L'ESITAZIONE E IL RIFIUTO IN AMBITO VACCINALE: LA GESTIONE DELL'EMOTIVITA' - REGIONE PIEMONTE SEREMI ASL ALESSANDRIA
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Regione Piemonte
SeREMI ASL Alessandria
L’ESITAZIONE E IL RIFIUTO IN AMBITO
VACCINALE: LA GESTIONE DELL’EMOTIVITA’
Torino 3 e 4 maggio 2018
Barbara De Mei e Anna Maria Luzi
Istituto Superiore di SanitàObiettivi della Giornata
Identificare gli aspetti fondamentali che caratterizzano
l’esitazione vaccinale
Identificare gli aspetti fondamentali che caratterizzano il
rifiuto vaccinale
Individuare le modalità più adeguate finalizzate ad attivare
processi di autoconsapevolezza per la gestione delle
emozioni personali in caso di esitazione e di rifiuto in ambito
vaccinaleMetodo Didattico Il metodo didattico è di tipo interattivo con discussioni di caso in plenaria e sintesi didattiche dei relatori A ciascun partecipante vengono forniti materiale didattico e indicazioni bibliografiche
Dott.ssa Barbara De Mei Ricercatrice Sociologa, Counsellor Reparto Sorveglianza dei fattori di rischio e strategie di promozione della salute Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute Istituto Superiore di Sanità, Roma Tel. 0649904272 – fax 0649904111 E-mail: barbara.demei@iss.it Dott.ssa Anna Maria Luzi Ricercatrice Psicologa, Psicoterapeuta Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione Dipartimento Malattie Infettive Istituto Superiore di Sanità, Roma Tel. 0649902029 – fax 0649902695 E-mail: anna.luzi@iss.it
Esercitazione in plenaria
Punti di Forza e Criticità in tempi di obbligatorietà
vaccinale
La complessità del Processo ComunicativoL’esitazione e il rifiuto in ambito vaccinale:
la gestione dell’emotività
Regione Piemonte – SeREMI ASL AL
L’obiettivo
Torino 3 – 4 maggio 2018
è Creare e mantenere
la relazione in tempi di
Facilitare obbligatorietà
Barbara De Mei
Centro nazionale per la Prevenzione
delle malattie e la Promozione della Salute
Istituto Superiore di Sanitàdipende
Costruzione
alimenta della
fiducia
Fiducia nei vaccini e nella vaccinazione
Fiducia nel sistema/istituzioni
Fiducia nel messaggio
Fiducia negli operatoriDimensioni della fiducia e della credibilità:
i 4 fattori determinanti in situazioni di
bassa fiducia e/o alta preoccupazione
Ascolto, empatia
Competenza, esperienza
Onestà, chiarezza
Dedizione, impegno
V. Covello 1992Costruzione
della
fiducia
è
Impegno strategico di sistema che coinvolge
soggetti e organizzazioni diversi con diversi
livelli di responsabilitàLe strategie per aumentare la fiducia e
per rafforzare le competenze comunicative
degli operatori
Attenzione/analisi
del contesto storico-sociale
dei determinanti dell’esitazione vaccinale
della eterogeneità delle persone esitanti
La singola relazione non è un fenomeno isolato e va
gestita considerando la complessità del contestoContesto storico-sociale
Vaccinazione e cambiamenti
socio-culturaliVaccinazione e cambiamenti socio-culturali Obbligo vaccinale nel passato Garanzia per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive Il concetto di obbligatorietà vaccinale ha contribuito ad alimentare negli operatori una mentalità e un atteggiamento di tipo direttivo-paternalistico o persuasivo L’introduzione delle vaccinazioni non obbligatorie ha causato la sensazione che queste fossero meno importanti di quelle obbligatorie Scenario generale nel corso del tempo si è modificato Si è persa la memoria storica dei rischi causati dalle malattie infettive e prevale la percezione del rischio vaccinale Molteplicità delle fonti informative che generano spesso confusione Modificato il rapporto tra operatori e persone: centralità del cittadino Popolazione eterogenea sul territorio, aumentata la presenza di cittadini stranieri I soggetti coinvolti che parlano di vaccinazioni sono molteplici
Istituzioni e Soggetti coinvolti in ambito vaccinale
• Gli operatori:
• Istituzioni a livello nazionale
regionale e locale • dei servizi vaccinali
• dei consultori
• Società scientifiche • pediatri
• Gruppi d’interesse organizzati • medici di medicina generale
• Media • ospedalieri ginecologi
ostetriche dermatologi
• Amministrazioni locali chirurghi oncologi
• Scuola • I cittadini (in particolare
• Industrie genitori – adolescenti –
donne)
• Le associazioni di cittadini e
pazienti
I soggetti dialogano •tra ………..
