Pratica clinica - Libreria Universo

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Parte III
Pratica clinica
CAPITOLO 15                                                                                                                  273

Cosa influenza l’efficacia
di un vaccino

I vaccini, come è ovvio immaginare, non forniscono una protezione assoluta nei confronti delle malattie né
  proteggono tutti gli animali allo stesso modo. Il livello e la durata della protezione variano soprattutto in base
al vaccino e all’animale da vaccinare, ma anche alla virulenza del patogeno e alla sua prevalenza. E anche
al punto 4.4 dell’SPC per alcuni vaccini viene specificato: «La risposta del sistema immunitario dell’animale
può essere compromessa da diversi fattori tra cui condizioni di salute non buone, stato nutrizionale, fattori
genetici, terapia concomitante e stress» (Tabella 15.1).
Alcuni di questi fattori sono già stati trattati in capitoli specifici (ad esempio tipo di vaccino, adiuvanti,
immunodeficienze primarie) ai quali si rimanda, altri invece vengono trattati qui di seguito.

 TABELLA 15.1 Fattori legati al vaccino, all’animale e al patogeno in grado di interferire con la vaccinazione

                                                          Fattori legati a:

 Vaccino                                                  Animale                               Patogeno
 Tipo (infettivo – non infettivo)                         Età                                   Procedure
 Specifici antigeni/ceppi                                 Sesso                                 di sanitizzazione
 Adiuvanti                                                Taglia                                Flusso d’aria
 Condizioni di conservazione e ricostituzione             Stato di salute                       Sovraffollamento
 Modalità di somministrazione                             Genetica (non-responder)              Virulenza del ceppo
 Dose                                                     Stress                                Carica infettante
 Somministrazione contemporanea di più vaccini            Stato nutrizionale
                                                          Immunodeficienze primarie

Fattori legati al vaccino                                            cellulo-mediata o umorale, più efficace contro un
                                                                     determinato patogeno.
Come già ricordato ripetutamente, i vaccini MLV,                     L’efficacia di un vaccino può essere ridotta dalle condi-
che mimano quanto accade in un’infezione natura-                     zioni di conservazione o di ricostituzione; i vaccini MLV
le, tendono a indurre un’immunità più forte e dura-                  contengono in genere una dose piuttosto bassa di mi-
tura rispetto ai vaccini inattivati che non si replica-              crorganismi vivi (dal momento che questi poi si repliche-
no nell’ospite. Inoltre, i vaccini MLV possono anche                 ranno nel soggetto vaccinato) che possono facilmente
riuscire a indurre il particolare tipo di immunità,                  essere uccisi da una scorretta manipolazione dei vaccini.
274      Parte III – Pratica clinica

      I vaccini non infettivi tendono a essere più sicuri e più           esempio per la parvovirosi canina). E la marca di un
      stabili rispetto ai vaccini infettivi, ma la loro efficacia         vaccino può influenzare la buona riuscita dell’immuniz-
      può variare in base all’agente patogeno contenuto. Al-              zazione? (Box 15.1).
      cuni vaccini a virus inattivato, come i vaccini contro la           Anche le componenti specifiche di un vaccino, in par-
      rabbia, forniscono una buona immunità e una lunga                   ticolare antigeni e adiuvante (se presente), possono
      durata della protezione. La risposta immunitaria protet-            influire sulla protezione. I vaccini per una specifica
      tiva nelle infezioni virali in genere è diretta contro po-          malattia spesso contengono diversi ceppi di micror-
      che proteine dominanti; al contrario, i batteri conten-             ganismi (ad esempio sierovarianti di leptospira) e non
      gono numerose proteine, la protezione è generalmente                obbligatoriamente forniscono tutti la stessa protezione.
      più complessa e le batterine (vaccini batterici uccisi)             Ma si può cambiare marca di vaccino? (Box 15.2).
      sono spesso associate a una DOI limitata.                           La via di somministrazione può influire su efficacia, tipo
      Qualche volta per una malattia sono disponibili vacci-              e durata dell’immunità. In alcuni casi (ad esempio nel
      ni sia MLV sia spenti: a volte hanno una buona effica-              caso dei virus respiratori felini) la somministrazione IN
      cia entrambi (ad esempio contro i virus respiratori del             (quando registrata) è preferibile a quella parenterale poi-
      gatto), altre volte è preferibile un vaccino attenuato (ad          ché induce più rapidamente un’immunità protettiva; in

             Box 15.1

         Qual è la marca di vaccino migliore?
         Molto spesso mi sento chiedere da un veterinario quale sia a mio avviso la marca migliore di un vaccino. La mia
         risposta è sempre la stessa. Tutti i vaccini in commercio in Italia sono ottimi, sicuri ed efficaci: tutti infatti sono stati
         sottoposti a rigorose e severe valutazioni che ne hanno permesso l’immissione in commercio, e i risultati del loro
         uso sul campo vengono regolarmente monitorati mediante il sistema di farmacovigilanza.
         Bisogna però essere sempre consapevoli che non tutti i vaccini sono uguali (ad esempio, vaccini infettivi e non
         infettivi): per questo motivo devono essere utilizzati in modo consono alle loro caratteristiche, differenziandone le
         modalità di somministrazione (ad esempio richiami annuali o triennali, somministrazione parenterale o mucosale).

               Box 15.2

         Si può cambiare marca di vaccino?
         Un medico veterinario che ha sempre utilizzato vaccini di una determinata azienda farmaceutica per vaccinare i
         suoi pazienti può decidere, per un motivo qualsiasi, di cambiare fornitore e passare alla “concorrenza”, ma giusta-
         mente si chiede (e mi chiede) se è possibile cambiare marca per i richiami vaccinali senza rischiare di incorrere
         in un insuccesso vaccinale.
         Le differenze tra i ceppi di un patogeno contenuti nei vaccini delle diverse aziende non sono tali da giustificare
         questo timore, ed è possibile cambiare marca e optare per il vaccino che si ritiene il migliore.
         Questa affermazione non può però essere applicata tout court alla vaccinazione per la leptospirosi, data la moltitudine
         di sierovarianti circolanti e contenute nei diversi vaccini. Per questa malattia è sempre fondamentale controllare la cor-
         rispondenza tra le sierovarianti contenute nei vecchi e nei nuovi vaccini: se non è presente (ad esempio passaggio da
         L2 a L4), il richiamo vaccinale deve essere eseguito come se si trattasse della prima vaccinazione (due inoculazioni).
Capitolo 15 – Cosa influenza l’efficacia di un vaccino                      275

