LA GUIDA CONOSCITIVA E PRATICA PER I NEOFITI - Italian ...

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L’ALLEVAMENTO DELLE DWARF LOCALITIES IN CATTIVITA’

SEBBENE LA SCHEDA TRATTERA’ PRINCIPALMENTE L’ALLEVAMENTO IN CATTIVITA’ DELLE LOCALITY DWARF, FARO’ UN BREVE
RIASSUNTO SULLA SPECIE BOA CONSTRICTOR PER POI PIAN PIANO, DEFINIRE SEMPRE PIU’ LA SCHEDA COME DA TITOLO.

TASSONOMIA

La tassonomia potremmo definirla come,                                                                                Dominio                    Eukaryota
la classificazione scientifica degli organismi viventi
                                                                                                                      Regno                      Animalia

                                                                                                                      Phylum                     Chordata

                                                                                                                      Classe                     Reptilia

                                                                                                                      Ordine                     Squamata

                                                                                                                      Sottordine                 Serpentes

                                                                                                                      Famiglia                   Boidae

                                                                                                                      Genere                     Boa
A destra possiamo osservare l’attuale suddivisione tassonomica del boa constricotror                   (1)

                                                                                                                      Specie                     B. constrictor

(foto di B.C.I locality (dwarf) Nicaragua , nella sua mutazione naturale ipomelinica ed eterozigote per albinismo t + fornita dal mio caro amico Guilleulm di Boaddicted)

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Definita la specie, possiamo addentrarci più nel dettaglio e suddividere ulteriormente il boa constrictor in sottospecie e locality

(n.b) Esistono anche delle mutazioni genetiche, che vengono gergalmente definite con il termine morph.
Questi però non sono oggetto di classificazione. Teniamo presente quindi che una locality può presentare anche dei morph.

SOTTOSPECIE: ovvero organismi della stessa specie ma con delle differenze minime, che non sono sufficienti per considerarli una specie
completamente diversa.

Di seguito le sottospecie classificate con relativi classificatori e descrittori, insieme alla data di prima classificazione.

                                                                                                                 (2)
                                                 Boa constrictor amarali                        Stull, 1932
                                                 Boa constrictor constrictor                Linnaeus, 1758
                                                 Boa constrictor imperator                    Daudin, 1803

                                                 Boa constrictor longicauda             Price, Russo, 1991

                                                 Boa constrictor mexicana                         Jan, 1863
                                                 Boa constrictor nebulosa                       Lazell, 1964
                                                 Boa constrictor occidentalis                 Philippi, 1873
                                                 Boa constrictor orophias                   Linnaeus, 1758
                                                 Boa constrictor ortonii                        Cope, 1878
                                                 Boa constrictor sabogae                      Barbour, 1906

LOCALITY: Ovvero la classificazione più dettagliata delle sottospecie derivanti da areali geografici ben precisi e definiti, e che hanno altresì
determinate caratteristiche tassonomiche molto minime, che non ne permettono la classificazione in sottospecie, ma che ne permetto comunque
una classificazione ulteriore, essendo contraddistinti tra loro.

Quindi fondamentalmente le locality sono un dettaglio ulteriore della classificazione di una determinata sottospecie.

Di seguito possiamo trovare i nomi delle locality più conosciute in cattività, ce ne sarebbero tante altre da dover elencare, ma essendo questa
una scheda riassuntiva, entrare troppo nel dettaglio sarebbe solo inutile e controproducente per il fine ultimo del testo, ovvero approcciarsi al boa
constrictor, in particolare alle locality dwarf centro americane.
Qualora voleste approfondire l’argomento, vi consiglio vivamente un testo molto recente, scritto da Vincent Russo e da suo fratello nonché gli
scopritori ed i classificatori di una sottospecie e di diverse locality.
Il libro in questione è THE MORE COMPLETE BOA CONSTRICOTOR.

(3)   Le Locality più conosciute appartenenti al boa constrictor constrictor (B.c.c) sono :

         •              Boa c. constrictor Brazil
         •              Boa c. constrictor Suriname
         •              Boa c. constrictor Guyana
         •              Boa c. constrictor Trinidad e Tobago
         •              Boa c. constrictor Venezuela
         •              Boa c. constrictor Colombia

(4)   Le Locality più conosciute appartenenti al boa constrictor imperator (B.c.i) sono :

         •              Boa constrictor imperator Messico
         •              Boa c. imperator Belize
         •              Boa c. imperator Colombia
         •              Boa c. imperator Ecuador
         •              Boa c. imperator El Salvador
         •              Boa c. imperator Costa Rica
         •              Boa c. imperator Honduras
         •              Boa c. imperator Nicaragua

(5)   Le Locality più conosciute appartenenti al boa constrictor amarali

         •              Boa c. amarali Bolivia
         •              Boa c. amarali Brazil

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Il discorso locality è un discorso un po’ controverso, motivo spesso di dibattito.
Qualche sostenitore reputa si dovrebbero suddividere in insulari e non, in quanto non vi sono sempre confini naturali come grosse
correnti d’acqua o catene montuose, e spesso, invece sono semplici confini politici;
Tutta via anche se ogni opinione è strettamente personale e come tale va rispettata, ritengo che noi appassionati non possiamo
inventarci erpetologi, e che le nostre teorie lasciano un po’ il tempo che trovano se non sostenute da dati certi e prove reali, e che sia
altresì giusto classificare per areali geografici, se, effettivamente ne sussistono delle differenze, anche se minime.
In oltre spesso non si tiene conto che i boa sono in grado di nuotare e possono percorrere moltissimi km agevolmente, che si spostano
per cacciare e per riprodursi più di quello che si possa immaginare, per tanto un’ ibridazione minima ci sarà sempre, ma non per questo,
si deve mettere in discussione l’operato di numerosi studiosi, trattando questo punto come una classificazione irreale e utopica.