loro
Hanno punti di vista, bisogni informativi e linguaggi
diversiAttuale obbligo vaccinale Ha aggiunto complessità allo scenario e richiede particolare attenzione per l’eterogeneità della popolazione «target» per gli aspetti comunicativi È necessario sostenere e rafforzare la capacità di risposta a gruppi di popolazione non protetti o parzialmente protetti tra i quali si collocano i gruppi esitanti È necessario realizzare e sostenere una comunicazione pianificata accurata esauriente coerente e centrata sul target
Determinanti dell’esitazione
vaccinale
Eterogeneità delle persone
esitantiEsitazione vaccinale
L’esitazione sui vaccini
comprende i concetti di indecisione, incertezza, ritardo,
riluttanza, rifiuto nonostante la disponibilità di servizi
vaccinali
termine complesso e strettamente legato ai differenti
contesti con diversi determinanti: periodo storico, aree
geografiche, situazione politica
Nel 2012 lo Strategic Advisory Group of Experts (Stage) on Immunization dell’Oms ha creato un
gruppo di lavoro specifico sul tema guidato da un Segretariato congiunto Oms/Unicef
Il materiale prodotto è stato raccolto e pubblicato nel 2015 su un numero monografico della
rivista Vaccine dedicato interamente all’esitazione vaccinale e intitolato “WHO
Recommendations Regarding Vaccine Hesitancy”.Due documenti dell’ECDC tradotti in Italiano
La Guida “Let’s talk about hesitancy: enhancing confidence in vaccination and
uptake” fornisce suggerimenti evidence based e peer-reviewed a coloro che si
occupano della gestione dei servizi vaccinali. Il documento mira, infatti, a
identificare le modalità più efficaci per aumentare la fiducia delle persone nelle
vaccinazioni.
La Guida “Let’s talk about protection: enhancing childhood vaccination uptake” è,
invece, specificamente pensata per promuovere la vaccinazione infantile
Le due Guide sono state tradotte con il coordinamento del Ministero della
Salute
Parliamo di Esitazione :
http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/2018/Parliamo%20di%
20esitazione.pdf
Parliamo di Protezione
http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/2018/Parliamo%20di%
20protezione.pdfGli «esitanti» costituiscono una popolazione eterogenea
Comportamento influenzato da diversi fattori
La fiducia in un vaccino o in coloro che li somministrano
La noncuranza (mancata percezione del rischio della malattia e della
necessità e/o importanza del vaccino)
L’accessibilità (mancanza di facile accesso alle vaccinazioni)
Le persone che mostrano esitazione sulla vaccinazione sono gruppi eterogenei
Alcuni possono essere indecisi su vaccini specifici o sulla vaccinazione in
generale
Alcuni possono accettare tutti i vaccini, ma rimanere preoccupati al loro
riguardo
Altri possono rifiutare o ritardare alcune vaccinazioni, ma accettarne altre
Altri possono rifiutarli in blocco
"Let’s talk about protection: enhancing childhood vaccination uptake”I determinanti dell’esitazione vaccinale
Determinanti contestuali
teorie complottistiche
fatalismo religioso
esposizione negativa ai media
violazione dei diritti umani
Determinanti individuali e di gruppo
percezioni personali o convinzioni e influenze derivanti dall’ambiente
sociale, caratteristiche sociodemografiche dei genitori in particolare della
madre (i vaccini non sono sicuri, i rischi sono maggiori dei benefici, le
malattie rafforzano il sistema immunitario)
Questioni specifiche relative ad un vaccino o più genericamente alla
vaccinazione
mancata percezione della necessità dei alcuni vaccini, problemi di accesso,
incoerenza delle informazioni
WHO Strategic Advisory Group of Experts (Stage)Vaccine Hesitancy
In uno studio condotto nel 2016 da alcuni ricercatori italiani sui principali determinanti
dell’esitazione vaccinale in genitori di bambini di età compresa tra i 16-36 mesi
attraverso la somministrazione online o negli studi pediatrici e infermieristici di un
totale di 3.130 questionari è emerso che:
il tema della sicurezza dei vaccini è la principale preoccupazione di tutti i genitori
ma è significativamente maggiore nei contrari e negli esitanti, soprattutto per gli
effetti avversi a breve e lungo termine
i pareri contrari o discordanti sui vaccini da parte degli operatori sanitari sono
associati all’esitazione vaccinale
il pediatra di libera scelta è considerato la fonte di informazione più affidabile sui
vaccini dai genitori sia dai genitori favorevoli alle vaccinazioni e sia dagli esitanti, in
misura inferiore dai genitori contrari
Per rispondere efficacemente alle preoccupazioni dei genitori e per contrastare il
fenomeno dell’esitazione vaccinale è necessario che gli operatori siano in grado di
attuare appropriati interventi di comunicazione
(Vaccine. 2018 Feb 1;36(6):779-787. doi: 10.1016/j.vaccine.2017.12.074. Epub 2018 Jan 8.)Per mantenere la relazione Ascoltare: acquisire conoscenze sui determinanti dell’esitazione vaccinale nel proprio contesto, acquisire informazioni su «percezioni attitudini conoscenze e comportamenti» per adattare gli interventi È necessario il confronto con figure professionali competenti e credibili che sappiano ascoltare/dialogare e argomentare/informare in modo personalizzato su: entità e specificità di effetti collaterali e possibili reazioni avverse bilancio tra rischi della malattia e benefici della vaccinazione confusione informativa causata da messaggi contraddittori implicazioni personali legate alla scelta vaccinale
Per mantenere la relazione
Ascoltare: Potrebbe essere utile
condurre ricerche attraverso focus group o interviste ai
rappresentanti delle comunità esitanti
monitorare i social media e i siti di gruppi e comunità che
rappresentano il punto di vista di esitanti o scettici
realizzare iniziative di comunicazione nelle scuole
realizzare interventi logistici (migliorare l’accesso o ridurre i
costi, migliorare l’organizzazione)
la sfida maggiore è costituita dalle persone con specifiche
credenze religiose o persone che credono in teorie
complottistiche.
