P.A.I. Piano Annuale per l'Inclusione Anno scolastico 2016/17 - LA REFERENTE

 
P.A.I.
Piano Annuale per l’Inclusione

  Anno scolastico 2016/17

                                          LA REFERENTE

                          Prof.ssa Rosa Eleonora P
Introduzione

Partendo dal presupposto che oggi la scuola tutta è chiamata a dare un contributo
significativo alla cultura dell’inclusione, creando le condizioni necessarie per
l’accoglienza dei ragazzi e per la buona riuscita dell’integrazione, occorre la
necessità di garantire il diritto di tutti gli studenti all’istruzione e all’educazione,
nonché soluzioni organizzative rispettose di tutte le esigenze. È fondamentale
ascoltare le esigenze di un tessuto sociale sempre più complesso e variegato per
attivare opportune e concrete pratiche educative che tengano conto delle nuove
indicazioni psico-pedagogiche e delle recenti legislazioni regionali, nazionali e
comunitarie, riguardanti l’inclusione. Tutto ciò sarà possibile rimuovendo gli ostacoli
all'apprendimento e alla partecipazione, attraverso l'attivazione di facilitatori e la
rimozione di barriere, come suggerito dal sistema ICF (International Classification of
Funtioning, Disabilityes and Handicap) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Tale sistema classifica lo stato di salute e disabilità attraverso quattro categorie
(funzioni corporee; strutture corporee, partecipazione e attività, condizioni
ambientali), variabili che se considerate nel loro insieme, ci danno un quadro più
ricco della persona che va oltre la semplice distinzione abile /disabile e che tiene
conto del fatto che ogni studente, in uno specifico momento della sua vita, può
avere bisogni educativi speciali intesi anche nel senso delle eccellenze. Secondo l'ICF
il bisogno educativo speciale (BES) rappresenta qualsiasi difficoltà evolutiva di
funzionamento in ambito educativo e/o di apprendimento, indipendentemente
dall'eziologia, che necessita di educazione speciale individualizzata. Per ottenere una
buona prassi nella cultura dell’inclusione occorre sottolineare:
•    La necessità di attenzione per il benessere dei ragazzi, per la loro crescita
mediante l’apprendimento, la comunicazione e il confronto.
•      Le finalità educative dell’attività scolastica, anche facendo scelte di tipo
culturale e metodologico-organizzative meno tradizionali e utili alla promozione
dell’inclusione.
•     L’uso di linguaggi molteplici, la scuola deve valorizzare e promuovere i
linguaggi non verbali, attraverso i laboratori di teatro, musica, psicomotricità. I
laboratori sono occasione di interazione tra i ragazzi e di scoperta di modalità
comunicative insolite per la scuola.
•      I laboratori, la classe e la scuola devono essere concepiti come piccole
comunità nelle quali gli alunni sperimentano situazioni simili a quelle che avvengono
nella vita.
•     È tutta la scuola che accoglie gli alunni con bisogni educativi speciali. Nella
scuola vi sono molte risorse formative che possono arricchire il percorso di questi
alunni, occorre individuarle e adattarle.
•        La famiglia ed i Servizi socio-sanitari sono interlocutori indispensabili che
aiutano la scuola per la conoscenza, per la comunicazione, per la definizione degli
obiettivi comuni, nell’interesse dell’alunno. L’ambiente extrascolastico può
incrementare le risorse dell’alunno con attività e relazioni diverse.
L’inclusione si può, quindi, realizzare laddove le funzioni del coordinamento e la
professionalità dei docenti, avvalendosi della normativa, si possono tradurre in una
reale e organizzata operatività in cui tutto il contesto scolastico cresce grazie al
confronto tra i docenti e alla disponibilità ad affrontare i conflitti e le novità. Occorre
un’organizzazione del lavoro flessibile e disponibile al cambiamento. Il docente
coordinatore è quindi una figura di sistema che collabora con il Dirigente, i Consigli
di classe, gli insegnanti di sostegno e gli assistenti, i docenti e gli esperti dei
laboratori, i genitori degli alunni con bisogni educativi speciali e gli operatori dei
Servizi, per:
•     l’organizzazione complessiva del servizio: risorse umane, procedure,
continuità educativa;
•      la valorizzazione delle relazioni: per il successo scolastico e per il benessere
degli studenti, per la soddisfazione delle famiglie, degli insegnanti, degli operatori;
•     promuovere e suggerire la personalizzazione degli interventi: dall’analisi dei
bisogni formativi e delle aspettative, alle indicazioni meno standardizzate degli
interventi per l’organizzazione della didattica e delle azioni specifiche di
orientamento;
•      gestire le procedure e la documentazione, sulla base della normativa
specifica per l’handicap e i bisogni educativi speciali in genere;
•    contribuire al potenziamento dell’offerta formativa della scuola per i disabili
mediante l’attivazione di progetti, di laboratori, di tirocini e di stages;
ATTIVITÀ DI INTEGRAZIONE

