PILLAR III INFORMATIVA AL PUBBLICO - Situazione al 30 settembre 2017
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Credito Emiliano Spa
Gruppo Bancario Credito Emiliano - Credem
3032 - Società per Azioni
Sede Sociale e Direzione:
Via Emilia San Pietro n. 4 - 42100 Reggio Emilia
Capitale interamente versato 332.392.107 Euro
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Codice ABI 3032
Banca iscritta all'albo delle banche al n.5350
Banca iscritta all'albo dei Gruppi bancari al n.3032
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Tel.0522 5821 - Telefax 0522 433969 - Telex BACDIR 530658 – Switf
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Sito Internet: www.credem.it
2INDICE
Introduzione 4
Fondi Propri 7
Adeguatezza patrimoniale 21
3INTRODUZIONE
Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 575/2013 (“CRR”) con il
quale vengono introdotte nell’Unione Europea le regole definite dal Comitato di Basilea
per la vigilanza bancaria con l’articolato insieme di documenti unitariamente
denominato “Basilea 3” in materia di adeguatezza patrimoniale (Primo pilastro) e
informativa al pubblico (Terzo pilastro).
Il regolamento (UE) n. 575/2013 e la direttiva 2013/36/UE (“CRD IV”) definiscono il
nuovo quadro normativo di riferimento nell’Unione Europea per banche e imprese di
investimento. Dal 1° gennaio 2014 CRR e CRDIV sono integrati da norme tecniche di
regolamentazione o di attuazione approvate dalla Commissione Europea su proposta
delle Autorità europee di supervisione (“ESA”), che danno attuazione alla normativa
primaria.
Con l’adozione del regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 sono state stabilite le
norme tecniche di attuazione (Implementing Technical Standards) vincolanti in
materia di segnalazioni prudenziali armonizzate delle banche e delle imprese di
investimento relative a: fondi propri, rischio di credito e controparte, rischi di mercato,
rischio operativo, grandi rischi, rilevazione su perdite ipotecarie, posizione
patrimoniale complessiva, monitoraggio liquidità e leva finanziaria.
Per dare attuazione e agevolare l’applicazione della nuova disciplina comunitaria,
nonché al fine di realizzare una complessiva revisione e semplificazione della disciplina
di vigilanza delle banche, Banca d’Italia ha emanato la Circolare 285 con cui sono
state recepite le norme della CRD IV. La circolare indica inoltre le modalità con cui
sono state esercitate le discrezionalità nazionali attribuite dalla disciplina comunitaria
alle autorità nazionali e delinea un quadro normativo completo, organico, razionale e
integrato con le disposizioni comunitarie di diretta applicazione, in modo da
agevolarne la fruizione da parte degli operatori.
La stessa Banca d’Italia ha emanato inoltre le Circolari n. 286 e n. 154 che traducono
secondo lo schema matriciale, attualmente adottato nelle segnalazioni di vigilanza, i
citati ITS.
Riguardo le principali novità regolamentari del periodo, la BCE, nell’ambito del
processo annuale di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and
Evaluation Process, SREP), ha avviato un’analisi di sensibilità alle variazioni dei tassi
di interesse sui portafogli bancari degli intermediari sottoposti alla sua vigilanza
diretta. Tale esercizio di stress ha lo scopo di fornire alla BCE le informazioni
sufficienti a comprendere la sensibilità al tasso di interesse delle attività e delle
passività incluse nel portafoglio bancario nonché degli interessi attivi netti rispetto a
variazioni ipotetiche dei tassi di interesse. La Vigilanza ha definito sei shock ipotetici
dei tassi di interesse.
A seguito del processo di consultazione che si è svolto tra settembre e novembre 2016,
la BCE ha pubblicato il 20 marzo 2017 le linee guida per le banche sui crediti
deteriorati (NPL). Queste linee guida definiscono le misure, i processi e le migliori
prassi che andrebbero integrate nel trattamento dei crediti deteriorati da parte delle
banche, per le quali questo problema dovrebbe costituire una priorità.
Il 28 marzo è stata pubblicata la lista dei soggetti vigilati per il 2017, salendo a 125
Istituti.
Il 3 aprile 2017 la BCE ha armonizzato le regole di vigilanza per gli enti meno
significativi, pubblicando un indirizzo e una raccomandazione destinati alle autorità
nazionali competenti (ANC) in merito all’esercizio delle opzioni e delle discrezionalità
nazionali (ODN) previste dal diritto dell’Unione europea. L’iniziativa era rivolta alle
banche vigilate direttamente dalle ANC, ossia gli enti meno significativi (less significant
institutions, LSI). Entrambi i documenti sono tesi ad armonizzare ulteriormente
l’azione di vigilanza sulle banche condotta dalle ANC nei 19 paesi aderenti al
Meccanismo di vigilanza unico (MVU), allo scopo di assicurare parità di condizioni e
4l’ordinato funzionamento dell’intero sistema bancario nell’area dell’euro. Nell’affrontare
il tema si è tenuto conto del principio di proporzionalità.
Il 15 maggio è stata resa disponibile la “Guida alla verifica dei requisiti di
professionalità e onorabilità”. La guida è tesa ad armonizzare l’applicazione dei criteri
di valutazione in materia di verifiche dei requisiti di professionalità e onorabilità, al
fine di pervenire a prassi di vigilanza comuni.
Il 16 maggio è stata pubblicata, sempre da parte della BCE, la “Guidance on leveraged
transactions”. La guida intende agevolare l'identificazione delle transazioni con effetto
leva attraverso una definizione globale che comprende tutte le divisioni di business e
le aree geografiche, in modo da offrire al senior management di una banca una
panoramica completa delle attività di prestito con leva finanziate dalla banca. La guida
descrive anche aspettative riguardanti i requisiti di gestione del rischio e di reporting
per le transazioni con effetto leva finanziaria. Ciò dovrebbe comportare una gestione
più rigorosa dei rischi di queste esposizioni, rafforzare la capacità delle banche di
operare durante una crisi economica e in ultima analisi facilitare il prestito con leva ai
mutuatari attraverso il ciclo economico.
Relativamente alla normativa europea sono proseguiti i lavori relativi al pacchetto di
riforme per rafforzare ulteriormente la resilienza delle banche dell’UE, modificando
alcuni aspetti della CRR, CRD4 e BRRD e il regolamento concernente il SRM.
Relativamente al Comitato di Basilea, il 3 gennaio 2017 il GHOS, il gruppo dei
governatori e dei capi della vigilanza delle principali banche centrali al mondo, ha
comunicato che il punto finale sulla riforma delle regole di Basilea 3 non sarebbe stato
definito l’8 gennaio 2017.
Relativamente agli standard internazionali, il 26 gennaio 2017 sono state pubblicate le
FAQ sul rischio di mercato e il 24 febbraio le FAQ relative al Net Stable Funding Ratio.
