Conference internazionale digitale - DIGITAL EDITION: 70 mila visualizzazioni per la ...

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MEDIMEX 2020 - DIGITAL EDITION: 70
mila visualizzazioni per la prima music
conference internazionale digitale
Il MEDIMEX è sempre stato una grande festa, piena di luci, gente, colori e tanta musica declinata
nella sua più bella ed alta accezione, gli spettacoli dal vivo, ma anche tutto il mondo che ruota e fa
capo alle produzioni musicali.

Giorni bellissimi, nei quali ci si poteva perdere tra suoni, mostre, workshop, confronti, presentazioni
di libri, e poi gente, una folla festante che si spostava nelle varie location della città prescelta ad
ospitare l’evento, perché il MEDIMEX è stato itinerante e, come la musica che abita in tutti i luoghi
ma che non appartiene a nessuno, riempiva strade e piazze che quest’anno, a causa delle misure che
comportano il distanziamento sociale, sono rimaste vuote e silenziose.

L’evento però, nonostante tutto, continua a vivere ed animare pubblico, addetti ai lavori, curiosi ed
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appassionati, che hanno dovuto incontrarsi on-line nella solitudine dei propri appartamenti, ma
accomunati dal desiderio e dalla voglia di non lasciare che tutto questo muoia, che l’egregio lavoro
fatto finora da Puglia Sounds non venga perduto, affrontando con lo stesso entusiasmo il
MEDIMEX D, versione digitale, ma non per questo meno interessante, dell’omologo evento dal vivo;
largo, quindi, a webinar, incontri, confronti, dibattiti e workshop, tutto rigorosamente in streaming.

MEDIMEX Digital Edition, come l’omologa versione live, anche quest’anno ha esplorato il mondo
dell’industria musicale a 360 gradi, con le sue potenzialità ma anche criticità e trasformazioni
ancora più marcate a causa del particolare periodo che stiamo vivendo e che ha messo in crisi
l’intero comparto.

Mentre dai social si alzava il grido di aiuto per i tanti lavoratori rimasti a casa a causa del blocco dei
concerti dal vivo con l’hashtag #iolavoroconlamusica, trend topic del momento, il MEDIMEX D si
preoccupava di fornire strumenti necessari ad affrontare questo cambio di paradigma, dal modo di
affrontare la comunicazione digitale ai mezzi per aumentare i follower, insieme ai classici workshop
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altamente professionalizzanti e rivolti agli operatori del settore.

Accanto alla formazione a numero chiuso, ci sono stati gli incontri e le interviste con musicisti ed
addetti ai lavori, curati dal critico e giornalista musicale Ernesto Assante, che durante le varie
dirette Facebook si è confrontato con ospiti del calibro di Tommaso Paradiso, Clemente Zard di
Vivo Concerti, Ghemon, Chiara Santoro di Google Italia, Francesco Sarcina, Claudio Ferrante di
Artist First, Diodato, Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari e Andrea Rosi di Sony.

Molti i temi trattati e da molteplici punti di vista, dalle etichette indipendenti alle major per cercare
di trovare soluzioni e discutere su nuovi modi di fare musica ed intrattenere, analizzando le perdite
del mercato dei concerti dal vivo e dell’indotto, che si stima arrivino fino al 90%, ma anche per
interrogarsi su come si possa creare business sfruttando i nuovi canali on-line come streaming e
social network, mantenendo costante quel rapporto instaurato con i fan durante il lockdown, senza
sottovalutare il grande potenziale delle nuove tecnologie che permettono ai musicisti di lavorare a
distanza.

Sensazioni, timori, speranze ed esperienze di chi vive di musica e per la musica, di cui ci piace
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ricordare soprattutto il racconto accorato di Diodato e del variegatissimo mondo dei musicisti
pugliesi al quale Assante ha dedicato una interessante lezione.

Quelli stessi musicisti che l’organizzazione del MEDIMEX ha sempre cercato di valorizzare, fornendo
una vetrina internazionale prestigiosa, e che rappresentano il fiore all’occhiello di una regione, la
Puglia, che ha fondato anche sui grandi eventi musicali e sull’estro originale dei suoi artisti il fulcro
di un’offerta turistica già ricca dal punto di vista naturalistico.

La prima Digital Edition del MEDIMEX 2020 chiude i battenti con all’attivo quasi 100 ore di
attività in streaming, 1500 utenti che hanno partecipato a workshop e webinar online, 350
mila persone raggiunte sui social network, circa 70 mila visualizzazioni complessive, 130 mila
interazioni su Facebook, 140 mila su Instagram e 50 mila su Twitter.

Numeri da capogiro, che dimostrano, laddove ce ne fosse la necessità, l’enorme potenziale derivante
dall’utilizzo strategico degli strumenti on-line, in grado di catalizzare l’attenzione di migliaia di
utenti ed aprire nuovi mondi e nuovi mercati anche per tutti quei settori altamente creativi come la
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musica.

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Al via MEDIMEX D 2020, la prima music
conference internazionale digitale,
interamente fruibile on-line
Il MEDIMEX, uno degli eventi più attesi del panorama musicale pugliese e nazionale, il progetto
targato Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale
regionale, quest’anno non affollerà le piazze: al posto degli eventi live, assisteremo ad incontri in
streaming e webinar.

Il progetto, nato nel 2011 con una forte vocazione internazionale e pensato itinerante per poter
valorizzare ogni angolo della Puglia, quest’anno, giunto alla decima edizione, si sarebbe dovuto
svolgere a Taranto e Brindisi ma, alla chiusura dell’edizione 2019 con 80 mila presenze,
nessuno avrebbe mai immaginato che l’edizione 2020 sarebbe capitata nel bel mezzo di una
pandemia globale, tale da costringere gli organizzatori a rimandarla a data da destinarsi.

Un duro colpo per il comparto musicale a tutti i livelli, nazionale ed internazionale, che ha messo in
ginocchio l’intera filiera, ma principalmente la musica dal vivo, la prima a pagare lo scotto del
forzato distanziamento sociale.
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X 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.

I pugliesi, come tutti, hanno incassato il colpo, ma, invece di piangersi addosso, hanno cercato nuove
strategie d’approccio e comunicazione che potessero azzerare le distanze e fornire strumenti di
ampio respiro per superare la crisi.

In quest’ottica, nasce il piano straordinario d’intervento per la cultura e lo spettacolo della Regione
Puglia denominato “Custodiamo la Cultura in Puglia”, con cui l’assessorato all’Industria
turistica e culturale mette a disposizione 17 milioni di euro per sostenere gli operatori e le imprese
pugliesi nell’emergenza Covid-19, di cui 1,5 milioni sono destinati al rilancio del comparto musicale
ed alla realizzazione del MEDIMEX D, la prima music conference internazionale digitale,
interamente fruibile on – line.