Potrebbe non essere possibile affrontare questo tipo di
comportamenti tramite interventi generali a breve terminePer mantenere la relazione È necessario: pianificare la comunicazione non improvvisare garantire la trasparenza e la chiarezza utilizzare i mezzi di comunicazione in modo integrato comunicare in modo strategico intenzionale e differenziato per target con lo scopo di attivare processi di consapevolezza potenziare le competenze tecnico-scientifiche e le competenze comunicativo-relazionali per la conduzione strategica del colloquio e per la gestione delle reazioni emotive superare atteggiamenti difensivi potenziare la comunicazione interna e la rete
Globalità del processo comunicativo in ambito vaccinale
La comunicazione non si improvvisa
Ogni intervento comunicativo acquista significato e aumenta la
sua efficacia se è concepito e realizzato nel contesto di una
pianificazione strategica per la realizzazione di un scopo comune
“Migliorare la qualità dell’informazione e le
opportunità per una scelta consapevole”
Il processo comunicativo è tanto più efficace se le diverse figure
coinvolte sono capaci di lavorare in modo integrato, di
comunicare e collaborare, di affrontare i conflittiLa pianificazione delle attività di comunicazione
Interventi informativi realizzati con strumenti di
comunicazione unidirezionali (campagne di sensibilizzazione
e di educazione con produzione di materiali scritti opuscoli,
poster, lettere, spot, siti web, campagne stampa) vanno
integrati con interventi personalizzati condotti utilizzando
la comunicazione interpersonale
Lo scopo è favorire la circolazione di informazioni aggiornate,
chiare, comprensibili e di messaggi omogenei che possano
rispondere ai dubbi e alle eventuali perplessità del target e
possano sostenere la consapevolezzaLa comunicazione interpersonale non va improvvisata
La comunicazione La comunicazione
tra operatore va strutturata
sanitario e dall’operatore in L’obiettivo è la
persona non può modo strategico relazione
essere consapevole
improvvisata competente
Costruire una relazione professionale efficace utilizzando in modo intenzionale e
competente la comunicazione interpersonale per attuare interventi personalizzati,
centrati sulle specifiche esigenze informative della persona e sulla sua percezione
del rischio della malattia e della vaccinazioneDiscussione di Caso Si presenta al Servizio il Signor Rossi, un uomo di circa 50 anni accompagnato da due rappresentanti dei No Vax uno dei quali è anche consulente legale del movimento, chiedendo di parlare urgentemente con un medico in quanto non ha tempo da perdere. Il signor Rossi che ha ricevuto la lettera della ASL di ulteriore invito a sottoporre il proprio figlio di appena tre mesi alle vaccinazioni previste, è una persona nettamente contraria alle vaccinazioni, non intende sentire ragioni ed è particolarmente aggressivo per la obbligatorietà che è stata decisa dallo Stato. Inveisce contro il medico, il ministro e contro tutti coloro i quali indichino con fermezza la necessità dei vaccini, accusandoli di avere interessi economici privati e di colludere con le case farmaceutiche. Porta anche delle carte che sottolineano la pericolosità dei vaccini. Come impostereste il colloquio Una situazione di questo tipo cosa vi suscita a livello: cognitivo, emotivo e fisico
L’obiettivo L’esitazione e il rifiuto
vaccinale: aspetti
è
comunicativo-relazionali
FacilitarePopolazioni non protette o poco protette
Gli “esitanti” coloro che hanno preoccupazioni riguardo possibili problemi
di sicurezza dei vaccini e/o sono insicuri riguardo la necessità, le procedure
e i tempi di vaccinazione
Gli “indifferenti” coloro che considerano la vaccinazione una bassa priorità,
senza una reale percezione del rischio costituito dalle malattie prevenibili
tramite vaccino.
I “poco raggiunti” coloro che hanno un accesso limitato o difficoltoso ai
servizi, dovuto a esclusione sociale, povertà e, in caso di popolazioni più
integrate e benestanti, fattori relativi all’accessibilità alla vaccinazione.
I “resistenti attivi” coloro che hanno convinzioni personali, culturali o
religiose che scoraggiano o escludono la vaccinazione
“Let’s talk about protection: enhancing childhood vaccination uptake”Cum=con, e munire, costruire, legare
Comunicare significa, scambiare informazioni, conoscenze,
bisogni, atteggiamenti, emozioni, percezioni tra soggetti coinvolti
in un determinato contesto spazio-temporale su tematiche
comuni con ruoli diversi
La comunicazione prevede un processo relazionale che
comprende l’ascolto
La comunicazione è un processo diverso dal passaggio
unidirezionale di informazioniUnità relazionale
Altre Istituzioni CONTESTO
Altre figure SOCIALE
professionali
Altri Gruppi
ASL INTERVENTO FAMIGLIA
Servizi d’interesse
Operatori
Altre Associazioni
Organizzazioni cittadini
Chi comunica? Consapevolezza
Con chi comunico? del processo
Cosa comunico?
P comunicativo
Come comunico?
Quando comunico? Persone
Dove comunico?
Perchè comunico?
