(In)successo Di fronte alle grandi incertezze non ci rimane che provare, sperimentare e imparare dai nostri errori - Recenti Progressi in Medicina
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(In)successo
Di fronte alle grandi
incertezze non ci
rimane che provare,
sperimentare
e imparare
dai nostri errori.
Il Pensiero
Scientifico
Editore2 forward #19 — (IN)SUCCESSO — 3 / 2020
19
In questo numero
4 Raccontare il territorio:
intervista a FABIO VERRELLI D’AMICO 12 Perfezione, evoluzione...
Intervista a TELMO PIEVANI
Gli ingredienti del
12 Accettare l’errore per imparare:
intervista a MASSIMIANO BUCCHI 24 Elogio del fallimento:
JOSEPH LOSCALZO
L’insuccesso ci racconta
18 Trasformare insuccessi in successi: RICCARDO VARALDO, DIEGO CORTINOVIS, CHIARA NARDINI,
CHIARA CREMOLINI, MARCO DEL RICCIO, TOMMASO A. POLISENO, SERENA GOLJEVSCEK, LUIGIA CARAPEZZA
Migliorando, tra prove
11 Dietro il successo
di Harry Potter 15 La timeline 28 Dove nasce l’in-successo:
VIVIANA RUGGIERI
Perché arrendersi? Quello che
9 Senza storia. Fallimenti normali di campioni:
intervista a DANIELE MANUSIA e EMANUELE ATTURO
Il costo umanowww.forward.recentiprogressi.it — forward #19 3
Benvenuto
31 Giocare d’anticipo:
URSULA KIRCHMAYER
errore
successo Nel gruppo di lavoro Forward scegliamo tutti
insieme le parole chiave che guidano ogni
nuovo numero. Ve ne sono alcune a cui i singoli
si affezionano più di altre promuovendole nei
periodici incontri del gruppo di lavoro.
Per quanto mi riguarda confesso che
quest’ultima è quella che più di altre mi ha
27 Serve uno sguardo nuovo:
FRANCESCA PATARNELLO 34 Il diario degli insuccessi:
DANNY FOREST
trovato come suo convinto sostenitore.
In medicina l’esercizio del trial and errors è una
e va ascoltato pratica antica ma personalmente sono convinto
che anche per il futuro sarà lo spartito attraverso
cui si declineranno le terapie più innovative.
Non bastasse questo, l’emergenza covid-19
dovrebbe averci ancora una volta rammentato
come di fronte alle grandi incertezze non ci
rimane che provare, sperimentare e imparare
dai nostri errori.
22 Convivere con l’incertezza:
DANIELE COEN
Eppure, dell’insuccesso non si riesce facilmente
a discutere. I nostri curricula personali non ne
ed errori
portano traccia, le riviste scientifiche faticano a
restituirci dati negativi, i convegni difficilmente
si concentrano sui fallimenti, i media non si
entusiasmano sui tentativi errati e, infine,
il pubblico mal sopporta tutto ciò che termina
con “non lo sappiamo” o peggio, “non ha
funzionato”.
Ancora una volta Forward e il suo “metodo”
29 Quando l’insuccesso è progresso:
ANTONIO DI FIORE 36 L’ultima parola:
la capacità di uscirne fuori di ATUL GAWANDE
offrono l’opportunità di studiare, attraverso
diversi punti di vista, la capacità di trarre
conta accade dopo
le migliori lezioni possibili da ogni singolo
insuccesso, capitalizzando conoscenze che non
possono fare a meno di passare attraverso errori,
sbagli per capire al meglio la complessità.
Tra le tante cose dette e riflessioni fatte che
troverete nelle pagine che seguono, valga
per tutte l’esercizio personale di un “reverse
curriculum vitae”, che suggerisco a tutti: in fin
dei conti i fallimenti ci raccontano meglio di ogni
32 L’insostenibile frustrazione di essere giudicati:
ANTONIO ADDIS e LUCA DE FIORE nostro singolo successo.
del fallimento Antonio Addis
Dipartimento di epidemiologia
Servizio sanitario regionale del Lazio
Asl Roma 14 forward #19 — (IN)SUCCESSO — 3 / 2020
Raccontare il territorio per arrivare al successo
Quando materie prime, memoria e passione si incontrano in cucina
C
he cosa è il successo per uno chef? È più importante la Perché il ristorante si chiama
gratificazione, il successo personale, la notorietà o il lato “Materiaprima”?
imprenditoriale?
Volevamo far capire alle persone che è fon-
Nel campo della ristorazione, se devi amministrare una cucina e damentale fare un’indagine sulla materia pri-
un ristorante, gestisci un’impresa che dà lavoro a diverse persone. Per ma – intesa come prodotto, come ingrediente
questo, si ha la responsabilità di far quadrare tutti i conti. Dopodiché – per poter raccontare il territorio. Ogni giorno
i discorsi possono anche essere collegati, perché un’attività che è sana, andiamo a raccogliere le erbe spontanee, lavo-
Intervista a
che va bene, porta anche molta notorietà e gratificazione a chi ci sta riamo solo animali selvatici, rispettiamo la sta-
Fabio Verrelli
dietro. Lo chef – che io preferisco chiamare cuoco – fa un’attività no- D’Amico gionalità, proprio perché raccontiamo le ma-
bilissima, mangiare è una delle cose più belle della vita, e per noi già Cuoco terie prime che ci sono su questo territorio. In
questo è gratificante. Ristorante aggiunta a questo, tutto ciò che c’è nel ristoran-
Materiaprima te non è riproducibile perché è stato disegnato
osteria contemporanea, e progettato per questo posto, utilizzando solo
Pontinia
Come ha maturato la decisione di diventare uno chef? tre materie prime fondamentali: il legno, il fer-
ro e il cemento.
Nasco come autodidatta e per me cucinare è ciò che non posso fare
a meno di fare. Fino a qualche anno fa facevo tutt’altro, ma passavo le
notti a leggere libri o a vedere video di cucina. Vivevo con l’ossessione Come ha trovato i collaboratori e quanto
di dover mettere in pratica quello che sentivo dentro. Il primo giorno conta il lavoro di squadra?
che sono entrato in cucina dopo un’ora piangevo, non perché mi fossi
tagliato, ma perché per una volta sentivo che il tempo che passava per Trovare i collaboratori non è stato facile.
me era ininfluente. Ero felice. Non perché io sia una persona esigente, ma
perché quello che chiedo è dedizione e pas-
sione. Cerco qualcuno che sposi un progetto,
A quali modelli si è ispirato? che sposi la volontà di fare qualcosa in gruppo,
tutti insieme e con lo stesso obiettivo. Soffro
La ristorazione italiana negli ultimi dieci, quindici anni ha avuto Per me cucinare molto se c’è una persona scontenta nella mia
una crescita esponenziale. Quando abbiamo aperto, volevamo pren- brigata perché per me se tutti sono sereni c’è
dere a esempio chi già trenta anni fa parlava di alta gastronomia in è ciò che un’armonia diversa che ritrovi nel piatto. Se al
Italia: l’idea non era fare grandi numeri, ma focalizzarsi sulla qualità. non posso fare contrario c’è tensione, non può funzionare.
