1993NUMERO ZERO OTTOBRE DUEMILAEVENTI - LICEO FALCONE

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1993NUMERO ZERO OTTOBRE DUEMILAEVENTI - LICEO FALCONE
1993     Numero Zero
Ottobre Duemilaeventi
1993NUMERO ZERO OTTOBRE DUEMILAEVENTI - LICEO FALCONE
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INDICE

Editoriale, di Angelica Capelli                                     Pag.2
Quando tutto questo sarà finito - Voci                              Pag.7
dalla pandemia, degli studenti del Liceo
Falcone
Com’è profondo il mare, di Gaia Favaro                             Pag.31
Che mondo ci aspetta, di Michela                                   Pag.34
Masserini
Urinetown, di Martina Illi                                         Pag.41
Specchio riflesso, di Susanna Frigeri                              Pag.44

REDAZIONE

Direttrice: Angelica Capelli, 5^I
Vicedirettrice: Tais Baggi, 4^F
Redattori: Isabel Barachetti, 2^C; Susanna Frigeri, 2^C; Michela
Masserini, 5^O; Federico Reduzzi, 5^D; Mariarita Singh, 4^E.
Capo traduttore: Federico Reduzzi 5^D
Vignettista: Francesco Dorini, 3^E
Giornalisti: Tais Baggi; Isabel Barachetti; Angelica Capelli; Gaia Favaro,
1^I; Susanna Frigeri; Giulia Galbiati, 5^C; Martina Illi, 1^I; Michela
Masserini; Ruben Pezzotta, 1^H; Mariarita Singh, Mirko Tironi, 1^I.
Referente del progetto: prof. Gusmini

Hanno scritto per questo numero: Angelica Capelli, Gaia Favaro,
Michela Masserini, Martina Illi, Susanna Frigeri, le studentesse e gli
studenti del Liceo Falcone

Hanno impaginato questo numero: prof. Gusmini, Angelica Capelli

Copertina e illustrazione (pag. 11) a cura di: Francesco Dorini
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Editoriale
Futura
“Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è il segno
che il caso, fino a tutto questo anno, ha trattato tutti male…quella vita
ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non
si conosce, non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso
incomincerà a trattare bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita
felice.”

Dal “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere” – Operette
Morali, G. Leopardi

 F
          uturo. Dicono che noi               sere una principessa o una
          giovani siamo tesi verso            rockstar, perché ai bambini
          il futuro, con i progetti           nessuno ancora ha insegnato
     che continuamente costru-                che non sempre nella vita vo-
     iamo e disfiamo, che nessu-              lere è potere: non lo insegnano
     no sogna come noi, dato che              i genitori, non lo si trova scritto
     ancora non abbiamo vissuto.              sui libri. Ma accade che quella
     A cinque anni, dicono, ogni              principessa cresce e perde la
     bambino può sognare di es-               chitarra elettrica, seppellendo-
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   la sotto montagne di compiti,       Così, quando scopro che devo
   e a diciott’anni, anche se con-     scrivere proprio di speranza -
   serva quel sogno nel cuore, si      perché di negatività ce n’è già
   vergogna a parlarne: dicono         abbastanza in giro, grazie tante
   che di sogni non si vive. Ma se     – non so da dove iniziare. Ma mi
   non vivo di sogni, che cos’è il     hanno fatto lo scherzo di metterla
   mio futuro?                         in copertina, voi lettori audaci la
Per sognare devo attingere al          troverete in ogni pagina di questo
cielo, ma vedo solo il soffitto in     numero. E io come ve la racconto
questo momento, troppe luci fuori      la speranza?
dalla finestra. Come trovo la mia      Per i greci era una dea, Elpis. Pa-
strada nella notte così inquinata?     radosso dei paradossi, era conte-
Come faccio a avere fiducia nel        nuta nel vaso costruito da Efesto
futuro, se sembra che il mondo         che Zeus, padre degli dei, donò
abbia deciso che lo diverte girare     a Pandora, imponendole di non
al contrario, ed ogni cosa mi pare     aprirlo, perché in esso erano rac-
uno scherzo del destino?               chiusi tutti i mali del mondo. Tutti
Sono interrogativi che mi tormen-      i mali creati, in una lista infinita,
tano da settimane, cui non riesco      e la speranza. Pandora era gio-
a rispondere, perché la mia vista      vane, bellissima, audace – incre-
è troppo appannata dalla rabbia        dibilmente mortale – e, curiosa
che provo – e che proviamo tutti –     come tutti gli uomini, per i quali
per giocare a saltare tra le costel-   i divieti sono gli inviti più succu-
lazioni. Sono qui seduta davanti       lenti, aprì il vaso. Ne uscirono
al computer, mio nuovo compa-          povertà, vecchiaia e malattie,
gno di vita, che fremo e ribollo e     magari anche questo virus. Ma la
mi agito e rimpiango le notti stel-    speranza no, lei rimase sul fondo
late e la libertà. Vorrei aprire la    del vaso. Forse rimase intrap-
finestra, urlare la mia rabbia, ma     polata prima di poter ottenere la
la notte fuori è silenziosa e io ho    libertà, forse scelse di rimanere.
paura di rompere questo incanto.       Ma non abbandonò Pandora, che
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poi ne fece dono agli uomini, per     casa è tutto ciò che rimane. Per
farsi perdonare e consolarli. Per     questo motivo la speranza, ultimo
questo si dice che la speranza        baluardo dell’umana resistenza,
– Elpis sarà chiamata Spes dai        riposa meglio accanto al focolare,
romani - è l’ultima a morire, per-    per questo, alla fine di tutto, dopo
ché fu l’ultima a lasciare il vaso    tutto il dolore, tutta la sofferenza,
e consegnarsi al male degli uomi-     c’è speranza. C’è casa, e c’è fu-
ni. Quando tutto era perduto nel      turo.
caos della nostra terra, la speran-
za se ne andò per ultima, affac-      Futura. Così Lucio Dalla, poeta
ciandosi timidamente dal bordo        musicante, ha chiamato la spe-
della giara.                          ranza. Futura.
Ultima, come ultima fu Estia, la
dea meno conosciuta dell’Olim-        Chissà, chissà, domani – Su che
po, una dei dodici originari, dea     cosa metteremo le mani: il mon-
del focolare. So quanto grottesco     do è cambiato, e cambierà anco-
possa sembrare che in mezzo           ra. Sembra nera la notte, e senza
agli dei del tuono, della guerra,     stelle, mette paura, le braci spen-
degli oceani, sedesse lei, timida     te già da nove mesi, ma è iniziato
dea bambina del focolare, custo-      un nuovo anno, e chissà.
de del tempio. Tuttavia, quando
i titani attaccarono l’Olimpo e gli   E chissà come sarà lui domani
dei onnipotenti si diedero alla       Su quali strade camminerà
fuga, Estia rimase a guardia del      Cosa avrà nelle sue mani, le sue
perenne fuoco sacro del Tempio,       mani
che non poteva abbandonare.           Si muoverà e potrà volare
Gli dei vinsero la guerra, ma solo    Nuoterà su una stella
grazie ad Estia, l’ultima, ebbero     Come sei bella
una casa in cui tornare. L’ultima,    E se è una femmina si chiamerà
e la più importante: quando tutto     Futura.
il resto viene meno, il calore di     Futura, una stella nella notte è
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lì che ci aspetta, se sappiamo
spegnere la luce, se sappiamo
affidarci al buio di quel futuro che
spaventa, di quella vita che non
rifaremmo mai, se ne avessimo
la possibilità. Ma forse davvero,
prima o poi, l’anno nuovo inizierà
a trattare bene tutti. Se non lo
facesse, a noi resta il calore del
focolare.

