Libere di migrare Donna migrante - Parole di ogni genere a cura dell'Associazione RISING - Pari in Genere
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MARZO 2019
Parole di ogni genere a cura dell’Associazione RISING - Pari in Genere
foto di Gaia Zuccaro
Libere di migrare
non riesce ad uscire. La donna migrante è no: non conoscono la lingua, non capisco-
ZONA Franca di Giusy Coronato “la pazza” abbandonata dalla famiglia, un no la burocrazia, le leggi e la cultura.
peso che la comunità non vuole sostene- Quando mamme, sono costrette a
re, ed è quella che poi “matta” lo diventa a occuparsi 24 ore su 24 dei propri figli,
Donna causa dei traumi subiti durante il viaggio.
Donne diverse accomunate da un destino
senza pausa né riposo, a volte senza avere
la possibilità di andare a scuola e soprat-
tutto di trovare un lavoro, finché il
migrante simile e a volte mortale: il viaggio. Donne
che vengono picchiate, stuprate,
imprigionate, considerate merce di
miracolo dell’assegnazione di un asilo nido
non ricade su di loro.
scambio e private di qualsiasi forma di Poi imparano l’italiano, scoprono quali
È Kafayat, Blessing, Saadia, Hodan, dignità. Sono donne che arrivano in Italia sono i loro diritti, trovano un lavoro e una
Olena, Fatima e Alima. La donna migran- con in grembo il figlio di uno stupro e che casa, inseguono il loro obiettivo e costrui-
te è la mamma che vuole offrire un futuro prendono decisioni coraggiose e sofferte: scono il loro sogno. Sono donne resilienti,
migliore al figlio disabile, è la donna che ha portare avanti la gravidanza, metterne sopravvissute a un viaggio al limite della
perso la casa, la famiglia e tutti i suoi beni a fine, volerlo fare ma non averne più il vita e a un nuovo inizio in un altro “mon-
causa della guerra, è la donna che non è tempo. Donne che, ancor prima di do”. Sono donne che esistono, resistono e
libera di amare un’altra donna. È colei che partire, decidono di inserire il contraccet- vanno avanti, un valore aggiunto portato
scappa dalla violenza di un marito, è quella tivo sottocutaneo perché conoscono già alla nostra società in termini di forza, di
a cui piace studiare e che vuole avere la l’orrore che le raggiungerà. coraggio, creatività e conoscenza.
possibilità di scegliere il proprio lavoro, Una volta in Italia sono discriminate e Per tutto questo dovremmo prendere
quella che affida i figli alla famiglia e va in vittime di un sistema patriarcale, maschi- esempio da queste donne, chiedere
cerca di fortuna per farli andare a scuola. lista, spesso razzista e intollerante. Sono consiglio, ascoltare, discutere, creare e
Quella che non aveva intenzione di vittime di una società che ha pregiudizi e costruire. Senza dimenticarci di ricono-
migrare ma che si è fidata delle persone stereotipi su ogni aspetto che riguarda la scergli il tempo e lo spazio di ricomporsi.
sbagliate e si ritrova dentro un vortice di loro vita (dai vestiti all’educazione dei
sfruttamento, minacce e violenza da cui figli) e di una società che non comprendo-
RISING - Pari in Genere è un'Associazione di promozione sociale nata dall'unione di donne impegnate nella lotta a ogni forma di violenza di genere. Il nostro
gruppo è costituito da diverse professioniste, le cui competenze si affiancano alla formazione e all'esperienza maturata nei Centri Antiviolenza. Gestiamo il Centro
di Cultura Femminile "Mariella Gramaglia", in cui svolgiamo attività di sensibilizzazione, informazione e contrasto alla violenza di genere, per la promozione di un
cambiamento culturale, politico e sociale.Parole di ogni genere
a cura dell’Associazione RISING - Pari in Genere
Le nostre NEWS
di Giulia Nanni 5x1000 LA NOSTRA OPINIONE di Elisa Guerriero
La violenza dell’indifferenza
Un antico proverbio degli indiani Sioux ancor più questa condizione. Sì, perché
recita: “prima di giudicare una persona per una donna la migrazione pone nuovi
cammina tre lune nelle sue scarpe”. Non elementi di vulnerabilità. La maggior parte
esiste immagine migliore per affrontare e delle storie che vengono raccontate da
comprendere il tema delle migrazioni. I donne migranti, provenienti da varie parti
dati statistici a livello internazionale ci del mondo, hanno come comun denomi-
testimoniano un mondo estremamente natore dei vissuti di violenza. Non a caso la
dinamico: milioni di persone in movimen- stessa legislazione internazionale ha
to che attraversano confini nazionali per i riconosciuto la necessità di valutare le
Come ogni anno è possibile destinare il proprio motivi più diversificati. C’è chi si sposta storie delle richiedenti asilo politico
5×1000 a RISING Pari in Genere. Basta indicare il per pochi giorni e chi per sempre; chi attraverso l’approccio gender sensitive.
codice fiscale 97816800581 e firmare nell'apposito scappa da guerre, chi dalla fame e chi L’obiettivo è quello di analizzare gli
riquadro della dichiarazione dei redditi. Un gesto che semplicemente per affrontare nuove elementi di connessione esistenti tra la
non costa nulla e che rappresenta un aiuto concreto esperienze. Milioni di persone, milioni di storia di persecuzione e la violenza di
per sostenere le attività dell’Associazione. storie e milioni di legami familiari. Non è genere come una fattispecie ad hoc per il
RISING Pari in Genere continua a potenziare le sue possibile comprendere il mondo delle riconoscimento dello status di rifugiata.
