Biblioteca Comunale Antonelliana - Novità Luglio 2020
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Narrativa italiana
La nuova stagione
Inventario 88451
Ballestra, Silvia NARRATIVA
Bompiani - 2019 Collocazione BALLS 05
ITALIANA
Silvia Ballestra scrive un romanzo attualissimo e antico, come i luoghi dove è nata, cui dedica
pagine di graffiante umorismo ma al tempo stesso piene della nostalgia e dello stupore di chi
sente iniziare una nuova stagione.
Si narra che la Sibilla, adirata contro le fate che si attardavano a ballare il salterello con i pastori,
avrebbe scagliato loro le pietre che divennero poi il paese di Arquata del Tronto: pietre destinate a
rotolare di nuovo, drammaticamente, durante il terremoto. Le sorelle Nadia e Olga si sentono a casa
proprio qui, in questa terra che si muove, e che scendendo dai monti Sibillini verso il mare si fa
campagna. Il loro papà ha trascorso la vita coltivando i campi, perciò ancora oggi la famiglia viene
trattata con rispetto. Ma adesso tutto è cambiato. L'amore e il lavoro hanno portato Olga e Nadia
lontano, i figli sono cittadini del mondo. La gente vuole fragole e susine anche a gennaio. È una
nuova stagione. Ed è tempo di separarsi dalla terra. Inizia per le sorelle un viaggio a ritroso, nella
memoria, e uno reale, attraverso gli incredibili colloqui con i possibili acquirenti del terreno, ex
mezzadri arricchiti o emissari di multinazionali della frutta; tutti maschi, tutti ambigui, tutti
apparentemente incapaci di capire quanto male facciano le radici quando bisogna tagliarle. È
davvero tutto immutabile nell'avvicendarsi delle generazioni, dei raccolti? Possiamo ancora sperare
di lasciare questo pianeta un po' migliore di come lo abbiamo ricevuto?
Proposto per il Premio Strega 2020 da Loredana Lipperini: «"La nuova stagione" non è soltanto un
romanzo sul territorio, le Marche della bellezza pagana, delle leggende legate a santi e sibille e del
terremoto, ma è una storia di mutazione insieme generazionale e sociale che si incarna nelle due
protagoniste, Nadia e Olga, e nei loro tentativi di vendere la terra ereditata dal padre. È un romanzo
di radici, certo, e di come, per quanto ci si possa allontanare per giovinezza, amore, scelte
lavorative, si verrà comunque richiamati prima o poi indietro. Ma è anche un romanzo che racconta
il cambiamento nel mondo agricolo della post-mezzadria e delle multinazionali, l'espansione delle
monoculture intensive, il regno surreale di una burocrazia paralizzante. Non c'è l'idillio nella scelta
stilistica di Ballestra: c'è l'ironia, il gusto del paradosso, come nel racconto dell'odissea delle sorelle
per disfarsi delle palme di proprietà, c'è l'attenzione per le vite piccole, le figure sullo sfondo degli
affreschi che non vengono quasi mai narrate. C'è, anche, la nostalgia per come si cambia: "Dunque
era questo, il diventare definitivamente adulte (...) Disperarsi per una lettera di esproprio invece che
per una lettera d'amore finito". C'è, infine, una lingua particolarissima, che ingloba il dialetto
incastonandolo in una scrittura di divertita e antica bellezza, come le terre in cui nasce, e che canta:
prova di maturità e insieme di immutata capacità di meraviglia da parte di una delle scrittrici
italiane più importanti e più attente alle nostre nuove stagioni, letterarie e civili.»Il guardiano della collina
dei ciliegi
Faggiani, Franco
Inventario 88453
Fazi - 2019
NARRATIVA FAGGF 01
Collocazione
ITALIANA
"Il guardiano della collina dei ciliegi", ispirato a una storia vera, ripercorre le vicende di Shizo
Kanakuri, il maratoneta olimpico che, dopo una serie di vicissitudini e incredibili avventure, ottenne
il tempo eccezionale di gara di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi. Nato a
Tamana, nel Sud del Giappone, Shizo venne notato giovanissimo per l'estrema abilità nella corsa.
Grazie al sostegno dell'Università di Tokyo e agli allenamenti con Jigoro Kano, futuro fondatore del
judo, Shizo ebbe modo di partecipare alle Olimpiadi svedesi del 1912 dove l'imperatore alla guida
del Paese, desideroso di rinforzare i rapporti diplomatici con l'Occidente, inviò per la prima volta
una delegazione di atleti. Dopo un movimentato e quasi interminabile viaggio per raggiungere
Stoccolma, Shizo, già dato come favorito e in buona posizione nella maratona, a meno di sette
chilometri dal traguardo, mancò il suo obiettivo e, per ragioni misteriose anche a se stesso, sparì nel
nulla dandosi alla fuga. Da qui ha inizio la storia travagliata di espiazione e conoscenza che porterà
il protagonista di questo libro dapprima a nascondersi per la vergogna e il disonore dopo aver
deluso le aspettative dell'imperatore, poi a trovare la pace come guardiano di una collina di ciliegi.
