La lotta all'obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia - www.medscape.orgspotlight/obesity-condition

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La lotta all'obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia - www.medscape.orgspotlight/obesity-condition
La lotta all’obesità come malattia:
come contrastare le basi della patologia
Questa attività formativa è supportata da un finanziamento indipendente a fini educativi
concesso da Novo Nordisk Global.

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La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

                                  www.medscape.org/spotlight/obesity-condition

Questa attività formativa è destinata ad un pubblico internazionale di professionisti della sanità di provenienza non statunitense,
nello specifico diabetologi ed endocrinologi, medici di base e cardiologi coinvolti nel trattamento dei pazienti in sovrappeso/
obesi.

Lo scopo di questa attività è migliorare la comprensione dei medici in merito a obesità/sovrappeso quale malattia cronica grave e
vettore dello sviluppo di molte altre malattie.

Una volta portata a termine questa attività, i partecipanti avranno una conoscenza più approfondita dei seguenti aspetti:

•     legame tra sovrappeso/obesità e un’ampia gamma di malattie e comorbilità
•     fisiopatologia dell’obesità e difficoltà di ottenere e mantenere il calo ponderale
•     ultime evidenze cliniche sulle nuove terapie e sui nuovi interventi per il calo ponderale

Docenti e dichiarazioni di conflitto d’interesse
WebMD Global richiede che ogni individuo in posizione di controllare il contenuto di una delle sue attività formative riveli
qualsiasi relazione finanziaria rilevante intercorsa negli ultimi 12 mesi che potrebbe creare un conflitto d’interessi.

Luc Van Gaal, MD, PhD
Professore di Medicina, Dipartimento di Diabetologia, Metabolismo e Nutrizione Clinica, Ospedale Universitario di Anversa,
Anversa, Belgio

Dichiarazione di conflitto d’interesse: Luc Van Gaal, MD, PhD, ha reso noti i seguenti rapporti finanziari rilevanti:

•     Ha lavorato come consigliere o consulente per: AstraZeneca; Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals, Inc.; Janssen
      Pharmaceuticals; Johnson & Johnson Pharmaceutical Research & Development, L.L.C.; Lilly; Merck Sharp & Dohme Corp.; Novo
      Nordisk; Sanofi
•     Ha svolto il ruolo di relatore o è stato membro di un comitato di relatori per: AstraZeneca; Boehringer Ingelheim
      Pharmaceuticals, Inc.; Janssen Pharmaceuticals; Johnson & Johnson Pharmaceutical Research & Development, L.L.C.; Lilly;
      Merck Sharp & Dohme Corp.; Novo Nordisk; Sanofi
•     Ha ricevuto finanziamenti per attività di ricerca clinica da: UE (consorzio Resolve + Hepadip)

Luca Busetto, MD
Professore Associato di Medicina Interna, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università di Padova, Padova, Italia

Dichiarazione di conflitto d’interesse: Luca Busetto, MD, ha reso noti i seguenti rapporti finanziari rilevanti:

•     Ha lavorato come consigliere o consulente per: Novo Nordisk; Johnson & Johnson Pharmaceutical Research & Development,
      L.L.C.; IntraPace, Inc.

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Jason Halford, PhD, C. Psychol. (Health) AFBPsS
Presidente, Psicologia Biologica e Comportamenti Salutari; Direttore, Dipartimento di Scienze Psicologiche, Istituto di Psicologia,
Salute e Società, Università di Liverpool, Liverpool, Regno Unito

Dichiarazione di conflitto d’interesse: Jason Halford, PhD, C. Psychol. (Health) AFBPsS, ha reso noti i seguenti rapporti finanziari
rilevanti:

•   Ha lavorato come consigliere o consulente per: Novo Nordisk; Orexigen Therapeutics, Inc.
•   Ha svolto il ruolo di relatore o è stato membro di un comitato di relatori per: Novo Nordisk
•   Ha ricevuto finanziamenti per attività di ricerca clinica da: AstraZeneca; Bristol-Myers Squibb Company
•   Altro: ha tenuto corsi di formazione finanziati per Novo Nordisk

Hans J. Hauner, MD
Professore; Direttore; Presidente di Medicina della Nutrizione; Università Tecnica di Monaco, Monaco, Germania

Dichiarazione di conflitto d’interesse: Hans Hauner, MD, ha reso noti i seguenti rapporti finanziari rilevanti:

•   Ha lavorato come consigliere o consulente per: Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals, Inc.; Danone; Nestlé; Novo Nordisk;
    Orexigen Therapeutics, Inc.
•   Ha svolto il ruolo di relatore o è stato membro di un comitato di relatori per: Merck & Co., Inc.; Nestlé; Novo Nordisk; RIEMSER
    Pharma GmbH

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                       La	
  lo4a	
  all’obesità	
  	
  
              come	
  mala;a:	
  come	
  contrastare	
  	
  
                     le	
  basi	
  della	
  patologia	
  
             Moderatore	
  
             Luc	
  Van	
  Gaal,	
  MD,	
  PhD	
  
             Professore	
  di	
  Medicina,	
  
             Dip.	
  di	
  Diabetologia,	
  Metabolismo	
  
             e	
  Nutrizione	
  Clinica	
  
             Ospedale	
  universitario	
  di	
  Anversa,	
  
             Anversa,	
  Belgio	
  
             	
  
Luc F. Van Gaal, MD, PhD: Salve. Mi chiamo Luc Van Gaal. Sono un endocrinologo e Professore di Medicina presso l’Università
di Anversa in Belgio. Benvenuti in questo programma intitolato “La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della
patologia”.

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          PartecipanK	
  

          Luca	
  Buse4o,	
  MD	
                                         Hans	
  Hauner,	
  MD	
  
          Professore	
  associato	
  di	
  Medicina	
  Interna	
          Professore;	
  
          Dip.	
  di	
  Scienze	
  Mediche	
  e	
  Chirurgiche	
  	
      DireFore;	
  
          Università	
  di	
  Padova	
                                    Presidente	
  di	
  Medicina	
  
          Padova,	
  Italia	
                                             della	
  Nutrizione	
  
          	
                                                              Università	
  Tecnica	
  di	
  Monaco	
  
          Jason	
  Halford,	
  Ph.D.	
  	
                                Monaco,	
  Germania	
  
          C.Psychol.	
  (Health)	
  AFBPsS	
  
          Presidente,	
  Psicologia	
  Biologica	
  e	
  
          ComportamenD	
  Salutari;	
  
          DireFore,	
  Dip.	
  di	
  Scienze	
  Psicologiche	
  
          IsDtuto	
  di	
  Psicologia,	
  Salute	
  e	
  	
  
          Società	
  
          Università	
  di	
  Liverpool	
  
          Liverpool,	
  Regno	
  Unito	
  	
  
          	
  
È con me oggi, il Professor Jason Halford, Direttore del Dipartimento di Scienze Psicologiche presso l’Università di Liverpool, Regno
Unito. Benvenuto.

Jason C.G. Halford, PhD, CPsychol: Grazie.

Dott. Van Gaal: Benvenuto, inoltre, al Professor Luca Busetto, Professore Associato di Medicina Interna nel Dipartimento di
Medicina presso l’Università di Padova in Italia.

