Sistema italia più competitivo - se il trasporto marittimo va a gnL - mit

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 Sistema Italia più competitivo
 se il trasporto                                                  marittimo va a GNL
 di Andrea Molocchi | ECBA Project Srl                                              con Assoporti e Confitarma, al Green Shipping Summit di quest’an-
                                                                                    no hanno partecipato, oltre ad alcuni operatori della costituenda
                                                                                    filiera industriale del GNL per uso marino, vari rappresentanti
 Una nuova opportunità tecnologica ed energetica, non priva di                      della pubblica amministrazione, e precisamente relatori del mini-
 difficoltà da superare, si sta rapidamente affacciando nel settore                 stero delle Infrastrutture e Trasporti, del ministero dello Sviluppo
 marittimo: il passaggio ad una propulsione navale alimentata con                   Economico e del ministero dell’Interno (Vigili del Fuoco): segnale
 gas naturale, da stoccare a bordo allo stato liquefatto (GNL, in                   di maturazione di uno spirito di squadra che costituisce la condi-
 inglese LNG). Il presente articolo fa seguito a quello precedente,                 zione imprescindibile per riuscire a creare, nei prossimi anni, le
 GNL pronto a raffreddare il costo dei trasporti marittimi, apparso sul nu-         condizioni regolamentari (ivi incluse le necessarie misure di soste-
 mero 5 di questa rivista, per approfondire e dare diffusione ai più                gno), amministrative e gestionali per l’eventuale decollo in Italia dei
 interessanti elementi del dibattito avvenuto in occasione del Green                progetti di filiera e dei relativi investimenti infrastrutturali e navali.
 Shipping Summit, convegno tenutosi a Genova il 30 novembre 2012,                       Da dove nasce l’interesse di ECBA project, società di consulenza
 nell’ambito di Port & Shipping Tech 2012.                                          specializzata nell’analisi costi benefici dei progetti di investimento,
     Il Green Shipping Summit di quest’anno ha infatti affrontato per               per il tema del GNL? Proprio dal contributo, a nostro parere es-
 la prima volta in Italia il tema del GNL per uso marino con il                     senziale, che le metodologie di analisi costi benefici possono dare
 necessario approccio sistemico, ovvero sia dal punto di vista delle                sia ai decisori pubblici sia agli operatori privati per ponderare
 navi (tecnologie e gestione) sia da quello ancor più complesso della               le iniziative mirando a ottimizzare la loro effettiva utilità per la
 supply chain (logistica e infrastrutture di approvvigionamento e                   collettività, creando quindi i presupposti per la razionalizzazione
 fornitura del GNL alle navi). Da qui il titolo del Convegno: Gas                   del dissenso e la minimizzazione dei livelli di rischio; questo in
 naturale liquefatto per il trasporto marittimo: attrezzare i porti e ammodernare   un quadro conoscitivo orientato a ottimizzare le opportunità am-
 la flotta come fattore di competitività per il Sistema Italia.                     bientali e sociali (a partire dagli effetti occupazionali, troppo spesso
     La possibilità di un graduale abbandono del combustibile ma-                   trascurati nelle valutazioni pubbliche).
 rino convenzionale (il cosiddetto bunker o fuel oil, residuo dei                       Quali sono i fattori che stanno spingendo verso una strategia a
 processi di raffinazione) a favore del progressivo impiego da parte                GNL nel settore marittimo? Innanzitutto, da alcuni anni sta ope-
 delle navi del gas naturale, opzione che fino a pochi anni fa veniva               rando un driver ambientale sempre più cogente, ovvero un fattore
 considerata “avveniristica”, sta infatti guadagnando anche in Italia               di cambiamento innescato da una normativa ambientale interna-
 un’attenzione sempre maggiore da parte degli armatori e delle am-                  zionale (International Maritime Organization – IMO) focalizzata
 ministrazioni competenti, fino a prospettarsi come una soluzione                   sulla mitigazione dei principali fattori di emissione delle navi e che
 tecnologica con un forte potenziale di diffusione a medio termine,                 prevede una progressiva riduzione dei limiti di emissione sia nelle
                                                                                                                                                                 nuova energia 6-2012

