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La Cooperazione
ANNO VI N.11 - NOVEMBRE 2016 DIRETTORE RESPONSABILE IVANA TAMAI
Italiana Informa
SPECIALE CLIMA
UN PASSO OLTRE PARIGI
MIKHAIL GORBACËV
E LA SUA RIVOLUZIONE AMBIENTALE
INTERVISTE
A FEDERICO TESTA E LUCA MERCALLI
UN PIANO QUINQUENNALE
PER LA REPUBBLICA CENTRAFRICANA
CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
SEMI D'EMANCIPAZIONE IN BOLIVIA
Registrazione al Tribunale di Roma n. 192/2011 del 17 giugno 2011
© Fao | Giulio NapolitanoRegistrazione al Tribunale di Roma La riproduzione, totale o parziale, Realizzazione: Agenzia Nova Srl
n. 192/2011 del 17 giugno 2011. del contenuto della pubblicazione Progetto grafico: Dario Galvagno
Direttore responsabile Ivana Tamai. è permessa previa autorizzazione
Anno VI n. 11 – novembre 2016 dell’editore e citandone la fonte.
Per commenti e suggerimenti scrivere a: Le opinioni espresse nei documenti
aics.cooperazioneinforma@esteri.it pubblicati non rispecchiano
necessariamente il punto di vista
Questo periodico è realizzato a scopo dell’Agenzia italiana per la cooperazione
divulgativo e ne è vietata la vendita. allo sviluppo.EDITORIALE
Dalle parole ai fatti
Gli impegni dell’Italia
di Emilio Ciarlo
T
recentottanta milioni in oltre 60 progetti in tutto il mondo investiti per ri-
sparmiare acqua, gestire meglio le risorse naturali, promuovere energie rin-
novabili, salvare le foreste e tutelare la biodiversità. Questa la carta d'identità
della cooperazione allo sviluppo in campo ambientale che la nuova Agenzia
per la Cooperazione internazionale ha presentato a Marrakech, in occasio-
ne della Cop 22, il vertice internazionale sull'ambiente chiamato, dopo l'accordo di Parigi sul
clima, a passare dalle parole all'azione.
La buona notizia per il nostro paese è che le istituzioni iniziano a fare sistema e a collabora-
re. Almeno nel campo della cooperazione, grazie alla legge di riforma di qualche anno fa. In
un evento molto partecipato, nel padiglione Italia, l'A ics e il ministero dell'A mbiente hanno
presentato la loro collaborazione istituzionale che consentirà di progettare insieme, eviterà
duplicazioni, mettendo insieme le risorse finanziarie e magari attirandole da fondi e grandi
istituzioni internazionali. A partire da quel Green climate fund delle Nazioni Unite presso il
quale sia l'Agenzia che la Cassa depositi e prestiti stanno accreditandosi quali partner.
Uno dei campi privilegiati del rapporto tra Aics e Ambiente potrebbe essere, si è detto a Mar-
rakech, la nuova "finanza verde" per lo sviluppo, grazie all'accentuato interesse della coope-
razione per meccanismi che innestino la "carbon finance" e i "crediti di carbone” all'interno
dei progetti di sviluppo più sostenibili. L'Agenzia ha poi sottolineato due aspetti su cui inten-
de concentrarsi nell'immediato futuro. Il primo è la centralità del rapporto tra l'affermazione
di un'agricoltura moderna e sostenibile e i cambiamenti climatici. Da una parte, difendere le
attività agricole da eventi climatici estremi (desertificazione, siccità, inondazioni) che sem-
pre più spesso le mettono in ginocchio. Dall'altra, apprezzare il ruolo dell'agricoltura quale
presidio di territori sani ed in equilibrio.
Infine, il secondo asse di azione privilegiato sarà l'attenzione per il fenomeno dei "migranti
climatici o ambientali", popolazioni spinte a spostarsi dalla propria terra a causa delle con-
dizioni climatiche avverse. Parliamo di una categoria ancora dai contorni incerti, con sti-
me sull'impatto per ora imprecise. Ma l'attenzione e la storica preparazione dell'Italia in en-
trambi questi campi, l'agricoltura e la gestione dei flussi migratori, fa della nuova sfida un
campo in cui la Cooperazione italiana può dire la sua, forse ad iniziare dalla presidenza ita-
liana del G7 il prossimo anno a Taormina.
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 3IN QUESTO NUMERO
16 Migrazioni e ambiente
3 EDITORIALE Un nesso da non trascurare più
Dalle parole ai fatti
Gli impegni dell'Italia 20 Intervista a Federico Testa
Puntare su rivcerca e innovazione
per un mondo più sostenibile
6 EMERGENZE
24 El Niño e l'approccio olistico
della Cooperazione italiana
SPECIALE CLIMA
8 Un passo oltre Parigi 28 Amazonia sin fuego
12 Intervista a Michail Gorbacëv 30 Intervista a Luca Mercalli
Trasformare l'economia "Il cambiamento parte da noi
per una rivoluzione ambientale Ma serve più informazione"
4 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016IN QUESTO NUMERO
32 Nuovi paradigmi dell'ingegneria
nel clima che cambia 48 SISTEMA ITALIA
34 Il Progetto Iris per migliorare
la resilienza delle aziende 52 GIORNATA MONDIALE
CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
36 Cambiamento climatico e sviluppo Semi d'emancipazione in Bolivia
sostenibile. Un'azione integrata
per la riduzione del rischio
54 BRUXELLES
38 DALLE SEDI ESTERE
56 LE SEDI ESTERE
46 REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Un Piano quinquennale 57 ABSTRACTS
per la rinascita del paese
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 5EMERGENZE
immediata e sostegno a ©Unhcr
medio
termine alla popolazione.
In particolare, il Fondo
finanzierà attività nel settore
dello sviluppo locale che
contribuiranno, tra l’altro, a
sostenere la politica agricola
globale, comprese le questioni
connesse alla proprietà
fondiaria; stimolare l’attività
economica e la produttività
nelle zone rurali remote colpite
dal conflitto anche attraverso
le iniziative pubblico-private
e il sostegno al sistema delle
cooperative; sminare zone
specifiche direttamente colpite
dal conflitto, cercando di
evitare sovrapposizioni con altri
soggetti impegnati nel settore;
rafforzare la presenza dello
Stato nelle zone colpite dal
conflitto tramite la promozione
di buone pratiche di gestione,
nonché di una maggiore
capacità di erogazione dei
servizi; ripristinare il tessuto
Colombia, 3 milioni di euro per favorire la pace sociale, in particolare tramite
il rafforzamento delle capacità
dell’amministrazione locale
e della partecipazione della
La Colombia è stata teatro negli L’Avana il 24 agosto scorso. A società civile all’elaborazione
ultimi 50 anni di un violento seguito del risultato negativo delle politiche.