Dott. Luca Busetto: Grazie.

Dott. Van Gaal: Inoltre, il Professor Hans Hauner, Direttore dell’Istituto di Medicina della Nutrizione presso la Technische
Universität München in Germania. Benvenuto anche a te.

Dott. Hans J. Hauner: Salve.

Dott. Van Gaal: Prima di iniziare la nostra conversazione, dedicate qualche momento a mettere alla prova le vostre conoscenze
sull’argomento, rispondendo ad alcune domande. Avrete un’altra possibilità di rispondere alle domande al termine dell’attività per
verificare quanto appreso.

                                                                                                                               Pag. 5
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La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

           Introduzione/Background	
  

             • L’obesità	
  è	
  una	
  patologia	
  cronica	
  grave	
  ed	
  è	
  
               associata	
  a	
  molteplici	
  comorbilità	
  

             • Il	
  calo	
  ponderale,	
  anche	
  moderato,	
  migliora	
  la	
  salute	
  
               e	
  riduce	
  il	
  rischio	
  di	
  comorbilità	
  legate	
  all’obesità	
  	
  

             • TuFavia,	
  il	
  calo	
  ponderale	
  è	
  difficile	
  da	
  oFenere,	
  ed	
  
               evitare	
  di	
  riprendere	
  peso	
  dopo	
  averlo	
  perso	
  può	
  
               essere	
  ancora	
  più	
  difficile	
  

Sovrappeso e obesità sono malattie croniche gravi nonché vettori dello sviluppo di molte altre patologie. Il calo ponderale, anche
moderato, migliora la salute e riduce questi fattori di rischio. Il calo ponderale è difficile da ottenere, ed evitare di riprendere peso
dopo averlo perso può essere ancora più difficile.

Chi vuole dire qualcosa in merito agli aspetti economici della crescente prevalenza di sovrappeso e obesità sulla salute pubblica
mondiale, sulle risorse sanitarie mondiali? Hans?

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              Prevalenza	
  globale	
  dell’obesità	
  
                • Globalmente,	
  la	
  percentuale	
  di	
  adulD	
  con	
  un	
  IMC	
  	
  
                  ≥	
  25	
  è	
  aumentata	
  dal	
  28,8%	
  nel	
  1980	
  al	
  36,9%	
  nel	
  
                  2013	
  per	
  gli	
  uomini	
  e	
  dal	
  29,8%	
  al	
  38,0%	
  per	
  le	
  
                  donne	
  
                • La	
  prevalenza	
  dell’obesità	
  è	
  aumentata	
  in	
  modo	
  
                  sostanziale	
  tra	
  i	
  bambini	
  e	
  gli	
  adolescenD	
  sia	
  nei	
  
                  paesi	
  sviluppaD	
  (23,8%	
  di	
  ragazzi	
  e	
  22,6%	
  di	
  ragazze	
  
                  in	
  sovrappeso/obesi	
  nel	
  2013)	
  sia	
  nei	
  paesi	
  in	
  via	
  di	
  
                  sviluppo	
  (12,9%	
  di	
  ragazzi	
  e	
  13,4%	
  di	
  ragazze	
  in	
  
                  sovrappeso/obesi	
  nel	
  2014)	
  

     Ng	
  M,	
  et	
  al.	
  Lancet.	
  2014;384:766-­‐781.	
  

Dott. Hauner: Sì. Sappiamo che si tratta di un’epidemia in rapida crescita nel mondo, in tutti i paesi. Da un recente sondaggio
è emerso che attualmente vi sono più di 600 milioni di persone con un IMC uguale o maggiore di 30 e questo numero sta
aumentando velocemente. È un problema enorme per tutti i sistemi sanitari e per le società poiché comporta altri effetti quali il
pensionamento anticipato e situazioni simili che hanno un impatto sull’intera società.

Dott. Van Gaal: Luca?

                                                                                                                             Pag. 7
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                Contrastare	
  l’epidemia	
  di	
  obesità	
  
                globale	
  
                  • Nel	
  mondo,	
  il	
  tasso	
  di	
  obesità	
  è	
  quasi	
  raddoppiato	
  dal	
  1980:	
  poco	
  
                    più	
  di	
  200	
  milioni	
  di	
  uomini	
  adulD	
  e	
  poco	
  meno	
  di	
  300	
  milioni	
  di	
  
                    donne	
  adulte	
  sono	
  obesi[a]	
  
                            – Nel	
  2014,	
  il	
  39%	
  degli	
  adulD	
  di	
  età	
  pari	
  o	
  superiore	
  a	
  18	
  anni	
  era	
  in	
  
                              sovrappeso	
  e	
  il	
  13%	
  di	
  loro	
  era	
  affeFo	
  da	
  obesità[a]	
  
                  • I	
  tassi	
  di	
  obesità	
  sono	
  in	
  conDnuo	
  aumento	
  anche	
  tra	
  i	
  bambini:	
  nel	
  
                    2010,	
  43	
  milioni	
  di	
  bambini	
  in	
  età	
  prescolare	
  erano	
  in	
  sovrappeso	
  o	
  
                    obesi,	
  un	
  aumento	
  del	
  60	
  percento	
  dal	
  1990[b]	
  
                  • Uno	
  studio	
  del	
  2014	
  su	
  sovrappeso	
  e	
  obesità	
  nei	
  bambini	
  e	
  negli	
  
                    adulD	
  dal	
  1980	
  al	
  2013	
  ha	
  riscontrato	
  un	
  aumento	
  della	
  
                    percentuale	
  di	
  adulD	
  in	
  sovrappeso	
  o	
  obesi	
  nel	
  mondo;	
  inoltre	
  è	
  
                    aumentata	
  in	
  modo	
  sostanziale	
  anche	
  la	
  prevalenza	
  nei	
  bambini	
  e	
  
                    negli	
  adolescenD,	
  nei	
  paesi	
  sviluppaD	
  e	
  in	
  quelli	
  in	
  via	
  di	
  sviluppo[c]	
  
     a.	
  Finucane	
  MM,	
  et	
  al.	
  Lancet.	
  2011;337:557-­‐567.	
  
     b.	
  de	
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  M,	
  et	
  al.	
  	
  Am	
  J	
  Clin	
  Nutr.	
  2010;92:1257-­‐64.	
  
     c.	
  Ng	
  M,	
  et	
  al.	
  Lancet.	
  2014;384:766-­‐781.	
  

Dott. Busetto: Sì, sono d’accordo con Hans. Dobbiamo ricordare anche che la maggior parte del costo dell’obesità è in comune
con altre malattie che sono causate dall’obesità o il cui rischio aumenta in presenza di obesità, come il diabete e gli eventi
cardiovascolari; inoltre, un gran numero di complicanze contribuisce ad aumentare la spesa sanitaria mondiale legata all’obesità
ed è responsabile di una percentuale allarmante della spesa sanitaria di tutti i paesi, in Europa e altrove.

Dott. Van Gaal: Jason, cosa puoi dirci in base alla tua esperienza specifica?

