IL SOCIAL MEDIA MARKETING PER LE PMI
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DIPARTIMENTO DI IMPRESA E MANAGEMENT IL SOCIAL MEDIA MARKETING PER LE PMI RELATORE CANDIDATO Prof. Giovanni Zazzerini Marco Di Segni Matricola: 191561 ANNO ACCADEMICO 2016/2017 [Titolo documento]
Sommario INTRODUZIONE .................................................................................................................................. 3 CAPITOLO I .................................................................................... Errore. Il segnalibro non è definito. 1.1 Una prima definizione di Social Media .................................................................................... 4 1.1.2 Caratteristiche dei social media ................................................................................................ 4 1.2 Social Media Marketing............................................................................................................. 6 1.2.1 Obiettivi del Social Media Marketing ...................................................................................... 7 1.2.2 Strumenti del Social Media Marketing .................................................................................... 8 1.2.3 Best practices per le aziende .................................................................................................... 12 1.3 Public relations online.............................................................................................................. 13 1.4 Social media manager .............................................................................................................. 14 CAPITOLO II ...................................................................................................................................... 15 2.1 Digital Marketing ..................................................................................................................... 15 2.2 Introduzione alle strategie di Digital Marketing ................................................................... 16 2.3 Uno schema fondamentale per sviluppare una strategia di Digital Marketing.................. 17 2.4 Utilizzo dei canali digital media per sostenere gli obiettivi di business ............................... 18 2.5 Relazioni tra crescita dei Social Media e delle PMI .............................................................. 19 2.6 Cosa spinge le Aziende ad utilizzare la leva dei social .......................................................... 22 2.7 Come avvicinare le PMI al web marketing ............................................................................ 24 2.7.1 Crescita dell’E-commerce, dei Social Users ........................................................................... 25 2.7.2 Online-Shopping e E-Commerce in tutto il mondo: statistiche e fatti ................................ 28 CAPITOLO III ..................................................................................................................................... 33 3.1 Cenni sulla PMI Calint srl ....................................................................................................... 33 3.2 Pagina Facebook di Calint ....................................................................................................... 33 3.2 Analisi delle metriche di valutazione di facebook .................................................................. 33 3.4 Analisi della fanbase.................................................................................................................. 35 3.5 Engagement................................................................................................................................ 36 3.6 Sito web Calint ........................................................................................................................... 36 3.7 Restyling sito web Madis .......................................................................................................... 38 3.8 Strategia e risultati .................................................................................................................... 39 BIBLIOGRAFIA .................................................................................................................................. 44 SITOGRAFIA....................................................................................................................................... 48 RIVISTE ............................................................................................................................................... 49 ARTICOLI ............................................................................................................................................ 50 2
INTRODUZIONE La ricerca si incentrerà sull’analisi del Social Media Marketing per le piccole e medie imprese. Il lavoro si svilupperà fornendo, nel primo capitolo, un’analisi dettagliata del Social Media Marketing con approfondimenti circa i Social Media e, in particolar modo, a come si inseriscono i Social Network nel panorama aziendale, in un’ottica di pubblicizzazione del marchio e merchandising. Nel secondo capitolo il lavoro si svilupperà sviscerando tre domande di ricerca principali: 1) Come stanno cambiando le abitudini di acquisto negli ultimi anni. Dall’acquisto presso negozi fisici all’acquisto online. 2) Come avvicinare le PMI al social media marketing, i vantaggi e l’acquisizione in termini di profitto e posizionamento sul mercato. 3) In che modo le aziende riescono a orientare le scelte d’acquisto dei consumatori e ad incrementare visibilità tramite l’impiego del social media marketing. Nel terzo capitolo verrà analizzato nello specifico il rilancio dell’immagine e la ricostruzione della reputazione online del marchio Madis, distribuito dalla Calint S.R.L., tramite l’utilizzo di social network, quale Facebook, e il lancio di una campagna di vendite online sul sito web dell’azienda. Innanzitutto procedendo con l’analisi dettagliata di queste due piattaforme online per poi concentrare l’attenzione sulle strategie adottate dall’azienda, quali digital PR e sponsorizzazioni di brand awareness. Concludendo con un’analisi dei dati emersi e una spiegazione dei fenomeni verificatesi. METODI DI RICERCA - Consultazioni di saggi/libri/articoli circa l’argomento “social media marketing” (banca dati Luiss) - Consultazioni di libri per approfondire e sviscerare tutte le sfaccettature del social media marketing. - Consultazioni di libri per apprendere le tappe di approccio del consumatore al prodotto. - Tramite l’esperienza di un’impresa italiana, osservare come un’azienda riesce a penetrare nel mercato attraverso l’utilizzo del social media marketing e vendita online. - Acquisizione ed analisi di dati sensibili circa i risultati di una strategia di Social Media Marketing che ha lo scopo di rilanciare il marchio Madis, impresa storica di costumi da bagno e lingerie, distribuito dalla Calint S.R.L, e di una campagna di vendite online con prodotti del marchio stesso. 3
