SICUREZZA DEGLI ALIMENTI: IL RUOLO DEL CONSUMATORE - ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE - Nutrition Foundation of Italy

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ALIMENTAZIONE
PREVENZIONE
& BENESSERE

SICUREZZA DEGLI
ALIMENTI: IL RUOLO
DEL CONSUMATORE

                        5
                            anno VIII

www.pacinimedicina.it
5                   anno VIII

                                                          IN QUESTO NUMERO:

                                                          3          L’EDITORIALE
                                                                     di Franca Marangoni

Direttore Scientifico                                     4          IL TEMA
Franca Marangoni                                                     a cura di Ornella Donnarumma
                                                                     La sicurezza degli alimenti dipende
                                                                     anche dai comportamenti dei
Direttore Responsabile                                               consumatori in cucina e a tavola
Patrizia Alma Pacini

                                                          10         L’INTERVISTA ALL’ESPERTO
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                                                                     di Elena Mattioli
Nutrition Foundation of Italy                                        Regimi alimentari basati sul digiuno:
                                                                     un’analisi delle evidenze, dagli studi
                                                                     di base agli effetti nell’uomo
Coordinamento redazionale                                            Risponde Francesco Sofi
Alessandra Della Mura
                                                          14         LA SCHEDA
Redazione                                                            Confetture e marmellate
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ISSN 2531-3908 (online)

Edizione digitale maggio 2021
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L’EDITORIALE

L
       ’impegno crescente dei consuma-       non abbassare la guardia nella gestione
       tori nel nostro Paese verso scelte    della refrigerazione domestica e della
       alimentari sane (oltre che sosteni-   preparazione in cucina.
bili) è ormai un dato di fatto. Lo confer-   Un’analisi puntuale della letteratura
ma l’incremento dei consumi di alimenti      scientifica sui regimi alimentari basati
percepiti come “più salutari” che emer-      sul digiuno emerge invece dall’Intervi-
ge dall’ultima edizione dell’Osservatorio    sta di Elena Mattioli a Francesco Sofi,
Immagino GS1 Italy, che fotografa i con-     Professore Associato di Scienze dell’A-
sumi degli Italiani in un anno complesso     limentazione all’Università degli Studi
come il 2020. Una maggior attenzione         di Firenze. Il prof. Sofi è autore di una
che, combinata con l’evoluzione delle        recente review sul tema che, partendo
tecniche di produzione, conservazione        dalla valutazione critica degli studi di-
e distribuzione degli alimenti, fa sì che    sponibili, illustra potenziali vantaggi e
l’obiettivo di garantire alla popolazio-     limiti di un tema, quello delle diete per
ne cibo nutriente e sicuro possa essere      il calo ponderale basate su restrizione
considerato, di fatto, raggiunto. Resta      calorica, digiuno intermittente, approc-
invece responsabilità del consumatore        cio mima-digiuno, crono-alimentazione,
garantire la sicurezza dell’ultimo miglio,   che sta vivendo un momento di grande
ovvero del tragitto che il cibo compie dal   successo mediatico.
carrello al piatto. Un argomento, questo,
apparentemente semplice, ma non ba-
nale; è infatti al centro di decaloghi e
documenti pubblicati dalle organizza-        Buona lettura!
zioni sanitarie nazionali e internaziona-
li (OMS in primis), oggetto del Tema di                            Franca Marangoni
questo numero di AP&B, che invitano a                          Direttore Scientifico AP&B

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IL TEMA

La sicurezza degli alimenti dipende
anche dai comportamenti dei
consumatori in cucina e a tavola
a cura di Ornella Donnarumma

