La pace come cammino di speranza - MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE - Fondazione Nigrizia
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MENSILE DI INFORMAZIONE DEI MISSIONARI COMBONIANI 1-2 – 2020
ANNO XXXIX (nuova serie) N. 1-2 Gennaio-Febbraio 2020 – 37129 Verona - Vicolo Pozzo, 1 – Poste Italiane Spa Sped. in A.P. – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 2 DCB Verona
MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GIORNATA (…) Dobbiamo perseguire una reale
fratellanza, basata sulla comune ori-
MONDIALE DELLA PACE gine da Dio ed esercitata nel dialogo
La pace come
e nella fiducia reciproca. Il desiderio
di pace è profondamente inscritto
nel cuore dell’uomo e non dobbiamo
cammino di speranza rassegnarci a nulla che sia meno di
questo.
(…) La pace è «un edificio da co-
Dialogo, riconciliazione e conversione ecologica. struirsi continuamente», un cammi-
no che facciamo insieme cercando
Questo il titolo delmessaggio di papa Francesco sempre il bene comune e impegnan-
per la 53a Giornata mondiale della pace celebrata doci a mantenere la parola data e a
rispettare il diritto. Nell’ascolto reci-
il 1° gennaio. Stralciamo proco possono crescere anche la
conoscenza e la stima dell’altro, fino
al punto di riconoscere nel nemico il
L
a pace è un bene prezioso, og- (…) La guerra, lo sappiamo, comincia volto di un fratello.
getto della nostra speranza, al spesso con l’insofferenza per la diver-
quale aspira tutta l’umanità. (…) Ci guida il brano del Vangelo
sità dell’altro, che fomenta il desiderio che riporta il seguente colloquio tra
(…) La nostra comunità umana por- di possesso e la volontà di dominio. Pietro e Gesù: «“Signore, se il mio
ta, nella memoria e nella carne, i Nasce nel cuore dell’uomo dall’egoi- fratello commette colpe contro di
segni delle guerre e dei conflitti che smo e dalla superbia, dall’odio che me, quante volte dovrò perdonar-
si sono succeduti, con cre- gli? Fino a sette volte?”. E
scente capacità distruttiva, Gesù gli rispose: “Non ti
e che non cessano di colpire dico fino a sette volte, ma
specialmente i più poveri e i fino a settanta volte sette”»
più deboli. Anche intere na- (Mt 18,21-22). Questo cam-
zioni stentano a liberarsi dal- mino di riconciliazione ci
chiama a trovare nel profon-
le catene dello sfruttamen-
do del nostro cuore la forza
to e della corruzione, che
del perdono e la capacità
alimentano odi e violenze.
di riconoscerci come fratelli
Ancora oggi, a tanti uomini e sorelle. Imparare a vive-
e donne, a bambini e anzia- re nel perdono accresce la
ni, sono negate la dignità, nostra capacità di diventare
l’integrità fisica, la libertà, donne e uomini di pace.
compresa quella religiosa,
(…) Che Maria, Madre del
la solidarietà comunitaria, la
Principe della pace e Madre
speranza nel futuro.
di tutti i popoli della terra, ci
(…) Le terribili prove dei accompagni e ci sostenga
conflitti civili e di quelli internazio- induce a distruggere, a rinchiudere nel cammino di riconciliazione, pas-
nali, aggravate spesso da violenze l’altro in un’immagine negativa, ad so dopo passo.
prive di ogni pietà, segnano a lungo escluderlo e cancellarlo. La guerra E che ogni persona, venendo in que-
il corpo e l’anima dell’umanità. Ogni si nutre di perversione delle relazioni, sto mondo, possa conoscere un’esi-
guerra, in realtà, si rivela un fratrici- di ambizioni egemoniche, di abusi di stenza di pace e sviluppare piena-
dio che distrugge lo stesso progetto potere, di paura dell’altro e della dif- mente la promessa d’amore e di vita
di fratellanza, inscritto nella vocazio- ferenza vista come ostacolo; e nello che porta in sé.
ne della famiglia umana. stesso tempo alimenta tutto questo. FrancescoIn Pace Christi
FRATEL GIUSEPPE ZAMBONI
SCARDEVARA DI RONCO ALL’ADIGE (VR) 25-9-1936
CASTEL D’AZZANO (VR)14-12-2019
Una vita vissuta
nell’amore
Un fratello buono e sorridente, dolce, umile
e gentile, grande lavoratore e uomo di preghiera.
Un fratello pienamente identificato con la sua
vocazione comboniana
M
i chiamo Giuseppe Zamboni. nato con gioia e fiducia in mezzo a to cammino da buoni cristiani, nel-
Sono nato a Scardevara iI non poche difficoltà, ma nella gioia di la giustizia e nella gioia di servire
25 settembre 1936. Sono Gesù che, per sua grazia, mi avreb- Dio e le sorelle e i fratelli bisognosi.
vissuto quasi sempre in paese be sempre sostenuto. Così è stato e Sempre con voi nella preghiera, nella
fino alla mia entrata a 19 anni, il 5 spero sia così fino all’ultimo respiro gioia e nella pace.
settembre 1955, nel noviziato dei della mia vita. Ho quindi tanto da Fratel Giuseppe Zamboni
missionari comboniani a Firenze ringraziare il Buon Dio per questa missionario comboniano
per diventare fratello missionario. bella vocazione che tanto amo.
Prima di allora, avevo lavorato per 4 Dopo il noviziato e 6 anni vissuti in
stagioni nella ditta Vittorio Meneghini. Italia, ho avuto modo di girare un po’
Da piccolo volevo diventare sa- il mondo, ma solo e sempre per ob-
cerdote missionario. È così che ho bedienza, nel servizio di Dio e dei no-
vissuto un periodo di tempo in se- stri fratelli e delle nostre sorelle. Sono
minario. Sono però poi stato con- stato un anno in Inghilterra, 11 anni in
sigliato a uscire per… mancanza Brasile, 6 anni in Spagna, quasi 7 in
di vocazione!? Più tardi, all’età di 18 Baja California (Messico), e i restanti
anni, un missionario mi chiese, così qui in Malawi e Zambia. Da oltre tre
all’improvviso: “Perché non ti fai fra- anni mi trovo nel noviziato di Lusaka,
tello missionario?” Gli risposi:“E per- conoscendo ed amando Dio e i fra-
ché no?” telli, e preparandomi alla buona mor-
E poi quante lotte interiori si susse- te…ringraziando tanto il Signore per
guirono…Per pura casualità (voluta questa vocazione e per la mia buona
da Dio) trovai in noviziato, come con- famiglia, specialmente nonna Augu-
fessore, quello stesso padre che mi sta, i parroci e tutta la buona gente di
aveva consigliato di abbandonare Scardevara.
per… non sicura vocazione. Il Signo- Con grande gioia, anche se lontano
re ha però messo sul mio cammino
un santo sacerdote, che ancora vive
con il corpo, ma vicino e in mezzo a
voi con lo spirito, siamo tanto e tanto
Abbonamento
oltre i cento anni, assicurandomi in con voi tutti per questa bella ricorren- Euro 35,00
nome di Dio che la mia vocazione za. I santi Filippo e Giacomo, nostri abbonamenti@fondazionenigrizia.it
era sicura. Così ho sempre cammi- protettori, ci guidino sempre sul ret-
2nitori che vivono accanto ai loro figli. (…)
Questo vostro unico figlio fu diretto da voi pel
cielo, questo vostro figlio, ch’era tutto il vostro
patrimonio in terra, l’avete consacrato inte-
ramente a Dio, non riserbando per voi che
un perenne sacrifizio della sua lontananza,
ed anche della sua perdita per amore di G.