Il MEDIMEX si è connotato, negli anni, come una manifestazione in costante evoluzione, non
meraviglia quindi l’ulteriore salto di paradigma che contraddistingue l’edizione 2020, interamente
digitale e che prevede tavoli di confronto su come la crisi modificherà l’industria musicale e la
fruizione della musica dal vivo ed in streaming, sulle nuove strategie di comunicazione da utilizzare
anche sfruttando la capacità promozionale dei social network, uniti alla possibilità di apprendere
strumenti altamente professionalizzanti, grazie a workshop creati ad hoc e destinati ai professionisti
del settore, ma senza dimenticare la promozione degli artisti locali.
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Come nelle precedenti edizioni, molti saranno gli incontri a tema con gli autori ed operatori del
settore, quest’anno rigorosamente live sui canali social ufficiali del MEDIMEX D, da Tommaso
Paradiso con Clemente Zard (Vivo Concerti), a Ghemon con Chiara Santoro (Google Italia), da
Francesco Sarcina con Claudio Ferrante (Artist First), a Riccardo Zanotti (frontman dei
Pinguini Tattici Nucleari) con Andrea Rosi (Sony), per citarne alcuni.

Non sarà invece possibile, quest’anno, fruire dei tanti concerti live, fiore all’occhiello delle
precedenti edizioni, catalizzatori ed elemento portante della promozione territoriale e turistica
pugliese.

È possibile visionare il programma completo della digital Edition, in onda dal 3 al 21 giugno,
sul sito ufficiale del MEDIMEX.

Come ogni anno, Smart Marketing sarà presente per raccontarvi i momenti salienti di questa
manifestazione orientata alla promozione culturale come volano di sviluppo territoriale ed esempio a
cui ispirarsi.

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Tutto cambierà, anche il cinema: i film che
ci aspettano dopo la quarantena
C’è vita dopo la quarantena? Sicuramente una vita diversa, dal lavoro alle vacanze, dal modo di
interagire a quello di divertirsi e in tutto questo ci sono l’arte e la cultura. Compagna e salvatrice di
questa quarantena, la cultura ha confermato il suo ruolo fondamentale nella nostra vita, anche
quando quest’ultima è in pausa dalla “normalità”. Come avremmo fatto senza libri, senza ricette di
cucina, senza musica e senza cinema? Per fortuna abbiamo la possibilità di reperire film anche
fermi sul nostro divano, grazie allo streaming e alla televisione, ma certamente per i professionisti
del settore non è un bel momento, tra uscite di film rimandate e riprese sospese, senza dimenticare i
gestori delle sale cinematografiche, costretti a chiudere fino a data da destinarsi.

https://www.youtube.com/watch?v=X2HBqizCR6U

In questa bolla di incertezze e di attese in cui viviamo, numerose sono le produzioni lasciate in
sospeso, tra cui alcune molto attese:

■   Jurassic World: Dominion
■   Animali fantastici -Terzo episodio
■   La Sirenetta (in live action)
■   Matrix 4
■   Mission Impossible 7
■   The Batman
■   Elvis

Accanto al problema delle riprese e delle post-produzioni interrotte dal virus, c’è anche quello di film
belli e pronti che stavano per uscire proprio in questi mesi, la cui uscita è stata rinviata.

Alcuni esempi:

■   Fast & Furious: The Fast Saga: uscita rinviata ad aprile 2021
■   Mulan: uscita rinviata a luglio 2020
■   Ghostbusters: Afterlife: uscita rinviata a marzo 2021
■   Sing 2: uscita rinviata a dicembre 2020
■   Top Gun: Maverick: uscita rinviata a dicembre 2020
■   Minions: The Rise of Gru: uscita rinviata a luglio 2021
■   No time to Die: uscita rinviata a novembre 2020
■   Wonder Woman 1984: uscita rinviata ad agosto 2020
■   Tenet: uscita rinviata a settembre 2020
■   Lupin III – The First: uscita rinviata a fine 2020
■   New Mutants: uscita rinviata a fine 2020
■   Volevo nascondermi: uscito per pochi giorni e poi sospeso fino a data da destinarsi
■   Ritorno al Crimine: uscita rinviata a data da destinarsi
■   Si vive una volta sola: uscita rinviata a data da destinarsi

https://www.youtube.com/watch?v=r6oeUfVs3Ws

Come in ogni circostanza c’è chi si ferma, chi rimanda e poi c’è chi trasforma le difficoltà in
opportunità e a tal proposito alcuni produttori hanno deciso di lanciare i film sulle piattaforme on
demand. Assistiamo, così, al debutto di alcune opere direttamente online: “The Lovebirds”, una
commedia americana che debutterà direttamente su Netflix; “Un figlio di nome Erasmus”, la
commedia del regista Alberto Ferrari, uscito il giorno di Pasqua su diversi portali; “L’uomo
invisibile” l’horror disponibile on-demand già da fine marzo; “Trolls World Tour”, il sequel di Trolls,
che dal 10 aprile sta riscuotendo un enorme successo in formato digitale.

                            Scopri il nuovo numero > Reset
       Dopo aver parlato, a febbraio, dell’interconnessione in “Virale” ed esserci interrogati a marzo
     sulla situazione attuale in “Tutto andrò bene (?)”, oggi, con “Reset”, vogliamo parlare di soluzioni
        concrete. L’online ed il digitale saranno quantomai utili per offrire soluzioni e creare nuove
                                                 opportunità.

In tutto questo caos generale, a trovarsi in difficoltà sono anche gli organizzatori di importanti
festival cinematografici, soprattutto il Festival di Cannes, previsto per maggio e quello di Venezia,
previsto per settembre. Gli organizzatori di entrambi i festival hanno deciso di non optare per
un’edizione online dell’evento, invece, prende sempre più forma l’ipotesi di una collaborazione tra i
due, se sarà possibile, nel mese di settembre.

https://www.youtube.com/watch?v=D5oC_NYpV0s

Tempi duri per tutti, insomma, ma questo non deve mai farci perdere la speranza che si possa
tornare a vivere nella “normalità”, anzi, migliorando il nostro modo di vivere e soprattutto convivere,
con noi stessi, l’altro e la Terra. Torneremo a fare tutto e torneremo anche nelle sale
cinematografiche, anche se c’è già chi pensa ad una valida alternativa, come il regista livornese
Paolo Virzì che, riflettendo sull’attuale situazione del cinema, dice di non essere contrario ad un
“grande rilancio estivo del drive-in”, una sorta di “se non riesci ad uscire dal tunnel, arredalo”,
trasformato in -se non puoi entrare nella sala, porta la sala al di fuori.

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Bugo lascia Morgan: la quarta serata del
70° Festival della Canzone Italiana
La quarta serata della settantesima edizione del Festival della Canzone Italiana, sarà da tutti
ricordata come quella in cui il sodalizio tra Bugo e Morgan, si sgretola sul palco dell’Ariston,
ormai consunto.
La serata precedente, si era chiusa con le votazioni dei maestri dell’orchestra e la relativa classifica,
i cui risultati, sono stati sommati alla classifica complessiva di tutte e tre le serate, ed è proprio con
quest’ultima che si apre la quarta serata.

