5-6/09 Bollettino d'Informazione sui Farmaci - Le note AIFA 2009

Pagina creata da Vincenzo Cappelli
 
CONTINUA A LEGGERE
5-6/09 Bollettino d'Informazione sui Farmaci - Le note AIFA 2009
Bollettino d’Informazione sui Farmaci

                                                    5-6/09                Le note AIFA 2009
                                                                          193 Una guida per l’uso

                                                                          195
                                                                              appropriato dei farmaci
                                                                                Le note
                                                                          252 Allegati
                                                                          264 Indice dei principi attivi
Anno XVI N.5-6 Settembre-dicembre 2009 Bimestrale

                                                    Bimestrale
                                                    dell’Agenzia
                                                    Italiana
                                                    del Farmaco
5-6/09 Bollettino d'Informazione sui Farmaci - Le note AIFA 2009
Bollettino d’Informazione sui Farmaci
Bimestrale dell’Agenzia Italiana del Farmaco

Direttore responsabile                     Redazione                    Comunicazioni
e scientifico                              Gabriele Angiello            e osservazioni
Antonio Addis                              Linda Pierattini             al Bollettino dovranno
                                           Francesca Rocchi             essere inoltrate presso:
Comitato scientifico                       Carmela Santuccio            Redazione
Marco Bobbio                               Valeria Severi               Bollettino d’Informazione
Fausto Bodini                                                           sui Farmaci
Franca De Lazzari                          Segreteria di Redazione      Agenzia Italiana
Albano Del Favero                          Monica Pirri                 del Farmaco
Nicola Montanaro                                                        Via della Sierra Nevada, 60
Luigi Pagliaro                                                          00144 Roma
Paolo Preziosi                             Redazione editoriale
                                           Il Pensiero Scientifico      Fax 06 597 84 657
Alessandro Rosselli                                                     bif@aifa.gov.it
Alessandro Tagliamonte                     Editore
                                           Via Bradano, 3/c             www.agenziafarmaco.it
Gianni Tognoni
Francesca Tosolini                         00199 Roma
Massimo Valsecchi                          Tel. 06 862 82 335
                                           Fax 06 862 82 250
                                           pensiero@pensiero.it
                                           www.pensiero.it
                                           Responsabile
                                           Manuela Baroncini

© Agenzia Italiana                        Ringraziamenti
del Farmaco                               A questo numero hanno contribuito
La riproduzione                           come autori o collaboratori
e la divulgazione
                                           M. Cori
dei contenuti del Bif
sono consentite fatti salvi                V. Patriarca
la citazione della fonte
e il rispetto dell’integrità
dei dati utilizzati.
Autorizzazione
del Tribunale di Roma
n. 401 del 20/11/2008.
Questo numero
è stato chiuso
a dicembre 2009.
BOLLETTINO D’INFORMAZIONE SUI FARMACI   |   LE NOTE AIFA 2009           |                                                              193

Le note AIFA 2009.
Una guida per l’uso appropriato dei farmaci

    Introduzione                                                      Innanzitutto, per quanto precedentemente detto, non
    Questo numero doppio del Bif è dedicato alle note             compare più, in fondo a ciascuna nota, il riquadro azzurro
AIFA e costituisce un aggiornamento del precedente “Le            che prima indicava la data di aggiornamento e quella del
note AIFA 2007” (BIF XIII N. 6, 2006). L’esigenza di poter        successivo aggiornamento previsto. Inoltre, sono state sop-
reperire in un unico fascicolo di pronta consultazione la         presse:
versione aggiornata di tutte le note è attualmente molto              la Nota 3 (farmaci per la terapia del dolore);
sentita da parte di medici, farmacisti e responsabili am-             la Nota 5 (enzimi pancreatici);
ministrativi operanti nella sanità pubblica e sempre più              la Nota 57 (antiemetici, antagonisti dei recettori
numerosi, in tal senso, sono stati gli input che l’Agenzia            serotoninergici).
Italiana del Farmaco (AIFA) ha ricevuto negli ultimi tempi.           I farmaci, di cui alle note suddette, sono pertanto pre-
Inoltre, grazie all’attenzione con cui i mezzi di comunica-       scrivibili a carico del SSN a partire dall’entrata in vigore
zione seguono i temi che riguardano la salute, è cresciuto        del rispettivo provvedimento, senza più le limitazioni pre-
anche negli assistiti l’interesse per le questioni connesse       viste dalle note stesse.
alla prescrivibilità dei farmaci, oltre che alla loro efficacia
e sicurezza d’impiego.                                                È stata inserita una nuova nota, la Nota 90 (metilnal-
    I principi che 15 anni or sono costituirono la base per       trexone).
la creazione di questo strumento regolatorio restano, nella           La validità della Nota 78 (colliri anti-glaucoma) è so-
sostanza, ancora validi. Nel corso del tempo, di alcune           spesa fino al 12 giugno 2010 (Determinazione AIFA 9 di-
note è cambiato il contenuto formale mentre di altre sono         cembre 2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 del
state ridefinite le finalità, ma è rimasto inalterato l’ob-       12 dicembre 2009).
biettivo principale di offrire, a quanti operano nel delicato
settore della salute pubblica, una sintesi documentata del            Le seguenti note sono state aggiornate (e le relative de-
percorso di valutazione critica compiuto dalla Commis-            terminazioni sono state già pubblicate sulla Gazzetta Uf-
sione Tecnico-Scientifica (CTS) dell’AIFA per giungere alla       ficiale):
definizione delle condizioni per l’uso appropriato e ra-              Nota 1 (gastroprotettori);
zionale dei farmaci erogati dal Servizio Sanitario Nazio-             Nota 4 (dolore neuropatico);
nale (SSN).                                                           Nota 39 (ormone della crescita);
    Va detto, infine, che il periodico processo di revisione          Nota 42 (bifosfonati);
ed aggiornamento delle note ha subito negli ultimi tempi              Nota 55 (antibiotici iniettabili per uso extra-
una notevole accelerazione, tanto da assumere i connotati             ospedaliero);
di una revisione continua. L’AIFA ha ritenuto, infatti, che           Nota 56 (antibiotici per continuità ospedale-
l’emergenza di questioni correlate alla sicurezza ed effica-          territorio);
cia (nuove indicazioni terapeutiche) dei medicinali, in               Nota 79 (farmaci per l’osteoporosi);
particolare per quelli di più recente introduzione nella pra-         Nota 83 (sostituti lacrimali);
tica clinica, meritasse una continua attenzione da parte              Nota 85 (farmaci per la malattia di Alzheimer:
della CTS e dei vari Gruppi di Lavoro ad hoc che nell’am-             inibitori dell’acetil-colinesterasi e memantina).
bito della Commissione operano.
                                                                      Le restanti note sono state revisionate ed aggiornate li-
    Le novità                                                     mitatamente alla parte descrittiva e alla bibliografia. Se-
    Al fine di rendere più agevole la consultazione di que-       condo quanto deciso dalla CTS, queste note non saranno
sto fascicolo monografico, elenchiamo qui di seguito le           pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, ma la loro diffusione è
novità e le modifiche apportate rispetto all’edizione del         affidata a questo numero speciale del Bif. Tutte le note sa-
2007.                                                             ranno inoltre pubblicate sul sito dell’AIFA.