Cristo». E così scriveva fratel Giuseppe nel
1985: «Se sapeste quanto vi voglio bene
e come spesso penso a voi col grande
desiderio di rivedervi e passare assieme
almeno un poco di tempo; però la vita mis-
sionaria che il Signore nella Sua infinita
bontà e misericordia mi ha dato, richiede
anche questi sacrifici e rinunce».
Quella di fratel Giuseppe era una famiglia com-
posta di tanti fratelli e di una sola sorella che si
fece religiosa e partì missionaria in Giappone.
Malawi. Assemblea cristiana in preghiera Una famiglia di quelle di una volta, in cui il la-
voro e il guadagnarsi il pane erano qualcosa
di fondamentale. Una famiglia profondamente
C osì fratel Giuseppe scriveva ai suoi compaesani in
occasione del 50° della sua professione religiosa.
All’annuncio della sua morte, un confratello ha scritto:
cristiana, in cui si coltivava la solidarietà con i più poveri,
a cui era sempre aperta la porta. E in cui si riteneva che il
regalo più bello che si potesse fare a più povero di sé era
«Sono qui a pensare e a pregare per il buon Bepi. A quello di un figlio, una figlia, un fratello, una sorella che
me ha insegnato le cose più fondamentali della vita andassero nel mondo ad annunciare il vangelo ai lontani.
missionaria e cioè il lavoro e la preghiera, vissuti nella Non c’è da meravigliarsi quindi che fratel Giuseppe abbia
massima umiltà. Non ha mai imparato il chichewa, la fatto “causa comune”, come voleva san Daniele Comboni
lingua africana, e neppure l’inglese. Ha parlato sempre per i suoi figli, con le persone cui il Signore lo inviava. E
con la sua vita, la lingua che noi di certo non abbiamo che dietro di lui ci fossero a sostenerlo i suoi cari che con
ancora imparato bene e cioè quella dell’Amore. Ha lui condividevano la fede e quindi anche la missione, e che
amato tanto. Forse anche per questo il suo cuore a furia sono stati visti vicini a Giuseppe nell’assisterlo, visitarlo e
di amare si è stancato. Lo porto nel cuore. Lui dall’alto accompagnarlo fino all’ultimo respiro.
continuerà a pregare per noi. Ne sono certo». La sua famiglia e la comunità di Scardevara hanno voluto
Durante il suo funerale nella comunità di Castel d’Azzano onorare fratel Giuseppe accogliendolo nel cimitero del
(Vr), padre Renzo Piazza, suo ultimo superiore, ha sinte- paese perché riposi tra i suoi in attesa della risurrezio-
tizzano l’esperienza umana e spirituale del discepolo del ne. Si sono stretti a lui, martedì 17 dicembre, per dirgli,
Signore, che è stato fratel Giuseppe, in due parole: amare durante il funerale in paese, e anche con il canto della
e servire. Cose che fratel Giuseppe ha fatto «nei suoi 83 liturgia magistralmente eseguito dalla corale, il grazie
anni di vita, di cui 62 spesi come fratello missionario com- riconoscente che fratel Giuseppe merita.
boniano per amare e servire i fratelli d’Inghilterra, Brasile, padre Elio
Spagna, Messico, Malawi-Zambia e Italia».
Nel 1985 dal Messico così scriveva alla famiglia: «La
mia salute è buona, anche se ho addosso una continua
stanchezza che non mi permette sempre di fare ciò che
tanto desidero». Una vita, quella di fratel Giuseppe,
colma di lavoro, di umile servizio e fatica, sempre,
senza sosta. E ora, in paradiso, non sta certo tranquillo
a riposarsi. E mentre trascorre il suo tempo con Colui il
cui volto ha sempre cercato e amato con tutto il cuore e
con tutte le sue forze, intercede per quanti ha incontrato,
stimato e amato nella sua lunga vita missionaria. Non
dimentica certo i novizi africani con cui ha vissuto i suoi
ultimi anni in terra d’Africa.
Padre Renzo ha citato san Daniele Comboni che a suo
padre ricordava: «Non mi dite che sono beati quei ge- Malawi. Incontro di comboniani
3Vita comboniana
Assemblea provinciale elettiva
Dal 25 al 29 novembre i rappresentanti delle 24 comunità comboniane
in Italia si sono ritrovati a Villa Baratoff (Pesaro) per l’assemblea elettiva
S
ono stati giorni belli di Il provinciale uscente, p. Giovanni nell’attenzione agli immigrati la
convivenza fraterna, confronto, Munari, al termine dei suoi 6 anni di grande sfida degli anni che stiamo
riflessione e condivisione, servizio di animazione dei confratelli vivendo con cui confrontarci e
quelli vissuti da più di 40 comboniani, in Italia, ha offerto una sua riflessione giocarci il nostro futuro. Nel sinodo
rappresentanti-delegati della propria su questo momento bello e difficile sull’Amazzonia, celebratosi a Roma
comunità, che si sono riuniti a Pesaro allo stesso tempo che stiamo nell’ottobre scorso, padre Giovanni
a fine novembre con l’obiettivo di fare attraversando. «Ho sempre avuto vede il paradigma di una riflessione
una verifica sul cammino provinciale chiaro – ha detto padre Giovanni – e azione della Chiesa, ma anche del
degli ultimi anni e pianificare il che siamo in un momento di svolta… nostro Istituto in Italia.
futuro. Ogni delegato era chiamato a Ho l’impressione che c’è un mondo L’assemblea si è poi confrontata con
rispondere alla domanda: - Qual è la che sta andando in frantumi e ce don Paolo Boschini, un prete della
cosa più significativa accaduta nella n’è un altro che un po’ alla volta si fa diocesi di Modena-Nonantola («Met-
tua comunità in questi ultimi tre anni? strada. Che richiederebbe risposte tiamola così – racconta –. Sono un
Si è così accolto il vissuto delle velocissime, mentre noi, quando prete cattolico che si è trovato con
comunità e ci si è ascoltati, cosa riusciamo, rispondiamo purtroppo due “figli” musulmani». Don Paolo,
sempre molto arricchente. Perché sempre in ritardo». Padre Giovanni parroco della parrocchia della Bea-
sono tante le cose belle che i ha ricordato che, nella fedeltà ta Vergine Addolorata, riassume in
comboniani in Italia fanno e le all’invito di papa Francesco, noi tono scherzoso la sua esperienza
iniziative che portano avanti. comboniani abbiamo identificato all’interno del progetto Welchome.
