3 maggio 2019 - Realtà Rotariana - Distretto Rotary 2100
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Siate di ispirazione Ispiriamo il cambiamento, progettiamo per il territorio
Barry Rassin Presidente Rotary International Salvatore Iovieno Governatore Distretto 2100
Realtà Rotariana
3
maggio 2019
Anno Rotariano
2018 - 2019“Realtà Rotariana” editore e redazione direttore editoriale
rivista Rotary 2100 Salvatore Iovieno
supplemento della rivista Associazione Distretto 2100 sasa.iovieno@gmail.com
del Rotary International,
“Rotary 2100”
via Toledo 228 - 80132 Napoli direttore responsabile
n. 10 maggio 2019 Giuseppe Blasi
gblasi@unisa.it
Autorizzazione del Tribunale di Torre coordinatore redazionale
Annunziata n. 5 / 2018 Paolo Rocca Comite Mascambruno
R.G. 1326 / 2018 procca@unisa.it
https://www.distrettorotary2100.org/realtarotariana
SOMMARIO
4 Concetti trascurati (ovvero: Apatia delle coscienze)
Gherardo Mengoni
9 Quel ‘68 che animò il Sud di mezzo secolo fa
Piero Antonio Toma
12 Molo San Vincenzo: una grande opportunità per Napoli
Pietro Spirito
15 Il Centenario della Scuola del Bauhaus: storia e attualità
Alessandro Castagnaro
18 Regimen Sanitatis Salernitanum. La dieta di mille anni
fa
Giovanni Blasi
25 Ambrosio, Fasano, Focà, Naso, Socievole: “Il Rotary?
un grande viaggio”
Lucia de CristofaroConcetti trascurati
(ovvero: Apatia delle coscienze)
di Gherardo Mengoni
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“Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei Poi, senza che ciò possa ormai sorprenderti, ti
pochi: e per questo viene chiamato Democrazia. ritrovi accanto anche i “poveri veri”, quelli che
non sanno mendicare e che, senza più vincoli di
Qui ad Atene noi facciamo così. casta, di censo o di colore della pelle, grufolano
nei bidoni dell’immondizia in cerca di cibo. Qui
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti
da noi al Sud ce ne sono tanti e vanno crescendo
nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai di numero, mentre si susseguono promesse
i meriti dell’eccellenza. governative che preannunciano l’assegnazione di
sostegni a quei miseri che, per giustizia e equità
Qui ad Atene noi facciamo così.
morale, ne avrebbero sacrosanto diritto. Ma per
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari ora sono promesse e le spese per attuare
quando attende alle proprie faccende private, ma provvedimenti, seppur limitati, non trovano, per
soprattutto non si occupa dei pubblici affari per quanto ci è dato di capire, chiara copertura
risolvere le sue questioni private. finanziaria. Si alternano promesse e chiacchiere a
veri atti d’imperio come il “divieto di consentire
Qui ad Atene noi facciamo così….” l’attracco” nei nostri porti a navi di soccorso a
emigranti, anche se battenti la nostra bandiera.
(stralcio da: Pericle - Discorso agli Ateniesi, 431 a.C.)
Guardandoci intorno
La fame e il disagio esistenziale non hanno colori
né divise speciali da portare indosso. Sono
sciagure che si abbattono con pari forza sugli
individui di pelle bianca e su quelli che Madre
Natura ha rivestito di colori diversi. La Terra è
una sola e coloro che sono costretti ad Angelo Tommasi- Gli emigranti – 1896
abbandonare il luogo natio perché ivi hanno il
sopravvento le carestie, l’odio e la ferocia, vanno Il nostro ieri
accolti e inseriti in maniera accorta nel tessuto
I “migranti”, questi uomini e queste donne sui
sociale e politico del “luogo sicuro “che essi sono
quali tanto si discute, sui quali si è impostata, per
riusciti faticosamente a raggiungere. L’Etica, al di
motivi elettorali, una campagna discriminatoria,
sopra dei vincoli ideologici di parte, dice questo e
hanno affrontato condizioni di rischio
lo dicono anche le leggi che promuovono la Pace
decisamente maggiori di quelle patite da tanti
fra gli uomini!
nostri nonni italiani che, a inizio ‘900,
Intanto, come se quanto appena affermato non traversarono il mare per raggiungere “le
fosse vero, su uno sfondo sociale di arrivismo da Americhe”.
un canto e di grave decadenza dall’altro, ti ritrovi
Lì furono accolti e inseriti nel tessuto sociale con
accanto chi calpesta con forza il tuo pezzetto di
adeguata progressione. Vennero istruiti e resi
strada perché, a gomitate e, se occorre a
consapevoli delle norme delle Nazioni che li
sprangate, si vuole imporre per raggiungere ad
accoglievano e del complesso sistema produttivo
ogni costo il suo misero, edonistico traguardo,
fatto di cellulari speciali e di calzature alla moda.di ciascuna di esse (Stati Uniti, Canada,
Argentina, Venezuela ecc.).
Noi, invero, non dovremmo dimenticare, nel
ragionare con troppa superficialità, che fra i nostri
ascendenti ci sono tanti di quei poveri contadini e
pescatori campani, calabresi e lucani che
sbarcarono a Coney Island, accolti sotto il manto
protettore della Statua della Libertà.
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In circa otto anni si calcola che ci fu un esodo
dall’Italia di oltre cinque milioni di nostri
compatrioti!
E come non rammentare, ancora, che noi siamo
anche discendenti di quei baldanzosi ed
Faccetta Nera in moto 1932
approssimati conquistatori che, ultimi nella genia
dei colonialisti europei, si persero con i loro
moschetti sotto la pioggia di lance e di frecce,
prima degli Etiopi a Dogali nel 1887 e poi degli
Abissini ad Adua nel 1896.
Cartolina dalla Libia 1935
Il tempo presente
Oggi qui da noi la situazione è capovolta. La
preclusione ideologica ad una accoglienza mirata,
Michele Cammarano – Dogali - particolare seppur selettiva; la reiterata disposizione di
chiusura dei Porti e degli Aeroporti; la
Più tardi quei nonni risolsero con i lanciafiamme
sospensione, a tempo non definito, del trattato di
il problema e riuscirono a conquistare Eritrea e
Schengen, sono atti che si palesano con il
Somalia. Non è un segreto che portarono in quelle
carattere di forte minaccia, seppur
terre tanta morte, poco cibo, poca cultura e tutta la
strumentalizzata palesemente per fini elettorali. Si
spocchia presuntuosa dei vincitori. Sono nostri
tratta di proposizioni improduttive e velleitarie
anche quegli altri antenati che per molti anni si
contro un inarrestabile fenomeno di esodo di tipo
installarono in Libia, senza accorgersi di star
biblico. Siamo intanto sommersi da enunciazioni,
seduti su un enorme patrimonio di petrolio che,
adatte solo a sproloqui elettoralistici da T.V.
scovato all’epoca, avrebbe davvero dato senso al
Queste si intrecciano, con teatrali e inconsistenti
desiderio nazionale di colonizzare qualcosa! Ma
dispute, ad opera di due figure, politicamente
loro cantavano impavidi: “Tripoli bel suol
avversarie, unite, tuttavia, da un patto di genere
d’amore; Faccetta nera e “ziki paki ziki pu”!
privatistico: “Il Contratto”. A costoro è affidato il
Diciamoci la verità. Siamo stati poveri emigranti governo del nostro Paese. L’immagine dell’Italia
sbarcando in America e improvvisati e scadenti all’esterno è deteriorata come non mai, in sede
colonizzatori in Africa! internazionale e in particolare in seno alla CEE.