Aspettiamo che ritorni la luce
Di sentire una voce
Aspettiamo senza avere paura,
domani

Futura, come la vita.
A tutte le ragazze e i ragazzi che
hanno preso la loro speranza, li-
berandola dal vaso di Pandora, e
ce l’hanno affidata nelle pagine
che leggerete, a voi lettori che
non fate mai spegnere il focolare:
grazie.

Angelica
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Quando TUTTO
questo sarà
FINITO

V
           oci di falconiani che si rincorrono: ecco cosa
           state per leggere. Voci che raccontano la veri-
           tà schietta, dura e commovente di quanto trau-
           matico sia stato un periodo che credevamo
chiuso, ma che invece ci intrappola ancora, in un infinito
serpente che si morde la coda: non tutto quel che accade
ed è accaduto lo si può scrivere, ma molto lo trovate qui.
La redazione di 1993 ha accolto con piacere la propo-
sta della professoressa Paone (la ringraziamo di cuore,
ndr) che alle pagine del nostro giornalino ha conservato
piccole testimonianze di giovani studenti che invitiamo
ciascuno di voi a fare vostre, quando non sapete trovare
le parole. Loro le hanno trovate perfettamente: ci hanno
parlato della paura, del dolore ma anche della speranza.
Per questo vale davvero la pena leggere queste pagine.
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Voci dalla pandemia
Bergamo, fine Aprile 2020

È
          certo che nessuno si          sul cellulare e poi ignorata. Anche
          aspettasse tutto questo.      se mi provoca qualche fastidio
          Anche se ora va di moda       ammetterlo, è una cosa che
          ricapitolare la situazione,   faccio spesso. Gli ultimi trascorsi
guardare in retrospettiva le cose,      sono stati mesi strani. Non mi ero
ripetersi che nessuno ha fatto          mai trovata nella condizione di
nulla quando si poteva, la verità       passare così tanto tempo- tutto
è che, perlomeno in Europa,             il mio tempo- a casa. All’inizio
nessuno ha pensato a niente.            non mi è parsa una condizione
Quando il primo caso è stato            così malvagia...pensare che non
registrato a Codogno, la notizia        dovevo andare a scuola (il che, nel
mi è arrivata di sfuggita.Devo          mio caso, equivale a svegliarmi
averla letta scorrendo le notizie       alle sei del mattino per ritagliarmi
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a forza un posto sull’unico         e poi alzarsi di nuovo, chiedere
autobus cronicamente in ritardo     informazioni, alzare la voce,
diretto a Loreto), sembrava         piangere. Oltre alle persone,
quasi piacevole, l’unico mio        l’aria era satura e non perché
cruccio poteva rivelarsi la noia.   nessuno era disposto ad
Ad un certo punto, però,            aprire le finestre: l’odore del
mi sono resa conto di una           disinfettante sovrastava tutto,
cosa. Per quanto il rimanere        era impossibile ignorarlo. Non
a casa potesse rivelarsi            ho fatto in tempo a elaborare
idilliaco, fuori era l’inferno.     appieno la situazione che
Verso la fine di febbraio ho        avevo di fronte perché, appena
iniziato a stare male - febbre,     arrivata in reparto, una figura
tosse,     gola    infiammata.      mi è comparsa davanti. Quello
Il medico non era convinto del      che ha detto mi è risultato più
mio stato e alle ore undici del     che chiaro e preferirei non me
28 febbraio mi sono ritrovata       lo avesse dovuto ripetere una
seduta nella macchina di mia        seconda volta: “Perché tu non
madre in direzione ospedale:        hai una mascherina? Non hai
sospetto focolaio ai polmoni.       capito qual è la situazione?”.
Per natura o per esperienza,        Ciò che, però, mi ha fatto
non sono il tipo di persona         riconsiderare tutto in quel
incline a preoccuparsi, ma          momento non è stato tanto il
quando ho messo piede               rimprovero in sé (la verità è che
all’interno dell’ospedale è         quello era il periodo di caos in
stato come se qualcuno              cui nessuno sapeva bene che
avesse acceso l’interruttore        atteggiamento adottare fuori di
della luce: Zingonia sembrava       casa, soprattutto nei confronti
Shibuya all’ora di punta. Mi        dell’indossare la mascherina),
sono sentita dentro l’occhio        quanto             l’espressione
del ciclone. Ho visto gente         dell’infermiere       da       cui
muoversi dappertutto, sedersi       proveniva il rimprovero: quello
10

che mi aveva detto era stato          po’ di più, ma dall’altro mi fa
pronunciato con una precisione        sentire impotente e insicura.”

                                      S
automatica, quasi robotica, e
lasciava sottintendere che la                     ono tante le emozioni
stessa frase era stata rivolta                    che ognuno di noi ha
a diverse altre persone.                          provato in questi mesi
L’espressione dell’uomo che                       difficili in cui i contatti
avevo di fronte non lasciava          con il mondo esterno sono stati
ombra di dubbio: si erano             fortemente limitati: io mi sono
presentate nel mio stesso modo        resa conto di avere una famiglia
decine e decine di persone.           fondata su valori grandi come
Solo in quel momento sono             la disponibilità, il rispetto, la
riuscita a rendermi conto di          vicinanza reciproca, il desiderio
cosa     stesse    accadendo.”        di suscitare con piccoli gesti o

I
                                      parole sorrisi che rallegrassero
   l timore più grande è stato        l’atmosfera angosciante fuori da
   di non riuscire a stare bene       casa. Anche il rapporto con mio
   emotivamente. Ero finalmente       fratello è migliorato fortemente,
   riuscita a sistemare alcune        un pensiero particolare lo
cose      importanti    nella  mia    conservo per mia mamma che in
vita ma d’improvviso mi sono          questa battaglia ha combattuto
sentita come se il mondo mi           in prima linea mettendo a
fosse crollato addosso. Non           rischio la sua vita per aiutare e
sapere come affrontare questa         salvare la vita di altre persone
situazione, sentirmi abbandonata      in difficoltà. Penso infatti che al
a me stessa dei primi mesi di         giorno d’oggi gli eroi non siano
pandemia, mi hanno messo              più Spiderman o Ironman ma al
davanti agli occhi tutta la mia       contrario i dottori e gli infermieri
fragilità e sensibilità; da un lato   hanno preso il loro posto.
questo è un bene perché sto           Mia mamma, infermiera, mi ha
imparando a conoscermi un             detto: “Nonostante siano 25
12

anni che lavoro in un ambiente      ho ricevuto dai miei cari.”

