DIANORA MARANDINO. TRAME DI COLORE - Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" - Visit Feltre

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DIANORA MARANDINO. TRAME DI COLORE - Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" - Visit Feltre
DIANORA
MARANDINO.
TRAME
DI COLORE.

Galleria d’arte
moderna
“Carlo Rizzarda”
DIANORA MARANDINO. TRAME DI COLORE - Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" - Visit Feltre
LA MOSTRA

Nell’autunno 2019 Antonia Guarnieri, figlia        in un certo qual modo l’educazione, e scrive:
maggiore dello scrittore, critico letterario       “E ora Dianora mi risvegliava a un diverso
e docente universitario Silvio Guarnieri,          atteggiamento, a una diversa sensibilità,
ha donato alla Galleria d’arte moderna             e in questa nuova percezione io aprivo gli
“Carlo Rizzarda” 58 capi d’abbigliamento           occhi, e mi pacificavo, non più inseguita, non
ideati da Dianora Marandino e dipinti              più incalzata, non più braccata, ma in armonia
a mano dalle ragazze del suo laboratorio.          con tutte le manifestazioni della vita, delle
Gli abiti, sorprendenti per fantasia cromatica     piante, degli animali, e finalmente dell’uomo”.
e motivi decorativi, vennero donati ad             Alla base della donazione vi è dunque una
Antonia direttamente da Dianora, con               lunga frequentazione, uno stretto legame,
lo scopo di custodirli. Antonia dodicenne          e la volontà di rendere omaggio all’amica
conobbe la stilista e il marito, il pittore Enzo   di lunga data, alla sua intelligenza, sensibilità
Faraoni, nel 1955 a Feltre, quando il padre        e creatività, facendola conoscere anche
organizzò alla galleria Al Sole, una mostra        nella città delle radici, Feltre. Una città
sull’artista fiorentino, incontrato nel 1945       che dal 1938 ha tra le sue istituzioni la
in una trattoria a Firenze, mentre era in          Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda”,
compagnia di Carlo Emilio Gadda e Piero            museo del ferro battuto voluto dal celebre
Santi. In seguito, nel 1958, approfondì            maestro dell’arte di Vulcano, ma anche
la conoscenza di Dianora in Versilia,              centro di studio e documentazione delle
dove le famiglie trascorrevano l’estate            arti decorative del Novecento. La Galleria,
in case vicine. Silvio Guarnieri è stato ospite    oltre ai 400 ferri battuti forgiati da Carlo
dei coniugi Faraoni a Firenze e a sua volta        Rizzarda e da Alessandro Mazzucotelli,
li ha accolti in casa sua a Feltre. Antonia,       ha già una raccolta di ceramiche di Ferruccio
che frequentava l’università a Pisa, spesso        Mengaroni, Enrico Mazzolani, Galileo Chini,
nel fine settimana andava da loro e, insieme,      Guido Andlovitz e Lenci, una serie
partivano per gite alla scoperta di antichi        di acquatipi, carte marmorizzate e alla
borghi in Toscana e nelle regioni vicine,          colla d’amido di Ugo Zovetti e un piccolo,
affascinati soprattutto dagli Etruschi.            ma significativo nucleo di vetri artistici delle
Nel libro Casa Dianora ha rievocato un             manifatture Barovier, Fratelli Toso e Cappellin.
soggiorno di dieci giorni, immersa nella           A breve arricchirà le proposte espositive
natura, nel podere di Impruneta, affidatole        con 800 vetri d’arte della collezione
in occasione di un viaggio in Germania di          Franzoia-Nasci disegnati, tra gli altri,
Enzo e Dianora con l’architetto Luigi Zangheri.    da Vittorio Zecchin, Carlo Scarpa, Guido
Antonia riconosce all’amica il merito di averle    Balsamo Stella, Fulvio Bianconi, Tapio
fatto scoprire la natura, completandone            Wirkkala. Non va dimenticato inoltre
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01 Dianora Marandino,
                                                                             Camicia estiva, tela
                                                                             di cotone dipinta, 1960,
                                                                             inv. n. FDM 2

