EPILESSIA E SUE ALTERAZIONI NEUROPSICOLOGICHE - Maddalena Duca, NPI Corso di Laurea di Scienze della Formazione Primaria a.a. 2017/18
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EPILESSIA E SUE
ALTERAZIONI NEUROPSICOLOGICHE
Maddalena Duca, NPI
Corso di Laurea di Scienze della Formazione Primaria a.a. 2017/18EPILESSIA Dal Greco “epilambanein”: essere colti di sorpresa, essere sopraffatti. Definizioni Crisi epilettiche: Manifestazione clinica improvvisa caratterizzata da fenomenologia motoria, sensitiva o psichica, accompagnata o meno da perdita di coscienza, indotta da una disfunzione cerebrale transitoria e correlata a una scarica eccessiva e ipersincrona di neuroni della corteccia cerebrale. Epilessia: Disturbo caratterizzato dal ripetersi delle crisi epilettiche. E’ una definizione clinica.
Personaggi celebri epilettici
Alessandro Magno
Giulio Cesare: Shakespeare nel Giulio Cesare
drammatizza l’epilessia: mentre la folla presenta a
Cesare la corona da Re di Roma, egli perde
conoscenza. Bruto riporta la scena: “cadde sulla
piazza del mercato, la bava gli venne alle labbra,
non potè più parlare” (1599 att 1, scena 2).Personaggi celebri epilettici Giovanna D’arco Napoleone Fedor Dostoevskji Gustave Flaubert Vincent van Gogh
EPIDEMIOLOGIA Incidenza: 50 nuovi casi ogni 100.000 persone all’anno. Soprattutto nelle prime due decadi di vita. Prevalenza: 3-9 casi ogni 1000 abitanti. Il 2-5% della popolazione generale ha presentato una crisi epilettica.
Crisi epilettiche: Classificazione
Crisi generalizzate: La scarica neuronale interessa entrambi gli
emisferi simultaneamente e ciò implica la perdita di coscienza
sin dall’inizio. Se si hanno manifestazioni motorie, queste sono
bilaterali e simmetriche.
Crisi focali: La scarica interessa un settore limitato della
corteccia e le manifestazioni cliniche della crisi corrispondono
alla localizzazione anatomica della stessa.
La scarica può rimanere localizzata o può diffondere alle regioni
circostanti dello stesso emisfero o coinvolgere quello
controlaterale, determinando in questo caso una
generalizzazione secondaria delle crisi.Classificazione delle crisi epilettiche Crisi generalizzate: Assenze Crisi miocloniche Crisi cloniche Crisi toniche Crisi atoniche Crisi tonico-cloniche
Classificazione delle crisi epilettiche
Crisi focali sulla base della conservazione o meno della coscienza:
semplici o complesse.
Coscienza: qualità di risposta agli stimoli ambientali
e possibilità di conservare il ricordo di avvenimenti
interni ed esterni occorsi durante la crisi.Fattori di rischio acquisiti PRENATALI Embriofetopatie da causa infettiva (rosolia, toxoplasma, CMV, HSV) Malformazioni (eterotopie periventricolari, displasie, polimicrogiria) PERINATALI Ipossia Emorragia Trauma POSTNATALI Traumi (di entità grave da aver prodotto una lesione corticale) Infezioni (encefaliti, meningiti) Tumori
Fattori di rischio genetici
Trasmissione della predisposizione all’epilessia.
Trasmissione della patologia organica epilettogena
(esempio encefalopatie malformative).Fattori di rischio
Genetica e patogenesi
Nella norma la trasmissione sinaptica è mediata da
neurotrasmettitori liberati secondariamente ad una
variazione di potenziale di membrana dovuta ad un
cambiamento nell’equilibrio elettrolitico.
Studiati geni che codificano per recettori di canali il
cui flusso mediato da alcuni elettroliti (sodio, potassio,
cloro, calcio) e che se alterati possono essere correlati
al manifestarsi di una crisi epilettica (es. SCN1A).Patogenesi
Epilessia focale semplice
Epilessia focale
Centro-temporale (a parossismi rolandici):
parziale motorio, durante il sonno, coscienza integra
e pochi episodi/aa, età dipendente (dai 3-13 fino
ai 16 anni).
