NAUTILUS NavigAzioni tra locale e Globale - ARCHITETTURE - Vivi Piombino e la Val di Cornia

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Nautilus. NavigAzioni tra locale e globale
          Rivista mensile di Cultura e Territorio

        NAUTILUS
NavigAzioni tra locale e Globale

       ARCHITETTURE
                n. 4 –Ottobre 2021

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            Direttore responsabile
                    Monica Pierulivo

                      Redazione
                      Marco Bracci
                    Benedetta Celati
                      Patrizia Lessi
                    Francesca Passeri
                    Rossano Pazzagli
                      Elena Pecchia

    Hanno collaborato a questo numero
                    Patrizia Becherini
                     Fabio Canessa
                   Maurizio Canovaro
                     Roberto Cerri
                     Paolo Corbini
                   Marco Del Francia
                     Vezio De Lucia
                   Stefano Giommoni
                   M. Cristina Janssen
                   Paolo Mazzucchelli

Illustrazione di copertina e logo di Massimo Panicucci
        consulenza sito Internet Michele Mazzi

              Info: redazione@nautilusrivista.it

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                                      ARCHITETTURE
                                             Sommario

Editoriale
Architetture
di Monica Pierulivo                                                       p. 5

L’architetto nella società contemporanea
Intervista a Stefano Giommoni
di Marco Bracci                                                           p. 7

Per il centenario della nascita di Antonio Cederna
di Vezio De Lucia                                                         p. 10

Dagli alberi alle rotonde
La fine di un’estetica delle strade
di Rossano Pazzagli                                                       p. 12

Cantine d’autore
Il vino e le cattedrali del gusto
di Paolo Corbini                                                          p. 14

Casa Saldarini e Casa Esagono
Architettura e natura nelle opere di Vittorio Giorgini a Baratti
di Marco Del Francia                                                      p. 16

Architetture e spazi dell’identità e della modernità
Il Polo culturale di Piombino tra futuro e memoria
di Monica Pierulivo                                                       p. 18

La biblioteca “Gronchi” di Pontedera: una struttura legata
ai cambiamenti della società
di Roberto Cerri                                                          p. 20

Il Circolino, un’occasione perduta
Di Maurizio Canovaro                                                      p. 22

La casa al centro
Riflessioni sulla casa come gesto politico
di Benedetta Celati                                                       p. 25

Lo spazio vissuto
di M. Cristina Janssen                                                    p. 27

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Architettura e territorio
Il villaggio Diaccioni, un esempio virtuoso di architettura sociale
di Patrizia Becherini                                                        p. 29

Il terzo paesaggio
di Patrizia Lessi                                                            p. 31

Piramidi rovesciate
di Elena Pecchia                                                             p. 33

Moda, architettura e arte
Dalla boutique agli spazi architettonici
di Francesca Passeri                                                         p. 35

Le architetture visionarie nei vinili
di Paolo Mazzucchelli                                                        p. 37

Nautilus secondo Margaret Atwood
di Fabio Canessa                                                             p. 43

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                                             Editoriale
                                            Architetture
                                           di Monica Pierulivo

                                     Architetture
                                         di Monica Pierulivo

Architetture come luoghi culturali, spazi di            contrapponendolo al Cattivo Governo, e
vita e dell’abitare, della resistenza e                 ponendo così a confronto vizi e virtù.
dell’inclusione, spazi sociali e, allo stesso
tempo, individuali, naturali e paesaggistici.           Parlando di questi temi dunque, in un mondo
I luoghi e il modo in cui sono concepiti,               in cui cambiano le relazioni, gli stili di vita, le
parlano di noi, sono il nostro vivere quotidiano,       priorità e le esigenze, abbiamo voluto dedicare
la nostra filosofia e il nostro impegno che da          l’apertura di questo quarto numero a una
sempre ci accompagna. Ogni ambiente deve                riflessione sul ruolo dell’architetto nella
avere un’anima e le geometrie di un’area e le           società attuale, proponendo un’intervista
funzioni attribuite agli edifici che ne fanno           all’architetto Stefano Giommoni presidente
parte, sono fondamentali dal punto di vista             dell’Ordine degli Architetti della provincia di
sociale e identitario, condizionando la vita di         Grosseto.
tutti i giorni.
                                                        Non potevamo poi tralasciare un importante
L’essere umano è plasmato dalle condizioni              anniversario, quello della nascita di Antonio
materiali e culturali dell’ambiente in cui vive,        Cederna, uno dei padri dell’ambientalismo
che lo determinano nella sua umanità. Fuori da          italiano e allo stesso tempo un visionario, al
un ambiente, predisposto per accogliere                 quale l’architetto Vezio de Lucia, urbanista di
l’uomo, nessuno potrebbe sopravvivere a                 rilievo nel panorama nazionale ed esperto di
lungo.                                                  pianificazione territoriale, ha voluto dedicare
L’intervento dell’uomo sull’ambiente si                 un giusto omaggio in occasione del centenario
manifesta in maniera incisiva in molti ambiti,          che     cade     proprio     il  27     ottobre.
producendo effetti che possono essere
irreversibili.                                          Gli altri temi affrontati di seguito possono
Residenze, musei, biblioteche, ma anche                 essere suddivisi in alcuni filoni principali:
paesaggi, strade, colline, pianure sono tutti,          l’architettura e l’estetica del paesaggio;
seppure        in   maniera      diversa, segni.        le cantine d’autore come cattedrali laiche del
Nel suo famoso affresco senese,                         gusto, integrate nell’ambiente e come nuovi
                                                        luoghi        d’incontro;        il     rapporto
l’Allegoria del Buon Governo, Ambrogio                  tra architettura e natura attraverso Casa
Lorenzetti indicava una strada da seguire, a            Saldarini e Casa Esagono a Baratti;
distanza di quasi sette secoli, per immaginare          la relazione stretta tra architetture e cultura,
un mondo futuro migliore e possibile,                   ripensando le biblioteche e i bisogni culturali
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attuali attraverso la riqualificazione di edifici       Le piramidi, in questo caso rovesciate, sono il
che richiamino l’identità dei luoghi e creino           tema dell’articolo sulla scuola con una critica
nuove connessioni e aperture nel tessuto                pungente all’attuale sistema scolastico, ormai
urbano.                                                 lontano dagli obiettivi fondamentali che
                                                        dovrebbero mettere al centro lo studente e i
Inoltre abbiamo voluto proporre una                     processi educativi.
riflessione      sulle      nuove      modalità
dell’abitare che,     soprattutto    dopo     il        Dalle cattedrali del gusto ai luoghi abbandonati
lungo lockdown pandemico, possono essere                passiamo alle cattedrali della moda, con
ripensate         oggi          non        solo         esperienze significative che legano il brand
nell’accezione intima e soggettiva ma anche in          Made in Italy con nuove sale espositive
una dimensione più ampia, pubblica e politica.          ispirate all’armonia, alla creatività e alla
Un tema di attualità che consente di rileggere          valorizzazione        di      questo     settore.
la società partendo dal tema della casa, intesa
come “soglia tra noi e il resto del mondo”.             In tema di costumi e di cultura musicale,
                                                        proponiamo un interessante excursus nella
Relativamente alle abitazioni, non poteva               storia del rock attraverso le copertine
mancare un approfondimento sul villaggio dei            dei vinili degli anni ’70 e ’80 dedicate ad
Diaccioni, uno degli interventi più significativi       architetture spesso visionarie e di grande
nell’ambito dell’architettura sociale degli anni        significato dal punto di vista artistico e
’70 in una città operaia come Piombino.                 simbolico.