N
         onostante l’introduzione di pre- ni possono influenzare, in maniera
         cise norme igieniche, alle quali più o meno significativa, la sicurezza
         gli operatori del settore alimen- dei cibi che porta in tavola; e questo
tare devono attenersi per garantire la accade anche nei Paesi più avanzati.
sicurezza dei propri prodotti, e il con- Infatti, per sensibilizzare e informare
tinuo miglioramento delle tecniche sull’importanza di un cibo sicuro l’As-
produttive e di stoccaggio dei cibi, semblea delle Nazioni Unite ha istitu-
le malattie veicolate dagli alimenti ito nel 2018 la Giornata Mondiale del-
rappresentano ancora oggi un serio la Sicurezza Alimentare, che è stata
problema di salute pubblica a livello celebrata per la terza volta lo scorso
globale. Secondo stime dell’Organizza- 7 giugno. L’obiettivo è di accrescere la
zione Mondiale della Sanità (OMS) ogni consapevolezza dell’importanza della
anno 600 milioni                                                 sicurezza alimenta-
di persone in tutto                                              re lungo tutta la fi-
il mondo contrag-                È essenziale prestare           liera, dal produttore
gono malattie at-               la massima attenzione            fino al consumatore,
tribuibili all’assun-         anche alla conservazione           il quale ha, dunque,
zione di alimenti            e alla preparazione dei cibi        un ruolo importan-
contaminati. Oltre                                               te: rappresenta l’ul-
il 30-40% dei casi                                               tima linea di difesa
di contaminazio-                                                 nella filiera stessa
ne si verifica nell’ambiente domestico: per la prevenzione delle malattie tra-
dove sono causati probabilmente so- smesse da alimenti, che troppo spes-
prattutto da un’impropria conservazio- so sono sottovalutate e sottostimate.
ne degli alimenti, scarsa igiene, cottura Documenti istituzionali italiani e in-
non adeguata e altre abitudini scorret- ternazionali forniscono le principali
te che facilitano e favoriscono la conta- raccomandazioni da seguire durante
minazione da parte dei patogeni.              la manipolazione degli alimenti, e in
                                              particolare nella fase di conservazio-
D’altra parte, il consumatore non è ne e preparazione prima del consu-
sempre consapevole che le sue azio- mo.

4 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
Malattie di origine alimentare
  Il Programma di sorveglianza dell’OMS per il controllo delle tossinfezioni alimentari in
  Europa definisce Foodborne disease o Malattie Trasmesse dagli Alimenti (MTA) quelle
  patologie di natura infettiva o tossica causate, o che si suppone siano state causate, da
  consumo di cibo o acqua contaminati. La contaminazione degli alimenti può avvenire
  a opera di agenti patogeni, come batteri, virus e parassiti, e può provocare, dopo il loro
  consumo, sintomi gastrointestinali (diarrea, nausea, vomito e dolori addominali), ma an-
  che febbre e debolezza. Generalmente i disturbi si manifestano da poche ore, fino a uno
  o due giorni (in alcuni casi possono trascorrere anche alcune settimane) dopo l’ingestio-
  ne dell’alimento contaminato. Ad oggi sono noti più di 250 diversi tipi di tossinfezioni
  alimentari causate dall’assunzione di alimenti contaminati (tossinfezione propriamente
  detta) oppure dalla colonizzazione da parte di microrganismi delle mucose intestinali
  (infezione) o anche semplicemente da tossine preformate presenti nel cibo, e quindi dal
  consumo di alimenti precedentemente contaminati (intossicazione).

Le principali norme igieniche                   que punti chiave da seguire durante la
da seguire per la sicurezza                     preparazione dei pasti.
alimentare in cucina
                                                1. Innanzitutto, bisognerebbe lavarsi
Secondo l’Autorità europea per la sicu-
                                                   bene le mani, preferibilmente con sa-
rezza degli alimenti (EFSA), i consuma-
                                                   pone, prima di manipolare gli alimenti.
tori del vecchio continente sono tra i più
                                                   È buona norma anche lavare accura-
protetti e informati riguardo ai potenziali
                                                   tamente utensili e stoviglie utilizzati
rischi della catena alimentare; tuttavia
                                                   durante la preparazione, oltre che di-
la maggior parte delle persone non è
                                                   sinfettare tutte le superfici da lavoro e
ancora realmente consapevole dell’ef-
                                                   i materiali che entrano in contatto con
fetto delle proprie azioni sugli alimenti,
                                                   gli alimenti, che sono potenziali veicoli
specialmente durante le fasi di acqui-
sto, stoccaggio e preparazione. Emer-              di microrganismi.
ge per esempio da uno studio italiano
la comune (e non corretta) abitudine            2. È opportuno, inoltre, separare siste-
dei consumatori (rilevata nel 63% degli            maticamente gli alimenti crudi da
intervistati) di scongelare carne e pesce          quelli cotti, specialmente carne, pol-
a temperatura ambiente, aumentando                 lame e prodotti della pesca, in modo
così il rischio di contaminazioni da even-         da prevenire eventuali trasferimenti di
tuali patogeni presenti nell’atmosfera,            patogeni. In frigorifero, ad esempio, è
oppure di utilizzare lo stesso tagliere per        corretta l’abitudine di riporre le carni
cibi crudi e cotti (quasi nell’80% dei casi)       crude nei ripiani inferiori, lontano da-
a dimostrazione della scarsa conoscenza            gli alimenti cotti o pronti al consumo,
del rischio di contaminazione crociata.            meglio ancora se conservate in con-
                                                   tenitori separati, completi di apposito
Per colmare le lacune in termini di sicu-          coperchio. Se la preparazione a base di
rezza alimentare, l’OMS ha divulgato cin-          carne prevede una marinatura, è bene