conflitto armato tra le forze del referendum popolare Sarà inoltre prestata
governative e i guerriglieri dell’ottobre successivo, sono un’attenzione particolare alle
delle Farc. Le violenze hanno attualmente in corso ulteriori popolazioni indigene e afro-
provocato oltre 200 mila morti trattative per modificare il testo colombiane, alle donne e ai
e lo sfollamento forzato di più dell’accordo di pace. bambini; verrà promosso lo
di cinque milioni di persone, In questo contesto, l’Unione sviluppo alternativo e l’utilizzo
distruggendo gran parte del europea ha proposto sostenibile delle risorse
tessuto sociale del paese e l’istituzione di un apposito naturali al fine di migliorare
ostacolandone fortemente Fondo fiduciario per il sostegno i mezzi di sussistenza delle
lo sviluppo economico. Ha alla Colombia nella fase post- comunità rurali; verrà sostenuta
inoltre avuto ripercussioni conflitto che l’Italia ha deciso la resilienza in termini di
destabilizzanti significative nei di sostenere con finanziamento protezione, di sicurezza
paesi limitrofi, in particolare di 3 milioni di euro. Istituito alimentare e di servizi di base,
Ecuador e Venezuela, che per un periodo limitato (fino in particolare per le persone più
hanno dovuto far fronte al 31 dicembre 2020), il Fondo vulnerabili, compresi gli sfollati
per decenni a un notevole permetterà agli stati membri interni e le persone rimpatriate.
afflusso di profughi. Nel 2012 interessati di contribuire in Il contributo permetterà all’Italia
è iniziato un negoziato tra maniera effettiva e coordinata di sedere con diritto di voto al
il governo e le Farc che si è all’attuazione dell’accordo tavolo del Comitato direttivo del
concluso positivamente a di pace e fornirà assistenza Fondo fiduciario.
6 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016EMERGENZE
di euro, parte del più ampio
piano di risposta da dieci milioni
di euro annunciato la scorsa
primavera dal viceministro degli
Esteri, Mario Giro, per far fronte
alle conseguenze di El Niño.
Conseguenze che, stando ai dati
della Sadc, mettono seriamente a
rischio lo sviluppo della regione.
La diminuzione dei raccolti
agricoli rispetto ai cinque anni
precedenti, infatti, ha causato
un deficit della produzione di
cereali rispetto ai fabbisogni
nazionali pari al 25 per cento
in Mozambico, al 33 per cento
in Malawi, al 71 per cento in
Zimbabwe e al 74 per cento in
Swaziland. Tutto ciò ha influito
pesantemente sull’inflazione
dei principali beni alimentari,
con in media un aumento del
50 per cento dei prezzi. Circa 40
milioni di agricoltori e pastori
sono precipitati in una situazione
di grave insicurezza alimentare
e si stima che tale numero possa
salire ancora del 30 per cento
fino ai prossimi raccolti, nella
primavera del 2017. Colpito
gravemente anche l’allevamento,
con la perdita di 643 mila capi
Nuovi aiuti in Africa australe nella campagna 2015-2016.
per contrastare gli effetti di El Niño L’iniziativa italiana intende
promuovere e rilanciare le
attività nel settore primario, che
costituiscono la principale fonte
Il fenomeno meteorologico El Mozambico, Swaziland, Malawi e di reddito per le popolazioni
Niño ha provocato negli scorsi Zimbabwe. I fondi si aggiungono rurali più colpite dalla siccità,
mesi la peggiore siccità degli ai quattro milioni di euro che e portare avanti le azioni di
ultimi 35 anni in molti paesi erano stati già stanziati dalla mitigazione della crisi attraverso
dell’Africa australe, aggravando Cooperazione italiana nell’aprile il rafforzamento dei servizi di
ulteriormente la condizione di scorso per attività di primissima base. Essa si articolerà in due
insicurezza alimentare per milioni emergenza. fasi. La prima interverrà in
di persone. In risposta a un L’obiettivo è ora quello di Mozambico, nella provincia
appello internazionale di richiesta sostituire gradualmente l’aiuto di Maputo, e in Swaziland,
di assistenza per 2,4 miliardi di umanitario in corso per favorire la nella regione di Lebombo. La
dollari lanciato dalla Comunità di transizione delle comunità colpite seconda metterà a disposizione
sviluppo dell’Africa meridionale verso uno sviluppo a medio e fondi per progetti da sviluppare
(Sadc), l’Italia ha deciso di dare il lungo termine. Al contributo di in Zimbabwe e Malawi. Nel
via a una nuova iniziativa da 2,7 questo mese seguiranno due complesso, il programma andrà
milioni di euro per rafforzare la stanziamenti per il 2017 e il 2018, a beneficio di circa 50 mila
resilienza delle comunità locali in entrambi del valore di tre milioni persone nei quattro paesi.
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 7SPECIALE CLIMA
Un passo oltre Parigi
Dopo la svolta storica di Cop21, la Conferenza delle parti di Marrakech
ha segnato un nuovo importante passo nella lotta ai cambiamenti climatici
che ora arruola anche esponenti dell’imprenditoria e della società civile
e che è pronta a dotarsi di regole per rendere i controlli più precisi e trasparenti
8 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA
L’Italia ha firmato menti climatici per i prossimi decenni.
cinque nuovi accordi Marrakech è stata la prima Conferenza
delle parti dopo Parigi e ha segnato un
di collaborazione con paesi africani
primo importante momento di attuazio-
diventando un punto ne degli accordi”, ha spiegato Francesco
di riferimento per tante realtà La Camera, direttore generale per lo svi-
in via di sviluppo luppo sostenibile, il clima e l’energia del
dalle isole del Pacifico ai Caraibi ministero dell’Ambiente e della tutela del
territorio e del mare. Uno dei principali
impegni partoriti dalla rassegna maroc-
china riguarda la realizzazione, entro il
M
entre il mondo seguiva con il 2018, del Libro delle regole, una sorta di
fiato sospeso le elezioni presi- “manuale operativo” degli accordi di Pa-
denziali negli Stati Uniti d’A- rigi. Questi ultimi, infatti, richiedono una
merica, in Marocco delegati ed esperti si maggiore trasparenza d’azione, dispositivi
riunivano per dare attuazione agli accordi per misurare con precisione le riduzioni di
sul clima che erano stati siglati un anno emissioni in relazione a ciascun territorio,
prima a Parigi. La Conferenza delle parti strumenti finanziari e tecnologia da svilup-
di Marrakech, Cop22, ha consolidato l’im- pare e trasferire. “Occorre – ha precisato La
pegno globale per la sostenibilità ambien- Camera - mettere in piedi le regole che ci
tale e la lotta ai cambiamenti climatici. consentiranno di tradurre le promesse in
Lo ha fatto attraverso contributi multimi- pratica. Marrakech, in questo senso, ci ha
lionari a sostegno delle tecnologie pulite, permesso di fare un passo importante”.