4un istituto missionario come il nostro. della vita della provincia che, nel
“Da dove cominciare? Da esperienze pensiero della maggioranza dei
che ci costringano a prenderci cura presenti, dovevano trovare spazio
di qualcun altro: meglio se questo all’interno del Consiglio provinciale:
qualcun altro è una persona di cui la pastorale giovanile e vocazionale,
nessuno si prende cura davvero”, ci e l’animazione missionaria. La scelta
ha detto don Paolo. è caduta su padre Alessio Geraci
Il nostro assistente generale, padre
della comunità di Padova (GIM)
Pietro Ciuciulla, venuto apposta da
e padre Antonio Guglielmi, della
Roma, ci ha quindi offerto una rifles-
sione sulle sfide di questo momento comunità di Palermo.
storico, a livello mondiale e di istituto. Il Consiglio provinciale che anime-
Ha denunciato il clima di rifiuto, se rà i confratelli presenti in Italia (dal 1
non di odio, che si sta diffondendo gennaio 2020 al 31 dicembre 2022)
in Europa contro lo straniero, mentre è così costituito: padre Fabio Bal-
“la nostra missione in Europa so- dan, provinciale, 5 consiglieri sa-
gna società multiculturali capaci cerdoti (i padri Giorgio Aldegheri
di accogliere e integrare”, ha detto. della comunità di Rebbio, Eliseo
Padre Pietro non si nasconde le sfi- Tacchella della comunità del CCM
de che l’Istituto si trova ad affrontare: di Verona, Daniele Moschetti della
l’invecchiamento della guardia eu- comunità di Castel Volturno, Anto-
ropea e l’irruzione dei nuovi combo- nio Guglielmi e Alessio Geraci) e
niani dal sud del mondo, l’Africa in dal fratello Roberto Bertolo della
particolare. Che non potranno non
comunità di Brescia.
incarnare in maniera “inculturata”
Al termine dell’assemblea, il nuovo
il carisma di san Daniele Comboni
provinciale, padre Fabio Baldan, ha
oggi.
Padre Fernando Zolli, intervenendo condiviso lo spirito con cui intende
a nome della commissione Giusti- prestare il suo servizio di animazione
zia e pace, salvaguardia della cre- della provincia nel prossimo triennio,
azione ha proposto alcune iniziative contando sulla collaborazione di
per sostenere processi di conversio- tutti i confratelli, non nascondendo
ne ecologica integrale nelle nostre però l’impressione che “molti di noi
Lo stesso che vede impegnate an- comunità. L’enciclica Laudato si’ di sembrano aver rinunciato a tornare
che altre dodici famiglie della città di papa Francesco è un punto di rife- in missione, col risultato di tirare i
Modena nell’accoglienza di minori rimento imprescindibile anche per remi in barca”.
stranieri non accompagnati, per un ogni comboniano. L’assemblea ha approvato, prima
periodo della durata minima di sei Si è infine provveduto all’elezione di concludersi, una mozione di
mesi). degli ultimi 2 consiglieri provinciali, sostegno a padre Alex Zanotelli “in
Il titolo dell’intervento di don Paolo: “In da affiancare ai 4 eletti a suffragio seguito a ripetuti attacchi denigranti
questo momento di cambiamento universale, individuati con
espressi da alcuni esponenti politici”.
n e l l a v i t a e d i n a m i ch e d e l l a “criteri ministeriali”. Si sono voluti
Chiesa e della società italiana, accentuare due aspetti in particolare i confratelli partecipanti
quale può essere il contributo
di un istituto missionario?”. Don
Paolo ha inserito la sua riflessione
ANNO 94 - N. 1079 - € 3,00
POSTE ITALIANE S.P.A. SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO
POSTALE DECRETO LEGGE 353/2003,
(CONVERTITO IN LEGGE IL 27/02/2004 N. 46)
ARTICOLO 1, COMMA 1, DCB VERONA
numero 1
in un contesto molto ampio, quello gennaio 2020
sociale, politico, culturale e religioso
Un anno
dell’Italia di oggi. Ha parlato di “una
società malata d’individualismo SENZA
e carica di odio”, di una politica BUFALE LA NATURA
PER MANO
incapace di rispondere ai bisogni Abbonamento
della gente, di processi culturali in Euro 25,00
grande trasformazione e anche della
nostra Chiesa italiana imprigionata con Mondiario
in schemi, modelli e strutture del Euro 30,00
passato. Per ognuno di questi settori PIACERE! SONO
Rita Levi abbonamenti@fondazionenigrizia.it
Montalcini
ha individuato possibilità e stimoli
che dovrebbero essere accolti da
5Vita comboniana
SAN TOMÌO (VERONA) Ballan, “imprestato” per l’occasione
alla comunità di san Tomìo e che si è
CENTO ANNI DI PRESENZA COMBONIANA generosamente investito per l’ottimo
Eucaristia,
svolgimento delle celebrazioni.
Vari sono stati i confratelli presenti
in questa o quella occasione. Molto
riconciliazione apprezzata e significativa anche la
gradita presenza, il 23 novembre,
e missione
del cardinale Laurent Monsengwo,
arcivescovo emerito di Kinshasa.
Nella chiesa di san Tomìo, a due
passi da Piazza Erbe, in pieno centro
Il mese di novembre ha visto un susseguirsi di della città di Verona, san Daniele
celebrazioni per ricordare i cento anni di presenza Comboni passò anche da vescovo:
il 3 dicembre 1877, e il 10 seguente
ininterrotta dei comboniani in quello che è ricevette il mandato e la benedizione
considerato un importante “polmone spirituale della del suo vescovo, il card. Luigi di
città” di Verona: la chiesa di san Tommaso apostolo, Canossa, prima di ripartire per l’Africa
con un drappello di nove missionari e
detta comunemente da secoli san Tomìo le prime 5 suore comboniane.
Nel suo messaggio riconoscente
L
e celebrazioni eucaristiche in- del Centro missionario diocesano, per il lavoro compiuto – “i combo-
tendevano sottolineare il vin- il 3 novembre, a quella presieduta niani a san Tomìo da cent’anni” –,
colo che lega i comboniani alla dal vescovo della diocesi, mons. monsignor Zenti, vescovo della cit-
diocesi di san Zeno. Si è cominciato Giuseppe Zenti il 23 novembre, tà, parla di san Tomìo come di un
con la celebrazione del 27 ottobre per finire con quella che ha visto la “faro” che «proietta anche oggi tre
nella chiesa di San Nicolò (la par- presenza di padre Tesfaye Tadesse potenti fasci di luce capaci di orien-
rocchia in cui si trova san Tomìo), Gebresilasie, superiore generale tare la coscienza e l’opera di quanti
per passare a quella presieduta da dei comboniani, il 30 novembre. Gli si mettono alla scuola e al servizio
don Giuseppe Mirandola, direttore onori di casa li ha fatti padre Romeo del vangelo»:
San Tomìo (VR). Il vescovo di Verona con i concelebranti la sera del 23 novembre. Alla sua destra, il card. Monsengwo
6San Tomìo (VR). Il coro parrocchiale di Fumane di Valpolicella ha animato l’eucaristia
presieduta dal vescovo di Verona sabato 23 novembre
1) “Il primo fascio di luce è costituito patrono della città, il 22 agosto 1880: «Celebrare 100 anni di presenza inin-
dall’Eucaristia”, che vi è celebrata «No, no, Verona, l’ubertà del tuo terrotta dei Missionari Comboniani a
e adorata quotidianamente, a parti- suolo, l’amenità dei famosi tuoi col- San Tomìo – scrive il Consiglio genera-
re dalla festa del Corpus Domini del li, la dolcezza del tuo clima, la ma- le – diventa occasione per fare memo-
1945, grazie a un voto del vescovo gnificenza dei tuoi monumenti non ria del dono che Dio ci ha fatto come
Girolamo Cardinale e all’impegno di sono ciò che ti fanno di vera gloria Istituto e del cammino che ci ha fatto
Maria Martini, grande benefattrice bella e onorata: perocché a che ti fare in questi lunghi anni di servizio e
delle missioni comboniane. gioverebbero questi vanti senza la ministero ai fedeli che ci sono stati affi-
2) “Il secondo è dato dall’esperien- fede in Gesù Cristo?» (Scritti, 6070). dati da Dio, attraverso la Chiesa».