Il 29 marzo il Comitato ha pubblicato un update relativo alla disclosure del Terzo
Pilastro. Sempre il 29 marzo, sono stati resi noti i dettagli del trattamento
regolamentare delle accantonamenti contabili in questa fase transitoria all’IFRS 9 (che
entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2018).
Il 30 marzo il Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria ha pubblicato un
documento di consultazione per rivedere i criteri di individuazione delle G-SIBs,
precedentemente stabiliti nel documento “Global systemically important banks
assessment methodology and higher loss absorbency requirement”, pubblicato nel
luglio 2013. La revisione proposta dal Comitato mira a migliorare il quadro
regolamentare e a garantire una maggior coerenza della metodologia anche alla luce di
eventuali variazioni strutturali del sistema bancario globale, andando a considerare
nuove dimensioni del rischio sistemico non previste in precedenza.
Il 25 aprile 2017 il Comitato ha pubblicato il programma delle iniziative per il biennio
2017-2018. Il Comitato si concentrerà sulla «finalizzazione delle norme esistenti», si
legge nel documento ufficiale, con un focus specifico sul trattamento delle esposizioni
sui titoli di Stato, ma anche sulle coperture dei crediti in sofferenza. Più in generale,
«un’importante priorità per il Comitato è quella di continuare a monitorare l’eventuale
emergere di rischi ciclici o strutturali, nonché cambiamenti del modello di business e
nuove tecnologie transattive che possano andare contro lo spirito del quadro
regolatorio di Basilea». In quest’ottica, il Comitato «adotterà un approccio sistematico,
micro e macroprudenziale».
In giugno sono state pubblicate le FAQ relative al Liquidity Coverage Ratio e un
documento consultativo sul rischio di mercato “Simplified alternative to the
standardised approach to market risk capital requirements”. Quest’ultimo documento,
presenta un'alternativa semplificata all'approccio standardizzato relativamente ai
rischi di mercato. In luglio è stato posto in consultazione “Capital treatment for
simple, transparent and comparable short-term securitisations”.
L’EBA (European Banking Autority), che ha come obiettivo fondamentale quello di
contribuire al raggiungimento di un livello di regolamentazione e di vigilanza
prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo (livello EU-28), nel corso
della prima parte del 2017 ha proseguito l’attività volta a definire norme con impatto
sul settore bancario europeo (principalmente riferiti alla CRD4/CRR, BRRD, DGS, ...).
Il 31 marzo 2017, Banca d’Italia ha posto in consultazione lo schema di modifiche alla
Circolare 285 (Disposizioni di vigilanza per le banche) e alla disciplina prudenziale
delle Sim relativamente al “processo di controllo prudenziale” e alle “grandi
5esposizioni”. La revisione normativa è volta ad adeguare la disciplina secondaria alle
innovazioni del quadro normativo europeo in materia di misure di intervento precoce,
rischio di tasso di interesse nel banking book e limiti delle esposizioni verso soggetti
del sistema bancario ombra (shadow banking entities).
Con una Comunicazione del 20 aprile 2017 (Circolare n. 288/2015 “Disposizioni di
vigilanza per gli intermediari finanziari” – Riconfigurazione di procedimenti
amministrativi), la Banca d’Italia ha modificato l’impostazione di alcuni procedimenti
amministrativi previsti dalla Circolare n. 288/2015 per aspetti relativi a disposizioni
previste dal Regolamento (UE) n. 575/2013 (Capital Requirements Regulation - CRR).
Secondo la nuova configurazione, gli intermediari comunicano alla Banca d’Italia,
almeno 30 giorni prima, l’intenzione di procedere al compimento di specifiche
operazioni. La comunicazione deve essere corredata di tutte le informazioni necessarie
per consentire alla Banca d’Italia un compiuto esame delle operazioni. La Banca
d’Italia si riserva di valutare le informazioni ricevute, unitamente agli altri dati e
notizie disponibili, ai fini dell’eventuale avvio, ove ne ricorrano i presupposti, di
procedimenti d’ufficio che possono concludersi con un provvedimento di divieto.
Decorsi 30 giorni dal ricevimento della comunicazione completa di tutte le
informazioni necessarie, gli intermediari possono dare corso alle operazioni
prospettate.
Banca d’Italia, in data 3 maggio 2017 ha pubblicato un documento per la
consultazione relativo alle bozze del quinto aggiornamento della Circolare n. 262 “il
bilancio bancario: schemi e regole di compilazione”. Gli interventi di modifica
recepiscono le novità introdotte dal principio contabile internazionale IFRS 9.
Con la Comunicazione del 9 Maggio 2017, è stata trasmessa un’informativa sulle
principali innovazioni che coinvolgeranno l’Anagrafe dei Soggetti ai fini del progetto
AnaCredit e sono stati forniti alcuni dettagli tecnico-operativi. In data 16 maggio 2017,
è stata pubblicata la Circolare n. 297 “Rilevazione dei dati granulari sul credito:
istruzioni per gli intermediari segnalanti”. Questa recepisce nell’ordinamento nazionale
le disposizioni contenute nel Regolamento UE 2016/867 sulla raccolta di dati
granulari sul credito e sul rischio di credito (Regulation ECB - 2016/13) emanato in
data 18 maggio 2016 e recante nuovi obblighi segnaletici indirizzati al sistema
bancario nell’ambito del progetto AnaCredit.
Sulla base dell’analisi degli indicatori di riferimento la Banca d’Italia, il 23 giugno, ha
deciso di mantenere il coefficiente della riserva di capitale anticiclica allo zero per
cento per il terzo trimestre del 2017.
Il contenuto della presente Informativa al Pubblico, pubblicata con frequenza almeno
annuale, è disciplinato nella Parte 8 del regolamento CCR. Il regolamento ha
demandato all’EBA (European Bank Authority) l’elaborazione di orientamenti in merito
alla valutazione della rilevanza e riservatezza delle informazioni in relazione agli
obblighi di informativa, oltre che di orientamenti in merito alla necessità di pubblicare
con maggiore frequenza, rispetto a quella annuale, le informazioni contenute
nell’informativa al pubblico. In data 23 dicembre 2014 l’EBA ha emanato le proprie
linee guida (EBA/GL/2014/14), confermando gli obblighi di pubblicazione
dell’informativa con cadenza almeno annuale, salvo valutare attraverso indicatori
qualitativi e quantitativi la necessità di fornire l’informativa con maggiore frequenza.
Per una completa informativa sui rischi, la governance e sulle politiche di
remunerazione si rimanda alla Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2017
oltre che alla Relazione sulla Gestione, al Bilancio Consolidato, alla Relazione sul
Governo Societario e gli Assetti Proprietari ed al Pillar III - Informativa al Pubblico
relativi all’esercizio 2016. I documenti sono pubblicati sul sito www.credem.it.
Le informazioni quantitative sono rappresentate in migliaia di euro e, se non
diversamente specificato, si riferiscono al perimetro prudenziale del Gruppo Bancario.
L’informativa al Pubblico è pubblicata sul sito internet www.credem.it.