Guardare ai produttori, a chi mette la propria vita in funzione di un
prodotto, a chi ha percorso le strade di tutto il mondo per trovare qual- a meno di fare.
cosa che regali emozioni.
Vedi l’intervista video sul canale YouTube di
Recenti Progressi in Medicinawww.forward.recentiprogressi.it — forward #19 5
Quanto tempo si è dato per poter fare un Nell’attività di uno chef è implicita Ci racconta un piatto che ha penato tanto
primo bilancio? un’attività di ricerca. Questo lavoro di per mettere a punto e che ora considera un
ricerca e sperimentazione quanto tempo successo?
Quando abbiamo aperto eravamo consape- prende? Le capita di viaggiare e assaggiare
voli che per cinque, ma anche dieci anni, non altre cucine? Per me tutto nasce dalla memoria, dal ricordo
avremmo avuto il riscontro che sappiamo po- di quello che mangiavo quando ero piccolo, da-
tremmo avere nel tempo. Fin da subito, però, Prende tantissimo tempo, proporzional- gli odori, e arriva un momento in cui vuoi pro-
abbiamo potuto notare la crescita che c’era di mente a quanto si crede nello sviluppo. Ogni vare a replicarlo. Ma replicare un piatto non è
anno in anno, permettendoci di spostare l’a- giorno c’è una squadra che lavora sulla quo- facile, non sarà mai uguale. Per me l’importante
sticella sempre più in alto. La bellezza di fare tidianità, su quello che deve essere fatto per è presentare un piatto della tradizione in modo
questo lavoro è che il momento in cui pensi quel giorno, e una squadra che ragiona, pensa più contemporaneo, provando a levare alcuni di-
di aver fatto una gran cosa è il punto di par- e costruisce cose che serviremo domani. Nel fetti e a trasformarli in qualcosa di più sano, non
tenza per farla ancora meglio. Non esiste un nostro tempo libero giriamo per altri ristoran- perdendo però il sapore originale. Pensiamo a
limite, non esiste la possibilità di accontentar- ti, in Italia e all’estero, per vedere tutto ciò che pasta e fagioli, un piatto che da piccolo odiavo
si. Il nostro primo bilancio vero e proprio lo Il successo è si può vedere. Non amiamo copiare e portare e che crescendo ho iniziato ad apprezzare fino a
abbiamo fatto dopo cinque anni – forse anche qua, ma contaminarci di qualcosa che ci ha diventarne quasi dipendente. Oggi, se entrate in
un po’ per questo periodo particolare che ci proporzionale fatto emozionare riportandola ai prodotti del cucina, trovate una pentola con i fagioli perché
ha permesso di riflettere su tante cose – e ci nostro territorio. stiamo facendo prove, sperimentando, per cerca-
a quanto sei in
siamo resi conto che continuare sulla strada re di arrivare a una versione più elegante, più leg-
che ci eravamo prefissati è ciò che ci dà più grado di creare. gera, più concentrata, ma che quando la mangi ti
soddisfazione. L’attività di creare e sperimentare è fa pensare al sapore della tua infanzia.
strettamente legata al successo?
Quanto contano le critiche dei clienti? Il successo è proporzionale a quanto sei in Quanto sono importanti gli errori
grado di creare. Credo poco alle persone che per arrivare al risultato?
Contano tantissimo: le cerco ogni sera, le Se non sbagli, hanno successo senza una grande carriera
vado a trovare. Non sopporto il cliente che mi professionale dietro. In questi anni si vedo- I ragazzi che arrivano in cucina, gli stagisti,
dice che va tutto bene e poi esce dal ristorante non avrai mai no tanti chef in televisione, che hanno avuto hanno il terrore di sbagliare perché gli è stato
scontento. Se mi dici che una cosa non ti piace la percezione successo, ma dopo aver passato trent’anni o insegnato che la cucina è metodica e che deve
per me è motivo di crescita, un motivo di ri- di più nelle cucine dei ristoranti. È semplice- essere tutto corretto. Ma se non sbagli, non
flessione e di miglioramento perché io cucino del perché una mente una seconda fase della vita, non sono avrai mai la percezione del perché una cosa si
per far star bene chi è tavola. da giudicare. Al contrario, non si può ambire fa in un determinato modo. Guardando con i
cosa si fa in un a inizio carriera al successo mediatico, ma bi- tuoi occhi un errore, ti si fissa nel cervello cosa
determinato sogna essere felici di avere il ristorante pieno non devi fare e da lì parti per migliorarti. Se si
tutte le sere, di fermarsi a parlare con i clienti partisse pensando di arrivare immediatamente
luogo. alla fine della cena. alla perfezione e al successo la cucina sarebbe
una noia mortale.
A cura di Rebecca De Fiorewww.forward.recentiprogressi.it — forward #19 7
Dove c’è perfezione
non c’è evoluzione
La storia naturale è un catalogo di imperfezioni e di aggiustamenti dell’esistente
“L
a nascita imperfetta delle cose” intitola un libro del fisico Paradossalmente come racconta nel suo
Guido Tonelli sulla genesi del cosmo. Siamo quindi frutto libro “Imperfezione” anche il cervello e il
di un’imperfezione, di un errore casuale? genoma, due tra i sistemi più complessi,
sono “palesemente imperfetti”. Li definisce
Straordinariamente Tonelli cerca di dare una impostazione evolutiva “inutilmente complicati, aggiustamenti,
alla storia del cosmo. Nel suo libro racconta di come l’Universo sia nato accrocchi e compensazioni”.
da un processo guidato non solo ed esclusivamente dalle leggi determi-
nistiche della fisica ma anche da una piccola asimmetria primordiale nel Siamo un’enciclopedia di imperfezioni,
vuoto quantistico, un evento imprevedibile a priori, che ha fatto dera- un compendio di imperfezioni, scrisse una
gliare la strada dell’evoluzione del cosmo in una direzione inaspettata. Il bravissima biologa sul Nature. E lo siamo a
che non significa che siamo figli del caso e che partire dal dna, anche quello umano, che è
è tutto un lancio di dadi. Le leggi fisiche esisto- un macchinario biochimico formidabile, una
no e sono molto importanti, esattamente come delle più grandi invenzioni dell’evoluzione. Il
lo sono le regolarità nel processo evolutivo che nucleo di ciascuna delle 100.000 miliardi di
però non sono così potenti da rendere il proces- cellule che formano il corpo umano contiene
so deterministico, cioè scritto fin dall’inizio e una quantità strepitosa – irraggiungibile dai
incanalato in un unico percorso. Esistono infat- microchip più potenti – di informazioni gene-
ti anche le contingenze. Charles Darwin, in una tiche codificate nel dna per la sintesi di tutte le
serie di lettere a un suo collega americano, scri- proteine necessarie alla vita degli organismi.
