A31 A ROVERETO LA VALDASTICO - (secondo Fugatti) - Partito Democratico del Trentino

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A31 A ROVERETO LA VALDASTICO - (secondo Fugatti) - Partito Democratico del Trentino
A31 A ROVERETO
  LA VALDASTICO
    (secondo Fugatti)
A31 A ROVERETO LA VALDASTICO - (secondo Fugatti) - Partito Democratico del Trentino
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A31 A ROVERETO LA VALDASTICO - (secondo Fugatti) - Partito Democratico del Trentino
Completamento in territorio trentino della Valdastico Nord – La storia recente

 18 marzo 2013: il CIPE ha approvato il progetto preliminare del 1° lotto, con stralcio del 2 Lotto,
   per la mancata intesa tra lo Stato e la Provincia autonoma di Trento;
 6 agosto 2015: il CIPE ha costituito un Comitato paritetico fra lo Stato, la Regione del Veneto e la
   Provincia Autonoma di Trento;
 9 febbraio 2016: il Comitato Paritetico ha riconosciuto che lo scenario di comune interesse
   consiste nel corridoio d’interconnessione infrastrutturale tra la Valle dell’Astico, la Valsugana e
   la Valle dell’Adige, che in territorio trentino si contestualizza anche come un collegamento tra
   viabilità ordinarie e, segnatamente, tra la SS 47 “della Valsugana” e la SS 12 “dell’Abetone e del
   Brennero”;
 15 ottobre 2018: si concludono i lavori del Gruppo tecnico di coordinamento con                   la
   predisposizione di un tracciato ,autostradale      fino alla Valsugana,uno svincolo presso
   Caldonazzo e una bretella di collegamento con la SS 47 della Valsugana e tre corridoi territoriali
   alternativi (superstrada senza pedaggi) che raggiungono la SS12 e la Valle dell’Adige;
 gennaio 2019: il Consiglio di Stato da ragione al Comune di Besenello e accoglie il ricorso
   cassando la delibera del Cipe che autorizzava la realizzazione della Valdastico;

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Lo sbocco a Sud
aprile 2019: la Provincia Autonoma di Trento avanza, un’ulteriore ipotesi di tracciato per il completamento dell’Autostrada A31 e
 l’Autostrada A22 del Brennero presso lo svincolo di Rovereto Sud;
Le ragioni a sostegno della nuova ipotesi non sono riconducibili solo agli aspetti della mobilità (peraltro non indicati Ndr) ma anche alla “riconosciuta esigenza
 di riqualificazione dell'assetto produttivo della zona industriale di Rovereto e di un rilancio dell'economia anche agricola della Bassa Vallagarina.”

ottobre 2019: la società Autostrade consegna lo studio di fattibilità elaborato dal Consorzio Raetia che valuta 6 tracciati. Lo studio
 indica “il tracciato 6 come quello che mitiga laddove possibile gli elementi maggiormente critici”;

febbraio 2021: la Corte di Cassazione conferma la sentenza del Consiglio di Stato del gennaio 2019 in favore del Comune di
 Besenello;

febbraio 2021: la Corte dei Conti chiede un risarcimento di 178 milioni di € agli ex vertici dell'Anas per la mancata realizzazione della
 Valdastico nord tra il Veneto e il Trentino;

  giugno 2021: la giunta provinciale adotta il documento preliminare per la variazione del Piano urbanistico provinciale finalizzata
all'inserimento nella pianificazione provinciale della sbocco autostradale della Valdastico a sud di Rovereto.

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    6 inserire figura 14 studio fattibilità relazione
    tecnica 01.00.001.0101

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OPERE PREVISTE

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COSTO VALDASTICO

USCITA A BESENELLO                 1.283.470.000 EURO

USCITA A ROVERETO SUD               3.345.834.000 EURO

“La componente di costo complessivo di investimento per la realizzazione della
presente opera, in quanto conseguenza della combinazione degli elementi di rischio
che la caratterizzano, è quindi soggetta ad un livello di variabilità non
ordinario.”
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CANTIERI

SCAVI PREVISTI 12 MILIONI di metri cubi
di cui ESUBERI 7,7 MILIONI

AREA STOCCAGGIO ROVERETO 235.102 mq (più di 23 ettari)
possibili area Alumetal, cava Pilcante e Isola della Scala distante 80 km !

SITI DEPOSITO a Levico, Pergine, Villa Agnedo, Besenello, Segonzano,
Mezzocorona, Isera , Ala, Mori, Rovereto, Dolcè

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TEMPI REALIZZAZIONE VALDASTICO SENZA IMPREVISTI

USCITA A BESENELLO
6 ANNI DI CANTIERE E 3 PER AVVIO CANTIERI

USCITA A ROVERETO SUD

12 ANNI DI CANTIERE (4.336 giorni) PIU’ IL TEMPO PER AVVIO
CANTIERI

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RISCHI TEMPI E COSTI REALIZZAZIONE

..sussistono rischi legati alla fase di costruzione delle gallerie che potrebbero richiedere pre-rivestimenti potenziati e
rischio di bloccaggio della macchine durante il passaggio attraverso le faglie...macchine che non hanno alcun elemento di
flessibilità...