                                                                              AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO   |   BIF XVI N. 5-6 2009
194   LE NOTE AIFA 2009     |       UNA GUIDA PER L’USO APPROPRIATO DEI FARMACI

          Sono pubblicati su questo numero anche i modelli
      (template) dei Piani Terapeutici (PT) AIFA (ossia, quei PT
      che per l’impiego di determinati medicinali prevedono
      vincoli particolari, stabiliti dall’AIFA, che sono validi su
      tutto il territorio nazionale); tra questi: il nuovo PT del-
      l’ivabradina, quello aggiornato degli interferoni (ex-Nota
      32) e quello della lamivudina (ex Nota 32 bis).

          Non è stato incluso nel Bif, infine, l’elenco delle con-
      fezioni dei medicinali prescrivibili a carico del SSN atti-
      nenti alle singole note; la decisione di non pubblicarlo è
      motivata dal fatto che si tratta di un elenco “volatile”,
      soggetto a frequenti variazioni nel corso dell’anno. Esso
      verrà invece pubblicato sul sito dell’Agenzia e, al pari delle
      note, sarà mantenuto costantemente aggiornato.

      BIF XVI N. 5-6 2009       |   AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
|       LE NOTE AIFA 2009   |   195

       NOTA      1
       Gastroprotettori                                   La prescrizione a carico del SSN è limitata:
       • misoprostolo                                     — alla prevenzione delle complicanze gravi del tratto
       • esomeprazolo                                         gastrointestinale superiore
       • lansoprazolo                                         · in trattamento cronico con farmaci antiifiammatori
       • omeprazolo                                           non steroidei
       • pantoprazolo                                         · in terapia antiaggregante con ASA a basse dosi
       • misoprostolo + diclofenac*                       — purché sussista una delle seguenti condizioni di rischio
                                                              · storia di pregresse emorragie digestive o di ulcera peptica
                                                              non guarita con terapia eradicante
                                                              · concomitante terapia con anticoagulanti o cortisonici
                                                              · età avanzata

   *La prescrizione dell’associazione misoprostolo + diclofenac è rimborsata alle condizioni previste dalla Nota 66.

