UBS House View Years Ahead - ETicaNews
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Editoriale
Care lettrici, cari lettori,
benvenuti al nostro
UBS House View: Years Ahead
Q
uando si tratta di proteggere e far cre- alla sostenibilità, identifichiamo alcune tendenze
scere in modo significativo il patrimonio d’investimento di lungo periodo, valutate in base
della propria famiglia, uno dei più grandi alla nostra struttura di sostenibilità robusta e
vantaggi è quello di poter investire nel lungo integrata.
periodo; eppure molti vi rinunciano.
Ci impegniamo sul fronte dell’innovazione e
Per dimostrare quanto ci sembra importante pre- quest’anno presentiamo la nostra offerta digitale
stare attenzione alle tendenze di lungo termine più completa. Il sito ubs.com/houseview racco-
che influiranno sull’evoluzione di un patrimonio, glie tutte le informazioni incluse in questo Years
abbiamo diviso in due parti la nostra consueta Ahead e nella pubblicazione gemella Year Ahead
pubblicazione Year Ahead. Questa parte, Years ed è disponibile su varie piattaforme, tra cui
Ahead, è dedicata esclusivamente alle prospetti- smartphone e tablet. Stiamo inoltre introdu
ve di lungo periodo dell’economia mondiale, dei cendo una sezione interattiva «My House View»,
mercati finanziari e dei portafogli. che permette ai lettori di confrontare il proprio
portafoglio con la nostra House View e indivi-
Illustriamo le nostre riflessioni sulle grandi do- duare tra i nostri contenuti d’investimento com-
mande: dalla posizione degli Stati Uniti come lea- pleti le sezioni più rispondenti alla propria
der globale all’internazionalizzazione dello yuan situazione personale.
cinese, fino alle importanti sfide demografiche
che attendono l’Europa. Analizziamo le principali Ci auguriamo che troviate utile e interessante la
classi di attivi e le loro prospettive per il prossimo nostra nuova offerta digitale e che questa edizio-
ciclo economico e presentiamo una serie di nuovi ne di UBS House View: Years Ahead possa aiuta-
concetti d’investimento per un mondo che sta re voi e il vostro portafoglio a seguire la strada
cambiando. E, coerenti con la nostra attenzione giusta in questo «mondo in transizione».
Jürg Zeltner Mark Haefele
President Global Chief Investment Officer
UBS Wealth Management UBS Wealth ManagementIndice
06 Infografica 39 Come
modelliamo
08 Un mondo in i portafogli
transizione
10 Stati Uniti 40 I nostri
12 Asia portafogli
14 Mercati emergenti modello
16 Europa
18 Svizzera 43 Concetti
d’investimento
20 Classi alternativi
di attivi
22 Azioni 46 Investimenti
24 Obbligazioni sostenibili
28 Investimenti alternativi
30 Liquidità 48 Investimenti
31 Materie prime a lungo termine
32 Finanza 53 Investimenti
comportamentale diretti
36 Filosofia 57 Tamburello
d’investimento 58 Disclaimer14.2%
2015 2020
2040
La spesa per la previdenza
Gli Stati Uniti dovrebbero diventare sociale e per i programmi di
esportatori netti di energia nei assistenza sanitaria salirà al
prossimi cinque anni. 14,2% del PIL entro il 2040.
15% 2025
10% 2050
A causa delle attuali
strozzature infrastrut-
turali, i ME contribui-
ranno a quasi due terzi
della spesa globale per
infrastrutture entro il
2025.
3%
2025
La superficie terrestre è coperta
dall'acqua per tre quarti, ma
solo il 3% è acqua pulita. Si
schiudono opportunità per il
ME
trattamento, la gestione e le
infrastrutture idrici.
A causa delle attuali strozzature infrastrutturali,
i ME contribuiranno a quasi due terzi della
spesa globale per infrastrutture entro il 2025.2016
2001 CO2
2050
Le emissioni di CO2 dei paesi non OCSE sono
Entro il 2050, in Germa- raddoppiate negli ultimi 15 anni e continue-
nia ci saranno solo circa ranno ad aumentare per effetto della crescita
due lavoratori per ogni economica e dell’urbanizzazione.
pensionato.
I produttori di petrolio del
Medio Oriente potrebbero
CNY
CNY
CCNNYY accettare lo yuan cinese
come valuta di pagamento:
nasce il petroyuan.
2050
2x
1x
Oggi 2.5x
A differenza dell’Europa, in
Africa si assiste a una «bolla
giovanile». La popolazione ME
attiva aumenterà di 2,5 volte
Nei mercati emergenti, la crescita del ceto medio
entro il 2050.
farà aumentare la spesa sanitaria a un ritmo
doppio rispetto al resto del mondo.
ubs.com/houseviewUn mondo
in transizione
Cinquant’anni fa in Germania c’erano più di cinque lavoratori per ogni
pensionato, mentre oggi ce ne sono tre e fra trent’anni ce ne saranno
meno di due. Tre anni fa, l’allentamento quantitativo europeo era consi-
derato illecito, mentre oggi viene attuato a un ritmo di 1,4 milioni di
euro al minuto. Inoltre, la più grande azienda globale dell’ospitalità offre
più di un milione di stanze in tutto il mondo, ma ha meno di un quinto
degli impiegati di qualsiasi hotel di Las Vegas.
Mark Haefele,
zionale. L’evoluzione demografica, gli elevati
Global Chief Investment Officer
livelli del debito e il crescente divario reddituale
costringeranno i governi a prendere decisioni
In un «mondo in transizione», non sempre sempre più difficili – e di carattere sempre più
fila tutto liscio. Alcuni gruppi beneficiano dei politico – sui gruppi d’interesse da favorire e
cambiamenti, altri ne risentono, e le autorità quelli da penalizzare. Gli investitori non posso-
saranno costrette a schierarsi. no neanche dare per scontato che tutti i paesi
sceglieranno di pagare i propri debiti e mante-
Nel contesto del rapido invecchiamento della nere stabili i tassi di cambio, o che non saranno
popolazione, i governi dovranno stabilire chi si interessati dalle modifiche delle politiche fiscali
farà carico dell’onere associato alla maggiore o dei regolamenti.
spesa sanitaria e previdenziale e all’aumento del
debito pubblico. La politica fiscale scelta e il mix Le grandi domande
di imposte o investimenti determineranno quali È difficile stabilire in che modo le decisioni poli-
fasce di cittadini saranno più colpite e come rea- tiche influenzeranno i rendimenti di investimenti
giranno i mercati. specifici nel lungo periodo, ma si può vedere in
che modo i fattori economici stanno plasmando
Secondo alcuni i tassi d’interesse estremamente il quadro politico. In questo Years Ahead analiz-
bassi e l’allentamento quantitativo sono la rispo- ziamo quindi le domande e i temi principali che
sta, ma bisogna ammettere che alimentano le gli organi politici dovranno affrontare e le loro
disuguaglianze sovvenzionando i prestatori e i possibili conseguenze.
proprietari di attivi finanziari rispetto ai rispar-
miatori o a chi possiede pochi beni. I prossimi anni ci diranno se gli Stati Uniti conti-
nueranno a essere «leader globali». Dopo quasi
E se le nuove tecnologie apportano enormi un secolo al timone dell’economia mondiale, e
vantaggi alle aziende di software, la transizione dopo una ripresa sorprendentemente brillante
tecnologica colpisce gli impieghi e crea disugua- dalla crisi finanziaria, agli Stati Uniti basteranno
glianze di reddito. Alcuni paesi decideranno di l’innovazione e lo spirito imprenditoriale per
regolamentare il settore a svantaggio di queste conservare la leadership globale o avranno la
nuove società e mercati, altri no. meglio le difficoltà politiche e il debito struttu-
rale?