Sarebbe assolutamente necessario, invece,
dialogare e trovare, nella statica e assonnata
Comunità, sbocchi al problema “rifugiati” come
pure alla dinamica dei Mercati esteri, Cina inprimis, che fanno collassare parte delle nostre ordinaria, lasciando spazi solo a tecnici
attività produttive. qualificati.
Vale, ad esempio di tale permanente stasi, la Un possibile ritorno alla campagna, almeno di
teorizzata mobilitazione dell’Europa, per fornire parte delle nostre masse operaie disoccupate, è,
tecnologie e risorse “in loco” ai Paesi da cui per il momento, solo utopia. Prevale l’aspetto
provengono molti dei profughi. Una “snob” innanzi teorizzato.
mobilitazione che non appare affatto sostenuta da
volontà reale. Si tratterebbe di un mega-progetto Allora è vero che una buona schiera di immigrati,
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economico mirato ad aiutare, almeno una parte opportunamente inquadrati nei diritti e nei doveri,
dei tanti diseredati del Centro Africa, assicurando potrebbe risolvere parte del pericoloso andamento
pace e lavoro a casa propria. Di fatto non c’è una discendente della manodopera attiva e della
valida volontà collegiale europea, né direttive natalità nel nostro Paese? Qualcuno ne parla da
diplomatiche di sostegno a tale grandiosa scanni elevati, sulla scorta delle analisi oggettive,
operazione. L’Africa Centrale si andrà, molto ma una parte del Paese, sostanzialmente miope e
probabilmente, progressivamente adattando troppo egoista, appare pregiudizialmente
all’invasione tecnologica ed allo sfruttamento contraria. Si parla di presunti complotti, di
della Russia e della Cina, che appaiono i veri ostacoli al “programma di Cambiamento” e di
colonizzatori del Terzo Millennio! volontà esterne “sospette”, avverse all’opera del
Governo in carica. Si mortifica a Riace l’opera
Il nostro oggi decennale di un Sindaco visionario, creatore di un
modello di integrazione che desta l’ammirazione
Ed oggi? Oggi sentiamo nell’aere il pesante del Mondo! Non è prevalsa subito la Verità e si è
respiro sovranista di chi “vuole ad oltranza dovuta attendere la sentenza di un Giudice per
proteggere i confini”! rimettere le cose a posto.
Ma da che cosa e da chi potremo proteggere Ma per chi ha lo scettro del potere la Verità, la
questo nostro popolo che, con l’avvento della Sincerità sono, in genere, pratiche da evitare e
civiltà tecnologica, sin dagli anni sessanta del molto spesso da eludere!
secolo scorso, cerca solo agiatezza e potere e non
mette al mondo che pochi figli all’anno? Sono Intanto l’abituale, strafottente distacco con il
state stravolte da tempo le condizioni di quale l’italiano medio tratta la “Cosa Pubblica”,
“stazionarietà” teorizzate da Joan Stuart Mill considerandola materia complessa da evitare, ci
(parità tra nati e morti all’anno), e ci ritroviamo ha condotto allo stato attuale. Il potere
solo vecchi in esubero, sopportati e, in parte, governativo si articola lungo una duplice matrice:
abbondantemente maltrattati, come si evince dalle una per certi aspetti, in forte sentore di “orbace”;
verifiche periodiche della Caritas. l’altra in una utopica, grande illusione, quella
d’essere in grado di gestire il Cambiamento.
Si sostiene che c’è stata una forte evoluzione dei
costumi. E’ vero! Che fare?
Ma, intanto, anche per questo aspetto la nostra Oggi, dunque, più che mai sarebbe necessario
popolazione è cambiata di molto, specie nel suo ritrovare il “buon senso”. Bisognerebbe al più
profilo sociale. Si potrebbe definirla, con termine presto traghettare l’emozione popolare dal
fuori moda, alquanto “snob”, poiché, rifuggendo ribellismo istintivo alla razionale visione del
lavori defatiganti, considera del tutto peregrina la Paese, cogliendone la reale essenza.
possibilità di prendere una vanga o una
motozappa fra le mani. Vive affastellata, intanto, Buon senso, equilibrio, rispetto reciproco, serietà
in formicai periferici alle grandi città, dopo aver nel lavoro, sono i veri fattori di Libertà, dunque,
lasciate incolte terre fertili, per migliaia e migliaia che vanno riportati in primo piano in un Italia
di ettari. Le fabbriche che furono meta dei unita che deve cancellare ancora troppe divisioni,
massicci spostamenti interni oggi sono tra un Nord, agiato e in buona parte presuntuoso e
automatizzate mediante tecnologie classista ed un Sud in perenne ascesa dove, in
avanzatissime. Si respinge mano d’opera molte fasce sociali, prevalgono ancora ignoranza,arretratezza e talvolta patetica, illusoria De Gasperi insegnò con il suo celebre discorso
superiorità. all’ONU che, una Nazione può perdere una guerra
ma può mantenere intatta la propria credibilità!
Ma, intanto, nel ‘movimento ideologico’ delle
masse giovanili del Paese si avverte, come Oggi, senza guerre perse, ci accorgiamo che in
prevalente, quel moto di ribellione in base al quale sede internazionale stiamo perdendo credibilità e
si ritiene di poter superare, senza alcuna fiducia per le improvvisazioni e gli atteggiamenti
approfondita analisi, i veri fattori della crisi. Una di forza che si manifestano per argomenti di
ascesa politica che da fronti opposti ha mirato solo modesto rilievo (il gran clamore per gli
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alla conquista del potere. E in parte c’è riuscito, immigrati!), oppure troppe titubanze in casi di
ben vero con la sistematica opera di cancellazione particolare urgenza (quanti tentennamenti per
non solo della componente storica di un rimuovere da cariche pubbliche i responsabili di
“passato”, oggettivamente negativo, ma di tutto il malversazioni; quante lungaggini per il ponte di
“passato”. Il vaticinio è: “Ignorare Genova!). Intanto la situazione idrogeologica,
sistematicamente ogni cosa che è stata”; dalla resa drammatica da frane, terremoti e mareggiate,
Storia politica e sociale del Paese, alla ritualità dei è di fatto priva di adeguato controllo e senza un
costumi di vita, alle tradizioni ed alla sapienza dei minimo di valida programmazione. Per “il
padri. Una cancellazione senza esclusioni di sorta, problema rifiuti”, tossici e ordinari, manca una
mentre vengono tollerate forme di strumentale seria pianificazione. I cumuli d’immondizia
“revisionismo” a Piazzale Loreto come alla crescono a vista nelle grandi città e alimentano
Risiera di San Saba! E’ paradossale, a pensarci nelle periferie roghi mostruosi. Nel campo della
bene, puntare su così antiche contrapposizioni. E’ produzione di energia, per beghe di cortile ma non
come se nel 1944, in piena eruzione del Vesuvio, per scienza, abbiamo rinunciato da tempo ai
nel bel mezzo dei tanti problemi da risolvere, si Termovalorizzatori e, sul nostro territorio,
fossero organizzate manifestazioni contro o a notoriamente a basso tasso di ventilazione
favore di Pio IX nel ricordo della breccia di Porta naturale, puntiamo, gagliardi, verso le
Pia! costosissime e sottoutilizzabili Pale Eoliche.
