LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE - Il giornalino di classe - IC GARIBALDI-PIPITONE
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Il giornalino di classe Anno I Numero I Giugno 2019 LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE Sommario Il Direttore Responsabile: Il pellegrinaggio della Michela Surdo legalità Maria Rosa Giacalone Green Book Viaggio d’istruzione in Emilia-Romagna La redazione: Viaggio d’istruzione a gli alunni delle classi Cefalù 2B-3B-2D-3D Le giornate FAI di primavera del progetto Incontro con Attilio Bolzoni “Noi giornalisti di Pensa, Guarda, Ama classe” Intervista a Tadjou Kalambani La seduzione del bene Addio ai monti…
LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE SULLE ORME DEI PROTAGONISTI DELL'ANTIMAFIA In data 03/05/2019,noi ragazzi dell’IC ‘’Garibaldi-Pipitone’’ di Marsala siamo andati a Palermo a visitare alcuni dei posti rappresentativi legati alla lotta alla mafia; una visita che si inseriva all'interno di un percorso sulla legalità, che coinvolgeva tutte le classi terze della scuola media. La prima tappa ci ha visto, emozionati, varcare le soglie dell’ Aula bunker . Quest’ aula è famosa perché in essa è stato celebrato il maxiprocesso che grazie alle preziose testimonianze di pentiti come Tommaso Buscetta ha svelato il fenomeno mafioso .All'interno dell'aula ci attendeva un giornalista de La Repubblica, Umberto Lucentini; assieme a lui, altre persone che avevano seguito dal vivo l’evento e che ci hanno raccontato le loro testimonianze. Grazie a essi non abbiamo solamente potuto osservare le gabbie in cui erano rinchiusi i mafiosi, ma anche le stanze del consiglio, con dormitori e cucine, in cui il presidente Pietro Giordano assieme agli altri giudici e a i membri della giuria popolare, restarono chiusi per 40 giorni, senza poter essere avvicinati da nessuno, mentre discutevano e si confrontavano, prima di emettere la sentenza. Usciti dall'aula bunker ci siamo diretti verso il quartiere ''Brancaccio'' dove risiedeva Don Pino Puglisi, un sacerdote che cercava di insegnare ai ragazzi il rispetto delle regole della convivenza civile in modo da strapparli alla dura legge della strada e alla criminalità. Don Puglisi fu assassinato di fronte la sua abitazione, nel giorno del suo compleanno. La sua storia è triste e commovente allo stesso tempo, dalla testimonianza di un pentito si è saputo infatti che quando il killer gli si avvicinò con la pistola puntata, don Pino sorrise, dicendo che se lo aspettava. Per concludere il nostro percorso sulla legalità , ci siamo recati a Cinisi, dove abbiamo visitato la casa memoria di Giuseppe Impastato, un giornalista, di democrazia proletaria, che ,nonostante fosse figlio di un mafioso, non esitò a denunciare ,utilizzando anche le armi della satira e dell’ironia, il boss locale, Gaetano Badalamenti, la cui casa distava dalla sua solamente cento passi, metafora della distanza breve che separa la legalità dall'illegalità. Alla casa memoria abbiamo potuto ascoltare la testimonianza del fratello di Peppino: Giovanni Impastato. Un uomo che, anche a causa dell' assassinio del fratello, ha fatto della lotta contro la mafia, la sua ragione di vita. Giovanni ha iniziato il suo discorso affermando con coraggio di essere stato figlio di un mafioso, ha poi continuato raccontandoci di Peppino e della sua lotta per un mondo più giusto. Questo percorso è stato un’importante opportunità di crescita ed ha suscitato in noi la voglia di impegnarci in prima persona, facendo semplicemente la nostra parte nella lotta contro le mafie. Filippo Architetto IIID