altri casi (ad esempio la panleucopenia), invece, la som-       frigorifero non ci sia un sistema di controllo che possa
ministrazione IN potrebbe non avere la stessa efficacia         garantire che la temperatura non sia mai salita oltre
di quella parenterale, ad esempio quando l’esposizione          gli 8 °C o ci si accorga dell’interruzione di corrente in
al patogeno si verifica subito dopo la vaccinazione.            tempi brevi e all’interno del frigorifero ci sia un termo-
Per finire questa breve carrellata, l’efficacia di un vac-      metro che, monitorando i cambiamenti di temperatu-
cino risulta limitata dall’efficacia della risposta immu-       ra, possa garantire che ci si trova ancora nel range di
nitaria montata verso il patogeno di campo. Quando              conservazione (2-8 °C).
l’immunità dopo un’infezione è parziale o di breve              I vaccini andrebbero conservati in un frigorifero de-
durata, è probabile che la risposta al vaccino abbia            dicato (ponendo altrove alimenti o campioni), con
la stessa limitazione: le infezioni da FCV e FHV-1, ad          all’interno un termometro che segni la temperatura
esempio, generano solo un’immunità parziale, e i vac-           massima e minima raggiunta; questa andrebbe con-
cini contro questi microrganismi si comportano nello            trollata ogni giorno e registrata, e il termometro reset-
stesso modo; inoltre, ci si aspetta che la DOI indotta da       tato giornalmente. Non conservare mai i vaccini nella
vaccini diretti contro malattie sistemiche sia maggiore         porta del frigorifero, poiché qui sono esposti ad aria
di quella diretta verso malattie mucosali.                      calda ogni volta che la porta viene aperta. Conservare
                                                                sempre i vaccini sugli scaffali centrali del frigorifero e
Conservazione, ricostituzione                                   lasciare dello spazio sufficiente affinché l’aria circoli
e somministrazione del vaccino                                  attorno a loro. Controllare sempre che la porta del
Come già sottolineato nel Capitolo 3, i vaccini vanno con-      frigo si chiuda perfettamente.
servati con cura e non vanno maltrattati. Devono infatti        Inoltre, i vaccini liofilizzati devono essere ricostituiti
essere mantenuti a temperatura refrigerata (ottimale 5          immediatamente prima dell’uso (con la frazione vacci-
°C) dal momento della consegna da parte delle ditte for-        nale liquida o con un adatto diluente). È sbagliato e
nitrici al momento dell’utilizzo negli ambulatori veterinari,   controindicato preparare per prima cosa al mattino i
non interrompendo mai la cosiddetta “catena del freddo”.        vaccini che verranno utilizzati nella giornata. Alcune
I medici veterinari sono un anello vitale di questa catena      componenti vaccinali (ad esempio CDV e FHV-1), in-
che troppo spesso viene interrotta. Le ragioni più co-          fatti, sono particolarmente labili e quindi tali vaccini
muni di questa interruzione sono condizioni di trasporto        possono non indurre un’adeguata immunità se non
non adeguate, i frigoriferi, che sono troppo caldi o trop-      ricostituiti subito prima dell’uso. Dopo un’ora dalla ri-
po freddi per una conservazione sicura dei vaccini, e il        costituzione, un vaccino deve essere buttato, anche
fatto che i vaccini vengono lasciati fuori dal frigorifero      se è stato refrigerato.
per troppo tempo. A volte, infatti, un vaccino viene tirato     Un’altra precauzione importante è controllare la data
fuori al mattino per un paziente che in teoria ha un ap-        di scadenza dei vaccini prima di somministrarli: se
puntamento e che poi non si presenta: passate 2-3 ore,          un vaccino è scaduto non si può somministrare. Per
il vaccino deve essere considerato potenzialmente non           evitarne la scadenza, è opportuno ordinare solo la
più efficace e non deve quindi essere usato.                    quantità di vaccini che si pensa di utilizzare in un pe-
Il trasporto dei vaccini deve essere condotto rispettan-        riodo di 1-3 mesi. Spostare i vaccini più “vecchi” (che
do sempre le condizioni refrigerate: quando si va ad            scadono prima) nella parte anteriore del frigorifero e
acquistare i vaccini da un rivenditore, è quindi buona          usare prima questi lotti.
norma munirsi sempre (e in modo particolare nei mesi            Al momento della somministrazione del vaccino, il sito
caldi) di una borsa termica e di qualche siberino, in           di inoculo del vaccino non deve essere disinfettato con
modo da poter garantire il rispetto delle temperature di        alcol o con altri disinfettanti. Ricorrere alla disinfezione
refrigerazione per tutto il periodo del viaggio.                non solo non ha dimostrato alcun beneficio, ma può
Un’altra cosa molto importante è controllare con re-            anche inattivare alcuni vaccini MLV: la massa antige-
golarità la temperatura del frigorifero. In caso di pro-        nica potrebbe infatti essere inadeguata e, soprattutto,
lungato blackout (2-3 giorni), infatti, i vaccini non           questi vaccini non contengono adiuvanti, presenti in-
possono più essere usati, a meno che all’interno del            vece nella maggior parte dei vaccini spenti.
276      Parte III – Pratica clinica

      La dose vaccinale                                               Spesso la “tentazione” viene quando si devono vac-
      La dose vaccinale è un fattore molto importante da              cinare cani di piccola taglia, in quanto questi sono
      considerare sia come numero di dosi sia come quanti-            considerati degli high responder, cioè soggetti che
      tà di antigene da somministrare.                                sviluppano reazioni avverse più facilmente rispetto a
      Il numero di dosi è sicuramente un fattore importante, ma       quelli di taglia più grossa. Ma anche in questo caso
      la forza del suo effetto è a sua volta influenzata dall’effi-   la risposta è no: la quantità di antigene in grado di
      cacia del vaccino e dalla specie animale da vaccinare:          scatenare una reazione anafilattica in un soggetto
      alcuni cani, ad esempio, possono risultare ben protetti         sensibilizzato è di gran lunga inferiore anche alla più
      dopo due dosi di un determinato vaccino MLV e una ter-          piccola quantità di vaccino inoculato, e quindi dimez-
      za dose non migliora la protezione raggiunta, mentre per        zare la dose non dimezza il rischio.
      altri possono risultare necessarie tre o addirittura quattro    Negli Stati Uniti, è stato commercializzato un vaccino
      dosi per ottenere lo stesso livello di protezione.              registrato appositamente per i cani di piccola taglia,
      Dal momento poi che i farmaci vengono in genere som-            formulato come dose da 0,5 mL: questo vaccino ha
      ministrati in dosi direttamente proporzionali al peso           però solo un volume inferiore, in quanto contiene una
      dell’animale, un dilemma che spesso affligge il medico          quantità di antigene (e di adiuvante) sovrapponibile a
      veterinario quando deve utilizzare un vaccino è la ne-          quella del vaccino convenzionale da 1 mL. Esiste an-
      cessità o meno di variarne la dose se si devono vacci-          che un analogo vaccino da 0,5 mL per i gatti: ancora
      nare soggetti di taglia diversa. Questo è un problema           una volta, è solo il volume (e non l’antigene o l’adiu-
      tipico della sola specie canina, dal momento che per le         vante) che è stato ridotto.
      altre specie domestiche (ad esempio gatto e coniglio) le        Ciò non toglie comunque che il medico veterinario deb-
      differenze di taglia tra le diverse razze sono molto meno       ba sempre avere un’attenzione particolare quando si
      marcate. La risposta immunologica a questa domanda è            trova a dover vaccinare un soggetto di piccola taglia, po-
      no. Il repertorio immunologico di qualsiasi soggetto (che       tenzialmente più a rischio di un altro di taglia più grossa,
      si tratti di un Chihuahua o di un Alano) è lo stesso, così      e sia pronto a intervenire con le cure più opportune nello
      come il numero di linfociti antigene-specifici.                 sfortunato caso di una reazione avversa post-vaccinale.
      La dose deve quindi essere sempre uguale, in quanto i
      vaccini non si basano sul volume per massa corporea             Somministrazione contemporanea
      (taglia) ma sulla dose immunizzante minima, indipen-            di più vaccini
      dente dal peso. Dimezzare o comunque usare una                  In due pubblicazioni degli anni 2000 sulle possibili re-
      quantità inferiore di vaccino per animali di piccola ta-        azioni avverse post-vaccinali viene riportata la possibi-
      glia è contrario a quanto riportato sul foglietto illustrati-   lità che i gatti e i cani di piccola taglia vaccinati con più
      vo di qualsiasi vaccino: in nessun caso viene richiesto         valenze vaccinali contemporaneamente abbiano un ri-
      di variare la dose in base al peso o all’età dell’animale       schio maggiore di sviluppare effetti collaterali (peraltro
      (un cucciolo di Alano di 2 mesi pesa circa 7-8 volte            in genere lievi) correlati alla vaccinazione, e il rischio
      meno di un adulto!), e nel caso dei vaccini registrati          aumenterebbe all’aumentare del numero delle valen-
      per più specie animali (ad esempio i vaccini contro la          ze. Per quanto è a mia conoscenza, non ci sono altre
      rabbia, registrati per animali da compagnia e per ani-          pubblicazioni che provino questo effetto. Viceversa al-
      mali da reddito) la dose è sempre la stessa (in genere          tri lavori (soprattutto in medicina umana, dove questo
      1 mL) per vaccinare un bovino o un gatto: quanti gatti          problema è maggiormente avvertito) sostengono esat-
      ci stanno in un bovino?                                         tamente il contrario: l’esposizione a più vaccini con-
      Ma non solo. Usare una dose inferiore può compro-               temporaneamente non solo non produce effetti avver-
      mettere l’efficacia della vaccinazione: utilizzare una          si significativamente diversi, ma riduce la quantità di
      dose diversa da quanto riportato sul foglietto illustra-        conservanti e additivi necessari; inoltre, l’esposizione a
      tivo, infatti, annulla le garanzie implicite dell’azienda       più stimoli contemporaneamente potrebbe addirittura
      produttrice e trasferisce la responsabilità sul veterina-       influenzare positivamente (anziché compromettere) il
      rio in caso di insuccesso vaccinale.                            sistema immunitario in modo non specifico, determi-
Capitolo 15 – Cosa influenza l’efficacia di un vaccino                     277