 non più relegata alla nicchia del trasporto del GNL, effettuato da                 aree marine designate dall’IMO (cosiddette Emission Control Areas)
 decenni per approvvigionare i mercati del gas (i motori duali delle                sia a livello globale (a partire dal 1° gennaio 2020 sarà obbligatorio
 navi metaniere, infatti, possono usare già oggi i vapori in eccesso                utilizzare un combustibile marino con tenore di zolfo
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                          Le Aree di Controllo delle Emissioni sinora designate dall’IMO
                       nei mari europei sono il Mar Baltico, il Mare del Nord e la Manica,
                       mentre il Mediterraneo è rimasto sinora escluso. Anche se, perso-
                       nalmente, ritengo di confermare il fatto che il trasporto marittimo,
                       rispetto alle altre modalità di trasporto, è la scelta che minimizza
                       gli impatti ambientali unitari, questo avviene soprattutto in virtù
                       delle elevate capacità di carico permesse dalle navi; non certo per
                       la qualità del carburante utilizzato dallo shipping, né tantomeno
                       perché le emissioni delle navi in termini assoluti siano trascurabili.
                          L’azione riformatrice dell’IMO attraverso il regolamento per il
                       controllo delle emissioni delle navi (cosiddetto Annesso VI della
                       convenzione Marpol) ha solidi fondamenti scientifici e la stessa
                       Commissione Europea è recentemente intervenuta con una nuova
                       direttiva volta a rafforzare tale processo, compatibilmente con le
                       caratteristiche di globalizzazione dello shipping. Vale la pena sot-
                       tolineare che la maggior parte degli studi compiuti nello scorso
                       decennio sulle emissioni del trasporto marittimo nei mari europei
                       e sugli effetti sanitari ed ecologici attribuibili a questa specifica fon-
                       te (in relazione al contributo delle altri fonti di emissione), ha ri-
                       scontrato valori per il trasporto nel Mediterraneo non dissimili da
                       quelli delle ECA europee. Si veda, ad esempio, la stima riportata
                       nella Tabella 1, tratta da uno studio per il Parlamento Europeo che
                       ha applicato il criterio di valutazione dei costi esterni e che, quin-
                       di, tiene conto degli effetti attesi a terra per le principali tipologie
                       di inquinanti emessi dal trasporto marittimo in base ai volumi di
                       traffico e rotte nelle aree marine europee.
                          Se questa è la situazione, quali le soluzioni in prospettiva? At-
                       tualmente ci sono tre possibili strategie di conformità ai futuri
                       requisiti, sempre più stringenti, della normativa IMO al 2020:
                       1) sostituire il fuel oil con il gasolio per uso marittimo (MGO);
                       2) installare desolforatori a bordo per poter continuare ad usare il
                          più economico olio combustibile ad alto tenore di zolfo;                                                                                                              Franco Del Manso
                                                                                                                                                                                                                    1
                       3) installare sistemi motoristici a gas naturale.
                          I costi di investimento per la strategia ingegneristicamente meno                         rappresentanza di Unione Petrolifera ha esplicitato la prospettiva
                       complessa, quella a MGO, sono praticamente nulli ma il combu-                                che questo differenziale è destinato a mantenersi nel tempo, a cau-
                       stibile è molto più oneroso: attualmente il compliant fuel (la specifica                     sa della difficoltà in cui versa l’industria della raffinazione europea
                       tecnica del MGO richiede un tenore di zolfo
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 Sistema Italia più competitivo
 se il trasporto            marittimo va a GNL

 con la prospettiva di usare combustibili meno costosi del marine
 gas oil e di ottenere benefici ambientali probabilmente più estesi
 rispetto a quelli strettamente richiesti dalla normativa: il classico
 problema di Environmental Cost Benefit Analysis (ECBA), che richiede
 di approfondire la tradizionale prospettiva privatistica di valuta-
 zione ex ante della redditività di un progetto di investimento,
 adottando metodologie di analisi della sensitività e del rischio per
 affrontare l’incertezza e – per quanto riguarda le finalità di valu-
 tazione delle amministrazioni pubbliche – di estendere l’analisi
 economica privatistica alla considerazione dei costi e benefici per        Goteborg e Stockholm (Svezia), Turku e Porvoo (Finlandia), Klai-
 l’intera collettività (ambientali, industriali e occupazionali).           peda (Lituania) e Swinoujscie (Polonia).