FAMIGLIA Gruppi
d’interesse
CONTESTO SOCIALE Associazioni
cittadiniLa comunicazione tra operatore e persona
Relazione professionale
La relazione tra operatore e persona
E’ una relazione interpersonale di tipo professionale tra chi
esprime un bisogno informativo, una richiesta, un problema
e chi ha le competenze necessarie per rispondere al bisogno
con la finalità di facilitare scelte consapevoli per la salute
Si basa su ruoli diversi e possibilmente
complementari (né simmetrici, né asimmetrici)
E’ una relazione con la persona per la persona
Persona
OperatoreContesto della relazione professionale
Dimensione storica sociale e culturale Fare attenzione
agli aspetti che
Dimensione spazio-temporale potrebbero
ostacolare o
Contesto esterno interrompere la
macro e micro comunicazione e
la relazione
Dimensione interna Spazio disponibile per ascoltare
l’altro in modo aperto e centrato
Contesto sulla persona.
interno Costante esercizio di auto-
osservazione sul proprio modo di
«stare» nella relazione
Consapevolezza di séFondamenti della prassi comunicativa
Ogni comunicazione ha un aspetto
di contenuto e un aspetto di Comunicazione
relazione/processo
verbale
Il COSA della comunicazione
Comunicazione
Il COME della comunicazione non verbale
che riguarda le modalità
Comunicazione
paraverbale
Il non verbale e il paraverbale predomina sul verbale
e può fornire il 50/70% del contenuto del messaggioLe competenze di base del counselling
per una comunicazione efficace e non improvvisata
Permettono di strutturare la relazione in modo strategico e non improvvisato
secondo alcuni passaggi fondamentali utilizzando qualità personali e abilità
relazionali con lo scopo di facilitare l’altro nell’affrontare in modo autonomo e
responsabile le scelte e le eventuali difficoltà che riguardano il mantenimento
della salute
Attraverso le abilità di counselling l’operatore ha l’opportunità di acquisire gli
strumenti per:
Migliorare la comunicazione con se stesso e gestire le dimensioni che
caratterizzano la sua personalità
Entrare in relazione con il proprio interlocutore riconoscendolo come
soggetto attivo
Contenere la tendenza ad anticipare, trovare soluzioni o prendere
decisioni al posto del proprio interlocutore
Costruire la relazioneLe competenze di base del counselling Chiarezza sullo scopo dell’intervento Conoscenza e capacità di utilizzare le abilità relazionali (ascolto attivo, empatia, autoconsapevolezza) Conoscenza della specificità dell’intervento strutturato in fasi Potenziamento delle capacità di lavorare in equipe e in rete
Scopo dell’intervento condotto con
le competenze di base del counselling
Costruire la relazione
Strutturare la relazione in modo strategico e intenzionale ponendo al
centro l’altro
Favorire il passaggio dell’informazione e verificarne la comprensione
Fornire gli strumenti, le argomentazioni per essere in grado di poter
riflettere, valutare in modo consapevole e affrontare in modo attivo
perplessità, preoccupazioni, dubbi
Attivare le risorse della persona per facilitare il processo decisionale
Accettare la scelta individuale come scelta libera, non considerando il
rifiuto della vaccinazione come un fallimento
Attivare processi di corresponsabilità
Valorizzare l’importanza del consenso e del dissenso informatoAbilità relazionali
Autoconsapevolezza
Capacità dell’operatore di entrare in contatto con se stesso, di
ascoltarsi per ascoltare l’altro
Strumento operativo indispensabile per l’operatore al fine di avere
chiarezza dei suoi punti di forza e dei suoi limiti professionali,
gestionali e umani
Empatia
Competenza utile per stabilire una relazione significativa
caratterizzata da una reciproca collaborazione e fiducia
Ascolto attivo
Abilità essenziale, risorsa che l’operatore può utilizzare per
approfondire e capire la richiesta e il vissuto della persona e per
restituirlo in modo empaticoE’ essenziale che ogni operatore abbia piena
consapevolezza del proprio modo di stare nella relazione CHI
Ascoltare e osservare
Se stessi
Le criticità
Il proprio sistema di I punti di forza
valori
I personali stili
I pregiudizi comunicativi
Gli schemi cognitivi Le qualità favorenti
la comunicazione
Il sistema culturale di
riferimento I tratti caratteriali
ostacolanti
Le proprie emozioni
Le competenze
Le convinzioni
comunicative-
Le conoscenze tecniche relazionaliAutoconsapevolezza Capacità dell’operatore di entrare in contatto con se stesso Ascoltarsi per ascoltare l’altro Nel momento in cui l’operatore si approccia alla persone-utente ha già dei suoi pensieri e delle sue emozioni indipendentemente dalla relazione Altri pensieri ed emozioni fanno parte della storia passata dell’operatore Altri pensieri ed emozioni vengono suscitati dalla relazione nel qui ed ora L’attenzione a tutto questo è fondamentale in modo che non diventi elemento di disturbo nella relazione professionale Autoconsapevolezza del contesto che è sullo sfondo per ogni persona che entra nella relazione
Empatia
Una competenza utile per stabilire una relazione significativa
caratterizzata da una reciproca collaborazione e fiducia
Saper entrare nello schema di riferimento
dell’altro, nel “mondo” dell’altro
“come se”
fosse il proprio per poter capire le sue
richieste e i suoi bisogniEmpatia
Sia da un punto di vista razionale
La capacità di vedere il mondo che emotivo
con gli occhi dell’altro, e avere
informazioni dal suo punto di Non solo ciò che pensa ma anche
vista ciò che prova (vissuti, emozioni,
significati)
Empatia cognitiva e emotivaAscolto attivo o ascolto empatico
L’ascolto attivo è
un’abilità comunicativa
che si basa
sull’empatia e sull’accettazione.