    Background                                                            forazioni e ostruzione pilorica) della gastropatia da FANS.
    È noto come il trattamento cronico con i FANS possa                   Lo studio (MUCOSA) di grandi dimensioni (8853 pa-
determinare un aumentato rischio di ulcera peptica e delle                zienti) ha infatti documentato una riduzione del 40% di
sue complicanze gravi (emorragia, perforazione, ostru-                    dette complicanze rispetto al placebo. Una metanalisi di
zione). Il rischio di ospedalizzazione per una compli-                    24 studi che ha valutato l’efficacia del misoprostolo, non
canza grave è stimato fra l’1 e il 2% per anno, ed aumenta                in base alla riduzione delle complicanze ma solo in base
fino a 4-5 volte nelle categorie a rischio specificate nella              alla riduzione dell’incidenza di ulcere gastriche o duode-
nota limitativa.                                                          nali diagnosticate endoscopicamente, ha confermato detta
    Sulla base di studi clinici randomizzati e osservazionali             efficacia: (NNT = 8) per prevenire un’ulcera gastrica e
anche l’uso di anticoagulanti e l’età avanzata (65-75 anni)               (NNT = 30) per prevenire un’ulcera duodenale.
sono risultate essere condizioni predisponenti al rischio di                  Il misoprostolo somministrato alla dose di 800 mg ha
complicanze gravi del tratto gastrointestinale superiore.                 però una tollerabilità scarsa (dispepsia, dolore addomi-
Pertanto tali condizioni devono essere considerate fattori                nale, diarrea) e nello studio MUCOSA i pazienti che so-
suggestivi di popolazioni a maggior rischio ma non rac-                   spendevano il trattamento per disturbi gastrointestinali
comandazioni tassative per trattare, ad esempio, tutti gli                erano più numerosi fra quelli trattati con misoprostolo più
anziani o tutti coloro che assumono anticoagulanti.                       FANS (27,4%) che fra quelli trattati con FANS più placebo
    Data la rilevanza clinica della tossicità gastroduodenale             (20,1% p
196   |   LE NOTE AIFA 2009     |

      ranitidina e misoprostolo) sia nel guarire le ulcere sia nel     a basse dosi, l’eradicazione dell’infezione probabilmente
      prevenire le recidive.                                           si pone perciò come strategia profilattica più conveniente

1         Detti risultati vanno però valutati con prudenza in
      quanto entrambi gli studi presentano limiti metodolo-
                                                                       della somministrazione di un inibitore di pompa. Non è
                                                                       chiaro se l’eradicazione vada comunque eseguita in tutti i
      gici rilevanti quali: 1) la dimostrazione di maggiore effi-      pazienti infetti che fanno uso cronico di FANS tradizionali.
      cacia è basata su parametri surrogati, infatti gli studi hanno       Una metanalisi recente ha dimostrato che il rischio
      utilizzato come “end-point” terapeutico la riduzione del         emorragico da ASA impiegato come antiaggregante è assai
      numero di ulcere endoscopiche e dei sintomi dispeptici e         basso (una emorragia ogni 117 pazienti trattati con 50-162
      non delle complicanze gravi che sono il parametro clinico        mg/die di ASA per una durata media di 28 mesi). Pertanto,
      più rilevante cui mira la profilassi farmacologica: non è        una gastroprotezione farmacologica generalizzata non è
      cioè la stessa cosa prevenire un’ulcera visibile all’endo-       giustificata. I trial considerati nella metanalisi esclude-
      scopia routinaria in uno studio clinico e prevenire una          vano però i pazienti ad alto rischio emorragico. In man-
      complicanza grave (emorragia, perforazione, ostruzione);         canza di dati relativi a questi pazienti, se si estrapola ad essi
      2) le dosi utilizzate con i farmaci di riferimento (400          l’aumento di emorragie o ulcere da FANS nei soggetti a ri-
      mg/d per il misoprostolo e 300 mg/d per la ranitidina)           schio (4-5 volte quello di base), la gastroprotezione nei
      sono probabilmente inadeguate; infine, 3) è mancata so-          soggetti a rischio emorragico trattati “long-term” con ASA
      prattutto un’attenta considerazione alla presenza o meno         potrebbe essere giustificata specie in presenza dei fattori di
      nei pazienti trattati di un’infezione da Helicobacter pylori     rischio più rilevanti (emorragia pregressa e pazienti in
      (H. pylori). Lo stato di portatore o meno di una tale infe-      trattamento con anticoagulanti e cortisonici). Nei pazienti
      zione può, infatti, avere grande rilevanza. Una recente          con infezione da H. pylori risulta indicata l’eradicazione.
      metanalisi condotta su 16 studi dimostra, infatti, in modo       Non è invece appropriato l’uso di preparazioni “gastro-
      convincente come sia l’infezione da H. pylori sia l’impiego      protette” o tamponate di ASA, che hanno un rischio emor-
      di FANS tradizionali possano aumentare il rischio di cau-        ragico non differente da quello dell’ASA standard.
      sare un’ulcera peptica o un sanguinamento gastrico in                Gli H2-inibitori non sono stati inclusi tra i farmaci in-
      modo indipendente, avendo un effetto sinergico nell’ag-          dicati per la prevenzione e il trattamento del danno ga-
      gravare il rischio di ulcera peptica e sanguinamento             strointestinale da FANS perché in dosi standard non ridu-
      quando entrambi i fattori di rischio sono presenti nello         cono significativamente l’incidenza delle ulcere gastriche,
      stesso paziente. La superiore efficacia dell’inibitore di        che sono le più frequenti fra quelle da FANS anche se
      pompa rispetto a misoprostolo e a dosi usuali di H2 bloc-        hanno efficacia pressoché uguale a quella del misoprostolo
      canti nel prevenire le ulcere da FANS potrebbe cioè essere       sulle ulcere duodenali. Una revisione non sistematica del
      in parte solo apparente e dovuta a una diversa distribu-         danno gastrointestinale da FANS non raccomanda gli H2
      zione dei pazienti con infezione nella popolazione stu-          – inibitori per la prevenzione dei danni gastrointestinali da
      diata.                                                           FANS; li ammette per la terapia delle ulcere previa so-
                                                                       spensione dei FANS, ma non se si seguitano i FANS. I dati
          Particolari avvertenze                                       clinici citati non possono essere applicati ai COXIB.
          L’importanza dell’infezione da H. pylori nella strategia         Va segnalato come in uno studio in pazienti con storia
      di prevenzione del sanguinamento gastrico causato dai            di sanguinamento gastrico recente, il trattamento per sei
      FANS tradizionali e dall’ASA a basso dosaggio è dimostrato       mesi con omeprazolo più diclofenac si sia dimostrato
      da uno studio recente che ha rilevato come nei pazienti          egualmente efficace rispetto al celecoxib nel prevenire la ri-
      con infezione da H. pylori e una storia di sanguinamento         correnza del sanguinamento gastrico.
      gastrico, l’eradicazione dell’infezione da H. pylori risulti         Al momento vi sono dati preliminari derivati da un
      equivalente all’omeprazolo nel prevenire una recidiva del        solo RCT di modeste dimensioni che documenta l’effica-
      sanguinamento gastrico nei pazienti che assumono ASA a           cia di un inibitore di pompa nel ridurre il danno gastrico
      basse dosi (probabilità di recidiva del sanguinamento a sei      da COXIB.
      mesi 1,9% con eradicazione e 0,9% con omeprazolo).
      Mentre nei pazienti che assumono naprossene al posto
      dell’ASA a basse dosi l’inibitore di pompa risulta più effi-
      cace della semplice eradicazione (probabilità di recidiva
      del sanguinamento a 6 mesi 18,8% con l’eradicazione e
      4,4% con omeprazolo).
          Nei pazienti con storia di sanguinamento gastrico, e
      che devono continuare una profilassi secondaria con ASA