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              Impa4o	
  dell’obesità	
  sugli	
  individui	
  

                                                                                      Apnea
                                                                                       del
                                                                                      sonno
                                                   Riduzione                                                        Dolore
                                                     della                                                         articolare
                                                    mobilità

                                                                        Qualità della
                                                                                                                              Incontinenza
                                         Ansia                              vita                                                 urinaria

                                                                                                        Riduzione
                                                          Depressione
                                                                                                          della
                                                                                                         fertilità

      DiaposiDva	
  per	
  genDle	
  concessione	
  di	
  Jason	
  Halford,	
  PhD,	
  C.	
  Psychol.	
  (Health)	
  AFBPsS.	
  

Dott. Halford: Penso che dobbiamo anche ricordare, parlando di obesità e persone obese, l’impatto personale che la malattia
ha sugli individui. Credo che influisca sulla loro capacità di lavorare, sulla loro vita sociale e su vari aspetti di carattere personale.
Nessuno sceglie di diventare obeso e l’essere obeso è una condizione che tendiamo a stigmatizzare.

Dott. Van Gaal: Ok, abbiamo già detto che il sovrappeso e l’obesità sono associati a una serie di fattori di rischio e comorbilità.
Hans e Luca, potete illustrare un po’ più dettagliatamente queste comorbilità?

                                                                                                                                                              Pag. 9
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La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

               Obesità	
  come	
  fa4ore	
  di	
  rischio	
  per	
  	
  
               (e	
  molKplicatore	
  di)	
  diverse	
  condizioni	
  di	
  
               comorbilità[a,b]	
  
                                                                                                DMT2	
  

                                       Mala;a	
  	
  
                                                                                                              Artrosi	
  
                                         CV	
  

                                                                                             Obesità	
  

                                     Apnea	
  del	
  
                                                                                                              Cancro	
  
                                      sonno	
  

                                                                                               Disturbi	
  
                                                                                             dell’umore/
                                                                                              cogniKvi	
  
     a.	
  Pi-­‐Sunyer	
  X.	
  Postgrad	
  Med.	
  2009;121:21-­‐33.	
  
     b.	
  Calle	
  EE	
  et	
  al.	
  N	
  Engl	
  J	
  Med.	
  1999;341:1097-­‐1105.	
  

Dott. Hauner: Sì. Grazie a numerosi studi, sappiamo che lo stato di obesità influisce su tutti gli organi, a partire dal sistema
muscolare, fino al metabolismo e al cuore. Ogni organo è colpito in misura più o meno rilevante. La malattia ha un impatto
significativo sull’organismo e riduce la qualità della vita, con una serie di conseguenze per l’individuo.

Dott. Van Gaal: Luca, si parla spesso delle conseguenze cardiometaboliche dell’obesità poiché queste sono facilmente misurabili,
ma esistono altri aspetti come quello meccanico. Puoi parlarci un po’ di questo?

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              Numero	
  sKmato	
  di	
  casi	
  di	
  cancro	
  (in	
  migliaia)	
  
              a4ribuibile	
  all’eccesso	
  di	
  massa	
  corporea	
  	
  
                                                                                        Donne	
  
                         120	
  
                         100	
  
                          80	
  
                          60	
  
                          40	
  
                          20	
  
                           0	
  

                                            60	
                                        Uomini	
  
                                            50	
  

                                            40	
  

                                            30	
  

                                            20	
  

                                            10	
  

                                              0	
  
                                                        Rene	
           Pancreas	
      Re4o	
      Colon	
   Cancro	
  dell'esofago	
  

     Arnold	
  M,	
  et	
  al.	
  Lancet	
  Oncol.	
  2015;16:36-­‐46.	
  

Dott. Busetto: Sì. Esiste tutta una serie di problemi di tipo meccanico, nello specifico artropatia e problemi respiratori, ma
non dimentichiamo altre complicanze più o meno note quali l’associazione con un certo tipo di tumore, ad esempio. I dati a
disposizione dimostrano che una percentuale considerevole di tumori è, attualmente, associata o attribuibile all’epidemia di
obesità e questo influisce notevolmente sulla mortalità dei nostri pazienti.

Dott. Van Gaal: Sì, e questo è un problema importante da considerare. Riguardo alla fisiopatologia del sovrappeso e dell’obesità,
sappiamo da anni che l’assunzione di cibo e l’esercizio fisico sono importanti e che molti farmaci possono contribuire all’aumento
di peso. Abbiamo recentemente scoperto che la privazione del sonno può essere un fattore importante, così come l’inquinamento
ambientale e gli agenti inquinanti. Jason, in che misura l’obesità e il sovrappeso sono problemi comportamentali?

Dott. Halford: Dobbiamo fare riferimento all’individuo all’interno dell’ambiente. L’individuo ha delle vulnerabilità biologiche, ma
è il modo in cui interagisce con l’ambiente, attraverso il suo comportamento, che causa l’obesità. Ovviamente, esiste un problema
legato al controllo dell’assunzione di cibo; la capacità di controllare l’appetito è compromessa nelle persone obese. Il dover
seguire una dieta esaspera il problema.

Dott. Van Gaal: A tal proposito, che cos’è il cosiddetto ambiente obesogenico? Puoi descriverlo?

                                                                                                                                                       Pag. 11
La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

              L’ambiente	
  obesogenico	
  
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                                                                                                                                   Quantità
                                                                               Sapore	
                                            Occasione per mangiare
                                                                                     Dolce	
             SKle	
                    Tipo di cucina
                                                                Portata	
  	
           Aspro	
               Europeo	
  
                                                       Contorni	
                    Amaro	
                       AsiaDco	
                           Varietà
                                                       PiaFo	
  principale	
            Salato	
             Occidentale	
  
                                                       AnDpasto	
                    Dolce	
                 Mediterraneo	
             Preparazione
                                                           SpunDni	
  
                                                                               C I B OPrezzo	
  
                                                                                       	
  
                                                                                                               Fusion	
  
                                                       Dessert	
  
                                                        Compagnia	
  
                                                       Famiglia	
  
                                                                    Rice4a	
                                Moderato	
  
                                                            Da	
  soli	
          Come	
  si	
  prepara	
   Economico	
  
                                                       Amici	
                   ContenuD	
  del	
           Costoso	
  
                                                                                 cibo	
  
                                                                                 IngredienD	
             Porzione	
  
                                                                                                           Individuale	
  
                                                                                                              Di	
  gruppo	
  
                                                                                                            Familiare	
  

      DiaposiDva	
  per	
  genDle	
  concessione	
  di	
  Jason	
  Halford,	
  PhD,	
  C.	
  Psychol.	
  (Health)	
  AFBPsS.	
  

Dott. Halford: Un ambiente obesogenico comprende numerose variabili. Si riferisce a norme sociali. Si riferisce all’ambiente
alimentare. Si riferisce al nostro ambiente fisico. Ciò che controlla la nostra attività. Ciò che controlla la nostra assunzione di
cibo. Sicuramente, riguardo all’assunzione di cibo, abbiamo una dieta ricca di cibi trattati, ad elevato contenuto energetico, che
promuovono il consumo eccessivo. Questi alimenti sono fortemente commercializzati e pubblicizzati, oltre a essere facilmente
disponibili. Cercare di perdere peso e di resistere è molto difficile in questo tipo di ambiente.