attività di informazione, sensibilizzazione, prevenzio- migrazioni senza assumere un atteggia- Quando la persecuzione è agita nei
ne, formazione e contrasto alla violenza di genere e mento empatico, provare a capire l’altro confronti di una donna la violenza passerà
promozione di una cultura delle pari opportunità. immaginandosi l’altro stesso, indossando quasi certamente attraverso stupri, il fine
le sue scarpe. La mera lettura di numeri e è sempre lo stesso: annientare la persona
Ne l l 'u l t i m o a n n o , i n c o l l a b o r a z i o n e c o n
statistiche può facilmente farci sentire che abbiamo di fronte infliggendo delle
l'Associazione Liberamente Donna, abbiamo
minacciati e “invasi”, se non si pensa che cicatrici più profonde. Il corpo e la
realizzato il nostro primo corso di formazione per
ognuno di quei numeri è in realtà una psicologia vengono distrutte lentamente e
Operatrici Antiviolenza. Abbiamo potuto riproporre
persona con una storia unica e troppo brutalmente. Questo non avviene solo in
la seconda edizione dei laboratori di Donne a Tutto
spesso disastrosa. Nessuno abbandona le relazione alla persecuzione nello stato di
Tondo 2 e pubblicato l'ottavo numero di Fate le
proprie certezze senza una valida motiva- appartenenza, ma spesso durante tutte le
Streghe "194/78. Aborto libero, sicuro e gratuito".
zione, ma soprattutto, solo la disperazione tappe del viaggio. Quello stesso corpo
L'associazione ha poi recentemente aderito alla Rete
spinge le persone verso la speranza di una violato diventerà merce di scambio e
Mamma Bambino Lazio, in cui le realtà che vi
nuova opportunità di vita così piena di ancora oggetto di innumerevoli soprusi.
partecipano possono confrontarsi e sostenersi nella
insicurezze.Raramente i media ci Molto spesso queste donne sono madri
promozione di nuove collaborazioni finalizzate al
raccontano cosa ha spinto una persona a che hanno visto torturare e morire i propri
miglioramento della qualità dei servizi offerti ai nuclei
partire e ancora più raramente ci viene figli o comunque sono state costrette ad
mamme-bambini in condizione di vulnerabilità
raccontato quanto è atroce il viaggio che allontanarsi da loro nella speranza di
sociale.
viene affrontato. Questo è vero in riuscire a garantirgli un futuro migliore,
Anche grazie ai fondi del 5x1000, l'Associazione particolare per i migranti forzati. Dati anche se a distanza, anche a costo di
potrà continuare il suo impegno attivo nel favorire UNHCR ci dicono che ogni secondo una perdere i momenti di vita insieme.
l'empowerment delle donne in ogni settore della vita, persona è costretta a lasciare il proprio
privata e pubblica, promuovere una cultura del Ascoltare queste storie fa venire voglia di
stato per scappare da guerre o persecuzio-
rispetto dei diritti umani, delle diversità e della parità scappare. A volte è difficile pensare che
ni, questo vuol dire che una volta letto
di genere. chi abbia subito così tanta violenza e
quest’articolo saranno fuggite circa 240
ingiustizie riesca ancora a vivere e abbia
Associazione RISING Pari in Genere – codice fiscale persone.
voglia di migliorare la propria esistenza.
97816800581 Essere migrante comporta un cambia- Ognuno/a di noi dovrebbe provare a
mento radicale nella propria vita, essere immaginare che da domani non potrà più
La vignetta di Mara Becchetti un migrante forzato aggiunge dolori fisici seguire le sorti del/lla proprio/a figlio/a;
e psicologici ed essere donna aggrava che la nostra confortevole casa si trasfor-
merà in un posto letto in una camerata con
Mara Becchetti è un’illustratrice romana altre decine di sconosciuti; che tutto di un
trentacinquenne. Ha una formazione da colpo saremo circondati da persone che
architetto ma ha scelto molto presto di non comprendiamo e che spesso inveisco-
cambiare direzione, lavora infatti in ambito no contro di noi senza avere neanche
pubblicitario da quasi 10 anni e negli ultimi troppo chiaro il perché. Indossare quelle
4 si è avvicinata a quello editoriale, scarpe ci farebbe sentire come possono
pubblicando con Fanucci, Sinnos e Ultra. fare male i piedi dopo tanto fuggire e
A parte rari casi, le sue opere sono probabilmente aiuterebbe a sentirci meno
interamente digitali, a volte vettoriali e minacciati e più solidali. Capiremmo che
molto grafiche, tuttavia, si esprime al anche l’indifferenza è a tutti gli effetti una
meglio tramite immagini raster che forma di violenza, solo allora forse
riproducono la tipica texture del disegno a riusciremmo finalmente a comprendere e
matita. agire in modo tale da alleviare, anche se in
www.marabecchetti.com minima parte, la vita di una persona.
