DIANORA MARANDINO. TRAME DI COLORE - Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" - Visit Feltre
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LA MOSTRA Nell’autunno 2019 Antonia Guarnieri, figlia in un certo qual modo l’educazione, e scrive: maggiore dello scrittore, critico letterario “E ora Dianora mi risvegliava a un diverso e docente universitario Silvio Guarnieri, atteggiamento, a una diversa sensibilità, ha donato alla Galleria d’arte moderna e in questa nuova percezione io aprivo gli “Carlo Rizzarda” 58 capi d’abbigliamento occhi, e mi pacificavo, non più inseguita, non ideati da Dianora Marandino e dipinti più incalzata, non più braccata, ma in armonia a mano dalle ragazze del suo laboratorio. con tutte le manifestazioni della vita, delle Gli abiti, sorprendenti per fantasia cromatica piante, degli animali, e finalmente dell’uomo”. e motivi decorativi, vennero donati ad Alla base della donazione vi è dunque una Antonia direttamente da Dianora, con lunga frequentazione, uno stretto legame, lo scopo di custodirli. Antonia dodicenne e la volontà di rendere omaggio all’amica conobbe la stilista e il marito, il pittore Enzo di lunga data, alla sua intelligenza, sensibilità Faraoni, nel 1955 a Feltre, quando il padre e creatività, facendola conoscere anche organizzò alla galleria Al Sole, una mostra nella città delle radici, Feltre. Una città sull’artista fiorentino, incontrato nel 1945 che dal 1938 ha tra le sue istituzioni la in una trattoria a Firenze, mentre era in Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda”, compagnia di Carlo Emilio Gadda e Piero museo del ferro battuto voluto dal celebre Santi. In seguito, nel 1958, approfondì maestro dell’arte di Vulcano, ma anche la conoscenza di Dianora in Versilia, centro di studio e documentazione delle dove le famiglie trascorrevano l’estate arti decorative del Novecento. La Galleria, in case vicine. Silvio Guarnieri è stato ospite oltre ai 400 ferri battuti forgiati da Carlo dei coniugi Faraoni a Firenze e a sua volta Rizzarda e da Alessandro Mazzucotelli, li ha accolti in casa sua a Feltre. Antonia, ha già una raccolta di ceramiche di Ferruccio che frequentava l’università a Pisa, spesso Mengaroni, Enrico Mazzolani, Galileo Chini, nel fine settimana andava da loro e, insieme, Guido Andlovitz e Lenci, una serie partivano per gite alla scoperta di antichi di acquatipi, carte marmorizzate e alla borghi in Toscana e nelle regioni vicine, colla d’amido di Ugo Zovetti e un piccolo, affascinati soprattutto dagli Etruschi. ma significativo nucleo di vetri artistici delle Nel libro Casa Dianora ha rievocato un manifatture Barovier, Fratelli Toso e Cappellin. soggiorno di dieci giorni, immersa nella A breve arricchirà le proposte espositive natura, nel podere di Impruneta, affidatole con 800 vetri d’arte della collezione in occasione di un viaggio in Germania di Franzoia-Nasci disegnati, tra gli altri, Enzo e Dianora con l’architetto Luigi Zangheri. da Vittorio Zecchin, Carlo Scarpa, Guido Antonia riconosce all’amica il merito di averle Balsamo Stella, Fulvio Bianconi, Tapio fatto scoprire la natura, completandone Wirkkala. Non va dimenticato inoltre
