Bollettino Astronomico 427 / 2018 - 21 Febbraio 2018 - Osservatorio Galileo Galilei

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Bollettino Astronomico 427 / 2018 - 21 Febbraio 2018 - Osservatorio Galileo Galilei
Bollettino Astronomico

     427 / 2018
       21 Febbraio 2018
Bollettino Astronomico 427 / 2018 - 21 Febbraio 2018 - Osservatorio Galileo Galilei
Bollettino di informazione astronomica nr. 427 del 21/02/2018

                               OSSERVATORIO ASTRONOMICO e PLANETARIO
                               G.Galilei 28019 SUNO (NO)

                               Tel. 032285210 / 335275538

www.osservatoriogalilei.com info@osservatoriogalilei.com
Mercoledì 21 Febbraio 2018, dopo le ore 21, in osservatorio, per i tradizionali incontri del terzo mercoledì di
ogni mese, vi sarà una serata dedicata alle proiezioni al planetario e, in caso di condizioni meteo favorevoli,
osservazioni al telescopio . In caso di cattivo tempo sarà in uso il solo planetario.

La Luna in buone condizioni di osservazione con fase 33%, tramonta alle 23:40 favorendo l’osservazione di
oggetti deboli del profondo cielo. Si potranno vedere le principali costellazioni invernali. Urano sarà
praticamente invisibile , essendo ormai prossimo al tramonto nella costellazione dei Pesci, Giove sorge alle 02:57
seguito, molto più tardi (05:25) da Marte, (separazione 23°20’).

CALENDARIO LUNARE DI FEBBRAIO

           Osservatorio Astronomico e Planetario G.Galilei – Suno 45° 36’ 16” Nord 08° 34’ 25” Est
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          Osservatorio Astronomico e Planetario G.Galilei – Suno 45° 36’ 16” Nord 08° 34’ 25” Est
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IL CIELO DEL 21 FEBBRAIO 2018            (a cura di Oreste Lesca)

          Osservatorio Astronomico e Planetario G.Galilei – Suno 45° 36’ 16” Nord 08° 34’ 25” Est
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RECENSIONI     (a cura di Silvano Minuto)

                                                     BRIAN COX E JEFF FORSHAW
                                                     UNIVERSAL
                                                     Una guida al cosmo
                                                     Hoepli 2018
                                                     Pag. 280 - € 27.90
                                                     Proviamo a immaginare di tornare indietro al tempo in cui, prima
                                                     del Big Bang, l'intero universo era compresso in una regione più
                                                     piccola di un atomo. Ora, come mostrano Cox e Forshaw, possiamo
                                                     andare oltre: possiamo comprendere. Nei secoli, il bisogno umano
                                                     di scoprire ha dischiuso un'incredibile quantità di conoscenza. E
                                                     quel che ci rivela toglie il fiato.
                                                     UNIVERSAL ci porta in un epico viaggio di esplorazione scientifica e,
                                                     così facendo, svela come tutti possiamo comprendere alcune tra le
                                                     domande fondamentali su Terra, Sole, sistema solare e galassie. Ad
                                                     alcune di queste domande – Quant'è grande il nostro sistema
                                                     solare? Con che velocità lo spazio si sta espandendo? – possiamo
                                                     trovare una risposta sollevando gli occhi al cielo; le risposte ad altre
                                                     domande – Quant'è grande l'universo? Di cos'è fatto? – attingono
                                                     dalle straordinarie informazioni raccolte da gruppi di astronomi che
                                                     lavorano alle frontiere dell'universo conosciuto.
                                                     Alla base di tutte queste domande – dai primi tentativi di
    quantificare la gravità fino ai nostri sforzi di capire cosa sia la materia oscura e cosa sia realmente successo alla
    nascita del nostro universo – sta il metodo scientifico. La scienza rivela una bellezza più profonda, ci connette
    gli uni agli altri, al nostro mondo e al nostro universo e, con la comprensione del rivoluzionario lavoro di altri, si
    spinge fino all'ignoto. Oltretutto, come UNIVERSAL ci mostra, se proviamo a immaginare, possiamo farcela.