                                      FOTO ESEMPLICATIVE DI ALCUNE SOTTOSPECIE DIFFERENTI

     Boa constrictor constrictor (Suriname) di William Passera

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Boa constrictor amarali (Bolivia) di Luigi moroni

Boa constrictor longicauda foto di Luigi Moroni

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  Boa constrictor longicauda (morph zero) come potete notare questa mutazione naturale differisce sostanzialmente dagli altri lognicauda.

Boa constrictor imperator (Nicaragua)

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                      BREVE DESCRIZIONE DEL BOA CONSTRICOTOR

(6)ECTOTERMI: Questi animali sono comunemente definiti a sangue freddo, la terminologia appropriata sarebbe ectotermii, parola derivante dal
greco: ektós = al di fuori ,e termos = calore) ed è la condizione degli organismi viventi la cui temperatura corporea dipende dall'ambiente
esterno.
Questa caratteristica accomuna gli invertebrati, pesci, anfibi e rettili

Curiosità:
alcuni studi recenti hanno dimostrato che alcuni animali apparteneti al genere Tupinambis, durante la riproduzione, hanno dimostrato la capacità
di diventare a sangue caldo per il periodo strettamente necessario alla riproduzione, e che anche i dinosauri potrebbero avere avuto questa
capacità .

allego link di riferimento se voleste leggere qualcosa di interessante.
( https://www.newscientist.com/article/2074982-first-warm-blooded-lizards-switch-on-mystery-heat-source-at-
will/?fbclid=IwAR1qmdox9B7mX0CvYYy7m74g1pA8vr8eb-lnJkzwclGG9DSiEDSWLQNrzio ).

(7)OVOVIVIPARI:   Gli ovovivipari sono animali che incubano e schiudono le uova nell'organismo materno.

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SQUAME:

Il boa è un animale interamente rivestito di squame, ad eccezione degli occhi, queste squame sono in realtà degli inspessimenti corneo cutanei,
che servono principalmente a proteggere la cute multo sensibile dalle escoriazioni derivanti dall’atto della predazione, dallo spostamento su corpi
non lisci o in caso di attacco da parte di altri animali.
Durante il corso della sua vita, il boa provvederà ad eliminare la sua exuvia (ovvero la vecchia protezione corneo cutanea) per dar spazio alla
nuova, questo processo è definito MUTA,

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 APPARATO VISIVO ED UDITIVO:

Questa specie non presenta palpebre, sono però rivestiti di una membrana protettiva, che riveste interamente l’apparato oculare, questa
membrana muta insieme al resto del corpo. Per ciò che riguarda l’apparato uditivo i boa a differenza degli altri sauri, non presentano né
membrana uditiva, né orecchio medio e neppure tromba di Eustachio, ma hanno internamente, all’altezza della mandibola un grezzo e
rudimentale sistema per captare basse vibrazioni e quindi bassissime frequenze, potremmo dire che i boa sono quasi completamente sordi.

BOCCA, DENTI, LINGUA

La bocca è suddivisa in mascella superiore ed inferiore, unite alla scatola cranica, mediante tessuti legamentosi, questo permetterà loro in fase di
ingurgitamento di poter aprire la bocca di molto, e quindi permettere l’ingresso di prede ben più grandi della sua testa.
I denti sono molto piccoli, ma estremamente aguzzi, la loro forma ad amo, permette durante l’attacco di conficcarsi nella carne e di incagliarsi in
essa. Questi vengono persi molto spesso in questa azione, ma a differenza di noi umani, hanno la possibilità di rimpiazzarli con dei nuovi.
La lingua, è piccola e presenta una biforcazione nella fase terminale, serve per recepire gli odori, essa infatti è in grado di portare le singole
molecole, all’interno dell’organo di Jacobson e viene usata, per ricercare il calore, per stanare le prede, e addirittura per rintracciare i ferormoni
rilasciati dalle femmina.

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CORNETTI FEMORALI:

Degli speroni, piccoli, posti all’altezza della cloaca presenti sia nel maschio che nella femmina, generalmente,
sono più evidenti nel maschio (in età adulta ) e vengono adoperati durante il corteggiamento per invogliare la femmina.

CLOACA EMIPENI E GHIANDOLE DEL MUSCHIO

È la parte da cui vengono espulsi gli urati (urina solida) e le feci.
E’ anche l’alloggiamento per gli emipeni e per le ghiandole del muschio.
In pochi sanno che i boa hanno un metodo di difesa molto particolare dettato da queste ghiandole, che in caso di estrema necessità, rilasciano
un liquido estremamente maleodorante.

DIMORFISMO SESSUALE E SESSAGGIO

Sebbene, i boa mostrano un dimorfismo sessuale, serve un occhio abbastanza allenato per poterlo riconoscere.
Questo dimorfismo è dato da una differenza nella forma della coda, più lunga rispetto alle femmina, e da un rigonfiamento nella zona sottostante
la cloaca, dovuto agli emipeni.
per sessare un animale con certezza possiamo però ricorrere a 3 metodi:
•     Mediante l’utilizzo di un sondino
•     mediante il metodo del popping
•     con il semplice tatto (possibile principalmente con i baby) in quanto il tessuto muscolare non è ancora forte, e ci permette di sentire gli
      emipeni retratti sotto la cloaca.