Intervista a veva di essere preoccupato di capire quanto ci Eppure per diverse ragioni anche la doppia
Telmo Pievani fosse di determinato e di casuale nell’evoluzio- elica non è così perfetta né onnipotente. A
Filosofo delle scienze ne per arrivare poi a concludere che è tutto un volte la sofisticata catena di reazioni che con-
biologiche gioco di leggi e caso, una dialettica tra elementi sente di passare dalla sequenza di nucleotidi
Università di Padova normativi ed elementi idiosincratici casuali. all’assemblaggio degli aminoacidi in proteine
Qualche volta prevalgono di più gli aspetti nor- può incepparsi. In questo caso si tratta di un
mativi, e allora il processo è abbastanza dire- semplice incidente casuale strutturale. Se poi
zionato; qualche altra volta invece prevalgono guardiamo dentro la parte informazionale del
gli aspetti casuali che fanno cambiare rotta, nostro dna, da cui comincia tutto, scopriamo
sono un punto di svolta. Questa intuizione di che contiene soltanto 22mila geni codificanti,
Darwin è stata confermata da tutto ciò che ab- non più del 2 per cento delle sequenze nucle-
biamo imparato nel secolo e mezzo che seguì. otidiche che lo compongono. Inoltre c’è una
Oggi possiamo affermare che l’evoluzione bio- grande ridondanza, molteplici sequenze ripe-
logica così come quella del cosmo hanno un tute, sequenze virali infilateci dentro dai retro-
elemento di contingenza e che noi siamo figli virus ai quali siamo sopravvissuti in passato.
di quelle svolte, di quelle piccole imperfezioni. Insomma una giungla, come ha detto qualcu-
no. Da evoluzionista aggiungo che è una for-
tuna perché questo è ciò che ha reso il sistema
Perché l’imperfezione è così onnipresente in grado di evolvere: la grande quantità di dna
in natura? cosiddetto “spazzatura” ha una sua funzione
che è utile per la continuità della vita. Se il dna
Spesso quando si parla di evoluzione biolo- fosse stato una macchina specializzata e per-
gica tutti sanno che c’è una imperfezione, che fetta fin dall’inizio non avrebbe avuto le stesse
ci sono strutture subottimali. Di solito l’inter- potenzialità per modificarsi ed evolversi.
pretazione canonica, che è valsa fino a qualche
tempo fa, considerava l’imperfezione come un
errore, un incidente di percorso, o anche come Anche perché, come lei scrive, la perfezione
una torta che ha tutti gli ingredienti giusti ma, è paradossale e in quanto tale non
per qualche ragione, non lievita quanto dovreb- perfettibile. Senza imperfezione non
be, oppure ancora come la maionese che im- succede nulla, non c’è progresso?
pazzisce. In realtà non è così. L’imperfezione è
connaturata al processo evolutivo ed è bene che L’idea di imperfezione è una delle diverse
ci sia: è proprio quello che dobbiamo aspettarci modalità con le quali possiamo mettere in
se l’evoluzione funziona come sappiamo, ossia discussione la metafora suadente del progres-
attraverso variazioni genetiche casuali e proces- so che caratterizza da sempre gli studi evolu-
si selettivi. Soprattutto va capito che la selezio- tivi. Dopo Darwin abbiamo imparato che la
ne naturale non può ogni volta partire da zero, biodiversità è formata per la stragrande mag-
non può esservi un adattamento ad hoc per gioranza da organismi unicellulari piuttosto
ogni cambiamento ambientale, perché questo semplici che hanno un grande successo. Ne è
richiederebbe troppo tempo e troppe energie. un esempio il virus sars-cov-2: un organismo
Pertanto la natura cosa fa? Cerca la via più bre- formato da un solo filamento di rna racchiuso
ve ed economica, perché altrimenti l’alternativa in una capsula di proteine, che mette in scacco
è l’estinzione. Così accade che parte dall’esi- organismi estremamente complessi. Il proces-
stente, riutilizza il materiale a disposizione, lo so evolutivo non è una sorta di filigrana che
Telmo Pievani modifica e lo converte per nuove funzioni. Fa deve portare a organismi sempre più comples-
Imperfezione. di necessità virtù. Data la situazione l’esito non si e che come tale, quindi, necessariamente a
Una storia naturale sarà perfetto ma sarà il migliore possibile. Que- Homo sapiens. Noi siamo semplicemente uno
Milano: Raffaello Cortina sta è la ragione per cui noi siamo così imperfetti dei possibili esiti dell’evoluzione e oltre a noi
Editore, 2019 ma anche così creativi e potenti. ce ne sono tanti altri con livelli molto t8 forward #19 — (IN)SUCCESSO — 3 / 2020
t più bassi di complessità. Il progresso si Nelle ultime pagine del libro scrive Se potessimo riavvolgere il film
può misurare solo a posteriori: chissà se tra un che l’imperfezione, oltre a essere una dell’evoluzione biologica e riproiettarlo,
milione di anni la Terra sarà piena di virus e caratteristica evolutiva inconfutabile, difficilmente alla fine della proiezione
batteri o discendenti di essere umani. è la consapevolezza e la gestione dei nostri riapparirebbe Homo sapiens, diceva
fragili limiti umani, primo tra tutti Stephen Jay Gould. Se potessimo farlo
la caducità e la scarsa lungimiranza. avanzare velocemente e andare nel futuro
Nel “Faust” Johann Wolfgang von Goethe Ce lo spiega? cosa dovremmo aspettarci alla fine della
esclamava “Fermati, attimo, sei bello”, come proiezione? Dove ci sta portando la nostra
per rendere eterno un momento perfetto. Tutto ciò che è tipico dell’evoluzione natu- imperfezione naturale e quella umana?