CAPITOLO I 1.1 Una prima definizione di Social Media Il Social Media Marketing è un fenomeno nato con l’avvento dei grandi mezzi di comunicazione di massa negli ultimi decenni del secondo millennio e sviluppatosi con forza negli ultimi dieci. Per capire bene di che fenomeno si tratti, è opportuno fornire le principali definizioni di alcuni analisti specializzati in questa materia, cercando di sviscerare i molteplici aspetti e le sfaccettature che questo tema presenta. Innanzitutto è bene iniziare a definire cosa siano i Social media, individuando due definizioni che spiegano al meglio questo concetto La prima definizione viene proposta dai professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein, i quali affermano, che “i Social Media sono un gruppo di applicazioni Internet Based, costruite sui principi ideologici e tecnologici del web 2.0 che permettono la creazione e lo scambio di contenuti generati dall’utente. La rilevanza del Web 2.0 rispetto al web 1.0 sta nel fatto che i contenuti non sono prodotti da singoli individui ma sono modificati dagli utenti finali in forma collaborativi”.1 La seconda definizione esemplare e significativa, la fornisce Eleonora Cipolletta, esperta di analisi di mercato la quale sostiene che” i social media siano degli spazi online di conversazione e condivisione, nei quali si ha la possibilità di entrare in contatto con altre entità che possono essere persone, aziende, istituzioni, celebrità, ovvero spazi dove si azzerano le distanze e si riduce il tempo che intercorre tra una interazione e un’altra”.2 1.1.2 Caratteristiche dei social media Si possono definire alcune caratteristiche precipue dei Social Media che hanno permesso la diffusione capillare, di cui si è a conoscenza. I Social Media sono infatti: - accessibili, in quanto l’accesso è facile e gratuito per tutti, dal momento che chiunque abbia accesso a una connessione è nella posizione di diffondere e creare messaggi e contenuti; - fruibili, in quanto non sono richieste abilità particolari o prerequisiti specifici per poter usufruire dei Social Media; - permanenti, poiché qualsiasi contenuto che venga pubblicato online rimane nella memoria storica del web, pur se dovesse essere eliminato dallo stesso utente che l’ha immesso; 1 Andreas M.Kaplan, & Haenlein M:, Users of the world, unite! The challenges and opportunities of social media. Business Horizons, M (2010). 2 Eleonora Cipolletta, Social Media Analytics, capire e misurare le conversazioni in rete. Apogeo (2017) 4
- veloci, in quanto permettono di avere a disposizione dati e notizie pochi attimi dopo la pubblicazione degli stessi; - misurabili, poiché tutto ciò che avviene in rete è misurabile e perciò è possibile conoscere dati sui contenuti presenti sul web. Ciò che impressiona di più circa i Social Media sono i numeri: secondo GlobalWebIndex, un utente in media spende 2 ore e 19 minuti su piattaforme social ogni giorno, e più di 1/3 della popolazione mondiale fa utilizzo di Social da dispositivo mobile, per un totale di circa 2,5 miliardi di persone, un incremento di +581 milioni rispetto al 2016, secondo i dati del report Digital in 2017. Utenti attivi sulle principali piattaforme social globali ACTIVE USERS OF KEY GLOBAL SOCIAL PLATFORMS BASED ON THE MOST RECENTLY PUBLISHED MONTHLY ACTIVE USER ACCOUNT S FOR EACH PLATFORM, IN MILLIONS. Telegram 100 Linkedin 106 Pinterest 150 Snapchat 300 Skype 300 Twitter Social 317 Instagram network e altre applicazioni 500 Tumblr 550 Wechat 846 Youtube 1000 Whatsapp 1000 Facebook 1871 0 200 400 600 800 1000 1200 1400 1600 1800 2000 Monthly active user accounts for each platform in Millions Dati ricavati dal sito: https://wearesocial.com/it/blog/2017/01/digital-in-2017-in-italia-e-nel-mondo. Consultato il 23.06.2017 5
In questo grafico, risulta lampante il vasto utilizzo di piattaforme social, della diversificazione di ciascun social e in particolar modo emerge come Facebook sia la piattaforma più diffusa al mondo3. 1.2 Social Media Marketing Avendo colto le nozioni principali da queste due definizioni, si può andare più a fondo nella questione, affrontando l’argomento del Social Media Marketing. Il Social Media Marketing, si ispira ai concetti del marketing tradizionale, facendoli però evolvere nel marketing conversazionale che è caratterizzato da dinamiche interattive quasi inesistenti nella versione tradizionale. La chiave che consente di addentrarci appieno in tale materia è, come detto, la rivoluzione che il web ha subito nell’epoca recente. Si è assistito a una ristrutturazione dei rapporti interpersonali trasposti su una nuova dimensione, quella online. L’esperienza social ci consente, facendo parte di una comunità collegata in rete, di condividere, commentare, suggerire o meno, l’acquisto e la valutazione di un bene o di un servizio. Nel corso del tempo, è emerso che questo tipo di interazione tra utenti rappresentava una vera e propria opportunità, in quanto si potevano analizzare le reazioni e i feedback su determinati prodotti piuttosto che ad alcune scelte aziendali. Un’azienda che sappia ben relazionarsi tramite i Social network con il cliente è un’azienda che punta alla massimizzazione della sua reputazione e affidabilità, è un’azienda che vuole dimostrarsi solida, che vuole fornire garanzie ma che allo stesso tempo ascolta i suggerimenti pianificando future strategie di mercato coinvolgendo il più possibile il consumatore finale.4 Analizzando per esempio il caso della Lego Group si evince che Il CEO della Lego Jørgen Vin Knudstorp prova che i benefici della collaborazione tra produttore e consumatore erano indubbi. Il legame che Lego aveva instaurato con i suoi appassionati era notevolmente proficuo per l’azienda, infatti questi non solo suggerivano e proponevano nuove idee, ma in alcuni casi aiutavano alla riprogettazione di alcuni prodotti, aiutavano Lego ad identificare nuove linee di prodotto e nuove strategie di distribuzione. Tutto ciò veniva fatto senza dimenticarsi di chiarire i ruoli e le aspettative che la compagnia affidava ai clienti.5 “Il Social Media Marketing è l’insieme delle attività condotte sui social network per aumentare la consapevolezza del marchio, identificare potenziali consumatori, generare contatti, e costruire relazioni significative con i clienti”. 6 3 Dal sito we are social in particolare nell’articolo Digital in 2017: in Italia e nel mondo, link https://wearesocial.com/it/blog/2017/01/digital-in-2017-in-italia-e-nel-mondo.consultato il 23.06.2017 4 Roberto Lo Jacono e Martina Widmann, Il social media marketing per le PMI (2015), osservatorio digitale PMI. 5 MITSloan management review, Yun Mi Antorini, Albert M. Muniz, Jr. and Tormod Askildsen, Collaborating with customer communities: Lessons from the Lego group (2012) 6 Dal sito di ninja marketing: http://www.ninjamarketing.it/2015/10/11/social-media-marketing-definizione-corso/. Consultato il 23.06.2017 6