E poi l’uso dei Social e della rete,                    In chiusura, last but not least, per suggellare
attraverso Urbex, una pratica attualmente in            in modo emblematico un numero denso di
voga per riscoprire, esplorare e valorizzare            argomenti, ci piace ricordare l’interpretazione
luoghi abbandonati, ville, palazzi un tempo             che la scrittrice Margaret Atwood ha
vissuti e ora abitati da polvere e silenzio,            attribuito al Nautilus, in occasione di una
vecchi       ospedali,    scuole,    officine           recente visita in Italia per ricevere il
documentandoli e facendoli conoscere                    prestigioso        premio     letterario Lattes
attraverso la fotografia.                               Grinzane, in perfetta sintonia con la filosofia
                                                        della nostra rivista.

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               L'architetto nella società
                   contemporanea
                                 Intervista a Stefano Giommoni
 Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Grosseto

                                              di Marco Bracci

Architetto Giommoni, quali aggettivi                        2021 recita: “Il professionista ha l’obbligo di
utilizzerebbe per definire la professione di                salvaguardare e sviluppare il sistema dei
architetto oggi?                                            valori e il patrimonio culturale e naturalistico
                                                            della comunità all’interno della quale
L’architetto è un umanista. Il lavoro                       opera.” Pensa che ciò sia realisticamente
dell’architetto è prendersi cura dell’uomo, di              possibile o ritiene che possano intervenire
come vive, di come e dove lavora, di come si                eventi di varia natura che lo impediscono?
muove, di come si relaziona con gli altri e con
il territorio. L’architetto ha, certamente, anche           Ogni cittadino dovrebbe avere l’obbligo
bisogno di specifiche competenze tecniche ma                di “salvaguardare e sviluppare il sistema dei
ciò che lo qualifica e distingue è saper                    valori e il patrimonio culturale e
interpretare e rispondere ai bisogni dell’uomo              naturalistico della comunità all’interno della
attraverso i piccoli e i grandi progetti. Quasi             quale opera”. Io sono ottimista. Sarà evidente
come fosse un medico condotto che segue                     tra qualche anno che la pandemia ha
quotidianamente i suoi pazienti e li indirizza              rafforzato in tutti noi la convinzione che far
da specialisti solo quando ne hanno bisogno.                parte di una comunità coesa e rispettosa è
È questo ciò che differenzia, ad esempio,                   utile a ogni singolo componente di quella
l’architetto dall’ingegnere. Compito                        comunità. Gli architetti hanno storicamente
dell’architetto è interpretare un bisogno e dare            avuto un ruolo fondamentale nella società e,
una risposta che permetta il miglioramento                  benché oggi sia difficile e complicato, il
della qualità della vita dei suoi committenti.              nostro lavoro deve essere votato a
L’ingegnere serve per la risoluzione degli                  salvaguardare e interpretare i valori e il
specifici aspetti tecnici del progetto.                     patrimonio della comunità nella quale
L’ingegneria è una disciplina scientifica e                 operiamo. Impedimenti ve ne sono tanti e di
l’architettura umanistica.                                  varia natura, dalla giungla legislativa, alla
                                                            burocrazia e alla scorsa disponibilità delle
 A proposito degli obblighi nei confronti del               risorse economiche. Ma non possiamo
pubblico interesse, l’articolo 3, comma 1 del               esimerci dal valutare, sempre, gli effetti del
nuovo Codice deontologico degli architetti,                 nostro lavoro sul territorio e sulla comunità.
pianificatori, paesaggisti, conservatori,                   Non per rispondere a un dettato normativo,
architetti jiunior e pianificatori jiunior                  ma per etica.
italiani in vigore dal 30 aprile

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Per un architetto è fondamentale progettare e         su una strada pubblica è una forma d’arte che
costruire: termini che rischiano di apparire          possiamo apprezzare tutti i giorni.
svuotati di ogni significato se non sono
accompagnati        dalla     capacità      di        Quali criticità – se ve ne sono – riscontra
“immaginare”. Come si coniuga la necessità            nell’ambito territoriale locale in cui pratica
di avere una visione prospettica con le               la Sua professione?
contingenze dettate dalle azioni legislativa e
politico-amministrativa?                              Le criticità sono molte e anche noi architetti
                                                      abbiamo, per questo, delle responsabilità. Ci
Sono molti anni che progettiamo molto e               siamo per troppo tempo estraniati dal dibattito
costruiamo poco. La mortalità infantile della         pubblico e non abbiamo saputo proporre
progettazione, per così dire, è altissima.            un’agenda di temi da trattare e di cose da fare
Dipende da tanti fattori, spesso anche da             autonoma e indipendente da quella della
imprenditori e committenti improvvisati oltre         politica. La criticità più importante riguarda
che da un impalcato procedurale ingestibile.          uno stato della pianificazione pubblica incerto
Come coniugare le esigenze della                      e frammentato. L’amministrazione pubblica,
progettazione con le leggi e le azioni della          o meglio la politica, ha il compito
pubblica amministrazione? Io credo che si             fondamentale di tornare a parlare del futuro di
debba sempre partire facendosi una domanda:           questo territorio e di farlo con gli strumenti
qual è il bisogno del committente e quale tipo        che ha a disposizione: i piani e i programmi
di risposta è la più efficace? Il progetto deve       pubblici.
rappresentare quella risposta, essere valutato
per gli effetti che provoca verso gli altri, e         Le propongo un gioco d’immaginazione:
allora sarà anche molto più facile renderlo           viene incaricato della progettazione di
coerente con norme, leggi e procedimenti.             un’opera avente finalità pubbliche da
                                                      costruire in Val di Cornia e che sia in grado
Nel processo creativo e realizzativo di un            di comunicare l’identità del territorio. Su
architetto com’è possibile trovare il giusto          cosa punterebbe e perché?
equilibrio tra gli aspetti tecnici e quelli
artistici? Può fare un esempio sulla base             Vorrei progettare un parco, pensare a un
della Sua esperienza professionale?                   bosco in una porzione delle aree non utilizzate
                                                      e non utilizzabili dalla fabbrica siderurgica di
Per me il processo della progettazione non è          Piombino. Un’area, bastano 10.000 mq, da
un compromesso o un equilibrio tra le                 bonificare e utilizzare per un bosco urbano.
esigenze tecniche e il gesto artistico. La            Credo sia giunto il momento di pensare al
soluzione sta nella forma e nelle regole di           futuro dell’area industriale dismessa di
costruzione della stessa. L’equilibrio e le           Piombino e passare subito alla fase operativa.
proporzioni della forma, i suoi rapporti con il       Non è la negazione dell’industria.
contesto, producono di per sé armonia e               È l’introduzione del pensiero che i nuovi
bellezza. Sono quindi già un’espressione              programmi industriali dovranno davvero
artistica.                                            essere integrati a un sistema economico e
Il mio pensiero si fonda sull’essenzialità.           sociale più variegato e complesso.
L’essenzialità è bellezza, funzionalità e arte        Non c’è segno più orientato al futuro che
nello stesso tempo. Una partitura di aperture         quello di piantare alberi. E a Piombino e in
ben proporzionate su un fronte che si affaccia
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                                                       all’architettura e al riconoscimento del ruolo
Val di Cornia credo ci sia una grande                  sociale della nostra professione. Ma ognuno
necessità di parlare di futuro.                        di noi, nella sua dimensione e con la pratica
                                                       quotidiana, può portare un granello di sale nel
 Per concludere, una battuta sulle archistar:          mondo dell’architettura. Gli amanti e i fruitori
sono un bene o un male per l’architettura?             dell’architettura, in fondo, sono come gli
                                                       appassionati di calcio. Il bel gesto tecnico lo
Le archistar non esistono, sono solo                   sanno riconoscere e apprezzare anche nei
un’ennesima esigenza rappresentativa della             campi di periferia.
cultura della spettacolarizzazione. Esistono gli       E infatti le opere di Benassi o di tanti altri
architetti e le loro opere, alcune bellissime e        architetti cosiddetti minori, benché
altre meno riuscite. Parlare dei grandi                sconosciute ai più, sono utili alla comunità,
architetti e delle loro opere fa bene                  concorrono alla bellezza e fanno bene
                                                       all’architettura italiana come quelle degli
                                                       architetti più celebrati.

