SCUOLA DELL'INFANZIA "San GIUSEPPE" di PAESE - Diocesi di Treviso

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SCUOLA DELL'INFANZIA "San GIUSEPPE" di PAESE - Diocesi di Treviso
SCUOLA DELL’INFANZIA “San GIUSEPPE” di PAESE
PREMESSA:
   • Nel corso dell’ultimo incontro del collegio docenti dell’anno scolastico 2011/2012, al
     momento della verifica, abbiamo rilevato che i bambini tendono a conformarsi e a copiare
     le mode l’uno dall’altro. Non sono sempre pronti, come generalmente si pensa, ad
     accettare le diversità. Per diversità non intendiamo solo l’etnia (pur essendo questa una
     componente rilevante nella nostra scuola essendoci presenti una quarantina di stranieri)
     ma anche diversità di carattere, abitudini, aspetto fisico, sesso.. A questo si è ispirata la
     nostra progettazione che intende fare capire ai bambini che Dio ci ama nella nostra unicità,
     che non tutti siamo uguali ma abbiamo un compito specifico che può essere portato a
     termine proprio grazie alle peculiarità di ognuno.
   • Alla realizzazione della pianificazione hanno partecipato le insegnanti, le religiose e il
     parroco don Giuseppe Tosin che ci ha aiutate a trovare i brani religiosi adatti a raggiungere i
     nostri obiettivi dandoci delle preziose chiavi di lettura e suggerendoci delle attività da
     realizzare con i bambini. Le famiglie sono state coinvolte a inizio ottobre in occasione
     dell’assemblea di sezione e durante l’Avvento.
   • Per la stesura della nostra OF abbiamo attinto al progetto educativo cercando di valorizzare
     la “dimensione morale del bambino accompagnandolo a scoprire se stesso, il mondo che lo
     circonda e l’amore per Dio Padre” (Progetto Educativo). Abbiamo, inoltre, considerato le
     Indicazioni per il Curricolo (“Dai 3 ai 6 anni si definisce e si articola l’identità di ciascun
     bambino e di ciascuna bambina come consapevolezza del proprio corpo, della propria
     personalità e del proprio stare con gli altri”)
   • i brani biblici Samuele 3, 1-10 e Luca 5, 1-11 e la “Leggenda dei tre alberi” di Elena
     Pasquali, edizioni Paoline.
   • Il titolo della nostra programmazione è “Siamo tutti alberi diversi”. Abbiamo pensato a
     questo titolo perché nel corso del precedente anno scolastico, affrontando la parabola del
     seminatore, abbiamo osservato come un seme si tramuti in pianta e per questo motivo si è
     pensato di affrontare il tema della diversità utilizzando le varie specie di alberi. La
     programmazione è suddivisa nelle seguenti unità di apprendimento.

Progetto accoglienza: “Sono chiamato…Eccomi!”
In questo periodo i bambini incominciano a scoprire la diversità incontrando e conoscendo altri
bambini con caratteri ed abitudini diverse. Per scoprire l’unicità di ciascuno, il dono che ciascuno è,
bisogna dare la consapevolezza a ciascun bambino di essere stato voluto, chiamato da Dio. Tramite
la lettura del brano di Samuele i bambini comprenderanno che Dio non chiama solo lui, ma chiama
per nome anche ciascun bambino perché ha bisogno di loro. I bambini scopriranno il valore del
proprio nome e il perché si chiamano così con l’aiuto dei genitori.

U.D.A. 1: “Siamo chiamati alla vita” novembre-dicembre

Dopo aver sperimentato che ogni bambino è diverso dall’altro, volgeremo lo sguardo al mondo che
ci circonda osservando, attraverso esperienze pratiche e passeggiate, la diversità degli alberi. Con
l’avvicinarsi del periodo natalizio, prenderemo in considerazione la prima parte della storia dei tre
alberi arrivando a scoprire che cosa accadrà al primo albero: diventerà la culla di Gesù. I bambini
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saranno guidati ad aprire la porta del loro cuore per diventare culla di Gesù, il vero grande tesoro,
che insegnerà loro come vivere e portare a tutti armonia, pace, gioia….