Blocchiamo trivellazioni a terra e a mare ma, nel
E’ un fatto, tuttavia, che tra le figure giovanili che contempo, non sosteniamo adeguatamente la
si muovono sulla ribalta politica odierna Pesca e l’Agricoltura. Languono il Lavoro,
emergono anche personalità, portatrici di l’Assistenza, l’Istruzione e viene lasciata aperta
proposte valide, alle quali è giusto dare lo spazio l’eterna faida tra Sindacati e Imprenditoria,
che meritano, magari con qualche consiglio scontentando ambedue le categorie e, di fatto,
appropriato elargito da anziani, affidabili e allontanando dal Paese investitori esteri.
sapienti. Ma ritenere, come proclamano a gran
voce alcuni, di poter buttar tutto alle ortiche, è In sintesi senti un gran vocio, con il susseguirsi di
pura demagogia! Andar ripetendo a pieno volume proposte, spesso inattuabili e subito dopo
che “loro bastano per cambiare in meglio la nostra immediate, puntuali ripicche. Un cicaleccio
Società” e che nulla potrà fermare i principi di mediatico continuo che nasconde la stasi in cui
sovranità ai quali si ispirano, è da catalogare solo giace, narcotizzata, l’analisi dei veri interessi del
come enunciazione di propositi inconcludenti. nostro Paese.
Al lume di quel richiamato “buon senso” resta Si naviga a vista, stretti alla poltrona ma non al
evidente che, se non si vedrà cambiare qualcosa timone!
negli indirizzi attuali, il tutto risulterà, in tempo
breve, davvero insopportabile. Basta osservare Ci sono doveri, per chi vive la realtà rotariana, che
quanta tensione si è creata in sede Europea per il non possono essere elusi ed il primo fra questi è
tentativo di superare i vincoli economici quello di non fare spallucce chiudendo gli occhi,
dell’Unione. Una seconda Manovra Finanziaria in attesa che “qualcosa -vedrai- cambierà!”. Il
per più giorni ventilata, parte in chiaro difetto buon senso e il dettato dei principi a cui il
d’ossigeno, e resta una grave e temeraria messaggio di Paul Harris si ispira suggeriscono,
operazione. peraltro, di non avventurarsi in atteggiamenti
partitici per non inficiare le garanzie dellaindipendenza di pensiero e di azione che Abbiamo dunque tanto da fare nel tempo attuale e
caratterizza la missione rotariana. Quegli stessi nel prossimo futuro!
principi ci dicono, tuttavia, che l’ingiustizia, la
protervia, l’ignoranza vanno combattuti sempre, Tutto è perfettibile, infatti, ma, per raggiungere la
con l’esempio, l’abnegazione, la solidarietà, e ciò meta di una Italia della Ragione, passerà ancora
in funzione del bene comune e del rispetto di ogni molta acqua sotto i ponti!
individuo.
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*Ingegnere. Socio Onorario del Rotary Club Napoli Angioino “Raffaele Pallotta d’Acquapendente”. Già
Segretario del Distretto Rotary 2100 per l’Anno 2000-2001. Senatore emerito dell’Ordine degli Ingegneri
di Napoli. Autore di pubblicazioni scientifiche, di conferenze e articoli di argomento sociale e di costume.
Cultore di Storia del Meridione, ha ricevuto numerosi premi per aver pubblicato romanzi fra cui:
Itinerario Borghese - Ed. Guida; Querce sul Mediterraneo (4° edizione) - Ed. Guida; La Ragnatela - Ed.
Artstudio Paparo; La Malia di Sant’Angelo - Ed. Guida.Quel ‘68
che animò il Sud
di mezzo secolo fa 9
di Piero Antonio Toma
Fra entusiasti e detrattori di ieri e di oggi, da Ma il Sessantotto ha anche i suoi detrattori, come
Berkeley a Napoli, il lungo percorso degli obiettivi ogni mela spaccata a metà. Un po’ dovunque si è
falliti e di quelli raggiunti. A cominciare dalla sviluppata una tendenza teocon – cioè teologico-
emancipazione femminile. Un libro ne illustra, conservatrice – ben rappresentata, da Giulio
attraverso una storia d’amore in due tempi, le Tremonti al Papa Emerito Ratzinger, che hanno
origini e gli avvenimenti dal punto di vista mosso un atto d'accusa formidabile contro il
meridionale. Sessantotto, visto un po' come l'origine di tutti i
mali della nostra società. Come diceva qualcuno
A cinquant’anni e passa di distanza, cos’è rimasto (John Stuart Mill), “I conservatori non sono
di quel vasto movimento planetario come il necessariamente stupidi, ma gli esseri umani più
Sessantotto, che ha segnato e trasformato il stupidi sono conservatori”.
mondo, un empito che per la prima volta originava
dai giovani e che si estese, dagli Stati Uniti L’epoca del cambiamento era già nell’aria
all’Europa, in moltissimi scomparti del mondo
civile? E soprattutto che cos’è rimasto nel nostro Sarebbe abbastanza miope declassare il
Sud grazie al movimento studentesco nelle Sessantotto a rivolta studentesca, anche se i
università da Napoli a Salerno, da Bari a Lecce, da giovani ne sono stati la levatrice generazionale.
Palermo a Catania (le altre, Cosenza, Potenza, Innanzitutto occorre dire che il vento originario di
Reggio Calabria, ecc. sarebbero sorte dopo)? alcune università americane, in particolare da
Intanto noi non avremmo bisogno di un altro Berkeley, una delle università più decorate degli
Sessantotto, ma di ciò che ci suggerisce Stati Uniti (contro la guerra in Vietnam e contro
l’esperienza di quella stagione irripetibile l’obbligo della leva militare), aveva cominciato a
attualizzandola al presente: adesso il 2% soffiare quattro anni prima per poi esondare in
dell'umanità possiede più del 50% della ricchezza Europa (da una parte, il Maggio francese e ,
mondiale, la guerra alimenta il terrorismo e dall’altra, la protesta contro l’Unione Sovietica
viceversa, mentre i mutamenti climatici stanno culminata col suicidio a Praga del giovane Jan
portando il pianeta alle soglie dell'irreversibile. Il Palach davanti ai carri armati di Mosca) e in Italia,
risultato più preoccupante è il passaggio dal futuro da Trento a Milano, Bologna e Roma, a Napoli e
come promessa al futuro come minaccia. Con le in altre università del Mezzogiorno. Un clima che
sue idee motrici, come la lotta contro la guerra, la si surriscaldò sin dal 1967 e che si sarebbe
povertà, l’inquinamento atmosferico e come difesa riverberato ben oltre il 1970. Se il Sessantotto
del lavoro, il ’68 può aver perso, ma esse fosse rimasto soltanto una protesta studentesca, sia
rimangono un ineludibile traguardo per l’umanità. pure estesa e dalle tinte drammatiche, non avrebbe
maturato il merito di riparlarne a tanti anni di
Ricordiamo che quella fu prima volta nella storia distanza. Il punto è che gli studenti, e al loro
dell’uomo che il potere economico-politico- seguito anche molti operai, si mossero in anticipo
militare del mondo, da sempre nelle mani sui tempi facendosi portabandiera di umori,
stagionate dei potenti, viene posto sotto accusa e tensioni, tendenze che stavano già lievitando un
sotto scacco da un “manipolo di giovani po’ dovunque.