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   Per il centenario della nascita di
           Antonio Cederna
                                        di Vezio De Lucia

Il 27 ottobre Antonio Cederna avrebbe                    «Corriere» dell’agosto 1979 che anticipa il
compiuto cento anni. Si era laureato a Pavia in          Progetto Fori.
archeologia e si specializzò a Roma, ma lasciò
subito l’archeologia e cominciò a scrivere               Accanto all’attività di giornalista e scrittore, fu
d’arte su «Lo spettatore italiano», rivista di           anche due volte consigliere comunale a Roma
Elena Croce e dal 1949 collaborò con «Il                 (dal 1958 al 1961 e dal 1989 al 1993),
Mondo» diretto da Mario Pannunzio fino alla              e deputato indipendente del Pci (dal 1987 al
chiusura del prestigioso settimanale nel 1966.           1992).
Dal 1967 scrisse sul «Corriere della Sera»,
poi su «la Repubblica» dalla fondazione                  Fu il primo a denunciare il consumo del
(1982), e sull’«Espresso».                               suolo («la macchia d’olio», a proposito
                                                         dell’espansione di Roma); definì «scandalo del
Di cultura laica, scriveva in modo semplice, se          secolo» le vicende della famiglia Torlonia,
necessario sferzante, ineguagliata è l’esattezza         noti latifondisti poi speculatori fondiari,
delle descrizioni. Scrisse quattro libri, i primi        possessori di 620 statue greche e romane
tre (I vandali in casa del 1956, Mirabilia               depositate negli scantinati del loro palazzo in
Urbis del 1965, La distruzione della natura in           via della Lungara, che era impossibile visitare.
Italia del    1975)      sono     raccolte     di        Solo recentemente, la mostra Marmi Torlonia
articoli. Mussolini urbanista del 1979 è                 nella villa Caffarelli sul Campidoglio ha
invece un’accurata ricerca storica sullo                 esposto 92 delle 620 statue, provocando,
sventramento di Roma negli anni del fascismo             secondo me, un altro scandalo, non è mai
con spietate ed esilaranti biografie (cognome e          nominato Cederna, nemmeno nel voluminoso
nome) dei protagonisti dell’urbanistica di               catalogo, con 17 pagine di bibliografia.
quegli anni: Brasini Armando; Giovannoni
Gustavo: Muñoz              Antonio; Piacentini          Si schierò invece con entusiasmo a favore
Marcello.                                                del recupero del centro storico di Bologna al
                                                         tempo di Pierluigi Cervellati, dell’Addizione
Il suo ultimo libro, Brandelli d’Italia, è               Verde di Ferrara, dell’urbanistica napoletana
anch’esso una raccolta di scritti che riguardano         degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso.
tutto l’arco della sua vita professionale, da Il         L’attività di Cederna non si esaurì nella
tempio sotto il melo, resoconto dello scavo              scrittura, fu sempre attivo nelle associazioni
archeologico a Carsoli in Abruzzo, di Cederna            culturali e ambientaliste, a cominciare
giovane archeologo, fino a un articolo sul               da Italia Nostra.

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La salvezza dell’Appia Antica è sicuramente la
più famosa e la più importante delle sue               istituzione delle Regioni gli strumenti
battaglie: dire Appia Antica è dire Antonio            urbanistici erano approvati dal ministero dei
Cederna. Leggendario è il suo articolo I               Lavori pubblici) si legge che, riguardando la
gangsters dell’Appia, sul «Mondo» dell’8               tutela dell’Appia Antica «interessi preminenti
settembre 1953, la cui memorabile conclusione          dello Stato», l’intero comprensorio da Porta
è che l’Appia Antica «andava salvata                   San Sebastiano ai confini del comune
religiosamente perché da secoli gli uomini di          di Roma è destinato a parco pubblico, con la
talento di tutto il mondo l’avevano amata,             cancellazione delle immani previsioni del
descritta, dipinta, cantata, trasformandola in         piano paesistico allora vigente.
realtà fantastica, in momento dello spirito,
creando un’opera d’arte di una opera d’arte: la        Dal 1965 l’Appia Antica è dunque salva,
via Appia era intoccabile, come l’Acropoli di          inedificabile,       in      tante      parti
Atene».                                                meravigliosa. Anche se guastata da abusi e
                                                       violenze, resta il grande cuneo di verde e di
Per quarantatré anni Cederna dedicò alla               archeologia che dai Castelli Romani
salvezza dell’Appia, almeno altri cento                al Campidoglio interrompe           l’infelice
articoli, dopo quello sui gangster, sul                conurbazione romana.
«Corriere», «la Repubblica», «l’Espresso» e
tanti altri giornali.                                  Dal 2008, al IV miglio dell’Appia Antica, in
Decisiva fu l’approvazione del nuovo piano             località Capo di Bove, in una villa espropriata
regolatore di Roma, firmata dal ministro dei           dalla Soprintendenza – grazie all’archeologa
Lavori pubblici Giacomo Mancini, che in                Rita Paris che all’Appia Antica ha dedicato la
larga misura condivideva le idee di Cederna,           vita – è ospitato il Centro di documentazione
di Italia Nostra, dell’Inu (Istituto Nazione           dov’è conservato anche l’archivio di Antonio
Urbanistica), di studiosi e intellettuali. Nel         Cederna ceduto dalla famiglia allo Stato.
decreto di approvazione del piano (prima dell’

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                Dagli alberi alle rotonde
                              La fine di un’estetica della strada