Fonte dati contabili: Informativa Finanziaria Periodica al 30 settembre 2017 già
attestata dal Dirigente Preposto alla Redazione dei Documenti Contabili Societari.
6PATRIMONIO CONSOLIDATO DEL GRUPPO CREDEMHOLDING - RIPARTIZIONE PER
TIPOLOGIA DI IMPRESA
Elisioni e
Gruppo Imprese di Altre aggiustamenti
30/09/2017
Bancario assicurazione imprese da
consolidamento
1. Capitale 131.842 71.600 - (53.766) 149.676
2. Sovrapprezzi di emissione 316.917 - - - 316.917
3. Riserve 1.808.765 97.992 - 20.056 1.926.813
4. Strumenti di capitale - - - - -
5. Azioni proprie (60) - - - (60)
6. Riserve da valutazione 94.504 (171) - - 94.333
- Attività finanziarie disponibili per la
(1.095) (181) - - (1.276)
vendita
- Attività materiali - - - - -
- Attività immateriali - - - - -
- Copertura di investimenti esteri - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari (14.889) - - - (14.889)
- Differenze di cambio - - - - -
- Attività non correnti e gruppi di attività
- - - - -
in via di dismissione
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani
(7.235) 10 - - (7.225)
previdenziali a benefici definiti
- Quote delle riserve da valutazione
relative alle partecipate valutate al - - - - -
patrimonio netto
- Leggi speciali di rivalutazione 117.723 - - - 117.723
7. Utile (perdita) 163.457 19.100 - (37.443) 145.114
Totale 2.515.425 188.521 - (71.153) 2.632.793
7PATRIMONIO CONSOLIDATO DEL GRUPPO CREDEM - RIPARTIZIONE PER TIPOLOGIA DI
IMPRESA
Elisioni e
Gruppo Imprese di Altre aggiustamenti
30/09/2017
Bancario assicurazione imprese da
consolidamento
1. Capitale 332.394 71.600 - (71.600) 332.394
2. Sovrapprezzi di emissione 283.051 - - - 283.051
3. Riserve 1.659.274 97.991 - 37.889 1.795.154
4. Strumenti di capitale - - - - -
5. (Azioni proprie) (6.217) - - - (6.217)
6. Riserve da valutazione 29.861 (171) - - 29.690
- Attività finanziarie disponibili per la
(1.095) (181) - - (1.276)
vendita
- Attività materiali - - - - -
- Attività immateriali - - - - -
- Copertura di investimenti esteri - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari (14.889) - - - (14.889)
- Differenze di cambio - - - - -
- Attività non correnti e gruppi di attività
- - - - -
in via di dismissione
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani
(7.235) 10 - - (7.225)
previdenziali a benefici definiti
- Quote delle riserve da valutazione
relative alle partecipate valutate al - - - - -
patrimonio netto
- Leggi speciali di rivalutazione 53.080 - - - 53.080
7. Utile (perdita) 164.875 19.100 - (37.443) 146.532
Totale 2.463.238 188.520 - (71.154) 2.580.604
Nella tavola sopra riportata sono indicate le componenti del patrimonio netto
contabile, sommando quelle del Gruppo con quelle di terzi, ripartite per tipologia di
imprese oggetto di consolidamento. Più in dettaglio, nella colonna riferita al Gruppo
bancario viene indicato l’importo che risulta dal consolidamento delle società
appartenenti al Gruppo bancario, al lordo degli effetti economici di transazioni
effettuate con altre società incluse nel perimetro di consolidamento; le società
controllate, diverse da quelle appartenenti al Gruppo bancario e consolidate
integralmente sono qui valorizzate con il metodo del patrimonio netto. Nella colonna
Imprese di assicurazione sono riportati gli importi che risultano dal consolidamento, al
lordo degli effetti economici derivanti da transazioni effettuate con le società
appartenenti al Gruppo bancario. Nelle colonne Elisioni ed Aggiustamenti sono invece
indicate le rettifiche necessarie per ottenere il dato rappresentato in bilancio.
Al 30 settembre 2017 il capitale sociale, invariato rispetto al 31 dicembre 2016, risulta
composto di 332.392.107 azioni da nominali 1 Euro per un importo di 332,4 milioni di
Euro.
Sono presenti 1.349.953 azioni proprie in portafoglio, per un controvalore di 6,2
milioni di euro, acquistate nell’ambito del programma che ha dato esecuzione alle
delibere adottate dall’Assemblea Ordinaria del 27 aprile 2012 e 30 aprile 2015; tale
programma ha lo scopo di acquistare azioni di Credito Emiliano ad integrale copertura
dei piani di remunerazione basati su strumenti finanziari da destinare alla categoria
dei dirigenti con responsabilità strategiche e del “personale più rilevante” del gruppo
bancario. Ai sensi delle norme vigenti, gli estremi del programma sono già stati
comunicati al mercato.
8Nella voce “Riserve” sono inclusi la riserva legale, la riserva straordinaria, il fondo per
rischi bancari presente nel bilancio redatto ai sensi del previgente D.Lgs.87/92 e
riclassificato secondo i principi IAS e le differenze negative di consolidamento.
La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del
capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili
netti annuali per almeno un decimo degli stessi. Nel caso in cui la riserva dovesse
diminuire, occorre reintegrarla tramite l’obbligo di destinarvi un ventesimo dell’utile.
La riserva statutaria o straordinaria è costituita in base allo statuto dalla destinazione
della quota di utile residuale a seguito della distribuzione dell’utile alle azioni
ordinarie.
Le riserve da concentrazione ex L.30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in
occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della
citata legge.
Le riserve da consolidamento si sono generate a seguito dell’eliminazione del valore
contabili delle partecipazioni in contropartita alla corrispondente parte del patrimonio
di ciascuna.
Le altre riserve comprendono la riserva costituita a fronte del piano di stock option ed
altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.
Infine la voce include gli effetti generati dalla transizione ai principi contabili
internazionali. In particolare tra le riserve di utili sono confluiti gli effetti derivanti dal
cambiamento dei principi contabili che non prevedono nei prossimi esercizi un
conferimento al conto economico.
RISERVE DA VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE DISPONIBILI PER LA
VENDITA: COMPOSIZIONE
Elisioni e
Imprese di
Gruppo bancario Altre imprese aggiustamenti da Totale
assicurazione
Attività/valori consolidamento
Riserva Riserva Riserva Riserva Riserva Riserva Riserva Riserva Riserva Riserva
positiva negativa positiva negativa positiva negativa positiva negativa positiva negativa
1. Titoli di debito 20.472 23.529 63 318 - - - - 20.535 23.847
2. Titoli di capitale 1.854 105 - - - - - - 1.854 105
3. Quote di O.I.C.R 214 - 75 2 - - - - 289 2
4. Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 30/09/2017 22.540 23.634 138 320 - - - - 22.678 23.954
Totale 31/12/2016 20.646 35.307 11.220 2.308 - - - - 31.866 37.615
9I Fondi propri e i coefficienti di vigilanza
Ambito di applicazione della normativa
I fondi propri (ovvero il patrimonio di vigilanza come veniva definito in precedenza)
sono pari alla somma del Capitale di classe 1 e del Capitale di classe 2.