Settembre/Ottobre
1.    Incontro gruppo GLHO/GLI per:
- assegnazione dei casi
- organizzazione dell’accoglienza
- individuazione docenti tutor all’interno del C.d. c. per tutti gli alunni BES
2.     Incontro con i consigli delle classi prime per presentazione dei casi,
prevedendo anche la presenza degli insegnanti di sostegno o di altri referenti della
S.M.I. (dove è possibile) e programmare insieme al Consiglio di classe, l’accoglienza e
l’integrazione in classe degli alunni con bisogni educativi speciali.
3.     Incontri con i Consigli di classe dove è inserito l’alunno BES, per coordinare il
passaggio delle informazioni sull’alunno e per collaborare alla redazione del PDP,
alla progettazione e individuazione di docenti responsabili di laboratori e attività per
classi parallele.
4.   Invito ai docenti di sostegno e i genitori degli alunni h nuovi iscritti per
conoscere esigenze (es. necessità ausili, supporti tecnologici, etc ) e aspettative;
5.   Invio all’Unità Multidisciplinare elenco alunni frequentanti,                rinnovo
documentazione e aggiornamento documenti in scadenza

Novembre
1.     Incontro del coordinatore con i docenti di sostegno, genitori, assistenti e il C. d
C. per la definizione della programmazione per la costruzione dei rispettivi P.E.I.
(modalità di archiviazione di PEI e PDF)
2.    Presentazione e approvazione dei P.E.I. ai Consigli di classe.
3.    Programmare orientamento in entrata

Dicembre/ Gennaio/Febbraio
1.    verifica in itinere del lavoro svolto nell’ambito del gruppo operativo
sostegno/inclusione, evidenziando i punti di forza e le criticità, valutazione
laboratori;
2.    verifica ed eventuale revisione del PEI dei singoli alunni
Marzo/aprile
1.    Verifica iscrizioni alunni H e alunni con certificazione BES in entrata
2.    Predisposizione dell’organico di diritto docenti specializzati

Maggio
1.    Riunione GLHO per criteri di valutazione finale ed esami, certificazione crediti
e obbligo scolastico
2.    Nella commissione delle classi prime si esaminano i dati degli alunni disabili.
3.      I docenti di sostegno predispongono le relazioni finali e la richiesta ore per
l’A.S. successivo.
Giugno
1.   Incontro gruppo GLH per verifica finale PEI eventuale revisione Progetto
Educativo e analisi situazione nuovi alunni.
2.    Compilazione schede di presentazione alunni nuovi iscritti
3.    Segnalazione alla commissione formazione classi prime della presenza di
alunni H; accordi per l’abbinamento degli alunni alle classi, previsione di ausili
indispensabili per bisogni particolari.
Gli strumenti per l’integrazione, l’osservazione e la raccolta dati sono:

- la valutazione/diagnosi funzionale
- la pianificazione (PDF e PEI)
- la realizzazione degli interventi
- la verifica periodica dei risultati
Il Gruppo di lavoro operativo sul singolo alunno (G.L.H. Operativo): 104/1992, art. 12
comma 5) è presieduto dal Dirigente Scolastico o suo delegato ed è composto
dall’Unità di Valutazione Multidisciplinare della A.S.L. (D.P.R. 24.02.1994, art. 3),
dagli insegnanti curriculari e di sostegno dell’alunno con disabilità, dai suoi familiari,
da un esperto di loro fiducia e/o dell’Associazione di cui fanno parte e dagli
eventuali assistenti per l’autonomia e la comunicazione.
Il G.L.H. Operativo deve: programmare gli interventi per l’integrazione scolastica,
formulare collegialmente il P.D.F. ed il P.E.I., verificare periodicamente gli effetti
individuali dei vari interventi e l’influenza esercitata dall’ambiente scolastico.
Il G.L.H. Operativo valuta, inoltre, l’opportunità di assegnare all’alunno il servizio di
Assistenza per l’autonomia e la comunicazione, suggerendone le modalità di
erogazione (ore settimanali necessarie – L.122/2010, art.10 DL 78/2010), proporre
eventuali modifiche all’erogazione del sostegno didattico.
Il Dirigente Scolastico programma nel mese di Settembre in accordo con l’unità
multidisciplinare della A.S.L., il calendario degli incontri in orario extrascolastico, di
norma con cadenza tri-quadrimestrale; tuttavia i genitori dell’alunno con disabilità e
gli stessi specialisti della A.S.L., in caso di necessità, possono fare richiesta di ulteriori
incontri occasionali del G.L.H. Operativo.
PIANO ANNUALE per l’INCLUSIONE
                               (C.M. n. 8 del 6 marzo 2013)

