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lunedì, 15 febbraio 2021
Prime Pagine
15/02/2021 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) 3
Prima pagina del 15/02/2021
15/02/2021 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) 4
Prima pagina del 15/02/2021
15/02/2021 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) 5
Prima pagina del 15/02/2021
ambiente e protezione civile
15/02/2021 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 32 6
Da stamattina via alle prenotazioni
15/02/2021 Cesena Today 7
Come la variante inglese potrebbe spingere il governo Draghi al lockdown totale
csv e scenario locale
15/02/2021 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 12 10
Coronavirus nuova vittima tra gli anziani di Casa Insieme
15/02/2021 Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena) Pagina 30 11
L' assessore Verona attacca il ministero alla disabilità
volontariato
15/02/2021 Corriere della Sera Pagina 25 Paolo Foschini 12
Finanza responsabile Si mette in gioco anche il non profit
15/02/2021 La Repubblica Pagina 24 DI LINDA LAURA SABBADINI 14
I due talloni di Achille[ § 1 § ]
lunedì 15 febbraio 2021
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 3[ § 2 § ]
lunedì 15 febbraio 2021
Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 4[ § 3 § ]
lunedì 15 febbraio 2021
Il Resto del Carlino (ed. Cesena)
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 5[ § 1 7 1 1 5 9 7 1 § ]
lunedì 15 febbraio 2021
Pagina 32
Il Resto del Carlino (ed. Forlì)
ambiente e protezione civile
Vaccini
Da stamattina via alle prenotazioni
Si parte con gli 84enni Domani prime profilassi: 8 spazi speciali nei paesi
Il momento tanto atteso da molti forlivesi e cesenati è finalmente
arrivato. Stamattina è possibile prenotare il vaccino contro il Covid per
coloro che hanno un' età superiore agli 84 anni (nati nel 1936 e anni
precedenti). Dal 1° marzo toccherà a chi ha un' età compresa tra gli 80 e
gli 84 anni. La prenotazione si può fare presso gli sportelli Cup dell' Ausl e
le farmacie; per telefono con il servizio Cuptel al numero 800.002255;
online attraverso il Fascicolo Elettronico o l' App ER Salute o il CupWeb
(www.cupweb.it) All' atto della prenotazione verranno indicati giorno, ora
e luogo per la prima e la seconda dose (richiamo). Verrà inoltre rilasciata
anche la scheda anamnestica, da compilare (con il supporto eventuale di
un familiare) con lo stato di salute e le malattie pregresse: va consegnata
al momento della vaccinazione. Le persone che invece ricevono servizi
di assistenza domiciliare verranno direttamente contattati dall' Ausl per la
profilassi a domicilio. Oggi dovrebbe terminare la campagna per i sanitari
e nelle case di riposo (al netto di quelle in cui è in corso un focolaio) e da
domani ci si dedica agli ultra84enni, presso i punti vaccinali delle fiere di Forlì e Cesena. Ed entrano in funzione i
nuovi spazi nei paesi: alla sede Auser di Bagno, alla Protezione Civile di Mercato Saraceno, al Seven Sporting Club di
Savignano e alla piscina di Cesenatico, nei teatri di Santa Sofia, Predappio, Rocca San Casciano e Modigliana.
Ciascun anziano può scegliere il punto a lui più comodo indipendentemente dalla residenza.