di piani d’azione condivisi e d’iniziative Un’altra novità è legata alla Coalizione
per la sicurezza alimentare nei paesi in Under2, gruppo di governi subnazionali
via di sviluppo. E lo ha fatto, soprattutto, che si è impegnato a ridurre le emissioni
coinvolgendo imprenditori, investitori e di anidride carbonica di almeno l’80 per
governi locali in un più ampio e articolato cento entro il 2020 e di cui, dopo Marra-
sforzo collettivo per il raggiungimento del kech, fanno parte ben 165 membri. La co-
tredicesimo obiettivo di sviluppo sosteni- alizione ha un peso specifico tutt’altro che
bile della nuova Agenda 2030. trascurabile: essa copre una popolazione
“Cop21 è stata un fatto storico, che segnerà complessiva di oltre un miliardo di per-
il cammino delle discussioni sui cambia- sone tra Nord America, Europa, America
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 9SPECIALE CLIMA
Latina, Africa e Asia e il prodotto interno impegnati sul fronte della lotta al cambia-
lordo dei suoi componenti arriva a 26 mila mento climatico”, ha raccontato La Camera.
miliardi di dollari, circa un terzo dell’eco- “Gli epocali accordi di Parigi hanno delinea-
nomia mondiale. to un percorso e segnalato un traguardo per
Un altro gruppo di 40 paesi “vulnerabili” la lotta globale ai cambiamenti climatici.
ha diffuso al termine della conferenza una Qui a Marrakech, i governi hanno sottoli-
dichiarazione nella quale s’impegna, tra neato che quella svolta è diventata urgen-
le altre cose, a produrre il 100 per cento te, irreversibile, inarrestabile”, ha osservato
dell’energia da fonti rinnovabili tra il 2030 nell’occasione Patricia Espinosa, segretaria
e il 2050 e a fare il possibile per limitare a esecutiva Convenzione quadro delle Nazio-
1,5 gradi Celsius la crescita della tempera- ni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc),
tura globale. Altri governi – segnatamente di cui la Conferenza delle parti è il supremo
Canada, Germania, Messico e Stati Uniti organo decisionale. Salaheddine Mezouar,
– hanno annunciato ambiziose strategie a presidente di Cop 22, si aspetta “progressi
lungo termine che guardano all’orizzonte concreti” già entro la fine del 2017.
2050 e al traguardo di un pianeta a emis- “Sarà necessario rispettare l’impegno dei
sioni zero. Gli impegni si sono tradotti 100 miliardi di dollari da qui al 2020. Il 2017
in un documento congiunto nel quale si dev’essere l’anno dei progetti su larga scala,
traccia il momento d’inizio di “una nuova della mobilitazione delle risorse e dell’ac-
era nell’azione sul clima e sullo sviluppo cesso agli strumenti finanziari necessari”, ha
sostenibile” e nel quale i paesi sviluppati affermato.
riaffermano l’obiettivo di mobilitare fondi “Delineando un nuovo percorso per una
per 100 miliardi di dollari. maggiore cooperazione tra governi nazio-
L’Italia, da parte sua, ha firmato cinque ul- nali, regionali e locali, lavorando per met-
teriori accordi di collaborazione con paesi tere a disposizione le risorse necessarie, il
africani e rafforzato il proprio ruolo come mondo sta facendo progressi”, ha commen-
punto di riferimento per tante realtà in via tato Markku Markkula, presidente del Comi-
di sviluppo, soprattutto tra le isole del Pa- tato europeo delle regioni. “Dobbiamo anda-
cifico e i Caraibi. “Per noi il bilancio è stato re avanti, perché le parole non hanno alcun
assolutamente positivo. Abbiamo presen- valore se non accompagnate dai fatti. Dobbia-
tato l’approccio ordinato di un Sistema mo aumentare gli investimenti e sostenere le
Italia che viene riconosciuto anche dalle città e le regioni del mondo che realizzeranno
associazioni ambientaliste come tra i più le promesse fatte a Parigi”. (gmr)
10 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA
I PROGRAMMI DELLA COOPERAZIONE ITALIANA
RIPARTIZIONE GEOGRAFICA
EL SAVADOR
BOLIVIA LIBANO ALBANIA PAKISTAN CINA VIETNAM
1 7 3 2 2 11
NON RIPARTIBILE
16
FILIPPINE,
MYANMAR
EGITTO, SIRIA, INDIA,
TUNISIA MOZAMBICO ETIOPIA KENIA BURKINA,NIGER IRAQ R.P. COREA
3 3 4 6 1 1 1
RIPARTIZIONE PER SETTORE TOTALE
(MILIONI DI EURO) (MILIONI DI EURO)
RIFIUTI ENERGIA CAMBIAMENTI
376
20,8 1,6 CLIMATICI
16,4
WILDLIFE
39,9 PROGRAMMI IN CORSO
282
PROGRAMMAZIONE 2016
WASH
212,7
94
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 11SPECIALE CLIMA
© Green Cross
Trasformare l’economia
per una rivoluzione ambientale
Intervista a Michail Gorbacëv, fondatore di Green Cross International
di Marco Malvestuto
P
er fronteggiare i mutamenti cli- entrata in una nuova fase di dinamismo
matici serve “una rivoluzione e la sua influenza può giocare un ruolo
nel modo in cui sfruttiamo le di equilibrio importante all’interno della
risorse naturali” e una “trasfor- comunità internazionale”. Ne è convin-
mazione radicale” dell’economia che in- to Michail Gorbacëv, ultimo presidente
cluda anche un cambiamento del com- dell’Unione Sovietica e fondatore, nel
portamento di produttori e consumatori. 1993, dell’organizzazione non governati-
Per riuscirci, la strada giusta consiste nel va Green Cross International (Gci), oggi
mettere insieme tutti gli attori coinvol- attiva in quasi 50 paesi con l’obiettivo di
ti poiché nessuno può risolvere da solo promuovere un futuro equo, sostenibile e
temi così complessi e articolati. Da que- sicuro per tutti attraverso progetti di pre-
sto punto di vista, “l’Italia sembra essere venzione delle catastrofi ambientali.
12 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA
Presidente Gorbacëv, si è appena conclu- uno stato all'altro così come avviene con
sa a Marrakech la conferenza Cop22, che i cambiamenti di stato della materia. Se
ha posto un particolare accento sulle fonti è difficile prevedere quando inizia un
energetiche rinnovabili, con l’annuncio di cambiamento di stato nei sistemi com-
un nuovo piano di sviluppo del settore nel plessi, è ancora più difficile prevedere
tentativo di raggiungere l’Obiettivo di svi- quando finisce. Non esiste un elenco dei
luppo sostenibile numero 7 (“Energia pu- potenziali impatti dei cambiamenti cli-
lita a un costo accessibile”). Giudica suf- matici. Tuttavia, una cosa è certa: se non
ficienti gli impegni presi a livello globale ci muoviamo in fretta e in modo siste-
per lo sviluppo di nuove tecnologie? matico, non ci sarà alcun aspetto della
Ci sono stati alcuni sviluppi interessanti vita moderna come la conosciamo che
nel corso di Cop22, ma dobbiamo agire non sarà intaccato.
con maggiore determinazione e velocità. Ciò che è necessario per andare avanti è
Una delle caratteristiche chiave dei siste- niente di meno che una rivoluzione nel
mi complessi come il clima terrestre è che modo in cui sfruttiamo le risorse natu-
quando ci sono dei cambiamenti non si rali. La nostra economia richiederà una
tratta di un processo lineare. Si passa da trasformazione radicale nell’arco di una
generazione: nell’energia, nell'industria,
nell'agricoltura, nella pesca, nei sistemi
di trasporto e nel comportamento di
produttori e consumatori.