                                     I
sanitario a stretto contatto con
pazienti gravi e sofferenti, non         l primo mese di quarantena
mi sono mai trovata di fronte            è stato il peggiore, senza
ad una situazione così tragica.          poter uscire di casa, come
Durante l’emergenza non sono          se fossimo in prigione, con
stata in grado di metabolizzare       il costante rumore delle
a pieno questa situazione             sirene delle autoambulanze
allarmante, perché il mio             che passavano per le strade
pensiero era solo quello di           ricordandoci della disgrazia
lavorare e prestare aiuto a più       che      stava     avvenendo
persone possibili. Non provavo        fuori dalla nostra porta e il
più appetito, non sentivo alcun       dubbio per ciò che sarebbe
bisogno fisiologico, la mia           successo a tutti noi e alla
attenzione era solo sulla vita        nostra vecchia quotidianità,
dei pazienti. Adesso che la           in particolare il mio pensiero
situazione si sta attenuando,         andava alla mia città,
mi sto rendendo conto di              Bergamo. Non credevo
ciò che questa pandemia               possibile fosse proprio la
mondiale ha causato al mondo          protagonista di una tale
intero. Tutto per me era nuovo,       disgrazia. Al pensiero della
ma nonostante questo mi sono          mia città e dei suoi cittadini
adattata subito. Ho apprezzato        però sento anche un grande
la complicità tra noi colleghi,       orgoglio, nei confronti di
e la priorità di salvare la vita,     tutti    quei     bergamaschi
senza badare alle differenze          che      hanno      dimostrato
di competenza tra dottori,            grandissima tenacia e voglia
infermieri o ausiliari. Sono          di aiutare e lavorare per far
stata felice della solidarietà        fronte alla pandemia. Sono
e dei numerosi messaggi di            molto orgogliosa perché
stima e incoraggiamento che           credo che la nostra città
13

   abbia dimostrato un forte         avranno la possibilità di
   senso di unione, solidarietà      passare i pomeriggi al
   e amore per la propria gente,     parco a giocare? I lavoratori
   che si è concretizzato con la     riusciranno a riprendere la
   costruzione di un ospedale        loro solita vita? Gli studenti
   da campo in pochi giorni          riprenderanno a frequentare
   o la raccolta di materiale        l’università e le scuole?
   informatico per aiutare gli       Cosa ci lascerà questa
   studenti che non potevano         esperienza? Torneremo a
   seguire le lezioni in via         vivere come prima come
   telematica.                       se niente fosse successo?
Quando esco con il mio               Riusciremo       a    goderci
cane, amo poter respirare            tutte le cose che prima
l’aria fresca e leggera perché       davamo       per    scontate,
mi ricorda la libertà, quella        ma che ora ci mancano?
che giustamente ora è per            Riusciremo a vivere con
noi limitata, ma allo stesso         più    consapevolezza      la
tempo ho una sensazione di           nostra      vita?     Saremo
disagio, come se mi sentissi         capaci di gustarci ogni
scorretta e sbagliata per            istante di vita che ora
essere uscita, anche se              non è possibile vivere?
in realtà mi è concesso.”          Spero che ognuno avrà

  Q
                                   maturato in sé una nuova
           uando tutto questo      cognizione, e so che nulla
           sarà finito penso       sarà come prima, anzi sarà
           che molte cose          migliore e ringrazieremo per
  cambieranno. Mi domando          quest’esperienza.”

                                    U
  come reagiranno le persone:
  gli anziani avranno la forza               no dei timori più
  di spingersi fuori dalla                   grandi da sopportare
  soglia di casa? I bambini                  secondo     me     è
14

                                         M
 la paura del futuro, o
 semplicemente la paura                             i   sono     resa
 di ciò che non si conosce.                         conto che la
 Questa situazione è nuova                          quarantena ha
 per tutti e nessuno sa con            risvegliato in me una volontà
 certezza quando potremo               di rinascita, anche se volta
 tornare alla normalità, è             in piccole, forse banali,
 questo che mi spaventa di             cose. Penso che quindi la
 più.Sto cercando di essere            parola d’ordine che mi sta
 positiva e di pensare che             accompagnando in questo
 tutto tornerà come prima, ma          periodo sia riscoperta: di
 so che questo è abbastanza            me, di come sono in grado
 improbabile, perché questa            di gestire una situazione
 esperienza ha segnato                 simile e di come riesco a non
 tutti in qualche modo. I              abbattermi eccessivamente.
 miei genitori sono entrambi        Ciò nonostante, riconosco
 infermieri e in questo periodo     che l’attesa di ciò che
 stanno lavorando il doppio,        verrà     mi      pesa     molto.
 soprattutto mia mamma che          L’unica cosa positiva di
 lavora in pronto soccorso:         questa situazione è prendere
 ricordo che all’inizio tornava     coscienza di quanto eravamo
 a casa stanchissima, con           liberi e quanto fortunati. Una
 i segni della mascherina,          parola d’ordine è sicuramente
 dopo averla tenuta per 8           speranza, la speranza che
 ore ininterrottamente. Era         ciò che stiamo desiderando
 molto difficile vederla così,      ora, che tutto finisca, si avveri.
 l’unica cosa che potevamo          Questa          speranza        si
 fare era non disturbarla           concretizza nell‘immagine di
 e      lasciarla    tranquilla.”   tante persone, insieme, senza
                                    mascherina né protezioni, che
                                    si abbracciano, finalmente,
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senza     più nessuna paura.”           esperienza è il sole che vedo

 P
                                        spuntare tutte le mattine da
           rima della quarantena        dietro le colline. Quando
           sapevo cosa avrei            apro le ante, la luce illumina
           dovuto        fare      il   la mia stanza, proietta tanti
   giorno stesso e i seguenti.          piccoli arcobaleni sul muro e
   Avevo         una       giornata     l’aria cattiva viene spazzata
   piena, tra studio e attività         via dal profumo delle calle.”

                                          C
   extrascolastiche, e non
   avevo il tempo di sedermi                       redo che la parola
   sul divano per guardare un                      giusta, in questo
   telegiornale, quindi leggevo i                  periodo,           sia
   titoli dei giornali sul cellulare       gratitudine. Sono sempre
   mentre ero sul pullman                  stata una forte sostenitrice
   per andare a scuola. Ora                dell’essere     grati,    tutti
   invece, il telegiornale lo              dovremmo apprezzare ciò
   guardo tutti i giorni con tutta         che abbiamo. E credo che
   la mia famiglia. È bello fare           questa situazione lo stia
   qualcosa insieme ai miei                insegnando un po’ a tutti.
   genitori e a mio fratello.           Paradossalmente,          adesso
Parlare con mia nonna mi fa             che pagherei per prendere il
stare bene. Può sembrare                pullman per andare a scuola
un       controsenso        perché,     dopo aver dormito solo 5 ore
in realtà, è sempre un po’              a notte, ho capito che essere
malinconica e pessimista, e             grati non significa apprezzare
questo rattrista anche me,              soltanto i piccoli momenti belli
ma allo stesso tempo mi dà              e speciali, quello l’ho sempre
la forza di risponderle di non          fatto, ma significa anche
preoccuparsi perché tutto si            apprezzare ciò che solitamente
risolverà nel migliore dei modi.        detestiamo. Perché è proprio
L’immagine simbolo di questa            vero che nulla è scontato.
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La “foto della speranza”: un neonato strappa la mascherina al medico Samer Cheaib
(fonte: Instagram - dr.samercheaib)

Mi manca essere circondata                    periodo lo testimoni. Vivo un
dalle persone a cui tengo e da                po’ tutto in modo amplificato,
coloro che fanno parte della                  quando vedo immagini al
mia quotidianità, ma a dir la                 telegiornale, quando sento i
verità, mi manca anche avere                  famigliari o gli amici o quando
attorno    degli   sconosciuti.               leggo un articolo. Sento una
La solitudine non fa per me,                  grande solidarietà verso tutti,
al contrario, ho bisogno del                  nessuno escluso, mi aggrappo
confronto e della condivisione                alla speranza che tutto si
per stare serena. John Donne                  sistemerà e che prima o poi
diceva che nessun uomo è                      torneremo alla normalità, ma
un’isola e credo che questo                   una normalità diversa da
17

quella a cui siamo abituati.       piccolo sacrificio che stiamo
Credo e spero che tutti            facendo    sta     permettendo
resteremo fortemente segnati       di   salvare     vite  umane.
da questa situazione, che ci       È così che ho riscoperto
rendiamo conto di ciò che          vecchie    passioni    e    ho
abbiamo, spero che possiamo        imparato che la forza di
cominciare a vedere tutti il       volontà crea la disciplina.”

