Oltre la Relatività (Beyond Relativity) - Prof. Enzo Bonacci XVIII Settimana della Cultura Scientifica

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Oltre la Relatività (Beyond Relativity) - Prof. Enzo Bonacci XVIII Settimana della Cultura Scientifica
Oltre la Relatività
   (Beyond Relativity)
XVIII Settimana della Cultura Scientifica
           Lectio Magistralis
        Prof. Enzo Bonacci
              Aula Magna
    Liceo “L. Da Vinci” di Terracina
         lunedì 3 marzo 2008

Ringraziamento: al Professor Mario De Paz
Oltre la Relatività (Beyond Relativity) - Prof. Enzo Bonacci XVIII Settimana della Cultura Scientifica
Gli assiomi della Fisica

                 I principi di relatività                                        E. Nöther (1905)
•   Posti a fondamento della ricerca scientifica, i principi di relatività
    stabiliscono che ogni legge naturale sia immutabile nel tempo e sia
    indipendente dalla persona che la misura.
•   L’invarianza rispetto al tempo, equivalente al principio di conservazione
    dell’energia, è stata espressa tramite il Teorema di Nöther:
•   “Ad ogni simmetria differenziabile generata da azioni locali
    corrisponde una corrente conservata”, traducibile anche con:
•   “Le leggi che governano le forze sono le stesse in ogni tempo”.
•   Dimostrato dalla matematica Emmy Nöther nel 1905, fu considerato da
    Einstein un monumento del pensiero umano. Il teorema di Nöther vale
    solo per leggi di conservazione locali (principio di località),
    altrimenti non vi sarebbe una corrente associata. Ad oggi, tutte le leggi
    di conservazione conosciute sono locali.
•   L’invarianza rispetto allo spazio, equivalente al principio di
    conservazione della quantità di moto, afferma invece che:
•   “Le leggi che governano le forze sono le stesse in ogni luogo”.
•   I principi di relatività non sono semplici indicazioni sulla formulazione
    di leggi fisiche, bensì efficaci descrizioni delle simmetrie della Natura.
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Storia a tappe di due fisiche alternative

      Relatività di Einstein                        Meccanica Quantistica
•   Il tempo relativo nella Bibbia (700 a.C.)   •   La traiettoria non è descrivibile (450 a.C.)
•   Il determinismo scientifico (600 a.C.)      •   L’uomo è misura di tutte le cose (445 a.C.)
•   L’aristotelismo (350 a.C.)                  •   Il quanto della materia: l’atomo (440 a.C.)
•   La geometria euclidea (300 a.C.)            •   Il platonismo (387 a.C.)
•   Dante anticipa Galileo? (1307)              •   La causalità non è certa (1750)
•   Leonardo “compone” le velocità (1500)       •   L’irriducibile elettromagnetismo (1865)
•   La relatività galileiana (1632)             •   Il quanto dell’energia: il fotone (1900)
•   Newton formalizza la relatività (1687)      •   Le orbite elettroniche quantizzate (1913)
•   La geometria di Riemann (1854)              •   La materia come onda (1924)
•   La relatività del moto (1883)               •   L’elettrone è probabile (1926)
•   La velocità della luce è costante (1887)    •   Il fattore quantico (1927)
•   Le trasformazioni di Lorentz (1904)         •   Il principio di complementarietà (1927)
•   La Relatività Ristretta (1905)              •   La particella fantasma: il neutrino (1930)
•   La Relatività Generale (1916)               •   La causalità non esiste (1930)
•   La Relatività Generale confermata (1919)    •   Il ruolo chiave dell’osservatore (1945)
•   La Relatività Ristretta confermata (1932)   •   La non-località quantistica (1963)
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Il tempo relativo nella Bibbia

             Il miracolo della meridiana                                   Isaia (700 a.C.)
•   Nel Libro dei Re (XX, 9-11) Isaia vuole convincere uno scettico
    Ezechia d’essere un profeta e gli propone due possibili miracoli:
    l’accelerazione del tempo o la sua retrocessione.
•   Ezechia ritiene determinante la prova dell’ombra che si ritira,
    indicativa del tempo che scorre a ritroso, piuttosto che quella
    dell’ombra che si allunghi con grande rapidità, segno di un tempo
    accelerato. Le sue parole sono: «È facile che l’ombra si allunghi di
    dieci gradi, non però che torni indietro di dieci gradi».
•   Invocato il Signore, il profeta Isaia riconduce l’ombra lungo le
    linee per le quali era già discesa sulla meridiana di Acaz, dieci
    gradi indietro.
•   Il tornare indietro nel tempo è considerato a tutt’oggi impossibile
    e non desta sorpresa che fosse la prova d’un intervento divino.
•   Per noi è impressionante l’altro aspetto della vicenda, ovvero
    come Ezechia scarti l’ipotesi di un’accelerazione temporale
    definendola facile. Questa convinzione anticipa di circa 2600 anni
    il concetto di tempo relativo di Einstein.
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Il determinismo scientifico

    Dalla scuola Ionica a Severino Boezio                           Talete di Mileto (600 a.C.)
•    Talete inizia l’indagine scientifica, cioè la ricerca di una
     spiegazione razionale delle cause dei fenomeni naturali.
•    Lo svolgersi dei fenomeni naturali avviene seguendo
     degli schemi fissi e non per capriccio degli dei.
•    Ad ogni fenomeno si può far corrispondere una causa in
     modo che l’uomo è in grado di comprendere
     razionalmente il mondo.
•    Nel 600 d.C. , Severino Boezio s’interroga su chi
     garantisca il determinismo scientifico, arrivando alla
     conclusione che v’è un Dio fuori dello Spazio e del
     Tempo che non appartenga alla successione degli eventi,
     ma si ponga al di sopra della serie causo-effettuale
     sostenendola ad ogni collegamento tra gli eventi.
•    Per Boezio, Dio non sarebbe la causa dell’universo bensì
     la sua spiegazione, mentre noi interpretiamo la
     regolarità come causa ed effetto in quanto osservatori
     limitati dalla prospettiva spazio-temporale.
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La traiettoria non è descrivibile

Zenone (450 a.C.)                     La scuola eleatica
                    •   Zenone e gli eleatici propongono quattro paradossi
                        sul movimento.
                    •   Due (tra i quali “Achille e la Tartaruga”) contro la
                        concezione continua, cioè spazio e tempo divisibili
                        indefinitamente.
                    •   Due (tra i quali “La freccia”) contro la concezione
                        discreta, cioè spazio e tempo costituiti da quanti
                        indivisibili.
                    •   L’impossibilità di un modello deterministico per la
                        traiettoria anticipa l’approccio probabilistico della
                        Meccanica Quantistica del XX secolo.
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L’uomo è misura di tutte le cose

Protagora (445 a.C.)                Il relativismo assoluto
                       •   Protagora sostiene che le cose non avrebbero valore se
                           non glielo attribuisse l’uomo e che non esiste un’unica
                           verità assoluta, ma tante quante sono gli uomini.
                       •   Questa concezione antropocentrica prende il nome di
                           relativismo ed è l’antesignano del Principio Antropico
                           della Meccanica Quantistica del XX secolo, in base al
                           quale: “la realtà esiste solo quando osservata ed in
                           quanto osservata”.
                       •   Protagora elabora delle antilogie: discorsi
                           contraddittori, in cui non si riesce a stabilire ciò che è
                           vero e ciò che è falso. Un famosa antilogia formulata da
                           Protagora è: la malattia è un bene, la malattia è un male;
                           infatti la malattia è un bene per il medico perché
                           riguarda il suo lavoro, ma è un male per il malato.
                       •   Questo è il primo approccio a quell’indecidibilità che
                           viene analizzata compiutamente da Gödel nel XX secolo.
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Il quanto della materia: l’atomo