    Brian Cox OBE FRS è professore di fisica delle particelle all'Università di Manchester e professore della Royal
    Society per il Public Engagement nelle scienze. I suoi documentari della BBC più famosi e acclamati includono
    "Human Universe" e "Forces of Nature".

    Jeff Forshaw è professore di fisica teorica all'Università di Manchester, specializzato in fisica delle particelle
    elementari. Nel 1999 ha vinto la Medaglia Maxwell dell'Institute of Physics per i suoi contributi di rilievo alla
    fisica teorica.

                Osservatorio Astronomico e Planetario G.Galilei – Suno 45° 36’ 16” Nord 08° 34’ 25” Est
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Bollettino di informazione astronomica nr. 427 del 21/02/2018

DIARIO ASTRONOMICO              (a cura di Silvano Minuto)

Presentazione nel bollettino n. 355 del 21.1.2015

Le osservazioni del periodo riguardano principalmente la variabile Mira, ma anche la Luna, Giove, Saturno e la
stima della luminosità delle stelle di Cassiopea.

Parte 72 - 1940

11 Febbraio 1940. Osservata fra 18h e 19h la vicinanza di Venere alla Luna (congiunzione a 22h), e il notevole
concentramento planetario nella stessa plaga. Venere, brillantissima, è visibile alla stessa altezza, a sinistra della
Luna che presenta un’intensa luce cinerea; più in alto e a sinistra è visibile Giove, brillante ma notevolmente
inferiore a Venere, e più in alto ancora Saturno e Marte, anche questi assai vicini fra loro (passeranno in
congiunzione il 13 a 2° 59?); Marte più boreale ed inferiore a Saturno. Il cielo è in massima parte coperto, e le
nubi oscurissime hanno spesso disturbato l’osservazione , senza tuttavia impedire la presa di alcune fotografie
(Firenze).
15 Marzo 1940. Cielo alquanto nuvoloso, ma per la maggior parte sereno e di notevole limpidezza. Notata a 11h
20m la falce lunare (età g. 6.3), abbastanza alta sull’orizzonte e ben visibile per la purezza del cielo, che è rimasta
distintamente visibile anche attraverso nubi leggere. A 12h 20m la visibilità era notevolmente ancora più facile.
26 Marzo 1940. 21h 40m - 21h 50m: Cielo sereno.
Osservato al binocolo Zeiss Nettuno, da poco passato in opposizione (14 Marzo), non lungi da Vergine. L’ottima
carta pubblicata a pag. 12 di Coelum permette di rintracciarlo senza difficoltà, mentre quella dell’Annuaire
Flammarion è assolutamente confusa. Il pianeta è facilmente visibile; si scorgono anzi altre stelle più deboli, di
cui talune non segnate sulla carta. Confrontato con le prossime stelle, appare notevolmente inferiore a quella
notata di 7.0, ma sensibilmente superiore a quella di 8.1.
Binocolo Zeiss - Angolo 62 - occhio destro -0.7 messa a fuoco -8.15.
12 Luglio 1940. 6h 13m - 6h 18m. Cielo sereno. Trovato facilmente al binocolo (Zeiss) Venere che, passata in
congiunzione inferiore il 26 Giugno, trovasi nel periodo più accessibile ai piccoli strumenti (diametro 51” - 52”)
e presenta una piccola falce elegante e ben distinta. Non è stato possibile scorgere l’astro ad occhio nudo.
14 Luglio 1940. 6h 20m - 6h 35m. Osservazione di Venere, che nel campo del binocolo offre una falce
elegantissima, perfettamente distinta (il diametro di Venere è attualmente di 50”). Prendendo dei riferimenti,
è stato possibile scorgere l’astro anche ad occhio nudo, ma con difficoltà, essendo al limite della visibilità.
26 Luglio 1940. 4h 45m - 5h 50m. Il cielo è già chiaro, ma Venere è sempre ben visibile ad occhio nudo, a al
cannocchiale (ingr. 86) presenta una bella falce. Le immagini sono men che mediocri, ma migliorano in seguito
(in specie dopo 5h 15m) con la maggior altezza dell’astro e l’aumento della luce diurna che diminuisce
l’irradiazione. Al binocolo (obbiettivi diaframmati a mm. 15) la falce è visibile senza ombra d’incertezza, sebbene
vada rimpicciolendo (diametro attuale 42”) e sia meno facile che il 12 Luglio.
Ad occhio nudo si riesce a scorgere il pianeta fino a circa 5h 40m.
4 Agosto 1940. 2h 20m - 2h 30m. Oss. di Giove. Cielo sereno, immagine mediocre, buona a momenti. Sul disco
la fascia tropicale Sud sembra assente o leggerissima. Risulta invece rigorosa la tropicale Nord, e si scorge
distintamente anche la temperata Nord; si è in dubbio per la temperata Sud. Dei satelliti due sono ad Ovest (IV
e III) e uno ad Est (I). A Sud è visibile anche Ariete (di gr. 5.6 che a 15h passerà in congiunzione a 5’), che per
splendore è superiore a tutti i satelliti (cann. di 54mm; ingr. 86).
4 Agosto 1940. 2h 30m. Cielo sereno, almeno per quanto è possibile giudicare. Mira Ceti è nettamente inferiore
ad Pesci e leggermente anche a Balena, ma superiore a e forse anche a ; situata un po’ più alta. Si può
quindi stimare di gr. 4.2. Poiché secondo il calcolo, il massimo sarebbe avvenuto il 22 Luglio, si deve ritenere o
che il massimo sia stato notevolmente debole, o che la data reale differisca sensibilmente da quella calcolata.

