Monfalcone - Parliamone in Biblioteca: Renato Antonini libro

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Monfalcone - Parliamone in Biblioteca: Renato Antonini libro
Monfalcone – Parliamone in
Biblioteca: Renato Antonini
presenta   il   suo   libro
“Memorie di un segnalatore
seriale”
GIOVEDÌ 14 OTTOBRE alle ORE 18.00, nella Sala Conferenze della
Biblioteca.

L’ingegnere monfalconese Renato Antonini da oltre vent’anni si
dedica ad una singolare attività: scrive lettere, che poi
invia principalmente a giornali (il quotidiano “Il Piccolo” è
un destinatario abituale) oltre che a politici, rappresentanti
di governo, giornalisti. Nei suoi scritti commenta fatti
locali, ma anche vicende storico-politiche di portata
nazionale.

Il volume “Memorie di un segnalatore seriale” intende
raccogliere e portare alla luce il materiale prodotto da
Antonini nelle inusuali vesti di cronista-editorialista.

L’appuntamento rientra nel      ciclo   di   incontri   targato
“Parliamone in biblioteca”.

E.L.
Monfalcone - Parliamone in Biblioteca: Renato Antonini libro
“Algoritmi di scacchi e passi
d’angeli” di Simone Corvasce
(Nulladie Edizioni)
“Algoritmi di scacchi e passi d’angeli” di Simone Corvasce
(Nulladie Edizioni, 2021) è un libro interessante e un
efficace strumento intellettivo, prodotto con sincera
padronanza nell’inquadratura progressiva del tempo, delimitato
dallo spazio emozionale del poeta. L’autore mette in risalto,
attraverso uno stile solido e profondo, il principio
sconfinato di simboli e immagini incarnati nelle sue poesie,
riveste la transitorietà del genere umano di resistenza
benevola, realizza il disegno elegiaco dell’ispirazione,
disponendo l’accordo delle reazioni dell’inconscio
esistenziale nello spirito della misura primitiva e
dimostrativa della riflessione interiore. I testi insegnano il
proposito sapiente della comunicazione con il fondamento
dinamico dei quesiti filosofici e delle meditazioni religiose,
manifestano la rivelazione spontanea dell’intelletto,
esprimono nella direzione immaginativa del pensiero la
vocazione creativa, l’avvicendamento analogico ed emblematico
delle parole accostate alla forma di un divenire spirituale,
rintracciando nell’osservazione delle esperienze l’adesione
alle nascoste significazioni delle atmosfere archetipali.
Simone Corvasce presenta una poesia lirica, classicista,
procede lungo i sentieri tortuosi dell’uomo per identificare
il segno della soggettività interpretativa, la sostanza
primaria dei contenuti colti, l’intuizione dell’appiglio
poetico come assoluta e visibile realtà esegetica. Coglie i
frammenti di una esistenza frantumata dal disorientamento
delle incertezze e dalla mancanza di una linearità permanente,
riceve l’influenza della vulnerabilità e della consapevolezza
delle reminiscenze biografiche, la consistenza quotidiana
della solitudine, le risposte all’abbandono desolato, la paura
Monfalcone - Parliamone in Biblioteca: Renato Antonini libro
suscettibile, il senso angoscioso del nulla. “Algoritmi di
scacchi e passi d’angeli” ha il nobile carattere
dell’essenzialità dialettica, restituisce alla compassione
degli incontri la metafora delle sensazioni immediate, il
corrispettivo ontologico della condizione drammatica
dell’uomo, la rivelazione dolorosa della vita, il riflesso
degli instabili volti dell’anima. Il poeta è messaggero del
valore culturale, sostiene la funzione speculativa nella
difesa della misericordia umana, replicando alla precarietà
dei comportamenti l’intensa forza morale. La ricercata
dilatazione dei fantasmi introspettivi attenua l’estensione
della sottile malinconia, corregge l’equilibrio del tempo
presente, compensa la condensazione della passione rinnovata
oltre l’oblio dell’impulso affettivo. La sensazione
inconfondibilmente tragica e tradizionale del destino
concretizza,   nell’orientamento    sincero  dei   versi
l’inquietudine moderna, nelle oscurità enigmatiche delle
condanne la rassegnata lucidità, coniugando andamenti
tormentati di contemporanea sofferenza. L’entità della realtà
poetica trae ispirazione dall’esortazione della coscienza e
dalle questioni funzionali della saggezza, dal significato
sensibile e romantico della congiunzione inscindibile con la
natura e l’armonia della conoscenza umana. Simone Corvasce
dipinge una spiegazione della finitezza, delineando
l’esposizione delle possibilità, la dottrina e la ragione
della sensibilità, attraverso il rammarico e la continua
analisi della consapevolezza, per oltrepassare la
peregrinazione affannosa e disperata dei sentimenti.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”
Monfalcone - Parliamone in Biblioteca: Renato Antonini libro
PORDENONELEGGE 2021, 25MILA
PRESENZE   E  CENTINAIA   DI
MIGLIAIA DI SPETTATORI IN
STREAMING. IL FESTIVAL PENSA
GIA’ AL 2022 CON GEOGRAFIE
PIU’ VASTE E UNO SGUARDO
ALL’EUROPA

Il festival chiude con 25mila presenze (su 30mila posti
disponibili in questo 2021 pandemico) e con grandi dati
streaming (centinaia di migliaia di visualizzazioni) per gli
eventi della PNlegge tv, «rilanciati in video in tutto il
mondo grazie alla collaborazione di 43 Istituti di Cultura: da
Sidney a Saigon, da Pechino a Hong Kong, da Addis Abeba a
Berlino», come ha ricordato in sede di bilancio il Presidente
di Fondazione Pordenonelegge, Michelangelo Agrusti. E ancora:
la scommessa del green pass lanciata pionieristicamente –
prima che diventasse norma nazionale – e vinta sul campo, la
vocazione di impresa culturale e volano economico per il
territorio: ma pordenonelegge anche come generatore di
passione per libri e autori, di una ritrovata felicità nella
fruizione degli eventi culturali live. Con il grande ritorno
del firmacopie! E l’edizione 2022 già nel mirino: ampia e
articolata come quella che si è appena conclusa, con uno
Monfalcone - Parliamone in Biblioteca: Renato Antonini libro
sguardo all’Europa, «dove c’è moltissima voglia dell’Italia
che produce cultura».