01 Dianora Marandino, Camicia estiva, tela di cotone dipinta, 1960, inv. n. FDM 2 01 che un’importante collezione di ceramiche, Guarnieri e sulla sua cerchia di frequentazioni. prevalentemente di manifattura veneta, A lui, “Testimone di forma”, è stata dedicata è conservata al Museo civico e che lì una delle sale, che nel 2010 ne ha ospitato è presente una raccolta di pizzi, merletti, la mostra bibliografica e documentaria stoffe e vestiti dal XV al XIX secolo. curata da Nicoletta Trotta e, per volontà La donazione degli abiti dipinti a mano, ideati delle figlie Adriana, Antonia e Valeria, da Dianora Marandino, si inserisce in una il Museo ne custodisce parte dell’archivio panoramica sulle arti decorative già avviata personale. Tra le opere di artisti amici nei musei civici cittadini, ampliando il discorso del letterato, da lui presentati e inseriti verso i tessuti e l’abbigliamento, settori ben in un’inedita raccolta di profili critici, rappresentati nelle rassegne artistiche cui compaiono le acqueforti di Enzo Faraoni, prese parte Carlo Rizzarda negli anni Venti: coniuge e per cinquant’anni compagno Biennali di Monza e di Venezia e Exposition di vita e d’arte di Dianora Marandino. Internationale des arts décoratifs et Si può dire che i due si ritrovino industriels modernes di Parigi. Basti pensare simbolicamente ancora una volta tra ai ricami di Alma Fidora, ai tessuti di Marcello le mura di palazzo Cumano. L’esposizione Nizzoli, Guido Ravasi e Piero Persicalli, propone un itinerario nell’universo creativo ai tessuti d’arte di Fortunato Depero, di Dianora attraverso 58 capi d’abbigliamento ai tappeti di Giacomo Balla, ai costumi di disseminati nelle sale, accanto a suoi Mario Cito Filomarino ed Enrico Prampolini. esperimenti pittorici, pochi invero perché Con la raccolta degli abiti di Dianora non si è mai considerata una pittrice e ha Marandino si va oltre, negli anni ‘50 e ‘60, sempre lasciato questo mestiere al marito, proprio nel periodo di massima vivacità e a riproduzioni fotografiche che spaziano dell’ambiente artistico feltrino con la dalle fonti d’ispirazione ai bozzetti, dal personalità trainante di Tancredi Parmeggiani laboratorio tessile alle sfilate. Non mancano e i suoi contatti internazionali. Le Trame di Ritratti di Dianora di Guido Borgianni ed colore di Dianora Marandino attingono, oltre Enzo Faraoni ed Autoritratti di quest’ultimo. che alla natura, all’antichità e alla ceramica Protagoniste assolute, enfatizzate popolare, all’arte contemporanea e la dall’allestimento bianco, sono però le tinte, richiamano. Vi si colgono rimandi alle ricerche luminose e seducenti nel loro fondersi con dei gruppi Forma 1, con Carla Accardi e Piero le fibre di cotone, negli accostamenti insoliti Dorazio, in particolare, e Astrattismo classico. ed eleganti carpiti alla natura, le Trame La donazione e la mostra s’inseriscono di colore di Dianora Marandino. nei contenuti già presenti nella Galleria, rinnovando inoltre l’attenzione su Silvio
Dianora Marandino già dal pittore e scrittore DIANORA nacque il 19 giugno Ferdinando Paolieri 1912 nella grande villa che la portava con sé MARANDINO Belvedere, sulle colline a dipingere paesaggi e fiori. di Firenze da Ovidio Dal 2 febbraio al 24 giugno e Albertina Signorini. 1923, a causa di screzi Sua madre, classe 1888, familiari, Albertina portò era un’aristocratica, lontana con sé la figlia undicenne parente del pittore Telemaco in Brasile dal fratello Signorini. Aveva i diplomi Giuseppe. Fu un viaggio lungo di taglio e cucito e di calzolaia, e difficile che tuttavia dovette insegnava nella Scuola lasciare profonde suggestioni Femminile di Arti e Mestieri anche nella creatività di e restaurava pizzi, arazzi Dianora. Al ritorno, dopo e tappeti anche per gli Uffizi. il ginnasio, si iscrisse al Liceo Ovidio, nato a Pistoia nel Galileo appassionandosi 1870, era un famoso medico alla poesia, al greco e di Firenze, specializzato al latino, studiando