     L’elemento di maggior novità per la scelta di una strategia ma-            Antonis Michail, Policy Advisor di ESPO (European Sea Ports
 rittima basata sul GNL riguarda gli scenari di evoluzione della            Organization), è intervenuto al Green Shipping Summit nel ruolo di
 domanda e dei prezzi del gas. Negli ultimi 2-3 anni, lo sfrutta-           testimonial delle iniziative più significative in corso di realizzazio-
 mento dei giacimenti shale gas in Nord America sta dispiegato i            ne. Nel porto di Stoccolma, il prossimo anno (2013) si prevede di
 propri effetti soprattutto negli Stati Uniti, che sono rapidamente         istituire un servizio di approvvigionamento a LNG per le navi tra-
 diventati autosufficienti e dove i prezzi del gas sono crollati a 7-8      ghetto passeggeri. Il servizio sarebbe del tipo ship-to-ship, ovvero
 euro/MWh (Henry Hub), rispetto ai 22-23 euro/MWh del mercato               basato su bettoline, durerebbe soli 45 minuti e potrebbe avvenire
 europeo e ai 28 euro del mercato spot italiano (PSV). Per quanto           anche durante la fase di imbarco/sbarco dei passeggeri. L’approvvi-
 riguarda l’Italia, ulteriori fattori di spinta verso questa scelta stra-   gionamento delle bettoline è pianificato via terra (camion-cisterna
 tegica derivano dagli indirizzi di politica energetica a medio-lungo       per il trasporto di GNL) a partire dal terminal di importazione di
 termine, riportati nel documento per la consultazione della SEN.           Nyanshamn (a 60 km dal porto). Nel porto di Zeebrugge (Belgio)
 L’obiettivo di un contenimento del prezzo del gas in Italia, quello        si sta progettando sia un molo attrezzato per la fornitura diretta
 di uno sviluppo “coordinato” dei terminal di rigassificazione del          del GNL, da realizzare nel 2014, sia un servizio di approvvigiona-
 gas in Italia, e il probabile disaccoppiamento dei prezzi del gas          mento ship-to-ship per fornire le navi portacontainer più grandi
 da quello del petrolio, sulla scia degli USA, costituiscono – per la       (da 14.000 TEU) che non potrebbero accedere al molo.
 strategia del GNL nel trasporto marittimo – fattori di stimolo del             La capacità prevista per il serbatoio di stoccaggio a terra è molto
 tutto autonomi rispetto ai requisiti dettati dalla normativa ambien-       elevata (260.000 m3 + ulteriori 160.000 m3 nel 2016), in quanto si
 tale IMO.                                                                  prevede di soddisfare non solo il fabbisogno generato dal traffico
     Una fase di rilevanti investimenti navali e infrastrutturali, con      portuale ma anche quello di origine stradale.
 benefici potenziali da ottimizzare, bussa alla porta del sistema di            Il porto di Antwerp ha invece avviato un’iniziativa pilota, in
 governo. Il trasporto marittimo è ad un bivio. Ma per scegliere            collaborazione con l’International Association of Ports and Har-
 – a livello di Sistema Paese, di singoli porti, delle compagnie di         bours (IAPH), finalizzata a sviluppare entro il 2015 una catena
 trasporto marittimo e dei fornitori di GNL – occorre valutare i            logistica di fornitura del GNL alle navi col medesimo livello di
 requisiti tecnici, i costi e le opportunità in maniera approfondita,       servizio per i combustibili convenzionali. Già da novembre 2012
 per una scelta strategica consapevole. Una scelta che, se procrasti-       è stato autorizzato un servizio diretto di bunkeraggio da auto-
 nata “all’italiana”, può mettere fuori mercato i porti e le aziende        cisterna GNL, in attesa di sviluppare le procedure di bunkeraggio
 nazionali.                                                                 e di valutare meglio gli aspetti di sicurezza del GNL nell’ambito
                                                                            portuale. La soluzione truck sarebbe provvisoria o comunque in-
 Attrezzare i porti                                                         tegrativa, in quanto è prevista la realizzazione di un serbatoio di
    Come si sono mossi sinora gli altri Paesi europei? Lo studio            stoccaggio e di un impianto di liquefazione del gas proveniente
 North European LNG infrastructure coordinato dalla Danish Mariti-          dalla rete terrestre.
 me Association (DMA) e cofinanziato nell’ambito delle TEN-T                    Ad Amburgo è stato avviato uno studio di fattibilità per il
 Motorways of the Sea (giugno 2012), ha evidenziato vari terminal           bunkeraggio del GNL in porto, che prevede un approfondimento
 di bunkeraggio di GNL per la navi già realizzati in Norvegia:              sulla sicurezza marittima. L’ipotesi allo studio è un terminal da
 Fredrickstad (6.500 m3 LNG), Halhjem (1.000 m3), Agotnes CCB               40.000 m3 e una bettolina a GNL dotata di un sistema innovativo
 (500 m3), Floro (500 m3), nel contesto di un insieme di terminal di        di propulsione.
 importazione/rigassificazione e di produzione/liquefazione che in              Come vediamo, nei casi illustrati spicca la varietà di solu-
                                                                                                                                                      nuova energia 6-2012