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non versare il liquido prodotto dalla           60°C. È bene, pertanto, non lasciare i
  macerazione (potenzialmente conta-              cibi cotti a temperatura ambiente per
  minato) sul cibo cotto o pronto all’uso.        più di due ore e mantenerli, prima del
                                                  consumo, a non meno di 60°C. Per
3. Le carni devono essere cotte comple-           raffreddare le preparazioni già cotte
   tamente a temperature non inferiori            è opportuno riporle in frigo e portarle
   ai 70°C. Tale temperatura è in grado           rapidamente a temperature di refrige-
   di arrestare la crescita di quasi tutti        razione inferiori a 5°C.
   i microrganismi presenti nell’alimen-
   to crudo, anche se in alta concentra-        5. Vanno utilizzate solo acqua e materie
   zione, in circa 30 secondi. Per verifica-       prime sicure e cioè prive di microrga-
   re che la preparazione abbia raggiunto          nismi potenzialmente pericolosi o di
   tali temperature, l’OMS suggerisce di           sostanze tossiche in quantità tali da
   utilizzare un termometro da cucina da           provocare disturbi o, in casi più gravi,
   posizionare al cuore della carne, nella         malattie. Il consiglio è di verificare la
   sua parte più spessa, assicurandosi             fonte, controllare la data di scadenza
   che non tocchi eventuali ossa o bordi           se disponibile, preferire comunque i
   del contenitore. In genere si può co-           cibi freschi ed evitare quelli contenu-
   munque ritenere che la temperatura              ti in confezioni danneggiate.
   di 70°C sia stata raggiunta se il colore
   della carne, al centro del pezzo, ha per-    Contaminazione degli alimenti
   so la tonalità rossa o rosata. Va detto,     dopo l’apertura della confezione
   tuttavia, che il centro di un pezzo di
   carne può essere in genere considera-        Prestare attenzione alla data di sca-
   to sterile; la maggior parte dei batteri è   denza e ai limiti di tempo previsti per
   infatti presente in superficie. Per que-     il consumo in seguito all’apertura della
   sto motivo il consumo di carni solita-       confezione è un altro aspetto da non sot-
   mente servite in pezzi interi, come ad       tovalutare per garantire la sicurezza ali-
   esempio il roast beef, il cui interno ap-    mentare. Quando, infatti, la confezione
   pare ancora rosso o rosato, non è ge-        originale di un prodotto preconfezio-
   neralmente pericoloso. Diverso è il di-      nato viene aperta, l’alimento è poten-
   scorso per quelle preparazioni a base        zialmente esposto a contaminazione
   di carne macinata (come le polpette)         da microrganismi patogeni e alterativi:
   o di carni avicole, nelle quali i patogeni   l’esposizione al flusso d’aria (in frigorife-
   possono trovarsi sia in superficie che       ro o nell’ambiente domestico) e il con-
   al cuore del prodotto.                       tatto con le superfici della cucina, con
                                                gli utensili, ma soprattutto con le mani,
4. È importante conservare gli alimenti         quando se ne prelevano porzioni dalla
   alla giusta temperatura, in modo da          confezione, possono introdurre nuovi
   rallentare o limitare la crescita micro-     microrganismi patogeni o aumentare
   bica. I microrganismi si moltiplicano        la concentrazione di quelli già presenti
   molto più rapidamente nell’interval-         nel prodotto. Ad esempio, Listeria mo-
   lo di temperatura compreso tra 5°C e         nocytogenes, il batterio responsabile

6 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
La listeriosi: un’infezione causata da Listeria monocytogenes
  La listeriosi è una malattia infettiva provocata da Listeria monocytogenes, un batterio
  ubiquitario e molto diffuso in natura, presente comunemente nel suolo, nell’acqua e nel-
  le feci di numerose specie animali. Una volta contaminato l’alimento, la Listeria tende a
  moltiplicarsi anche a basse temperature (tra 2°C e 4°C): è dunque necessario prestare at-
  tenzione alle corrette norme di manipolazione degli alimenti (sia crudi che cotti), special-
  mente di carne, pesce e verdure crude, latte non pastorizzato, formaggi a pasta molle,
  burro, cibi pronti all’uso, compresi gli hot dog, le carni già cotte, le insalate di IV gamma, i
  panini imbottiti e il pesce affumicato. Dopo un’incubazione media di 3 settimane (che in
  alcuni casi può prolungarsi anche fino a 70 giorni) possono manifestarsi alcuni sintomi
  lievi come nausea, vomito, diarrea e febbre, fino a, in casi più gravi, meningiti, encefaliti e
  setticemie. In Europa, gli ultimi aggiornamenti sui casi di listeriosi risalgono al 2019, con
  2621 infezioni segnalate, soprattutto in persone con più di 64 anni, con alti tassi di ospe-
  dalizzazione (92%) e di mortalità (17,6%).