      BIF XVI N. 5-6 2009   |   AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
|       LE NOTE AIFA 2009   |   197

   Bibliografia
1. Chan FKL, et al. Celecoxib versus          9. Graham DY. Critical effect of              17. Wolfe MM, et al. Gastrointestinal
   diclofenac and omeprazole in
   reducing the risk of recurrent ulcer
                                                 Helicobacter pylori infection on the
                                                 effectiveness of omeprazole for
                                                                                                toxicity of non-steroidal anti-
                                                                                                inflammatory drugs. N Engl J Med               1
   bleeding in patients with arthritis.          prevention of gastric or duodenal              1999; 340: 1888-99.
   N Engl J Med 2002; 347: 2104-10.              ulcers among chronic NSAID users.          18. Yeomans ND, et al. A comparison
2. Chan FKL, et al. Preventing recurrent         Helicobacter 2002; 7: 1-8.                     of omeprazole with ranitidine for
   upper gastrointestinal bleeding in         10. Graham DY. NSAIDS, Helicobacter               ulcers associated with Nonsteroidal
   patients with Helicobacter pylori              pylori and Pandora Box. N Engl J              Anti-inflammatory Drugs. N Engl J
   infection who are taking low-dose              Med 2002; 347: 2162-4.                        Med 1998; 338: 719-26.
   aspirin or naproxen. N Engl J Med          11. Hawkey CJ, et al. Omeprazole              19. Chan FKL, et al. Combination of a
   2001; 344: 967-73.                             compared with misoprostol for                 cyclo-oxygenase-2 inhibitor and a
3. Cullen D, et al. Primary                       ulcers associated with nonsteroidal           proton-pump inhibitor for
   gastroduodenal prophylaxis with                antiinflammatory drugs.                       prevention of recurrent ulcer
   omeprazolo for Nonsteroidal Anti-              Omeprazole versus Misoprostol for             bleeding in patients at very high risk:
   inflammatory Drug users. Aliment               NSAID-Induced Ulcer Management                a double-blind, randomised trial.
   Pharmacol Ther 1998; 12: 135-40.               (OMNIUM) Study Group. N Engl J                Lancet 2007; 369: 1621-6.
4. Daneshmend TK, et al. Abolition by             Med 1998; 338: 727-34.                    20. Heidelbaugh JJ, et al. Overutilization
   omeprazole of aspirin-induced              12. Jia-Qing, et al. Role of Helicobacter         of proton pump inhibitors: a review
   gastric mucosal injury in man.                 pylori infection and non-steroidal            of cost-effectiveness and risk
   Gut 1990; 31: 514-7.                           anti-inflammatory drugs in peptic             [corrected]. Am J Gastroenterol
5. Derry S, et al. Risk of gastrointestinal       ulcer disease: a meta-analysis. Lancet        2009; 104: 27-32.
   hemorrhage with long term use of               2002; 359: 14-22.                         21. Lanza FL, et al. Practice Parameters
   aspirin: meta-analysis. BMJ 2000;          13. Kelly YP, et al. Risk of aspirin–             Committee of the American College
   321: 1183-7.                                   associated major upper                        of Gastroenterology. Guidelines for
6. Ekstrom P, et al. Prevention of peptic         gastrointestinal bleeding with                prevention of NSAID-related ulcer
   ulcer and dyspeptic symptoms with              enteric-coated or buffered products.          complications. Am J Gastroenterol
   omeprazole in patients receiving               Lancet 1996; 384: 1413-6.                     2009; 104: 728-38.
   Nonsteroidal Anti-inflammatory             14. Koch M, et al. Prevention of              22. Schlansky B, et al. Prevention of
   Drug continuous therapy. A nordic              Nonsteroidal Anti-inflammatory                nonsteroidal anti-inflammatory
   multicentre study. Scand J                     drugs-induced gastrointestinal                drug-induced gastropathy. J
   Gastroenterol 1996; 31: 753-8.                 mucosal injury. A meta-analysis of            Gastroenterol 2009; 19: 44-52.
7. Feldman M. Peptic ulcer disease.               randomised controlled clinical trial.     23. Gilard M, et al. Influence of
   In: Dale DC, Federman DD, eds.                 Arch Intern Med 1996; 156: 2321-              omeprazole on the antiplatelet
   Scientific American Medicine,                  32.                                           action of clopidogrel associated with
   Section 4, Gastroenterology II, 2000:      15. Lanza FL. A guideline for the                 aspirin. The randomized, double-
   2-3.                                           treatment and prevention of NSAID-            blind OCLA (Omeprazole
8. Graham DY, et al. Ulcer prevention             induced ulcers. Am J Gastroenterol            CLopidogrel Aspirin) study. J Am
   in long-term users of Nonsteroidal             1998; 93: 2037-46.                            Coll Cardiol 2008; 51: 256-60.
   Antinflammatory Drugs. Arch Intern         16. Silverstein, et al. Misoprostol reduces
   Med 2002; 162: 169-75.                         serious gastrointestinal
                                                  complications in patients with
                                                  rheumatoid arthritis receiving
                                                  Nonsteroidal Anti-inflammatory
                                                  drugs. A randomised, double-blind,
                                                  placebo-controlled trial. Ann Intern
                                                  Med 1995; 123: 241-9.