Temporale:
mesiale/aura viscerale-epigastrica, fenomeni
emotivi-paura
laterale/dispercezioni uditive.Epilessia focale complessa
Epilessia generalizzata: Assenze
(“Piccolo Male”)
Durante l’accesso mancata
responsività, sguardo fisso,
vuoto, leggermente deviato
verso l’alto, battito dell palpebre
(3 c/s). Di regola breve durata,
pluriquotidiane, assenza di
postcritico.
Comparsa e scomparsa
improvvisa, durante gli episodi
il bambino è normale.Epilessia generalizzata: crisi tonico-clonica
Crisi tonico-cloniche (“Grande-Male”)
Perdita di coscienza, convulsione generalizzata in
cui una fase tonica di irrigidimento è seguita da
clonie generalizzate. Solitamente è preceduta da
urlo.
Se il malato è in piedi ci può essere caduta e
successivo trauma.
Ci può essere morso della lingua e perdita di saliva
(scialorrea). Sonnolenza post-critica.Sindromi epilettiche
Esordio neonatale/infantile:
Convulsioni neonatali benigne/ CN familiari benigne
Encefalopatia mioclonica precoce (causa metabolica)
Sindrome di Ohtahara (causa genetico-malformativa)
Sindrome di West (crisi a tipo spasmo, arresto dello sviluppo
psicomotorio, EEG ipsaritmico)
Sindrome di Dravet (primo anno di vita con CF, regressione
PM, crisi focali e generalizzate)
Epilessia mioclonica benigna dell’infanziaSindromi epilettiche
Esordio infantile:
Epilessia con crisi mioclono-astatiche.
Epilessia con mioclonie palpebrali.
Sindromi di Lennox-Gastaut (1-8 anni, conseguente West, crisi
polimorfe: toniche, atoniche, assenze atipiche).
Epilessia assenza dell’infanzia.
Epilessia con assenze miocloniche.
Epilessia benigna con parossismi occipitali (Sindrome di
Panayoiotopoulos-esordio precoce e Sindrome di Gastaut-
esordio tardivo >= 8 anni).
Epilessia benigna a parossismi rolandici (centro-temporali).
Encefalopatia epilettica con punte onda continue nel sonno non
REM (ESES).
Sindrome di Landau-Kleffner.
Epilessia frontale (notturna AD).Classificazione delle epilessie
Esordio adolescenza/età adulta:
Epilessia assenza giovanile
Epilessia mioclonica giovanile (Sindrome di Janz)
Epilessia tonico-clonica generalizzata (“grande male”)
Epilessia autosomica dominanti con sintomi uditive ed
altre epilessie familiari del lobo temporale.Encefalopatie epilettiche: definizione
Sindrome di West, di Dravet, Lennox-Gastaut,
Landau-Kleffner, ESES
Sindromi in cui l’attività epilettica di per se può
contribuire a determinare importanti compromissioni
della sfera cognitivo/comportamentale con
tendenza al peggioramento nel tempo. Questi
deficit possono essere globali o selettivi e di varia
severità.Sindrome di West
Neuropsicologia dell’epilessia focale
L’attività elettrica focale si comporta come una
lesione e provoca deficit che sono sede e lato
specifici. I deficit neuropsicologici sono dovuti alle
crisi, all’attività intercritica, alla terapia
farmacologica e ad eventuali lesioni cerebrali
associate. Dipendono dalla sede del focolaio.
- Frontale
- Temporale
- Rolandico/Centro-temporale
- Occipitale.Epilessia frontale Capacità di programmare Memoria di lavoro Controllo degli impulsi Attenzione Fluenza verbale Controllo motorio. I deficit cognitivi sono invece più spesso presenti in associazione a lesioni cerebrali. Spesso si associano alterazioni comportamentali. Le funzioni esecutive sono spesso interessate.