Democrito (440 a.C.)                           L’atomismo
                       •   Considerato il padre della fisica, Democrito pone alla base di
                           tutto i due concetti di atomo e di vuoto.
                       •   Definiti come quantità infinitesime eterne ed immutabili, gli
                           atomi democritei sono del tutto privi di determinazioni
                           qualitative: non esistono atomi di ferro o di acqua ma solo
                           realtà omogenee differenziate tra loro da un punto di vista
                           meramente quantitativo. Il movimento costituisce una
                           proprietà intrinseca e spontanea degli atomi.
                       •   In quanto particelle quantitative gli atomi costituiscono il
                           pieno, che rimanda necessariamente alla realtà di un vuoto
                           infinito in cui potersi muovere incessantemente.
                       •   Nel XVII secolo G.W. Leibniz introduce l’equivalente spirituale
                           dell’atomo: la monade.
                       •   Le monadi sono forme sostanziali dell'essere, non
                           scomponibili, individuali, seguono delle leggi proprie, non
                           interagiscono, ma ognuna di esse riflette l'intero universo in
                           un'armonia prestabilita.
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Il platonismo

Platone (387 a.C.)              Dall’Accademia ai Platonisti
                        •   Platone subordina la validità dell'indagine naturale a
                            quella delle idee immutabili che popolano l'Iperuranio,
                            dislocato al di là della volta celeste, e pre-esistono al
                            mondo sensibile che è una derivazione imperfetta del
                            mondo ideale. La vera conoscenza riguarda le idee perfette
                            mentre le entità mutevoli, appartenenti al mondo della
                            materia, sono spesso fuorvianti.
                        •   Per i Platonisti del XX secolo, essendo la verità qualcosa di
                            oggettivo (cioè di indipendente dalle costruzioni effettuate
                            nelle dimostrazioni dei teoremi) non può essere posta a
                            conclusione di alcuna sequenza dimostrativa, ma solo
                            all'origine.
                        •   Nel 1931 il matematico Kurt Gödel interpreta i suoi
                            Teoremi di incompletezza, che prevedono l’esistenza
                            di proposizioni indecidibili (le quali non possono essere
                            dimostrate né confutate sulla base degli assiomi di
                            partenza) come una conferma del Platonismo, tramite
                            l'irriducibilità della nozione di verità a quella di
                            dimostrabilità.
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L’aristotelismo

       La scuola Peripatetica (il Liceo)                               Aristotele (350 a.C.)
•   Diversamente da Platone, Aristotele dà piena validità
    all'indagine di ogni sostanza: non c'è aspetto del mondo fisico
    che non valga la pena di essere studiato
•   Aristotele postula l’esistenza di una sostanza imponderabile
    che funga da supporto meccanico alla trasmissione della luce:
    l’etere luminifero, considerato reale per 2250 anni, fino
    all’esperimento risolutivo di Michelson & Morley che ne
    dimostra l’insussistenza.
•   Aristotele tenta, invano, di confutare i paradossi di Zenone sul
    moto.
•   Aristotele s’interroga sul tempo con considerazioni riprese da
    Sant’Agostino nel 400 d.C. nei suoi famosi aforismi:
•   «Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell'anima. Il
    passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in
    quanto deve ancora essere e il presente è solo un istante
    inesistente di separazione tra passato e futuro .»
•   «Che cosa e', allora, il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so;
    se dovessi spiegarlo a chi me ne chiede, non lo so.»
La geometria euclidea

         Lo spazio piatto euclideo                    Euclide (300 a.C.)
•   Euclide espone nei tredici libri “Elementi di
    Geometria”, in forma sistematica e con
    numerose intuizioni proprie, le proporzioni
    geometriche e la teoria dei numeri,
    patrimonio della cultura matematica greca
    dell’epoca.
•   Procede per definizioni, postulati ed assiomi,
    con un’esposizione che è rimasta classica.
•   Lo spazio piatto o euclideo è quello in cui per
    un punto passa una ed una sola parallela ad
    una retta data (V postulato).
•   Lo spazio euclideo può essere definito a
    partire dall'invariante della distanza:
    ∆s2=∆x2+∆y2+∆z2
•
Dante anticipa Galileo?

      La relatività nella Divina Commedia                            Dante (1307)
•   Leonardo Ricci, ricercatore di Fisica generale dell'Università
    di Trento, in un articolo del 2005 su “Nature” sostiene che
    nella seguente terzina della Divina Commedia (Inferno,
    canto XVII, versi 115-117):
    Ella sen va notando lenta lenta;
    rota e discende, ma non me n'accorgo
    se non che al viso e di sotto mi venta.
    sia formulato il principio elaborato da Galileo Galilei (1632)
    della cosiddetta invarianza galileiana, lo stesso che poi è
    alla base della teoria della relatività.
•   La descrizione della situazione in cui si trova (l'essere
    trasportato dal mostro Gerione, il vento, la mancanza di
    riferimenti visivi) portano Dante a sostenere che la sua
    sensazione del volo dal settimo all’ottavo cerchio
    dell’inferno non sarebbe dissimile dall'esser fermo.
Leonardo “compone” le velocità

      La legge di addizione delle velocità                 Leonardo (1500)
•   Leonardo Da Vinci getta le basi epistemologiche
    della scienza moderna affermando che:
    «Nessuna umana investigazione si può
    dimandare vera scienzia, se essa non passa per
    le matematiche dimostrazioni».
•   Nel codice Leicester, Leonardo porta l’esempio di
    un arciere che lancia una freccia dal centro della
    Terra verso la superficie descrivendone la
    traiettoria risultante.
•   Con ciò mostra di conoscere la legge di addizione
    delle velocità, enunciata da Galileo oltre un secolo
    dopo, che lega la velocità dell’osservatore a quella
    dell’oggetto osservato tramite somma algebrica.
La relatività galileiana

          La Relatività Speciale                          Galileo Galilei (1632)
•   Nel suo Dialogo sopra i due massimi sistemi
    (1632) Galileo descrive l'esperienza del gran
    navilio, del passeggero, cioè, che trovandosi sulla
    nave in moto rettilineo uniforme non si accorge
    di come questa sia in movimento.
•   Passato alla storia con il nome di principio
    d’invarianza galileiana, si tratta
    dell’indistinguibilità tra sistemi inerziali (in
    quiete od in moto rettilineo uniforme) noto
    anche come principio di relatività ristretta o
    speciale.
•   Ciò non vale per i sistemi non-inerziali, dal
    momento che questi ultimi non sembrano,
    almeno per l'esperienza quotidiana, prevedere le
    stessi leggi fisiche (basti pensare alle forze
    apparenti percepite se si subisce
    un'accelerazione o una decelerazione).
Newton formalizza la relatività

