CONFEURO: FESTA D'EUROPA, VECCHIO - Agricolae

Pagina creata da Enrico Franco
 
CONTINUA A LEGGERE
CONFEURO: FESTA D'EUROPA, VECCHIO - Agricolae
CONFEURO: FESTA D’EUROPA,
RICOSTRUIRE   IL   VECCHIO
CONTINENTE PARTENDO DA UNA
NUOVA PAC
Il 9 Maggio è il giorno in cui si festeggia l’Europa. La data
si rifà a quel giorno del 1950 in cui il politico francese,
Robert Schuman, presentò un piano per la cooperazione
economica nel vecchio continente. Indubbiamente molte di
quelle speranze sono state disattese, ma questo – dichiara in
una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso
– non può e non deve mettere in alcun modo in discussione la
bontà di quell’idea.

Come Confeuro – continua Tiso – siamo sempre stati europeisti
e continuiamo a credere che sia solo attraverso il riscatto
del vecchio continente che possono trarre vantaggio i singoli
Paesi. Per riuscire in questo obiettivo, però, serve adottare
una politica che agisca in maniera complessiva su un comparto
di estrema importanza: serve una nuova Pac che unisca i Paesi
europei su un’idea di sviluppo condivisa.

Dalla discussione e dall’approvazione di una Politica Agricola
Comune che premi gli agricoltori e non le multinazionali
dell’agroindustria e che valorizzi la biodiversità e le
produzioni di qualità – prosegue Tiso – può prendere vita un
nuovo percorso di rilancio europeo; essenziale, non solo per
una comune crescita economica, ma anche per preservare la pace
all’interno di un continente spesso vittima di lotte
fratricide.

L’agricoltura e il bisogno di provvedere ai bisogni basilari
dei cittadini – continua Tiso – possono essere lo strumento
attraverso il quale dar vita all’applicazione di nuovi modelli
CONFEURO: FESTA D'EUROPA, VECCHIO - Agricolae
di crescita centrati sulla promozione del biologico,
sull’agroecologia e sulla sostenibilità ambientale; ed è per
questo che la battaglia per una nuova Pac non va vista come
l’istanza di un settore, ma come una lotta fatta
nell’interesse di tutti coloro che ancora credono e vogliono
continuare a credere nell’Europa.

AGRICOLTURA SOCIALE, CIA:
PIACE AI GIOVANI MA LA LEGGE
NON DECOLLA
Far crescere nel Paese l’attenzione verso l’Agricoltura
sociale e migliorare l’efficacia della nuova legge, come
strada per un nuovo welfare più inclusivo e generativo. In
particolare, con il supporto dei giovani volontari del
Servizio Civile Nazionale si è voluto rafforzare
l’informazione nei confronti dei soggetti potenzialmente
interessati ad attivare sul territorio iniziative di
Agricoltura Sociale e creare così un impatto positivo sulle
fasce più deboli della popolazione. Questo, in sintesi, il
cuore del progetto che ha visto impegnate Cia-Agricoltori
Italiani, il Patronato Inac-Cia, Ases e che ha celebrato oggi
la sua giornata conclusiva nella sala Zuccari di Palazzo
Giustiniani a Roma.

“Il nostro progetto ha impegnato 36 ragazzi in tutte le
regioni italiane e ha portato alla luce come l’Agricoltura
Sociale, se promossa con vigore, può contribuire a un
miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale, che nel suo
complesso oggi spende 10 miliardi di euro per le
ospedalizzazioni e solo 100 milioni nella prevenzione” ha
CONFEURO: FESTA D'EUROPA, VECCHIO - Agricolae
dichiarato Antonio Barile, presidente nazionale del Patronato
Inac-Cia.

L’agricoltura sociale vanta nel nostro Paese migliaia di
esperienze attive e ha visto la nascita di una legge
specifica, la 141/2015, che sta vivendo un fase di stallo per
la mancanza di decreti attuativi che rendano effettive le
decisioni del legislatore. L’interesse dimostrato dai giovani
per questa modalità di impegno nell’agricoltura a beneficio di
persone in difficoltà nella società si è dimostrato altissimo.

“L’agricoltura per sua stessa indole include -ha dichiarato la
presidente di Ases, Cinzia Pagni- se la politica e le
istituzioni si impegnano insieme a rendere effettiva
l’applicazione della legge, potremo dare risposte importanti
ai problema della salvaguardia della biodiversità e la
valorizzazione delle aree marginali”.

I giovani impegnati nel servizio civile nazionale attraverso
Cia, Inac e Ases hanno svolto un percorso entusiasmante,
mettendo in risalto, con il loro lavoro di indagine e
monitoraggio le potenzialità di questo modello di agricoltura
multifunzionale ma anche le opportunità previste dalla Legge.
Nel dettaglio, attraverso i questionari redatti dai ragazzi
impegnati è emerso che il 70% dei funzionari degli Enti locali
ha scarsa conoscenza dell’Agricoltura Sociale e gli stessi
interpellati non conoscono le possibilità della nuova legge.
Sorprende anche che Il 37% delle aziende agricole dichiari di
non sapere come avviare attività di Agricoltura Sociale e di
avere difficoltà nell’organizzazione delle pratiche
necessarie. Il 31% delle realtà interpellate non è inserita in
reti sociali che le permettono di attivare progetti e appena
il 0,6% di questi riguarda istituti scolastici. Il 40% dei
soggetti dichiara, inoltre, difficoltà nella formazione
specialistica dei propri operatori in materia di Agricoltura
sociale.