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lunedì 15 febbraio 2021
Cesena Today
ambiente e protezione civile
Come la variante inglese potrebbe spingere il governo Draghi al lockdown totale
L' ipotesi di un lockdown totale presentata ieri dal consulente del ministero
della Sanità sull' epidemia Walter Ricciardi a Roberto Speranza con l'
invocazione a farla valutare dal presidente del Consiglio Mario Draghi si
poggia sulla paura per la diffusione in Italia della variante inglese del Covid
19, presente al momento in un contagio su cinque. E su uno studio che ne
descrive le potenzialità assassine: provoca un aumento della contagiosità
del 50% ma anche della letalità, tra il 20 e il 30%. Perché le varianti Covid e il
rischio terza ondata possono portarci al lockdown totale Con ordine. Venerdì
scorso il ministero della Salute ha diffuso i risultati preliminari della 'flash
survey' condotta dall' Iss sulla stima di prevalenza della cosiddetta variante
inglese del virus Sars-CoV-2, che in Italia è risultata pari a 17,8%. I campioni
analizzati sono stati in totale 852 per 82 laboratori, provenienti da 16 regioni e
province autonome, ripartiti in base alla popolazione. Il risultato medio è in
linea con quello di altre survey condotte in Europa. Il risultato dell' indagine ci
dice che nel nostro Paese, così come nel resto d' Europa (in Francia la
prevalenza è del 20-25%, in Germania del 30%), c' è una circolazione
sostenuta della variante, che probabilmente è destinata a diventare quella prevalente nei prossimi mesi. La necessità
di monitorarne attentamente la prevalenza deriva dalla sua maggiore trasmissibilità rispetto al virus originale. E il
ministero ha spiegato che un attento monitoraggio ci consentirebbe, assieme al rafforzamento delle misure di
mitigazione, di contenere e arginare gli effetti della nuova variante mentre si prosegue con le vaccinazioni, che
restano comunque efficaci anche contro il virus mutato. Il punto è importante per capire perché le varianti Covid e il
rischio terza ondata possono portarci al lockdown totale. Il documento scientifico, racconta oggi La Stamp a, è stato
prodotto da una task force internazionale di esperti, voluta dai leader di grandi Paesi occidentali: Biden, Johnson,
Merkel e Macron. Ed è stato visionato anche da Ricciardi. Nel rapporto si descrive l' impatto delle varianti in
circolazione e, partendo da dati elaborati nel Regno Unito, si è stabilito che la variante inglese provoca un aumento
della contagiosità pari al 50%, e questo non è una novità, ma anche della letalità tra il 20 e il 30%. E questo va in
contrasto con quanto sapevamo finora e allarma gli scienziati proprio perché la variante inglese è destinata a
diventare prevalente in Italia nell' arco di cinque o sei settimane, come ha pronosticato il presidente dell' Istituto
Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. Ma nel documento scientifico ci sono anche altre brutte notizie su varianti e
vaccini: La variante brasiliana pare non crei immunità e, quindi, non metta al riparo da una reinfezione, rischiando di
ridurre l' impatto dei vaccini. Mentre quella sudafricana abbatterebbe quasi del tutto l' efficacia del vaccino di
AstraZeneca, quello di cui aspettiamo più dosi, riducendola al 10-20%. Insomma, la conclusione è che le varianti
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lunedì 15 febbraio 2021
Cesena Today
ambiente e protezione civile
impongono un ripensamento delle contromisure. Proprio per questo diventa inutile pensare alle piccole zone rosse
locali o a circoscrivere l' epidemia su territori ben definiti: meglio invece programmare un lockdown totale di durata
relativamente breve (sei settimane? Due mesi?), abbattere la curva dell' epidemia, proseguire con la campagna
vaccinale e far ripartire il test e il tracciamento per ripartire con la variante inglese almeno sotto controllo. Proprio a
causa di questo documento il Comitato Tecnico-Scientifico oggi potrebbe raccomandare nuove chiusure. Come la
variante inglese potrebbe spingere il governo Draghi al lockdown totale Per tutte queste considerazioni l' ipotesi