                                                                                 AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO      |    BIF XVI N. 5-6 2009
198   |   LE NOTE AIFA 2009     |

              NOTA     2
              Acidi biliari                             La prescrizione a carico del SSN è limitata ai pazienti affetti da:
              • chenourso-desossicolico                 — cirrosi biliare primitiva
              • taurourso-desossicolico                 — colangite sclerosante primitiva
              • urso-desossicolico                      — colestasi associata alla fibrosi cistica o intraepatica familiare
                                                        — calcolosi colesterinica

          Background                                                       niche virali, nelle quali non favorisce l’eliminazione del-
          La presente nota nasce per il fatto che alcuni prodotti          l’RNA del virus C e non migliora le lesioni istologiche.
      a base di acidi biliari riportano “indicazioni minori” quali
      le “dispepsie biliari”. Tali indicazioni, per il carattere in-           Particolari avvertenze
      definito del disturbo, per la sua limitata rilevanza clinica             La calcolosi colesterinica potenzialmente trattabile con
      se isolatamente considerato, oltre che per l’assenza di              acidi biliari è caratterizzata da calcoli singoli o multipli
      studi adeguati a supporto di tali indicazioni, non possono           (diametro uguale o inferiore a 1 cm), radiotrasparenti, con
      essere poste a carico del Servizio Sanitario Nazionale               colecisti funzionante, pazienti non obesi con sintomato-
      (SSN). Pertanto, sono rimborsate solo le prescrizioni rife-          logia modesta (coliche non molto frequenti o severe). Al-
      rite alle situazioni cliniche indicate nella presente nota.          tra indicazione è la presenza in colecisti di frammenti di
                                                                           calcoli post-litotripsia.
          Evidenze disponibili                                                 Nella colelitiasi, la terapia con sali biliari ottiene la dis-
          Le prime tre indicazioni si riferiscono a epatopatie cro-        soluzione dei calcoli solo in una parte dei pazienti, varia-
      niche nelle quali modificazioni qualiquantitative della              bile in relazione a fattori diversi (dimensioni dei calcoli,
      funzione biligenetica hanno un ruolo patogenetico molto              funzionalità della colecisti, ecc.); è seguita frequentemente
      importante, determinando alterazioni anatomiche e fun-               dalla formazione di nuovi calcoli (50-60% a 5 anni); non
      zionali del fegato (epatopatie colestatiche). L’impiego de-          trova indicazione nei pazienti con coliche ravvicinate o se-
      gli acidi urso- e taurourso-desossicolico nelle epatopatie           vere, per i quali è necessaria la colecistectomia. Bisogna an-
      croniche colestatiche è limitato a quelle per le quali si tro-       che considerare che l’alternativa chirurgica, laparoscopica
      vano in letteratura evidenze di efficacia terapeutica in ter-        o con minilaparotomia, è risolutiva e a basso rischio. Si ri-
      mini di miglioramenti anatomici, clinici e di sopravvi-              tiene opportuno limitare l’uso dei sali biliari ai pazienti
      venza significativi o, nel caso di malattie prive di altre           con caratteristiche definite “ottimali” per la dissoluzione
      terapie utili, anche marginali. Tali evidenze, non univoche          dei calcoli, che raggiunge in questi casi percentuali fra il
      ma nettamente prevalenti per la cirrosi biliare primitiva            48% e il 60%. Le caratteristiche sopra ricordate sono pre-
      (l’acido urso-desossicolico è stato recentemente approvato           senti in circa il 15% dei pazienti.
      per la terapia di questa malattia dalla Food and Drug Ad-                La prescrizione di acidi biliari non è rimborsata dal
      ministration), sono meno chiare ma non inesistenti per le            SSN per il trattamento della semplice dispepsia. Il tratta-
      altre epatopatie colestatiche in nota. Le sperimentazioni            mento con acidi biliari non è rimborsato nei pazienti con
      controllate e randomizzate hanno invece dimostrato che               epatite cronica virale e in quelli con coliche ravvicinate o
      l’acido urso-desossicolico non è efficace nelle epatiti cro-         gravi per i quali è indicata la colecistectomia.