Finalità

Il P.A.I. intende raccogliere in un quadro organico gli interventi intrapresi per
affrontare le problematiche relative all’inclusività degli alunni con difficoltà di
apprendimento, disagio comportamentale, disturbi specifici dell'apprendimento e
alunni diversamente abili. Tali interventi coinvolgono soggetti diversi, insegnanti,
famiglie, operatori socio sanitari, esperti esterni e a livello di Istituzione Scolastica,
devono essere gestiti integrando al meglio i contributi delle diverse professionalità
coinvolte
Modalità operative

Le modalità operative saranno necessariamente diverse a secondo i differenti
Bisogni Educativi Speciali.
Sono comprese tre grandi sotto-categorie di BES:
1) della disabilità fisica, psichica o sensoriale certificate (legge 104/92)
2) dei disturbi evolutivi specifici;
3) dello svantaggio socioeconomico, linguistico (studenti stranieri ), culturale.

Per “disturbi evolutivi specifici” intendiamo, oltre i disturbi specifici
dell’apprendimento (DSA), anche i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali,
della coordinazione motoria, ricomprendendo – per la comune origine nell’età
evolutiva – anche quelli dell’attenzione e dell’iperattività ( A.D.H.D.), mentre il
funzionamento intellettivo limite (FIL) può essere considerato un caso di confine tra
la disabilità e il disturbo specifico.
Soggetti coinvolti

- Studenti
A tutti gli studenti in difficoltà è esteso il diritto alla personalizzazione
dell’apprendimento, richiamando espressamente i principi enunciati dalla Legge n.
53/2003.
- Le Famiglie
La famiglia dell’alunno fornisce notizie sull’alunno, gestisce con la scuola le situazioni
problematiche e condivide con la scuola il processo di apprendimento dell’alunno.
- Dirigente Scolastico
Il Dirigente Scolastico è garante del processo di integrazione del ragazzo bes. A tal
fine assicura al proprio Istituto: il reperimento di tutti gli ausili e/o attrezzature
necessarie nel caso di precise esigenze dell’alunno, la richiesta di organico di
docenti di sostegno, la collaborazione anche con Enti e Associazioni per assicurare
l’inclusione dell’alunno.
- Consiglio di classe
Il primo passo per l’inclusione dell’alunno è la stretta collaborazione tra gli
insegnanti del consiglio di classe, per facilitare l’appartenenza dell’alunno in
difficoltà al contesto socio educativo del gruppo classe.
- Gruppo di Lavoro sull’Handicap d’Istituto
Il GLHI si occupa prevalentemente di formulare progetti per la continuità fra ordini
di scuola ed elaborare progetti specifici per gli allievi con disabilità certificate
assicurando i docenti di sostegno e gli assistenti alle classi/alunni.
- Docenti referenti:
Docente referente per il sostegno
Docenti referenti per gli allievi con DSA e BES
- Gruppo di lavoro per l’Inclusione
Al GLI competono le problematiche relative a tutti gli allievi BES. A tale scopo i suoi
componenti sono integrati da tutte le risorse specifiche e di coordinamento presenti
nella scuola in modo da assicurare all’interno del corpo docente il trasferimento
capillare delle azioni di miglioramento intraprese e un’efficace capacità di
rilevazione e intervento sulle criticità all’interno delle classi.
- Operatori Sanitari
Collaborano con la scuola e la famiglia ed elaborano con la scuola strategie di
intervento.
- Il Territorio
Il territorio è una risorsa importante per il soggetto BES come in generale per tutti
gli alunni. Il territorio dà senso alle attività della scuola, integra e definisce il
Progetto di Vita dell’alunno.
- Personale non docente
I compiti del personale non docente sono relativi all’ambito dell’assistenza di base al
disabile nonché di vigilanza in ambiente scolastico e durante le attività didattiche
che si svolgono all’esterno della scuola in collaborazione con i docenti.