za del perdono”. C’è sempre, quan-
do la chiesa è aperta, un sacerdote
comboniano che assolve e perdona
in nome di Gesù. febbraio
3) “Il terzo scaturisce dalla gioia Ascoltato il Vangelo,
della missione”. Perché, come scri- Francesco disse:
ve il vescovo Giuseppe, «riconciliati “Questo voglio,
con il Padre, illuminati dalla Parola, questo chiedo,
sostenuti dal Pane di Vita, siamo questo desidero fare
ora in grado di rimetterci in cammi- con tutto il cuore!”
no per realizzare quella missione
evangelizzatrice che il Signore ha
affidato a ciascuno di noi con le pa-
role stesse con le quali si era rivolto
ai suoi apostoli: “date loro voi stessi Intenzione di preghiera
da mangiare”». Perché i superiori di tutte le circoscrizioni MCCJ radunati a Roma siano
Anche il Consiglio generale dei com- illuminati dallo Spirito e possano trovare le vie migliori per dare nuovo
boniani ha inviato ai confratelli di San vigore al nostro servizio missionario nei vari continenti. Preghiamo.
Tomìo una lettera, in data 10 ottobre,
ricordando parole di san Daniele
Se vuoi andare veloce, cammina da solo. Se vuoi arrivare lontano,
Comboni pronunciate in occasione
cammina con gli altri. (Proverbio africano)
dell’omelia nella basilica di san Zeno,
7Vita comboniana
VERONA/ MARTEDÌ DEL MONDO
La speranza dei poveri
non sarà delusa
Sant’Anastasia in Verona. Don Luigi Ciotti tra don Carlo Vinco (a sinistra) e padre Venanzio Milani
Il 3 dicembre per i Martedì del mondo è intervenuto gnarci tutti a lottare contro la pover-
tà, soprattutto contro tutto ciò che
don Luigi Ciotti. Accolto da un pubblico attento, l’alimenta. Guai ai navigatori solitari,
catturato dal suo verbo di testimone per la libertà si impone un impegno collettivo.
e la giustizia, contro ogni schiavitù Eppure lo vediamo tutti i giorni quel
che accade. «Si è giunti perfino a te-
I
orizzare e realizzare un’architettura
l titolo di questo incontro dei Mar- Nigrizia onlus, tra cui i Martedì del
ostile in modo da sbarazzarsi della
tedì del mondo, l’ultimo del 2019, mondo. A introdurre don Ciotti è sta-
è stato preso dal messaggio di loro presenza anche nelle strade,
to un suo amico veronese, don Carlo
papa Francesco per la terza Giorna- Vinco, presbitero diocesano, parro- ultimi luoghi di accoglienza», scrive
ta mondiale dei poveri (17 novem- co della parrocchia urbana di San Francesco. Quando 30 anni fa ca-
bre 2019). Le parole del Salmo 9,19 Luca, che ha tracciato una breve deva il Muro di Berlino, ha ricordato
esprimono, secondo il vescovo di ma interessante analisi di una città don Ciotti, i muri erano nel mondo
Roma, un’incredibile attualità e una a due volti: uno solidale e ospitale, 16. Oggi se ne contano 70 in 67 pa-
profonda verità. Vale ancora oggi la l’altro tacciato di razzismo, come a esi diversi! 18 sono le recinzioni in
richiesta di restituire giustizia e supe- volte lo descrivono i media nazionali. Europa, di cui 16 sono state costruite
rare le iniquità. Risuonano le doman- Ciò che è certo è che droga e mala- a partire dal 2013. Accogliere è vita,
de: «Come può Dio tollerare questa vita mafiosa e ‘ndranghetista hanno è ospitalità. L’esempio è il costato
disparità? Come può permettere che intaccato il tessuto anche della città aperto del Cristo in croce: - Attirerò
il povero venga umiliato, senza inter- di Giulietta. tutti a me. Gli altri sono il termometro
venire in suo aiuto? Perché consen- Nel suo lungo e appassionato in- della nostra umanità.
te che chi opprime abbia vita felice tervento, il fondatore dapprima del
Ma anche se «si possono costrui-
mentre il suo comportamento an- Gruppo Abele, realtà nata come aiu-
re tanti muri e sbarrare gli ingressi
drebbe condannato proprio dinanzi to concreto ai tossicodipendenti e al-
alla sofferenza del povero?». tre varie dipendenze, quindi dell’As- per illudersi di sentirsi sicuri con le
Un migliaio di persone sono ac- sociazione Libera contro i soprusi proprie ricchezze a danno di quanti
corse ad ascoltare don Luigi Ciotti delle mafie, punto di riferimento per si lasciano fuori. Non sarà così per
a Verona nella spaziosa e meravi- oltre 1600 organizzazioni nazionali sempre». Arriverà un giorno in cui,
gliosa chiesa del centro storico, e internazionali, ha commentato il il papa ne è certo, si distruggeranno
Sant’Anastasia. Gli onori di casa li messaggio di papa Francesco sul- le barriere create tra Paesi e l’arro-
faceva padre Venanzio Milani al ter- la povertà, La speranza dei poveri ganza di pochi sarà sostituita con la
mine del suo servizio come anima- non sarà delusa. Ha sottolineato, tra solidarietà di tanti.
