camera di

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commercio – è molto importante la sinergia tra soggetti pubblici e privati.

Itinera è l’acronimo per “Itinerari ecoturistici in rete per accrescere la
competitività delle PMI e la qualità dei servizi”. Sono partner del progetto
Camera di commercio di Cagliari (capofila), Regione Sardegna – Assessorato al
turismo, artigianato e commercio, CentraLAbs scarl – Centro di ricerca,
innovazione e trasferimento tecnologico (Sardegna); Camera di commercio di
Genova (Liguria); Camera di commercio della Maremma e del Tirreno (Toscana);
Camera di commercio di Bastia e della Corsica del Nord (Corsica); Camera di
commercio di Var, Gip Fipan – Polo di ricerca e sviluppo, Centro di
formazione professionale del Rettorato di Nizza (Var).

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Completati a Bari lavori alla stazione
marittima

BARI – Completati i lavori di riqualificazione e rimodulazione delle
postazioni di controllo a servizio del personale della Polizia di frontiera,
installate nella zona sterile e interna alla stazione marittima del porto di
Bari. Un intervento articolato, predisposto e realizzato dall’Ufficio tecnico
dell’AdSp mar Adriatico meridinale, che ha interessato, anche, la
riconfigurazione della recinzione perimetrale di sicurezza della port
facility, molo S. Vito lato banchina n. 4, con l’introduzione di una
copertura spaziale all’intero della zona ristretta dell’impianto portuale.

L’azione dell’Ente è stata indirizzata alla valorizzazione dell’area, sia dal
punto di vista tecnico che funzionale, nel rispetto della normativa Schengen
e di quella della sicurezza, anche nei luoghi di lavoro. Lo spostamento della
recinzione esterna dell’impianto portuale, molo S. Vito, ha consentito di
ottenere, infatti, un luogo protetto per i passeggeri che sbarcano dalle navi
traghetto ormeggiate presso le banchine della port facilty.

“Abbiamo apportato un miglioramento sostanziale- commenta il presidente
dell’AdSp Ugo Patroni Griffi – ora i passeggeri in sosta potranno giovare di
aree protette, non esposte al sole o alle intemperie. Ma non solo. Abbiamo
aumentato il numero delle postazioni di controllo, da due a quattro più una
di emergenza, a servizio del personale della Polizia di frontiera. Strutture,
tre delle quali multifunzionali, assolutamente in linea con le normative
Schengen che prevedono che i controlli di polizia siano eseguiti
frontalmente. Nel periodo di picco del traffico passeggeri e Ro-Ro,
riusciremo, quindi, a diminuire i tempi di attesa per i controlli, agevolando
notevolmente il lavoro delle forze dell’ordine”.

La stazione marittima, inoltre, acquista spazi più funzionali e sicuri: le
vecchie e fatiscenti strutture sono state rimosse, liberando il corridoio
centrale, e sostituite con le nuove postazioni, dislocate in maniera più
efficiente, rendendo maggiormente funzionale il porto di Bari rispetto alle
aumentate dimensioni del traffico Ro-Ro e passeggeri.

 https://www.messaggeromarittimo.it/author/vezio/page/28/ | 21 Marzo 2020 -
21 Marzo 2020 -

Sdoganamento in mare al settore
automotive

ROMA – L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inviato alle Direzioni
interrregionali, regionali e interprovinciale di Bolzano e Trento una nota
sulla “Estensione dello sdoganamento in mare al settore “automotive”
nell’ambito del programma operativo nazionale Pon “Infrastrutture e reti 2014
– 2020 Prog 04 – analisi della componente presentazione merci – Fase 1.
Attivazione procedura sperimentale nei porti di Salerno e Gioia Tauro,
proroga della sperimentazione nel porto di Ravenna, eventuale attivazione
presso altri porti. Istruzioni operative.

