PROGETTO PROV-INTEGRA - Associazione TECLA
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PROGETTO
PROV-INTEGRA
Progetto co-finanziato
dall’Unione Europea Ministero dell’Interno
Dipartimento per le Libertà Civili e
l’Immigrazione
FONDO EUROPEO PER L’INTEGRAZIONE
DI CITTADINI DEI PAESI TERZI3
INDICE
PREFAZIONE pag. 5
INTRODUZIONE: IL PROGETTO PROV-INTEGRA pag. 7
PARTE 1 LA GOVERNANCE LOCALE DELLE POLITICHE MIGRATORIE
IL PROGETTO PROV-INTEGRA: LINEE GUIDA PER L’ATTIVAZIONE
DI RETI TERRITORIALI PROVINCIALI.
1. Immigrati e mercato del lavoro: storia di un difficile processo di integrazione. pag. 10
2. La governance locale delle politiche migratorie. pag. 12
3. Principio di sussidiarietà e strumenti di raccordo esistenti. pag. 13
4. Il progetto Prov-Integra e l’esperienza del tavolo multi-attore e dei focus group. pag. 13
5. Monitoraggio della situazione esistente e best practices. pag. 15
5.1. Alcuni dati sui Servizi per l’Impiego delle 15 Province partner di Prov-Integra. pag. 17
6. Linee guida in materia di governance delle politiche migratorie. pag. 21
6.1. I soggetti da coinvolgere. pag. 22
7. Le linee guida. pag. 23
7.1. Linea 1. Migliorare l’occupabilità dei lavoratori immigrati. pag. 24
7.1.1. Il ruolo dei Centri per l’Impiego. pag. 24
7.1.2. La creazione dello Sportello Immigrati all’interno dei Centri per l’Impiego. pag. 25
7.1.3. L’istituzione in via permanente di un Servizio di mediazione linguistico-culturale pag. 26
presso i Centri per l’impiego.
7.1.4. Il rafforzamento dell’attività di assistenza alle imprese. pag. 26
7.1.5. Il ruolo dei Centri per l’Impiego nell’inserimento nel mercato pag. 27
del lavoro delle donne immigrate.
7.1.6 . Potenziamento dei raccordi con gli operatori privati. pag. 28
7.1.7. Strumenti per il potenziamento del ruolo dei Centri per l’Impiego. pag. 28
7.2. Linea 2. Promuovere l’adozione di Piani provinciali mirati e la costituzione pag. 28
di un osservatorio provinciale sul mercato del lavoro degli immigrati.
7.3. Linea 3. Sviluppare l’auto imprenditorialità degli immigrati. pag. 29
7.3.1. Lo sviluppo dello strumento del microcredito. pag. 30
7.4. Linea 4. Promuovere la costituzione all’interno dei CTI di apposite Commissioni lavoro. pag. 31
7.4.1. Bozza di protocollo per l’istituzione della commissione lavoro all’interno del cti. pag. 32
• Riferimenti bibliografici pag. 34
PARTE 2 LE AZIONI SUI BENEFICIARI E IL PORTALE WWW.PROVINTEGRA.IT
1. Le azioni di formazione realizzate.
1.1. Elementi distintivi della formazione rivolta agli immigrati. pag. 36
1.2. L’attività formativa all’interno del Progetto Prov-integra. pag. 36
1.3. Analisi delle principali azioni e delle metodologie. pag. 36
1.4. Conclusioni e proposte. pag. 39
2. Prov-Integra e la realizzazione dei Video CV.
2.1. Il Video CV. pag. 41
2.2. Il Video CV come strumento di un percorso di orientamento. pag. 42
2.3. Alcuni elementi utili per creare un Video CV. pag. 43
2.4. Il Video CV all’interno del percorso Prov-integra. pag. 44
3. Il portale www.provintegra.it
3.1. Premessa. pag. 45
3.2. www.provintegra.it: obiettivi, peculiarità e possibili scenari di evoluzione. pag. 45
ALLEGATI pag. 47CONTRIBUTI DI: Loredana Zappalà – Università degli Studi di Catania (Parte 1) Federica Zanello – Provincia della Spezia (Parte 2) Alessandra Butera – Associazione TECLA (Parte 2) Ferdinando Luciani – Provincia di Perugia (Parte 2) SI RINGRAZIANO: I beneficiari che hanno partecipato al progetto Prov-Integra. Le Province partner, i Centri per l’Impiego coinvolti e tutti i referenti e coordinatori locali. Un ringraziamento particolare a tutto lo staff della Provincia della Spezia per il coordinamento e la gestione del progetto. Le Agenzie formative che hanno realizzato le attività di formazione, i CTP e tutti gli attori locali che hanno partecipato attivamente alle azioni di progetto sui territori. La Fondazione Politecnico di Milano per la progettazione e realizzazione del portale di progetto. Jack Blutharsky per la puntuale campagna di comunicazione realizzata. L’Associazione TECLA per l’assistenza tecnica al coordinamento e gestione di progetto. Il Ministero del Lavoro - DG Immigrazione - per il supporto e l’attenzione riservata all’implementazione delle attività. Italia Lavoro per la preziosa collaborazione e la disponibilità. il Ministero dell’Interno, Dipartimento Libertà civili e Immigrazione, Direzione centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo - per aver creduto nel progetto e reso possibile la sua realizzazione.
5
PREFAZIONE
L ’integrazione delle persone immigrate è una delle
sfide su cui si gioca il futuro dell’Italia. La società
fruizione di diritti e nel rispetto dei doveri.
Questa pubblicazione, oltre a raccontare le azioni
contemporanea attraversa una fase storica in cui svolte e descrivere i principali prodotti realizzati,
il tema dei flussi migratori si pone come pregnante vuole essere anche e soprattutto l’opportunità per
e prioritario. Rispetto a tale tema si possono dare consolidare la strutturazione di un percorso di
risposte di diversa qualità e diversa efficacia ed condivisione inter-istituzionale e sovra-territoriale.
è evidente che ci siano realtà, territori in cui si Il progetto è stato finanziato, per un importo
compiono fatiche enormi per affrontare la delicata complessivo di 3 ml., dal Ministero dell’Interno nel
questione dell’immigrazione. Il progetto Prov- quadro del “Fondo Europeo per l’Integrazione di
Integra è un’intuizione con cui si tenta di rendere cittadini di Paesi Terzi 2007-2013 (FEI)”, del quale la
protagoniste le Province, Enti che gestiscono le Direzione centrale per le Politiche dell’Immigrazione
politiche relative alla ricerca e all’inserimento nel e dell’Asilo del Dipartimento Libertà civili e
mondo del lavoro, alla formazione professionale, Immigrazione costituisce l’Autorità Responsabile per
all’Istruzione. Le Province raccolgono i dati e hanno l’Italia.
le informazioni necessarie per affrontare in modo Prov-Integra è un “progetto nazionale”, affidato sulla
“sperimentale” il tema dell’immigrazione attraverso base di un accordo quadro stipulato fra il Viminale e
il concetto di integrazione. Questa è la grande sfida l’Unione delle Province d’Italia (UPI) nel corso del 2009.