 Norvegia già costituiscono un vero e proprio network del GNL               zioni adottate: la realizzazione di un terminal in porto non
 (vedi Figura 1). Inoltre, numerosi sono i progetti di terminal di          esclude la necessità di integrare il servizio con una bettolina,
 bunkeraggio di GNL pianificati o in via di realizzazione nel mare          così come il servizio ship-to-ship può essere organizzato con
 del Nord e nel Baltico. Quelli citati dallo studio DMA (2012) sono         una logistica, via mare o via terra, che non richiede la realiz-
 Antwerp (Belgio), Rotterdam (Olanda), Brunsbüttel (Germania),              zazione di un terminal di stoccaggio in porto.
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                          Anche se la maggior parte delle iniziative in corso riguarda                             del GNL nel trasporto marittimo a corto raggio (cosiddetto Short
                       il Nord Europa, a Sud non si sta più a guardare. Nel Medi-                                  Sea Shipping) tra il Mar Mediterraneo e il Nord Atlantico, inclu-
                       terraneo sono stati proposti terminal di bunkeraggio del GNL                                dendo anche la navigazione oceanica fra il Nord Atlantico e le
                       per le navi a Marsiglia, Algeciras e Barcellona. In Italia, l’inizia-                       isole Azzorre e Madeira. Il piano strategico comprenderà uno stu-
                       tiva di maggior portata è il progetto COSTA, avviato nel 2012 e                             dio di fattibilità volto ad approfondire gli aspetti tecnici, finanziari,
                       che terminerà a metà 2014, anch’esso co-finanziato nell’ambito                              regolatori, sociali, logistici e ambientali del GNL. Il fine ultimo è
                       dei bandi TEN-T, che mira a sviluppare le condizioni quadro                                 di promuovere il continuo miglioramento della sostenibilità dello
                       per l’utilizzo del GNL da parte delle navi nel Mar Mediterra-                               Short Sea Shipping, in particolare contribuendo allo sforzo comu-
                       neo, nell’Oceano Atlantico e nel Mar Nero, i cui risultati do-                              ne di mitigare il fenomeno dei cambiamenti climatici e rispettando
                       vrebbero andare a integrare quelli del progetto Nord-europeo                                i limiti di emissione previsti dall’allegato VI della convenzione
                       coordinato dall’amministrazione danese.                                                     MARPOL. Il progetto, formalmente guidato dal Ministero italiano
                          L’obiettivo del progetto è di predisporre un Masterplan per l’uso                        delle infrastrutture e trasporti (Direzione Generale dei trasporti
                                                                                                                   marittimi), è tecnicamente coordinato dal RINA e prevede come
                                                                                                                   partner la Regione Liguria (Simona Costa ha per l’appunto presen-
                                                                                                                   tato il progetto al Green Shipping Summit), il Ministero dei Trasporti
                       Le infrastrutture per il GNL nel Nord Europa                                                del Portogallo, la Port Autority di Madeira e delle Azzorre, l’Au-
                       [produzione, importazione e bunkeraggio]                                                    torità spagnola dei porti (Puertos del Estados), Fondacion Valencia
                                                                                                Figura 1          Port, Ocean Finance, NTUA.
                                                           Fonte: DMA (2012) “North European LNG infrastructure”
                                                                                                                      Per quanto riguarda i porti italiani, l’Autorità portuale di
                                                                                                                   Genova è molto attenta nel seguire le opportunità di utilizzo
                           Impianti di produzione di GNL esistenti                                                 del GNL. Giuseppe Di Luca, responsabile dell’ufficio tecnico,
                           Impianti di GNL progettati                         Impianti di GNL proposti             ha esaminato le prospettive di sviluppo della supply chain nel
                           facility di export/buncheraggio di piccola scala esistenti                              porto, inquadrandole nell’ambito delle previsioni del Piano
                           facility di export/buncheraggio di piccola scala proposte                               energetico ambientale del Porto, varato tre anni fa.
                           Terminal LNG esistenti                             Terminal LNG progettati                 Ad una disamina del tutto preliminare, fra le opzioni di ap-
                           Terminal LNG proposti                              Area SECA                            provvigionamento potenzialmente percorribili, oltre all’uso di
                           Capitali                                                                                navi feeder dalle piattaforme di importazione va considerata
                                                                                                                   anche la realizzazione di un impianto di liquefazione approv-
                                                                                                                   vigionato dalla rete gas a terra. In ogni caso, occorrerà realiz-
                                                                                                                   zare dei serbatoi di stoccaggio in area portuale e una possibile
                                                                                                                   localizzazione potrebbe essere individuata nell’attuale area di
                                                                                                                   approvvigionamento di fuel oil delle bettoline del fuel oil da
                                                                                                                   terra (Calata Oli minerali, Calata Canzio). La costruzione di
                                                                                                                   una supply chain competitiva, affidabile e sicura richiederà
                                                                                                                   comunque la necessità di fare sistema fra compagnie di navi-
                                                                                                                   gazione, porti e amministrazioni competenti.
                                                                                         Helsinki
                                                                  Oslo                                                Marco la Valle (MES), che ha effettuato un intervento sulle
                                                                           Stockholm                               caratteristiche delle navi di trasporto e di bunkeraggio del
                                                                                                  Talinn
                                                                                                                   GNL e sulle soluzioni di logistica di approvvigionamento via
nuova energia 6-2012