scalmanati”.Una città che spesso regala stagioni irripetibili specialmente dall’Islam, che non riconosce
l’eguaglianza fra i due sessi, si distanzia
E che, nelle sue parti più avvertite e sensibili, la l’Occidente. Esaltare la crescita della donna,
società, a cominciare da quella di Napoli, fosse sul impegnarsi per la pace e diffondere la solidarietà
punto di esplodere, lo dimostrano alcuni elementi fra gli uomini rimangono ancora oggi i tre primati
caratteristici. Tutti riconosciamo l’imprescindibile epocali del Sessantotto.
portato della musica, della canzone, dell’arte, del
teatro, tra gli elementi identitari di questa città. Se i Beatles cantano che lei se ne va di casa
Ebbene proprio nel Sessantotto, con Eduardo che
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se n’è appena andato lasciando orfana metà della E a proposito della questione femminile dobbiamo
popolazione, ecco ribollire le nuove linfe. ricordare che le donne, quando si sono emancipate,
Significativo che in una strada del quartiere "si sono emancipate" da sole lottando e
Chiaia, via Martucci, sorgessero come funghi tre sgomitando all’inizio proprio all’interno della
teatri, piccoli, scuri, confinati in altrettanti famiglia. Ricordiamo inoltre che ancora alla fine
scantinati, quasi ritrovi da consorterie intellettuali, degli anni ’60 il Codice stabiliva che la famiglia
ribollenti di umori esplosivi e pronti ad accogliere era governata solo dal maschio, era solo lui a
le nuove leve della musica, della canzone e della stabilire la residenza, ad amministrare il danaro e
scena. Il Teatro Esse di Gennaro Vitiello, il Teatro le proprietà della coppia, a detenere il potere di
Instabile di Michele Del Grosso e il Play Studio di picchiare la moglie e i figli. Alle donne era anche
Arturo Morfina. E qui affioravano testimoni precluso il concorso in magistratura perché il loro
musicali di alto livello. Ma il teatro sapeva ciclo mestruale avrebbe annebbiato le loro
riscoprire figure come Raffaele Viviani ad opera di capacità di giudicare. E se una ragazza veniva
Antonio Ghirelli, Achille Millo, Giuseppe Patroni rapita e violentata da un uomo che non le piaceva,
Griffi e poi anche di Francesco Rosi col suo “Le era costretta a sposarlo, altrimenti sarebbe rimasta
mani sulla città”. Qui trovarono rifugio e applausi “disonorata” e nubile per tutta la vita. Per fortuna,
gli artisti dell’americano Living Theatre. Fermenti a metà degli anni 60 ci fu, proprio in Sicilia, Franca
rivoluzionari attraversavano anche le discipline Viola, la prima donna a rifiutare le “nozze
artistiche come documenta da par suo Roberto De riparatrici”. Per questo suo no (che portò anche
Simone. Perché Napoli? Una domanda senza all’arresto e alla condanna del suo violentatore e
risposta per una città che spesso regala stagioni dei suoi complici) fu costretta ad andarsene
irripetibili. dall’isola. In quegli anni i Beatles cantavano in
She’s leaving home (1967) “Lei se ne va di casa
Pace e solidarietà rimangono ancora oggi i dopo aver vissuto da sola per così tanti anni”.
primati epocali del ‘68 Giusto il contrario di ciò che spesso accade oggi.
Molto di più di un fenomeno studentesco quel ’68, A Napoli nessun leader ma la documentazione
dunque, meglio l’epopea di una società che pareva più copiosa
svegliarsi dal letargo. Basti anche pensare al ruolo
della donna che per la prima volta, iniziava a Queste ed altre notizie sono ospitate nel mio
mandare in soffitta la propria sempiterna recente volume “A Sud del Sessantotto, tra storia
subalternità guadagnando faticosamente nuovi e storie” (Guida editori), nel quale, fra narrazione
spazi di autocoscienza. Ma nel suo complesso, lo e rievocazione, una sorta di romanzo in due tempi
ripetiamo, tutta la società, anche quella impreziosito da una ventina di “testimoni”, ho
meridionale, ha potuto beneficiare di questa cercato di fare il punto sulla quella stagione vista
trasfusione. Da quella stagione sono derivate da Napoli e dal Mezzogiorno.
conquiste come la minigonna, il divorzio e
l’aborto. Sul piano politico nel 69 il movimento
studentesco si trasformò in movimento operaio e
l’anno successivo vide la luce lo Statuto dei
lavoratori. A quella stagione dobbiamo l’aver
capito che il vero problema della democrazia è il
riconoscimento dell’uguaglianza fra uomini e
donne. Ed è su questa frontiera che oraQuando la bellezza ha bisogno delle rivoluzioni
La compilazione della sezione “a più voci” nel
volume si articola in lunghi e articolati dialoghi ai
quali partecipano i giovani di allora, e che poi
avrebbero frequentato l‘università dall’altro
versante della cattedra, come Gianfranco Borrelli,
Guido d’Agostino, Vittorio Dini, Antonio
Gargano e fino all’americano Gordon Poole,
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reduce da Berkeley. Nella rosa dei contributi non
mancano altri studiosi, scrittori, registi, artisti,
architetti, attori, tutti a dire la propria e a mettere
in luce successi e insuccessi di quella stagione
tanto entusiasmante quanto travagliata e quanto
poco condivisa. Come abbiamo visto dai
conservatori di ieri e di oggi. Segue un’appendice
contenente: il resoconto di un’occupazione della
sede centrale dell’università partenopea e degli
scontri fra forze dell’ordine e Movimento
studentesco; le sigle delle associazioni dei docenti
e degli studenti e l’elenco dei nomi. Come sostiene
Albert Camus, citato in un esergo del libro, “La
bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma
viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno
E mi sono accinto a scriverlo dopo avere di lei”.
constatato che il Sud del ‘68, come tanti altri Sud,
è stato pressoché ignorato dalla narrazione Due fallimenti e due successi
nazionale. Ma ci sono altre regioni che
Infine occorre porre in chiaro una distinzione ben
sottintendono alla sua nascita. Innanzitutto Napoli
netta: il 68 non ha nulla a che fare col terrorismo
si distinse dalle altre città della Penisola per
del decennio successivo e le cui responsabilità,
mancanza di un leader, mentre guidavano la
dalla morte di Aldo Moro in poi, vanno ascritte
contestazione studentesca Adriano Sofri a Pisa,
esclusivamente alla classe politica. E giusto per
Mario Capanna a Milano, Renato Curcio a Trento
concludere, diciamo che il 68 non si esaurisce nella
e Guido Viale a Torino. In secondo luogo la
solita candelina sulla torta del mezzo secolo, ma
documentazione di Napoli scritta e pubblicata
sicuramente merita la seguente citazione che lo
durante e dopo il ‘68 fu sicuramente la più copiosa
gemella con un’altra data del secolo precedente:
di tutte. Il libro poi si sofferma sulla durata della
“Il 1848 e il 1968 sono due rivoluzioni fallite che
contestazione che qui si dilatò sia prima e sia molto
hanno avuto successo”.
tempo dopo. E infine, ciò che contraddistingue il
fenomeno partenopeo, fu la presenza più massiccia
che altrove degli studenti dell’estrema destra.