           Bibliografia
      1. Angelico M, et al. Recombinant              2. Bellentani S, et al. Ursodiol in the  4. Boucher E, et al. Interferon and
         interferon-alpha and                           long-term treatment of chronic           ursodeoxycholic acid combined
         ursodeoxycholic acid versus                    hepatitis: a double-blind multicenter    therapy in the treatment of chronic
         interferon alpha alone in the                  trial. J Hepatol 1993; 19: 459-64.       viral C hepatitis: results from a
         treatment of chronic hepatitis C:           3. Beuers U, et al. Ursodeoxycholic acid    controlled randomized trial in 80
         a randomized clinical trial with               in cholestasis: potential mechanisms     patients. Hepatology 1995; 21:
         long-term follow up. Am J                      of action and therapeutic                322-7.
         Gastroenterol 1995; 90: 263-9.                 applications. Hepatology 1998; 28:
                                                        1449-53.

      BIF XVI N. 5-6 2009   |   AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
|       LE NOTE AIFA 2009   |   199

5. Colombo C, et al. Ursodeoxycholic        8. Lindor KD, et al. Management of           11. Poupon R, et al. Combined analysis
   acid for liver disease associated with      primary biliary cirrhosis. In: Schiff’s       of randomized controlled trial of
   cystic fibrosis: a double-blind,            diseases of the liver. 8th ed.                ursodeoxycholic acid in primary
   multicenter trial. Hepatology 1996;
   23: 1484-90.
                                               Philadelphia: Lippincott Williams &
                                               Wilkins, 1999: Ch. 25.
                                                                                             biliary cirrhosis. Gastroenterology
                                                                                             1997; 113: 884-90.                             2
6. Combes B, et al. The effect of           9. Lindor KD, et al. Ursodiol for            12. Strasberg SM, et al.
   ursodeoxycholic acid on the florid          primary sclerosing cholangitis.               Cholecystolithiasis: lithotherapy for
   duct lesion of primary biliary              N Engl J Med 1997; 336: 691-5.                the 90s. Hepatology 1992;
   cirrhosis. Hepatology 1999;              10. May GR, et al. Efficacy of bile acid         16: 820-39.
   30: 602-5.                                   therapy for gallstone dissolution: a
7. Goulis J, et al. Randomised                  meta-analysis of randomized trial.
   controlled trial of ursodeoxycholic          Aliment Pharmacol Ther 1993;
   acid therapy in primary biliary              7: 139-48.
   cirrhosis: a meta-analysis. Lancet
   1999; 354: 1053-60.

       NOTA     4
       • duloxetina                            La prescrizione a carico del SSN è limitata ai pazienti con dolore grave
                                               e persistente dovuto alle seguenti patologie documentate dal quadro
       • gabapentin
                                               clinico e/o strumentale:
       • pregabalin
                                               — nevralgia post-erpetica correlabile clinicamente
                                                     e topograficamente ad infezione da Herpes zoster
                                               — neuropatia associata a malattia neoplastica
                                               — dolore post-ictus o da lesione midollare
                                               — polineuropatie, multineuropatie, mononeuropatie dolorose,
                                                     limitatamente ai pazienti nei quali l’impiego degli
                                                     antidepressivi triciclici (amitriptilina, clomipramina) e della
                                                     carbamazepina sia controindicato o risulti inefficace
                                                    · gabapentin, pregabalin
                                               — neuropatia diabetica
                                                    · duloxetina, gabapentin, pregabalin
                                               L’impiego di questi farmaci non è assoggettato a nota limitativa ed è
                                               a carico del SSN per le seguenti indicazioni terapeutiche: trattamento
                                               della depressione maggiore e disturbo d’ansia generalizzato
                                               per duloxetina e della epilessia per gabapentin e pregabalin.

    Background                                                     antinfiammatori non steroidei; significativa ai farmaci an-
    La più recente definizione di dolore neuropatico (o            ticonvulsivanti, antidepressivi e antiaritmici). Le condi-
neurogeno) formulata dall’International Association for            zioni cliniche responsabili del dolore neuropatico sono
the Study of Pain (IASP) è “dolore che nasce quale diretta         identificabili in molteplici quadri morbosi associabili sia
conseguenza di lesione o malattia del sistema somato-              a compromissione del sistema nervoso centrale che peri-
sensoriale” (Treede et al. 2008). Tale sindrome è stata pro-       ferico. La valutazione dell’effetto dei farmaci sul dolore è
gressivamente identificata a partire da denominatori co-           basata sull’impiego di scale analogiche o numeriche strut-
muni essenzialmente clinici, rappresentati sia dalla               turate per quantificarne l’entità o la ricaduta su altri aspetti
modalità di presentazione dei sintomi (coesistenza di di-          più generali del quadro clinico (ad es. la qualità di vita).
sturbi di sensibilità, assenza di stimolazione nocicettiva),       Secondo quanto riportato dal Tavolo Neurologico del-
sia dalla durata (la cronicità del dolore neuropatico è le-        l’AIFA, i meccanismi che producono il dolore neuropatico
gata a persistenza per settimane, mesi o anni), sia dalla ri-      possono essere così elencati in modo semplificato:
sposta ai trattamenti farmacologici (scarsa agli oppioidi e        1. aumento della scarica nocicettiva primaria afferente