Tutti al cinema In data 29 aprile 2019 gli alunni della scuola "V. Pipitone" si sono recati al cinema Centrale di Marsala per la visione di "Green Book", un film del 2018 premiato con tre Oscar. Si parla dell'amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell'America degli anni '60. I protagonisti sono Tony Lip (il soprannome di Frank Anthony Vallelonga) e Don Shirley, che entrano in contatto quando il primo va fare il colloquio per ottenere l'incarico di autista personale del pianista, che sarebbe dovuto partire per una tournée nel sud degli Stati Uniti. All'inizio i due fanno fatica ad avviare una relazione amichevole principalmente a causa del diverso colore della pelle, che in quel tempo, in America, era molto determinante e condizionante. Superate le prime difficoltà, Tony ottiene il posto di lavoro con un salario di 125 dollari a settimana. I due partono per il tour come due quasi sconosciuti, ma riusciranno ad oltrepassare i problemi razziali del sud e a instaurare un'amicizia? Il messaggio che vuole dare il film è che nel mondo non devono esistere discriminazioni razziali ed è giusto offrire il proprio contiributo contro il razzismo. Il film è volto a sensibilizzare le persone contro le discriminazioni e gli alunni devono essere i primi a promuovere il non- razzismo perché sono giovani e saranno su questa terra ancora per molto. Saranno loro a decidere le sorti del pianeta. L'uscita didattica rientra nel progetto "Cineforum" e gli alunni vi hanno partecipato con entusiasmo. A nostro parere l'iniziativa andrebbe riproposta negli anni successivi perché è un modo alternativo di fare cultura, efficace quanto lo studio e forse anche di più. In questo caso, il film ci è sembrato significativo, non affatto noioso e a tratti divertente. Noi siciliani possiamo apprezzare meglio il film perché il punto di vista del protagonista, Tony, è simile al nostro e può colpire meglio le nostre coscienze. LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE Salvo Marcella Gerardi Asya
Si Vola in Emilia Romagna Un guasto tecnico ci ha bloccato in aeroporto per ben quattro ore! Certamente non è iniziato nel migliore dei modi il nostro viaggio d’istruzione ma finalmente, dopo quattro ore di attesa e un’ ora e 15 minuti di volo ,siamo atterrati all’aeroporto di Bologna, prima tappa della nostra sospirata gita di terza media. Dopo aver mangiato in un fast food siamo andati subito a visitare i principali luoghi e monumenti del capoluogo emiliano: Piazza Maggiore, la Torre degli LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE Asinelli, la casa di Lucio Dalla, la strada dedicata alle persone famose di Bologna, la prima università del mondo, la basilica di San Petronio. Successivamente abbiamo passeggiato sotto gli straordinari portici e poi in autobus siamo andati all’albergo “Vienna Ostenda” di Rimini, che ci avrebbe ospitato in quei giorni. L’indomani siamo andati a Ravenna, famosa per i suoi mosaici che ricordano, in linea di massima, quelli di Caltagirone (che abbiamo visitato l’anno scorso). A Ravenna abbiamo ammirato la Basilica di Sant’Apollinare Nuova, la Basilica di San Vitale, la Basilica di Sant’Agata e il Battistero degli Ariani, patrimonio dell’Unesco dal 1996,il Battistero rappresenta un unicum nel suo genere poiché nessun altra città al mondo conserva un edificio destinato al culto ariano con una decorazione a mosaico che permette di evidenziare le differenze tra questa dottrina religiosa e quella ortodossa. Successivamente siamo andati ad Urbino e San Marino. Ad Urbino siamo stati immersi in un’atmosfera medievale , perché la cittadina conserva integro il suo centro storico nella cui piazza principale si erge l’enorme palazzo del duca di Montefeltro, signore quattrocentesco di Urbino. All’interno del palazzo abbiamo avuto la possibilità di ammirare quadri che avrei immaginato di vedere solo nei libri o in foto, come ad esempio le opere di Piero della Francesca. L’ultimo giorno ci siamo recati a Maranello, nel museo della Ferrari; abbiamo ammirato le macchine prodotte da questa storica casa, da quelle risalenti al 1800 alle attuali macchine da formula 1. Ci sarebbe piaciuto acquistare dei souvenir