“Coniugare il servizio civile Inac-Cia all’agricoltura sociale
CONFEURO: FESTA D'EUROPA, VECCHIO - Agricolae
è stata un’idea vincente -ha concluso il presidente nazionale
Cia, Dino Scanavino- bisogna accrescere la diffusione
dell’agricoltura sociale che può rappresentare un’esperienza
concreta capace di costruire un’economia sociale, solidale e
responsabile e rafforzare il welfare del Paese”

Al termine dell’iniziativa, presieduta dal presidente della
Commissione Agricoltura in Senato, Gianpaolo Vallardi, sono
stati consegnati gli attestati di frequenza ai giovani del
Servizio Civile Nazionale. Hanno presenziato all’evento anche
il vicesegretario vicario di Cittadinanzattiva, Anna Lisa
Mandorino e Giuliano Ciano del Forum Nazionale Agricoltura
Sociale.

PESCA, COMAGRI CAMERA. GLI
INTERVENTI    DI    ALLEANZA
COOPERATIVE       ITALIANE,
FEDERPESCA,   ANAPI   PESCA,
IMPRESA PESCA E UNCI
CONFEURO: FESTA D'EUROPA, VECCHIO - Agricolae
“Esp
                                                   rimi
                                                   amo
                                                   appr
                                                   ezza
                                                   ment
                                                   o
                                                   per
                                                   la
                                                   pres
                                                   enta
                                                   zion
                                                   e di
                                                   ben
tre proposte di legge dedicate interamente alla pesca e
acquacoltura, basti pensare che l’ultima volta fu nel 1980.
C’è dunque uno sforzo legislativo da rinnovare ed è
fondamentale che venga rilanciato il settore”. Così Alleanza
delle cooperative italiane, nell’ambito dell’esame delle
proposte di legge recanti interventi per il settore ittico,
deleghe al Governo per il riordino e la semplificazione
normativa nel medesimo settore e in materia di politiche
sociali nel settore della pesca professionale.

“Bisogna sviluppare interventi concreti e organici per un
settore che è strategico, concentrandoci sui temi della
semplificazione, del ricambio generazionale e della
salvaguardia del reddito, oltre a dover sviluppare iniziative
per dare competitività alle aziende”.

“È necessario dotare il settore di validi ammortizzatori
sociali, al pari di quanto avviene per il comparto agricolo”
ha invece dichiarato Federpesca in comagri camera. “C’è
inoltre la necessità di revisionare il quadro sanzionatorio,
che ad oggi è estremamente penalizzante per la pesca, e di
svolgere interventi volti alla semplificazione. Auspichiamo
dunque un testo unico per una riforma complessiva del settore
CONFEURO: FESTA D'EUROPA, VECCHIO - Agricolae
e di un comparto che ha sofferto una legislazione europea
fortemente stringente, e che adesso è in attesa di interventi
sui temi di semplificazione e occupazione, oltre a strumenti
di sostegno al reddito”.

“Sono trenta anni e venti governi tutti protesi a delegarsi il
riordino e la semplificazione normativa della pesca, ha
dichiarato Anapi Pesca. Molto importante e adesso sollecitare
la commissione perché porti a termine la modifica al
regolamento sulle sanzioni, perché la situazione è
insostenibile”.

Per Impresa pesca è importante “riflettere su alcuni punti
come quelli su semplificazione in materia di pesca e
acquacoltura, alle problematiche legate all’ambiente e al
lavoro, specificatamente alla riforma di legge 250 che sta
mettendo sul lastrico vaste categorie di pescatori.
Fondamentale è poi una modifica strutturale nella gestione del
servizio pubblico tendente ad agevolare le imprese, oltre ad
una semplificazione da attuare anche tramite il decentramento.
Sulla commissione consultiva o manteniamo il tavolo permanente
come previsto dall’amministrazione oppure lo regolamentiamo a
norma di legge”.

Per Unci “le proposte di legge si pongono l’obiettivo di dare
risposte concrete al settore della pesca, puntando su
semplificazione legislativa e tutela del reddito. Importanti
punti su cui soffermarsi devono essere la gestione razionale
della risorsa ittica e la capacità di sostenere la
produttività del settore. Quello che chiediamo è innovazione e
semplificazione normativa, un testo unico sulla pesca che
regolamenti la materia in modo chiaro e semplice. Fondamentale
è poi agire con interventi compensativi, con strumenti di
welfare strutturati che ad oggi mancano”.
TURISMO,             SIGLATA
COLLABORAZIONE PER PROMUOVERE
PIEMONTE IN FRANCIA
VisitPiemonte,la società in housedella Regione Piemonte per la
valorizzazione turistica e agroalimentare del territorio
(partecipata anche da Unioncamere), e SNCFVoyages Italia,
l’azienda di trasporti internazionali francese,hanno concluso
un accordo per la promozione del Piemonte sulla piattaforma
“Oui-SNCF”, il portale di viaggi più utilizzato in Francia,
che include anche servizi extra-ferroviari.

L’accordo avrà durata triennale e per il 2019 prevede 3
campagne, due delle quali realizzate attraverso bannerin fase
di prenotazione biglietti, oltre alla pubblicazione di 1
newsletter interamente dedicata al Piemonte, che verrà inviata
nel mese di settembre in concomitanza con le promozioni post-
vacanze estive lanciate da SNCF. Il target stimato è di circa
1,2 milioni di viaggiatori profilati compresi tra i 30 e i 55
anni.

La prima fase della campagna, che si svilupperà dal 10 maggio
al 2 giugno, sarà dedicata a Leonardoda Vincie al palinsesto
di eventi per i 500 anni della sua morte, tema che si
alternerà           con           l’apertura           della
nuova CollezioneCerrutial Castello di Rivoli Museo di Arte
Contemporanea. VisitPiemonte ha curato i testi in lingua
francese e il video – sempre sottotitolato in lingua francese
– dedicato alle celebrazioni leonardiane, che è stato
realizzato in collaborazione con Getty Images.