Associazione RISING - Pari in Genere
Sedi operative presso AIED Roma - Via Alessandria, 40 e la Casa del Sole - Circonvallazione Gianicolense, 87 - Roma 2Parole di ogni genere
a cura dell’Associazione RISING - Pari in Genere
WRITING RISING di Zdenka Rocco FOCUS SUL TEMA
Scritte d'odio su web di Giulia Maraone
Le recenti politiche sul tema
dell’immigrazione mettono in
luce la volontà di perpetrare La titolarità precedentemente acquisita
con maggiore forza ideologie che tentano nega il diritto all'iscrizione anagrafica,
di inseguire quello che viene storicamente consolidatasi ormai da decenni come la
definito controllo sociale. Numerosi gli principale porta d'accesso per l'esigibilità
autori e le autrici che hanno nel tempo dei diritti di cittadinanza e tutela. Di fatto
teorizzato a riguardo e analizzato nega la possibilità per i cittadini e le
Cara @m***, hai scelto di veicolare con un post
eterogenee sfaccettature presupponen- cittadine migranti di intraprendere e
pubblicato su un tuo profilo social il tuo pensiero
do tesi divergenti. Assumiamo quindi proseguire dei percorsi di empowerment
politico di tolleranza e accoglienza. Scrivevi
come focus la stretta correlazione tra concreti e praticabili, impoverendo
dell’importanza di aprire i porti italiani alle persone
controllo sociale e discriminazione drasticamente il range di opportunità per
migranti, a quanti richiedono il nostro aiuto, con
istituzionale, connessione che maggior- l'inclusione sul territorio e creando nuovi
l’unica colpa di sperare e sognare il futuro. Un
mente rispecchia il clima socio-politico e e nuove invisibili abitanti dei non-luoghi
maschio ti ha risposto.
culturale che innanzi ci appare. Ben note della società. Quando razzismo e
alle donne e ai movimenti femministi le sessismo si confermano istituzionalizzati,
Non entreremo nel merito dei messaggi ripugnanti teorie e le pratiche che ne sono a fonda- agire diviene irrinunciabile.
pubblicati da questo tuo denigratore. Si leggono e si mento.
commentano da soli, intrisi come sono di volgarità e
violenza. Messaggi di un uomo triviale e razzista che Con discriminazione istituzionale si
sceglie di attaccare le tue opinioni politiche progres- intendono, dunque, tutte quelle procedu-
siste colpendo te per il colore scuro della tua pelle re amministrative la cui applicazione
italiana. Rimasticando tutto un repertorio - produce e acuisce condizioni di evidente
nemmeno originale - di insulti razzisti e xenofobi. disuguaglianza sociale per alcune
categorie di cittadini/e, in genere
appartenenti a gruppi svantaggiati. Con
Scegliamo di concentrarci sul mezzo scelto
tali premesse, esemplificativi appaiono i
dall'uomo: una teoria di messaggi rigurgitati su un
fenomeni migratori e in particolare le
profilo social. Secondo modalità sempre più comuni
cosiddette migrazioni forzate. Le recenti
e diffuse che vedono, nella produzione seriale di
statistiche (Fondazione ISMU, aggiorna-
messaggi, l'assenza di un contraddittorio, l'attacco
mento dati 5-11-18) indicano che sono
personale. L’Incapacità, il rifiuto del confronto, del
state 130mila le richieste di asilo presen-
dialogo. Perché presupposto del dialogo è il ricono-
tate nel 2017 in Italia, oltre 21mila, il 16%
NEWS in GENERE di Giulia Nanni
scimento di uguale dignità dell’interlocutore. Invece
circa del totale, erano donne. Lettera aperta del CIPA
la scelta di veicolare il proprio messaggio a relazioni per contrastare il clima di intolleranza
virtuali, relazioni in cui manca la conoscenza diretta Una di queste donne si chiama Anilda, è
e disumanità che si sta diffondendo
dell’altro, favorisce l’arrogarsi del diritto di poter dire nata a Gomsiqe, un minuscolo villaggio
nel nostro paese
qualsiasi cosa, senza curarsi delle conseguenze per sé dell’Albania. È partita per sfuggire alla
disperazione, è una storia di umiliazioni e L’Associazione RISING ha sottoscritto la
e per gli altri. E quando l’altro è donna, principale
deprivazione la sua, una storia di voglia di “Lettera aperta del CIPA” e sceglie di
bersaglio delle scritte d’odio che investono il web, al
riscatto e affermazione, una storia di pubblicizzarla poiché anche noi preoccupa-
razzismo si aggiunge l’insulto che si fa sessista.
coraggio e autodeterminazione. La te per il clima d’intolleranza a cui assistiamo
decisione è stata difficile, l’incertezza e le quotidianamente. L’intolleranza nei
paure erano tante, ma è stata inevitabile. confronti del diverso e della diversa da sé è
Il viaggio con mezzi, per così dire, di in evidente aumento a la conseguenza, del
fortuna è stato lungo e difficoltoso ma è resto già in essere, si manifesta con una
arrivata. Finora la strada di Anilda è stata sempre maggiore riduzione dei diritti.
lunga ma ha trovato “un posto sicuro” che L’Appello – che trovate per intero al link
potesse guidarla nel rimettere insieme sottostante – è frutto dell’altra Italia e si
frammenti di vita e ripartire. In Italia ogni rivolge a lei. Quella che riconosce il valore
giorno nuovi traguardi, ogni giorno delle della differenza, dell’accoglienza e
opportunità afferrate, qualche giorno la dell’inclusione sociale. L’Italia che non
paura e il pianto. Anilda ha un permesso di accetta la strumentalizzazione delle
soggiorno per motivi umanitari, le scadrà vulnerabilità e crede fortemente nei diritti
tra qualche mese. Il suo futuro è incerto. umani. Il Paese consapevole che un’altra
Il decreto legge 132/2018, nello smantel- narrazione, più giusta e arricchente per
lare il Testo Unico sull'Immigrazione, tutte e tutti, è possibile, se lo vogliamo
all'art.1 abolisce il permesso di soggiorno davvero.