«Pordenone città festival: unica in Italia, e probabilmente
anche altrove, per l’adesione diffusa, tenace ed entusiastica
del territorio all’evento culturale che esprime. Ma anche per
l’alchimia creativa che si genera nell’incontro al festival
degli autori e degli editori: un humus dal quale sono nati nel
tempo progetti, libri e iniziative», ha spiegato il direttore
artistico Gian Mario Villalta.

PORDENONE, 19 SETTEMBRE – È stato, come da auspicio, l’anno
della rinascita: pordenonelegge 2021 archivia oggi la sua 22^
edizione – la seconda dell’era pandemica – dopo cinque giorni
intensi di incontri, dialoghi, lezioni magistrali per 250
eventi in cartellone e oltre 500 protagonisti in 35 sedi e
dieci città: da Trieste e Lignano, per la serata inaugurale,
al cuore storico del festival, la città di Pordenone insieme a
7 centri della sua provincia. «I dati, ancora in fase di
verifica, parlano di almeno 25mila presenze nei luoghi del
festival, sui 30mila posti disponibili quest’anno in regime di
pandemia, tutti ben distanziati e predisposti nella massima
sicurezza – ha spiegato questa mattina il Presidente di
Fondazione Pordenonelegge, Michelangelo Agrusti, nell’incontro
stampa di bilancio   – Un risultato che va oltre le più rosee
aspettative e che deve però sommarsi a un altro dato
eccezionale e ancora parziale: quelle centinaia di migliaia di
visualizzazioni che sono una preziosa conquista della
Monfalcone - Parliamone in Biblioteca: Renato Antonini libro
resilienza pandemica, la PNlegge TV, partita nel 2020 come una
nostra piccola ‘Dad’ e diventata valore aggiunto del festival.
Quest’anno l’abbiamo riproposta con ampia copertura degli
incontri in programma e video streaming di oltre 70 incontri:
un vero e proprio video racconto di pordenonelegge in presa
diretta e in differita, che sta facendo il giro del mondo
grazie alla sinergia degli Istituti italiani di cultura, ben
43 sedi – da Sidney a Saigon, da Pechino a Hong Kong, da Addis
Abeba a Berlino – che hanno rilanciato i nostri eventi dai
loro siti, a beneficio di utenti dei cinque continenti». E
pordenonelegge 2021 ha vinto ancora molte altre scommesse:
quella    del   green   pass,    innanzitutto:     «lanciata
pionieristicamente, quando ancora non era diventato un must
normativo, in Italia – ricorda il presidente Agusti – Una
richiesta che non ha scalfito il grande desiderio del pubblico
di partecipare in presenza alla Festa del Libro». Un gazebo
era comunque stato predisposto per tamponi last minute nel
corso del festival, in modo da garantire l’accesso in
sicurezza, grazie alla collaborazione di Croce Rossa Italiana,
Medici Cure Primarie Friuli Occidentale e Confindustria Alto
Adriatico.

«Sul piano della dialettica fra economia e cultura,
pordenonelegge conferma il suo ruolo di impresa culturale – ha
ancora affermato Michelangelo Agrusti – un volano economico
concretamente stimato nel ritorno di 8€ per ogni euro
investito dall’ente pubblico sul festival. Una testimonianza,
quindi, di sostenibilità ed equilibro fra economia e
promozione culturale, alla luce anche del sold out nelle
strutture ricettive e dei luoghi di ristorazione della città e
dell’hinterland. Ma pordenonelegge ancora una volta è stata un
grande generatore di passione per i libri e gli autori: il
ritorno del firmacopie ha rinnovato l’incontro festoso fra
autori e lettori, alimentando al festival una straordinaria e
ritrovata felicità legata alla fruizione degli eventi
culturali».
Così, negli ultimi momenti dell’edizione 2021 di
pordenonelegge lo sguardo si leva verso l’edizione 2022, che è
già nel mirino: «sarà senz’altro ampia ed estesa come quella
che si sta concludendo – ha anticipato il presidente Agrusti –
e ripartirà dalle sedi toccate quest’anno. Certamente le città
di Trieste e Lignano faranno parte del prossimo cartellone, e
le geografie del festival potranno ulteriormente estendersi,
in Italia ma non solo. Sappiamo che l’Europa ha moltissima
voglia dell’Italia che produce cultura».

Pordenonelegge 2021 è un progetto di Fondazione Pordenonelegge
realizzato dai curatori Gian Mario Villalta (direttore
artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet. Il team
artistico, insieme alla direttrice di Fondazione
Pordenonelegge Michela Zin, si è stretto al presidente
nell’incontro stampa di bilancio. «Pordenone città festival,
ancora una volta si è dimostrata realtà unica in Italia e
probabilmente anche altrove – ha osservato il direttore
artistico Gian Mario Villalta – per l’adesione diffusa, tenace
ed entusiastica del territorio al proprio evento culturale. Ma
anche per l’alchimia creativa che si genera nell’incontro al
festival degli autori e degli editori: un humus dal quale sono
nati nel tempo progetti, libri e iniziative. Pordenonelegge
quest’anno ha scelto di respirare e lo ha fatto anche
ammiccando, con la sua immagine 2021, a quel pneuma che è
soprattutto soffio vitale, principio d’essere di ogni
organismo. Una vitalità che si è riverberata nella scelta
articolata degli autori e dei temi, nell’equilibrio tra
apertura popolare e altri eventi concepiti come tessuto
connettivo di pordenonelegge, che di volta in volta sa
diventare un festival di poesia, di scienza o di filosofia. Ma
anche un festival per giovani lettori e scuole: l’augurio più
forte è di tornare presto in presenza con gli studenti di ogni
età».

