RASSEGNA STAMPA 15 gennaio 2021 - Comune di Tarquinia
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DATA: 15-01-2021 PAG.: 7 Al direttivo la Lega si è astenuta sul bilancio Giulivi: «L’Anci sia la casa dei Comuni e non la sede delle segreterie politiche» TARQUINIA - Si è svolto mercole- dì pomeriggio il consiglio diretti- vo dell’Anci Lazio, tra i tanti punti all’ordine del giorno l’approvazio- ne della proposta del bilancio pre- visionale 2021. I rappresentanti della Lega, d’accordo con i vertici regionali del partito, non hanno approvato il punto all’ordine del giorno ma si sono astenuti motivando tale decisione dal man- cato coinvolgimento, da parte del presidente e della maggio- ranza, nella scelta di tutte le procedure che si sono concluse nel 2020 dove di fatto non c’è stato mai un dialogo costrutti- vo. “Ci siamo astenuti e non abbiamo votato No per senso di responsabilità - afferma il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi vicepresidente del direttivo regionale dell’Anci Lazio - con la speranza che questo nuovo anno veda il coinvolgi- mento di tutte le forze politiche che compongo l’Anci lavora- re insieme. L’Anci rappresenta la “casa” dei Comuni e non la sede delle segreterie politiche”. Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio stampa ad esclusivo uso privato Foglio: 1
DATA: 14-01-2021 https://www.bignotizie.it/mov-civico-alluniversita-agraria-un-fatto-increscioso-lallontanamento-dagli-uffici-di-via-garibaldi-della- responsabile-del-settore-economico-e-il-suo-trasferimento-al-centro-aziendale-della-ro/ Mov. Civico: “All’Università Agraria un fatto increscioso l’allontanamento dagli uffici di via Garibaldi della Responsabile del Settore Economico e il suo trasferimento al centro aziendale della Roccaccia” "Sembrebbe che una delle motivazioni scaturisca dal fatto che la dipendente abbia fatto prevalere sentimenti di odio politico verso l'amministrazione e quindi... o la pensi come noi o vai al confino senza più incarichi!" Gennaio 14, 2021 153 “Abbiamo saputo di un increscioso fatto avvenuto nei giorni scorsi all’Università Agraria di Tarquinia. Si riferisce all’allontanamento (confino????) dagli uffici ubicati in Via Giuseppe Garibaldi della Responsabile del Settore Economico dell’Ente agrario, per l’esattezza del suo trasferimento al centro aziendale della Roccaccia dal 2 gennaio di quest’anno. Conosciamo benissimo le idee politiche dell’attuale maggioranza ma non pensavamo proprio che oggi, nel 2021, la stessa fosse capace di adottare metodi e comportamenti connessi ad un’epoca oramai largamente combattuta e sconfitta dalla DEMOCRAZIA e comunque perpretati, come all’epoca, a carico di chi non la pensava come loro. Oltre al confino alla Roccaccia, alla dipendente in oggetto hanno tolto ogni competenza in merito alla sua qualifica D3 “Servizio e gestione personale – Area finanziaria”, assegnato incarichi a professionisti esterni per coprire tale ruolo, nonchè richiesto (guarda caso al Comune di Montalto così come avviene per il Comune di Tarquinia) un impiegato per due giorni a settimana. Ora ci domandiano… ma l’Università Agraria di Tarquinia non era in grave crisi economica dovuta alla scellerata e cattiva gestione fatta dai due ex presidenti Antonelli e Blasi? Questa brutta storia ci è stata segnalata dalla stessa dipendente nonchè da un consigliere dello stesso Ente. Sembrebbe che una delle motivazioni (ed è qui che nasce il nostro dubbio) scaturisca dal fatto che la dipendente abbia fatto prevalere sentimenti di odio politico verso l’amministrazione e quindi… o la pensi come noi o vai al confino senza più incarichi! Va ben oltre anche la motivazione sul fatto che… sono stati dati incarichi esterni per ragioni di tutela della sua salute. Ma non finisce qui, la dipendente oggi sta lavorando ?????? su una postazione portatile messale a disposizione dall’Ente. Ma le norme sulla sicurezza dei lavoratori ch fine hanno fatto? Terminando vogliamo mandare un messaggio ai nostri concittadini e in particolare alla dipendente in oggetto… la repressione del dissenso fatta dal fascismo durante il ventennio non potrà mai più essere attuata affinchè ci saranno delle formazioni “politiche e non politiche” pronte a difenderne la legittimità e che, con il sangue versato dai nostri partigiani, ci hanno consegnato dall’ormai quasi dimenticato 25 APRILE 1945.” A dichiararlo il Movimento Civico per Tarquinia Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio web ad esclusivo uso privato 1