Giornalista professionista, laurea con 110/110 all’Università di Napoli in Scienze Politiche con la
prima tesi in Italia sulla Cina comunista. Ha lavorato a Il Sole 24 Ore. Attualmente collabora con
Repubblica. Ha fondato e diretto l’agenzia stampa Informedia, alcuni periodici e una casa editrice.
Ha pubblicato una quindicina di libri di narrativa, poesia e saggi storici, tra i quali Il silenzio dei
giusti. Napoli 1943. Il ritorno degli Ebrei (Grimaldi 2004, e per il quale nel 2015 ha ricevuto la
cittadinanza onoraria del Comune di Tora e Piccilli). Altri riconoscimenti: Trofeo Chinnici, Premio
Pompei, Premio Palizzi, Premio Megaris e nel 2017 Premio internazionale Francesco Saverio Nitti.
È autore di testi musicali.Molo San Vincenzo:
una grande opportunità
12
per Napoli
di Pietro Spirito
Descrizione del Molo San Vincenzo ipotizzare la destinazione a sede distaccata del
costituendo Museo del Mare.
Il Molo San Vincenzo costituisce la parte più
occidentale del Porto di Napoli e si estende, La quarta parte del Molo San Vincenzo, oggi già
perpendicolarmente alla Città, per circa due di competenza dell'AdSP, va dall'Eliporto
chilometri e mezzo dal centro della città (Palazzo (costruito in occasione del terremoto del 1980 ma
Reale e Maschio Angioino) verso il Golfo, in mai collaudato e quindi mai utilizzato) fino al Faro
direzione del Vesuvio. ed alla statua di San Gennaro. La quinta parte va
La prima parte, la Darsena Acton, costeggia via dal Faro fino all'imboccatura del Porto, ed al
Acton ed è per tre lati di competenza dell’ex momento non è praticabile.
Autorità Portuale di Napoli, oggi Autorità di
Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (d’ora
in avanti AdSP), mentre la banchina opposta a via
Acton è gestita dalla Marina Militare: nella
Darsena Acton sono ospitate barche per charter,
barche di servizio e mezzi della Marina Militare.
La seconda parte va dal Corpo di Guardia della
Marina Militare fino al Piazzale Alzabandiera: vi
si trova l'insediamento principale della Base
Navale, con tre edifici occupati per gran parte da
uffici della Marina. È insediato il Comando
Logistico della Forza Armata, attività che non
richiede necessariamente una localizzazione con
proiezione diretta affacciata integralmente sul
mare.
Nella terza parte, che dal piazzale Alzabandiera
muove verso Sud Est fino all'Eliporto, insiste una
lunga serie di edifici che affacciano da un lato sulla
banchina lato Stazione Marittima e dall'altro sulla
diga foranea lato via Partenope. Una parte minore
di questi edifici è occupata da abitazioni dei
militari mentre la maggior parte, in stato di Stralcio del master Plan
evidente abbandono, necessita di radicali
interventi di manutenzione straordinaria e di L’idea progetto per il futuro del Molo San
importanti investimenti. Di questa area fa anche Vincenzo
parte lo stupendo bacino borbonico di raddobbo
costruito, primo in Mediterraneo, nel 1852: in Il Master Plan del Porto di Napoli, approvato nel
esercizio fino ad una ventina di anni fa il bacino 2018 dal Comitato di Gestione della Adsp,
necessita di importanti lavori e se ne può poi prevede: - la riqualificazione del waterfront
portuale aperto alla città, nell’area monumentaleche va dal Molo San Vincenzo all’edificio maggiormente qualificata di residenzialità
dell’Immacolatella, sicuramente uno dei prioritari alberghiera.
obiettivi per la riorganizzazione dell’area
funzionale destinata al trasporto passeggeri; -
l’area di ponente del porto, che parte dal Molo San
Vincenzo, e comprende il porto storico, la calata
Beverello e la calata Piliero, è riorganizzata
intorno alla macro-funzione passeggeri che
comprende: le aree destinate al traffico veloce da e Molo San Vincenzo – Sviluppo complessivo 13
per le isole (Molo Beverello), le aree destinate
all’accoglienza e gestione dei croceristi (Stazione Anche sulla spinta delle Associazioni e dei
Marittima e Molo Immacolatella), l’area destinata cittadini napoletani, la AdSP ha proceduto alla
al traffico per le isole (Calata di Massa) e infine la risistemazione dell’area finale del molo con il
previsione per il Molo San Vincenzo di un’area rifacimento del grande Piazzale di San Vincenzo e
destinata all’ormeggio di grandi yatch. di quello adiacente lato mare con la statua di San
Gennaro, con la ripavimentazione di un’area di
3.500 metri quadri, con la sua messa in sicurezza e
recinzione e con la creazione di un approdo in
corrispondenza della statua di San Gennaro.
Progetto della Nuova Stazione Beverello
L'idea originaria del 1998 era di utilizzare il Molo
San Vincenzo per l'ormeggio di navi da crociera in
transito che non trovassero posto alla Stazione
Marittima.
Il lungo tempo trascorso da allora, come spesso Molo San Vincenzo – prospetto frontale
accade, ha profondamente cambiato gli scenari: le
navi da crociera sono enormemente cresciute per Con ogni probabilità, considerata l’articolazione e
stazza, lunghezza e passeggeri trasportati (oggi la complessità del progetto, sarebbe consigliabile
una grande nave - tra passeggeri ed equipaggio - renderlo operativo in due fasi: la prima con un
arriva quasi a 10.000 persone) e la loro dimensione orizzonte di breve-medio termine, mantenendo
originaria (inferiore ai 200 metri di lunghezza) è ancora la presenza del Comando Logistico della
stata quasi raggiunta dai giga e mega yachts, ormai Marina Militare secondo uno schema che ne renda
piccole navi più che grandi yachts. compatibile la presenza assieme ad altre funzioni;
la seconda, con un orizzonte di medio lungo
Bisogna quindi ripensare, come previsto dal termine, che preveda invece una diversa
Master Plan del Porto di Napoli, ad un utilizzo localizzazione del Comando Logistico,
commerciale delle banchine per ormeggiarvi mega arricchendo il contenuto di offerta alberghiera e
e giga yacht che potranno portare grande ricchezza turistica del progetto.
alla Città di Napoli. La valorizzazione degli edifici
oggi non pienamente utilizzati può invece L’idea da cui partire, almeno per una prima fase
costituire utile occasione per qualificare il progettuale di immediata realizzabilità, è quella di
portafoglio della offerta alberghiera di qualità per un utilizzo misto e compatibile tra i tre principali
una città come Napoli che ha conosciuto un forte stakeholders pubblici: l’Autorità di Sistema
boom turistico non accompagnato da un Portuale, il Comune di Napoli e la Marina Militare,
programma di incremento della offerta con un ruolo chiaro per le partnership private, che
assumerebbero due compiti: la valorizzazioneimmobiliare dei cespiti immediatamente liberi e e civili (megayacht), previa risistemazione delle
l’attrezzaggio del molo per i mega ed i giga yacht. banchine con investimento privato. Gli edifici
prospicienti le banchine (la prima parte di
La prima parte del Molo sulla sinistra (prospiciente competenza Marina Militare e la seconda parte di
la Darsena Acton) sarà delimitata ed competenza AdSP) potranno essere oggetto di un
opportunamente protetta, resterà nella prima fase grande progetto di ristrutturazione e di riutilizzo.
zona Militare e sede del Comando Logistico della
Marina, ubicato nei tre grandi edifici posti alla In una seconda fase, avendo preventivamente
radice. individuato ed attrezzato un edificio nel quale
14
collocare integralmente il Comando Logistico
della Marina Militare (si può pensare ad uno degli
edifici dell’area ex Nato ad Agnano), si potrebbero
anche valorizzare i tre blocchi architettonici
frontali posti in radice del molo San Vincenzo,
rendendo il progetto da un lato ancora più
attrattivo per gli investitori privati e dall’altro
ancora più completo il percorso di recupero
dell’area alla funzionalità turistica.