Intrecciando realtà e fantasia, il romanzo di Franco Faggiani descrive la parabola esistenziale di un
uomo che, forte di una rinnovata identità, sarà pronto a ricongiungersi con il proprio destino
saldando i conti con il passato.Nessuno rivede Itaca :
romanzo
Tuzzi, Hans
Bollati Boringhieri - 2020 Inventario 88446
NARRATIVA TUZZH 01
Collocazione
ITALIANA
Un musicista sciupafemmine, Tommaso, nato nel 1966, riceve, poco dopo il suo cinquantesimo
compleanno, un lascito composto da una scatola di foto e cartoline e da una chiavetta da pc con un
lungo messaggio di uno scrittore nato nel 1936 e morto tragicamente da poco: Massimo. Amico dei
genitori di Tommaso, Massimo segnò alcuni snodi decisivi nella vita del ragazzo, e ora le due voci
si intrecciano in un dialogo oltre il tempo e lo spazio dipanandosi, in un continuo slittare fra passato
e presente, attraverso i più disparati e inattesi argomenti: come erano organizzati i bordelli per
omosessuali a Venezia al tempo di Proust? Come musicare un idillio di Leopardi? Esistono case o
luoghi «abitati» da spettri? Perché l'uomo ha un solo pene, mentre il primo lucertolone che incontri
può offrire alla sua lucertola la scelta fra più peni diversi per forma e colore? Un contrappunto,
quello tra Massimo e Tommaso, che spazia tra gli anni Sessanta della falsa euforia delle feste in
Costa Azzurra e della Roma della Dolce Vita, sino a una opaca Venezia invasa dal turismo di
massa, fra discussioni sull'arte, prestazioni di cavalli da corsa e raggelanti ricordi delle atrocità della
guerra. Una meditazione, anche, su questa nostra attuale Europa, sul nostro tempo, che rende
difficile sperimentare l'altrove perché tutto è simile a tutto, è in vendita e a portata di mano. Per la
seconda volta, dopo l'esordio con "Vanagloria" (2012), Tuzzi abbandona le vesti del giallista per
una narrazione fuori dal genere, con una riflessione profonda su che cosa significhi vivere, su che
cosa si è amato, su ciò che non ritornerà. Itaca è la giovinezza, appunto, che nessuno rivedrà più.
Momenti trascurabili
vol. 3
Inventario 88448
Piccolo, Francesco
NARRATIVA PICCF 04
2020 Collocazione
ITALIANA
E se nella vita non esistessero momenti trascurabili? Dai calzini irrimediabilmente spaiati alla
cartomante che predice un nuovo amore a tua moglie, il divertimento di vivere ogni istante (anche
quelli che dimenticheremmo volentieri) ormai lo conosciamo bene. E non ci stancheremo mai di
ritrovarlo. «Ogni singolo gesto, i sapori, l'aria, il tempo, la stoffa, la strada, la persona accanto, il
profumo, il panorama, il vento, la porta, il sorriso. Tutto, tutto. La vita non finisce più, se si sa
comprendere ogni singolo momento di un giorno solo».Una storia che parla
di te
Cognetti, Dèsirèe
2019
Inventario 88457
NARRATIVA COGND 01
Collocazione
ITALIANA
A dodici anni, Dèsirèe ha dovuto imparare in fretta. Preparare il latte in polvere, cambiare i
pannolini, infilare e sfilare tutine, tagliare le unghie, interpretare le mille sfumature del pianto. È
stata lei a prendersi cura di Zakaria nei suoi primi mesi di vita. Se chiude gli occhi, lo rivede. È «un
chicco di caffè» con le mani grinzose e qualche ricciolo «disegnato a carboncino sulla testa
rotonda». Ha i suoi stessi occhi a mandorla - anche se la pelle di colore diverso - e la stessa madre
che, trincerata dietro la porta del bagno, cede ogni giorno di più al ricatto della dipendenza per
«guardare il mondo sottosopra, la testa rovesciata all'ingiù». Questo libro Dèsirèe lo ha scritto per
lui, Zakaria: per trovarlo, ovunque sia oggi. Per raccontargli la storia della sorella che non sa di
avere e che lo ha accudito prima che una famiglia per bene lo adottasse. Il racconto di una bambina
che ha conosciuto la violenza, l'abbandono e la morte mentre i suoi coetanei dismettevano il
quaderno con i quadretti grandi per passare a quello con i quadretti piccoli; di una ragazza cresciuta
in una comunità, poi in un centro diurno e poi in un progetto di autonomia guidata; di
un'adolescente che ha trovato il coraggio di amare ed essere amata, nonostante tutto; di una donna
che ha avuto paura di non farcela, e ce l'ha fatta. Una storia difficile, che nelle parole di Dèsirèe
diventa il racconto vivido dell'Italia a cavallo tra gli anni '80 e '90; un inno alla capacità degli
uomini di superare i dolori più grandi, imparando a guardarli in faccia fino a che non diventano
preziosi.Di guerra e di noi
Dòmini, Marcello
Marsilio - 2020
Inventario 88470
Collocazione NARRATIVA DOMIM 01 ITALIANA
"Di guerra e di noi" è la storia di due fratelli e copre l'arco di due guerre mondiali, correndo a
perdifiato dal 1917 al 1945; comincia nelle campagne intorno a Bologna, e da lì non si sposta.