                                    L
bicchiere mezzo pieno e che
possiamo iniziare a goderci                o dico sinceramente:
ogni singolo istante. Perché               non me l’aspettavo.
sono convinta che anche nei                Non pensavo che
momenti peggiori, c’è sempre          la    situazione      potesse
qualcosa di cui essere grati.”        degenerare fino a causare

 L
                                      una tale quantità di morti,
         a quarantena può             tanti da doverli caricare
         mettere davvero a            su un carro e trasferire
         dura prova la salute         da una città all’altra.
   mentale delle persone, ma       Mai mi sarei resa conto che il
   non bisogna abbattersi,         coronavirus avrebbe raggiunto
   piuttosto pensare che dopo      anche la mia casa. Infatti, per
   un momento buio torna           due settimane mio papà è
   sempre la luce, e che,          rimasto a letto con la febbre
   forse, sapremo apprezzare       alta. Mia mamma, mio fratello
   ancora di più la libertà e le   ed io restavamo col fiato
   risorse di cui disponiamo.      sospeso, consapevoli che
È necessario trovare una           non dovevamo far altro che
routine, dei piccoli gesti         aspettare che la situazione
quotidiani che ci facciano         migliorasse, senza la possibilità
apprezzare anche queste            di andare in ospedale perché lì
giornate chiusi in casa,           erano finiti i posti letto. E poi
ricordando sempre che questo       è toccato a me: febbre per un
18

giorno, mal di testa, perdita        l’un l’altro, se continuiamo a
di gusto e olfatto. Temevo di        restare legati esclusivamente
dover passare giorni d’inferno,      ai bisogni individuali, allora
invece la cosa si è risolta quasi    il virus avrà davvero vinto.”

                                       A
immediatamente (ma continuo
a non sentire né odori né sapori).              ll’inizio non credevo
Sia nel Decamerone di                           fosse una malattia
Boccaccio che nei Promessi                      tanto       pericolosa,
sposi di Manzoni vengono               ma ripensandoci ora e
presentati gli anni tragici            guardando indietro a due
della peste, il cui rischio            mesi fa, il mio atteggiamento
era rappresentato non solo             in realtà era una forma di
dall’ingente quantità di morti,        difesa. Fin da bambina sono
ma anche dagli effetti della           sempre stata spaventata
malattia sulla popolazione:            dalle malattie. Eppure, ho
la perdita di umanità tra le           imparato ad accettarlo. Ho
persone, sopraffatte dal panico        scelto di non essere egoista,
generale. E se i pregiudizi            di stare in casa e di evitare di
e l’odio spazzeranno via la            incontrare i miei cari, perché
fiducia e la solidarietà, avremo       incontrarli significa metterli
perso il nostro senso di civiltà.      in pericolo. Ho riscoperto
Spero solo che, una volta              il valore della famiglia, di
terminato il confinamento, le          quanto sia bello circondarsi
persone si rendano conto della         di persone che ti vogliono
vulnerabilità degli esseri umani       bene e che ti accettano per
e di quanto sia facile perdere         quello che sei. Ho iniziato
di vista gli aspetti essenziali        ad apprezzare il valore del
della vita: salute, solidarietà,       tempo e della cura di sé, ho
responsabilità. La pandemia            capito quanto sia importante
ci ha dato una bella lezione:          ritagliarsi un momento della
se non iniziamo a sostenerci           giornata da concedere solo
19

   a sé stessi e di quanto sia     tempesta, il sole torna sempre
   piacevole vivere la propria     a splendere sulla nostra terra.”

                                     Q
   quotidianità senza frenesia.
Un pensiero speciale va a tutte               ualche     settimana
le persone che continuano                     fa,        scorrendo
a lavorare. Una di queste è                   una pagina di un
mio padre, che lavora presso         giornale online, sono finito
una catena di supermercati e         per caso su un articolo
che in questi giorni continua        che       spiegava       come
il suo lavoro per garantire un       indossare una mascherina
servizio alla nostra comunità.       ed evitare che gli occhiali
Uno dei grandi timori di tutti       si appannassero. Oltre ad
i giorni è che mio padre             essere stato istruttivo, per
contragga il virus e che si          me è stato anche fortemente
ammali, perché anche quando          simbolico.     Perché,     pur
si prendono tutte le misure          avendo avuto esperienza –
preventive possibili, un po’ di      diretta ed indiretta – della
paura e di preoccupazione            situazione, delle circostanze
rimangono sempre. Spero              e dell’emergenza sanitaria,
che presto torneremo a               ho a lungo faticato a
sorridere tutti insieme come         comprendere davvero quale
abbiamo       sempre      fatto.     sia l’incidenza di queste
Quest’esperienza ci segnerà          contingenze che ci troviamo
e ci insegnerà. Torneremo a          a vivere. Paradossalmente,
vivere la nostra quotidianità,       è stato qualcosa di scarsa
torneremo      a   festeggiare,      rilevanza a farmelo capire:
torneremo a cantare insieme          un articolo su un paio di
nelle piazze, torneremo nei          occhiali che si appannano.
cinema e nei teatri, torneremo       Adesso, il 25 aprile è già
ad abbracciarci, torneremo           trascorso: mi ha colpito
a vivere…perché dopo la              particolarmente l’immagine
20

 del presidente Mattarella,                quello che era e che una
 che ha percorso i gradini                 volta finito tutto questo
 del Vittoriano da solo e con              non sarà più. Rispondere
 la mascherina – immagine                  falsamente      con      “Bene,
 che forse è diventata un                  dai”,      all’insopportabile:
 altro simbolo di questi                   “Come stai?”, chiesto da
 tempi, certo meno doloroso                tutti. Annusare un cuscino
 di altre. Il Presidente ha                e cogliere l’essenza di una
 parlato di valori morali e                persona che se ne è andata,
 civili, di futuro, e di rinascita;        ricordare la sua risata, le
 alcuni hanno detto che                    sue carezze, la sua voce.
 ne       usciremo         migliori.       Sorridere e fare finta di niente
 Personalmente ho concluso                 davanti agli altri; piangere
 che non possiamo sapere,                  sotto la doccia, di nascosto,
 non ancora, cosa accadrà                  crollare su sé stessi in
 “dopo”, quando tutto questo               silenzio e in solitudine.
 sarà finito. L’unica cosa             Sarebbe bello ritrovare un
 che possiamo conoscere                briciolo di quella spensieratezza
 è come: con coraggio, con             e di tutta quella speranza che
 solidarietà, con unità, come          avevo all’inizio di tutto questo,
 nelle parole del Presidente.”         anche solo un pizzico farebbe

S
                                       davvero comodo al momento.
        vegliarsi   tutte   le         Il mio primo pensiero, una volta
        mattine con il terrore         sveglia, va alle persone che
        delle chiamate da              amo con tutta me stessa ma
 parte di zii o cugini che             che non posso vedere perché
 hanno la voce tremolante              abitano lontane, in un’altra
 e rotta mentre comunicano             regione o addirittura in un altro
 lo stato di salute delle              continente, quanto vorrei che
 persone      care.     Vivere         il teletrasporto fosse un’abilità
 ogni giornata pensando a              accessibile a noi poveri umani.
21

Un saluto speciale va sempre       domenica sera, correre per
a colei che ha perso questa        riuscire a prendere il pullman
battaglia ma che so che mi         il lunedì mattina, aumentare
sta guardando da lassù.            il   passo      appena     scesa
Mia mamma è un’operatrice          dall’autobus perché neanche
sanitaria e le cose tra noi        un minuto di ritardo è tollerato
sono profondamente cambiate        a lezione, sonnecchiare sulla
dall’inizio di tutto questo:       spalla di qualche mio amico
disinfettanti in ogni stanza       il sabato pomeriggio facendo
della casa, guanti da indossare    rotta      verso    casa...vorrei
per prendere questa o l’altra      chiudere gli occhi per poi
cosa, Amuchina prima e dopo        aprirli e realizzare che si tratta
essere usciti, distanze tra        solo di un terribile incubo”.