La nostra economia richiederà Ed eufemismi intelligenti come “econo-
una trasformazione radicale mia verde” o “crescita condivisa sosteni-
nell’arco di una generazione bile” non aiutano. Se un sistema è sba-
nell’energia, nell'industria gliato alla radice, renderlo più efficiente
e responsabile non risolverà il proble-
nell'agricoltura, nella pesca nei
ma. Questo modello condanna il mondo
sistemi di trasporto a continue crisi, all'ingiustizia sociale e
e nel comportamento al pericolo di disastro ambientale. Ciò di
di produttori e consumatori cui abbiamo bisogno oggi è di dissociare
© Elena Seina
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 13SPECIALE CLIMA
© Elena Seina
la crescita economica dall'uso dell’ener- naturali, con incombenti crisi di acqua,
gia e delle risorse; con il solo incremento cibo ed energia, mentre oltre un miliardo
dell’efficienza delle risorse non sarà pos- di persone vivono ancora in condizioni
sibile arrivare dove noi vorremmo essere. di estrema povertà e la disuguaglianza
Fortunatamente, molte idee buone e fun- globale è chiaramente in crescita.
zionali e tecnologie attinenti sono già in Oggi più che mai sono necessarie nuove
cantiere. idee e un rinnovato impegno per rom-
pere la situazione di stallo causata dalla
Green Cross è stata fondata sulla base del scarsa volontà politica e da un’inadegua-
lavoro avviato dal summit della Terra te- ta ricerca intellettuale. I leader devono
nutosi nel 1992 a Rio de Janeiro, in Brasile. affrontare questa sfida. I responsabili po-
Quali progressi sono stati compiuti da al- litici devono prendere in considerazione
lora e quanto resta ancora da fare? il sistema nel suo complesso, collegan-
Quando ho fondato Green Cross, più di do ambiti precedentemente considerati
20 anni fa, sapevo di avere davanti una non correlati – come l'energia e l'occupa-
lunga battaglia per influenzare un cam- zione, l’acqua, i servizi igienico-sanitari e
biamento dei valori delle persone, delle l’assistenza sanitaria, lo sviluppo rurale
imprese e dei governi, per trasformare la e la sicurezza, la governance e lo svilup-
sostenibilità in un pilastro dello sviluppo. po. Qui sta il più grande cambiamento:
Tutto questo sta prendendo piede, ma l'adozione di un approccio realmente
molto più lentamente del necessario. olistico, che tenga conto non solo delle
Il mondo è ancora intrappolato all’in- ragioni della crescita a breve termine,
terno di un percorso di sviluppo agoniz- ma offra anche l'opportunità di uno svi-
zante e insostenibile. La crescita econo- luppo sostenibile e inclusivo. Non farlo
mica, senza alcuna preoccupazione per ora – di fronte a così tante sfide – signifi-
la salvaguardia delle risorse del pianeta, ca disonorare il nostro passato e il nostro
continua ad essere l’obiettivo superiore e presente e svalutare il nostro futuro.
la priorità. A causa di ciò siamo di fronte
ad un degrado ambientale inesorabile e Tra i principi costitutivi di Green Cross c’è
senza precedenti, ad un deterioramento anche quello di prevenire e risolvere i con-
e all'eccessivo sfruttamento delle risorse flitti per le risorse naturali e di affrontare
14 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA
Oggi più che mai sono necessarie nante nello spingere le grandi potenze,
compresi gli Stati Uniti e la Russia, a di-
nuove idee e un rinnovato impegno
smettere le armi chimiche; i valori e gli
per rompere la situazione atteggiamenti dei bambini vengono mo-
di stallo causata dalla scarsa volontà dellati sulla base di una crescente consa-
politica e da un’inadeguata pevolezza ambientale in Italia, Giappone,
ricerca intellettuale Australia, Corea del Sud e Sri Lanka attra-
I leader devono affrontare questa sfida verso la campagna Immagini per la Terra;
migliaia di persone nel Sud-est asiatico,
in Iraq settentrionale e nelle zone colpite
dal disastro nucleare di Chernobyl stan-
no ricevendo assistenza sanitaria e altre
le conseguenze ambientali delle guerre e forme di sostegno, grazie alla rete Green
dei conflitti. In che modo s’intrecciano le Cross.
due questioni?
La filosofia di Green Cross International, L’Italia si è di recente dotata di una nuova
basata sul concetto "cooperazione, non legge che riforma il sistema di cooperazio-
scontro", si applica non solo al nostro ne, che introduce la nuova Agenzia italia-
lavoro di mediazione dei conflitti, ma na e attribuisce un’accresciuta attenzione
anche ai nostri partenariati attivi con i alla collaborazione fra settore pubblico e
governi, con le Nazioni Unite, con le al- privato nelle questioni dello sviluppo, in-
tre organizzazioni non governative, con clusa la lotta ai cambiamenti climatici e
gli scienziati e gli accademici e con la co- alla cosiddetta “povertà ambientale”. È
munità imprenditoriale. Gci occupa una questa la strada giusta da seguire?
posizione unica, concentrandosi sulle Gli amici di Green Cross Italia mi hanno
politiche ambientali globali e la loro at- detto che la vostra riforma era molto atte-
tuazione in tutto il mondo. sa. Spero possiate attuarla a pieno il pri-
Oggi Green Cross International è un'or- ma possibile. Sono anche a conoscenza
ganizzazione non governativa globale dell’attenzione che l’Italia riserva al con-
con sedi in circa 30 paesi e attiva in quasi tinente africano. Queste questioni sono
50 paesi. Il suo obiettivo è quello di pro- al centro delle iniziative di Green Cross
muovere un futuro equo, sostenibile e si- ed è per questo che ritengo importante
curo per tutti, e la sua missione peculiare la collaborazione avviata con la nostra
è quella di affrontare le sfide combinate organizzazione italiana. La strada giusta
della sicurezza, della povertà e del degra- consiste nel mettere insieme tutti gli at-
do ambientale attraverso il patrocinio e tori coinvolti, incluse istituzioni pubbli-
l’attuazione di progetti "sul campo". Lad- che, accademie, istituti di ricerca, Ong e
dove scoppiano i conflitti, noi portiamo settore privato. Nessuno può risolvere da
assistenza e aiuto alle popolazioni, ma solo temi così complessi e articolati. L’I-
forniamo anche informazioni di prima talia sembra essere entrata in una nuova
mano, analisi e proposte alle autorità e fase di dinamismo; la sua influenza può
alle istituzioni internazionali sulle que- giocare un ruolo di equilibrio importan-
stioni riguardanti la bonifica ambientale te all’interno della comunità internazio-
e la profilassi sociale e medica. nale. Siamo inoltre tutti grati all’Italia e
La nostra rete ha molto di cui andare or- agli italiani per avere aperto i loro cuori
gogliosa per quanto realizzato durante i ai tanti migranti che ogni giorno, dispe-
suoi primi 20 anni di attività. Più di 200 ratamente, attraversano il Mediterraneo.
mila persone in Ghana, Senegal, Costa L’operato della società civile e delle isti-
d'Avorio, Bolivia e altrove stanno rice- tuzioni, incluse le organizzazioni go-
vendo acqua potabile grazie al nostro vernative e le Ong, dimostra che i valori
progetto Smart Water for Green Schools. umanitari dell’Europa sono ancora vivi.