Diversificazione
La diversificazione, in particolare quella tra eco- La Cina si sta avvicinando all’internazionalizza-
nomie politiche e regimi monetari, sarà essen- zione dello yuan. Negli ultimi dieci anni ha regi-
ziale nei prossimi anni. Warren Buffett una volta strato una crescita straordinaria, fino a diven-
ha detto: «Mettete tutte le uova in un paniere, tare la seconda economia mondiale e la prima
ma non perdetelo mai di vista». Eppure, negli in termini di scambi commerciali. Malgrado gli
ultimi anni anche il famoso investitore value interventi mirati a migliorare l’infrastruttura
ha cominciato a diversificare su scala interna- internazionale per la negoziazione dello yuan, la
8 UBS House View – Years AheadUn mondo in transizione
valuta cinese rimane tuttavia relativamente mi- ne geografica e tra classi di attivi, sul ribilan-
noritaria. Questa situazione potrebbe cambiare ciamento e sull’ottimizzazione dei rendimenti
con l’apertura del conto capitale della Cina, rispetto alla volatilità.
che però potrebbe determinare anche fughe di
capitale, instabilità interna e l’impossibilità per Detto ciò, un futuro quadro di elevata volatilità
alcuni di restituire i debiti. La Cina manterrà un e rendimenti contenuti degli attivi finanziari
approccio lento e graduale o preferirà un’aper- comporta una serie di sfide. Presentiamo quindi
tura più rapida? vari concetti di investimenti alternativi, tra cui
fondi di dotazione, strumenti illiquidi e approcci
Sull’Europa incombe una crisi demografica. quantitativi, che possono dimostrarsi più adatti
Analizziamo il modo in cui l’evoluzione del- dei metodi tradizionali per gli investitori senza
la popolazione inciderà sulla distribuzione esigenze di liquidità o particolarmente avversi al
dei poteri economici e politici all’interno del rischio.
continente. La crisi del debito ha già spostato il
potere economico da sud a nord; le tendenze Dedichiamo inoltre un’intera sezione di que-
demografiche potrebbero accentuare questo sto Years Ahead agli investimenti a più lungo
cambiamento e mettere sotto ulteriore pressio- termine, prestando particolare attenzione alla
ne un’Unione europea già indebolita dal dibat- sostenibilità. Concentrandoci sulle forze struttu-
tito sull’austerità e dall’immigrazione. Il potere rali globali e sui loro probabili effetti di sosteni-
complessivo dell’Europa è a sua volta destinato bilità per aziende e settori, crediamo che alcune
a ridursi, limitando il peso della regione sulla delle prossime sfide possano essere trasformate
scena mondiale. in opportunità a vantaggio degli investitori nei
prossimi anni.
La Svizzera deve fare fronte a sfide demografi-
che simili; il debito pubblico non costituisce un Mi auguro che questa edizione di Years Ahead
particolare problema, ma la spesa previdenziale sia per voi informativa e stimolante e che vi aiuti
sì. Inoltre, la recente approvazione delle politi- a prendere le vostre decisioni d’investimento
che anti immigrazione induce a chiedersi come future.
si comporterà in futuro una Svizzera isolazioni-
sta. Senza immigrazione netta, prevediamo un
calo della forza lavoro elvetica di quasi il 25%
entro il 2050, che costringerà ad alzare l’età di
pensionamento e a tagliare la spesa pubblica. Fig. 1
Il paese, come molti altri in Europa, dovrà com- Stessi problemi, risultati diversi
piere una difficile scelta tra aumento dell’immi-
grazione e indebolimento della crescita. 200 Stati Uniti ed Eurozona, rapporto debito/PIL
e performance dei mercati azionari
Per quanto riguarda infine i mercati emergenti, 150
analizziamo le prospettive della crescita e il ruo-
lo delle autorità in questo processo. Può essere 100
facile cadere nella tentazione del protezionismo
o del populismo, ma le attuali difficoltà econo-
50
miche possono promuovere la volontà necessa-
ria per liberarsi degli interessi accumulati negli
0
anni del boom.
14
05
06
07
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20
Risposte Rapporto debito lordo/PIL degli Stati Uniti, in %
La maggiore incertezza legata al cocktail volati- Rapporto debito/PIL dell’Eurozona, in %
le di politica ed economia rafforza una certezza: MSCI USA, ribasato
i principi collaudati della gestione di portafoglio MSCI Eurozona, ribasato
rimarranno validi. Continuiamo a puntare su un
orizzonte di lungo periodo, sulla diversificazio- Fonti: Bloomberg, FMI
ubs.com/houseview 9Stati Uniti
Dopo tutto, la crisi ha avuto il suo epicentro negli
Stati Uniti, dove i consumatori indebitati e le istituzio-
ni finanziarie con una leva eccessiva hanno innescato
la recessione più grave dai tempi della grande
depressione. Ma in qualche modo gli Stati Uniti sono
riusciti a tirare avanti e ora dettano il passo dell’eco-
nomia mondiale. Resta ovviamente da vedere se
anche in futuro saranno in grado di conservare
l’attuale leadership.
Ancora tanti fattori positivi
Non dimentichiamo che l’economia degli Stati Uniti
vive un momento d’oro. Le aziende statunitensi
trainano una nuova ondata di innovazione tecnologi-
ca e non si tratta solo delle app più richieste del
momento per ordinare un takeaway o chiamare un
taxi. Le società e le start-up americane, che reclutano
alcuni dei laureati più brillanti delle università e dei
politecnici più prestigiosi del mondo, sono leader in
varie industrie emergenti che vanno dallo sviluppo
software all’ingegneria biomedica e dall’ottica
avanzata alla stampa 3D. Gli elevati capitali accessibili
consentono inoltre a queste innovazioni di passare
dalla fase di sviluppo a quella di vendita sul mercato a
Gli Stati Uniti
una velocità senza precedenti. Grazie a questa
fortunata combinazione di talenti e risorse, nei
prossimi anni gli Stati Uniti dovrebbero rimanere
leader nelle tecnologie di punta.
conserveranno È in atto anche una profonda trasformazione nel
settore energetico. In virtù dei grandi progressi sul
la leadership
fronte delle tecnologie estrattive, per la prima volta
da quasi un secolo gli Stati Uniti sono oggi sull’orlo
dell’indipendenza energetica. Non solo questa
dinamica si è tradotta in volumi massicci di spesa per
globale? investimenti e nella creazione di posti di lavoro nel
settore dell’energia, ma anche nello sviluppo econo-
mico di comparti e regioni ben lontani dal mercato
del petrolio. A sua volta, questo processo innesca la
rilocalizzazione dell’attività manifatturiera dall’estero
e la riduzione della dipendenza degli Stati Uniti da
Gli Stati Uniti si sono ripresi straordinaria- forniture di energia internazionali meno stabili. È
mente bene dalla crisi finanziaria. La crescita anche probabile che nei prossimi cinque anni gli Stati
Uniti diventino un paese esportatore netto di energia,
complessiva ha deluso le attese, ma la migliorando ulteriormente la bilancia commerciale e
ripresa relativamente rapida del paese ha stimolando la crescita.
colto di sorpresa alcuni osservatori.