nando un aumento della sua efficacia anche verso pa-                 mente dipendenti dalla madre per diverse settimane. E il
togeni non bersaglio della vaccinazione.                             loro sistema immunitario non fa eccezione.
Tutto quanto esposto non giustifica quindi, a mio avvi-
so, un’eventuale rinuncia a priori ai vaccini polivalenti a          Le difese immunitarie in cuccioli e gattini
favore di più inoculazioni monovalenti, soprattutto nel              Come abbiamo visto, il sistema immunitario di tutti gli
gatto, per il quale meno inoculazioni si fanno e meglio è.           organismi viventi si è evoluto per combattere la molti-
Inoltre, in caso di necessità è anche possibile sommi-               tudine di potenziali patogeni che possono superare le
nistrare contemporaneamente vaccini diversi ricorren-                difese dell’ospite e dare il via a una malattia, e nella
do a siti di inoculo distanti (drenati da linfonodi diversi)         stragrande maggioranza dei casi ci riesce.
senza vanificarne l’efficacia (vedi anche Capitoli 3 e 5).           Nei neonati, però, la risposta immunitaria non funziona
                                                                     ancora così bene: infatti ogni anno muoiono nel mondo
                                                                     circa 4 milioni di bambini di meno di 6 mesi di età a
Fattori legati all’animale                                           causa di infezioni, circa 450 morti ogni ora. E per la
                                                                     specie canina la situazione è molto simile: il 20% dei
Giovane età                                                          cuccioli nati vivi muore nei primi 21 giorni di vita, e di
Cerchiamo ora di fare chiarezza su un tema molto                     questi il 70% muore nella prima settimana dopo il parto.
delicato in tema di vaccinazioni: il neonato, il suo                 Si potrebbe allora pensare di vaccinarli molto presto,
sistema immunitario e la sua capacità di rispondere                  ma la vaccinazione a pochi giorni di età è impossibi-
agli stimoli in generale e alla somministrazione dei                 le per due motivi molto importanti: il sistema immu-
vaccini in particolare.                                              nitario non perfettamente funzionante e la presenza
                                                                     delle difese trasferite passivamente dalla madre, che
Quando considerare un cane o un gatto                                compensano il deficit immunitario del neonato e gli
“neonato” o “cucciolo/gattino”?                                      permettono di sopravvivere. Proprio per questi due
Iniziamo con il chiarire chi è il neonato. Se parliamo di            motivi la vaccinazione neonatale deve essere differita
bambini, sono tutti d’accordo nel definire come neonato              e iniziata quando il neonato è più “adattato immunolo-
un soggetto che ha al massimo 4 settimane di età; dopo               gicamente” e gli anticorpi di derivazione materna sono
di lui c’è il lattante e poi l’infante fino ai 12 mesi di età. Nel   calati e interferiscono meno con la vaccinazione.
cane e nel gatto la definizione non è altrettanto semplice:
molti concordano con definire come “neonati” cuccioli                Il sistema immunitario immaturo
e gattini con un’età analoga a quella dei neonati umani,             (o meglio adattato)
cioè compresa tra la nascita e la 3a-4a settimana di vita;           Come già anticipato, alla nascita la risposta immunita-
altri invece limitano l’età dei neonati alle sole prime 2 set-       ria di un bambino e di un cucciolo è inferiore a quella
timane, e definiscono “infanti” cuccioli e gattini di 2-6            di un soggetto adulto, ma oggi molti preferiscono non
settimane. In ogni caso, quando si parla di vaccinazioni,            utilizzare più l’aggettivo “immaturo” per descrivere lo
non si dovrebbe mai utilizzare il termine neonato ma piut-           stato del sistema immunitario neonatale, ma piuttosto
tosto infante, dato che nessun vaccino in commercio in               indicare questa differenza come un adattamento spe-
Italia (a eccezione di uno a somministrazione IN) è regi-            cifico alla vita neonatale, differenza che diventa sem-
strato per un’età inferiore alle 4 settimane.                        pre meno marcata con il passare delle settimane dalla
A partire dalle 16 settimane di età, poi, secondo le li-             nascita. In questo periodo infatti non mancano delle
nee guida non ci troviamo più di fronte a cuccioli e                 componenti immunitarie, ma i mediatori solubili (ad
gattini, ma già ad animali adulti, e come tali verranno              esempio le citochine) sono presenti in concentrazioni
trattati anche dal punto di vista vaccinale.                         subottimali e gli elementi cellulari sono ancora tutti in
Il cane e il gatto sono specie definite altricial: danno in-         uno stato naïf, in quanto non hanno ancora incontrato
fatti alla luce una prole inetta, incapace di sopravvivere in        un antigene: la risposta che ne deriva è di conseguen-
modo indipendente alla nascita per un’immaturità multi-              za di tipo primario, cioè a lento esordio, di breve durata
sistemica che li rende particolarmente vulnerabili e total-          e di scarsa intensità: in altre parole non è protettiva.
278      Parte III – Pratica clinica