per motivi umanitari, convertibile in https://ciparoma.org/lettera-aperta-del-
lavoro subordinato o rinnovabile alla c i p a - p e r - c o n t r a s t a re - i l - c l i m a - d i -
scadenza in protezione speciale, della intolleranza-e-disumanita-che-si-sta-
screenshot di messaggi pubblicati su Instagram durata di un anno e non più convertibile. diffondendo-nel-nostro-paese/
www.associazionerising.org
3Parole di ogni genere
a cura dell’Associazione RISING - Pari in Genere
APPROFONDIMENTO di Daniela Moretti Roxanne: sostegno e reinserimento
Quando si parla di violenza sulle donne la mente va
automaticamente alle tante donne che ogni giorno delle sopravvissute alla tratta
perdono la vita o portano su di sé e con sé i segni
indelebili della violenza subita dai propri compagni. c’è un adulto – tutore – e un magistrato che dice loro cosa possono o non possono fare,
Molti sono però i punti di contatto tra questa violenza e quando fino al giorno prima hanno affrontato da sole il mondo e al loro paese sono considera-
quella che subiscono le donne che vivono sulle strade te donne adulte che possono gestire una famiglia. Sono adolescenti ma anche adulte
delle nostre città, per lo più immigrate, costrette cresciute in fretta per effetto del dolore provato e delle tante difficoltà affrontate e soppor-
quotidianamente a vendere il proprio corpo. Roma tate, durante il viaggio, in totale solitudine con la speranza di una vita migliore, che si legano
Capitale ha attivato dal 1999 un “Programma integrato con facilità alle persone che incontrano, ma che non instaurano legami profondi. Hanno
di interventi sulla Prostituzione” finalizzato alla grandissima difficoltà ad apprendere la lingua italiana e le abitudini, soprattutto quelle
“conoscenza del fenomeno, alla riduzione del danno, a alimentari, perché provengono da una cultura diversa ma anche perché la lingua come il cibo
un’azione di contrasto alla prostituzione coatta, a sono quelle degli uomini che le hanno abusate. Sono ragazze che si fanno spesso la doccia per
un’azione di sostegno sociale, di prevenzione e di rimuovere l’odore dell’uomo bianco che le ha toccate e rimuovendo l’odore rimuovono il
«
informazione sanitaria”. La realizzazione del program- ricordo di quello che hanno vissuto.
ma è stata affidata al Dipartimento Politiche Sociali - ---
Servizio Roxanne. Sono stati attivati interventi di
Daniela Moretti, Assistente Sociale presso il Comune di Roma Capitale, è Responsabile del
contatto in strada, uno sportello di orientamento, due
Servizio Roxanne presso la Direzione Servizi alla Persona del Dipartimento Politiche Sociali. Ha
case di fuga, e successivi programmi di semi autonomia.
lavorato presso strutture sanitarie private e in Servizi pubblici, acquisendo competenze in
Possiamo dire che in questi 20 anni di attività il Servizio
programmazione, progettazione, gestione e controllo di servizi.
Roxanne ha accolto in programmi di protezione e
inclusione 611 donne, di cui il 70% ha portato a termine
il programma con una permanenza
media nel programma di tre anni. Nel Il reinserimento di queste ragazze è un percor- Il Servizio "Roxanne" del Dipartimento Politiche
restante 30% troviamo un 15% di
abbandoni con presumibile ritorno in so molto delicato e lungo, costellato da Sociali - Comune di Roma, offre prevenzione e
consulenza a tutti i soggetti presenti su strada
strada, un 10% di richiedenti asilo momenti di grande difficoltà psicologica, (donne, uomini, trans) e sostegno e reinserimento
rientrate nel sistema di accoglienza dovuti alle ferite profonde che le ragazze delle persone sopravvissute alla tratta.
per i richiedenti asilo e un 5% di portano dentro, alla rabbia accumulata per le email: s.roxanne@comune.roma.it
rimpatri assistiti attraverso violenze subite e all’educazione avuta, profon- Tel. 06 7707 2404
Organizzazioni Internazionali. Negli
ultimi anni le donne seguite e accolte damente diversa da quella dello stato che le
Numero nazionale contro la tratta:
sono in prevalenza Nigeriane, ospita, che spesso è vissuto come una prigione
provenienti dallo Stato di Edo, sempre che impedisce loro di costruirsi un futuro. 800 290 290
più giovani, poco o nulla scolarizzate,
provenienti da zone molto povere, fortemente
traumatizzate da storie personali difficili già
nella terra di origine e aggravate dalle violenze e torture LA PULCE di Simone De Simone Costrizione e resilienza
subite durante il viaggio, con una grande necessità di
mandare soldi a casa e fortemente preoccupate per le Costrizione e resilienza credo siano le parole e i concetti che meglio esprimano quanto la
famiglie. La violenza che viene esercitata nei loro figura della donna migrante forzata ci possa restituire. È ciò che mi suggerisce intuitivamente
confronti dai trafficanti e dalle forze di polizia che l’esperienza di lavoro sul campo con donne e uomini migranti forzati incontrati in questi anni.