 01

che un’importante collezione di ceramiche,          Guarnieri e sulla sua cerchia di frequentazioni.
prevalentemente di manifattura veneta,              A lui, “Testimone di forma”, è stata dedicata
è conservata al Museo civico e che lì               una delle sale, che nel 2010 ne ha ospitato
è presente una raccolta di pizzi, merletti,         la mostra bibliografica e documentaria
stoffe e vestiti dal XV al XIX secolo.              curata da Nicoletta Trotta e, per volontà
La donazione degli abiti dipinti a mano, ideati     delle figlie Adriana, Antonia e Valeria,
da Dianora Marandino, si inserisce in una           il Museo ne custodisce parte dell’archivio
panoramica sulle arti decorative già avviata        personale. Tra le opere di artisti amici
nei musei civici cittadini, ampliando il discorso   del letterato, da lui presentati e inseriti
verso i tessuti e l’abbigliamento, settori ben      in un’inedita raccolta di profili critici,
rappresentati nelle rassegne artistiche cui         compaiono le acqueforti di Enzo Faraoni,
prese parte Carlo Rizzarda negli anni Venti:        coniuge e per cinquant’anni compagno
Biennali di Monza e di Venezia e Exposition         di vita e d’arte di Dianora Marandino.
Internationale des arts décoratifs et               Si può dire che i due si ritrovino
industriels modernes di Parigi. Basti pensare       simbolicamente ancora una volta tra
ai ricami di Alma Fidora, ai tessuti di Marcello    le mura di palazzo Cumano. L’esposizione
Nizzoli, Guido Ravasi e Piero Persicalli,           propone un itinerario nell’universo creativo
ai tessuti d’arte di Fortunato Depero,              di Dianora attraverso 58 capi d’abbigliamento
ai tappeti di Giacomo Balla, ai costumi di          disseminati nelle sale, accanto a suoi
Mario Cito Filomarino ed Enrico Prampolini.         esperimenti pittorici, pochi invero perché
Con la raccolta degli abiti di Dianora              non si è mai considerata una pittrice e ha
Marandino si va oltre, negli anni ‘50 e ‘60,        sempre lasciato questo mestiere al marito,
proprio nel periodo di massima vivacità             e a riproduzioni fotografiche che spaziano
dell’ambiente artistico feltrino con la             dalle fonti d’ispirazione ai bozzetti, dal
personalità trainante di Tancredi Parmeggiani       laboratorio tessile alle sfilate. Non mancano
e i suoi contatti internazionali. Le Trame di       Ritratti di Dianora di Guido Borgianni ed
colore di Dianora Marandino attingono, oltre        Enzo Faraoni ed Autoritratti di quest’ultimo.
che alla natura, all’antichità e alla ceramica      Protagoniste assolute, enfatizzate
popolare, all’arte contemporanea e la               dall’allestimento bianco, sono però le tinte,
richiamano. Vi si colgono rimandi alle ricerche     luminose e seducenti nel loro fondersi con
dei gruppi Forma 1, con Carla Accardi e Piero       le fibre di cotone, negli accostamenti insoliti
Dorazio, in particolare, e Astrattismo classico.    ed eleganti carpiti alla natura, le Trame
La donazione e la mostra s’inseriscono              di colore di Dianora Marandino.
nei contenuti già presenti nella Galleria,
rinnovando inoltre l’attenzione su Silvio
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Dianora Marandino                    già dal pittore e scrittore
DIANORA     nacque il 19 giugno                  Ferdinando Paolieri
            1912 nella grande villa              che la portava con sé
MARANDINO   Belvedere, sulle colline             a dipingere paesaggi e fiori.
            di Firenze da Ovidio                 Dal 2 febbraio al 24 giugno
            e Albertina Signorini.               1923, a causa di screzi
            Sua madre, classe 1888,              familiari, Albertina portò
            era un’aristocratica, lontana        con sé la figlia undicenne
            parente del pittore Telemaco         in Brasile dal fratello
            Signorini. Aveva i diplomi           Giuseppe. Fu un viaggio lungo
            di taglio e cucito e di calzolaia,   e difficile che tuttavia dovette
            insegnava nella Scuola               lasciare profonde suggestioni
            Femminile di Arti e Mestieri         anche nella creatività di
            e restaurava pizzi, arazzi           Dianora. Al ritorno, dopo
            e tappeti anche per gli Uffizi.      il ginnasio, si iscrisse al Liceo
            Ovidio, nato a Pistoia nel           Galileo appassionandosi
            1870, era un famoso medico           alla poesia, al greco e
            di Firenze, specializzato            al latino, studiando però
            in malattie dello stomaco,           in modo selettivo, senza
            intestino e fegato, amico            concludere gli studi liceali.
            di Paolo Mantegazza,                 Nel 1937 ottenne l’abilitazione
            con prestigiosi incarichi            magistrale e nel 1938
            al Museo della Specola.              il diploma presso l’Istituto
            Fin dalla fanciullezza Dianora       Agrario Femminile e quello
            dimostrò vivacità e fantasia.        del Corso di Puericultura
            La predisposizione per               elementare presso l’Ospedale
            il disegno e un innato senso         degli Innocenti. Nel 1939
            per il colore vennero notati         conseguì l’abilitazione