Il protocollo di collaborazione tra VisitPiemonte e SNCF
Voyages Italia nasce all’insegna del rafforzamento dei
rapporti tra Francia e Piemonte, come sottolinea l’Assessora
regionale alla Cultura e al Turismo, che anche nel 2018 si è
confermatatra le mete predilette dai viaggiatori francesi.
Secondo i dati dell’Osservatorio Turistico regionale nel 2018
i visitatori francesi sono stati oltre 330mila,conun
incremento dei pernottamenti di circa il 5% rispetto al 2017
(pari a 793.387 pernottamenti). Le destinazioni più visitate
dai francesi sono, in particolare, la Città Metropolitana di
Torino, seguita dal Distretto dei Laghie dal Cuneese.

VisitPiemonte consolida così il proprio raggio di attività
volto a invitare i viaggiatori d’Oltralpe a scoprire il
territorio regionale, con la sua ricca offerta di arte e
cultura;            5           Siti           patrimonio
dell’UNESCO; enogastronomia; attività outdoor;itinerari di
spiritualità. Grazie alla varietà di proposte e alle attività
di valorizzazione realizzate nel corso degli ultimi anni in
collaborazione con istituzioni, operatori pubblici e privati
del territorio, il Piemonte ha ottenuto l’importante
riconoscimento di “regione numero 1 al mondo da visitare nel
2019” secondo la classifica internazionale “Best in Travel” di
Lonely Planet.

MOSE: CENTINAIO, GIU’ LE MANI
DALLE TASCHE DEI TURISTI. NO
A PAESE TURISTAREPELLENTE
“
                                                                 S
                                                                 u
                                                                 l
                                                                 M
                                                                 o
                                                                 s
                                                                 e
                                                                 n
                                                                 o
                                                                 n
si devono mettere le mani nelle tasche dei turisti. Non esiste
da nessuna parte che un’infrastruttura nazionale debba essere
finanziata perpetrando un vero e proprio furto a danno di
tutti coloro che vengono a visitare Venezia”. E’ quanto
dichiara Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche
agricole alimentari, forestali e del turismo. “Vado ripetendo
da mesi di essere contrario alla tassa di soggiorno, che sia
di scopo e non per coprire i buchi dei comuni, e dall’oggi al
domani viene architettata una vera e propria follia: una tassa
per sovvenzionare una struttura pubblica!. Mi batterò in tutti
modi affinché venga ritirato immediatamente questo
provvedimento dello ‘sblocca cantieri’. Sembra che qualcuno le
stia pensando tutte per cacciare i turisti dal Veneto e da
Venezia: prima la tassa di sbarco, poi i tornelli, ora questo.
L’ho già’ detto e lo ripeto: vogliamo diventare un Paese
turistarepellente?”, conclude il Ministro.

CONFAGRICOLTURA E GLI ALPINI
INSIEME PER L’ITALIA
                                                                 T
                                                                 u
                                                                 t
                                                                 t
                                                                 o
                                                                 p
                                                                 r
                                                                 o
                                                                 n
                                                                 t
                                                                 o
                                                                 p
                                                                 e
                                                                 r
la 92esima edizione dell’Adunata nazionale degli Alpini a
Milano, dove Confagricoltura è partner dell’evento che si apre
ufficialmente domani e vedrà il clou domenica 12 maggio con
l’imponente sfilata delle 80mila Penne Nere. Per l’occasione
sono attese nel capoluogo lombardo 500mila persone.

L’Organizzazione degli imprenditori agricoli è presente al
Villaggio degli Alpini in piazza Castello con “Casa
Confagricoltura”, un ampio stand istituzionale in cui sono
proposte le eccellenze agroalimentari delle aziende associate
di diverse regioni.

In questo spazio, sabato 11 maggio alle ore 11, è in programma
la presentazione del libro “Pikadi par an fià” (Appesi per un
fiato), di Edoardo Comiotto, che racconta la storia del
giovane alpino Bepi esaltando il legame tra il territorio,
l’agricoltura e gli alpini.

A Casa Confagricoltura, inoltre, è possibile degustare e
acquistare i prodotti delle aziende agricole tutti giorni
dell’Adunata, dalle 9 a mezzanotte e domenica fino alle 20.
“La nostra Organizzazione condivide con gli Alpini i valori
della solidarietà e della fratellanza – sottolinea Antonio
Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia – oltre
all’amore per la terra e l’impegno per la sua difesa. La
nostra presenza qui vuole testimoniare e rafforzare questa
vicinanza”.

CREA:    IN    CAMPO     CON
DIVERFARMING             PER
UN’AGRICOLTURA  INNOVATIVA,
SOSTENIBILE E RESILIENTE
                                                              Q
                                                              u
                                                              a
                                                              l
                                                              i
                                                              s
                                                              o
                                                              n
                                                              o
                                                              l
                                                              e
                                                              m
                                                              i
                                                              g
                                                              l
                                                              i
                                                              o
ri strategie di diversificazione colturale in risposta ai
cambiamenti climatici? E quali le innovazioni nella gestione
agronomica in un contesto ambientale alterato dal clima? Di
questo si è discusso oggi in occasione del primo Regional
Meeting del progetto DIVERFARMING, che si è svolto presso
l’azienda Ferrari (stabilimento di Gariga, Piacenza), uno dei
casi studio dove vengono testate la rotazione delle colture
leguminosa – frumento duro – pomodoro e la fertilizzazione
mediante digestato anaerobico (un fertilizzante naturale
derivante dalla produzione di biogas). Si tratta di tecniche
impiegate per aumentare il sequestro del carbonio nel suolo,
migliorandone in questo modo la fertilità e la biodiversità
microbica, nonché per ridurre l’emissione dei gas serra.