È dunque l’imperfezione a farci percepire il rale è ambiguo, ambivalente e amorale. L’im-
senso del tempo e dell’evoluzione? perfezione è naturale, ma non per questo essere L’esercizio del film della vita è proprio l’e-
imperfetti è sempre giusto e piacevole. Imper- sercizio della contingenza. Un processo con-
L’imperfezione ci fa apprezzare il senso del fezione significa anche sofferenza e disagio. La tingente è un processo intrinsecamente im-
fluire del tempo, ma non l’istantanea come questione in fondo è che una specie imperfet- prevedibile in cui i fattori casuali e le leggi del
espresso nella bella citazione goethiana. E ta come noi, che sa di esserlo ma che comun- sistema interagiscono tra di loro. Gould con-
questo vale anche nell’evoluzione. Se studia- que lo rimane, ha oggi per le mani un potere siderava l’evoluzione un processo contingente
mo la storia naturale per istantanee non avre- di intervento sulla natura e su sé stessa senza e pertanto affermava che ripetendo enne vol-
mo mai il quadro di quello che è successo, ma precedenti. Banalmente quando una specie im- te un processo evolutivo non otterremo mai
solo la fotografia di un processo che avviene perfetta è molto potente aumentano le proba- enne risultati uguali. Se dovessimo riavvolgere
nel momento dello scatto e di cui osserviamo bilità che essa utilizzi questi strumenti in modo il film dell’evoluzione biologica troveremo
solo le cause prossime. Se per esempio foto- non saggio, anzi addirittura suicida. Quindi il forme di vita simili per molti aspetti alle no-
grafiamo il funzionamento dell’occhio, siamo monito etico è quello di riflettere sulla nostra stre, per esempio i batteri, ma comunque sem-
portati a pensare che sia perfetto e compiuto. imperfezione perché siamo ospiti e non padro- pre un po’ diverse. Lo verificheremo quando
Invece l’imperfezione ci permette di vedere il ni di questo mondo. La pandemia ha mostrato troveremo forme di vita aliene. Questo vale
flusso, ossia quello che c’è dietro a ciò che stai quanto siamo vulnerabili, innanzitutto, quan- anche per l’evoluzione umana: è piuttosto im-
vedendo. Per questo Darwin diceva che per to dobbiamo temere un avversario evolutivo probabile che riapparirebbe un altro Homo sa-
capire l’evoluzione serve guardare per esem- molto più antico e molto più semplice di noi piens. Allo stesso modo, se potessimo far avan-
pio gli organi rudimentali, come l’appendice – e anche più perfetto in termini darwiniani zare velocemente il film della vita, dovremmo
intestinale o i denti del giudizio nell’uomo o considerato che è una macchina che fa benis- aspettarci che altri eventi contingenti portereb-
le ali atrofizzate dei pinguini. Sono organi di- simo solo una cosa, ossia moltiplicarsi e usare bero il futuro in direzioni per noi inaspettate.
venuti inutili che ci raccontano lo stato passa- noi come veicolo di diffusione. E, soprattutto, Il nostro futuro è aperto, come ripeteva Karl
to delle cose: per esempio le ali del pinguino la pandemia ha mostrato che siamo stretta- Popper, non è scritto in tutto e per tutto nel
in passato servivano per il volo e, in seguito a mente connessi e dipendenti dagli ecosistemi passato né nel presente. Ma noi, come Homo
cambiamenti ambientali e comportamentali, in cui siamo immersi, cosa che ci eravamo illusi sapiens, possiamo scegliere una direzione in-
sono state dismesse cosicché di esse oggi resta- di poter superare e dimenticare. Uno dei no- tenzionalmente, per esempio una direzione di
no solo i rudimenti. “Potrebbero paragonarsi stri grandi limiti è di non essere lungimiranti: sostenibilità ambientale oppure di distruzione
alle lettere di una parola, che si conservano il nostro cervello è imperfetto, alcune sue parti ambientale, e possiamo influenzare gli eventi
nel compitare, ma non vengono pronunciate, arcaiche ci portano a decisioni rapide e istintive per favorire un contro-futuro più desiderabile.
le quali tuttavia ci guidano nella ricerca della che sono vitali in alcune circostanze ma che ci Gli evoluzionisti hanno il divieto di fare previ-
sua etimologia”, scriveva Darwin. Tutto in na- spingono a un pensiero teleologico, legato al sioni a medio e lungo termine, però sono scet-
tura fa parte di un processo che è in continuo qui e ora, che ci induce a impegnarci eticamen- tico su quanti dicono che ci sarà il post- uma-
cambiamento. Questa è la ragione per cui è te solo per ciò che è prossimo a noi nel tempo no e una nuova specie umana. Secondo me tra
molto difficile in biologia trovare un criterio e nello spazio. Quando invece ci viene chiesto migliaia di anni ci sarà ancora Homo sapiens,
per definire un’entità discreta con dei confini di prendere un impegno i cui effetti si proietta- magari 2.0, però saremo sempre noi umani e
perché tutto è in trasformazione, a partire dal- no nel tempo lontano, facciamo fatica. E oggi è saremo noi che avremo inciso sempre di più
la specie stessa. un problema perché siamo davanti a sfide che sulla nostra evoluzione. La grande scommessa
richiedono molta lungimiranza. è quanto saremo saggi nell’utilizzare le tecno-
logie per finalità eticamente e socialmente so-
lidali. Quindi tutto dipenderà nel futuro dalle
nostre scelte mentali, che dovranno essere eti-
camente motivate, pur sempre con un grande
punto interrogativo sull’imprevedibilità, in
Tutto ciò quanto il processo evolutivo della scienza e
della tecnologia è intrinsecamente serendipi-
che è tipico co. Così come negli anni sessanta non avrem-
dell’evoluzione mo mai previsto l’arrivo del web, noi oggi nel
2020 dobbiamo essere consapevoli che non
naturale è possiamo assolutamente prevedere quali in-
venzioni verranno create tra mezzo secolo: il
ambivalente motivo è che spesso nella scienza si trova ciò
e amorale. che non si stava cercando.
A cura di Laura Tonon
L’imperfezione
è naturale, ma
non per questo
essere imperfetti
è sempre giusto
e piacevole.
Vedi l’intervista video sul canale YouTube di
Recenti Progressi in Medicinawww.forward.recentiprogressi.it — forward #19 9
Senza storia.
Fallimenti normali di campioni
Raccontare solo i successi rischia di restituire una visione parziale del mondo sportivo
I
n ambito sportivo a noi giungono
soprattutto storie di successo.
Perché, invece, è importante parlare
anche dei fallimenti e degli insuccessi?
Sarebbe importante parlare dello sport, e
degli uomini che fanno sport, nella loro com-
pletezza. Anzitutto una volta che si guarda da
vicino una storia come quelle raccontate nel
libro “La caduta dei campioni” è difficile ra-
gionare con categorie troppo rigide. Successo
e fallimento sono concetti relativi, non è detto
che coincidano con i nostri giudizi di osserva-
tori esterni. Voglio dire che molti atleti supera-
no un gradino, due gradini, o un centinaio di
gradini, prima di fermarsi, e non penso pos-
sano essere considerati dei falliti perché non
ne hanno superati mille come i migliori della
storia. Bisogna tener presente che ci sono dei
“livelli” sportivamente ma anche umanamen-
te, non tutti accettano o sono tagliati per le
Intervista a pressioni di alto livello. E spesso non teniamo
Daniele Manusia neanche abbastanza conto del contesto socia-
e le, economico, culturale, o delle contingenze Andare avanti Francesco Piccolo ha scritto sulla Lettura del Corriere che non è
Emanuele Atturo che indirizzano una carriera in un modo o in l’avversario il primo nemico del campione, ma la propria personalità.
l’Ultimo Uomo
un altro (trovarsi al posto giusto al momento senza poter Per questo, continua, il campione non è chi fa di più, ma chi non fa di
giusto, o viceversa capitare sull’allenatore e il scegliere, anche meno. Siete d’accordo?
club sbagliati).