Il paese beneficia anche dello status del dollaro come
principale valuta delle riserve mondiali. Le aziende
Mike Ryan, Chief Investment Strategist statunitensi possono negoziare la maggior parte delle
Wealth Management Americas materie prime globali nella loro valuta nazionale,
mentre il governo federale può finanziare i deficit a un
10 UBS House View – Years Aheadcosto del capitale più basso. Alcuni credono che il
predominio del dollaro tra le valute di riserva sia
minacciato dai suoi potenziali contendenti, ma la
ponderazione relativa del biglietto verde tra gli attivi di
riserva totali è rimasta particolarmente costante. Per il
prossimo futuro sono poche le alternative esistenti in
grado di tenere testa alla profondità, all’ampiezza e
alla trasparenza dei mercati statunitensi.
Le sfide da affrontare
Ovviamente nei prossimi anni gli Stati Uniti dovranno
anche superare difficili sfide per mantenere l’attuale
posizione di leadership globale.
Nell’ultimo studio del World Economic Forum (WEF)
sulla competitività globale, gli Stati Uniti sono riusciti
a salire di un altro livello, passando dal quarto al terzo
posto. Tuttavia, la loro ascesa in classifica cela le
tendenze preoccupanti di alcuni importanti indicatori
della prosperità futura. I primi tre fattori citati come i
più problematici per fare affari con gli Stati Uniti sono
Fig. 2
le aliquote fiscali, la regolamentazione e l’inefficienza
della burocrazia governativa. L’azienda America ha Il deficit di spesa legato all’invecchiamento
continuato a protestare contro un codice fiscale della popolazione mette in pericolo la leadership
bizantino, che paradossalmente tende a disincentivare globale degli Stati Uniti
l’espansione sul territorio nazionale a causa degli
4 Surplus Deficit o surplus totale, % del PIL
elevati tassi marginali e dell’impossibilità di rimpatria-
re i capitali generati dalle attività estere. Inoltre, 2
secondo il Competitive Enterprise Institute i soli 0
regolamenti e interventi federali costano ai consuma-
–2
tori e alle aziende quasi USD 2000 miliardi l’anno in
produttività persa e prezzi più alti. –4
–6
Le tendenze demografiche alimentano a loro volta i –8
timori circa la politica fiscale. Il disavanzo del bilancio
–10 Deficit
federale è sceso da un massimo di quasi il 10% del
5
70
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0
5
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00
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9
PIL nel 2009 a meno del 3% nel 2015, ma si tratta di
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una flessione solo temporanea. Stando alle stime del
Dati effettivi Proiezioni di base
Congressional Budget Office (CBO), il deficit comin-
cerà a salire nei prossimi tre anni poiché i figli del
Fonte: Congressional Budget Office
baby boom si avviano verso il pensionamento,
determinando un aumento della spesa previdenziale e
sanitaria (Fig. 2). Le proiezioni del CBO sono di un
incremento della spesa federale per la previdenza competere sulla scena mondiale verrà seriamente
sociale e per i principali programmi di assistenza compromessa. Questi fattori hanno già ridotto il
sanitaria del governo al 14,2% del PIL entro il 2040, potenziale di crescita statunitense e nei prossimi anni
circa il doppio rispetto alla media del 6,5% degli peseranno sempre di più.
ultimi 50 anni. Non dimentichiamo che, in base allo
studio sulla competitività del WEF, gli Stati Uniti si Abbastanza dinamici per guidare,
attestano già al 134° posto su 144 paesi in termini di non abbastanza forti per trainare
rapporto debito/PIL. Un ulteriore deterioramento Gli Stati Uniti sono stati la locomotiva della crescita
della posizione di bilancio degli Stati Uniti ne ridurreb- mondiale per buona parte del dopoguerra, ma oggi
be ulteriormente la concorrenzialità. questa dinamica sta cambiando. Dopo la crisi
finanziaria, il paese ha assunto ancora una volta il
Infine, l’ambiente sempre più teso a Washington ruolo di leader della crescita globale grazie alla
rappresenta già una minaccia concreta alla leadership duttilità del settore aziendale, alla flessibilità della
americana. La polarizzazione politica e i battibecchi al forza lavoro e alla creatività della classe imprenditoria-
Congresso rendono sempre più difficile per i deputati le. Ma i vantaggi che ne derivano per le altre econo-
eletti trovare un terreno comune sulle questioni mie sembrano più contenuti che mai dall’inizio del
cruciali per la sicurezza e la salute economica futura «secolo americano». L’economia statunitense rimane
del paese. Se non verranno risolti i problemi legati al abbastanza dinamica per guidare le altre, ma potreb-
codice fiscale, alla spesa previdenziale e alla politica be non essere più abbastanza forte per trainare con
sull’immigrazione, la capacità degli Stati Uniti di sé il resto del mondo.
ubs.com/houseview 11Asia
La Cina ha ambizioni globali per lo yuan e ha istituito
una serie di linee di swap con varie grandi banche
centrali. Come prossima mossa, Pechino potrebbe
decidere di pagare le importazioni di petrolio nella
propria valuta, dando il via all’era dei «petroyuan».
Ovviamente, l’ultima fase consisterebbe nella piena
apertura del conto capitale della Cina, ma non
sarebbe priva di rischi. Nel nostro mondo in transizio-
ne, il modo e i tempi con cui la Cina cercherà di
internazionalizzare la sua valuta saranno essenziali per
gli sviluppi dei prossimi anni.
È interessante ricordare quanto fosse irrilevante lo
yuan cinese 35 anni fa o anche solo all’inizio del
millennio. Molti osservatori non si saranno neanche
accorti che dal 1981 al 1994 la Cina aveva svalutato il
cambio contro il biglietto verde addirittura dell’83%,
da 1.5 a 8.7. A quei tempi la Cina rivestiva una scarsa
importanza sulla scena internazionale, essendo
un’economia sostanzialmente chiusa che nel 1994
rappresentava meno del 3% del commercio globale,
decisamente lontana dai livelli di Stati Uniti (14%),
La Cina inter
Germania (9%) e Giappone (8%).
Fu solo con l’ingresso nell’Organizzazione mondiale
del commercio nel dicembre 2001 che la Cina
nazionalizzerà cominciò la sua rapida ascesa a seconda economia
globale e centro manifatturiero per il resto del
mondo. Con una popolazione pari a cinque volte
lo yuan?
quella degli Stati Uniti e una retribuzione media dei
lavoratori di appena il 2,8% rispetto a quella statuni-
tense, la Cina ha registrato una crescita esponenziale
della sua partecipazione al commercio globale, dal
4% nel 2001 all’11,3% nel 2014, riuscendo nel 2013
a superare gli Stati Uniti e posizionarsi come prima
La rapida crescita della Cina ne ha fatto la potenza commerciale del mondo. Oggi le prospettive
del CNY sono quindi molto più importanti, se non
seconda economia mondiale e la prima in determinanti, per il mondo finanziario e aziendale.
termini di scambi commerciali. La valuta
cinese, lo yuan, ha compiuto a sua volta Nel prossimo decennio di ascesa dello yuan non man-
cheranno altri colpi di scena. Il CNY ha già conqui
enormi passi avanti, ma rimane relativa- stato il secondo posto come valuta dei finanziamenti
mente minoritaria, poiché i suoi volumi di commerciali, il quarto come valuta dei pagamenti
scambio sono ancora inferiori a quelli di dol- internazionali (Fig. 3) e, nel momento in cui scriviamo,
sembra che verrà incluso nel paniere, alquanto ambi-
laro statunitense, euro e sterlina britannica. to, dei Diritti speciali di prelievo (DSP) dell’FMI. Con la
Cina sempre più vicina alla piena convertibilità del
Min Lan Tan, Head of APAC Investment Office cambio e all’apertura del conto capitale, cosa posso-
Teck-Leng Tan, APAC FX analyst no aspettarsi gli investitori nei prossimi anni?