Quando il marito non torna dalla prima guerra mondiale, la madre dei due, ormai sola, è costretta a
separarli. Il più grande, di nome Ricciotti, va a studiare in collegio a Bologna. Il più piccolo,
Candido, rimane al mulino. Il collegio di Ricciotti è una scuola da ricchi, e la vita di Candido al
mulino è una vita da poveri. Finiti gli anni avventurosi e duri del collegio, Ricciotti sarà segnalato
per andare a lavorare nella neonata sede del Fascio di combattimento bolognese, dove incontrerà
Leandro Arpinati, che diventerà suo mentore e amico. Candido resterà invece a lavorare nelle
campagne frequentando sempre più quegli uomini e quelle donne che, col passare degli anni,
andranno a formare le bande partigiane. Ricciotti però non è fascista, e Candido, d'altra parte, non è
più di tanto interessato alla politica. Pensano entrambi a mandare avanti la famiglia, a proteggere la
madre e i braccianti, pensano a correre dietro alle ragazze - donne avvolte di colori, nonostante
partecipino e soffrano la guerra quanto gli uomini -, pensano a innamorarsi e poi sposarsi, e
soprattutto a comportarsi bene quando molti intorno a loro, a causa della guerra, si comportano
male. Come per Oskar Schindler, tuttavia, la grande occasione per trasformare la loro azienda
agricola in un progetto onesto ma più ambizioso sarà proprio la guerra. Raccontando gli anni del
fascismo con un'epopea dove le storie dei personaggi - mai del tutto innocenti, mai del tutto
colpevoli - dialogano con la grande Storia, Marcello Dòmini segue le peripezie dei due fratelli
Chiusoli lungo ventotto anni, e segue, senza mai perderle di vista, le vite di tutti coloro che gli si
muovono intorno - compagni di scuola, segretarie, squadristi, mogli, crocerossine, staffette
partigiane... -, e lo fa rovesciando situazioni, svelando fondi segreti (dei muri e dei personaggi),
collegando incontro a incontro, fatto a fatto, con una voce in fondo scanzonata, perché è sempre la
giovinezza a partire per la guerra. Il romanzo popolare di uno scrittore al suo esordio.Il copista : Petrarca, un
venerdì Inventario 88456
Santagata, Marco NARRATIVA SANTM 02
Collocazione
ITALIANA
2020
In un freddo e nebbioso venerdì di ottobre, Francesco Petrarca si sveglia afflitto da dolori allo
stomaco. Il cantore di Laura è intento a scrivere una canzone destinata a confluire nel libro delle
rime. Tuttavia, la composizione si trasforma ben presto nella personale e tormentata via crucis di un
uomo ormai invecchiato e logorato dalle perdite della sua vita. La morte del figlio Giovanni e del
nipotino Francesco, portati via dalla peste (come prima la stessa Laura), e poi la fuga del giovane
copista Giovanni Malpaghini lo lasciano sempre più solo nella casa di Padova, con l'unica
compagnia della serva Francescona. Così, a mano a mano che i versi prendono forma, Petrarca si
rivela una persona inquieta e contraddittoria, che ha perdutola fede fino ad essere incapace di
credere alla sopravvivenza dell'anima. Con una narrazione malinconica e a tratti impietosa, Marco
Santagata trasforma in romanzo la fantasia di una giornata di Petrarca, di cui restituisce un ritratto
profondamente umano.Narrativa straniera
Olive, ancora lei
Strout, Elizabeth
Einaudi - 2020
Inventario 88444
Collocazione NARRATIVA STROE 04 STRANIERA
Che ne è stato di Olive Kitteridge? Da quando l'abbiamo persa di vista, l'eroina di Crosby nel Maine
non si è mai mossa dalla sua asfittica cittadina costiera, e da lì ha continuato a guardare il mondo
con la stessa burbera empatia. Sono passati gli anni, ma la vita non ha ancora finito con lei, né lei
con la vita. C'è posto per un nuovo amore, nella sua vecchiaia, e amicizie profonde, e implacabili
verità. Perché in un mondo dove tutto cambia, Olive è ancora lei. Olive Kitteridge. Insegnante di
matematica in pensione, vedova di Henry, il buon farmacista della cittadina fittizia di Crosby nel
Maine, madre di Christopher, podologo a New York, figlio lontano in ogni senso, solo una «vecchia
ciabatta» scorbutica per molti in paese; una donna scontrosa, irascibile, sconveniente, fin troppo
franca, eppure infallibilmente sintonizzata sui movimenti dell'animo umano e intensamente
sensibile alle sorti dei suoi consimili: è questa la creatura che abbiamo conosciuto un decennio fa.
In "Olive, ancora lei", Elizabeth Strout riprende il filo da dove l'aveva lasciato e in questo nuovo
«romanzo in racconti» ci narra il successivo decennio, l'estrema maturità di Olive, dunque. Ma in
questa sua vecchiaia c'è una vita intera. Un nuovo amore, innanzitutto. Jack Kennison è un docente
di Harvard ora in pensione, vedovo come Olive. A parte questo i due non hanno granché in comune,
eppure la loro relazione ha la forza di chi si aggrappa alla vita, e le passioni che muovono i due
amanti - la complicità e il desiderio raccontati in Travaglio, la rivalsa e la gelosia di Pedicure - ne
trascendono i molti anni. Trascendere il tempo è però una battaglia che non si può vincere e
racconto dopo racconto, anno dopo anno, Olive si trova ad affrontare nuove forme di perdita. Deve
fare i conti con la propria maternità fallace in Bambini senza madre, con la decadenza fisica in
Cuore, con la solitudine in Poeta. Ma contemporaneamente, e senza rinunciare al suo piglio
irridente, leva, quasi a ogni racconto, una specie di quieta, tutta terrena speranza. La vita riserva qui
piccoli momenti di rivelazione, istanti di comunione, brevi felicità. Succede, magicamente, in Luce,
succede in Amica, dove l'incontro insperato con l'ultima compagna di strada è insieme un'appagante
occasione di rincontro per i lettori di Elizabeth Strout.Uno strano
paese
Barbery, Muriel
E/O - 2020 Inventario 88443
NARRATIVA BARBM 04
Collocazione
STRANIERA
In una sera di neve, un affabile tipo dai capelli rossi di nome Petrus sembra spuntare dal nulla nella
cantina del castillo dell'Estremadura in cui Alejandro de Yepes e Jesús Rocamora, giovani ufficiali
dell'esercito regolare spagnolo, hanno fatto accampare le loro truppe. È il sesto anno della più
grande guerra mai combattuta dagli uomini, e l'inizio di un'avventura straordinaria che vede i due
spagnoli lasciare il proprio posto e attraversare un ponte invisibile. Il fatto è che Petrus è un elfo.