1.2.1 Obiettivi del Social Media Marketing Il Social Media Marketing è nato al fine di creare contenuti tramite una condivisione di intenti tra impresa e consumatore, cercando di ottimizzare l’esperienza di acquisto per il cliente e di vendita per l’impresa. Lo scopo di una strategia di Social Media Marketing è quello di guadagnare quota di mercato tramite i Social non tramite la mera comunicazione e pubblicizzazione delle offerte, ma quello di acquisire nuovi clienti tramite le reazioni che hanno gli stessi di fronte a una nuova proposta dell’azienda o una nuova offerta. Per questo motivo, è necessario che la proposta dell’azienda sia la più accattivante e originale possibile, in modo tale da attrarre l’attenzione di numerosi utenti, con l’auspicio che possano, nel maggior numero possibile, condividere l’apprezzamento a loro volta con altri utenti, fidelizzandosi, e creando un rilevante flusso dati per l’impresa venditrice. Le campagne di comunicazione di massa che per anni abbiamo letto e ascoltato nelle campagne in Tv possono ancora funzionare ma c’è sicuramente bisogno di accompagnarle con una comunicazione in rete, in cui tutto è commentabile e le dichiarazioni dell’azienda hanno peso tanto quanto quelle dei consumatori. Con e attraverso Internet si è passati dalla stagione dei siti sui quali si trasponeva sul web dei dépliant, all’emergere dei motori di ricerca e dei social media e il futuro che si affaccia vede un’integrazione sempre più forte di Internet nelle esperienze offline. Il più grande cambiamento che il marketing digitale ha portato sta nell’aver contribuito in modo determinante all’apertura di un nuovo modo di relazione e comunicazione tra azienda e persone. Le persone non sono solo destinatarie dei messaggi aziendali ma protagoniste di un dialogo a due vie, i social media hanno permesso a tutti i soggetti di trovarsi di fronte ad infinite possibilità di produrre contenuti personali generando un senso di partecipazione collettiva, questa nuova dimensione, diviene un concetto fondamentale per gli imprenditori che iniziano a cambiare la concezione di fare marketing e pubblicità. Il valore di un’azienda può essere trasmesso attraverso il racconto di storie e tradizione, di artigianalità, di progetti e eccellenze grazie ai social media che agevolano dinamiche di relazioni ideali. Conoscere da vicino i gusti dei propri clienti, con la possibilità di personalizzare le risposte alle esigenze è una prerogativa delle piccole industrie anche per rimanere competitive e sopravvivere alla crisi e i social media permettono di rinnovare una dimensione di contatto diretto, oltre a dare la possibilità di intercettare lamentele e richieste di aiuto o disservizi diretti alla propria azienda o a i competitor e dando quindi la possibilità di offrire un servizio alternativo e vantaggioso. Trasparenza, persone al centro e ascolto sono alcune delle parole chiave di questi luoghi della rete. Cosa sono quindi i Social Network? I Social Network sono piattaforme che consentono due interazioni principali: condividere contenuti come testi, immagini, video, link e creare una rete di persone e aziende con cui si sia in contatto e ci si trovi simultaneamente in una vastissima rete di relazioni sociali. 7
Secondo Miriam Bertoli, consulente di web marketing per piccole e medie imprese e grandi aziende “Sono luoghi di incontro e di relazione dove gli utenti hanno la possibilità di scambiare idee che possono anche riguardare aziende, prodotti e servizi”.7 Ciò che risulta rivoluzionato è il ruolo che assume il consumatore. Esso infatti da ultimo elemento del processo di vendita si ritrova ad essere fulcro principale della strategia aziendale. È proprio tramite il consumatore che un prodotto aziendale può essere pubblicizzato ad altri utenti o meno, per cui è necessario creare prodotti che vengano incontro alle esigenze dei clienti in modo tale da generare soddisfazione e un passaparola positivo per l’azienda. 1.2.2 Strumenti del Social Media Marketing Gli strumenti di cui si serve il Social Media Marketing consentono alle imprese di “socializzare in rete” proprio tramite l’impiego dei Social, ascoltando, scambiandosi opinioni e informazioni con gli utenti. Stringere rapporti con utenti tramite i social potrebbe sembrare non proficuo in quanto si osserva solo un contatto astratto e non fisico con il potenziale cliente, tuttavia la comunicazione social, se pur fatta tramite piattaforme digitali, ci consente di instaurare rapporti autentici con i consumatori. Il Social Media Marketing è un processo di promozione di marchi, prodotti, servizi usando le piattaforme di Social Media come Facebook, Instagram, Google+, LinkedIn, Twitter, YouTube, Pinterest. Vi è una strategia di fondo comune a tutti questi Social Media, tuttavia si assiste ad una psicologia di vendita che varia per ogni piattaforma. La strategia aziendale valuta quale di questi Social sia il più interessante per avvicinarsi al proprio target di clienti. Di seguito verrà fornita una descrizione iniziale dei Social principali nel mondo e della loro diffusione, facendo fede ai dati forniti dal report di “WebMarketingManager” aggiornati a giugno 2017 per poi approfondire gli aspetti di alcuni di essi più avanti nell’ elaborato. Gli otto Social più utilizzati sono8: 1. Facebook, con oltre 2 miliardi di iscritti; 2. YouTube, con 1,5 miliardi di iscritti; 3. Facebook Messenger, con 1,2 miliardi di iscritti; 4. Whatsapp, (proprietà di Facebook) con 1,2 miliardi di iscritti; 5. WeChat, con 889 milioni di iscritti; 6. Instagram, (proprietà di Facebook) con 700 milioni di iscritti; 7. Twitter, con 328 milioni di iscritti (di cui però bisogna considerare che almeno 48 milioni sono falsi); 8. Snapchat, con 255 milioni di iscritti. 7 Miriam Bertoli, Web marketing per le PMI, Milano, Ulrico Hoepli, seconda edizione (2015) 8 Dal sito web marketing manager. Link: https://webmarketingmanager.net/social-media-marketing-classifica-mondiale- iscritti-ai-social-media-ed-app-giugno-2017/ Consultato il 24.06.2017 8