Si basa sulla creazione di un rapporto positivo e di un
clima non giudicanteCosa si ascolta - Come si ascolta
Cosa si ascolta
Ascolto del verbale dei contenuti
Ascolto delle tonalità
Osservazione del non verbale
Come si ascolta
Metodologia della restituzione o rispecchiamento empatico
4 tecniche essenziali
• Riformulazione
• Delucidazione
• Abilità nel porre le domande
• Messaggi in prima persona “Io penso che”….”Secondo me”Rispecchiamento empatico: tecniche comunicative
Riformulazione
Consiste nel ripetere ciò che la persona ha riportato, utilizzando gli stessi termini o in
maniera più concisa, senza l’aggiunta di nessun altro contenuto ("Mi sta dicendo che,
Così secondo lei, Vuole dire che…")
Delucidazione
Consiste nel restituire verbalmente attraverso un messaggio in prima persona ciò che
si coglie dal paraverbale (“Mi sembra di cogliere dalle sue parole preoccupazione,
forse c’è qualcosa che è opportuno chiarire?”)
Capacità d’indagine
Consente di porre domande appropriate in funzione della specifica fase della relazione
professionale: domande aperte (come mai mi dice questo, può approfondire, cosa ne
pensa) chiuse (quando?, dove?, chi?), ipotetiche
Messaggi in prima persona
Permettono di favorire una distinzione tra ciò che l’operatore pensa e prova e ciò che
riguarda l’altro evitando interpretazioni e situazioni conflittualiPassaggi fondamentali dell'intervento condotto con
competenze di base del counselling
Accoglienza nel setting vaccinale
Avvio della relazione e contestualizzazione
Ascolto di ciò che le persone/genitori sanno, di preoccupazioni, di dubbi
Riconoscimento e accettazione di reazioni emotive di resistenza, ansia, ostilità
Restituzione empatica
Focalizzazione del problema, definizione chiara della richiesta
Informazione personalizzata
Definizione e condivisione dell’obiettivo concreto, realistico, realizzabile
Esplorazione di possibili soluzioni
Facilitazione della decisione
Riassunto/Verifica
Disponibilità per ulteriori contatti
Saluto adeguatoPer concludere
Come gestire la complessità della relazione
Integrazione di
Competenze tecnico-scientifiche specifiche del ruolo
professionale
Competenze/abilità comunicativo-relazionali
Competenze di base del counselling
Capacità di operare in modo integrato (lavoro di
equipe e di rete)Relazioni attivate con gli altri livelli
Comunicazione interna •altri servizi
•territorio
•livello locale
•livello regionale
•livello nazionale
Clima
Clima interno Clima interno
all’ operatore al gruppo di lavoro
(Equipe)
Comunicazione
esterna
Immagine del Servizio
all’esternoGrazie per l’ascolto
barbara.demei@iss.itL’esitazione e il rifiuto in ambito vaccinale:
la gestione dell’emotività
Regione Piemonte – SeREMI ASL AL
L’obiettivo Torino 3 – 4 maggio 2018
è Modello Operativo per la
gestione di situazioni critiche
Facilitare legate all’esitazione e al rifiuto in
ambito vaccinale
Barbara De Mei
Centro nazionale per la Prevenzione
delle malattie e la Promozione della Salute
Istituto Superiore di SanitàTipologie di persone/utenti
Gli “esitanti” coloro che hanno preoccupazioni riguardo possibili problemi
di sicurezza dei vaccini e/o sono insicuri riguardo la necessità, le procedure
e i tempi di vaccinazione
Gli “indifferenti” coloro che considerano la vaccinazione una bassa priorità,
senza una reale percezione del rischio costituito dalle malattie prevenibili
tramite vaccino
I “difficili da raggiungere” coloro che hanno un accesso limitato o
difficoltoso ai servizi, dovuto a esclusione sociale, povertà e, in caso di
popolazioni più integrate e benestanti, fattori relativi all’accessibilità alla
vaccinazione
I “resistenti attivi” coloro che hanno convinzioni personali, culturali o
religiose che scoraggiano o escludono la vaccinazione
“Let’s talk about protection: enhancing childhood vaccination uptake”Gli “esitanti”: cosa fare Preparare il setting (esterno e interno) Accogliere Ascoltare (essere preparati al confronto e lasciar manifestare l’obiezione) Riformulare l’obiezione Riconoscere lo stato emotivo e restituire empaticamente Focalizzare il problema emergente (non minimizzare il problema esposto) Inserire l’informazione scientificamente corretta e personalizzata Condividere un obiettivo concreto, realistico e raggiungibile Proporre e condividere soluzioni alternative Indagare ulteriori dubbi Riassumere il contenuto del colloquio Verificare ciò che la persona ha compreso Chiudere la relazione mostrandosi disponibili ad ulteriori colloqui Salutare adeguatamente
Gli “indifferenti”: cosa fare
Preparare il setting (esterno e interno)
Accogliere
Ascoltare (essere preparati al confronto e stimolarlo)
Riconoscere lo stato emotivo e restituire empaticamente
Inserire l’informazione scientificamente corretta e personalizzata
(poche informazioni alla volta)
Stimolare le domande