Il Capitale di classe 1 è pari, a sua volta, alla somma del Capitale primario di classe 1
e del Capitale aggiuntivo di classe 1.
Il capitale primario di classe 1 (o Common Equity Tier 1) è costituito dal capitale
sociale e relativi sovrapprezzi, dalle riserve di utili, dalle riserve da valutazione positive
e negative considerate nel prospetto della redditività complessiva, dalle altre riserve,
dai pregressi strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie (grandfathering), dai
filtri prudenziali e dalla detrazione. I filtri prudenziali consistono in aggiustamenti
regolamentari del valore contabile di elementi del Capitale primario di classe 1, mentre
le detrazioni rappresentano elementi negativi del Capitale primario di classe 1.
Il Capitale aggiuntivo di classe 1 è costituito da elementi positivi e negativi, strumenti
di capitale e relativi sovrapprezzi, pregressi strumenti di AT1 oggetto di disposizioni
transitorie e detrazioni.
Il Capitale di classe 2 è costituito da elementi positivi e negativi, strumenti capitale e
prestiti subordinati e relativi sovrapprezzi, rettifiche di valore generiche, eccedenza
sulle perdite attese, pregressi strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie e
detrazioni.
E’ previsto un regime transitorio delle disposizioni di vigilanza sui fondi propri che
prevede l’introduzione graduale di parte della nuova disciplina sui fondi propri e sui
requisiti patrimoniali lungo un periodo generalmente di 4 anni e regole di
“grandfathering” pe la computabilità parziale, con gradale esclusione entro il 2021, dei
pregressi strumenti di capitale del patrimonio di base e del patrimonio supplementare
che non soddisfano tutti i requisiti prescritti dal Regolamento CRR per gli strumenti
patrimoniali del CET1, AT1 e T2.
Le scelte sul predetto regime transitorio operate dalla Banca d’Italia, in quanto di
competenza delle autorità di vigilanza nazionali secondo quanto consentito dal
Regolamento CRR, sono contenute dalla circolare 285 del 17 dicembre 2013.
Per il corrente anno devono essere soddisfatti i seguenti requisiti patrimoniali, espressi
in percentuale degli attivi ponderati per il rischio (RWA – Risk Weighted Assets):
- il capitale primario di classe 1 (o Common Equity Tier 1) deve essere almeno pari al
4,5% degli RWA totali;
- il capitale di classe 1 (Tier 1) deve essere almeno pari al 6% degli RWA totali;
- i fondi propri (pari alla somma del Tier 1 e del Tier 2 capital) devono essere almeno
pari all’8% degli RWA totali.
Inoltre, le banche hanno l’obbligo di detenere una riserva di conservazione del capitale
pari al 2,5% degli attivi ponderati per il rischio. Pertanto, i coefficienti patrimoniali
minimi richiesti ai Gruppi bancari sono pari al 7% di Common Equity Tier 1, inclusa
la riserva di conservazione del capitale, all’8,5% di Tier 1 e al 10,5% del totale fondi
propri.
Nel mese di ottobre 2016 però la Banca d’Italia ha deciso di adottare il regime
transitorio previsto dalla direttiva UE/2013/36 (CRD4) per l’applicazione della riserva
di conservazione del capitale, regime che consente un’introduzione graduale del
requisito.
A seguito dell’intervento normativo le banche sono tenute ad applicare un coefficiente
minimo di tale riserva, sia a livello individuale sia a livello consolidato, pari a:
• 1,250% dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017;
• 1,875% dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018;
• 2,500% a partire dal 1° gennaio 2019.
Lo scorso anno è stato caratterizzato da un’intensa attività del sistema bancario
relativa ai nuovi processi di valutazione (stress test) condotti dagli organi europei di
supervisione. Tali processi, che si sono conclusi nel terzo trimestre 2016, sono stati
condotti dall’EBA relativamente ai gruppi di maggiori dimensioni (tra cui 5 italiani); i
restanti istituti bancari, tra cui Credito Emiliano, sono invece oggetto di verifica
condotta dalla Banca Centrale Europea, che si è avvalsa di test propri, coerenti con
10quelli sostenuti dall’EBA, ma recettivi delle minori dimensioni e complessità dei
soggetti sottoposti ad indagine.
Su tale importante argomento v’è anche da segnalare che gli esiti dell’esercizio non
prendono a riferimento delle soglie minime di patrimonializzazione, ma sono stati
utilizzati nel cosiddetto SREP, processo di revisione e valutazione prudenziale condotto
annualmente al fine di accertare l’adeguatezza di natura patrimoniale ed organizzativa
rispetto ai rischi assunti. Senza entrare nei dettagli, la nuova decisione periodica
dell’organo di vigilanza ha comportato, in tema di capitalizzazione, una più articolata
struttura di obiettivi, ed in particolare un “requisito di Pillar 2” ed una “linea guida di
Pillar 2”, quest’ultima strettamente connessa alle risultanze dello stress in condizioni
di scenario avverso.
In merito a tale rilevante processo valutativo, il gruppo è stato informato nel mese di
dicembre 2016 della decisione assunta dalla Banca Centrale Europea. In particolare, il
requisito aggiuntivo assegnato dall’organo di vigilanza, rispetto ai livelli regolamentari
di patrimonio vigenti nel 2017, è pari all’’1%, il più esiguo nell’ambito dei gruppi
nazionali sottoposti alla vigilanza europea. I coefficienti minimi da rispettare nel 2017
sono pertanto pari al 6,75%, al 8,25% ed al 10,25% a livello, rispettivamente, di CET1
ratio, Tier1 Ratio e Total Capital Ratio. Come più ampiamente illustrato nel capitolo
della presente relazione dedicato ai mezzi propri, i margini disponibili del gruppo
risultano rassicuranti.
Tale decisione ha in particolare riconosciuto che il gruppo:
- ha attivato strategie, processi e meccanismi necessari a soddisfare i requisiti
normativi;
- dispone di strategie e processi solidi per la valutazione, il mantenimento e la
distribuzione del capitale;
- presenta un’adeguata situazione di liquidità, che non comporta misure di
aggiustamento ed è idonea a fronteggiare i rischi della specie.
In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3, e 13, paragrafo 2, del
Regolamento CRR, le banche controllate da una “società di partecipazione finanziaria
madre” sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base
della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali
disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di
consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i
ratio patrimoniali a livello di Credemholding, società controllante al 77,3252% di
Credem Spa. Tale livello non comporta nel breve differenze di rilievo rispetto alle
analoghe rilevazioni misurate sul perimetro che fa capo a Credito Emiliano Spa;
presenta invece una più significativa penalizzazione prospettica (vale a dire in sede di
applicazione “fully phased” delle nuove norme), dovuta al trattamento più restrittivo
riservato dalle norme vigenti dal 2014 al computo del cosiddetto “patrimonio di terzi”.