In testa, Francesco Gabbani, seguito da Le Vibrazioni, Piero Pelù e Tosca, vincitrice nella serata
precedete con la cover di “Piazza Grande” di Lucio Dalla, ultimi Bugo e Morgan, dopo una serie di
polemiche che avevano già infiammato il palco dell’Ariston, ma che non lasciavano prefigurare
quello che sarebbe poi accaduto all’1:45, quasi sul finire della gara canora.

Intanto, parte anche la gara tra le nuove proposte, Tecla e Leo Gassmann sono in finale, ma il
pubblico preferirà “Va bene così” del giovane figlio di Alessandro Gassmann, che vincerà con il
52,5% dei voti, e che, già si era fatto notare ad X Factor.

Il premio della critica “Mia Martini” per la sezione Nuove
Proposte, andrà invece, agli Eugenio in via di Gioia con
l’originale “Tsunami”.
La quarta serata di questo Sanremo 2020, sarà quella in cui si appianano le polemiche con una sana
ironia. Così Tiziano Ferro e Fiorello metteranno tutti a tacere con un bacio rappacificatore, dopo
battutine al vetriolo, ed Amadeus sdrammatizzerà l’ingenua battuta “del passo indietro”, quando
ad affiancarlo nella conduzione sarà Francesca Sofia Novello.

Insieme alla Novello e ad Amadeus, ci sarà anche una scoppiettante e nazionalpopolare Antonella
Clerici, già conduttrice del Festival nel 2010.
Tantissimi gli ospiti anche per questa quarta serata, a cominciare dal grande Tony Renis, che
dirigerà l’orchestra dell’Ariston mentre Fiorello intonerà per il pubblico la sua intramontabile
“Quando, quando, quando”.
Sul palco dell’Ariston anche Ghali, Gianna Nannini insieme a Coez e la bellissima Dua Lipa.

  Rivivi le prime 3 serate del Festival di Sanremo 2020:

  ■   Le donne vogliono essere musica: la prima serata del 70° Festival della canzone
      italiana
  ■   Sanremo è Paolo: la seconda serata del 70° Festival della Canzone Italiana
  ■   Sanremo70: la terza serata del 70° Festival della Canzone Italiana

Questo Sanremo 2020 sarà anche l’ultimo raccontato da
Vincenzo Mollica, è Amadeus ad annunciarlo nel corso della
serata, suscitando commozione tra il pubblico.
I tanti momenti di spettacolo però, non riescono a distogliere l’attenzione dalla gara che si fa sempre
più accesa ed agguerrita anche perché, a votare stasera, sono i giornalisti della sala stampa
dell’Ariston.

Fiorello ed Amadeus ce la mettono tutta a cercare di creare un clima disteso, cercando di
appianare le polemiche che a Sanremo non mancano mai e, quando ci sono quasi riusciti, ecco che si
presenta sul palco del tempio sacro della musica italiana, l’imprevedibile.

Tutto filava liscio, e la serata era quasi in dirittura d’arrivo con le gli artisti delle 24 canzoni in gara
che si alternano, come da scaletta, sul palco, quando tocca a Morgan e Bugo.

Morgan sale sul palco, inizia a cantare, e quando si volta Bugo non è al suo posto; è andato via e
successivamente si rifiuta di rientrare mentre c’è sgomento tra Amadeus ed il pubblico tutto,
collegato grazie a Raiplay, da ogni angolo del mondo.

Più tardi si dirà che Morgan ha modificato estemporaneamente il testo della loro canzone “Sincero”,
per inveire contro il compagno di viaggio; e Bugo, stanco, forse, dei tanti capricci di Morgan, abbia
abbandonato il palco per non farci più ritorno, decretando di fatto, la squalifica dalla gara canora,
così come prevede il ferreo regolamento del Festival e con gran rammarico da parte del direttore
artistico che aveva fortemente voluto questa canzone in gara.

Se fosse una trovata di qualche guru della comunicazione
sarebbe geniale.
In fondo è meglio abbandonare la gara squalificati con disonore e montando un enorme polverone
mediatico che finirla, soffrendo, ultimi in classica, perché è questo quello che sarebbe accaduto
senza il plateale litigio.

Diciamola tutta, il duo incriminato non si era fatto amare da subito, anche alla luce delle tante
polemiche montate in continuazione, tanto da finire ogni sera inesorabilmente ultimi in classifica,
nonostante la loro performance, fosse migliore di tante altre in gara.

Malgrado la squalifica di Bugo e Morgan, la gara continua per gli altri 23 artisti e giunge al
termine, anche questa sera, con la consueta votazione.

La sala stampa preferisce, tra tutti, l’intensa “Fai rumore” di Diodato, seguito da Gabbani e da I
Pinguini Tattici Nucleari, mentre non piacciono Alberto Urso, Riki e Nigiotti.

Occhi puntati stasera, per l’ultimo atto di questa gara che si profila sempre più avvincente.

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Sanremo70: la terza serata del 70° Festival
della Canzone Italiana
La terza serata della settantesima edizione del Festival della Canzone Italiana, è quella dedicata alle
cover, i cantanti in gara, infatti, si sono esibiti portando sul palco dell’Ariston quelle canzoni che
hanno reso grande il Festival di Sanremo nel mondo.

La gara si mostra da subito incalzante, del resto, c’erano ben 24 canzoni da ascoltare e giudicare.

L’inflessibile giuria, sarà composta dai maestri dell’orchestra e del coro di Sanremo, che non
valuteranno il brano presentato, ma soltanto, il modo in cui sarà interpretato.

A tenere alto il ritmo, concorreranno le due co-conduttrici, Georgina Rodriguez e Alketa Vejsiu,
che insieme ad un Amadeus, sempre più spontaneo e meno ingessato, accompagneranno lo
spettatore nella ormai consueta maratona canora.

Georgina Rodriguez, compagna di Cristiano Ronaldo, presente in sala, si esibisce in un
conturbante tango, o almeno, ci prova, è, infatti, la prima volta che la modella si cimenta in questo
sensuale ballo.

Alketa Vejsiu, briosa conduttrice albanese, incanta tutti con la sua bellezza e la sua verve ed in un
perfetto italiano, racconta di un paese in dittatura, il suo, in cui non si poteva guardare Sanremo ed i
programmi considerati contro il regime e ringrazia l’Italia per l’accoglienza che ha sempre riservato
al suo popolo, infine, duetta magistralmente con Bobby Solo, cantando “Una lacrima sul viso”,
ricordandoci che la musica abbatte muri, confini e fa a meno dei passaporti.

La serata scorre talmente tanto veloce, e del resto, Amadeus l’aveva annunciato, che non si ha il
tempo di sentire la mancanza di Fiorello ed anche Tiziano Ferro, ormai ospite fisso, si esibisce una
sola volta.