           Le trasformazioni galileiane                             Isaac Newton (1687 )
•   Il principio speciale di relatività stabilisce che:
    “Le leggi fisiche sono le stesse in tutti i sistemi di
    riferimento inerziali”.
•   Un’importante conseguenza è che un osservatore
    appartenente ad un sistema di riferimento inerziale non
    può associare una velocità assoluta o una direzione
    assoluta al proprio moto nello spazio, ma può solo
    considerare velocità e direzione relative ad altri corpi.
•   Newton integra tale principio con ulteriori concetti fisici,
    tra i quali quelli di spazio e tempo assoluti (in contrasto
    con la proposta di Leibniz di considerarli semplici relazioni
    tra corpi). Riformulato in questo contesto, il principio
    speciale di relatività stabilisce che: “Le leggi fisiche sono
    invarianti rispetto alle trasformazioni di Galileo”.
•   Le trasformazioni galileiane sono simmetrie di traslazione
    nello spazio: x’=x−v0t ; y’=y ; z’=z ; t’=t .
La causalità non è certa

David Hume (1750)                       Lo scetticismo
                    •   Ogniqualvolta si assiste a due eventi in rapida successione,
                        è logico pensare che ci sia una qualche connessione fra
                        essi, e, in particolar modo, che l'evento che avviene
                        cronologicamente per primo produca il successivo e che
                        quindi l'evento A sia la causa dell'evento B.
                    •   Hume rifiuta però questo punto di vista, criticando il
                        concetto di causalità.
                    •   Il fatto che ad un evento A segua da milioni di anni un
                        evento B non può darci la certezza assoluta che ad A segua
                        sempre B e nulla ci impedisce di pensare che un giorno le
                        cose andranno diversamente e, per esempio, a B segua A.
                    •   Per ovviare a ciò ci vorrebbe un principio di uniformità
                        della natura che si incarichi di mantenere costanti in
                        eterno le leggi della natura, cosa che per Hume non è né
                        intuibile né dimostrabile.
                    •   La Meccanica Quantistica del XX secolo riscontra
                        l’esistenza di fenomeni senza causa.
La geometria di Riemann

     Le geometrie non euclidee                               La curvatura dello spazio
•   Su una superficie curva non vale la geometria
    euclidea: in particolare è possibile tracciare un
    triangolo i cui angoli sommati non forniscano 180°.
•   Nel XIX secolo, Gauss distingue il grado di curvatura
    dello spazio proprio in base alla somma degli angoli
    interni di un triangolo (normalizzata rispetto
    all’angolo piatto π): Ω0 = (α+β+γ) / π .
•   Per Ω0=1 si ha lo spazio piatto euclideo.
•   Per Ω0>1 si ha lo spazio curvo ellittico.
•   Per Ω0
L’irriducibile elettromagnetismo

J. C. Maxwell (1865)              Il campo elettromagnetico
                       •   Nel 1865 viene pubblicato nelle "Philosophical
                           Transactions" la teoria dinamica del campo
                           elettromagnetico.
                       •   James Clerk Maxwell porta a compimento la
                           teoria ondulatoria dei fenomeni elettromagnetici
                           tramite le sue famose equazioni.
                           Il campo elettromagnetico crea seri problemi al
                           principio di relatività poiché:
                       •   Sfugge alla relatività galileiana: dall’analisi del
                           perché Einstein ricava la sua Relatività Speciale;
                       •   Sfugge alla relatività generale di Einstein come
                           entità a parte: nessuno è ancora riuscito a
                           trovare il modo di integrarlo.
La relatività del moto

              Fermati o Sole! C’è Mach…                                         Ernst Mach (1883)
•   Mach osserva la necessità di descrivere le leggi fisiche in funzione di
    un qualsiasi osservatore, opponendosi alla pretesa d’introdurre uno
    spazio assoluto (il sensorium dei) che di fatto è presente nel
    modello Newtoniano mediante il concetto di osservatore inerziale.
•   Dal punto di vista cinematico, il movimento di un corpo è un
    concetto relativo: occorre precisare l’osservatore rispetto al quale il
    moto viene riferito.
•   Ad esempio, quando si parla di moto della Terra si intende rispetto
    al Sole, che sarà l’osservatore; ma risulta altrettanto lecito parlare di
    moto del Sole rispetto all’osservatore Terra.
•   Nel sistema solare risulta più agevole e conveniente per la
    descrizione del moto dei pianeti, scegliere il riferimento solare e
    quindi la visione Copernicana del moto, ma non esiste una ragione
    di principio per preferire una scelta rispetto all’altra.
•   Non si può, dunque, affermare che sia scientificamente errato,
    come affermato da Galileo nelle sue lettere, il passo della Genesi in
    cui Giosué (1180 a.C.) esclama: «Fermati, o Sole, su Gabaon, e tu,
    Luna, sulla valle di Aialon! E il Sole si fermò e la Luna ristette, fino
    a che il popolo si fu vendicato dei suoi nemici» (Gs 10, 12)
La velocità della luce è costante

        Michelson e Morley                             L’interferometro (1887)
•   Fino al XIX secolo si ritiene che la luce sia
    trasportata dall’etere luminifero e che ogni
    corpo in movimento nell'universo produca un
    vento d'etere. Questi dovrebbe muoversi alla
    stessa velocità del corpo ma con direzione
    opposta ed influenzerebbe qualsiasi cosa vi sia
    immersa, compresa la luce. Essendo la Terra in
    movimento nell’universo (30 Km/s), la velocità
    della luce soggetta al vento d’etere sarebbe
    diversa nelle varie direzioni e, usando un
    interferometro, si vedrebbero delle frange di
    interferenza.
•   Nel 1887 A.A. Michelson ed E. Morley
    misurano, invece, una velocità della luce
    indipendente dalla direzione e di poco inferiore
    a 300000 km/s.
•   A. Einstein ne trae due conclusioni :
•   non vi è alcun etere;
•   la velocità della luce c è indipendente dal moto
    della sorgente e dell'osservatore.
Il quanto dell’energia: il fotone

Max Planck (1900)                          Il fotone
                    •   Nel 1900 lo scienziato tedesco Max Planck
                        pubblica un articolo contenente i risultati delle sue
                        ricerche sullo spettro di emissione del corpo nero.
                    •   È la nascita ufficiale della teoria quantistica, con
                        l’introduzione della costante di Planck:
                        h=E/ν =6,626 x 10-34 (J s).
                    •   L'effetto fotoelettrico e lo spettro di corpo nero
                        possono essere spiegati solo ammettendo che le
                        particelle siano dei corpuscoli la cui energia venga
                        assorbita ed emessa in pacchetti fissi detti quanti.
                    •   L’ipotesi dei quanta troverà la prima conferma
                        sperimentale nel 1923 grazie all’effetto Compton:
                        l’urto di un elettrone da parte di un corpuscolo di
                        luce, il fotone.
Le trasformazioni di Lorentz

          Salvate la relatività galileiana!                                H. A. Lorentz (1904)
•   Il limite della relatività galileiana è che, mentre le leggi della
    meccanica classica sono invarianti per trasformazioni galileiane,
    lo stesso non vale per le Equazioni di Maxwell, che riassumono
    tutto l'elettromagnetismo.
•   Le trasformazioni di Lorentz sono un sistema di equazioni:
    x’=γ (x−vt )
    y’=y
    z’=z
    t’=γ ( t−vx/c2)
•   Queste trasformazioni rendono le equazioni di Maxwell
    invarianti in qualsiasi sistema di riferimento inerziale vengano
    applicate.
•   Le trasformazioni suddette compaiono nella teoria della
    Relatività Ristretta di A. Einstein, come diretta conseguenza
    degli assiomi di costanza della velocità della luce c e
    dell'invarianza delle leggi fisiche in seguito a cambi di sistemi di
    riferimento inerziali.
La Relatività Ristretta