Dott. Van Gaal: In questo contesto, dal tuo punto di vista, che cosa si può fare per mitigare, per cambiare questo ambiente
specifico? È chiaro che non è così semplice.

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             Correggere	
  l’ambiente	
  obesogenico	
  
               • Sfortunatamente,	
  non	
  esistono	
  soluzioni	
  semplici	
  
                 e	
  rapide	
  

               • Non	
  basta	
  solamente	
  introdurre	
  tasse	
  sullo	
  
                 zucchero,	
  migliorare	
  le	
  eDcheFe	
  degli	
  alimenD	
  o	
  
                 promuovere	
  scelte	
  salutari	
  

               • È	
  necessario	
  modificare	
  anche	
  gli	
  aFeggiamenD	
  
                 sociali	
  nei	
  confronD	
  del	
  cibo	
  e	
  relaDvi	
  al	
  modo	
  	
  
                 in	
  cui	
  il	
  cibo	
  viene	
  percepito	
  e	
  pubblicizzato	
  

     DiaposiDva	
  per	
  genDle	
  concessione	
  di	
  Jason	
  Halford,	
  PhD,	
  C.	
  Psychol.	
  (Health)	
  AFBPsS.	
  

Dott. Halford: Il problema dell’ambiente obesogenico è che un singolo cambiamento non produrrà alcun effetto. Non esistono
rimedi magici rapidi. Dobbiamo lavorare strutturalmente su tutti gli aspetti dell’ambiente alimentare. Non si tratta solo di tasse
sullo zucchero. Non è sufficiente migliorare soltanto l’etichettatura. Non basta solamente promuovere scelte salutari e renderle
opzioni standard. Sono necessarie tutte queste cose insieme a molte altre relative all’ambiente alimentare, all’atteggiamento
sociale nei confronti del cibo e dell’alimentazione, per poter iniziare a vedere cambiamenti ambientali sufficienti a provocare
effetti sulla popolazione.

Dott. Van Gaal: Passando da questo aspetto agli aspetti terapeutici, la terapia comportamentale può essere d’aiuto nella grande
sfida del mantenimento del peso, oltre che nel calo ponderale?

                                                                                                                                                             Pag. 13
La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

                Un	
  programma	
  stru4urato	
  per	
  modificare	
  
                il	
  comportamento	
  comporta	
  benefici	
  in	
  
                termini	
  di	
  calo	
  ponderale	
  
                                                                                                                                                                                                       OR	
  per	
  calo	
  
                                                                                                                                                                              ANOVA	
  
                                                                                                           Variazione	
                                                                                ponderale	
  o	
  
                                                                                       Numero	
                                         IC	
  al	
  95%	
  della	
  
      Variabile	
                                    Categoria	
                                          media	
  del	
  peso	
                                                                       nessun	
  calo	
  
                                                                                        (160)	
                                        variazione	
  media	
           	
  Valore	
     Valore	
  
                                                                                                               (kg)	
                                                                                ponderale	
  e	
  IC	
  al	
  
                                                                                                                                                                             F	
          P	
                95%	
  
      Gruppo	
  di	
  
                                       Consulto	
  prevenDvo	
  senza	
  il	
  
      randomizzazione	
  e	
  
                                       calo	
  ponderale	
  come	
                         62	
                  -­‐1,56	
                   -­‐3,2,	
  0,05	
  
      obieovo	
  di	
  calo	
  
                                       obieovo	
  
      ponderale	
  

                                       Consulto	
  prevenDvo	
  con	
  calo	
  
                                       ponderale	
  come	
  obieovo	
                                                                                                                                        4,63*	
  
                                                                                           22	
                  -­‐4,73	
                   -­‐7,7,	
  -­‐1,8	
          2,3	
          0,10	
  
                                       prioritario	
  per	
  l’anno	
                                                                                                                                       1,5,	
  14,4	
  
                                       successivo	
  

                       In	
  questo	
  studio,	
  il	
  cambiamento	
  comportamentale	
  basato	
  
                             sulla	
  definizione	
  di	
  obie;vi	
  prioritari	
  ha	
  prodo4o	
  un	
  
                                               maggiore	
  calo	
  ponderale	
  
     EnDtà	
  media	
  del	
  calo	
  ponderale	
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  ponderale	
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  calo	
  ponderale	
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  25.	
  
     *Una	
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     Lous	
  J,	
  et	
  al.	
  BMC	
  Family	
  Pract.	
  2016;17:43.	
  

Dott. Halford: La terapia comportamentale deve far parte di qualsiasi approccio poiché stiamo cercando di cambiare abitudini
che le persone hanno avuto per tutta la vita, cosa molto difficile. Indipendentemente dal particolare approccio comportamentale
usato, sappiamo che la frequenza e la durata di questo tipo di trattamenti sono molto importanti. Maggiori sono i trattamenti
comportamentali, maggiori saranno i successi a lungo termine, migliori saranno i risultati che le persone avranno nel prevenire
l’aumento di peso o, quantomeno, nel gestirlo dopo l’intervento per ottenere il calo ponderale.

Dott. Van Gaal: Si intuisce che, in qualche misura, l’individualizzazione è importante. Hans, quali sono, secondo te, le
caratteristiche dei pazienti che ottengono risultati ottimali in termini di calo ponderale?

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www.medscape.org/spotlight/obesity-condition

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                                                       V
                                                      KX                                                                                   VbK[b
                                                      KZ
                                                      K\
                                                      K^                                                                                   [bK_E_b
                                                     KWV
                                                     KWX
                                                     KWZ                                                                                   iWVb
                                                     KW\
                                                     KW^
                                                               V              W              X               Y                Z
                                                                                         *-,@++&

      .E#'"#&(%! !)'XVWWFW_GW_^]KW__^H

Dott. Hauner: Sì. Grazie ai recenti studi, abbiamo capito che un maggiore calo ponderale iniziale è altamente predittivo del
successo a lungo termine nel perdere peso e non prenderne altro, oltre che nel mantenere il peso raggiunto. Ora abbiamo a
disposizione osservazioni a lungo termine, fino a 10 anni, che dimostrano quanto questo elemento sia altamente predittivo.
Quindi, dobbiamo realmente iniziare a convincere le persone a impegnarsi fin dall’inizio per ottenere un determinato grado di
calo ponderale, indipendentemente dall’approccio. Questo può essere veramente determinante. Inoltre, aumenta la motivazione.
Aumenta e migliora la compliance. Iniziare con un determinato grado di successo mette in moto un insieme di meccanismi
estremamente utili per ottenere un miglior risultato a lungo termine.

Dott. Van Gaal: Nell’ambito dello stesso insieme di fattori che possono spiegare lo sviluppo di sovrappeso e obesità, si parla
spesso di calorie e del conteggio delle calorie, ma potrebbe esserci una differenza tra qualità e quantità. Puoi descrivere un po’ la
fisiologia dell’apporto energetico e, nello specifico, la densità degli alimenti?