Indicazioni normative

La Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con
bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”
delinea e precisa la strategia inclusiva della scuola italiana al fine di realizzare
appieno il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni e gli studenti in situazione di
difficoltà. La Direttiva ridefinisce e completa il tradizionale approccio all’integrazione
scolastica, basato sulla certificazione della disabilità, estendendo il campo di
intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante all’intera area dei
Bisogni Educativi Speciali (BES), comprendente: “svantaggio sociale e culturale,
disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà
derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché
appartenenti a culture diverse”.
DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 66

“L'inclusione scolastica:
   a) riguarda le bambine e i bambini, le alunne e gli alunni, le studentesse e gli
studenti, risponde ai differenti bisogni educativi e si realizza attraverso strategie
educative e didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialita' di ciascuno nel
rispetto del diritto all'autodeterminazione e all'accomodamento ragionevole, nella
prospettiva della migliore qualita' di vita;
   b) si realizza nell'identita' culturale, educativa, progettuale, nell'organizzazione e
nel curricolo delle istituzioni scolastiche, nonche' attraverso la definizione e la
condivisione del progetto individuale fra scuole, famiglie e altri soggetti, pubblici
e privati, operanti sul territorio;
   c) e' impegno fondamentale di tutte le componenti della comunita' scolastica le
quali, nell'ambito degli specifici ruoli e responsabilita', concorrono ad assicurare
il successo formativo delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle
studentesse e degli studenti.
  2. Il presente decreto promuove la partecipazione della famiglia, nonche' delle
associazioni di riferimento, quali interlocutori dei processi di inclusione scolastica e
sociale. “

 Fermo restando l'obbligo di presentazione delle certificazioni per l'esercizio dei
 diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA, è compito doveroso dei
 Consigli di classe o dei teams dei docenti nelle scuole indicare in quali altri casi sia
opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed
eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una
presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni.
Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un
Piano Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e
documentare – secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata -
le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti.
Ove non sia presente certificazione clinica o diagnosi, il Consiglio di classe
motiverà opportunamente, verbalizzandole, le decisioni assunte sulla base di
considerazioni pedagogiche e didattiche condivise con le famiglie. In tal caso si
avrà cura, per il periodo strettamente necessario, di monitorare l’efficacia degli
interventi. Pertanto, a differenza delle situazioni di disturbo documentate da
diagnosi, le misure dispensative, nei casi sopra richiamati, avranno carattere
transitorio e attinente aspetti didattici, privilegiando dunque le strategie educative
e didattiche attraverso percorsi personalizzati, più che strumenti compensativi e
misure dispensative.

Adempimenti della scuola

L’Istituto, tramite l’attività di insegnamento dei Docenti e la collaborazione di tutte
le componenti delle istituzioni scolastiche, pone attenzione ad un apprendimento
degli studenti fortemente improntato al valore formativo dell’istruzione sia
professionale sia tecnica. Promuove la piena inclusione degli studenti con
disabilità, favorendo lo sviluppo di una comunità accogliente, nella quale
realizzare esperienze di crescita individuale e sociale.
L’Istituto si impegna:
1) a non perdere di vista il profilo culturale e sociale dello studente e a
personalizzare gli interventi educativo-didattici;
2) ad adottare una progressiva mediazione metodologico-didattica al fine di favorire
il superamento delle difficoltà nello studio;
3) ad intensificare e a valorizzare l’interazione scuola-famiglia attraverso un dialogo
costante per sostenere l’impegno dello studente;
4) a favorire i processi di accoglienza, inserimento e integrazione degli studenti
disabili nella didattica quotidiana.
Nel pieno rispetto delle leggi che regolano il diritto allo studio delle persone con
bisogni educativi speciali, il nostro Istituto è in grado di organizzare le attività, in
modo che il corso di studi possa offrire una efficiente e valida occasione di
realizzazione personale.