ma i prezzi dei gadget erano proibitivi per le nostre finanze (una penna costava 200 euro e un modellino di macchina da corsa addirittura 8.000 euro!!!). Purtroppo con Maranello la nostra gita si è conclusa ,infatti siamo ripartiti dopo qualche ora. Il viaggio di ritorno in aereo è stato spiacevole, sia perché siamo scesi di quota troppo in fretta, ma soprattutto perché a causa del forte vento non siamo potuti atterrare subito ma abbiamo dovuto fare un giro largo. Personalmente consiglio vivamente le gite, perché sono un momento di socializzazione e di apprendimento ,un raccogliere informazioni reso più gradevole dalla lontananza dall’edificio scolastico Francesco Cassarà IIID
È tempo di gita: si parte per Cefalù e Santo Stefano I giorni 13 e 14 maggio le classi seconde dell’istituto comprensivo Garibaldi- Pipitone si sono recate a Cefalù, Santo Stefano di Camastra e Tusa per intraprendere la gita di fine anno. Le prime visite sono state al Duomo e al lavatoio di Cefalù. La leggenda narra che il Duomo sarebbe sorto per volere di re Ruggero II, che voleva lì la sua tomba, ma Federico II, un suo successore, spostò la tomba a Palermo, interrompendo così la decorazione della cattedrale e lasciando spogli i LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE muri. Si dice che il lavatoio di Cefalù abbia avuto origine dalle lacrime di una ninfa che uccise il suo compagno dopo aver scoperto il suo tradimento. Il lavatoio qualche secolo fa veniva usato dalle donne per lavare i panni e i bambini. Nel primo pomeriggio gli studenti si sono recati a Tusa per visitare l’atelier sul mare, un hotel con stanze che rappresentavano i colori, le emozioni, la notte e le stelle. I ragazzi, soddisfatti delle nuove conoscenze apprese durante la prima giornata, sono tornati in hotel, dove li aspettava una serata in discoteca. La mattina seguente i ragazzi si sono recati a Santo Stefano di Camastra e hanno visitato la fabbrica di lavorazione della ceramica “Fratantoni”. Qui, è stato spiegato tutto il processo di lavorazione della ceramica: per prima cosa si modella l’argilla, si ottiene così la forma desiderata con un tornio e si asciuga in un forno elettrico, poi l’oggetto viene dipinto, la pittura viene asciugata ed infine si lima la parte inferiore dell’oggetto. La tappa successiva è stata invece il museo di Palazzo Trabia in cui hanno avuto modo di apprendere la storia della ceramica di Santo Stefano di Camastra. Dopo un pranzo in una delle trattorie locali, i ragazzi hanno iniziato il viaggio di ritorno verso Marsala. Santo Stefano di Camastra sembrava un museo a cielo aperto: era piena di ceramiche e di colori che abbellivano le vetrine e i ristoranti del posto. I ragazzi hanno scoperto le caratteristiche e hanno apprezzato le usanze di questi luoghi. Quest’esperienza è stata memorabile, è servita per l’arricchimento delle conoscenze. Silvia Palermo 2 B Veronica Vitello 2 B
Si aprono le porte della chiesa di Santo Stefano LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE «Verrà riaperta la chiesa Santo Stefano a Marsala». È questo l'annuncio fatto da un rappresentante del FAI. Nella nostra cittadina, infatti, dopo circa trent'anni, è stata riaperta una chiesa annessa alla scuola media "V. Pipitone" in occasione delle giornate FAI di primavera. Il futuro del locale è però ancora incerto. La chiesa fu commissionata da Stefano Frisella nel 1606, da cui prende il nome, ma in realtà era destinata all’Ordine delle Agostiniane Riformate. La chiesa fu completata verso la fine del XVII secolo con opere e stucchi di Vincenzo Giglio. La chiesa, elegantemente decorata, presenta tre altari, un prospetto a campana semplice con portale architravato in pietra dura di gusto rinascimentale. La facciata è decorata con una piccola finestra chiusa da una grata di ferro a petto d’oca. Sulla facciata di via Frisella si apre un portale in stile manieristico. L’interno