                                        di Rossano         Pazzagli

La     strada     è    un      indiscutibile segno          intitolato “La guerra agli alberi”, nella sua
paesaggistico. Tratto fisico e al tempo stesso              opera su La distruzione della natura in
espressione delle relazioni umane, ha                       Italia, pubblicata da Einaudi nel 1975.
disegnato lo spazio naturale, contribuendo al
lungo       e     incessante       processo      di         Originariamente le alberature servivano a
territorializzazione.                                       consolidare e ad abbellirei le vie di
La storia delle strade è un tema molto ampio,               comunicazione: le radici degli alberi
che tocca diversi ambiti – dall’architettura                assicuravano una migliore tenuta della
all’economia, dall’antropologia all’ingegneria              carreggiata, le chiome creavano una zona
- e che ci consegna non pochi interrogativi sul             d’ombra attutendo il caldo estivo e
nostro modo di intendere il rapporto tra                    proteggendo da pioggia e neve nella stagione
società, infrastrutture e paesaggio.                        invernale; quando si impiegavano alberi da
In gran parte d’Europa i viali alberati sono stati          frutto, questi davano nutrimento ai viandanti;
la più antica forma d’inverdimento ai bordi                 inoltre fornivano legname da costruzione e
delle strade, marcando in modo quasi                        legna da ardere, fascine, alimenti per animali,
indelebile i tragitti viari e contribuendo a una            miele ecc.
coerente architettura del paesaggio, mentre
nel nostro tempo, specialmente dagli anni ’70               Gli alberi più frequentemente usati per le
del ‘900, le alberature stradali sono andate                alberature stradali erano il tiglio, l’acero, la
incontro a un amaro destino, fino                           quercia, il platano e l’ippocastano, ma anche il
all’abbattimento indiscriminato di interi filari            noce, il carpino, il faggio, come pure varie
di piante, ignorando le funzioni che questi                 specie di alberi da frutto, e in certe regioni
hanno a lungo svolto e che almeno in parte                  gelsi, cipressi e soprattutto olmi.
potrebbero ancora svolgere.
                                                            Nell’age of oil, o età dell’automobile, molte di
Dove sono finiti i grandi viali alberati? Perché            queste funzioni non risultano più compatibili
sono colpiti dall'incuria e dall' invasione delle           con gli stili di vita e le modalità degli
macchine? Se lo chiedeva qualche anno fa lo                 spostamenti, ma non è fuori luogo domandarsi
scrittore Pietro Citati, che lanciava il suo j'             quante e quali di esse possono essere
accuse per le fronde messe a repentaglio dallo              attualizzate o addirittura rilanciate nell’ottica
smog e dalle malattie.                                      di una nuova mobilità sostenibile.

Ma si deve pensare soprattutto ad Antonio                   Le alberature stradali, simili per certi aspetti
Cederna, uno dei padri dell’ambientalismo,                  alle alberature che segnano i confini dei campi
ispiratore delle principali battaglie di Italia             o ai viali alberati in ambito urbano, erano già
Nostra, che inserì un apposito capitolo,                    descritte dagli scrittori latini. D’altra parte, fu
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proprio l’età romana, con la rete delle grandi            continuano a riprodursi. Organismi autonomi,
stradi consolari, a porre le basi delle più               sfuggiti a ogni controllo e a ogni regola”.
importanti direttrici infrastrutturali italiane.
                                                          All’interno delle rotonde sono spesso sorti
Il paesaggio stradale è molto cambiato e                  prati, giardini, alberi tropicali o sculture ardite:
sempre più, al posto degli alberi sono stati              un non luogo con presunzioni paesaggistiche,
inseriti altri elementi. La strada contemporanea          uno spazio interdetto e inibito a ogni uso, uno
ha visto affermarsi in modo sempre più                    dei tanti emblemi del consumo di suolo in
massiccio tunnel e viadotti a ogni minimo                 Italia. Le rotonde hanno cambiato in poco
rilievo del terreno, le palizzate fitte dei               tempo non solo la circolazione, ma anche il
lampioni e dei tabelloni pubblicitari, le barriere        modo stesso di guardare e di pensare il
antirumore, le scarpate cementificate e                   territorio, divenendo metafora della stessa
soprattutto le abusate rotonde. Sono questi               nostra società:
ormai i principali ma improbabili strumenti di
inserimento delle infrastrutture nel paesaggio            “Pochi oggetti – concludeva Diamanti - sono
circostante. Le rotonde, in particolare, si sono          in grado di raffigurare la meccanica sociale in
moltiplicate in modo quasi selvaggio negli                modo altrettanto efficace delle rotonde perché
ultimi decenni, mutando il paesaggio sotto i              la regola delle rotatorie è che passa prima chi
nostri occhi in modo tanto profondo e in tempi            entra per primo”.
tanto rapidi che non ce ne siamo nemmeno
accorti. Se in molti casi esse hanno                      Forse è giunto il momento di ripensare a
effettivamente svolto, al posto dei tradizionali          un’estetica delle strade che parta dalla lettura
semafori,       una    funzione      utile   nella        del territorio e non dalla priorità
fluidificazione del traffico e nel rallentamento          dell’automobile, dalla qualità del viaggio e non
della velocità, in tante altre situazioni si è            dall’ansia della meta. In questo senso lo studio
assistito a un abuso del loro impiego e anche a           delle alberature tradizionali, dei ruoli e delle
un aumento della pericolosità nella misura in             funzioni che esse hanno svolto nel tempo, può
cui costituiscono una improvvisa interruzione             rappresentare un aspetto utile per ricostruire un
di carreggiate rettilinee, un ostacolo che di             rapporto equilibrato tra infrastrutture e
notte o in particolari condizioni di traffico può         paesaggio, verso una nuova architettura della
essere “dimenticato” dagli automobilisti:                 viabilità.

“Da qualche tempo – scrisse su Repubblica                 Le alberate e gli alberi isolati sopravvissuti ai
qualche anno fa Ilvo Diamanti – la rotonda si             bordi delle strade italiane sono parte del
sta riproducendo dovunque e senza soste.                  patrimonio arboreo del Paese. Dobbiamo
Senza limiti. Ne sorge una ogni qualche                   ritrovargli un senso, una dignità e un’utilità,
centinaio di metri, nei punti e nei luoghi più            senza trascurare – come indica l’esperienza
impensati. Rotonde "alla francese", le                    storica – che la strada è anche un segno
chiamano. Impropriamente, perché in Francia               culturale impresso sul territorio.
tante rotonde così non le ho mai viste. E

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                            Cantine d'autore
                                 Il vino e le cattedrali del gusto

                                              di Paolo Corbini

Chiese e cattedrali, palazzi e monumenti, siti              preferite ci sono proprio le cantine d’autore, i
archeologici e ambientali: a questi luoghi                  luoghi divenuti templi dove si celebra il rito
abituali mete della curiosità dei turisti, si sono          dell’accoglienza e si venera il dio Bacco.
ormai aggiunti altri manufatti dell’uomo che                L’Associazione Città del Vino non è rimasta
fino a qualche anno fa avremo fatto fatica a                insensibile a questa tendenza; anzi, per certi
pensare come mete turistiche e di attrazione                versi ne è stata anticipatrice dal punto di vista
culturale. Le cantine. O meglio, le cantine                 ideale, progettuale e anche di indirizzo. Infatti,
d’autore, quelle progettate dalle archistar                 fin dal 1998 ha elaborato, ad uso delle
italiane e internazionali. Sono le nuove                    amministrazioni locali associate (quasi 500
cattedrali laiche, quelle del gusto e del buon              Comuni in tutta Italia), specifiche riflessioni
bere. Sono le mete di un nuovo turismo                      nel suo progetto – definibile a lungo termine –
esperienziale che non si accontenta più di                  denominato Piano Regolatore delle Città del
vedere cose belle, ma le vuole anche vivere da              Vino. Una terminologia in parte superata dal
vicino, toccarle, assaggiarle…                              punto di vista del lessico urbanistico, ma
Il vino è oggi uno di principali motori del                 funzionale per dialogare con i Comuni e per
turismo; se la pandemia dapprima ci ha                      trasmettere ai Sindaci alcuni utili strumenti di
costretti all’isolamento e alla chiusura di tutto           lavoro e soprattutto valori fondati sulla
e di tutti, al momento in cui è stato possibile             sostenibilità, buona gestione del territorio,
riaprire e ricominciare a viaggiare, le località            buone pratiche di progettazione del proprio
turistiche sono state prese d’assalto (mare e               sviluppo locale, compresa la promozione di
montagna) ma è andata altrettanto bene alle                 quelle opere architettoniche che, nel nome del
città del vino più ampiamente intese come                   vino, si era intuito che sarebbero divenute
territori rurali, località che oltre a cose belle da        luoghi di forte attrazione enoturistica. Perché
vedere      possono        offrire    anche     una         all’inizio non è stato facile – soprattutto per chi
enogastronomia tipica e di qualità, vera e                  aveva responsabilità amministrative di primo
propria ispiratrice di viaggi durante i quali               piano, come ad esempio i Sindaci – convincere
piace toccare e gustare, oltre che vedere. Fare             i più scettici che un territorio avrebbe potuto
esperienza è oggi la parola d’ordine, meglio se             beneficiare di nuove opportunità di crescita e
all’aperto e in piccoli gruppi. Covid-19 docet.             di affermazione della propria identità
                                                            vitivinicola dalla realizzazione di opere
Ebbene, il post pandemia (ci auguriamo che sia              architettoniche d’avanguardia, figlie del loro
così…) non ha fatto altro che confermare e                  tempo.
accrescere una tendenza per altro già in atto da            "Toscana. Wine Architecture”, un circuito di
tempo, quella della forte attrattività delle terre          cantine d’autore e di design, contemporanee
del vino e del buon mangiare, e tra le mete                 per le loro strutture, firmate da grandi maestri