Condividere un obiettivo concreto, realistico e raggiungibile
Proporre e condividere soluzioni alternative
Riassumere il contenuto del colloquio
Verificare ciò che la persona ha compreso
Chiudere la relazione mostrandosi disponibili ad ulteriori colloqui
Salutare adeguatamenteI “difficili da raggiungere”: cosa fare Premessa Favorire la collaborazione integrata e il lavoro di rete tra operatori e istituzioni che hanno un ruolo nella promozione della vaccinazione anche in termini di facilitazione di accesso ai servizi Prepararsi all’incontro (setting esterno e interno) Ascoltare e individuare le eventuali criticità Riconoscere lo stato emotivo e restituire empaticamente Focalizzare il problema che crea difficoltà all’accesso Inserire l’informazione scientificamente corretta e personalizzata Stimolare la formulazione di domande Condividere un obiettivo concreto, realistico e raggiungibile Proporre e condividere soluzioni alternative Riassumere il contenuto del colloquio Verificare ciò che la persona ha compreso Chiudere la relazione mostrandosi disponibili ad ulteriori colloqui Salutare adeguatamente
I resistenti attivi: cosa fare Preparare il setting (esterno e interno) Accogliere Ascoltare (favorire il confronto per fare in modo che rivedano la loro posizione) Inserire l’informazione scientificamente corretta e personalizzata se possibile Evitare lunghe discussioni, polemiche e conflitti Non svalutare il punto di vista dell’altro Riconoscere lo stato emotivo e restituire empaticamente Focalizzare il problema emergente (non minimizzare il problema esposto) Riassumere il contenuto del colloquio Verificare ciò che la persona ha compreso Chiudere la relazione mostrandosi disponibili ad ulteriori colloqui Salutare adeguatamente
In sintesi ……..
Per le quattro tipologie di persone/utenti è opportuno essere
disponibili all’ascolto e al dialogo
Negli esitanti, negli indifferenti o nei target poco raggiunti è
necessario:
favorire il confronto
approfondire obiezioni riconoscendo lo stato emotivo
dell’altro senza minimizzare il problema esposto
Nei confronti dei resistenti attivi è indicato
non svalutare il punto di vista
evitare lunghe discussioni, polemiche e conflitti
avere come unico obiettivo quello di mantenere la relazione
per favorire un riesame della posizione contraria alle
vaccinazioni in futuroIn caso di interventi
informativi con gruppi di
personeInterventi informativi rivolti a gruppi di persone
(dibattiti pubblici-incontri nelle scuole) - 1
Collaborazione e coinvolgimento con altre figure
professionali, Servizi, Associazioni presenti sul
territorio dove si effettua l’intervento
Prima di iniziare l’incontro concordare con le altre
figure professionali lo svolgimento dell’incontro
Preparazione del Setting esterno e internoInterventi informativi rivolti a gruppi di persone
(dibattiti pubblici-incontri nelle scuole) - 2
Presentazione di tutte le diverse figure professionali
Chiarezza circa lo scopo dell’incontro ( empatia -
vicinanza con la condizione, “il vissuto” dei
partecipanti, evitare il “vissi”)
Scaletta dell’incontro (esplicitare cosa accadrà)Interventi informativi rivolti a gruppi di persone
(dibattiti pubblici-incontri nelle scuole) - 3
Breve introduzione sul “ tema/problema” che si sta
andando ad affrontare
Dare la parola ai partecipanti: prima di dire, ascoltare cosa
sanno o pensano di sapere
Attivazione dei partecipanti (esposizione delle
preoccupazioni personali, dei dubbi, dei chiarimenti, delle
ansie)
Ascolto attivo (riformulazione, delucidazione, messaggi in
prima persona)Interventi informativi rivolti a gruppi di persone
(dibattiti pubblici-incontri nelle scuole) - 4
Osservazione del gruppo, del non verbale e del paraverbale
Rispondere ad una domanda per volta usando un linguaggio
chiaro e comprensibile
Quando una persona chiede un’informazione è spinta da un
motivo
Ogni informazione si inserisce in un sistema cognitivo ed
emotivo della persona
Evitare situazioni di conflittualità cercando di non cadere
nel «tranello» delle provocazioniInterventi informativi rivolti a gruppi di persone
(dibattiti pubblici-incontri nelle scuole) - 5
Evitare atteggiamenti ironici e disconfermanti e tenere sotto controllo la
propria emotività « Comprendo quanto mi sta dicendo, mi rendo conto
che quanto mi descrive possa procurare preoccupazione e questo mi
sembra di coglierlo anche dal tono della sua voce. In questo incontro le
propongo ulteriori informazioni da integrare se vuole con quanto già in
suo possesso»
Al termine, riassumere quanto è accaduto, ripercorrendo le varie fasi
dell’incontro
Verificare che tutto sia chiaro
Salutare dando prima la parola agli altri colleghi
Chiudere l’incontro mostrando disponibilità a successivi contattiConclusioni
I modelli operativi di riferimento possono funzionare solo
se……..