          L’Annus Mirabilis della Fisica                                      Albert Einstein (1905)
•   Nel 1905 Einstein pubblica gli articoli sull'effetto fotoelettrico, il
    moto browniano e la relatività ristretta. Il primo di questi articoli
    gli varrà il premio Nobel.
•   Il principio di relatività speciale di Galilei viene esteso a qualsiasi
    fenomeno, campo elettromagnetico compreso.
•   Ciò comporta la rinuncia ai concetti di spazio e tempo assoluti e
    scollegati (a favore di uno spazio-tempo nel quale non c'è un
    sistema di riferimento privilegiato e per ogni evento le
    coordinate spaziali e temporali sono legate tra di loro in funzione
    dello spostamento relativo dell'osservatore), la rinuncia al
    concetto classico di simultaneità, l’adozione delle trasformazioni
    di Lorentz al posto di quelle galileiane ed una legge di
    composizione delle velocità più complicata dell’addizione.
•   Come conseguenza, l’energia è convertibile in massa e viceversa
    in base alla formula: E=mc2 .
•   Lo spazio-tempo (detto di Minkowski) è ancora piatto come
    quello euclideo, ma va definito con l'invariante relativistico che
    ingloba il tempo : ∆σ2=∆x2+∆y2+∆z2−c2∆t2
Le orbite elettroniche quantizzate

Niels Bohr (1913)              L’atomo classico non sta in piedi
                    •   Nel 1911, sotto la guida di E. Rutherford, H. Geiger e E. Marsden
                        bombardano una sottile lamina d'oro con particelle alfa: mentre la
                        maggior parte di esse passa con deviazioni minime dalla traiettoria
                        iniziale, altre vengono notevolmente deviate o addirittura respinte.
                    •   Rutherford propone un modello di atomo in cui quasi tutta la massa
                        dell'atomo è concentrata in una porzione molto piccola, il cosiddetto
                        nucleo (caricato positivamente) e gli elettroni gli ruotano attorno.
                    •   Il suo allievo Niels Bohr scopre, però, che il modello proposto è
                        elettricamente instabile: l'elettrone nel suo moto intorno al nucleo
                        positivo accelera ed è costretto ad irraggiare energia elettromagnetica
                        perdendo quantità di moto e cadendo sul nucleo con un moto a spirale.
                        Per giustificare la struttura atomica, nel 1913 Bohr propone tre postulati:
                    •   l'elettrone può muoversi stazionariamente solo su determinate orbite;
                    •   l'atomo irraggia solo quando l'elettrone transita da uno stato stazionario
                        ad un altro;
                    •   Il momento angolare dell'elettrone in un'orbita stabile è quantizzato.
                        L’atomo di Bohr trova conferma sperimentale nell’analisi spettrografica.
La Relatività Generale

    Il Principio di Equivalenza                       Il tensore sorgente Tij (1916)
•    Il principio di equivalenza afferma che:
     “non esiste un esperimento locale per
     distinguere tra una caduta libera in un
     campo gravitazionale ed un moto
     uniforme in assenza di campo”.
•    Partendo da tale considerazione, Einstein
     arriva ad estendere il principio di relatività
     anche ai sistemi non inerziali: “per la
     descrizione dei fenomeni naturali, tutti i
     sistemi di riferimento si equivalgono
     qualunque sia il loro stato di moto”.
•    Affinché ciò accada, la gravità deve essere
     inglobata nella struttura dello spazio-
     tempo, ovvero, la geometria dello spazio-
     tempo quadridimensionale Gij deve essere
     legata alla densità di materia ed energia Tij
     tramite l’equazione di campo:
     Gij=kTij con i,j=1,2,3,4 e k=8πG/c4
La Relatività Generale confermata

          Einstein “eclissa” Newton                       L’eclisse del 1919
•   L’interazione gravitazionale (descritta da
    Newton in base alla nota formula F=Gm1m2/r2)
    prevede che la luce, in quanto priva di massa,
    non sia soggetta all’attrazione delle masse e
    dunque proceda in rettilineo nello spazio vuoto.
•   La gravità di Einstein (descritta dall’equazione di
    campo Gij=kTij con i,j=1,2,3,4) è una curvatura
    dello spazio-tempo in presenza di masse che
    deve riguardare qualsiasi oggetto, luce compresa.
•   Durante l’eclisse solare del 1919, Sir Arthur
    Stanley Eddington verifica la deviazione dei
    raggi luminosi da parte del Sole prevista dalla
    relatività, sancendone la superiorità rispetto alla
    fisica classica di Newton.
La materia come onda

L. De Broglie (1924)             Il dualismo onda-corpuscolo
                       •   Nella sua tesi di dottorato del 1924, il duca Louis de
                           Broglie getta le basi della meccanica ondulatoria che,
                           integrata nella vecchia teoria quantistica, dà origine
                           alla meccanica quantistica.
                       •   Secondo De Broglie, anche la materia presenta il
                           doppio aspetto ondulatorio-corpuscolare della
                           radiazione elettromagnetica e ad ogni particella
                           elementare è associata un'onda di lunghezza:
                           λ=h/mv.
                       •   Nel 1927 C. J. Davisson e L. H. Germer verificano
                           l'ipotesi di De Broglie mediante esperimenti di
                           diffrazione di elettroni su cristalli.
                       •   Nel 1936 W.M. Elsasser e nel 1947 E. Fermi
                           conducono un analogo esperimento di diffrazione sui
                           neutroni con esito positivo.
L’elettrone è probabile

Erwin Schrödinger (1926)                 La funzione d’onda
                           •   Nel 1926 Schrödinger elabora la meccanica
                               ondulatoria dimostrandone l'equivalenza
                               con la meccanica delle matrici di Heisenberg.
                               L'equazione che descrive l'evoluzione nel
                               tempo della funzione d'onda porta il suo
                               nome ed è interpretata in termini
                               probabilistici.
                           •   Il quadrato della funzione d'onda
                               rappresenta la distribuzione di probabilità
                               dei possibili esiti di un esperimento.
                           •   L’osservazione presuppone un collasso della
                               funzione d’onda, altrimenti in bilico tra due
                               stati quantici opposti.
                           •   L’esempio del gatto di Schrödinger mostra il
                               ruolo chiave dell’osservatore nello stabilire la
                               fisionomia della realtà osservata.
Il fattore quantico

W. Heisenberg (1927)             L’irriducibile indeterminabilità
                       •   Nel 1925 Werner Heisenberg elabora la meccanica delle matrici, la
                           prima formulazione matematicamente coerente della meccanica
                           quantistica.
                       •   Nel 1927 Heisenberg formula il principio di indeterminazione:
                           “non è possibile conoscere simultaneamente posizione e quantità di
                           moto di un dato oggetto con precisione arbitraria”.
                           Sulla rivoluzione della Meccanica Quantistica scrive:
                       •   «Dividendo la materia in unità sempre più piccole non giungiamo
                           alle unità fondamentali ed indivisibili, giungiamo bensì ad un punto
                           in cui le divisione non ha più senso».
                       •   «La teoria atomica ha allontanato la fisica dalle tendenze
                           materialiste che aveva avuto durante il XIX secolo».
                       •    «Tutti gli oppositori dell’interpretazione di Copenhagen sono
                           d’accordo su di un punto. Sarebbe secondo loro desiderabile tornare
                           al concetto di realtà della fisica classica, ossia all’ontologia del
                           materialismo. Loro preferirebbero tornare all’idea di un mondo
                           reale oggettivo, le cui parti più piccole esistono oggettivamente nello
                           stesso senso in cui esistono pietre ed alberi , indipendentemente dal
                           fatto che le osserviamo o meno».
Il principio di complementarietà