Viene dal mondo segreto delle brume dove è già riunita una compagnia di uomini, donne ed elfi
sulle cui spalle poggia il destino della guerra. Alejandro e Jesús scopriranno la terra del loro nuovo
amico, terra d'armonia naturale, di bellezza e di poesia, anch'essa costretta a confrontarsi con i
flagelli del conflitto e del declino, e là frequenteranno esseri insoliti, renderanno omaggio a strani
rituali di tè e di calligrafia, incontreranno l'amore e in compagnia di Petrus, elfo iconoclasta e
bevitore, parteciperanno all'ultima battaglia in cui si delinea l'identità del mondo a venire. In quanto
riflessione sugli eterni tormenti delle civiltà, sulla vita dei morti e sul potere della poesia e
dell'opera di finzione, "Uno strano paese" è allo stesso tempo un racconto imbevuto di magia, un
romanzo d'avventura, una meditazione e un invito all'immaginazione e al sogno. Ispirato
ampiamente all'estetica asiatica, è un libro in cui si mischiano umorismo e considerazioni
metafisiche, elementi che suscitano meraviglia e temi contemporanei. Benché vi si ritrovino i
personaggi di "Vita degli elfi", della cui trama è continuazione e completamento, è un romanzo
autonomo che può essere letto indipendentemente dalla prima parte dedicata agli elfi.Lo scarafaggio
McEwan, Ian
narrativa - Einaudi -
2020
Inventario 88445
NARRATIVA MCEWI 11
Collocazione
STRANIERA
Jim Sams si sveglia da sogni inquieti per ritrovarsi trasformato, dallo scarafaggio che era, in un
essere umano. Nel corso della notte la creatura che fino al giorno prima sfrecciava tra mucchi di
immondizia e canaline di scolo è diventata il più importante leader politico del suo tempo: il primo
ministro inglese. Tuttavia, forte della grande capacità di ogni scarafaggio di sopravvivere, Jim Sams
si adatta rapidamente al nuovo corpo. In breve presiede le riunioni del Consiglio dei ministri, dove
si rende conto che gran parte del suo Gabinetto ha subito la stessa sorte e che quegli scarafaggi
trasformati in umani sono più che disposti ad abbracciare le sue innovative idee di governo. I capi di
stato stranieri sembrano sconcertati dalle mosse arroganti e avventate di Jim Sams, a eccezione del
presidente degli Stati Uniti d'America, che lo appoggia con entusiasmo. Qualunque riferimento a
fatti realmente accaduti e persone realmente esistenti non sembra da escludere. Con l'intelligenza, lo
spirito e la caustica ironia che gli sono inconfondibilmente propri, Ian McEwan rende omaggio al
genio di Franz Kafka e alla tradizione satirica inglese che ha in Jonathan Swift il suo più eminente
rappresentante. Questa metamorfosi al contrario diventa una lente attraverso cui osservare un
mondo ormai del tutto sottosopra. «Il populismo - scrive McEwan nella postfazione - ignaro della
sua stessa ignoranza, tra farfugliamenti di sangue e suolo, assurdi principî nativistici e drammatica
indifferenza al problema dei cambiamenti climatici, potrebbe in futuro evocare altri mostri, alcuni
dei quali assai piú violenti e nefasti perfino della Brexit. Ma in ciascuna declinazione del mostro, a
prosperare sarà sempre lo spirito dello scarafaggio. Tanto vale che impariamo a conoscerla bene,
questa creatura, se vogliamo sconfiggerla. E io confido che ci riusciremo».Una donna
Ernaux, Annie
narrativa - L'orma -
2018 Inventario 88255
NARRATIVA ERNAA 05
Collocazione
STRANIERA
Pochi giorni dopo la morte della madre, Annie Ernaux traccia su un foglio la frase che diventerà
l'incipit di questo libro. Le vicende personali emergono allora dalla memoria incandescente del lutto
e si fanno ritratto esemplare di una donna del Novecento. La miseria contadina, il lavoro da operaia,
il riscatto come piccola commerciante, lo sprofondare nel buio della malattia, e tutt'attorno la
talvolta incomprensibile evoluzione del mondo, degli orizzonti, dei desideri. Scritte nella lingua
«più neutra possibile» eppure sostanziate dalle mille sfumature di un lessico personale, famigliare e
sociale, queste pagine implacabili si collocano nella luminosa intersezione tra Storia e affetto,
indagano con un secco dolore - che sconvolge più di un pianto a dirotto - le contraddizioni e