della listeriosi, può essere presente an-                quali possono essere trasferiti per con-
che sui canovacci da cucina, nei frigori-                tatto, contaminare l’alimento, sviluppar-
feri domestici, su spazzole e spugnette                  si nel tempo e aumentare il rischio di
per i piatti oltre che sulle superfici della             tossinfezioni.
cucina e può, di conseguenza, conta-
minare gli alimenti, i quali, dopo l’aper-
                                                         Una volta privati dell’involucro, gli ali-
tura della confezione, perdono anche
                                                         menti o le pietanze già pronte al consu-
l’eventuale protezione dovuta al sot-
tovuoto o all’atmosfera modificata o                     mo dovrebbero quindi essere consuma-
controllata. Anche le mani e gli utensili                ti in tempi brevi oppure, in alternativa,
usati in cucina possono essere contami-                  refrigerati a temperature non superiori
nati, specie da patogeni enterici come                   ai 5°C e non oltre la data di scadenza
Salmonella spp. ed Escherichia coli, i                   suggerita in etichetta (Tabella).

                Durata media di conservazione di alcuni alimenti refrigerati,
                         in base alle condizioni della confezione
  Prodotti                                     In confezione sigillata     In confezione aperta
  Affettati                                         2 settimane                  3-5 giorni
  Carne e/o pollo in scatola                   2-5 anni (a t. ambiente)          3-4 giorni
  Carni salate in scatola recanti la
                                                       9 mesi                    3-4 giorni
  scritta “mantenere in frigo”
  Pancetta                                          2 settimane                   7 giorni
  Pasti preconfezionati sottovuoto                  2 settimane                  3-4 giorni
  Wurstel                                           2 settimane                   7 giorni
  Fonte: Istituto Superiore di Sanità, 2000.

                                                            ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE   |7
Precauzioni per il corretto                      nuiscono nel tempo la concentrazione
scongelamento degli alimenti                     negli alimenti, ma non ne assicurano la
                                                 completa inattivazione. Infatti, durante
Sempre nell’ambito della “sicurezza degli        lo scongelamento, la carica microbi-
alimenti”, nei mesi scorsi il Panel di esperti   ca sopravvissuta, se le condizioni am-
sui pericoli biologici dell’EFSA (BIOHAZ),       bientali lo consentono (pH adeguato,
ha prodotto, su richiesta della Commis-          temperature favorevoli), può tornare
sione europea, un documento guida per            vitale e/o produrre tossine, compro-
gli operatori del settore alimentare rela-       mettendo la sicurezza del prodotto. Per
tivo alle corrette informazioni su conser-       ovviare a questo inconveniente è consi-
vazione degli alimenti e limiti di tempo di      gliabile scongelare il prodotto a tempe-
consumo, nonché qualsiasi altra indica-          rature non superiori ai 5°C, ad esempio
zione correlata da trasmettere al consu-         in frigorifero, in modo da evitare la cre-
matore al fine di assicurare e mantenere         scita microbica; in alternativa, è possibile
la sicurezza dei prodotti acquistati.            porre l’alimento congelato sotto l’acqua
Un aspetto cruciale analizzato nel docu-         corrente o in un contenitore con acqua
mento riguarda il processo di scongela-          calda, in modo da velocizzare il proces-
mento e la corretta manipolazione degli          so, limitando la proliferazione dei pato-
alimenti estratti dal congelatore. Con-          geni; oppure è anche consigliabile met-
gelamento e surgelazione sono infatti            tere l’alimento direttamente a cuocere,
pratiche molto diffuse che permettono            a patto che venga raggiunta una tem-
di prevenire la crescita degli agenti pa-        peratura adeguata anche nella parte
togeni mantenendo complessivamen-                centrale del prodotto. Un altro metodo
te inalterati gli alimenti anche per lun-        consigliato per lo scongelamento preve-
ghi periodi di tempo. Tuttavia, questi           de l’utilizzo del microonde: è un sistema
sistemi di conservazione, che compor-            rapido, che prevede il trasferimento del
tano condizioni ambientali poco favore-          calore dall’interno verso l’esterno dell’ali-
voli alla crescita dei patogeni, ne dimi-        mento, senza però cuocerlo.