      Il sistema immunitario fetale è programmato per co-              In ogni caso, già nelle prime ore dopo il parto le su-
      esistere con fattori antigenici estranei in utero e per          perfici del neonato (bambino o cucciolo che sia), e in
      sviluppare rapidamente dopo la nascita un sistema                particolare il suo intestino, vengono colonizzate da una
      funzionale in grado di distinguere microrganismi utili           complessa flora microbica.
      da agenti patogeni dannosi. Sia la genetica sia l’am-
      biente modellano questa rilevante transizione e danno            La flora microbica nel neonato
      indicazioni al sistema immunitario in via di sviluppo su         Al momento del parto, la prole di tutte le specie animali
      come comportarsi in questo delicato periodo.                     nasce sterile: la microflora commensale colonizza infatti
      Al momento del parto, il neonato passa dall’utero, am-           i neonati nelle prime settimane di vita per contatto so-
      biente fino a poco tempo fa considerato completamente            prattutto con la madre. Di conseguenza, il neonato per
      sterile, all’ambiente esterno, ricco di migliaia e migliaia      sopravvivere deve essere in grado di controllare questa
      di microrganismi. Come abbiamo già visto, nel corpo              invasione microbica. La flora commensale genera una
      umano i batteri sono tantissimi: rappresentano l’1-3%            miscela complessa di pattern molecolari patogeno-as-
      del peso corporeo totale e sono almeno uguali in nume-           sociati (Pathogen-Associated Molecular Pattern, PAMP)
      ro alle cellule umane; i batteri presenti nel tratto uroge-      che agiscono legandosi ai recettori TLR che si trovano
      nitale costituiscono il 9% del microbiota umano totale.          sulle cellule epiteliali; gli antigeni, una volta captati, ven-
      Diversi studi si sono concentrati sulla comprensione             gono presentati ai linfociti TH. Nel primo mese di vita si
      di come le diverse comunità batteriche del nostro cor-           assiste inoltre a un cambio graduale nella composizio-
      po (presenti, ad esempio, in intestino, vie respiratorie,        ne della flora commensale fino a che questa, nei mesi
      cute, vagina) possano predisporre l’organismo allo svi-          successivi, diventa paragonabile a quella dell’adulto. La
      luppo di malattie o viceversa possano aiutarlo a rima-           composizione è influenzata dal tipo di alimentazione:
      nere sano. Il microbiota vaginale è noto da quasi 20             per i primi 30 giorni il cucciolo viene alimentato con il
      anni e in una donna sana contiene diverse specie di              latte materno e, solo dopo il primo mese di vita, si inizia
      lattobacilli; ovviamente la sua composizione varia du-           il processo di svezzamento che si conclude definitiva-
      rante il ciclo mestruale e in gravidanza. Ma l’utero è           mente in genere intorno ai 60 giorni.
      realmente così sterile come si è sempre creduto? Sem-            L’alimentazione lattea favorisce lo sviluppo dei latto-
      bra proprio di no (Box 15.3).                                    bacilli con conseguente produzione di acido lattico e

             Box 15.3

         L’utero e il suo microbiota
         Si è sempre pensato che i batteri fossero presenti solo nel tratto più esterno dell’apparato genitale femminile e che
         quindi l’utero fosse un organo sterile.
         Nel 2016 è stato invece dimostrato che così non è. Con studi molecolari di next generation sequencing (sequen-
         ziamento in parallelo) di diverse regioni del genoma batterico, oggi è possibile affermare che all’interno di un
         utero sano di una donna esiste una popolazione batterica indipendente, diversa da quella vaginale! Ma non solo:
         la sua composizione può avere effetti diversi sulla salute dell’organo: ad esempio, la presenza sull’endometrio di
         batteri diversi dai lattobacilli può essere responsabile di problemi in termini di funzionalità riproduttiva (insuccessi
         nell’impianto e mortalità prenatale).
         Negli anni successivi sono stati compiuti studi analoghi anche negli animali (vacca, cavalla, cagna e addirittura
         panda gigante) e tutti sono arrivati alla stessa conclusione: l’utero non è affatto sterile! Possiede un proprio micro-
         biota, che varia in base alle fasi del ciclo estrale e alla gravidanza, ed è diverso da quello della vagina: nella cagna,
         ad esempio, l’endometrio ha una maggiore diversità batterica, mentre la vagina ha una maggiore numerosità.
Capitolo 15 – Cosa influenza l’efficacia di un vaccino                    279

butirrico che, grazie alla loro azione batteriostatica,          A una settimana di vita i neutrofili iniziano a diminuire
prevengono la colonizzazione da parte di potenziali              mentre aumentano i linfociti, con un forte sbilancia-
patogeni. Un corretto svezzamento rappresenta per-               mento verso la popolazione dei linfociti B, mentre dopo
tanto un ottimo meccanismo di difesa nei confronti di            i 4 mesi si assiste a un graduale calo di questi e a un
eventuali microrganismi; viceversa, cuccioli svezzati            aumento dei linfociti T fino al raggiungimento dei valori
troppo precocemente potrebbero incorrere in diversi              normali tipici dell’età adulta. Questo perché alla nasci-
problemi legati a un non ottimale funzionamento del              ta il sistema immunitario non è riuscito a correggere
sistema immunitario locale.                                      la situazione caratteristica del periodo fetale, messa in
                                                                 atto per garantire la sopravvivenza del nascituro: mon-
Gli elementi cellulari del neonato                               tare una risposta umorale a scapito di una cellulo-me-
Tutti questi stimoli contribuiscono a promuovere lo svi-         diata, citotossica e molto pericolosa, potenzialmente
luppo funzionale del sistema immunitario del neonato.            diretta verso gli antigeni fetali di derivazione paterna.
Nella pratica, però, questo impiega un certo tempo per           Questo sbilanciamento del sistema immunitario verso
diventare pienamente funzionante (dipendendo ap-                 una risposta umorale non corretta è alla base dell’ipo-
punto da una stimolazione antigenica); di conseguen-             tesi igienista, che viene sempre più spesso chiamata in
za, la resistenza iniziale alle infezioni dipende soprat-        causa anche per spiegare il progressivo aumento di pre-
tutto dall’attività dei meccanismi di difesa innati, che         valenza di patologie allergiche che sta interessando la
nelle prime settimane di vita risultano di importanza            popolazione umana e animale in questi ultimi 50 anni.
fondamentale per la sopravvivenza di tutti i neonati.
Come già sappiamo, l’immunità innata, con i suoi ele-            L’ipotesi igienista
menti chiave, rappresenta la prima difesa di un orga-            Durante la gravidanza la madre ha nel proprio grembo
nismo alle infezioni: i TLR, stimolati da diversi PAMP,          uno o più feti che portano antigeni estranei di deriva-
innescano segnali a cascata che portano alla liberazione         zione paterna e che potrebbero quindi essere ricono-
di citochine e chemochine e all’attivazione cellulare; le        sciuti dal sistema immunitario e distrutti (questa rispo-
citochine, responsabili della differenziazione dei linfociti     sta sembra essere in molti casi causa di natimortalità).
TH0 in una delle sottopopolazioni di linfociti T helper          La sopravvivenza della maggior parte dei feti è invece
(TH1, TH2, TH17), con destino diverso della risposta             garantita da uno stato di immunodepressione materna
immunitaria (cellulo-mediata o umorale); i fagociti (neu-        soprattutto a livello dell’interfaccia placentare, dove la
trofili), che prontamente eliminano i diversi aggressori,        risposta citotossica stimolata dai linfociti T helper di
e le APC (cellule dendritiche, monociti-macrofagi) che,          tipo 1 (TH1) potrebbe interrompere il rifornimento san-
oltre a comportarsi da fagociti, innescano la risposta           guigno fetale portando a morte in utero dei feti.
immunitaria specifica. Le prime difese, quelle innate            Questo stato di immunodepressione locale è talmente
appunto, si attivano molto velocemente: il tempo è es-           forte da avere una ripercussione anche a livello siste-
senziale e un ritardo può essere fatale. In altre parole,        mico. Per fare ciò, il sistema immunitario materno va
l’immunità innata, critica a ogni stadio di sviluppo, è          incontro a un potente slittamento verso una risposta
particolarmente importante nel neonato perché regola             umorale, mediata dai linfociti T helper di tipo 2 (TH2)
la tolleranza verso il self, aiuta nella risposta vaccinale      anche per azione di progesterone, prostaglandina E2 e
e nell’instaurare una valida memoria immunitaria me-             citochine (soprattutto IL-4 e IL-10).
diante l’interazione con i linfociti B e T, e fornisce una       Ma non finisce qui. L’inclinazione verso una risposta
valida protezione precoce non specifica alle infezioni.          TH2 nella madre si estende anche ai feti, e i neonati
Ma il leucogramma di un cucciolo presenta significative          hanno quindi un sistema immunitario incline allo stes-
differenze rispetto a quello di un adulto ed è in continuo       so tipo di risposta (umorale). È quindi necessario che
mutamento. Alla nascita i neutrofili sono la popolazione         nei primi periodi di vita post-natale il sistema immu-
più rappresentata, ma non sono pienamente funzionan-             nitario dei neonati venga “ribilanciato” con un’espo-
ti: la loro attività fagocitaria e battericida risulta infatti   sizione agli antigeni in grado di fare espandere la po-
scadente, così come quella dei monociti-macrofagi.               polazione dei TH1 e delle cellule ad attività regolatrice
280      Parte III – Pratica clinica