                                                                                                   Riga
                                                               Copenhagen
                                                                                                                   mare, ha evidenziato anche la possibilità di realizzare depositi
                                                                                                  Vilinus          galleggianti (Floating Storage Unit – FSU). Se opportunamen-
                           Dublin
                                                                                                      Minsk        te localizzati, in area portuale o in prossimità dei porti, essi
                                                                                      Warsawa
                                      London          Amsterdam            Berlin                                  potrebbero ridurre al minimo le interferenze dello stoccaggio/
                                                     Bruxells                                                      fornitura GNL con le altre attività portuali.
Sistema italia più competitivo - se il trasporto marittimo va a gnL - mit
74       dossier               geopoliticaemercati

                                                                                         storiche quantitative per le varie fasi della supply chain e con
                                                                                         appropriate analisi di rischio nell’ambito dei rapporti di sicurezza.
                                                                                            L’intervento di Marco Cavriani e Paola De Nictolis del Dipar-
                                                                                         timento dei Vigili del Fuoco del ministero dell’Interno (Direzione
                                                                                         Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica) ha illustrato le princi-
                                                                                         pali problematiche di sicurezza del ciclo del GNL e degli impianti
                                                                                         di rigassificazione (fatte debite la diversa funzionalità e dimensioni,
                                                                                         i serbatoi criogenici sono un elemento comune agli impianti per
 Sistema Italia più competitivo                                                          la fornitura alle navi), e il ruolo dei Vigili del Fuoco nel procedi-
 se il trasporto                 marittimo va a GNL                                      mento autorizzatorio. Per quanto riguarda l’istruttoria sul rapporto
                                                                                         di sicurezza presentato dal gestore dell’impianto (Dlgs 334/1999, sul
                                                                                         controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determina-
                                                                                         te sostanze pericolose), il Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco
 Le valutazioni di sicurezza                                                             presiede il Comitato Tecnico Regionale di Prevenzione Incendi,
     Un aspetto fondamentale, richiamato più volte dai relatori nel                      che analizza il Rapporto di Sicurezza presentato dal gestore. Inol-
 corso del convegno, riguarda il fatto di curare in maniera molto                        tre, nell’ambito di un terminal GNL sono presenti attività soggette
 attenta gli standard di sicurezza dei progetti e l’informazione/per-                    al controllo dei Vigili del Fuoco, incluse nell’Allegato I al DPR
 cezione da parte dell’opinione pubblica. Le problematiche di sicu-                      151/2011 (nuovo regolamento di prevenzione incendi).
 rezza del GNL non possono infatti essere minimizzate o trascurate.                         L’intervento dei Vigili del Fuoco ha anche segnalato le appro-
 Al contrario, vanno focalizzate con la necessaria consapevolezza e                      priate metodologie di analisi del rischio da utilizzare nella reda-
 trasparenza, e opportunamente gestite.                                                  zione del rapporto di sicurezza e i principali apprestamenti di
     Se si guarda infatti lo studio DMA (2012), che è probabilmente                      sicurezza in chiave sia preventiva sia di emergenza.
 il più approfondito in materia, nonostante sia riportata la casistica
 disponibile degli eventi accidentali, vanno ancora ricostruiti i tassi                  Ammodernare la flotta
 storici di rischio unitario per le attività a rischio (ad esempio, da                      La sessione del pomeriggio, introdotta e coordinata da Valeria
 stimare in rapporto alle distanze percorse e ai volumi trasporta-                       Novella, presidente dei Giovani Armatori di Confitarma, ha ap-
 ti, e per le principali categorie di effetti – eventi accidentali con                   profondito le tematiche riguardanti le tecnologie navali, la gestione
 danni alle cose, incidenti con danni alle persone, mortalità, feriti,                   armatoriale e l’opportunità/necessità di ammodernare la flotta.
 eccetera).                                                                                 Giuseppe Alati, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti
     Le principali opzioni di logistica del GNL (serbatoi a terra,                       (Direzione per il trasporto marittimo), che da anni segue con
 serbatoi a mare, auto-cisterna, bettoline, navi gasiere) sono proba-                    attenzione gli sviluppi delle nuove tecnologie per la sostenibilità
 bilmente associate a livelli di rischio molto diversi, che soprattutto                  del trasporto marittimo, ha fatto il punto sull’evoluzione delle
 in una fase di valutazione strategica dei pro e contro GNL, come                        normative atte a regolamentare e favorire un uso sicuro del GNL.
 quella attuale, possono e dovrebbero essere quantificati non solo                       Alati si è soffermato innanzitutto sull’avanzamento dei lavori ri-
 col criterio degli impatti (che possono essere di tipi molto diversi),                  guardanti l’approvazione di un testo vincolante per il Codice IGF
 ma anche col criterio delle esternalità, che mira a riportare ad                        (International Code of safety for ships using Gases or other low flashpoint Fuels),
 un unico metro di misura gli impatti “fisici” della catena (impact                      prevista nel 2013, riguardante la regolamentazione degli aspetti di
 pathways). Questo consentirebbe di effettuare le opportune com-                         sicurezza dell’uso del GNL come combustibile (da non confondere
 parazioni fra opzioni e settori, con la finalità ultima di realizzare                   col codice IGC, già in vigore da anni, che regolamenta gli aspetti
 un’analisi costi benefici trasparente, capace di nutrire il percorso                    di sicurezza per il trasporto del GNL come carico).
 progettuale e autorizzatorio di evidenze numeriche, a supporto                             Per quanto riguarda l’Unione europea, Alati ha illustrato l’im-
 delle scelte effettuate. Lo stesso studio DMA (2012) conclude la sua                    portanza delle iniziative di regolamentazione tecnica portate avanti
 analisi storica affermando che: Il trasporto del GNL e la gestione degli
 impianti del GNL hanno oltre 60 anni di esperienza di sviluppo. In questo
 periodo si sono verificati alcuni incidenti, ma nessun caso al mondo di incidente
 collettivo che ha coinvolto questi impianti è stato causato specificamente dalle
 operazioni con GNL.
     E, per quanto riguarda il trasporto del GNL come carico (navi
 gas carriers): Sono pochi gli incidenti verificatisi che abbiano riguardato il
 trasporto marittimo del GNL e non ci sono dati statistici sufficienti per tracciare
 delle conclusioni specifiche sulle navi gasiere. I dati raccolti indicano che gli in-
 cidenti sono raramente legati al GNL come carico, bensì sono legati al trasporto
 marittimo in generale, ovvero a fattori di rischio applicabili a tutte le categorie
                                                                                                                                                                               nuova energia 6-2012

 di navi.
     Ovviamente, si tratta di prime valutazioni che dovranno esse-
 re ulteriormente approfondite con la raccolta/costruzione di serie
                                                                                         1

                                                                  Valeria Novella
Sistema italia più competitivo - se il trasporto marittimo va a gnL - mit
75