prospettata da Ricciardi a Speranza dovrà essere tenuta in considerazione dal governo Draghi, se non altro per
valutarne i rischi per l' economia e per prendere una decisione che rifletta anche la volontà di accelerare sul piano di
vaccinazione di massa di questi ultimi giorni. I dati dell' ultimo bollettino della Protezione Civile sull' emergenza
coronavirus dicono che il tasso di positività si attesta al 5,4%, sono in aumento le terapie intensive (+23) mentre
scendono i ricoverati con sintomi (-51). Ma i dati del report #39 che costituisce l' ultimo monitoraggio dell' Iss e del
ministero sull' epidemia dicono anche altro: L' incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio (133,13 per
100.000 abitanti) è ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull' intero
territorio nazionale dell' identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Nella settimana di monitoraggio, l'
incidenza settimanale supera la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti in tre regioni/PA: Provincia Autonoma di
Bolzano (770,12 per 100.000 abitanti), Provincia Autonoma di Trento (254,85 per 100.000 abitanti) e Umbria (283,28
per 100.000 abitanti); nel periodo 20 gennaio - 02 febbraio 2021, l' Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari
a 0,95 (range 0,86- 1,06), in lieve crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende
l' uno; viene inoltre confermata la circolazione diffusa di varianti virali a più elevata trasmissibilità nel nostro paese
così come in altri paesi Europei. Analogamente a questi si raccomanda il rafforzamento/innalzamento delle misure
su tutto il territorio nazionale; e, soprattutto, in questa fase delicata dell' epidemia si confermano per la seconda
settimana segnali di contro-tendenza nell' evoluzione epidemiologica che potrebbero preludere ad un nuovo rapido
aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente
rafforzate/innalzate misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. In alcuni contesti, un nuovo rapido
aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si
inserirebbe in un contesto in cui l' incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone
ricoverate per COVID-19 in area critica Questo vuol dire, conclude il report, che è necessario nelle regioni più in
difficoltà "mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel
documento "Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione
per il periodo autunno-invernale"". Ma i numeri dicono anche altro. L' osservatorio Covid-19 Italia ha notato che la
situazione è in peggioramento lieve ma continuo da alcune settimane: Questa settimana 85.150 casi totali contro gli
83.710 della settimana
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 8[ § 1 7 1 1 5 9 7 6 § ]
lunedì 15 febbraio 2021
Cesena Today
ambiente e protezione civile
precedente. Se consideriamo il dato normalizzato e scorporato dal numero di tamponi rapidi: 30.100 vs. 30.600.
Quindi ancora un lievissimo calo nei contagi settimanali normalizzati; Ospedalizzazioni che riducono sempre di più il
loro trend di discesa (-839 questa settimana, -938 settimana scorsa, -1389 due settimane fa). Idem per il cumulativo
delle Terapie Intensive che, puntuali come un orologio svizzero, mostrano un chiaro arresto in linea con la
stabilizzazione dei contagi (-22 questa settimana, -108 settimana scorsa, -185 due settimane fa). Anche gli ingressi
in TI continuano la loro lenta risalita (+988 questa settimana, +964 settimana scorsa, +906 due settimane fa). In
questa ottica, conclude l' osservatorio, alcune regioni medio-piccole starebbero già sperimentando la Terza Ondata.
Per questo anche Andrea Crisanti oggi dice che bisognava fare il lockdown a dicembre e se ne esce soltanto "con un
lockdown duro subito per evitare che la variante inglese diventi prevalente e per impedire che abbia effetti devastanti
come in Inghilterra, Portogallo e Israele". Niente zone gialle "e neanche zone arancioni, va chiuso tutto e va lanciato
un programma nazionale di monitoraggio delle varianti. Ci sarà un' impennata importante a fine febbraio. Dove si
trovano le varianti brasiliana e sudafricana servono lockdown stile Codogno, non le zone rosse che sono troppo
morbide".