controllano le frontiere compromette profondamente Le donne appunto: Mhret, Sunday, Suraya, nomi e provenienze diverse che ci raccontano
la loro autostima e la fiducia nell’altro, in particolare storie di vita e di migrazione differenti. Tutte però segnate da tratti comuni che ne hanno
quello con gli uomini in divisa e le rende impotenti e determinato il destino migratorio caratterizzato da violenza e costrizione.
completamente dipendenti dai trafficanti e dagli Si parte per fuggire da violenza domestica, da abusi, da allontanamenti dalle famiglie o dai
sfruttatori oltre che dagli uomini che incontreranno gruppi di appartenenza, da matrimoni forzati, da pratiche come l’infibulazione, intrappolate
lungo le nostre strade. Il patto contratto con i traffican- dalle reti di sfruttatori. In tutti i casi il corpo delle donne è il luogo fisico e simbolico per agire la
ti è quasi sempre suggellato attraverso un rito magico – violenza della sopraffazione e dell’annientamento raffigurativo dell’Altro. In ogni biografia la
juju o vudu – durante il quale la ragazza promette di drammaticità della violenza che le pervade è caratterizzata dalla manipolazione fisica e
restituire il debito, di non andare alla polizia, di non simbolica del corpo della donna. Questo diviene terreno di incontro e scontro di una mappa
creare problemi alla “madame”. Le minacce e le che definisce il territorio in cui si inscrivono le sofferenze fisiche e psicologiche come
ritorsioni verso loro stesse e verso le famiglie, soprat- risultato di interessi e visioni del mondo a livello di lignaggio, di affiliazione, di fede, a carattere
tutto genitori, fratelli piccoli o figli, se il patto non è locale, nazionale e transnazionale. Gli agenti della violenza sono trasversali alle frontiere, alle
rispettato, fuggendo e chiedendo aiuto, sono fortissi- FATE le STREGHE
credenze, alle appartenenze etniche o politiche, alla pigmentazione della pelle e alla lingua.
me e molto spesso sono le stesse famiglie che cercano il Progetto grafico e impaginazione a cura di Zdenka Rocco
Ma c’è anche un altro fondamentale elemento che emerge dalla figura della donna migrante,
contatto con le ragazze per convincerle a rispettare il
cioè la straordinaria capacità di resilienza che è possibile leggere nelle loro biografie. Le donne
patto e tornare dalla “madame”. Il reinserimento di
che giungono alle nostre frontiere mostrano comunque una incredibile capacità di
queste ragazze è un percorso molto delicato e lungo,
costruzione di un percorso di vita che, meno spesso che negli uomini, sfocia nella maturazione
costellato da momenti di grande difficoltà psicologica,
di disturbi psichici e sempre prevede la cura e l’accudimento di figli che rappresentano, in
dovuti alle ferite profonde che le ragazze portano
moltissimi casi, la trasformazione di un atto di violenza o sottomissione in una proiezione
dentro, alla rabbia accumulata per le violenze subite e
verso un futuro diverso.
all’educazione avuta, profondamente diversa da quella
dello stato che le ospita, che spesso è vissuto come una ---
prigione che impedisce loro di costruirsi un futuro. Non Simone de Simone, antropologo e operatore sociale, lavora con i migranti forzati e gli adulti in
comprendono il concetto di minore età e che se minori marginalità estrema. E’ papà di due piccole donne.
+39 342 5249 122
fatelestreghe@associazionerising.org 4Parole di ogni genere
a cura dell’Associazione RISING - Pari in Genere
FACCIAMO RETE APPROFONDIMENTO Parole d’ordine: condivisione,
di Shaimaa El Roubeigy
Progetto Aisha di Anna Brambilla conoscenza, trasversalità e irriverenza
Una donna può emigrare sia da sola che con la propria famiglia “I miei parenti volevano a tutti i costi che diventassi Conoscere il mondo dell'altra persona, se non
d'origine o con il marito. La maggior parte delle donne che ho musulmana, ma io ho un altro desiderio: voglio con il viaggio almeno attraverso la letteratura,
conosciuto sono emigrate in Italia per ricongiungersi con il essere cristiana, mi piace cantare i gospel in chiesa. consente di evitare la continua negativizzazione
marito, sia con figli che senza. Se mi dovessi mettere nei panni Loro lo volevano a tutti i costi, così sono scappata dello stesso a cui siamo costretti per affermare il
di una di loro, avrei un misto di sensazioni tra felicità ed euforia da casa senza salutare nessuno” (Lilian – Nigeria) bisogno di protezione di migranti forzati,
e al tempo stesso paura. Paura di affrontare questo grande Non so se Lilian abbia realizzato il suo desiderio. richiedenti protezione internazionale, donne e
cambiamento: nuovi volti, usanze, lingua a me sconosciuta. La sua testimonianza mi arriva dalle pagine del uomini vittime di tratta. Sopravvissute e
Non saper parlare l'italiano e non riuscire a rispondere, non libro “Erano come due notti” di Else edizioni. sopravvissuti. La lettura un libro può offrire
essere in grado di andare a una visita medica da sola mi farebbe Raramente i sogni e i desideri trovano spazio spunti di relazione inaspettati anche grazie di
sentire in forte deficit. Alcune donne allora decidono di nelle storie delle donne migranti che ascolto utilizzo di parole intraducibili che fanno da
imparare l'italiano, talvolta come autodidatta oppure ai centri come avvocata. Domando, approfondisco, ponte tra una realtà. Un motorino può diventare
CPIA, ma tante altre con figli molto piccoli o con un partner cerco di trovare soluzioni. Raccolgo dolori, un “okada”, la parola “gaboye” può aprire un
che le nega la possibilità di imparare frequentando un corso, qualche volta speranze, quasi sempre bisogni mondo prima inaccessibile.