U.D.A. 2: “Ciascuno è chiamato ad essere diverso” gennaio-febbraio
                                                               In questo periodo, dopo esser
                                                               venuti in contatto con abitudini e
                                                               caratteri differenti dai propri, i
                                                               bambini focalizzeranno la loro
                                                               attenzione sulle diversità fisiche
                                                               di     ognuno.      Inoltre,     ci
                                                               soffermeremo       anche      sulle
                                                               caratteristiche        dell’albero
                                                               durante il periodo invernale per
                                                               aiutare i bambini a comprendere
                                                               che anche un singolo individuo
                                                               presenta caratteristiche diverse
nel corso della propria esistenza.

U.D.A. 3: “Ciascuno è chiamato al dono” febbraio-marzo
Riprendendo la storia dei tre alberi ci prepareremo al periodo pasquale arrivando a scoprire cosa
accade ad un altro albero: diventerà la croce di Gesù.

U.D.A 4: “Ciascuno è chiamato a dare frutto” aprile- maggio- giugno
Con l’arrivo della primavera e dell’estate continueremo ad osservare le mutazioni stagionali
dell’albero.

                                     PROGETTO ACCOGLIENZA

OBIETTIVI:
   • Conoscere nuovi amici condividendo l’esperienza del nuovo ambiente;
   • superare il distacco emotivo e fisico dalla famiglia integrando i bambini nel gruppo classe;
   • prendere coscienza di esser stati voluti e di esser un frutto dell’amore genitoriale e divino.

Descrizione del percorso: racconto delle attività più significative.

   • Dal primo giorno di scuola, anche con la presenza dei genitori, i bambini hanno risposto
     all’appello dicendo “eccomi!” inizialmente senza saperne il motivo. Con i genitori il primo
     giorno di scuola i bambini piccoli hanno realizzato una medaglia con il disegno del proprio
     volto con scritto “Eccomi sono…”. Abbiamo favorito la conoscenza reciproca e
     l’integrazione tra i bambini proponendo giochi con i nomi, con i contrassegni e realizzando
     tutti insieme l’albero dell’appello che sarà parte integrante dell’aula per tutto l’anno
     scolastico.
   • A metà ottobre si è tenuta la prima assemblea di sezione nel corso della quale sono stati
     proposti ai genitori alcuni giochi con i nomi già fatti con i loro figli (es: passaggio della palla
     pronunciando il proprio nome….). è stato inoltre chiesto loro di ricordare e riflettere sulle
     motivazioni che li hanno indotti alla scelta del nome del proprio figlio.
   • Drammatizzazione della chiamata di Samuele: per presentare ai bambini il brano sulla
     chiamata di Samuele e per svelare il perché dell’”eccomi” al momento dell’appello le
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insegnanti lo hanno drammatizzato in salone. I giorni seguenti ogni bambino a casa con la
     propria famiglia ha dialogato sull’origine del proprio nome, sul suo significato biblico ed ha
     ricercato la data del proprio onomastico. Queste riflessioni sono state riportate a scuola
     compilando un modulo consegnato dalle insegnanti durante la riunione di sezione e sono
     state oggetto di conversazioni collettive e sono state infine tutte affisse su un cartellone.
   • Per concludere i bambini hanno drammatizzato in ogni sezione la chiamata di Samuele ed
     hanno disegnato l’esperienza. Abbiamo iniziato a festeggiare l’onomastico di ciascun
     bambino.

VERIFICA:
Le attività si sono svolte prevalentemente in sezione sia per gruppi eterogenei che omogenei. La
drammatizzazione e alcuni giochi di gruppo si sono svolti in salone. I bambini sono stati molto
colpiti dalla storia di Samuele. I giorni seguenti la drammatizzazione anche nel gioco libero
inscenavano la chiamata. Qualcuno ha riferito che a casa quando i genitori lo chiamavano
rispondeva “Eccomi!” per essere servizievole come Samuele. Qualche altro ha chiesto se Dio
avrebbe chiamato anche lui. Altri hanno aggiunto “Dio ha chiamato anche me!”. I giorni seguenti la
realizzazione del cartellone sui nomi, i bambini chiedevano in continuazione alle maestre quale
fosse il significato del loro nome e il perché la loro mamma e il loro papà avessero scelto quel
nome per loro.
Punti critici:
    • molte attività di conversazione in classi ancora non ben assestate (pianti dei piccoli, regole
        di convivenza da apprendere…);
    • -poche occasioni di ritrovo in sala gioco con tutte le sezioni.
Punti forti:
    • argomenti reali e coinvolgenti;
    • i bambini erano orgogliosi delle motivazioni che avevano ispirato i genitori nella scelta del
        loro nome;
    • i bambini hanno manifestato di essersi sentiti desiderati dai propri genitori;
    • i genitori si sono incontrati in modo gioioso alla riunione di sezione.