DATA: 14-01-2021 https://www.cittapaese.it/tarquinia-mcpt-maggioranza-universita-agraria-si-rifa-ad-unepoca-oramai-largamente-combattuta-e- sconfitta-dalla-democrazia/ Politica 14 Gennaio 2021 cittapaese 0 Tarquinia, MCPT:” Maggioranza Università Agraria si rifà ad un’epoca oramai largamente combattuta e sconfitta dalla democrazia” Abbiamo saputo di un increscioso fatto avvenuto nei giorni scorsi all’Università Agraria di Tarquinia. Si riferisce all’allontanamento (confino????) dagli uffici ubicati in Via Giuseppe Garibaldi della Responsabile del Settore Economico dell’Ente agrario, per l’esattezza del suo trasferimento al centro aziendale della Roccaccia dal 2 gennaio di quest’anno. Conosciamo benissimo le idee politiche dell’attuale maggioranza ma non pensavamo proprio che oggi, nel 2021, la stessa fosse capace di adottare metodi e comportamenti connessi ad un’epoca oramai largamente combattuta e sconfitta dalla DEMOCRAZIA e comunque perpetrati, come all’epoca, a carico di chi non la pensava come loro. Oltre al confino alla Roccaccia, alla dipendente in oggetto hanno tolto ogni competenza in merito alla sua qualifica D3 “Servizio e gestione personale – Area finanziaria”, assegnato incarichi a professionisti esterni per coprire tale ruolo, nonchè richiesto (guarda caso al Comune di Montalto così come avviene per il Comune di Tarquinia) un impiegato per due giorni a settimana. Ora ci domandiano… ma l’Università Agraria di Tarquinia non era in grave crisi economica dovuta alla scellerata e cattiva gestione fatta dai due ex presidenti Antonelli e Blasi? Questa brutta storia ci è stata segnalata dalla stessa dipendente nonchè da un consigliere dello stesso Ente. Sembrebbe che una delle motivazioni (ed è qui che nasce il nostro dubbio) scaturisca dal fatto che la dipendente abbia fatto prevalere sentimenti di odio politico verso l’amministrazione e quindi… o la pensi come noi o vai al confino senza più incarichi! Va ben oltre anche la motivazione sul fatto che… sono stati dati incarichi esterni per ragioni di tutela della sua salute. Ma non finisce qui, la dipendente oggi sta lavorando ?????? su una postazione portatile messale a disposizione dall’Ente. Ma le norme sulla sicurezza dei lavoratori ch fine hanno fatto? Terminando vogliamo mandare un messaggio ai nostri concittadini e in particolare alla dipendente in oggetto… la repressione del dissenso fatta dal fascismo durante il ventennio non potrà mai più essere attuata affinchè ci saranno delle formazioni “politiche e non politiche” pronte a difenderne la legittimità e che, con il sangue versato dai nostri partigiani, ci hanno consegnato dall’ormai quasi dimenticato 25 APRILE 1945. Movimento Civico per Tarquinia Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio web ad esclusivo uso privato 1
DATA: 14-01-2021 https://www.civonline.it/2021/01/14/giulivi-lanci-sia-la-casa-dei-comuni-e-non-la-sede-delle-segreterie-politiche/ Pubblicato il 14 Gennaio 2021 ALLE 22:41 Al direttivo la Lega si è astenuta sul bilancio Giulivi: «L’Anci sia la casa dei Comuni e non la sede delle segreterie politiche» TARQUINIA – Si è svolto mercoledì pomeriggio il consiglio direttivo dell’Anci Lazio, tra i tanti punti all’ordine del giorno l’approvazione della proposta del bilancio previsionale 2021. I rappresentanti della Lega, d’accordo con i vertici regionali del partito, non hanno approvato il punto all’ordine del giorno ma si sono astenuti motivando tale decisione dal mancato coinvolgimento, da parte del presidente e della maggioranza, nella scelta di tutte le procedure che si sono concluse nel 2020 dove di fatto non c’è stato mai un dialogo costruttivo. “Ci siamo astenuti e non abbiamo votato No per senso di responsabilità – afferma il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi vicepresidente del direttivo regionale dell’Anci Lazio – con la speranza che questo nuovo anno veda il coinvolgimento di tutte le forze politiche che compongo l’Anci lavorare insieme. L’Anci rappresenta la “casa” dei Comuni e non la sede delle segreterie politiche”. Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio web ad esclusivo uso privato 1