           Osservatorio Astronomico e Planetario G.Galilei – Suno 45° 36’ 16” Nord 08° 34’ 25” Est
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Bollettino Astronomico 427 / 2018 - 21 Febbraio 2018 - Osservatorio Galileo Galilei
Bollettino di informazione astronomica nr. 427 del 21/02/2018

4 Agosto 1940. 2h 55m. Cielo sereno. Oss. di Saturno. L’anello è abbastanza aperto, ma non mostra dettagli ben
distinti, all’infuori dell’interruzione all’incontro col globo ad Ovest, dovuta all’ombra di questo. Titano è visibile
ad Est, un po’ a Nord (cann. di 54mm; ingr. 86).

9 Agosto 1940. 5h 30m - 5h 35m. Cielo un po’ caliginoso. Venere è ancora visibile ad occhio nudo, ma con
difficoltà. Al binocolo (obbiettivi diaframmati a 15mm) il disco appare molto rimpicciolito (34”); tuttavia si giunge
sempre a riconoscere la fase.

13 Agosto 1940. 3h 35m - 3h 40m. Cielo già un po’ chiaro. Lo splendore di Mira non sembra sensibilmente diverso
da quello notato il 4.

20 Agosto 1940. 20h 30m - 20h 45m. Cielo ancora abbastanza chiaro. Cassiopeia sembra un po’ superiore a .
  è molto superiore ad e ad , ma come si era già sospettato in altre recenti occasioni senza poterlo precisare
per le condizioni sfavorevoli dell’osservazione, inferiore a . La differenza è molto lieve, ma sensibile, e
certamente non inferiore a un decimo di grandezza. Perciò, a meno di supporre che sia essa stessa variabile,
  sarebbe ancora soggetta a deboli fluttuazioni, e il sua splendore attuale sarebbe di circa 2.9.

23 Agosto 1940. 20h 30m - 21h 10m. Il cielo non è completamente oscuro, ma è completamente sereno; merce
piuttosto rara quest’anno. Confrontando lo splendore di , , e Cassiopeia, si confermano pienamente le
osservazioni del 20.

28 Agosto 1940. 20h 15m - 20h 30m. Cielo sereno, un po’ chiaro. Confrontato lo splendore delle 7 stelle principali
dell’Orsa Maggiore, si può indicare l’ordine seguente: , , , , , , . Epsilon, ed sono le più brillanti e poco
differenti fra loro; il confronto di con le altre è un po’ difficile per la distanza delle stelle; da notare che è anche
un po’ più bassa. e sono pure poco differenti fra loro; è notevolmente inferiore a tutte.