è a navata unica con cappelle laterali nelle quali sono due altari: a destra è presente la tela del XVII di S. Agostino mentre a sinistra è collocata una tela ottocentesca. La decorazione è barocca con puttini che reggono festoni e busti di sante agostiniane; sui pilastri esterni del presbiterio due figure simboliche: Pace e Carità. Nella macchina d’altare è presente il rilievo con la rappresentazione della gloria di Santo Stefano.Tutto ciò, purtroppo, non è visibile quotidianamente perché la chiesa è chiusa da circa trent'anni ed è stata riaperta solo per tre giorni nel marzo del 2019. Penso che questa chiusura sia un peccato e uno sfregio al territorio marsalese perché sarebbe un punto di ritrovo per molti cattolici e un'attrazione che attirerebbe molti turisti interessati all'arte e alla religione. Questa chiesa è dovuta ai marsalesi, che in compenso hanno da circa trent'anni una risorsa inagibile per motivi ignoti. Il comune non fa sapere nulla a riguardo da un bel po' di anni. A chi non farebbe comodo la riapertura del locale? La scuola Pipitone, oltre alla città, potrebbe anche farne vari usi; per esempio la chiesa potrebbe fungere da Aula Magna o da biblioteca. Manzo Giovanni Cuccia Giuseppe
Un incontro speciale: Tadjou Il 15/04/2019 alcuni studenti di seconda e terza media, dell’Istituto V. Pipitone , all’interno del corso “Noi giornalisti in classe” hanno intervistato un giovane extra comunitario che frequenta il nostro istituto nelle lezioni serali. Il ragazzo che abbiamo intervistato si chiama Tadjou e ha 18 anni ed è di religione musulmana. E’ originario nel Togo, uno stato africano, viveva lì con la sua famiglia, di cui purtroppo non ha più notizie. Suo padre era un avvocato e un oppositore politico , è stato arrestato ed è morto in prigione. All’ età di 8 anni Tadjou ha iniziato a frequentare la scuola, ci racconta che la sua materia preferita era la matematica , ma anche le lingue: infatti ne conosce ben quattro. All’ età di 16 anni ,dopo l’arresto del padre, stanco delle ingiustizie del suo paese , Tadjou ha deciso di scappare e di trasferirsi in Italia . Per raggiungere il nostro paese si è imbarcato in un barcone con altre 130 persone . Il suo viaggio è durato un giorno, durante il viaggio credeva di non sopravvivere, sia perché non gli hanno dato né da mangiare e né da bere, sia perché il mare era in tempesta. Tadjou è arrivato in Italia il 10 Giugno del 2017 . E’ stato accolto da un centro di accoglienza della città di Marsala. Tadjou a Marsala ha trovato lavoro come lavapiatti e vorrebbe diventare un attore, infatti attualmente studia recitazione. Il suo desiderio più grande è quello di sentire almeno una volta la sua famiglia e avere la possibilità di portarla in LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE Italia. Marcella Salvo Asya Gerardi
LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE TADJOU KALAMBANI I GIORNALISTI DI CLASSE DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO "GARIBALDI- PIPITONE"INTERVISTANO TADJOU KALAMBANI, UNO DEI TANTI RAGAZZI CHE ABBANDONANO IL PROPRIO PAESE PER SFUGGIRE AL LORO TRISTE FUTURO. TADJOU RACCONTA IL SUO DURO CAMMINO PER UNA VITA MIGLIORE. Tadjou Kalambani viene dal Togo, un paese africano. Il ragazzo racconta del padre, oppositore politico, il quale mise a rischio la famiglia per le proprie idee. Un giorno, mentre Tadjou si trovava a scuola, lo zio, simpatizzante del governo del Togo, venne a prenderlo e lo mise su un autobus diretto in Nigeria, lì rimase un anno, lavorando in un ristorante come lavapiatti. Dalla Nigeria si spostò in Libia, dove venne tenuto in prigione con altre 700 persone. Subì tante violenze e vide morire tanti giovani, massacrati di botte o accoltellati. Riuscì ad uscire dal luogo di tortura, dopo aver pagato la somma di denaro richiesta (700 DINARI). Successivamente, trovò uno scafista che gli offrì una traversata