La nostra “advocacy” è stata determi- Grazie Italia.
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 15SPECIALE CLIMA
Migrazioni e ambiente
Un nesso da non trascurare più
Negli ultimi 30 anni è raddoppiato il numero delle persone
costrette ad emigrare a causa di eventi ambientali avversi
Ma il nesso tra migrazioni e cambiamenti climatici
continua a essere ignorato dai media e dalla giurisprudenza
di Federico Soda*
L
’attenzione che il mondo politico Nel 2008 quasi 20 milioni di persone
e l’opinione pubblica rivolgono
sono state costrette ad emigrare
al fenomeno del cambiamento
climatico sta crescendo sempre per eventi meteorologici estremi
più a livello internazionale, come dimo- mentre gli sfollati per conflitti interni
stra l’Accordo di Parigi adottato nel 2015 sono stati "solo" 4,6 milioni
16 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA
e la recente conferenza Cop 22, tenutasi a tre, sono state quasi 20 milioni quelle che
Marrakech lo scorso 7 novembre. Si con- hanno lasciato il proprio paese a causa di
tinua, tuttavia, a dare scarsa importanza eventi meteorologici estremi, a fronte di
a una delle conseguenze maggiori di tale 4,6 milioni di sfollati interni per conflitti.
fenomeno, vale a dire la migrazione per Si prevede che entro il 2050 potrebbe-
motivi climatici. ro esserci fino a 250 milioni di rifugiati
Ma cosa si intende per migranti climatici? ambientali, con una media di 6 milioni
Secondo la definizione fornita dall’Orga- di uomini e donne costretti ogni anno a
nizzazione internazionale per le migra- lasciare i propri territori.
zioni (Oim), “sono persone o gruppi che, Nonostante i dati allarmanti e il crescen-
a causa di improvvisi o graduali cam- te numero di catastrofi dovute ai cam-
biamenti nell’ambiente che influenzano biamenti climatici, l’interdipendenza
negativamente le loro condizioni di vita tra fattori climatici, sociali e politici alla
sono obbligati a lasciare le proprie case, base delle migrazione continua ad esse-
o scelgono di farlo, temporaneamente re trascurata dai media e relativamente
o permanentemente, e che si muovono emarginata in ambito statistico e giuridi-
all’interno del proprio paese o oltrepas- co. Ad oggi infatti, non esiste ancora una
sando i confini nazionali”. definizione universalmente riconosciuta
I dati raccolti dall’Oim dimostrano che di migrante climatico e non sono previsti
nel corso degli ultimi 30 anni è raddop- strumenti di tutela giuridica a riconosci-
piato il numero delle persone costrette mento di questa vulnerabilità.
ad emigrare a causa di eventi climatici In questi ultimi anni si è registrato un
quali siccità ed alluvioni. Nel 2008, inol- notevole aumento del numero di proget-
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 17SPECIALE CLIMA
Entro il 2050 te incrementare i progetti di co-sviluppo,
puntando al coinvolgimento della dia-
potrebbero esserci
spora quale agente di sviluppo dei terri-
fino a 250 milioni tori di provenienza sia attraverso il tra-
di rifugiati ambientali sferimento di competenze nell’ambito di
nuove modalità di gestione del suolo e del
settore agricolo nei paesi colpiti da cam-
biamenti climatici, sia attraverso investi-
ti incentrati sul tema del cambiamento menti mirati delle rimesse, per esempio
climatico, con particolare riferimento nel settore delle nuove tecnologie.
alla degradazione del suolo. In partico- L’Ufficio di coordinamento per il Me-
lare, si lavora a livello di advocacy con i diterraneo dell’Oim a Roma, che già da
governi, per far fronte a problematiche tempo promuove progetti di co-sviluppo,
come quella del land grabbing, e sugli ha recentemente esteso questa tipologia
strumenti da adottare per affrontare i fe- di progetti anche all’area del cambiamen-
nomeni dell’impatto ambientale. Si sono to climatico. E’ in questo contesto che si
fatti molti passi in avanti riguardo gli inserisce il progetto “West Africa: Promo-
strumenti da adottare nei paesi in via di ting sustainable land management in mi-
sviluppo per prevedere o mitigare i dan- gration-prone areas through Innovative
ni legati ai mutamenti ambientali, ma si financing mechanisms”, avviato nel 2014
pone ancora scarsa attenzione al nesso in partnership con la Convenzione delle
tra cambiamento climatico e migrazione. Nazioni Unite contro la desertificazione
Sarebbe invece necessario lavorare “in (Unccd).
parallelo” su questi due aspetti così inter- Il progetto, finanziato dalla direzione ge-
connessi. nerale per la Cooperazione allo sviluppo
Da un lato, occorrerebbe maggiore coo- del ministero degli Esteri, intende pro-
perazione tra organizzazioni internazio- muovere gli investimenti dei migranti
nali che operano in questo settore così da nei loro paesi d’origine dando particola-
integrare le rispettive aree di competenza re rilievo alle iniziative volte a favorire la
e favorire il raggiungimento degli Obiet- lotta alla desertificazione, l’adattamento
tivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs), ai cambiamenti climatici e la conserva-
che includono fra i propri intenti quello zione ed uso sostenibile della biodiver-
della lotta contro il cambiamento clima- sità.