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dell’architettura del XX secolo, sono state               del passato.
selezionate e messe in rete in un progetto a              A renderle, nel loro complesso, uniche è anche
chiari fini di promozione territoriale curato             il fatto che le Cantine d’autore sono il più
dall’Associazione Città del Vino, (ormai un               importante recente fenomeno di committenza
decennio fa) in collaborazione con la Regione             privata alla grande architettura.
Toscana, una delle regioni italiane in cui, sin           Edifici di altissima qualità architettonica, cui
dalla prima metà degli anni '90, si è                     sono associate tecnologie innovative di
maggiormente concentrata la realizzazione di              costruzione e produzione, nonché un rinnovato
cantine progettate da grandi architetti italiani e        rapporto estetico fra spazio di produzione e
stranieri.                                                prodotto lavorato. Espressione di scelte
Alcuni esempi: Mario Botta a Suvereto per                 progettuali che favoriscono la bioarchitettura,
l’azienda Petra; Renzo Piano a Gavorrano                  sperimentano modalità di integrazione
per l’Azienda Rocca di Frassinello; Natalie               innovative tra le nuove tecnologie nel campo
Grénon e Piero Sartogo a Manciano per                     dell’energia (riduzione dei consumi energetici,
l’Ammiraglia di Frescobaldi e ancor prima                 uso dei materiali locali, controllo tecnologico
per Badia a Coltibuono a Monti in Chianti;                attraverso centrali informatizzate intelligenti),
Marco Casamonti per Antinori.                             ma anche la riduzione dell’impatto visivo
Gli esempi potrebbero continuare anche per                attraverso sistemi di verde.
altre regioni italiane, dove il rapporto tra              Bene integrate con il paesaggio, sono un
architettura, arte e vino ha prodotto notevoli            qualificante e contemporaneo biglietto da
interventi di assoluta qualità: un percorso               visita non solo delle aziende, ma di tutto il
d’autore e design contemporaneo unico in                  territorio circostante.
Italia, gioielli d’arte progettuale inseriti nel
paesaggio, tanto quanto i grandi monumenti

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    Casa Saldarini e Casa Esagono
   Architettura e natura nelle opere di Vittorio
                Giorgini a Baratti
                                     di Marco Del Francia

Ci sono luoghi che sembrano avere il potere di           integrazione con la natura, così come aveva
racchiudere tutti i segreti dell’esistenza umana.        fatto pochi anni prima con l'Esagono
Posti in cui ogni forma, ogni rumore ed ogni             (1957), la         casa         di        vacanza
colore che la natura rivela paiono svelare               che Giorgini realizzò per sé e la sua famiglia,
chissà quale arcano mistero.                             ma non solo, visto che durante le estati degli
Nel      golfo    di Baratti, chiuso      tra  la        anni '60 diveniva luogo di ritrovo di amici e
verdeggiante macchia mediterranea e il                   artisti come Isamu Noguchi, Robert
promontorio di Populonia, il lieve vento di              Sebastian Matta e Gordon Matta-Clark,
Libeccio sembra impregnare con l’alito del               Emilio Vedova, Corrado Cagni, Aurelio
tempo l’intera spiaggia dal cuore etrusco. È             Ceccarelli, Emilio Villa e molti altri.
facile allora essere avvolti da questo salmastro         Ma cosa era quel luogo prima della loro
temporale, subire qui, più che altrove, la               costruzione e cosa è cambiato con la loro
suggestione di cose antiche ma pur sempre                presenza, non solo in termini fisici, ma anche
attuali, ed essere coinvolti e partecipi di una          nelle dinamiche sociali e paesaggistiche della
dolce atmosfera magica. Nessun altro evento,             mutevolezza del tempo?
di quello che è stato e che continua a rivelarsi         Il golfo di Baratti ha sicuramente un suo
in questo luogo, potrebbe essere accaduto se             fascino al di là delle architetture e preesistenze
non qui.                                                 che dal tempo degli etruschi ad oggi vi sono
Il golfo assume allora l’aspetto di un imbuto,           state costruite. Così come lo sono d'altronde
che nei secoli ha convogliato uomini,                    quasi tutti i paesaggi che contraddistinguono le
accadimenti, storie. Come quella di Vittorio             varie aree geografiche della Toscana.
Giorgini, architetto fiorentino che a Baratti è          Ad un convegno svolto qualche anno fa
capitato per caso, nella prima metà degli anni           a Castelnuovo         Berardenga, dal        titolo
‘50 e che grazie a quella circostanza fortuita ha        “Spaziare”         e       organizzato        dalla
intessuto un appassionante e indissolubile               Associazione MultiKulti, veniva scritto non
rapporto d’amore con questa terra bagnata dal            a caso, nell’incipit del programma: “Chiunque
mare.                                                    sia nato in Toscana ha il Paesaggio impresso
Proprio a Baratti Giorgini realizza “casa                nel DNA, lo assorbe attraverso gli occhi, lo
Saldarini” (1962), un’opera che oggi                     mangia, lo beve. Lo sente nell’aria, lo respira.
il Ministero per i Beni Culturali ha                     E sente il peso della sua assenza quando ne è
classificato di “eccellenza” nel patrimonio              lontano”. Ma quanto di tutto questo avviene in
dell’architettura del Novecento in Toscana.              maniera consapevole? Quanto il Paesaggio è
La Soprintendenza dell’epoca ne autorizzò la             amalgamato con le nostre vite a tal punto che
costruzione come modello sperimentale di                 quasi non lo vediamo più?
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                                                          L’architettura contemporanea non urlata, non
Ecco, quell'area posta nella parte settentrionale         ostentata ma inserita nel Paesaggio in modo
del golfo di Baratti, così distante dalla zona più        misurato ed armonioso dovrebbe avere, ed in
battuta dalla pressione antropica del turismo             molti casi ha, un effetto analogo. La presenza
balneare, così “anonima” rispetto allo skyline            dell’elemento di contrasto, con la sua diversità
inconfondibile del promontorio di Populonia e             pone delle domande ed esige delle risposte,
allo scenario romantico del molo sul                      richiedendo pertanto una partecipazione attiva
porticciolo, cos'altro non era se non un                  e cosciente dello spettatore. Per contrasto,
bellissimo paesaggio così scontato “a tal punto           osservando l’architettura, ci si accorge di
da non vederlo più”?                                      dettagli, sfumature del contesto nella quale è
Casa Saldarini, con le sue forme avvolgenti               inserita – acuendo il senso dell’osservazione,
tali da farla vestire di apparenze zoomorfiche            la riflessione, la rielaborazione. Passando dal
diverse a seconda del punto di vista da cui la si         particolare all’universale, si guarda con
guarda, e casa Esagono, con quell'impianto a              rinnovato/ritrovato interesse al Paesaggio.
nido d'ape assimilabile a una crescita                    Così quella parte posta a nord del golfo di
molecolare di un elemento della natura stessa,            Baratti, trova nella casa Saldarini e nella
sembrano fatte apposta per dare significato al            adiacente casa Esagono, rappresentanza di
Paesaggio, alla stregua quasi di un'opera d'arte          esistenza grazie anche all'architettura, che crea
ambientale.                                               essa      stesso      contesto     invece      di
Su un articolo del supplemento domenicale del             contestualizzarsi.
Sole 24ore, una scultura di Mauro                         Un tempo il luogo in cui ricadono le case era
Staccioli, situata           poco           prima         poco battuto, se non addirittura riservato e
di Volterra provenendo          da Colle      Val         quasi circoscritto all'uso esclusivo dei suoi
D’Elsa, è risultato l’oggetto di arte                     proprietari. Oggi, divenuta casa Esagono di
contemporanea più fotografato d’Italia.                   proprietà pubblica e gestita dall'associazione
In effetti in qualunque stagione dell’anno vi             “B.A.Co. - Archivio Vittorio Giorgini” che
capiti di andare a Volterra transitando da                l'ha rigenerata ad un uso pubblico attraverso
quella strada vedrete sempre qualcuno fermo a             mostre, workshop e visite guidate (nell'ambito
fare foto. La riflessione che si pone è: la gente         di una valorizzazione più organica che
fotograferà la bellezza di questo cerchio o la            comprende anche la casa balena e in generale
bellezza del paesaggio? Credo che la gente                il lavoro dell'architetto fiorentino), l'area è
fotograferà la bellezza del paesaggio indicata            meta di un notevole turismo culturale,
da quel cerchio. Quell’oggetto ha la capacità di          insistendo su un percorso naturalistico che
attirare attenzione e costruire relazioni, quindi         mette in nuova luce il paesaggio di Baratti da
costruire emozioni.                                       angolature inedite rispetto a quelle consolidate
                                                          da cartolina.