in cambio di 1.200 dinari. Affrontò il viaggio su una barca di piccole dimensioni e con 130 persone stipate uno accanto all'altra. La traversata si svolse in una sola lunga e dura notte. Tadjou si illumina quando ricorda la grande felicità nel vedere la "barca grande"(così definisce il mezzo di soccorso della marina militare italiana) arrivare a prestargli soccorso. Il viaggio si concluse con l’arrivo in Calabria e il successivo trasferimento in Sicilia, a Marsala. Adesso Tadjou è sereno, vive in una comunità, frequenta la scuola serale presso il CPIA i cui locali sono allocati presso la nostra scuola media, va in palestra e frequenta corsi di teatro. Confessa di voler rimanere in Italia e mostra gratitudine verso la popolazione locale, precisando di non aver mai subito atteggiamenti di intolleranza. Con volto triste, rivela di nutrire profonda nostalgia per la sua famiglia, confessando di non avere più notizie della madre e della sorellina di 9 anni, che spera, un giorno, di ritrovare e di portare con sé nella sua nuova vita. • Clara Lombardo 3B • Francesco Cassarà 3D • Giovanni Lo Grasso 3B
PERCHE' PERCHE' PERCHE'..." UNA LEZIONE DI GIORNALISMO CON ATTILIO BOLZONI In data 11 aprile l’Istituto comprensivo Garibaldi-Pipitone, presso la sala conferenze del Carmine, ha incontrato Attilio Bolzoni: un giornalista che scrive su La Repubblica occupandosi prevalentemente di mafia e antimafia. All’incontro hanno partecipato una rappresentanza delle classi terze e i ragazzi di seconda frequentanti il laboratorio didattico di giornalismo. Durante l’incontro Bolzoni, accompagnato dal giornalista locale Giacomo Di Girolamo, ha parlato a noi ragazzi di due temi molto complessi: la mafia e la legalità, rispondendo in maniera pienamente soddisfacente alle nostre domande. Attilio ha voluto farci capire l’importanza dello studio e dell’essere indipendenti tramite aneddoti della sua vita: per esempio ci ha raccontato di quando ha visitato la redazione di un giornale argentino, chiamato “Garganta”, che era gestito da alcuni ragazzi provenienti dalle baraccopoli. I due giornalisti hanno avuto modo di raccontarci quanto era difficile il loro lavoro prima dello sviluppo della tecnologia. Pensiamo ad esempio a come sia facile oggi stampare una pagina di word da casa col nostro computer, ma soffermiamoci sulle difficoltà che si incontravano qualche decennio fa nella stesura di un articolo con la macchina da scrivere, che oltre ad avere i tasti pesanti, non consentiva di cancellare gli errori! Ai giorni nostri è anche molto più facile raccogliere informazioni in quanto possono essere inviate con un click, la bravura di un giornalista si vede allora nel momento in cui bisogna distinguere una "fake news" da una vera notizia. Questi sono alcuni dei fattori che ci fanno capire come il lavoro di un giornalista sia diventato molto più "semplice" col passare degli anni. Da questo incontro abbiamo capito l’importanza della legalità e noi ragazzi frequentanti il corso di giornalismo siamo riusciti ad apprendere quali sono i compiti e le responsabilità di un giornalista, che deve indagare su ciò che accade e porsi sempre delle domande alimentando la propria curiosità non fermando il proprio interesse alle 5W (chi, cosa, dove, quando, perchè) ma espandendo il proprio pensiero come dice Bolzoni alle 5P (perchè, perchè, perchè, perchè, perchè). Caterina Messina 3B Silvia Palermo 2B