tico (Goal 13). Dall’altro lato, è importan- *Direttore Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo -Oim
18 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA Siccità e inondazioni favoriscono i conflitti La vulnerabilità a un conflitto di conflitti più intensi laddove la di sostentamento sono state un paese è strettamente legata alla distribuzione dei terreni è più distrutte da calamità naturali, vulnerabilità della sua economia ineguale. In India, per esempio, le hanno poco o nulla da perdere, ai fenomeni atmosferici estremi e dispute legate all’accesso alla terra e sono portare a credere che alla capacità dei governi di creare aumentano del quattro per cento prendere parte a un conflitto forme di impiego alternative. nei periodi di precipitazioni scarse potrebbe riservare loro un futuro Siccità e inondazioni, si legge in o inondazioni, trasformando migliore. Questo insieme di fattori, un recente rapporto della Banca le anomalie atmosferiche in è il parere dei ricercatori della mondiale, sono spesso seguite un fattore di violenze. Siccità e Banca mondiale, contribuisce ad da un aumento delle tensioni inondazioni, prosegue lo studio, alimentare i fenomeni migratori inter-comunitarie o cambi generano povertà e aggravano le all’interno di uno stesso paese di governo nei paesi in via di condizioni di vita delle persone o tra paesi diversi. L’impatto sviluppo. Nell’Africa subsahariana più vulnerabili in quei paesi in è particolarmente sentito in le guerre civili sono in genere cui l’agricoltura rappresenta una Africa sub-sahariana, dove la precedute da periodi di scarse delle principali fonti di reddito. riduzione dell’un per cento delle piogge, mentre nelle aree rurali La povertà, a sua volta, aumenta precipitazioni atmosferiche ha del Brasile le dispute territoriali le possibilità di un’escalation dei provocato un aumento dello 0,6 si verificano più di frequente conflitti. per cento del numero di persone durante i periodi di siccità, con Le parti in causa, le cui risorse che abbandonano le campagne. La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 19
SPECIALE CLIMA
Puntare su ricerca e innovazione
per un mondo più sostenibile
Intervista a Federico Testa, presidente dell’Enea
di Gianmarco Volpe
I
l contrasto al cambiamento clima-
tico rappresenta “una grande op-
portunità” che il nostro paese “può
e deve cogliere” in termini d’inno-
vazione del sistema produttivo e di ri-
lancio di economia e occupazione. Non
solo con gli interventi che di recente sono
stati illustrati nello studio “Parigi e oltre”,
realizzato dall’Agenzia nazionale per le
nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo
economico sostenibile (Enea) in collabo-
razione con l’Istituto superiore per la pro-
tezione e la ricerca ambientale (Ispra),
ma anche attraverso nuove politiche di
cooperazione allo sviluppo. Federico
Testa, veronese classe 1954, è dal marzo
scorso alla guida dell’Enea, e ha le idee
chiare su come “fare squadra” per dare
attuazione gli impegni assunti dall’Italia.
Si è appena conclusa a Marrakech la con-
ferenza Cop22, volta a dare attuazione
agli accordi sui cambiamenti climatici
che erano stati raggiunti un anno prima a “L’accesso ad energia
Parigi. Su che cosa si sono fatti dei passi in economica pulita e sicura
avanti e su che cosa si poteva fare di più? per la popolazione africana
La Cop21 ha segnato un momento im- è considerato un requisito
portante nell’impegno contro il cambia- indispensabile per lo sviluppo
mento climatico, riconoscendo un ruolo
Non possiamo rimanere indifferenti
significativo all’innovazione e al trasferi-
mento tecnologico, ribadito positivamen- tanto più che su questo fronte
te alla Cop22 di Marrakech il cui obietti- abbiamo maturato
vo, direi centrato, era di rendere operative forti competenze nel tempo”
20 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA
ed efficaci le misure decise a Parigi. Tre Cop22 ha posto un particolare accento
sono i principali risultati raggiunti a Mar- sulle fonti energetiche rinnovabili. Qual
rakech. Il primo riguarda la dichiarazione è il ruolo che può ricoprire l’Italia nello
congiunta di tutti i governi, in cui ci s’im- sviluppo di nuove tecnologie a livello glo-
pegna a continuare a portare avanti la lot- bale?
ta al cambiamento climatico e si defini- L’Italia è all’avanguardia in molti settori
sce irreversibile il processo di contrastare dell’innovazione e ha ottenuto risultati si-
il cambiamento climatico e ci si impegna gnificativi nella riduzione delle emissioni
a procedere nell’attuazione dell’Accordo di gas serra, nella produzione di energia
di Parigi. Il secondo riguarda l’impegno da fonti rinnovabili e nell’efficientamen-
a definire entro il 2018 le procedure e le to energetico del sistema produttivo. È
regole per rendere chiari, confrontabili e essenziale continuare a promuovere con
misurabili gli impegni presi dai vari sta- decisione politiche in questa direzione,
ti. L’ultimo e più controverso aspetto ri- puntando su ricerca e innovazione tec-
guarda l’avvio del meccanismo finanzia- nologica e sul trasferimento delle nostre
rio per rendere operativo l’impegno dei eccellenze e best practice. Come Agen-
100 miliardi di dollari l’anno. Si tratta di zia nazionale per le nuove tecnologie,
far convergere la posizione dei paesi svi- l’energia e lo sviluppo economico soste-
luppati, che vogliono orientare le risorse nibile, siamo impegnati su questo fronte
finanziarie che mettono a disposizione, e collaboriamo con diverse istituzioni e
e quella dei paesi in via di sviluppo, che ministeri per l’analisi di piani e strategie,
vogliono decidere in maniere autonoma la valutazione di politiche e misure e lo
sul loro utilizzo. Ad un anno dall’accordo sviluppo di opzioni necessarie al trasfe-
raggiunto a Parigi e a qualche settimana rimento tecnologico verso i paesi in via
dalla sua entrata in vigore, credo che non di sviluppo con il coinvolgimento del
ci si potesse aspettare di più. sistema delle imprese nazionali. Storica-
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 21SPECIALE CLIMA
mente l’Enea ha partecipato al processo zione sul cambiamento climatico delle
negoziale sul cambiamento climatico sin Nazioni Unite. E un nostro ricercatore,
dalla prima Cop del 1995 a Berlino. Anche Sergio La Motta, è appena stato nomina-
quest’anno è stata presente, in particola- to, in rappresentanza dei paesi sviluppati
re per le attività inerenti il Meccanismo (Annex I) quale membro dell’Advisory
di trasferimento tecnologico. L’Enea ha board del Ctcn. Altre collaborazioni mol-
fornito la sua esperienza tecnica nella to positive sono in corso con diverse Ong
definizione dei progetti di mitigazione e e adesso anche con progetti e piattafor-
adattamento che il mistero dell’Ambiente me pubblico-private come Res4Med e
sta finanziando, ad esempio, nelle piccole Res4Africa, del quale siamo entrati a far
isole oceaniche e in Africa. Inoltre siamo parte quest’anno.
l’entità nazionale designata dal Ministero
dell’Ambiente nel Ctcn, il Network Inter- Energia solare ed eolica, agricoltura so-
nazionale di organizzazioni tecnologiche stenibile. La lotta ai cambiamenti cli-
a sostegno del trasferimento delle tecno- matici s’intreccia con le opportunità di
logie di adattamento e di mitigazione ver- sviluppo del continente africano, che
so i paesi in via di sviluppo della Conven- al momento sembra proprio quello più
esposto ai rischi naturali. Quanto sarà
decisivo il contributo dell’Africa per rag-
giungere i traguardi previsti dalla nuova
Agenda 2030?