                                     A
lei e me, tra lei e mio papà,
nessun abbraccio, nessuna                    scoltando il vento
carezza, nessun bacio -                      che scuoteva i miei
“per sicurezza”- continua a                  capelli ho imparato
ripetermi, ansia di non avere        che è una questione
mascherine a sufficienza,            di attimi, la vita: è tutto
doccia per lei in taverna e non      un panta rei, qualcosa
nel solito bagno -“così siamo        che scorre e cambia
tutti più sicuri”- tamponi ogni      continuamente senza sosta
tre settimane, sorrisi e mani        e tutto è rinnovato, come
lontane...la paura da parte          se ci fosse una prima volta
sua di portare il mostro in casa     ogni secondo. Come avrei
“perché non me lo perdonerei         potuto mai accorgermi, nella
mai        se      succedesse”.      mia frenesia, di quello che,
Vorrei        tornare         ad     inosservato, mi passava
addormentarmi col sorriso            davanti? Tutti gli abbracci
pensando alle cose stupide           persi nell’ovvietà, i sorrisi
che i miei amici fanno la            sparsi nella scontatezza,
22

    le parole sciolte nella           che scorreva tra le mie dita...
    monotonia...attimi che ho         sono stata completamente
    perduto senza saperlo,            avvolta da questa solitudine
    non ho pensato due volte          e isolamento, accompagnata
    a lasciare indietro ciò che       dalla       monotonia        che
    ritenevo superfluo o banale.      sembrava intrappolarmi nel
    E, alla fine, mi sono ritrovata   mio mondo, più di prima.
    a pensare che forse non           La solitudine mi pareva un
    tutto era in più, ma piuttosto    mostro spaventoso da cui
    in meno; avrei dovuto             scappare ogni giorno: ho visto
    chiedere, esigere amore e         e parlato con persone che ne
    dimostrarlo, ridere con più       sono state divorate, consumate
    spensieratezza e ascoltare.       da quest’eremo che sembrava
Il silenzio mi ha aiutata, non a      inseguire pure me. Ma è da
trovare pace nei miei pensieri,       sciocchi pensare alla solitudine
ma a dare un ordine al caos           solo      con       un’accezione
che risiede in me, dentro il          negativa;      lentamente     mi
quale i ricordi, le mie emozioni      sono resa conto che, come il
e le mie opinioni vorticano           silenzio, forse non è così male.
incessantemente. È diventato          Sono arrivata alla conclusione
una necessità nella mia vita,         che mi serve, la solitudine.”

                                        S
per la mia crescita personale
e la mia salute: sono sempre                    ono andata in città
in corsa e la mia strada è                      solo      una   volta
ancora un mistero, ma nel                       dall’inizio     della
silenzio, letterale e fisico,           quarantena, per il funerale di
posso trovare un conforto               mia nonna. Anche lei è stata
alla mia grande confusione.             vittima del coronavirus, ad
È       stato     come      restare     aprile, dopo due settimane
sott’acqua, i rumori ovattati,          passate        in   ospedale.
i gesti lenti, il tempo infinito        Sicuramente è stata la
23

  parte più brutta e difficile da   Quando abbiamo ricevuto la
  superare. Quando è stata          notizia, non me lo aspettavo
  ricoverata, me lo aspettavo,      perché credevo davvero che
  perché stava già male da          sarebbe guarita;       dopotutto
  qualche giorno, ma mia            aveva        dato    segni      di
  mamma l’ha presa davvero          miglioramento. È stata dura.
  male. Sono rimasta positiva       Ma quello che l’ha reso più
  e relativamente tranquilla        difficile da sopportare è stata la
  per tutto il tempo del suo        consapevolezza che lei abbia
  ricovero poiché ero sicura        passato tutto questo da sola, il
  che sarebbe guarita: lei          non poterla nemmeno vedere
  era una profuga di guerra,        un’ultima volta. Mi manca
  era una donna forte ed            un po’ tutto, dai compagni
  ero positiva, ce l’avrebbe        di classe all’atmosfera della
  fatta. La parte più difficile     scuola, dai miei ritardi alle
  di quelle settimane, e forse      spiegazioni dei professori.
  uno dei motivi per cui non        Mi mancano le dinamiche
  ce l’ha fatta, è stato il non     e l’efficacia della “vecchia”
  poterle stare accanto, non        scuola: per quanto siano
  poter andare a trovarla.          meglio di nulla, le videolezioni
  All’inizio abbiamo provato a      non compensano appieno le
  telefonarle, ma era troppo        lezioni svolte in presenza e
  debole per rispondere e           creano problemi di varia natura,
  riusciva solo a pronunciare       spesso non riesco ad essere
  qualche frase. Così abbiamo       motivata, è un po’ come se le
  deciso di mandarle delle          giornate si fossero ingrigite.
  lettere e delle foto, per farle   Nel mezzo dell’emergenza,
  sentire la nostra vicinanza.      i dibattiti inutili perdono
La prima lettera che le ho          importanza e cadono tante
scritto è riuscita a leggerla, la   maschere – anche se non
seconda probabilmente no.           tutte. In un momento come
24

questo, si capisce cosa               costretta a continuare a
è       davvero    importante,        lavorare durante tutto questo
essenziale e cosa non lo è            periodo, lavora presso un
e bisogna trovare qualcosa            commercialista, sente il peso
su cui fare affidamento.              delle conseguenze del virus sui
Non sono molto fiduciosa              clienti che si trovano in momenti
in un cambio di mentalità:            di estrema difficoltà e chiedono
certo, ci ricorderemo del             aiuto a loro, come esperti.
coronavirus, ma di quello che         Mio papà non ha potuto
ci ha insegnato? Dimenticare          continuare: ho paura che non
risulta      più     semplice,        possa più tornare a lavorare, o
cancellare      la   parentesi        che possa perdere il lavoro, e
quarantena      e  catalogarla        questo mi preoccupa sia perché
come brutta esperienza è              a mio padre piace molto il suo
la strada meno tortuosa.”             impiego, sia per le ripercussioni

  S
                                      economiche che potrebbe
          ono tante le abitudini      avere      questa      situazione.
          a cui non davo tanto        Tante      cose     cambieranno
          peso prima, ma di           a livello sociale, a partire
  cui ora sento la mancanza.          dall’organizzazione degli spazi,
  Innanzitutto prendere il            fino ad arrivare al modo con cui
  pullman: era uno dei miei           dovremo interagire fra di noi.
  momenti       preferiti     della   Ma penso che a cambiare sarà
  mattina     perché        potevo    anche il nostro sentimento
  ascoltare la musica in              di collettività e la paura che
  tranquillità senza pensare          secondo me rimarrà nei
  alla scuola o alle verifiche che    nostri cuori ancora per molto.
  avrei avuto quella giornata.        Attraverso questo virus, sarà
Una cosa che mi preoccupa             aumentata la consapevolezza
molto è il lavoro dei miei            di far parte di una comunità a
genitori. Mia mamma è stata           cui ognuno deve contribuire,
25

facendo del suo meglio per             mi sono riscoperta e sono
raggiungere il bene comune.”           pronta a mostrarmi alle