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FATTO QUESTO PREAMBOLO GENERALE ,NECESSARIO AFFINCHE’ SI CAPISCA CIO DI CUI SI STA PARLANDO E LE DIFFERENZE CON LE
ALTRE SOTTOSPECIE, ENTRIAMO ADESSO PIU NELLO SPECIFICO A PARLARE DELLE DWARF LOCALITY E DELLE LORO NECESSITA’ PER
UNA CORRETTA’ DETENZIONE.
RICORDO CHE A CARETTERE GENERALE LE REGOLE INSERITE IN QUESTA SCHEDA SONO FRUTTO DI ESPERIENZE DIRETTE ED IL
CONFRONTO CON ALLEVATORI DELLE MEDESIME LOCALITY.
E CHE NON SONO DA CONSIDERARSI UN DOGMA ASSOLUTO, MA BENSI’ UN PUNTO DI PARTENZA DI INFORMAZIONE, PER TUTTI
COLORO CHE NE NECESSITANO

Il boa constrictor, può raggiungere dimensioni molto importanti, come può non superare il metro e mezzo di lunghezza.

le sottospecie boa constrictor concstrictor e boa constrictor occidentals, sono le più grandi.

Casi sporadici vedono anche altre sottospecie raggiungere dimensioni importanti, ma a livello statistico si possono definire queste due
sottospecie le più grandi esistenti.
(Gli esemplari più grandi rinvenuti di B.CC superano infatti i 4 metri di lunghezza).

D’ altro canto come accennato precedentemente vi sono delle sottospecie ben più piccole in stazza, principalmente questi animali provengono
dal Centro America.

Le locality più piccole appartengono alla sottospecie del boa constrictor imperator, e sono in ordine di stazza (statistica):

     •     Tarahunara
     •     Cay Caulker
     •     Crawl Kay
     •     Nicaragua
     •     Honduras

Queste locality hanno tendenzialmente un metabolismo più lento rispetto a tutti gli altri imperator.
Raggiungono la maturità sessuale generalmente intorno ai 4 anni le femmine, mentre i maschi intorno ai 16 mesi e 550 gr.
le femmine di Tarahumarta di Caulker cCay e Crawl Cay sono da considerarsi molto grosse se arrivano ai 150 cm per 2 kg.
Nicaragua ed Honduras arrivano a dimensioni un po’ più grandi, che vedono femmine adulte in età riproduttiva che arrivano anche a superare
i 3 kg, in media comunque il peso di una femmina pronta alla riproduzione sarà di circa 3 kg o poco meno.
(ricordo sempre che questi animali hanno la capacità di crescere in base a come vengono alimentati, ma fare arrivare una femmina di dwarf
locality a dimensioni maggiori è assolutamente controproducente e pericoloso.

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FOTO DI BOA CONSTRICTOR IMPERATOR DI LOCALITY APPARTENENTE ALLA SFERA DEI DWARF

                       esemplare di Tarahumara maschio 10 anni

                        Esemplare di Tarahumara demmina di 1

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                  Esemplare di Nicaragua in versione Ipomelanica ed eteroziocote per l’albinismo t+ di circa 10 anni anche LEU

                Esemplare maschio di Nicaragua locality in versione ipomelanica eterozigote per l’albinismo t+, maschio di 8 anni.

sebbene siano di stazza inferiore ai B.C.C, rimangono comunque degli animali estraenti forti, il corpo è infatti un fascio di nervi e muscoli, in
grado di intrappolare tra le proprie spire le prede, spesso ben più grandi di loro, e costringerle alla morte per arresto cardiocircolatorio
(e non per soffocamento come erroneamente si crede).

Tuttavia, se manipolati correttamente e con criterio non devono destare motivo di preoccupazione.

A differenza delle credenze popolari che vedono il boa come animale mangia uomini, questi animali non prevedono l’uomo nella loro dieta, e se
l’amico del cugino della sorella di vostra nuora ha un amico che aveva un boa e che si allungava per prendere le misure,
beh, sappiate che ogni uno di noi terraristi ha un ’amico del cugino della sorella di sua nuora ha un amico che aveva un boa e che si allungava
per prendere le misure.

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                                DETENZIONE IN CATTIVITA’ E GESTIONE

La detenzione di questi animali in cattività è possibile, ed è sancita, da accordi internazionali definiti CITES
(Convention on International Trade of Endangered Species)

Attrezzature necessarie per la stabulazione dei nostri animali e la loro gestione:

•    -Teca o vasca in plastica opportunamente forata.
•    -fonte di calore (tappetino, serpentina, lampada riscaldante)
•    -termostato
•    -termometro
•    -ciotola per l’acqua
•    -tana e nascondigli vari ed eventuali di nostro gradimento
•    -substrato (consiglio vivamente la fibra di cocco, ma va benissimo qualsiasi almeno non troppo polveroso come il truciolo di faggio
     depolverizzato, e la carta)
•    -pinze

                                                           Termometro, pinza, e termostato

                                                                 Tappetino riscaldante

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Sentiremo spesso questa parola nel mondo della terraristica, ma non è nulla di spaventoso, se non una parola che sta ad indicare le modalità da
attuare per il corretto alloggiamento degli animali , e le caratteristiche stesse di esso.

Questi animali sono estremamente rustici e voraci, pertanto, si prestano bene al neofita che vuole approcciarsi al mondo dei rettili.
Come ogni animale ha delle esigenze particolari di cui tener conto qual’ ora volessimo allevarne uno.

Essendo animali Ectotermi dovremo offrire loro una fonte di calore che occuperà all’incirca 1/terzo della teca dove alloggeremo il nostro ospite.
Come detto precedentemente abbiamo varie alternative per riscaldare il nostro ofide, personalmente reputo che i tappetini riscaldanti, uniti ad un
termostato siano la soluzione ottimale.

