Dott.ssa Maria Teresa Baglione - Marconi

 
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Dott.ssa Maria Teresa Baglione
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PERCHÉ UNA “RIFORMA”?

  Ma è davvero una riforma?

Si avvertiva il bisogno di ridare nuova linfa a un
processo in crisi

  Cambierà qualcosa di tutto ciò?
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Situazione

       Obiettivo della riforma secondo il MIUR
     “rafforzare il concetto di “scuola inclusiva”

             Legge 13 luglio 2015, n. 107
             (c. 181: delega al Governo)

Finalità:
riordino, semplificazione e codificazione delle
disposizioni legislative in materia di istruzione.
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«Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare
nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere
l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia
d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno
di loro osserva, che ciascuno di loro è.»
                                            MARCEL PROUST
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Per non perdersi ….

                Prima parte
Cosa cambia da settembre 2017 per l’inclusione?

              Seconda parte
   La documentazione necessaria per l’inclusione
                   scolastica
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Definizione del
  costrutto
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Integrazione                               Inclusione
     Vocabolario Treccani:                    Vocabolario Treccani:
s. f. [dal lat. integratio -onis, con    [dal lat. inclusio -onis].
influenza dell’ingl. integration].       1.L’atto, il fatto di includere, cioè
1.Inserzione, incorporazione,            di inserire, di comprendere in una
assimilazione di un individuo, di        serie, in un tutto (spesso contrapp.
una categoria, di un gruppo              a esclusione)
etnico in un ambiente sociale, in
un’organizzazione, in una                2.Relazione intercorrente fra due
comunità etnica, in una società          insiemi, allorché tutti gli elementi
costituita ( contrapp. a segregazione)   del primo fanno parte del
2. Assimilazione, inserimento di         secondo
individui o gruppi in un ambiente
sociale, in una comunità …
3.Inserimento di un individuo, di        3.Relazione che intercorre fra
una categoria, di un gruppo              due insiemi quando tutti gli
etnico in una comunità con gli           elementi di un insieme fanno
stessi diritti e doveri degli altri      parte dell’altro
membri
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Dall’integrazione all’inclusione
     La scuola deve offrire una risposta personalizzata
                  nell’ottica della cultura
              dell’integrazione/inclusione

                                   Segue una logica da “sistema unico”
      Segue una logica da          La classe è un gruppo naturalmente
  “sistema duale unificato”        eterogeneo.
Nella stessa classe convivono la   Tale modello non si esaurisce in un
 programmazione di classe          accudimento assistenziale del
          e il PEI/PDP             più debole, quanto nella modifica
  per l’alunno in difficoltà.      dei contesti, al fine di generare
                                   uguali opportunità di sviluppo.
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il coraggio di cambiare paradigma

In questi ultimi decenni il concetto di integrazione
scolastica si è andato facendo sempre più stretto.
Era stato elaborato in funzione dell’inserimento degli
alunni con disabilità, ma si difendeva dalla loro
presenza attraverso un trattamento
separato, speciale, in contrapposizione alla
didattica normale, quella riservata ai più.
     È in questo quadro che si colloca la nascita
              dell’insegnante di sostegno