Contraria sunt complementa (1927)   Gli opposti sono complementari
                                    •   Nel 1927 Niels Bohr postula che i due
                                        aspetti corpuscolare e ondulatorio
                                        non possano essere osservati
                                        contemporaneamente perché sono
                                        complementari e allo stesso tempo
                                        escludentisi a vicenda: l'osservazione
                                        dell'uno preclude quella dell'altro.
                                    •   Sull’approccio quantistico scrive:
                                        «La fisica ci dice ciò che possiamo
                                        sapere sull’universo e non come
                                        l’universo effettivamente è».
                                    •   Alla rivendicazione di Einstein: «Dio
                                        non gioca a dadi con l'universo»,
                                    •   Bohr risponde scherzosamente : «Non
                                        solo Dio gioca a dadi, ma bara pure».
La particella fantasma: il neutrino

W. Pauli (1933)                 La scoperta del neutrino
                  •   L' esistenza del neutrino è ipotizzata nel 1933 dal fisico
                      austriaco Wolfgang Pauli per spiegare la variabilità
                      dell'energia cinetica degli elettroni emessi dai nuclei
                      soggetti al decadimento radioattivo di tipo β.
                  •   Pauli postula l'esistenza di una particella priva sia di
                      massa che di carica elettrica per salvaguardare i principi
                      di conservazione dell'energia e della quantità di moto.
                  •   Essendo ritenuta quasi nulla la massa dei neutrini, si deve
                      ammettere che essi si muovano con una velocità quasi
                      uguale a quella della luce.
                  •   A proposito del terremoto epistemologico prodotto dalla
                      Meccanica Quantistica scrive: «La fisica moderna,
                      costretta dai fatti, ha dovuto rinunziare, in quanto
                      astrazione troppo ristretta, al concetto di oggetto
                      materiale, o in generale fisico, la cui costituzione e natura
                      sia indipendente dal modo in cui viene osservato».
La causalità non esiste

Paul A. M. Dirac (1930)             La scoperta dell’antimateria
                          •   Nel suo trattato “The Principles of Quantum Mechanics”
                              (1930) il fisico inglese Dirac propone un’equazione di
                              moto la quale, nella sua forma completa, implica che
                              l’elettrone subisca un’accelerazione prima che sia
                              applicata la forza acceleratrice.
                          •   Questo effetto precausale avrebbe luogo in un intervallo
                              temporale di 10-23 secondi prima dell’applicazione della
                              forza, attualmente non verificabile.
                          •   Dirac afferma: «Dobbiamo rivedere le nostre idee sulla
                              causalità. La causalità si applica solo ad un sistema
                              lasciato indisturbato. Se un sistema è piccolo non
                              possiamo aspettarci di trovare alcuna connessione tra i
                              risultati della nostra osservazione».
                          •   Dirac prevede anche l’antimateria, particelle
                              caratterizzare da energia negativa la cui presenza viene
                              rilevata per la prima volta nei raggi cosmici da Carl D.
                              Anderson nel 1932.
La Relatività Ristretta confermata

    L’atomo scisso nel 1932                   L’intervista radiofonica
 «It followed from the special theory of
relativity that mass and energy are both
but different manifestations of the same
thing -- a somewhat unfamiliar conception
for the average mind. Furthermore, the
equation E is equal to m c-squared, in
which energy is put equal to mass,
multiplied by the square of the velocity of
light, showed that very small amounts of
mass may be converted into a very large
amount of energy and vice versa. The mass
and energy were in fact equivalent,
according to the formula mentioned above.
This was demonstrated by Cockcroft and
Walton in 1932, experimentally ».
Il ruolo chiave dell’osservatore

R. P. Feynman (1945)           L’interazione sorgente-assorbitore
                       •   Nell’articolo “Interaction with the Absorber as the Mechanism of
                           Radiation” (1945) i due fisici J. A. Wheeler e R. P. Feynman
                           considerarono le soluzioni delle equazioni di Maxwell nella loro
                           forma completa senza, cioè, trascurare quelle che ammettono una
                           propagazione indietro nel tempo.
                       •   Spiegarono, in tal modo, certi fenomeni nei quali si ravvisa una
                           certa reazione, da parte della sorgente, nell’emettere il segnale.
                       •   Tale reazione sarebbe dovuta al fatto che l’assorbitore (che
                           assorbirà il segnale nel futuro) fa sentire la sua presenza
                           immediatamente, sì che la sorgente ne avverte l’esistenza nell’atto
                           di emettere il segnale.
                       •   Un’interpretazione diffusa tra i fisici quantistici è che il segnale
                           stesso possa essere emesso proprio in virtù della presenza
                           dell’osservatore.
                       •   In un universo privo di qualsiasi possibilità di assorbimento, la
                           stessa emissione non potrebbe aver luogo.
                       •   Inoltre, Feynman introduce gli omonimi diagrammi per
                           rappresentare le interazioni quantistiche.
La non-località quantistica