l'opacità dei sentimenti per restituire in maniera universale l'irripetibile realtà di un percorso di vita
L'evento
Ernaux, Annie
Orma, L' - 2019
Inventario 88256
Collocazione NARRATIVA ERNAA 06 STRANIERA
Ottobre 1963: una studentessa ventitreenne è costretta a percorrere vie clandestine per poter
interrompere una gravidanza. In Francia l'aborto è ancora illegale - la parola stessa è considerata
impronunciabile, non ha un suo «posto nel linguaggio». L'evento restituisce i giorni e le tappe di
un'«esperienza umana totale»: le spaesate ricerche di soluzioni e la disperata apatia, le ambiguità dei
medici e la sistematica fascinazione dei maschi, la vicinanza di qualche compagna di corso e
l'incontro con la mammana, sino al senso di fierezza per aver saputo attraversare un'abbacinante
compresenza di vita e morte. Calandosi «in ogni immagine, fino ad avere la sensazione fisica di
"raggiungerla"», Ernaux interroga la memoria come strumento di conoscenza del reale. Dalla
cronistoria di un avvenimento individualmente e politicamente trasformativo sorge una voce
esattissima, irrefutabile, che apre uno spazio letterario di testimonianza per generazioni di donne
escluse dalla StoriaLe ragazze della Villa
delle Stoffe
Jacobs, Anne
Inventario 88442
Giunti - 2019
NARRATIVA JACOA 02
Collocazione
STRANIERA
Augusta, 1916. Sono passati tre anni da quando la giovane orfana Marie bussò alla porta della
maestosa Villa delle Stoffe, in cerca di un impiego come domestica per la ricchissima famiglia
Melzer. Mai avrebbe immaginato di ritrovarsi un giorno ai piani alti, come moglie di Paul Melzer,
erede dell'impero dei tessuti. Ammirata e invidiata dallo stuolo di cameriere e servitori che un
tempo erano suoi pari, Marie non riuscirà però a godere a lungo della sua fortuna: la brutalità della
Grande Guerra irrompe ben presto nel mondo incantato della villa, trasformata in un ospedale
militare dove i feriti vengono accolti dalle amorevoli cure delle ragazze di casa. Intanto Paul è
costretto a partire per il fronte, così come i mariti di Kitty e Lisa, mentre il palazzo e la fabbrica di
stoffe si riempiono di nuovi personaggi: il giovane dottor Moebius, che con i suoi sorrisi incanta le
domestiche e le infermiere; Grigorj, il prigioniero russo costretto a lavorare nello stabilimento, il cui
sguardo cupo trafigge il cuore della sguattera Hanna; e infine il malinconico tenente Ernst von
Klippstein, che sembra non avere occhi che per la bella signora di casa. Ma mentre Marie tenta
l'impossibile per risollevare le sorti dell'azienda, giunge la notizia sconvolgente che il suo amato
Paul è disperso in guerra, e la speranza di riabbracciarlo si fa sempre più tenue ogni giorno che
passa...A ogni svolta
Steel, Danielle
Sperling & Kupfer -
2020 Inventario 88473
NARRATIVA STEED 34
Collocazione
STRANIERA
Un movimento azzardato, una brutta caduta. Si ferma così, per colpa di un banale incidente nella
sua splendida casa-studio di Manhattan, la ruota ben oliata in cui da tempo gira Madison Allen,
celebre fotografa. Cinquantotto anni, con i tre figli - che ha cresciuto da sola - ormai lontani, da anni
senza una relazione, Maddie vive del suo lavoro, della sua libertà e indipendenza. Apparentemente
è appagata e soddisfatta, ma l'imprevisto - accaduto proprio mentre scartabellava tra ricordi e
vecchie foto - la costringe a fermarsi e a riconsiderare il suo passato. Cosa sarebbe accaduto se
avesse sposato uno dei tre uomini che ha amato dopo essere stata abbandonata dal marito? L'unico
modo per scoprirlo è noleggiare un SUV e mettersi in viaggio. Con il trascorrere dei giorni e dei
chilometri, a ogni nuovo incontro - uno a Boston, uno a Chicago, uno nel Wyoming - la vita di
Maddie assume dei contorni più nitidi e un nuovo futuro inizia a prendere forma... Una storia che
parla di destino, di amore, di perdono e di seconde possibilità.Gialli
I cerchi nell'acqua
Robecchi, Alessandro
2020
Inventario 88239
Collocazione GIALLI ROBEA 07
Ghezzi e Carella, i due poliziotti che i lettori di Alessandro Robecchi hanno già incontrato, seguono
due casi che hanno poco a che fare con i normali ordini del giorno di un commissariato di PS.