Le storie di successo sono quasi sempre dentro carriere Per certi casi è molto vero. Ma in generale non vorrei diventasse un
incentrate sull’individuo, come se uno sporti- messaggio un po’ conservatore, che non bisogna esprimere la propria
di successo,
vo abbia fatto tutto da solo, è come un treno personalità o che dentro ognuno di noi c’è un malessere che va tenu-
troppo veloce per vedere il paesaggio, mentre prima o poi to a bada. Se qualcuno ha qualcosa che non va con la sua vita, con il
quando si studiano storie meno felici si fini- suo lavoro, penso al contrario che abbia tutto il diritto di esprimerlo e
sce sempre per tirare dentro quello che c’è in- ha un costo. soprattutto di fare qualcosa al riguardo. Senza contare, poi, che mol-
torno. Forse in questo senso sì, è importante ti campioni hanno avuto personalità ribelli o persino autodistruttive,
parlare di questo tipo di storie, per uscire dalla specie in passato. Ecco non vorrei che si confondesse il talento, l’amore
Le storie retorica stantia dello sport come metafora di che uno sportivo può generare, il bene che può fare alle persone anche
di successo sono uomini che “superano i propri limiti”. arrivando secondo, con l’efficienza di chi riesce ad arrivare sempre pri-
mo per molti anni.
quasi sempre
Quali sono i fattori per cui un insuccesso
incentrate
può diventare un’opportunità invece che In una TEDx Martin Hagger – docente negli Stati Uniti di psicologia
sull’individuo, portare alla fine della carriera? della salute – sostiene che è fondamentale per un campione
conoscere e avere rispetto per l’avversario, le tecniche di
mentre quando Se l’insuccesso, o il rallentamento, porta a rilassamento e la figura del mental coach. Che ne pensate? Quanto
si studiano storie una presa di consapevolezza, quando se ne ca- influisce la figura di un mental coach nella carriera di un giocatore?
piscono le ragioni, può essere più utile di una
meno felici vittoria fortunata. Può portarti sia a correggere In generale tutti gli aspetti psicologici sono stati sottovalutati negli
si finisce sempre gli errori e migliorare, ma anche a capire maga- ultimi decenni. L’idea è che lo sportivo abbia bisogno di professionisti
ri che la strada che stai percorrendo non fa per La caduta dei campioni per mangiare e allenarsi, ma che dal punto di vista mentale debba fare
per tirare dentro te. Nel libro ci sono figure che nonostante per Storie di sport tutto da solo. E non sono neanche convintissimo che la psicologia deb-
noi rappresentino “talenti sprecati” in realtà tra la gloria e l’abisso ba essere usata solo per “migliorare” le proprie capacità performative.
quello che A cura di l’Ultimo Uomo
sembrano serene, tipo Bojan, che invece viveva Magari quella può essere una conseguenza dello scopo principale, che
c’è intorno. molto male la pressione che si prova in cima. Torino: Einaudi, 2020 deve essere sempre la salute mentale dell’atleta. t10 forward #19 — (IN)SUCCESSO — 3 / 2020
t In un documentario su Anelka viene
“L’
intera saga di Harry Potter tratta in modo
sottolineato come sia un giocatore che ha
vinto tutto, ma che viene poco ricordato. ossessivo il tema dell’insuccesso e come
Forse, sostengono, la causa potrebbe
essere che i suoi fratelli, che si occupavano questo sia un passaggio essenziale in molte fasi
della sua carriera, lo “gestivano come
merce”. Non è l’unico caso in cui sono i
familiari di un giocatore a gestire la carriera della crescita di ogni individuo. Il ‘predestinato’ al
del figlio: può essere controproducente?
Può essere anche questo uno dei motivi del successo finale è in realtà un ragazzino talmente
fallimento di un giocatore?
Nel caso di Anelka penso ci fossero anche sfortunato da obbligare l’autrice ad inventarsi
molti pregiudizi nei confronti di una famiglia
di immigrati della periferia parigina. Nel caso per il protagonista, fin dalle prime pagine, un
del Liverpool, ad esempio, non c’è stata nes-
suna pressione da parte loro per ottenere più
segno distintivo con una cicatrice evidente sulla
soldi o benefit, ma comunque Gérard Houl-
lier non si fidava di loro, ha detto che “non gli
piacevano” alcune figure intorno al calciatore. sua fronte. I fallimenti di Harry Potter si succedo-
Dipende sempre dal punto di vista da cui si
guarda una storia, ma in quel caso ad esem- no continuamente in ogni avventura e il talento
pio ci ha rimesso anche il Liverpool, per una
scelta sbagliata e forse su qualche pregiudizio
del suo allenatore. Se gli sportivi scelgono i innato non sembra mai bastare a metterlo in sal-
propri familiari come agenti o consiglieri è
perché molto spesso si possono fidare solo vo. È chiaro che in tutto questo deve aver pesa-
di loro, perché gli agenti possono usarli come
pedine nel loro scacchiere, perché sono più
to non poco la storia reale della sua autrice e la
le persone che vogliono approfittarsi di loro
piuttosto che quelle che vogliono sincera-
mente aiutarli. capacità di trovare in ogni occasione mancata la
voglia e la capacità di risorgere. Se tutto ciò non
Nella storia di Marat Safin – che raccontate
nel libro “La caduta dei campioni” – viene
fuori come lui ricordi la vittoria del suo vi avesse ancora convinto vi basti pensare alla fi-
primo slam dicendo “sentivo un vuoto
dentro: avevo tutto, ma non avevo niente”. gura che a mio parere è la più magica e riparatrice
E a lui la decisione di giocare a tennis
è stata imposta dai genitori. Quanto
di tutta la saga: Fanny, la fenice che rinasce ogni
influiscono le scelte, la possibilità di
scegliere, sul successo o l’insuccesso di un
giocatore? volta dalle sue stesse ceneri”. — Antonio Addis
La maggior parte delle storie di sportivi
definiti “predestinati”, cioè con un talento ec-
cezionale, hanno alla radice un problema di
“scelta”. Stiamo parlando di sportivi che co-
S e pensiamo all’autrice della famosa serie
di libri per ragazzi Harry Potter ci viene in
mente il volto di una elegante donna inglese
mento che avessi mai conosciuto”. Laureata in
lettere classiche, anziché ottenere un diploma
professionale come desideravano i genitori,
minciano così presto a praticare attività spor- di circa cinquant’anni, miliardaria, filantro- Joanne visse esattamente la condizione che la
tiva che è impossibile sostenere sia stata una pa, oratrice apprezzata e conosciuta in tutto famiglia sperava che lei non dovesse conoscere
loro decisione. Safin è stato portato sul campo il mondo. Eppure J.K. Rowling, poco prima di mai. Quel periodo fu brutto, “non avevo idea
da tennis dalla madre dopo tre giorni dalla na- pubblicare il primo libro della saga, era sem- quanto lungo fosse quel tunnel e per molto
scita; per rimanere al tennis, il padre di André plicemente Joanne Rowling, una madre single tempo la luce alla fine di esso era solo una spe-
Agassi gli mise delle palline da colpire sopra che viveva nella periferia di Edimburgo grazie ranza, non una realtà”.