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Le dimensioni minime della teca per un boa di queste locality dwarf sono :
                (L=lunghezza, P=profondità, H=altezza)

Maschi = 80L-60P-40H misure espresse in cm

Femmine = 110L-60P-40H misure espresse in cm

queste misure devono essere intese come misure MINIME consigliate.

All’interno della teca inseriremo almeno una tana in zona calda, ed una ciotola d’acqua in zona fredda.
È importante cambiare l’acqua frequentemente, per evitare la proliferaizione di germi e batteri.

          Esempio di corretto alloggiamento degli animai in teche SNAKE TANK, realizzate in polimeri plastici.

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Partendo dalle tabelle metereologiche, possiamo notare come i boa provenienti dal Centro America (nell’esempio specifico dal Nicaragua)
vivono in ambienti dove la temperatura media durante l’anno è di circa 31 gradi, la minima viene toccata tra gennaio e febbraio, ed è circa 20
gradi, con precipitazioni fino a 400 mm nel mese di giugno.

Tutto questo sarà fondamentale per mantenere i nostri animali in saluta ,e qual’ ora volessimo riprodurli, queste informazioni risulteranno
ESSENZIALI.
(8)

Detto questo, che vogliate riprodurli o meno, la temperatura è l’elemento fondamentale nella corretta stabulazione di qualsiasi animale a sangue
freddo.
se con questa specie possiamo permetterci di sbagliare (non troppo) sull’umidità, con la termoregolazione invece non possiamo e non dobbiamo
in alcun modo sbagliare se non vogliamo incappare in spiacevoli sorprese, quali rigurgiti e raffreddori (in caso di temperatura troppo bassa) o
ustioni ( in caso di temperatura troppo alta)

IN CATTIVITA’ POTREMO QUINDI OFFRIRE:

In zona calda diurna 31 ° gradi

In zona calda notturna (presenteremo una leggera escursione termica) 27-29 ° gradi
(questi parametri sono da considerare di mantenimento).

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Un tasso di umidità del 50-60 % sarà adeguato, tuttavia non preoccupatevi se dovesse essere più alta, in quanto gli areali di provenienza
presentano spesso picchi di umidità oltre il 100%, ciò non toglie che anche in natura gli animali si ammalino, anzi spesso vivono in una costante
problematica dettata da parassiti nterni ed esterni e raffreddori.
Ma se dovessimo avere per qualche giorno più o meno umidità, rispetto ai parametri ottimali non dovremmo riscontrare alcun problema,
(ovviamente se abbiamo a che fare già di per se con animali sani )e avremo il tempo necessario per risolvere la problematica.
Durante il periodo di muta provvederemo tramite delle nebulizzazioni a portare la percentuale di umidità all’70-80%.

(9)

Come descritto nel grafico,
“il mese più secco è febbraio, con 41 mm di pioggia a Giugno, le precipitazioni raggiungono il loro picco, con un massimo di 392 mm”.

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Se non lo sapeste, alimentare gli animali con prede vive è illegale.

Ma anche se voleste fare I ribelli e trasgredire queste norme sul maltrattamento animale tenete a mente che la maggior parte, per non dire
la totalità degli allevatori svezza gli animali al decongelato, ciò quindi potrebbe comportare un serio pericolo.
Essendo non abituati ad avere a che fare con prede vive, vi è il rischio anche abbastanza alto, di incombere in lesioni dovuti a morsi e graffi.

detto questo In cattività potremo fornir loro quindi prede decongelate, facilmente reperibili in commercio dai numerosi fornitori presenti sul
mercato.
La loro dieta in cattività sarà principalmente a base di piccoli roditori, topi e ratti, ma se ne abbiamo la possibilità una volta adulti,
sarebbe opportuno variare le prede, integrando qualche quaglia e coniglio in età adulta.
Si può decidere di integrare la dieta dei nostri ofidi, sotto consiglio veterinario con dei prodotti specifici per rettili.

Non vi è una regola fissa sulla quantità di cibo da dover fornire ed ogni quanto fornire il pasto.
Tuttavia, sarebbe opportuno fornire prede di adeguata dimensione, e se non si ha un occhio allenato (sopratutto i neofiti),
Si può prendere in considerazione questo schema alimentare presente nel prossimo paragrafo.

(Ricordo che per prede di adeguata dimensioni si intende una preda che sia più o meno grossa quanto la parte più grossa del corpo
che corrisponde alla zona ove è situato lo stomaco.

foto della parte da prendere in considerazione.

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                                                     SCHEMA ALIMENTARE PER NEOFITI

Per i primi 6 mesi li potremo alimentare l’animale ogni 7 giorni, con una preda di adeguate dimensioni.
Qual’ ora la preda a disposizione fosse più grande, faremo intercorre più tempo tra un pasto e l’altro, stessa cosa se si dovesse avere a
disposizione una preda più piccola, potremo optare per ridurre la distanza intercorsa con il prossimo pasto o optare per proporre un’altra preda.

Dal 6 mese al primo anno potremo alimentare ogni 10 giorni, sempre con prede adeguate, Qual’ ora la preda a disposizione fosse più grande,
faremo intercorre più tempo tra un pasto e l’altro, stessa cosa se si dovesse avere a disposizione una preda più piccola, potremo optare per
ridurre la distanza intercorsa con il prossimo pasto o optare per proporre un’altra preda.