La giornata di oggi, cui ne seguiranno altre due (a Mantova ed
a Cremona), è stata un’occasione di ascolto e di confronto con
gli agricoltori, i produttori e i rappresentanti delle
amministrazioni locali, che hanno potuto toccare con mano i
vantaggi dei metodi di diversificazione delle colture. Alla
visita in campo è seguito un “fishbowl” (letteralmente “la
vaschetta dei pesci”, un momento di discussione fra
partecipanti e relatori) in cui si è cercato di identificare
le migliori strategie per mitigare gli impatti ambientali. Tra
queste ricoprono un ruolo rilevante gli approcci agronomici
diversificati alternativi alla monocoltura, come ad esempio la
rotazione delle colture (avvicendamento temporale di colture
diverse), l’intercropping (la possibilità cioè di introdurre
colture intercalari tra diverse colture principali) e il
multicropping, o coltivazione multicolturale (la coesistenza
di colture diverse in una stessa area).

DIVERFARMING, progetto europeo quinquennale di cui il CREA è
il referente per l’Italia ed il Nord-Mediterraneo, mira a
costruire sistemi colturali diversificati a bassi input
chimici, in grado di garantire la resa delle colture e ridurre
gli impatti ambientali, cercando di offrire, quindi, una
possibile soluzione alle criticità agro-climatiche. Il CREA,
con i suoi centri di Agricoltura e Ambiente, Cerealicoltura e
Colture Industriali e Genomica e Bioinformatica, si occupa
nello specifico di valutare gli effetti delle tecniche
adottate in aree con condizioni pedoclimatiche differenti sui
principali parametri fisico-chimici e biologici del terreno,
sulla microbiodiversità e sulle emissioni, individuando,
attraverso un modello previsionale, la migliore gestione in
termini di conservazione della sostanza organica, di
incremento della biodiversità, di mantenimento della fertilità
del suolo e di resilienza dell’agroecosistema (cioè la sua
capacità di rispondere ai cambiamenti repentini). Gli altri
partner italiani del progetto sono l’Università della Tuscia,
Barilla e il Consorzio Casalasco.

CANTINIERE      DELL’ANNO:
PREMIATO IL MIGLIORE DELLE
CANTINE DEL VINO NOBILE DI
MONTEPULCIANO
S
                                                             i
                                                             c
                                                             h
                                                             i
                                                             a
                                                             m
                                                             a
                                                             A
                                                             n
                                                             d
                                                             r
                                                             e
                                                             a
Della Lena, classe 1985, ed è il vincitore della diciottesima
edizione del Premio Cantiniere dell’Anno promosso dal
Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. La premiazione è
avvenuta mercoledì 8 maggio, nella tradizionale cena di
apertura della Fiera dell’Agricoltura delle Tre Berte di
Acquaviva giunta quest’anno alla 38.a edizione. Andrea Della
Lena, giovane enotecnico poliziano “doc”, fin dal 2001 lavora
nella cantina Icario di Montepulciano come assistente enologo
e cantiniere. In azienda si occupa di tutto quello che ha a
che fare con la lavorazione delle uve in cantina (dalla
ricezione delle uve, fino all’imbottigliamento). «Uno dei
momenti più sentiti dalle nostre cantine questo – spiega il
presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano,
Piero Di Betto – che conferma l’importanza di questa
professione che negli anni è cresciuta di livello grazie anche
alla preparazione dei professionisti che muove i principali
istituti agrari d’Italia a istituire addirittura un sesto anno
per perfezionare il ruolo di enotecnico e cantiniere». Icario
è l’azienda in cui da ormai quasi venti anni lavora Della Lena
e rappresenta nel panorama vinicolo una delle più importanti
realtà.

L’occupazione del vino a Montepulciano tra tradizione e
ricambio generazionale. Sono oltre 250 i viticoltori a
Montepulciano e oltre mille i dipendenti fissi impiegati dal
settore vino, ai quali se ne aggiungono altrettanti
stagionali.    Oltre il 37% delle cantine è condotto da un
giovane (l’età media dei titolari di azienda è di 48 anni). Un
dato ancora più significativo è che il 45% degli impiegati a
tempo indeterminato nel vino sono sotto i 40 anni. Tra i ruoli
maggiormente occupati dai giovani in cantina ci sono quelli di
enotecnico e cantiniere per l’appunto, ma anche enologo,
mentre l’81% delle imprese vitivinicole di Montepulciano ha un
impiegato nel marketing sotto i 40 anni.

Il cantiniere dell’anno. Giunto con il 2019 alla diciottesima
edizione, il Premio ha l’obiettivo di evidenziare il
professionista che si è particolarmente distinto nell’attività
di cantiniere, una professione antica che possiede un fascino
tutto suo, legata per tradizione al territorio poliziano e al
Vino Nobile e che resiste nonostante la meccanizzazione delle
tecniche di cantina.

Il palmares. Il vincitore di quest’anno, Andrea Della Lena
(Icario), fa parte dell’albo d’oro del premio in cui compaiono
in ordine cronologico Paola Picchiotti (Bindella), Margherita
Pellegrini (Fanetti), Moreno Barbetti (Fassati), Fabrizio
Savino (Salcheto), Roberta Vannozzi (Boscarelli), i fratelli
Carmine e Orazio Capoccia (Avignonesi), Stefano Rubechini
(Fattoria di Palazzo Vecchio), Primo Marinelli (Casale
Daviddi), Marco Papini (Vecchia Cantina) Urano Carpini (Tenuta
Valdipiatta), Fabrizio Dottori (Fattoria del Cerro), Dino Magi
(Cantina Fanetti), Daniele Giani (Vecchia Cantina), Bruna
Casagrande (Cantina Gattavecchi), Giorgio Laurini (Fassati),
Enzo Barbi (Fattoria della Talosa) fino ad arrivare al primo
vincitore del Premio, Adamo Pallecchi, storico cantiniere
della Cantina Contucci.