tore delle attività della Fondazione l’altro, quanto necessario sia impe- Silvia Ferrante
8I Missionari Comboniani in Italia
BARI LECCE ROMA (Eur)
Via Giulio Petroni, 101 Via per Maglie, km. 5 Via Luigi Lilio, 80
70124 Bari 73020 Cavallino (LE) 00142 Roma
tel. 080 5010499 tel. 0832 612561 tel. 06 519451
combobari@yahoo.it combonianilecce@gmail.com curiamccj@comboni.org
ccp. 245704 ccp. 13692736 ccp. 568014
BOLOGNA ROMA (San Pancrazio)
LIMONE
Via dello Scalo, 10/5 Via San Pancrazio, 17/B
40131 Bologna Via Campaldo, 18
00152 Roma
tel. 051 432013 25010 Limone sul Garda (BS)
tel. 06 8992730
segreteriamccj@gmail.com tel. 0365 954091
combonisanpancrazio@gmail.com
ccp. 23973407 combonianilimone@yahoo.it
ccp. 11893005
ccp. 1030493413
BRESCIA
TRENTO
Viale Venezia, 112 LUCCA
Via delle Missioni Africane, 13
25123 Brescia Via del Fosso, 184
tel. 030 3760245 38121 Trento
55100 Lucca tel. 0461 980130
combrescia@virgilio.it tel. 0583 492619
ccp. 14485254 comboniani.trento@gmail.com
combonilucca@gmail.com ccp. 12974382
ccp. 11856556
CASAVATORE
Via A. Locatelli, 8 TROIA
80020 Casavatore (NA) MILANO Corso Regina Margherita, 9
tel. 081 7312873 Centro “P. Giuseppe Ambrosoli” 71029 Troia (FG)
combocasavatore@hotmail.it Largo Missionari Comboniani, 1-3 tel. 0881 970057
ccp. 308809 20161 Milano combonitro@libero.it
CAA: tel. 02 6456486 ccp. 12031712
combonianimilano@gmail.com
CASTEL D’AZZANO
Rettoria: tel. 02 66220535
Centro ammalati e anziani VENEGONO
“Fr. Alfredo Fiorini” ccp. 12962205
Via della Missione, 12
Via Oppi, 29 21040 Venegono Superiore (VA)
37060 Castel d’Azzano (VR) PADOVA tel. 0331 865010
tel. 045 8521511 Via S. Giovanni di Verdara, 139 mccjvenegono2014@gmail.com
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81030 Castel Volturno (CE) Vicolo Pozzo, 1
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9Attualità
Campo sfollati a Goma (Rd Congo)
RD CONGO Credo sia perché le oppressioni solo scopo di terrorizzare e far fug-
sono tali e tante, e anche nell’ordine gire la gente del posto e sostituirla
Vincere economico, che la gente riesce
appena a tirare il fiato.
poi con elementi rwandesi, travestiti
da congolesi. Il tutto con documenti
il rancore
Quando ascolto notizie di massacri autentici procurati dall’ex presidente
da parte degli islamisti e della Joseph Kabila (alias Hyppolite Ka-
reazione inorridita dell’opinione nambe, un tutsi infiltrato dal presi-
Così Elio Farronato scrive pubblica, mi chiedo perché non si dente rwandese Paul Kagame e ai
da Kinshasa Bibwa parli mai della gente sgozzata, dei
massacri atroci che si compiono
suoi ordini). Durante la presidenza
Kabila, sono entrati in Rd Congo
(Rd Congo) agli amici nell’est del Congo, nella zona probabilmente più di un centinaio
ricca di miniere di coltan, razziate di migliaia di rwandesi: inseriti in
Q
ui mi rivolgo a fratelli e sorelle sistematicamente dal Rwanda, posti chiave dell’esercito e della poli-
ridotti in stato miserabile da cui trae la sua tanto decantata zia, eliminando i congolesi autentici,
dall’ingordigia umana, prosperità. I vescovi parlano di una intendono dividere la Rd Congo af-
attraverso le multinazionali del
violenza oltre misura, «Ogni giorno finché il Rwanda possa appropriarsi
profitto. Attendono una salvezza
– dicono testualmente – questi di quella zona.
che sembra tardare a venire. Ma la
assassini inventano e mettono in atto C’è una congiura del silenzio che si
Parola di Dio dà loro conforto. Sanno,
nel profondo del cuore, che Dio non pratiche sempre più crudeli». serve della corruzione e soprattutto
delude mai. Questi massacri, nascosti all’infor- del terrore. Esso regna sovrano fra la
Nutrono poca fiducia nel nuovo pre- mazione pubblica, ben conosciu- gente del posto perché chi denuncia
sidente che prima di Natale, nel suo ti però dai governi internazionali, i soprusi è indicato dagli infiltrati
discorso alla nazione, ha promesso continuano anche in questi giorni al rwandesi e sparisce per sempre.
che, a partire da gennaio 2020, oltre
ventimila funzionari avrebbero per-
cepito il loro salario. Naturalmente
senza arretrati.
Tra di loro sono tanti gli insegnanti
che lavorano da più di 10 anni: tutto
in regola, ma senza la paga perché
sul bollettino di paga, al posto del
montante di salario, c’è N.P.=Non-
Pagato. Oppure, per i nuovi assunti:
N.U. = Nuova-Unità. Purtroppo per
ora son solo promesse.
Son qui a chieder mi come sia
possibile che un’ingiustizia, così
grave e tanto palese, possa ancora
durare dopo tanti anni, senza
suscitare una rivolta popolare. Scuola primaria in Rd Congo
10Bisogno di speranza I ragazzi mi raccontano: quasi ogni mattina, alla radio si
annuncia che questo o quel villaggio è stato attaccato,
lasciando un certo numero di morti e feriti. E si tratta dei
DA PARTE SUA, IL FRATELLO DI ELIO, loro villaggi. Oltre ai morti e feriti, ecco bruciate case
LORENZO, COSÌ SCRIVE DA KISANGANI e i campi sono spogliati del raccolto. Intanto l’esercito
regolare e i protettori dell’ONU sono lì ma sembra che
Qui in Rd Congo abbiamo bisogno di speranza. La no- proteggano i ribelli più che la popolazione. Che si ribella
stra comunità, con 40 giovani candidati missionari, è una alle “forze che non proteggono” e, disperati, bruciano il
grande iniezione di speranza in mezzo a tanta tribolazio- municipio.
ne. Ed ecco qualche esperienza di questi nostri giovani
coraggiosi.
Uno mi racconta che, al villaggio, l’insicurezza era tale
che ogni notte si coricava con il cuore sospeso e al mat-
tino ringraziava il Signore perché era ancora in vita. Ha
confidato: “Per vivere tranquillo pensavo di associarmi a
qualche banda armata”.
Un altro mi dice che la mamma ha dovuto crescere i figli
da sola, dopo l’uccisione di papà.
Un altro, da chierichetto, il mattino correva alla chiesa
per la messa. Un mattino, meravigliato, si ferma attonito
di fronte a porte aperte e a un disordine insolito. Sente
una voce che grida: «Figliolo, scappa e nasconditi».
Terrorizzato parte a gambe levate. Poi, tornata la calma,
si costata che i tre preti a servizio della parrocchia
sono stati rapiti. Era il 2016. E fino ad oggi di loro non
si sa più nulla!