Secondo il report “Digital in 2017” di We Are Social e Hootsuit, il 54% della popolazione mondiale usa uno smartphone, quasi 2/3 della popolazione mondiale possiede un telefono cellulare, più della metà del traffico Internet è generato dai telefoni, più di una persona su cinque della popolazione mondiale ha effettuato almeno un acquisto online negli ultimi 30 giorni. Nello specifico, in Italia, durante il 2016 il numero di persone che si sono connesse a internet è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente (39.21 milioni di persone), e dell’11% quello relativo all’uso dei Social Media, per un totale di 28 milioni, che, riportato in dati percentuali, significa avere una penetrazione del 47%. Gli italiani rispetto agli altri paesi utilizzano meno piattaforme, ma lo fanno con maggiore frequenza. Ad esempio gli italiani che usano Facebook ogni giorno sono il 74%, contro una media globale del 55%. Facebook, ad esempio, è il Social network più famoso al mondo. L’iscrizione è gratuita e si rende necessaria la creazione di un profilo personale con dati e foto e altre informazioni che l’utente può facoltativamente fornire. Anche le aziende possono usufruire del servizio che offre questa piattaforma creando una pagina identificativa della propria azienda che si vuole pubblicizzare. Si possono creare e condividere contenuti pubblicati, possibilmente regolarmente, in modo da tenere i propri seguaci legati alla pagina. Facebook consente alle imprese di pubblicizzare il proprio marchio tramite una pubblicità mirata, ossia coinvolgendo un target specifico che si vuole raggiungere individuando soggetti con preferenze che assomigliano a quelle dei followers esistenti. Twitter è un Social anch’esso caratterizzato da iscrizione gratuita che si caratterizza per la sua estrema semplicità e che ha lo scopo di aggiornare gli utenti in tempo reale su cosa stia succedendo nel mondo tramite la condivisione di micro aggiornamenti di massimo 140 caratteri. Gli account sono uguali sia che si tratti di un utente privato sia che si tratti di un profilo aziendale, possedendo le stesse funzionalità e stesso layout. Twitter sta ampliando le possibilità di sponsorizzare e pubblicizzare la propria pagina aziendale, in quanto ad oggi non rappresenta uno dei canali Social più profittevoli tra quelli esistenti, si punta perlopiù a indirizzare l’utente, dalla pagina Twitter di una azienda “X”, verso siti esterni. Youtube è la più grande piattaforma di condivisione video online contando ben oltre il milione di iscritti. La notevole opportunità che fornisce questa piattaforma è la possibilità che un contenuto video diventi virale e che possa quindi toccare un numero di utenti davvero rilevante. Chiunque desideri visualizzare i video sulla Piattaforma è libero di farlo, diversamente, per chi desidera pubblicare contenuti online, è necessaria l’iscrizione e la creazione di un proprio canale YouTube dove è possibile caricare i video. YouTube è un potentissimo strumento di Social Media Marketing in quanto le aziende possono valorizzare tramite video il proprio brand o un proprio specifico prodotto in modo da accrescerne popolarità, cercando di raggiungere il proprio target di utenti tramite l’inserimento di tag opportuni. Blog è definibile come “diario digitale” ed è una delle prime forme di Social Media. I blog consentono agli utenti un dialogo diretto tramite dei “forum”. Soprattutto per un’azienda un blog è utile in quanto 9
consente di narrare quotidianamente tramite foto e video la vita dell’impresa. Al giorno d’oggi questo tipo di Social Media sta attraversando un costante declino, venendo surclassato dai principali Social Network esistenti. Instagram è un social network basato sulla condivisione di fotografie e video che si utilizza tramite un’applicazione scaricabile su smartphone. La condivisione di foto può avvenire in seguito alla creazione di un profilo privato o aziendale, accompagnati da hashtag (parola chiave) che rimandano al contenuto della foto. Instagram ha la percentuale di interazione con i contenuti più alta tra tutte le piattaforme di social networking ed ha una grande potenzialità commerciale in quanto è relativamente semplice mostrare prodotti tramite immagini o video accattivanti. LinkedIn è una piattaforma dedicata ai professionisti il cui fine è quello di allacciare rapporti lavorativi. Fondamentale per la buona riuscita dello scopo primario è completare il proprio profilo personale nel modo più dettagliato possibile, specificando il proprio percorso formativo, in modo da risultare appetibili nei confronti di un’azienda. È basilare creare dei collegamenti con persone che si conoscono che possono confermare le competenze scritte nel proprio curriculum. Le imprese hanno la possibilità di creare un profilo aziendale, per presentarsi tramite la descrizione delle proprie attività e dei propri prodotti e servizi offerti. Pinterest è definito il Social network delle immagini e conta più di 70 milioni di utenti attivi. Esiste Pinterest for business che è dedicato alle imprese e permette alle aziende di creare bacheche ricche di figure e immagini di alta qualità legate al proprio brand o prodotto con la possibilità di generare un notevole traffico verso il proprio sito. Ciò si verifica in misura maggiore nel momento in cui l’impresa sponsorizza a pagamento il proprio prodotto verso gli utenti che gradiscono prodotti simili a quello pubblicizzato dall’azienda. Gli account aziendali hanno accesso a notevoli strumenti di controllo di interazioni con la pagina e rilevamento di dati analitici e del successo dei contenuti collegati al proprio sito. Google+ è la piattaforma di Social networking di Google a cui l’iscrizione è necessaria se si vuole aprire un canale YouTube. Una volta aperto il proprio profilo personale, è possibile selezionare i destinatari a cui si vuole mostrare il proprio materiale condiviso (foto, video, link, sondaggi). Il social permette di creare eventi pubblici o privati e di effettuare videochiamate a cui possono partecipare fino a 10 contatti. Le imprese che vogliano aprire un profilo aziendale in Google+ potranno usufruire di dati molto dettagliati che mostrano le interazioni con la pagina e statistiche concernenti la visibilità, il coinvolgimento e il pubblico. Per quel che concerne la diffusione e la frequenza di utilizzo dei social, utile è il sondaggio 9 che ha condotto Il sole 24, su un campione di 1500 persone in Italia, per cui sono emersi dati interessanti circa l’impiego; leggero (raro o saltuario), pesante (con accessi più volte alla settimana) o nullo (mai iscritto 9 Luca Tremolada, L’Italia dei Social Network. Ecco perché, e come li usiamo. 02/04/2017, Il Sole 24 Ore. 10