12 UBS House View – Years AheadL’era del «petroyuan»
Il termine «petrodollari» fu coniato nel 1973 dopo
che gli Stati Uniti (all’epoca il maggior paese importa-
tore di greggio) firmarono un accordo epocale con
l’Arabia Saudita (il primo paese esportatore) perché
tutte le esportazioni di greggio saudite fossero
denominate in dollari statunitensi. Nel 1975, tutti i
paesi membri dell’OPEC avevano ormai accettato di
commerciare il loro petrolio esclusivamente in dollari
statunitensi. Ebbe così inizio l’era del petrodollaro Fig. 3
(termine riferito ai ricavi in USD dei paesi esportatori Lo yuan cinese è al quarto posto nella classifica dei
di greggio), in cui i paesi importatori di petrolio si
pagamenti – ma ha ancora tanta strada da fare
videro costretti a detenere USD per pagare le conse-
gne di energia.
0% 10% 20% 30% 40% 50%
USD 44,8
Sembra che oggi si stia avvicinando sempre più l’era
EUR 27,2
del «petroyuan». A settembre 2013 la Cina ha
GBP 8,5
superato gli Stati Uniti diventando il maggiore
CNY 2,8
importatore netto di greggio. Da allora è cominciato il Pagamenti istituzionali e iniziati
JPY 2,8
braccio di ferro mirato a sostituire il dollaro con lo dai clienti, in base alla quota di valore (%)
CAD 1,8
yuan come valuta di pagamento del petrolio. Ad
AUD 1,6
esempio, la Russia, il secondo esportatore mondiale
CHF 1,6
di greggio, accetterà dalla Cina pagamenti in CNY o
HKD 1,4
RUB anziché in USD, anche per via delle sanzioni
THB 1,0
imposte al paese dall’Occidente a causa del suo ruolo
nella crisi ucraina. I paesi del Medio Oriente sembrano
più restii a seguire l’esempio di Mosca (dato che i Fonte: SWIFT
regimi di cambio locali sono tuttora ancorati al
dollaro), ma farebbero meglio a ripensarci per non
correre il rischio di perdere quote di mercato nei
confronti del più grande importatore mondiale di
petrolio.
Segni particolari di una valuta globale: mercati Un conto capitale aperto avrebbe ovviamente la sua
dei capitali profondi, ampi e senza restrizioni attrattiva, poiché consentirebbe ai cittadini cinesi di
Il predominio della Cina nel commercio ha spinto il accedere ai mercati internazionali e incentiverebbe un
CNY dove si trova oggi e il petroyuan potrebbe dargli afflusso ancora maggiore di investimenti esteri verso
ulteriore slancio. Tuttavia, perché la valuta possa la stessa Cina; ma presuppone anche una serie di
assumere un’altra dimensione, il prossimo passo sarà rischi, in quanto sarebbe più facile per gli investitori
necessariamente l’apertura dei mercati finanziari esteri entrare e uscire dal mercato a tutta velocità. Di
cinesi. Per contestualizzare la situazione, il valore dei certo la Cina non vuole entrare a far parte di gruppi
mercati finanziari globali a fine 2014 ammontava a come, di recente, i fragili cinque. A nostro parere, il
ben USD 156 000 miliardi, il doppio rispetto al valore pericolo economico insito nei rapidi flussi di «denaro
dei beni e servizi prodotti in tutto il mondo. Non è facile» è esattamente il motivo per cui la Cina sta
poi un caso che alle tre valute più scambiate (USD, internazionalizzando il CNY a un ritmo controllato. Di
EUR e GBP) corrispondano i mercati azionari e fatto, la scelta di Hong Kong quale principale campo
obbligazionari più grandi e profondi, in cui la comuni- di sperimentazione per l’apertura del cambio e del
tà internazionale può investire liberamente. L’apertura conto capitale è di per sé uno scudo che protegge la
dei mercati dei capitali cinesi nei prossimi dieci anni Cina continentale dall’arrivo di questi flussi.
sarà quindi indispensabile, se il CNY vorrà davvero
entrare nel novero delle valute più importanti del Per la Cina e lo yuan sembra valere il vecchio adagio:
mondo. chi va piano, va sano e va lontano.
ubs.com/houseview 13Mercati emergenti
Sale la marea
Le attuali difficoltà di molti mercati emergenti si sono
accumulate nel corso di diversi anni e sono in parte
dovute al loro successo durante l’alta marea degli
anni del boom economico.
Il dividendo demografico e il processo di industrializ-
zazione della Cina hanno sostenuto l’enorme doman-
da di materie prime e di prodotti dei suoi partner
commerciali asiatici. Il conseguente rialzo dei prezzi
globali delle commodity, in particolare dei metalli, ha
favorito i paesi esportatori, soprattutto quelli dell’A-
merica Latina. Inoltre, le riforme istituzionali attuate
dopo le crisi dei mercati emergenti degli anni ’90 e il
miglioramento dei livelli di debito e dei rating creditizi
hanno incoraggiato ulteriormente gli investimenti.
Questa situazione è stata amplificata dalla notevole
espansione della liquidità globale sulla scia della crisi
finanziaria, poiché i bassi tassi d’interesse hanno
indotto gli operatori a puntare sui mercati emergenti
in cerca di rendimenti e performance.
Un nuovo modello «Solo quando scende la marea si vede chi nuota
nudo»
di crescita per Finché sale la marea è fin troppo facile nascondere i
problemi strutturali dietro i dati economici positivi. La
famosa battuta di Warren Buffett è particolarmente
i paesi emergenti?
vera nel caso dei mercati emergenti.
I mercati emergenti devono cercare nuovi propulsori
della crescita, che giungeranno da una combinazione
di minore dipendenza dagli investimenti, dalle materie
Il 21° secolo è cominciato con il decennio dei prime e dal capitale a basso costo e di maggiore
mercati emergenti, ma il loro premio di cre- enfasi sulle riforme strutturali e politiche. Il modo in
cui ogni paese gestirà la propria transizione determi-
scita si è ormai dimezzato rispetto al periodo nerà gli sviluppi dei prossimi anni.
2000-2010. Gli squilibri accumulati nel tempo
si stanno lentamente risolvendo. Ormai è chiaro che la Cina va incontro a un notevole
eccesso di capacità produttiva industriale e a elevati
Nei prossimi anni i paesi emergenti riusci- livelli di debito nel settore privato. Le autorità cerche-
ranno a compiere la transizione verso un ranno di migliorare la competitività nei comparti a più
nuovo modello di crescita? alto valore aggiunto e di stimolare i consumi interni.
Questi interventi dovrebbero poi riuscire a ridurre i
tassi d’indebitamento nel settore privato a livelli più
Jorge Mariscal, Head of EM Investment Office sostenibili, ma sarà importante imprimere il giusto
Michael Bolliger, Head of EM Asset Allocation ritmo a questo processo: se troppo rapido, potrebbe
rendere instabile la Cina; se troppo lento, potrebbe
non bastare a risolvere l’eccesso di capacità, la debole
crescita strutturale e l’aumento del debito.
Alcuni mercati emergenti, in particolare in America
Latina, dovranno adeguarsi alla minore domanda
14 UBS House View – Years Aheadcinese e al calo delle quotazioni. Anni di vigorosa
domanda e di prezzi elevati hanno favorito ingenti
investimenti nel settore e determinato un rafforzamen-
to della ragione di scambio e delle valute. Pur avendo
sostenuto il settore delle materie prime, questa
tendenza ha penalizzato la competitività e gli investi-
menti in altre aree.