Non ci sono impedimenti ne sostanziali ne giuridici che ostacolano il rapido
trasferimento di risorse patrimoniali o di fondi all’interno del gruppo.
11SCHEMA RELATIVO ALLE CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI DI CAPITALE - CAPITALE DI CLASSE 2 (TIER 2 – T2) - MODELLO SULLE
PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI DI CAPITALE
1 Emittente CREDITO EMILIANO CREDITO EMILIANO CREDITO EMILIANO CREDITO EMILIANO
Identificativo unico (ad es.,
2 Identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg IT0004781016 XS1199020295 XS1506498200 XS1644438928
per i collocamenti privati)
Legislazione applicabile allo Legislazione italiana: clausole Legislazione italiana: clausole Legislazione italiana: clausole Legislazione italiana: clausole
3
strumento di subordinazione di subordinazione di subordinazione di subordinazione
Trattamento regolamentare
4 Disposizioni transitorie del CRR Capitale di classe 2 Capitale di classe 2 Capitale di classe 2 Capitale di classe 2
5 Disposizioni post transitorie del CRR Non ammissibile Capitale di classe 2 Capitale di classe 2 Capitale di classe 2
Ammissibile a livello di singolo
6 ente/(sub)consolidamento / di singolo Singolo Ente Singolo Ente Singolo Ente Singolo Ente
ente e di (sub)consolidamento
Tipo di strumento (I tipi devono essere Strumento di capitale di classe Strumento di capitale di classe Strumento di capitale di classe Strumento di capitale di classe
7
specificati per ciascuna giurisdizione) 2 ex art.62 ed ex art.484 CRR 2 ex art.62 2 ex art.62 2 ex art.62
Importo rilevato nel capitale
regolamentare (moneta in milioni, alla
8 2,300 198,864 50,00 98,485
più recente data di riferimento per la
segnalazione)
9 Importo nominale dello strumento 10,000 200,000 50,000 100,000
9a Prezzo di emissione 100 99,432 100 98,485
9b Prezzo di rimborso 100 100 100 100
Titoli in circolazione - costo Titoli in circolazione - costo Titoli in circolazione - costo Titoli in circolazione - costo
10 Classificazione contabile
ammortizzato ammortizzato ammortizzato ammortizzato
11 Data di emissione originaria 23/12/2011 13/03/2015 21/10/2016 10/07/2017
12 Irredimibile o a scadenza A scadenza A scadenza A scadenza A scadenza
13 Data di scadenza originaria 23/12/2017 13/03/2025 21/10/2026 10/07/2027
Rimborso anticipato a discrezione
14 dell'emittente soggetto a approvazione Sì Sì Sì Sì
preventiva dell'autorità di vigilanza
Previsto un piano di
Data del rimborso anticipato
ammortamento che, a partire
facoltativo, date del rimborso Prevista possibilità di rimborso Prevista possibilità di rimborso Prevista possibilità di rimborso
15 dal 23/12/2013, rimborsa ogni
anticipato eventuale e Importo del in data 13/03/2020 in data 21/10/2021 in data 10/07/2022
anno al 20% del nominale fino
rimborso
a scadenza
121 Emittente CREDITO EMILIANO CREDITO EMILIANO CREDITO EMILIANO CREDITO EMILIANO
Date successive di rimborso
16 Pagamento cedole Pagamento cedole Pagamento cedole Pagamento cedole
anticipato, se del caso
Cedole/dividendi
17 Dividendi/cedole fissi o variabili Fissi Fissi/Variabili Fissi/Variabili Fissi/Variabili
3,125% fino al 13/03/2020; 4,191% fino al 21/10/2021; 3,625% fino al 10/07/2022;
Tasso della cedola ed eventuale Indice
18 7,05% dal sesto anno IRS 5Y + 300 dal sesto anno Euribor 6M + dal sesto anno IRS 5Y + 368
correlato
bps 425 bps bps
Presenza di un meccanismo di
19 No No No No
"dividend stopper”
Pienamente discrezionale,
20a parzialmente discrezionale o Obbligatorio Obbligatorio Obbligatorio Obbligatorio
obbligatorio (in termini di tempo)
Pienamente discrezionale,
20b parzialmente discrezionale o Obbligatorio Obbligatorio Obbligatorio Obbligatorio
obbligatorio (in termini di importo)
Presenza di "step up" o di altro
21 No No No No
incentivo al rimborso
22 Non cumulativo o cumulativo Non cumulativo Non cumulativo Non cumulativo Non cumulativo
23 Convertibile o non convertibile Non convertibile Non convertibile Non convertibile Non convertibile
Se convertibile, evento(i) che
24 N/A N/A N/A N/A
determina(no) la conversione
25 Se convertibile, in tutto o in parte N/A N/A N/A N/A
26 Se convertibile, tasso di conversione N/A N/A N/A N/A
Se convertibile, conversione
27 N/A N/A N/A N/A
obbligatoria o facoltativa
Se convertibile, precisare il tipo di
28 strumento nel quale la conversione è N/A N/A N/A N/A
possibile
Se convertibile, precisare |'emittente
29 dello strumento nel quale viene N/A N/A N/A N/A
convertito
Meccanismi di svalutazione (write
30 No No No No
down)
In caso di meccanismo di svalutazione
31 (write down), evento(i) che la N/A N/A N/A N/A
determina(no)
In caso di svalutazione (write down),
32 N/A N/A N/A N/A
svalutazione totale o parziale
131 Emittente CREDITO EMILIANO CREDITO EMILIANO CREDITO EMILIANO CREDITO EMILIANO
In caso di svalutazione (write down),
33 svalutazione permanente o N/A N/A N/A N/A
temporanea
In caso di svalutazione (write down)
34 temporanea, descrizione del N/A N/A N/A N/A
meccanismo di rivalutazione
Posizione nella gerarchia di
subordinazione in caso di liquidazione
35 (specificare il tipo di strumento di Senior Senior Senior Senior
rango immediatamente superiore
(senior)
Caratteristiche non conformi degli
36 strumenti che beneficiano delle Sì No No No
disposizioni transitorie
In caso affermativo, specificare le
37 Rimborso anticipato N/A N/A N/A
caratteristiche non conformi
I prestiti emessi dopo il 31/12/2011 che presentano anch’essi un piano “amortising” nei primi cinque anni di vita non sono stati computati
nel Capitale di classe 2 a seguito di un recente orientamento della vigilanza italiana ed europea in merito alla loro computabilità. Si tratta
dell’applicazione restrittiva di una norma del Regolamento CRR che ha indotto ad escludere dal computo tali emissioni.