o anche cancellatosi) dei principali social dividendo gli intervistati per fasce di età: 15-17, 18-24, 25-34, 35-44, 45-54. Sondaggio sull’impiego dei social network in Italia. Il Sole 24 ore http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/04/02/litalia-dei-social-network-perche-li-usano/?refresh_ce= consultato il 24.06.2017 Dall’analisi della tabella i dati che balzano all’occhio sono quelli che emergono dal social network più diffuso, Facebook. Infatti come si può notare dall’immagine non sono i giovanissimi i principali utilizzatori di Facebook, bensì coloro che rientrano nella fascia tra i 25 e i 44 anni, mentre la correlata applicazione di messaggistica “Facebook Messenger” risulta molto impiegata dagli utenti appartenenti alla fascia di età tra i 15 e i 24 anni. Emerge come tutte le fasce d’età si rapportino frequentemente con l’applicazione di messaggistica Whatsapp con utenti che effettuano innumerevoli accessi durante la settimana ad eccetto della fascia d’età che va dai 45 ai 54 anni che è l’unica che registra un uso frequente dell’applicazione inferiore all’80%. I teenagers invece fanno largo uso di Instagram in quanto permette 11
una comunicazione di attività in tempo reale, mentre coloro che sono registrati a LinkedIn usano questo social con cui ci si può presentare al mondo del lavoro, con frequenza piuttosto scarsa o anche non avendolo mai scaricato per il 73,90% della fascia d’età tra i 15 e i 17 anni. 1.2.3 Best practices per le aziende Per verificare che si stiano attuando le migliori strategie di Social Media Marketing e che si stia curando ogni dettaglio, è importante monitorare costantemente la propria web reputation. Il manuale di Miriam Bertoli suggerisce una struttura schematica che si divide in quattro fasi: monitoraggio, analisi, reporting e azione proprio al fine di controllare che si stia operando correttamente su ogni social10. - Monitoraggio: Consiste nel valutare ascoltando e capendo lo stato attuale della reputazione online di pari passo con quella che è la quotidiana regolare attività aziendale. Ciò è possibile tramite strumenti software gratuiti quali Google Alert o piattaforme come Talkwalker e Mention o altre piattaforme, ma a pagamento come Radian6 o Social Listening. Questi strumenti sono utili per quanto riguarda la reputazione dell’azienda tra tutti i social a cui è iscritta e tramite i quali viene pubblicizzata, mentre vi sono piattaforme che si occupano nello specifico di singoli Social network come ad esempio Topsy.com per il monitoraggio di Twitter. Tutti questi strumenti sono utilissimi a monitorare in generale l’azienda, il prezzo, il servizio clienti, la reputazione degli amministratori, del chairman e di altre figure principali dell’impresa, la qualità dei servizi e l’affidabilità dei prodotti, l’assistenza post vendita e monitorare anche le attività svolte dai principali concorrenti. È importante anche stabilire su quali target ci si voglia focalizzare per raccogliere dati di cui si ha bisogno. Per questo si deve indirizzare l’attività di monitoraggio localizzando un’area geografica piuttosto che analizzando uno specifico mercato, un particolare luogo della rete (blog, forum, social network, siti di recensioni). L’attività di monitoraggio è fondamentale per l’azienda che voglia cogliere le sensazioni dei clienti e degli utenti circa il proprio brand o nello specifico circa il proprio prodotto o servizio. Per questo motivo è un’attività che, se si ha la possibilità, sarebbe opportuno svolgere costantemente con un ascolto che sia sempre attivo e pronto a reagire contro eventuali incidenti di percorso. Analisi delle conversazioni: Con questo termine ci si riferisce all’analisi dei report su prodotti, su competitors, che siano stati rilevati nella fase di monitoraggio. Quindi bisogna leggere con attenzione i report per trovare ciò che ci siamo posti come focus dell’analisi. Ciò che interessa all’azienda è un’analisi qualitativa, circa le reazioni positive negative o disinteressate riguardo 10 Miriam Bertoli, Web marketing per le PMI, Milano, Ulrico Hoepli, seconda edizione (2015) 12
un proprio prodotto, e quantitativa, per comprendere la grandezza del flusso di utenti che è stato coinvolto. Spesso i risultati raccolti sono del tutto inaspettati, attendendosi dei feedback circa le qualità di un nuovo prodotto lanciato ci si ritrova ad analizzare dati concernenti tutt’altro rispetto al previsto. Tuttavia ogni risultato che emerge è importante per analizzare possibili errori e fare in modo di non ripeterli in futuro. - Reporting: L’attività di reporting consiste nel riepilogare in un documento con grafici, numeri, commenti tutto ciò che è stato captato dalla rete e renderlo pubblico all’ interno dell’azienda in modo che tutti i manager e dipendenti possano trarne insegnamento e possano implementare nuove strategie o rafforzare quelle utilizzate nel caso in cui il documento riporti segnali incoraggianti. - Azioni per il miglioramento della reputazione online: A seconda di ciò che è stato rilevato e degli obiettivi di marketing dell’azienda potranno essere messi in atto dei correttivi per migliorare la reputazione online. È di fondamentale importanza essere presenti in tutti i principali social network e renderli quotidianamente attivi pubblicando contenuti che stimolino i propri seguaci. Se non si è in possesso di una reputazione online adeguata è consigliabile attivare iniziative di comunicazione e di public relations online spingendo anche i propri followers a condividere nei loro profili le loro esperienze. 1.3 Public relations online Al giorno d’oggi è basilare sviluppare delle relazioni pubbliche online con cui l’azienda coinvolge l’opinione pubblica, i clienti. Sono necessarie per l’impresa al fine di migliorare la percezione e la predisposizione nei confronti della stessa. Queste relazioni, nel mondo della piccola e media impresa, sono caratterizzate dall’impiego di influencers e blogger che, forti del loro grande seguito e successo, vengono impiegati dalle aziende per attirare l’attenzione del pubblico verso un prodotto o servizio lanciato dall’azienda. Individuare queste figure pubbliche è piuttosto semplice in quanto bisogna semplicemente valutare e analizzare le reazioni che crea chi ha maggiore seguito nei numeri e nelle opinioni che esprime. Per attuare una strategia di Public Relations online è opportuno mettere in pratica alcune fasi principali: - L’ascolto e l’analisi: innanzitutto prima di intraprendere qualsiasi tipo di azione è necessario valutare quale grado di reputazione online ha l’azienda insieme ad altri parametri. Quindi ad esempio verificare eventuali criticità, individuare gli influencers del settore d’interesse e a cui si ha intenzione di rivolgersi. In questo modo si indirizza il lavoro consapevole del contesto nel quale ci si andrà ad inserire. - Ideare il progetto e definire le caratteristiche dell’attività di PR online, far congiungere gli obiettivi aziendali con l’esito della fase precedente e studiare un piano di azione da seguire. 13