però in malattie dello stomaco, in modo selettivo, senza intestino e fegato, amico concludere gli studi liceali. di Paolo Mantegazza, Nel 1937 ottenne l’abilitazione con prestigiosi incarichi magistrale e nel 1938 al Museo della Specola. il diploma presso l’Istituto Fin dalla fanciullezza Dianora Agrario Femminile e quello dimostrò vivacità e fantasia. del Corso di Puericultura La predisposizione per elementare presso l’Ospedale il disegno e un innato senso degli Innocenti. Nel 1939 per il colore vennero notati conseguì l’abilitazione 02 03
a insegnare ai bambini Fosco Maraini che nell’ottobre 1947 e prestò con problemi psichici abitava nella vicina villa la sua opera nel Comitato presso la Scuola Maggiore Torre di Sopra e divenne Toscano di Liberazione Ortofrenica di Firenze. il noto etnologo, orientalista, Nazionale. Riuscì a convincere Si iscrisse alla Facoltà esperto del popolo il sovrintendente Armando di Agraria. Estremamente Ainu, alpinista, fotografo, Venè ad aprire agli sfollati estroversa, Dianora coltivò documentarista, docente palazzo Pitti. Dalla metà l’amicizia delle persone universitario, scrittore e degli anni Quaranta frequentò con cui entrava in contatto, poeta. Fu a lungo fidanzata la Galleria Vigna Nuova, anche occasionalmente, con il pittore fiorentino studio di architettura partendo dai vicini di Guido Borgianni. Negli anni e arredamenti da interno, casa. Al primo piano di villa Trenta era solita frequentare fondato dai fratelli Sergio Belvedere abitava lo scultore il Caffè delle Giubbe Rosse, e Danilo Santi nel novembre Libero Andreotti e, di fronte, ritrovo di artisti e letterati. 1945 ai numeri 71-73 rosso il musicista Alberto Fu Alessandro Parronchi dell’omonima via. Vi si Franchetti. Poco distante a spingere Dianora esponevano e vendevano risiedeva la famiglia a dedicarsi alla pittura pezzi di design creati cosmopolita dei Michahelles. su stoffa, intuendone le da architetti e si tentava Dianora conosceva bene capacità ideative. L’attività di far emergere nell’ambiente tutti e quattro i fratelli venne iniziata negli anni fiorentino l’artigianato, Michahelles, ma entrò Quaranta, già durante la le arti applicate e l’arte in sintonia soprattutto con guerra, dapprima in casa. contemporanea. Quello il maggiore, Ernesto, in arte Dopo l’8 settembre 1943 di Giovanni Michelucci Thayaht, pittore, scultore, la Marandino partecipò alla fu il nome più importante disegnatore, scenografo Resistenza: entrò nel Partito di quanti si occuparono e orafo che ebbe un influsso d’Azione, divisione “Giustizia di arredamento in Galleria. nelle sue creazioni. Fu molto e Libertà”, nel quale rimase Qui si confrontavano varie amica anche del coetaneo fino allo scioglimento espressioni artistiche, 02 Enzo Faraoni, Dianora in piedi, 1955, acquaforte 03 Dianora undicenne torna dal Brasile, giugno 1923 04 Guido Borgianni, Ritratto 04 di Dianora, olio su cartone
con accese discussioni e contrapposizioni. Vi esposero i giovani astrattisti del gruppo Arte d’Oggi, divenuto dal 1950 Astrattismo classico, ma anche gruppi su posizioni diametralmente opposte come Nuovo Umanesimo e i Pittori Moderni della Realtà. Con gli amici della Galleria Vigna Nuova la Marandino partecipò alla Triennale di Milano nel 1951, ma già nel 1949 Michelucci aveva pubblicato abiti di Dianora nella sua rivista “Esperienza Artigiana”. Il primo laboratorio fu allestito presso l’abitazione in via Dante da Castiglione 1, dove viveva con i genitori. La prima ditta di produzione di piccole dimensioni fu fondata in collaborazione con il conte romano Mannini, socio dal 1951 al 1952 e partecipò alla Prima Mostra 05 Triennale del Lavoro Italiano nel Mondo tenutasi a Napoli 05 Modelle indossano gonne di Dianora in tela di cotone dipinta con motivi vegetali, 1968-1969 06 Enzo Faraoni, Dianora seduta, 1955, acquaforte 07 Dianora indossa un suo abito con motivo a coralli, 1949 08 Enzo Faraoni, Ritratto 06 di Dianora, olio su tela