  Scadenza e termine minimo di conservazione: quale differenza?
  Il Ministero della Salute fa chiarezza sul concetto di “scadenza”, ovvero sulla data fino a
  cui un alimento può essere venduto e deve essere consumato. Viene indicata con la di-
  citura “da consumarsi entro (data)”. Significa che entro tale data il produttore garantisce
  la salubrità e le caratteristiche organolettiche e nutrizionali di prodotti che si degradano
  facilmente. Sulla confezione devono essere inoltre riportate le condizioni di conserva-
  zione ed eventualmente la temperatura in funzione della quale è stato determinato il
  periodo di validità.
  Invece, la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro (data)” indica il “termine minimo
  di conservazione”, e cioè la data entro la quale il produttore garantisce che l’alimento
  manterrà le sue proprietà specifiche (gusto, sapore e consistenza) in adeguate condizio-
  ni di conservazione. Il Ministero precisa che, trascorsa tale data, non è pericoloso consu-
  mare il prodotto, che però può aver perso alcune proprietà organolettiche caratteristi-
  che, e risultare quindi meno gradevole al consumo.

8 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
Conclusioni

•   Ogni anno 600 milioni di persone in tutto il mondo contraggono malattie tra-

•
    smesse dagli alimenti.
    Per prevenire l’insorgenza di tossinfezioni alimentari è necessario seguire buone
    norme igieniche: lavare mani, utensili e superfici che vengono a contatto con gli
    alimenti, separare i cibi crudi da quelli cotti, cuocere accuratamente le pietanze,
    conservare gli alimenti alla giusta temperatura e utilizzare solo acqua e materie

•
    prime sicure.
    Abitudini scorrette ed errori durante la manipolazione dei cibi possono introdur-

•
    re nuovi agenti patogeni aumentando il rischio di tossinfezioni alimentari.
    Anche l’apertura della confezione, in assenza di comportamenti adeguati e delle
    opportune precauzioni, può compromettere la sicurezza degli alimenti introdu-

•
    cendo nuovi patogeni o aumentando la concentrazione di quelli già presenti.
    Il congelamento e la surgelazione non eliminano totalmente gli agenti patoge-
    ni; si raccomanda quindi di prestare attenzione durante tutte le fasi di conser-

•
    vazione.
    Gli alimenti congelati possono essere scongelati a basse temperature, oppure
    con l’ausilio di acqua calda, ferma o corrente, o ancora nel microonde, oppure
    posti direttamente in cottura.

Bibliografia

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                                                            ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE           |9
L’INTERVISTA ALL’ESPERTO

di Elena Mattioli

Regimi alimentari basati sul digiuno:
un’analisi delle evidenze, dagli studi di
base agli effetti nell’uomo
Risponde Francesco Sofi, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli
Studi di Firenze

D
         urante l’edizione 2021 del Domanda: Da dove derivano le
         congresso    nazionale     del- diete tanto in voga negli ultimi
         la SINU – Società Italiana di anni che comprendono periodi di
Nutrizione Umana – che si è tenu- digiuno?
ta online lo scorso aprile, Francesco Risposta: Traggono origine da nume-
Sofi, Professore Associato di Scien- rosi studi svolti ormai da decenni che
ze dell’Alimenta-                                          hanno indagato
zione presso l’U-                                          l’effetto sulla so-
niversità      degli                                       pravvivenza le-
Studi di Firenze,            L’interesse è focalizzato     gato a periodi di
ha presentato i
                           sui meccanismi molecolari       digiuno o di re-
risultati di una
                            che si instaurano durante      strizione calorica
interessante     re-
                                i periodi di digiuno       sia su organismi
view dal titolo Fa-
                                                           unicellulari come
sting-mimicking
                                                           lieviti e muffe sia
diet a clarion call
                                                           su organismi plu-
for human nutri-
tion research or an additional swan ricellulari, partendo dai modelli muri-
song for a commercial diet? (La die- ni (sui topi) fino ad arrivare agli studi
ta mima-digiuno: rivoluzione scien- sulle scimmie. I meccanismi moleco-
tifica oppure solo una delle tante lari che si instaurano durante i periodi
diete commerciali?) a sua firma1 . Lo di digiuno sono molto interessanti.
abbiamo intervistato per fare chia-
rezza sulle differenze tra i vari regimi       D.: Quali sono questi meccanismi e
alimentari che comprendono periodi             che effetti producono?
di digiuno vero e proprio, protocolli          R.: Va detto innanzitutto che il digiuno
alimentari fortemente ipocalorici al-          induce chetogenesi. La mancanza di
ternati a dieta libera, cosiddetta ad          glucosio come fonte energetica por-
libitum, e schemi di crono-nutrizione.         ta l’organismo a mobilitare le riserve di