 L
                                       altre persone, più sicura
        a cosa che più mi              e coraggiosa di prima.
        manca      della   mia      A causa di questo virus
        quotidianità     è   il     è venuta a mancare mia
  contatto fisico. Essendo          nonna. Inizialmente il dolore
  una persona molto solare          era logorante, i giorni erano
  ed espansiva, sono solita         interminabili, i miei genitori ed io
  riempire di abbracci e baci       abbiamo sperato fino all’ultimo
  le persone con cui ho un          in una possibile guarigione, ma
  rapporto più importante. Mi       ciò non è avvenuto perché le
  manca tantissimo prendere         cose non vanno mai come si
  per mano le mie amiche,           spera. Ho deciso di accettare
  fare loro scherzi, passare i      la sua mancanza, ho vissuto il
  pomeriggi in sala a danza,        dolore a 360 gradi e ho deciso
  la magia che lì si crea           di andare avanti, di lottare per
  con le mie compagne. Mi           lei e per tutte quelle persone
  manca stare ore sotto casa        che ora non ci sono più o che
  a parlare con i miei amici        stanno combattendo questa
  d’infanzia. Strano ma vero,       brutta malattia.”

                                      O
  anche la scuola mi manca!”

 Q
                                                ra che il tempo
            uesto momento di                    ha contribuito a
            reclusione forzata                  normalizzare     in
            ci sta spingendo a         qualche modo la nuova
  riflettere su noi stessi, sugli      quotidianità, la routine si
  altri e sulla nostra posizione       dimostra più semplice da
  nel mondo. Ho imparato               affrontare e mi ha permesso
  moltissime cose solamente            di passare dalla situazione
  guardando la mia anima,              destabilizzante iniziale ad
26

    un approccio più maturo. In       impegnando per conseguire
    questo periodo, sto cercando      gli obiettivi scolastici e musicali
    di ricavare il meglio dai nuovi   che mi prefiggo cercando di
    metodi di insegnamento            esprimere gioia e dinamicità
    cogliendone le opportunità        a coloro che mi circondano.”

                                       L
    di crescita. Sono riuscita a
    recuperare alcuni rapporti                e persone, quando
    persi, a sistemare la camera              parlano di me, spesso
    e gli oggetti vecchi, ma                  mi    soprannominano
    soprattutto a chiarire le           “lupo     solitario”.  Prima
    idee circa l’orientamento           della    quarantena,     non
    post-liceale. Avendo tanto          direi che la mia vita fosse
    tempo a disposizione, sto           particolarmente eccitante,
    capendo meglio in che               ma almeno avevo la scelta
    cosa lo voglio impiegare.           della libertà, tuttavia non
Credo sia il senso di mancanza          odio la mia nuova routine
che mi stimola alla continua            quotidiana, anche se ho
ricerca di cose nuove: come             il sospetto che la vita in
sosteneva Socrate, colui che            quarantena stia causando
sa di non sapere è portato              delle emozioni che non
ad impegnarsi per colmare i             riesco ancora ad analizzare e
vuoti e le mancanze che sente           comprendere, la travolgente
Un pensiero che mi dà speranza          sensazione di tranquillità
è il fatto che, nonostante siamo
reclusi in casa, posso decidere
cosa ricavare da questa
situazione: sono io che scelgo
se farne motivo di paura,
apprendimento o crescita. Ho
deciso che voglio ricavarne
il meglio, e quindi mi sto
27

   è probabilmente solo un             il contrario: siamo in grado
   meccanismo       di   difesa.       di capire quando è ora di
La     cosa     che    mi    sta       spegnere il telefono e goderci
infastidendo, tra tutte, è che         un pomeriggio con gli amici,
non riesco più a trovare alcun         un concerto, un tramonto o
tipo di ispirazione per scrivere       l’amore. Per questo soffriamo
poesie. Prima, ero piena di            questa sorta di clausura, ci
passione e idee, ora invece            mancano gli abbracci e i baci
ho perso completamente la              rubati, le notti svegli fino all’alba,
motivazione.”                          arrossire per un complimento e

  A
                                       nascondere il volto tra le mani,
           ll’inizio l’idea di stare   ci mancano le litigate e persino
           a casa era divertente,      prendere i pullman strapieni e
           poi le videolezioni         le ore interminabili tra i banchi.
   hanno iniziato a riempire le        Stare dietro uno schermo non
   mie giornate, ma sono nulla         ci è mai bastato, abbiamo
   in confronto alle lezioni a         bisogno di interazione fisica, di
   scuola, dove siamo insieme          un sorriso di incoraggiamento
   ai nostri amici e il dialogo        e delle emozioni che un
   tra alunni e professori             messaggio,          per       quanto
   è molto più dinamico.               profondo         possa       essere,
Si è sempre detto che noi              non riesce a farci provare.
giovani siamo dipendenti dai           Non voglio concludere dicendo
telefoni e che ci perdiamo             che andrà tutto bene, mi sono
il bello delle piccole cose,           stancata di questa affermazione
che le parole hanno perso              poco dopo che le persone
di    significato       perché    le   hanno iniziato ad appendere
leggiamo su uno schermo,               striscioni        sui        balconi.
che non siamo più capaci di            Fingevamo potesse essere
innamorarci. Credo invece che          vero, ma il mondo intero stava
la realtà sia completamente            crollando sotto gli sguardi
28

increduli dei suoi abitanti,             la     musica     guardando
grandi e piccini. Eravamo così           fuori     dal      finestrino.
spaventati e feriti da questa        Mi manca soprattutto suonare
situazione che in molte zone         insieme ad altre persone, che
abbiamo smesso di cantare            suonano a loro volta strumenti
sui     balconi,    consapevoli      diversi, e sentire ed apprezzare
che      stavamo    affrontando      la collettività della musica.
uno dei periodi più bui della        Un’altra cosa che mi manca,
nostra storia e che in quel          e non lo avrei mai detto, è
momento niente andava bene.          andare a scuola. I momenti
Ora però pian piano possiamo         che apprezzavo di più erano
ripartire. Dicono che gli italiani   l’intervallo e il cambio dell’ora
sappiano rialzarsi sempre:           in cui potevo stare con i miei
certe ferite sono incurabili,        amici a chiacchierare del più
ma se insieme collaboriamo,          e del meno e a fare gli stupidi.
con il tempo di cui abbiamo          Mi manca molto girovagare
bisogno torneremo a stringerci       per i corridoi della scuola
le mani, visitare le città           insieme alle mie amiche con
d’arte, fare il bagno al mare o      delle andature strane, perché
semplicemente stare insieme.”        tanto non ci vedeva nessuno.

  A
                                     Una delle cose che mi aiuta
          l contrario di molti       a superare questa situazione
          miei compagni, ho          è realizzare dei collages
          sempre apprezzato          con i ritagli delle riviste o di
  il viaggio da casa a scuola        vecchi libri. Fare i collages,
  in pullman la mattina. Il          magari con un sottofondo
  pullman era per me una             musicale, mi permette di
  sorta di intermezzo tra            realizzare un piccolo mondo
  il dormire nel letto e il          immaginario e surrealistico,
  sedersi nei banchi a scuola:       incollato su un foglio di carta,
  potevo riflettere e ascoltare      un mondo in cui mi rifugio con
29

piacere in queste giornate.”         a scuola, che è sempre meglio

  S
                                     di parlare con un monitor.
           ono in casa dal 28        “Ragazzi l’anno dei 18 anni
           Febbraio, non vado        non lo dimenticherete mai”…
           a scuola dal 22           per forza! Ci racconteremo, ci
   Febbraio e non metabolizzo        racconteranno e in un certo
   ancora come tutto questo          senso passeremo alla storia.
   tempo       sia     passato…      Spero che dopo questo delirio,
   sarà l’abitudine, la routine      tutti avranno una ricompensa,
   (nuova), ma sembra un salto       un riscatto, una rivincita e una
   nel vuoto, fuori dal mondo.       rinascita.”