tra il giugno e l’ottobre 1952 su cotone ed organzino di accudendo cani e gatti e alla Fiera del Levante di seta, Dianora aprì un impianto abbandonati o presi Bari. Il 2 gennaio 1953 Dianora di una manifattura tessile al canile, scelti tra i più sposò il pittore Enzo Faraoni, della lana. Nel 1957 l’Unione malridotti. Si spense conosciuto nel 1951 al Donne Italiane la premiò il 7 gennaio 2003 all’età Caffè delle Giubbe Rosse con la Mimosa d’argento di novant’anni. Enzo per il tramite della pittrice per l’artigianato. Lo stesso Faraoni donò alla Galleria Elena Berner. Nel 1953 le anno unificò i laboratori di del Costume di Palazzo venne attribuito il Diploma tessitura e di pittura in via Pitti 450 bozzetti e 240 d’Onore della XVII Mostra Cassia 20, a I Bottai. Nel 1958 capi d’abbigliamento, una Mercato Nazionale ed aprì un negozio a Capri. Nel selezione dei quali, dal 25 Internazionale dell’Artigianato 1959 iniziò la collaborazione marzo al 15 maggio 2011, tenutasi a Firenze tra con il grande magazzino costituì il nucleo della mostra il 25 aprile e il 14 maggio. di New York Lord & Taylor. Dianora Marandino. Fantasie Nello stesso anno fu L’attività di produzione d’abiti di colori a cura di Caterina invitata all’Esposizione dipinti a mano nel laboratorio, Chiarelli, che curò anche degli Accessori della Moda trasferito nel 1966 a villa Lapi il catalogo con Francesca nei locali del Grand Hotel in via San Cristofano, dove Demontis, e con allestimento e collaborò con lo stilista dal 1959 la famiglia aveva dello Studio Palterer di fiorentino Emilio Pucci che traslocato, continuò serrata Firenze. Gabriella Nocentini le le commissionava abiti siglati fino al 1971 quando chiuse ha dedicato la monografia con la dicitura “Dianora for il negozio sul Lungarno. Dianora Marandino, artigiana Emilio”. Furono aperti negozi Nel 1974 i coniugi Faraoni del tessuto, pubblicata dapprima in Vicolo del si trasferirono sulle colline nel 2019 da Sillabe. Manetti 1 e poi in Lungarno di Impruneta, in via Quintole Acciaioli 46r. Alcuni anni per le Rose. Qui Dianora dopo la nascita della prima poté dedicarsi a una produzione, esclusivamente vita immersa nella natura, 07 08
Anche se non e svasate fino alla caviglia LO STILE particolarmente incline rappresentando bene a uniformarsi alla moda la tendenza ad una nuova del momento Dianora opulenza dopo un periodo realizzò capi che di ristrettezze e privazioni. seguivano le tendenze La produzione si inserisce del suo tempo. La prima nel circuito della moda-mare fase di produzione coincide legata ai luoghi di villeggiatura con la frequentazione quali Capri e Portofino. della Galleria Vigna Nuova. Ne fanno parte coordinati Gli abiti di questa fase, composti da ampie casacche pubblicati da Michelucci nella dalle maniche a tre quarti rivista bimestrale “Esperienza e pantaloni a sigaretta e Artigiana”, presentano gonne abitini caratterizzati da vita ampie e motivi decorativi stretta e gonne vaporose con fitomorfi e geometrici. motivi decorativi geometrici In essi la moda si accosta e fitomorfi dai colori vivaci. decisamente all’arte. I giornali li mostrano indossati Nei primi anni ‘50, all’epoca da dive internazionali quali della ditta Mannini-Marandino Anna Magnani, Geraldine e della collaborazione Chaplin, oltre che da attrici con Emilio Pucci, il prêt-à- meno note quali Susan Loret. porter della stilista è in linea Alla fine degli anni Cinquanta con il morbido e femminile si afferma la linea svasata andamento della linea e la gonna a palloncino, “Corolle” di Christian Dior. sulla scia dell’influsso Le sue gonne dal vitino di Yves Saint Laurent. di vespa, scendono ampie Tuttavia negli abiti 09 10 11