                                                                                                                                                       Pag. 15
La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

             Dieta	
  e	
  regolazione	
  dell’apporto	
  
             energeKco:	
  il	
  dilemma	
  
               • I	
  cibi	
  ad	
  alto	
  tenore	
  energeDco	
  sono	
  gustosi,	
  ma	
  non	
  
                 saziano	
  
               • I	
  cibi	
  a	
  basso	
  tenore	
  energeDco	
  hanno	
  un	
  maggior	
  
                 potere	
  saziante,	
  ma	
  sono	
  meno	
  gustosi	
  
               • I	
  cibi	
  a	
  basso	
  tenore	
  energeDco	
  sono,	
  generalmente,	
  
                 quelli	
  che	
  contengono	
  più	
  acqua	
  e	
  meno	
  grassi,	
  
                 nonché	
  quelli	
  che	
  soddisfano	
  di	
  meno	
  il	
  palato	
  

     Drewnowski	
  A.	
  Nutr	
  Rev.	
  1998;56:347-­‐353.	
  

Dott. Hauner: Sappiamo già che i cibi altamente trattati hanno un’alta densità energetica e sono dannosi per la salute. Noi
siamo più o meno regolati per un’alimentazione a bassa densità energetica, ad esempio gli alimenti vegetali contengono molta
meno energia rispetto agli alimenti a base di carne altamente trattati. Dobbiamo realmente cambiare la qualità della nostra
alimentazione e preferire gli alimenti vegetali poiché contengono più acqua. Questo è importante anche perché, per essere sazi,
abbiamo bisogno di una determinata quantità di cibo, altrimenti non smettiamo di mangiare e ciò rende più difficile controllare
l’assunzione totale di calorie.

Dott. Van Gaal: In altre parole, questo è un messaggio importante per le abitudini alimentari dei nostri pazienti in sovrappeso e
obesi?

Dott. Hauner: Sì. Inoltre un altro punto importante, che abbiamo già affrontato, è questo nuovo fenomeno degli spuntini. Ci
sono troppe occasioni per mangiare, giorno e notte e ovunque andiamo. È molto difficile mantenere uno schema dei pasti e delle
abitudini alimentari. Per molte persone è estremamente difficile seguire un programma che preveda quando e cosa mangiare.
Questo è molto importante anche per l’equilibrio del nostro apporto calorico.

Dott. Van Gaal: Concentriamoci un po’ di più sulla fisiologia, quali sono i target molecolari e ormonali chiave per il calo ponderale
e il mantenimento del peso?

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www.medscape.org/spotlight/obesity-condition

              Meccanismi	
  che	
  regolano	
  l’assunzione	
  
              di	
  cibo	
                                                                      Sistema	
  nervoso	
  
                                                                                                   autonomo	
  
                                                                                                    simpaKco	
  
                       Cervello	
  
                                                                             Midollo	
                                                 Grelina	
        Stomaco	
  
                                                                             spinale	
                                                 LepKna	
  

                                                    Nervo	
  
                                                    vago	
  
                                                                                           Acidi	
  biliari	
                    GLP-­‐1,	
  
                                                                                                                                PYY3-­‐35,	
         IntesKno	
  tenue	
  
                                                                                                   Circolazione	
              OXM,	
  CCK,	
  
                               Circolazione	
                                                                                                             Colon	
  
                                                                                                      portale	
               5HT,	
  FGF,	
  AB	
  
                                sistemica	
  
                                                                                   Fegato	
                                                          Sistema	
  nervoso	
  
                                                                                                                                                         enterico	
  

                                                                                                                                Insulina,	
  
                                                                                                                               glucagone,	
              Pancreas	
  
            Tessuto	
                                            Sistema	
                                                     amilina,	
  PP	
  
         adiposo	
  bianco	
                                     nervoso	
  
                                LepKna,	
  
                             adiponecKna,	
                     periferico	
  
                               IL-­‐6,	
  TNF	
  

     Acosta	
  A,	
  et	
  al.	
  Gut.	
  2014;63:687-­‐695.	
  

Dott. Hauner: Sappiamo che sono coinvolti molti organi. Sono molti i fattori e gli ormoni che contribuiscono al controllo e al
mantenimento del peso, ad esempio la regolazione della fame e della sazietà; si tratta di meccanismi complessi che comprendono
anche numerose interazioni tra organi e tra il tratto GI e il sistema nervoso centrale. Il modo in cui iniziamo a mangiare e
smettiamo di mangiare rientra in un’azione coordinata. Si tratta di un sistema di regolazione complesso, ma la sensazione di
stomaco pieno che abbiamo è fondamentale poiché è un segnale importante che indica al cervello che dobbiamo smettere di
mangiare e deve essere tenuto in considerazione cercando di ridurre la densità energetica del cibo che mangiamo.

Dott. Van Gaal: Jason, a tal proposito, sappiamo se questi ormoni che svolgono un ruolo importante nei pathway centrali siano
legati anche al comportamento?

                                                                                                                                                                              Pag. 17
La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

             I	
  segnali	
  di	
  sazietà	
  e	
  il	
  controllo	
  inibitorio	
  
             potrebbero	
  essere	
  più	
  deboli	
  negli	
  individui	
  
             inclini	
  all’obesità	
  
        Effe;	
  dire;	
  sui	
  sistemi	
  chiave	
  
        1. Regolatorio	
  (fame,	
  saziamento	
  e	
  
           sazietà).	
  
                                                                                                           Controllo
        2. ComponenD	
  della	
  ricompensa	
                                                              inibitorio
           (piacere	
  e	
  desiderio)	
  dell’appeDto.	
  
        3. Aumento	
  del	
  controllo	
  
           sull’alimentazione,	
  riducendo	
  quindi	
                                                                           Responsività ai
           le	
  risposte	
  al	
  desiderio	
  di	
  cibo.	
                                                                     segnali del cibo
        Interconnessione	
  dei	
  sistemi	
  
                                                                                                                                  Alimentazione
        chiave	
  (effeo	
  indireo)	
  
                                                                                                                                  basata sulla
        • Rafforzamento	
  della	
  sazietà	
  e	
  
                                                                                                                                  ricompensa
           modifiche	
  nell’esperienza	
  edonica	
  
           dovrebbero	
  produrre	
  un	
  maggior	
                                                       Sazietà
           controllo	
  sul	
  comportamento	
  
           alimentare	
  

     Acosta	
  A,	
  et	
  al.	
  Gut.	
  2014;63:687-­‐695.	
  
     DiaposiDva	
  per	
  genDle	
  concessione	
  di	
  Jason	
  Halford,	
  PhD,	
  C.	
  Psychol.	
  (Health)	
  AFBPsS.	
  

Dott. Halford: Certamente. I comportamenti del paziente sono strettamente legati al funzionamento di questi meccanismi.
Sicuramente gli individui obesi hanno un senso di sazietà durante i pasti e post-prandiale più debole e ciò suggerisce che è
necessario stimolare questi meccanismi per affrontare il problema. Inoltre, i sistemi che regolano il loro appetito sono sopraffatti
dai fattori esterni che abbiamo già citato e che influiscono sui sistemi di ricompensa del cervello. Se il paziente viene stimolato
dall’ambiente alimentare e desidera mangiare, è ricettivo ai segnali alimentari e ha fame, troverà molto difficile mantenere il
controllo. Ciò richiede un grande sforzo cognitivo e ha conseguenze di tipo psicologico. Le limitazioni alimentari influiscono
sull’umore e sulle capacità cognitive. Questo è il motivo per cui seguire una dieta è difficile.

