La programmazione del cinema Lux di Viterbo - Tuscia Times

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La programmazione del cinema Lux di Viterbo

 VITERBO- Ricca programmazione del cinema Lux, con ingresso unico feriali e festivi al costo di 5 euro. Dal 30 novembre al 3
diecembre con i seguenti orari (16.30- 18.15-20-00-21.45) verrà proiettato "Gli sdraiati", un film di genere commedia del 2017,
diretto da Francesca Archibugi, con Claudio Bisio e Antonia Truppo. Uscita al cinema il 23 novembre 2017. Durata 103 minuti.
Distribuito da Lucky Red.
ATTORI: Claudio Bisio, Antonia Truppo, Cochi Ponzoni, Donatella Finocchiaro, Gigio Alberti, Barbara Ronchi, Ilaria Brusadelli,
Gaddo Bacchini, Carla Chiarelli, Federica Fracassi, Gianluigi Fogacci, Sandra Ceccarelli
TRAMA GLI SDRAIATI:
Gli sdraiati, il nuovo film di Francesca Archibugi, è tratto dall'omonimo romanzo best seller di Michele Serra.
Giorgio (Claudio Bisio) è un giornalista di successo, amato dal pubblico e stimato dai colleghi. Insieme alla ex moglie Livia (Sandra
Ceccarelli) si occupa per metà del tempo del figlio Tito, un adolescente pigro che ama trascorrere le giornate con gli amici, il più
possibile lontano dalle attenzioni del padre. I due parlano lingue diverse ma ciò nonostante Giorgio fa di tutto per comunicare con il
figlio. Quando nella vita di Tito irrompe Alice, la nuova compagna di classe che gli fa scoprire l'amore e stravolge la routine con gli
amici, finalmente anche il rapporto con il genitore sembra migliorare. Ma l'entusiasmo non durerà a lungo perché il passato di Alice
è in qualche modo legato a quello di Giorgio. Giorgio e Tito sono padre e figlio. Due mondi opposti in continuo scontro.
Pubblicato nel novembre del 2013, "Gli sdraiati" aveva raccolto recensioni entusiaste ma anche piccate polemiche: per alcuni,
infatti,

 e specie per i più giovani che si sentivano punti sul vivo, quello di Michele Serra era il borbottio retorico, per quanto ironico, di un
vecchio barbogio. Dell'esponente di quella generazione che si era dipinta da sola come "la meglio gioventù" per poi lasciare in
eredità ai suoi figli poco o niente: un mondo a pezzi nel migliore dei casi. Di uno di quei giornalisti borghesi che fanno tanto i
comunisti, ma poi sono i peggio conservatori, perché dai, su, i ragazzi non sono così: non siamo così, non parliamo così, non stiamo
mica sdraiati così, perché non raccontate tutte le cose belle che facciamo?
Eppure, bastava leggerlo bene, il libro di Serra. Leggero bene e, se possibile, se 112 pagine non son troppe, leggerlo fino alla fine. E
allora diventava subito chiaro che quello non era un libro sui figli, un dito puntato contro una generazione di sanguisughe
fancazzista, ma un racconto leggero e intelligente su una società spaccata in due, e quello commovente di un padre che non sa bene

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come essere tale, che rimpiange la giovinezza e teme d'invecchiare, e che vorrebbe tanto farlo, guardando un figlio crescere,
cercando di capirlo, di parlargli, sperando un giorno magari di abbandonarsi sulle sue spalle come un vecchio Anchise.
"Gli sdraiati" non parla dei figli, dei giovani di oggi, non è un atto d'accusa verso il loro nichilismo abulico: parla di padri, di adulti
che non sanno più bene che ruolo ricoprire all'interno della famiglia, come ricoprirlo, come sanare una frattura generazionale che la
storia, i tempi, la rete, la trasformazione della società fa percepire oggi come profondissima, misteriosa, carica di elettrica
conflittualità nel nome della sopravvivenza.
Detto questo, resta da vedere quale sarà la chiave scelta da Francesca Archibugi (e dal suo co-sceneggiatore Francesco Piccolo) per
raccontare col linguaggio del cinema quello che sulla pagina è comunque un lungo, pur ironico, fantasioso e metaforico, monologo
interiore di Serra, che parla al lettore, a sé stesso e al figlio senza mai ottenere una risposta, che immagina guerre - letterali - tra
generazioni e riflette sulla sua condizione esistenziale di padre e di uomo non più nel fiore degli anni. In che modo i pensieri di Serra
e le sue considerazioni verranno rispettate, tradite, ampliate e approfondite.
Evento straordinario il 4-5-e 6 dicembre alle ore 18.00 e 21.00 ed ingresso a 10 euro per "Vasco Modena Park, il film", che
documenterà il grande concerto di Vasco Rossi dello scorso 1° luglio. La durata della pellicola è indicata in 157 minuti.