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Architetture e spazi dell’identità e
         della modernità
     Il Polo culturale di Piombino tra futuro e
                      memoria
          Ne parliamo con l’architetto Salvatore Re progettista dell’opera

                                            di Monica Pierulivo

..Ma la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle
vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste
delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole.
I. Calvino, Le città invisibili, “La città e la memoria. 3.”

Il progetto del Polo culturale di Piombino,                 dell’ex Ipsia, la precedente amministrazione
approvato nel 2010 e iniziato nel 2012                      comunale piombinese aveva redatto un piano
dall’allora      amministrazione         comunale,          esecutivo dei lavori con un costo previsto di
prevede il recupero funzionale di un edificio               2.293.000 euro, oltre a una spesa per gli arredi
storico       molto          pregiato, un convento          di circa 150mila euro.
francescano adiacente          alla chiesa    della         Un investimento importante che permetterebbe
Misericordia in piazza Manzoni e completato                 di portare a compimento un progetto di grande
nel XVI secolo con un chiostro di pregio, che               respiro per Piombino e non solo, in grado di
nel corso del ‘900 è stato profondamente                    integrare in un’ottica di sviluppo culturale gli
rimaneggiato        ospitando        un     istituto        edifici dell’ex convento con i fabbricati delle
professionale (Ipsia “A. Volta”).                           ex Officine.
Si fonda sulla volontà di unire la realizzazione            Fra i due edifici delle ex Officine è prevista la
di una nuova biblioteca pubblica alla                       creazione di un collegamento fra il cortile
creazione di un vero e proprio centro                       cinquecentesco interno del Polo Culturale – la
culturale e sociale, con funzioni e servizi                 “Piazza” – e la via Leonardo Da Vinci. Un
anche diversi, in grado di promuovere coesione              piano che per la sua coerenza con gli indirizzi
e di mobilitare l’interesse e l’attenzione dei              della programmazione regionale e comunitaria
cittadini e di tutto il territorio.                         in materia di luoghi dell’identità, di politica
Nel corso degli anni è stata realizzata buona               culturale, di inclusione sociale e di
parte degli interventi in programma, ma                     rigenerazione urbana configura un intervento
limitatamente alla parte antica del complesso,              di grande significato.
quella appunto dei frati francescani, ovvero il
1° e il 2° lotto che prevedevano il recupero                Circa un anno fa, a seguito dell’annuncio da
dell’edificio storico.                                      parte dell’attuale giunta comunale della
Per il completamento del Polo e dunque la                   volontà di rivedere il progetto con una diversa
realizzazione del 3° lotto, quello delle Officine           destinazione della biblioteca pubblica,
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il Manifesto per la cultura a Piombino,                  Altro elemento importante la possibilità di
formato da un gruppo di esponenti della vita             riconnettere             la storia          della
sociale e culturale della città, aveva avviato un        città, rappresentata in questo caso dal vecchio
percorso di approfondimento e di confronto               convento francescano e dal suo chiostro
pubblico sul tema, evidenziando il dissenso di           cinquecentesco completamente recuperato,
molti cittadini su questa decisione, e ponendo           con la storia industriale novecentesca di cui
una serie di domande alla stessa                         sono testimonianza le Officine dell’ex Ipsia,
amministrazione comunale.                                anche queste da recuperare.
Domande non retoriche ma concrete perché                 Il restauro sapiente che è stato effettuato negli
relative a un tema sentito dai cittadini, come           anni passati nella parte antica, ha consentito
dimostrano le firme raccolte dal Comitato                di riscoprire tutto quello che era stato nascosto
Amici della biblioteca.                                  per decenni dagli interventi novecenteschi e
Purtroppo nessuna risposta è mai arrivata e sul          questo patrimonio materiale e culturale di
progetto è sceso un grande silenzio, nonostante          grande valore può essere portato all’interno e
il sostegno della Regione Toscana a                      al centro della città attraverso la connessione
completare la parte antica del progetto e a              con via Leonardo Da Vinci, facendo emergere
recuperare le ex-officine.                               così i Dna culturali del territorio, il
L’architetto Salvatore                   Re dello        suo patrimonio identitario.
studio “Leonardo” di Pisa, progettista                   Dal punto di vista funzionale, all’interno del
dell’opera, ci ha spiegato la visione che                Polo sarà possibile creare una vera e
sottende alla realizzazione di questo                    propria Officina dei saperi con la nuova
importante progetto:                                     biblioteca, dove sarà possibile favorire
                                                         l'accesso alle nuove tecnologie, organizzare
“Si tratta del progetto più importante che la            spazi flessibili e intercettare nuovi bisogni.
città possa adottare per il ripensamento                 Vi potremo trovare libri cartacei e tecnologie
urbano di Piombino, soprattutto in vista dei             di varia natura, un caffè/ristorante dove
finanziamenti      che    potrebbero     essere          leggere e conversare guardando il mare, spazi
intercettati attraverso il Piano nazionale di            che accoglieranno attività culturali e manuali
ripresa e resilienza (PNRR) che dà molta                 e tante altre cose che nasceranno dalla
importanza ai temi della rigenerazione                   collaborazione e dalle proposte dei cittadini.
urbana e della transizione ecologica.                    Le biblioteche sono infatti le nuove piazze del
Il progetto prevede infatti la connessione               sapere, infrastrutture fisiche, sociali e
della parte Est con la parte Ovest della città,          cognitive, aperte, inclusive, animate. Da molti
mettendo      in    collegamento     la    città         anni i bibliotecari si battono per creare questi
contemporanea con quella antica che guarda               spazi che devono avere al centro i cittadini e i
il mare, attraverso l’apertura del varco sulle           loro bisogni, con la possibilità di accedere a
mura in coincidenza con il giardino pensile di           cataloghi e archivi digitali oltre che ai
via Leonardo da Vinci e creando un nuovo                 libri. Luoghi multifunzionali e al passo con i
centro urbano, una vera e nuova piazza                   tempi”.
urbana e culturale per la città di Piombino,             La biblioteca così concepita, insieme alla
un luogo dei saperi molteplici, dove la cultura          scuola, le università, i luoghi di formazione,
e la memoria possono diventare elementi                  possono rappresentare la speranza per costruire
strategici per l'innovazione nella vita                  davvero qualcosa di nuovo.
quotidiana, sociale, economica della città.