La 22^ edizione di pordenonelegge, dal 15 al 19 settembre
2021, ha visto protagonisti fra gli altri il Maestro del
romanzo storico Fernando Aramburu, il Premio Nobel per la
Letteratura Kazuo Ishiguro, lo scrittore statunitense Peter
Cameron, il genetista inglese Kevin Davies, l’ex star del
calcio Lilian Thuram, l’egiziana Nadia Wassef, il russo
Evgenij Vodolazkin, l’olandese – iraniano Kader Abdolah. E
ancora gli autori Melania Mazzucco, vincitrice del 2* Premio
Letterario FVG, Alessandro Piperno, Edoardo Albinati, Marcello
Fois, Vittorino Andreoli, Federico Rampini, Emanuele Trevi,
Mauro Covacich, Antonella Viola, Andrea Segrè, Oscar
Farinetti, Daria Bignardi, Giuseppe Culicchia, Michele Serra,
Lidia Ravera, Ilaria Tuti, Mauro Corona, Stefania Auci, e
moltissimi altri ancora.

pordenonelegge 2021 è realizzato in collaborazione con la Regione autonoma
Friuli Venezia Giulia, la Camera di Commercio di Pordenone – Udine, il Comune di
Pordenone, Fondazione Friuli, Cinemazero e Crédit Agricole FriulAdria. Dettagli
e PNlegge TV su pordenonelegge.it

Press: studio Vuesse&c
“Labirinto Bosè” è il nuovo
libro di Giovanni Verini
Supplizi, disponibile anche
online
Esistono dei personaggi straordinari nella Storia del Novecento che c’hanno traghettato nel nuovo secolo con classe ed eleganza, attraversando diversi linguaggi artistici. È
                                      il caso di Miguel Bosé, figlio della bellissima attrice Lucia e del torero Luis Miguel Dominguín.
 Dall’esordio cinematografico nel 1973 Giovanni Verini Supplizi ci accompagna lungo la carriera di Miguel Bosé, raccontandoci quarantacinque anni di musica, cinema, teatro e
                          tv attraverso un’analisi dettagliata dell’attività del poliedrico artista spagnolo che tanto successo ha avuto in Italia.

                                                                 Link di acquisto online:
https://www.amazon.it/Labirinto-Bosé-Secondo-secondo-loro/dp/8897389635/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=labirinto+bose&qid=1631686615&sr=8-1
 Il libro è corredato da schede dettagliate della discografia di Bosè e dei film ai quali ha partecipato, arricchito da dichiarazioni dell’artista e di suoi colleghi e amici
   tratte da riviste, trasmissioni TV, comunicati stampa, interviste, ma soprattutto con interviste originali realizzate appositamente per il libro a: Luigi Faccini, Red
  Canzian, Janis Ian, Lindsay Kemp, Danilo Vaona, Mauro Sabbione, Oscar Gómez, Russ Ballard, Graham Preskett, Maurizio Fabrizio, Steve Kipner, Peter Hammill, Guido Harari,
Sergio Cossu, Paolo Gianolio, Daniele Tedeschi, Carlo Massarini, Luisa Corna, Gary Clark, Martin Ansell, Alan Childs, Arturo Soriano, Larry Mitchell, Carlo Marrale, Graziano
Accinni, Luca Vittori, Simon Toulson-Clarke, Emilio Farina, Giovanni Boscariol, Paolo Costa, Maurizio Sgaramella, Pedro Andrea, Noa, Spankox, Nicolás Sorin, Davide Rampello.

Giovanni Verini Supplizi, titolare di Wanted Record, negozio di dischi a Bari alle cui bizzarre vicende ha dedicato il suo primo libro, “Bassa Fedeltà” (edito da SGEdizioni).
                                           Ha collaborato con alcune radio locali e ora è critico musicale sul Quotidiano di Bari.
                                                    Prefazione di Enzo Gentile, giornalista, scrittore e critico musicale.
                                                   L’immagine di copertina è firmata da Andrea Fumagalli (@andy_bluvertigo)
                                                                            Edito da Crac Edizioni
                                                                          Distribuito da Messaggerie
                                                                  https://www.facebook.com/giovanni.supplizi
                                             https://www.facebook.com/search/top/?q=giovanni%20verini%20supplizi%20-%20scrittore

“REX, Il sogno azzurro – The
blue riband” Il mito del più
grande transatlantico                                  mai
costruito in Italia
Il libro «REX, Il sogno azzurro – The blue riband», voluto da
Fondazione Ansaldo, scritto da Flavio Testi, pubblicato e
distribuito da Erga Edizioni, è stato recentemente presentato
al MuCa – Museo della Cantieristica di Monfalcone, da Michele
Luise, vicesindaco del Comune di Monfalcone, e Lorenzo Fiori
direttore di Fondazione Ansaldo. E’ seguita una tavola rotonda
moderata dallo storico navale e operatore museale per il MuCa
Giulio Princic con la partecipazione dell’autore del libro,
della titolare P.O. Attività Culturali del Comune di
Monfalcone per il MuCa, Federica Ghirardo, del rappresentante
dell’Associazione Marinara Aldebaran, Corrado Cattonar, e
dello storico navale, liutaio e collaboratore del Museo del
Mare di Trieste Walter Macovaz.

La Fondazione Ansaldo ha voluto questo libro per celebrare il
mito del più grande transatlantico mai costruito in Italia –
51.060 tonnellate di stazza lorda per una lunghezza di 268
metri, una larghezza di 30 metri e un’altezza 37 metri, con 4
eliche e 4 motori capaci di una potenza di 140.000 cavalli -,
varato il primo agosto 1931 nei Cantieri Navali Ansaldo di
Sestri Ponente e affondato l’8 settembre 1944 dai razzi e
siluri accanitamente lanciati dagli aerei della Royal Air
Force nella solitudine e nel silenzio della baia di
Capodistria, opposta geograficamente a quella dove era nato.