28 Agosto 1940. 20h 45m. Cielo sereno, un po’ chiaro.
Il ramo orientale della Via Lattea nella regione dello Scudo e del Sagittario è certamente il più interessante per
la notevole intensità e la struttura irregolare, con addensamenti più brillanti separati da spazi più oscuri. Essa è
tanto luminosa da sembrare una colonna di fumo bianco che dall’orizzonte sale vorticosa in alto, un po’
obliquamente. La regione più brillante è forse quella immediatamente sopra la freccia del Sagittario. Al di sopra
dello Scudo si fa più angolare. L’altro ramo sembra invece terminare, o almeno presentare un’interruzione, in
Ofiuco.

29 Agosto 1940. 20h 45m. Il ramo occidentale della Via Lattea dallo zenit all’orizzonte occidentale è nel suo
complesso molto meno importante dell’altro; tuttavia presenta due tronchi particolarmente intensi, soprattutto
il primo in Cigno. Esso è presso a poco parallelo al ramo orientale e notevolmente più ricco di esso, che in quel
tratto presenta minor densità. Ha forma allungata, ed è situato fra e Cigno, che trovasi poco discosto
dall’asse. L’altro tronco diverge bruscamente, e va da - Aquila al gruppo 67 - 68 - 70 Ofiuco ove, come notato
il 28, sembra interrompersi.

29 Agosto 1940. 23h 50m - 23h 55m. Cielo sereno: Oss. di Giove. Tre satelliti sono visibili ad Est, disposti in
curiosa configurazione, a triangolo, ma l’immagine è cattiva (4), e sul disco si scorge solo la fascia tropicale Nord.

30 Agosto 1940. 0h 20m - 0h 50m. Lo splendore di Mira è in rapido declino. Essa è ancora visibile ad occhio nudo
e superiore a tutte le prossime stelle 66 - 70 - 75 ed anche 78 (5.1) ma inferiore a , e (4.6). Il suo splendore
non sembra differire molto da quello di (4.9).

30 Agosto 1940. 6h 15m. Venere è visibile ad occhio nudo, ma non molto facilmente, nonostante la vicinanza
della falce lunare che ne aiuta la ricerca.

            Osservatorio Astronomico e Planetario G.Galilei – Suno 45° 36’ 16” Nord 08° 34’ 25” Est
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PERSONAGGI: FRANCESCO ZÀGAR               (a cura di Silvano Minuto)

Pola, 30 novembre 1900 – Milano, 17 febbraio 1976 è stato un astronomo e matematico italiano.