10 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
grasso del tessuto adiposo. I trigliceridi    ficato e supportato da sufficienti
vengono scissi ad acidi grassi e glicero-     prove scientifiche?
lo. Il fegato converte gli acidi grassi in    R.: Purtroppo no. Partendo da pochi
corpi chetonici che diventano la fonte        studi sull’uomo, alcuni dei quali gravati
energetica principale per molti tessuti,      da errori metodologici non trascurabili,
tra cui in particolare quello cerebrale. I    descritti in dettaglio nella mia review,
corpi chetonici però sono anche potenti       e con una forza statistica ancora non
mediatori chimici che producono effetti       sufficiente, negli ultimi anni si è andati
importanti sul funzionamento delle cel-       incontro a un’applicazione non congrua
lule e degli organi. Regolano l’attività di   nell’uomo, saltando alcuni gradini della
alcune proteine e molecole note per la        ricerca che sono invece indispensabili e
capacità di influenzare la salute e l’in-     che tuttora mancano. Il passaggio dai
vecchiamento, tra cui le sirtuine, insie-     meccanismi osservati negli organismi
me a numerose altre.                          più semplici al nostro non è così lineare.

La classe di molecole delle sirtuine è        D.: Sono state quindi diffuse con-
coinvolta in diverse vie metaboliche che      clusioni non così certe?
inducono il meccanismo dell’autofagia,        R.: Sì, la cassa di risonanza mediatica ha
nella risposta allo stress e in vari para-    amplificato una deriva di natura com-
metri metabolici legati all’invecchia-        merciale di alcune diete, compromet-
mento e allo sviluppo di malattie (es.        tendo la natura scientifica del lavoro
insulina, fattore di crescita dell’insulina   svolto finora, anticipando conclusioni
IGF-1 e glucosio). Inoltre, il digiuno sem-   che non è ancora possibile trarre. Si ri-
bra possa agire da spazzino (scavenger)       schia così di buttare all’aria una lunga
nei confronti dei dannosi radicali liberi     serie di studi sperimentali a causa di un
dell’ossigeno. Le cellule attivano vie che    approccio sbagliato sull’uomo. Non c’è
stimolano le difese intrinseche contro lo     ancora uno studio scientifico che renda
stress ossidativo e metabolico e mec-         il dato clinicamente rilevante nella no-
canismi di riparazione o rimozione delle      stra specie. La medicina della longevità
cellule danneggiate.                          attira molto, ma le cosiddette “diete del-
                                              la longevità” non sono ancora applicabi-
Durante i periodi di digiuno, o se si as-     li nell’uomo con la garanzia di ottenere i
sume un introito calorico fortemente          risultati sperati o propagandati.
inferiore alle necessità dell’organismo,
infatti, si instaurano dei meccanismi di      D.: I protocolli dei vari studi che in-
blocco dell’obsolescenza programmata:         cludono il digiuno sono simili?
i fenomeni di apoptosi si riducono. Sem-      R.: No. Questo è uno dei problemi princi-
bra che le cellule possano entrare in una     pali. Gli studi finora sono stati svolti con
sorta di “freezing”, di conservazione me-     protocolli molto diversi, a volte con regi-
tabolica.                                     mi di restrizione calorica non ben definiti
                                              o che non tenevano conto delle neces-
D.: Il passaggio da questi studi su           sità energetiche variabili da persona a
modelli animali all’uomo è giusti-            persona. Le differenze di peso, genere,