Particolarmente qualificante per noi insegnanti è stato il riscontro positivo da parte delle famiglie
nell’assemblea di sezione per la presentazione della progettazione. Quasi tutti i genitori hanno
aderito all’invito di riflessione sulla scelta del nome per il proprio figlio. In particolare ci ha
emozionato il fatto che una famiglia abbia deciso di battezzare la propria figlia grazie ai ricordi che
si sono risvegliati riflettendo sul nome scelto per la propria bambina.
In seguito alle risposte positive dei bambini, il percorso potrà continuare regolarmente com’era
stato stabilito al momento della progettazione. Dopo che ogni bambino ha potuto riflettere su se
stesso, riteniamo di poter iniziare a far loro volgere lo sguardo verso il mondo esterno e l’altro. Ci
riproponiamo di proseguire cercando di valorizzare ciò che i bambini vivono e provano attraverso
la verbalizzazione, l’ascolto e la rappresentazione grafica.

                          1° UDA: “Siamo chiamati alla vita”:
OBIETTIVI:
   • comprendere che la diversità fa parte della natura attraverso l’osservazione degli alberi;
   • scoprire che il tesoro più grande del Natale è Gesù;
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• portare il bambino alla consapevolezza del vero valore del Natale, valorizzandolo nel suo
      significato religioso e non consumistico.

Descrizione del percorso: racconto delle attività più significative.

   • Osservazione della natura, degli alberi: dato che l’albero ci accompagnerà per tutto l’anno
     scolastico attraverso la “leggenda dei tre alberi”, abbiamo pensato di iniziare il nostro
     percorso con l’osservazione diretta della natura che ben si presta a questo tipo di attività in
     questo momento dell’anno. Con i bambini grandi ci siamo recati al parco dello Storga dove
     abbiamo passeggiato tra gli alberi, osservandoli, annusandoli, toccandoli e raccogliendo
     molte foglie. Ritornati a scuola, le foglie raccolte sono state oggetto di osservazione anche
     con i bambini medi e piccoli.
   • Gioco con le foglie: per diversi giorni le abbiamo usate per giochi, lavoretti, attività di
     classificazione e seriazione e per la realizzazione della corona dell’autunno. Tutte queste
     attività hanno portato il bambino a riflettere sulla varietà presente in natura.
   • Allestimento di un albero di polistirolo in salone che verrà decorato dai bambini
     periodicamente a seconda del periodo (autunno, Natale, inverno, primavera, Pasqua,
     estate). Realizzazione di un albero tridimensionale per l’aula da addobbare a seconda del
     periodo come l’albero del salone.
   • Costruzione di un calendario dell’avvento per ogni
     bambino da mandare a casa. Il calendario consiste in uno
     scrigno con 4 porticine (una per ogni domenica di Avvento)
     da aprire insieme ai propri famigliari. Ogni porticina scopre
     un pezzetto del tesoro che contiene (Gesù!) e una
     preghierina da recitare con la famiglia.

                                                                    • Lettura della prima parte
                                                                       della “Leggenda dei tre
                                                                       alberi” lasciando in sospeso
                                                                       quale fosse il tesoro che il
                                                                       primo       albero    avrebbe
                                                                       contenuto        una      volta
                                                                       trasformato in scrigno.
                                                                    • Conversazione sulla storia
                                                                       raccontata      inducendo      i
       bambini a riflettere su quale potesse essere il tesoro più prezioso da contenere.
   •   Discussione e riflessione sulla diversità tra il Tesoro che è Gesù e i regali commerciali.
   •   Decorazione di un Gesù Bambino in famiglia per addobbare la sezione.
   •   Attività di conversazione su come ognuno di noi possa diventare una mangiatoia per
       accogliere Gesù che nasce.
   •   Imparare una poesia inventata da una nonna
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La notte di Natale pastori e bambini
portano a Gesù i loro agnellini.
Davanti alla culla si sono fermati
e restano lì come incantati.