14FONDI PROPRI - INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
30/09/2017 31/12/2016
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) prima
2.378.570 2.355.625
dell’applicazione dei filtri prudenziali
di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie - -
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) 9.222 13.075
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime
2.387.792 2.368.700
transitorio (A +/- B)
D. Elementi da dedurre dal CET1 (717.173) (727.092)
E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di
68.125 123.817
minoranza oggetto di disposizioni transitorie
F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C
1.738.744 1.765.425
– D +/-E)
G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli
44.339 45.774
elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio
di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie - -
H. Elementi da dedurre dall’AT1 - -
I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi
(42.802) (45.774)
da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie
L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H
1.537 -
+/- I)
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e
265.036 234.429
degli effetti del regime transitorio
di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie 1.743 17.114
N. Elementi da dedurre dal T2 (30.309) (14.557)
O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi
(15.591) (46.520)
da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie
P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/- O) 219.136 173.352
Q. Totale fondi propri (F + L + P) 1.959.417 1.938.777
A seguito dell’emanazione del Regolamento (EU) n. 2016/445 della Banca Centrale
Europea sull'esercizio delle opzioni e delle discrezionalità previste dal diritto dell'Unione
(“Regolamento BCE”) e del Regolamento (UE) 2016/2067 della Commissione Europea con
cui è stato omologato il principio contabile internazionale International Financial Reporting
Standard “strumenti finanziari” (“IFRS 9”) (“Regolamento IFRS 9”), è stato rivisto il
trattamento prudenziale dei saldi netti cumulati delle plusvalenze e minusvalenze su
esposizioni verso amministrazioni centrali classificate nel portafoglio “Attività finanziarie
disponibili per la vendita” rilevate, ai sensi del vigente principio contabile IAS 39, nella
c.d. riserva Available For Sale – “AFS” (di seguito “profitti e perdite non realizzati derivanti
da esposizioni verso amministrazioni centrali”).
A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento BCE, dal mese di ottobre 2016, le banche
significative devono includere nel CET1, rispettivamente, i profitti e le perdite non
realizzati derivanti da esposizioni verso amministrazioni centrali classificate nel
portafoglio AFS secondo le seguenti percentuali: 60% per il 2016; 80% per il 2017 e 100%
dal 2018 in poi.
Gli importi che residuano dall’applicazione di queste percentuali (40% per il 2016; 20%
per il 2017) non devono essere computati ai fini del calcolo dei fondi propri, continuando
a essere oggetto di sterilizzazione. In applicazione del regime transitorio previsto dal CRR
si applica, infatti, il regime nazionale in vigore al 31 dicembre 2013.
Le riserve nette del Gruppo bancario sui titoli emessi da Amministrazioni Centrali di Paesi
appartenenti all’Unione Europea presentavano, alla data del 30 settembre 2017, un saldo
negativo di circa 15,5 milioni di euro, di cui -15,2 milioni di euro riferibili al Gruppo
Bancario e a -0,3 milioni di euro riferibili a Credemvita.
15MODELLO TRANSITORIO PER LA PUBBLICAZIONE DELLE INFORMAZIONI SUI
FONDI PROPRI
Le informazioni sono esposte secondo il modello per la pubblicazione delle informazioni
sui Fondi Propri (Allegato IV del Regolamento di Esecuzione (UE) n.1423/2013 della
Commissione Europea del 20 dicembre 2013).
Informazioni sui Fondi Propri 30/09/2017 31/12/2016
Capitale primario di classe 1: strumenti e riserve
1 Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni 302.171 302.160
di cui: azioni ordinarie 49.437 49.437
di cui: sovrapprezzi di emissione 252.731 252.723
Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve,
3 inclusi gli utili e le perdite non realizzati ai sensi della disciplina contabile 1.640.371 1.559.388
applicabile)
Interessi di minoranza (importo consentito nel capitale primario di classe 1
5 381.055 422.579
consolidato)
Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o
5a 54.973 71.498
dividendi prevedibili
6 Capitale primario di classe 1 (CET 1): prima delle rettifiche regolamentari 2.378.570 2.355.625
Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari
7 Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) (5.669) (4.493)
8 Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (376.826) (388.914)
Riserve di valore equo relative agli utili e alle perdite generati dalla copertura dei
11 14.889 17.568
flussi di cassa
12 Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese (306.674) (251.885)
Utili o perdite su passività valutati al valore equo dovuti all'evoluzione del merito
14 2 1
creditizio
Strumenti propri di capitale primario di classe 1 detenuti dall’ente direttamente o
16 (1.000) (1.000)
indirettamente
Strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti
dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un
19 (32.673) (51.909)
investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al
netto di posizioni corte ammissibili)
Rettifiche regolamentari applicate al capitale primario di classe 1 in relazione agli
26 68.125 123.816
importi soggetti a trattamento pre-CRR
26 Rettifiche regolamentari relative agli utili e alle perdite non realizzati ai sensi degli
256 2.299
a art. 466 e 468
di cui: ...filtro per utili non realizzati (titoli di debito) (2.432) (270)
di cui: ...filtro per utili non realizzati (titoli di capitale) (407) -
di cui: ...filtro per perdite non realizzati (titoli governativi UE) 3.095 2.479
di cui: ...filtro per perdite non realizzati (titoli di capitale) - 90
Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 che superano il capitale
27 - (33.384)
aggiuntivo di classe 1 dell'ente
16Informazioni sui Fondi Propri 30/09/2017 31/12/2016
28 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale primario di classe 1 (CET1) (639.826) (590.200)
29 Capitale primario di classe 1 (CET1) 1.738.744 1.765.425
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti
Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale aggiuntivo di classe 1
34 consolidato (compresi gli interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da 44.339 45.774
filiazioni e detenuto da terzi
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): prima delle rettifiche regolamentari 44.339 45.774
Rettifiche regolamentari applicate al capitale aggiuntivo di classe 1 in relazione agli
importi soggetti a trattamento pre-CRR e trattamenti transitori, soggetti a
41 (42.802) (79.158)
eliminazione progressiva ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013 (ossia importi
residui CRR)
Importi residui dedotti dal capitale aggiuntivo di classe 1 in relazione alla deduzione
41
del capitale primario di classe 1 durante il periodo transitorio ai sensi dell'art. 472 (33.934) (60.759)
a
del regolamento (UE) n. 575/2013
di cui strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario
detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha
(3.267) (10.382)
un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e
al netto di posizioni corte ammissibili)
di cui: Importo residuo relativo all'eccedenza di perdite attese rispetto alle
(30.667) (50.377)
rettifiche di valore per posizioni IRB
Importi residui dedotti dal capitale aggiuntivo di classe 1 in relazione alla deduzione
41
del capitale primario di classe 1 durante il periodo transitorio ai sensi dell'art. 475 - (18.310)
b
del regolamento (UE) n. 575/2013
Importo da dedurre o da aggiungere al capitale aggiuntivo di classe 1 in relazione ai
41