      e citotossica: i neonati devono quindi poter venire a           dentro di noi: in nessun modo questa logica si può
      contatto con diversi microrganismi nei loro primi giorni        applicare a microrganismi causa di malattie a volte
      di vita, in modo tale da “resettare” il proprio sistema         gravi e potenzialmente fatali, per “farsi gli anticorpi”
      immunitario e riportarlo a una giusta ed equilibrata ri-        in maniera naturale come qualcuno cerca di proporre.
      sposta immunitaria. Se questo non avviene, i neonati            L’ipotesi igienista aiuta anche a spiegare numerose
      continueranno ad avere un’immunità sbilanciata, con             evidenze epidemiologiche, quali la scarsa inciden-
      una risposta prevalentemente di tipo umorale anche              za di patologie allergiche in bambini che sono nati e
      nei confronti di antigeni che al contrario vengono me-          cresciuti in fattoria, fanno parte di famiglie numerose,
      glio contrastati con una risposta cellulo-mediata, quali        hanno animali domestici o possono venire a contatto
      tipicamente i patogeni intracellulari (virus, alcuni bat-       con altri bambini prima dello svezzamento.
      teri e alcuni protozoi).                                        È oggi ormai dimostrato che gli elminti hanno un ef-
      Questa superattività dei TH2 spiegherebbe anche                 fetto addirittura più potente di batteri o virus nel ri-
      l’aumento di patologie su base allergica (appunto               bilanciare i linfociti Treg. Il parassitismo endogeno,
      TH2-mediate) cui si è assistito in questi ultimi anni           tipico ad esempio delle popolazioni dei paesi in via
      e l’analogo aumento di altre patologie immunome-                di sviluppo, ha un effetto protettivo: è infatti estre-
      diate, come le malattie autoimmuni (ad esempio il               mamente raro che questi soggetti mostrino fenomeni
      diabete mellito giovanile) o malattie infiammatorie             allergici o autoimmuni.
      croniche intestinali (Inflammatory Bowel Disease,               Effetti analoghi sembrano svolti anche dai batteri pro-
      IBD). Uno stile di vita sempre più sterile e pulito             biotici. Secondo l’“ipotesi dei vecchi amici”, micobat-
      porterebbe infatti il sistema immunitario dei bambini           teri, vermi e lattobacilli si sarebbero co-evoluti con la
      (e dei nostri cuccioli) a non essere correttamente              popolazione umana e tenderebbero a indurre una giu-
      resettato e a continuare a rispondere in maniera non            sta regolazione del sistema immunitario più che cau-
      adeguata agli stimoli.                                          sare danni. Secondo alcuni, il regolare controllo degli
      L’esposizione a diversi agenti infettivi (e parassitari)        endoparassiti negli animali da compagnia (fondamen-
      viene quindi vista come una tappa fondamentale dello            tale misura terapeutica da eseguire per diverse ragioni,
      sviluppo del periodo neonatale per promuovere l’e-              compresa la protezione della salute pubblica) potrebbe
      spansione dei linfociti Treg e TH1, per essere quindi in        invece spiegare l’attuale aumentata prevalenza di pa-
      grado di montare una risposta cellulo-mediata quando            tologie allergiche e immunomediate in queste specie.
      necessario. Questo non vuol essere un incitamento a             Le paure sull’immaturità immunitaria neonatale e sui
      vivere nella sporcizia, ma vuole sottolineare che non è         temuti effetti avversi delle vaccinazioni hanno a lungo
      neanche opportuno esagerare al contrario con la sma-            ostacolato lo sviluppo di vaccini per l’immunizzazione
      nia di pulire tutto in maniera ossessiva. Parecchi anni         neonatale. Tuttavia, i progressi nel campo dell’immu-
      fa invitai a pranzo un’amica e collega dell’università          nologia neonatale e il dover riconoscere il pericolo
      quando mia figlia era ancora piccola. A un certo punto          delle alte cariche infettanti nei primi periodi della vita
      il ciuccio che la bimba stava usando le cadde per terra         hanno rinnovato l’interesse nella vaccinazione sia ma-
      e io, senza farmi troppi problemi, gli diedi una som-           terna sia neonatale: i benefici di quest’ultima, garantiti
      maria ripulita e lo restituii alla proprietaria. Il tutto av-   dalle numerose visite che vengono effettuate in questo
      veniva sotto gli occhi impietriti della mia collega, che        delicato periodo, sono legati soprattutto alla protezione
      rompendo l’imbarazzante silenzio dichiarò: «Si vede             precoce che si ottiene prima dell’esposizione ad agenti
      che tu sei immunologa. Io sono batteriologa…». Come             patogeni virali o batterici che potrebbero essere estre-
      vedete, il comportamento corretto dipende dai punti             mamente pericolosi in questo periodo critico.
      di vista. Ed è giusto, perché è vero che tentare di tene-
      re i propri figli in un ambiente sterile sarebbe impossi-       Trasferimento degli MDA
      bile e anche controproducente, ma questo riguarda i             Gli animali neonati sono particolarmente vulnerabili
      miliardi di microrganismi innocui, poco virulenti o ad-         alle infezioni e hanno bisogno di un aiuto per soprav-
      dirittura utili che ci circondano e che addirittura sono        vivere: tale aiuto viene fornito dalla madre mediante
Capitolo 15 – Cosa influenza l’efficacia di un vaccino                         281