Dott. Van Gaal: È una cosa difficile ma dobbiamo, ovviamente, affrontarla. È una delle sfide più difficili e ci porta alla domanda:
quanto sono efficaci tutti questi interventi per modificare l’alimentazione, l’attività fisica e il comportamento? Luca qual è la tua
opinione in merito?

 Pag. 18
www.medscape.org/spotlight/obesity-condition

               Calo	
  ponderale	
  alla	
  fine	
  dello	
  studio	
  
               vs	
  calo	
  ponderale	
  al	
  follow-­‐up	
  
                                                                                                                           Variazione	
  media	
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  (kg)	
  
                                                                                                                           Variazione	
  media	
  dal	
  basale	
  al	
  follow-­‐up	
  (kg)	
  

                                                                      Foster,	
        Hensrud,	
        Kramer,	
          Murphy	
  Pekkarinen,	
                 Wadden	
         Walsh	
  e	
  
                                                             5	
       et	
  al.	
      et	
  al.	
       et	
  al.	
        et	
  al.	
  e	
  Mustajoki	
           e	
  Frey	
      Flynn	
  

                                                             0	
  
                  Variazione	
  del	
  peso,	
  kg	
  

                                                           -­‐5	
  

                                                         -­‐10	
  

                                                         -­‐15	
  

                                                         -­‐20	
  

                                                         -­‐25	
  
                                                                                              Intervallo	
  di	
  follow-­‐up	
  compreso	
  tra	
  4	
  e	
  7	
  anni	
  
                                                         -­‐30	
  
                                                               Gli	
  studi	
  dimostrano	
  che	
  il	
  33%	
  -­‐	
  66%	
  dei	
  pazienK	
  so4oposK	
  a	
  
                                                                     dieta	
  riprende	
  più	
  peso	
  di	
  quello	
  perso	
  durante	
  la	
  dieta	
  
      Mann	
  T,	
  et	
  al.	
  Am	
  Psychol.	
  2007;62:220-­‐233.	
  

Dott. Busetto: Si tratta di un punto fondamentale. Si ritiene che i cambiamenti dello stile di vita non abbiano un grande successo
e questo è, probabilmente, vero. Tuttavia, dobbiamo ricordare che, grazie a un intervento sullo stile di vita, possiamo ottenere
inizialmente un livello di calo ponderale prolungato in una notevole percentuale di pazienti. Inoltre, nonostante il fatto che, in
una popolazione globale, si osservi generalmente un recupero del peso perso successivamente all’intervento, un sottogruppo di
pazienti riesce comunque a mantenere il peso. Ritengo che dobbiamo fare di più per capire le caratteristiche di questi pazienti e
per comprendere meglio le ragioni per cui questo particolare gruppo riesce a mantenere il peso, poiché ciò potrebbe essere utile
anche per la popolazione generale. Credo che dobbiamo disfarci del preconcetto secondo il quale ogni tipo di intervento sullo
stile di vita sarà seguito dal recupero del peso. Questo non è vero; almeno non nella popolazione generale di pazienti.

Dott. Van Gaal: Gli studi clinici ci aiutano a capire di più su questa difficoltà? Questi interventi sono utili o meno? Alla fine, si
ottengono dei benefici?

Dott. Busetto: Sì. Ora abbiamo a disposizione studi clinici molto ampi. Probabilmente uno dei più importanti è lo studio Look
AHEAD, dedicato all’intervento sullo stile di vita in persone affette da diabete. Sappiamo bene che lo studio Look AHEAD
non è riuscito a dimostrare un’efficacia negli esiti principali a livello degli eventi cardiovascolari, tuttavia in questo studio è
stato osservato un miglioramento significativo in numerosi fattori di rischio cardiovascolare e tale miglioramento è stato
particolarmente eclatante nel gruppo di pazienti che hanno mantenuto il peso, il gruppo di pazienti a cui ho fatto riferimento in
precedenza. In questo gruppo di pazienti sono stati osservati anche alcuni effetti positivi in importanti esiti intermedi e in esiti
clinici. Gli studi clinici non sono completamente negativi.

                                                                                                                                                                                                          Pag. 19
La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

               Il	
  calo	
  ponderale	
  migliora	
  	
  
               le	
  comorbilità	
  legate	
  all’obesità	
  

                                                         Benefici	
  di	
  un	
  calo	
  ponderale	
  pari	
  al	
  5%-­‐10%	
  

           	
  	
  Riduzione	
  del	
      	
  	
  Riduzione	
  dei	
     MiglioramenD	
                MiglioramenD	
   MiglioramenD	
  nella	
   MiglioramenD	
  
                     rischio	
  di	
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  di	
  rischio	
         del	
  profilo	
             della	
  pressione	
   gravità	
  dell’apnea	
   nella	
  QoL	
  legata	
  
                      DMT2[a]	
                        CV[b]	
             lipidico	
  nel	
              arteriosa[d]	
         ostruova	
  del	
        alla	
  salute[g,h]	
  
                                                                             sangue[c]	
                                           sonno[e,f]	
  

     a.	
  Knowler,	
  et	
  al.	
  N	
  Engl	
  J	
  Med.	
  2002;346:393-­‐403.	
  	
         e.	
  Foster,	
  et	
  al.	
  Arch	
  Intern	
  Med.	
  2009;169:1619-­‐1626.	
  	
  
     b.	
  Li,	
  et	
  al.	
  Lancet	
  Diabetes	
  Endocrinol.	
  2014;2:474-­‐480.	
  	
     f.	
  Kuna,	
  et	
  al.	
  Sleep.	
  2013;36:641-­‐649.	
  
     c.	
  DaDllo,	
  et	
  al.	
  Am	
  J	
  Clin	
  Nutr.	
  1992;56:320-­‐328.	
  	
         g.	
  WarkenDn,	
  et	
  al.	
  Obes	
  Rev.	
  2014;15:169-­‐182.	
  	
  
     d.	
  Wing,	
  et	
  al.	
  Diabetes	
  Care.	
  2011;34:1481-­‐1486.	
                    h.	
  Wright,	
  et	
  al.	
  J	
  Health	
  Psychol.	
  2013;18:574-­‐586.	
  

Inoltre, dobbiamo ricordare, ad esempio, che abbiamo a disposizione almeno tre studi controllati randomizzati che dimostrano
che l’intervento sullo stile di vita può prevenire l’incidenza di nuovi casi di diabete in una popolazione ad alto rischio di diabete,
in particolare in pazienti con prediabete o alterata glicemia a digiuno o alterata tolleranza al glucosio. Sono convinto che gli
interventi sullo stile di vita siano fondamentali nel nostro campo.

Dott. Van Gaal: Hans, tornando alle caratteristiche dei pazienti che possono ottenere il mantenimento del peso, ho letto di
recente un articolo che suggeriva che alcuni geni, ad esempio il gene FTU, possono aiutare a spiegare perché alcune persone
mantengono il peso e altre no. Pensi che anche la genetica sia importante per il mantenimento del peso?