C’è spazio anche per due ospiti internazionali, Lewis Capaldi e Mika, che omaggia la grande
musica italiana cantando una canzone di De André, anche se il più atteso di tutti è sicuramente
Roberto Benigni, che non calpesta il palco dell’Ariston da nove anni e rispetto ad allora, appare più
posato.

Il premio Oscar racconta all’Italia quella che, secondo lui, è la canzone delle canzoni, la canzone
d’amore più bella che sia mai stata scritta nella storia dell’uomo, il “Cantico dei Cantici” e ne legge
alcuni stralci, regalandoci un momento di pura poesia.

https://youtu.be/TDmCTVpxPu4

Lo spettacolo più grande, però, lo fanno i cantanti in gara reinterpretando quei pezzi che ormai
appartengono alla storia e alla memoria collettiva, alcune volte stravolgendoli, altre invece, facendoli
riacquistare nuova vita.

Volete rivivere le prime due serate del Festival di Saneremo
2020?
■   1a serata
■   2a serata

Anastasio con la PFM, attualizza “Spalle al muro” di Renato Zero, trasformandola in un
incontro/scontro generazionale, mentre Diodato e Nina Zilli, reinterpretano con gran estro 24000
baci, mentre Gabbani svecchia “L’Italiano” di Toto Cutugno.

Rancore con Dardust e La Rappresentante di Lista, ci regalano una intensa “Luce” di Elisa, così
come intense sono “E se domani”, interpretata da Raphael Gualazzi e Simona Molinari e la
bellissima “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi, giunto a supportare Enrico Nigiotti.

Insolita l’interpretazione di “Si può dare di più”, con un trio femminile d’eccezione, Levante,
Francesca Michielin e Maria Antonietta, così come insolita risulta “Gli uomini non cambiano”,
interpretata da Achille Lauro con Annalisa.

Alla fine la giuria dei maestri preferirà Tosca accompagnata da Silvia Perez Cruz,
nell’interpretazione di “Piazza Grande”, a metà tra flamenco e fado, la versione rock di “Cuore
Matto” alla Pierò Pelù e “Settanta volte”, il simpatico riassunto medley dei Pinguini Tattici Nucleari,
da “Papaveri e papere” a “Rolls Royce”.

Non piacerà, invece, l’interpretazione di “L’edera” di Riki e Ana Mena, la dance di “Non succederà
più” di Elettra Lamborghini con Myss Keta e la bellissima “Canzone per te”, forse resa troppo
leggera dalla rivisitazione di Bugo e Morgan.

Non ci resta che attendere stasera, quando questi risultati andranno a sommarsi alla classifica
generale, la gara è ancora aperta.

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Una nuova era del marketing: come riparte
il 2020. Intervista a Massimo Petrucci.
Il 2020 segna l’ingresso di un nuovo decennio e nell’aria si respira una voglia di cambiamento
diversa da quella che abbiamo visto fino ad oggi. Si parla sempre più di etica nel mondo del
marketing, di persone e di bisogni reali, di autenticità.

Il post-digitale è qui e ora.
Ci troviamo in un’era post-digitale dove è scontato che le aziende e le persone abbiamo adottato
strumenti e abitudini connessi al mondo del web e della tecnologia, un’era dove bisogna fare un
passo ulteriore ed essere protagonisti del proprio destino.

Tutto questo emerge in modo evidente dal report Accenture Technology Vision 2019 che detta i
trend dei prossimi 3-5 anni. Il focus di questa edizione è proprio l’era post-digitale che segna il
passo verso un cambio di paradigma: essere digitali, adottare le tecnologie, vivere il web, non è più
un tratto di differenziazione, non è più il vostro vantaggio competitivo, è la base da cui partire.

Le tendenze evidenziate dal report sono 5:
■   DARQ, acronimo che indica Distributed Ledger, Artificial Intelligence, Extended Reality e
    Quantum Computing. Guideranno la trasformazione di interi settori e saranno il volano
    dell’innovazione futura, rappresentano il prossimo set di tecnologie che ogni azienda dovrà
    padroneggiare.
■   GET TO KNOW ME, identificare l’unicità dei consumatori e cogliere nuove opportunità. Imparare
    a cogliere le nuove opportunità di mercato offerte da un’identità digitale in continua evoluzione,
    pensando a livello di persona non di mero consumatore;
■   HUMAN + WORKER, trasformare l’ambiente di lavoro e valorizzare le persone. La tecnologia sta
    cambiando le mutate modalità di lavoro e di interazione uomo-macchina, le persone stanno
    acquisendo nuove competenze grazie alle macchine e questo cambiamento va gestito e supportato;
■   SECURE US TO SECURE ME, uno dei fattori più sentiti è la sicurezza e le aziende ne sono
    responsabili;
■   MY MARKETS, soddisfare le esigenze dei consumatori in tempo reale. La tecnologia sta creando
    esperienze fortemente personalizzate e on demand.

          Scopri il nuovo numero > Il futuro è aperto
In questa era post-digitale, si sente il bisogno di tornare ad essere umani, di riscoprire i valori come
la fiducia, la sicurezza legata soprattutto alla privacy, perché le persone contano in quanto singoli
individui e non aggregati di massa.
Il nuovo fattore critico di successo e vantaggio competitivo è il purpose, inteso come insieme di
valori, storia e scopi che mettono al centro la persona, non il consumatore. Il nuovo modo in cui le
aziende vogliono iniziare a relazionarsi con gli utenti, il nuovo modo in cui gli utenti pretendono di
essere coinvolti dalle aziende.

In questo contesto vediamo come i contenuti siano sempre più forti e importanti per brand e
customer, sono il vero tesoro di ogni azienda.

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ci, fondatore e CEO di 667 agency

Intervistiamo Massimo Petrucci, fondatore e CEO di 667 agency, per parlare proprio di questo
2020, delle sue tendenze e di come i marketer contemporanei devono muoversi in questo nuovo
decennio.

D. Buongiorno Massimo, lei è conosciuto come uno dei primi 100 professionisti al mondo
su Lead Generation e Copywriting, qual è il suo segreto?

R. Il segreto è che non esiste nessun segreto. La parola magica è perseveranza nell’applicare un
concetto molto semplice che i giapponesi chiamano Kaizen ovvero piccolo, lento e costante
miglioramento. Ogni giorno mi impegno a migliorare un po’, a volte basta davvero poco: leggere un
nuovo articolo, una nuova pagina di un libro, guardare un video. Se da un lato la perfezione non
esiste, l’eccellenza invece sì. Mi piace pensarla come Jigoro Kano, che anche quando tutti lo
ritenevano il più grande maestro di judo perché ne era stato il fondatore, quando morì volle farsi
seppellire con la sua cintura bianca. Il messaggio era chiaro: il più grande esponente del judo
abbracciava l’emblema del principiante per la sua vita e oltre, perché riteneva che il viaggio
dell’allievo che cerca l’eccellenza per tutta la vita non dovesse finire mai. Ecco, il giorno che pensi di
essere arrivato, di sapere tutto ciò che c’è da sapere, quello è il tuo ultimo giorno da professionista.