                                                ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE   | 11
livello di attività fisica durante la gior-     ta sul New England Journal of Medicine
nata sono caratteristiche che rendono i         una review completa che descrive quello
soggetti non paragonabili tra loro. Nelle       che si conosce sugli effetti del digiuno
diete con periodi di alimentazione ad li-       intermittente su salute, invecchiamento
bitum alternati a periodi di digiuno o di       e varie patologie negli animali e nell’uo-
forte restrizione calorica (anche inferiori     mo2. Oltre ai tumori sono citate le patolo-
a 600-800 kcal/die) non è stata definita        gie neurodegenerative, l’asma, la sclerosi
la dieta dei periodi “liberi”. Questo rischia   multipla, l’artrite…
di indurre comportamenti di compensa-
zione scorretti nei giorni “normali”. An-       D.: Che differenza c’è tra una dieta
che gli schemi di alternanza tra digiuno        tradizionale e le diete che prevedo-
e dieta libera sono numerosi. Tutto ciò         no il digiuno?
rende praticamente impossibile fare dei         R.: Le diete tradizionali si basano su una re-
confronti tra diverse ricerche per trarre       strizione calorica moderata, per esempio
conclusioni univoche, scientificamente          del 20% in meno rispetto al fabbisogno
fondate e condivisibili. I regimi dietetici     calorico di una persona3. Di solito sono
dovrebbero essere adattati all’indice di        mirate alla perdita di peso e non vanno a
massa corporea dei singoli (BMI, body           intaccare il modo in cui si assume abitual-
mass index) e gli studi andrebbero im-          mente il cibo. Lo schema classico è quello
postati in modo più equilibrato e tale da       di tre pasti principali, colazione, pranzo e
renderli confrontabili tra loro.                cena, intervallati da uno spuntino a metà
                                                mattina e uno a metà pomeriggio.
D.: L’interesse dei media agli ap-
procci dietetici di digiuno intermit-           Parlando invece di regimi che preve-
tente o di forte restrizione calorica           dono il digiuno occorre distinguere in
per brevi periodi possono portare al            modo chiaro due filoni di ricerca ben di-
rischio del “fai-da-te”?                        stinti tra loro. Uno è quello del digiuno
R.: Sì perché gli ambiti delle ricerche in      intermittente, caratterizzato dall’alter-
corso, rilanciate dai media, sono molto         nanza di giorni di digiuno completo con
ampi ed è facile fare confusione. Gli studi     giorni di dieta libera. Sono stati proposti
legati a periodi di digiuno hanno inoltre       vari protocolli, per esempio digiuno a
obiettivi diversi. Spaziano dalla perdita       giorni alterni (1:1), due giorni di digiuno e
di peso per persone sovrappeso o obe-           cinque di dieta ad libitum alla settimana
se, alla ricerca del prolungamento della        (2:5), oppure 1:6. In questo contesto si in-
vita rallentando l’invecchiamento, a set-       serisce anche l’approccio mima-digiuno,
tori più specialistici, come quello onco-       che al posto del digiuno completo pre-
logico, che coinvolgono moltissime per-         vede una forte restrizione calorica, del
sone. È allo studio, per esempio, come          tutto insufficiente a coprire il fabbiso-
applicare proficuamente il digiuno, in-         gno energetico del soggetto, che mima,
teso come forte restrizione calorica, nei       appunto, il digiuno, sempre alternato a
giorni immediatamente antecedenti alla          periodi di alimentazione libera.
chemioterapia adiuvante nel trattamen-          L’altra linea di ricerca, invece, è quella
to del tumore al seno. È stata pubblica-        della crono-nutrizione, che non intervie-

12 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
ne sull’apporto calorico quotidiano, ma               sono i mattinieri e i notturni, definiti an-
limita il periodo durante il quale si assu-           che allodole e gufi, con una similitudine
me il cibo nell’arco della giornata. Anche            di immediata comprensione.
in questo caso sono stati proposti più
protocolli, per esempio 8 ore di alimen-              D.: Le diete che prevedono il digiu-
tazione libera e 16 ore di digiuno ogni               no sono facili da seguire e sicure?
giorno, oppure lo stesso schema appli-                R.: Purtroppo questi approcci non sono
cato però solo uno o due giorni alla set-             facili da seguire né esenti da effetti in-
timana.                                               desiderati. Ciò è testimoniato anche dal
                                                      fatto che alcuni studi hanno avuto un’e-
D.: Come potrebbe evolversi la ricer-                 levata percentuale di partecipanti che
ca nel campo della crono-nutrizione?                  non li ha portati a termine (drop-out).
R.: Probabilmente in futuro si arriverà a             Il digiuno o la forte restrizione calorica
capire se per l’organismo è più salutare              possono indurre affaticamento, debo-
limitare l’assunzione calorica a un arco              lezza, cefalea, disturbi della memoria,
ristretto di ore della giornata o se è più            dolori muscolari, crampi addominali e
conveniente fare periodicamente un                    nausea. Anche per chi riesce a mantene-
giorno intero di digiuno. I nostri ritmi di           re lo schema dietetico che viene propo-
vita e l’abbondanza di cibo ci portano                sto, il rischio a lungo termine è quello di
adesso a introdurre cibo anche nell’arco              andare incontro involontariamente, nel
di 14-16 ore. Ridurre progressivamente                lungo periodo, a malnutrizione, in parti-
questo intervallo a 12 e poi a 8 ore, tenen-          colare a insufficienza di macro- e micro-
do conto anche del cronotipo della per-               nutrienti. Qualunque sia l’obiettivo per
sona, potrebbe portare di per sé anche a              il quale si intende modificare le proprie
una restrizione calorica, ma soprattutto              abitudini alimentari, il consiglio è quello
potrebbe rivelarsi utile per le esigenze              di affidarsi a professionisti seri ed esper-
dell’organismo in chiave di salute e lon-             ti, evitando con cautela di fare da soli o
gevità. L’intervallo di ore di digiuno, pur           di lasciarsi attrarre da best-seller accatti-
rimanendo uguale, può essere tarato in                vanti che possono nascondere proposte
modo diverso a seconda dei ritmi circa-               commerciali e pasti sostitutivi che han-
diani di ognuno. Le persone, infatti, non             no poco a che vedere con i presupposti
sono tutte uguali: i due gruppi principali            scientifici di cui abbiamo parlato.