John S. Bell (1963)                       Il Teorema di Bell
                      •   L'articolo di Bell Sul paradosso Einstein-Podolsky-Rosen (1965)
                          analizza le misure su coppie di particelle entangled (intrecciate)
                          che hanno interagito e sono state separate.
                      •   Mentre le teorie a variabili nascoste limitano le correlazioni
                          possibili nelle successive misure sulle particelle, per la
                          meccanica quantistica questi limiti alla correlazione
                          (disuguaglianze di Bell) possono essere violati.
                      •   Vari esperimenti hanno violato le disuguaglianze di Bell,
                          sancendo la superiorità predittiva della meccanica quantistica e
                          dimostrando l’esistenza dell'entanglement quantistico o
                          correlazione quantistica (il fenomeno per cui ogni stato quantico
                          di un insieme di due o più sistemi fisici dipende dagli stati di
                          ciascuno dei sistemi che compongono l'insieme, anche se questi
                          sistemi sono separati spazialmente) e delle azioni a distanza
                          previste dall'esperimento ideale EPR.
                      •   I principi della relatività speciale sono comunque salvati dal
                          teorema di non-comunicazione, che implica l’impossibilità per
                          gli osservatori macroscopici di utilizzare gli effetti quantistici per
                          comunicare informazione a velocità superiore a quella della luce.
Le fisiche inconciliabili del XX secolo
   Relatività di Einstein                 Meccanica Quantistica
      Ambizione ontologica                  Interpretazione positivista
      Spiega solo la gravità               Spiega tutto tranne la gravità
     Valida nel macrocosmo                    Valida nel microcosmo
     Approccio deterministico                 Approccio probabilistico
     La traiettoria è continua                 La traiettoria non esiste
  Più affine alla predestinazione            Più affine al libero arbitrio
  Propende per il riduzionismo                  Propende per l’olismo
Non esistono osservatori privilegiati   Ogni osservatore è arbitro della realtà
       Lavoro di un singolo                       Lavoro di gruppo
Conferme inoppugnabili alle teorie
     La lente gravitazionale                                                   Il tunnel quantistico
Quando un corpo di grande massa viene a trovarsi fra una               Classicamente una particella può oltrepassare un ostacolo (o una
sorgente di luce e l'osservatore, i raggi di luce provenienti dalla    barriera di potenziale) soltanto se possiede sufficiente energia.
sorgente vengano deviati in modo tale da amplificare il segnale        Tale situazione non è vera in meccanica quantistica: il grado di
luminoso in modo simile ad una lente, giungendo, talvolta, a           indeterminazione esistente tra i vari livelli di energia e tempo
generare immagini multiple.                                            permette, per tempi che si aggirano intorno al miliardesimo di
L'osservazione diretta di un'immagine sdoppiata dall'effetto di        trilionesimo di secondo, ad un gruppo di particelle di prendere a
un campo gravitazionale, si ha nel 1980. Il 29 marzo di                prestito, dal "nulla", energia sufficiente per oltrepassare una
quell'anno, infatti, si scopre la presenza di due quasar molto         barriera di potenziale altrimenti insuperabile. Il Principio di
particolari: molto vicini tra loro e identici in quanto a luminosità   Indeterminazione vincola però tale transizione alla
e spettro.                                                             rapidissima restituzione dell'energia utilizzata nel prestito.
L'ipotesi che si tratti di un quasar doppio viene scartata poiché lo   Il nucleo di un atomo è normalmente circondato da una altissima
spettro luminoso osservato mette in evidenza che la luce               barriera che non permette ai neutroni e ai protoni di allontanarsi
proveniente da esso ha attraversato una nube di gas e polveri, e       da esso. Nonostante ciò ( specialmente nei minerali di Uranio e
nonostante ciò le due immagini appaiono praticamente                   Radio) in seguito a Effetto Tunnel, i nucleoni, possono "scavarsi
identiche.                                                             profonde gallerie" e lasciarsi alle spalle le barriere di potenziale
In seguito si effettuano le prime osservazioni di immagini triple e    rappresentate dall'attrazione nucleare, dando così vita al
quadruple e, nel 1986, dell’anello di Einstein:                        fenomeno della radioattività:
Questioni controverse
       Esistono i buchi neri?                                                 Esiste il gravitone?
Attorno a un buco nero v’è una superficie ideale, detta orizzonte   Il gravitone è una particella elementare ipotetica, responsabile
degli eventi, superata la quale, qualunque cosa è attirata          della trasmissione della forza di gravità nei sistemi di gravità
irreversibilmente dal campo gravitazionale.                         quantistica.
Poiché neppure la luce riesce a allontanarsi dall'orizzonte degli   Questa particella è prevista nei modelli teorici che mira no ad
eventi, un buco nero risulta invisibile e la sua presenza può       unificare i fenomeni gravitazionali con quelli quantistici. La sua
essere attestata solo indirettamente tramite gli effetti del suo    esistenza non è ancora stata sperimentalmente verificata.
intenso campo.                                                      I gravitoni dovrebbero svolgere lo stesso ruolo svolto dai fotoni
A tutt'oggi non è possibile conoscere lo stato della materia        nell'ambito dell'elettrodinamica quantistica, ma contrariamente
interna di un buco nero, le leggi stesse che regolano la fisica     ai fotoni, che agiscono direttamente l'uno sull'altro e sulle
all'esterno dell'orizzonte degli eventi perdono validità in         particelle cariche, la gravità è creata da qualsiasi forma di energia
prossimità del buco nero.                                           che è difficile descrivere in modo analogo alla carica.
L'esistenza dei buchi neri non è sicura, in quanto manca ancora     Ad oggi tutti i tentativi di creare una teoria quantistica
una osservazione diretta del fenomeno nelle immediate vicinanze     consistente per la gravitazione sono falliti.
dell'orizzonte degli eventi. Da maggio 2008, l’acceleratore di      I gravitoni devono esercitare sempre una forza attrattiva e agire a
particelle LHC, presso il CERN di Ginevra, potrebbe generare        qualsiasi distanza. Nella teoria quantistica, queste caratteristiche
minuscoli buchi neri che a causa della radiazione di                definiscono un bosone con spin pari (2 in questo caso) e massa a
Hawking dovrebbero evaporare in circa 10-42 secondi.                riposo nulla.
Problemi aperti
Il campo elettromagnetico?                                             La massa delle particelle?
I tentativi di unificare il campo gravitazionale (descritto dalle    Prevista dal fisico britannico Peter Higgs nel 1964 la particella di
equazioni della relatività generale) col campo elettromagnetico      Higgs è necessaria per giustificare la massa nel Modello
(descritto dalle Equazioni di Maxwell) sono ancora in atto.          Standard; se non ci fosse la particella di Higgs, le particelle non
Nel 1926, la teoria di Kaluza-Klein estende la teoria della          avrebbero massa.
relatività generale in uno spazio fornito di quattro dimensioni      La massa delle particelle dipenderebbe da quanto intensamente
spaziali ed una temporale. La quarta dimensione spaziale non si      esse interagiscono con il bosone di Higgs: un elettrone, per
estenderebbe all'infinito ma sarebbe arrotolata su se stessa a       esempio, sarebbe più leggero di un quark perché interagisce
costituire, in ciascun punto, uno spazio compatto circolare. La      meno con il bosone di Higgs.
compattificazione consentirebbe alla dimensione aggiuntiva di        Al CERN di Ginevra, nell’LHC (Large Hadron Collider). un
estendersi (a differenza di quelle ordinarie) su distanze            anello lungo 27 km a circa 100 metri di profondità, a partire dal
infinitesime che sfuggirebbero alla sensibilità degli strumenti.     prossimo maggio, cominceranno a muoversi fasci di protoni a
Introdotta negli anni '60, la teoria delle stringhe recupera la      velocità prossime a quella della luce.
congettura delle dimensioni aggiuntive "nascoste" dell'universo.     Dall’urto di 2 protoni energetici, nascono centinaia di altre
In essa (e nella contigua M-teoria) si ipotizza l'esistenza di sei   particelle, dando vita a quello che in fisica si chiama un “evento”.
dimensioni spaziali aggiuntive, compattificate non in semplici
                                                                     I rilevatori dovranno individuare, tra i tantissimi (circa 1
cerchi, sfere o ipersfere ma nell'infinita varietà di forme degli
                                                                     miliardo) eventi che avvengono ogni secondo, tracce del bosone
Spazi di Calabi - Yau compatti:
                                                                     di Higgs prima che si disintegri in altre particelle:
La gravità quantistica
LQG e gravità semiclassica                                               Un’ipotesi “stringata”
Applicando ad uno spazio-tempo curvo la teoria quantistica         Introdotta per superare le singolarità dovute ai modelli
dei campi, si ha la l’incompatibilità dovuta alla dipendenza del   puntiformi, la teoria delle stringhe (o delle corde) ipotizza
vuoto dalla traiettoria dell'osservatore attraverso lo spazio-     che i costituenti fondamentali della realtà (la materia, l'energia
tempo (effetto Unruh).                                             e in, alcuni casi, lo spazio e il tempo) siano stringhe o corde di
Un tentativo di teoria quantistica indipendente dallo sfondo è     lunghezza pari a quella di Planck (1,616x10-35 m) che vibrano a
la LQG (Loop Quantum Gravity), una teoria dello spazio-            frequenze diverse.
tempo che si fonda sul concetto di quantizzazione dello spazio-    Il gravitone, la particella proposta quale messaggera della
tempo alla scala di Planck (10-35 m) mediante i loop               gravità, è descritta come una stringa con lunghezza d'onda
(costituenti dello spazio-tempo, come i fili di una maglietta).    uguale a zero.
                                                                   Il fotone avrebbe massa nulla in quanto risultante
Nella gravità semiclassica i campi di materia sono trattati
                                                                   dall’elisione di tutte le componenti energetiche sui vari piani
come quanti mentre il campo gravitazionale come classico.
                                                                   di vibrazione.
La curvatura dello spazio-tempo è data dall'equazione              Una particella ordinaria di massa non nulla nascerebbe dalle
semiclassica di Einstein: Gij=k⟨Tij⟩ψ                              oscillazioni di una stringa nello spazio in cui alcune
dove ψ indica lo stato quantistico dei campi di materia.           componenti energetiche non si elidono.
L’applicazioni più importante è la comprensione della              La teoria (sia quella bosonica a 26 dimensioni sia la
radiazione di Hawking dei buchi neri:                              supersimmetrica a 10 dimensioni) non ha prodotto alcuna
                                                                   predizione sottoponibile a verifica sperimentale.
Supertentativi di avvicinamento