Epilessia temporale Temporale sinistro: linguaggio e memoria verbale. Temporale destra: capacità grafo-motorie e memoria visiva (Figura complessa di Rey). Alle epilessie temporali si possono inoltre associare disturbi psichiatrici (disturbi dell’umore, disturbi di personalità, disturbo ossessivo compulsivo, psicosi).
Epilessia rolandica centro-temporale
L’assenza di lesioni e di terapia ha portato a
dimostrare che il ripetersi delle crisi e le
anomalie intercritiche molto frequenti possono
essere causa di disturbi neuropiscologici, come
accade spesso nelle EPR, considerate in passato
epilessie completamente benigne. Si possono
associare disturbi del linguaggio,
dell’apprendimento (focolai temporali di sinistra)
e disprassie (focolai temporali di destra).ESES (stato epilettico nel sonno)
Quando le anomalie in sonno sono continue, si crea
una condizione di disturbo del sonno,
dell’attenzione, della memoria, dell’apprendimento.
La condizione è transitoria, ma al termine
soprattutto se di lunga durata possono permanere
difetti neuropiscologici.Epilessie occipitali
Deficit di percezione visiva e integrazione visuo-
motoria.
Difficoltà di discriminazione visiva dei volti
(prosopagnosia).
Disturbi comportamentali e del neurosviluppo nei
bambini maggiormente coinvolti da crisiDeficit neurocognitivi in epilessia: conclusioni
L’epilessia può interferire con il normale sviluppo neurocognitivo e
la severità del deficit neuropsicologico dipende dalla
localizzazione, dalla diffusione e dalla severità delle scariche.
In generale: basso quoziente intellettivo sebbene nel range di
normalità.
Nelle epilessie centrotemporali disturbi di linguaggio e di
apprendimento.
Nelle epilessie occipitali attenzione e percezione visiva.Gestione terapeutica a scuola
Gestione terapeutica a scuola
Art.2 Tipologia di interventi: la somministrazione
non deve richiedere il possesso di cognizioni
specialistiche di tipo sanitario, nè l’esercizio di
discrezionalità tecnica da parte dell’adulto.Gestione terapeutica a scuola Art. 3 Soggetti coinvolti: la somministrazione di farmaci in orario scolastico coinvolge, ciascuno per le proprie responsabilità e competenze: Le famiglie degli alunni e/o esercenti la potestà genitoriale; La scuola: dirigente scolastico, personale docente e ATA; I servizi sanitari: medici di base e le AUSL competenti territorialmente; Gli enti locali: operazioni assegnati in riferimento al percorso di integrazione scolastica e formativa dell’alunno.
Gestione terapeutica a scuola
La famiglia chiede la somministrazione dei
farmaci a scuola mediante un
CERTIFICATO MEDICOGestione terapeutica a scuola
Gestione terapeutica a scuola
Art.5 Gestione delle emergenze. Resta prescritto il
ricorso al sistema sanitario nazionale di pronto
soccorso nei casi in cui si ravvisi l’inadeguatezza
dei provvedimenti programmabili secondo le
presenti linee guida ai casi concreti presentati,
ovvero qualora si ravvisi la situazione di
emergenza.Cosa fare in caso di crisi Stendere il paziente sul fianco Allontanare oggetti che possono fargli male Tranquillizzarlo Non cercare di immobilizzarlo Non mettergli le mani in bocca nè cercare di tirargli fuori la lingua
Se la crisi dura più di 3-4 minuti: intervento
farmacologico (senza discrezionalità e senza
competenze tecniche).Diazepam endorettale
Buccolam
Da somministrare nella parte laterale della bocca
nello spazio tra la gengiva e la guancia.
Ogni siringa è preriempita con la dose da
somministrare per un trattamento.
Se necessario somministrare metà dose ad ogni lato
della bocca. Utile massaggiare la guancia per
favorire la distribuzione del farmaco.Chiamare il 118 Se la crisi dura più di 5 minuti. Se vi è una seconda crisi a breve dalla prima. Se vi sono segni di traumi.
Non sempre si tratta di crisi
Non sempre si tratta di crisi
Diagnosi: EEG
EEG
FINE Grazie per l’attenzione
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