Bibliografia
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LA SCHEDA: confetture e marmellate

Comunemente indicata come marmellata, per legge (D. lgs. n. 50) la “confettura” è
il prodotto ottenuto dalla mescolanza, portata a consistenza gelificata, di zuccheri,
acqua e polpa e/o purea di uno o più frutti, caratterizzata da un contenuto minimo
di frutta almeno pari al 35% del totale. Tale contenuto aumenta al 45% nel caso del-
le “confetture extra”. Il termine “marmellata”, invece, si riferisce al prodotto analogo
ottenuto unicamente a partire dagli agrumi, con una quantità minima di frutta in-
feriore rispetto alle confetture, ma comunque mai al di sotto del 20%. Entrambe le
preparazioni possono contenere alcuni ingredienti facoltativi, come miele, pectine
e oli essenziali. In commercio si trovano anche prodotti light, nei quali il contenuto
di zuccheri è sostituito totalmente o parzialmente con edulcoranti, principalmente
sciroppo di sorbitolo, glicosidi steviolici e acesulfame K. Esistono anche preparazio-
ni definite invece “composte”, con un tenore maggiore di frutta e un contenuto più
basso di zucchero aggiunto.

Che cosa contengono
Il tenore di zucchero, che                Composizione nutrizionale di una porzione
è un ingrediente fonda-                 da 20 g di alcuni tipi di confetture e marmellate
mentale per la loro pre-                                Albicocche   Arance        Prugne
parazione, può essere
particolarmente elevato,           Energia (Kcal)          48,8         52,4          27,2
specie nei prodotti con            Acqua (g)                6,9          5,6          12,7
un minore contenuto di             Proteine (g)            0,14         0,02          0,42
frutta, fino a rappresen-          Lipidi (g)              0,04           0           0,12
                                   Carboidrati (g)         12,6         13,9          6,2
tare in alcuni casi più del-
                                   Fibra (g)               0,24         0,14          0,52
la metà del peso totale
del prodotto finito. È in-         Ferro (mg)              0,10         0,12          0,20
vece molto basso il con-           Calcio (mg)             4,0          7,0            7,8
tenuto di proteine e lipidi;       Sodio (mg)              8,0          3,6            2,0
                                   Potassio (mg)           15,4         8,8           68,8
il contributo in termini di
                                   Fosforo (mg)             2,2         2,6            5,6
fibra e di alcune vitamine
(soprattutto acido folico)         Tiamina (mg)              0         tracce        0,002
è piuttosto variabile, ma          Riboflavina (mg)       0,004        tracce        0,004
relativamente modesto              Vitamina C (mg)          1,8          2,0          4,0
                                   Niacina (mg)            0,08        tracce         0,4
se rapportato alla porzio-
                                   Folati totali (µg)      48,8         52,4          27,2
ne standard di prodotto
                                   Vitamina A (µg)          6,9          5,6          12,7
(20 g, e cioè 2 cucchiaini         ß-carotene (µg)         0,14         0,02          0,42
colmi, secondo i LARN,
revisione 2014).                  Fonte: BDA-IEO.

Che cosa bisogna sapere
Confetture e marmellate non possono essere considerate sostituti della frutta,
sia per l’elevato tenore zuccherino, sia perché le tecniche di preparazione ne ri-
ducono il contenuto di composti bioattivi nutrizionalmente favorevoli, come fibra
e polifenoli, presenti invece in abbondanza nella frutta di origine. Considerando
l’apporto elevato di zuccheri semplici è importante non eccedere nelle quantità.
Sono d’altra parte componenti classici della colazione, nel nostro Paese, spesso
accompagnate ad alcune delle classiche fonti di carboidrati; le Linee guida italia-
ne per una sana alimentazione ne indicano infatti due cucchiaini sul pane o sulle
fette biscottate, come parte di una prima colazione equilibrata per i bambini.

14 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
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