                                                                               AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO     |    BIF XVI N. 5-6 2009
200   |   LE NOTE AIFA 2009     |

         (ad. es. per una anormale concentrazione di canali del            Dolore post-ictus: dato anamnestico di ictus cerebri. Il
         sodio nelle fibre nervose danneggiate, con scariche               dolore deve essere nel territorio del difetto sensitivo

4        spontanee ed ectopiche);
      2. diminuita attività inibitoria nelle strutture centrali;
                                                                           prodotto dall’ictus.
                                                                           Polineuropatie e poliradicoloneuropatie: esame obiet-
      3. alterata elaborazione del segnale a livello centrale tale         tivo che documenti un difetto della sensibilità, l’abo-
         da trasformare un segnale normale in doloroso.                    lizione/riduzione dei riflessi profondi ±difetto di forza
                                                                           elementare con distribuzione simmetrica, distale agli
          Evidenze disponibili                                             arti. La diagnosi deve essere confermata da un esame
          Nessuno dei farmaci attualmente impiegati nella terapia          elettroneurografico. La diagnosi eziologica è fondata
      del dolore neuropatico è in grado di agire sulle cause del do-       sui dati di laboratorio.
      lore stesso. L’approccio terapeutico alla sintomatologia algica      Nevralgie iatrogene: dato anamnestico di lesione chi-
      è dunque solo sintomatologico e non causale. La relazione            rurgica e dolore a carattere nevralgico nel territorio
      tra eziologia, patogenesi e sintomi del dolore neuropatico è         corrispondente.
      complessa: in pazienti diversi lo stesso sintomo può essere          Nevralgie post-radioterapia: dato anamnestico di ra-
      causato da più meccanismi contemporaneamente, soggetti               dioterapia, distribuzione di difetto sensitivo o sensi-
      a variazioni nel tempo. La scelta del farmaco in una speci-          tivo-motorio e dolore neuropatico nel territorio corri-
      fica situazione morbosa deve quindi essere fatta privile-            spondente.
      giando gli agenti la cui efficacia è stata dimostrata nell’am-       Nevralgie da compressione/infiltrazione tumorale: dato
      bito di sperimentazioni cliniche controllate.                        anamnestico di tumore, evidenza radiologica o eco-
          È ipotizzabile che malattie che producono alterazioni            grafica di lesione tumorale e difetto sensitivo o sensi-
      simili nel sistema nervoso possano essere trattate in modo           tivo-motorio nel territorio nervoso corrispondente.
      simile, tuttavia, a causa della rarità e dell’instabilità delle      Neuropatie da intrappolamento: difetto sensitivo o di-
      malattie all’origine del dolore neuropatico non sono di-             fetto sensitivo motorio nel territorio di un nervo peri-
      sponibili studi adeguati in determinate condizioni che               ferico. La diagnosi deve essere confermata da un esame
      permettano di definire per i principi attivi comunemente             elettroneurografico.
      utilizzati la reale efficacia.                                       Lesioni midollari: esame obiettivo che documenti alte-
          In accordo con le linee guida EFNS, l’efficacia degli an-        razioni sensitive e/o motorie compatibili con danno
      tidepressivi triciclici per la cura delle mono, multi e poli-        midollare focale (mielopatie da compressione, post-
      neuropatie dolorose, si è dimostrata lievemente superiore,           ischemiche, siringomielia) o danno midollare diffuso
      per cui l’impiego del gabapentin e del pregabalin do-                (mielopatia da HIV, da malattia degenerativa). La dia-
      vrebbe essere riservato a quei pazienti con controindica-            gnosi deve essere confermata da una risonanza ma-
      zioni agli antidepressivi triciclici (amitriptilina, clomipra-       gnetica.
      mina) e alla carbamazepina o nei quali l’impiego di questi
      farmaci risulti inefficace, anche in considerazione del fatto         Particolari avvertenze
      che per questi pazienti nella pratica clinica non ci sono al-         La duloxetina è autorizzata soltanto per il trattamento
      ternative farmacologiche.                                         della neuropatia diabetica negli adulti, mentre gabapentin
          L’impiego del gabapentin nel dolore post-ictus o da le-       e pregabalin hanno indicazioni meno selettive (dolore
      sione midollare, secondo le linee guida del NICE sulla scle-      neuropatico in generale). Nonostante ciò le condizioni cli-
      rosi multipla, è considerato una raccomandazione di Tipo          niche più studiate per questi due ultimi principi attivi
      A, insieme alla carbamazepina e agli antidepressivi trici-        sono quelle riportate nella presente nota.
      clici, tenendo conto che, al pari degli altri principi attivi,
      le evidenze su gabapentin sono rappresentate da trial di
      bassa qualità o studi osservazionali, mentre per il prega-
      balin sono disponibili trial randomizzati controllati e me-
      tanalisi.
          Al momento non sono disponibili evidenze o analo-
      gie fisiopatologiche che giustifichino la rimborsabilità dei
      farmaci in nota per le radicolopatie da compressione.
          Il Tavolo Neurologico dell’AIFA ha indicato i seguenti
      criteri diagnostici limitatamente alle indicazioni:
          Sclerosi multipla: diagnosi secondo i criteri interna-
          zionali.