SULLE ORME DEI PROTAGONISTI DELL'ANTIMAFIA In data 03/05/2019, noi ragazzi dell’IC ‘’Garibaldi-Pipitone’’ di Marsala siamo andati a Palermo a visitare alcuni dei posti rappresentativi legati alla lotta alla mafia; una visita che si inseriva all'interno di un percorso sulla legalità, che coinvolgeva tutte le classi terze della scuola media. LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE La prima tappa ci ha visto, emozionati, varcare le soglie dell’ Aula bunker . Quest’ aula è famosa perché in essa è stato celebrato il maxiprocesso che grazie alle preziose testimonianze di pentiti come Tommaso Buscetta ha svelato il fenomeno mafioso .All'interno dell'aula ci attendeva un giornalista de La Repubblica, Umberto Lucentini; assieme a lui, altre persone che avevano seguito dal vivo l’evento e che ci hanno raccontato le loro testimonianze. Grazie a essi non abbiamo solamente potuto osservare le gabbie in cui erano rinchiusi i mafiosi, ma anche le stanze del consiglio, con dormitori e cucine, in cui il presidente Pietro Giordano assieme agli altri giudici e a i membri della giuria popolare, restarono chiusi per 40 giorni, senza poter essere avvicinati da nessuno, mentre discutevano e si confrontavano, prima di emettere la sentenza. Usciti dall'aula bunker ci siamo diretti verso il quartiere ''Brancaccio'' dove risiedeva Don Pino Puglisi, un sacerdote che cercava di insegnare ai ragazzi il rispetto delle regole della convivenza civile in modo da strapparli alla dura legge della strada e alla criminalità. Don Puglisi fu assassinato di fronte la sua abitazione, nel giorno del suo compleanno. La sua storia è triste e commovente allo stesso tempo, dalla testimonianza di un pentito si è saputo infatti che quando il killer gli si avvicinò con la pistola puntata, don Pino sorrise, dicendo che se lo aspettava. Per concludere il nostro percorso sulla legalità , ci siamo recati a Cinisi, dove abbiamo visitato la casa memoria di Giuseppe Impastato, un giornalista, di democrazia proletaria, che ,nonostante fosse figlio di un mafioso, non esitò a denunciare ,utilizzando anche le armi della satira e dell’ironia, il boss locale, Gaetano Badalamenti, la cui casa distava dalla sua solamente cento passi, metafora della distanza breve che separa la legalità dall'illegalità. Alla casa memoria abbiamo potuto ascoltare la testimonianza del fratello di Peppino: Giovanni Impastato. Un uomo che, anche a causa dell' assassinio del fratello, ha fatto della lotta contro la mafia, la sua ragione di vita. Giovanni ha iniziato il suo discorso affermando con coraggio di essere stato figlio di un mafioso, ha poi continuato raccontandoci di Peppino e della sua lotta per un mondo più giusto. Questo percorso è stato un’importante opportunità di crescita ed ha suscitato in noi la voglia di impegnarci in prima persona, facendo semplicemente la nostra parte nella lotta contro le mafie. Filippo Architetto IIID
La seduzione del bene LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE Gli alunni delle classi IIIB e IIID dell’Istituto comprensivo ‘’Garibaldi-Pipitone’’, con le docenti M.R. Giacalone e F. Martinez, hanno partecipato ad un incontro con S. Inguì. L’ incontro si inseriva come attività dell’UdA trasversale di cittadinanza dal titolo ‘’Il muro come strumento di separazione tra popoli e culture’’. Attraverso le attività che ci hanno proposto le professoresse ,a classi aperte, abbiamo riflettuto su quante barriere contro l’altro innalziamo ogni giorno; Infatti i muri prima di essere esteriori sono costruiti nel nostro cuore. ’’Fare bene fa bene a chi lo fa’’ questa è stata una frase che ci ha emozionati durante l’incontro con S. Inguì’, assistente sociale presso l'ufficio di Servizio Sociale per i minorenni (Ministero della Giustizia di Palermo), referente per la provincia di Trapani dell’associazione LIBERA . organizzatore di viaggi di volontariato all’estero in cui coinvolge ragazzi che hanno avuto problemi con la giustizia per far sperimentare loro altri modi di vivere. Durante l’incontro Inguì ha illustrato a noi alunni le problematiche connesse al neo colonialismo, ci ha parlato dei suoi viaggi e delle sue esperienze, sempre però mantenendo un tono leggero e intervallato da battute che ci facevano sorridere, riuscendo così a tenere alta la nostra attenzione. Con le sue parole, ha invogliato noi ragazzi a scegliere la via del bene, abolendo gli infiniti muri che vi sono nel mondo(muri di separazione, di incomunicabilità, di pregiudizio),ci ha invitato a porci come obbiettivo la costruzione di ponti con ciò che ci circonda, aprendo gli occhi e il cuore dei sottoscritti. ci ha spinti a diffidare dalle provocazioni del male. L'incontro si è concluso con foto e dediche. Clara Lombardo Francesco Cassarà Giovanni Lo Grasso