Il continente africano è strategico per il
Più forti i segnali dall’ambiente nostro paese per il ruolo cruciale negli
più sembra difficile avere equilibri geopolitici mondiali e quale in-
consapevolezza nella politica terlocutore primario per la gestione del
nell’economia e nella società fenomeno migratorio e la composizio-
22 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA
ne regionale dei conflitti. Una delle sfide eco-efficiente delle risorse e dei materia-
principali, più volte evidenziata anche a li, promozione di soluzioni e comporta-
livello di governo, è ridurre la pressione menti sostenibili. L’elenco è lungo e non
migratoria sostenendo i governi dei pae- si tratta solo di vocabolario. L’Enea può
si di provenienza e transito dei migranti, essere un “braccio tecnico” della Coope-
garantendo migliori condizioni di vita razione italiana, assistendo quest’ultima
alle popolazioni locali, offrendo un soste- nella definizione e pianificazione di poli-
gno per ridurre le cause del sottosviluppo tiche e programmi energetici appropriati,
e creando occasioni di sviluppo e cresci- sostenendo il “salto tecnologico” e svi-
ta in loco. Ma vi sono anche altre ragioni luppando le capacità specialistiche e tec-
che hanno a che vedere con un’indispen- nico-gestionali necessarie. Già oggi, ad
sabile visione di solidarietà: nell’Africa esempio, su designazione della direzione
sub-sahariana circa 600 milioni di per- generale per la Cooperazione allo svilup-
sone non hanno accesso all’energia elet- po del ministero degli Esteri, Enea parte-
trica, e questo vuol dire che oltre la metà cipa al Gruppo di esperti italiani in seno
degli 1,2 miliardi di persone che oggi non alla Convenzione Onu per la Lotta alla
hanno accesso all’energia si trova nel desertificazione (Unccd) per contribuire
continente africano. L’accesso ad energia al miglioramento delle attività scientifi-
economica, pulita e sicura per la popo- che e tecnologiche e alla definizione di
lazione africana è considerato un requi- strategie e azioni di lotta alla desertifica-
sito indispensabile per lo sviluppo. Non zione.
possiamo rimanere indifferenti, tanto più Possiamo inoltre portare avanti attività
che su questo fronte abbiamo maturato informazione, di trasferimento tecnolo-
forti competenze nel tempo. gico, realizzare azioni pilota in program-
mi di sviluppo locale insieme a comunità
Qual è il ruolo dell’Enea nel contesto della e partner locali, ricorrendo a strumenti
Cooperazione italiana e in quale direzio- come la formazione tecnica e tecnolo-
ne, come presidente, intende ulteriormen- gica, le borse di studio internazionali,
te indirizzarlo? la formazione a distanza. Può costruire
L’adozione dell’Agenda universale di svi- alleanze con attori tradizionali della co-
luppo sostenibile 2030 interpella un ruo- operazione allo sviluppo (Ong, regioni,
lo più attivo dell’Enea, che ho inteso per- comuni) e una rete di istituti di ricerca
seguire attraverso un percorso graduale omologhi per partecipare a bandi euro-
ma determinato ad aprire spazi di attività pei di azioni esterna. Può, infine, fornire
più ampi in ambito di cooperazione allo supporto tecnico qualificato agli opera-
sviluppo. Mi auguro che il nuovo assetto tori del Sistema Italia (Agenzia, Ong, Enti
della Cooperazione italiana consenta una locali).
maggiore incisività dell’azione, anche a Siamo pronti ad affiancare l’Aics in que-
colmare un certo ritardo negli aspetti di sti aspetti, sovrapponibili con quanto già
Scienza, tecnologia e innovazione (Sti) stiamo facendo con successo a fianco
che la nuova architettura di sviluppo cre- del ministero dell’Ambiente a sostegno
ata dall’Agenda 2030 richiama. Lo stesso dell’impegno italiano post-Parigi. Ri-
Piano d'azione di Addis Abeba per il fi- guardo al nuovo assetto del Sistema Italia
nanziamento dello sviluppo considera per la Cooperazione, rilevo però l’assenza
il settore sempre più cruciale. Energie degli enti di ricerca tra i componenti del
rinnovabili, sostenibilità dei sistemi pro- Consiglio nazionale per la cooperazio-
duttivi, modelli di economia circolare, ne allo sviluppo e mi faccio promotore
tecnologie di mitigazione e adattamento dell’aggiunta di tale componente, a mio
ai cambiamenti climatici, eco-innovazio- avviso determinante proprio per l’appor-
ne dei sistemi di sviluppo e trasferimento to di Sti (Scienza, Tecnologia, Innovazio-
della conoscenza, supporto alle imprese ne) al conseguimento degli Obiettivi di
e alle filiere produttive per la gestione sviluppo sostenibile.
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 23SPECIALE CLIMA
El Niño e l’approccio olistico
della Cooperazione italiana
Nuove sfide richiedono nuove soluzioni. E’ il caso di El Niño
L’Italia è scesa in campo con un intervento regionale strutturato
che alle attività d’emergenza sostituisca gradualmente quelle per lo sviluppo
e che faccia leva sulla complessità del rapporto uomo-ambiente
di Riccardo Morpurgo*
C
iclicamente al largo delle coste sca vive. Siccome il fenomeno raggiunge
occidentali del Sud America le il suo picco intorno alla stagione natali-
correnti e i venti mutano il loro zia, esso venne definito dai pescatori che
corso, causando un aumento primi lo osservarono come el Niño (Gesù
delle temperature delle acque e spostan- Bambino). Negli ultimi decenni gli scien-
do le correnti fredde ricche di plancton e ziati hanno scoperto che el Niño è collega-
elementi nutrivi che sorgono dalle profon- to ad altre alterazioni dei modelli climatici
dità oceaniche. Ciò non solo condiziona globali.
la catena alimentare marina, ma anche la Enso (El Niño - Southern Oscillation)
vita sociale ed economica di chi sulla pe- è probabilmente il termine che meglio
24 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA
In Mozambico, Swaziland, con effetti devastanti sulle condizioni di
vita di uomini, animali ed ecosistemi.
Zimbabwe e Malawi è stata elaborata
Data la dimensione e le cause del feno-
una strategia articolata meno, non esiste una soluzione capace di
che dovrà in un primo tempo evitarne gli effetti, ma la comunità scienti-
portare sollievo alle popolazioni fica internazionale sta interrogandosi sulla
per poi definire un intervento possibilità che i suoi effetti possano essere
capace di aumentare la resilienza aumentati dal riscaldamento globale e le
delle aree più fragili conseguenti mutazioni climatiche con ef-
fetti moltiplicatori e sinergici.
I cambiamenti climatici costituiscono
oggi una minaccia ambientale, sociale ed
economica globale. Essi sono strettamen-
spiega gli effetti globali del fenomeno: l’au- te interdipendenti con le tematiche dello
mento delle temperature della superficie sviluppo: difficilmente si è in grado di af-
delle acque oceaniche ad occidente del frontare efficacemente e di vincere la sfide
Sud America è solo una parte delle intera- contenute negli Obiettivi di sviluppo sen-
zioni tra atmosfera, oceani e masse conti- za considerare l’impatto dei cambiamenti
nentali. Il termine Southern Oscillation si climatici sull’attività agricola, sugli eventi
riferisce alla component atmosferica della meteorologici, sulla salute dell’uomo, sui
relazione ed El Niño ne rappresenta la fenomeni di estinzione delle specie ani-
componente oceanica, nella quale la tem- mali e vegetali. Il conseguimento di ciascu-
peratura delle acque è il fattore principale. no degli Obiettivi, direttamente o indiret-
La siccità è tra gli effetti causati da un even- tamente, è minacciato dal cambiamento
to Enso e può avvenire ovunque nel mon- climatico.