Il suo affondamento è stato l’ultimo atto di una vita
operativa eccezionale, seppur breve, suggellata nel 1933 con
la vittoria del Nastro Azzurro, grazie ad una traversata tra
Europa e America di 4 giorni, 13 ore e 58 minuti.
Il REX percorse le 3.181 miglia che separano Gibilterra dal
faro di Ambrose a una velocità media di 28,92 nodi, arrivando
a destinazione con un giorno d’anticipo, un record che detenne
per due anni. Ed è proprio a questa competizione che si
riferisce il titolo del libro.

Un mito fatto di tanti altri miti: a bordo del REX viaggiarono
autentiche leggende quali il “gigante buono” Primo Carnera,
l’“uragano di Amsterdam” Vittorio Tamagnini, Walt Disney,
Clark Gable, Salvador Dalì, Ingrid Bergman, Gianni Agnelli,
Arturo Toscanini, Eugenio Montale, Luigi Pirandello e
moltissimi altri. Non solo personaggi celebri, ma
sul REX attraversarono l’Atlantico tra i 30.000 e i 50.000
ebrei che trovarono rifugio in America durante il periodo
delle persecuzioni razziali.
Il REX è entrato nel mito anche per la leggendaria
intercettazione del 12 maggio 1938 in pieno Atlantico, a 700
miglia da New York, effettuata da tre prototipi di bombardieri
B17, le cosiddette “Fortezze volanti”. Un tributo a questo
evento    avvenne    nel    2007       con     la    replica
dell’intercettazione REX Replay.
L’assurdo accanimento nell’affondarlo ha contribuito a
consolidarne l’aura di mito che ancora oggi vive nella memoria
collettiva: la Zanussi volle il nome del transatlantico per i
suoi elettrodomestici di alta gamma; nel 1963 la Peroni chiamò
Nastro Azzurro la sua la birra premium con l’ambizione di
farla diventare la birra italiana più amata nel mondo. Dieci
anni dopo, nel 1973, Fellini lo rese immortale omaggiandolo
nel suo capolavoro Amarcord.

Tra le oltre 250 pagine del volume è possibile leggere di come
sia nato questo mito che da 90 anni è sinonimo di orgoglio
italiano e che, anche con i suoi interni eleganti e raffinati,
è stato simbolo itinerante del made in Italy nel mondo.

Il volume bilingue (italiano e inglese) e con sovra-copertina
poster, stampato e distribuito da Erga Edizioni, è in vendita
presso il circuito delle librerie su tutto il territorio
nazionale al prezzo di 25 euro e presso le principali
piattaforme on-line.
LIGNANO,    domani     ULTIMO
APPUNTAMENTO DEGLI INCONTRI
CON L’AUTORE E IL VINO CON IL
LIBRO DI ENEA FABRIS “DALLA
SABBIA ALL’ORO”
Giovedì 9 settembre ultimo appuntamento della storica rassegna
degli Incontri con l’autore e con il vino, promossi
dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio presieduta da
Giorgio Ardito e curati dallo scrittore Alberto Garlini e dal
tecnologo alimentare Giovanni Munisso. Alle 18.30 al
PalaPineta nel Parco del Mare, Enea Fabris presenta il suo
libro “Dalla sabbia all’oro”. Conduce l’incontro l’avvocato
Enrico Leoncini.

Un titolo che racchiude in sintesi tutto il percorso di questa
penisola, da landa desolata a stazione turistica di livello
europeo. Sedici capitoli in cui l’autore racconta la località
balneare friulana tra ieri e oggi, aiutandosi con oltre 200
splendide fotografie, molte delle quali inedite.
«Una attenta ricostruzione di un
                             lungo arco temporale, quasi un
                             affresco storico, che non si
                             limita a ricordare il passato in
                             termini reali, ma ci rende anche
                             la sensazione di quel passato –
                             cosi scrive Marina Dalla Vedova
                             nella sua prefazione al libro –
                             troverete storie che sembrano
remote, oramai dimenticate, eppure fondanti l’identità di un
territorio».

L’opera vive di due momenti, quello personale, che introduce e
che costituisce la cifra morale del lavoro, e quello più
scientifico e compilativo, che analizza i fatti e le vicende
della storia. Come ad esempio l’inizio del centro balneare
friulano il 15 aprile del 1903, quando con una solenne
cerimonia veniva la posta in opera il primo palo per la
realizzazione del primo stabilimento balneare.

La Società Agricola Cav. Guido Lorenzonetto di Pertegada (UD)
proporrà in degustazione la sua Ribolla Gialla Spumante Extra
Dry, raccontata dall’enologo Michele Bonelli. Un vino dal
colore giallo paglierino carico con profumi freschi fruttati
con note di mela e fiori bianchi. Un sapore rotondo, vivace e
aromatico con una spuma persistente e un perlage fino e
continuo.

Come da Decreto legge del 23 luglio 2021, n. 105 sulle “Misure
urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da
COVID-19”, sarà possibile accedere agli incontri soltanto se
si è in possesso della Certificazione Verde Covid-19/Green
Pass comprovante l’inoculamento almeno della prima dose
vaccinale Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione da Sars-
CoV-2 (validità 6 mesi) o l’effettuazione di un test
molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus
Sars-CoV-2 (con validità 48 ore).
All’ingresso verranno richiesti al pubblico i dati personali,
che saranno conservati per 14 giorni. Si consiglia di arrivare
al PalaPineta con il modulo già compilato, scaricabile al
link https://www.lignanonelterzomillennio.it/download/modulo-t
racciabilita.pdf. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti
disponibili.