La fiera dell’Agricoltura di Tre Berte (Montepulciano). Giunta
alla sua 38° edizione, l’appuntamento si svolgerà nella
frazione delle Tre Berte di Acquaviva di Montepulciano, a cura
dell’associazione locale. Fino al 12 maggio tutto all’insegna
della tradizione, della gastronomia, della musica e del
divertimento. Da sabato a domenica il tradizionale mercato e
la mostra degli attrezzi agricoli e con la 11° mostra mercato
di vitelloni da carne di razza Chianina, appuntamento
imperdibile per tutti gli appassionati.

VENETO,              IMPEGNI
AGROAMBIENTALI E INDENNITÀ IN
ZONA MONTANA, PROROGA AL 15
GIUGNO PER LE DOMANDE
Si ampliano i tempi per la presentazione delle domande per
alcuni dei recenti bandi del PSR Veneto. La Giunta Regionale,
su proposta dell’assessore all’agricoltura, ha approvato la
proroga dei termini al 15 giugno 2018 per presentare le
domande di aiuto per quattro tipi d’intervento e per le
domande di conferma pluriennali in ambito agroambientale.

La proroga riguarda nello specifico i seguenti bandi:

1) Tipo intervento 10.1.3 – Gestione attiva di infrastrutture
verdi; importo a bando: 4 milioni di euro (collegato a Tipo di
intervento 4.4.2); Tipo intervento 10.1.6 – Tutela ed
incremento degli habitat seminaturali, importo a bando: 2.
Milioni di euro (collegato a Tipi di intervento 4.4.2 e
4.4.3); Tipo intervento 10.1.7 – Biodiversità – Allevatori
custodi, importo a bando: 750 mila euro; Tipo intervento
13.1.1 – Indennità compensativa in zona montana, importo a
bando: 20 milioni di euro.

2) Misura 221 del PSR 2007-2013; Misure 6 e 8 del PSR
2000-2006; Regolamenti CEE 2078 e 2080/1992.

La domanda riguarda i beneficiari degli impegni pluriennali
sottoscritti nel corso delle programmazioni 2007-2013,
2000-2006 e con i regolamenti del 1992 in materia
agroambientale e forestale. In particolare sono coinvolti
quanti hanno assunto impegni pluriennali nell’ambito delle
misure: 221 – Primo imboschimento dei terreni agricoli del PSR
2007-2013, 6 – Agroambiente e 8 – Forestazione nel periodo
2000-2006, e infine, quanti hanno assunto impegni nel quadro
dei regolamenti europei sui programmi agroambientali e
forestali n. 2080 del 1992.

3) Misure 10 e 11 del PSR 2014-2020

Riguarda i beneficiari che negli ultimi quattro anni hanno
presentato domanda di aiuto per gli impegni pluriennali nel
quadro del PSR 2014-2020, a seguito dei bandi aperti con le
deliberazioni n. 465 del 19 aprile 2016, n. 440 del 31 marzo
2015 e n. 435 del 6 aprile 2017 e n.396 del 2018. Si tratta in
particolare dei beneficiari dei tipi d’intervento: 10.1.1 –
Tecniche agronomiche a ridotto impatto ambientale, 10.1.2
Ottimizzazione ambientale delle tecniche agronomiche ed
irrigue, 10.1.3 – Gestione attiva di infrastrutture verdi,
10.1.4 Gestione sostenibile di prati, prati-seminaturali,
pascoli e prati-pascoli in zone montane, 10.1.7 – Biodiversità
– Allevatori e coltivatori custodi, 11.1.1 – Pagamenti per la
conversione all’agricoltura biologica e 11.2.1 – Pagamenti per
il mantenimento dell’agricoltura biologica del PSR 2014-2020.

Si precisa che la proroga è condizionata all’approvazione
dell’analogo provvedimento da parte della Commissione europea
e del Ministero delle politiche agricole. Il testo ufficiale
del provvedimento, sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale
della Regione del Veneto il 14 maggio.
COPAGRI: #EUROPEDAY, LA FESTA
DELL’EUROPA È LA FESTA DI
TUTTI, SENZA UE NON C’È
FUTURO PER IL PAESE
“In occasione dell’importante festività che ricorre oggi,
ribadiamo che a nostro avviso senza Europa non c’è futuro per
il Paese, così come allo stesso modo senza regole comuni non
c’è futuro per l’Europa, i cui meccanismi necessitano di un
deciso cambio di marcia; è su questo semplice ma fondamentale
assunto che dobbiamo riflettere e continuare a lavorare, con
il fine ultimo di dare certezze ai cittadini comunitari, a
partire dagli agricoltori, il cui lavoro è di fondamentale
importanza per l’economia e il cui reddito va salvaguardato a
ogni costo”. Così il presidente della Copagri Franco
Verrascina, in occasione della Festa dell’Europa, che si
celebra oggi per ricordare la celebre dichiarazione di Schuman
del 1950, con la quale iniziò il processo di integrazione che
portò alla nascita della CECA, la Comunità Europea del Carbone
e dell’Acciaio, primo tassello dell’integrazione comunitaria,
e furono poste le basi per un progetto comune di pace,
cooperazione e prosperità.

“Altrettanto fondamentale è quindi difendere il capitolo
agricolo del bilancio comunitario e in particolare i fondi per
la PAC e per i programmi di politica di coesione, tenendo
sempre bene a mente che l’Italia è tra i contributori netti
dell’UE; nasce anche da qui il nostro sostegno alla campagna
del Copa-Cogeca #WeFarm4EU, lanciata in vista delle imminenti
elezioni europee del prossimo 26 maggio con lo scopo di
riaffermare l’importanza del settore agricolo per il futuro
dell’Unione Europea e per chiedere un impegno concreto ai
candidati”, prosegue il presidente della Copagri.