“Addio ai monti… Addio Scuola media” “Addio monti sorgenti dall’acqua ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto dé suoi più familiari; torrenti, dé qual distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; Addio!!!” Parafrasando questo celebre passo tratto dai “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, vogliamo salutare la scuola terminando il nostro cammino, durato tre anni, ricco di esperienze e percorsi. Addio banchi, aule, progetti, ma soprattutto Addio professori, e compagni. Pensandoci, quanto ci mancherà la nostra scuola!!! Le lezioni, i compiti, l’ansia delle interrogazioni, quando speravamo che la campanella suonasse in fretta, le sostituzioni, le gite, le interrogazioni e le verifiche saltate, le prese in giro, i suggerimenti, le mille discussioni, le risate, gli istanti di follia, le ricreazioni, le corse alle macchinette… Per non parlare dei professori, che ci hanno sempre sostenuto in questo breve ma intenso cammino. Sintetizzare un percorso così ricco è impossibile, ma vogliamo provarci ricordando sicuramente i momenti più significativi. Vogliamo iniziare sottolineando i progetti di lettura ai quali abbiamo dedicato parecchie ore delle nostre lezioni, partecipando a competizioni, confrontandoci con le altre scuole. Abbiamo anche partecipato a progetti organizzati dalle scuole superiori come il “pi greco day” organizzato dal liceo scientifico dove ci siamo aggiudicati due primi posti. Fin dalla prima media abbiamo curato anche gli incontri con diversi autori, con cui abbiamo dialogato e trattato molte tematiche. A questi incontri non abbiamo partecipato come spettatori ma come interlocutori e soggetti attivi; essi sono stati momenti di crescita, che ci hanno resi fieri di noi stessi. Questi incontri ci hanno anche dato la possibilità di superare la timidezza.
Ci siamo impegnati in ambito digitale con la creazione di power point, prendendo parte a lezioni multimediali nelle apposite aule presenti nella scuola. LA CATTEDR@ DELLE NOTIZIE Abbiamo assistito a molteplici spettacoli svolti al teatro Massimo di Palermo, al teatro Impero e al teatro Sollima di Marsala. Il progetto “cineforum” ha sempre fatto parte delle nostre attività scolastiche. Come dimenticare le gite? Il miglior modo di prendersi una pausa continuando ad apprendere con serenità! Sono state un momento di crescita personale che ci hanno portato ad arricchire il nostro bagaglio culturale. Non siamo cresciuti come studenti, ma come persone , stando per la prima volta fuori casa senza i nostri genitori. Nel corso degli anni abbiamo affrontato la delicata tematica riguardante il bullismo e il cyberbullismo, partecipando a molti incontri di prevenzione per evitare la diffusione di tale fenomeno : il progetto “nativi digitali” curato da 2 psicologhe e sessuologhe, il progetto “luci e ombre”, incontri con magistrati e esperti informatici. Di recente abbiamo compiuto il “pellegrinaggio della legalità” presso l’aula bunker di Palermo, la casa memoria di Peppino Impastato dove abbiamo conosciuto Giovanni Impastato, suo fratello ,e la casa del beato Don Pino Puglisi. Il percorso si è concluso con l’incontro con il Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Marsala. Riassumendo le attività da noi intraprese nel corso di questi tre anni possiamo solo dire : Addio scuola e grazie per tutte le esperienze che ci hai regalato!”. Benedetta Paladino 3B Caterina Messina 3B Clara Lombardo 3B
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