In questi paesi un deprezzamento del cambio è
necessario per il processo di adeguamento, poiché
Fig. 4
contribuisce a migliorare le dinamiche commerciali e i
deficit delle partite correnti, ma è costellato di La crescita del credito ha superato la crescita del
problemi. Lo stock di debito denominato in USD di PIL in molti mercati emergenti
emittenti societari dei mercati emergenti ammonta a
15 Crescita del credito al settore privato al di sopra del PIL,
USD 1300 miliardi, oltre il doppio rispetto ai volumi su base corretta per l’inflazione, tasso medio 2009 – 2014, in %
del 2009. Le società che vanno incontro a maggiori 10
difficoltà sono quelle esposte a un elevato indebita-
mento in valuta estera, ma che non generano una 5
quota significativa di ricavi al di fuori del territorio
nazionale. 0
-5
Ora che la marea della liquidità globale sta scenden-
do, ci aspettiamo anche un’ulteriore stretta monetaria -10
da parte delle banche centrali di diversi paesi emer-
Turchia
Indonesia
Cina
Messico
Brasile
Colombia
Tailandia
Russia
Hong Kong
Singapore
Arabia Saudita
India
Polonia
Taiwan
Sudafrica
Nigeria
Ungheria
genti e una minore erogazione di credito da parte
delle banche nazionali. Avrà così inizio un lungo
processo di correzione del debito privato, che negli
ultimi anni è lievitato (Fig. 4).
Fonte: Fitch
La buona notizia in questo ambito è che i mercati
emergenti presentano ancora rapporti impieghi/
depositi relativamente favorevoli e nel complesso le attuali difficoltà economiche possono essere esatta-
banche della regione sono ben capitalizzate. Tuttavia, mente ciò che ci vuole per costruire la volontà e il
l’inasprimento dei criteri di concessione dei prestiti coraggio politico sufficienti a liberarsi di molti
bancari su scala nazionale e internazionale non interessi consolidati e blocchi di potere accumulati
permetterà che si instauri una rapida ripresa economi- negli anni del boom.
ca in diversi paesi emergenti.
Date le favorevoli tendenze demografiche in atto in
Tutti questi interventi correttivi peseranno sulle molti mercati emergenti, l’epoca della crescita non si
economie emergenti ed è probabile che i prossimi è certo esaurita; ma è solo con questa trasformazione
anni siano caratterizzati da fasi di crescita bassa o che i paesi emergenti potranno trovare nuovi motori
addirittura negativa, oltre a fallimenti e ristrutturazio- di crescita.
ni aziendali, aumento della disoccupazione e rinnova-
te pressioni inflazionistiche. È in atto un processo Nel nostro mondo in transizione, sono molti i paesi
difficile, che tuttavia potrebbe rivelarsi la strada più che devono cambiare, ma nel breve termine forse
rapida per uscire dall’attuale crisi rispetto a un nessuno quanto i mercati emergenti. Resta da vedere
percorso interventista. chi uscirà rafforzato e chi sconfitto dalla crisi, ma è
probabile che avranno la meglio i paesi in grado di
Come ripartire attuare riforme strutturali, attirare investimenti esteri
Le decisioni delle autorità saranno determinanti per il e mantenere la disciplina monetaria e fiscale nono-
processo di transizione. In tempi duri è facile lasciarsi stante le pressioni politiche e popolari.
tentare dal protezionismo o dal populismo, ma le
ubs.com/houseview 15Europa
I cambiamenti demografici modificheranno la bilancia
dei poteri all’interno del continente, ma anche al suo
esterno, esacerbando il continuo declino dell’Europa
sulla scena mondiale. I leader europei cercano di rea-
gire varando ambiziose riforme strutturali volte a so-
stenere la crescita, ma la strada verso un’Europa più
robusta è lunga e non priva di ostacoli.
Secondo le stime dell’economista britannico Angus
Maddison, dall’anno 1000 al 1820 l’Europa (Russia
esclusa) rappresentava una quota modesta ma co-
stante della popolazione globale (poco più del 15%) e
del PIL mondiale (circa il 20%). Nel 1900 il contributo
europeo al PIL era balzato a oltre il 30%, con una
quota di popolazione stabile sotto il 20%. Nel 2015
l’Europa rappresenta l’8,1% della popolazione e quasi
un quarto del PIL mondiale ed è probabile che entro il
2050 queste cifre scendano rispettivamente al 5,9%
e, addirittura, a meno del 10% (Fig. 5).
Declino dell’importanza relativa dell’Europa
Il declino dell’Europa sulla scena mondiale dovrebbe
proseguire per tre motivi.
In primo luogo, in base alle proiezioni dell’ONU
sulla popolazione, i cittadini europei (Russia esclusa)
diminuiranno di oltre 15 milioni di persone (pari al
numero di abitanti dei Paesi Bassi) dal 2015 al 2050,
Come sarà mentre nello stesso periodo la popolazione mondiale
dovrebbe crescere di 2,4 miliardi di persone.
l’Europa nel
In secondo luogo, la popolazione europea in età lavo-
rativa diminuirà a un ritmo ancora più rapido. Stando
ai calcoli dell’ONU, il rapporto tra le persone di età
compresa tra 15 e 64 anni e il totale della popola-
2050? zione scenderà dal 67% del 2015 al 56% nel 2050 e
peserà sulla crescita della regione.
In terzo luogo, la dinamica economica dei mercati
emergenti non si è interrotta. Anche in base a ipotesi
I prossimi anni saranno teatro di un’impor- molto prudenziali, l’India e la Cina dovrebbero su-
tante transizione demografica. Il rapido invec- perare ampiamente il PIL europeo (a parità di potere
d’acquisto). Inoltre, il PIL di paesi come il Messico,
chiamento della popolazione interessa molte il Brasile o l’Indonesia sarà nettamente superiore a
regioni, ma in Europa sembra essere alla base quello di Germania, Regno Unito o Francia.
di una vera e propria trasformazione.
La quota europea del PIL globale (a parità di prezzi
Andreas Hoefert*, Chief Global Economist d’acquisto) potrebbe scendere sotto il 15% entro il
Themis Themistocleous, Head of European Investment Office 2025 e sotto il 10% entro il 2050, mentre il divario tra
Ricardo Garcia, Head of Eurozone Economics Stati Uniti e Unione europea continuerà ad allargarsi.
Nel 2050 il PIL statunitense potrebbe essere più alto
del 25-30% rispetto a quello europeo, a fronte di una
crescita della popolazione americana di 60 milioni di
* Andreas Hoefert, il nostro Chief Global Economist, è venuto a man- persone (pari al numero di abitanti dell’Italia). Detto
care la mattina di martedì 6 ottobre 2015. Aveva consegnato il suo con-
tributo a questo articolo solo il giorno prima. Abbiamo avuto la fortuna
ciò, gli europei rimarranno tra i cittadini più ricchi del
di poter imparare dal suo acume e dalla sua originalità nel corso degli pianeta in termini di PIL pro capite.
anni e ci rattrista profondamente sapere che non è più tra noi.
16 UBS House View – Years AheadCambiamenti in Europa
Di pari passo con il declino dell’Europa sulla scena
mondiale, le forze demografiche cambieranno anche
all’interno del continente. Stando alle proiezioni
dell’ONU, la popolazione del Regno Unito dovrebbe
aumentare di 10 milioni, raggiungendo 75 milioni di
persone nel 2050, mentre quella della Francia dovreb-
be salire di 7 milioni, a 71 milioni. Al contempo, gli
abitanti della Germania sono attesi in calo di 6 milioni
di persone, a 74 milioni, e il paese perderebbe così il
suo status di nazione più popolosa d’Europa.
La popolazione dell’Italia è prevista in flessione di
4 milioni, a 56 milioni, e quella della Spagna di
1 milione, a 45 milioni.