 La delega all’insegnante di sostegno è diffusa, praticata senza che ci
                     siano vere azioni di contrasto.
                 Un modello che ha fatto il suo tempo
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il paradigma dell’integrazione oggi non sembra più adeguato
  nella logica dell’integrazione l’impegno richiesto è
  troppo focalizzato su ciò che è patologia, su ciò che
  non funziona.
  Da tempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità
  invita le istituzioni ad occuparsi in termini mirati non
  solo degli alunni con disabilità, ma di tutti gli alunni
  che si trovano, per una serie svariata e differenziata
  di motivi, con delle fragilità che rendono più difficile
  il loro percorso di apprendimento e di sviluppo
  personale.
  Si tratta dell’imponente esercito delle persone con
  Bisogni Educativi Speciali, (BES),
comprendendo anche gli alunni che presentano disturbi
nell’ apprendimento (DSA), o che sono penalizzati a
causa di un contesto di vita molto difficile.
Gli insegnanti incontrano molte difficoltà nella
gestione di classi tanto eterogenee.
E’ necessario transitare dalla didattica
speciale, riservata agli studenti con disabilità,
ad una speciale qualità della didattica per
tutti, una didattica capace di essere
individualizzata, personalizzante,
diversificata, flessibile, una didattica che sia,
in una parola, inclusiva.
Il paradigma dell’inclusione supera quello
dell’integrazione, perché lo comprende ma
non vi si identifica.
Con questa filosofia è stato messo a punto, e viene continuamente
migliorato,
l’International Classification Functioning (ICF), manuale diagnostico
che considera la persona umana nella sua integralità bio-psico-sociale.

                           Condizione di salute della persona
                                   malattia/disturbo

Funzioni e strutture corporee           Attività                  Partecipazione
     MENOMAZIONE                     LIMITAZIONE                  RESTRIZIONE

  MALATTIA/DISTURBO             FATTORI AMBIENTALI              FATTORI PERSONALI
Dal 1999 l’Oms ha proposto una nuova classificazione
l’ ICF (International Classification of Functioning, Disability
and Health), per descrivere e misurare la salute e le
disabilità.
L’ICF sostituisce i termini menomazione, disabilità e
handicap, con altri termini che fanno riferimento ad uno
stato più generale di “salute”, raggruppandoli in:

  dominio della salute (che comprende il vedere, udire,
  camminare, imparare e ricordare)

  dominio ‘collegato’ alla salute (che include mobilità,
  istruzione, partecipazione alla vita sociale e simili).
La disabilità non appartiene ad un gruppo
separato
Qualunque persona in qualunque momento
della vita può avere una condizione di salute
che in un contesto sfavorevole diventa
disabilità.
Elementi “barriera”: ostacolano l’attività e
la partecipazione della persona
Elementi “facilitatori”: favoriscono l’attività
e la partecipazione della persona
COSA FARE ?
La scuola è inclusiva quando sa accogliere e
accompagnare nello sviluppo delle loro competenze,
tutti gli alunni, senza eccezione alcuna.
      Le innovazioni si possono così sintetizzare
1.   Consolidare l’organico degli insegnanti di sostegno
2.   Trasformare il profilo dell’insegnante, da specializzato nel
     sostegno a insegnante specializzato in inclusione
3.   Istituire e formare in maniera adeguata un contingente limitato
     di insegnanti specializzati nelle disabilità importanti
4.   Assicurare un adeguata formazione iniziale e in servizio in
     materia di inclusione a tutti i docenti
5.   Trasformare gli attuali centri territoriali (CTS) in centri per
     l’inclusione
LA DELEGA AL SOSTEGNO UNO DEI MALI
CRONICI DELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA

         MICRO ESCLUSIONE
“DIDATTICA STRUTTURALMENTE INCLUSIVA”
                                 D. IANES
Il 16 maggio scorso sono stati pubblicati in
                            Gazzetta Ufficiale otto decreti legislativi
                            attuativi della Buona scuola, che
                            concretizzano quanto previsto dalla legge
                            107/2015 nelle deleghe al governo.
                             Tra di essi, il D.LGS. n. 66/17, Norme per
                             la promozione dell’inclusione scolastica
                             degli studenti con disabilita’ ridefinisce
                             molte delle procedure previste per
                             gli alunni con disabilità, riformando alcuni
                             aspetti della L. n. 104/92.