D. Ha scritto libri, manuali e compendi su copywriting, lead generation, neuromarketing e
molto altro. Quali sono le tendenze del 2020 per i marketer del nuovo decennio?

R. Nel 2020 il marketer deve superare il paradigma della “conquista”, sto personalmente lanciando
la sfida di un marketing prima di tutto etico, perché quello di “lancia la rete e trascina chiunque”
ormai non ha più ragione di esistere per un semplice motivo: non funziona più!

A partire dal 2020 assisteremo ad una nuova trasformazione da “Cacciatori” a “Coltivatori”, infatti
il marketing del 2020 deve superare la grande sfida dell’attenzione, ma prima di tutto deve
superare il concetto di “catturare” l’attenzione. Pensare alla “cattura” fa pensare ad una
trappola, ad una rete gettata su qualcuno per poi trascinarlo là dove non vuole andare. Invece la
grande sfida è imparare a “coltivare” l’attenzione.

I titoli d’assalto, folcloristici, da gossip vanno bene per “catturare” l’attenzione, vanno bene solo per
generare un clic tanto per fregare gli inserzionisti dei giornali online con migliaia di visualizzazioni
inutili (inutili perché corrispondono a tempi di permanenza sulla pagina davvero irrisori). Inutili
perché non riescono a trattenere le persone poiché nella maggior parte dei casi non c’è nulla di
davvero interessante da leggere o “consumare”.

Se invece impari a coltivare l’attenzione vuol dire che impari a coltivare la fiducia e se mi
fido di te allora sono davvero disposto ad ascoltarti. Se ti ascolto, allora hai davvero sedotto la
mia attenzione e se mi fido di te allora per me sei diventato un brand. Nel momento in cui sei
diventato un brand, allora sei diverso dagli altri e se per me sei diverso dagli altri allora non ne farò
più una questione di prezzo.

Lascia che te lo dica in maniera diversa: Se mi fido di te allora per me sei diverso dagli altri e sei
speciale. Se per me sei speciale, con te io mi sento speciale. Se solo con te mi sento speciale, allora
sei un brand. Se per me sei un brand, allora sono disposto a pagarti di più.

  Leggi anche le nostre rubriche:

  ■   Interviste
  ■   Social e New Media

D. Il suo podcast “Mai dire 30 min. di Marketing!” è molto seguito, quali sono le tematiche
che interessano maggiormente i suoi ascoltatori?

R. All’inizio tutti erano alla ricerca di un pulsante magico, una formula magica per ottenere clienti.
Tuttavia, dopo un anno di lavoro costante, Giuseppe Franco ed io, abbiamo lavorato ad un concetto
fondamentale: non esistono scorciatoie. Chi ti vende l’idea di “clienti a costo zero”, “ricco in 21
giorni”, “scrittura ipnotica per vendere qualunque cosa a chiunque anche se non la vuole”, ti sta
truffando. Oggi chi segue le nostre puntate sa che sono vere sedute di formazione, con un linguaggio
leggero, a volte divertente, ma sempre ricche di contenuto di alto valore formativo. Quello che ci
richiedono più spesso sono temi sulla scrittura persuasiva (copywriting), sulle strategie per ottenere
clienti, sul personal branding e, più in generale, sulla comunicazione efficace.

D. Quali progetti possiamo svelare per questo 2020 ruggente?

R. In questo 2020 mi focalizzerò molto di più sulla formazione, in molti me lo stanno chiedendo e
fino ad ora ho sempre mantenuto al minimo questo tipo di attività. Eppure è ciò che amo più di ogni
altra cosa, mi piace dare, divulgare e far comprendere alle persone come ottenere risultati grazie
alla comunicazione, al copywriting e alla lead generation. Ad ottobre 2020 condividerò il palco con
uno dei più grandi esperti mondiali di marketing, parlo di David Meerman Scott e lo farò per il
secondo anno consecutivo. È un grande onore per me e sono orgoglioso di rappresentare l’Italia in
questo evento. Anche per questo ho deciso di focalizzarmi di più sulla formazione e, magari, anche
sul mio nuovo libro, ho in mente qualcosa di strepitoso!

Ti è piaciuto? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti. Rispondiamo sempre.

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Simply the best – L’editoriale di Ivan
Zorico
I fine anno sono da sempre tempo di bilanci.
Cosa è andato bene, cosa è andato storto, cosa poteva
essere migliorato, cosa ha sorpreso positivamente e così
via.

Ma questo fine anno lo è probabilmente anche un po’ di più.
In questi giorni non si sta solo chiudendo il 2019, ma anche un decennio. E, allora, se
facciamo lo sforzo di allargare la prospettiva, possiamo vedere che il bilancio da fare è ben più
corposo.

Due sono le strade che si possono intraprendere in questo percorso a ritroso: quella pubblica e
quella privata.

Come una qualsiasi strada pubblica, quello che accade in questi luoghi tocca più o meno da vicino
tutti noi. A volte ne siamo fortemente interessati, a volte siamo dei semplici osservatori e, a volte, ne
siamo implicati nostro malgrado.

Cosa è successo quindi in questi dieci anni? Di certo non ho la pretesa di fare un resoconto
esaustivo, ma riporterò quello che maggiormente mi ha colpito.

Rivoluzione digitale
Certamente è stato il decennio (2010-2019) dell’esplosione della tecnologia, del web e dei social. Un
mondo digitale che ha dato all’uomo il potere di essere davvero al centro, di esprimersi
pubblicamente e di farlo in qualsiasi momento. Un potere in grado di disintermediare, di renderci
tutti più veloci e farci sentire nel futuro. Ovvio che come tutte le rivoluzioni, anche quella digitale si
è trascinata con sé problematiche sociali e non. D’altronde sino a dieci anni fa (o poco più) l’uomo si
è sempre approcciato ad un mondo che, seppur in divenire, manteneva una velocità abbastanza
stabile, incapace di creare enormi scossoni. Oggi, invece, facciamo i conti con uno tsunami. In
un tempo limitatissimo, l’online ha modificato tutti gli aspetti della nostra vita. E siamo solo agli
inizi. Sarà bello vedere tra dieci anni cosa saremo in grado di fare e come l’umanità sarà progredita.
Perché al netto delle storture, che comunque ci sono, tornare indietro è impossibile. L’uomo dovrà
risvegliare il suo innato spirito di adattamento. Il mondo intorno a noi sta cambiando e noi dovremo
fare lo stesso. Ed alla svelta.
Scopri il nuovo numero > Simply the best
Ambiente e partecipazione
Negli ultimi tempi si sta risvegliando una sorta di coscienza collettiva. Alcuni lo definiscono una
sorta di nuovo ’68. La questione ambientale è certamente il tema di questi ultimi tempi. Tema che ha
come riferimento fulgido una ragazzina svedese – Greta Thunberg – in grado in breve tempo di
saper connettere pacificamente milioni di persone nel mondo (per lo più appartenenti alla
Generazione Z, come lei), influenzare l’opinione pubblica e di portare sui tavoli della politica
internazionale le istanze del mondo ambientalista. Metodi di produzione, abitudini e consumi devono
essere rivisti nell’ottica della sostenibilità ambientale e sociale. Se tra dieci anni il mondo sarà più
vivibile lo dovremo in gran parte anche a lei, al suo attivismo ed al suo essere diventato icona di una
generazione. L’uomo ha bisogno di esempi positivi per migliorare e cambiare. E Greta lo è.