L’operatore sanitario è consapevole della complessità della
relazione e dei determinanti che la influenzano
L’operatore sanitario pone attenzione sia al Sé personale
che al Sé professionale
L’operatore sanitario è in continuo contatto con i suoi
pensieri e le sue emozioni in un processo di
autoconsapevolezza e di autocontrollo costanteIl clima interno all’operatore in situazioni critiche legate
all’esitazione e al rifiuto in ambito vaccinale
Clima interno all’ individuo/operatore
Autoconsapevolezza e Gestione delle emozioni
Torino 3 e 4 maggio 2018
Anna Maria Luzi
Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione
Dipartimento Malattie Infettive
Istituto Superiore di SanitàClima
Comunicazione interna
Clima interno Clima interno
all’individuo al gruppo di lavoro
(Operatore) (Equipe)
Comunicazione-Relazione
con la Persona/UtenteDiscussione di Caso Si presenta al Servizio il Signor Rossi, un uomo di circa 50 anni accompagnato da due rappresentanti dei No Vax uno dei quali è anche consulente legale del movimento, chiedendo di parlare urgentemente con un medico in quanto non ha tempo da perdere. Il signor Rossi che ha ricevuto la lettera della ASL di ulteriore invito a sottoporre il proprio figlio di appena tre mesi alle vaccinazioni previste, è una persona nettamente contraria alle vaccinazioni, non intende sentire ragioni ed è particolarmente aggressivo per la obbligatorietà che è stata decisa dallo Stato. Inveisce contro il medico, il ministro e contro tutti coloro che indicano con fermezza la necessità dei vaccini accusandoli di avere interessi economici privati e di colludere con le case farmaceutiche. Porta anche delle carte che indicano la pericolosità dei vaccini. • Una situazione di questo tipo cosa vi suscita a livello: cognitivo, emotivo e fisico
Chi è l’Operatore……. L'operatore prima di essere un professionista è una persona con la sua personalità, con la sua propria dimensione personale che comprende vissuti, reazioni emotive, percezioni, pregiudizi, valori è atteggiamenti Per stare nella relazione professionale senza perdersi nel mondo dell'altro è fondamentale per l’operatore sanitario l'abilità dell'auto consapevolezza che rappresenta una competenza indispensabile per entrare in relazione con il proprio Sé e mantenere la «giusta distanza» tra se stesso e l’altro.
Operatore/Personalità e Ruolo
professionale (1)
Ogni operatore prima di essere un “professionista”, è
una “persona”, con una sua unica e irripetibile
personalità
Complessità e Reciprocità del rapporto tra
comportamento di ruolo e personalitàOperatore/Personalità e Ruolo
professionale (2)
La personalità dell’individuo è forgiata, talvolta deformata,
dal ruolo professionale che sostiene
…ma allo stesso tempo
La sua interpretazione del ruolo professionale è
influenzata dalla sua personalità
Estremamente importante è il rapporto che
l’individuo sviluppa con il ruoloPersonalità (1)
OGNUNO DI NOI E’ UNA PERSONA
CHE HA UNA PROPRIA, UNICA E IRRIPETIBILE
PERSONALITÀ
Sintesi integrativa
{
DIMENSIONE SOMATICA
PERSONALITÀ DIMENSIONE PSICOLOGICA
DIMENSIONE SOCIALEPersonalità (2)
DIMENSIONE SOMATICA, insieme di strutture anatomo-funzionali
DIMENSIONE PSICOLOGICA, insieme di tre tipi di processi:
• Cognitivi (percezione, memoria, apprendimento, pensiero, intelligenza)
• Emotivi (emozioni e sentimenti)
• Motivazionali (bisogni e motivazioni)
DIMENSIONE SOCIALE, insieme delle influenze ambientali sul singolo
QUALITA’, TRATTI CARATTERIALI, MECCANISMI DI DIFESA, STILI COMUNICATIVIAutoconsapevolezza (1)
Comunicare bene con se stessi per comunicare bene con gli altri
L’autoconsapevolezza (consapevolezza del proprio Sè personale e
professionale ) rappresenta, uno strumento operativo indispensabile
per l’operatore sanitario, che confrontandosi a livello professionale
con altre persone deve avere chiarezza dei suoi punti di forza e dei
suoi limiti professionali, gestionali e umani.