Ghezzi cerca un certo Salina, esperto scassinatore, che è sparito lasciando un sinistro messaggio alla
sua donna. Glielo ha chiesto come favore personale lei, già habituée di quella che si chiamava una
volta Buoncostume. L'irruente Carella, ufficialmente in ferie, è stato visto spendere e spandere in
locali non troppo perbene, e girare con una Maserati fiammante. Il vicequestore Gregori vuole
vederci chiaro e incarica proprio Ghezzi di indagare sul collega. Anche Carella ha un fatto
personale di cui occuparsi, un dolore da lenire, come una febbre, ed è sulle tracce di un criminale
appena uscito di galera. Il tutto mentre il capo Gregori e la Procura si dannano l'anima per un
misterioso omicidio: quello di un artigiano, antiquario rinomatissimo. In un moltiplicarsi di
domande, dubbi, colpi di scena, Ghezzi e Carella battono palmo a palmo una Milano sotterranea,
feroce e sorprendente. Temperamenti opposti ed età diverse, l'uno morso da inaspettate nostalgie,
l'altro deciso e spregiudicato, li avvicina la forte sensibilità per il dolore degli altri, sanno che ogni
ingiustizia ha conseguenze che arrivano lontano, come cerchi nell'acqua. Ne "I cerchi nell'acqua" il
protagonista dei romanzi di Alessandro Robecchi, Carlo Monterossi, autore di televisione
spazzatura e investigatore per caso, lascia la scena a Ghezzi e Carella, incredulo e disarmato davanti
al racconto impietoso di un mondo così lontano dal suo. La scrittura stringata e scattante di
Robecchi muove storie e personaggi dentro atmosfere dai riflessi freddi e metallici, in un poliziesco
pieno di azione e malinconicamente morale, degno della migliore tradizione del noir americano.La fine del tempo
Brera, Guido Maria
2020
Inventario 88260
Collocazione GIALLI BRERGM 01
Philip Wade è uno stimato professore di Storia contemporanea al Birkbeck College di Londra, ma
in passato ha vissuto molte vite e in una di queste ha lavorato per una grande banca d'affari della
City in qualità di analista, chiamato a prevedere le tendenze economiche, politiche e sociali su cui
indirizzare gli investimenti. Colpito da una forma di amnesia, Philip oggi non riesce più a trattenere
alcun ricordo recente: nei buchi della sua memoria scompare anche il saggio che stava scrivendo e
di cui non c'è più traccia. Con il ritmo di un giallo, "La fine del tempo" narra l'indagine di un uomo
nell'abisso della propria mente, intorno al mistero di un libro rivoluzionario e perduto. Scoperta
dopo scoperta, mentre l'Europa si infiamma sotto il montare della marea populista, Philip Wade
ricompone il mosaico del suo libro, che potrebbe mettere in discussione il dominio delle grandi
corporation che governano l'economia mondiale. E che hanno fondato la loro ascesa inarrestabile
sull'eliminazione della principale variabile del gioco finanziario - il tempo - condannando così il
nostro pianeta a vivere un eterno presente, quando tutto è possibile per i nuovi padroni del vapore, i
signori del silicio, l'aristocrazia delle app.
L'inverno più nero : un'indagine del
commissario De Luca
Lucarelli, Carlo
Einaudi - 2020 Inventario 88247
GIALLI
Collocazione
LUCAC 12
1944, Bologna sta vivendo il suo «inverno più nero». La città è occupata, stretta nella morsa del
freddo, ferita dai bombardamenti. Ai continui episodi di guerriglia partigiana le Brigate Nere
rispondono con tale ferocia da mettere in difficoltà lo stesso comando germanico. Anche per De
Luca, ormai inquadrato nella polizia politica di Salò, quei mesi maledetti sono un progressivo
sprofondare all'inferno. Poi succede una cosa. Nella Sperrzone, il centro di Bologna sorvegliato dai
soldati della Feldgendarmerie, pieno di sfollati, con i portici che risuonano dei versi degli animali
ammassati dalle campagne, vengono ritrovati tre cadaveri. Tre omicidi su cui il commissario è
costretto a indagare per conto di tre committenti diversi e con interessi contrastanti. Convinti che
solo lui possa aiutarliIl sanguinaccio dell'immacolata
Torregrossa, Giuseppina Inventario 88248
Mondadori - 2019 Collocazione GIALLI TORRG 03
Tutti gli anni, dal sette dicembre al sette gennaio, Palermo è in preda al demone del gioco:
aristocratici, borghesi e modesti cittadini, giovani, vecchi e bambini sono vittime della medesima
febbre. Sul tavolo verde si impegnano esigui risparmi o ricchi patrimoni nell'irrinunciabile rito
collettivo delle feste invernali. Marò Pajno sta attraversando un periodo difficile, e il freddo che
sente dentro non è legato solo alla pioggia che affligge senza sosta la città: da pochi mesi la sua
storia con Sasà è finita - mentre la madre si ostina a chiederle implacabile a ogni visita perché non
mette su famiglia - e, assodato che "la fimmina insoddisfatta mangia", lei si è pian piano lasciata
andare e ora si trova a fare i conti anche con qualche chilo di troppo. Come se non bastasse, il
questore Bellomo, che le appare come un "damerino" interamente votato agli scatti di carriera,
continua a stuzzicarla con rimbrotti e inviti a prendersi cura di sé, suscitandole un misto di fastidio e
curiosità. All'alba dell'Immacolata viene trovato il cadavere di Saveria, giovane pasticciera figlia del
boss Fofò Russo. Il questore ordina alla dottoressa Pajno di indagare su un delitto che in apparenza
non ha alcun legame con il nucleo antifemminicidio che lei dirige. Marò è costretta a ubbidire, ma
presto si accorgerà che troppe cose non tornano: è strana una rapina prima dell'apertura, quando la
cassa è vuota, ma soprattutto chi mai a Palermo oserebbe prendere di mira la pasticceria Perla, di
proprietà di un potente boss? Poco a poco la vicequestora troverà la grinta e la passione necessarie
all'indagine, cercherà indizi nella famiglia della vittima e, inoltrandosi a fondo nelle maglie di un
sistema tanto articolato quanto assurdo, arriverà a sfidare apertamente Fofò Russo, scoprendo che la
battaglia di una donna non può che essere condotta a nome di tutte.L'eresia del cannonau
Némus, Gesuino
Elliot - 2019
Inventario 88249
Collocazione GIALLI NEMUG 01
Nei giorni in cui l’ultima coda dell’estate lascia la Sardegna orientale, a Telévras una bambina di
dieci anni sparisce nel nulla. Non parla, teme il latrato dei cani e le urla degli uomini, ed è nera,
come i suoi genitori, venditori ambulanti di passaggio in terra sarda. Tutta la comunità si stringe
solidale alla famiglia nelle ricerche: dal maresciallo Ettore Tigàssu al mitico centenario Aedo Pistis,
fino agli sgangherati avventori della mescita del paese, devoti al vino Cannonau. Un microcosmo a
cui il lettore avrà accesso a poco a poco insieme al personaggio dello “straniero”, al suo primo
incontro (e scontro) culturale con la gente del posto: Ferruccio, milanese, che ha finito di scontare
ventisei anni di prigione e deve riprendere confidenza con il mondo. Nel nuovo romanzo di Gesuino
Némus ambientato nella immaginaria - e ormai leggendaria - Telévras, nel cuore dell’Ogìiastra, il
mistero si dipana percorrendo vie mai battute, itinerari irrazionali, in un baccanale di cibo, vino,
gioia di vivere e tradizioni sacrileghe.