È però evidente che la seconda fase deve essere
Molo San Vincenzo – Edifici Borbonici disegnata, così come la prima, con certezza di
tempi per la realizzazione degli investimenti
L’area successiva, e cioè tutto il Molo che privati: solo la credibilità di un time schedule
partendo dall’imboccatura della darsena Acton ferreo e garantito può costituire davvero quella
fino al faro ed alla statua di San Gennaro (oltre due condizione capace di attrarre l’interesse potenziale
chilometri di lunghezza potrà ospitare navi militari degli imprenditori privati.
Presidente Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centrale presso Ministero Infrastrutture e dei
Trasporti: (Porti di Napoli, Salerno, Torre Annunziata). Laureato presso la Università degli Studi di
Napoli Federico II. Perfezionamento Indirizzo Economico presso Dipartimento Scienze Politiche della
stessa Università. Docente incaricato presso l’Università di Tor Vergata a Roma. Autore di numerose
pubblicazione e di libri . In precedenza; Direttore Istituto G. Tagliacarne; Corresponsabile del Progetto
Invitalia per la sistemazione urbana di Bagnoli.; Dirigente presso ATAC ; Funzionario direttivo presso
Consob; Presidente dell’ Interporto di Bologna; Capo Operazioni presso Ferrovie dello Stato.Il Centenario
della Scuola del Bauhaus:
storia e attualità 15
di Alessandro Castagnaro
Quest’anno cade il centenario della Scuola del ed i successivi sviluppi, si formano un’estetica
Bauhaus ed ho accettato con piacere di trattare industriale e un linguaggio formale collettivo.
questo argomento sull’organo di stampa del
Rotary perché sono convinto che tale tematica non La Bauhaus propone una "sintesi" di arte,
sia legata esclusivamente al mondo degli addetti ai artigianato e industria realizzando, attraverso una
lavori - architetti, designer, artisti - in quanto con serie di laboratori, una molteplicità di prodotti
i suoi principi fondatori e con i risultati raggiunti funzionali e, allo stesso tempo, di elevato valore
nella sua evoluzione, ha fortemente inciso sui estetico, non più per un élite privilegiata, una
cambiamenti del gusto del cosiddetto secolo breve, monarchia in decadenza o per un’alta borghesia
per dirla con Eric Hobsbawm, e sulla vita ma alla portata della società di massa con l’intento
contemporanea di noi tutti. fondante di incidere sull’ambiente diffuso con la
qualità dell’arte.
La "Statliches Bauhaus Weimar" viene fondata nel
1919 nella repubblica di Weimar ed assume la
denominazione dalla città che la ospita, la stessa
città in cui si tenne un'assemblea nazionale per
redigere una nuova costituzione dopo la sconfitta
tedesca nella prima guerra mondiale, da cui il
Reich tedesco, nel periodo tra il 1919 ed il 1933,
venne denominato Repubblica di Weimar. Fu il
primo tentativo di stabilire una democrazia liberale
in Germania, in un periodo di grande tensione e di
conflitto interno, nonché di grave crisi economica,
che si concluse con l'ascesa al potere di Adolf
Hitler e del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei
Lavoratori nel 1933, anno in cui, comunemente,
viene segnata la fine della Repubblica di Weimar Va considerato che negli anni immediatamente
con l’annullamento di tutti i meccanismi forniti da dopo il primo conflitto bellico le Avanguardie
un normale sistema democratico. Figurative avevano mutato il concetto artistico.
Con Avanguardie Figurative si tende a riunire quel
In questo contesto viene fondata da Walter gruppo di correnti artistiche che sperimentano
Gropius (1883-1969), ritenuto poi tra i maggiori nuove forme e soluzioni, rispetto alla produzione
architetti del Novecento, la Scuola democratica e corrente; una sorta di abbandono della cultura
fondata sul principio della collaborazione romantica a favore di nuovi linguaggi. La pittura,
reciproca tra maestri e allievi, tra artisti e artigiani, ad esempio non è più intesa come rappresentatività
con l’obiettivo di creare un’unità culturale, ma come espressione di quello che l’artista sente o
espressione della civiltà moderna ed industriale, che vuole esprimere. Fu in questo periodo che
attraverso un accordo tra la produzione in serie: trovarono spazio il Futurismo con il nostro
premesse che ambiscono a superare lo storico Marinetti, il Purismo, il Cubismo, il
antagonismo tra artista ed artigiano nel momento Neoplasticismo, per citarne solo alcune, oltre alla
in cui, dopo la rivoluzione industriale (1760-1830) nascita di nuove forme artistiche rappresentativecome la fotografia nata nel 1839 e la
cinematografia (1891).
Fedele ai suoi tempi, fra gli insegnamenti della
Scuola vi era anche l’introduzione della teoria
dello spazio-tempo, continuo e mobile, in accordo
con le tendenze dinamiche che hanno introdotto la
dimensione del tempo nell’arte, proprio dai
presupposti sviluppati da Picasso e da Braque con
16
quella che viene poi definita “quarta dimensione”,
il tempo necessario a fruire di un’opera d’arte. In
sostanza viene abbandonata la molteplicità di Ai professori della vecchia accademia, in sinergia
livelli di lettura dell’opera d’arte, valida fino a con gli artigiani, vengono affiancati nuovi maestri
tutto l’800, in particolare per la pittura e la scultura chiamati da Gropius: Lyonel Feininger, Gerhard
che affrontavano, con una narrazione tratta dalla Marcks e Johannes Itten assieme a pittori, scultori,
vita comune, dai paesaggi, dai sacri testi, da varie scenografi, designer come Paul Klee, Johannes
forme di spettacolo. Itten, Piet Mondrian, Oskar Schlemmer, Vassilij
Kandisky, Lyonel Feininger, Mies van der Rohe,
Josef Albers, Marcel Breuer. Essi erano strutturati
per operare in laboratori di falegnameria, del
metallo, della pittura murale, della pittura su vetro
e della tessitura, prima affidati a Itten e poi, dal
1923, all’ungherese Moholy-Nagy, proveniente
dal campo costruttivista che alimentò esigenze
nuove come la funzionalità d’impiego e, quindi,
una maggiore praticità d’uso dell’oggetto,
abbandonando così il principio formale di una
struttura rigidamente geometrica. I laboratori
Quindi l’arte oltre ad esprimere i suoi valori trovarono la loro applicazione nelle diverse
intrinseci, rappresentava fino ad allora una sorta di sessioni che costituivano la Scuola: l’arredamento,
racconto. Insomma come è stato notato da Renato il teatro, la scenografia, la grafica pubblicitaria, il
De Fusco, noto storico dell’architettura e del design ed altri ancora. Nel 1925, la Scuola si
design: “il codice multiplo dell’arte del passato dovette trasferire da Weimar a Dessau nella nuova
consisteva in tanti strati di conoscenza tali che ogni sede progettata dallo stesso Gropius che, in ambito
singola opera poteva essere compresa dal maggior architettonico realizza con il progetto di questa,
numero di persone di qualunque livello culturale.” assieme agli alloggi dei docenti e al vicino
quartiere di alloggi popolari Torten, un’opera che
Nel marzo del 1919, Walter Gropius, direttore può considerarsi come Manifesto dell’architettura
della Bauhaus a Weimar, ne pubblica il manifesto- razionalista tedesca.