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 9[ § 1 7 1 1 5 9 7 3 § ]
lunedì 15 febbraio 2021
Pagina 12
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
Coronavirus nuova vittima tra gli anziani di Casa Insieme
Morta una 98enne sarsinate: è il 5° decesso di questo focolaio Ieri 76 nuovi contagi nel cesenate
CESENA Continuano i lutti tra i contagiati dal coronavirus. Si tratta ancora una
volta di decessi legati al focolaio apertosi a fine gennaio alla Cra Casa Insieme
di Mercato Saraceno. Nelle statistiche diramate d Ausl e regione inerenti le
infezioni da Covid-19 questa volta è stato inserito il decesso di una don na di 98
anni: sarsinate che viveva alla casa Insieme di Mercato Saraceno. Si tratta del
quinto ospite deceduto in seguito all' ondata di contagi che ha investito anche
questo centro protetto per anziani. Ieri la giornata dei contagi ha visto l'
inserimento nelle liste Covid delle positività di 76 nuovi residenti della zona del
cesenate. Si tratta in 50 casi di persone vicine ad altre già ammalate e che
quindi a loro volta si sono infettate. In 22 si sono recati ad eseguire il tampone
per sintomi che avevano insospettito il medico di base. I nuovi malati sono 31
femmine e 45 maschi residenti nei comuni di Bagno di Romagna (1), Cesena
(36), Cesenatico (9), Gambettola (7), Gatteo (7), Longiano (1), Mercato
Saraceno (1), Roncofreddo (1), Sarsina (3), Savignano (7), Sogliano al Rubicone
(2). Movida in riviera Il timore di contagiarsi, ieri, non ha serpeggiato sulla riviera
cesenate. Complice forse anche i timore che a breve pure l' Emilia Romagna
possa tornare zona arancione (con divieti dunque di spostamenti tra Comuni) in centinaia si sono riversati a
Cesenatico per due motivi. Sfidando il freddo pungente "post nevicata" dei giorni scorsi in tanti hanno voluto
approcciare ad un aperitivo o anche solo semplicemente ad una passeggiata sul porto canale, sia a ponente che a
levante. A questi si sono sommati i tantissimi che avevano già prenotato stipando i ristoranti: pieni all' 80% nella
seconda domenica di possibilità di apertura dopo la fine della zona arancione. Una situazione dove, va da sè, non
sempre è stato possibile rispettare le distanze interpersonali sia tra i tavoli affacciati sul canale leonardesco che tra
chi passeggiava.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 10[ § 1 7 1 1 5 9 7 4 § ]
lunedì 15 febbraio 2021
Pagina 30
Corriere di Romagna (ed. Forlì-Cesena)
csv e scenario locale
L' assessore Verona attacca il ministero alla disabilità
CESENA Un incarico che non piace. L' assessore alla Cultura del Comune di
Cesena Carlo Verona non ha fatto mistero in queste ore (anche sui social
network) di nona ver gradito la costituzione di un ministero alle politiche per la
disablità: andato in carico alla leghista Erika Stefani. Avvocata vicentina, la
Stefani è entrata in politica alle amministrative del 1999 come consigliere del
Comune di Trissino e dopo una lunga carriera è approdata in Parlamento nel
2013. A giugno del 2018 era stata nominata ministro per gliAffari regionali del
primo governo "giallo verde" guidato da Giuseppe Conte. «Non si sentiva la
necessità di un ministero simile - spiega Verona- La disabilità è u n t e m a
trasversale che deve interessare più Erika Stefani ministeri, è un tema culturale
di cui tutti dovremmo avere conoscenza. Un ministero alla disabilità, senza
portafoglio poi, rischia di essere una ulteriore complicazione burocratica nella
già complessa vita delle persone disabili. Se il nuovo ministro poi, si è anche
distinto per la sua battagli contro lo "ius soli", cioè contro una norma a favore di
persone fragili, allora oltre all' inutilità vedo anche incoerenza».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress: 2013-2020 Pagina 11[ § 1 7 1 1 5 9 7 5 § ]
lunedì 15 febbraio 2021
Pagina 25
Corriere della Sera
volontariato
«Buone Notizie» domani in edicola gratis
Finanza responsabile Si mette in gioco anche il non profit
Numero speciale: ora la sfida dei fondi europei