Crisi umanitaria nella Repubblica democratica del Congo
Altrove, come a Kinshasa, le autorità
impediscono ogni manifestazione a
loro difesa. Superiori provinciali
Qui a Kinshasa non si vive nel 1-1-2020 – 31-12-2022
terrore, certo, ma siamo assediati
dalla miseria. Per risparmiare i ASIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. David Costa Domingues
soldi del trasporto pubblico, dalla BRASILE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Bossi Dario
periferia dove mi trovo, la gente RD CONGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Ndjadi Ndjate Léonard
percorre quotidianamente anche COLOMBIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Villarino Rodríguez Antonio
decine di chilometri a piedi, un PROVINCIA DI LINGUA TEDESCA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Grabmann Hubert
fiume di persone che avanza con SPAGNA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Pedro Andrés Miguel
ECUADOR . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Poletto Ottorino
fatica, ostacolato da un altro fiume
EGITTO-SUDAN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Kyankaaga J. Richard
di persone che camminano in senso ERITREA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Habtu Teklay Tiluq
inverso. Bisogna camminare con ETIOPIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Agostini Sisto
loro per capirne la fatica. ITALIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Baldan Fabio Carlo
Dappertutto la povera gente che KENYA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Radol Odhiambo Austine
si dibatte contro le ingiustizie PROVINCIA DI LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Pelucchi Alberto
quotidiane incontra sempre nuove MESSICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Sánchez González Enrique
difficoltà che non riesce a prevedere. MOZAMBICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. António Manuel Bogaio Constantino
Riesce a fatica a risparmiare. E poi, MALAWI-ZAMBIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Mumba Michael Nyowani
una malattia improvvisa manda in PROVINCIA NORDAMERICANA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Ezama Ruffino
PORTOGALLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Fernando Domingues
fumo tutti i risparmi. Sembra una
PROVINCIA DEL CENTRAMERICA . . . . . . . . . P. Calderón Vargas Juan Diego
fatica di Sisifo.
PERÙ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Martín Vargas Francisco José
È incredibile come questi fratelli, CENTRAFRICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Longba Guéndé Godefroy-Médard
aggrappandosi a Gesù, mite e SUDAFRICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Burgers Jude Eugene
umile di cuore, riescano a vincere i SUD SUDAN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Okot Louis Tony
rancori, amare e perdonare anche TOGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Hounaké Kouassi Timothée
chi li sprofonda in tanta miseria e CIAD . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Katsan Fodagni Kokouvi (Fidèle)
difficoltà. UGANDA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. Kiwanuka Achilles Kasozi
11Attualità
PADRE GIUSEPPE AMBROSOLI BEATO
Il medico della carità
Il 28 novembre 2019, papa Francesco ha autorizzato
la Congregazione per le cause dei santi, «a promulgare,
fra gli altri, il miracolo, attribuito all’intercessione
del venerabile servo di Dio Giuseppe Ambrosoli,
sacerdote professo dei missionari comboniani del
Cuore di Gesù; nato a Ronago (Italia) il 25 luglio 1923
e morto il 27 marzo 1987 a Lira (Uganda)», come recita
il messaggio ufficiale vaticano Copertina di una biografia
di padre Giuseppe
P
adre Giuseppe sarà dunque cia alla mamma e ai familiari la sua giorno della sua morte, nel 1987.
proclamato “beato” nel corso vocazione missionaria. Padre Giuseppe è ricordato ancora
dell’anno. In attesa di sapere Conseguita la laurea in medicina e oggi in Uganda come “il medico del-
dove e quando si farà questa procla- chirurgia, si reca a Londra per spe- la carità”. Con il suo spirito è riuscito
mazione, chiediamoci: chi era padre cializzarsi in malattie tropicali; en- a trasformare il piccolo dispensario
Ambrosoli? tra poi tra i Missionari Comboniani,
medico di Kalongo in un ospedale
Nato il 25 luglio 1923 a Ronago divenendo sacerdote nel 1955. Nel
efficiente e moderno e ha fondato,
(Como), padre Giuseppe lascia la fa- febbraio 1956 s’imbarca per l’Afri-
miglia e una brillante carriera di me- ca. È destinato a Kalongo, un vil- accanto all’ospedale, la St. Mary’s
dico per dedicarsi agli ultimi. “Dio è laggio sperduto nella savana, nel Midwifery Training School, oggi uf-
amore, c’è un prossimo che soffre ed Norduganda, per gestire un piccolo ficialmente riconosciuta come una
io sono il suo servitore”. Con queste dispensario medico, di cui farà un delle migliori scuole di ostetricia del
semplici ma profonde parole annun- grande ospedale. Vi rimane fino al Paese.
12Il miracolo per intercessione di pa-
Per la gente che soffre
S
dre Ambrosoli è quello di una gio- crivendo agli amici in occasione del Natale, mons. Giuseppe Fran-
vane donna ugandese. Così aveva zelli, vescovo emerito di Lira, scrive: «Il 28 novembre, approvando
stabilito nella primavera dello scorso ufficialmente il miracolo avvenuto per sua intercessione, papa France-
anno la commissione medica istitui-
sco ha aperto la via per la prossima beatificazione di padre Giuseppe
ta dalla Congregazione per le cause
Ambrosoli, comboniano e medico, che ha operato per quasi 31 anni
dei santi, concludendo il suo esame
su una guarigione “straordinaria ed nell’ospedale di Kalongo a servizio degli ammalati. Il giorno 30, nel
inspiegabile” dal punto di vista clini- cimitero della missione, ho partecipato anch’io alla esumazione e
co e scientifico. È il miracolo che farà ricognizione dei suoi resti. È stato un momento molto significativo e
di padre Giuseppe Ambrosoli, me- intenso. Padre Ambrosoli è stato per me un confratello e amico con
dico- missionario comboniano che cui ho condiviso alcuni tratti del mio cammino durante la mia prima
lasciò l’azienda familiare del miele e esperienza missionaria fra il popolo acholi (leggi acioli). Quando ero
delle caramelle, sacrificando la sua a Patongo, ogni tanto andavo a confessarmi da lui, e qualche volta ho
vita per gli africani, un beato. ascoltato la sua confessione. Di lui conservo molti ricordi, soprattutto
La miracolata si chiama Lucia Lo- la dolorosa vicenda dell’ultimo viaggio quando, nel febbraio 1987,
mokol. La sera del 25 ottobre 2008 siamo stati costretti dall’esercito del nuovo governo ad abbandona-
(la donna aveva 20 anni) stava per re le nostre missioni. Umile, semplice e sempre disponibile, padre
morire di setticemia, perso il figlio Giuseppe era uno che credeva davvero – come è scritto sulla sua
che portava in grembo: nell’ospeda- tomba – che “Dio è amore e io sono il suo servo per la gente che
le di Matany, nel nord dell’Uganda, soffre”. Per quanti lo avvicinavano, padre Giuseppe è davvero stato
dove era stata portata in condizioni un riflesso dell’amorevole cura di Dio per tutti i suoi figli, specialmente
estreme, non c’erano più mezzi: im- i malati e sofferenti. La Chiesa ha riconosciuto ora l’eroicità della sua
possibile salvarla.
testimonianza e ce lo addita come modello. L’anno prossimo (il 2020)
È allora che il medico Eric Dominic,
celebreremo con gioia la sua beatificazione. D’accordo con il nuovo
origini torinesi, le mise sul cusci-
no l’immagine di padre Giuseppe vescovo, ho pensato di dedicargli una finestra della cattedrale, di
e chiese ai familiari di invocare “ il fronte a quella di san Daniele Comboni. Personalmente, mi consola e
grande dottore”, morto il 27 marzo incoraggia sapere che ora, lassù, ho un compagno di viaggio a cui ri-
del 1987 in Uganda, costretto ad ab- volgermi perché mi accompagni e aiuti nel mio ultimo tratto di strada!
bandonare la missione e il suo ospe- Da Ngetta, continuo infatti il mio cammino nella nuova veste di vesco-
dale di Kalongo dato alle fiamme dai vo “emerito”, che non ha però nulla a che vedere con l’immagine di un
guerriglieri. pensionato. I lavori per la cattedrale sono…quasi finiti. Il che significa
La mattina dopo, Lucia si era ripresa: che ogni giorno c’è qualcosa da aggiungere o correggere. Mi ricorda
era viva, come nessuno avrebbe mai “la fabbrica del duomo”, come dicono a Milano».
pensato.