lanciata con il progetto Prov-Integra: una Provincia Il partenariato è composto da 15 Province
che Integra. Il Ministero dell’Interno ha inteso (Alessandria, Ascoli Piceno, Fermo, Firenze, L’Aquila,
portare avanti questa sperimentazione coinvolgendo Milano, Modena, Parma, Perugia, Pesaro Urbino,
15 province di dimensioni diverse (tra le quali 4 Pisa, Rieti, Roma, Torino con la Provincia della
città metropolitane) caratterizzate da un’incidenza Spezia come capofila) e dalla stessa UPI. Il ruolo
significativa di immigrati e da esperienze interessanti di capofila assegnato alla Spezia è motivato dalla
nel campo dell’integrazione. L’ambizione del progetto particolare esperienza sviluppata da questa Provincia
era quella di mettere a sistema tutte queste realtà e nella gestione di linee di finanziamento comunitarie
di creare un modello, una buona prassi che, visti gli dedicate alla governance del fenomeno migratorio nel
ottimistici risultati ottenuti, è certamente estendibile. suo complesso.
La sperimentazione ha funzionato e messo in campo Proprio il diretto coinvolgimento dell’Unione delle
strumenti che facilitano davvero l’integrazione. Province d’Italia sottolinea il carattere di rete di
“Imparo la lingua, conosco il lavoro, divento cittadino”, Prov-Integra che trova nella collaborazione e nel
lo slogan scelto per il progetto, racchiude tutti i punti confronto tra le Province sui temi dell’integrazione
focali su cui si sono realizzate le azioni di Prov- degli immigrati un indubbio elemento di valore ed
Integra. “Imparo la lingua” perché il primo dovere innovazione. Quest’azione di sistema tra le Province,
di chi gestisce i processi di integrazione è quello di facilitata dall’Unione delle Province, ha assicurato
aiutare gli stranieri ad imparare l’idioma del Paese in l’avvio di un dialogo strutturato e di sinergie con alcune
cui si trovano. L’alfabetizzazione linguistica è il primo importanti azioni che, a livello nazionale, si stanno
passo per l’inserimento, a cui segue poi il processo realizzando e che vedono, nelle Province, un importante
di accompagnamento per la ricerca di un lavoro. Le interlocutore. Prima tra tutte la collaborazione con il
Istituzioni, mettendo a disposizione degli stranieri Ministero del Lavoro sui temi della governance locale
strutture pubbliche, si pongono l’obiettivo ambizioso di per la gestione delle politiche occupazionali rivolte
costruire uno stato di cittadinanza e creare le condizioni alla popolazione immigrata, attraverso l’attivazione
per l’ingresso in uno Stato di diritti e doveri. “Conosco di sinergie con il progetto “Programmazione e
il lavoro” ed infine dunque “divento cittadino”, nella Organizzazione dei servizi per il reimpiego degli6
immigrati” a valere sul PON FSE “Azioni di Sistema”; LA GOVERNANCE
in secondo luogo la collaborazione tra Prov-Integra e
le Province in esso coinvolte e il Ministero del Lavoro L’altro importante elemento di innovazione,
nell’ambito del Portale per l’Integrazione, dedicato questo dal punto di vista istituzionale. Illustriamo
ai servizi territoriali per l’integrazione dei cittadini l’elaborazione documentale prodotta con l’obiettivo
migranti. di traguardare la creazione, nell’ambito di un grande
partenariato pubblico-privato, veri “sistemi locali per
La positiva esperienza del progetto Prov-Integra con l’integrazione” in cui le Province intendono svolgere
gli importanti risultati raggiunti, il coinvolgimento il ruolo centrale che compete loro in virtù delle
diretto e l’impegno dell’Unione delle Province a deleghe e delle funzioni che ricoprono.
proseguire il percorso intrapreso, il committment
delle Province coinvolte a garantire la sostenibilità Ci pare opportuno sottolineare, inoltre, che la
delle azioni e le sinergie attivate con il livello nazionale realizzazione di queste attività è stata accompagnata
riteniamo rappresentino l’inizio di un percorso per tutto da un’intensa campagna di comunicazione mirata a
il sistema delle Province italiane. sensibilizzare l’insieme della società civile su valore
e obiettivi del processo d’integrazione.
I contenuti della pubblicazione vogliono rappresentare
uno spaccato fedele delle principali attività svolte
nell’ambito del progetto. PER CONCLUDERE, I RINGRAZIAMENTI
Il primo al Prefetto Mario Ciclosi, al Prefetto Angelo
LA FORMAZIONE Malandrino, alla VicePrefetto Assunta Rosa e a tutta
la struttura dell’Autorità Responsabile del FEI .
Il cuore del progetto. Descriviamo gli interventi effettuati Il secondo a tutti i partner, che, ognuno per la
nei territori interessati al fine di garantire e migliorare propria parte, hanno contribuito in modo decisivo
i processi di integrazione e inclusione sociale: a raggiungere gli obiettivi di un progetto per tante
formazione linguistica certificata, orientamento civico, ragioni così complesso.
orientamento al lavoro e formazione professionale. Gli Il terzo alle persone immigrate che hanno partecipato
immigrati coinvolti sono stati poco meno di 1.000. al progetto, soprattutto perché con le loro storie
personali hanno reso più ricchi ciascuno di noi.
IL PORTALE
Il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia
E’ lo strumento che più di tutti dovrà garantire la Giuseppe Castiglione
continuità nel tempo del progetto, concorrendo in modo
fattivo alla costruzione di quel Portale dell’Integrazione Il Presidente della Provincia della Spezia
nazionale che rappresenta il vero braccio operativo del Marino Fiasella
Piano “Identità e Incontro” promosso dai Ministeri del
Lavoro, dell’Interno e dell’Istruzione, ovvero mappa
istituzionale, contenitore di servizi e buone pratiche,
strumento di monitoraggio.
I VIDEO CV
Il principale elemento di innovazione tecnico-
metodologica del progetto: uno strumento di
facilitazione importante per l’inserimento lavorativo
delle persone immigrate che, auspichiamo, possa in
futuro entrare a far parte integrante della “cassetta
degli attrezzi” di tutti i Centri per l’Impiego.7
INTRODUZIONE
IL PROGETTO PROV-INTEGRA
PROV-INTEGRA è un progetto di rete
per la cooperazione inter-territoriale ed
inter-istituzionale finalizzata alla promozione
di azioni per l’inserimento sociale e lavorativo
di cittadini/e provenienti da Paesi Terzi.
Il progetto è stato finanziato, per un importo l’integrazione e l’occupabilità dei lavoratori immigrati
complessivo di 3 ml. di euro, dal Ministero dell’Interno residenti in Italia, attraverso percorsi di formazione di
nel quadro del “Fondo Europeo per l’Integrazione lingua italiana, orientamento civico e professionale.
di cittadini di Paesi Terzi 2007-2013”, del quale la
Direzione centrale per le Politiche dell’Immigrazione
e dell’Asilo del Dipartimento Libertà civili e IL PROGETTO HA PREVISTO, PERTANTO,
Immigrazione costituisce l’Autorità Responsabile per TRA LE ATTIVITÀ:
l’Italia.