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Nella premessa si legge che “Con nota n. 92100 RU del 8 Agosto 2017 è stato
attivato in via sperimentale lo sdoganamento in mare per il settore
automotive nel porto di Ravenna.
Dagli esiti positivi ottenuti si rilevano le condizioni per estendere la
sperimentazione ad altre realtà portuali, secondo la seguente road map:
– attivazione immediata della sperimentazione nei porti di Gioia Tauro e
Salerno in ragione della conclusione delle attività condotte dai gruppi di
lavoro “Sdoganamento in mare” delle Task Force Once (Tfo) centrale e
territoriale nell’ambito di quanto previsto dal Prog 04 – Analisi della
componente presentazione merci – Fase 1 inquadrato nel Programma Operativo
Nazionale (Pon) Infrastrutture e Reti 2014-2020 volto a garantire uno
sviluppo competitivo dei territori delle regioni meno sviluppate e a
rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale;
– prolungamento della sperimentazione nel porto di Ravenna;
– eventuale attivazione in porti; a tal fine, qualora si ravvisi l’interesse
del cluster portuale, le Tfo territoriali in coordinamento con la Tfo
centrale, valuteranno la sussistenza delle condizioni previste e daranno
corso alle azioni necessarie all’applicazione delle presenti istruzioni.

La sperimentazione avrà una durata minima di sei mesi allo scopo di valutare
l’efficacia e l’efficienza della procedura in parola in più realtà portuali
con diverse caratteristiche logistico/strutturali e di traffico, prima
dell’estensione a regime su tutto il territorio nazionale. Le Direzioni
regionali competenti relazioneranno a tal fine alle Direzioni centrali in
indirizzo.
Tanto premesso, continua la nota, con la presente si impartiscono di seguito
le istruzioni operative, che sostituiscono la nota n. 92100 RU del 8 Agosto
2017 di questa Direzione, che valgono come disciplinare di servizio, previsto
al punto “Istruzioni operative” del Disciplinare quadro sullo sdoganamento in
mare. Restano valide procedure e obblighi derivanti dall’applicazione delle
istruzioni impartite con il già citato Disciplinare Quadro sullo sdoganamento
in mare non modificate dalla presente.

Relativamente al campo di applicazione la nota doganale informa che lo
sdoganamento in mare di autoveicoli si applica alle spedizioni effettuate in
procedura ordinaria c/o dogana con destinazione diretta ai porti indicati in
oggetto, alle seguenti condizioni:
1. la Compagnia di navigazione è un soggetto AEOF;
2. lo sbarco degli autoveicoli avviene esclusivamente presso i terminalisti

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che hanno attivato il colloquio telematico;
3. gli autoveicoli sono univocamente identificabili dal numero di matricola
del telaio che deve essere immediatamente visibile dall’esterno del veicolo
stesso per gli eventuali riscontri;
4. la compagnia di navigazione garantisce la sicurezza della catena logistica
durante il trasporto degli autoveicoli dal luogo di produzione fino
all’uscita dagli spazi doganali dei porti oggetto della procedura in parola
nonché durante le soste nei piazzali portuali prima dell’imbarco e dopo lo
sbarco al fine di evitare ogni possibile accesso ai veicoli da parte di
soggetti non autorizzati;
5. per ogni autoveicolo deve essere compilata una riga del manifesto merci in
arrivo (MMA) affinché alla partita di A3 corrispondente sia associato un solo
autoveicolo;
6. il Vehicle Identification Number (VIN) deve essere riportato sulla polizza
di carico e indicato nel campo 11 “Marca dei colli” del MMA;
7. le polizze di carico in formato Pdf devono pervenire, appena disponibili,
e comunque non oltre la chiusura del MMA all’indirizzo e-mail comunicato da
ciascun ufficio indicando nell’oggetto della mail il numero di manifesto al
quale afferiscono;
8. utilizzo del fascicolo elettronico nelle dichiarazioni doganali.
Per l’autorizzazione allo sdoganamento a mare di autoveicoli, gli operatori
interessati presentano richiesta della procedura di sdoganamento in mare agli
uffici doganali in indirizzo che rilasciano l’autorizzazione dopo avere
verificato il possesso dei requisiti richiesti nel Disciplinare quadro e nei
punti dal numero 1 al 4 del precedente paragrafo. La presentazione della
dichiarazione doganale
Per tutte le dichiarazioni oggetto della presente procedura devono essere
inserite:
1. nella casella 31, la dicitura “sdoganamento in mare” SDOGANAMENTO IN
MARE”;
2. nella casella 40, gli estremi della partita A3 generata dal MMA.
La dichiarazione doganale di importazione o di introduzione in deposito, in
procedura ordinaria c/o dogana è inviata con il messaggio IM, indicando nel
campo 15 – Pre-clearing il valore “1”.
La dichiarazione doganale di transito per le merci in ingresso, in procedura
ordinaria c/o dogana, deve essere inviata con il messaggio ET e deve
contenere l’indicazione del codice di nomenclatura combinata delle merci.