C'è solo paglia in quella culla,
ma pare che al Bimbo non manchi nulla.
Gesù guarda tutti con tanta bontà
e sorridono lieti mamma e papà.

I pastorelli si parlan tra loro
hanno capito che lì c'è un tesoro:
hanno veduto l'Amore vero
che vale più del mondo intero.

Genitori, nonni, familiari e amici,
vi auguro di essere sempre felici
perchè oggi ricordiamo con cuore sincero
che Dio è buono e ci ama davvero!
Auguri! Buon Natale !

   • Costruzione del Presepe in sezione: abbiamo optato non per il classico Presepe ma per una
     mangiatoia che contiene Gesù alle cui spalle c’è un cielo punteggiato di stelle brillanti
     contenenti le riflessioni dei bambini emerse durante la conversazione (“sono culla di Gesù
     quando….aiuto la mamma a pulire/do i bacini alla mamma….”).
   • Animazione della messa di Natale con le famiglie: con dei canti e, con l’occasione, il
     Parroco ha benedetto la statuina di Gesù di ciascun bambino. In seguito le famiglie si sono
     recate a scuola per uno scambio di auguri con l’insegnante e per la consegna di un piccolo
     dono. Nella medesima mattinata le famiglie hanno anche avuto modo di visitare il presepe
     esterno realizzato da un gruppo di genitori.
   • Coinvolgimento dei genitori in diverse occasioni: realizzazione di Gesù Bambino da portare
     a scuola; allestimento del mercatino di Natale con prodotti manufatti da loro; realizzazione
     presepio esterno; realizzazione decori albero di Natale nell’atrio della scuola; Messa (i
     musicisti che hanno accompagnato i canti dei bambini sono genitori e preghiere dei fedeli).

VERIFICA:
   • Riguardo all’osservazione della natura, i bambini erano molto interessati ad osservare la
     diversità degli alberi e anche nella riproduzione grafica hanno tentato di andar oltre lo
     stereotipo. Guardandoli da vicino sono emerse frasi del tipo “com’è ruvido questo albero!”
     oppure “quanti tipi di foglie!” “questa foglia è della stessa famiglia di quelle che ho a casa
     nel mio giardino!”.
   • Riguardo al Natale i bambini hanno detto: “La mamma dice che il tesoro più grande è il
     cibo, ma io ho capito che il tesoro più grande è Gesù”. In questi giorni per lodare un
     bambino le maestre spesso dicono “bravo, in questo momento stai accogliendo Gesù come
     la mangiatoia” e i bambini stessi hanno iniziato ad usare tra di loro quando si comportano
     bene la stessa espressione.
   • Nella settimana precedente l’inizio dell’Avvento, quando abbiamo preparato lo scrigno da
     portare a casa, le mamme hanno riferito che i bambini erano impazienti di scoprire quale
     fosse il tesoro nascosto in esso,
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Punti critici:
                              • le attività pratiche con le foglie erano molto belle ma difficili da
                                gestire con 25 bambini.
                              • il lavoretto è stato un po’ impegnativo (costruzione di una
                                mangiatoia contenente un Gesù Bambino realizzato con la pasta
                                di sale) perché abbiamo iniziato troppo tardi a realizzarlo.

                              • venendo i genitori a visitare la scuola il giorno della messa, siamo
                                  state molto impegnate nella realizzazioni di addobbi per le
                                  sezioni e questo ci ha distolto in alcuni momenti dal senso
                                  profondo del nostro percorso.
                          punti forti:
                              • grande entusiasmo dei bambini nelle attività pratiche con le
                                  foglie;
                              • i bambini hanno molto apprezzato la leggenda dei tre alberi e
      sono stati affascinati dalla costruzione dello scrigno (calendario dell’Avvento);
    • i bambini hanno partecipato molto volentieri a tutte le attività del periodo natalizio e
      hanno nominato meno la figura di Babbo Natale.
    • Per noi insegnanti è stato molto qualificante riuscire a convogliare l’interesse dei bambini
      sulla culla/figura di Gesù maggiormente rispetto agli anni precedenti. Ci ha sorpreso inoltre
      la partecipazione della comunità parrocchiale al mercatino organizzato dai genitori della
      scuola segno questo dell’importanza della nostra istituzione nella vita parrocchiale.