AZIONI DI SISTEMA volte al miglioramento della
Prov-Integra è un “progetto nazionale”, affidato sulla cooperazione interistituzionale, al miglioramento
base di un accordo quadro stipulato fra il Viminale della governance delle politiche migratorie e alla
e l’Unione delle Province d’Italia (UPI) nel corso del creazione e rafforzamento della rete per l’inserimento
2009. Progettato grazie al supporto dell’Associazione sociale e lavorativo di immigrati da Paesi terzi.
TECLA quale struttura di assistenza di UPI e delle
Province nello sviluppo, gestione e coordinamento di Quest’azione ha previsto a livello nazionale l’istituzione
interventi complessi di cooperazione, il partenariato di un Tavolo di Lavoro Multiattore, luogo di incontro e
ha coinvolto, oltre ad UPI e alla Provincia della Spezia confronto, di elaborazione proposte a livello nazionale,
in qualità di capofila, altre 14 Province (Alessandria, elaborazione di Linee Guida per la realizzazione
Ascoli Piceno, Fermo, Firenze, L’Aquila, Milano, di strumenti provinciali per l’integrazione degli
Modena, Parma, Perugia, Pesaro Urbino, Pisa, Rieti, immigrati. Presieduto da UPI, in qualità di partner
Roma, Torino). L’accompagnamento di TECLA anche responsabile della supervisione nazionale del progetto
nella fase di gestione dell’iniziativa ha garantito un e del partenariato interprovinciale ed esterno, il Tavolo
efficace coordinamento tra i territori coinvolti ed una ha visto la partecipazione non solo del partenariato,
costante azione di animazione della rete. ma anche di soggetti esterni interessati alle tematiche
progettuali, coinvolti nella gestione di azioni a favore
Il progetto Prov-Integra si è posto un duplice obiettivo: degli immigrati (Ministero dell’Interno, Ministero del
da una parte agevolare i processi di governance Lavoro, Italia Lavoro). A livello locale, invece, tale
nella programmazione e gestione delle politiche per azione ha condotto alla definizione di una maggiore
l’integrazione degli immigrati regolari sulla base informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento
delle competenze proprie delle Province come enti delle reti che già operano nel campo dell’integrazione
di coordinamento territoriale e, dall’altra, favorire in ogni territorio e una più efficace interazione tra le8 istituzioni quali Provincia e Prefettura, con l’obiettivo di estendere la rete a tutti quei soggetti attivi in materia di integrazione sia a monte che a valle dell’inserimento sociale e lavorativo degli immigrati, prevedendo in particolare il coinvolgimento dei Consigli territoriali per l’Immigrazione, dei diversi enti preposti, degli Sportelli unici, delle Associazioni di Categoria, delle Associazioni dei migranti, ecc. Tra i principali output di questa linea di azione vi sono le Linee guida di indirizzo per la governance locale e per la programmazione e gestione delle politiche di integrazione degli immigrati e la definizione di un Modello di Protocollo d’intesa per l’istituzione della “Commissione lavoro” all’interno del CTI, con lo scopo di stabilire un coordinamento territoriale sulle attività, declinate sulle singole realtà provinciali. AZIONI SUI BENEFICIARI, attraverso la realizzazione di percorsi di formazione linguistica, orientamento civico, orientamento al lavoro e formazione professionale per gli immigrati residenti sul territorio delle province partner. Gli immigrati che sui 15 territori provinciali coinvolti hanno beneficiato di questa attività formativa sono stati 988. Fra questi, 454 sono stati altresì accompagnati dai Centri per l’Impiego delle Province partner nella realizzazione dei Video CV come strumento a supporto della loro candidatura presso le aziende del territorio. Il progetto, inoltre, proprio in considerazione della sua valenza nazionale e di rete, si caratterizza per il rilievo attribuito alla componente di comunicazione e diffusione dell’iniziativa. A tal fine, oltre ad un Piano di Comunicazione mirato ad informare sulle finalità e le azioni del progetto e a sensibilizzare l’insieme della società civile su valore e obiettivi del processo d’integrazione, attraverso materiale comunicativo cartaceo, spot radio e spot TV declinati in 5 lingue, è stato realizzato il Portale www.provintegra.it, progettato in collaborazione con la Fondazione Politecnico di Milano. Il portale, costituito da una Piattaforma avanzata 2.0, è uno spazio virtuale aperto, di facile accessibilità, rivolto principalmente ad immigrati, utenti privati che partecipano alla condivisione di contenuti e all’erogazione di servizi. La piattaforma è un utile strumento anche per imprenditori e associazioni. Provintegra.it è lo strumento che più di ogni altro potrà garantire la continuità nel tempo del progetto, concorrendo in modo fattivo alla costruzione di quel Portale dell’Integrazione nazionale che rappresenta il vero braccio operativo del Piano “Identità e Incontro” promosso dai Ministeri del Lavoro, dell’Interno e dell’Istruzione, ovvero mappa istituzionale, contenitore di servizi e buone pratiche.
PARTE 1
LA GOVERNANCE
LOCALE DELLE
POLITICHE
MIGRATORIE
Il progetto PROV-INTEGRA:
Linee Guida per l’attivazione
di reti territoriali provinciali.
Il lavoro è stato curato da Loredana Zappalà (Università degli Studi di Catania).
Si ringraziano, per la collaborazione, Alessandra Butera, Massimo Bonati e Federica Zanello.10
attività di proprietà di immigrati possono essere a più
rischio di bancarotta. Infine affrontano una potenziale
discriminazione per assunzioni e licenziamenti
selettivi.
Il rapporto sul mercato del lavoro tra il 2009 e il 2010
elaborato dal Cnel evidenzia anche come rispetto
1. ad un’ampia quota di immigrati nelle forze lavoro si
potrebbe evitare il dilagare di una disoccupazione
strutturale. Gli immigrati, caratterizzati da un salario
IMMIGRATI E MERCATO DEL LAVORO: di riserva più basso, difficilmente tendono a rimanere
STORIA DI UN DIFFICILE PROCESSO a lungo nella condizione di disoccupati essendo
DI INTEGRAZIONE più disponibili ad accettare le condizioni di lavoro
che si presentano. Un secondo fattore che potrebbe
Il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona passa contribuire alla riduzione dello stock di disoccupati
attraverso la capacità di promuovere l’occupazione deriva dal fatto che il maggior peso degli immigrati
di quelle categorie della popolazione che per ragioni nel mercato del lavoro potrebbe aumentare l’elasticità
diverse si trovano fuori dal mercato del lavoro, o se sono dell’offerta di lavoro.