                                            Nato a Pola nel 1900, Zagar si laureò in matematica presso l'Università
                                            di Padova nel 1923, con una tesi sul problema dei tre corpi. Dopo un
                                            breve periodo di insegnamento alla scuola media, Zagar fu assunto
                                            dall'Università di Padova nel 1928 come astronomo aggiunto. Due anni
                                            dopo, conseguì la libera docenza in astronomia e nel 1934 fu assunto
                                            come astronomo. Durante questo periodo, calcolò i parametri orbitali
                                            del neo-scoperto Plutone e ricevette il Premio reale per l'astronomia
                                            dall'Accademia dei Lincei (1934).
                                            Nel 1936 venne chiamato ad insegnare astronomia presso l'Università
                                            di Palermo e a dirigere l'osservatorio cittadino, incarico che mantenne
                                            fino al 1939. Durante il periodo della sua direzione, Zagar riavviò
                                            l'attività osservativa presso l'osservatorio, recuperando un telescopio
                                            equatoriale di Merz-Cavignato, col quale furono condotte le
                                            osservazioni della Cometa Finsler nel 1937. A questo periodo risalgono
                                            inoltre alcuni lavori di astronomia sferica e di storia dell'astronomia in
                                            Italia.
                                            Quando nel 1938 le leggi razziali portarono all'allontanamento di Guido
                                            Horn d'Arturo dall'Università di Bologna, Zagar fu chiamato a sostituirlo
                                            sia nell'insegnamento dell'astronomia, sia nella direzione
dell'osservatorio cittadino. Durante questo periodo si interessò di stelle binarie e multiple, mentre l'attività
osservativa si concentrò sulle stelle variabili e sulle nebulose planetarie. Al termine del secondo conflitto
mondiale Horn d'Arturo fu reintegrato alla direzione dell'osservatorio bolognese; Zagar mantenne invece
l'insegnamento di astronomia e fu eletto preside della Facoltà di Scienze.
Nel 1948 pubblicò una delle sue opere più importanti, Astronomia sferica e teorica con Zanichelli. L'anno
seguente, Zagar si spostò a Milano, dove insegnò astronomia all'Università Statale di Milano e diresse
l'osservatorio astronomico di Brera fino al 1971. Durante la sua dirigenza, Zagar potenziò la sezione distaccata
di Merate, che si specializzò nell'astrofisica, ma restaurò anche la sede di Brera, che aveva subito numerosi danni
durante il conflitto. La sua personale attività di ricerca riguardò soprattutto la cosmologia e l'astrodinamica.
Assunse inoltre la dirigenza di varie istituzioni astronomiche, quali la Commissione Nazionale per l'Astronomia,
il Centro di Astrofisica del CNR, la Società Astronomica Italiana e la Commissione sul tempo dell'Unione
Astronomica Internazionale (1967-1970). Nel 1959 era divenuto socio nazionale dell'Accademia dei Lincei.
Dopo il suo pensionamento, riprese la propria attività di ricerca teorica sulle stelle binarie, pubblicando alcuni
lavori tra il 1972 e il 1975. Morì a Milano nel febbraio del 1976 dopo lunga malattia.
Gli è stato dedicato l'asteroide 6746 Zagar, scoperto nel 1994 dall'Osservatorio San Vittore a Bologna.

           Osservatorio Astronomico e Planetario G.Galilei – Suno 45° 36’ 16” Nord 08° 34’ 25” Est
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PROFONDO CIELO          (a cura di Silvano Minuto)

AMMASSO LAMBA ORIONIS
Lambda – AR 05h 35m - D + 09° 42’
Mag. 2.8 – Dimensione 70’ - Distanza 1600 al

L'Ammasso di Lambda Orionis (noto anche con la sigla Cr 69 o, talvolta, come Orion OB2) è una brillante
associazione stellare, visibile con facilità nella costellazione di Orione. Fu menzionata anche da Tolomeo, che
la riportò nel suo Almagesto.
L'ammasso di Lambda Orionis è una delle associazioni stellari più appariscenti: si trova nell'emisfero boreale,
ma è talmente prossimo all'equatore celeste da risultare visibile da tutte le aree popolate della Terra; consiste
in un gruppo di stelle azzurre visibili a nord del grande rettangolo di stelle che rappresenta la figura di Orione,
circa due gradi a nord della linea che congiunge le stelle Betelgeuse e Bellatrix. Rappresenta la testa di Orione.
Il binocolo è lo strumento ideale per la sua osservazione, in quanto è molto esteso e un telescopio non è in
grado di fornire un suo quadro d'insieme. Ingrandimenti superiori tuttavia consentono di individuare una
debole nebulosa diffusa che sembra permeare l'ammasso, che ben si evidenzia nelle foto ad infrarossi.
L'ammasso consiste in un gruppo di stelle azzurre di sequenza principale costituenti un'associazione OB, la più
luminosa delle quali è λ Orionis (Heka o Meissa), talvolta usata per dare il nome all'intera associazione; a sud
est si aggiunge apparentemente una stella gialla, la φ² Ori, ma il realtà quest'ultima si trova a poco più di 100
anni luce da noi, mentre l'ammasso sta a 1600 anni luce.
Nella stessa area sono presenti alcune centinaia di stelle molto giovani, in fase pre-sequenza principale, che
indicherebbero che l'intera zona è stata influenzata da un'esplosione di supernova avvenuta 1-2 milioni di anni
fa. Un vasto sistema nebuloso, noto come Sh2-264, si estende in direzione dell'associazione; si tratta della
regione nebulosa da cui l'associazione ha avuto origine.