Dopo che i bambini hanno potuto riflettere sulla diversità presente in natura, nella prossima UDA
possono iniziare a riflettere sulle peculiarità di ognuno di noi.

                 2 U.D.A. “Ciascuno è chiamato ad essere diverso”

Descrizione del percorso: racconto delle attività più significative.

    • Osservare le trasformazioni dell’albero in inverno e cogliere la diversità tra alberi a foglia
      caduca e alberi sempreverdi. Queste attività ci hanno dato lo spunto per osservare la
      diversità di ognuno. Approfittando della presenza dei molti alberi nel nostro giardino li
      abbiamo esaminati con attenzione. I bambini stessi hanno notato che non tutti erano
      spogli, che alcuni alberi proteggevano i semi nelle brattee e altri nelle pigne. I bambini
      hanno raccolto pigne, aghi e brattee e in classe li abbiamo utilizzati per giochi e lavori di
      classificazione. Constatato che non tutti gli alberi affrontano l’inverno nello stesso modo e
      che perciò assumono connotazioni diverse, ci siamo concentrati sulle caratteristiche di
      ciascun bambino.
    • Giochi di raggruppamento, insiemistica e seriazione aventi come denominatore comune
      le caratteristiche fisiche e caratteriali di ognuno (formare l’insieme dei bambini con gli
      occhi azzurri, mettersi in fila dal più alto al più basso, confrontare la lunghezza dei piedi,
      diversità maschio-femmina…etc).
    • A Carnevale abbiamo raccontato ai bambini la storia di Arlecchino: “Il vestito
      dell’amicizia” per rafforzare il tema della diversità. Il giorno della festa in maschera, il
      nostro Cappellano, aiutato da un animatore dell’AC, ha drammatizzato per i bambini questa
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storia al termine della quale è stato presentato un grande cartellone di Arlecchino sul cui
     vestito ogni bambino ha attaccato un pezzetto di carta colorata per decorarlo. In questo
     periodo abbiamo coinvolto il Cappellano e un animatore AC, come appena descritto, ed
     anche alcuni nonni che ci hanno aiutato a raccogliere pigne ed aghi di pino per i giochi
     svolti in sezione. Dato il momento economicamente impegnativo per la nostra scuola,
     alcuni genitori hanno organizzato una vendita di dolci tipici del carnevale da loro preparati.
   • Osservazione del giardino: tutti insieme.
   • Drammatizzazione storia Arlecchino: in salone. Tutte le altre attività, dato il numero
     elevato dei nostri bambini, in sezione.

VERIFICA:
Punti critici:
   • inizialmente sottolineare le differenze fisiche di ogni bambino ha fatto sì che alcuni le
       evidenziassero in maniera negativa e che prendessero coscienza di differenze che
       precedentemente non erano state notate. Alcuni bambini non apprezzavano il fatto che
       non siamo tutti uguali e tendevano ad escludere o deridere chi non aveva le loro stesse
       caratteristiche.
Punti forti:
   • superate le iniziali difficoltà nel gestire i meccanismi di “esclusione” che si erano innescati,
       siamo riuscite a smorzare gli echi negativi e a far accettare le diversità senza che queste
       diventassero motivo di derisione. Es. “Pazienza se Eleonora è la più bassa di tutti…Crescerà
       un po’ dopo di noi!”
   • Abbiamo rafforzato il concetto che la diversità è una ricchezza nella misura in cui ci
       rispettiamo.

Constatato che ogni bambino ha caratteristiche diverse, abbiamo rivolto il nostro sguardo verso il
cammino pasquale cercando di capire come ciascuno possa donarsi seguendo l’esempio di Gesù.

                       U.D.A. 3 “Ciascuno è chiamato al dono”
OBIETTIVI:
   • Vivere la Pasqua come rinascita-passaggio e non come fine della vita di Gesù;
   • Comprendere il grande gesto d’amore compiuto da Gesù per noi;
   • vedere nella croce un simbolo d’amore; riconoscere l’importanza della figura paterna.

Descrizione del percorso: racconto delle attività più significative.