“Dentro tutte le cose c’è
amore” Il nuovo libro di
Paolo Parrini
Il nuovo libro di Paolo Parrini “Dentro tutte le cose c’è
amore” (Puntoacapo Editrice, 2021) racchiude la materia della
memoria, tanto cara all’autore, il continuo stato di
provvisorietà e di tumulto interiore alimentato dal senso
d’inafferrabile malinconia offuscata tra le righe e nell’ombra
dei versi. I testi orientano e governano i luoghi e gli odori
collegati ai ricordi, i correlativi oggettivi della natura,
l’aspetto somatico dei sentimenti, ispirando l’universale
miracolo dell’amore, la declinazione poetica di ogni più viva
felicità lungo il cammino delle relazioni umane, nell’intimità
degli    incontri,    nell’essenza     delle    invocazioni,
nell’obbedienza nobile all’ascolto di parole coniugate alla
saggezza. Il poeta difende il limite degli scenari spontanei,
impressi nelle sue poesie, contempla la devozione alle
emozioni mediando l’arte elegiaca con la generosa comprensione
degli accadimenti della realtà, decantando la fiducia in un
sorriso, ritrovando gli accordi inespressi dell’immaginario
sognato e desiderato. L’alchimia degli elementi esistenziali
rende unica e indissolubile ogni corrispondenza altruista,
trasforma il significato spirituale del tempo, intreccia il
mantenimento benevolo nei legami, dilatando il confine di ogni
spazio esiliato, la considerazione della coscienza, l’infinita
osservazione della reciprocità. La poesia di Paolo Parrini,
innamorata dell’attesa, realizza sapientemente la sostanza di
ogni piccola, grande previsione empatica, districando la cifra
del dolore nella premessa del sentire, modellando
l’architettura intimista di ogni distacco nel risveglio della
quotidianità, nella gioia di “un filo d’erba” nel paesaggio,
rispettato come elemento di riflessione e di consolazione. La
perseveranza e la fedeltà al proprio cuore scolpiscono la
materia dell’autore, imprimono il suo punto di vista, ricavano
l’umanissimo significato delle preghiere pagane rivolte alla
vita, confermano l’alleanza con le dinamiche sensibili,
mutando la desolazione di ogni sofferenza in risveglio
caritatevole. Il poeta è testimone dell’influenza
rigeneratrice della propria anima, preserva l’integrità delle
espressioni nello stile evoluto in equilibrio con l’esigenza
di un indirizzo purificatore, nella vocazione di una
identificazione e di un confronto ricambiato con il lettore,
dedicando alla purezza di ogni risorsa percettiva
l’attraversamento di ogni avversità mediante l’amore. L’amore
quindi come esortazione alla cura e all’evoluzione di sé, dono
di attenzione profonda al proprio esistere, dialogo nelle
azioni e dolcezza nei gesti, voce e silenzio. L’altruismo
poetico di Paolo Parrini rafforza l’entusiasmo e la
gratitudine, salvaguarda lo svolgersi coraggioso delle
separazioni, ripara le offese, accresce la limpidezza della
linfa vitale, genera l’identità delle proprie intuizioni.
“Dentro tutte le cose c’è amore” è un benefico sortilegio
d’amore, avvolge l’universo biografico in un’aura protettiva,
disegna la prospettiva struggente della commozione, adattata
nella resilienza dei conflitti, adegua la dimensione intima di
ogni piccola morte alla rinascita di ogni inclinazione
nostalgica, superando il vuoto delle solitudini, nel vero
significato della speranza, nelle parole di Pablo Neruda:
”Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni
giorno.”
Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”

La Terra degli Dei” di Sara
Favarò il 6 e 7 sett. a
Vicari e Misilmeri (PA)
“La Terra degli Dei”, 70° libro della scrittrice Sara Favarò,
sarà presentato lunedì 6 a Vicari e martedì 7 a Misilmeri,
entrambi comuni della Provincia di Palermo.

L’incontro di Vicari di giorno 6, alle ore 17,30, è
organizzato dal Comune e dalla locale Pro Loco. Dopo i saluti
del Sindaco Antonio Miceli, ci sarà l’intervento
dell’Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità
Siciliana Alberto Samonà, autore della prefazione al libro, la
presentazione del testo sarà a cura della giornalista Marianna
La Barbera, in scaletta anche la partecipazione del
chitarrista Ferdinando Moncada e la presenza di Sara Favarò.
Sede dell’evento è l’antico Palazzo Pecoraro Maggi in Via
Dante Alighieri, 18, dove sarà anche offerto un rinfresco a
base di “passa volanti”, il dolce di mandorla tipico di
Vicari.

L’incontro di Misilmeri di giorno 7, alle ore 21,00, è
organizzato dalla Biblioteca Comunale del paese. Dopo i saluti
del Sindaco Rosario Rizzolo, ci sarà l’intervento del
direttore della Biblioteca Enrico Venturini, la presentazione
dei contenuti del testo sarà fatta dalla giornalista Marianna
La Barbera. Seguirà la lettura di alcuni brani tratti dal
testo della Favarò, a cura della professoressa Anna Rita
Pinsino e dell’attore Gaetano Martorana. Interverranno,
inoltre, il chitarrista Francesco Maria Martorana e l’Autrice.

Il libro è pubblicato da Di Girolamo ed è inserito nella
collana editoriale “Promemoria” che vede la presenza di altri
nove libri dell’autrice su temi che spaziano nell’ambito della
tradizione popolare siciliana, dai proverbi, ai modi di dire,
dalle preghiere popolari alle filastrocche, dalle favole alle
minchiate, dalle conte ai “cunti”, la copertina è di Tiziana
Crivello.

“La Terra degli Dei”, il cui sottotitolo è “Miti e Divinità
Siciliani”, oltre alla prefazione di Alberto Samonà, ha
l’introduzione di Franco Favarò,        studioso   di   storia
dell’esoterismo occidentale

C. L.

LIGNANO,                   INCONTRI                     CON
L’AUTORE E CON                              IL VINO:
GIOVEDI’     2                              SETTEMBRE
ANTONELLA SBUELZ
E VENERDÌ 3 SETTEMBRE UN INCONTRO “FUORI PROGRAMMA”: MARINO
FIRMANI PRESENTERÀ IL SUO LIBRO “IMPARARE

Una vicenda che intreccia due voci e due vite di adolescenti,
l’italiano Mattia e l’afghano Aziz, unendo i loro destini in
un finale a sorpresa. Tutto questo nel romanzo “Questa notte
non torno” (Feltrinelli) che l’autrice Antonella
Sbuelz presenterà giovedì 2 settembre alle 18.30 al PalaPineta
per la rassegna Incontri con l’autore e con il vino, promossa
dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio presieduta da
Giorgio Ardito.