 Pag. 20
www.medscape.org/spotlight/obesity-condition

              CambiamenK	
  metabolici	
  nel	
  dispendio	
  
              energeKco	
  che	
  favoriscono	
  la	
  ripresa	
  del	
  peso	
  
                • Il	
  mantenimento	
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  associato	
  
                  a	
  cambiamenD	
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  nel	
  dispendio	
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                  tendono	
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  la	
  ripresa	
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  peso	
  
                • Il	
  calo	
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                  diminuzione	
  di	
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  REE	
  e	
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                • I	
  meccanismi	
  coinvolD	
  nel	
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  del	
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                  calo	
  ponderale	
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  riduzione	
  della	
  
                  massa	
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  metabolica	
  
                          – I	
  meccanismi	
  che	
  favoriscono	
  il	
  dispendio	
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  come	
  
                            l’aovazione	
  del	
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  sono	
  associaD	
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  riduzione	
  del	
  peso	
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                            mantenimento	
  del	
  calo	
  ponderale	
  

     Greenway	
  FL.	
  Int	
  J	
  Obes.	
  2015;	
  39:1188-­‐1196.	
  	
  

Dott. Hauner: Credo fermamente che la genetica abbia una grande influenza. Molti studi lo dimostrano, qualsiasi tipo di studio
familiare, gli studi di associazione genome-wide. La genetica svolge un ruolo importante. Dobbiamo capire di più sui legami
tra tutti gli aspetti che influiscono sull’assunzione di cibo, sul comportamento alimentare e sul dispendio energetico di cui non
sappiamo ancora molto. Ma esistono prove sufficienti sul fatto che sia necessario tenere in considerazione l’influenza della
genetica e altri tipi di influenze derivanti dal nostro sistema intrinseco. Inoltre, dobbiamo considerare che il nostro sistema
biologico di esseri umani tende a controllare il peso corporeo, a difenderlo, poiché questo è stato un aspetto importante per la
sopravvivenza del genere umano in passato. Questo è cambiato notevolmente. Ora siamo sommersi dal cibo e dalle calorie e non
esiste un sistema di controllo che limiti questo eccesso, ma al contrario, se si vuole perdere peso, esiste un forte meccanismo di
difesa con basi fisiologiche; per questo osserviamo, ad esempio, una riduzione dell’ormone serotonina. Si verifica una diminuzione
del tono del sistema nervoso simpatico; la leptina, il nostro ormone della sazietà, diminuisce. L’insulina aumenta la sua azione.
Esistono numerosi meccanismi biologici che difendono il peso corporeo e che portano al recupero del peso dopo il calo
ponderale. È questo che rende così difficile ottenere risultati a lungo termine.

                                                                                                                                 Pag. 21
La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

               Percentuale	
  di	
  pazienK	
  che	
  hanno	
  o4enuto	
  un	
  
               calo	
  ponderale	
  >	
  5%	
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  liragluKde,	
  
               orlistat,	
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                                                                              80	
  
                                                                                                                                                                         *†	
  
                                                                              70	
  
                                   Percentuale	
  di	
  individui,	
  %	
  

                                                                              60	
  
                                                                                                                                                            *	
  
                                                                              50	
  

                                                                              40	
  

                                                                              30	
  

                                                                              20	
  

                                                                              10	
  

                                                                                0	
  
                                                                                                                                  >	
  5%	
  dopo	
  1	
  anno	
  
                                                                                  Placebo	
     Orlistat	
  120	
  mg	
  ×3	
          LiragluDde	
  2,4	
  mg	
     LiragluDde	
  3,0	
  mg	
  

     *P	
  ≤	
  0,001	
  vs	
  placebo	
  
     †P	
  <	
  0,001	
  vs	
  orlistat	
  
     Astrup	
  A,	
  et	
  al.	
  Int	
  J	
  Obes.	
  2012;36:843-­‐854.	
  

Dott. Van Gaal: Ok. Questo è lo spettro di trattamento per i nostri pazienti obesi. Da un lato, possiamo intervenire sullo stile di vita
e ottenere, generalmente, un calo ponderale dal 5 al 10%. Dall’altro lato, abbiamo un notevole successo con la chirurgia bariatrica
e, tra queste due opzioni, c’è il trattamento farmacologico. I farmaci per la perdita di peso attualmente disponibili. Possiamo
ancora contare su Orlistat, un inibitore delle lipasi che provoca non solo il calo ponderale ma contribuisce a prevenire il diabete di
tipo II, come dimostrato nello studio XENDOS. Recentemente abbiamo approvato un farmaco combinato, naltrexone/bupropione.

 Pag. 22
www.medscape.org/spotlight/obesity-condition

                                                           Percentuale	
  di	
  calo	
  ponderale	
  rispe4o	
  al	
  basale	
  per	
  la	
  
                                                           popolazione	
  ITT-­‐LOCF-­‐modificata	
  e	
  per	
  la	
  popolazione	
  
                                                           che	
  ha	
  completato	
  lo	
  studio:	
  naltrexone	
  +	
  bupropione	
  
                                                           vs	
  placebo	
  
                                                                                                                       Tempo,	
  se;mane	
  
                                                                      0	
                8	
             16	
             24	
       32	
        40	
        48	
             56	
                    56	
  
                                                          0,0	
  
     Variazione	
  del	
  peso	
  corporeo,	
  %	
  

                                                         -­‐2,0	
  

                                                         -­‐4,0	
  

                                                         -­‐6,0	
                                                                                                     -­‐5,1%	
  

                                                         -­‐8,0	
                                                                                                                             -­‐7,3%	
  

                                                       -­‐10,0	
                                                                                                              -­‐9,3%*	
  
                                                                              Placebo	
  +	
  MODC	
         NB32	
  +	
  MODC	
  
                                                                                                                                                                                                    -­‐11,5%*	
  
                                                       -­‐12,0	
  

                                                                                                                    ITT-­‐LOCF-­‐modificata	
                                                 PazienK	
  che	
  
                                                                                                                                                                                               hanno	
  
                                                                                                                                                                                             completato	
  
     *P	
  <	
  0,001	
  	
                                                                                                                                                                   lo	
  studio	
  
     Wadden	
  TA,	
  et	
  al.	
  Obesity.	
  2011;19:110-­‐120.	
  	
  

Naltrexone è un antagonista degli oppiacei. Il bupropione è stato inizialmente sviluppato come antidepressivo. Ora si utilizza
come farmaco per smettere di fumare. Combinando questi due farmaci abbiamo osservato effetti positivi.

Passando ai farmaci iniettabili appartenenti alla famiglia degli agonisti del recettore del GLP-1, sappiamo che il liraglutide è stato
ampiamente studiato come farmaco per l’obesità a dosi elevate pari a 3 mg. Potrebbe avere non solo effetti periferici sul pancreas
e sullo svuotamento gastrico, ma potrebbe agire anche centralmente riducendo l’appetito attraverso differenti pathway centrali.
Esistono altri farmaci disponibili principalmente negli Stati Uniti, ma vogliamo concentrarci su quelli menzionati. Luca, puoi
parlarci dei risultati di questi studi e dirci quale sia quello da prendere come riferimento, secondo te?