   • Racconto della vita di Gesù: Per aiutare i bambini ad orientarsi temporaneamente nella
       vita di Gesù, in occasione della festa del papà, abbiamo parlato di San Giuseppe e di come
       Gesù vivesse con la sua famiglia. Avvalendoci della Bibbia e del Vangelo per bambini,
       abbiamo raccontato ai bambini l’infanzia di Gesù e abbiamo sottolineato come Gesù sia
       stato un bambino come loro. Questo passaggio ci ha aiutato molto in seguito a far
       comprendere ai bambini come il “donarsi” di Gesù possa esser concretizzato nel quotidiano
       da ognuno di noi. Infatti, non ci siamo concentrate sulla vita pubblica di Gesù ma abbiamo
       sottolineato come tutta la sua vita sia stata un continuo donarsi: da piccolo andava a
       prendere l’acqua alla fontana, aiutava il papà falegname, da adulto si è fatto servo per i
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suoi amici (lettura e drammatizzazione in classe del brano della lavanda dei piedi) fino ad
     arrivare alla crocifissione.
   • Ripresa della storia dei tre alberi: Per affrontare il momento della crocifissione, ci siamo
                                                   avvalse nuovamente della storia dei tre alberi.
                                                   Abbiamo presentato ai bambini il simbolo
                                                   della croce prima con dei giochi motori poi
                                                   sottolineandone la valenza positiva.
                                               • Coinvolgimento dei genitori durante la
                                                   riunione di sezione nella preparazione di una
                                                   grande (120x80) croce gloriosa per sezione.

Poesia inventata da una nonna:

PASQUA
Una mamma e la sua bambina
passeggiano ai piedi di una collina.
"Che strano albero è quello lassù!"

"Mia cara, quella è la croce di Gesù!"
Proprio lì il Signore è morto,
ma ora sappiamo che lui è risorto.
E' vivo ancora in mezzo a noi
e rimane sempre con gli amici suoi!"

Non è proprio vuoto ora quel legno
che di tanto amore resta il segno.
C'è un bel nido lassù preparato
e un passerotto appena nato
cinguetta felice e prova a volare.
E' bello vederlo e sentirlo cantare:
"Buona Pasqua, festa d'amore,
è risorto il nostro Signore
che dona pace e libertà
ad ogni persona che gli crederà!"

Auguri! buona Pasqua!

   • Conversazione: si è cercato di far comprendere ai bambini che Gesù è andato in croce per
       amore paragonandolo a chi nella vita di tutti i giorni si prende cura di noi e si offre per noi.
       Abbiamo cercato di trasmettere, attraverso il gioco del passaggio suggeritoci da
       Maddalena, che l’offrirsi e il donarsi spesso inizialmente comportano fatica e sacrificio che
SCUOLA DELL'INFANZIA "San GIUSEPPE" di PAESE - Diocesi di Treviso
vengono poi trasformati in grande gioia. Anche Gesù nel suo donarsi è passato da una
     situazione di morte e sofferenza (buio) alla risurrezione (luce).
                         • Il lavoretto che ogni bambino ha realizzato per la propria famiglia è
                             stata una piccola croce gloriosa.
                         • Adozione a distanza di alcuni bambini del centro Africa e della
                             Bolivia: per attualizzare e aiutare i bambini ad aprirsi
                             all’atteggiamento del “donare”
                         • Presenza e supporto fornitoci dal nostro parroco. Don Giuseppe ci
                             ha aiutate a comprendere la passione di Gesù e il significato vero e
                             positivo della croce: non simbolo di morte ma mezzo che ci ricorda
                             il grande gesto d’amore di Gesù.
                         • Entusiasta della nostra programmazione, una nonna ha composto
                             per noi la poesia di Pasqua raccontando in versi il percorso svolto
                             dai bambini.
   • Ascolto dei racconti di 2 suore francescane missionarie che operano nelle missioni in cui
     vivono i bambini da noi adottati a distanza.

Alcune frasi dei bambini:
   • “Anche se il risotto non mi piace lo mangio lo stesso come faceva Gesù da bambino”.
   • “Maestra, alla sera io non avrei voglia di preparare la tavola però lo faccio lo stesso per
       aiutare la mamma come faceva Gesù”.
   • “Maestra ieri invece di comperare le figurine ho messo un soldino nel salvadanaio per i
       poveretti perché mi è dispiaciuto vedere nelle foto delle missionarie che non hanno nessun
       gioco”.