Tensioni, politica e divisioni
Il decennio 2010-2019 è certamente figlio di quello precedente. E non poteva essere altrimenti. La
crisi economica scoppiata negli Stati Uniti con il fallimento della Lehman Brothers nel
settembre 2008, ha contagiato successivamente l’Europa mandando in recessione molti stati e
mettendone a rischio molti altri, Italia compresa. La Grecia, la culla della civiltà occidentale, ha
corso il serio rischio di uscire dall’euro; Spagna, Irlanda e Portogallo sono stati soccorsi dal fondo
salva stati; l’Italia è stata salvata dal governo tecnico di Monti dopo che lo spread tra BTP e BUND
tedesco era arrivato a quotare 574 punti il 9 novembre 2011.
Il mondo conosce l’ISIS, prima noto come Daesh, e la sua strategia del terrore. Attentati in
giro per l’Europa ci fanno sentire indifesi a casa nostra. Cose semplici, normali, come andare al
ristorante o ad un concerto mettono paura. Le misure di sicurezza degli Stati si innalzano, dopo poco
tutto sembra tornare alla normalità, anche vedere dei militari armati in giro nelle piazze delle nostre
città. Abbiamo perso definitivamente l’età dell’innocenza.
La politica replica con soluzioni vecchie a problemi nuovi, con risposte semplici a problemi
complessi. Come l’immigrazione. Alzate di muri, porti chiusi e paura dell’altro, sono gli slogan che
vanno per la maggiore. Le persone hanno legittimamente bisogno di sicurezza e stabilità. D’altronde
crisi economica, rivoluzione digitale e cambiamenti generazionali, minano certezze e necessitano di
visione. Il vento sovranista spira sul mondo occidentale, si fa sempre più strada l’idea che “soli è
meglio” (vedi Brexit) e parole come integrazione, cooperazione ed unione, hanno assunto una veste
negativa. Il prossimo decennio non inizia sotto i migliori auspici.

Sin qui la strada pubblica, e quella privata?

Qui il cerchio si restringe, sotto i riflettori ci finiamo noi. Nella propria strada privata ognuno ha
le sue storie, i suoi percorsi e i suoi sogni. Ci troviamo da singoli a vivere questi anni complessi,
ma pieni di opportunità. Solo noi possiamo sapere dove possiamo arrivare e quando. Quello che non
dovrebbe mai mancare è l’impegno a migliorarsi. Se il decennio appena passato ci è sembrato
assurdo, stressante e iper veloce, il prossimo lo sarà anche di più. Saranno anni intensi.
Saranno gli anni del turismo spaziale, per dirne una. Il tempo e la storia hanno cambiato
definitivamente marcia. Stare al passo è l’unica soluzione possibile.

Buona lettura.
Ivan Zorico

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commenti. Rispondo sempre.
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giusto: www.linkedin.com/in/ivanzorico

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I nuovi anni ‘20: gli anni ruggenti dei
social e della tecnologia
Come saranno i nuovi anni ‘20? Niente a che fare con lo swing e le collane di perle questa volta,
possiamo scommetterci. Al posto dell’essenzialità di Coco Chanel ci accontenteremo dell’onniscenza
di Alexa; e la luce di lustrini e paillettes sarà facilmente sostituita da quella di schermi di
smartphone e tablet. E voilà…ecco gli anni ruggenti della tecnologia!

Inutile chiedersi se sia meglio o peggio, se tutto questo digitale e web 2.0 o 3.0 ci abbia fatto
bene, abbia migliorato le nostre vite o noi stessi. Probabilmente sì, da un canto ci ha facilitato la vita,
ha semplificato molte delle nostre attività, e dall’altro lato ci ha reso pigri, incapaci di approfondire,
schiavi degli schermi. Come già detto è inutile chiederselo ed è altrettanto inutile rispondersi,
perchè il progresso avanza e non possiamo di certo andargli contro. Il punto è trovare la
formula giusta, affrontarlo come esseri pensanti e consapevoli, usarlo come un alleato e non come
un mero semplificatore.

Negli ultimi 20 anni abbiamo rincorso il web, affascinati dalle sue potenzialità, dall’opportunità di
connetterci facilmente con ogni punto del mondo e di ottenere ogni tipo di informazione. Le aziende
hanno iniziato a sognare sempre più in grande, ammaliate dall’idea di non avere confini per il
proprio business. E così il primo must have fu il sito web, ben presto accompagnato dalla
presenza sui social.

Una presenza spesso un po’ casuale, poco curata, ma che marcava il territorio e diceva “ci sono
anche io”, presupponeva un “come potrei non esserci?” e nascondeva spesso anche un “e ora che ci
faccio?” O “a cosa mi serve?”.

           Scopri il nuovo numero > Simply the best
A una fase iniziale di scoperta seguì una fase più pragmatica e di sperimentazione, fino
alla fase attuale di maturità digitale, in cui c’è addirittura anche chi fa qualche passo
indietro. Nell’anno che sta per concludersi, il 2019, hanno infatti fatto scalpore alcune
aziende come Lush (a metà Aprile) e Unicredit (a Giugno) che hanno deciso di
abbandonare i social. Stanche, forse spaventate dalla comunicazione a due vie, del
crescente potere, e diritto di parola, dei consumatori o dalle regole del gioco (leggasi
algoritmo).

  Visualizza questo post su Instagram

   We’re switching up social.⁣ ⁣ Increasingly, social media is making it harder and harder for us to talk to
   each other directly. We are tired of fighting with algorithms, and we do not want to pay to appear in
   your newsfeed. So we’ve decided it’s time to bid farewell to some of our social channels and open
   up the conversation between you and us instead.⁣ ⁣ Lush has always been made up of many voices,
   and it’s time for all of them to be heard. We don’t want to limit ourselves to holding conversations in
   one place, we want social to be placed back in the hands of our communities – from our founders to
   our friends.⁣ ⁣ We’re a community and we always have been. We believe we can make more noise
   using all of our voices across the globe because when we do we drive change, challenge norms and
   create a cosmetic revolution. We want social to be more about passions and less about likes.⁣ ⁣ Over
   the next week, our customer care team will be actively responding to your messages and
comments, after this point you can speak us via live chat on the website, on email at
   wecare@lush.co.uk and by telephone: 01202 930051.⁣ ⁣ This isn’t the end, it’s just the start of
   something new.⁣ ⁣ #LushCommunity – see you there.