I decreti sono entrati in vigore il 31 maggio, anche se i cambiamenti
previsti dal decreto n. 66/2017 saranno di fatto introdotti solo a partire
dal primo gennaio 2019.
L’unica eccezione riguarda i gruppi di lavoro regionali e di istituto che
partiranno dal 1° settembre 2017.
Art. 1
               Principi e finalita'
 1. L'inclusione scolastica:
   a) riguarda le bambine e i bambini, le alunne e gli alunni,
le studentesse e gli studenti, risponde ai differenti bisogni     nell'art. 1
educativi e si realizza attraverso strategie educative e
didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialita' di       sono enunciati i principi e le
ciascuno nel rispetto del diritto all'autodeterminazione e
all'accomodamento ragionevole, nella prospettiva della
                                                                  finalità posti a base della
migliore qualita' di vita;                                        normativa emanata.
   b) si realizza nell'identita' culturale, educativa,
progettuale, nell'organizzazione e nel curricolo delle
                                                                  Viene introdotto per la
istituzioni scolastiche, nonche' attraverso la definizione e la   prima volta il riferimento al
condivisione del progetto individuale fra scuole, famiglie
e altri soggetti, pubblici e privati, operanti sul territorio;
                                                                  principio
   c) e' impegno fondamentale di tutte le componenti della
                                                                  dell'"accomodamento
comunita‘ scolastica le quali, nell'ambito degli specifici        ragionevole", di cui all'art.
ruoli e responsabilita', concorrono ad assicurare il successo     24 della Convenzione ONU
formativo delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli
alunni, delle studentesse e degli studenti.                       sulle persone con
 2. Il presente decreto promuove la partecipazione della          disabilità, ratificata
famiglia, nonche' delle associazioni di riferimento, quali        dall'Italia con l. n° 18/09.
interlocutori dei processi di inclusione scolastica e sociale.
Si sottolinea l'importanza del progetto
individuale che deve essere condiviso
"fra scuole, famiglie e altri soggetti, pubblici o
privati, operanti sul territorio".
Nel comma 2 si esplicita che il
decreto "promuove la partecipazione
della famiglia, nonché delle associazioni di
riferimento, quali interlocutori dei processi di
inclusione scolastica e sociale."
1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano
esclusivamente alle bambine e ai bambini della
scuola dell'infanzia, alle alunne e agli alunni della scuola
primaria e della scuola secondaria di primo grado,
alle studentesse e agli studenti della scuola secondaria di
secondo grado con disabilità certificata ai sensi dell'articolo 3
della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di promuovere e
garantire il diritto all'educazione, all'istruzione e alla
formazione.
2. L'inclusione scolastica è attuata attraverso la definizione e
la condivisione del Piano Educativo Individualizzato (PEI)
quale parte integrante del progetto individuale di cui
all'articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328, come
modificato dal presente decreto.
art. 3
Applica la delega relativa ai numero 3 e 4 della lettera c) del comma 181 dell'art.
1 della legge di delega n° 107/15.
L'art. 3 riguarda i livelli essenziali, elencando prestazioni e competenze dei
diversi soggetti pubblici che debbono intervenire nel processo inclusivo.
L'Amministrazione Scolastica deve provvedere a:
1.assegnare i docenti per il sostegno didattico;
2.definire l'organico del personale ATA tenendo conto della presenza di alunni con
disabilità certificata e in particolare "all'assegnazione dei collaboratori scolastici
[...] anche per lo svolgimento dei compiti di assistenza previsti dal profilo
professionale".
Importante è la specifica che per la prima volta esplicita che tale assegnazione
deve essere fatta "tenendo conto del genere" delle alunne e degli alunni
certificati cui occorre prestare assistenza.
Le scuole saranno valutate anche sulla base
della qualità del livello inclusivo
implementato attraverso le scelte esplicitate
nel PTOF e concretizzate nel Piano per
l’Inclusione, i percorsi di personalizzazione,
individualizzazione e differenziazione
realizzati, il coinvolgimento dei diversi          Ogni singolo criterio
soggetti interessati, la formazione e lo           costituisce uno
sviluppo delle competenze professionali, la        spazio di azione per
condivisione delle scelte valutative,              intervenire e
l’accessibilità e la fruibilità delle risorse      modificare le prassi
strumentali e didattiche.                          già in uso.
I suindicati criteri sono il punto di partenza
per l’INVALSI al fine di definire gli indicatori
di valutazione della qualità inclusiva di una
scuola, sentito anche l’Osservatorio
permanente.
OSSERVATORIO SCOLASTICO “permanente”
che è composto:
  rappresentanti delle Associazioni delle
  persone con disabilità maggiormente
  rappresentative sul territorio nazionale nel
  campo dell'inclusione scolastica,
  da studenti
  da altri soggetti pubblici e privati, comprese
  le istituzioni scolastiche, nominati dal
  Ministro dell'istruzione, dell'università e della
  ricerca.
analisi e studio delle tematiche relative
all'inclusione degli alunni con disabilità a livello
nazionale e internazionale;
monitoraggio delle azioni per l'inclusione
scolastica;
proposte di accordi inter-istituzionali per la
realizzazione del progetto individuale di
inclusione;
proposte di sperimentazione in materia di
innovazione metodologico-didattica e
disciplinare;
pareri e proposte sugli atti normativi inerenti
l'inclusione scolastica.
La domanda per l'accertamento della disabilità in età evolutiva di
cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104,come modificata dal
presente decreto, è presentata all'Istituto nazionale della
previdenza sociale (INPS),
                    (INPS che vi dà riscontro non oltre 30 giorni
dalla data di presentazione.