rimangono così con un vocabolario molto povero. Perché sì, concreti: un permesso di soggiorno, un luogo In questa situazione caratterizzata da un
ho incontrato anche donne che nascondevano quaderno e dove stare, un lavoro per poter vivere. Solo nei continuo deterioramento culturale e politico
appunti dai mariti, perché si sa che imparare la lingua è l'inizio luoghi di transito, dove è la volontà delle della società appare inoltre urgente rafforzare
di una possibile emancipazione. persone che si incontrano è quella di non legami e riappropriarsi di uno sguardo trasversa-
Una seconda difficoltà che incontra una donna emigrata è fermarsi in Italia, il tempo e lo spazio della le capace di abbracciare non un'unica categoria
relazione ti consentono di chiedere altro: dove di soggetti bensì i diritti e i bisogni propri di
l'idea che molte hanno sul popolo italiano, paura di vivere vuoi andare? Chi vuoi raggiungere? Cosa vuoi persone differenti. L'essere donne, l'essere
episodi di razzismo e paura di parlare male ed essere derise. fare? madri. Avere bisogno e diritto ad un luogo in cui
Ecco che tante scelgono di chiudersi in casa o al massimo vivere, in cui poter esistere senza avere
frequentare solo membri della propria comunità. In entrambi i Se il rapporto con le istituzioni è caratterizzato
da tensioni continue, alimentate non tanto e continuamente la necessità di fuggire o di
casi si precludono la possibilità di esercitare e rafforzare la non solo da scontri diretti ma da mediazioni proteggersi. Non più campi, luoghi in cui
lingua italiana. estenuanti, in cui razzismo, ignoranza, protezione e assistenza si sovrappongono
La terza grande difficoltà è l'ignoranza delle leggi italiane e stanchezza, assenza di risorse si mescolano pericolosamente ma luoghi in cui esistono
indissolubilmente, la relazione con le donne regole da rispettare ma anche spazi di riconosci-
dare per scontato una quasi sovrapposizione con le leggi del mento dell'altrui autonomia e delle capacità di
proprio paese d'origine. Questi risulta essere un problema migranti rischia in molti casi di essere schiaccia-
ta dalle violenze e dalle disparità che le stesse ognuna.
rilevante, soprattutto quando si hanno dei figli minori.
sono costrette a subire. Ogni donna ha nella sua La libertà è una lotta costante, è il titolo di un
L'accettazione della violenza fisica in famiglia risulta parte storia una parte di indicibile. Qualcuna lo rivela libro Angela Davis. Un mantra da ripetere.
dello standard educativo e tradizionale di molti nuclei dagli occhi, da un leggero movimento del capo, Senza però prendersi troppo sul serio ne dare
emigrati. Alcune mamme credono sia normale mettere le qualcun'altra lo afferma verbalmente. Il viaggio, nulla per scontato. Per questo ser ve
mani sui figli e chiedere pure al padre di intervenire con il mare, nessuna donna dovrebbe mai farlo. l'irriverenza, intesa anche come capacità di
misure più gravi e traumatizzanti. Talvolta la violenza è anche Il rapporto tra l'avvocato e la parte assistita è contrapporsi al potere, di sminuirne la forza
sulla madre dinnanzi ai figli, la quale non immagina lontana- carico di aspettative reciproche. Trovare un repressiva attraverso un atto impertinente. Una
mente il significato di violenza assistita. La maggior parte di punto di equilibrio è fondamentale. Il confronto risata vi seppellirà. Un altro mantra da ripetere.
queste donne non sanno nemmeno di essere responsabili del tra donne consente di stabilire maggiormente Un'immagine a cui aggrapparsi nei momenti di
una relazione empatica. Non significa avere maggiore smarrimento.
benessere fisico, mentale ed economico dei figli in egual
misura del padre. Perché l'indipendenza economica e compassione o avere la presunzione di poter Chiudo questa riflessione pensando che tra
l'emancipazione attraverso il lavoro non viene visto di buon veramente mettersi nei panni dell'altra ma si qualche settimana parteciperò alla mia prima
occhio in un paese straniero, senza tener conto di quanto è hanno maggiori possibilità di trovare un appiglio, “celebration”. Una piccola festa in cui T. e C.,
un dettaglio, un momento di confidenza intima due donne nigeriane accolte in un progetto
saturo il mercato lavorativo nella mano d'opera non specializ-
che poi consente di svolgere il proprio lavoro. anti-tratta, festeggeranno il rilascio del
zata. Alcune hanno il coraggio di denunciare, ma poche Step by step. Passo dopo passo. permesso di soggiorno per asilo politico. Lo
riescono a continuare il loro percorso di separazione dal status di rifugiato. Il riconoscimento formale del
partner violento. Poiché gran parte delle vittime soffrono In questo contesto, senza prescindere da ruoli,
storie e percorsi, appare importante riorganiz- loro essere state vittima di persecuzioni e
della sindrome di Stoccolma, e talvolta non si fidano di violenze poste in essere in quanto donne
zare il pensiero e le modalità di azione seguendo
operatori ed avvocati. Punto al quanto comprensibile viste le alcune pratiche e “parole d'ordine” che provenienti da un determinato Paese. Dopo
differenze di fondo sia sul piano legale che sul piano educativo. appaiono essere più facilmente realizzabili tanti incontri fatti di parole e di luoghi, non solo
Questo mix di ignoranza delle leggi e di sfiducia nelle partendo proprio dalla relazione tra donne. fisici, prevalentemente “nostri”, mi immergerò
Condivisione, conoscenza, trasversalità e forse assieme ad altre colleghe in un momento “loro”.