Aziz parte con il padre e lo zio dall’Afghanistan, seguendo la
rotta balcanica, per raggiungere l’Europa. La madre è morta
durante un’azione militare e il ragazzo è stato cresciuto
dalla nonna, donna istruita, costretta a fuggire dai talebani
dopo aver tentato di avviare una piccola scuola per bambine.
Nei pressi di Budapest, i tre vengono arrestati come migranti
clandestini ma, mentre il padre e lo zio sono trattenuti dalla
polizia, Aziz viene rilasciato e sale su un treno diretto a
Vienna. Mattia invece è un ragazzo italiano come tanti: vive
in una cittadina del Nord con i suoi genitori, ha una cotta
per una compagna di classe a cui non riesce a dichiararsi e
tanti sogni da realizzare. Un giorno, però, la sua vita viene
colpita da un fulmine a ciel sereno: la notizia che il padre
aspetta un figlio da un’altra donna. Per il ragazzo comincia
una profonda metamorfosi, fatta di fragilità e scoppi di
rabbia, momenti di tenerezza e propositi di vendetta. Aziz e
Mattia si incontrano per caso una notte: Mattia è scappato di
casa e Aziz, dopo il lungo viaggio, è arrivato in Italia e
dorme vicino a una siepe, solo e affamato. Mentre Mattia gli
dà da mangiare il poco che ha e lo accoglie nel suo rifugio
nei sotterranei della scuola, Aziz gli racconta la sua storia.
Nella notte, però, Mattia si accorge che il ragazzino afghano
scotta. Ha la febbre alta e cercando di aiutarlo Mattia scopre
che in realtà Aziz è una ragazza dai lunghi ricci neri…

L’azienda agricola Obiz di Cervignano del Friuli proporrà in
degustazione la sua Malvasia DOC Friuli 2019. Un vino dal
Colore giallo paglierino. Al naso si presenta schietto e
caratteristico, sprigiona particolari note floreali di fiori
di acacia, sfumature di salvia e frutta gialla. Con un sapore
secco, pieno ed elegante, con una buona persistenza e ottimo
equilibrio tra morbidezza e sapidità
                                    .

E questa settimana gli incontri con l’autore e con il vino
raddoppiano: un “fuori programma” venerdì 3 settembre, sempre
alle 18.30 al PalaPineta, la presentazione del libro di Marino
Firmani “Imparare a imparare” (Aviani & Aviani editore), in
abbinamento con i vini dell’azienda vitivinicola Le Vigne di
Zamò di Rosazzo

All’interno del PalaPineta ci sarà un corner allestito da
Librerie Coop per poter acquistare le copie dei libri con la
possibilità di farsele firmare dagli autori.

E. L.

Altri orizzonti: camminare,
conoscere, scoprire Pistoia –
Dialoghi   sull’uomo  torna
finalmente in presenza: dal
24 al 26 set.
Pistoia – Dialoghi sull’uomo

XII edizione | 24-26 settembre 2021

Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire

Pistoia – Dialoghi sull’uomo torna finalmente in presenza: da
venerdì 24 a domenica 26 settembre si terrà la XII edizione
del festival di antropologia del contemporaneo, promosso dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune
di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli
(www.dialoghisulluomo.it).

Dopo questo lungo periodo sospeso, in cui non ci si è potuti
incontrare nelle piazze, il cammino dei Dialoghi, iniziato 12
anni fa, riprende con quel confronto vivo e intenso tra
pubblico e grandi pensatori, su temi cruciali e di impegno
civile, che da sempre contraddistingue il festival, per
comprendere al meglio come convivere in una società complessa
quale la nostra, soprattutto alla luce della crisi che stiamo
attraversando.

Il tema del 2021 Altri orizzonti: camminare, conoscere,
scoprire sarà affrontato in conferenze, dialoghi, spettacoli e
camminate culturali. Antropologi, filosofi, scrittori,
scienziati, sociologi, artisti, esploratori raccontano, da
punti di vista differenti, l’anelito di ricerca che ha
caratterizzato l’evoluzione del genere umano, superando i
confini e camminando verso nuovi orizzonti – fisici e
spirituali.

Il fil rouge del festival è il cammino verso nuove e altre
prospettive, il cammino dei migranti in fuga dalla povertà e
dalla morte, quello avventuroso dei pionieri, quello della
ricerca, della cultura e della scienza. Dalle esplorazioni
della terra e dello spazio, che hanno consentito di creare
nuovi habitat e di sviluppare nuove conoscenze, all’esigenza
di superare l’hic et nunc della quotidianità, alla ricerca di
forme di spiritualità tanto religiosa quanto laica.

«Gli incontri della nuova edizione dei Dialoghi vedranno
avvicendarsi studiosi, viaggiatori ed esploratori del mondo,
ma anche dei diversi campi del sapere, che tentano ogni giorno
di superare i propri confini, perché la sete di conoscenza
dell’essere umano è inesauribile» dichiara Giulia Cogoli «Il
cammino che i nostri lontani antenati hanno intrapreso uscendo
dall’Africa non è stato fatto solo con i piedi, ma anche con
l’immaginazione, la speranza e l’anelito a nuove scoperte, che
ha permesso non solo di conoscere il nostro pianeta, ma anche
di trascenderlo».

Il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo – attribuito a una
figura del mondo culturale che con il proprio pensiero e la
propria opera abbia testimoniato la centralità del dialogo per
lo sviluppo delle relazioni umane – quest’anno, per la quarta
edizione, è conferito a Claudio Magris.