Successivamente all’accertamento della condizione di
disabilità, viene redatto il profilo di funzionamento,
propedeutico al progetto individuale ed al Piano
Educativo Individualizzato.

            Vengono introdotti dei cambiamenti
    nelle commissioni mediche e nella documentazione
                        da stilare.
Le commissioni mediche

Certificazione
• La famiglia fa domanda di accertamento all’INPS
• La Commissione Medica rilascia la certificazione di disabilità

       Composizione Commissioni mediche per gli
            accertamenti in età evolutiva:

   1 medico: specialista in medicina legale
   2 medici: o un pediatra o un neuropsichiatra infantile o un
   medico con specializzazione inerente la condizione di salute
   del soggetto
   1 assistente specialistico o operatore sociale (individuato
   dall'ente locale)
   1 medico INPS
L’UNITÀ DI VALUTAZIONE
        MULTIDISCIPLINARE
e il PROFILO DI FUNZIONAMENTO

La famiglia consegna all’èquipe
la certificazione

L’èquipe elabora il PROFILO DI
FUNZIONAMENTO
Il Profilo di Funzionamento sarà prodotto
dall’Unità di Valutazione Multidisciplinare,
di cui al DPR del 24/02/94 composta da:

a) un medico specialista o un esperto della
condizione di salute della persona;
b) uno specialista in neuropsichiatria infantile;
c) un terapista della riabilitazione;
d) un assistente sociale o un rappresentante
dell'Ente locale di competenza che ha in carico
il soggetto
È redatto secondo i criteri del modello
bio-psico-sociale della Classificazione
Internazionale del Funzionamento,
della Disabilità e della Salute (ICF)

          sostituirà integralmente

la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico
Funzionale.
“Profilo di Funzionamento”

Il Profilo di Funzionamento sostituisce la Diagnosi
Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale

• Diagnosi Funzionale
• Profilo Dinamico Funzionale

               Profilo di Funzionamento
Il Profilo di Funzionamento è il documento
propedeutico e necessario alla predisposizione
del Progetto Individuale e del Piano Educativo
Individualizzato (PEI),
                  (PEI definisce le
competenze professionali e la tipologia delle
misure di sostegno e delle risorse strutturali
necessarie per l’inclusione scolastica,
è redatto con la collaborazione dei genitori e
con la partecipazione di un rappresentante
dell’amministrazione scolastica.