Analisi dei punti di forza e di criticità

   A. Rilevazione dei BES presenti:                                            n°

    disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3)                 9

          minorati vista
          minorati udito
          Psicofisici                                                         9

    disturbi evolutivi specifici
          DSA                                                                 2

          ADHD/DOP
          Borderline cognitivo
          Altro
    svantaggio (indicare il disagio prevalente)
          Socio-economico
          Linguistico-culturale
          Disagio comportamentale/relazionale
          Altro
Totali                                                                        11
% su popolazione scolastica
N° PEI redatti dai GLHI
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione
                                                                              2
sanitaria
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione
sanitaria

   B. Risorse        professionali Prevalentemente utilizzate in…
      specifiche
Insegnanti di sostegno             Attività individualizzate e di             sì
                                   piccolo gruppo
                                      Attività laboratoriali integrate        sì
                                      (classi aperte, laboratori protetti,
                                      ecc.)
AEC                                   Attività individualizzate     e    di   sì
                                      piccolo gruppo
                                      Attività laboratoriali integrate        sì
                                      (classi aperte, laboratori protetti,
                                      ecc.)
Assistenti alla comunicazione         Attività individualizzate     e    di   no
                                      piccolo gruppo
                                      Attività laboratoriali integrate        no
                                      (classi aperte, laboratori protetti,
                                      ecc.)
Funzioni strumentali /                                                        sì
coordinamento
Referenti di Istituto (disabilità,                                            sì
DSA, BES)
Psicopedagogisti e affini                                                     no
esterni/interni
Docenti tutor/mentor                                                          no
Altro:
Altro:
C. Coinvolgimento        docenti Attraverso…
      curricolari
                                    Partecipazione a GLI                 sì
                                    Rapporti con famiglie                sì
                                    Tutoraggio alunni                    NO
Coordinatori di classe e simili
                                    Progetti didattico-educativi     a
                                                                         NO
                                    prevalente tematica inclusiva
                                    Altro:
                                    Partecipazione a GLI                 NO
                                    Rapporti con famiglie                Sì
                                    Tutoraggio alunni                    NO
Docenti con specifica formazione
                                    Progetti didattico-educativi     a
                                                                         NO
                                    prevalente tematica inclusiva
                                    Altro:
                                    Partecipazione a GLI                 NO
                                    Rapporti con famiglie                NO
                                    Tutoraggio alunni                    NO
Altri docenti
                                    Progetti didattico-educativi     a
                                                                         NO
                                    prevalente tematica inclusiva
                                    Altro:

                                    Assistenza alunni disabili           SI

D. Coinvolgimento        personale Progetti di inclusione / laboratori   No
   ATA                             integrati
                                    Altro:
                                    Informazione /formazione su          no
E. Coinvolgimento famiglie
                                    genitorialità e psicopedagogia
dell’età evolutiva
                                         Coinvolgimento in progetti di
                                                                                no
                                         inclusione
                                         Coinvolgimento in attività di
                                         promozione    della comunità           No
                                         educante
                                         Altro:
                                         Accordi di programma           /
                                         protocolli di intesa formalizzati      NO
                                         sulla disabilità
                                         Accordi di programma               /
                                         protocolli di intesa formalizzati su   NO
                                         disagio e simili

F. Rapporti con servizi socio -          Procedure condivise di intervento
                                                                                No
   sanitari territoriali e istituzioni   sulla disabilità
   deputate       alla     sicurezza.    Procedure condivise di intervento
                                                                                No
   Rapporti con CTS/CTI                  su disagio e simili
                                         Progetti territoriali integrati        NO
                                         Progetti integrati a livello di
                                                                                Sì
                                         singola scuola
                                         Rapporti con CTS / CTI                 NO
                                         Altro:
                                         Progetti territoriali integrati        No

G. Rapporti con privato sociale e        Progetti integrati a livello di
                                                                                No
   volontariato                          singola scuola
                                         Progetti a livello di reti di scuole   NO
                                         Strategie     e     metodologie
                                         educativo-didattiche / gestione        Sì
H. Formazione docenti                    della classe
                                         Didattica speciale e progetti          sì
                                         educativo-didattici a prevalente
tematica inclusiva
                                        Didattica interculturale / italiano
                                                                                  No
                                        L2
                                        Psicologia    e     psicopatologia
                                        dell’età evolutiva (compresi DSA,         NO
                                        ADHD, ecc.)
                                        Progetti di formazione su
                                        specifiche disabilità (autismo,
                                                                                  NO
                                        ADHD,        Dis.    Intellettive,
                                        sensoriali…)
                                        Altro:
Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati*:                0   1     2   3    4
Aspetti organizzativi         e    gestionali     coinvolti   nel
                                                                              X
cambiamento inclusivo
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e
                                                                              X
aggiornamento degli insegnanti
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi
                                                                              X
inclusive;
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti
                                                                                  X
all’interno della scuola
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti
all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi                 X
esistenti;
Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e
nel partecipare alle decisioni che riguardano                                 X
l’organizzazione delle attività educative;
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla
                                                                              X
promozione di percorsi formativi inclusivi;
Valorizzazione delle risorse esistenti                                            X
Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili
                                                                         X
per la realizzazione dei progetti di inclusione
Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono
l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi            X
ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo.
Altro:
Altro:
* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo
Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei
sistemi scolastici