- Definire gli strumenti, capire come portare a termine la strategia pianificata. Analizzare in che modo contattare i social blogger influenti e che abbiano alta credibilità tra gli utenti e fornire loro video, foto, presentazioni da condividere in modo da generare un intenso passaparola e far conoscere e apprezzare il contenuto che si vuole pubblicizzare. - Stendere il piano di lavoro, ovvero una parte puramente organizzativa e pianificatrice, come ad esempio il contattare gli influencers e preparare il materiale da fornire loro. - Avvio delle attività, dunque procedere con il lavoro pianificato ed essere flessibili e disponibili ad applicare eventuali correttivi alla strategia a seconda del tipo di risultati che si verificano. - Analisi costante di risultati: consiste nel mantenere costantemente un filo diretto con le persone coinvolte nelle attività del digital public relations per riscontrare gli effetti del loro lavoro e monitorare che ciò che è stato pianificato venga effettivamente svolto. Svolgendo queste fasi è importante attivare un processo di ascolto continuo, essere pazienti in quanto il lavoro svolto è probabile che non porti benefici notevoli nel breve periodo, è importante essere il più possibile trasparenti essendo disponibili ad ammettere eventuali criticità con i clienti per porvi poi immediato rimedio11. 1.4 Social media manager Il Social Media Manager è una figura che cura la presenza di un progetto sui social network e il cui lavoro non è legato per forza al generare profitti direttamente, ma al raggiungere degli obiettivi che cambiano in base alla realtà in cui si opera12. Il suo scopo principale è quello di svolgere attività di monitoraggio al fine di analizzare e gestire la reputazione online di un brand. È un professionista che studia un piano per il cliente, individuando i social che renderebbero maggior visibilità e profitto. Il social Media Manager studia e crea contenuti dopo aver individuato il target di riferimento e puntando obiettivi precisi. Egli, se necessario, gestisce una o più piattaforme e pianifica un piano editoriale per ogni canale, definendo i tempi, gli argomenti e i formati con cui gestire la propaganda online. 11 Miriam Bertoli, Web marketing per le PMI, Milano, Ulrico Hoepli, seconda edizione (2015) 12 Sito web https://www.studiosamo.it/social-media-marketing/social-media-manager/ . Consultato il 26.06.2017 14
CAPITOLO II 2.1 Digital Marketing Il concetto di Digital Marketing può essere definito semplicemente come il raggiungimento degli obiettivi di marketing attraverso l’applicazione delle tecnologie digitali e dei media. Le tecnologie digitali includono il desktop, il mobile, i tablet. In pratica il Digital Marketing include il gestire differenti forme di online company presence, come i websites e le pagine social delle aziende, in congiunzione con le tecniche di comunicazione online che includono il search engine marketing, il social media marketing, l’online advertising, l’email marketing e gli accordi di partnership con altri websites. Queste tecniche sono utilizzate per supportare gli obiettivi di acquisire nuovi clienti e fornire servizi ai clienti già esistenti e che aiutano a sviluppare la customer relationship attraverso l’E-CRM, ossia Electronic customer relationship management.13 Tuttavia, affinché il digital marketing abbia successo, è necessaria l’integrazione di queste tecniche con i media tradizionali come la stampa, la TV e la posta diretta, come parte di una comunicazione di marketing multichannel. Per sviluppare una strategia digital ai tempi d’oggi, si deve riuscire a comprendere un ambiente di acquisto più complesso e più competitivo che mai, con il customer journey che coinvolge molte forme differenti di presenza online. Per sviluppare una strategia per raggiungere e influenzare potenziali clienti online, vengono considerati tre principali tipi di media channel: - Paid media. Sono la tipologia che più si avvicina alla definizione dei mezzi tradizionali. Sono infatti tutti quegli strumenti di comunicazione che vengono acquistati da un’azienda per ottenere visibilità rispetto a un pubblico di consumatori. Rientrano in questa categoria le inserzioni pubblicitarie a stampa, gli spot radio o tv, le sponsorizzazioni, i mezzi outdoor. - Owned media. Sono i media di proprietà del brand, come il sito web, blog, e-mail, app o le presenze social (Facebook, LinkedIn, Twitter). Possono essere anche offline, come brochure o retail store. È utile pensare alle aziende come media, nel senso che sfruttano gli investimenti in maniera alternativa per concentrare le informazioni sui canali di loro proprietà, diventando dei multichannel publishers. Sono gli strumenti comunicativi che l’azienda possiede di suo e sfrutta per comunicare i contenuti che produce. Oltre a strumenti offline come brochure, cataloghi e bollettini aziendali, da quando esiste internet l’owned media più immediato e indispensabile è sempre stato il sito internet aziendale: a questo, negli ultimi anni, si sono aggiunti mezzi fondamentali come i blog e gli account social. 13 Dave Chaffey, e F. Ellis-Chadwick, Digital Marketing, Pearson (2016) 15
- Earned Media. Sono quei canali di comunicazione in cui l’azienda è menzionata tramite citazioni, recensioni, conversazioni degli utenti, dimostrazione di apprezzamento sui social network: non vi è un investimento diretto, ma un ritorno di immagine e di percezione che avviene grazie al buzz mediatico. Il tradizionale passaparola è affiancato dalle interazioni sui siti social che permettono agli stessi utenti di commentare, diffondere, consigliare o criticare dei contenuti.14 2.2 Introduzione alle strategie di Digital Marketing L'interazione tra canali digitali e tradizionali è una componente chiave della strategia di marketing. La strategia di Digital marketing è essenzialmente una strategia di canale e necessita di essere integrata con gli altri divenendo perciò parte di una strategia multichannel. Una effettiva strategia di digital marketing dovrebbe essere allineata con la strategia di business e marketing, con priorità e iniziative annuali più specifiche di business. È necessario innanzitutto utilizzare obiettivi chiari per lo sviluppo di business e del brand e il contributo on-line dei lead e delle vendite per Internet o altri canali digitali, e poi essere coerente con i tipi di clienti che utilizzano e possono essere effettivamente raggiunti attraverso il canale. Allo stesso tempo si deve definire una suggestiva proposta di valore differenziale per il canale che deve essere effettivamente comunicato ai clienti e specificare il mix di strumenti di comunicazione online e offline utilizzati per attrarre i visitatori del sito web aziendale e interagire con il marchio attraverso altri mezzi digitali come email o mobile. Inoltre è fondamentale sostenere il customer journey attraverso il processo di acquisto in quanto i clienti selezionano e acquistano prodotti utilizzando il canale digitale in combinazione con altri canali. Infine bisogna gestire il ciclo di vita dei clienti online attraverso le diverse fasi: attrarre i visitatori del sito web, trasformandoli in clienti, mantenendo e facendo crescere il rapporto “Il marketing è la gestione di un processo responsabile di identificazione, anticipazione e soddisfazione delle richieste dei clienti in maniera profittevole”.15 Questa definizione enfatizza il focus del marketing sul cliente, mentre allo stesso tempo implica un bisogno di collegarlo ad altre operazioni di business per ottenere profittabilità. Chaffey e Smith (2012) sottolineano come il digital marketing può essere utilizzato per supportare questo scopo attraverso: 1. Identificare: internet può essere usato per fare ricerca e trovare i desideri e i bisogni dei consumatori. 