il trasferimento dei suoi anticorpi (Maternally-Derived            livelli di IgG e IgA (presenti in concentrazioni anche
Antibodies, MDA) nel fenomeno noto come immunità                   3-4 volte superiori rispetto a quelle sieriche della ma-
passiva naturale. Le due vie attraverso cui gli anticorpi          dre) e livelli inferiori di IgM (Tabella 15.2). La loro con-
possono raggiungere il neonato (placentare e colostra-             centrazione decresce rapidamente dopo le prime 24
le) sono diverse a seconda della specie animale e di-              ore dal parto (anche del 50%). La qualità immunitaria
pendono essenzialmente dal tipo di placenta.                       del colostro è molto variabile tra le diverse madri, pare
La placenta del cane e del gatto, così come quella del             senza una relazione diretta con la concentrazione di
furetto, è di tipo endoteliocoriale, cioè l’epitelio del co-       IgG nel sangue materno, l’età della madre al momento
rion è a contatto con l’endotelio dei capillari materni:           del parto, la taglia o la dimensione della figliata.
con questo tipo di placentazione è permesso il passag-             Il colostro contiene, inoltre, diversi fattori antimicrobici
gio di una piccola quantità di anticorpi dalla circolazio-         (lisozima, lattoferrina, lattoperossidasi), alcune citochi-
ne materna a quella fetale (circa il 5-10% della con-              ne (IL-1β, IL-6, TNF-α e IFN-γ), diversi pezzi secretori
centrazione totale). La placenta del coniglio è invece             liberi cui possono legarsi IgA e IgM, e alcune cellule
di tipo emocoriale, cioè il sangue materno è a diretto             immunitarie (linfociti, cellule dendritiche, macrofagi,
contatto con i trofoblasti: questo tipo di placentazione,          neutrofili) che possono svolgere un ruolo nell’immuni-
caratteristico anche dei roditori e dei primati (specie            tà locale intestinale. Il colostro svolge anche un ruolo
umana compresa), garantisce un elevatissimo trasfe-                nella maturazione di diversi organi (ad esempio fegato,
rimento di MDA (fino all’80%) durante la gravidanza.               pancreas e tiroide) in quanto contiene quantità signi-
Gli anticorpi che attraversano la barriera placentare (di          ficative di ormoni (cortisolo, insulina, tiroxina, ormone
qualsiasi specie) sono rappresentati esclusivamente dalle          della crescita). La presenza anche di inibitori della
IgG, che vengono trasferite al feto a partire dal 45° giorno       tripsina gioca un ruolo importante nella trasmissione
di gestazione sino alla nascita. La restante parte degli an-       dell’immunità passiva: riduce infatti l’attività proteoli-
ticorpi della classe IgG viene acquisita successivamente           tica (già comunque scarsa) degli enzimi digestivi del-
mediante l’assunzione del colostro nei primissimi giorni           lo stomaco e del duodeno dei neonati, permettendo
di vita. L’unica eccezione sembrerebbe rappresentata dal           alle IgG materne di legarsi ai recettori specifici per la
coniglio, dove è stato dimostrato (un po’ di anni fa) un           porzione Fc presenti sulla superficie intestinale (FcR);
abbondante passaggio per via placentare anche di IgM.              successivamente, tali immunoglobuline penetrano per
Il colostro (“primo latte”) è prodotto dalla ghiandola             pinocitosi ed endocitosi e passano nella circolazione
mammaria nei primi 2 giorni dopo il parto ed è co-                 linfatica e sanguigna. Il massimo assorbimento si ha
stituito dalle secrezioni accumulatesi durante l’ultimo            intorno alle 6 ore di vita, e nelle 24-48 ore successi-
terzo di gravidanza, insieme alle proteine trasferite dal-         ve alla nascita nei cuccioli e nei gattini si riscontra un
la circolazione sanguigna, sotto l’influenza di estrogeni          picco di immunoglobuline sieriche: ad esempio, nel
e progesterone. È una fonte di energia e di nutrienti,             cucciolo si passa da 0,3 mg/mL di IgG sieriche prima
ma soprattutto di immunoglobuline, e contribuisce alla             dell’assunzione del colostro a circa 6-16 mg/mL 48 ore
maturazione del tratto digerente. Contiene elevatissimi            dopo la sua ingestione (circa il 50-70% della quantità

 TABELLA 15.2 Concentrazione (mg/mL) delle diverse classi di immunoglobuline nel colostro e nel latte di cagna e di gatta

 Specie                             Secrezione               IgG                          IgM                     IgA
 Cagna                              Colostro                 20-30 (5-40)  1
                                                                                        0,14-0,6                1,5-3,4
                                    Latte                    0,1-0,3                    0,1-0,5                 1,1-6,2
 Gatta                              Colostro                 40-50 (20-70)1             0,4-0,6                 1,5-3,4
                                    Latte                    1-4,4                       0-0,2                  2,4-6,2

 Da: Poli G, Dall'Ara P, Martino PA, Rosati S, Microbiologia e immunologia vetrinaria, 3a ed., Milano: Edra, 2017, modificata.
 1
   Sono riportati tra parentesi i valori minimi e massimi.
282      Parte III – Pratica clinica

      materna); nel gattino si raggiungono concentrazioni di            Il colostro svolge comunque anche un ruolo dopo la
      6 mg/mL. Il valore soglia per considerare corretto il tra-        chiusura della barriera enterica, partecipando come
      sferimento (sotto al quale il trasferimento è considerato         ricordato all’immunità locale intestinale.
      deficitario) si attesta per il cucciolo a 2,3 mg/mL di IgG        La composizione del latte è considerevolmente diffe-
      48 ore dopo la nascita. Purtroppo, non ci sono valori             rente da quella del colostro. Il latte di cagna ha bassi
      soglia analoghi per il gattino.                                   livelli di IgG e di IgM, mentre la classe predominante è
      Dal momento che cuccioli e gattini sono quasi agam-               rappresentata dalle IgA a partire dal 3° giorno post par-
      maglobulinemici alla nascita, il trasferimento di IgG dal         tum. Secondo alcuni, invece, nella gatta le IgG riman-
      tratto digerente alla circolazione sanguigna è cruciale           gono la classe anticorpale predominante anche nel
      per la loro sopravvivenza, ma la finestra di assorbi-             latte, mentre secondo altri si comportano come quelle
      mento è molto limitata. La permeabilità intestinale è             della cagna. Come già anticipato, le IgA (e le IgM), ac-
      massima subito dopo la nascita; poi, con lo sviluppo              quisite passivamente, al contrario delle IgG non vengo-
      dell’orletto a spazzola e delle giunzioni occludenti tra          no assorbite a livello intestinale (o se lo sono vengono
      gli enterociti, comincia a diminuire. Alla nascita il 40%         poi prontamente riescrete nel lume intestinale), ma si
      delle immunoglobuline ingerite viene assorbito, a 4 ore           fissano selettivamente alla mucosa, costituendo un’ef-
      la quantità che riesce a passare è solo la metà (20%),            ficacissima “vernice antisettica”: queste proteggono
      mentre verso le 12-24 ore la barriera intestinale risulta         l’intestino dei neonati nei confronti di quei patogeni a
      completamente chiusa sia nei cuccioli sia nei gattini:            tropismo enterico che hanno stimolato l’immunità ma-
      ciò è molto diverso da quanto si riteneva in passato, e           terna e che i cuccioli e i gattini incontrano al momento
      cioè che il trasferimento non si interrompesse del tutto,         della nascita nell’ambiente che li circonda.
      ma continuasse per tutta la fase dell’allattamento an-            Vi possono essere variazioni considerevoli da una ni-
      che se a livelli estremamente bassi. L’assunzione del             diata a un’altra nell’efficacia dell’assunzione delle im-
      colostro tende ad anticipare questa chiusura, mentre              munoglobuline colostrali e ciò può dipendere dalla nu-
      un ritardo di assunzione porta a un lieve ritardo di chiu-        merosità della cucciolata e dal vigore di ogni singolo
      sura (fino a 33 ore). È quindi fondamentale che cuccioli          cucciolo, oltre che dalle capacità materne della cagna e
      e gattini riescano a “poppare” il più precocemente pos-           della gatta, dal loro stato nutrizionale e sanitario e dalla
      sibile dopo la nascita per poter usufruire di questo aiuto        quantità di anticorpi specifici presenti nel colostro.
      materno fondamentale per la loro sopravvivenza.
      La presenza della madre è stata associata a un mag-               MDA: un’arma a doppio taglio
      giore assorbimento anticorpale. Nelle prime due setti-            Il trasferimento degli MDA può però essere conside-
      mane di vita, si assiste anche a una proteinuria transi-          rato un’arma a doppio taglio: da un lato, infatti, è un
      toria, legata all’assorbimento di proteine molto piccole,         processo essenziale per la sopravvivenza dei cuccioli
      come la β-lattoglobulina, che possono essere escrete              e dei gattini, senza il quale i neonati andrebbero rapi-
      nelle urine; inoltre, i glomeruli degli animali neonati           damente incontro a infezioni spesso letali; dall’altro la
      sono permeabili alle macromolecole, cosicché nelle                presenza di elevate concentrazioni di immunoglobuli-
      urine si possono ritrovare anche molecole anticorpali             ne materne inibisce lo sviluppo di una risposta immu-
      intatte. La proteinuria ha termine spontaneamente con             nitaria neonatale endogena fino a quando la quantità
      la fine dell’assorbimento intestinale.                            degli anticorpi passivi non scende a un livello sufficien-
      Per un adeguato trasferimento dell’immunità passiva in un         te da permettere la stimolazione dell’immunità attiva.
      cucciolo (i già ricordati livelli soglia di IgG sieriche pari a   Il tasso di crescita corporea contribuisce alla velocità
      2,3 mg/mL), la quantità media di colostro che deve essere         di degradazione dell’immunità materna e i cuccioli di
      ingerita è pari a 1,3 mL ogni 100 g di peso nelle prime           grossa taglia eliminano più velocemente le immunoglo-
      8 ore di vita (con un tasso di assorbimento intestinale del       buline materne rispetto ai cuccioli di taglia piccola.
      40% e concentrazioni di IgG colostrali pari a 20 mg/mL).          È stato inoltre dimostrato che i cuccioli colostro-privi
      Il conto non è possibile per il gattino vista la mancanza di      sono in grado di rispondere attivamente a un antigene
      una soglia di IgG sieriche analoga a quella del cucciolo.         già a partire dalle 2 settimane di età.
Capitolo 15 – Cosa influenza l’efficacia di un vaccino                   283