Per la maggior parte dei paesi europei, il PIL si muo- Fig. 5
verà per lo più in linea con la tendenza demografica; Declino dell’Europa sulla scena mondiale
ciò significa che, mentre il baricentro dell’economia Quota del PIL mondiale (a parità di potere d’acquisto, %)
mondiale si sposta verso sud e verso est, quello eu-
ropeo si muoverà nella direzione opposta, cioè verso 100
nord e verso ovest. 90
80
70
Conseguenze politiche
60
L’atteso calo della popolazione dell’Europa e del suo 50
contributo all’economia mondiale sta già rafforzando 40
le spinte per una maggiore integrazione all’interno 30
dell’UE, poiché sono necessarie riforme radicali per 20
migliorare le modeste prospettive di crescita, in parti- 10
0
colare nell’Eurozona. Tuttavia, a seguito dei cambia-
50
50
50
00
50
50
00
00
00
00
00
50
menti generazionali avvenuti dopo la seconda guerra
20
16
19
17
17
15
15
18
20
19
16
18
mondiale, i cittadini europei non sono più a favore
Europa Russia Cina Brasile
dell’integrazione a ogni costo, come dimostra la di- Stati Uniti Giappone India Resto del mondo
sponibilità di gran parte dei loro leader ad accettare,
se necessario, l’uscita dall’euro di Cipro nel 2013 o
Fonti: UBS, Angus Maddison
della Grecia nel 2015.
Ciò significa che l’integrazione sarà probabilmente un
processo lungo e irregolare, soprattutto alla luce dei
conflitti d’interesse tra paesi debitori e creditori all’in- loro visione del futuro, con il passaggio da una fase di
terno dell’Eurozona e degli ostacoli politici alle modi- crescita a una di consolidamento. Diventa quindi ne-
fiche del Trattato sull’Unione europea.
Rest of the World La storia re- cessario portare a termine entro il 2025 l’unione ban-
cente ci insegna che alcuni di questi cambiamenti caria, l’unione dei mercati dei capitali, l’unione fiscale
potranno avvenire solo a seguito di una crisi. Sono e l’unione politica per poter trarre il massimo benefi-
probabili ulteriori problemi sul fronte del debito lungo cio da un’Eurozona integrata.
la strada verso l’integrazione dell’Eurozona, poiché un
nuovo shock mondiale peserebbe sugli Stati membri Questo progetto farebbe dell’Europa una regione
con capacità di debito ormai esaurite, una disoccupa- molto più forte e solida, in grado anche di attrarre al-
zione già elevata e un mercato immobiliare ancora in tri Stati membri nell’Eurozona. Sarà senza dubbio dif-
parte sopravvalutato. Difficilmente la soluzione giun- ficile raggiungere gli obiettivi di integrazione, ma ne-
gerà dall’immigrazione, dato che il modesto ritmo di cessario affinché l’Eurozona resti tra i principali
espansione economica potrebbe aggravare l’avversio- protagonisti sulla scena globale.
ne politica a un aumento dei flussi migratori.
È in questo contesto che i leader delle principali istitu-
zioni europee (BCE, Eurogruppo, Parlamento euro-
peo, Commissione europea e Consiglio europeo) han-
no presentato nella Relazione dei cinque presidenti la
ubs.com/houseview 17Svizzera
Daniel Kalt,
Head of Swiss Investment Office
Senza immigrazione netta, prevediamo un calo della
forza lavoro elvetica di quasi il 25% entro il 2050, che
costringerà ad alzare l’età di pensionamento e a ta-
gliare la spesa pubblica. Il paese, come molti altri in
Europa, dovrà compiere una difficile scelta tra aumen-
to dell’immigrazione e indebolimento della crescita.
Pur avendo probabilmente la valuta più forte del
mondo, negli ultimi dieci anni la Svizzera ha superato
i vicini europei in termini di performance economica,
per lo più grazie all’elevata immigrazione. Negli anni
del boom precedenti la crisi finanziaria, la Svizzera
aveva registrato un forte incremento della domanda
di manodopera qualificata. Con la libera circolazione
delle persone a partire dal 2007, ogni anno sono
giunti nel paese nuovi immigrati in ragione di circa
l’1% della popolazione elvetica. Questa dinamica ha
dato impulso all’economia interna, in particolare ai
settori dell’edilizia residenziale e della domanda al
consumo. L’aumento dell’immigrazione ha anche con-
tribuito a mitigare in parte la nuova sfida demografica
Come si legata al finanziamento del primo pilastro del sistema
previdenziale svizzero.
comporterà
Il rovescio della medaglia è stato il crescente disagio
dei cittadini nei confronti degli effetti collaterali
dell’immigrazione. L’iniziativa popolare «contro l’im-
migrazione di massa», che ha vinto di misura il refe-
una Svizzera rendum del febbraio 2014, prevede la reintroduzione
di una politica sull’immigrazione basata sulle quote.
La Svizzera deve implementare l’iniziativa entro feb-
isolazionista?
braio 2017, ma resta da vedere se perseguirà una po-
litica isolazionista o se manterrà l’attuale approccio
più aperto basato sull’integrazione economica. Per
valutare i possibili esiti, abbiamo elaborato varie simu-
lazioni di lungo periodo dell’economia elvetica in base
alla probabile traiettoria del PIL, delle dimensioni della
Come i suoi vicini, la Svizzera va incontro a popolazione e di altre variabili fino al 2050.
una dura transizione demografica. Il debito
Il primo scenario presuppone una riduzione solo mo-
pubblico non costituisce un particolare desta dell’immigrazione in Svizzera. Il secondo ipotiz-
problema, ma la spesa previdenziale sì, za un’applicazione più rigida dell’iniziativa popolare e
e la recente approvazione delle politiche prevede un’immigrazione netta pari a zero nel perio-
do della simulazione, a causa del nuovo sistema di
anti immigrazione ci porta a chiederci quote e del calo della domanda di lavoratori stranieri.
come si comporterà in futuro una Svizzera In vista di un probabile rapido deterioramento demo-
isolazionista. grafico del paese, potrebbe non esserci altra soluzio-
ne che alzare l’età di pensionamento. Il terzo scenario
si basa quindi sull’incremento graduale dell’età di
18 UBS House View – Years Aheadpensionamento dagli attuali 65 anni fino a un massi-
mo di 69 a partire dal 2025. Stando ai risultati del
nostro scenario di riferimento, la popolazione elvetica
dovrebbe passare dagli 8 milioni circa di oggi a
10 milioni nel 2050, pari a un tasso di crescita medio
annuo dello 0,5%, che parte dall’attuale 1% dovuto
all’immigrazione e cala progressivamente. Il nostro
scenario di base si fonda quindi sul presupposto che Fig. 6
l’immigrazione verrà frenata solo leggermente, con La politica sull’immigrazione influirà sulla capacità
un’implementazione piuttosto flessibile dell’iniziativa della Svizzera di fare fronte alla spesa previdenziale
popolare.
6 Popolazione attiva (mln)
Nell’ipotesi di una crescita della produttività dell’1,1% 5
5.6 5.7
a lungo termine, l’economia svizzera potrebbe quindi
4
continuare a registrare un’espansione dell’1,5-1,7%
4.3
l’anno nei prossimi 35 anni, facendo salire il PIL an- 3
nuale dall’attuale livello di CHF 650 miliardi a
2
CHF 1100 miliardi entro il 2050.