di Dianora la rigonfiatura svasati, fin sopra il ginocchio. della lana, vengono realizzati delle gonne è appena Vengono create moltissime anche capi per la stagione accennata sui fianchi. casacche decorate con invernale quali tailleurs, Prevale infatti la praticità: fantasie a nastri, spesso cappotti, casacche le stoffe sono morbide associati a mazzolini di e, dagli anni Sessanta, e non sono previste fiori variopinti, indossate tuniche, tutti di linea dritta ingombranti strutture su pantaloni affusolati o appena scampanata. di sostegno. Semmai in tinta. Testimonial del Prevalgono i toni del marrone, l’andamento a cupola è nuovo stile è Liz Taylor del viola e del verde nelle enfatizzato dalla decorazione immortalata a Portofino fantasie mèlange e i motivi ad archetti, ovali e sottili linee con il marito Eddie Fisher. decorativi, a causa della verticali. Negli anni Sessanta Nelle decorazioni prevalgono differente tecnica, sono la moda diventa un prodotto fiori stilizzati, pois, fiocchi, limitati alle righe o a poche, di massa e si connota per una trame scozzesi o righe definite figure geometriche. nuova libertà. L’abbigliamento verticali. Negli anni Sessanta dal taglio essenziale e dalle Dianora propone sui capi linee geometriche diviene in tinta unita o a righe minimalista, con abiti verticali bande orizzontali le cui vite si abbassano nelle quali si stagliano figure fino a scomparire. Si diffonde geometriche ben definite la minigonna ideata dalla quali sfere, rettangoli e stilista londinese Mary triangoli, ma anche trifogli Quant. La Marandino e quadrifogli iscritti in interpreta questa nuova cerchi. Vengono creati anche tendenza con miniabiti bikini abbinati a pantaloni e tuniche, anche senza nella medesima fantasia. maniche, che scendono Dal 1956, quando viene creato dritti, talvolta lievemente un impianto per la manifattura 09 Dianora Marandino, Casacca, tela di cotone dipinta, 1968-1971, inv. n. FDM 51 10 Dianora Marandino, Casacca, tela di cotone dipinta, anni ‘60, inv. n. FDM 36 11 Anna Magnani nella villa al mare a San Felice Circeo, anni ‘50 12 Liz Taylor ed Eddie Fisher a Portofino, inizio 12 anni ‘60
La natura è il leitmotiv nelle morfologie marine, TEMI E FONTI della produzione di Dianora coralli e alghe, degli abiti Marandino. Compare nei estivi del 1949 e nelle mazzetti di fiori variopinti foglie di palma stilizzate ritratti in maniera talvolta che rifiniscono i bordi del realistica talvolta più top del completo Amorino stilizzata che sbocciano (1960-1967). Alla natura sui suoi capi: dal tripudio Dianora ruba le tinte: i verdi di viole del pensiero e rose e i bruni della campagna gialle dei festoni adagiati toscana percorsa nelle gite su intrecci di vimini giovanili in bicicletta e poi delle vaporose gonne in auto, negli abituali tours estive in organza di seta del fine settimana, gli azzurri degli anni ‘50, a minute, dei cieli estivi e del mare coloratissime corolle che, della Versilia, i gialli delle interpunte di foglioline verdi, colline arse, dei canneti in impreziosiscono colletto, autunno, dei campi