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   La Biblioteca "Gronchi" di
Pontedera: una struttura legata ai
    cambiamenti della società
                                         di Roberto      Cerri

La biblioteca civica di Pontedera era sorta nel          Nel frattempo la fabbrica Piaggio si era
1952, per volontà di un’amministrazione di               ridimensionata ed aveva lasciato vuoti diversi
sinistra. All’inizio era poco più di una stanza.         capannoni, mentre gli studenti figli del boom
Meno di 30 mq. 2 Scaffali, un paio di tavoli e           demografico, che avevano riempito le
una manciata di posti per la lettura. Pochi libri        numerose aule del villaggio scolastico
e qualche rivista. Funzionava anche come sala            pontederese, insieme agli universitari (anche
dibattiti di un vivace circolo culturale. Era            loro in forte crescita) premevano sempre di più
frequentata da pochi studenti ed aveva un                sulla struttura della Villa Crastan.
bibliotecario.
                                                         Così nei primi anni del 2000 un paio di sindaci
Dopo l’alluvione del 1966, la crescita della             visionari e un bulldozer di assessore alla
scolarizzazione     suggerì      ad     un’altra         cultura decisero di acquistare una parte dei
amministrazione sempre di sinistra di fare un            dismessi capannoni della Piaggio (abbastanza
salto. Si comprò una villa signorile appartenuta         vicini al centro storico) e di costruire una
alla famiglia Crastan. Un edificio di 400 mq su          biblioteca enorme, sui 4.000 mq, in grado di
due piani, un annesso nel quale negli anni ‘90           ospitare 80.000 volumi, 250 sedute per lettori,
fu impiantata una sezione ragazzi e un bel               un auditorium, un’ampia sezione ragazzi,
giardino con diverse panchine per leggere e              strumenti informatici adeguati e così via.
studiare anche all’aperto, almeno nella
stagione buona.                                          In sostanza decisero di rispondere alla
                                                         domanda di lettura moltiplicando e
Alla fine degli anni ‘90 la Biblioteca                   modernizzando l’offerta.
comunale, nota come Villa Crastan, aveva                 Fu varato un progetto faraonico (sostenuto
una settantina di posti a sedere per gli adulti e        anche da finanziamenti europei legati alla crisi
una decina per i ragazzi. Ma la domanda di               della Piaggio) e fortunato, il quale dalla sua
lettura e di uso della biblioteca in città stava         presentazione (2002) fino alla conclusione dei
ancora crescendo e sia la sezione ragazzi                lavori e all’apertura della nuova struttura
(animata da una bibliotecaria geniale) che               (2014) riuscì a mantenere, pur con qualche
quella per gli adulti cominciarono a risultare           inevitabile contrattempo e inciampo, un buon
insufficienti, almeno in alcuni periodi                  ritmo di realizzazione.
dell’anno.

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In particolare il progetto vide un allineamento          collaborazione col ricco tessuto associativo
di fattori raro per un Comune di trentamila              locale, hanno visto “la Gronchi” (come ormai
abitanti. Infatti tra il 2010 e il 2014 (la fase         è chiamata) impegnata in un centinaio di eventi
decisiva per il completamento dell’opera) il             in media all’anno.
comune ebbe: un sindaco ed un assessore
pienamente partecipi della sfida avviata, un             Il patrimonio documentario ha superato gli
direttore generale che conosceva e sosteneva il          80.000 volumi disponibili in sede.
progetto, un dirigente di settore e una PO in            Ma l’inserimento nella Rete Bibliolandia fa
grado di organizzare al meglio le procedure              della “Gronchi” un luogo dove è possibile
necessarie, una progettazione esecutiva                  attingere ad un bacino di circa 3 milioni di
realizzata all’interno della struttura comunale          volumi.
(dallo     stesso     dirigente    del    settore
progettazione, arch. Adriano Marsili), nonché            L’uso dei computer e del wifi a disposizione
un gruppo bibliotecario valido, in grado non             del pubblico è stato continuo e la
solo di dialogare e cooperare con tutte le               frequentazione anche della sala relax della
articolazioni dell’Amministrazione (e in                 struttura ha toccato punte altissime. In alcune
special modo con l’ufficio progettazione), ma            giornate i varchi elettronici che rilevavano gli
perfino capace di farsi ascoltare nelle scelte           ingressi hanno segnalato oltre 1000 passaggi.
che poi avrebbe dovuto gestire.
                                                         La biblioteca è diventata un edificio brulicante
Nei sei anni successivi all’apertura (avvenuta           di vita e di relazioni culturali e non solo un
nell’aprile 2014), la struttura della biblioteca,        luogo di studio. Nel 2018 il Presidente
che prese il nome del Presidente della                   Mattarella è venuto in biblioteca ad incontrare
Repubblica Giovanni Gronchi (nato a                      i giovani e a ricordare la figura di Giovanni
Pontedera), si è rivelata, pur con qualche               Gronchi.
criticità, sostanzialmente all’altezza della
sfida. E per molti un’autentica sorpresa.                Tutto questo prima che la pandemia dovuta al
                                                         Covid 19 ne rallentasse il passo.
Tra il 2014 e il 2019 i prestiti librari annuali         Solo nei prossimi anni si potrà vedere in che
sono cresciuti del 100 %, le presenze nelle sale         modo la biblioteca riprenderà a correre. Ma
lettura del 300% e anche di più. Il numero delle         che possa farlo è indubbio.
visite delle scolaresche nell’area ragazzi ha            Certo serviranno una decisa volontà politica,
toccato i 150 incontri su base annuale. Le               buone capacità degli operatori e una forte
attività    culturali,  spesso       gestite  in         spinta del pubblico.