                                      L
Tutti i giorni assomigliano a
una domenica da passare in                    a mia nonna materna
famiglia, tutto questo tempo mi               ha un’età più avanzata
fa pensare, riflettere, mi aiuta a            rispetto     ai     miei
capire che la situazione è grave,       nonni paterni, nelle ultime
gravissima e non mi sarei mai           settimane è stata male e
aspettata una cosa del genere -         l’hanno portata all’ospedale,
qualcosa che potesse bruciare           hanno detto che è debole
l’umanità così nel profondo.            e che deve prendere tante
In più mi chiedo: “Cosa                 vitamine e stare a riposo.
sarà di noi? Come si                 A me non piace fare preferenze
chiamerà       questo    periodo     tra i miei nonni, ma lei mi
micidiale nei libri di storia?       ha cresciuta quando i miei
Chi descriverà il Covid-19,          genitori non c’erano e le sono
nasconderà un po’ di verità?”.       molto grata, mi è caduto il
Spero che tutto questo tempo         mondo addosso quando ho
estraneo dal contatto umano mi       saputo della sua condizione
aiuti ad apprezzare veramente        delicata. Lei è il mio tutto e
un’amicizia, un amore, una           non ce la farei a sopportare
relazione, una lezione frontale      il dolore, se le accadesse
30

qualcosa      di      peggiore.
Non posso fare molto, oltre
che chiamare i nonni e parlare,
sono lontani da me e mi si
spezza il cuore pensando che
non posso fare niente per loro.
È      stato    bello    poter
scrivere un po’ su ciò che
penso e provo. Grazie.”
31

Com’è profondo
il MARE
13 anni dalla strage di Lampedusa                    di Gaia Favaro, 1^I

 3
         Ottobre 2013: la tragica    Il motore del barcone si
         strage di Lampedusa.        spense al largo e, per cercare
         Furono oltre 360 i          di attirare l’attenzione, un
  migranti che persero la vita       uomo incendiò una coperta. Le
  dopo aver affrontato il lungo      fiamme divamparono fino
  viaggio che, da Etiopia ed         a diventare indomabili. Gli
  Eritrea, li aveva quasi condotti   uomini, spaventati dal fumo, si
  nel porto dell’isola.              spostarono     da    un    lato
                                     dell’imbarcazione,    che    si
32

ribaltò, trascinando con sé sul        testimone delle situazioni
fondo centinaia di corpi.              - sia fisiche che mentali -
Molti di noi, compresa me,             critiche in cui arrivavano,
non ricordano, o non sanno,            e continuano ad arrivare,
di questo tragico evento.              queste persone. Mi è rimasta
Purtroppo però stragi di questo        particolarmente impressa la
genere avvengono ogni giorno           storia di una bambina: la sua
e tendenzialmente non ce ne            mamma, quando la piccola
giunge neanche notizia, a              aveva solamente due anni, si è
malapena se ne parla nei               dovuta recare in Europa in cerca
telegiornali, o nei titoli di coda.    di lavoro. Non trovandolo, è
Non sono molte le barche               stata costretta a lavorare come
i cui occupanti riescono ad            prostituta. La figlia all’età di otto
che arrivare sani e salvi              anni è partita dall’Africa per
nel porto previsto e quelle            arrivare in Italia e ritrovare
che giungono sono costrette            la     madre:     soltanto       per
a rimanere giorni in mare e ad         miracolo il dottor Bartolo è
affrontare pratiche burocratiche       riuscita a trovarla, facendole
assurde, per poter consentire          ricongiungere.

                                         V
ai migranti di sbarcare,
nonostante ogni Stato e popolo                   i    chiedo    quindi
dovrebbero essere pronti ad                      di    dedicare    un
accogliere gente che viene da                    pensiero a questi
paesi in cui si rischia                  uomini, queste donne e
la     morte       ogni     giorno.      questi bambini, in modo
Tra tutti gli innumerevoli e tragici     da ricordarli con la giusta
resoconti che i testimoni hanno          importanza, nè come numeri
riportato, mi hanno colpita              nè titoli, ma come persone.
molto i racconti del Dottor            Vorrei augurare a tutti coloro
Pietro Bartolo, medico dell’isola      che sono e saranno costretti
siciliana, che è stato il primo        a lasciare la propria patria a
33

causa di situazioni poco
piacevoli,    in contesti di
povertà o guerra, di trovare
un popolo ed una società
in grado di integrarle ed
accettarle in qualità di esseri
umani, come l’Italia non è
purtroppo riuscita a fare con
le vittime di Lampedusa.
34

Che MONDO
ci aspetta
Paolo Magri ci guida nel mondo del futuro,
partendo dal presente                di Michela Masserini, 5^O

 I
    l festival Molte Fedi          Bocconi,         vicedirettore
    Sotto lo Stesso Cielo ha       esecutivo dell’ISPI (Istituto
    ospitato, il 16 ottobre di     per gli Studi di Politica
  questo travagliato 2020, il      Internazionale) e portatore
  bergamasco Paolo Magri,          di un po’ di chiarezza in una
  docente     di     Relazioni     situazione dove confusione
  Internazionali all’Università    e    incertezza     sono     il
35

  nostro pane quotidiano.              terremoto, la pandemia, è
  L’appuntamento            online,    giunta stravolgendo il sistema
  visibile in streaming sul sito       precedente, portando novità
  di Molte Fedi assieme a              spesso anche insperate. Paolo
  tutti gli altri incontri già fatti   Magri ha raccontato di questo
                                       terremoto       rispondendo      a
  quest’anno, si occupa di
                                       cinque domande, distinguendo
  rispondere alla tanto temuta
                                       le accelerazioni di fenomeni
  domanda: “Che mondo ci
                                       preesistenti dagli stravolgimenti
  aspetta?”.
                                       dovuti a questa pandemia.

L
                                       La prima domanda era sulla
       a     questione    trattata     rivoluzione: nel mondo di oggi,
       riprende la conferenza          dove le democrazie e i governi
       da egli stesso svolta nel       diventano sempre più deboli
2019, il cui fulcro era l’Età          ed irrilevanti, ecco che lo Stato
dell’Incertezza,      la   nostra      ha, improvvisamente, grazie
drammatica era delle guerre            alla pandemia, più potere e
civili e commerciali, della            responsabilità sulle nostre
crisi della democrazia, della          vite. La seconda questione
Brexit.      Erosioni    anziché       era il conflitto Stati Uniti-Cina,
terremoti hanno cambiato il            che sembrerebbe volgersi
nostro mondo e modificato gli          a favore di quest’ultima,
equilibri col tempo: ne sono           relativamente poco segnata
un esempio la formazione               dalla pandemia da Covid-19,
della Cina in quanto impero            sia a livello sanitario che a
commerciale, la nascita di             livello economico. In questa
svariati regimi forti nell’est         situazione       di    emergenza
del mondo e la conseguente             globale     la      super-potenza
perdita di potere e popolarità         governata – non troppo
della       democrazia.      Oggi      democraticamente          –     da
questo tipo di considerazioni          Xi     Jinping,      ha    reagito
non sono più valide: il
36
37