02                              03
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a insegnare ai bambini           Fosco Maraini che                 nell’ottobre 1947 e prestò
con problemi psichici            abitava nella vicina villa        la sua opera nel Comitato
presso la Scuola Maggiore        Torre di Sopra e divenne          Toscano di Liberazione
Ortofrenica di Firenze.          il noto etnologo, orientalista,   Nazionale. Riuscì a convincere
Si iscrisse alla Facoltà         esperto del popolo                il sovrintendente Armando
di Agraria. Estremamente         Ainu, alpinista, fotografo,       Venè ad aprire agli sfollati
estroversa, Dianora coltivò      documentarista, docente           palazzo Pitti. Dalla metà
l’amicizia delle persone         universitario, scrittore e        degli anni Quaranta frequentò
con cui entrava in contatto,     poeta. Fu a lungo fidanzata       la Galleria Vigna Nuova,
anche occasionalmente,           con il pittore fiorentino         studio di architettura
partendo dai vicini di           Guido Borgianni. Negli anni       e arredamenti da interno,
casa. Al primo piano di villa    Trenta era solita frequentare     fondato dai fratelli Sergio
Belvedere abitava lo scultore    il Caffè delle Giubbe Rosse,      e Danilo Santi nel novembre
Libero Andreotti e, di fronte,   ritrovo di artisti e letterati.   1945 ai numeri 71-73 rosso
il musicista Alberto             Fu Alessandro Parronchi           dell’omonima via. Vi si
Franchetti. Poco distante        a spingere Dianora                esponevano e vendevano
risiedeva la famiglia            a dedicarsi alla pittura          pezzi di design creati
cosmopolita dei Michahelles.     su stoffa, intuendone le          da architetti e si tentava
Dianora conosceva bene           capacità ideative. L’attività     di far emergere nell’ambiente
tutti e quattro i fratelli       venne iniziata negli anni         fiorentino l’artigianato,
Michahelles, ma entrò            Quaranta, già durante la          le arti applicate e l’arte
in sintonia soprattutto con      guerra, dapprima in casa.         contemporanea. Quello
il maggiore, Ernesto, in arte    Dopo l’8 settembre 1943           di Giovanni Michelucci
Thayaht, pittore, scultore,      la Marandino partecipò alla       fu il nome più importante
disegnatore, scenografo          Resistenza: entrò nel Partito     di quanti si occuparono
e orafo che ebbe un influsso     d’Azione, divisione “Giustizia    di arredamento in Galleria.
nelle sue creazioni. Fu molto    e Libertà”, nel quale rimase      Qui si confrontavano varie
amica anche del coetaneo         fino allo scioglimento            espressioni artistiche,

02 Enzo Faraoni, Dianora
in piedi, 1955, acquaforte
03 Dianora undicenne
torna dal Brasile, giugno 1923
04 Guido Borgianni, Ritratto      04
di Dianora, olio su cartone
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con accese discussioni e
                                        contrapposizioni. Vi esposero
                                        i giovani astrattisti del gruppo
                                        Arte d’Oggi, divenuto dal
                                        1950 Astrattismo classico,
                                        ma anche gruppi su posizioni
                                        diametralmente opposte
                                        come Nuovo Umanesimo
                                        e i Pittori Moderni della Realtà.
                                        Con gli amici della Galleria
                                        Vigna Nuova la Marandino
                                        partecipò alla Triennale
                                        di Milano nel 1951, ma già
                                        nel 1949 Michelucci aveva
                                        pubblicato abiti di Dianora
                                        nella sua rivista “Esperienza
                                        Artigiana”. Il primo laboratorio
                                        fu allestito presso l’abitazione
                                        in via Dante da Castiglione 1,
                                        dove viveva con i genitori.
                                        La prima ditta di produzione
                                        di piccole dimensioni fu
                                        fondata in collaborazione
                                        con il conte romano Mannini,
                                        socio dal 1951 al 1952 e
                                        partecipò alla Prima Mostra
  05                                    Triennale del Lavoro Italiano
                                        nel Mondo tenutasi a Napoli