Borderless
Heinichen, Veit
2019
Inventario 88454
Collocazione GIALLI HEINV 02
Xenia Ylenia Zannier ha perso i genitori appena nata: entrambi sono morti durante il terremoto che
ha devastato il Friuli nel 1976. È stata adottata dalla zia materna e dal marito, che avevano già un
figlio di dieci anni, Floriano, da subito affezionatosi alla bambina che lo considererà sempre
l'amatissimo fratello maggiore. Nel 1990 Floriano, nel frattempo entrato nella guardia di finanza a
Trieste, viene ingiustamente accusato e processato per tentato omicidio e tre giorni dopo l'udienza si
impicca in cella. La strada di Xenia, oggi commissaria a Grado, incrocia ripetutamente quella della
senatrice Romana Castelli de Poltieri, donna senza scrupoli corresponsabile della morte del fratello
e implicata in una rete di corruzione internazionale. Con l'uccisione dell'amico e giornalista
austriaco Jordan S. Becker e l'arrivo di una nave carica di profughi siriani, le indagini portano Xenia
ad attraversare un continente europeo crocevia di traffici illegali e di manovre politiche eversive.La locanda del Gatto nero
Yokomizo, Seishi
Sellerio - 2020
Inventario 88455
Collocazione GIALLI YOKOS 01
In un distretto di Tokyo, diventato nel dopoguerra «un pullulare di commerci clandestini», un bonzo
del vicino tempio buddista è sorpreso a scavare spasmodicamente nel giardino della Locanda del
Gatto nero. Dalla terra affiora un cadavere di donna. È una giovane evidentemente legata agli affari
più o meno equivoci del locale ma ha il volto devastato e nessuno può riconoscerla. La polizia si
concentra con poca fantasia sugli intrighi adulterini dei due proprietari dell'esercizio, i coniugi
Itojima. Il marito sarebbe l'assassino della moglie in complicità con l'amante. Ma alcuni colpi di
scena sconvolgono questa ricostruzione. È a questo punto che entra in scena il detective Kindaichi
Ksuke, trasandato, irritante, balbuziente, infallibile: e tutto quanto, da puzzle inestricabile, diventa
narrazione coerente.
La gabbia di vetro
Wilson, Colin
2018
Inventario 88465
Collocazione GIALLI WILSC 02
Un serial killer semina il panico a Londra. Dopo aver squartato le sue vittime, lascia delle
misteriose scritte sui muri lungo il Tamigi: versi del poeta mistico William Blake. Qual è il motivo
di una tale inaudita ferocia? E quale significato recondito nascondono quei versi? Non resta che
chiedere aiuto al più grande esperto inglese di Blake: Damon Reade, un giovane studioso che vive
isolato nelle campagne del Lake District. Tutti gli indizi portano a un certo Gaylord Sundheim, ma
quando Damon si trova a tu per tu con il presunto assassino, le sue certezze crollano: un così
profondo estimatore di Blake sarebbe davvero capace di compiere quei misfatti? Sullo sfondo della
'swinging London' degli anni '60, un thriller intellettuale che sviscera con giocosa leggerezza e
insaziabile curiosità temi come l'oppressione, la perversione, il superamento dei confini della
conoscenza e i risvolti più inquietanti della passione.Saggi
Nel contagio
Giordano, Paolo
2020
Inventario 88460
Collocazione DEWEY 303.485 GIORP
L'epidemia di Covid-19 si candida a essere l'emergenza sanitaria più importante della nostra epoca.
Ci svela la complessità del mondo che abitiamo, delle sue logiche sociali, politiche, economiche,
interpersonali e psichiche. Ciò che stiamo attraversando ha un carattere sovraidentitario e
sovraculturale. Richiede uno sforzo di fantasia che in un regime normale non siamo abituati a
compiere: vederci inestricabilmente connessi gli uni agli altri e tenere in conto la loro presenza nelle
nostre scelte individuali. Nel contagio siamo un organismo unico, una comunità che comprende
l'interezza degli esseri umani. Nel contagio la mancanza di solidarietà è prima di tutto un difetto
d'immaginazione.Oriente e occidente : massa e
individuo
Rampini, Federico
Inventario 88468
Einaudi - 2020
DEWEY 909
Collocazione
RAMPF
Un nomade globale, che vive tra Asia e America, sonda le radici culturali del binomio Oriente-
Occidente. Accompagnandoci in un viaggio nella storia indispensabile per capire l'oggi con tutte le
sue contraddizioni. E anche per interpretare le diverse risposte di fronte all'emergenza coronavirus.