filtri e alle deduzioni aggiuntivi previsti per il trattamento pre-CRR - (89)
c
di cui: ...filtro per perdite non realizzati (titoli di debito) - -
di cui: ...filtro per perdite non realizzati (titoli di capitale) - (89)
43 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) (42.802) (33.384)
44 Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) 1.537 -
45 Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) 1.740.281 1.765.425
Capitale di classe 2 (T2): strumenti e accantonamenti - -
Importo degli elementi ammissibili di cui all’articolo 484, paragrafo 5, e le relative
47 riserve sovrapprezzo azioni, soggetti a eliminazione progressiva dal capitale di classe 16.923 17.114
2
Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale di classe 2 consolidato
(compresi gli interessi di minoranza e strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1
48 265.036 231.420
non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi
49 di cui: strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva 1.743 14.104
51 Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari 281.959 248.533
Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari
Strumenti di capitale di classe 2 e prestiti subordinati di soggetti del settore
finanziario detenuti direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un
54 investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al - (14.557)
netto di posizioni corte ammissibili)
17Informazioni sui Fondi Propri 30/09/2017 31/12/2016
Strumenti di capitale di classe 2 e prestiti subordinati di soggetti del settore
finanziario detenuti dall'ente direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un
55 (30.309) -
investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili)
Importi residui dedotti dal capitale di classe 2 in relazione alla deduzione del
56 capitale primario di classe 1 durante il periodo transitorio ai sensi dell'art. 472 del
(33.934) (60.759)
a regolamento (UE) n. 575/2013
di cui: Importo residuo relativo all'eccedenza di perdite attese rispetto alle
(30.667) (50.377)
rettifiche di valore per posizioni IRB
di cui strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario
detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha
(3.267) (10.382)
un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e
al netto di posizioni corte ammissibili)
56 Importo da dedurre dal o da aggiungere al capitale di classe 2 in relazione ai filtri e
1.420 135
c alle deduzioni aggiuntivi previsti per il trattamento pre-CRR
di cui: … eventuale filtro per utili non realizzati (titoli di debito) 1.216 135
di cui: … eventuale filtro per utili non realizzati (titoli di capitale) 204 -
57 Totale delle rettifiche regolamentari al capitale di classe 2 (T2) (62.823) (75.181)
58 Capitale di classe 2 (T2) 219.136 173.352
59 Capitale totale (TC = T1 + T2) 1.959.417 1.938.777
60 Totale delle attività ponderate per il rischio 13.004.044 13.425.717
61 Capitale primario di classe 1 (in % dell'importo dell'esposizione al rischio) 13,37 13,15
62 Capitale di classe 1 (in % dell'importo dell'esposizione al rischio) 13,38 13,15
63 Capitale totale (in % dell'importo dell'esposizione al rischio) 15,07 14,44
Requisito della riserva di capitale specifica dell'ente (requisito relativo al capitale
primario di classe 1 a norma dell'articolo 92, paragrafo 1 lettera a), requisiti della
riserva di conservazione del capitale, della riserva di capitale anticiclica, della
64 6,75% 7,00%
riserva di capitale al fronte del rischio sistemico, della riserva di capitale degli G-SII
o O-SII, in percentuale dell’importo dell’esposizione al rischio)
65 di cui: requisito della riserva di conservazione del capitale 1,25% 2,50%
66 di cui: requisito della riserva di capitale anticiclica 0,00% 0,00%
Capitale primario di classe 1 disponibile per le riserve (in percentuale dell’importo
68 6,62% 6,15%
dell’esposizione al rischio)
Capitale di soggetti del settore finanziario detenuto direttamente o indirettamente,
72 quando l’ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore 3.836 3.390
alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili)
Strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuto
direttamente o indirettamente, quando l’ente ha un investimento significativo in tali
73 176.488 182.995
soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte
ammissibili)
Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla
75 soglia del 10%, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le 58.465 67.664
condizioni di cui all’articolo 38, paragrafo 3)
Il requisito patrimoniale complessivo al 30 settembre 2017 è di 1.040,3 milioni di euro a
fronte di Fondi Propri per 1.959,4 milioni di euro con un margine disponibile di 919,1
milioni di euro, pari ad oltre il 46,9% dei Fondi Propri.
18Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio
Phased-in al 13,37% (Fully Phashed 12,81%), il Tier 1 Capital ratio Phased-in al 13,38%
(Fully Phashed 13,15%), e il Total capital ratio Phashed-in al 15,07% (Fully Phashed
15,02%).
Ai sensi del regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), art.26, comma 2, la quota dell’utile
netto del 3° trimestre, al netto della quota destinabile ai dividendi, non è stata inserita nel
calcolo dei Fondi Propri in quanto l’Informativa Finanziaria Periodica al 30 settembre
2017 non è stata assoggettata a revisione contabile (è stata invece computata nel calcolo
dei Fondi Propri la quota dell’utile al 30 giugno 2017, al netto della quota destinabile ai
dividendi).
RICONCILIAZIONE TRA PATRIMONIO CONTABILE E FONDI PROPRI
Categorie / Valori 30/09/2017 31/12/2016
Patrimonio netto consolidato Credem Holding 2.632.793 2.518.027
Quota di utile non computata (45.003) -
Riaccredito azioni proprie presenti nel patrimonio netto (la quota del plafond
autorizzato di 1 milione di euro è riportata con importo negativo nella voce D. 60 -
Elementi da dedurre dal CET1)
Dividendi da distribuire ai soci- quota Gruppo (22.173) (28.838)
Dividendi da distribuire ai soci- quota Terzi (8.523) (11.102)
Quota patrimonio di terzi non computabile (178.584) (122.462)
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) prima
2.378.570 2.355.625
dell’applicazione dei filtri prudenziali
di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie - -
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) 9.222 13.075
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime
2.387.792 2.368.700
transitorio (A +/- B)
D. Elementi da dedurre dal CET1 (717.173) (727.092)
di cui: Riacquisto strumenti di capitale primario di classe 1 (1.000) (1.000)
E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di
68.125 123.817
minoranza oggetto di disposizioni transitorie
F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1) (C – D
1.738.744 1.765.425
+/-E)
G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) al lordo degli
44.339 45.774
elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio
di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie - -
H. Elementi da dedurre dall’AT1 - -
I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da
(42.802) (45.774)
filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie
L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1) (G - H +/- I) 1.537 -
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli
265.036 234.429
effetti del regime transitorio
di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie 1.743 17.114
N. Elementi da dedurre dal T2 (30.309) (14.557)
O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi da
(15.591) (46.520)
filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie
P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 –T2) (M - N +/- O) 219.136 173.352
Q. Totale fondi propri (F + L + P) 1.959.417 1.938.777
19RICONCILIAZIONE TRA STATO PATRIMONIALE CONTABILI E FONDI PROPRI
Le informazioni sono esposte secondo la metodologia di riconciliazione della Stato
Patrimoniale (Allegato I del Regolamento di Esecuzione (UE) n.1423/2013 della
Commissione Europea del 20 dicembre 2013).