 VASCO MODENA PARK ? IL FILM al cinema la versione inedita dell'evento che il 1° luglio a Modena ha visto Vasco
protagonista assoluto assieme ai 220.000 spettatori accorsi da ogni parte per partecipare alla ?festa epocale? dei suoi primi 40 anni
?dal fronte del palco?. Duecentoventimila voci al cielo, ventisette telecamere, massima attenzione alla resa sonora, un montaggio al
cardiopalma. Il film diretto da Giuseppe Domingo Romano è arricchito da preziosi materiali inediti e dalle riflessioni dello stesso
Vasco, che si trasformerà in un Caronte capace di trasportare i fan a esplorare gli spartiti della sua vita. Oltre due ore di rock e di
energia pura, per rivivere un momento unico da ascoltare, un'avventura epica da guardare, una grande festa da?cantare ? e perché no
ballare ? ancora una volta tutti insieme. Ma questa volta al cinema!
In programmazione anche "Smetto quando voglio 3 : ad honorem", il terzo e ultimo capitolo della trilogia di film diretti da Sydney
Sibilia con protagonisti la banda di ricercatori e cervelloni diventati, per neccesità, spacciatori di smart drugs, con a capo il Pietro
Zinni interpretato da Edoardo Leo. L'uscita al cinema è il 30 novembre 2017. La durata del film è di 96 minuti.
ATTORI: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco
Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Peppe Barra, Greta Scarano, Luigi Lo Cascio, Valeria Solarino, Neri Marcorè
TRAMA SMETTO QUANDO VOGLIO 3: AD HONOREM:
Atto finale della trilogia diretta da Sydney Sibilia, Smetto quando voglio: Ad honorem vede la banda di cervelloni incompresi,
capitanata dal neurobiologo Pietro Zinni (Edoardo Leo), riunirsi per l'ultima sconsiderata impresa. Dietro le sbarre del carcere di
Rebibbia, i galeotti fregiati di titoli accademici escogitano un modo per evadere di prigione e sventare i piani del terribile Walter
Mercurio (Luigi Lo Cascio), intenzionato a fare una strage. Ma chi è il nuovo villain? Cosa nasconde? Qual è il suo piano? Pietro è il
primo a intuirlo. "Sopox è la formula del gas nervino. Ecco a cosa gli serviva un cromatografo. Sto pazzo si è messo a sintetizzare
del gas nervino" esclama alla fine di Masterclass, anticipando le mosse di Ad Honorem.