                                                                                                                                                                                                                Pag. 23
La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

                                         SCALE:	
  variazione	
  del	
  peso	
  corporeo	
  
                                         (%),	
  liragluKde	
  vs	
  placebo	
  
                                                                                                    Tempo,	
  se;mane	
  
                                                      0	
          2	
         4	
        8	
             16	
        20	
         28	
     40	
     50	
     56	
            56	
  
                                             0	
  

                                           -­‐2	
  
   Variazione	
  del	
  peso,	
  %	
  

                                                                                                                                                                                  -­‐2,6%	
  
                                           -­‐4	
  

                                           -­‐6	
  

                                           -­‐8	
  
                                                                                                                                                                          -­‐8,0%	
  
                                         -­‐10	
         LiragluDde	
  3,0	
  mg	
                Placebo	
  
                                                                                                                                                                       P	
  <	
  0,0001*	
  
                                                         LOCF	
  media	
  osservata	
             LOCF	
  media	
  osservata	
  
                                         -­‐12	
  

         Peso	
  al	
  basale:	
  106	
  kg	
  

 *L’analisi	
  staDsDca	
  è	
  ANCOVA.	
  
 Pi-­‐Sunyer	
  X,	
  et	
  al.	
  NEJM.	
  2015;373:11-­‐22.	
  

Dott. Busetto: Esistono numerosi studi su questi farmaci e tutti hanno dimostrato che il calo ponderale ottenibile combinando
i farmaci all’intervento sullo stile di vita è superiore a quello che si ottiene intervenendo solo sullo stile di vita. Penso che sia più
importante concentrarsi sul mantenimento del peso. Non abbiamo riscontrato grossi problemi a ottenere il calo ponderale.
Invece, è molto difficile mantenere il calo ponderale ottenuto. A tal proposito voglio ricordare uno studio in particolare condotto
sul liraglutide.

 Pag. 24
www.medscape.org/spotlight/obesity-condition

                                              SCALE	
  Maintenance:	
  percentuale	
  di	
  pazienK	
  che	
  
                                              hanno	
  mantenuto	
  il	
  calo	
  ponderale	
  del	
  run-­‐in	
  o	
  
                                              hanno	
  ripreso	
  ≥	
  5%	
  dalla	
  randomizzazione	
  alla	
  
                                              se;mana	
  56	
  
                                                  Hanno	
  mantenuto	
  il	
  calo	
  ponderale	
  del	
  run-­‐in	
     Hanno	
  ripreso	
  ≥	
  5%	
  del	
  peso	
  dalla	
  randomizzazione	
  

                                                  100	
                                     *	
                                                                    100	
  
                                                                        81,4	
  

                                                                                                                          Percentuale	
  di	
  pazienK,	
  %	
  
         Percentuale	
  di	
  pazienK,	
  %	
  

                                                    80	
                                                                                                             80	
  

                                                    60	
                                              48,9	
                                                         60	
  

                                                    40	
                                                                                                             40	
                                       *	
  
                                                                                                                                                                                                                          17,5	
  
                                                    20	
                                                                                                             20	
  
                                                                                                                                                                                            1,9	
  
                                                      0	
                                                                                                              0	
  
                                                              LiragluKde	
  3,0	
  mg	
             Placebo	
                                                                     LiragluKde	
  3,0	
  mg	
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  J	
  Obes	
  (Lond).	
  2013;37:1443-­‐1451.	
  

Si tratta dello studio WADDON, che era incentrato sul mantenimento del peso. Tutti i pazienti hanno seguito una dieta ipocalorica
prima della randomizzazione e, dopo aver ottenuto un calo ponderale sostanziale con questa dieta, sono stati randomizzati al
placebo o al liraglutide. È stato riscontrato che i pazienti in terapia con liraglutide ottenevano un ulteriore calo ponderale, quindi
un beneficio, un miglioramento aggiuntivo, ma, nello specifico, erano in grado di mantenere il calo ponderale ottenuto nel corso
del tempo molto di più rispetto ai risultati ottenibili con il solo intervento sullo stile di vita. Credo che combinando insieme
intervento sullo stile di vita e terapia farmacologica si ottenga un buon risultato non solo per quanto riguarda il calo ponderale ma
anche nel mantenimento del peso per un periodo di tempo più lungo, aspetto probabilmente più importante.

Dott. Van Gaal: Sì e in questo modo potremmo andare poco oltre il 10%, divario che separa l’intervento sullo stile di vita
dalla chirurgia. Hans, in base alla tua esperienza, propendi anche tu per l’opzione che prevede di intervenire inizialmente
sull’alimentazione ed eventualmente inserire la terapia farmacologica per il mantenimento? Non è un risultato nuovo specifico del
liraglutide. È stato già dimostrato anche con i farmaci precedenti.

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La lotta all’obesità come malattia: come contrastare le basi della patologia

            Linee	
  guida	
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  tra4amento	
  del	
  
            sovrappeso/dell’obesità	
  
             • Prendere	
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             • Decidere	
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     NICE. Linee guida per la prevenzione dell’obesità.

Dott. Hauner: Credo che siamo tutti d’accordo, a livello mondiale, che si dovrebbe sempre iniziare con l’intervento sullo stile
di vita. Abbiamo dati validi che indicano che questo approccio può funzionare. Non sempre il risultato è perfetto e, in molti
casi, vorremmo ottenere un maggior calo ponderale per motivi medici. Se non otteniamo risultati sufficienti intervenendo
sull’alimentazione, dobbiamo aggiungere la terapia farmacologica. Si può ottenere un ulteriore calo ponderale e si hanno migliori
possibilità di mantenere il peso, quindi credo che, in molti casi, sia vantaggioso sfruttare questa combinazione e andare per gradi,
aumentando pian piano il trattamento. È un approccio vantaggioso che va adattato al singolo paziente. Abbiamo anche l’opzione
chirurgica. Abbiamo a disposizione un ampio spettro di trattamenti per i problemi specifici del singolo individuo.

Dott. Van Gaal: Jason, lavorando nel campo della psicologia, vedi la terapia farmacologica come un approccio antagonista o
come un aiuto extra?

Dott. Halford: Parliamo degli stessi sistemi. I sistemi fisiologici e l’espressione comportamentale sono interconnessi. Secondo
la mia opinione, i farmaci e perfino la chirurgia sono interventi comportamentali, e con ciò intendo che sono modi per aiutare
le persone ad affrontare i problemi di cui abbiamo discusso a proposito del mantenimento del peso, intervenendo sui sistemi
biologici alla base dei loro comportamenti.

Dott. Van Gaal: Ok, e le opzioni future riguardano, ovviamente, l’associazione con quel farmaco, la combinazione naltrexone/
bupropione. Stiamo imparando che combinando i farmaci possiamo avere un effetto additivo puro o magari degli effetti sinergici.
Possiamo cercare di controbilanciare il fenomeno compensatorio della sovralimentazione e degli spuntini che si osserva con
alcuni farmaci e gli inibitori del STLG-2 nell’ambito del diabete sono uno di questi esempi. Grazie alle combinazioni potremo
impiegare dosi inferiori dei farmaci migliorandone, eventualmente, la tollerabilità. Quindi si tratta di un aspetto interessante che
sarà sicuramente portato avanti nell’ottica di sviluppi futuri.

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