E’ aggiornato al passaggio di ogni grado di istruzione
e/o in presenza di nuove e sopravvenute condizioni.
                                         condizioni
Il progetto individuale di cui all'articolo
14, comma 2, della legge 8 novembre
2000, n. 328, è redatto
dall’Ente locale competente in seguito a
richiesta, e con la collaborazione dei
genitori o delle figure che ne esercitano
la responsabilità e della scuola.

Il Profilo di funzionamento costituisce il
riferimento essenziale per la progettazione.
Che cos’è il Progetto Individuale?

Art. 14, comma 2,della L. 328/2000:

«Il progetto individuale comprende……
• La valutazione diagnostico-funzionale
• Le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del
Servizio sanitario nazionale
• I servizi alla persona a cui provvede il comune in forma
diretta o accreditata, con particolare riferimento al
recupero e all'integrazione sociale
• Le misure economiche necessarie per il superamento
di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione
sociale
• La definizione delle potenzialità e gli eventuali sostegni
per il nucleo familiare.»
Progetto individuale (art. 6)

Le prestazioni, i servizi e le misure di cui al
  Progetto individuale sono definite anche in
 collaborazione con le istituzioni scolastiche.
E’ elaborato e approvato dai docenti
 contitolari/dal consiglio di classe, con la
 partecipazione dei genitori e delle figure che
 ne esercitano la responsabilità, delle figure
 professionali interne ed esterne coinvolte
 nell’intervento, con il supporto dell’unità di
 valutazione multidisciplinare.

La certificazione ed il profilo di funzionamento
costituiscono il riferimento essenziale per la
progettazione.
individua strumenti, strategie e modalità per realizzare un
ambiente di apprendimento nelle dimensioni della relazione, della
socializzazione, della comunicazione, dell'interazione,
dell'orientamento e delle autonomie;
esplicita le modalità didattiche e di valutazione in relazione alla
programmazione individualizzata;
definisce gli strumenti per l'effettivo svolgimento dell'alternanza
scuola-lavoro, assicurando la partecipazione dei soggetti coinvolti
nel progetto di inclusione;
indica le modalità di coordinamento degli interventi ivi previsti e la
loro interazione con il Progetto individuale;
è redatto all'inizio di ogni anno scolastico di riferimento, a partire
dalla scuola dell'infanzia, ed è aggiornato in presenza di nuove e
sopravvenute condizioni di funzionamento della persona.
è soggetto a verifiche periodiche nel corso dell'anno scolastico al
fine di accertare il raggiungimento degli obiettivi e apportare
eventuali modifiche ed integrazioni.
Nel passaggio tra i gradi di istruzione,
compresi i casi di trasferimento fra scuole,
è assicurata l'interlocuzione tra i docenti
della scuola di provenienza e quelli della
scuola di destinazione
Piano Educativo Individualizzato

• Il GLHO, così come conosciuto oggi, resta operativo
• Il PEI è elaborato: dagli insegnanti della classe, dai genitori, dagli
specialisti

                             IL NUOVO PEI
• Al GLHO è attribuito il compito della “elaborazione” del Piano
Educativo Individualizzato (PEI)
• Per la prima volta il PEI è soggetto ad APPROVAZIONE, senza
indicare se a maggioranza o all’unanimità

 Una stortura palese della visione di collaborazione e di intesa fra scuola e
famiglia, contraddistinta, attualmente, dall’espressione avverbiale
“congiuntamente”.
Piano educativo individualizzato