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 Accanto all'ex produttore di smart drugs ritroviamo il chimico Alberto (Stefano Fresi), i due latinisti Mattia (Valerio Aprea) e
Giorgio (Lorenzo Lavia), l'impacciato antropologo Andrea (Pietro Sermonti), il timido archeologo Arturo (Paolo Calabresi),
l'avventato economista Bartolomeo (Libero De Rienzo), insieme con il dottor Giulio (Marco Bonini), il professor Lucio (Giampaolo
Morelli) e l'avvocato Vittorio (Rosario Lisma).
Impegnata a chiudere i conti col passato, la gang di ricercatori è costretta ad allearsi con il nemico di sempre, il boss malavitoso con
una laurea in ingegneria navale, ?Er Murena? (Neri Marcorè). Per salvare la città, dovranno mettere da parte le divergenze,
anticipare le mosse di Mercurio e cercare di capire come neutralizzare l'attacco che il cattivo più cattivo
In uscita anche "Assassinio sull'Orient Express.
ATTORI: Kenneth Branagh, Johnny Depp, Penélope Cruz, Judi Dench, Olivia Colman, Daisy Ridley, Michelle Pfeiffer, Willem
Dafoe, Lucy Boynton, Josh Gad, Tom Bateman, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Marwan Kenzari, Miranda Raison, Adam Garcia,
Joseph Long
TRAMA ASSASSINIO SULL'ORIENT EXPRESS:
Dai finestrini delle carrozze del Simplon Orient Express non si vede altro che neve, un'immensa distesa bianca che inonda i binari e
arresta la corsa del treno diretto a Calais. La premessa della nuova versione cinematografica di Assassinio sull'Orient Express è
quella tradizionale del giallo corale firmato da Agatha Christie negli anni trenta. Gli illustri passeggeri a bordo del convoglio, riuniti
nel lussuoso vagone ristorante, apprendono che un atroce omicidio si è consumato durante la notte: un distinto gentiluomo
americano di nome Ratchett (Johnny Depp) è stato pugnalato nel suo scompartimento. Tra i presenti si fa largo il sospetto che
l'assassino, bloccato dalla neve, non abbia mai lasciato il treno e si nasconda ancora tra i viaggiatori dell'Orient Express. A
orchestrare gli interrogatori, perquisire le valigie e le cabine, raccogliere indizi e calmare gli animi, interviene il miglior detective
sulla piazza, per caso a bordo dello stesso treno, il carismatico Hercule Poirot (Kenneth Branagh). Il grassoccio investigatore belga
nato dalla penna della Christie, ascolta uno dopo l'altro i reticenti testimoni, annuendo e arricciandosi i baffi a ogni menzogna o
tentativo di sviare le indagini. Il suo intuito non lo tradisce mai e la soluzione del caso è più vicina di quanto non sembri.
Pubblicato per la prima volta a puntate sul Saturday Evening Post nell'estate del 1933, e come volume unico nel 1934 (l'anno
successivo in Italia), "Assassinio sull'Orient Express" è il nono della serie di romanzi che vedono protagonista l'investigatore
"belgioso" Hercule Poirot, nonché uno dei più noti tra i tanti gialli scritti dalla regina indiscussa del genere, la grande Agatha
Christie.
La Christie lo scrisse durante un soggiorno a Istanbul, in una stanza del Pera Palas Hotel, la 441, che oggi è diventata un piccolo
museo in suo onore.
La storia del film è quella che si deduce facilmente dal titolo: Poirot, a bordo del treno che univa Istanbul a Calais, si trova a dover
investigare sulla morte di un signore americano trovato senza vita nel suo scompartimento, mentre una grande nevicata blocca il
treno in quella che oggi è la ex Jugoslavia: il belga troverà la soluzione al mistero, che s'infittisce quando la vera identità del morto
viene rivelata, interrogando tutti i passeggeri della carrozza sulla quale l'omicidio è stato commesso.
Infine, il 12 e 13 dicembre sarà di scena "L'arte viva di Julian Schnabel" (orario:17.00-19.00-21.00).
La vita e le opere di un uomo che, grazie a un talento straordinario, diventa uno dei più grandi artisti e registi della sua generazione,
firmando capolavori cinematografici come Prima che sia notte (Leone d'argento al Festival di Venezia) e Lo scafandro e la farfalla
(miglior regia al Festival di Cannes, due Golden Globe e la nomination come miglior regista agli Oscar). In un mix di video privati,
aneddoti familiari e testimonianze degli amici (Jeff Koons, Al Pacino, Bono, Willem Dafoe?), il regista Pappi Corsicato traccia un
profilo intimo e originale di Schnabel regalando allo spettatore un accesso esclusivo alla vita privata e artistica di una delle figure
più complesse e affascinanti del nostro tempo.

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