VERIFICA:
Punti critici: per noi insegnanti è stata la prima programmazione incentrata sul simbolo della croce
e sulla crocifissione. Eravamo molto preoccupate di turbare i bambini affrontando questo
argomento.
Punti forti:
   • i bambini hanno accolto serenamente la tematica proposta e non hanno neppure
       considerato l’aspetto triste e cupo legato alla morte perché erano molto catalizzati dalla
       rinascita, dalla vita che continua e dalla bellezza della croce gloriosa. Nei disegni liberi
       molto spesso aggiungevano al classico schema casa-mamma-papà la collinetta con la croce
       ricoperta di fiori e gemme.
   • Per noi insegnanti è stata molto arricchente la relazione di don Giuseppe. E’ stato molto
       bello costruire con i genitori la croce gloriosa e constatare che anche loro erano molto
       coinvolti nell’attività. Alcuni di loro ci hanno ringraziate per aver affrontato questo tema
       con i loro figli perché anche per loro risulta un argomento un po’ ostico.

In questa unità abbiamo scoperto che il donarsi spesso comporta fatica e sacrificio. Nella prossima
UDA scopriremo che questa fatica porterà dei frutti meravigliosi.

                   U.D.A. 4 “Ciascuno è chiamato a dare frutto”
OBIETTIVI:
SCUOLA DELL'INFANZIA "San GIUSEPPE" di PAESE - Diocesi di Treviso
• Far comprendere che ogni bambino ha una qualità (frutto) che può mettere a disposizione
     dell’altro.
   • Sviluppare il senso dell’identità personale.
   • Osservare con attenzione i fenomeni naturali accorgendosi dei loro cambiamenti.
   • Riconoscere l’importanza della figura materna.

Descrizione del percorso: racconto delle attività più significative.

   • La parabola del fico sterile (Lc 13, 6-9). Abbiamo letto in sezione la parabola dividendola in
       due parti, dal versetto 6 al 7 e dal versetto 8 al 9. Quando abbiamo trattato la prima parte
       abbiamo paragonato l’albero di fico a noi stessi: l’albero che sfrutta il terreno ma non dà
       frutto è come noi quando “usiamo” le persone che ci circondano per i nostri interessi
       egoistici senza però metterci mai al servizio degli altri.
   •   Ogni bambino ha colorato un albero di fico e sulle radici che
       succhiano il nutrimento dal terreno ha scritto alcune azioni no.
   •   Riflessione sulla pazienza del vignaiolo. Proprio alcuni di loro
       hanno dedotto che il vignaiolo è Gesù che con la sua pazienza e il
       suo amore concima il fico e gli dà la possibilità di fruttificare.
   •   I bambini hanno applicato del concime disegnato sopra le radici e
       hanno attaccato ai rami alcuni fichi su cui erano scritte le buone
       azioni.
   •   Osservazione dei cambiamenti stagionali degli alberi. La
       primavera ci ha offerto lo spunto per parlare della trasformazione
       del bruco in farfalla e del fiore in frutto.
   •   Nel mese di maggio ci siamo concentrati sulla figura materna e su
       quella di Maria, mamma di Gesù e di tutti noi.
   •   Da metà maggio i bambini sono stati coinvolti nella preparazione della festa della famiglia.
   •   Raccolta differenziata: in forma di laboratorio e con il supporto delle operatrici della
       Contarina, i bambini medi e grandi hanno avuto la possibilità di apprendere l’importanza
       della raccolta differenziata e di quanto essa sia fondamentale per il rispetto del prossimo e
       del mondo in cui viviamo. Il progetto si è concluso con la visita al centro di compostaggio di
       Trevignano.
   •   Uscita al parco naturale del Vincheto (Feltre) guidati dalla guardia forestale alla scoperta
       dei diversi tipi di albero.