uscite, hanno maggiori difficoltà a rientrarvi, come nel Una copiosa serie di indagini ha documentato come
caso degli immigrati. L’Unione Europea ha ritenuto l’inclusione dei migranti nel mercato del lavoro
fondamentale assicurare che gli immigrati in posizione italiano si sia realizzata grazie a canali di tipo
regolare possano accedere senza essere discriminati informale, enfatizzando soprattutto il ruolo delle
al mercato del lavoro in funzione delle competenze e reti etniche e delle organizzazioni pro-immigrati (o
delle esperienze che vantano e abbiano la possibilità “istituzioni facilitatrici”4), e assai più raramente –
di partecipare pienamente alla vita socioeconomica, nonostante il basso livello delle qualifiche in genere
politica e culturale della società ospite1. In tal senso, ricoperte – attraverso le agenzie, pubbliche e private,
per raggiungere gli obiettivi della strategia Europa istituzionalmente preposte all’intermediazione sul
2020 sono ritenute essenziali misure che garantiscano mercato del lavoro. Tra le comunità di immigrati
il riconoscimento delle capacità e delle competenze valgono sovente dei meccanismi di “chiamata”
acquisite e l’accesso non discriminatorio ai servizi legati a rapporti di conoscenza, o legami famigliari,
sociali e occupazionali, assicurando al tempo stesso che determinano arrivi legati anche al fatto che si
uno stretto coordinamento tra politiche di integrazione prospettino opportunità di lavoro5. Questo potrebbe
e di inclusione. portare ad una decelerazione dell’offerta di lavoro
Nel rapporto Oecd sulle migrazioni2 si afferma che durante la crisi e ridurre quindi anche la dimensione
l’esperienza del passato mostra come gli immigrati dello stock di disoccupati attenuando così le
siano i più colpiti durante una fase di flessione del conseguenze sociali della crisi stessa6.
mercato del lavoro. Le ragioni sono molteplici. Gli In questo quadro, assume una nuova centralità il
immigrati tendono ad essere più numerosi in settori rilancio dei servizi finalizzati a favorire il reinserimento
ciclicamente più sensibili (in quest’ultima crisi i settori lavorativo di categorie svantaggiate.
più colpiti sono stati il manifatturiero e le costruzioni La nuova programmazione comunitaria del Fondo
dove gli immigrati risultano sovra-rappresentati)3. Sociale Europeo 2007-2013 attribuisce a questo
Hanno una minore tutela contrattuale, con più lavori aspetto una particolare rilevanza, identificando
a carattere temporaneo o a tempo parziale. Sono all’interno dell’Asse Occupabilità uno specifico
numerosi in occupazioni meno specializzate dove il obiettivo dedicato proprio alla costruzione di modelli
turnover della forza lavoro risulta più semplice. Le e strumenti condivisi per accrescere l’occupabilità
1
Programma di Stoccolma del 2 dicembre 2009, documento n. 17024/09 del Consiglio dell’Unione europea.
2
Oecd, International Migration Outlook, Special focus: managing labour migration beyond the crisis, Oecd, Paris, 2009.
3
Zanfrini L., Sociologia delle migrazioni, Laterza, Roma-Bari, 2004.
4
Ambrosini M., Utili invasori. L’inserimento degli immigrati nel mercato del lavoro italiano, Angeli, Milano, 1999; Reyneri E., Sociologia del
mercato del lavoro, Il Mulino, Bologna, 1996.
5
Cfr. Caritas/Migrantes, Immigrazione, Dossier Statistico 2010, XX Rapporto, Idos edizioni, Roma, 2010. V. pure Zincone, G. (a cura di), Primo
rapporto sull’integrazione degli immigrati in Italia, Il Mulino, Bologna, 2000; Zincone G., Secondo rapporto sulle politiche di integrazione
degli immigrati in Italia, Il Mulino, Bologna, 2001.
6
Cnel, Rapporto sul mercato del lavoro 2009-2010, Roma, 2010, disponibile sul sito www.portalecnel.it. Cfr. pure Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, L’immigrazione per lavoro in Italia: evoluzione e prospettive, Rapporto 2011.11
e l’efficacia dell’inserimento lavorativo di soggetti lavoratori stranieri in circuiti lavorativi caratterizzati
svantaggiati, quali appunto i lavoratori immigrati. da incertezza e privi di un progetto di medio-lungo
Il tema dell’integrazione dei lavoratori stranieri nel termine. A questo proposito, occorre sottolineare
mercato del lavoro è, pertanto, uno degli argomenti che il problema spesso non sembra risiedere tanto
oggi più dibattuti7 e fa ormai parte dell’agenda politica nell’assenza del lavoro, quanto nella condizione di
di molte istituzioni e amministrazioni locali che si insicurezza e di incertezza lavorativa, di aleatorietà
vedono attribuire un ruolo primario nella governance delle prospettive circa il proprio inserimento nella
dell’immigrazione sul proprio territorio. È comune società ospite, di mancata definizione dei progetti
convincimento, del resto, che gli immigrati non riguardanti la propria collocazione sociale ed il proprio
comunitari sono ormai una componente strutturale avanzamento socio-professionale.
della popolazione residente in Italia, così come del Da qui l’importanza di intervenire per fornire supporti
mercato del lavoro locale, e proprio per questo gli mirati e strumenti efficaci che possano orientare
aspetti dell’integrazione meritano un’attenzione non l’immigrato nelle sue scelte, guidarlo nel definire una
episodica bensì proiettata sul medio-lungo periodo. progettualità più forte, nel valorizzare e sviluppare le
Nello studiare i fenomeni migratori, ciò che tuttavia competenze professionali e nell’individuare percorsi
colpisce è lo scarto tra l’imponenza del fenomeno coerenti su di un mercato del lavoro che spesso si
e le modalità con cui si è, di fatto, finora realizzato: presenta difficile e poco trasparente.
l’inserimento lavorativo degli immigrati è avvenuto, Il quadro in cui si delineano le difficoltà occupazionali
infatti, in maniera spontanea, silenziosa, residuale dei lavoratori immigrati presenta anche alcuni
rispetto alle azioni delle varie istituzioni ed attori del riflessi speculari sul versante dei datori di lavoro che
mercato del lavoro. Ciò ha permesso che il fenomeno impiegano manodopera straniera. Pur non rientrando
risultasse fortemente plasmato dall’attività dei canali direttamente nel presente studio, il tema visto dal lato
di tipo informale, primi fra tutti le reti dei connazionali, imprenditoriale ha avuto numerose conferme durante
che da una parte si sono mostrate alquanto efficaci la realizzazione della ricerca-intervento. Il fenomeno
nell’incanalare i nuovi arrivati verso gli impieghi di skills mismatch che caratterizza il collocamento dei
disponibili, ma dall’altra hanno aggravato alcuni lavoratori stranieri presenta numerosi e importanti
fenomeni negativi quali la segmentazione del mercato effetti: difficoltà degli imprenditori a reperire forza-
del lavoro, la specializzazione lavorativa su base etnica, lavoro con un’adeguata qualificazione, difficoltà a
la segregazione occupazionale di intere categorie riconoscere le competenze e le capacità dei lavoratori
(colf e assistenti agli anziani), il confinamento nelle stranieri che intendono assumere, problematicità
occupazioni più dequalificate e gravose, la scarsa nell’attivare strumenti di sostegno allo sviluppo
mobilità professionale verticale. professionale dei dipendenti stranieri in relazione
Anche per questi motivi è importante approfondire alle modificazioni aziendali e nel garantirsi una
la conoscenza dei percorsi occupazionali seguiti maggiore fidelizzazione all’impresa. Inoltre, anche
dagli immigrati stranieri dopo l’ingresso sul mercato per gli imprenditori è emersa con forza la fatica a
del lavoro locale e capire come si configurano muoversi nella complessità e nella frammentarietà
le problematiche legate alla stabilità lavorativa, delle normative che regolano i rapporti di lavoro fra
alla disoccupazione, ai riflessi sulla regolarità imprese e lavoratori stranieri.
amministrativa, alla possibilità di reinserimento
lavorativo.