2. Anticipare: un canale aggiuntivo attraverso il quale i clienti possono accedere alle informazioni e fare acquisti. La valutazione di questa richiesta è una chiave per governare l'allocazione delle risorse all’e- marketing. 14 Dave Chaffey, e F. Ellis-Chadwick, Digital Marketing, Pearson (2016) 15 definizione da Chartered Instituted of Marketing (www.cim.co.uk) consultato il 27.07.2017 16
3. Soddisfare: ottenere la soddisfazione del cliente attraverso i canali online. Per realizzare i benefits di digital marketing, un’organizzazione ha bisogno di sviluppare un piano strutturato. Nella figura successiva viene mostrato un processo per sviluppare e implementare un piano di digital marketing. Le doppie frecce rappresentano l’influenza reciproca dei processi, e non un processo ad unica via che porti necessariamente a quell’output. 2.3 Uno schema fondamentale per sviluppare una strategia di Digital Marketing Per realizzare i benefits di digital marketing, un’organizzazione ha bisogno di sviluppare un piano strutturato. Nella figura successiva viene mostrato un processo per sviluppare e implementare un piano di digital marketing. Le doppie frecce rappresentano l’influenza reciproca dei processi, e non un processo ad unica via che porti necessariamente a quell’output. Processo per sviluppare un piano di digital marketing. Durante la prima fase si definisce l'opportunità online: Per prima cosa si imposta l'obiettivo di marketing digitale e, se da una parte si valutano le prestazioni del marketing digitale, applicando quindi al web strumenti di analisi per misurare il contributo dei lead, le vendite e il coinvolgimento generato dal brand, dall’altra si valuta il mercato online svolgendo una situation analysis del micro e del macro-ambiente. Nel prosieguo viene scelto e selezionato l'approccio strategico. 17
Dopo aver definito la strategia di marketing digitale, viene delineata la proposta di valore del cliente che si attua definendo la value proposition attraverso il canale online e in che modalità si lega alla proposta originaria fornita dalla società. Viene poi definito il mix di comunicazioni digitali che consiste nel selezionare un mix di strumenti di comunicazione online e offline, che mirano a favorire l'utilizzo dei servizi online dell'organizzazione e per generare ricavi. La terza fase si attua con la consegna dei risultati online e viene innanzitutto implementato il piano di marketing digitale e poi implementata la customer experience. Da ultimo si eseguono le comunicazioni digitali. Infine, da non sottovalutare e fondamentale per un’attività di successo, vi è la profilazione dei clienti, monitoraggio, miglioramento e mantenimento delle attività online. 16 2.4 Utilizzo dei canali digital media per sostenere gli obiettivi di business Il RACE (Reach - InterAct - Convert - Engage) Planning Framework aiuta a strutturare, a gestire e a migliorare i risultati definendo le priorità su cui è necessario focalizzarsi.17 È costituito da quattro fasi progettate per aiutare a coinvolgere i prospect, clienti e fan con il brand durante il ciclo di vita del cliente. Processi del quadro di pianificazione. 16 Dave Chaffey, e F. Ellis-Chadwick, Digital Marketing, Pearson (2016) 17 Id. 18
Nella prima fase, Reach, l’intento è quello di costruire consapevolezza di un marchio, dei suoi prodotti e dei servizi su altri siti e nei media offline e di creare traffico guidando le visite sul web e i social media. L’obiettivo è quello di essere individuabili, perciò bisogna lavorare sul target, creare buoni contenuti e pubblicare cercando di essere visibili. Durante la fase numero due, InterAct, si cerca di ingaggiare il pubblico con il brand sul suo sito web o online per incoraggiarli ad agire. Qui l’obiettivo è quello di creare varietà, avere social che siano chiari e avvincenti e rendere i propri contenuti condivisibili. Nella terza fase, Convert, si realizza la conversione per generare lead o vendite sia sul web che offline. In questa fase è necessario ottenere il permesso da parte dei potenziali clienti per poter scambiare valore, interagire e promuovere il proprio prodotto. Nella quarta ed ultima fase chiamata Engage lo scopo è quello di costruire le relazioni con i clienti nel tempo per raggiungere gli obiettivi di retention e quindi fidelizzare il maggior numero di persone. Perciò l’obiettivo è quello di costruire fiducia e eventualmente ricompensare i clienti leali, inviando suggerimenti e promemoria via mail o social. 18 2.5 Relazioni tra crescita dei Social Media e delle PMI Prima di dare inizio ad un’attività di social media marketing è basilare elaborare un piano strategico19. La scelta delle piattaforme sulle quali essere presenti va compiuta in base al proprio budget da destinare, al target di riferimento e agli obiettivi che si intendono raggiungere, come la visibilità o l’aumento delle vendite. Ogni social ha una propria identità e quindi l’indirizzo dell’impresa dovrà variare a seconda del canale prescelto. In un contesto di evoluzione sia delle relazioni che delle comunicazioni “un corretto percorso di avvicinamento al mondo digital e social, può assumere un valore strategico per la crescita, o anche solo per la sopravvivenza nel medio-lungo periodo, delle Piccole e Medie Imprese italiane”20 Le Piccole e Medie Imprese hanno compreso che comunicare con il proprio cliente in modo virtuale e non solo reale e fisico è di primaria importanza. Investire nel web marketing conviene perché in rete ci sono le persone, persone che con il tempo useranno la rete sia per scopi professionale che personali e per un numero sempre maggiore di attività. Instaurare un dialogo con i consumatori e giungere alla loro fidelizzazione è un beneficio per l’azienda attraverso la considerazione dei loro consigli e feedback, 18 Dave Chaffey, e F. Ellis-Chadwick, Digital Marketing, Pearson (2016) 19 Roberto Lo Jacono, Martina Widmann Il social media marketing per le PMi . Osservatorio Digitale PMI (2015) 20 Roberto Lo Jacono, Strangers, V.(2015). Il digital per lo sviluppo delle PMI Italiane. Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI. Milano 19