Obiettivi di incremento dell’inclusività proposti

ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA
    Valorizzazione tempo scuola/organici.
    Attenzione alla formazione delle classi.
    Rispetto della continuità didattica.
    Progettazione personalizzata per gli alunni con Disabilità/BES/DSA previa
     autorizzazione ed accordo con la famiglia.
    Integrazione attività curricolari-extracurricolari

TERRITORIO
   Rapporti costanti e collaborativi con servizi socio-sanitari-assistenziali.
FAMIGLIA
    Corresponsabilità e condivisione di intenti.
    Necessità di collaborazione.
STRATEGIE METODOLOGICHE
DIDATTICHE
    Metodologie didattiche attive, centrate sull’ascolto, sul coinvolgimento, sulla
     partecipazione, sul lavoro di gruppo e sulle attività laboratoriali.
    Utilizzo di misure dispensative e/o strumenti compensativi.
    Scelte metodologiche inclusive: cooperative- learning, tutoring, peer tutoring,
     didattiche plurali sugli stili di apprendimento, didattica per problemi.
    Rispetto dei tempi di apprendimento.

   MODALITA‟ DI INTERVENTO
 A classe intera.
   A piccolo gruppo.
   Individuale.
   Potenziamento.
   Recupero.
   Tutoring.
   Percorso personalizzato.
   Utilizzo inclusivo delle tecnologie.
   PDP (piano di studio personalizzato): i vari PDP elaborati dal Consiglio di
    classe, dovranno raccordarsi con una progettazione inclusiva della classe.
   Riconoscimento e valorizzazione delle differenze.
   Ogni progetto di arricchimento formativo avrà una sezione specifica di
    connessione con il Piano d’Inclusione d’Istituto.
   Attivazione per tutti i docenti di corsi di formazione su strategie didattiche
    digitali e innovative.

PROCEDURA SEGNALAZIONE CASI COMPLESSI
  1) In presenza di alunni problematici i docenti coordinatori, dopo una fase di
     osservazione, segnalano il caso alla F.S. o in mancanza ai Referenti: DSA, BES e
     Dispersione Scolastica, se del caso al D.S.,

  2) Si attivano le procedure adeguate:

PROCEDURA FREQUENZA SALTUARIA (solo per gli alunni che non hanno ancora
assolto l’obbligo scolastico)
         Si acquisiscono tutte la notizie (formali, come i registri delle frequenze,
          schede di valutazione, e informali, come informazioni ricevute dai
          docenti) disponibili sulla storia scolastica dell’alunno

         Invio lettera “frequenza scolastica”

         Convocazione dei genitori per informarli della situazione scolastica
          dell’alunno, delle conseguenze di assenze prolungate sul suo percorso
          di crescita e di apprendimento, e chiedendo un impegno immediato ad
          assicurare la sua frequenza scolastica per l’assolvimento dell’obbligo
          scolastico.
Se persiste tale situazione il D.S. invia:
    segnalazione servizi sociali

    segnalazione carabinieri

PROCEDURA DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO
Il Consiglio di Classe e i Referenti valutano la situazione e la inquadrano nella relativa
gravità, mettendo in pratica le modalità di gestione suggerite;
    1) incontrano la famiglia per avere informazioni sul vissuto scolastico
       dell’alunno e la richiesta di eventuale documentazione clinica

    2) acquisizione della documentazione o in mancanza si invita la famiglia a farne
       richiesta all’ASL di competenza

    3) Pianificano e Condividono il PDP

 PROCEDURA SVANTAGGIO SOCIO-CULTURALE - DISAGIO COMPORTAMENTALE
 E/O RELAZIONALE
 Il Consiglio di Classe e i Referenti valutano la situazione e la inquadrano nella
 relativa gravità, mettendo in pratica le modalità di gestione suggerite:
     Si contatta la famiglia e si cerca di concordare atteggiamenti educativi
      comuni

     Se necessario si richiede l’apporto dell’esperto dello sportello ascolto della
      scuola

     Il Consiglio di Classe prende in carico la gestione della situazione
      predisponendo il PDP

     Se necessario, interventi a sostegno della genitorialità richiesti ai servizi
      sociali
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