istituzioni può portare anche a risultati fuorvianti come Sarà un bel momento per chiudere una
l'allontanamento definitivo di minori da entrambi i genitori. anche un po' di irriverenza.
parentesi e aprire la strada ad altro. Se poi il
Rischio che aumenta quando la segnalazione viene fatta da La condivisione crea capacità di comprensione. mondo che loro vorranno sarà diverso da quello
scuola o altro e non dalla madre stessa. Condividere con le donne con cui ci si rapporta che voglio io, se ci perderemo di vista o se
uno spazio accogliente, un “fare insieme” porta incontreremo ancora come “avvocata” e “parte
Le donne migranti in caso di violenza domestica sono più la relazione su un piano di parità che raramente
vulnerabili di altre, e il più delle volte vivono la violenza sotto assistita” questo poco importa. Avremmo
si raggiunge solo attraverso il confronto verbale, celebrato insieme un momento magico.
tante forme, oltre a quella fisica, vi può essere quella sessuale, soprattutto se questo confronto avviene su
economica e psicologica. Molte accettano la cultura della questioni legali. Cucinare insieme o anche solo ---
violenza e non pensano lontanamente di denunciare, altre condividere un pranzo può significare molto, Anna Brambilla è nata a Milano e, dopo una
hanno paura che le vengano tolti i figli e altre temono per la consente di sospendere aspettative, giudizi e parentesi romana, ora vive in Toscana. Dal 2001 si
propria vita in caso di denuncia. Inoltre, la vittima si trova in un fatiche. Se il tempo non fosse sempre tanto occupa di immigrazione, attraverso attività di
paese straniero, senza legami familiari. Anzi, in molti casi, la tiranno sarebbe bello potrebbe tornare tra tutela legale, ricerca, formazione e monitoraggio.
famiglia di origine spinge la donna a ritrattare e ritirare donne al momento del gioco. Sedersi per terra, E' socia dell'ASGI, Associazione per gli Studi
eventuali denunce. E questo intacca non di poco la sua figura disegnare, sovvertire le regole e tornare ad Giuridici sull'Immigrazione. Quando può si occupa
essere tutte un po' bambine. di piante, colori e attività laboratoriali per bambini
materna, in quanto genitore responsabile. e genitori.
Ed è proprio prendendo causa da queste difficoltà che è nato
Progetto Aisha. Il progetto mira a valorizzare la figura L’Associazione di Promozione Sociale Progetto Aisha nasce il 5 Marzo 2016 e si costituisce come
femminile, favorendo la libertà di scelta della donna e la sua associazione il 13 Marzo 2017 con diversi obiettivi tra cui assistenza, sensibilizzazione e prevenzione,
indipendenza sociale ed economica. Non esclude nessuna formazione.
Shaimaa El Roubeigy, tutor di lingua italiana per stranieri, è laureata in Scienze Politiche all'Università
donna, indipendentemente dal credo o dal paese d'origine. Statale di Milano 2012, con tesi di laurea intitolata "l'ijtihad femminista".
+39 342 5249 122 5
fatelestreghe@associazionerising.orgParole di ogni genere
a cura dell’Associazione RISING - Pari in Genere
RISE, WOMAN!
intervista a Marwa, di Barny Muheddin Hagi Bascir
Marwa che studia la vita
Marwa è una ragazza siro-palestinese di 19 anni Alla fine, ci hanno detto di prendere il ad aprirmi al mondo anche grazie all'aiuto
e ha vissuto, nonostante la sua giovane età, le treno per Roma per raggiungere un centro di una psicologa che mi ha proposto di
atrocità della guerra. La prima cosa che ti d'accoglienza e siamo partiti da soli. frequentare le iniziative della sua associa-
colpisce di lei è il suo sguardo vivo, speranzoso, Arrivati alla stazione Termini, abbiamo zione, Laboratorio53. Conoscere nuove
e la voglia di raccontarsi per dare voce e però contattato il solito uomo dicendogli realtà è stato molto importante. Ho
fisionomia alle tante persone che come lei che volevamo arrivare in Svezia e siamo scoperto un nuovo mondo e visto le
chiamiamo distrattamente migranti. Ci ripartiti. Arrivare in Svezia è stato facile, differenze tra il vostro modo di vivere e il
incontriamo nella sede di Laboratorio53 e eravamo molto meno agitati di quando nostro che seguiamo l’Islam. Ho dovuto
inizia la nostra intervista. siamo partiti per l’Italia. trovare un equilibrio tra quello che diceva
la mia famiglia e la vita di oggi: per esempio
Qual è il tuo paese d’origine? Come è stato l'arrivo in Svezia? non potevo uscire da sola e, quando sono
Sono nata a Damasco in Siria, dove ho vissuto Siamo usciti dall'aeroporto senza nessun stata selezionata per un'esperienza di
fino all'età di 14 anni. I miei genitori hanno controllo e siamo andati dalla polizia per volontariato, mio padre ha accettato di
origini palestinesi. dire che eravamo arrivati. Ci hanno mandarmi solo se accompagnata da mio
accolto bene e hanno fatto tutto il fratello. Per fortuna questa cosa è
possibile per darci quello di cui avevamo cambiata e ora frequento i corsi da sola:
Quali sono le ragioni per cui hai deciso di frequento classi miste, sono contenta, mi
lasciare la Siria? bisogno. Dopo avergli raccontato la nostra
storia ci hanno detto che avrebbero sento più libera.