DATA: 14-01-2021 https://etrurianews.it/2021/01/14/68039/ Anci Lazio, Lega si astiene sul bilancio previsionale 2021. Giulivi: “Mai coinvolti nelle scelte” By Benedetta Ferrari Posted on 14 Gennaio 2021 ROMA – Si è svolto ieri pomeriggio il consiglio direttivo dell’Anci Lazio, tra i tanti punti all’ordine del giorno l’approvazione della proposta del bilancio previsionale 2021. I rappresentanti della Lega, d’accordo con i vertici regionali del partito, non hanno approvato il punto all’ordine del giorno ma si sono astenuti motivando tale decisione dal mancato coinvolgimento, da parte del presidente e della maggioranza, nella scelta di tutte le procedure che si sono concluse nel 2020 dove di fatto non c’è stato mai un dialogo costruttivo. “Ci siamo astenuti e non abbiamo votato No per senso di responsabilità con la speranza che questo nuovo anno veda il coinvolgimento di tutte le forze politiche che compongo l’ANCI lavorare insieme. L’Anci rappresenta la “casa” dei Comuni e non la sede delle segreterie politiche”. Così in una nota il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi vice Presidente del direttivo regionale dell’Anci Lazio. Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio web ad esclusivo uso privato 1
DATA: 14-01-2021 http://www.laprovinciadicivitavecchia.it/laprovinciadicivitavecchia/2021/01/14/giulivi-lanci-sia-la-casa-dei-comuni-e-non-la-sede- delle-segreterie-politiche/ Pubblicato il 14 Gennaio 2021 ALLE 22:41 Al direttivo la Lega si è astenuta sul bilancio Giulivi: «L’Anci sia la casa dei Comuni e non la sede delle segreterie politiche» TARQUINIA – Si è svolto mercoledì pomeriggio il consiglio direttivo dell’Anci Lazio, tra i tanti punti all’ordine del giorno l’approvazione della proposta del bilancio previsionale 2021. I rappresentanti della Lega, d’accordo con i vertici regionali del partito, non hanno approvato il punto all’ordine del giorno ma si sono astenuti motivando tale decisione dal mancato coinvolgimento, da parte del presidente e della maggioranza, nella scelta di tutte le procedure che si sono concluse nel 2020 dove di fatto non c’è stato mai un dialogo costruttivo. “Ci siamo astenuti e non abbiamo votato No per senso di responsabilità – afferma il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi vicepresidente del direttivo regionale dell’Anci Lazio – con la speranza che questo nuovo anno veda il coinvolgimento di tutte le forze politiche che compongo l’Anci lavorare insieme. L’Anci rappresenta la “casa” dei Comuni e non la sede delle segreterie politiche”. Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio web ad esclusivo uso privato 1
DATA: 14-01-2021 https://www.lextra.news/direttivo-anci-lazio-la-lega-si-astiene-sul-bilancio-giulivi-anci-sia-casa-dei-comuni-e-non-sede-delle- segreterie-politiche/ Direttivo Anci Lazio, la Lega si astiene sul bilancio. Giulivi: “Anci sia casa dei comuni e non sede delle segreterie politiche” Pubblicato il 14 Gennaio 2021, 12:10 Riceviamo e pubblichiamo Si è svolto ieri pomeriggio il consiglio direttivo dell’Anci Lazio, tra i tanti punti all’ordine del giorno l’approvazione della proposta del bilancio previsionale 2021. I rappresentanti della Lega, d’accordo con i vertici regionali del partito, non hanno approvato il punto all’ordine del giorno ma si sono astenuti motivando tale decisione dal mancato coinvolgimento, da parte del presidente e della maggioranza, nella scelta di tutte le procedure che si sono concluse nel 2020 dove di fatto non c’è stato mai un dialogo costruttivo. “Ci siamo astenuti e non abbiamo votato No per senso di responsabilità con la speranza che questo nuovo anno veda il coinvolgimento di tutte le forze politiche che compongo l’ANCI lavorare insieme. L’Anci rappresenta la “casa” dei Comuni e non la sede delle segreterie politiche”. Consì in una nota il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi vice Presidente del direttivo regionale dell’Anci Lazio. Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio web ad esclusivo uso privato 1