          Supersimmetria                                            Supergravità
•   La supersimmetria (o SUSY da                       •   La supergravità è una teoria di campo che
    SUperSYmmetry) mette in relazione le                   combina la supersimmetria con la relatività
    particelle bosoniche (che possiedono spin              generale.
    intero) con le particelle fermioniche (che hanno   •   Come ogni teoria di campo della gravità, anche
    spin semi-intero) riguardo alla massa ed allo          la supergravità contiene un campo di spin-2 il
    spin.                                                  cui quanto è il gravitone. La supersimmetria
•   Ogni fermione dovrebbe avere un superpartner           richiede che il campo del gravitone abbia un
    bosonico ed ogni bosone avrebbe un                     super-partner. Questo campo ha spin 3/2 ed il
    superpartner fermionico.                               suo quanto è il gravitino. Il numero dei campi
•   I superpartner dei fermioni avrebbero spin 0 e i       del gravitino è uguale al numero delle
    superpartner dei bosoni avrebbero spin 1/2.            supersimmetrie. Si pensa che le teorie della
•   Le coppie sono state battezzate partners               supergravità siano le uniche teorie coerenti dei
    supersimmetrici, e le nuove particelle vengono         campi interagenti privi di massa con spin 3/2.
    chiamate spartner o superpartner, o                •   Il gravifotone e il graviscalare sono campi che
    sparticelle.                                           compaiono, tra gli altri, nelle teorie di
•   Nessuna di esse è stata fino ad ora individuata        supergravità accoppiata a certi campi vettoriali
    sperimentalmente ma si spera nel Large                 (simili al fotone) in 4 dimensioni con 4
    Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra in           generatori di supersimmetria. Questi al
    funzione dal 2007.                                     momento sono il risultato della richiesta che la
•   La teoria spiega alcuni problemi insoluti che          teoria sia supersimmetrica, in quanto ancora
    affliggono il Modello Standard ma purtroppo ne         non sono stati rivelati partner supersimmetrici
    introduce altri.                                       delle particelle elementari note.
La “mission impossible” di Mr. Bonac(c)i

   Time Magazine (2005)   Blu Magazine (2007)
Rivisitazione della Relatività

                        Ripartire dai fondamenti della Relatività,

                           esaminandone tre aspetti trascurati

Equazioni di Lorentz?             Misura del tempo?                  Relatività tra v=c e v
Estensione della Relatività Ristretta

                 Sunto                      Frontespizio del saggio

    Il saggio Estensione della Relatività
    Ristretta propone una modifica alle
    equazioni di Lorentz tale che
    l’intervallo tra –m0c2 e + m0c2 abbia
    significato fisico, in grado di
    spiegare:
•    l’asimmetria materia-antimateria;
•    la freccia del tempo;
•    la natura del neutrino;
•    la materia oscura.
Una modifica Lorentz-invariante
Classificazione delle particelle
Livelli energetici e trasformazioni
Passaggi transmassa-nilmassa
Passaggi transmassa-cismassa
Violazione della simmetria CP
Tempo, materia oscura, neutrino

    FRECCIA DEL TEMPO                                 MATERIA OSCURA
•   Le trasformazioni che producono               •   La nilmassa ha le stesse caratteristiche
    materia, antineutrini e antitachioni, sono        della cosiddetta materia oscura,
    energeticamente favorite, cioè                    presentando effetti gravitazionali ed
    asimmetriche, rispetto a quelle che               elettromagnetici inesplicabili per le
    portano all’antimateria, ai neutrini ed ai        attuali conoscenze.
    tachioni.
•   Tale asimmetria definisce due versi               NATURA DEL NEUTRINO
    temporali e noi, osservatori ordinari,        •   La nilmassa a carica nulla presenta le
    stiamo seguendo quello a minima                   medesime caratteristiche di neutrino (se
    energia, come mostra la predominanza di           m=0+) ed antineutrino (se m=0−).
    materia, la cui abbondanza relativa,
    crescente rispetto all’antimateria, assurge
    a misurazione cosmica irreversibile del           VIOLAZIONE CONSERVAZIONE
    tempo.                                        •   Nelle trasformazioni in cui è coinvolta la
•   Sebbene coincida con la freccia                   cismassa, vi sono violazioni apparenti
    d’entropia, il fluire del tempo ha, dunque,       della conservazione di carica, spin e del
    una spiegazione in termini microscopici,          bilancio massa-energia, in quanto gli
    svincolata da considerazioni                      osservatori ordinari non percepiscono né
    termodinamiche.                                   tachioni né antitachioni.
Possibili verifiche sperimentali
Estensione della Relatività Generale