               Un post condiviso da LUSH UK (@lush) in data: 8 Apr 2019 alle ore 12:17 PDT

Se ne è discusso tanto per mesi, ci siamo chiesti se fosse un nuovo trend e quante altre aziende
avrebbero presto seguito l’esempio, gli addetti ai lavori hanno osservato con terrore questa mossa,
preoccupati dalle conseguenze…ma in verità non è successo nulla. Un po’ come quando un amico
lascia la festa troppo presto, e tu provi a convincerlo a rimanere ancora un po’, ma in fondo se va via
la festa continua in ogni caso.

Se i mercati sono conversazioni chiudere delle finestre di dialogo è davvero una buona idea? Gli
italiani sui social media sono più di 35 milioni, con un trend sempre crescente. Chi
snobberebbe 35 milioni di potenziali clienti? Se i social media ci spaventano ancora, se l’opportunità
di dar voce a clienti e consumatori ci infastidisce e se riteniamo che dover destinare delle risorse alla
comunicazione web o investire del budget in Ads sia troppo impegnativo…allora stiamo ancora
sbagliando qualcosa. Forse quella maturità digitale non c’è ancora, ma è sola
assuefazione.

Leggo spesso che l’offline è il nuovo online; ovvero che come il web ci ha ammaliati negli ultimi 15
anni… adesso è tutto ciò che è fuori dal web ad attirarci, perchè l’incantesimo si è un po’ spezzato, e
noi non vediamo più soltanto i pro dell’online. Siamo affascinati dall’autenticità, dagli incontri
dal vivo, dai contatti veri, e dunque il web, sempre capace di adattarsi alle esigenze di chi lo
utilizza, diventa strumento abilitante: crea una connessione online che sfocia in un contatto
offline. Pensiamo alle community, ai social network, alle app e ai siti di incontri o ai gruppi
professionali.

Stiamo per entrare nel 2020, un anno che suona subito
futuristico, eppure sembra sia passato un attimo dal 2000, o
dal 2004, anno ufficiale di nascita di Facebook, il più grande
social network al mondo.
Ci siamo lanciati un po’ alla cieca in questo nuovo mondo del web, lo abbiamo osservato e plasmato
negli anni. Se esserne schiavi o padroni possiamo deciderlo noi. Ignorarlo non è un’opzione valida,
dominarlo grazie alle giuste competenze e alla conoscenza approfondita delle sue potenzialità è
sicuramente la scelta vincente.

E allora tornando al trend dell’offline, ancora una volta dobbiamo parlare di comunicazione
integrata: stare online non vuol dire non stare offline. La buona comunicazione, il buon
marketing è un mix del tutto, è l’utilizzo sapiente di tutti i mezzi utili ad uno scopo, che si combinano
come i pezzi di un puzzle. Ed è possibile costruirlo solo conoscendo la tecnica, quali pezzi incastrare,
e avendo ben presente l’immagine intera da voler costruire alla fine.

Niente di più facile o forse niente di più difficile. Giudicate voi.
Ti è piaciuto? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti. Rispondiamo sempre.

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Tutti i ponti e le vacanze in calendario del
2020
Il 2020 è arrivato e, come di consueto, parte la ricerca sul calendario di tutti i ponti e le vacanze che
ci aspettano nel nuovo anno.

Ormai lo abbiamo capito: organizzarsi per tempo ci dà un vantaggio nella prenotazioni dei viaggi e
nella pianificazione delle ferie. Pertanto questo è il momento di segnare sul proprio calendar quelle
date strategiche in grado di farci prendere il meritato riposo.

Non perdiamo tempo, iniziamo.
Capodanno (1° gennaio) e l’Epifania (6 gennaio) del 2020 ci sorridono: cadono rispettivamente
di mercoledì e lunedì. Con pochi giorni di ferie si riesce a prendere un bel periodo di vacanza.

Passato il maxi blocco delle ferie natalizie, passiamo direttamente a Pasqua che quest’anno cade il
12 di aprile. A Pasqua segue ovviamente il Lunedì dell’Angelo (Pasquetta). In questo periodo
effettivamente non si può parlare proprio di ponti, ma quantomeno di qualche giorno di relax.

Di ponti non si può parlare neanche per il 25 aprile (Festa della Liberazione) perché ahinoi
quest’anno cade di sabato. Meglio invece il 1° maggio (Festa dei Lavoratori) che viene di
venerdì.
Passiamo quindi al 2 di Giugno (Festa della Repubblica Italiana) che ci concede un bel ponte,
cadendo di martedì.

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Il 2020 è un anno bisestile e la tradizione, non so perché, dice essere un anno non troppo fortunato.
Superstizione a parte, le prossime festività in calendario in effetti non sono proprio le più fortunate
per gli amanti dei ponti. Ferragosto (15 agosto) e Giorno dei Santi (1° novembre) cadano
rispettivamente di sabato e di domenica. Una vera disdetta.

Ed eccoci arrivati così a dicembre 2020. Dicembre è il mese con potenzialmente il numero più alto di
ponti e festività.

Partiamo con una buona notizia: l’8 di dicembre (Immacolata concezione) viene di martedì.
Natale e Santo Stefano (25 e 26 dicembre) ci sorridono a metà; Natale cade di venerdì e, di
conseguenza, Santo Stefano di sabato. L’anno si chiude con una buona notizia: il 31 di dicembre
2020 sarà un giovedì e, pertanto, Capodanno (1° gennaio 2021) sarà di venerdì.

Riepiloghiamo tutti i ponti e le vacanze in calendario del
2020.
■   Capodanno: mercoledì 1° gennaio
■   Epifania: lunedì 6 gennaio
■   Pasqua: domenica 12 aprile
■   Pasquetta, Lunedì dell’Angelo: lunedì 13 aprile
■   Festa della Liberazione: sabato 25 aprile
■   Festa dei Lavoratori: venerdì 1° maggio
■   Festa della Repubblica Italiana: martedì 2 giugno
■   Ferragosto: sabato 15 agosto
■   Giorno dei Santi: domenica 1° novembre
■   Immacolata Concezione: martedì 8 dicembre
■   Natale: venerdì 25 dicembre
■   Santo Stefano: sabato 26 dicembre
■   Capodanno: venerdì 1° gennaio 2021

Come ogni anno, ricordatevi di dare un’occhiata a quando cade in calendario il Santo Patrono della
vostra città perché spesso regala delle belle sorprese.

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Email marketing: ecco quali sono i trend
più importanti per il 2020
L’innovazione tecnologica, la digitalizzazione, l’automazione e l’evoluzione neuronale, legata ma
anche per certi versi indipendente da questi fattori, ci spingono ad aggiornare costantemente le
nostre competenze e a tenere il passo di tutti i frenetici cambiamenti.