..svincolo di Rovereto in un contesto detritico con possibile presenza di grossi blocchi presenta il rischio di un incremento
dei costi e dei tempi..

..la galleria per la discenderia presenta il rischio di infiltrazioni delle acque in quantitativi importanti..

..cantierizzazione all’imbocco Rovereto.. la criticità più rilevante per la pianificazione è relativa alla scarsa disponibilità di
aree che vedrebbe un significativo e prolungato impatto su terreni attualmente occupati da vigneti di pregio..

.. vista la carsificazione della formazione dei Calcari Grigi interessata dagli scavi, è probabile il rinvenimento di cavità carsiche
di diverse dimensioni. Tale possibilità comporta rischi di incremento dei costi e allungamento dei tempi di costruzione.

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RISCHI TENUTA E DURATA DELL'OPERA

..rischio di deformazione del rivestimento delle gallerie dovuto allo sviluppo di
spostamenti di taglio, di entità limitata ma costanti nel tempo, lungo i piani di faglia, che
potrebbero impattare sulla durabilità della vita dell’infrastruttura e potrebbero quindi
richiedere opere di manutenzione straordinaria con chiusure prolungate dell’infrastruttura..

..rischio di danneggiamento dei conci durante le operazioni di avanzamento. Tali
danneggiamenti non comportano rischi di natura strutturale ma di durabilità dell’opera
anche in relazione all’efficacia del sistema di impermeabilizzazione e relativi costi di
manutenzione che dovranno essere opportunamente stimati.

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RISCHI AMBIENTALI indicati dallo studio

.. il rischio di interferenze del tracciato con faglie importanti, definite capaci, con particolare
riferimento al sistema dello Schio-Vicenza, che è un sistema sismogenetico composito, ancora attivo, cioè
in grado di generare terremoti con magnitudo importante (anche superiore a 6) con associati importanti
spostamenti di taglio, oltre ad essere inoltre sede di tassi di spostamento annui costanti..

.. rischi di carattere idrogeologico in corrispondenza dei massicci carbonatici, quali ad esempio effetti
sul campo di moto delle acque sotterranee indotte dal drenaggio esercitato dal tunnel e le variazioni della
qualità delle acque sotterranee, causati principalmente dall’infiltrazione di sostanze potenzialmente
contaminanti..

.. possibilità di depauperamento e peggioramento qualitativo delle acque sorgive, in particolare per le
sorgenti di Spino..

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Rischi idrogeologici

“Per le sorgenti potenzialmente impattate dagli scavi che potrebbero indurre un forte drenaggio e parziale
o totale disseccamento delle sorgenti. In tal caso gli effetti riguarderebbero la disponibilità idrica per
l’approvvigionamento di pubblici acquedotti e il reticolo idrico naturale con habitat connessi.

E' ragionevole prevedere la possibilità di incorrere, in corrispondenza di settori tettonizzati e/o cavità
carsiche a livello del tunnel, in afflussi idrici relativamente copiosi circolanti lungo i piani di taglio delle
faglie. Tali fenomeni potrebbero indurre una diminuzione, anche drastica, delle portate delle sorgenti (...).

Non è da escludersi l’intercettazione di cavità carsiche piene d’acqua, anche alla quota della galleria. Se in
fase di scavo si dovessero realizzare le condizioni di cui sopra si potrebbero verificare venute d’acqua con
portate elevate con conseguente parziale svuotamento dell’acquifero. Una simile evenienza potrebbe dar
luogo a notevoli difficoltà tecniche e ritardi nei lavori nonché ad importanti effetti sul regime delle portate
delle sorgenti captate.”
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Galleria Pedemonte Terragnolo
Sono presenti numerose sorgenti utilizzate sia ad uso
idropotabile che non. Le sorgenti sono situate al di sopra della
quota di sviluppo della galleria, in media ad una distanza verticale
superiore ai 300 m, e perciò potenzialmente impattate dagli
scavi.
Sebbene ubicata all’esterno del buffer di 1 km in località Sega di
Terragnolo, si segnala che la sorgente denominata 4169, avente
portata media Qmed ≈ 224 l/s, risulta a rischio 224 l/s, risulta a rischio.
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Galleria Terragnolo

entro 1 km sono presenti 7 sorgenti utilizzate

non è da escludersi l’intercettazione di cavità carsiche piene d’acqua, anche alla quota della
galleria.