Dal primo anno in poi potremo cominciare ad alimentare i nostri animali ogni 12 giorni, con una preda delle dimensioni dette prima Qual’ ora la
preda a disposizione fosse più grande, faremo intercorre più tempo tra un pasto e l’altro, stessa cosa se si dovesse avere a disposizione una
preda più piccola, potremo optare per ridurre la distanza intercorsa con il prossimo pasto o optare per proporre un’altra preda.

i maschi delle prime tre loality dwarf descritte (Tarahumara, Cay Caulker, e Crawl Cay) una volta raggiunti i 350 grammi circa potranno essere
alimentarli ogni 15 giorni. Fino al raggiungimento del peso di 600 gr momento in cui cominceremo ad alimentarli ogni 20 giorni, aumentando in
periodo riproduttivo.

Per quanto riguarda i Nicaragua e gli Honduras, una volta raggiunti i 550 grammi circa potranno essere alimentarli ogni 15 giorni. Fino al
raggiungimento del peso di 850 gr, momento in cui cominceremo ad alimentarli ogni 20 giorni, aumentando in periodo riproduttivo.

per ciò che riguarda le femmine delle prime tre loality dwarf descritte (Tarahumar , Cay Caulker ,e Crawl Cay) una volta raggiunti i gli 850 grammi
circa potranno essere alimentarli ogni 15 giorni. Fino ad il raggiungimento di peso di 1300 gr circa momento in cui cominceranno ad alimentarli
ogni 20 giorni.

Per ciò che riguarda le femmine di Nicaragua e gli Honduras, una volta raggiunti i 1300 grammi circa potranno essere alimentarli ogni 15 giorni.
Fino al il raggiungimento di peso di 2000 gr, momento in cui cominceranno ad alimentarle ogni 20 giorni.

Pur essendo della stessa sottospecie ogni animale è diverso dall’altro, quindi potremo avere animali con un metabolismo più veloce o più lento,
pertanto, questo schema non è da considerarsi valido per tutti i soggetti, ma un punto di partenza, per imparare a conoscere i nostri animali.
I maschi qual’ ora volessimo utilizzarli in riproduzione, è bene mantenerli più piccoli rispetto alle femmine se vogliamo massimizzare la resa in
riproduzione, in quanto maschi grandi possono risultare cattivi riproduttori .
Le femmine d’altro canto nel caso in cui le volessimo riprodurre, è bene alimentarle in maniera tale da renderle un po’ più grasse, (senza
esagerare) questo per permetter loro di sviluppare i follicoli necessari (approfondiremo nei capitoli riguardanti la riproduzione).

Di seguito foto di come si deve presentare un animale in salute, quindi ne grasso, ne scherno, e ricordiamoci che il boa non ha una forma rotonda
come un pitone reale ma ha un corpo quasi quadrato, se l’animale si presenta cosi come in foto abbiamo un animale in perfetta forma.
Le femmina possiamo concedercele un po piu grasse, sempre nel limite della ragionevolezza, se dovranno affrontare una riproduzione, basterà
quindi alimentarle un po’ di più durante la fase precedente al ciclaggio.

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   PROBLEMATICHE CHE POSSONO EMERGERE DI FACILE GESTIONE

Premesso che noi non abbiamo le competenze di un veterinario, e che questo va contattato immediatamente in caso di problemi non comuni e
non alla nostra portata.
Vi sono comunque delle problematiche che possono sorgere sia ai più esperti, ma ovviamente soprattutto ai neofiti che dovremmo riuscire a
risolvere anche soli.

MUTA RITENUTA

Il problema principale a cui potremmo andare incontro, se l’animale non è stabulato correttamente ed è in periodo di muta, è l’exuvia ritenta o
fatta a pezzi.
Per risolvere questa problematica ci basterà effettuare un bagnato in acqua a 31 gradi, immergendo l’animale e lasciandolo in ammollo, fintanto
che si sarà ammorbidita l l’exuvia, una volta ammorbidita provvederemo ad aiutarlo a rimuoverla tirando la muta nel verso che va dalla testa
verso la coda.
Se gli eye caps ovvero la membrana protettiva degli occhi dovesse rimanere attaccata potremo usare un cotonfioc ed una pinzetta, e pian piano
fare in modo che essa si stacchi dall’occhio.

IMPORTANTE la muta ritenuta non è un problema da sottovalutare, può portare infatti alla necrosi dei tessuti, ed i punti maggiormente colpiti
sono la coda e gli occhi.
Spesso infatti non vengono controllati, se avete a disposizione un amico in grado di aiutarvi a rimuovere la muta ritenuta, affiancatevi a lui e
cercate di imparare in caso contrario andate immediatamente dal veterinario.
Questa azione di aiuto nella rimozione della muta va effettuata subito affinché la muta non si fonda al nuovo vestito.

INAPPETENZA AL DECONGELATO

se un animale è ben avviato e quindi ben svezzato al decongelato, non dovremmo incappare in alcun problema.
Tutta via alcuni vi possono essere delle eccezioni, e per abituarli sarà necessario ricorrere al prekilled (animali uccisi pochi istanti prima).
Oppure provare dei trucchetti per rendere più appetibile la preda come ad esempio:
Scaldare ad una temperatura di circa 45 gradi la preda(ovvero la temperatura che le prede avrebbero da vive), e bucarne la testa facendo uscire il
liquido cerebrale che sembra risultare loro particolarmente profumato ed invitante.
Se non dovesse bastare, dovremo optare per fornire del vivo, ed effettuare una manovra in gergo definita “trenino” che consiste nel porre la
preda decongelata dietro la preda viva mentre questa sta per essere ingurgitata, cosi facendo imboccheremo il nostro ofide portandolo ad
assaggiare il decongelato per la prima volta.