“La giornata odierna è poi un’occasione per rilanciare
l’importanza dei valori fondanti dell’Europa, ovvero libertà,
democrazia, uguaglianza e rispetto per i diritti e la dignità
delle persone; abbiamo un grande bisogno di una Europa forte
per contrastare le chiusure commerciali provenienti da altri
continenti, che in un mercato sempre più globalizzato, quale
quello in cui viviamo, rischiano di mettere a serio rischio la
stabilità dell’economia comunitaria e di quella nazionale”,
conclude Verrascina.

CONFAGRICOLTURA      LEADER
EUROPEO    DELL’INNOVAZIONE
NELLE CATENE CORTE
Copa Cogeca, la Confederazione degli agricoltori e delle agro
cooperative europee, insieme a Confagricoltura affronteranno a
Roma, a Palazzo della Valle, le misure più efficaci per
accorciare le filiere produttive e dialogare direttamente con
la distribuzione e con il consumatore finale.

Quaranta Esperti da tutta Europa, partecipanti al Progetto UE
SKIN coordinato dall’Università di Foggia, sono arrivati a
Roma questa mattina per una tre giorni molto intensa dedicata
allo scambio delle esperienze e buone pratiche nei diversi
Paesi europei a beneficio degli agricoltori inseriti sia
individualmente, sia collettivamente nelle filiere corte.

“I prodotti ed i mercati locali sono ormai una parte
fondamentale del business agricolo e della sua capacità di
rinnovarsi e di innovare – ha sottolineato la vicepresidente
di Confagricoltura Elisabetta Falchi – così come la
digitalizzazione favorisce e favorirà sempre più una relazione
diretta con il consumatore finale, informato e responsabile
delle sue scelte alimentari”.

Elisabetta Falchi ha richiamato l’esigenza di studiare nuovi
modelli di business e nuove politiche d’impresa “che
consentano anche all’imprenditore agricolo piccolo e medio di
beneficiare dei vantaggi della vendita diretta, individuandone
anche le criticità, e di quelli della digitalizzazione e delle
innovazioni verticali e sistemiche lungo le diverse filiere
produttive”.

Il tema estremamente attuale si presta ad una approfondita
analisi delle migliori pratiche realizzate dalla produzione
primaria nei diversi Paesi europei, ben oltre il solito
enfatizzato e-commerce che, nell’agroalimentare, ha dato
purtroppo risultati modesti per la grande difficoltà logistica
di trasferire   quasi in tempo reale prodotti freschi,
freschissimi,   deperibili, igienicamente  vulnerabili,
generalmente a basso valore unitario; con trasporti onerosi,
fiscalità complesse e catene del fresco e del freddo spesso
discontinue.

Vendere anche localmente e direttamente, garantendo sempre
quantità e qualità alle produzioni europee, unitamente ad una
sempre maggiore sostenibilità, sicurezza ed utilizzo
responsabile ed efficiente delle risorse naturali e del
capitale umano, è la sfida dei prossimi dieci anni, per
arrivare capaci e consapevoli all’obiettivo europeo di Food
2030, ancor di più se si conserva la condizione di essere
imprenditori, legati al territorio ed alle comunità locali.

Ne discuteranno a Roma: Bin Liù della FAO, Remigio Berruto
dell’Università di Torino, Fedele Colantuono dell’Università
di Foggia, Albino Russo di Ancc – Coop, Raffaele Maiorano dei
Giovani Agricoltori, Marco Di Stefano della Rete delle
Fattorie Sociali, Michele Contel dell’Osservatorio Giovani di
Confindustria – Assobirra, Fulvio Sarzana dell’Università
Nettuno, Jorn Andersen dell’Ambasciata Danese, Patrick Mc
Crehan di quella irlandese CKA, Andras Sebok di Campden in
Ungheria e Christophe Cotillon dell’Actia francese.

“Il futuro dell’agroalimentare in Europa – ha detto Daniele
Rossi, delegato alla Ricerca ed Innovazione di
Confagricoltura, partner strategico di SKIN – si giocherà non
solo sull’innovazione in campo ambientale, sulla
digitalizzazione, sulla genetica sia vegetale sia animale,
sulla nutraceutica e sull’ alimentazione salutare, sulla
gestione dell’acqua e del suolo, sulle energie rinnovabili, ma
anche e soprattutto sui nuovi modelli di business,
sull’accorciamento ed efficienza delle filiere produttive,
sulle innovazioni organizzative e formative del capitale
umano”.

“Fondamentale per il successo della ricerca e dell’innovazione
europee – ha concluso la vicepresidente Falchi – saranno la
più stretta collaborazione fra mondo accademico, agricoltura,
industria ed Istituzioni; il rapporto fiduciario con i
consumatori basato sulle reali conoscenze scientifiche e
tecnologiche; nonché la sempre migliore cooperazione fra i
diversi attori delle filiere”.

AGRUMI,                DIANA
(CONFAGRICOLTURA):      BENE
COLLABORAZIONE TRA COCA COLA
E CONSORZIO ARANCIA IGP
“La collaborazione tra il Consorzio di tutela Arancia Rossa di
Sicilia IGP e Coca Cola Italia che ha portato al lancio sul
mercato italiano della nuova bibita Fanta zero Arancia Rossa
IGP, è un’ottima notizia per il comparto agrumicolo nazionale
e siciliano in particolare”, lo afferma il presidente della
federazione    nazionale   di   Prodotto   agrumicola    di
Confagricoltura Gerardo Diana, commentando l’arrivo sugli
scaffali dei supermercati della nuova bevanda con succo
d’arancia rossa di Sicilia 100%.

“Si tratta di un grande risultato ottenuto grazie all’impegno
del Consorzio presieduto dal nostro Giovanni Selvaggi,
presidente di Confagricoltura Catania, che potrà aiutare i
produttori siciliani ricadenti nell’areale dell’IGP ad avere i
riconoscimenti che meritano, sia a livello economico sia a
livello di notorietà del marchio, che rappresenta una delle
eccellenze agroalimentari del nostro Paese” – aggiunge Diana.