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Galleria Moscheri

Sono presenti sette sorgenti , si
segnalano le sorgenti 4081, 4082 e
9816 afferenti al sistema sorgentizio
Spino di Vallarsa. Questo sistema di
sorgenti viene captato ad uso
idropotabile per l’alimentazione
dell’acquedotto di Rovereto. Il
sistema ha portate elevate (600 ≤ Q  Q
≤ Q  2000 l/s) e risulta potenzialmente
a rischio, in quanto la galleria si
sviluppa alla medesima quota delle
sorgenti ed a poche centinaia di
metri a valle rispetto alle stesse. la
realizzazione della galleria potrebbe
drenare la parte delle acque seccando
il sistema e comportando grossi
rischi per l’approvvigionamento idrico
di Rovereto.

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Galleria Rovereto

Comprese all’interno di un buffer di 1 km sono presenti otto sorgenti, si segnala che le sorgenti ubicate in
prossimità di faglie (3588, 3589 e 10163), il cui sviluppo raggiunge il piano della galleria, risultano fortemente a
rischio.

Discenderia

sono presenti tredici sorgenti utilizzate sia ad uso idropotabile che non. Si segnala che le sorgenti ubicate in
prossimità di faglie (4164, 4165, 4166, 8161 e 4169) il cui sviluppo raggiunge il piano della galleria, risultano
fortemente a rischio.

Bypass Piazza
sono presenti sei sorgenti utilizzate sia ad uso idropotabile che non.

Bypass Valduga

sono presenti sei sorgenti non è da escludersi l’intercettazione di cavità carsiche piene d’acqua, anche alla quota
della galleria.

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Alterazioni del regime idrico dei corsi d’acqua superficiali

- potenziale aumento della portata dei corsi d’acqua in corrispondenza degli imbocchi per drenaggio delle acque
sotterranee;

- alterazioni del deflusso dei corsi d’acqua, in particolare del Torrente Leno di Terragnolo;

- alterazioni del chimismo delle acque superficiali in corrispondenza degli imbocchi per apporto di acque di drenaggio;

- è possibile una minore portata dei corsi d’acqua legata a variazioni del regime delle portate sorgentizie

- per il Torrente Leno di Vallarsa e il Lago di San Colombano, potrebbe prodursi significativi effetti:

- possibile allagamento di aree subpianeggianti limitrofe al torrente Leno di Vallarsa ed al lago di San Colombano,

- possibile allargamento delle aree a rischio esondazione poste a valle. nonché all’innalzamento del livello medio del torrente
e del lago..

- possibili alterazioni alla stabilità delle sponde e della stabilità generale dei versanti.

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Ulteriori rischi di cedimenti e frane per gli abitati

L’attraversamento di aree caratterizzate da scadenti caratteristiche geomeccaniche
della roccia in corrispondenza di faglie, sovrascorrimenti e cavità carsiche, potrebbero
determinare crolli, cedimenti e produrre copiose e improvvise venute di acqua in
corrispondenza del fronte di scavo difficilmente controllabili e potenzialmente rischiose
per la stabilità dell’ammasso roccioso, in particolare laddove la copertura ha spessori
inferiori ai 100/150 m.

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Galleria Pedemonte Terragnolo

In corrispondenza dell’imbocco è presente un tratto a bassa copertura, lungo circa 1.275 m, che si imposta dentro
ai depositi di origine glaciale (SGD) all’interno dei quali si prevede corra il piano di taglio basale di una
Deformazione Gravitativa Profonda denominata DGPV di Terragnolo.

In questo settore potrebbero occorrere fenomeni di subsidenza o formazione di locali depressioni indotte dalle
attività di scavo e attivazione di frane in roccia e/o di materiale sciolto.

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Galleria Terragnolo

a ca. 120 m in direzione sud dall’asse del tracciato della galleria Terragnolo è presente il centro abitato di San
Nicolò i cui edifici potrebbero risentire di alterazioni strutturali a causa della perforazione della galleria legati
all’esiguo spessore della copertura

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Galleria Moscheri

 per 200 mt corre al di sotto del centro abitato di Trambileno ad una profondità pari a ca. 160 m . In questo
tratto gli edifici del centro abitato potrebbero risentire di alterazioni strutturali a causa della perforazione della
galleria legati all’esiguo spessore della copertura

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Bypass Piazza

l’intera galleria è caratterizzata da uno spessore della copertura inferiore a 150 m e pertanto, sulla base delle
conoscenze ad oggi a disposizione e casi di studio, potrebbero occorrere fenomeni subsidenza o formazione di
locali depressioni indotte dalle attività di scavo

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Bypass Valduga

è presente l’omonimo centro abitato i cui edifici potrebbero risentire di alterazioni strutturali a causa della
perforazione della galleria legati all’esiguo spessore della copertura

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Svincolo Terragnolo + Interconnessione a S.P.       2

Il versante risulta caratterizzato da numerose scarpate di erosione e orli di terrazzo in precario stato di stabilità.
Inoltre la quasi totalità della bretella ricade nell’area di pertinenza del DGPV (deformazione gravitativa profonda
di versante) di Terragnolo.