Ma non solo: in caso di vaccinazione, gli MDA interfe-               mento delle secrezioni mammarie prima della na-
riscono pesantemente con quest’ultima e possono ad-                  scita; può avvenire anche per morte della madre,
dirittura comprometterne l’efficacia (vedi Capitolo 16).             per uno scarso stato nutrizionale o immunitario del-
Oltre a questi fattori prettamente immunitari, ve ne                 la stessa o per patologie in corso (mastiti, metriti);
sono altri che giocano un ruolo essenziale sulla salute            • il colostro è sufficiente, ma è inadeguata la sua as-
e sulla sopravvivenza dei neonati, in particolare lo stato           sunzione: questo è il tipico caso di una prole troppo
di salute, nutrizionale e immunitario delle madri. Le                numerosa, di animali che hanno uno scarso istinto
immunoglobuline trasferite dalla madre rappresentano                 materno (giovani o inesperti, spesso femmine pri-
il risultato della sua storia di esposizione agli antigeni:          mipare) o di neonati deboli, con problemi fisici o
in altre parole, della sua esperienza immunitaria. Tra-              ipotermici che non riescono a poppare;
sferendo questi anticorpi specifici alla prole, la madre           • il colostro è sufficiente, l’assunzione è adeguata,
fornisce loro una difesa specifica formidabile che ne                ma è insufficiente l’assorbimento intestinale: que-
permette la sopravvivenza.                                           sto può succedere per alterazioni a livello intesti-
                                                                     nale che non permettono l’assorbimento a questo
Mancato trasferimento dell’immunità passiva                          livello degli anticorpi materni.
Malgrado l’importanza di questa immunità trasmessa
dalla madre alla sua prole, alcuni neonati non riesco-             Per valutare le concentrazioni sieriche degli anti-
no a ricevere una giusta quantità di anticorpi con il              corpi trasferiti dalla madre alla prole è necessario
colostro e di conseguenza sono estremamente suscet-                attendere 18-24 ore dopo il parto, momento in cui
tibili a contrarre una malattia infettiva e a soccombere           l’assorbimento anticorpale è in gran parte completa-
a questa. Le cause di questo mancato trasferimento                 to. A tale scopo sono disponibili per le diverse specie
dell’immunità passiva (per gli autori anglosassoni, Fai-           animali molti test, alcuni dei quali disponibili anche
lure of Passive Transfer, FPT) possono essere diverse e            come test rapidi.
imputabili alla madre o alla prole (Tabella 15.3).                 I casi di mancato trasferimento dell’immunità passiva
In linea generale le cause possono essere così rias-               possono essere trattati in diversi modi. Innanzitutto si
sunte:                                                             può somministrare del colostro proveniente da una ban-
• il colostro è insufficiente o di qualità scadente: que-          ca del colostro (l’ideale è che ogni allevamento canino
     sto avviene ad esempio in caso di parti prematuri,            e felino abbia la propria): la somministrazione per via
     lattazioni premature o tardive, eccessivo gocciola-           orale deve avvenire nelle prime 8 ore di vita (quando la

 TABELLA 15.3 Mancato trasferimento dell’immunità passiva o Failure of Passive Transfer (FPT): possibili cause legate
              alla madre o alla prole

 Fattori legati alla madre                                        Fattori legati alla prole
 Femmina primipara e/o giovane con scarso istinto materno         Prole troppo numerosa
 Eccessivo gocciolamento delle secrezioni mammarie                Malformazioni che impediscono una corretta assunzione
 prima del parto                                                  del colostro (ad esempio palatoschisi)
 Lattazione prematura o tardiva                                   Debolezza che impedisce ai neonati di spostarsi
 Morte della madre                                                e di poppare
 Parto prematuro, cesareo o distocico                             Ipotermia
 Scarso stato nutrizionale o immunitario                          Alterazioni a livello intestinale che non permettono
 Febbre/ipotermia                                                 l’assorbimento delle immunoglobuline colostrali
 Mastite (calo produzione lattea)
 Metrite
 Trattamento chemioterapico/immunodepressivo in corso