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Il Circolino, un'occasione perduta
                                        di Maurizio Canovaro

Nel panorama dell’architettura culturale                     percorso con l’amministrazione comunale di
piombinese, un posto di rilievo lo occupa senza              allora per valutare un possibile affidamento
dubbio il Circolino, come affettuosamente i                  che ne permettesse la riapertura. Chiedemmo
Piombinesi chiamano l’edificio che ospitò il                 un sopralluogo per verificare lo stato
dopolavoro della fabbrica, prima Circolo                     dell’immobile, visto che erano passati già otto
Italsider, poi Circolo Acciaierie di Piombino,               anni dalla chiusura: riuscimmo con difficoltà
poi ancora Circolo Ilva, infine, quando fu                   ad entrare nel l’immobile, perché nella sala
affidato a un privato, Circolo Pegaso.                       grande l’ammaloramento della copertura
                                                             aveva provocato la caduta del controsoffitto in
Una storia sfortunata quella degli ultimi anni di            cartongesso. Con i tecnici comunali riuscimmo
vita del Circolino. Quando nel 2009 fu chiuso,               comunque a farci largo tra le macerie, pareva
era affidato a un’associazione piombinese, e                 fossimo stati dentro a uno scenario di guerra
nel frattempo la sala era stata completamente                dopo un bombardamento. I locali sul fronte
smantellata per diventare pista da ballo. Mi                 erano però ancora in buono stato e sarebbe
sono sempre chiesto che fine avessero atto le                stato possibile con piccoli interventi
duecento poltroncine su cui generazioni di                   recuperarne la fruizione. Il percorso poi abortì,
piombinesi si erano fino allora sedute, per                  potrei dire senza tema di smentita, per l’inerzia
assistere ai cicli di cinema d’autore, ai grandi             con cui si mossero gli assessorati coinvolti.
spettacoli di jazz, alle feste aziendali, a tutti gli        Ci eravamo mossi su più fronti: da una parte
eventi che dal                                               l’analisi            storica,           compiuta
                                                             dalla prof.ssa Loretta         Mazzinghi presso
1961 si erano succeduti in quasi cinquant’anni               l’archivio storico della Città, che avrebbe
di vita cittadina: forse su ebay?                            dovuto evidenziare il valore immateriale del
                                                             Circolino, dall’altra il recupero delle
Fu chiuso perché la biblioteca comunale                      planimetrie originali presso l’area tecnica
doveva trasferirvisi, per poter vendere                      comunale, per verificare se l’immobile avesse
l’immobile storico in cui si trovava in via                  un valore architettonico, magari fosse stato
Cavour. La biblioteca in via Cavour vi è poi                 firmato da un architetto di grido. Niente di tutto
rimasta fino a pochi anni fa, per poi trovare                questo: il progetto originario non era neppure
asilo temporaneo negli attuali locali di Piazza              firmato, e dal cartiglio si poteva intuire che
Appiani; in compenso il Circolino con la                     fosse opera di un anonimo reparto
chiusura e la cessazione di ogni attività al suo             progettazione           dello       stabilimento.
interno avviò il suo progressivo degrado.                    Quando parlo del valore immateriale
                                                             del Circolino mi riferisco proprio a questo:
Nel 2017 il Teatro dell’Aglio - associazione di              l’immobile non ha sicuramente un valore
promozione sociale che vanta oltre 40 anni di                architettonico, forse l’unico elemento di rilevo
presenza sul territorio della Val di Cornia, di              è l’ingresso, di forma circolare a cerniera tra le
cui sono presidente pro-tempore - avviò un                   due ali. Per il resto si potrebbe anche demolire
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il tutto, e una scellerata demolizione mi risulta        culturali, di incentivare l’attivazione di
essere       tuttora    l’attuale   destinazione         percorsi di partecipazione e autocostruzione
urbanistica. Ma – ci si perdoni l’ardita analogia        attraverso il coinvolgimento di istituzioni,
– come la piazza Jamaa el Fna di                         professionisti, artisti, cittadini e soggetti attivi
Marrakech, patrimonio immateriale Unesco,                sul territorio e di promuovere un sistema di
il suo valore non si misura per l’architettura           autorganizzazione dal basso, tale da favorire
degli edifici, ma per quello che vi avviene - o          un processo di empowerment e di
meglio, è avvenuto! - e dunque per ciò che               riappropriazione nelle comunità coinvolte.
rappresenta dal punto di vista identitario.              Proprio pochi giorni fa, il 18 ottobre, è stato
                                                         pubblicato l’esito del bando: il nostro progetto
Dal 1960 al 1980, il Circolino era il luogo              è stato ben valutato giungendo al 221° posto su
dove si progettava la vita culturale di                  quasi 1500 giudicati idonei, ma solo i primi 37
Piombino. Non esiste Piombinese di più di                sono stato finanziati. Il progetto ha ricevuto 71
cinquant’anni che non abbia almeno un ricordo            punti (su 100) al pari dell’unico altro progetto
legato al Circolino: per un saggio musicale,             piombinese, presentato dall’associazione
una festa della befana, un concerto jazz, la             “B.A.Co Archivio Vittorio Giorgini”.
proiezione di un film, uno spettacolo teatrale.
Al Circolino sono state girate alcune scene de           Nello stesso periodo, nell’aprile 2021,
“La bella vita” di Paolo Virzì, e ancora nei             riceviamo notizia che con decreto del
primi anni del nuovo millennio, noi del Teatro           Ministero dell'Interno, è stata definita la
dell’Aglio tenevamo il laboratorio teatrale,             modalità di presentazione da parte dei Comuni,
finanziato dall’ASL, rivolto ai ragazzi del              ai fini della richiesta di contributi per il triennio
centro di Salute Mentale, e quello per                   2021-2023, per investimenti in progetti di
l’Università delle 3 età, che proprio al                 rigenerazione urbana volti alla riduzione di
Circolino teneva i suoi corsi. Dunque un luogo           fenomeni di marginalizzazione e degrado
del cuore.                                               sociale, nonché al miglioramento della qualità
                                                         del decoro urbano e del tessuto sociale ed
Passo quasi tutti i giorni davanti al Circolino e        ambientale.
fa male vedere quanto il degrado si faccia ogni          Immediatamente scriviamo al sindaco di
giorno strada. Sono passati altri quattro anni da        Piombino (con PEC del 12.04.21), invitandolo
quel sopralluogo, e chissà se ancora qualche             a partecipare al bando, essendo il recupero
ambiente sarebbe recuperabile con poca spesa.            del Circolino di Piombino tra gli obiettivi
Nel frattempo però sono avvenute altre cose.             dichiarati nel programma elettorale. Nella
                                                         lettera assicuravamo la nostra collaborazione
Innanzitutto c’è stato un bando del Ministero            alla stesura del progetto, ove avessero trovato
dei Beni chiuso nel marzo 2021, cui abbiamo              complessa la redazione del documento. La
partecipato assieme al Manifesto per la                  nostra lettera però non riceve nessuna risposta,
Cultura, un movimento nato spontaneamente                e il Comune non partecipa al bando.
a Piombino nel 2020 come riflessione rispetto
alla    gestione       culturale     dell’attuale        E’notizia recente che il nostro vicino,
amministrazione cittadina.                               il Comune di Follonica, che invece aveva
Il bando si chiama “Creative Living Lab” e               partecipato al bando alcuni anni fa, riceverà 2
ha l’obiettivo di indicare nuove forme di                milioni di euro per il restauro delle ex-colonie
utilizzo dei luoghi prescelti al fine di                 marine.
migliorare i servizi, la fruizione e le funzioni         Che dire: complimenti al Comune di Follonica,
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