Paolo Foschini
Diverse settimane prima che il nuovo premier Mario Draghi annunciasse che
quello da lui appena formato sarebbe stato un «governo ambientalista» - con
tanto di ministero alla Transizione ecologica - il Forum per la Finanza
sostenibile aveva indirizzato al suo predecessore Giuseppe Conte una lettera
per chiedere di «orientare una porzione consistente delle risorse del Next
Generation Eu in direzione di mitigazione e adattamento al cambiamento
climatico, secondo una prospettiva di giusta transizione e di equità e
inclusione sociale». Tradotto: finanza sempre più responsabile e sostenibile a
sostegno di un Terzo settore più innovativo e competitivo, Terzo settore
sempre più digitale e «dentro» l' economia reale per trainare anche la finanza
verso il bene comune. Perché l' economia e la finanza di domani saranno così
oppure non saranno: questo il tema al quale è stato deciso di dedicare un
intero numero speciale di Buone Notizie , il settimanale del Corriere della Sera
in edicola domani come ogni martedì gratis con il quotidiano. Gli spunti
nascono sia dalle (tante) realtà già in atto secondo questo schema sia da
quello che, ovviamente, su questo schema ancora c' è da fare. Della prima
categoria fanno parte per esempio le numerose possibilità di investimento già operative, sotto forma di bond, capaci
allo stesso tempo di generare un «giusto ritorno» per i sottoscrittori ma anche di garantire una istruzione a 300 mila
ragazze indiane, o di dare una casa con lo strumento dell' housing sociale. E poi c' è tutto il mondo dell' impact
investing, più sviluppato all' estero ma da noi in grande fermento. Sempre al campo delle esperienze già realizzate
appartiene ancora a titolo di esempio quella dei Cantieri ViceVersa, la cui terza edizione si appresta a partire in
marzo: laboratori che per iniziativa comune dei due Forum della Finanza sostenibile e del Terzo settore stanno
facendo dialogare decine di realtà del sociale e del mondo finanziario. Eccezioni? Mica tanto se si pensa che Larry
Flink, l' uomo al vertice dei fondi Blackrock e quindi dei maggiori investitori del mondo, da tempo ha deciso di
chiudere il rubinetto dei soldi alle imprese «che non adottano principi di sostenibilità e non destinano parte dei loro
investimenti al green». Giorgio Righetti, direttore generale di Acri, nel suo corsivo sul Bn di domani lo scrive molto
chiaramente: «Quello che sembrava quasi il "vezzo culturale" di pochi pionieri è divenuto interesse generale. Oggi la
sostenibilità è un concetto acquisito, non più ignorabile». Per l' economista Leonardo Becchetti è «una rivoluzione
copernicana dove il profitto finanziario diventa un vincolo e non un obiettivo da massimizzare». L' altro percorso
importante riguarda la comunicazione: far sapere che questa cosa non solo si può
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lunedì 15 febbraio 2021
Corriere della Sera
volontariato
fare ma si fa, e che funziona. È il contesto della campagna «Adotta una buona pratica» promossa da Social Value
con l' agenzia Amapola sulle collaborazioni già attive tra profit e non profit: «Per la ripresa - sintetizza Maria Elena
Vivaldi di Social Value - servono partnership solide e buoni esempi».
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lunedì 15 febbraio 2021
Pagina 24
La Repubblica
volontariato
Politiche sociali e parità di genere
I due talloni di Achille
DI LINDA LAURA SABBADINI
Buon lavoro di cuore al nuovo governo Draghi. Dobbiamo fare presto,
dobbiamo fare bene. La sfida che ci attende è grande e la posta in gioco
anche. Ma attenzione, abbiamo due talloni d' Achille, di cui dobbiamo
prendere coscienza subito per trovare adeguate soluzioni. Primo tallone d'
Achille. La regia delle politiche sociali. Nel nostro Paese, a differenza di altri,
raramente c' è stata. Ne paghiamo le conseguenze. Una stagione d' oro alla
fine degli anni '90. Poi frantumazione, smembramenti vari. Tagli della spesa
sociale non più considerata investimento in qualità della vita, ma costo.