Ammontare
rilevante ai
Perimetro Perimetro
Voci dell’attivo fini dei
civilistico regolamentare
Fondi
Propri
100. Partecipazioni (30.046) (208.874) (32.673)
130. Attività immateriali, di cui: (422.327) (430.914) (376.826)
Avviamento (314.814) (325.373) (271.285)
Altre immobilizzazioni immateriali (107.513) (105.541) (105.541)
Ammontare
rilevante ai
Perimetro Perimetro
Voci del passivo e del patrimonio netto fini dei
civilistico regolamentare
Fondi
Propri
30. Titoli in circolazione 3.312.792 3.261.695 265.036
di cui – passività subordinate: Strumenti computabili
454.517 403.420 265.036
nel capitale di classe 2
140. Riserve da valutazione, di cui: 87.599 87.599 99.111
Riserve da valutazione di titoli disponibili per la
(986) (986) (986)
vendita
Riserve di valutazione degli utili/perdite attuariali
(5.589) (5.589) (5.589)
nette
Altri elementi positivi- Leggi speciali di rivalutazione 105.686 105.686 105.686
Riserve di cash flow hedge (11.512) (11.512) -
170. Riserve 1.546.038 1.546.038 1.546.038
180. Sovrapprezzi di emissione 252.734 252.734 252.734
190. Capitale 49.437 49.437 49.437
200. Azioni proprie (-) (60) (60) (1.000)
210 Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 585.158 585.158 346.520
di cui Riserve da valutazione: 6.734 6.734 10.111
Riserve da valutazione di titoli disponibili per la
(290) (290) (290)
vendita
Riserve di valutazione degli utili/perdite
(1.636) (1.636) (1.636)
attuariali nette
Altri elementi positivi- Leggi speciali di
12.037 12.037 12.037
rivalutazione
Riserve di cash flow hedge (3.377) (3.377) -
di cui Riserve e utili 578.424 578.424 336.409
220. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 111.887 111.887 54.973
Ammontare
rilevante ai
Altri elementi a quadratura del Fondi Propri
fini dei
Fondi Propri
Totale altri elementi rilevanti ai fini dei Fondi
(243.933)
Propri (*)
Totale Fondi Propri 1.959.417
(*) negli altri elementi rilevanti ai fini dei Fondi Propri sono compresi gli elementi positivi e negativi che
concorrono alla determinazione del calcolo, ad esempio interessi di minoranza ricompresi nel capitale,
filtro nazionale positivo sui profitti non realizzati degli titoli di debito e di capitale del portafoglio AFS,
eccedenza delle perdite attese rispetto alle rettifiche di valore complessive dei modelli IRB, rettifiche di
valore di vigilanza (prudent valuation), utili o perdite di valore equo derivanti dal proprio merito
creditizio, ecc..
201. ADEGUATEZZA PATRIMONIALE
La Banca d’Italia, in data 17 dicembre 2013, ha emanato la circolare 285 (Disposizioni di
vigilanza per le banche), in sostituzione della circolare 263 del 27 dicembre 2006 (Nuove
disposizioni di vigilanza), e la circolare 286 (Istruzioni per la compilazione delle
segnalazioni prudenziali per le banche e le società di intermediazione mobiliare), in
sostituzione della circolare 155 del 18 dicembre 1991 (Istruzioni per la compilazione delle
segnalazioni sul patrimonio di vigilanza e sui coefficienti prudenziali).
Tali disposizioni consentono, tra l’altro, alle banche ed ai gruppi bancari di adottare
sistemi interni per la determinazione del requisito patrimoniale per il rischio di credito
previo ottenimento di apposita autorizzazione da parte di Banca d’Italia, subordinata
all’accertamento della sussistenza in capo al richiedente di specifici requisiti minimi
organizzativi e quantitativi.
Nel mese di ottobre 2015, e con efficacia decorrente dal 30 settembre, la Banca d’Italia ha
autorizzato il gruppo all’utilizzo del modello interno avanzato nella determinazione del
rischio creditizio regolamentare di Credembanca e Credemleasing, sia verso la clientela
corporate che retail; è di tutta evidenza come la predetta autorizzazione abbia contribuito
a far sì che l’adeguato calcolo dei coefficienti e parametri di vigilanza esprimesse ancor
più chiaramente la solidità patrimoniale del gruppo.
Le principali innovazioni introdotte nei portafogli regolamentari e nei relativi fattori di
ponderazione del nuovo framework normativo riguardano, tra l’altro, l’introduzione di un
fattore di sostegno dello 0,7619 da applicare al requisito prudenziale (supporting factor)
per le esposizioni al dettaglio verso le controparti rappresentate da PMI e l’introduzione di
un nuovo requisito patrimoniale sul rischio di “aggiustamento della valutazione del
credito” (CVA), ossia a fronte del rischio di perdite derivanti dagli aggiustamenti al valore
di mercato dei derivati OTC a seguito delle variazioni del merito creditizio.
21REQUISITO PATRIMONIALE
Importi non ponderati Importi ponderati / requisiti
Categorie/Valori
30/09/2017 31/12/2016 30/09/2017 31/12/2016
A. ATTIVITA' DI RISCHIO
A.1 Rischio di credito e di controparte 35.519.529 35.285.257 11.330.617 11.695.230
1. Metodologia standardizzata 10.411.439 10.405.936 3.066.221 3.414.060
2. Metodologia basata su rating interni 24.799.465 24.784.762 8.195.435 8.253.125
2.1 Base - - - -
2.2 Avanzata 24.799.465 24.784.762 8.195.435 8.253.125
3. Cartolarizzazioni 308.625 94.559 68.961 28.045
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA
B.1 Rischio di credito e di controparte 906.450 935.618
B.2 Rischio di aggiustamento della valutazione del
812 2.905
credito
B.3 Rischio di Regolamento - -
B.4 Rischi di mercato 18.097 20.569
1. Metodologia standard 18.097 20.569
2. Modelli interni - -
3. Rischio di concentrazione - -
B.5 Rischio operativo 114.965 114.965
1. Metodo base - -
2. Metodo standardizzato 114.965 114.965
3. Metodo avanzato - -
B.6 Altri elementi di calcolo - -
B.7 Totale requisiti prudenziali 1.040.324 1.074.057
C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA
C.1 Attività di rischio ponderate 13.004.044 13.425.717
C.2 Capitale primario di classe1/Attività di rischio
13,37% 13,15%
ponderate (CET 1 capital ratio)
C.3 Capitale di classe 1/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 13,38% 13,15%
C.4 Totale fondi propri//Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 15,07% 14,44%
Il requisito patrimoniale complessivo al 30 settembre 2017 è di 1.040,3 milioni di euro a
fronte di Fondi Propri per 1.959,4 milioni di euro con un margine disponibile di 919,1
milioni di euro, pari ad oltre il 46,9% dei Fondi Propri.
Le indicazioni sui coefficienti patrimoniali evidenziano il Common Equity Tier 1 ratio
Phased-in al 13,37% (Fully Phashed 12,81%), il Tier 1 Capital ratio Phased-in al 13,38%
(Fully Phashed 13,15%), e il Total capital ratio Phashed-in al 15,07% (Fully Phashed
15,02%).
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