05 Modelle indossano
gonne di Dianora in tela
di cotone dipinta con
motivi vegetali, 1968-1969
06 Enzo Faraoni, Dianora
seduta, 1955, acquaforte
07 Dianora indossa un suo
abito con motivo a coralli, 1949
08 Enzo Faraoni, Ritratto          06
di Dianora, olio su tela
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tra il giugno e l’ottobre 1952    su cotone ed organzino di          accudendo cani e gatti
e alla Fiera del Levante di       seta, Dianora aprì un impianto     abbandonati o presi
Bari. Il 2 gennaio 1953 Dianora   di una manifattura tessile         al canile, scelti tra i più
sposò il pittore Enzo Faraoni,    della lana. Nel 1957 l’Unione      malridotti. Si spense
conosciuto nel 1951 al            Donne Italiane la premiò           il 7 gennaio 2003 all’età
Caffè delle Giubbe Rosse          con la Mimosa d’argento            di novant’anni. Enzo
per il tramite della pittrice     per l’artigianato. Lo stesso       Faraoni donò alla Galleria
Elena Berner. Nel 1953 le         anno unificò i laboratori di       del Costume di Palazzo
venne attribuito il Diploma       tessitura e di pittura in via      Pitti 450 bozzetti e 240
d’Onore della XVII Mostra         Cassia 20, a I Bottai. Nel 1958    capi d’abbigliamento, una
Mercato Nazionale ed              aprì un negozio a Capri. Nel       selezione dei quali, dal 25
Internazionale dell’Artigianato   1959 iniziò la collaborazione      marzo al 15 maggio 2011,
tenutasi a Firenze tra            con il grande magazzino            costituì il nucleo della mostra
il 25 aprile e il 14 maggio.      di New York Lord & Taylor.         Dianora Marandino. Fantasie
Nello stesso anno fu              L’attività di produzione d’abiti   di colori a cura di Caterina
invitata all’Esposizione          dipinti a mano nel laboratorio,    Chiarelli, che curò anche
degli Accessori della Moda        trasferito nel 1966 a villa Lapi   il catalogo con Francesca
nei locali del Grand Hotel        in via San Cristofano, dove        Demontis, e con allestimento
e collaborò con lo stilista       dal 1959 la famiglia aveva         dello Studio Palterer di
fiorentino Emilio Pucci che       traslocato, continuò serrata       Firenze. Gabriella Nocentini le
le commissionava abiti siglati    fino al 1971 quando chiuse         ha dedicato la monografia
con la dicitura “Dianora for      il negozio sul Lungarno.           Dianora Marandino, artigiana
Emilio”. Furono aperti negozi     Nel 1974 i coniugi Faraoni         del tessuto, pubblicata
dapprima in Vicolo del            si trasferirono sulle colline      nel 2019 da Sillabe.
Manetti 1 e poi in Lungarno       di Impruneta, in via Quintole
Acciaioli 46r. Alcuni anni        per le Rose. Qui Dianora
dopo la nascita della prima       poté dedicarsi a una
produzione, esclusivamente        vita immersa nella natura,

 07                                                  08
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Anche se non                       e svasate fino alla caviglia
LO STILE   particolarmente incline            rappresentando bene
           a uniformarsi alla moda            la tendenza ad una nuova
           del momento Dianora                opulenza dopo un periodo
           realizzò capi che                  di ristrettezze e privazioni.
           seguivano le tendenze              La produzione si inserisce
           del suo tempo. La prima            nel circuito della moda-mare
           fase di produzione coincide        legata ai luoghi di villeggiatura
           con la frequentazione              quali Capri e Portofino.
           della Galleria Vigna Nuova.        Ne fanno parte coordinati
           Gli abiti di questa fase,          composti da ampie casacche
           pubblicati da Michelucci nella     dalle maniche a tre quarti
           rivista bimestrale “Esperienza     e pantaloni a sigaretta e
           Artigiana”, presentano gonne       abitini caratterizzati da vita
           ampie e motivi decorativi          stretta e gonne vaporose con
           fitomorfi e geometrici.            motivi decorativi geometrici
           In essi la moda si accosta         e fitomorfi dai colori vivaci.
           decisamente all’arte.              I giornali li mostrano indossati
           Nei primi anni ‘50, all’epoca      da dive internazionali quali
           della ditta Mannini-Marandino      Anna Magnani, Geraldine
           e della collaborazione             Chaplin, oltre che da attrici
           con Emilio Pucci, il prêt-à-       meno note quali Susan Loret.
           porter della stilista è in linea   Alla fine degli anni Cinquanta
           con il morbido e femminile         si afferma la linea svasata
           andamento della linea              e la gonna a palloncino,
           “Corolle” di Christian Dior.       sulla scia dell’influsso
           Le sue gonne dal vitino            di Yves Saint Laurent.
           di vespa, scendono ampie           Tuttavia negli abiti