Siamo dovuti scappare a causa della guerra
iniziata nel 2011; tra il 2014 e il 2015 sono informato l'Italia, visto che era stato il
primo paese d'arrivo in Europa e avrebbero Come è la tua vita oggi?
arrivati nel nostro quartiere gli uomini dell'ISIS
e la zona dove abitavamo è stata bombardata. chiesto se dovessimo tornare indietro o Siamo stati riconosciuti come rifugiati e
Mio fratello è stato ferito gravemente, la no. Poi ci hanno portato in un centro a ora viviamo a Ostia, in una casa che non ci
nostra casa distrutta e non abbiamo potuto Malmo, bello ed accogliente: lì c'erano è stata assegnata come promesso, ma che
prendere neanche i documenti. In famiglia molti arabi e ci siamo sentiti come a casa. riusciamo a pagare grazie al lavoro di mia
siamo sette, i miei genitori, io, due fratelli e una Siamo rimasti lì due mesi, poi siamo stati madre e dei miei fratelli. Mio padre non ha
sorella, non sapevamo cosa fare, mio fratello è trasferiti in campagna, quindi in una casa ancora trovato un lavoro. Non è facile
stato ricoverato all'ospedale e noi abbiamo dove era più facile per mio fratello vivere in un paese straniero: oltre le
trovato rifugio da una zia. Siamo rimasti lì due raggiungere l'ospedale e curarsi. Alla fine, difficoltà linguistiche, le persone hanno
mesi ed è stato molto difficile. In questo è arrivata la risposta dall'Italia e siamo delle idee su di te. Per esempio, io e mia
periodo mio padre ha conosciuto l'uomo che ci dovuti tornare. madre portavamo il velo e le persone ci
ha portato fuori dalla Siria. guardavano in modo strano comportan-
Come hai vissuto il rientro in Italia? dosi diversamente con noi, questo non ci
Siamo tornati l'8 settembre 2017, ricordo piaceva e così abbiamo deciso di toglierlo.
Qual era la vostra meta? Sto frequentando due scuole, una per
L’Europa; volevamo andare in Svezia, ma i soldi bene la data, è stato difficile. L’accoglienza
è stata peggiore della prima volta, siamo prendere la terza media e l'altra per
che ci avevano chiesto erano troppi e così imparare meglio l'italiano. A volte mi
siamo dovuti andare prima in Giordania per poi rimasti un giorno in aeroporto e poi ci
hanno trasferito in un grande centro a sento stanca perché oltre la scuola devo
arrivare in Italia. Siamo partiti di notte da aiutare i miei. Li aiuto in casa e svolgo dei
Damasco su un autobus ed è stato molto Castelnuovo di Porto. Quando mia madre
ha visto che la maggioranza degli ospiti compiti da vera capofamiglia, visto che
difficile, siamo rimasti nascosti per ore insieme sono quella che parla meglio l'italiano.
a molti altri senza poter uscire, fino all’arrivo in erano maschi africani è svenuta ed è stata
ricoverata. Il centro era sporco, c'erano Sono felice di poterli aiutare e poi credo
Giordania. Siamo rimasti lì un anno e sei mesi, che tutta questa esperienza mi sarà utile
vivevamo in una stanza e mio padre lavorava in topi e le stanze non avevano porte. Non è
stato facile vivere là, soprattutto per me nel futuro.
nero. Messi da parte i soldi, abbiamo ricontat-
tato l'uomo che ci aveva fatto arrivare in che sono una ragazza, gli uomini mi
guardavano spesso e una volta un africano Come vedi il tuo futuro?
Giordania e siamo ripartiti senza documenti
per l'Italia. mi ha fatto un brutto segno perché voleva È difficile vederlo. Questa vita è nuova e la
adescarmi. Mi sono molto arrabbiata, ho sto studiando. Farò sicuramente il liceo,
riferito questo agli operatori che ci hanno vorrei fare la hostess, viaggiare e conosce-
Come siete stati accolti? spostato in una stanza dove la nostra re il mondo. Mi piacerebbe fare volonta-
Le guardie sono state molto dure, non crede- famiglia poteva stare più tranquilla. Dopo riato in Palestina e Siria. Sono contenta
vano fossimo siriani e continuavano a dirci che un paio di settimane ci hanno trasferiti in come donna di avere qui forse più possibi-
eravamo egiziani. Hanno diviso gli uomini dalle un centro di accoglienza a Fiumicino. lità, di poter decidere della mia vita e di
donne e ci hanno perquisito, bambini compre- fare esperienze nuove e ringrazio Dio per
si, anche nelle zone più intime. Dopo aver aver incontrato molte persone buone, non
Come è stata questa nuova esperienza?
preso le impronte digitali ci hanno lasciato faccio caso alle persone che pensano male
dormire nella sala d’aspetto per due notti Abbastanza buona: ho imparato la lingua
conseguendo il livello A2 e ho cominciato di noi. Voglio impegnarmi per avere un
dandoci solo lo stretto necessario. buon futuro.
FATE le STREGHE
Progetto grafico e impaginazione a cura di Zdenka Rocco
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