Se tale consapevolezza è carente o manca del tutto il rischio è che
l’operatore si percepisca onnipotente ed in grado di fornire
soluzioni, all’opposto impotente e privo di risorse da mettere in
campo per l’ altroAutoconsapevolezza (2)
Conoscersi, entrare in contatto con fattori chiave quali
• Il proprio sistema di valori
• I propri pregiudizi
• I propri schemi cognitivi
• Il proprio sistema culturale di riferimento
• Le proprie emozioni
• Le proprie convinzioni
• Le proprie mappe concettuali
• Le proprie motivazioni
• Le proprie conoscenze
• Le proprie capacità personali
• Le proprie risorse
• Le proprie qualità favorenti la comunicazione
• I propri tratti caratteriali ostacolanti
• I personali stili comunicativiAutoconsapevolezza (3)
Capacità dell’operatore di entrare in contatto con se stesso
Ascoltarsi per ascoltare l’altro (persone/utenti, colleghi, collaboratori…)
Nel momento in cui l’operatore si approccia alla persone il suo setting interno è già
influenzato dai suoi pensieri, dalle sue emozioni e dai suoi vissuti quotidiani
indipendentemente dalla relazione professionale del momento,
Altri pensieri ed emozioni fanno parte della storia passata dell’operatore
Altri pensieri ed emozioni vengono suscitati dalla relazione nel qui ed ora con quella specifica
persona in quello specifico momento
L’attenzione a tutto questo è fondamentale in modo che non diventi elemento di disturbo nella
relazione professionale
Autoconsapevolezza del contesto che è sullo sfondo per ogni persona che entra nella relazioneEmozioni (1)
• Le emozioni sono energia in movimento, sono una forza interna
• Le emozioni sono delle reazioni psico-fisiche immediate, intense, incontrollabili, di breve durata
• Il centro di comando delle nostre emozioni è l’amigdala (struttura a forma di lacrima presente nei nostri
lobi temporali)
• Le emozioni non possono essere considerate delle realtà essenzialmente biologiche o legate alla storia
personale di un individuo, ma si intrecciano alle aspettative e alle idee della cultura in cui viviamo
• Alcuni dividono le emozioni in buone e cattive
• Le emozioni fanno parte di noi
• Le emozioni veicolano sempre un messaggio
• Le emozioni non vanno mai soppresse, ma ascoltate
• Le emozioni vanno capite e contestualizzate
• Ekman ha individuato 6 emozioni di base (rabbia, paura, felicità, tristezza, disgusto, sorpresa) presenti in
tutte le culture, mentre ciò che le scatena cambia da persona a persona, dal contesto e dalla cultura
• Non dobbiamo essere succubi delle emozioni, né queste devono diventare un alibi per il nostro
comportamento che può essere invece controllabileEmozioni (2) E’ importante: • Ascoltare, Riconoscere e Distinguere le proprie emozioni • Essere consapevoli delle proprie emozioni • Definire le emozioni a livello fisico e psichico • Dare un nome alle emozioni • Accogliere e Accettare le emozioni • Gestire le emozioni • Controllare impulsi emotivi spiacevoli • Sviluppare impulsi emotivi positivi • Identificare e Dare un nome al nostro clima emotivo
Alcuni vissuti della persona/utente
nel contesto vaccinale
• Ansia
• Depressione
• Rabbia
• Solitudine
• Stress
• Sgomento
• Stanchezza
• Emarginazione
• Impotenza
• Fragilità
• Angoscia
• Dolore
• Apatia
• Paura
• Incertezza
• FrustrazioneAlcuni vissuti dell’operatore sanitario
nel contesto vaccinale
• Frustrazione
• Apprensione
• Fragilità
• Disagio
• Impotenza
• Ansia
• Stress
• AggressivitàAlcuni effetti sull’operatore sanitario
• Attacco all’immagine del Sè
professionale
• Attacco al Ruolo professionale
• Ridimensionamento delle spinte
motivazionali consce ed inconsceAlcune reazioni dell'operatore difronte alla persona/utente nel contesto vaccinale • Atteggiamento paternalistico • Atteggiamento direttivo • Atteggiamento onnipotente • Atteggiamento persuasivo • Atteggiamento di distacco emotivo • Atteggiamento di razionalizzazione
La gestione delle emozioni • Gestire le proprie emozioni non è annullarle, bloccarle, controllarle ma utilizzarle quali strumenti per agire, senza farsi travolgere e quindi reagire • Gestire le proprie emozioni significa essere padroni di se stessi, consente di rimanere lucidi, di selezionare comportamenti efficaci • E’ possibile gestire le emozioni (autocontrollo) solo se si ha una buona consapevolezza di sè
E’ sempre opportuno chiedersi
In questa situazione con questa persona cosa mi accade, cosa o chi mi ricorda, quali pensieri mi suscita, quali
emozioni mi scatena, ciò che dice o fa collude con le mie esperienze personali, come mai non mi piace
Il suo comportamento mi mette in difficoltà in quanto tende a svalutare il mio ruolo professionale, non mi
riconosce come operatore in grado di …..
Come mi sento come persona
Quali aspetti di me come persona va a toccare il contatto con l'altro
Come mi sento in qualità di professionista
Quali aspetti di me come professionista va a toccare il contatto con l'altro
Percepisco un attacco al mio ruolo professionale e all'immagine del mio sè professionale
Cosa si aspetta l'altro da me come professionista
Cosa mi aspetto io da me stesso come professionista
In questo momento sono in sintonia con il mio ruolo professionale o sono in conflitto
Le reazioni dell'operatore dipendono dagli elementi che costituiscono la sua
personalitàE’ importante…… • Mettere la giusta distanza tra sé e l’altro • Essere consapevoli che spesso l’attacco della persona/utente non è rivolto verso l’operatore, ma verso ciò che in quel momento l’operatore rappresenta per l’altro
Messaggi chiave
Conoscere la propria personalità
Riconoscere le proprie emozione
Gestire le proprie emozioni
Relazione professionale efficace
Abilità Acquisizione di
dell’autoconsapevolezza Modelli Operativi«Se riesci a non perdere la testa quando tutti attorno a te la stanno perdendo e te lo stanno rimproverando ……..tua è la terra e tutto ciò che è in essa e quel che più conta, sarai un uomo figlio mio» (R. Kipling 1910) Grazie per l’attenzione!!!! Dott.ssa Anna Maria Luzi Ricercatrice Psicologa, Psicoterapeuta Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione Dipartimento Malattie Infettive Istituto Superiore di Sanità, Roma Tel. 0649902029 – Fax 0649902695 E-mail: anna.luzi@iss.it
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