Passando alle implicazioni demografiche di questo 1
scenario, la popolazione in età lavorativa aumente- 0
rebbe leggermente, da 5,6 milioni a 5,7 milioni, e 2050 2050
Oggi Scenario Scenario
quindi in proporzione al totale diminuirebbe dall’at- di riferimento a immigrazione
tuale 67% a circa il 57% nel 2050. Il finanziamento netta zero
del sistema di previdenza svizzero sarà una grande Fonte: UBS
sfida anche se l’immigrazione contribuirà a mitigare
le tendenze demografiche (Fig. 6).
I nostri scenari alternativi, basati su un’implementa-
zione più rigida dell’iniziativa popolare, comportereb-
bero una riduzione dell’immigrazione netta fino a sionabile a 69 anni a partire dal 2025. In questo
zero nel prossimo futuro. modo il calo della popolazione attiva sarebbe postici-
In questo caso, la popolazione elvetica raggiungereb- pato al 2030, ma proseguirebbe inesorabile negli anni
be un massimo di 8,45 milioni nel 2028, per poi scen- successivi. Le nostre simulazioni dimostrano che la
dere gradualmente sotto 8 milioni nel 2050. Questo Svizzera dovrà compiere scelte difficili in materia di
sviluppo avrebbe gravi implicazioni per la popolazione politica estera e sull’immigrazione nei prossimi due-
attiva, che comincerebbe a diminuire nel giro di pochi tre anni. Forse la soluzione ideale per fare fronte alla
anni dagli attuali 5,6 milioni (67% della popolazione) sfida demografica è un mix di queste misure: tollerare
a meno di 4,3 milioni (53%) entro il 2050. A fronte di un certo grado di immigrazione e al contempo au-
una simile flessione, sempre nell’ipotesi di una cresci- mentare gradualmente l’età di pensionamento.
ta della produttività dell’1,1% a lungo termine, il PIL
reale annuale svizzero crescerebbe solo dall’attuale li-
vello di CHF 650 miliardi a CHF 880 miliardi, una base
di finanziamento decisamente più ridotta per le pen-
sioni e altre spese pubbliche rispetto allo scenario di
riferimento.
Una possibile soluzione a questi problemi risiede
nell’aumento dell’età di pensionamento. Nella nostra
simulazione abbiamo alzato gradualmente l’età pen-
ubs.com/houseview 19Classi
di attivi
Mads Pedersen, Nei prossimi anni sarà essenziale sce-
Head of Global Asset Allocation
gliere le classi di attivi giuste. In un oriz-
Christophe de Montrichard,
Head of Strategic Asset Allocation
zonte di cinque anni e oltre, ci aspet-
tiamo che le azioni facciano segnare le
migliori performance complessive. Le
obbligazioni registreranno probabil-
mente rendimenti più contenuti, ma
svolgeranno comunque un importante
ruolo di stabilizzazione dei portafogli
azionari. Gli investimenti alternativi
dovrebbero ottenere risultati positivi su
base corretta per il rischio, mentre le
materie prime mostreranno un rap-
porto rendimento/rischio sfavorevole.
20 UBS House View – Years AheadClassi di attivi
Mercato Indice Rendimento atteso Volatilità attesa
a 5+ anni (% ann.) a 5+ anni (% ann.)
Liquidità
Liquidità in USD Citigroup Euro deposits 3m USD 1,9 – 2,2 0,50
Liquidità in EUR Citigroup Euro deposits 3m EUR 0,5 – 0,6 0,50
Liquidità in CHF Citigroup Euro deposits 3m CHF –0,3 – 0,2 0,50
Liquidità in GBP Citigroup Euro deposits 3m GBP 1,8 – 2,0 0,50
Liquidità in SGD Citigroup Euro deposits 3m SGD 2,2 – 2,3 0,50
Obbligazioni
High grade, 1-3 anni, USD Barclays Eurodollar AA+, 1-3y 1,8 – 1,9 1,1 – 1,6
High grade, 3-5 anni, USD Barclays Eurodollar AA+, 3-5y 2,0 – 2,1 2,6 – 3,5
High grade, 5-7 anni, USD Barclays Eurodollar AA+, 5-7y 2,1 – 2,5 3,9 – 4,6
High grade, 1-3 anni, EUR Barclays Euro Aggregate AA+, 1-3y 0,4 – 0,5 1,4 – 1,5
High grade, 3-5 anni, EUR Barclays Euro Aggregate AA+, 3-5y 0,3 – 0,4 2,5 – 2,8
High grade, 5-7 anni, EUR Barclays Euro Aggregate AA+, 5-7y 0,0 – 0,6 3,6 – 3,7
High grade, 1-3 anni, CHF Barclays CHF Aggregate AA+, 1-3y – Non-dom. 0,0 – 0,2 1,3 – 1,5
High grade, 3-5 anni, CHF Barclays CHF Aggregate AA+, 3-5y – Non-dom. 0,0 – 0,1 2,3 – 2,6
High grade, 5-7 anni, CHF Barclays CHF Aggregate AA+, 5-7y – Non-dom. – 0,4 – 0,0 3,3 – 3,5
High grade, 1-3 anni, GBP Barclays GBP Aggregate AA+, 1-3y 1,5 – 1,9 1,2 – 1,7
High grade, 3-5 anni, GBP Barclays GBP Aggregate AA+, 3-5y 1,4 – 2,0 2,4 – 3,6
High grade, 5-7 anni, GBP Barclays GBP Aggregate AA+, 5-7y 1,1 – 2,0 3,6 – 4,4
Obbl. societarie, 1-5 anni, USD Barclays US Corporate, 1-5y 2,3 – 2,5 2,9 – 3,0
Obbl. societarie, 1-5 anni, EUR Barclays Euro Corporate, 1-5y 0,9 – 1,0 2,3 – 2,5
Obbl. societarie, USD Barclays US Corporate 3,2 – 3,3 5,2 – 5,4
Obbl. societarie, Asia JPM JACI Composite 4,2 – 4,3 6,8 – 7,4
Obbl. high yield USA BofA US High Yield Master II Cons. 4,5 – 5,0 8,2 – 8,9
Obbl. sovrane dei ME in USD JP Morgan EMBI Global Diversified 4,5 – 5,4 8,3 – 9,1
Obbl. societarie dei ME in USD JP Morgan CEMBI Diversified 4,3 – 4,9 9,4 – 9,9
Azioni
Stati Uniti MSCI USA 7,4 – 7,8 15,2 – 15,4
Mercati emergenti MSCI Emerging Markets 9,8 – 10,4 23,9 – 24,1
Eurozona MSCI EMU 7,4 – 7,6 18,4 – 18,5
Regno Unito MSCI UK 8,0 – 8,3 14,2 – 15,0
Giappone MSCI Japan 6,0 – 7,2 19,2 – 19,8
Svizzera MSCI Switzerland 6,1 – 7,2 13,6 – 14,9
Canada MSCI Canada 7,1 – 7,5 13,2 – 15,0
Australia MSCI Australia 8,0 – 9,5 13,7 – 14,9
Cina MSCI China 10,6 – 12,3 26,9 – 27,1
Hong Kong MSCI Hong Kong 7,9 – 8,9 21,2 – 21,6
Corea del Sud MSCI South Korea 9,2 – 10,2 23,2 – 24,7
Taiwan MSCI Taiwan 7,4 – 9,2 19,8 – 20,3
India MSCI India 8,6 – 13,4 25,4 – 25,9
Investimenti alternativi
Fondi di fondi HFRI Fund of Funds 5,0 – 5,2 5,4 – 5,9
Settore immobiliare privato n.d. 8,5-9,5 10,5-11,5
Private equity n.d. 11,5-12,5 12,0-13,0
Debito privato n.d. 8,0-9,0 8,0-9,0
Materie prime
Materie prime UBS Bloomberg CMCI Composite USD 3,4 – 4,9 15,3 – 18,3
Energia UBS Bloomberg CMCI Energy USD 4,3 – 6,2 25,5 – 26,3
Metalli industriali UBS Bloomberg CMCI Industrial Metals USD 4,6 – 8,5 22,0 – 24,0
Prodotti agricoli UBS Bloomberg CMCI Agriculture USD 1,2 – 1,4 19,5 – 22,1
Fonte: UBS
ubs.com/houseview 21Azioni
Riteniamo che le azioni costituiscano tut- Markus Irngartinger, Head of Equities Strategies
tora un fattore chiave per la crescita del Jeremy Zirin, Chief Equity Strategist,
Wealth Management Americas
portafoglio, in quanto consentono agli
David Lefkowitz, US Equity Strategist,
investitori di trarre vantaggio dall’innova- Wealth Management Americas
zione e dall’espansione degli utili societari
a lungo termine. Prevediamo rendimenti Azioni: fattore chiave per la crescita del
portafoglio
del 7-8% l’anno nei prossimi cinque anni Acquistando partecipazioni in varie aziende, gli
e oltre. Naturalmente ci aspettiamo una investitori possono prendere parte ai profitti e
certa volatilità, poiché un mondo in transi- alla continua crescita economica e innovazione.