la culla. Alla radice c’è l’idea che l’apprendi- ai sussidi statali e nient’altro su cui contare, se
mento precoce è anche quello più efficace; ma non gli appunti da cui stava nascendo l’idea
anche Jean Paul Sartre diceva che l’esistenza del mago più famoso al mondo. Allora perché parlare dei benefici
precede l’essenza, nel senso che noi prima ve- Nel 2019, secondo le classifiche di Forbes, del fallimento?
niamo al punto e poi troviamo il nostro senso Joanne Rowling ha guadagnato circa 92 milio-
nel mondo. Per questi tennisti non è stato pos- ni di dollari, diventando, per la seconda volta, Fallire ha voluto dire spogliarsi dell’ines-
sibile scegliere cosa diventare. Safin per esem- la scrittrice più pagata al mondo. Prima della senziale, racconta la scrittrice. “Ho smesso di
pio dice spesso nelle interviste che in diversi fama però ha vissuto quello che lei stessa ha fingere di essere qualcos’altro se non me stessa
momenti ha pensato di lasciare il tennis, ma definito – durante il suo celeberrimo discorso e ho iniziato a indirizzare tutte le mie energie
che sua madre sapeva cosa era meglio per lui. tenutosi all’università di Harvard, nel 2008 – “il verso la conclusione dell’unico lavoro che per
Non credo che tutto questo influisca in ma- momento più buio della mia vita”. In quell’oc- me aveva importanza. Non mi occupavo dav-
niera diretta sul successo o l’insuccesso di uno casione ha ripercorso gli anni che hanno pre- vero di nient’altro, se non trovare la determina-
sportivo, credo però influisca sui loro crolli. ceduto la pubblicazione del primo libro della zione nel riuscire in un campo a cui credevo di
Questi tennisti, presto o tardi, vivono crolli – saga. “Ciò di cui avevo più paura alla vostra età appartenere veramente. Ero finalmente libera
mentali e sportivi – improvvisi e spettacolari, non era la povertà, ma il fallimento” confida perché la mia più grande paura si era davvero
forse nel momento in cui cominciano a guar- l’autrice ai neolaureati di Harvard. “Penso sia avverata, ed ero ancora viva, e avevo una figlia
dare sé stessi da fuori, a interrogarsi su sé stessi giusto dire che, oltre ogni misura, nei soli sette che adoravo, e avevo una vecchia macchina da
e la propria identità. Safin è andato avanti sen- anni successivi al giorno della laurea ho fallito scrivere e una grande idea. E così queste poche
za farsi domande e quando è arrivato all’api- in modo epico. Un matrimonio eccezional- certezze divennero solide fondamenta su cui
ce del successo, vincendo il primo slam a 19 mente breve si era appena sgretolato, ero senza ricostruire la mia vita”. Il desiderio di scrivere
anni, il senso di inappagamento gli ha fatto lavoro, orfana di madre, e povera tanto quanto romanzi divenne per Joanne una stella polare
domandare il senso del suo percorso. Andare era possibile esserlo nell’Inghilterra moderna con cui orientarsi. Nonostante la determina-
avanti senza poter scegliere, anche dentro car- senza essere una homeless. Le paure che i miei zione, il primo manoscritto venne rifiutato da
riere di successo, prima o poi ha un costo. genitori avevano manifestato e che io mi ero oltre dieci case editrici, prima di trovare quel-
A cura di Rebecca De Fiore figurata erano arrivate: ero il più grande falli- la giusta, che contribuì a creare il fenomenowww.forward.recentiprogressi.it — forward #19 11
Trova la tua stella polare
Dietro il successo di Harry Potter c’è una grande storia di fallimenti e insuccessi
Quanto guadagnano i tuoi scrittori preferiti per ogni parola?
letterario che tutti noi conosciamo. “È impos-
sibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno (£) 1.563,47
che non viviate in modo così prudente da non Harry Potter e la pietra filosofale J. K . R O W L I N G
vivere del tutto – in quel caso, avrete fallito in
partenza”.
“Fallendo ho imparato cose su me stessa
1.297,40
che non avrei mai imparato in un altro modo. L’Alchimista PAU LO CO E L H O
Ho scoperto che ho una forte volontà e mol-
ta più disciplina di quanto pensassi”. Sapere 891,32
che vi rialzerete più saggi e più forti dalle ca- Harry Potter e la camera dei segreti J. K . R O W L I N G
dute – prosegue – significa che sarete, da quel
momento in poi, sicuri della vostra capacità di
sopravvivere. “Non conoscerete mai voi stes-
534,82
si, e la forza dei vostri legami affettivi, fino a Il Codice Da Vinci DA N B R O W N
quando entrambi non saranno provati dalle
avversità”. 526,68
“Avendo una macchina del tempo – o una Va’ dove ti porta il cuore S U S A N N A TA M A R O
giratempo (per i fan della saga, ndr) – direi alla
me stessa di 21 anni che la felicità personale
si trova nel sapere che la vita non è una lista
495,87
di cose da raggiungere o in cui avere successo. Cinquanta sfumature di grigio E.L. JAMES
Le vostre qualifiche, il vostro curriculum, non
sono la vostra vita, sebbene possiate incontrare 464,36
molte persone della mia età o più grandi che La notte dell’aquila J AC K H I G G I N S
confondono le due cose. La vita è difficile, è
complicata, è qualcosa che va oltre la possibi-
lità di essere totalmente sotto controllo, è l’u- 434,15
miltà di sapere che sarete capaci di sopravvive- Harry Potter e il prigioniero di Azkaban J. K . R O W L I N G
re alle sue sfide”.
A cura di Giada Savini 430,14
Kitchen B A N A N A Y O S H I M O TO
Le parole di J.K. Rowling sono tratte dal suo discorso alla cerimonia
di consegna dei diplomi dell’università di Harvard nel 2008.
367,36
Il gabbiano Jonathan Livingston R I C H A R D B AC H12 forward #19 — (IN)SUCCESSO — 3 / 2020
Accettare l’errore, per imparare
Guardare anche agli insuccessi è una fonte preziosa di conoscenza e di autocoscienza
R acconta che spesso il suo nome viene considerato un errore.
Anche per questo si è interessato all’argomento?
Gli errori possono essere utili per imparare?
Le nostre organizzazioni continuano a nega-
Il mio libro Sbagliare da professionisti. Storie di errori e fallimenti memo- re l’errore o a volerlo tramutare in qualcosa di
rabili è scherzosamente dedicato ai miei genitori che mi hanno dato un diverso nobilitandolo. Si potrebbe concludere
nome facile da sbagliare. Il fatto che venga spesso corretto in “Massimi- che il nostro errore più grave è proprio il no-
liano” è un esempio della nostra incapacità di accettare l’errore. Persino stro modo di guardare gli errori. In alcuni set-
quando io compilo un modulo si preferisce pensare che chi scrive non tori, però, si è imparato a far tesoro degli errori.