È dai tempi di Alessandro Magno che l'incontro-scontro fra Est e Ovest ispira la nostra visione del
mondo. «Noi» siamo concentrati sui valori e sui diritti del singolo, «loro» abitano un universo
comunitario. Il dispotismo orientale, teorizzato da Marx e da altri pensatori dell'Ottocento, lo
ritroviamo al multiplo nelle sue reincarnazioni contemporanee, da Erdogan a Xi Jinping. C'è poi il
«loro» spiritualismo contro il «nostro» materialismo: un mito che si complica sempre più nella
modernità. Siamo passati attraverso le fasi dell'emulazione, talvolta dell'omologazione, del rifiuto,
della rincorsa e del sorpasso, della riscoperta delle radici. È probabile che un punto di equilibrio non
lo troveremo mai. Ora che la pandemia ci ha abbattuti entrambi, resta da scoprire chi si risolleverà
per primo, quale modello risulterà vincitore.Il diritto di essere umani : la
battaglia di una vita
Veronesi, Umberto Inventario 88467
2018 DEWEY 610.92
Collocazione
VEROU
«Una società non è davvero democratica finché non si sposta decisamente verso la voglia di
capire.» È a questo desiderio che Umberto Veronesi si è ispirato nella sua ricerca, nel suo lavoro
quotidiano di medico e nella sua vita. Da qui è partito per cercare di comprendere un mondo sempre
più complesso e più sfuggente, ma anche capace di offrire grandi opportunità a patto di saperle
vagliare in modo critico, libero, responsabile. Alla base di tutto sta il nostro diritto di essere umani -
donne o uomini, sani o malati, stranieri o cittadini. Un diritto che si esercita nell'arte dell'ascolto, nel
confronto con gli altri, nella passione per la scienza e per la conoscenza, nel rispetto profondo della
dignità di ciascuno. Che parli della sua «medicina della persona» o delle ultime frontiere della
bioetica, dell'inutilità del dolore o del lusso della salute, della miseria della guerra o del miracolo
della pace, Veronesi mostra nei pensieri raccolti in questo libro un'empatia e un acume che sono
la traccia della sua essenza più profonda: quella del vero umanista, che vive a fondo la propria realtà
senza mai smettere di immaginare un futuro migliore.
L'economista utile : vita di
Giorgio Fuà
Giulianelli, Roberto
Inventario 88261
Biografie - 2019
DEWEY 338.945
Collocazione
GIULR
Giorgio Fuà ha visto la propria vita intrecciarsi con alcuni tra i fatti e i processi più importanti del
Novecento. Il secondo conflitto mondiale, la Shoah, la Guerra fredda, il «miracolo economico », la
crisi del sistema fordista, il crollo del modello sovietico e l'erompere della globalizzazione hanno
costituito lo sfondo di un'esistenza che lo ha condotto a collaborare, assumendo ruoli di grande re
spon sabilità, con uomini come Adriano Olivetti, Ernesto Rossi, Gunnar Myrdal ed Enrico Mattei.
Anche grazie a queste esperienze, Fuà ha tratteggiato e sostenuto il profilo dell'«economista utile»,
uno scienziato sociale cioè che all'accurata analisi della realtà è chiamato ad aggiungere proposte
per la soluzione dei problemi indagatiIo sono il potere : confessioni di un
capo di gabinetto
2020
Inventario 88262
DEWEY 352.309
Collocazione
IO SIP
Chi muove i fili della politica italiana? Quali scambi si fanno, ogni giorno, nei ministeri? Su quali
soluzioni al limite della legge si fonda la ragion di Stato? Un capo di gabinetto svela dall'interno le
regole non dette e i segreti inconfessati dei palazzi del potere. "Ogni tanto qualcuno mi chiede che
mestiere faccio. Non ho ancora trovato una risposta. La verità è che una risposta non esiste. Io non
faccio qualcosa. Io sono qualcosa. Io sono il volto invisibile del potere. Io sono il capo di gabinetto.
So, vedo, dispongo, risolvo, accelero e freno, imbroglio e sbroglio. Frequento la penombra. Della
politica, delle istituzioni e di tutti i pianeti orbitanti. Industria, finanza, Chiesa. Non esterno su
Twitter, non pontifico sui giornali, non battibecco nei talk show. Compaio poche volte e sempre
dove non ci sono occhi indiscreti. Non mi conosce nessuno, a parte chi mi riconosce. Dal presidente
della Repubblica, che mi riceve riservatamente, all'usciere del ministero, che ogni mattina mi saluta
con un deferente 'Buongiorno, signor capo di gabinetto'. Signore. Che nella Roma dei dotto' è il
massimo della formalità e dell'ossequio. La misura della distinzione. Noi capi di gabinetto non
siamo una classe. Siamo un clero. Una cinquantina di persone che tengono in piedi l'Italia,
muovendone i fili dietro le quinte. I politici passano, noi restiamo. Siamo la continuità, lo scheletro
sottile e resiliente di uno Stato fragile, flaccido, storpio fin dalla nascita. Chierici di un sapere
iniziatico che non è solo dottrina, ma soprattutto prassi. Che non s'insegna alla Bocconi né a
Harvard. Che non si codifica nei manuali. Che si trasmette come un flusso osmotico nei nostri
santuari: TAR, Consiglio di Stato, Corte dei conti, Avvocatura dello Stato. Da dove andiamo e
veniamo, facendo la spola con i ministeri. Perché capi di gabinetto un po' si nasce e un po' si
diventa. La legittimazione del nostro potere non sono il sangue, i voti, i ricatti, il servilismo. È
l'autorevolezza. Che ci rende detestati, ma anche indispensabili. Noi non siamo rottamabili. Chi ha
provato a fare a meno di noi è durato poco. E s'è fatto male. Piccoli, velleitari, patetici leader
politici. Credono che la storia cominci con loro".Puoi anche leggere