La strada aperta con caparbietà e spirito imprenditoriale
innovativo dal Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP e dal
Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, presieduto da Federica
Argentati, che collabora già da tempo con Coca Cola Italia,
non potrà che giovare a nuove iniziative di questo genere che
possono rappresentare una vera svolta per l’impiego nel
settore della trasformazione in succhi e bevande di agrumi
italiani di qualità controllati, certificati e di indubbie
qualità salutistiche ed organolettiche”, conclude il
presidente nazionale       della   sezione   agrumicola    di
Confagricoltura.
PAC E SFIDE AMBIENTALI AD
ASSEMBLEA ANNUALE DI CAI
SABATO 11 MAGGIO
È in programma sabato 11 maggio (ore 10) alla “Fattoria La
Principina Hotel” a Principina Terra, in provincia di
Grosseto, la terza assemblea della Confederazione
Agromeccanici e Agricoltori Italiani.

L’assemblea   dell’organizzazione   agricola   che   rappresenta
18mila imprese agromeccaniche e agricole in Italia sarà aperta
dalla relazione del presidente, Gianni Dalla Bernardina.
Seguiranno gli interventi di Gabriele Chiodini dell’Università
di Perugia (“La Pac 2021-2027, agricoltura smart, ambiente,
alimentazione, territorio”); Jacopo Bacenetti dell’Università
di Milano (“Valutazione dell’impatto ambientale delle
lavorazioni colturali di pieno campo svolte da contoterzi e in
conto proprio”) e di Ermanno Comegna (“La riforma della Pac
2021-2027 nel contesto internazionale e il ruolo degli
agromeccanici in Europa”).

Marco Speziali, imprenditore agromeccanico e presidente di
Confai Mantova, illustrerà le nuove frontiere dell’agricoltura
di precisione nell’ambito della Pianura padana. Le conclusioni
saranno affidate al presidente nazionale di Cai, Gianni Dalla
Bernardina.

Interverranno, fra gli altri, il sindaco di Grosseto
Antonfrancesco Vivarelli Colonna, il vicepresidente della
Commissione Agricoltura alla Camera on. Mario Lolini, il
presidente del Consorzio Agrario Tirreno Felice Massimo Neri,
il direttore di Enama Sandro Liberatori, il presidente di
Unacma Roberto Rinaldin, il responsabile nazionale Area
economica di Coldiretti Gianluca Lelli.

Modera l’assemblea Francesco Bartolozzi, giornalista di New
Business Media.

PROSCIUTTO   SAN   DANIELE,
CICHETTI:       INNOVAZIONE
DIGITALE PER IL BENE DI CHI
CONSUMA E DI CHI PRODUCE.
ECCO COME. VIDEO INTERVISTA
https://www.agricolae.eu/wp-content/uploads/2019/05/15b7a60
f-20f7-4f72-bc8b-597b63140c56.mp4
Il consorzio del prosciutto di San Daniele mette a punto un
nuovo sistema che consente oggi di gestire tutta la mole
documentale della DOP, ma al tempo stesso permette anche ai
consumatori di accedere con estrema fruibilità a tutte le
informazioni dettagliate sui prodotti acquistati o che si
intende acquistare. Il tutto grazie ad un semplice e veloce
scan, direttamente dal proprio smartphone, di un QR code
bidimensionale stampato sull’intera produzione delle vaschette
di preaffettato, circa 23 milioni e 500 mila confezioni
all’anno.
“Dopo 25 anni di tracciabilità cartacea il salto è verso una
smaterializzazione del dato e la messa on line dello stesso”,
spiega ad AGRICOLAE il Direttore Generale del Consorzio del
Prosciutto di San Daniele Mario Cichetti. “Questo progetto
prevede di portare tutta la documentazione on line sulle
vaschette di affettato, la modalità più moderna e diffusa di
consumo    di   prodotto,    attraverso    informazioni     di
tracciabilità”, prosegue. “Ogni anno si producono 24 milioni
di vaschette di San Daniele, circa il 15 per cento della
produzione totale. E ogni confezione avrà le informazioni
relative al contenuto”.
Per il consumatore si tratta di una presa diretta attraverso
lo smartphone. Per quanto riguarda il sistema produttivo si
tratta di eliminare tutta la burocrazia cartacea. Quindi un
enorme risparmio in termini di tempistica, costi e giornate di
lavoro”, continua ancora Cichetti.

“Al plus per il consumatore attraverso un’informazione chiara
e immediata si va ad aggiungere il plus per il produttore
grazie a una gestione più semplice e funzionale”, conclude.

https://www.agricolae.eu/wp-content/uploads/2019/05/26acae5
c-a0ec-436d-be01-e6c48db944f1-1.mp4

MADE IN ITALY, PROSCIUTTO SAN
DANIELE DIVENTA ‘SMART’: DA
60 GIORNI A 60 SECONDI PER
‘TRACCIARLO’
I
                                                                 l
                                                                 s
                                                                 i
                                                                 s
                                                                 t
                                                                 e
                                                                 m
                                                                 a
                                                                 d
                                                                 i
                                                                 f
                                                                 i
                                                                 l
                                                                 i
                                                                 e
                                                                 r
a che sta alla base della DOP prosciutto di San Daniele
assicura da oltre 20 anni la sua completa tracciabilità a
partire dal suinetto italiano che viene tatuato entro un mese
dalla nascita a tutta la sua storia, documentata dalla
certificazione che ne garantisce la provenienza e le fasi di
allevamento sino alla macellazione, momento in cui le carni
divengono materia prima per prosciutti DOP, e che prosegue una
volta che le cosce giungono presso il prosciuttificio
garantendo che quella materia prima è idonea per “fare” un San
Daniele.