Se prima era il passaparola a fare da tramite tra venditore e acquirente, dopo abbiamo visto le
pagine di giornali e riviste riempirsi di sponsorizzazioni e dopo ancora i display dei nostri computer
e cellulari. Ne è passato di tempo da quando nel 1978 Gary Thuerk, dipendente della Digital
Equiment Corporation, inviò la prima email marketing. Il suo scopo era promuovere un nuovo
modello di pc a 36bit. Se ci riuscì o meno è un dato discordante, ciò che importa è che da allora fu
rivoluzionata una parte fondamentale del customer journey. Thuerk cambiò le fasi dell’acquisizione e
della fidelizzazione dei clienti.

Quanto contano le newsletter nelle strategie di marketing
Oggi la DEM (digital email marketing) è ancora un validissimo canale del funnel di vendita, è tra gli
strumenti che, nella cassetta degli attrezzi del web marketer, non devono mai mancare.

Secondo alcune statistiche raccolte da Hubspot e da Yes Lifecycle Marketing:

■   l’89% degli addetti al settore utilizza l’email come canale privilegiato di comunicazione
■   il 66% dei compratori effettua un acquisto dopo aver ricevuto un email, il 20% a seguito di un
    annuncio postato su Facebook e solo il 6% tramite Twitter
■   l’80% dei commercianti indica la dem come principale strumento attrattivo per clienti potenziali e
    abituali.
Ancora, sembra che da 247 miliardi di email marketing giornaliere inviate nel 2010 si passerà, nel
2020, a ben 307.

Non male per approfondire l’argomento e aggiornarsi sui trend da seguire!

Personalizzazione e UGC al primo posto
Ci sono diversi fattori da considerare per elaborare una strategia di email marketing che segua il
passo dei cambiamenti che hanno caratterizzato questo 2019 e che inevitabilmente avranno delle
ricadute sull’anno che è alle porte.

Partiamo dal primo aspetto da considerare per far impazzare l’open rate (tasso di apertura delle
email) e il CTR (percentuale di click sui link contenuti nel messaggio), la personalizzazione.

I Millennials vogliono essere considerati come persone, non numeri, né codici. Sono meno formali
dei loro predecessori e necessitano di un tono di voce colloquiale e caloroso. Preferiscono leggere
email dal contenuto ironico, scherzoso e personalizzato, in cui viene citato il loro nome e si fa
riferimento alle loro precedenti abitudini d’acquisto. Niente paura, anche per questo ci sono
utilissimi strumenti di segmentazione e targeting, CRM e sistemi di gestione automatica dei dati.

          Scopri il nuovo numero > Simply the best
Strettamente collegato al primo, un altro mantra che si è affermato recentemente e che deve far
parte della liturgia del web marketer riguarda gli user generated contents (UGC).

I consumatori, si sa, vogliono essere considerati parte integrante del processo creativo del prodotto
che acquisteranno, vogliono condividere con il brand i suoi valori e la sua filosofia. Vogliono essere
coinvolti. E quale miglior strumento dell’email marketing?

Basta invitali a condividere lo scatto delle scarpe che hanno appena acquistato in negozio e in
cambio offrirgli il 20% di sconto sul prossimo articolo. Questo genererà fidelizzazione e aumento
delle conversioni, perché quella foto farà il giro del web e sarà garanzia di affidabilità per i futuri
clienti.

Sempre in merito al contenuto, si è affermata negli utili tempi una tendenza che forse non ci
saremmo aspettati, la preferenza del testo rispetto alle immagini.

Quindi, d’ora in avanti nelle email, text only e interazioni.
Vuol dire che le immagini sono bandite?

Certo che no, ma la user experience (UX) testimonia una vera e propria orda di email della quale
molte volte le persone si sentono “vittime”. Per cui, un contenuto più semplice, breve (di circa 50
parole) e meglio organizzato rispetto agli altri, risulterà di maggior impatto. Molto diffusa
ultimamente è anche la gamification (l’uso di elementi provenienti dai giochi e dalle tecniche di
game design) che stimola ad interagire e a compiere una call to action.

Nel futuro dell’email marketing ci sono iscritti più selettivi e
pretenziosi
Altri trend sono di tipo tecnico e riguardano la forma più che la sostanza.

Se vi state ancora chiedendo quale sia il miglior metodo di iscrizione a una newsletter tra single o
double opt-in, per questo 2020 non c’è dubbio, meglio la seconda opzione.

Per single opt-in s’intende una modalità che prevede di ricevere comunicazioni in maniera più
immediata, semplicemente inserendo il proprio indirizzo email, senza fornire altre informazioni. La
modalità double opt-in, invece, richiede un ulteriore passaggio, ovvero la conferma delle credenziali
e questo può risultare più “scocciante” per l’utente, ma è sicuramente più sicuro per chi gestisce il
sistema. La conferma infatti darà maggiori garanzie sull’identità dell’iscritto e agirà come
filtro per evitare che s’iscrivano alla newsletter anche hacker, bot o persone non realmente
interessate. Questo, nel contesto dell’inondazione di contenuti di tutti i tipi, funziona come valido
strumento da prendere i considerazione per selezionare la propria lista di contatti.

E per quanto riguarda il responsive-design?
Si conferma la tendenza del mobile-first che, inaugurata nel 2017 nel 2020 vedrà la sua più
completa affermazione. Attualmente il 53% delle email vengono visualizzate tramite smartphone, ma
questo numero è destinato a crescere (secondo ricerche riportate dal blog di Adv Media Lab).
L’usabilità e la funzionalità sono le prime caratteristiche di una dem efficace. Gli utenti devono poter
fruire del messaggio da qualsiasi dispositivo, senza alcuna distinzione. Questo è un aspetto
imprescindibile per puntare all’engagement e conseguentemente alla conversione. Quindi, bisogna
usare servizi di email marketing che siano mobile friendly, cioè in grado di generare email leggibili e
con cui si può interagire facilmente tramite cellulare.

La parola d’ordine del futuro è anche automazione. Le ultime innovazioni in campo digital hanno
spianato la strada all’email automation e sembra che a partire dal prossimo anno ci si muoverà
sempre più in questa direzione. Servizi di marketing in cloud, segmentazione, report, test a/b
completamente automatizzati e chatbot, pronti a rispondere a tutti gli utenti in qualsiasi momento,
ridurranno sempre più i costi, aumentando il ROI (ritorno sull’investimento) e favorendo quella
personalizzazione così richiesta e tanto attesa per la nascita di una reale single customer
experience.

Secondo Tom Klein, CMO di Mailchimp, in breve tempo le campagne di email marketing
diventeranno sempre più interattive e daranno la possibilità agli iscritti di compiere diverse azioni.
Senza mai lasciare la loro casella di posta, gli utenti potranno fare acquisti e usufruire di servizi
tipici delle app.

Ai professionisti del marketing non resta che prendere nota di questi cambiamenti e prepararsi ad
aggiornare la lista perché si prospetta un 2020 molto produttivo. Il punto di partenza è elaborare
contenuti personalizzati, interattivi, attenti alla UX, responsive e automatizzati!

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