do, sebbene i ricercatori abbiano messo in Riscaldamento globale e alterazione delle
evidenza come tale situazione sia più attiva precipitazioni contribuiscono alla diminu-
in Australia, Indonesia, nelle Filippine, in zione della produzione agricola, special-
Brasile e alcune parti della regione orienta- mente nelle regioni temperate, tropicali
le e meridionale del continente africano. Si e subtropicali. Questo mina la già fragile
tratta, quindi, di un fenomeno globale i cui sicurezza alimentare dei paesi in via di svi-
effetti si sviluppano sull’intero pianeta ma luppo, rendendo ancor meno disponibile
è anche, e soprattutto, un fenomeno locale la fornitura di cibo. L’inquinamento e le
che condiziona la vita di milioni di persone alte temperature stanno causando un au-
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 25SPECIALE CLIMA
mento della frequenza e dell’intensità di alle condizioni di emergenza che El Niño
gravi ed estremi eventi meteorologici quali ha creato in Africa sub sahariana. È per
tempeste, uragani, cicloni e alluvioni. An- questo che la Cooperazione italiana ha
che la salute – e in alcuni casi la sopravvi- lanciato un Piano d’azione teso a mitigare
venza – di molte specie animali e vegetali gli effetti della siccità che sta colpendo le
e dell’uomo stesso può essere influenzata campagne ed i raccolti delle popolazioni
dall’aumento di temperatura determinato rurali di gran parte dell’area.
dall’incremento della concentrazione dei In Mozambico, Swaziland, Zimbabwe e
gas-serra. Le temperature estremamente Malawi è stata elaborata una strategia arti-
calde aumentano la possibilità di proble- colata in fasi che dovrà in un primo tempo
matiche patologiche, soprattutto nelle per- portare sollievo alle popolazioni per poi
sone che presentano problemi cardiaci. definire un intervento capace di aumen-
Inoltre, l’aumento della temperatura del tare la resilienza delle aree più fragili. La
pianeta causa un’estensione delle zone di prima fase dell’intervento è attualmente
influenza di molte malattie infettive poten- in realizzazione con attività volte a riabili-
zialmente mortali, quali malaria, colera, tare infrastrutture idriche e fornire generi
febbre gialla. alimentari alle popolazioni delle aree più
Il sistema Italia, ben consapevole che a duramente colpite dalla siccità. È inoltre
problemi globali occorre individuare solu- in fase di avvio un intervento più struttu-
zioni globali, è impegnato a definire azio- rato, che alle attività d’emergenza sostitu-
ni di contrasto sia ai mutamenti climatici isca, gradualmente, la ben più complessa
che al riscaldamento globale promuoven- nozione di resilienza. Da emergenza a svi-
do un approccio sostenibile allo sviluppo: luppo, quindi, ma uno sviluppo che faccia
la green economy, sfruttamento di forme leva sulla complessità del rapporto uomo
di energie solari ed eoliche, riduzione del ambiente e le sue diverse articolazioni so-
consumo delle biomasse quale combusti- ciali ed economiche. Intervento regionale,
bile e risparmio energetico. Sono soluzioni perché regionale è la crisi e regionali sono i
efficaci, ma che richiedono tempi lunghi rapporti tra popolazioni e risorse.
ed investimenti elevati che mal s’adattano L’attuale situazione di cambiamento cli-
26 La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016SPECIALE CLIMA
Le risposte ai cambiamenti climatici sono insufficienti per assicurare una pro-
tezione completa dai cambiamenti i quali
ruotano attorno ai concetti
possono dimostrarsi irreversibili. Il concet-
di mitigazione ed adattamento to di adattamento appare rispondere me-
ma occorre ora elaborarne uno nuovo glio alla domanda di protezione dei rischi.
basato sulla resilienza di un sistema Una delle chiavi per ridurre la vulnerabilità
è quello di superare ambedue i concetti,
che non sono in grado di inserire elementi
matico costituisce una sfida che richiede, di plasticità e di flessibilità. Parrebbe, allo-
in risposta, adattamenti sostanziali e tra- ra, più consono elaborare un concetto ba-
sformazioni nell’organizzazione sociale, sato sulla resilienza di un sistema.
uso delle risorse e dello spazio. Molti dei Il concetto stesso di resilienza si è svilup-
rischi ambientali una volta considerati im- pato incorporando al suo interno l’idea
ponderabili ed imprevedibili sono, oggi, di sistemi complessi ed enfatizzandone
molto più conosciuti e prevedibili; sap- la funzione di sistema eco-sociale nel suo
piamo che i mutamenti demografici, tec- complesso. Il fulcro è, quindi, sulle rela-
nologici e nell’uso della terra sono causa zioni esistenti tra le diverse componenti
di rischi che possono indurre risposte del sistema e non sul funzionamento di
adattative. Le previsioni sui cambiamenti ognuna di queste prese separatamente. Il
climatici richiederanno entro i prossimi concetto sistemico introduce, inoltre, una
100 anni trasformazioni sistemiche dovute dimensione temporale che il modello per
all’impossibilità di proseguire determina- componenti non prevede e che, invece, ap-
te attività economiche e sociali in alcune pare necessaria alla costruzione di un’azio-
regioni. Tuttavia, è ben noto che gli adat- ne volta a costruire un sistema resiliente.
tamenti ai cambiamenti climatici non co- La concezione della resilienza, quindi, non
stituiscono parti isolate di un sistema. Essi, si basa sulla capacità di un determinato si-
al contrario, sono il risultato dell’azione stema nel recuperare la condizione ex ante,
di una molteplicità di attori in risposta ad ma di introdurre una visione di flessibilità
una pluralità di stress e stimoli. Inoltre, i futura basata sulla possibilità di gestire l’in-
cambiamenti climatici, sebbene risultanti certezza avendo a disposizione un insieme
di un complesso assieme di cause, sono in di caratteristiche sistemiche capaci di af-
larga misura dovuti all’azione dell’uomo. frontare gli eventi futuri.
Le risposte ai cambiamenti climatici ruo- Sfida complessa, che richiede soluzioni
tano attorno ai concetti di mitigazione ed altrettanto complesse, immaginazione e
adattamento. Per mitigazione si intendono scienza, così come il concorso di tutte le
tutte le strategie ad azioni che riducono l’e- componenti del Sistema Italia – imprese,
sposizione ai cambiamenti mediante azio- cooperazione, società civile - chiamate a ri-
ni normative, migrazioni spazio temporali spondere non solo ai propri interessi parti-
o mutamenti tecnologici. Per adattamento colari, ma anche a quelli di un mondo sem-
s’intendono quegli aggiustamenti che una pre più legato e interdipendente nel quale
certa popolazione mette in opera in rispo- nessuno può oramai premettersi di girare
sta rispetto ad un cambiamento in atto o la testa
futuro. Le azioni di mitigazione, tuttavia, *Direttore della Sede estera di Maputo
La Cooperazione Italiana Informa - novembre 2016 27Puoi anche leggere