Gli studi in materia dimostrano come la debolezza
sul mercato del lavoro di molti lavoratori stranieri sia
riconducibile a numerosi, ma ben definiti, fattori che
interagendo fra loro contribuiscono a delineare un
quadro di insicurezza (occupazionale, ma non solo) in
cui anche l’esperienza della disoccupazione assume
contenuti inattesi. Più che di disoccupazione in senso
tradizionale, occorrerebbe parlare di una condizione
di discontinuità occupazionale che costringe i
7
Cfr. Melotti U., Migrazioni internazionali e integrazione sociale: il caso italiano e le esperienze europee, in M. Delle Donne, U. Melotti e S.
Petilli (a cura di), Immigrazione in Europa: solidarietà e conflitto, Cediss, Roma, 1993, pp. 29 ss.; Massey D. S., La ricerca sulle migrazioni
nel XXI secolo, in A. Colombo e G. Sciortino (a cura di), Stranieri in Italia. Assimilati ed esclusi, Bologna, Il Mulino, 2002; Massey D. S., Arango
J., Koucouci A., Pellegrino A. e Taylor J. E., Worlds in Motion: Understanding International Migration at the End of the Millennium, Oxford,
Oxford University Press, 1998.12
Ma una simile ridefinizione del ruolo del governo locale
2. non può che risultare incompatibile con una divisione
istituzionale dei poteri di tipo gerarchico, in cui la
LA GOVERNANCE LOCALE DELLE ripartizione delle competenze e delle funzioni di policy
POLITICHE MIGRATORIE procede linearmente dall’alto verso il basso. Appare
più coerente, invece, con un modello di governance,
Come evidenziato dai principali studiosi delle migrazioni basato cioè sul coordinamento tra attori diversi,
internazionali, i flussi migratori contemporanei si pubblici e privati, su specifiche questioni di policy.
caratterizzano come processi complessi, dove i fattori di L’obiettivo di una programmazione e gestione delle
espulsione dai paesi di origine (povertà, disoccupazione, politiche sociali e del lavoro per gli immigrati è, dunque,
guerra, persecuzione politica ecc.) si intrecciano con divenuto di cruciale importanza. Gli interventi in tema
quelli di attrazione nei paesi di arrivo (presenza di di politiche di immigrazione, come è noto, hanno
comunità di connazionali, richiesta di lavoro informale sempre privilegiato il livello nazionale, formalmente
ecc.), e le scelte individuali si confondono con quelle responsabile tanto della definizione delle condizioni
di famiglie e reti amicali. Tale complessità rende di ingresso e soggiorno in un Paese, quanto delle
estremamente difficili i tentativi di governo e gestione politiche di integrazione e accesso alla cittadinanza.
del fenomeno da parte delle istituzioni dei paesi di arrivo, Solo dalla metà degli anni novanta, sulla spinta di
che, al contrario degli anni Cinquanta e Sessanta, non alcuni progetti internazionali, si sono moltiplicate le
si trovano più a regolare l’entrata di lavoratori stranieri ricerche sugli interventi delle amministrazioni locali,
richiamati da economie in espansione, ma piuttosto considerate non più come semplici attuatori di leggi
flussi spontanei e non programmati, il cui impatto sul e/o decisioni prese altrove, ma bensì come livelli di
sistema economico e sociale risulta decisamente più governo direttamente responsabili dell’inserimento
problematico. sociale degli immigrati presenti sul territorio.
Se si concentra l’analisi sull’evoluzione più recente Gli enti locali, quindi, in Italia come in altri Paesi
delle migrazioni internazionali, non sembra esagerato europei e non, si caratterizzano sempre più come
parlare dell’avvio di una nuova fase di “glocalizzazione” prima porta di ingresso nel sistema dei diritti di
dei flussi, in cui, all’intensificarsi dell’interdipendenza cittadinanza: è a livello locale, infatti, che gli immigrati
tra i mercati e le società, si accompagna un processo esprimono bisogni, dalla casa all’assistenza sanitaria,
di localizzazione della crescita produttiva in aree all’istruzione, che mettono sotto pressione l’intero
territoriali e settori economici specifici8. sistema di welfare municipale, e quindi, innanzitutto,
Ci troviamo di fronte a un contesto a dir poco antitetico il governo locale, attore cruciale nell’organizzazione e
rispetto a quello in cui si svilupparono i flussi degli nell’erogazione dei servizi.
anni Cinquanta e Sessanta. Da un lato, infatti, si Proprio per questo, le esperienze realizzate in questi
assiste allo smantellamento definitivo del sistema anni hanno evidenziato la necessità di rafforzare la
di produzione fordista e all’imporsi di condizioni di governance nazionale, regionale e provinciale nella
lavoro flessibili, con modalità di impiego atipiche per programmazione delle politiche migratorie. Si è
periodi di tempo brevi e discontinui; dall’altro, perde evidenziata l’importanza di rafforzare la capacità
rilevanza il governo centrale, che aveva giocato un di programmazione sia a livello nazionale che a
ruolo cruciale nell’assecondare la richiesta di forza livello territoriale attraverso un coordinamento più
lavoro immigrata nel periodo della ricostruzione post- intenso tra ministeri, amministrazioni centrali, parti
bellica e dell’espansione economica. In altre parole, sociali, regioni, province, sportelli unici, servizi per
nell’era della “glocalizzazione” non è più pensabile il lavoro, reti riconosciute di associazioni di migranti
un sistema centralizzato di reclutamento, dato che ad e associazioni rappresentative degli interessi dei
imporsi sono le esigenze diverse e mutevoli di sistemi migranti. Accanto alle associazioni del “terzo settore” e
produttivi fortemente radicati sul territorio9. di categoria, si collocano poi quegli attori pubblici che,
Nuova rilevanza assume il livello di governo locale, sul territorio, si trovano a dover rispondere a problemi
chiamato non più a gestire esclusivamente problemi specifici legati all’immigrazione, dalle ASL per quanto
“derivati” di accoglienza sul territorio, ma anche a farsi riguarda l’accesso ai servizi sanitari, alle scuole
interprete delle potenzialità di sviluppo espresse da statali per l’istruzione dei minori stranieri, ai Centri
attori sociali diversi, quali le imprese industriali in primo per l’impiego sulle questioni relative all’inserimento
luogo, ma anche i servizi del terziario e le famiglie. lavorativo, a questure e prefetture per le pratiche di
8
Ambrosini M., Senza regia, ma non per caso:l’incontro tra immigrati e mercati del lavoro locali, paper presentato al Convegno AIS La
regolazione concertata dell’economia globale/locale, 2002.