STITICHEZZA

 Un’ altro problema in cui si puo’ incappare, è la stitichezza, a me personalmente è capitato solo una volta di avere un animale che presentasse
stitichezza, e il metodo che utilizzai, fu quello di immergere l’animale in una vasca con acqua a 31 gradi, per aiutarlo a rilassarsi.
Lasciato li per circa 15 minuti, l’animale ha cominciato a defecare direttamente nella vaschetta.

MORSI E LESIONE

Vi potrebbe capitare di trovare qualche lesione, sul corpo del nostro ofide, in questo caso possiamo provvedere ad un primo soccorso
disinfettando con un batuffolo di cotone intinto di betadine.
Dopo di che una visita da un veterinario è necessaria soprattutto se si tratta di morsi da parte di roditori.

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                              RIPRODUZIONE DELLE DWARF LOCALITY

Essendo queste dwarf locality provenienti dal Centro America, la stabulazione ed il ciclaggio per loro sarà attuata allo stesso modo, nonostante
la temperatura in determinate zona come nella regione montuosa del Tarahumara risulta essere più bassa. Questi postranno essere quindi,ciclati
a temperature minori, ma, in base alle esperienze riportate da allevatori che son riusciti a riprodurli ed alla mia, seppur breve ma concreta
esperienza diretta con questa locality, la temperatura minima notturna va benissimo anche se tenuta come tutti gli altri dwarf localities.

Ma cosa è questo Ciclaggio di cui abbiamo parlato fino ad ora?
Non è altro che un abbassamento delle temperature che rallenta il metabolismo dei nostri ofidi, e che stimola, lo sviluppo follicolare e quindi la
riproduzione.

PERIODO PRE RIPRODUTTICO E CILAGGIO

Se la stabulazione ordinaria risulta pressoché identica con il resto degli imperator, in riproduzione vi sono delle difficoltà che possono sorgere con
un ciclaggio effettuato in maniera errata.
La sostanziale differenza nell’allevamento con gli imperator morph infatti è proprio nella riproduzzione.

Generalmente questi animali vengono stabulati ad una temperatura in zona calda diurna di 31 gradi, per poi avere una escursione termica in zona
calda notturna di 27-29 gradi.
Durante il periodo pre riproduttivo che solitamente andrà da ottobre a a febbraio ,che definiremo con il termine prebreeding, procederemo con un
abbassamento graduale delle temperature molto lento, circa un grado ogni 10 giorni, accompagnato da forti nebulizzazioni fatte con acqua non
fredda volte a “raffreddare “ i potenziali riproduttori.
La temperatura arriverà gradualmente ad essere di giorno in zona calda di circa 26 gradi , e di notte in zona calda di circa 20- 21 gradi questa
temperatura verrà mantenuta cosi per un mese circa cioè fino a quando noteremo dei cambiamenti comportamentali e nei nostri riproduttori e
sopratutto dopo aver nontato l'ovulazione.

Questo abbassamento se verrà effettuato in maniera graduale ci permetterà di continuare ad alimentare correttamente i nostri potenziali
riproduttori.
Altri allevatori prevedono un’interruzione alimentare durante le fasi del ciclaggio, sono comunque sia due “scuole di pensiero differenti” che
andrebbero a mio avviso provate entrambe.
personalmente io ho alimentando gli animali durante il ciclaggio e ho notato degli animali più ricchi di energia e che hanno dato cucciolate piu
prolifiche rispetto all’anno precedente che non furano alimentati .
Comunque sia se l’animale non subisce lo shock di un abbassamento termico improvviso, ma, ha invece modo di adattarsi all’abbassamento
della temperatura, non rigurgiterà.

Per confermare questo mio pensiero ho effettuato il medesimo ciclaggio su 10 soggetti di età e sesso differenti, provenienti da locality dwarf
diverse ma con tabelle climatiche molto simili, e nessuno di questi ha manifestato rigurgito o segni di raffreddamento.

Questa premessa è importante perchè gli animali alimentati correttamente con prede più piccole del solito hanno avuto l’energia necessaria per
uno sviluppo follicolare ottimale per le femmine e tanta energia nella riproduzione i maschi.

L’alimentazione di questi animali è stata sospesa nel momento esatto in cui le femmine rifiutano il primo pasto o rimangono acciambellate.

 il maschio puo essere introdotto durante il ciclaggio o una volta terminato.
Se necessario si possono introdurre due maschi per innescare uno spirito di competizione tra i due contendenti (il maschio che non ci interessa
riprodurre potrà essere tolto non appena verrà notata la fase di corteggiamento).

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CORTEGGIAMENTO ED ACCOPPIAMENTO

 con l’introduzione del maschio avverrà il corteggiamento questa fase la noteremo perchè il maschio cercherà di strusciarsi sulla femmina, e a
farla allungare. Porrà la sua coda su quella della femmina, e userà i cornetti femorali per stimolarla ed indurla in un accoppiamento.