Contenuti

a) tiene conto della certificazione di disabilità e del
   Profilo di funzionamento

b) individua strumenti, strategie e modalità per
realizzare un ambiente di apprendimento nelle
dimensioni della relazione, della socializzazione, della
comunicazione, dell’interazione, dell’orientamento e
delle autonomie, della comunicazione, dell'interazione
Piano educativo individualizzato
Contenuti

c) Le modalità didattiche e di valutazione in relazione
alla programmazione individualizzata

d) Definisce gli strumenti per l'effettivo svolgimento
dell'alternanza scuola-lavoro

e) modalità di coordinamento degli interventi ivi previsti
e la loro interazione con il Progetto individuale
1. Ciascuna istituzione scolastica, nell'ambito
della definizione del Piano triennale
dell'offerta formativa, predispone il Piano per
l'inclusione che definisce le modalità per
l'utilizzo coordinato delle risorse, compresi il
superamento delle barriere e l'individuazione
dei facilitatori del contesto di riferimento
nonché per progettare e programmare gli
interventi di miglioramento della qualità
dell'inclusione scolastica.
2. Il Piano per l'inclusione è attuato nei limiti
delle risorse finanziarie, umane e strumentali
disponibili.
Questo importante documento è predisposto
nell’ambito della definizione del Piano triennale
dell’offerta formativa (PTOF) e indica le scelte
della scuola per l’utilizzo efficace delle risorse per
migliorare la qualità dell’inclusione scolastica.
Piano per l’INCLUSIONE

nuovo documento inserito nel PTOF
elaborato dal Collegio Docenti con il
supporto del GLI è il documento che
“definisce le modalità per l’utilizzo
coordinato delle risorse”

 documento programmatico - attuativo della scuola
 in materia di inclusione
Il Piano annuale per l’inclusione deve essere
  inteso come un momento di riflessione di
tutta la comunità educante per realizzare la
       cultura dell’inclusione
     lo sfondo ed il fondamento sul quale
sviluppare una didattica attenta ai bisogni di
 ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni

non dunque come un adempimento burocratico ad integrazione
             del Piano dell’offerta formativa.
Che cosa cambia dal
1 settembre 2017
modifica art. 15 della l. 104/92

Da due gruppi attuali (GLHI e GLIP) si
passa a tre

 GLIR    (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale)

 GIT (Gruppo per l’inclusione territoriale)

 GLI   (Gruppo di lavoro per l’Inclusione)
Presso ogni Ufficio scolastico è istituito il Gruppo di
  Lavoro Interistituzionale Regionale (GLIR), con compiti
  di consulenza e supporto alle attività di inclusione
  scolastica.
  Per ciascun ambito territoriale è istituito il Gruppo per
  l’Inclusione Territoriale (GIT), che riceve dai dirigenti
  scolastici le proposte di quantificazione oraria delle
  risorse di sostegno didattico e formula la relativa
  proposta all’USR.
  Presso ogni istituzione scolastica è istituito il Gruppo di
  Lavoro per l’Inclusione (GLI), nominato e presieduto dal
  dirigente scolastico e composto da docenti di sostegno,
  curricolari ed eventualmente dal personale ATA, nonché
  da specialisti dell’ASL.

In occasione della definizione ed attuazione del Piano di
Inclusione, il GLI si avvale della consulenza di genitori,
studenti ed Associazioni del settore.
Attivo dal 1 settembre 2017
Gruppo di lavoro interistituzionale regionale
                  (GLIR),
Modifica art. 15 della L. 104/92

Componenti:
•un dirigente dell’USR,
•rappresentanti delle Regioni, degli Enti locali e delle
associazioni delle persone con disabilità
Il GLIR è stato introdotto nel 2009
(vedasi Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità,
del 4 agosto 2009)

Il decreto “amplia” i compiti:
non solo consulenza sugli accordi di Programma, ma
anche supporto ai GIT e alle reti di scuole per il Piano
di formazione del personale della scuola.
Attivo dal 1 settembre 2017
         Gruppo di lavoro per l’Inclusione (GLI)
Modifica art. 15 della L. 104/92

Il GLI è nominato e presieduto dal DS
Il gruppo è composto da:
• Docenti curricolari,
• Docenti di sostegno
• Eventualmente: personale ATA e specialisti ASL

                                     Compiti
- Supportare il Collegio docenti nella definizione e realizzazione del Piano
  per l'inclusione
- Supportare i docenti contitolari e i consigli di classe nell'attuazione dei PEI