programma con la Cattedrale di Lyonel Feininger
sul frontespizio, di cui è significativo questo passo: In effetti la Scuola perseguì un’operazione che
«insieme concepiamo e creiamo il nuovo edificio coniugava aspetti sociologici, di didattica e
del futuro, che abbraccerà architettura, scultura e stilistica con caratteri socio-politici ma,
pittura, in una sola unità, e che sarà alzato un prevalentemente, istituì una metodologia
giorno verso il cielo dalle mani di milioni di innovativa legata al linguaggio razionalista.
lavoratori, come il simbolo di cristallo di una
nuova fede.»In definitiva, come ha avuto modo di scrivere il
noto storico dell’arte Giulio Carlo Argan in un suo
volume dal titolo Walter Gropius e la Bauhaus
pubblicato da Einaudi nel 1951 - che resta ancora
un contributo storiografico fondamentale per la
valenza della Scuola - la Bauhaus: «riflette la crisi
della società e della cultura moderna e propone
uno strumento di riforma artistica, collegando
creatività e mondo della produzione e proponendo 17
una realtà internazionale, oltre le tradizioni locali.»
Infatti Gropius offre della progettazione
l’immagine di una fattiva possibilità che lega il
Venendo all’aspetto pratico della Scuola, che progresso alla collaborazione fra i popoli e ad un
ospitava duecentocinquanta allievi - ammessi corretto uso di tecniche e moderne capacità
dopo il superamento di un test attitudinale - questi produttive, grazie anche alle fabbriche e alle loro
venivano indirizzati ai vari insegnamenti che catene di montaggio.
seguivano il metodo “imparare facendo”
dell’estetica normativa di tipo psicologico- Obbiettivo fondamentale, oltre alla qualità diffusa,
sperimentale e, soprattutto, delle indicazioni era quello della grande quantità ad un giusto
pedagogiche di Friedrich Fröbel. In effetti dalla prezzo, con una spinta propulsiva verso la forte
Scuola nasce un cosiddetto stile Bauhaus ben evoluzione del gusto, adeguandolo verso un
presto integratosi nell’architettura e nel design mondo che si avviava ad una rapida
internazionale. trasformazione.
Una serie di fattori costringono Gropius a lasciare
la Scuola e a dedicarsi alla sperimentazione degli
alloggi popolari con innovative tipologie edilizie,
alla direzione subentrarono prima H. Meyer e poi
Mies van der Rohe.
Gli eventi storici incalzanti (la diffusione del
partito nazista che fortemente osteggiava la
Bauhaus considerata la "cattedrale socialista")
causarono prima la chiusura nel 1932 della sede di In definitiva possiamo sostenere che la Scuola ha
Dessau e, successivamente, la soppressione avuto una sua influenza sia per i propri meriti sia
definitiva della sede di Berlino nel 1933 che ebbe perchè la critica e il dibattito successivo le hanno
come conseguenza l’emigrazione della maggior attribuito grandi valenze, trasmesse fino
parte dei suoi esponenti in tutto il mondo, dove all’attualità; inoltre possiamo sostenere che
allievi e docenti continuarono a sperimentare, in nell’ambito del linguaggio dell’architettura
particolare negli Stati Uniti d’America. moderna, accanto al contributo di Frank Llojd
Wright, di Mies Van der Rohe e di Le Corbusier,
la Scuola del Bauhaus ha istituzionalizzato
stilisticamente a livello globale un linguaggio che
ancora oggi ci consente di leggere le sue tracce.
Professore di Storia dell'Architettura Università Federico II di Napoli. Ha insegnato presso la
Scuola di Specializzazione dell’Università di Siena e al Master di II livello, Progettazione di
eccellenza per la città storica: Insegna presso la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici
e del Paesaggio della Federico II. È Presidente dell’aniai Campania (Associazione Ingegneri e
Architetti della Campania) e dell’ANIAI (Associazione Nazionale Ingegneri e Architetti). Autore
di vari libri con importanti case editrici e di numerose pubblicazioni sul suo tema disciplinare.
Già Presidente della Commissione Edilizia del Comune di Napoli, attualmente presiede la
Commissione Locale del Paesaggio. In ambito rotaryano: 2008-2009 Presidente Club Napoli Est;
E’ stato assistente del Governatore, Presidente della Commissione Distrettuale Problemi Urbani;
componente Commissione Distrettuale formatori; Presidente Commissione distrettuale progetti.Regimen Sanitatis Salernitanum
La dieta di mille anni fa
di Giovanni Blasi
18
rispettare il giusto e sereno riposo (requies);
calibrare nella pratica quotidiana un’oculata dieta
alimentare (moderata diaeta).
È il primo verso, del Regimen della Scuola Medica
Salernitana: “Anglorum Regi scribit Schola tota
Salerni”. Nel tempo diventa quasi marchio di
riconoscimento. L’intera collettività medica,
suggerisce qualche corretto principio di
comportamento e di dottrina sanitaria.
Alla luce di queste regole, rivive la memoria di
curas tolle graves (res naturales). Stress antico
altre più antiche e remote parole.
e moderno, ansia e tormento: del potere, della
carriera, del danaro, dei piaceri, etc…; “La giocondità del cuore è la vita dell’uomo.
irasci crede profanum. Turbolenze passionali, Allieta la tua anima…tieni lontana la
di corpo e di anima, picchi nocivi, tristezza…gelosia e furore accorciano i giorni,
ingovernabili scompensi; le ansie fanno invecchiare innanzi tempo. Il
parce mero, coenato parum (res innaturales). sonno di un cuore lieto vale più di cibi
Imperativi e suggerimenti, alimentazione e prelibati” (Iucunditas cordis haec est vita
bevande, uso ed abuso di vino; hominis…Tristitiam non des animae tuae, et
non sit tibi vanum surgere post epulas, non affligas temetipsum in consilio tuo, et
somnum fuge meridianum. Raccomandazioni: exultatio viri est longaevitas…tristitiam longe
esercizio fisico e riposo pomeridiano; repelle a te…Multos enim occidit
repletio ed evacuatio. Non sacrificare- tristizia…Zelus et iracundia minuunt dies,, et
reprimere alcune necessità corporali; ante tempus senectam adducet cogitatus
ne mictum retine, ne comprime fortiter anum. (Ecclesiastico, 30, 21-26).