Capiremo che è il momento di terminare questa fase delicata del ciclaggio (necessaria per stimolare lo sviluppo follicolare nelle femmine, e nei
maschi l’istinto riproduttivo), grazie ad alcuni “sintomi”. .

il sintomo principale nelle femmine è l'ovulazione accompagnata generalmente da una assenza di stimolo predatorio della femmina , ovvero uno
stop alimentare, probabilmente questo è dettato dallo spazio che necessita la riproduttrice per ingrandire questi follicoli , il secondo sintomo
correlato al primo sarà infatti la ricerca di calore. Noteremo la femmina mantenere per molto tempo la classica posizione “a ciambella” spesso
anche per settimane ,senza muoversi, se avete a disposizione una telecamera potrete controllare il cambiamento radicale. La sera infatti i boa si
attivano nella ricerca di cibo girando in maniera compulsiva nella teca, ma in questa fase no, la femmina rimarrà ferma a ricercare calore per
sviluppare i propri follicoli.
Terzo sintomo, è il cambiamento della pigmentazione della femmina, infatti noteremo che la femmina si inscurirà progressivamente, questo
cambiamento è un meccanismo naturale che adottano per trattenere di più il calore, e comincia con lo sviluppo follicolare.
L’intero processo di maturazione dei follicoli, si concluderà con l’ovulazione( approfondiremo cosa è l’ovulazione nel prossimo capitolo) .

l’azione di ripristino delle temperature una volta notato questi sintomi, dovrà avvenire sempre in maniera graduale, e dovremo riportare le
temperature a regime, quindi 31 calda diurna 27-28 notturna.
 in questa fase si può accelerare il ripristino, riducendo l’aumento della temperatura a un grado ogni 5giorni e non ogni 10 come per
l’abbassamenti. Questo innalzamento termico graduale, serve per evitare shock alla futura madre che sta sviluppando i follicoli e quindi evotare
il rischio di danneggiarli evitando cosi una cattiva resa nella riproduzione o un riassorbimento.

se abbiamo fatto tutto correttamente, potremo notare dei lock, ovvero l’introduzione da parte del maschio di uno degli emipeni.

Potrebbero esserci dei lock durante la fase di corteggiamento, ma i lock che avvengono in questa fase, non sono sempre fertili (non sono
sempre, in quanto sebbene i boa abbiano la capacità di ritenere lo sperma anche per diversi anni (meccanismo naturale di preservazione della
specie) non è il momento cardine e risolutivo nella fecondazione.
Questi lock possono comunque stimolare la femmina ed indurla ad un’ovulazione, ovviamente il tutto se vi è stato uno sviluppo follicolare, e
quindi se tutto ciò che è stato espresso precedentemente è stato effettuato correttamente.

In questa foto è ritratto il corteggiamento, possiamo notare che il maschio si struscia sopra la femmina e fa di tutto per farla allungare

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Atto della copulazione, ovvero l’accoppiamento, possiamo notare le code intrecciate.

Dettaglio dell’intrecciamento delle code, volto a permettere un allineamento cloacale ed una successiva penetrazione.

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Dettaglio della penetrazione parziale di uno dei due emipeni, avvenuto dopo l’ intrecciamento delle code.

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OVULAZIONE

l’ovulazione è il momento in cui il follicolo si rompe, facendo uscire l’ovulo completamento sviluppato, che si incammina nel tratto riproduttivo
all’interno dell’ovidotto, in maniera tale da poter permettere allo sperma di fecondare appunto l’ovulo.

(10)
l’ovulo è costituito dal nucleo cellulare, più il tuorlo, che ha la funzione di sostenere lo sviluppo dell'embrione dopo la fecondazione.
(11)
vitellogenesi (che è appunto la produzione di tuorlo) dipende generalmente dalle scorte di grasso della femmina.

E’ quindi il momento migliore che il maschio ha per fecondare.
Questa condizione scompare nel giro di un giorno, ed è quasi sempre ben evidente per qualche ora in quanto,
la femmina nella zona sottostante allo stomaco assumerà la tipica forma di una palla da football.
Qualche giorno prima che avvenga l’ovulazione il maschio perderà l’interesse per la femmina.
A questo punto sarà essenziale non rimuovere il maschio.
Che feconderà la femmina nel suo momento più fertile.

Molti scambiano l’ovulazione con lo stato della gravidanza, soprattutto per via del maschio, che perde completamente il suo interesse nei
confronti della femmina.
Purtroppo erroneamente viene tolto, pensando che ormai il periodo riproduttivo sia ormai terminato, provocando molto spesso delle slugs.
Questo non è detto che accada, in quanto l’ovulazione è il momento di massima fertilità (per via della vicinanza degli ovuli al tratto riproduttivo)
ma ovviamente anche i giorni precedenti la femmina comunque potrebbe essere ingravidata.
In oltre sembrerebbe che il boa constrictor abbia la capacità di ritenere lo sperma anche per diversi anni, pertanto, si potrebbe incappare in una
cucciolata inaspettata, e non preventivata.

Una volta ovulato, sia che la femmina sia stata fecondata o meno, dovrebbe entrare in muta.
In base al confronto con altri allevatori vi sono state delle femmine gravide che non hanno avuto la POS (Post Ovulation Shed), si parla comuqne
di eccezzinoni.

Qui possiamo notare una evidente ovulazione, e tutto ciò che ne concerne, ovvero un dilatamento delle squame che permette la visibilità della
cute, ed un ingrossamento del ventre.

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POST OVULAZIONE

la POS (Post Ovulation Shed) è una muta molto particolare, tendenzialmente molto scura per via delle caratteristiche che la pigmentazione delle
squame assume per permettere un maggiore mantenimento del calore.
Dalla muta post ovulatoria potremo avere un riferimento temporale per capire indicativamente quando dovrebbe avvenire il parto.
Contando dai 110 ai 125 giorni, dovremmo essere in grado di capire quando dovrebbe avvenire.
tutta via i parti non possono esser programmati, ed è solo un riferimento di massima.
Superati questi 125 giorni sarebbe opportuno contattare un veterinario per capire il perchè di questo ritardo nel parto.

Durante il periodo di gestazione, fino ad un paio di settimane dal presunto parto, se la femmina accetterà il cibo, potremo continuare ad
alimentarla, con prede di misura nettamente ridotta, per non danneggiare gli ovuli fecondati divenuti orma embrioni, il pasto va sospeso un paio
di settimane prima, per evitare di indurre al parto prematuramente.