prontamente, risolto i suoi             la prima, una rivoluzione sta
problemi e aiuta le altre               avvenendo: nel mondo di oggi
nazioni, inviando in Europa le          vi è meno crescita, e difficile
attrezzature mediche avanzate,          è stabilire quanto questa
anche alimentata da una forte           tendenza       durerà,    persino
necessità        propagandistica,       stabilire se avrà mai fine. Per
a differenza degli Stati Uniti          questo motivo la seconda
che, al contrario, sprofondano          questione ci porta davanti ad
sempre più nella crisi e                una triste realtà: nel mondo
faticano a risolvere i molteplici       vi sono più disuguaglianze, le
conflitti interni, alla vigilia delle   persone vulnerabili si trovano
elezioni presidenziali, mai così        ora in situazioni sempre più
combattute e contraddittorie.           fragili, ma ciò non è altro che
Di conseguenza alla terza               un’accelerazione, purtroppo,
domanda circa il presidente             di un fenomeno già in corso
americano, Donald Trump,                da prima dello scoppio della
Paolo Magri ha risposto che,            pandemia. Quarto aspetto,
nonostante vi sia ancora un             quello della globalizzazione: in
elettorato fedele e fiducioso           un mondo dove è necessario
nella sua figura e ideali               rimanere il più vicino possibile
controversi, l’attuale presidente       alla propria casa e ridurre
avrà alcune difficoltà a                gli scambi con l’estero al
ricandidarsi e riconfermare la          minimo            indispensabile,
carica, viste le ultime vicende         la      globalizzazione     viene
(come il riacceso dibattito             necessariamente,               ma
razziale, solo per fare un              momentaneamente,
esempio). La quarta domanda             penalizzata. Ultima ma non
riguardava         tre       aspetti:   meno importante domanda
crescita, disuguaglianze e              di questo incontro, è stata
globalizzazione del mondo               l’Europa:        partendo      da
di oggi. Per quando riguarda            un’Unione Europea divisa
38

da anni, se non decenni, ci         Lives Matter) in modo da poter
troviamo oggi, per necessità,       rendere migliore l’uscita da
a dover cooperare, concedere        questa tempesta ed essere in
prestiti ingentissimi, essere       grado di minimizzarne gli effetti
flessibili, il che è una            a lungo termine.

                                         Q
rivoluzione con esito senz’altro
positivo. Queste domande e                         uesto incontro,
le relative risposte dimostrano                    insieme         agli
come anche in un periodo di                        altri organizzati
crisi, si presentino svariate         da Molte Fedi, è stato
opportunità per apportare             un’occasione per informarsi
cambiamenti significativi e (in       e al tempo stesso educarsi
situazioni normali) insperati,        sulle questioni rilevanti per il
se si riesce a sfruttare le           nostro tempo, mi ha offerto
occasioni date, cosa che ci           spunti per sviluppare una
si può aspettare da un’Italia         riflessione personale che
che ha gestito dignitosamente         vada oltre la mera istruzione
la pandemia nelle difficoltà          che spesso ci viene offerta
e col peso della sua intricata        dalla società. In particolare
burocrazia. L’ultimo spazio           per noi giovani una delle
della conferenza è stato              poche armi che ci sono
lasciato alle domande dei             rimaste sono la conoscenza,
giovani, che emergono come            l’informazione,       la    lotta
potenziali vittime di questa          intellettuale e informata
difficile situazione nel futuro       contro le ingiustizie che
meno prossimo, ma che                 rischiano       di      avvenire
ciononostante, in virtù di questa     indisturbate alle nostre
consapevolezza,          devono       spalle. Formarsi è una
impegnarsi a collaborare (come        responsabilità       personale
hanno collaborato in passato          a     vantaggio      personale
per Fridays for Future o Black        e,       soprattutto,      della
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 collettività: là dove l’ISTAT
 ci comunica che il nostro
 paese è all’ultimo posto per
 gli investimenti in attività
 culturali (0.2% del PIL circa),
 è nostro dovere compensare
 e interessarci, attraverso
 le giuste fonti, di problemi
 che ci paiono lontani ma
 che in realtà ci coinvolgono
 immensamente.
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Urinetown                                                di Martina Illi, 1^I

  S
            alve cari lettori,
            Per chi di voi non lo
            sapesse, frequento un
corso di musical e quindi sono
personalmente molto appassio-
nata al tema e alla musica di ogni
genere, perciò oggi vorrei parlar-
vi di uno dei più bei musical che
ho rappresentato: Urinetown.
Partiamo dal presupposto che un
musical non è solo una rappre-
sentazione senza significato, anzi
è l’esatto contrario, gli attori cer-
cano con il canto, la danza e la re-
citazione di trasmettere qualcosa
al loro pubblico - possono essere
emozioni o concetti ma un musical
ha sempre qualcosa da cui si può        neri diversi a partire dal Jazz fino
trarre spunto o insegnamento.           ad arrivare al Gospel. Ideato da
Urinetown, a mio parere, rac-           Greg Kotis, con musiche di Mark
chiude tutto questo, è infatti un       Hollmann, e rappresentato per la
musical ricco di valori amal-           prima volta a Broadway nel 2001,
gamati a comicità e simpatia.           Urinetown è un musical che par-
I personaggi sono articolati e par-     la di libertà, povertà e ribellione.
ticolari, le canzoni mischiano ge-      Il titolo tradotto letteralmente si-
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gnifica: “Città dell’urina”, un nome     roles in musical theatre” (I 100 più
che può far ridere al primo im-          grandi ruoli nel teatro musicale).
patto ma in realtà Urinetown è           Ma, ovviamente, non ci sono solo
una minaccia utilizzata dal capo         i protagonisti all’interno di un mu-
di una città distopica per far pa-       sical, come in nessun’altra storia
gare le tasse al suo popolo.             che si rispetti: personalmente,
È bene che voi sappiate la storia        trovo che i personaggi secondari
di questa città: dopo vent’anni          siano importanti per costruire un
di siccità al comando è seduto il        buon contorno all’intera vicenda,
ricco Signor Cladwell, che ha tro-       per farci ambientare, per farci
vato il modo per far sopravvivere        vivere la storia insieme a loro.
gli abitanti, convertendo l’urina in     Per chi non sapesse l’esatta de-
acqua potabile. I cittadini, nono-       finizione di personaggi secon-
stante siano molto poveri, sono          dari la riporto qui: “sono i perso-
costretti ad andare nei bagni pub-       naggi che appaiono meno dei
blici tre volte al giorno e pagare       protagonisti, ma sono necessari
una tassa ogni volta che lo fanno.       per lo sviluppo dei fatti”. Spes-
I    protagonisti     della    vicen-    so vengono considerati perso-
da sono due ragazzi, Hope                naggi secondari anche alcune
Cladwell e Bobby Strong.                 comparse (personaggi che com-
Bobby è il capo della rivolta contro     paiono una sola volta) ma solo
i regimi di Cladwell mentre Hope         se stravolgono l’intero filo del-
è la figlia del sadico governato-        la storia con il loro arrivo o con,
re, non c’è nemmeno bisogno di           magari, la notizia che riportano.
dire che i due si innamorano ne-         Per quanto riguarda Urinetown,
anche alla metà del primo atto.          può vantare un’enorme quantità
Questi due personaggi subiranno          di personaggi secondari: alcuni
degli sviluppi nel corso della storia,   di questi sono poveri che si al-
il che li rende ancora più interes-      leeranno successivamente con
santi, sono addirittura entrati a far    Bobby Strong, mentre altri sono
parte della lista dei “100 greatest      assistenti o persone che lavo-
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