                       in sede EMSA (European Maritime Safety Agency), finalizzate a
                       proporre alla Commissione europea e agli Stati Membri un testo
                       aggiornato, verificato e consolidato di linee guida sull’uso del GNL
                       nel settore. L’EMSA sta infatti lavorando mediante gruppi di la-
                       voro congiunti (pubblico–privato) su uno spettro molto ampio di
                       attività:
                       3 sicurezza della navigazione e delle comunicazioni nei porti;
                       3 linee guida per la realizzazione di sistemi e impianti per lo stoc-
                           caggio e la fornitura del GNL alle navi;
                       3 linee guida per le operazioni di trasporto del GNL (ad esempio
                           bettoline, camion, eccetera);
                       3 linee guida per le operazioni di fornitura alle navi (bunkerag-
                           gio);
                       3 valutazioni di sicurezza formali (FSA) e analisi dei rischi;
                       3 programmi di formazione e di qualificazione/certificazione del
                           personale coinvolto nelle operazioni di gestione del GNL.
                           Fra le iniziative del Ministero in corso, Alati ha evidenziato
                       che, nell’ambito della convenzione di studio tra MIT, Confitarma
                       e RINA, avviata fin dal 2010 per l’analisi delle problematiche con-
                       nesse alla regolazione delle modalità d’uso del GNL a bordo delle
                       navi mercantili nazionali, è stato recentemente avviato un progetto
                       sperimentale pilota sulle navi traghetto nello stretto di Messina.
                       Al progetto pilota partecipano, oltre al MIT, l’Autorità Portuale
                       di Messina, Caronte & Tourist, Comet, Fincantieri, CNR ITAE –
                       Messina, RINA Services, Isotta Fraschini Motori e l’Università di
                                                                                                                                                                1
                                                                                                                                                   Lorenzo Matacena
                       Messina.
                           Presentato al Green Shipping Summit da Lorenzo Matacena (Ca-              10.000 m3, si aggira intorno ai 12-15 milioni di euro.
                       ronte & Tourist e consigliere Confitarma), il progetto prevede, fra           Come vediamo, spicca la forte convenienza finanziaria ad utiliz-
                       l’altro, il refitting di una nave traghetto esistente, la progettazione    zare un sistema di fornitura diretta con auto-cisterna, evitando la
                       di una nuova unità a GNL e uno studio di fattibilità per la costru-        realizzazione di un deposito a terra, ma come già detto in prece-
                       zione a Messina di una stazione di bunkeraggio GNL di piccole              denza questa opportunità dovrebbe essere soppesata con i diversi
                       dimensioni.                                                                profili di rischio delle due opzioni, in un’ottica di valutazione dei
                           Nell’ipotesi di refitting di un traghetto esistente (a ponte sin-      costi e dei benefici per la collettività.
                       golo), i costi di investimento sono stati al momento stimati in 6             Giacomo Meazzi, di DNV (Det Norske Veritas), società che sul
                       milioni di euro, di cui circa 3,4 per i motori principali e i gene-        tema del GNL come carburante marino ha svolto per anni un
                       ratori di bordo e i restanti 2,6 milioni per il sistema di stoccaggio      ruolo di apripista globale, ha presentato al Green Shipping Summit
                       e adduzione del gas (serbatoi, attrezzature, tubazioni). Per quanto        uno studio di analisi della domanda e dell’offerta di GNL a medio-
                       riguarda i costi energetici di esercizio, un pieno di carburante del       lungo termine: nei prossimi anni DNV prevede una graduale e
                       traghetto, equivalente a circa 240 m3, costa circa 50.000 euro. I tem-     sostenuta crescita delle nuove costruzioni a GNL, che potrebbero
                       pi di ritorno dell’investimento per gli interventi di refitting sono       raggiungere il migliaio nel 2020 (escludendo le navi gas-carier, at-
                       stimati di circa 6 anni.                                                   tualmente sono 28 le navi a GNL in esercizio e 29 le unità in fase
                           Per quanto riguarda la logistica di fornitura, si prevede di utiliz-   di costruzione, prevalentemente unità off-shore e traghetti passeg-
                       zare il costruendo porto di Tremestieri, che si trova fuori del cen-       geri).
                       tro urbano di Messina in zona periferica. Il GNL verrà trasportato            Lo sviluppo del mercato è spiegato sia dall’entrata in vigore nel
                       al porto di Tremestieri con autobotti criogeniche appositamente            2015 dei limiti nelle ECA esistenti (nel Mare del Nord, nel Baltico
                       progettate. Inoltre, si dovrà valutare se conviene creare un piccolo       e nel Nord America) sia dalla probabile creazione di nuove ECA
                       stoccaggio di GNL nell’area portuale da cui pompare il GNL alla            (Singapore ed Hong Kong) anche prima del 2020. Complessiva-
                       nave o prevedere il caricamento direttamente da autobotti. L’Au-           mente, DNV perviene ad una stima di domanda globale di GNL
                       torità Portuale di Messina ha espresso l’intenzione di sviluppare          al 2020 di 4-7 milioni di tonnellate (vedi Figura 2), di cui 1,4-2,2
                       tale struttura anche in vista della possibilità di offrire tale servizio   milioni in Europa e nel Baltico (contro le attuali 70-90.000 tonnel-
                       a navi diverse dai ferries. Per quanto riguarda i costi delle diverse      late GNL).
                       opzioni di fornitura del GNL alle navi, Matacena ha illustrato le             Per quanto riguarda i progetti infrastrutturali, DNV ha messo in
                       seguenti stime:                                                            evidenza lo studio di fattibilità su tre porti del Belgio (Antwerp,
nuova energia 6-2012

                       3 bunkering by truck: la capacità delle singole cisterne varia da 50       Ghent e Zeebrugge), gli studi di sicurezza per il terminal di Ga-
                           a 80 m3. Il costo per l’acquisto di un truck criogenico si aggira      snor nel porto di Brunsbüttel (Germania) e lo studio preliminare
                           intorno ai 270.000 euro;                                               di localizzazione di un terminal a GNL nel porto di Rotterdam.
                       3 bunkering stations: l’investimento per la realizzazione dell’infra-         Per quanto riguarda i motori per la propulsione a GNL, già da
                           struttura di bunkeraggio, per una stazione della capacità di           molti anni le navi per il trasporto del GNL utilizzano motori dua-
Sistema italia più competitivo - se il trasporto marittimo va a gnL - mit
76       dossier               geopoliticaemercati