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DIANORA MARANDINO. TRAME DI COLORE - Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" - Visit Feltre
di Dianora la rigonfiatura           svasati, fin sopra il ginocchio.   della lana, vengono realizzati
delle gonne è appena                 Vengono create moltissime          anche capi per la stagione
accennata sui fianchi.               casacche decorate con              invernale quali tailleurs,
Prevale infatti la praticità:        fantasie a nastri, spesso          cappotti, casacche
le stoffe sono morbide               associati a mazzolini di           e, dagli anni Sessanta,
e non sono previste                  fiori variopinti, indossate        tuniche, tutti di linea dritta
ingombranti strutture                su pantaloni affusolati            o appena scampanata.
di sostegno. Semmai                  in tinta. Testimonial del          Prevalgono i toni del marrone,
l’andamento a cupola è               nuovo stile è Liz Taylor           del viola e del verde nelle
enfatizzato dalla decorazione        immortalata a Portofino            fantasie mèlange e i motivi
ad archetti, ovali e sottili linee   con il marito Eddie Fisher.        decorativi, a causa della
verticali. Negli anni Sessanta       Nelle decorazioni prevalgono       differente tecnica, sono
la moda diventa un prodotto          fiori stilizzati, pois, fiocchi,   limitati alle righe o a poche,
di massa e si connota per una        trame scozzesi o righe             definite figure geometriche.
nuova libertà. L’abbigliamento       verticali. Negli anni Sessanta
dal taglio essenziale e dalle        Dianora propone sui capi
linee geometriche diviene            in tinta unita o a righe
minimalista, con abiti               verticali bande orizzontali
le cui vite si abbassano             nelle quali si stagliano figure
fino a scomparire. Si diffonde       geometriche ben definite
la minigonna ideata dalla            quali sfere, rettangoli e
stilista londinese Mary              triangoli, ma anche trifogli
Quant. La Marandino                  e quadrifogli iscritti in
interpreta questa nuova              cerchi. Vengono creati anche
tendenza con miniabiti               bikini abbinati a pantaloni
e tuniche, anche senza               nella medesima fantasia.
maniche, che scendono                Dal 1956, quando viene creato
dritti, talvolta lievemente          un impianto per la manifattura

09 Dianora Marandino,
Casacca, tela di cotone
dipinta, 1968-1971,
inv. n. FDM 51
10 Dianora Marandino,
Casacca, tela di cotone
dipinta, anni ‘60,
inv. n. FDM 36
11 Anna Magnani nella
villa al mare a San Felice
Circeo, anni ‘50
12 Liz Taylor ed Eddie
Fisher a Portofino, inizio                     12
anni ‘60
DIANORA MARANDINO. TRAME DI COLORE - Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" - Visit Feltre
La natura è il leitmotiv          nelle morfologie marine,
  TEMI E FONTI                  della produzione di Dianora       coralli e alghe, degli abiti
                                Marandino. Compare nei            estivi del 1949 e nelle
                                mazzetti di fiori variopinti      foglie di palma stilizzate
                                ritratti in maniera talvolta      che rifiniscono i bordi del
                                realistica talvolta più           top del completo Amorino
                                stilizzata che sbocciano          (1960-1967). Alla natura
                                sui suoi capi: dal tripudio       Dianora ruba le tinte: i verdi
                                di viole del pensiero e rose      e i bruni della campagna
                                gialle dei festoni adagiati       toscana percorsa nelle gite
                                su intrecci di vimini             giovanili in bicicletta e poi
                                delle vaporose gonne              in auto, negli abituali tours
                                estive in organza di seta         del fine settimana, gli azzurri
                                degli anni ‘50, a minute,         dei cieli estivi e del mare
                                coloratissime corolle che,        della Versilia, i gialli delle
                                interpunte di foglioline verdi,   colline arse, dei canneti in
                                impreziosiscono colletto,         autunno, dei campi coperti
                                abbottonatura e polsini           di messi, del verbasco fiorito.
                                dello chemisier Pratolina         C’è poi il grigio della pietra,
                                (1964-1967), dal bouquet          i rossi, i rosa, i viola e gli
                                racchiuso in ovali reiterati      arancioni dei fiori, gerani,
                                dell’abito Primavera (1960-       gerbere, iris, astri, rose,
                                1965), fino all’estrema sintesi   fucsie, bouganville, calendule,
                                dei petali simmetricamente        dalie, sassifraghe… Riprende
                                disposti entro una rete,          le screziature dei petali
                                alternati a pois e corone         e le marezzature del
                                circolari in una casacca          legno e delle pietre dure.
                                estiva del 1960. La si trova      Osa con accostamenti