Un giorno speciale Cos’è la
Così la nipote Giovanna Ambrosoli ha annunciato
la notizia agli amici e sostenitori dell’ospedale di
Fondazione Ambrosoli
Kalongo La Fondazione Ambrosoli viene costituita nel 1998 dalla
«I l 28 novembre la Santa Sede ha comunicato il ricono-
scimento, da parte di papa Francesco, del miracolo
avvenuto per intercessione di padre Giuseppe. La notizia
famiglia di padre Giuseppe Ambrosoli e dai missionari
comboniani per dare continuità e futuro all’ospedale e
alla scuola di ostetricia da lui fondati nel 1957 a Kalongo,
mi ha raggiunta qui a Kalongo mentre partecipavo alla in Norduganda. Trasparenza, affidabilità e concretezza
riunione del consiglio di amministrazione dell’ospedale. sono da sempre elementi imprescindibili di ogni nostro
Le campane hanno suonato a festa e l’emozione è stata intervento.
grande. Questo momento fa sentire ancora più intenso e Attraverso il sostegno al Dr Ambrosoli Memorial Hospital
profondo l’impegno di tutti coloro che ogni giorno lavorano e alla St. Mary Midwifery School di Kalongo, si intende
per mantenere vivi questo ospedale e questa scuola a cui assicurare alle popolazioni locali l’accesso a servizi sa-
padre Giuseppe ha dedicato e sacrificato la sua vita. No- nitari qualificati per migliorare le condizioni di salute e di
stra responsabilità è sostenere e accompagnare questa vita di ciascun individuo. Fedeli all’ideale comboniano di
incredibile opera di amore e di servizio per gli ultimi. “salvare l’Africa con gli africani”, la Fondazione cammina
Insieme a Roberto e alla nostra famiglia voglio condividere con le comunità locali promuovendo la formazione medica
questa gioia con voi che fate in modo che tutto questo sia e manageriale locale, per accompagnare l‘ospedale verso
possibile. Ogni giorno». l’autonomia futura e sostenere il progresso economico e
Giovanna Ambrosoli sociale del Paese.
13Testimonianza
PADRE MANUEL JOÃO PEREIRA CORREIA
La vita è bella
…ma breve per realizzare tutti i nostri sogni.
“Mi trovo totalmente immobilizzato,
ma sento una pienezza di mente e di cuore,
sogno una realizzazione che prima non conoscevo.
Questa sedia a rotelle è diventata per me il migliore
dei pulpiti”. Così si esprime un comboniano
di origine portoghese che vive con la Sla
a Castel d’Azzano (Verona) con altri confratelli
anziani e ammalati
I
l 2010 segna una svolta nella vo- pronto per il Togo (Africa occiden- Ed ecco a fine 2010 la rivelazione
cazione e missione di padre Ma- tale), dove lavora come missionario inaspettata. La racconta agli amici:
nuel João, missionario combo- fino al 1993, quando è chiamato a «Il prossimo 28 dicembre lascerò
niano, nato a Penajoia, sulla riva del Roma per coordinare la formazione il Togo e ritornerò in Europa, senza
fiume Douro, nel nord del Portogallo. dei giovani candidati all’Istituto com- sapere cosa mi aspetta. La malattia
Prete dal 15 agosto 1978, vive i pri- boniano. Fa ritorno in Togo nel 2002. che mi è stata diagnosticata (la scle-
mi anni di sacerdozio nella comunità Col 1° gennaio 2005 inizia il suo rosi laterale amiotrofica, SLA) segue
comboniana di Coimbra (Portogal- servizio come superiore provin- il suo corso e mi porterà con lei, invi-
lo), dedicandosi alla promozione ciale dei missionari comboniani di tandomi a uno sguardo diverso sulla
vocazionale dei giovani. Nel 1985 è Togo, Ghana e Benin. vita. Rivisitando luoghi e persone, la
14mente corre verso il passato, ricor- prima con le stampelle e poi con la mesi fa ho avuto una crisi respirato-
dando la prima volta, il mio arrivo in sedia a rotelle, superando la pro- ria, sono stato in ospedale per quat-
missione, giovane missionario pieno gnosi dei medici. Ma nel 2016 deve tro lunghe settimane e mi hanno fatto
di sogni ed entusiasmo. Sono già lasciare Roma per essere traferito la tracheotomia. Adesso respiro con
passati 25 anni! Allora, tutto era nuo- in una comunità (Castel D’Azzano, l’aiuto della macchina ed è con dif-
vo per me e mi sono lanciato, ani- a Verona) dove – come dice – «io ficoltà che riesco a farmi capire. Ad
ma e corpo, in questa avventura. Le possa essere meglio assistito per- ogni modo, non ho perso il buon
difficoltà dell’inizio, l’adattamento ché la mia inseparabile compagna, umore e, nonostante le difficoltà
al clima, lo sforzo per imparare la la sla, non mi molla». Va a Verona e gli imprevisti della malattia, sto
lingua e i costumi, l’impegno e la «per rispondere a un’altra chiama- bene. Mi sento sereno, un dono
sfida di una nuova cultura… non ta di Dio a lasciare le mie sicurez- che Dio mi concede grazie a voi. È
hanno diminuito il mio entusia- ze e partire, ancora una volta, in vero che mi ritrovo ogni volta più limi-
smo. Oggi, molte cose sono cam- missione. Si tratta della penultima tato nel corpo, adesso praticamen-
biate; è cambiata l’Africa e la sua missione, poiché l’ultima sarà quella te paralizzato, ma non mi mancano
gente, il volto della Chiesa e dei mis- che ci verrà affidata in Paradiso. Mi il sorriso e la buona disposizione,
sionari… e sono cambiato anch’io, dispongo a viverla con l’impegno e e lodo Iddio ogni giorno per il dono
com’è naturale!». la generosità dei lavoratori dell’ulti- della vita. Non potendo usare le dita
Il cambiamento in atto, con la ma- ma ora della parabola evangelica». per scrivere, o la voce per dettare,
lattia, lo ha allontanato per sempre E rassicura gli amici: «Non parto da ho dovuto imparare ad usare il pun-
dall’Africa. Padre Manuel João vede solo, vi porto nel cuore. Vi sono grato tatore oculare; cioè, vi scrivo… con
questo allontanamento come un per l’amicizia e la preghiera che han- gli occhi! Meraviglie della tecnica!».
passaggio di testimone: «È grande no ottenuto per me il miracolo della
serenità e della gioia che mi hanno a cura di
la soddisfazione nel vedere altri gio- padre Manuel Augusto Lopes Ferreira
vani missionari che raccolgono la accompagnato nella malattia».