Non trattenere l’urina, non sottovalutare lo
stimolo a defecare. Il discorso sui confini della dieta, nei successivi
aforismi che trattano l’IGIENE, si allunga, si
Concludono il breve dialogo tre regole auree, amplia, scende in dettagli, diviene anche linea
indispensabili in assenza di medici: aprire lo etica oltre che terapeutica. È un percorso non
spirito al soffio gioioso della vita (mens laeta); sempre del tutto lineare né sempre sul filo dicostante e stringente logicità. Ma l’antica saggezza dell’aria (sia pura, non maleodorante per fetide
riecheggia spesso lezioni di concreta attualità, folate di fogna);
offre condivisibili ed equilibrati insegnamenti, pur
talvolta tradita e intersecata da qualche palese le stagioni e i mesi dell’anno (i tempi
ingenuità. propizi o negati ai salassi, ai piaceri, ai
bagni caldi o freddi, all’insorgere di
C’è un discorso proemiale: la vita e il corpo malattie, al consumo di cibi nocivi o
dell’uomo, per l’insita sofferente fragilità, devono prelibati, alle stagioni del freddo e del
essere sostenuti da regole di buona sanità per caldo, alla flebotomia, a incidere la vena, ai
19
difendere l’integrità fisica e psichica. È per questo brodi o alle carni, agli aromi piccanti,
che Dio ha ispirato l’arte medica (“Tieni conto del all’assunzione o al rifiuto di farmaci, alle
medico perché ce n’è bisogno, poiché anch’egli fu delizie delle tentazioni di Venere, agli
istituito da Dio”, già suggeriva l’Ecclesiastico. spazi da dedicare al ristoro del sonno, al
Honora medicum propter necessitatem: etenim godimento o alla moderazione nelle
illum creavit Altisssimus. 38,1). Ma non mitizzare pietanze, all’uso della frutta del latte del
la medicina, sappi che l’arte può solo allungare la vino delle erbe dei legumi etc… );
vita, non renderla eterna. È perciò necessario l’ambiente, colorato ristoro per gli occhi,
proteggersi dai malanni, meglio preventivamente sereno rifugio allo svolgersi benefico del
(è subito evidente la regola indeclinabile e giorno (fonti laghi boschi).
originale della Scuola Salernitana), quando si gode
buona salute: devi vivere saggiamente da vecchio, E poi, la felicità dello spirito (il canto);
se vecchio vuoi essere chiamato. l’incantevole e illusorio scenario della vita
(rinnovare spesso leggiadra veste); l’intrigante
Cade così opportuna la conoscenza e la pratica di godimento fisico dei sensi (portati ogni tanto a
alcuni consigli, che il Regime detta per poter letto graziosa e allegra giovinetta): piacevole è
regolare e interpretare i giorni, le stagioni, gli anni coire a primavera, anche d’inverno, soprattutto in
dell’umana esistenza. autunno: a chi gode buona salute il coito,
praticato con giudizio, allunga la vita.
Ascoltiamone la semplice, ma non fragile lezione,
in un florilegio sintetico, in parte artatamente Quindi il momento del sonno, vero toccasana, con
mixato. leggi e cautele salutari e precise (sei le ore di
riposo per giovani e vecchi, sette per i pigri, otto
per nessuno; esagerare col sonno significa
procurarsi danni; pessima abitudine è dormire
supino; si può giacere su entrambi i lati del corpo,
ma preferisci il lato destro, mai devi dormire sul
dorso: allungati in morbido letto, ma dal freddo
stai protetto).
E ancora qualche ulteriore sommesso veloce
suggerimento: non passeggiare a capo scoperto, né
quando fa freddo, né sotto il sole; quando soffri
qualche malanno il bagno è bene evitarlo; a
stomaco pieno non immergerti nell’acqua, bagnati
invece tranquillo dopo aver digerito; il bagno di
mare dissecca il corpo, quello d’acqua dolce
restringe i pori e raffredda le membra.
Seguono generali, amichevoli, accorati, complici
INFLUSSI FISICI
quasi e festosi suggerimenti.
Vi sono influssi fisici che coinvolgono e
Accogli, ogni giorno, l’inizio del nuovo giorno,
condizionano la vita degli uomini: la qualità
con gioia fiduciosa, anche col canto, raccomanda
il Regime. Appena sveglio lavati con acqua fresca,pulisci i denti, e muoviti con moderazione. Se vuoi stomaco vuoto è invaso da umori maligni, e in tal
vivere sano, pulisci-detergi spesso le mani (quasi modo anche il cervello si indebolisce.
peregrino e involontario gesto liturgico, metafora
e segno di decoro e salute). Per una equilibrata dieta attieniti alla quantità, a
quante volte consumare il cibo, al tempo: tutti
Non esagerare in privazioni, astinenze e digiuni, elementi questi riservati al consiglio del medico.
gusta saporose pietanze, innaffiale con invecchiate
bottiglie di vino (proviamo a generalizzare: il ***
medioevo predicava e imponeva gesti e
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comportamenti diversi da questi, cadenzava
osservanze nel corso dell’anno, tutto segnato e
scandito com’era da spirituali e ascetiche
ricorrenze, da impegnative pratiche religiose.
Sembra che ora avanzi e si respiri una accattivante
fragile e tenue rinascita della vita terrena, pur
senza che si smetta o si smarrisca e svaluti
l’aspirazione e la costante speranza di un aldilà
attraente, pieno di mistica e pura beatitudine).
Evita solo abitudini viziose, non indulgere
smodatamente alla gola (anche questa
affermazione sembra sottendere un richiamo alle
virtù medioevali. Forse qui il vizio della gola da
rifuggire potrebbe significare anche allentare o
frenare nei poveri istintivi rimproveri etici e sociali
contro i ceti privilegiati, esclusivi detentori dei
beni materiali in genere e dei prodotti alimentari in
specie. Il Regime infatti sembra normalmente
privilegiare il dialogo con chi detiene il potere, pur
occupandosi, come in questo caso, di regole
sanitarie, che riguardano il fisico benessere che
investe tutta la comunità).
Il discorso continua con più icastica concretezza.
Non sederti a mensa prima di aver digerito il cibo
precedentemente consumato, ascolta il sottile Soffermiamoci ora su alcuni indispensabili
richiamo della saliva per accingerti a consumare componenti alimentari: acqua e vino, bevande
nuovi alimenti. comuni e abituali.
A tavola riempi il ventre solo a metà. Nello stesso L’ACQUA
banchetto non consumare vini diversi e pietanze L’acqua. Sia tersa di fonte, leggera e fresca, senza
contrastanti e variegate. Prima di mangiare particolare sapore, priva di ogni odore. La buona
muoviti pure con libertà, ma dopo passeggia acqua deve diventare calda con poca legna per
lentamente. poter lessare i legumi secchi (alimenti allora di
Pratica una cena frugale che rende serena la notte grande e diffuso consumo).
e allunga la vita, ma evita perfino di cenare, se non L’acqua più sana di cui servirsi (era il tempo
ne hai l’abitudine. preistorico, lontano dall’attuale nostro
Controlla giudiziosamente il bere, non trasbordare problematico inquinamento atmosferico) è l’acqua
oltre i naturali limiti dell’appetito. Evita anche di piovana; eccellente è anche l’acqua di fonte che
dilazionare l’appetito col digiuno, perché lo volge al sorgere del sole; ogni rivolo, invece, che
inclina a mezzogiorno è nocivo (la purezzaPuoi anche leggere