della loro esperienza e creatività. Diverse voci esterne ed estranee, aiutano l’impresa a capire la visione che di essa hanno le persone, quindi i consumatori diventano dei destinatari attivi dei propri messaggi. Abbiamo alcune caratteristiche del web marketing, che lo rendono particolarmente adatto ai modelli di organizzazione di una PMI. - Possibilità di misurare la resa degli investimenti La maggior parte dei dati si può misurare e, avere un riscontro, permette di selezionare l’investimento che funziona meglio. Tutto ciò che viene riversato in rete, like, commenti, reazioni, è misurabile e questa opportunità dà la possibilità di confrontare e scegliere su una visione molto più ampia. I dati sono la base di ogni analisi e, tutte le informazioni che si trovano in rete, sono considerate dei dati che troviamo in diversi canali. Gli articoli sono dei dati provenienti principalmente dai siti di news. I Post sono gli articoli dei blog e di Facebook - Bassi budget di accesso Rispetto agli investimenti tradizionali quali eventi, fiere, cartellonistica stradale, campagna stampa in genere, sono più contenuti e quindi più accessibili alle PMI - Flessibilità L’impegno nel tempo si può gestire in modo flessibile, intensificando successivamente le azioni - Potenziale per l’internazionalizzazione Una PMI può essere presente e contattare nuovi clienti a notevole distanza dalla sua sede, in quanto online non ci sono barriere o confini, è sufficiente diversificare le attività per raggiungere più mercati - Raggiungere nicchie Per le PMI che si rivolgono ad una particolare clientela che cerca servizi o lavorazioni particolari, dal momento che solitamente sono le persone che attraverso la rete cercano le aziende, è un vantaggio notevole sia in termini di tempo che di investimento. E’ un obbiettivo mirato e non dispersivo - Avere una comunicazione diretta, non mediata Una serie di social tipo Facebook, un blog aziendale, Instagram, sono strumenti atti ad avere un dialogo diretto con le persone. Dopo aver sottolineato tutte le possibilità che offre il web marketing ci si dovrebbe poi fermare a considerare in che modo si possono sfruttare al meglio nelle varie attività aziendali, quali le vendite, la produzione.21 OPPORTUNITA’ PER LE PMI CON EFFETTO DIRETTO SUL BUSINESS - Una vetrina per presentarsi E’ lo stadio iniziale, la prima mossa da fare per avere un proprio spazio su internet, l’avere un sito che presenta il prodotto aziendale nel miglior modo possibile, come una vetrina con le luci migliori, ben 21 Miriam Bertoli, Web marketing per le PMI, Milano, Ulrico Hoepli, seconda edizione (2015) 20
posizionate, che servono a valorizzare al meglio un determinato oggetto in esposizione. Sostituisce il catalogo cartaceo. - Popolarità dell’azienda, valori associati al marchio Alcune imprese, pur avvalendosi di lavorazioni specifiche, particolari nel loro genere, risultano essere sconosciute ai più. Attraverso il web possono divenire popolari, farsi conoscere ed entrare nel dettaglio dei prodotti distribuiti, per esempio anche con dei video esplicativi, e comunicare i valori associati al marchio - Mercato e concorrenza Attraverso il web è possibile fare un vero e proprio sondaggio di mercato, infatti non solo si può scoprire cosa dicono gli utenti dei prodotti della propria azienda, ma anche di quella dei propri concorrenti, quali sono gli eventi che la concorrenza rende noti e il modo di valorizzare i propri prodotti e il lancio sul mercato di nuovi. - Come raccogliere nuovi clienti Attraverso il web si contattano dei potenziali nuovi clienti interessati ai prodotti o ai servizi dell’impresa, qualora non dovesse andare a buon fine l’acquisto online, provvederà la rete commerciale a mettersi in contatto, a comprendere le reali necessità ed effettuare la vendita. - Clienti acquisiti Il web offre molte opportunità per farsi ricordare dai propri clienti, per esempio tenendo sempre aggiornata una pagina Facebook, pubblicando notizie utili sui prodotti e foto rappresentative di fasi di produzione o di prodotti finiti, eventi e notizie varie che creano aspettative nei confronti dell’utente finale. Rinnovare ogni anno la clientela è un notevole dispendio di energie e di costi e riuscire a fidelizzare la clientela è sinonimo di distribuzione di prodotti soddisfacenti, di qualità e di giusto rapporto qualità/prezzo. - Assistenza Sul sito, attraverso una serie di domande che sono frequenti, dare delle risposte a richieste dei consumatori, video con le spiegazioni di un assemblaggio o di un funzionamento di un prodotto. - Rete vendita e strumenti per trasmissione ordini Un’area apposita dove pervengono direttamente gli ordini o fatti attraverso il venditore o direttamente dal cliente, con una gestione più snella che evita l’inserimento ordini e un notevole risparmio di costi e tempo e una favorevole impressione dell’immagine dell’impresa. - Comunicazione interna Il web mette a disposizione delle piattaforme per la comunicazione dei dipendenti e collaboratori aziendali in modo da condividere le nuove idee e competenze per favorire lo sviluppo collettivo. Così come è importante l’opinione degli utenti finali, allo stesso modo i collaboratori sono i primi a dover essere coinvolti. - Nuova forza lavoro 21
Anziché dover mettere l’annuncio su quotidiani per la ricerca di personale, o rivolgersi a società di collocamento, è possibile su un forum di settore o su uno spazio dedicato del sito, mettere un annuncio per la selezione di personale specializzato.22 Le opportunità per le PMI attraverso i social media Comunicazione Vetrine per Popoplarità interna fra presentare il dell’azienda collaboratori prodotto Mercato e Rete vendita Piccole monitoraggio competitor Medie Imprese Nuova forza lavoro Nuova clientela Assistenza ai Clientela fidelizzata consumatori Power Point elaborato sulla base dei dati sopra esposti 2.6 Cosa spinge le Aziende ad utilizzare la leva dei social I benefici che possono avere le aziende che gestiscono in modo attivo, assiduamente, i propri social sono molteplici e di vario aspetto. Come primo aspetto, i profili social possono “dirottare il traffico” verso il profilo web anche tramite link che indirizzano ad esso, ottenendo visibilità del marchio, notorietà e, attraverso condivisioni e like, si può avanzare nel posizionamento dei motori di ricerca e questo significa 22 Miriam Bertoli, Web marketing per le PMI, Milano, Ulrico Hoepli, seconda edizione (2015) 22
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