Intervista a
sappia scrivere il proprio nome. La motivazione più profonda, però, Penso ad esempio al settore del trasporto aereo
Massimiano Bucchi
del perché mi sono focalizzato su questo argomento, è che mancava Sociologo e scrittore civile che, dopo il disastro di Tenerife, è diven-
una trattazione sistematica dell’errore, soprattutto da parte delle scienze tato una delle modalità di trasporto più sicure
sociali. perché si è saputo costruire un sistema con una
pluralità di controlli che riducono la possibili-
tà non dell’errore individuale quanto di gravi
A noi giungono spesso storie di successo. Perché, invece, è conseguenze. Inoltre, sono stati incoraggiati i
importante parlare anche degli insuccessi? piloti a confessare i propri errori in un database
garantendogli che non avrebbero avuto sanzio-
È importante parlarne perché l’insuccesso – così come il successo a ni in modo da accumulare una serie di dati e
cui è speculare – dice molto di noi e delle organizzazioni se lo sappia- informazioni importanti. Dunque, esempi di
mo accettare e guardare per quello che è. Guardare gli errori che faccia- utilizzo costruttivo ci sono, ma molti continua-
mo e il modo in cui sbagliamo è una fonte preziosa di conoscenza e di no a sbagliare perseverando nei propri errori.
autocoscienza.
Diversi studi hanno mostrato che,
È possibile non sbagliare mai? soprattutto negli Stati Uniti, muoiono
migliaia di persone all’anno a causa di errori
Non si può non sbagliare, ma ci si può preparare all’errore. L’errore Non si può non medici. Con il passare del tempo il numero
è umano e va messo in conto, ma l’organizzazione si può e si deve at- sembra rimanere stabile, perché è così
trezzare a gestire l’errore che prima o poi avverrà. Quando ero visiting sbagliare, ma ci difficile imparare dagli errori?
professor in Nuova Zelanda mi colpì un cartello che c’è sulle autostrade: si può preparare
Mistakes happen, your speed decides the outcome. Ecco, questo mi sembra Per imparare dagli errori bisogna prima ac-
un modo intelligente per prepararsi all’errore e attenuarne le possibili all’errore. cettarli e l’errore nella nostra società è forse l’ul-
conseguenze negative. timo tabù rimasto: siamo pronti a confessare
tutto fuorché d’aver sbagliato. Nello specifico,
la questione degli errori in medicina è un am-
Cosa hanno in comune gli errori tra di loro? bito molto delicato. Da un lato si stima che
gli errori siano una delle cause più rilevanti di
Gli errori sono molto diversi tra loro e diversi studiosi hanno pro- decesso, dall’altro ci sono una serie di aspetti
vato a farne una classificazione. A grandi linee possiamo identificarne molto delicati dal punto di vista legale e della
quattro. Gli errori che ci caratterizzano come esseri umani, per come responsabilità che non giustificano ma contri-
è fatto il nostro modo di conoscere, di percepire la realtà. Poi, quelli buiscono a farci capire quanto sia difficile fare i
caratteristici del singolo. Alcuni errori sono caratteristici di una certa conti con l’errore.
cultura, sono legati a pregiudizi e stereotipi che ci impediscono di vede- Il nostro errore
re l’essenziale. Infine, errori a cui ci inducono certe idee diffuse, come la più grave è
retorica dell’innovazione. Tendiamo a pensare all’errore come a un fatto Nell’ambito della ricerca medica è ben
individuale, in realtà sbagliamo sempre con gli altri e insieme agli altri. proprio il nostro documentata la tendenza dei ricercatori
Pensiamo al calcio di rigore, classico esempio di quello che sembre- e delle riviste a pubblicare risultati
rebbe un errore individuale: noi vediamo solo la fase finale, ma dietro
modo di guardare “positivi” e a tralasciare quelli “negativi”
c’è un’organizzazione, un processo collettivo, che ha messo la persona gli errori. potenzialmente altrettanto rilevanti.
nella condizione ottimale per sbagliare. Cosa comporta questa scelta?
È un elemento di distorsione del nostro sa-
pere medico e scientifico. Siamo ciecamente
selettivi rispetto agli errori: le storie vengono
raccontate come se fin dall’inizio ci fosse un
disegno preciso e un destino verso il successo.
Pensiamo alla storia di Google, dove nessuno
ricorda che i due fondatori stavano per ven-
dere agli inizi per un solo milione di dollari,
ma non riuscirono perché venne giudicato un
prezzo troppo alto. Oggi la holding Alphabet
inc. fattura oltre cento miliardi di dollari. Cosa
penseremmo di loro se avessero venduto? È
molto semplice, ce ne saremmo semplicemente
dimenticati. Il senno di poi è la maledizione –
per certi versi inevitabile – che ci impedisce di
Vedi l’intervista video sul canale YouTube di
fare i conti con l’errore.
Recenti Progressi in Medicina A cura di Rebecca De Fiorewww.forward.recentiprogressi.it — forward #19 13
14 forward #19 — (IN)SUCCESSO — 3 / 2020
Siamo sicuri sia stato un fiasco?
Errori, insuccessi e rifiuti che hanno condotto alcuni dei protagonisti dell’ultimo secolo
sulla strada verso il successo. Per esempio, avremmo potuto non conoscere mai
le creazioni di Walt Disney, il volto di Meryl Streep o il talento di Michael Jordan
se i loro primi insuccessi li avessero anche fermati.
1903 1947
Prima che Henry Ford creasse la Il 22 febbraio del 1919, “Non riesco davvero a considerarlo un grande
catena di montaggio, rivoluzionando 1919 Giorgio De Chirico subì una scrittore, e non ho mai cessato di stupirmi del
fatto che tutti possano crederlo tale”. Anche
l’industria automobilistica, ha stroncatura leggendaria: sulle
dovuto fronteggiare diversi ostacoli. colonne del Tempo Roberto se non ci crederete, Edmund Wilson, critico
Da ragazzo lavorava ai modelli Longhi gli rinfacciava di letterario del New Yorker, parlava così nel
meccanici di nascosto e in età adulta sacrificare le ragioni dello stile 1947 di Frank Kafka, autore delle famose
incontrava non poche divergenze a quelle del contenuto, fino “Metamorfosi”. Oltre a Kafka, criticò anche
con gli investitori che intendevano a sancire “l’esilio della grazia Arthur Conan Doyle, Agatha Christie,
l’automobile come un bene di lusso pittorica”. Anni dopo J. R. R. Tolkien, H. P. Lovecraft. Tutti scrittori
da produrre. Nonostante ciò e dopo la De Chirico scriverà che Longhi che non si può dire non ebbero successo.
bancarotta delle prime due aziende, il fa parte di quei critici che non
terzo tentativo andò a buon fine: nel sono riusciti a cogliere la sua
1903 fondò la Ford Motor Company. qualità pittorica.
“Un disastro, una catastrofe”, scriveva
il giornale d’Italia all’indomani del
debutto alla Scala della Madama
Butterfly di Giacomo Puccini.