9
Cfr. Vandelli L., Il governo locale, Bologna, Il Mulino, 2000.13
rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, e molti Nel quadro normativo attuale, diversi sono stati gli
altri soggetti ancora. interventi ed i progetti finalizzati a rafforzare il citato
La mancanza di un modello unitario - sia a livello sistema di governance.
europeo che a livello nazionale - nella creazione di Ovviamente, il principio di sussidiarietà, nell’enfatizzare
una rete territoriale che vada a coordinare l’insieme la rilevanza degli attori più vicini al problema, non
degli attori coinvolti, ha lasciato spazio allo sviluppo si limita a considerare solo il versante del paese
di svariate esperienze. In tale situazione, dove spesso di arrivo, ma implica anche il riconoscimento della
le reti informali prendono il sopravvento, diventa rilevanza delle comunità di origine degli immigrati. È
interessante, oltre che utile, guardare ai meccanismi evidente, infatti, che queste ultime possono giocare
sviluppati a livello provinciale, in particolare laddove un ruolo tutt’altro che secondario nello sviluppo delle
è stata creata una rete “integrata” di servizi, fondata dinamiche migratorie, come evidenziato in un numero
su una stretta collaborazione della totalità dei crescente di progetti di cooperazione (in particolare,
soggetti coinvolti, che operano attraverso un’attenta di cooperazione “decentrata”, cioè promossa da
valutazione delle competenze e dei profili richiesti. governi locali), che danno attuazione concreta al
principio di sussidiarietà promuovendo l’attivazione
dal basso delle comunità e favorendo il consolidarsi
di reti transnazionali di governance. In altre parole,
3.
la sussidiarietà implica la mobilitazione degli attori
in vista della soluzione di problemi e la costruzione
PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ E di reti che potremmo definire “a geometria variabile”,
STRUMENTI DI RACCORDO ESISTENTI a seconda cioè del tipo e della complessità delle
questioni sul tappeto.
Nell’ambito delle politiche migratorie, il principio In particolare, si è preso atto del ruolo centrale che
di sussidiarietà ha assunto un ruolo chiave e si può essere assunto dalle Province nella governance
traduce sostanzialmente nel riconoscimento giuridico delle politiche migratorie e si è pensato di valorizzare
del ruolo cruciale assunto dagli attori più vicini ai il livello provinciale come luogo idoneo a promuovere
problemi sollevati quotidianamente dalla questione politiche efficaci di integrazione lavorativa degli
immigrazione. immigrati.
La strategia che, dunque, sembra essere vincente per La scelta del livello interprovinciale è determinata
affrontare un fenomeno così complesso qual è quello infatti da due aspetti principali: è il livello più prossimo
delle politiche migratorie punta su un modello di ai destinatari finali ed è il livello di coinvolgimento di
governance multilivello, orientato ai problemi e basato tutti gli interlocutori che intervengono nella gestione
su una rete diffusa di relazioni, sia di tipo verticale, tra di interventi per gli immigrati. In particolare il
governo centrale e istituzioni decentrate, che di tipo coinvolgimento degli Sportelli unici e/o questure può
orizzontale, e cioè tra attori pubblici e privati. avvenire solo a livello provinciale; inoltre il livello
Al momento attuale, la legge prevede due strumenti provinciale consente di coinvolgere direttamente
principali di coordinamento tra questi diversi attori, e i soggetti privati rispetto ad azioni di sostegno ai
cioè gli Sportelli unici (art. 22 della legge n. 189/2002) servizi per l’offerta specifica ai lavoratori immigrati.
e i Consigli territoriali per l’immigrazione (art. 3
del D. Lgs. 286/1998), che rappresentano tentativi
diversi di istituzionalizzare la governance locale
dell’immigrazione.
4.
Nel primo caso siamo di fronte essenzialmente al
tentativo di instaurare un nuovo metodo organizzativo IL PROGETTO PROV-INTEGRA
all’interno della sfera istituzionale pubblica, in cui enti E L’ESPERIENZA DEL TAVOLO
diversi sono chiamati a collaborare per accelerare MULTI-ATTORE E DEI FOCUS GROUP
le pratiche di rilascio dei contratti di soggiorno; nel
secondo caso, invece, l’obiettivo appare decisamente In quest’ottica, si inserisce il progetto Prov-Integra
più ambizioso, in quanto i Consigli Territoriali (CT) con l’obiettivo di garantire e migliorare i processi
dovrebbero costituire “organismi di analisi delle di integrazione e inclusione sociale degli immigrati
esigenze e di promozione degli interventi da attuare regolarmente soggiornanti in Italia, tramite l’offerta
a livello locale”. In alcune realtà italiane l’attività di percorsi di formazione teorico-pratica di lingua
di questi organismi non è stata tuttavia valorizzata italiana, di orientamento civico e di formazione
per una serie di motivi tra cui la mancanza di professionale, strettamente connessi alle esigenze
risorse umane da dedicare, mancanza di tempo, occupazionali delle imprese dei territori coinvolti nel
poca partecipazione e ritorno da parte della rete progetto e finalizzati a contribuire al miglioramento
territoriale. dell’occupabilità dei beneficiari finali del progetto.14
IN PARTICOLARE, IL PROGETTO delle competenze dei lavoratori immigrati residenti in
È STATO FINALIZZATO A: Italia, nonché il consolidamento del ruolo dei servizi
offerti dai CPI nei confronti di questi. A tal fine si
• Migliorare la governance nella programmazione sono analizzati i possibili percorsi formativi a favore
e gestione delle politiche per l’integrazione dei lavoratori immigrati, si è discusso dell’esigenza
degli immigrati regolari: produrre modalità di rendere visibili le loro competenze, ma scopo
efficaci di interazioni ed integrazioni sia a livello fondamentale del Tavolo Multi-attore è stato anche
locale tra le Province (servizi lavoro, formazione quello di discutere sul possibile ruolo dei Centri
e istruzione, ecc.) e il sistema territoriale delle Per l’Impiego (CPI) in particolare nei confronti degli
associazioni datoriali, Camere di Commercio immigrati, per migliorarne la funzionalità e l’efficacia
(CCIAA), associazioni di migranti, Consigli sia sul versante del recepimento dei bisogni delle PMI
Territoriali per l’Immigrazione (CTI), ecc. nonché a che del sostegno mirato e diversificato alle diverse
livello interistituzionale tra le Province, le Regioni categorie di immigrati.