Germanista, narratore, scrittore di teatro, tra i primi
studiosi a occuparsi di autori ebraici nella letteratura
mitteleuropea, è uno dei maggiori testimoni della nostra epoca
attraverso un modello di militanza intellettuale che torna in
tutte le sue opere. Sarà insignito del riconoscimento sabato
25 settembre, sul palco del festival in piazza del Duomo.
Seguirà l’incontro Quando comincia l’uomo? con lo scrittore
Paolo di Paolo. Il premio è stato in precedenza assegnato allo
scrittore David Grossman (2017), al Premio Nobel per la
Letteratura Wole Soyinka (2018) e alla fisica ed economista
Vandana Shiva (2019).

IL PROGRAMMA
VENERDÌ

Apre il festival la conferenza inaugurale Le parole e il
cammino dello scrittore Paolo Rumiz, uno dei massimi narratori
di viaggio. Il cammino è uno dei momenti topici della
riflessione e della scrittura, in cui, secondo Rumiz,
l’immaginazione si scatena. Lo scrittore è, dunque, un
trovatore, un cacciatore che non sa mai in cosa si imbatte
prima di partire e la sua vita è una sorta di “pendolarismo
talmudico” fra il momento nomadico, in cui esce dalla propria
tana in cerca della preda, e il momento del ritorno a casa, in
cui si rifugia al sicuro, raduna ciò che ha raccolto, per
passare alla rielaborazione.

“Cammino dunque sono”: parafrasando Cartesio, il pedagogista e
filosofo Duccio Demetrio spiega che il pensiero filosofico,
fin da Platone, non ha mai cessato di riflettere sul divenire,
sul tempo scandito dai passi, sul dirigersi verso una meta.
L’atto del camminare si rivela dunque una grande metafora
filosofica della condizione umana, in cui la strada, la sosta,
gli incontri, sono simboli del nostro rapporto meditativo – o
viceversa distratto – con le cose e con gli altri.

Ogni luogo è un dove è lo spettacolo teatrale, al suo debutto,
scritto dall’antropologo Marco Aime, che sale sul palco del
festival nell’inedita veste di voce teatrale narrante, con
musiche di    Massimo Germini che suonerà dal vivo vari
strumenti, accompagnati dal canto e narrazione dall’attrice
Eleni Molos: un percorso di poesie, musica, canzoni, in un
viaggio per raccontarci quanta strada calpestano gli uomini
per attraversare cieli, muri, deserti e mari, per affermare il
proprio diritto e il desiderio di vita. L’incontro con lo
straniero, in ogni brano, diviene un viaggio nel tempo, perché
tutti siamo stati migranti, perché tutta l’umanità è in
cammino, da sempre.

SABATO
Cosa sta diventando l’essere umano in quest’epoca che qualcuno
ha proposto di chiamare d.C., “dopo Coronavirus”? Che umanità
è quella della grande accelerazione digitale e della crisi
ambientale? Il rapporto con le macchine configura rischi di
alienazione e nuove schiavitù? Oppure è proprio la tecnologia
che ci fa apparire per come siamo, ovvero esseri la cui
“natura” è in realtà una cultura continuamente cangiante?
Siamo destinati a vivere in futuro senza lavorare, oppure le
nuove tecnologie costringeranno alcuni a lavorare per il
benessere di altri? A questi e ad altri affascinanti
interrogativi risponde il filosofo Maurizio Ferraris in
dialogo con l’antropologo Adriano Favole.

Per millenni gli uomini hanno sfidato i limiti geografici, per
impadronirsi di ogni luogo ignoto. La storia delle
esplorazioni e delle conquiste non è solo una storia di
geografie, ma di immaginazione. Possono stare nella stessa
storia i mercanti greci e Odisseo? Colombo, Magellano e i
pirati dei Caraibi? La risposta a queste domande, secondo lo
storico Alessandro Vanoli, non è letteraria, ma storica,
perché ci racconta il senso che abbiamo dato alle nostre
scoperte e come oggi guardiamo al nostro incerto presente.
Questo incontro completa la serie di podcast Viaggio come… che
Vanoli ha realizzato appositamente per i Dialoghi.

Sul palco del festival si chiude anche un altro ciclo di
approfondimenti inediti: Altri orizzonti. Brevi interviste con
donne che guardano oltre, otto colloqui in video con
importanti figure femminili, condotti dalla giornalista e
scrittrice Caterina Soffici. In presenza a Pistoia, Soffici
intervista Nives Meroi, una delle maggiori alpiniste donne
della storia. Meroi ha scalato, assieme al marito Romano
Benet, senza ossigeno e senza portatori di alta quota, le
vette più alte del mondo: sono 14 i Giganti della Terra e loro
la prima coppia ad averli saliti insieme. Un racconto della
sua passione per la montagna, dell’amore per i viaggi e le
esperienze con popoli diversi, della voglia di misurare se
stessi in ambienti ostili, e soprattutto dell’importanza
dell’umiltà nella rinuncia talvolta necessaria.

Il fisico Antonello Provenzale, direttore dell’Istituto di
Geoscienze e Georisorse del CNR, illustra uno dei temi di
maggiore urgenza e attualità: il cambiamento climatico.
Nell’ultimo secolo gli esseri umani – con le emissioni di gas
serra, le modifiche del territorio, l’inquinamento, la
distruzione della biodiversità – sono diventati un agente di
rapido cambiamento planetario. Come si evolverà il clima del
futuro, quali conseguenze porterà l’aumento delle temperature,
cosa possiamo fare per ridurre il riscaldamento globale? E
siamo ancora in tempo?

Chiude la seconda giornata del festival lo spettacolo con
l’attrice e regista Sonia Bergamasco, dal titolo Voci di donne
in cammino. Una serata di letture dedicata alle viaggiatrici,
antropologhe ed esploratrici che hanno camminato per il mondo,
studiando altre culture, altri paesi, spesso inesplorati e
sconosciuti al mondo occidentale.

DOMENICA
Il filosofo Marco Vannini, che nel corso della sua lunga
carriera si è occupato del recupero della grande tradizione
mistico-speculativa, tiene una conferenza sulla mistica come
“via del distacco”, che va oltre l’orizzonte dell’anima, verso
lo spirito.