Ebbene il nuovo assetto rischia di perpetuare lo stesso errore. Cinque
ministeri diversi si occupano di politiche sociali. Famiglia da una parte,
giovani da un' altra, disabili da un' altra ancora, e poi il sud, e poi i poveri.
Così non si valorizzano di più i soggetti sociali. Serve una regia vera, perché
il nostro sistema di welfare deve essere rifondato. E oggi con il picco di
disuguaglianze che stiamo raggiungendo non possiamo permettercelo.La
povertà è raddoppiata nel 2012 e non è mai tornata ai livelli del 2007. Le
differenze intergenerazionali sono fortemente cresciute e così quelle per
titolo di studio. Per raggiungere coesione sociale, obiettivo dichiarato del Presidente Draghi, avremmo dovuto avere
un unico ministero delle Politiche sociali, staccato dal ministero del Lavoro, che ha già molto a cui pensare, che
puntasse al rafforzamento del tessuto sociale, mettesse al centro le persone con le loro specificità, e valorizzasse
volontariato e terzo settore. Regia unica. D' altro canto che cosa è stato fatto nel tempo per i ministeri economici?
Sono stati accorpati per migliorare vision ed efficacia delle azioni.Purtroppo servivano posti in più per i diversi partiti.
La regia delle politiche sociali dovrà esserci. La crescita economica non porta automaticamente la diminuzione delle
disuguaglianze. Secondo tallone d' Achille. La parità di genere. È questione di numeri. È questione di contenuti.
Poche donne nel governo. Di valore, ma poche. La maggioranza in ministeri senza portafoglio. Nessuna nei ministeri
economici. È un problema serio. Ci allontana dall' Europa, dalla Banca Europea, dagli Stati Uniti, dal Fondo Monetario
internazionale. È l' espressione dell' arretratezza del Paese. La Commissione Europea ha posto questo come un
criterio che deve essere presente nel Next Generation EU. Abbiamo bassi tassi di occupazione femminile, sotto al
50%, alti tassi di interruzione del lavoro in seguito alla nascita dei figli, una su cinque. Blocco delle carriere femminili.
Abbiamo un' alta frequenza di stereotipi di genere che frenano la valorizzazione delle risorse femminili. Il grande
investimento nella formazione dovrà riguardare anche questo, cambiare i libri di testo dalle primarie, sviluppare
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lunedì 15 febbraio 2021
La Repubblica
volontariato
role models, inserire le donne nei libri di storia, di letteratura, educare alla cura e al rispetto bimbi e bimbe, e così
alle materie scientifiche. Un grande piano contro gli stereotipi di genere è fondamentale nel nostro Paese. Parità di
genere deve essere obiettivo strategico che permea tutte le politiche. Non sembra esserlo dalle scelte fatte.
Avremmo dovuto rafforzare il ministero delle Pari Opportunità nel suo ruolo di mainstreaming, dargli pari dignità degli
altri ministeri, staccarlo dalle politiche familiari (pilastro fondamentale di quelle sociali e non delle pari opportunità),
per garantire un potente intervento in questo senso. NGEU vincola il 57% degli investimenti in settori a massiccia
presenza occupazionale maschile. Bisogna porsi il problema di come si farà a garantire che tali investimenti
avvantaggino le donne quanto gli uomini. E che il nostro Paese si allinei ai livelli di occupazione europei molto più alti
in sanità, assistenza, istruzione, settori a prevalenza femminile su cui si è investito troppo poco finora. Un grande
piano di infrastrutture sociali è necessario. Gli assetti attuali non facilitano il raggiungimento di questi obiettivi.
Poniamo rimedio. Linda Laura Sabbadini è direttora centrale Istat. Le opinioni qui espresse sono esclusiva
responsabilità dell' autrice e non impegnano l' Istat ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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