zione attraversa fasi di instabilità. La diver- Per stimare i rendimenti futuri, analizziamo le
prospettive dei ricavi, dell’espansione dei mar-
sificazione a livello di regioni, società e gini e delle valutazioni di una società. In base
fasce di capitalizzazione di mercato sarà alle nostre stime per la crescita economica
determinante per ottenere performance mondiale a lungo termine, ci attendiamo un
incremento dei ricavi nominali del 3-7%, con
più stabili. una dinamica più sostenuta nei mercati emer-
genti e più debole in paesi come il Giappone.
I margini mostrano un certo potenziale di
miglioramento in Giappone e nell’Eurozona, ma
sono già elevati negli Stati Uniti e in Svizzera. In
generale, le attuali valutazioni ci sembrano da
eque a leggermente alte. Ad esempio, sul mer-
cato statunitense il rapporto prezzo/utili passati
(svalutazioni incluse) si colloca intorno a 20 vol-
te, in linea con la media di lungo periodo.
In questo quadro, per i prossimi cinque anni e
oltre stimiamo rendimenti del 7–8% l’anno per
le azioni globali (Fig. 7).
Attesa volatilità
Le azioni sono sensibili alle variazioni del senti-
ment o della crescita degli utili. Negli ultimi 20
anni, le azioni hanno perso più del 10% nel 2%
dei mesi e più del 5% nel 10% dei mesi.
Mercato Indice Rendimento Volatilità Gli investitori in azioni devono quindi prepararsi
atteso attesa a periodi di volatilità e quelli con una bassa tolle-
a 5+ anni a 5+ anni ranza al rischio dovrebbero limitare la loro espo-
(% ann.) (% ann.) sizione azionaria. Le fasi di ribasso possono du-
Stati Uniti MSCI USA 7,4 – 7,8 15,2 – 15,4 rare a lungo: i rendimenti del mercato azionario
MSCI Emerging 9,8 – 10,4 23,9 – 24,1
Mercati emergenti statunitense ci hanno messo quattro anni e
Markets
Eurozona MSCI EMU 7,4 – 7,6 18,4 – 18,5
mezzo a riprendere quota dopo il 2007 e quelli
Regno Unito MSCI UK 8,0 – 8,3 14,2 – 15,0 dell’Eurozona quasi otto anni (Fig. 8).
Giappone MSCI Japan 6,0 – 7,2 19,2 – 19,8
Svizzera MSCI Switzerland 6,1 – 7,2 13,6 – 14,9 Per cercare di mitigare i rischi, raccomandiamo
Canada MSCI Canada 7,1 – 7,5 13,2 – 15,0 di combinare azioni e altri attivi, come le obbli-
Australia MSCI Australia 8,0 – 9,5 13,7 – 14,9 gazioni high grade, che sono meno volatili e
Cina MSCI China 10,6 – 12,3 26,9 – 27,1 possono anche prosperare nelle condizioni che
Hong Kong MSCI Hong Kong 7,9 – 8,9 21,2 – 21,6 innescano invece un ribasso delle azioni. Negli
Corea del Sud MSCI South Korea 9,2 – 10,2 23,2 – 24,7 ultimi 20 anni i Treasury statunitensi sono saliti
Taiwan MSCI Taiwan 7,4 – 9,2 19,8 – 20,3 in due terzi dei mesi in cui le azioni statunitensi
India MSCI India 8,6 – 13,4 25,4 – 25,9 sono scese.
22 UBS House View – Years AheadClassi di attivi
Fig. 7
L’importanza della diversificazione
azionaria Sovraperformance in vista per le azioni
Raccomandiamo agli investitori di diversificare
12 Ipotesi di mercato
adeguatamente gli investimenti tra società, fasce (5-7 anni, % annualizzata)
10
di capitalizzazione di mercato e regioni. In que-
sto modo si prepara il portafoglio a una crescita 8
di lungo periodo, senza esporlo eccessivamente 6
a rischi specifici. 4
2
0
«Raccomandiamo di Azioni ME
Azioni Stati Uniti
Hedge fund
Obbligazioni high yield USA
Azioni Eurozona Materie prime
diversificare gli investi- Azioni Giappone Obbligazioni societarie USA
Liquidità in USD
menti tra società, fasce Fonte: UBS
di capitalizzazione di
mercato e regioni.» Fig. 8
Le azioni possono subire ribassi prolungati
0
La diversificazione tra numerose aziende è essen- –10
ziale. Per definizione, in media le azioni incluse –20
nell’S&P 500 hanno lo stesso rendimento dell’in-
–30
dice nel suo complesso, ma nessuna ha una vola-
–40
tilità più bassa dell’indice (Fig. 9).
–50
Un’esposizione diversificata alle fasce di capitaliz- –60
zazione di mercato assicura performance più sta-
11
12
10
13
14
15
5
6
7
8
9
01
07
02
09
03
05
06
08
00
04
9
9
9
9
9
20
20
20
20
20
20
bili: il divario di rendimento massimo tra large
19
20
19
20
20
20
19
19
19
20
20
20
20
20
20
cap e small cap ha toccato il 34% in un periodo MSCI AC World, perdita e massimi storici
di 12 mesi.
Fonte: UBS
Anche la diversificazione geografica è importan-
te per contenere i rischi. Negli ultimi 20 anni, un
portafoglio equamente diversificato tra otto re-
gioni* avrebbe generato una volatilità annualiz- Fig. 9
zata del 14,0%. Solo due regioni prese singolar-
mente hanno registrato valori più alti.
La diversificazione è essenziale:
Nessun titolo dell’S&P 500 ha una volatilità più bassa dell’indice
Pur ritenendo importante investire su diversi 60 Distribuzione della volatilità azionaria dell’S&P 500
mercati azionari, raccomandiamo di coprire i ri- 50
(realizzata a 162 settimane, annualizzata, in %)
schi di cambio. Infatti, la copertura del rischio di
40
cambio del portafoglio composto da otto regio-
ni a pari ponderazione* migliora i rendimenti 30
21,0%
(7,3% contro 6,9%) e riduce la volatilità (14,0% 20
contro 16,5%). 11,2%
10
0
* Stati Uniti, Eurolandia, Regno Unito, Australia, Canada, Società media S&P 500 Volatilità azionaria
Giappone, Svizzera, con copertura valutaria.
Fonti: Bloomberg, UBS
ubs.com/houseview 23Puoi anche leggere