Lo scrittore e critico letterario Emanuele Trevi, vincitore
del Premio Strega 2021, dialoga con Marco Aime sul tema del
viaggio iniziatico, mito culturale che attraversa tutte le
epoche e culture. Ogni viaggio iniziatico porta alla prova di
se stessi, con un allontanamento dalle proprie abitudini e
certezze cui segue la morte simbolica, quindi la rinascita
vera e propria. Metabolizzare quel viaggio, scriverlo, è parte
integrante dell’itinerario conoscitivo con cui il viaggiatore
scopre di essere una persona nuova. L’atto stesso della
scrittura è spesso un’iniziazione.
Non c’è nulla in ciò che la scienza scopre o studia che non
possa essere spiegato. È quanto sostiene la scienziata e
senatrice a vita Elena Cattaneo, accademica dei Lincei dal
2013: con la pandemia, la maggior parte di noi ha imparato ad
apprezzare il valore delle conoscenze e delle competenze, in
un momento in cui le certezze del quotidiano sono venute meno.
La sfida del domani sarà quella di recuperare e mantenere
questo “innamoramento” verso la scienza e consolidare la
fiducia nel metodo scientifico.

La nostra società sta divenendo, anno dopo anno, sempre più
complessa: la globalizzazione e internet hanno “ristretto” il
mondo, facendo sì che l’incontro con le differenze, esperienza
prima eccezionale e saltuaria, diventasse parte della
quotidianità di ognuno di noi. Ma l’essere umano, osserva la
sociolinguista Vera Gheno, non è programmato per accettare
tutto questo con serenità: istintivamente vive la novità e
l’alterità come minacce alla sua esistenza. Parte di questo
processo avviene a livello linguistico, tramite un uso più
attento delle parole, rispettoso delle diversità.

Chiude la XII edizione dei Dialoghi l’attore, conduttore e
musicista Neri Marcorè, una delle figure più versatili dello
spettacolo italiano, che dà voce a Le vie dei canti di Bruce
Chatwin. Un testo che ha insegnato a generazioni a camminare,
a guardare con sguardo attento, a conoscere, a rispettare il
mondo che ci circonda e l’altro.

A completare il programma del festival, due passeggiate
culturali a cura dell’associazione pistoiese Artemisia. Da
Pistoia ai confini del mondo e ritorno celebra la città come
punto di arrivo e di partenza per tanti viaggiatori, tra i
quali Ippolito Desideri, il primo occidentale ad aver visitato
il Tibet nel Settecento, o Ignazio Fabroni, che nel Seicento
solcò per anni il Mediterraneo. Il percorso, con partenza da
piazza del Duomo, si dipana nel centro storico e si conclude
alla Biblioteca Fabroniana, dove per l’occasione saranno
esposte carte geografiche e documenti originali per riscoprire
gli avventurosi viaggi dei pistoiesi alla volta del mondo.

Come pellegrini è un itinerario che ripercorre l’ultimo tratto
del pellegrinaggio iacobeo a Pistoia, attraversando la città
da nord a sud. Da Porta al Borgo, l’antico percorso dei
pellegrini conduce alla Cattedrale dove, nella cappella
dedicata a Giacomo il Maggiore, ancora si conservano la
reliquia dell’Apostolo e un preziosissimo altare argenteo.

Altri orizzonti: camminare… narrare… immaginare… conoscere è
il programma pensato anche per i più piccoli (e per i genitori
che potranno affidare i figli per l’intera durata degli eventi
cui vorranno partecipare), a cura dall’associazione culturale
Orecchio Acerbo, con il supporto di Unicoop Firenze. Tanti
appuntamenti ideati appositamente per stimolare la curiosità
dei più piccoli: un caleidoscopio di incontri con narrastorie
e musicanti e con laboratori di narrazione, poesia, arte,
ecologia e musica, modulati sul tema dei Dialoghi.

Il   sistema-Dialoghi.     I   Dialoghi   sono   più   di    una
manifestazione: propongono un modo nuovo di fare
approfondimento culturale, sia per il taglio antropologico,
che per primi hanno adottato, sia per la vasta produzione,
durante tutto l’anno, di contenuti culturali inediti. Negli
anni, al festival si sono affiancate molte iniziative: una
collana di volumi edita da UTET, che nel 2021 si arricchisce
di due nuove uscite, arrivando così a 18 titoli e 100.000
copie; un canale YouTube dedicato che ha avuto oltre 2 milioni
e mezzo di visualizzazioni; da quest’anno il progetto podcast,
che offre 200 podcast gratuiti scaricabili dalle piattaforme
Spotify, Google Podcasts e Apple Podcasts; i social e il sito
dei Dialoghi che interagiscono tutto l’anno con il vasto
pubblico di oltre 70.000 followers. I Dialoghi sono anche un
vasto archivio di oltre 600 registrazioni audio e video
originali, senza dimenticare il progetto scolastico di
approfondimento antropologico che in 12 anni ha coinvolto
oltre 30.000 studenti, e 7 importanti mostre fotografiche
organizzate su temi antropologici.
Attesissimo il ritorno in piazza dei volontari, che dalla
prima edizione del festival sono stati più di 3.500.
L’energia, l’entusiasmo, la voglia di fare e di scoprire come
funziona la complessa macchina organizzativa di un evento
culturale, la possibilità di incontrare di persona i relatori,
di fare amicizia con coetanei, sono da sempre il tratto
distintivo dei giovani che contribuiscono, con il loro
operare, al successo del festival.

Biglietti in vendita dal 31 agosto (conferenza inaugurale
gratuita | € 3,00 incontri | € 7,00 spettacoli e passeggiate)
in   piazza   del   Duomo   12   a  Pistoia    e  sul   sito
www.dialoghisulluomo.it.

Informazioni e programma: www.dialoghisulluomo.it e sulla App
del festival.

L’accesso a tutti gli eventi del festival, per gli spettatori
con più di 12 anni, sarà consentito solo se muniti della
Certificazione verde COVID-19 (Green Pass).

Enrico Liotti
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