13 Dianora Marandino,
Abito estivo, tela di cotone
dipinta, 1958-1961 ca.,
inv. n. FDM 29
14 Dianora Marandino,
Abito estivo, tela di cotone
dipinta, 1955-1960,
inv. n. FDM 39
15 Dianora Marandino,
Abito Primavera, tela di
cotone dipinta, 1960-1965,
inv. n. FDM 28
16 Dianora Marandino,
Abito Renette, tela di cotone
dipinta, 1960-1967 ca.,           13                                14
inv. n. FDM 8
arditi che lei stessa giustifica:   di Siena sulla gonna a           di moda, inventore della
“Non esistono colori che            ruota in mostra attinge alle     tuta, realizzatore di figurini per
non possono stare bene              cangianti tessere musive         la prestigiosa Maison Vionnet.
insieme. Come si può                ravennati così come le griglie   Nell’approccio al soggetto
negare la bellezza di un rosa       grige o nere che compaiono       e nelle resa Francesca
o di un rosso, quando stamani       in abiti e casacche ricordano    Demontis ritiene di poter
ho visto un balcone fiorito         la legatura a piombo delle       avvicinare Dianora,
di gerani di questi colori          vetrate. Dianora attinge         soprattutto nelle prime
inverosimilmente bello!             anche ai decori delle            creazioni, all’astrattismo
E il giallo con l’arancio o         ceramiche: etrusche,             di Kandinskij, Mondrian,
con un rosso, o con un altro        rinascimentali della             Malevic e all’Astrattismo
giallo! Pensi alle zinnie così      manifattura di Montelupo         classico della Galleria
pazzamente colorate! Ecco!          Fiorentino, ma anche quelle      Vigna Nuova. Nelle tinte
I miei colori nascono così:         popolari che era solita          la studiosa rileva similarità
mi guardo in giro, ci penso         acquistare e collezionare        con il sintetismo di Gauguin
su, mi ricordo”. La memoria         nel Sud, ispirandosi ai vasi     e dei Nabis. Sicuramente
e la cultura sono componenti        e ai tozzetti. Una certa         alcuni lavori di Dianora
fondamentali dell’arte              influenza la ebbero i motivi     Marandino presentano
della Marandino. Nelle sue          delle ceramiche giapponesi       elementi in comune
creazioni compaiono, oltre          e i temi presenti sugli abiti    con le opere degli artisti
a istantanee dei luoghi visitati    Ainu le cui foto erano           del gruppo Forma 1, che
e frequentati, echi dei mosaici     pubblicate nei libri             proponevano una mediazione
bizantini e delle vetrate           che le regalava l’amico          tra i due opposti linguaggi
delle cattedrali medioevali,        Fosco Maraini. Spunti            dell’arte italiana degli
periodo artistico amatissimo        derivarono pure dalla            anni ‘50, divisa tra
dalla stilista. La scacchiera       frequentazione con Thayaht,      astrattismo e realismo,
variegata nei toni del blu          al secolo Ernesto Michahelles,   attraverso immagini
cobalto, verde acqua e terra        poliedrico creatore              concrete di forma-colore.

  15                                                  16
17 Dianora Marandino,
Casacca estiva, rasatello
di cotone dipinto,
1963-1965 ca., inv. n. FDM 17

                                17

Galleria D’arte Moderna
“Carlo Rizzarda”
Museo delle Arti decorative
del Novecento
                                     progetto grafico:
                                     Metodo studio

Via Paradiso, 8
Feltre
T 0439 885242–234

www.visitfeltre.info

       Laboratori a cura
       dell’Associazione
       ArteFibre Dolomiti
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