DATA: 14-01-2021 http://www.mediapresswebtv.it/tarquinia-manca-la-parita-di-genere-in-giunta-la-nomina-del-nuovo-assessore-dovra-avvenire- entro-pochi-giorni/ Tarquinia: manca la parità di genere in giunta. La nomina del nuovo assessore dovrà avvenire entro pochi giorni 14 Gennaio 2021 Politica Leave a comment TARQUINIA- È attesa a brevissimo la nomina del nuovo assessore che andrà a prendere in giunta il posto di Ada Iacobini, prematuramente scomparsa ai primi di dicembre. Il Sindaco entro pochi giorni dovrà deciderà chi sarà a subentrare in giunta. Una scelta che dovrà avvenire in poco tempo per due motivi principali: • il primo legato alle quote rosa in giunta; • il secondo legato allo Statuto. L’art.1 della legge n.56/14 dispone che “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”. Attualmente la giunta comunale è composta da tre uomini, il Sindaco Giulivi, il Vice Sindaco Luigi Serafini e l’assessore Roberto Benedetti, ed una donna, l’Assessore Martina Tosoni. La percentuale femminile dunque è al 25%, un indice che non rispetta i parametri di legge. Il primo cittadino dunque ha due strade: • o revocare l’incarico ad uno dei duo uomini presenti in giunta; • o nominare un nuovo assessore di genere femminile che andrebbe a riportare la percentuale al 40%. Molto difficile, se non impossibile, la prima opzione che a quel punto prevedrebbe il ritiro delle deleghe all’assessore Benedetti, molto più probabile la seconda. Ma il Sindaco può rimanere nella situazione attuale in giunta? La legge non lo esclude, anche se lo statuto parla di un minimo di cinque assessori, ma dovrebbe riuscire a dimostrare in maniera oggettiva di non aver trovato una donna in grado di ricoprire l’incarico. Tradotto, almeno tutte le donne presenti in consiglio dovrebbero rinunciare formalmente all’incarico. In queste settimane è partito il toto-nomina. Due le ipotesi più accreditate: la prima porterebbe l’attuale Presidente del Consiglio Federica Guiducci ad essere nominata assessore, con il suo posto a quel punto che sarebbe occupato da Stefano Zacchini o Mauro Bonifazi; la seconda che porterebbe alla nomina ad assessore di una tra il consigliere Betsi Zacchei, la più votata alle elezioni o del consigliere Stefania Ziccardi, colei con più esperienza amministrativa. Circolano anche nomi di possibili assessori esterni, tra cui Monia Meraviglia, Elisabetta Ciolli e Marzia Marzoli. Voci parlano anche di Alberta Iacobini, sorella della compianta Ada Iacobini, ma al momento sono solo rumor. Sul numero minimo di assessori invece potrebbero generarsi dubbi interpretativi. L’articolo 31 comma 2 dello Statuto Comunale dispone: “Il Sindaco è tenuto a sostituire entro trenta giorni gli Assessori revocati o dimissionari, qualora a seguito della revoca o dimissioni il numero degli Assessori sia inferiore a cinque”. Si parla di dimissioni o revoca ma non di decesso, però si fa riferimento al numero minimo di cinque. Fabrizio Ercolani Fabrizio Ercolani, in Mediapress sin dal 2017, è il caporedattore generale ed il deus ex machina della redazione sportiva Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio web ad esclusivo uso privato 1
DATA: 14-01-2021 https://www.tusciatimes.eu/talete-altra-fumata-nera-i-sindaci-prendono-ancora-tempo-e-ce-chi-punta-il-dito-contro-la-regione/ Talete, altra fumata nera: i sindaci prendono ancora tempo e c’è chi punta il dito contro la Regione 14 Gennaio 2021 Redazione I più letti, Politica, Vetrina di DIEGO GALLI – VITERBO – Anno nuovo, problemi vecchi. L’assemblea dei sindaci soci di Talete è stata ancora una volta rimandata, posticipando, così, la decisione sul temuto aumento delle bollette idriche. I primi cittadini, riunitisi dal vivo e virtualmente presso Palazzo Gentili, hanno optato per un ulteriore rinvio “a data da destinarsi”. La motivazione, promossa dal presidente Pietro Nocchi (PD) e avallata da tutti i presenti, è legata alle dimissioni del consiglio d’amministrazione Talete, decaduto dopo l’addio di due dei tre membri (Stella e Fraticelli). Come ha precisato Nocchi, sono 45 i giorni massimi che la legge concederà ai primi cittadini. Entro questa data un