La struttura competente degli uffici doganali interessati dalla procedura

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effettueranno sistematicamente controlli volti a verificare il rispetto dei
predetti requisiti. In caso di irregolarità nella gestione della procedura
sarà valutata da parte del predetto ufficio l’eventuale segnalazione alla
scrivente Direzione centrale al fine di valutare le condizioni per una
sospensione o revoca della procedura sperimentale in oggetto.
I terminalisti potranno organizzare le operazioni e le attività logistiche
connesse allo sbarco avvalendosi dei messaggi previsti nell’ambito del
colloquio Gestori TC per consultare in AIDA gli autoveicoli destinati al
proprio magazzino e i relativi esiti. I controlli selezionati dal Circuito
doganale di controllo (Cdc) sulle dichiarazioni in parola sono svolti sulla
base del fascicolo elettronico (FE), avvalendosi del colloquio telematico tra
ufficio doganale ed operatore economico.
II sottoscrittore consulta il ciclo di vita della dichiarazione sul portale
dell’Agenzia, con la funzionalità “Consultazione della dichiarazione e upload
fascicolo” e nel caso di:
1. dichiarazione selezionata per un controllo fisico o scanner, provvede alla
messa a disposizione dell’autoveicolo da controllare esclusivamente nelle
apposite aree, anche al fine di consentire l’esecuzione concomitante dei
controlli di sicurezza e di eventuali controlli richiesti da altre Autorità
che concorrono al processo di sdoganamento;
2. dichiarazione svincolata, procede alla stampa on line del “Prospetto di
svincolo”, ai fini dell’uscita dagli spazi doganali. I controlli di sicurezza
e quelli eventualmente richiesti dal competente ufficio antifrode sono
obbligatoriamente eseguiti nel porto. I controlli sono effettuati durante
l’orario di apertura dell’Ufficio controlli che, come di consueto, concorda
con i terminalisti tempi e modalità per la messa a disposizione degli
autoveicoli oggetto di verifica.
In caso di messaggi di allerta relativi alla nave monitorata, pervenuti nella
fase successiva alla convalida del manifesto e/o allo sdoganamento in mare
avviato, l’Ufficio delle Dogane sottopone all’eventuale controllo a
posteriori le dichiarazioni, secondo criteri derivanti da un’analisi
congiunta condotta dall’Ufficio delle Dogane e dalla Direzione Centrale
Antifrode e Controlli, sia ai fini Safety & Security, sia ai fini fiscali che
degli altri controlli extra-tributari di competenza della dogana.
In caso di messaggio di allerta che comunichi l’approdo in un porto diverso
da quello di destinazione previsto, l’Ufficio delle Dogane, che ha
autorizzato lo sdoganamento in mare, avverte immediatamente l’Ufficio delle
Dogane competente sul porto di approdo, al fine di presidiare lo sbarco delle
merci ed assicurare l’esecuzione dei controlli già selezionati.

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21 Marzo 2020 -

Si rammenta, conclude la nota doganale, che la TFO Territoriale – gruppo di
lavoro “Sdoganamento in mare”, funge da punto di contatto per tutti gli
attori del ciclo portuale e comunica al corrispondente gruppo di lavoro della
TFO centrale ogni criticità riscontrata.

Giornata della Marina Militare

Ancona 11 Giugno 2018

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1918 – 2018 Centenario dell’impresa di Premuda

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