e il sistema nazionale (Ministero dell’ interno, Il lavoro del progetto Prov-Integra si è svolto in costante
Ministero del lavoro). collaborazione con Italia Lavoro che, parallelamente,
cura l’organizzazione e la realizzazione del progetto
• Rafforzare la capacità delle Province nel favorire “Programmazione e organizzazione dei servizi per
l’occupabilità, il miglioramento e il riconoscimento il reimpiego degli immigrati” a valere sul PON FSE
delle competenze dei lavoratori immigrati residenti – Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione
in Italia, nonché il consolidamento del ruolo dei 2007-2013. Entrambi i progetti, infatti, prendono
servizi offerti dai CPI nei confronti di questi: origine dall’esigenza di dare maggiore coerenza e
integrazione tra le politiche e le procedure in materia
- Sperimentare percorsi formativi a favore dei di immigrazione e le misure e gli interventi di politica
lavoratori immigrati e rendere visibili le loro del lavoro. Attraverso una sinergia fra i due progetti,
competenze, per una migliore e produttiva coesione nell’ottica di una azione di sistema, si è perseguito
tra le esigenze delle imprese e le aspettative l’obiettivo di contribuire a definire su base territoriale
dei lavoratori in grado di recepire le istanze del una programmazione integrata delle politiche
mondo produttivo (ed in particolare delle Piccole migratorie favorendo una più efficace cooperazione
e Medie Imprese, PMI) da un lato e dei lavoratori tra le istituzioni e i servizi locali, e, sul piano più
migranti (soprattutto di quelli con i più bassi livelli operativo, promuovendo una riorganizzazione dei
di qualificazione) dall’altro. servizi sul territorio al fine di aumentare il numero
di immigrati coinvolti in percorsi di politica attiva del
- Rafforzare il ruolo e la conoscenza dei Centri lavoro e di reinserimento lavorativo sul territorio.
Per l’Impiego (CPI) in particolare nei confronti Al fine di stimolare l’analisi sullo stato dell’arte dei
degli immigrati, per migliorarne la funzionalità servizi offerti a livello territoriale alle imprese finalizzati
e l’efficacia sia sul versante del recepimento a favorire l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro
dei bisogni delle PMI che del sostegno mirato e degli immigrati e i processi di integrazione socio-
diversificato alle diverse categorie di immigrati. lavorativa degli immigrati sono, inoltre, stati avviati dei
focus group, tenutisi a Roma e a Milano nel mese di
Nell’ambito del progetto Prov-Integra si è prevista giugno 2011. A tali incontri hanno partecipato imprese,
l’istituzione di un Tavolo di Lavoro Multi-attore al amministratori provinciali, responsabili e operatori
quale hanno partecipato i referenti del partenariato di dei Centri per l’Impiego, parti sociali, discutendo
progetto e di enti esterni (Province Partner, Ministero sulle possibili strategie e le iniziative tese a favorire
dell’Interno e Ministero del Lavoro) e presieduto percorsi virtuosi di integrazione socio-economica dei
da UPI in qualità di partner responsabile della lavoratori stranieri, ed evidenziando le best practices
supervisione nazionale del progetto e del partenariato esportabili negli altri territori provinciali.
interprovinciale ed esterno. Da tali incontri, inoltre, è emerso da parte delle
Questo ha rappresentato un luogo di incontro, imprese una crescente richiesta di servizi di supporto
confronto, scambio di buone prassi, discussione di e di assistenza in materia di lavoro degli immigrati.
problematiche, elaborazione di proposte, ecc., la cui Ciò riguarda sia le funzioni legate a un migliore e più
esperienza ha fornito degli spunti interessanti per la efficace incontro tra domanda e offerta di lavoro sia
elaborazione di queste Linee Guida dirette a rafforzare gli aspetti legati alla complessa normativa che regola
il modello della governance locale. l’ingresso e il soggiorno dei lavoratori stranieri.
Attraverso una valorizzazione delle Province il La complessità della normativa infatti complica
progetto Prov-Integra ha dunque avuto la finalità di l’espletamento di pratiche amministrative e rende
rafforzare la capacità di detti enti intermedi nel favorire difficile ai datori di lavoro e ai lavoratori stranieri stessi
l’occupabilità e il miglioramento e il riconoscimento essere continuamente aggiornati sui cambiamenti15
apportati da leggi, delibere e prassi. coinvolti: solo nel 60% dei casi la Prefettura, solo
In tale contesto, infine, è emerso anche che le nel 40% la Questura, solo nel 40% le associazioni di
Province, i Centri per l’Impiego, ma anche le agenzie immigrati, nel 53% dei casi i sindacati.
di lavoro private, si pongono senza dubbio quali Fra le criticità riscontrate è emerso che spesso le
soggetti istituzionalmente competenti a fornire utili attività del Consiglio Territoriale, la presenza di una
servizi alle imprese e, dunque, a porre in essere Consulta di immigrati e di un Consigliere aggiunto nel
azioni di orientamento e di incrocio domanda/offerta, Consiglio comunale non hanno inciso sulla concreta
sperimentando azioni innovative rivolte all’utenza in integrazione delle comunità straniere.
senso largo (imprese e cittadini), al fine di rendere Ma ci sono pure le esperienze positive, come nel
più efficace/efficiente il processo che conduce caso della Provincia della Spezia nella quale, grazie
all’assunzione, attraverso un approccio fortemente all’Osservatorio del Mercato del Lavoro preposto
territoriale. all’analisi statistica del mercato del lavoro locale,
si è provato ad attivare una modalità strutturata per
determinare il fabbisogno di manodopera straniera
in relazione alla gestione dei flussi, ma anche a
5. forme di partenariato con diversi attori territoriali.