gruppo “ristretto” di sindaci (quelli legati alla società idrica, come Viterbo) dovrà riunirsi e lavorare sulle possibili soluzioni, tra queste la scelta di una nuova governance. “Senza di essa non è possibile prendere alcuna decisione”, ha confermato il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi (Lega), confermando che i lati più opposti della politica concordino sul rinvio. Tra i meno convinti dell’ennesima procrastinazione (ma comunque favorevole), è invece il sindaco di Viterbo Giovanni Arena (FI), preoccupato del fatto che l’ulteriore differimento possa “creare un vuoto” e aumentare il malcontento dei cittadini. Altri dei presenti, come il sindaco di San Lorenzo Nuovo Massimo Bambini, si sono chiesti come mai, dopo anni, sia ancora preclusa per loro la possibilità di entrare in società. Non sono pochi, infatti, i comuni che desidererebbero entrare in Talete, ma i problemi burocratici sembrano insormontabili, ma il loro ingresso potrebbe contribuire a una migliore ripartizione delle bollette idriche tra i cittadini della Tuscia. È stato sempre Bambini a puntare il dito contro “i solti assenti”, sindaci che a suo dire “preferiscono inviare comunicati e scaricare le responsabilità su altri”. In contemporanea, ma dalla strada antistante le porte degli uffici della Provincia, il comitato “Non ce la beviamo” è tornato a puntare il dito contro la Regione Lazio, grande assente nell’annoso problema. La rappresentante Paola Celletti, accompagnata da vari manifestanti stufi del caro bollette, è tornata a chiedere a gran voce l’applicazione della Legge regionale n°5, che potrebbe (forse) risolvere alcuni dei problemi. “La legge è già stata approvata, perché il governatore Nicola Zingaretti continua a non volerla applicare?”, si è chiesta la Celletti. Il gruppo di manifestanti non ha mancato di ricordare come, oltre a quelli economici, vi siano anche altri problemi nell’attuale gestione di Talete. Tra tutti quello dell’arsenico. “Abbiamo ancora comuni, come quello di Fabrica di Roma, dove l’acqua non potrebbe essere utilizzata neanche per lavarsi le mani, ma la Regione sembra non interessarsi ai problemi del nostro territorio e l’Europa continua a bacchettarci. Dobbiamo far tornare al più presto a norma le acque dei nostri comuni”. “Davanti a noi abbiamo più strade – ha affermato Paola Celletti – tra queste vi sono quella di aprire ai privati, quella di continuare come è stato fatto fino a oggi, ovvero gravando sulle spalle dei cittadini, e quella di applicare la legge 5 e provare, finalmente, a cambiare la situazione. Quello di Talete è un problema a 360°, dove tutti i partiti sono responsabili, da quelli di centrosinistra fino a quelli di centrodestra”. Nelle sue affermazioni, la Celletti non ha mancato di ricordare le responsabilità anche di Fratelli d’Italia: “Lo stesso consigliere Gianluca Grancini a dicembre del 2019 ha votato il piano che prevedeva un aumento delle tariffe. Tutti sono responsabili e non si può, oggi, far finta di volerne uscire come se il problema non li riguardasse”. Contrario all’ingresso di privati nella gestione dell’acqua è anche Giuseppe Girardi del comitato “Acqua pubblica lago di Bracciano”, presente stamattina in supporto dei “colleghi” viterbesi. Riportando l’esempio di Acea, che gestisce le acque nella provincia romana, Girardi ha mostrato grande perplessità nel subentro di privati. “Il problema è che le società private devono rapportarsi con i propri azionisti. Sono loro a percepire gli utili, in base al numero delle proprie azioni, utili che potrebbero invece essere reinvestiti nel territorio per potenziare i servizi offerti ai cittadini”. Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio web ad esclusivo uso privato 1
DATA: 14-01-2021 https://www.tusciatimes.eu/talete-altra-fumata-nera-i-sindaci-prendono-ancora-tempo-e-ce-chi-punta-il-dito-contro-la-regione/ Al netto delle molte considerazioni, e con 45 giorni di tempo limite per decidere sulla nuova governance, i sindaci dovranno riunirsi nuovamente, sperando che per tale occasione, la “fumata” diventi finalmente bianca. Infostampa S.r.l.s. - Ritaglio web ad esclusivo uso privato 2
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