coperti abbottonatura e polsini di messi, del verbasco fiorito. dello chemisier Pratolina C’è poi il grigio della pietra, (1964-1967), dal bouquet i rossi, i rosa, i viola e gli racchiuso in ovali reiterati arancioni dei fiori, gerani, dell’abito Primavera (1960- gerbere, iris, astri, rose, 1965), fino all’estrema sintesi fucsie, bouganville, calendule, dei petali simmetricamente dalie, sassifraghe… Riprende disposti entro una rete, le screziature dei petali alternati a pois e corone e le marezzature del circolari in una casacca legno e delle pietre dure. estiva del 1960. La si trova Osa con accostamenti 13 Dianora Marandino, Abito estivo, tela di cotone dipinta, 1958-1961 ca., inv. n. FDM 29 14 Dianora Marandino, Abito estivo, tela di cotone dipinta, 1955-1960, inv. n. FDM 39 15 Dianora Marandino, Abito Primavera, tela di cotone dipinta, 1960-1965, inv. n. FDM 28 16 Dianora Marandino, Abito Renette, tela di cotone dipinta, 1960-1967 ca., 13 14 inv. n. FDM 8
arditi che lei stessa giustifica: di Siena sulla gonna a di moda, inventore della “Non esistono colori che ruota in mostra attinge alle tuta, realizzatore di figurini per non possono stare bene cangianti tessere musive la prestigiosa Maison Vionnet. insieme. Come si può ravennati così come le griglie Nell’approccio al soggetto negare la bellezza di un rosa grige o nere che compaiono e nelle resa Francesca o di un rosso, quando stamani in abiti e casacche ricordano Demontis ritiene di poter ho visto un balcone fiorito la legatura a piombo delle avvicinare Dianora, di gerani di questi colori vetrate. Dianora attinge soprattutto nelle prime inverosimilmente bello! anche ai decori delle creazioni, all’astrattismo E il giallo con l’arancio o ceramiche: etrusche, di Kandinskij, Mondrian, con un rosso, o con un altro rinascimentali della Malevic e all’Astrattismo giallo! Pensi alle zinnie così manifattura di Montelupo classico della Galleria pazzamente colorate! Ecco! Fiorentino, ma anche quelle Vigna Nuova. Nelle tinte I miei colori nascono così: popolari che era solita la studiosa rileva similarità mi guardo in giro, ci penso acquistare e collezionare con il sintetismo di Gauguin su, mi ricordo”. La memoria nel Sud, ispirandosi ai vasi e dei Nabis. Sicuramente e la cultura sono componenti e ai tozzetti. Una certa alcuni lavori di Dianora fondamentali dell’arte influenza la ebbero i motivi Marandino presentano della Marandino. Nelle sue delle ceramiche giapponesi elementi in comune creazioni compaiono, oltre e i temi presenti sugli abiti con le opere degli artisti a istantanee dei luoghi visitati Ainu le cui foto erano del gruppo Forma 1, che e frequentati, echi dei mosaici pubblicate nei libri proponevano una mediazione bizantini e delle vetrate che le regalava l’amico tra i due opposti linguaggi delle cattedrali medioevali, Fosco Maraini. Spunti dell’arte italiana degli periodo artistico amatissimo derivarono pure dalla anni ‘50, divisa tra dalla stilista. La scacchiera frequentazione con Thayaht, astrattismo e realismo, variegata nei toni del blu al secolo Ernesto Michahelles, attraverso immagini cobalto, verde acqua e terra poliedrico creatore concrete di forma-colore. 15 16
17 Dianora Marandino, Casacca estiva, rasatello di cotone dipinto, 1963-1965 ca., inv. n. FDM 17 17 Galleria D’arte Moderna “Carlo Rizzarda” Museo delle Arti decorative del Novecento progetto grafico: Metodo studio Via Paradiso, 8 Feltre T 0439 885242–234 www.visitfeltre.info Laboratori a cura dell’Associazione ArteFibre Dolomiti
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