Purtroppo il nostro parroco Don Giuseppe non ha potuto supportarci in questo periodo per
problemi di salute. Abbiamo perciò utilizzato il commento alla parabola del fico che abbiamo
trovato nel sito formazioneirc.org.
    • Durante la riunione di sezione, i genitori di ogni classe hanno realizzato un cartellone
       raffigurante un albero. Per realizzare le foglie abbiamo diviso i genitori in due gruppi: un
       gruppo aveva della tempera blu nel palmo della mano, l’altro aveva della tempera gialla. Li
       abbiamo invitati a formare il verde mescolando i due colori. Ogni genitore ha poi stampato
       la propria impronta per realizzare la chioma dell’albero. In seguito abbiamo mandato a casa
       un frutto su cui scrivere una buona azione compiuta in famiglia. Ogni maestra ha attaccato
sull’albero della propria sezione i frutti riportati dai propri alunni. Ad ogni sezione è stato
     assegnato un frutto diverso.
   • Alla festa di fine anno i genitori hanno potuto ammirare 9 alberi carichi di frutti diversi
     che richiamavano il titolo della nostra programmazione “Siamo tutti alberi diversi”.

VERIFICA:
Punti critici:
   • Per i bambini piccoli non è stato semplicissimo comprendere i parallelismi fico-uomo,
       vignaiolo-Gesù e il concetto di Gesù che concima. Le riflessioni e le conversazioni hanno
       coinvolto maggiormente i bambini grandi.
Punti forti:
   • i bambini grandi ci hanno sorpreso con le loro profonde risposte.
   • Per noi insegnanti è stato bello scoprire, tramite le buone azioni scritte sui frutti dai
       genitori, che molte famiglie sono attivamente coinvolte nell’aiutare chi ha bisogno
       (donazioni, adozioni a distanza, cura dei parenti anziani…).

Riflessione finale

   • Il nostro obiettivo generale era di far accettare le diversità che ogni bambino presenta e di
     valorizzarle. Al termine del nostro percorso abbiamo notato che i bambini non si deridono
     per le loro diversità e che a volte sono più tolleranti e rispettosi nei confronti dei compagni.
     Per esempio ci è capitato di sentire i bambini che dicevano: “Non portare via il cappellino a
     Carla… Sai che lei piange spesso, se le fai i dispetti piangerà molto!” oppure “Uffa maestra
     Giorgio non è capace di fare niente!”e un altro bambino interviene “Ma dai, porta un po’ di
     pazienza, Giorgio è un piccolo imparerà un po’ alla volta…Non siamo mica tutti bravi
     uguali!”. Se un bambino inizia a deridere un compagno per una caratteristica fisica o
caratteriale molti prendono le difese del deriso e smorzano gli atteggiamenti negativi. Ci
     siamo rese però conto che la valorizzazione della diversità è un obiettivo troppo alto per
     questa fascia d’età. Difficilmente un bambino piccolo può godere dei talenti che un amico
     ha (anche per noi adulti non sempre è facile).
• Nel corso dell’anno scolastico, seguendo i consigli di Maddalena, abbiamo apportato una
     modifica alla nostra offerta formativa. Avevamo progettato di concludere il nostro percorso
     con la parabola della pesca miracolosa perché i bambini avrebbero scoperto che le
     differenze (i pesci) possono convivere senza rotture (la rete non si strappa pur contenendoli
     tutti) e che la diversità è una ricchezza nella misura in cui ci rispettiamo. Avendoci però la
     figura dell’albero accompagnate per tutto l’anno, abbiamo deciso di optare per la parabola
     del fico sterile.
• Nella relazione tra i bambini abbiamo notato, come già precedentemente spiegato, una
     maggiore tolleranza. Per molti motivi anche i rapporti tra noi colleghe quest’anno sono stati
     più distesi. Inoltre, da due anni le riunioni di sezione coinvolgono attivamente i genitori
     nella preparazione di un elaborato da utilizzarsi per la programmazione. Noi insegnanti
     abbiamo notato che questo ci permette di creare relazioni più proficue con loro e che la
     partecipazione a questi incontri è molto buona.
• i laboratori che abbiamo pianificato per quest’anno scolastico (creativo del colore,
     manipolativo, educazione stradale, educazione musicale, inglese, attività motoria) sono
     stati apprezzati dai bambini ma non erano attinenti alla programmazione di sezione.
• la programmazione si è sviluppata coerentemente. E’ stato tutto molto naturale, non ci siamo
     dovute sforzare per trovare collegamenti macchinosi tra le varie u.d.a.
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