                 Sunto                      Frontespizio del saggio
    Il saggio Estensione della Relatività
    Generale propone una
    geometrodinamica esadimensionale,
    basata sulla dimostrazione della
    tridimensionalità del tempo tramite
    un esperimento ideale diodo-
    fotodiodo, in grado di spiegare:
•   la distribuzione quasi complanare
    degli oggetti celesti;
•   il getto di materia ed il disco
    d’accrescimento delle quasar;
•   il confinamento adronico e la libertà
    asintotica dei quark;
•   le coppie di Cooper e gli effetti
    Podkletnov e Searl.
Verso l’esadimensionalità (1963-2007)
R.P. Kerr (1963) Descrive il buco nero con una metrica a sei componenti.
J.S. Dowker (1977) Studia le divergenze ad anello singolo in sei dimensioni.
R. Critchely (1978) Illustra la necessità d’integrare di due dimensioni il tensore sorgente relativistico 4X4 per
    spiegare l’anomalia di traccia di neutrini e gravitoni.
F. Bastianelli, S. Frolov e A.A. Tseytlin (1999) Analizzano teorie conformi supersimmetriche in 3d e 6d.
K. Intriligator (2000) Analizza le teorie di campo N= (2,0) in sei dimensioni a bassa energia.
P.S. Howe (2000) Descrive alcuni aspetti del tensore multipletto (2,0) in sei dimensioni.
R. Manvelyan e A.C. Petkou (2001) Analizzano le anomalie di traccia nel tensore multipletto (2,0) in 6d.
B. Eden, S. Ferrara ed E. Sokatchev (2001) Descrivono i (2,0) OPEs superconformi a sei dimensioni.
D.R. Lunsford (2003) Sviluppa una geometria di Weyl su SO(3,3) interpretando le due extradimensioni come
    materia coordinatizzata, mostrando come i neutrini 6d si palesino fermioni 4d massivi e proponendo
    l’unificazione di gravità ed elettromagnetismo.
X. Chen (2005) Propone una teoria tempo-tridimensionale per unificare i principi base della fisica quantistica e la
     relatività, dove le due etra-dimensioni temporali sono interpretate come variabili quantiche nascoste e l’elettrone è
     espresso come monopolo.
I. Bars (2006) Sviluppa una teoria 2T in 4+2 dimensioni che supera incongruenze nel Modello Standard.
E. Bonacci (2006) Dimostra la tridimensionalità del tempo con un esperimento ideale di rilevazione diodo-
    fotodiodo, formulando una geometrodinamica esadimensionale basata su un tensore sorgente supersimmetrico
    6x6 in grado di descrivere tutti i campi conosciuti.
G. Sparling (2006) Conferma lo spazio-tempo a 3+3 dimensioni tramite considerazioni spinoriali, sollecitando una
    verifica sperimentale tramite il Large Hadron Collider.
E. Bonacci (2007) Conferma la tridimensionalità del tempo in base al principio di reciprocità, estensione acausale
    della terza legge della dinamica che unisce la Relatività alla Meccanica Quantistica.
Dimostrazione tempo tridimensionale

                                        Sistema di rilevamento diodo-fotodiodo

    In Quiete     Moto Rettilineo Uniforme                                  Moto Circolare Uniforme

  Segnale laser         Segnale laser                Segnale laser                 Segnale laser       Segnale laser
   in qualsiasi        perpendicolare                in direzione                   in direzione        in direzione
    direzione             al moto                      angolare                        radiale           tangenziale

Tempo a Riposo      Tempo Inerziale             Tempo Tangenziale                Tempo Angolare       Tempo Radiale
Rilevamento diodo-fotodiodo in MCU
Tempo inerziale e tangenziale
Tempo angolare
Tempo radiale
Legame tempo-gravità

• Nelle trasformazioni di
  Lorentz v’è proporzionalità tra
  il tempo e la massa:
  m/m0=∆t/∆t0.
• Pertanto, le linee di flusso
  temporale forniscono, in
  condizioni quasi-euclidee,
  un’indicazione qualitativa
  dell’intensità d’interazione:
  ∆t=∆ti è l’interazione normale
  (relativistica);
  ∆t>∆ti è l’iperinterazione;
  ∆t
Riferimenti esadimensionali
Tensore sorgente esadimensionale

Supersimmetrico: consta di 4 quadranti ciascuno con 9 componenti

 Densità
             T00     T01    T02    T03    T04    T05    Componenti
 totale di   T10     T11    T12    T13    T14    T15       flusso
 energia                                                 d’energia
             T20     T21    T22    T23    T24    T25
Componenti
             T30     T31    T32    T33    T34    T35    Componenti
                                                          tensore
  densità    T40     T41    T42    T43    T44    T45    degli sforzi
 d’impulso
                                                         (flusso di
             T50     T51    T52    T53    T54    T55     impulso)

      Può contenere tutte le sorgenti: energia-q.d.m., cariche
                  elettromagnetiche e di colore
Continuum esadimensionale
Sfera rotante priva di struttura
Altre forme rotanti prive di struttura
Conseguenze dell’effetto equatoriale

                         Effetto equatoriale iperattrattivo

Allineamento spin                Accrescimento di                             Distribuzione
  elettronici nei                materia intorno al                        quasi-complanare di
 superconduttori                  corpo rotante                               corpi satelliti

                         Dischi di
Coppie di Cooper                                                                        Stelle all’interno
                    accrescimento per         Anelli di Saturno   Sistema solare
  condensate                                                                              delle galassie
                    quasar e buchi neri
Fenomeni ascrivibili all’effetto assiale

                             Effetto assiale

                 Subattrattivo                   Iperattrattivo
                  (da vicino)                     (da lontano)

Getto di materia da         Libertà asintotica   Confinamento
quasar e buchi neri             dei quark          adronico
Anomalie imputabili all’effetto assiale

                Anomalie gravitazionali spiegabili con
                  l’effetto repulsivo assiale di corpi
                       rotanti privi di struttura

            Equazione di Q. Majorana          Effetto Podkletnov          Effetto Searl
            (coefficiente d’estinzione)       (riduzione di peso)         (levitazione)

                                             Scudo gravitazionale      Gravitomagnetismo
    Teoria di Russel
                                               (disco rotante di        (segmenti rotanti
    (effetti mareali)
                                             materiale ceramico)          di terre rare)

                  Assorbimento
                                          Esperimento di Tampere?   Searl Effect Generator?
                  gravitazionale

        Osservazioni astronomiche?
Fonti energetiche alternative?

  Modificare la gravità             Problemi costruttivi
• Tramite dischi rotanti,           solo pochi materiali
  assimilabili a corpi piatti non   possiedono, a livello
  strutturati, si può generare      strutturale, un ordine
  subgravità o ipergravità;         parziale sufficiente per essere
• tramite cilindri rotanti,         assimilati ad un corpo privo
  assimilabili a corpi filiformi    di struttura, e.g. le terre rare
  non strutturati, si può           usate nell’effetto Searl o i
  generare l’ipergravità;           superconduttori usati
• pertanto la subgravità e          nell’effetto Podkletnov.
  l’ipergravità si configurano
  come possibili fonti
  energetiche alternative.
Relatività Assoluta

                   Sunto                          Frontespizio del saggio
    Il saggio Relatività Assoluta propone
    l’indistinguibilità tra sistemi inerziali a
    v=c, caratterizzati dall’atemporalità, e
    quelli a v
Da un postulato ovvio…

                   I sistemi di riferimento inerziali sono indistinguibili
                  indipendentemente dalla loro velocità, compresa v=c

          Gli anelli elettromagnetici, possibili                      I fenomeni acausali, possibili
               a v=c ove il tempo è fermo,                             a v=c ove il tempo è fermo,
                si palesano eliche a v
L’anello elettromagnetico simultaneo
La massa è un’elica elettromagnetica
Caratteristiche del modello elicoidale
Quantizzazione e conservazione
La matita dell’Imperatore?
Principio di Reciprocità

•   Se causa ed effetto non sono più
    indispensabili nella descrizione
    fisica, azione e reazione possono
    essere considerate paritetiche e la
    terza legge della dinamica di Newton
    va riformulata come reciprocità.
•   Il principio esprime l’invarianza,
    nella descrizione fisica, a seguito
    della permutazione tra soggetto
    (causa) e complemento oggetto
    (effetto) all’interno di una
    proposizione ben formulata.
•   Superando lo schema causa-effetto a
    vantaggio di una perfetta simmetria
    logica e reversibilità temporale,
    costituisce l’anello mancante per
    unire Relatività e Meccanica
    Quantistica in merito ai paradossi
    acausali e precausali.
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