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Bollettino Astronomico 427 / 2018 - 21 Febbraio 2018 - Osservatorio Galileo Galilei
Bollettino di informazione astronomica nr. 427 del 21/02/2018

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COSTELLAZIONI        (a cura di Silvano Minuto)

LEONE MINORE

Il Leone Minore (in latino Leo Minor, abbreviazione LMi) è una piccola costellazione del cielo boreale. Raffigura
un cucciolo di leone che si accompagna al Leone, introdotto dall'astronomo polacco Johannes Hevelius nel
1687.

Si trova tra il Leone e l'Orsa Maggiore e fu formato con stelle deboli che non appartenevano a nessuna
costellazione. Le sue stelle più brillanti sono solo di quarta grandezza e non ci sono leggende associate ad essa.
Cosa curiosa, il Leone Minore non ha una stella Alfa, sebbene ci sia una Beta del Leone Minore. Ciò sembra
dovuto a una svista dell'astronomo inglese del XIX secolo Francis Baily. Hevelius non classificò nessuna delle
stelle delle costellazioni di sua invenzione, così quest'operazione fu compiuta 150 anni più tardi da Baily. Baily
assegnò la lettera Beta alla seconda stella in ordine di brillantezza del Leone Minore, ma per errore lasciò senza
lettera la più brillante. Secondo lo storico R. H. Allen, Hevelius diede a questa stella il nome Praecipua, che
significa «principale», ma la denominazione non si diffuse mai.
Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra gennaio e giugno,
alla pari dell'adiacente Leone; essendo una costellazione boreale, gli osservatori posti a nord dell'equatore
sono molto più avvantaggiati, sebbene la declinazione della stessa non sia particolarmente settentrionale,
tanto da poter essere osservata, seppur con qualche difficoltà, anche dalla fascia temperata australe.

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Beta
AR 10h 28m – D. + 36° 42’
Magnitudine 4.2 – spettro K0
Stella situata a 146 anni luce da noi risplendente come 35 soli. Si tratta di un sistema binario molto stretto non
alla portata degli strumenti amatoriali

21 Leonis Minoris
AR 10h 07m – D. + 35° 14’
Magnitudine 4.5 – spettro A5
Stella bianca che si trova a 91 anni luce da noi; brilla come 10 Soli.

30 Leonis Minoris
AR 10h 26m – D. + 33° 48’
Magnitudine 4.7 – spettro F0
Si trova sotto la Beta, il suo interesse è dato dalla posizione, è situata infatti, in una zona dove sono presenti
altre stelle di luminosità decrescente, che formano una specie di trapezio. Le dimensioni di questo asterismo
sono di poco superiori ai 30’ e quindi visibili con un piccolo strumento utilizzato a bassi ingrandimenti.

46 Leonis Minoris
AR 10h 53m – D. + 34° 13’
Magnitudine 3.8 – spettro K0
Si trova sul bordo orientale della costellazione, ai confini con l’Orsa Maggiore. E’ la stella più brillante della
costellazione. Astro giallo arancio distante 98 anni luce e splendente come 22 Soli.

R Leonis Minoris –
AR 09h 45m – D + 34° 31’ – Tipo Mira
Magnitudine 6.3-13-2 – periodo 372 gg.
Può essere l’occasione per esplorare questa costellazione poco conosciuta. Variabile di tipo Mira, quindi di
colore rosso. Questa variabile anche al massimo della luminosità si trova sotto la soglia di visibilità ad occhio
nudo. Per osservarla si può partire dalla stella 21 LMi di mag. 4.5, spostarsi verso ovest di 5 gradi per trovare
13 LMi (mag. 6.1), per poi scendere verso sud est di 50’.