                                                                                            Sistema Italia più competitivo
                                                                                            se il trasporto                 marittimo va a GNL

                                        li, che possono utilizzare sia          schieri ha illustrato le iniziative di R&S in corso, fra le quali il
                                        combustibile convenzionale              progetto BESST (Programma quadro di ricerca – FP7) per un ferry
                                        sia i vapori in eccesso del ca-         con serbatoi di GNL verticali, e il progetto SEAPORT (Ministero
                                        rico di GNL che si formano              Istruzione Università e Ricerca – PON R&C) sui sistemi portuali
                                        nei serbatoi. Recentemente              e sull’interconnessione nave–porto finalizzata all’alimentazione di
                                        sono stati installati motori            navi bi-fuel. Il progetto BESST ha evidenziato la fattibilità di rea-
                                        alimentati a GNL su altre               lizzare navi traghetto passeggeri a gas, a patto di rinunciare ad un
                                        categorie di navi (petroliere,          minimo di capacità commerciale. Infatti, ipotizzando un traghetto
                                        Ro Ro, rimorchiatori, supply/           passeggeri tipico per la navigazione nel Mediterraneo (autonomia
                                        offshore vessels), prevalente-          a gas di 48 ore), per un profilo operativo tipico il consumo com-
 1
 Andrej Stopar
                                        mente per nuove costruzioni,
                                        ma si segnalano anche casi di
                                                                                plessivo è stimato a 114 tonnellate di GNL, e questo comporta un
                                                                                impegno a bordo per i serbatoi di 337 m3.
                                        retrofit.                                   Sia che si ipotizzi un motore a gas dedicato che un motore
     Al Green Shipping Summit ha partecipato Andrej Stopar, di Wärt-            duale GNL+HFO, l’introduzione del sistema di alimentazione a
 silä, che al momento vanta oltre 500 motori duali a GNL installati             gas comporta una sottrazione di spazio commerciale equivalente a
 su circa 130 navi, non solo gasiere ma anche supply vessels e Ro               16 cabine interne. Nell’arco di vita della nave, il minor guadagno
 Ro in costruzione, con rendimenti energetici che arrivano al 48                dovuto alla perdita di cabine è stato comunque valutato marginale
 per cento. I motori dual fuel di Wärtsilä a ciclo Otto, operano su             rispetto alle minori spese energetiche consentite dall’uso del GNL.
 gas a bassa pressione e sono in grado di ottemperare ai requisiti              Il recente ordine a Fincantieri da parte di STQ Quebec per un tra-
 IMO Tier III per gli NOx. Il gas viene miscelato con l’aria aspirata           ghetto passeggeri (132 metri, 800 passeggeri, 180 auto) con sistema
 e compresso nel cilindro, la combustione avviene con una piccola               di generazione elettrica di tipo duale (LNG e MDO) dimostra il
 iniezione pilota di carburante. Rispetto ai motori dedicati a gas              forte interesse da parte degli armatori alla soluzione a gas. Il ruolo
 Spark Ignited, che offrono migliori prestazioni emissive per la CO2 e          del Governo nel promuovere iniziative a supporto dell’innova-
 analoghe per gli NOx, i motori duali offrono maggiore flessibilità             zione nel settore della cantieristica è ovviamente fondamentale,
 di carburante e la possibilità di un back-up in caso di emergenza.             soprattutto nell’attuale fase di profonda ristrutturazione. Vincenzo
     Wärtsilä ha sposato la tecnologia dei motori duali soprattutto             Zezza, del Ministero dello Sviluppo economico (Direzione per la
 allo scopo di soddisfare i limiti di emissione nelle aree ECA e nello          Politica industriale e la Competitività), ha presentato le iniziative
 stesso tempo dare la possibilità di tornare a combustibili petroliferi         in corso, in particolare in ambito comunitario, con l’elaborazione
 al di fuori delle ECA (per una eventuale maggior convenienza                   della strategia LeaderShip 2020, il cui scopo è definire le misure di
 economica di questi ultimi o per la difficoltà di approvvigionarsi             sostegno per rilanciare la competitività della cantieristica europea,
 di GNL in porti lontani dalle ECA). Re-
 centemente Wärtsilä ha introdotto la tec-
 nologia dual fuel anche sui motori diesel           Stima dei consumi attesi di GNL per uso marino
 a due tempi.                                        a livello globale, anno 2020                                                                                Figura 2
     La dinamica di domanda per le nuove
 costruzioni a GNL potrebbe modificare                                                               Fonte: DNV (2012) relazione di G. Meazzi – DNV a Green Shipping Summit 2012

 profondamente l’assetto competitivo nella                LNG Bunkering demand 2012                           LNG Bunkering demand 2020
 cantieristica navale a livello mondiale: per
 le problematiche poste in fase di proget-                                               europe & the baltic sea
 tazione e ingegnerizzazione, per le modi-                                                      1,4 - 2,2 milioni
                                                                                                                                        china
 fiche delle partnership brevettuali e per la                                                                                    0,3 - 0,8 milioni
 necessità di minimizzare le interazioni fra                   North America
                                                                0,9 - 1,4 milioni              0,07 - 0,09 milioni
 i volumi richiesti dal sistema di stoccag-
                                                                                                                                                 japan & corea
 gio/alimentazione del GNL e la capacità                                                                                                          0,3 - 0,5 milioni
 di stiva/carico. Inoltre, uno degli interro-                                                                 MIDDLE EAST & india
 gativi più comuni è se le problematiche                                                                           0,3 - 0,7 milioni
 di sicurezza del GNL possano avere delle                                  south America
                                                                                                                                                       sea
                                                                                                                                                                                   nuova energia 6-2012