Era il 17 febbraio 1904 e la critica
fu spietata. Gli si rimproverava di
essere piatta, ripetitiva, una brutta
copia della Bohème. L’autore, però,
superato lo smacco, iniziò a ritoccarla Walt Disney ha avuto diversi Quanti ostacoli ha dovuto
fino a far trionfare l’opera in tutto insuccessi prima della fama. Da giovane, superare Harlan Sanders, volto
il mondo. Un classico esempio di per esempio, fu scartato dal giornale di KFC, prima di riuscire nella sua
“sbagliando si impara”. Kansas City Star come fumettista perché impresa? La morte del padre,
considerato senza fantasia. Inoltre, nessuna possibilità di studio, una
bancarotta a 65 anni. Chiunque
1904 la sua prima attività imprenditoriale finì
in bancarotta e dichiarò il fallimento si sarebbe arreso, ma lui decise di
nel luglio 1923, ma nello stesso anno, rialzarsi ancora una volta facendo
1921 con tenacia, il creatore di Topolino quello che sapeva fare meglio:
fonda una nuova azienda, che oggi cucinare pollo fritto. Si buttò in
conosciamo come Disney. pista per trovare un socio, ma
prima di riuscirci ottenne più di
1.000 no. Era il 1952 quando
1923 nacque KFC, oggi uno dei più
famosi fast food del mondo.
1952
Palcoscenico nudo, nessuna scenografia, personaggi
che si auto-dichiarano personaggi. Non possiamo
stupirci, quindi, se nel 1921 la prima dei Sei personaggi
di Luigi Pirandello venne fischiata. Qualcuno
dal pubblico addirittura urlò “Manicomio!”. Ci vollero
i teatri di Francia e Germania, più aperti e moderni,
a decretarne il successo.www.forward.recentiprogressi.it — forward #19 15
1976 1985
Nel 1976 la performance di In seguito ad una disputa
Robert De Niro in Taxi Driver ha
un profondo impatto sulla allora
con John Sculley in merito
alle risorse finanziare da
1998
giovanissima Meryl Streep, destinare a Macintosh Office,
tanto da invogliarla a fare nel 1985, il consiglio di amministrazione Il Viagra ha raggiunto
audizioni per diversi film, della Apple decise di mandar via Steve Jobs il mercato nel 1998.
tra cui King Kong. Il produttore dall’azienda che egli stesso aveva co-fondato. Nonostante la sua
del film, De Laurentiis, L’informatico fondò una nuova azienda, la popolarità oggi,
in occasione del provino disse, NeXT Computer, e acquistò la Pixar. i ricercatori che
pensando di non essere capito, Undici anni dopo, nel 1996, tornò in Apple l’hanno scoperto non
che era particolarmente brutta. e la rese ciò che è ora. lo stavano nemmeno
L’attrice rispose: “Mi dispiace non cercando. Il sildenafil,
essere bella abbastanza per il tuo il principio attivo, è
film, ma la tua è solo un’opinione 1986 stato originariamente
1960 tra tante e ora vado a trovarne
una più gentile”. Il percorso che ha portato Oprah
sviluppato per
trattare i problemi
Winfrey ad essere una delle donne di cardiovascolari. Durante
Se oggi pensiamo a La dolce vita maggior successo al mondo, nonché lo studio clinico però,
di Federico Fellini, pensiamo volto della televisione statunitense, è le infermiere notarono
a un film che ha rivoluzionato la nato da quello che inizialmente sembrò che molti uomini
storia del cinema. Ma c’è voluto un enorme fallimento. Era riuscita a “giacevano a pancia
del tempo. Quando nel 1960 conquistare un ruolo molto ambito, nel in giù”. È emerso che i
uscì sul grande schermo il giorno telegiornale della sera, ma le venne tolto vasi sanguigni che si
seguente molti quotidiani perché si era lasciata coinvolgere troppo dilatavano non erano
titolarono così: “La sporca nelle notizie che comunicava. L’empatia nel cuore, ma nel pene.
vita del culturame sinistro” o e la grande capacità di trasmettere Il sildenafil funzionava,
“Pattumiera cinematografica”. emozioni divennero il motore del suo ma nella parte sbagliata
L’avreste mai detto? talk show, dal 1986 e per 25 anni. del corpo.
“Il suono è un miscuglio Il cestista più famoso al mondo, Nel 2017 SpaceX,
di dissonanze e opulenza. Michael Jordan ha dato inizio la compagnia spaziale di
L’atmosfera è pacata, alla sua brillante carriera anche Elon Musk – fondatore
persino nostalgica ma grazie al duro colpo ricevuto di Tesla e Neuralink
come avviene per la quando aveva 15 anni. Nel – ha raccolto in un
copertina il risultato è 1978 infatti venne escluso dalla video i sette anni di
confuso, pretenzioso, squadra di pallacanestro della tentativi falliti prima di
disordinato”. Risale Laney High School perché non far riatterrare il razzo
al 18 giugno 1967 la era – ancora – sufficientemente Falcon 9 perfettamente
più grande stroncatura alto. Dopo essere stato scartato integro e mantenere
della storia del rock, con decise di continuare ad allenarsi, Frank O. Gehry fu uno dei maestri dell’architettura così la promessa che da
la terribile recensione di con impegno sempre maggiore, più spesso finito nel mirino di critiche, soprattutto sempre anima l’azienda:
Richard Goldstein all’album dimostrando il suo talento per la casa dove abitò a lungo a Santa Monica permettere il riutilizzo
dei Beatles Sgt. Pepper’s e la sua competitività, fino a con sua moglie Berta. Casa che, non solo nel dei razzi e diventare
Lonely Hearts Club Band. diventare la leggenda che è oggi. 1979 Barbara Goldstein definì “un collage cubista competitiva nel mercato
A distanza di 50 anni come piombato nella strada per caso”, ma suscitava dei lanci spaziali. Un video,
si è giustificato? “Quando quello di SpaceX, ironico
l’ho ascoltato, il mio stereo 1978 anche le lamentele dei vicini per la sua bruttezza.
Chissà cosa penserebbero oggi, i vicini, sapendo e con oltre 23 milioni di
era difettoso”. che è diventata uno dei simboli dell’architettura visualizzazioni, dal titolo
contemporanea. “Come non far atterrare
un razzo orbitale” in cui
1967 in due minuti regala la
1979 più importante lezione
sull’errore come elemento
cruciale alla base di ogni
esperienza.
201716 forward #19 — (IN)SUCCESSO — 3 / 2020
La ciclostorica di Montalcino,
tra nebbie, fango e suggestive atmosfere.
Un tempo la manifestazione ciclistica
amatoriale si chiamava Eroica Primavera
ed era la versione “meridionale”
dell’Eroica Original, quella di Gaiole in
Chianti, che si svolge da sempre la prima
domenica di ottobre. Oggi invece la
ciclostorica su strade bianche – con mezzi
e costumi storici – prende il nome di
Eroica Montalcino, visto che corre intorno
al borgo toscano e al suo incomparabile
paesaggio della Val d’Orcia. “La bellezza
della fatica, il gusto dell’impresa” è lo
slogan più comune tra gli “eroici”.
Foto di Lorenzo De SimonePuoi anche leggere