                                    Consulenza
Nella definizione e attuazione del Piano per l’Inclusione, il GLI si avvale della
consulenza
• degli studenti
• dei genitori
• delle Associazioni + rappresentative
1 settembre 2017

    Il MIUR individuerà le “scuole polo” per azioni di supporto e
    consulenza con le reti del territorio
    Assegnazione di collaboratori scolastici nel rispetto del genere
    Contributo economico, parametrato al numero di alunni con
    disabilità accolti e alla relativa percentuale rispetto al numero
    complessivo dei frequentanti.

                            Scuole Polo per l’inclusione
                  Per l’Ambito 07:
IN OGNI AMBITO    IIS “ Bramante-Pannaggi ” di Macerata
                  Per l’Ambito 08:
                  IC “Don Bosco” di Tolentino

                  Con compiti di supporto e consulenza alle reti del
                  territorio per la promozione di ricerca,
                  sperimentazione e sviluppo di metodologie ed
                  uso di strumenti didattici per l'inclusione
COSA CAMBIA DAL 1 GENNAIO 2019

Documentazione
Commissioni mediche
Progetto individuale
Commissione età evolutiva
Piano Educativo
Individualizzato
Profilo di Funzionamento
SINTESI
1) La famiglia richiede all’INPS l’accertamento
2) La Commissione per l’età evolutiva rilascia la
certificazione di disabilità e la consegna alla famiglia
3) La famiglia consegna la certificazione:
   All’equipe multidisciplinare che elabora il Profilo di
   Funzionamento
   Alla scuola che predispone il Piano Educativo
   Individualizzato
   Al Comune che redige il Progetto Individuale

4) Profilo di Funzionamento e Piano educativo
individualizzato sono i documenti utili per la
elaborazione del Progetto individuale
COSA CAMBIA DAL 1 GENNAIO 2019

NUOVA PROCEDURA DI RICHIESTA ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE PER
IL SOSTEGNO DIDATTICO (ART. 10)

                 Iter ore sostegno

  Nuovi soggetti

  Non più GLIP… ma …dal 1/1/19: il GIT
GIT (Gruppo per l’Inclusione Territoriale)

                       2 gruppi per l’inclusione territoriale
                       composti da
                          un dirigente tecnico o scolastico che lo
Negli Ambiti 07 e 08      presiede
dal 01/01/2019            tre dirigenti scolastici dell'ambito;
                          due docenti per la scuola dell'infanzia e
                          il primo ciclo di istruzione
                          uno per il secondo ciclo di istruzione,
                          nominati con decreto dell'USR.
                          Integrato da:
                       •Associazioni
                       •Comune
ITER
 PER LA RICHIESTA DELLE ORE SOSTEGNO(art. 10)

La quantificazione delle risorse per il sostegno
didattico viene proposta al GIT (Gruppo per
l’Inclusione Territoriale) dal dirigente scolastico,
sentito il Gruppo di lavoro per l’Inclusione (GLI) e
sulla base dei singoli PEI.

                        il GIT
   Verifica le proposte dei DS;
   Formula proposta di assegnazione ore all’USR;
Richiesta risorse

Chi chiederà le risorse per il sostegno?
           IL DIRIGENTE SCOLASTICO

E chi quantificherà le ore di sostegno?
                   Più soggetti

Dirigente scolastico
GIT (gruppo per l’inclusione territoriale)
USR (Ufficio scolastico regionale)
Il GIT

sulla base
  del Piano per l’Inclusione
  dei Profili di funzionamento
  dei Piani Educativi Individualizzati
  dei progetti individuali trasmessi
        verifica la quantificazione delle risorse
                  e formula una proposta
                         all’USR
                         all’USR
che assegna le risorse nell’ambito dell’organico
dell’autonomia.
Sezioni per il sostegno didattico (art. 11)
Per ciascun grado di istruzione sono istituite le sezioni dei docenti per il
sostegno didattico.