In questo settore della valle, caratterizzato da diffusi fenomeni di dissesto del versante, non è da escludere la
possibilità che si possano innescare, sia in fase di realizzazione che di esercizio dell’opera, crolli e/o franamenti
di parte del versante che possono mettere a serio rischio sia la tenuta dell’opera stessa che l’incolumità della
popolazione e/o degli edifici/viabilità (S.P. 2) poste a monte della bretella di interconnessione.

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Le aree di cantierizzazione

lo svincolo di Rovereto, con tre ipotesi di cantierizzazione che prevedono una occupazione
di suolo tra i 46 ettari (la più estesa) e i 13 ettari (la più blanda);
l’area del lago di Sano Colombano (2 ha circa), particolarmente critica, con lo sviluppo di
una viabilità di cantiere, sia in sponda destra sia in sponda sinistra, per una lunghezza
totale di più di 4km;

lo svincolo di Terragnolo per una superficie di circa 10 ha, con una viabilità di cantiere di
circa 1 km, le gallerie per il by pass di Valduga e Piazza e il collegamento tra lo svincolo di
Terragnolo e la SP2 di circa 3,6 km

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Viabilità di cantiere Terragnolo
                                   41
Area di cantiere Terragnolo
                              42
Area di cantiere Trambileno   43
Area cantiere di Rovereto, scenario 1
                                        44
Area di cantiere Rovereto Sud, scenari 2 e 3
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Collegamento con A22   46
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RISCHI: LE CONCLUSIONI DELLO STUDIO

..un numero non trascurabile di rischi rimangono in classe III o in classe IV,
anche a valle dell'implementazione delle misure di mitigazione.

In particolare, in riferimento a criticità di natura autorizzativa
(traffico,ambiente, idrogeologia e cantierizzazione) oltre che di natura
tecnico-realizzativa (idrogeologia e complessità gallerie) tali rischi sono
difficilmente mitigabili dalle scelte progettuali.

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Il traffico previsto sulla Valdastico

Lo studio prevede 23.300 veicoli giorno (19.900 senza vignette)*
considerando:

-la realizzazione e messa in esercizio della Valdastico Nord nel 2026 !!
-la non realizzazione del potenziamento della SS47 della Valsugana (project)
-l'introduzione di un sistema di Vignette per il controllo degli accessi dei mezzi pesanti in Valsugana

Secondo lo studio si prevede:

-una riduzione del 18% sulla A22 nel tratto A4- Rovereto Sud
-un aumento del 7% sulla A22 a nord di Rovereto
-una riduzione del traffico pesante del 13% sulla Valsugana (con Vignette) nel tratto Pergine Trento

* secondo il Ministero infrastrutture e trasporti, gennaio 2016, la previsione è di 17.150 veicoli al giorno

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Traffico: le previsione della PAT nel 1996.

Nel 1996 la Provincia di Trento commissiona uno studio sulla Valdastico e gli scenari del traffico.
Le conclusioni (Centro Studi Traffico) dicevano:

a) la capacità complessiva del valico del Brennero è in grado di far fronte alla crescita dei traffici almeno fino al 2010, ma il
quadruplicamento della ferrovia risulta indispensabile per motivi ambientali e di traffico;
b) il potenziamento della A22 a 6 corsie non si giustifica neppure senza la nuova ferrovia
c) l'Autostrada Valdastico non si giustifica in nessuno degli scenari che prevedono il potenziamento ferroviario;
d) la Superstrada della Valsugana va considerata un'opera irrinunciabile anche nello scenario di massimo trasferimento
modale sulla ferrovia ed è conflittuale con la Valdastico non essendo giustificata la loro simultanea realizzazione in
nessun scenario.

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Valdastico e Valsugana: le contraddizioni.

Nelle direttive di Fugatti si assume la realizzazione della rettifica della SS 47 della Valsugana in Trentino e
l'eventuale costruzione della Superstrada nel tratto veneto, con conseguente riduzione dei tempi di
collegamento, che richiedono un'area a Vignette per il controllo del traffico pesante.

Dallo studio 2019:

“risulta evidente come una ipotesi di realizzazione sia della Valdastico Nord sia del Project della
Valsugana prefigurerebbe uno scenario di “concorrenzialità” tra le due infrastrutture con il palese
rischio di una sovrapposizione di funzioni e conseguente spreco di risorse”

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