                                                                             0,3 - 0,4 milioni
 controindicazioni per le navi passeggeri.                                                                                                      0,4 - 0,7 milioni

 In rappresentanza della cantieristica, al
 Green Shipping Summit è intervenuta Fin-                                                                                                             Australia & NZ
                                                                                                                                                       0,1 - 0,2 milioni
 cantieri, specializzata per l’appunto nella
 costruzione di navi passeggeri. Furio Bo-
Sistema italia più competitivo - se il trasporto marittimo va a gnL - mit
77

                       attraverso la R&S, la formazione professionale e il miglioramento       ga distanza lo shipping potrà evolvere verso il GNL solo su un
                       delle condizioni di accesso al finanziamento.                           orizzonte temporale molto lungo. Con una battuta: si prospetta
                                                                                               una nuova fase per lo shipping, in cui il ruolo degli ingegneri
                       Le valutazioni delle compagnie di navigazione                           nelle compagnie di navigazione viene finalmente valorizzato!
                           La testimonianza al Green Shipping Summit di alcuni esperti del-        Enrico Allieri della società Ignazio Messina e C. ha presentato
                       le compagnie di navigazione è stata essenziale per delineare con        una relazione estremamente interessante sull’installazione di si-
                       maggiore precisione i pro e contro della strategia a GNL. Dario         stemi di abbattimento (scrubber) a valle delle emissioni solforose
                       Bocchetti di Grimaldi Group ha evidenziato i limiti tecnici ed          sui motori ausiliari (diesel generatori e caldaie) di nuove unità
                       economici degli interventi in retrofit per l’uso del GNL sulle na-      Ro Ro portacontainer. Dopo un anno di esperienza sulla prima
                       vi della flotta, impegnate su rotte dell’ordine di 5.000 miglia a       nave entrata in esercizio, il sistema funziona in accordo agli
                       settimana, a causa della sottrazione di notevoli volumi di carico.      obiettivi di progetto: usando HFO con tenore di zolfo anche del
                       Sulle nuove costruzioni, invece, la possibilità di ottimizzare le si-   4,5 per cento, le emissioni riportate dal sistema di monitoraggio
                       stemazioni dovrebbe permettere di ridurre al minimo l’incidenza         corrispondono all’utilizzo di un combustibile con tenore di zol-
                       sugli spazi, liberando il campo alle prospettive di risparmio sui       fo inferiore allo 0,1 per cento.
                       costi energetici offerte dal GNL, che viene quindi visto come una           Secondo Allieri, per il transito in aree di controllo delle emis-
                       soluzione a medio termine.                                              sioni solforose, la soluzione di adottare degli SOx scrubber inve-
                           Anche Marco Fasciolo, di Grandi Navi Veloci, fermo restando         ce dell’uso del GNL come combustibile costituisce una valida
                       l’interesse economico per il GNL, ha evidenziato le problematiche       alternativa per navi mercantili di grande tonnellaggio propulse
                       di occupazione di spazio dei depositi di GNL, che occuperebbero         da motori diesel a 2 tempi. Utile segnalare che per i futuri or-
                       fino a quattro volte più spazio rispetto ai tradizionali depositi di    dini di navi nuove, l’ufficio tecnico di Messina sta studiando
                       carburante: una nave perderebbe capacità di carico o, in alternati-     una soluzione scrubber All-In-One per motore principale e diesel
                       va, potrebbe tenere meno carburante a bordo, e sarebbe quindi in        generatori (con possibile scrubber indipendente per la caldaia au-
                       grado di poter effettuare solo navigazione di corto raggio.             siliaria): un salto di qualità che potrebbe portare ad una futura
                           Maurizio D’Amico, della società D’Amico di Navigazione, vede        competizione fra GNL e sistemi di abbattimento a valle delle
                       nel GNL notevoli vantaggi di semplificazione operativa (attual-         emissioni, come alternative al compliant fuel post 2020.
nuova energia 6-2012

                       mente si usano a bordo fino a quattro tipi diversi di fuel, per             Le amministrazioni competenti sono avvisate: occorre che la
                       soddisfare le diverse normative applicabili), ma bisognerebbe di-       regolamentazione tecnica dei sistemi di abbattimento sia ap-
                       stinguere nettamente fra due settori: le prospettive di diffusione      provata tempestivamente rispetto ai progressi dell’innovazione
                       del GNL sono più marcate nel settore delle navi passeggeri im-          tecnologica, soprattutto se questi ultimi sono già in fase com-
                       piegate su linee a corto raggio, mentre nel trasporto cargo di lun-     merciale.
Sistema italia più competitivo - se il trasporto marittimo va a gnL - mit
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