Nel corso del 2018 accade un altro missionario comboniano
fiaccola dell’ideale missionario che
ha animato la nostra vita, pronti a momento di “svolta” nel suo cam- (continua nel numero di marzo
continuare adesso la comune mis- mino, che racconta agli amici: «Sei con un’intervista )
sione; ma ritornare a casa è sempre
un momento doloroso per un missio-
nario che ha fatto della missione la
sua patria».
Ma vede questo ritorno forzato in Eu-
ropa come una nuova opportunità e
un nuovo inizio, e lo descrive così
agli amici: «Ritorno sereno, convin-
to che il Signore continuerà fedele
alla promessa che mi ha fatto: Sarò
sempre con te, per dare senso alla
tua vita! Ritorno, perciò, convinto
che il meglio debba ancora veni-
re! Come il vino del miracolo di
Gesù alle nozze di Cana! Termino
la mia missione in Africa lodando il
Signore e accogliendo il Suo invito
a riprendere il cammino. Con il mio
passo incerto, a causa della malat- Luce per i popoli d’Africa
tia, mi rivedo bambino che impara a
camminare. Dove mi porterà questa
strada non lo so… Ma sento che Dio
mi invita alla fiducia, all’abbandono
N el suo messaggio “alla Città di Roma e al mondo”, a Natale, papa Fran-
cesco ha tra l’altro detto: «Il Signore che è nato sia luce per i popoli
dell’Africa, dove perdurano situazioni sociali e politiche che spesso costrin-
nelle Sue mani». gono le persone ad emigrare, privandole di una casa e di una famiglia.
Il cammino è determinato dalla natu- Sia pace per la popolazione che vive nelle regioni orientali della Repubbli-
ra della malattia che avanza e limita i ca democratica del Congo, martoriata da persistenti conflitti. Sia conforto
movimenti, a cominciare dalle gam- per quanti patiscono a causa delle violenze, delle calamità naturali o delle
be. Padre Manuel João è destinato a emergenze sanitarie. Sia conforto a quanti sono perseguitati a causa della
Roma, per far parte dell’équipe che loro fede religiosa, specialmente i missionari e i fedeli rapiti, e a quanti ca-
coordina la formazione permanente dono vittime di attacchi da parte di gruppi estremisti, soprattutto in Burkina
dell’Istituto comboniano. Resiste al Faso, Mali, Niger e Nigeria».
decorso della malattia muovendosi
15Attualità
SUD SUDAN primi missionari in Sud Sudan), un
rappresentante della diocesi di Ve-
Centenario della fede rona – mons. Sergio Marcazzani – e
uno dell’Istituto Mazza.
Scrive mons. Marcazzani a proposito
di don Angelo Vinco, primo evange-
lizzatore di queste terre: «È l’uomo,
lo studioso, il prete-missionario che
desidera incontrare gli uomini, di-
ventarne amico e compagno di viag-
gio, e si fa uno di loro sempre preoc-
cupato dei più dimenticati. Tra loro e
per loro, nella località di Libo – isola
di Gondòkoro, nel mezzo del grande
Nilo – il 22 gennaio 1853, a 33 anni di
età, immola la sua vita: fino ad oggi
quel luogo è per tutti “terra santa” e
memoria viva di “colui che per noi è
un santo”».
I momenti salienti della bella liturgia
sono stati l’intervento del Card. Zu-
...di una Chiesa viva e sulla croce, come la beir, i gruppi danzanti, i canti dello
straordinario coro e la lunga proces-
definisce mons. Paulino. Il 1° novembre, la Chiesa sione dei fedeli al momento delle
in Sud Sudan, in particolare, l’arcidiocesi di Juba, offerte. Vibrava in tutti la grande
ha celebrato un evento memorabile, la chiusura speranza di una nuova era per la
Chiesa in Sud Sudan e per le pro-
del centenario della Fede spettive di pace e di riconciliazione
tra la popolazione sudsudanese.
U
na solenne cerimonia, piena Hanno preso parte alla cerimonia Alla fine, diversi vescovi si sono rivol-
di colori, preghiere, canti, anche il presidente della Repubbli- ti ai fedeli e lo stesso presidente del-
danze e offerte, quella che ca del Sud Sudan, il generale Sal- la repubblica ha salutato i presenti,
si è svolta sul terreno della prima va Kiir Mayardit, e diversi ministri di impegnandosi una volta di più a gui-
parrocchia della diocesi di Juba, la stato, governatori, commissari e altre dare il cammino verso la pace tra le
chiesa di Tutti i santi, a Rejàf. autorità laiche. C’era anche una de- diverse etnie e fazioni del paese.
La celebrazione eucaristica è iniziata legazione della parrocchia di Cerro Tutti sono rientrati nelle loro case con
verso le 10.30 del mattino con la par- Veronese, città natale di don Angelo gioia, lodando il Signore per questo
tecipazione di più di 15.000 pellegri- Vinco (sacerdote mazziano, uno dei tempo di grazia per tutti i sudsudanesi.
ni provenienti da tutta l’arcidiocesi
e da altre località. L’evento è stato
promosso dall’arcivescovo Paulino
Lukudu Loro (ora emerito) e dal suo Messaggio di Natale
vescovo ausiliare mons. Santo Loku
Pio. Tra gli ospiti illustri c’erano il ai leader politici sudsudanesi
cardinale Gabriel Zubeir Wako, ve-
Il giorno di Natale, congiuntamente all’arcivescovo di Canterbury,
scovo emerito di Khartoum e cele-
S.G. Justin Welby, e dell’ex moderatore della Chiesa di Scozia,
brante principale, tutti i vescovi del-
la Conferenza episcopale cattolica Rev. Dr John Chalmers, papa Francesco ha inviato un messaggio
sudanese, e i padri Tesfaye Tadesse, ai leader sudsudanesi
superiore generale dei comboniani, Illustri signori,
accompagnato da Alcides Costa, In occasione del Santo Natale e dell’inizio del Nuovo Anno, desideriamo for-
assistente generale, venuti da Roma mulare a voi e al popolo sudsudanese i migliori auguri di pace e di prosperità,
per una visita pastorale ai confratelli assicurando la nostra vicinanza ai vostri sforzi per l’attuazione sollecita degli
nel paese. Accordi di pace. Eleviamo pertanto le nostre preghiere al Cristo Salvatore per
Il 90% dei presenti ha meno di 30-40 un rinnovato impegno nel cammino di riconciliazione e di fraternità e invochia-
anni. «Celebriamo cent’anni della mo abbondanti benedizioni su ciascuno di voi e sull’intera nazione. Il Signore
fede – dicono tutti – ma la nostra Gesù, Principe della Pace, illumini e guidi i vostri passi nella bontà e nella veri-
fede ha 70 anni di più: ci è arrivata tà, affinché si renda possibile la nostra auspicata visita a codesto caro Paese.
da don Angelo Vinco che per noi è Francesco, Justin Welby, John Chalmers
un santo».
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