Di particolare importanza è la stipula di appositi
MONITORAGGIO DELLA SITUAZIONE protocolli d’intesa, quale il Protocollo per la creazione
ESISTENTE E BEST PRACTICES di un “Tavolo dell’inclusione Sociale”. Tale accordo
si è proposto l’obiettivo di favorire una migliore
Per capire, innanzitutto, la realtà esistente si è proceduto e piena integrazione della persona nel contesto
a somministrare alle diverse amministrazioni locali dei sociale ed economico nel quale è inserita. La logica
questionari: che si è scelto di seguire è un approccio integrato
che coinvolge gli Assessorati alla Formazione, alle
• sull’andamento del mercato del lavoro locale a Politiche Attive del Lavoro, alle Politiche Sociali,
livello provinciale; alle Pari Opportunità, all’Istruzione e gli altri attori
• sull’esistenza di modalità strutturate finalizzate a istituzionali del territorio. In tale ambito, l’esperienza
determinare il fabbisogno di manodopera straniera ha dimostrato che si è lavorato in modo congiunto
in relazione alla gestione dei flussi; per individuare un modello comune e condiviso,
• sull’esistenza di meccanismi di individuazione/ per concentrare le azioni, esplorare e sperimentare
determinazione – a medio lungo termine - della nuove modalità nella progettazione e realizzazione
domanda di lavoro a livello provinciale; delle politiche per l’occupazione, la formazione e
l’inclusione sociale, grazie alla collaborazione su uno
invitando altresì le Province a segnalare l’eventuale stesso piano di tutti gli attori chiave. Attraverso una
attivazione sul territorio di programmi specifici intensa attività di confronto e condivisione all’interno
finalizzati all’integrazione degli immigrati nel territorio, di “questa rete” è stato possibile sperimentare
nonché a segnalare le principali criticità riscontrate. modalità innovative di intervento per aumentare la
Dai questionari sono emersi dati abbastanza sostenibilità nel tempo degli inserimenti lavorativi
interessanti: solo per citarne alcuni, per esempio, delle persone in fascia debole, tra cui gli immigrati,
è emerso che solo nel 60% dei casi (9 province su così da assicurare le condizioni per una loro effettiva
15) presso i Centri per l’Impiego è stato attivato integrazione nella società. Come pure da segnalare
uno specifico “Sportello Immigrati” e che quasi è il Protocollo per l’accoglienza, la tutela, la
in nessuna Provincia si effettua un servizio di formazione e l’educazione dei minori stranieri
consulenza alle imprese in materia di immigrazione, presenti sul territorio spezzino. Nell’ambito di
né attività di supporto agli immigrati nei rapporti con questo protocollo la Provincia della Spezia, insieme
le associazioni e i patronati di servizi per gli immigrati agli altri sottoscrittori, si è impegnata a proseguire
attivi sul territorio. ed a rafforzare, per quanto di propria competenza
E’ pure emerso che solo nel 40% dei casi i CPI nell’ambito degli istituti scolastici secondari di
effettuano attività di supporto linguistico, che solo in secondo grado e nei corsi sperimentali triennali,
alcuni casi esistono piani di comunicazione specifici in eventuale collegamento e continuità con gli altri
per raggiungere il target di utenti, ma soprattutto gradi di scuole, le attività rivolte all’inserimento,
che nell’80% dei casi le amministrazioni provinciali all’integrazione ed alla socializzazione degli studenti
hanno evidenziato come non vi siano strumenti di stranieri, nonché ad attivare e/o mantenere – in
condivisione informatica con altri soggetti quali la relazione alle fonti di finanziamento disponibili –
Prefettura, la Questura e la DPL. percorsi dedicati e finalizzati alla realizzazione di pari
Ancora più significativi paiono i dati relativi al opportunità di accesso e di successo formativo degli
coinvolgimento degli altri soggetti territoriali stessi, per una piena attuazione del diritto allo studio16
e per l’accompagnamento verso il mondo del lavoro. • la facilità d’accesso, che consente a tutti, soprattutto
A tale riguardo è stato istituito il Tavolo permanente ai più bisognosi e agli irregolari, di entrare in
per l’integrazione dei minori stranieri, coordinato contatto con il servizio e di avere delle risposte;
dalla Prefettura, per realizzare una rete di servizi per • la personalizzazione, ovvero la capacità di dare
l’inserimento scolastico dei minori stranieri10. risposte individualizzate, costruite sullo specifico
Altra best practice da citare è l’esperienza della bisogno;
Provincia di Milano che, per esempio, ha sviluppato • la capacità tra gli operatori di lavorare in rete,
proprie iniziative per promuovere e sostenere che permette la condivisione d’esperienze e
le politiche dell’ accoglienza: con la Questura di professionalità finalizzata all’elaborazione di
Milano e con i Comuni della Provincia per il progetto progettualità complesse;
“Prenotazione on-line dei permessi di soggiorno”; con • la motivazione, il coinvolgimento, la professionalità,
la Prefettura e il Comune di Milano per decentrare la disponibilità degli operatori;
le procedure del ricongiungimento familiare; con i • la gratuità degli interventi.
Piani di Zona dei Comuni per il sostegno alla loro
progettualità; con gli Sportelli per gli stranieri e con Le esperienze riportate, quindi, possono essere
i Patronati per la formazione degli operatori e lo considerate dei punti di riferimento ai quali guardare
sviluppo della rete dei servizi; un Forum Immigrazione per la creazione di reti integrate dirette a garantire
per offrire uno strumento di dialogo e condivisione a l’inserimento lavorativo degli immigrati nel nostro
cittadini e operatori11. sistema: elemento distintivo, punto di forza, fattore
Ma anche l’esperienza del Piano Provinciale per indispensabile per assicurare l’integrazione lavorativa
l’immigrazione della provincia di Modena, nel quale si è la cooperazione e sinergia della totalità dei soggetti
individuano le priorità di intervento, fra le quali nel 2010 interessati dal fenomeno, che parta dalla formazione e
gli interventi concordati sono stati l’alfabetizzazione la qualificazione professionale, passi dalla valutazione
degli stranieri, l’implementazione di un Osservatorio delle competenze professionali e si concluda con
Provinciale per l’immigrazione, il consolidamento l’inserimento in un contesto aziendale bisognoso di
della rete provinciale degli sportelli per stranieri e del quella determinata manodopera.
servizio di mediazione culturale.
Come pure, infine, le numerose iniziative intraprese
dalla Provincia di Roma, quale per esempio il Piano
Provinciale Immigrazione 2010.
Nell’esaminare la qualità e l’efficienza della totalità dei
servizi offerti agli immigrati a livello locale, cercando
di individuare tra questi alcune buone prassi, si sono
riconosciuti i seguenti elementi come punti di forza
dei servizi d’inserimento lavorativo:
• la prossimità, ovvero la capacità di essere vicini al
bisogno e, a volte, addirittura di farsi trovare dove il
bisogno nasce (per strada, in questura, in carcere,
a scuola…);
10
Fra le best practices attivate presso la Provincia della Spezia è possibile pure annoverare il Progetto CHATWIN con il quale si è realizzata una
attività di orientamento al lavoro rivolto alle persone immigrate e, dopo una parte formativa, l’avvio di un tirocinio in azienda con attestazione
delle competenze in uscita. Il progetto, promuovendo il coinvolgimento diretto delle aziende, ha valorizzato l’esperienza di tirocinio come
modalità di “apprendimento in situazione” di competenze professionali, riconoscibili e attestabili ai fini di una maggiore trasparenza e
conseguente spendibilità nel mondo del lavoro per le persone immigrate che, difficilmente, possiedono pregresse esperienze formative e
professionali riconosciute. Da segnalare è pure il Progetto EMMA (Esperienze mediazione multiculturale allargata) che ha perseguito le
seguenti finalità: 1) creare un servizio stabile di mediazione culturale fruibile da tutti i soggetti pubblici e privati che a vario titolo si occupano
di immigrazione; 2) consolidare il rapporto tra Servizi e territorio, tramite la condivisione degli strumenti operativi e valutativi dell’attività
di mediazione; 3) sperimentare la circolarità delle informazioni sul servizio di mediazione attraverso l’azione di coordinamento svolto dalla
Provincia. Il progetto ha visto la condivisione a livello provinciale di quattro assessorati: Assessorato alle Politiche Sociali, Assessorato
alle Politiche Attive del Lavoro, Assessorato alla Pubblica Istruzione, Assessorato alla Formazione e un partenariato costituito da Scuole,
CFP/ Enti di F.P., Sportelli Immigrazione, Questura, Servizi Sociali, Asl, Centri per l’impiego, Associazioni di impresa, Regione Liguria. La
Provincia ha ricoperto il ruolo di coordinamento del gruppo di lavoro, utilizzando il servizio di mediazione nei settori di competenzaPuoi anche leggere