 Da: Poli G, Dall'Ara P, Martino PA, Rosati S, op. cit., Edra, 2017.
284      Parte III – Pratica clinica

      barriera intestinale non si è ancora chiusa) in ragione di      Sicuramente il peso corporeo e le dimensioni possono
      1,5 mL/100 g di peso corporeo. Una fonte alternativa di         essere considerati dei parametri utili nella classificazio-
      anticorpi è rappresentata da siero o plasma iperimmuni          ne degli animali nei diversi stadi della vita. Nel 1991, in
      commerciali o prelevati da un soggetto vaccinato (an-           uno studio realizzato dall’AAHA (American Animal Ho-
      che la madre) e somministrati ai cuccioli per via orale         spital Association), il paziente anziano è stato definito
      sempre nelle 8 ore dopo il parto attraverso un sondi-           secondo la sua taglia e il suo peso. Così, a seconda che
      no; la via orale è in genere preferita alla via parenterale     si tratti di un gatto o di un cane di piccola o grossa taglia,
      (quest’ultima è obbligatoria se la causa è un insufficien-      un animale è considerato vecchio a partire, rispettiva-
      te assorbimento intestinale) per comodità di sommini-           mente, da 9,94, 9,62 e 6,19 anni (Tabella 15.4).
      strazione e validità dei risultati. In qualche raro caso è      Nei cani, una varietà di fattori può influenzare la velo-
      possibile mettere a balia il cucciolo o il gattino presso       cità con cui si può manifestare il processo dell’invec-
      un’altra fattrice che ha partorito nello stesso periodo.        chiamento. La speranza di vita massima per un cane è
                                                                      di 27 anni, ma sono rari quelli che superano i 20 anni.
      L’inizio dell’immunità attiva                                   In realtà, la speranza di vita media, considerando tutte
      La risposta immunitaria che si sviluppa a seguito di            le razze, è nell’ordine dei 13 anni. Esistono sicuramen-
      una stimolazione antigenica, che può essere naturale            te variazioni legate alla razza, alla taglia, alle condizioni
      o vaccinale, viene definita immunità attiva. In un neo-         di vita e all’alimentazione.
      nato inizia dopo circa 15-20 giorni dalla nascita e può         Quindi, definire l’età dell’inizio della vecchiaia non è
      durare mesi o anni.                                             una cosa facile. L’aspettativa di vita di un cane è mol-
      Non è però possibile determinare un periodo preciso             to più limitata di quella di un uomo: pertanto, le varie
      che stabilisca l’acquisizione dell’immunocompetenza             fasi della vita vengono raggiunte e superate da un cane
      da parte di un cucciolo o di un gattino, poiché sono            in un tempo relativamente breve per noi umani. La
      coinvolte troppe variabili.                                     corrispondenza tra età del cane ed età umana è stata
      In tutti i casi si assiste a un declino progressivo degli an-   riconosciuta in passato ed è stato osservato come que-
      ticorpi materni indicativamente tra la 6a e la 20a settima-     sta non si mantenga costante durante tutta la vita del
      na di vita, intervallo molto ampio che dimostra l’estrema       cane, in quanto l’invecchiamento nelle due specie non
      variabilità individuale di questo processo: al calare degli     procede di pari passo. Questo rapporto non può quin-
      anticorpi materni iniziano ad aumentare quelli prodotti         di essere descritto da una semplice relazione lineare,
      attivamente dai neonati nel momento in cui questi ven-          motivo per cui sono stati sviluppati dei coefficienti da
      gono a contatto con antigeni (di campo o vaccinali).            moltiplicare per l’età del cane allo scopo di determinare
                                                                      più correttamente la sua età equivalente in anni umani.
                                                                      Il metodo descritto, però, non tiene conto dell’influenza
      Età avanzata                                                    della razza e del peso sulla longevità del cane.
      Il medico veterinario è sempre più sovente nella condi-
      zione di visitare un paziente di “età avanzata”, sebbe-
      ne questo concetto resti da definire.
                                                                       TABELLA 15.4 Età di inizio dell’invecchiamento nel cane
                                                                                    e nel gatto secondo l’American Animal
      Quando considerare “anziano”                                                  Hospital Association (AAHA)
      un cane o un gatto?                                                                                      Età media di inizio
      Francesco Servida                                                                          Peso (kg)
                                                                                                              dell’invecchiamento
      Spesso si discute per identificare quali siano i criteri per     Cani di taglia piccola      0-9           11,48 ± 1,86
      definire l’età di un cane o un gatto anziano. Se nella po-       Cani di taglia media       10-22          10,19 ± 1,56
      polazione felina risulta abbastanza semplice, data l’omo-        Cani di taglia grossa      23-40           8,85 ± 1,38
      geneità dei soggetti, definire le classi di età, nella specie    Cani di taglia gigante      >40            7,46 ± 1,27
      canina questa classificazione può risultare difficile, vista     Gatti                     Qualsiasi       11,88 ± 1,94
      l’estrema difformità fra le razze canine riconosciute.
Capitolo 15 – Cosa influenza l’efficacia di un vaccino                      285

Per questo motivo, allo scopo di convertire l’età               leggero è molto evidente: ad esempio, per i cani di 10
cronologica di cani di diverse dimensioni nell’equi-            anni d’età, un soggetto di taglia gigante (>45 kg) ha
valente umano (ovvero la cosiddetta età fisiologica),           11 anni umani in più rispetto a un soggetto di taglia
tenendo conto della durata media della vita delle due           piccola. Un’ulteriore evidenza dell’invecchiamento
specie, sono state sviluppate cinque curve relative a           più rapido dei cani di taglia grande viene dal fatto
cinque categorie di peso (7-14 kg, 14-23 kg, 23-34              che, nel loro caso, l’aumento di 1 anno in termini di
kg, 34-45 kg e >45 kg). Le equazioni che descrivo-              età cronologica corrisponde a un aumento molto più
no le curve rappresentative della relazione tra età del         consistente dell’età in anni umani rispetto ai cani di
cane ed età umana per ogni categoria sono poi state             taglia piccola: prendendo nuovamente come esempio
utilizzate per standardizzare il calcolo dell’età fisiolo-      i cani di 10 anni, dalla Tabella 15.5 si evince che, al
gica del cane e per la costruzione di una tabella di            compimento dell’11° anno, l’età umana dei cani più
riferimento (Tabella 15.5): come si può chiaramente             grandi aumenta di 5,2 anni, mentre quella dei cani
osservare, i cani di dimensioni maggiori invecchiano            più piccoli aumenta di soli 3,5 anni.
più rapidamente rispetto ai soggetti della stessa età           Il gatto può essere paragonato a un cane di piccola taglia.
che hanno dimensioni inferiori. La correlazione tra             Al fine di fornire conoscenze e informazioni utili per la
età fisiologica e cronologica dei cani, quindi, è forte-        promozione del benessere e della cura dei cani, nel
mente influenzata dalla taglia dei soggetti considera-          2012 l’AAHA (American Animal Hospital Association)
ti. A dimostrazione di quanto detto si può osservare            ha pubblicato delle linee guida (Canine Life Stage Gui-
che, a parità di età cronologica, la differenza tra l’età       delines), poi aggiornate nel 2019, in cui ha proposto
umana di un soggetto pesante e quella di un soggetto            di considerare cinque diverse classi di età per il cane

 TABELLA 15.5 Età fisiologica in anni umani in base all’età cronologica e al peso del cane

                                                  Corrispondente età umana (anni) in base al peso del cane (kg)
 Età cronologica del cane (anni)
                                           7-14              14-23           23-34            34-45               >45

                  5                        35,2              35,8             37,4             39,2               42,3
                  6                        39,8              40,4              42               44                47,2
                  7                         44               44,7             46,4             48,5                52
                  8                         48               48,8             50,7             52,9               56,7
                 9                         51,7              52,6              54,7             57,3              61,6
                 10                        55,3              56,3              58,7             61,7              66,6
                 11                        58,8              59,9              62,8             66,1              71,8
                 12                        62,3               63,6             66,8             70,7              77,2
                 13                        65,8               67,3             71,1             75,6              83,1
                 14                        69,4               71,2             75,5             80,8              89,5
                 15                        73,2               75,2             80,2             86,3              96,4
                 16                        77,2               79,5             85,3             92,3              103,9
                 17                        81,5              84,1              90,8             98,8              112,1
                 18                        86,1              89,2              96,8            105,9              121,1
                 19                        91,2              94,7             103,3            113,7               131
                 20                        96,7              100,6            110,5            122,2              141,9

 n = senior; n = geriatrico.
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