NGC 3344
AR 10h 43m – D + 24° 55’
Dimenesioni 6.9 x 6.4’ – Mag. 9.9 – tipo Galassia
E’ una delle poche galassie brillanti della costellazione. Si tratta di una
spirale vista frontalmente. Con piccoli strumenti si nota il nucleo
abbastanza brillante e un paio di stelline di 10^ magnitudine molto vicine.
Per rintracciarla si può partire da 41 LMi di mag. 5.1 e risalire verso nord
di 1.8°. Si trova a 27 milioni di anni luce di distanza.

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ASTRONOMY PICTURE OF THE DAY (APOD)                  - 17 febbraio 2018 (a cura di Corrado Pido)

è un archivio redatto a partire dal 1995 da Robert Nemiroff e Jerry Bonnell. L’archivio APOD contiene la più
grande raccolta di immagini astronomiche ed ognuna di esse è corredata da una breve descrizione fatta da
esperti. Per visionare l’archivio basta digitare in internet la sigla “APOD” e di seguito l’indice.

                                           Manhattan Skylines
                                   Image Credit & Copyright: Stan Honda

                             Fonte: https://apod.nasa.gov/apod/astropix.html

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COMETE – C/2016 R2 PanSTARRS             (a cura di Graziano Ventre)

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EVENTI VCO:       (a cura di Corrado Pidò)

FESTIVAL del RISPARMIO ENERGETICO e della SOSTENIBILITA’.

Due giornate dedicate alle pratiche di risparmio energetico e riuso di materiale non nuovo. Aperitivi, cene,
concerti, laboratori e letture per l'infanzia, ossevazioni astronomiche, passeggiate, spettacoli teatrali e visite
guidate a lume di candela o con illuminazione a led tra le frazioni di Montecrestese (VB).

VENERDI’ 23/2/2018

"Alla ricerca del drago...", passeggiata teatrale da Pontetto a Borella, 20.30-22.30;
esplorazione artistica di Borella, fraz.Borella 21.45-22.30

SABATO 24/2/2018
"Facciamo ri-creazlone!", laboratorio per l’infanzia con materiali riusati, Antico Forno Pontetto 16.00 - 18.00
"Letture AnimaTTe per Fantanauti", Antico Forno Pontetto 16.00 - 18.00
"Viaggio interstellare...", osservazioni astronomiche guidate, parco giochi di Roldo 20.30-23.30
Coro Gaudium in concerto, fraz.Borella 20.30-23.30

Attività per ogni età

Negozi, bar e ristoranti aderenti* illuminati a candela o a led

Assaggi dolci e salati, bevande calde
Si raccomandano: - iluminazione a candele o luci a led
- scarpe comode

Per Informazioni: FB Comune di Montecrestese; cell. 348 350 39 65 oppure 329 740 65 87

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EVENTI GALLIATE:       (a cura di Alessandro Segantin)

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INCONTRI:     (a cura di Stefano Savina - ADAA e Corrado Pidò )

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                             Nel prossimo appuntamento del 16 marzo un viaggio affascinante alal conquista di
                             Marte con Adrian Fartade
                             Sarà l’occasione per raccontare, attraverso foto e video ad alta risoluzione come il
                             genere
                             umano sta affrontando l’esplorazione spaziale.
                             A condurci in questo appassionante viaggio ci sarà Adrian Fartade, attore teatrale e
                             divulgatore scientifico impegnato già dal mattino a promuovere una serie di
                             conferenze rivolte agli studenti delle classi 5 e delle Scuole Elementari e Medie,
sempre presso il Teatro Oratorio di Omegna. In occasione della serata divulgativa il focus verterà anche sul
ruolo che l’Italia sta giocando nella missione ExoMars progettata per esplorare il pianeta Marte utilizzando la
sonda robotica progettata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), mentre il richiamo agli astronauti Samantha
Cristoforetti e Luca Parmitano riporterà al centro l’aspetto umano dell’esplorazione e della conquista di un
pianeta che si conferma ricco di misteri.