Formazione iniziale insegnanti di sostegno (art. 12)
La specializzazione per le attività di sostegno per la scuola dell’infanzia
e primaria si consegue mediante specifico corso annuale, attivato presso
le università, organizzato a livello nazionale, a cui si accede previo
superamento di una prova e se in possesso di laurea in scienze della
formazione primaria, nonché di 60 CFU relativi alla didattica inclusiva.

Formazione in servizio del personale (art. 13)
Le scuole, nell’ambito del piano di formazione inserito nel PTOF,
individuano le attività formative rivolte ai docenti – in particolare a
quelli delle classi in cui sono presenti alunni con disabilità – e al
personale ATA .
CONTINUITÀ DEL PROCESSO EDUCATIVO E DIDATTICO
(ART. 14)

  La continuità del processo educativo e didattico è
  garantita dal personale della scuola, dal Piano per
  l’Inclusione e dal PEI.

  Allo scopo di valorizzare le competenze
  professionali e garantire la piena attuazione del
  Piano annuale di inclusione, il dirigente scolastico
  può proporre ai docenti dell’organico
  dell’autonomia di svolgere anche attività di
  sostegno didattico, purché in possesso della
  specializzazione, in coerenza con quanto previsto dall’articolo
  1, commi 5 e 79, della legge 13 luglio del 2015, n. 107.
ISTRUZIONE DOMICILIARE                                (ART. 16)
1.Le istituzioni scolastiche, in collaborazione con l'Ufficio scolastico
regionale, gli Enti locali e le aziende sanitarie locali, individuano
azioni per garantire il diritto all'istruzione alle bambine e ai bambini,
alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti per i quali sia
accertata l'impossibilità della frequenza scolastica per un periodo non
inferiore a trenta giorni di lezione, anche non continuativi, a causa di
gravi patologie certificate, anche attraverso progetti che possono
avvalersi dell'uso delle nuove tecnologie.

È ricondotta a norma di rango primario l’istruzione domiciliare al
fine di garantire il diritto all’istruzione e alla formazione per gli
alunni e studenti per i quali sia accertata l’impossibilità della
frequenza scolastica per un periodo non inferiore a trenta giorni
di lezione, a causa di gravi patologie certificate, anche attraverso
la definizione di progetti che possono avvalersi dell’uso delle
nuove tecnologie.
La tempistica relativa ai nuovi adempimenti
così come da nota nota Miur 4 agosto 2017 prot. n. 1553
“Chiarimenti in merito alla decorrenza dei termini di applicazione delle indicazioni
del D.L.Vo n. 66/2017”.

                      Adempimenti                                    Tempistica
  Nuove disposizioni relative a GLIR (Gruppo di lavoro
  interistituzionale regionale) e GLI (Gruppo di lavoro 01/09/2017
  per l’inclusione a livello di istituzione scolastica)
  Nuove disposizioni relative all’Osservatorio
                                                        01/09/2017
  permanente per l'inclusione scolastica
  Nuove disposizioni relative al GIT                  01/01/2019
  Nuove disposizioni relative a procedure di
                                                      01/01/2019
  certificazione
  Nuove disposizioni relative a profilo di
  funzionamento che ricomprenderà la diagnosi         01/01/2019
  funzionale ed il profilo dinamico funzionale
  Nuove disposizioni relative alla documentazione per
  l’inclusione scolastica ed il conseguente Progetto  01/01/2019
  individuale e Piano Educativo Individualizzato
  Nuove procedura di richiesta assegnazione delle
                                                      01/01/2019
  risorse per il sostegno didattico
  Nuove disposizioni relative alle modalità di
  elaborazione ed approvazione del Piano educativo    01/09/2019
  individualizzato
Gli uomini viaggiano per stupirsi
delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle
e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi.

                                     Sant'Agostino
mariateresa.baglione@istruzione.it
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