Essere stati così all’avanguardia sulla tracciabilità di
filiera da così tanto tempo ha dato al Consorzio lo stimolo
per la realizzazione di un nuovo processo di implementazione
informatica che ha il duplice obiettivo di digitalizzare tutta
la documentazione permettendo di linkare in tempo reale i
Produttori, il Consorzio e l’Organo di controllo, ma anche di
dialogare in maniera smart e trasparente con i consumatori
mettendo a disposizione tutte le informazioni disponibili
direttamente sulle vaschette di Prosciutto di San Daniele
affettato.

Sono tutti qui i tratti distintivi dell’iniziativa lanciata
dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele, in collaborazione
con IFCQ Certificazioni, e volta a digitalizzare tutto il
sistema cartaceo di tracciabilità del prodotto, il cui
software è stato messo a punto dalla società Beantech di
Udine, anche quale primo step di una futura certificazione
blockchain dell’intera filiera italiana dei suini per le DOP
prosciutti.

IL CUORE DEL SISTEMA – È un potente database, accessibile
esclusivamente agli operatori tramite il sito web
portale.prosciuttosandaniele.it, che ha smaterializzato tutta
la documentazione cartacea che scorta la certificazione della
DOP e l’ha resa fruibile, su diversi livelli, agli operatori
attraverso una piattaforma dati implementata dall’Organo di
controllo, dai Produttori e dal Consorzio – ciascuno per la
sua parte di competenza – e sempre accessibile
dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi per una conoscenza
diretta    e  in   tempo   reale,    anche   in   chiave    di
anticontraffazione, di quanto viene fatto nella filiera del
San Daniele.

TRACCIABILITÀ AI RAGGI X — Il nuovo sistema consente oggi di
gestire tutta la mole documentale della DOP, ma al tempo
stesso permette anche ai consumatori di accedere con estrema
fruibilità a tutte le informazioni dettagliate sui prodotti
acquistati o che si intende acquistare. Il tutto grazie ad un
semplice e veloce scan, direttamente dal proprio smartphone,
di un QR code bidimensionale stampato sull’intera produzione
delle vaschette di preaffettato, circa 23 milioni e 500 mila
confezioni all’anno. Lo scan individua e riconosce in forma
univoca ogni vaschetta di Prosciutto di San Daniele e le
relative informazioni, atterrando su un’apposita pagina web
del sito www.ilsandanieletrasparente.it. Tante le voci sul
prodotto, in quattro lingue (italiano, inglese, francese,
tedesco):    dalla    conferma    di   autenticità,     agli
allevamenti/macelli e al mese/anno e durata di stagionatura,
passando per la data di affettamento, gli ingredienti e i
dettagli sui produttori, nonché la ditta di affettamento e ad
eventuali riferimenti commerciali/marketing.

DISTRETTO AL CENTRO — Con questo progetto, il Consorzio ha
dato   un   impulso    senza   precedenti    all’ulteriore
digitalizzazione della catena produttiva e commerciale,
coinvolgendo tutte le aziende del distretto del Prosciutto di
San Daniele e supportandole nell’adeguamento al processo e
nell’installazione dei sistemi di stampa presso i vari
laboratori di affettamento: il valore complessivo
dell’investimento, iniziato nel 2016, supera i 600.000 euro.
Ad oggi, sono 16 le linee di affettamento coinvolte nel
programma e per la cui messa a regime è stato necessario
l’acquisto di macchinari tipici dell’Industry 4.0: tra gli
altri, stampanti industriali per la marcatura del codice
univoco sulle vaschette, sistema di visione per la lettura del
codice, software per la generazione e il confronto tra il
codice inviato a stampa ed effettivo risultato ed evocazione
delle informazioni associate ad esso.
“Siamo orgogliosi di essere tra i primi distretti alimentari
  a informatizzarsi completamente. Non si tratta quindi di
    un’azienda singola, bensì di un insieme di realtà che
collaborano e comunicano in maniera smart tramite flussi che
sono stati digitalizzati al 100% al fine di poter offrire un
  servizio al consumatore finale sempre più efficiente”, ha
 affermato Mario Cichetti, Direttore Generale del Consorzio
del Prosciutto di San Daniele, che ha proseguito: “Fin dalla
nostra fondazione nel 1961, abbiamo avuto un solo obiettivo:
   promuovere e valorizzare la conoscenza delle tipicità e
qualità del Prosciutto di San Daniele nel mondo. Per farlo, è
 fondamentale la fiducia da parte dei consumatori: grazie al
 nuovo sistema riusciamo oggi a dialogare in maniera sempre
  più diretta e trasparente con il consumatore, offrendo un
    packaging attivo e intelligente che non è più un mero
  contenitore passivo dell’alimento, ma è custode attivo di
   tutte le informazioni che riguardano il prodotto che ne
 certificano genuinità e origine. È un primo passo concreto
       verso una strategia di più ampio raggio verso la
realizzazione di una piattaforma di derivazione crittografica
  in grado di autenticare in modo univoco e sicuro tutte le
     fasi della filiera produttiva anche utilizzando le
 potenzialità della blockchain”.e della catena produttiva e
commerciale, coinvolgendo tutte le aziende del distretto del
Prosciutto di San Daniele e supportandole nell’adeguamento al
processo e nell’installazione dei sistemi di stampa presso i
   vari laboratori di affettamento: il valore complessivo
dell’investimento, iniziato nel 2016, supera i 600.000 euro.
   Ad oggi, sono 16 le linee di affettamento coinvolte nel
  programma e per la cui messa a regime è stato necessario
 l’acquisto di macchinari tipici dell’Industry 4.0: tra gli
  altri, stampanti industriali per la marcatura del codice
 univoco sulle vaschette, sistema di visione per la lettura
del codice, software per la generazione e il confronto tra il
codice inviato a stampa ed effettivo risultato ed evocazione
            delle informazioni associate ad esso.
Puoi anche leggere