MOSTRE: NASA – A Human Adventure                      (a cura di Corrado Pidò)

Ultimi giorni per visitare la mostra tematica “Nasa – A Human Adventure”

A Milano Lambrate - spazio Ventura xv dal 27 settembre 2017 al 4 marzo 2018, l’esposizione racconta la
fantastica storia della National Aeronautics and Space Administration, per tutti la NASA, e le sue incredibili
conquiste ottenute nei voli e nelle esplorazioni spaziali. I visitatori potranno ammirare le splendide astronavi
costruite dalla NASA e scoprire le storie delle persone che vi sono state a bordo o che le hanno progettate e
costruite come per esempio un enorme modello in scala del gigantesco razzo lunare Saturn V o la replica fedele
                                                                               della      pioneristica     navicella
                                                                               Mercury con la quale venivano
                                                                               condotte le prime missioni
                                                                               spaziali, e la navicella Gemini,
                                                                               costruita per missioni di lunga
                                                                               durata e ancora un modulo
                                                                               dell’Apollo che portò il primo
                                                                               essere umano sulla Luna e il Rover
                                                                               Lunare che servì agli astronauti
                                                                               per esplorarla. Non poteva
                                                                               mancare l’ormai iconico Space
                                                                               Shuttle,        prima       navicella
                                                                               riutilizzabile, con una sezione che
                                                                               consentirà ai visitatori di vedere il
                                                                               ponte di volo e il ponte di mezzo.

Fonte: http://www.ahumanadventure.it/ immagine di C.Pidò

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ARCHIVIO IMMAGINI           (Giuseppe Bianchi – Oreste Lesca)

A partire dal bollettino 411 pubblichiamo immagini astronomiche riprese nel tempo dai soci. Molte di queste
sono riproduzioni digitali di stampe o diapositive

                                    Cometa P17 Holmes - Oreste Lesca

                                        AR2529 - Giuseppe Bianchi
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FLY ME TO THE MOON – Il cratere "Ansgarius", (a cura di Davide Crespi)

Al bordo orientale della Luna possiamo osservare il cratere "Ansgarius", una formazione circolare di 97Km
situata nella zona delle librazioni. I suoi versanti sono scoscesi, le pareti sono alte e terrazzate. Nell’esteso
fondo piatto vi sono piccoli crateri. Il periodo della sua formazione risale al periodo Nectariano (da -3.92 miliardi
di anni a -3.85 miliardi di anni). Il periodo migliore per la sua osservazione è 2 giorni dopo la Luna nuova oppure
1 giorno dopo la Luna piena.

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Alcuni dati:
•       Longitudine: 79.723° East
•       Latitudine: 12.924° South
•       Faccia: Nearside
•       Quadrante: Sud-Est
•       Area: Bordo Orientale della Luna
Origine del nome:
•       Dettagli: H. Ansgar
•       Teologo tedesco del 9° secolo nato in Germania
•       Nato nel 801
•       Morto nel 865
•       Autore del nome: Mädler (1837)

Nella foto una ripresa di Apollo 15 del cratere “Ansgarius”. Lo strumento minimo per poter osservare questa
formazione è un rifrattore da 60mm.
Davide Crespi

Hanno collaborato: Silvano Minuto, Corrado Pidò, Davide Crespi, Vittorio Sacco, Oreste Lesca,
Giuseppe Bianchi, Alessandro Segantin, Graziano Ventre, Stefano Savina.

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                   www.osservatoriogalilei.com – www.apan.it

                           APAN - Associazione Provinciale Astrofili Novaresi - Onlus
                                       C.F. osservatorio 00437210032
                                      Casella sostegno del volontariato.

Per collaborare al bollettino inviare una email a: info@osservatoriogalilei.com

L'osservatorio ha una propria pagina facebook:
https://www.facebook.com/OsservatorioAstronomicoGalileoGalilei

La pagina è moderata, quindi qualsiasi cosa scritta sulla bacheca non apparirà in pubblico prima di essere
vagliata dagli amministratori.

Ricordiamo che è possibile iscriversi all'associazione versando la quota per il 2017, invariata da anni, di
€25,00. I versamenti dei soci sono gli unici proventi dell'osservatorio. La quota può essere versata in
osservatorio oppure con bonifico su IBAN IT43J0503445690 000000008000

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