PARTO

Il parto è sicuramente il momento più atteso e gioioso per noi e se abbiamo lavorato bene, non dovremmo avere tristi sorprese come un parto di
slugs(ovvero ovuli non fecondati).
Questo è però anche un momento estremamente delicato, che può durare in base alle esperienze raccolte dalla mezz’ora alla mezza giornata.

Le contrazioni della femmina cominceranno qualche giorno prima del parto, e proseguiranno, anche dopo il parto.
Oltre alle contrazioni noteremo la femmina che sarà più attiva del solito, che si muoverà e cercherà di allungarsi, appunto per facilitare il suo
parto.

I futuri nascituri possono nascere ancora all’interno del sacco amniotico, altri invece usciranno già fuori.

Parto di una femmina locality Nicaragua, che nella fatti specie ha dato alla luce 17 ,baby, tra qui qualche albino t+ , e sunglow (albino+hypo).

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                           Schema riassuntivo del ciclo riproduttivo della femmina
(12)

(13)
       A)   Fase iniziale dello sviluppo follicolare, follicoli molto piccoli, che si stanno trasformando in ovuli.
       B)   I follicoli si sono ingranditi
       C)   Follicoli maturi, gli ovuli sono stati rilasciati e sono ora dentro l’ovidotto, il boa ha assunto la tipica forma da palla da football.
       D)   Accoppiamento, lo sperma è ora nell’ovidotto e sta per fecondare.
       E)   La femmina è ora gravida.
       F)   Parto ( deposizione per i pitoni in quanto ovipari)
       G)   La femmina è magra, deve ricaricare le scorte di grasso, per poter avere un nuovo sviluppo follicolare
       H)   La femmina si nutre per ricaricare le scorte di grasso
       I)   La femmina è di nuovo in forma, ed è pronta per un nuovo sviluppo follicolare

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POST-PARTO

LA MADRE

La madre post parto necessiterà di un alimentazione più sostenuta affinché possa ripristinare il suo tono muscolare , per tanto fino a che non
arriverà al 75% circa del peso originario prima del ciclaggio, e non avrà riottenuto tono muscolare, andrà alimentata inizialmente con prede di
modeste dimensioni, ma con intervalli minori tra una pasto ed un altro, questo per ridare all’animale l’energia necessaria per riprendersi, una volta
passato questo periodo che può esser leggermente critico, sarà tutto in discesa e potremo riprendere ad alimentare la nostra femmina
regolarmente.

I PICCOLI NASCITURI

Per quanto riguarda i neonati, una volta venuti al mondo NON dobbiamo alimentarli prima della prima muta, che avverrà solitamente nei primi 15
giorni di vita.
I piccoli alla nascita hanno un peso che oscilla tra i 20 ed i 60 grammi .
Una volta mutati possiamo procedere con l’alimentazione, e tenteremo di alimentarli direttamente con pinkie di ratto decongelati opportunamente
scaldati (a circa 60 gradi)

Teniamo a mente che per loro sarà il primo pasto e dovranno far partire il loro metabolismo basale con prede solide, è da evitare quindi cercare
di alimentarli con prede troppo grosse.I primi due tre pasti, saranno quindi di assestamento, e manterremo delle prede più piccole del necessario,
per poi cominciare ad aumentare gradualmente.

                 Baby nati, qualcuno ancora nel sacco amniotico, qualche slug, e purtroppo due baby nati morti.

                Baby sunglow t+ Nicaragua alla nascita, circa 30 grammi.

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E con questo capitolo si conclude questa guida, che spero davvero possa tornare utile a chi si volesse approcciare a queste locality, a mio avviso
molto affascinanti.

Questa guida è stata redatta da me (su fb mi troverete come Francis Scirico), con l’aiuto di qualche caro amico, che si è reso disponibile a fornire
alcune foto e a confrontarsi in maniera costruttiva in questi ultimi anni, per cui ci tengo a ringraziare di cuore tutti quanti:

Guillaume, grande allevatore di boa locality dwarf, e di designer boa dwarf, che ha anche gentilmente concesso alcune delle foto presenti. Luigi,
William Alberto e Corrado, cari amici e grandi allevatore di fama internazionale, che da sempre riscuotono grande successo e che potrete
contattare su facebook qui:

Luigi Moroni (fb Luigi moroni reptiles)                   Guillaume (fb Boaddicted)                         William Passera (fb William Passera)

Ringrazio inoltrei dottori, Alessandro Guerra, Francesco De Filippo, e Marco Masi che anno avuto il tempo e la voglia di revisionare la guida,
offrendo un contributo essenziale.

Qual’ ora i vostri animali dovessero avere la necessità di un controllo o cure mediche, vi lascio a disposizione i loro contatti

insieme ai contatti di altri veterinari SIVAE .

Qual’ ora necessitasti di fornitura di cibo ed attrezzatura per i vostri rettili, vi allego di seguito i miei fornitori.

Snakefood.it di Giambo

Herp Store - attrezzature ed accessori per terraristica

     o     1-2 "Boa constrictor". Integrated Taxonomic Information System. Retrieved 11 July 2008.
     o     3-4-5 Stockl boa-constrictor.com
     o     6-7 https://www.biology-online.org/dictionary/Ectotherm
     o     8-9 https://en.climate-data.org/south-america/colombia/antioquia/nicaragua-461299/
     o     The Reproductive Husbandry of Pythons and Boas Paperback – January 1, 1990 (author Richard A.Ross)

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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LA GUIDA CONOSCITIVA E PRATICA PER I NEOFITI   20-12-2019
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