      BIF XVI N. 5-6 2009   |   AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
|       LE NOTE AIFA 2009   |   201

   Bibliografia
1. Bone M, et al. Gabapentin            10. Lesser H, et al. Pregabalin relieves           19. Serpell MG, for the Neuropathic
   postamputation phantom limb pain:
   a randomized, double-blind, placebo-
                                            symptoms of painful diabetic
                                            neuropathy: a randomized
                                                                                               Pare Study Group. Gabapentin in
                                                                                               neuropathic pain syndromes:                    4
   controlled, crossover study. Reg         controlled trial. Neurology 2004;                  a randomised, doubleblind,
   Anesth Pain Med 2002; 27: 481-6.         63: 2104-10.                                       placebo-controlled trial. Pain 2002;
2. Caraceni A, et al. Gabapentin for          11. Levendoglu F, et al. Gabapentin is a         99: 557-66.
   neuropathic cancer pain:                       first line drug for the treatment of     20. Simpson DA. Gabapentin and
   a randomized controlled trial from             neuropathic pain in spinal cord              venlafaxine for the treatment of
   the Gabapentin Cancer Pain Study               injury. Spine 2004; 29: 743-51.              painful diabetic neuropathy. J Clin
   Group. J Clin Oncol 2004;                  12. Morello CM, et al. Randomized                Neuromusc Dis 2001; 3: 53-62.
   22: 2909-17.                                   double-blind study comparing the         21. Woolf CJ, et al. Neuropathic pain:
3. Dworkin RH, et al. Advances in                 efficacy of gabapentin with                  aetiology symptoms, mechanisms,
   neuropathic pain. Diagnosis,                   amitriptyline on diabetic peripheral         and management. Lancet 1999;
   mechanisms, and treatment                      neuropathy pain. Arch Intern Med             353: 1959-64.
   recommendations. Arch Neurol                   1999; 159: 1931-7.                       22. Lora Aprile P, et al. Documento
   2003; 60: 1524-34.                         13. Raskin J, et al. A double-blind,             SIMG di indirizzo sull’assistenza
4. Dworkin RH, et al. Pregabalin for              randomized multicenter trial                 al paziente con dolore cronico non
   the treatment of postherpetic                  comparing duloxetine with placebo            oncologico in Medicina
   neuralgia. Neurology 2003; 60:                 in the management of diabetic                Generale. Pisa: Pacini Ed., 2008.
   1274-83.                                       peripheral neuropathic pain.             23. Attal N, et al. EFNS Task Force. EFNS
5. Freynhagen R, et al. Efficacy of               Pain Med 2005; 5: 346-56.                    guidelines on pharmacological
   pregabalin in neuropathic pain             14. Rice AS, et al. Postherpetic Neuralgia       treatment of neuropathic pain.
   evaluated in a 12-week, randomised,            Study Group. Gabapentin in                   Eur J Neurol 2006; 13: 1153-69.
   double-blind, multicentre, placebo-            postherpetic neuralgia:                  24. Multiple Sclerosis. National clinical
   controlled trial of flexible- and fixed-       a randomized, doubleblind,                   guideline for diagnosis and
   dose regimens. Pain 2005; 115:                 placebo-controlled study. Pain 2001;         management in primary and
   254-63.                                        94: 215-24.                                  secondary care. London (UK):
6. Gilron I, et al. Morphine,                 15. Richter RW, et al. Relief of painful         National Institute for Clinical
   gabapentin, or their combination for           diabetic peripheral neuropathy with          Excellence (NICE); 2004.
   neuropathic pain. N Engl J Med                 pregabalin: a randomized, placebo        25. Dworkin RH, et al. Advances in
   2005; 352: 1324-34.                            controlled trial. J Pain 2005;               neuropathic pain: diagnosis,
7. Goldstein DJ, et al. Duloxetine vs.            6: 253-60.                                   mechanisms, and treatment
   placebo in patients with painful           16. Rosenstock J, et al. Pregabalin for          recommendations. Arch Neurol
   diabetic neuropathy. Pain 2005;                the treatment of painful diabetic            2003; 60: 1524-34.
   116: 109-18.                                   peripheral neuropathy: a double-         26. Robert H, et al. Pharmacologic
8. Hahn K, et al. A placebo controlled            blind, placebo controlled trial.             management of neuropathic pain:
   trial of gabapentin for painful HIV-           Pain 2004; 110: 628-38.                      evidence-based recommendations.
   associated sensory neuropathies.           17. Rowbotham M, et al. Gabapentin for           Pain 2007; 132: 237-51.
   J Neurol 2004; 251: 1260-6.                    the treatment of postherpetic
9. Harden RN. Chronic neuropathic                 neuralgia: a randomized controlled
   pain. Mechanisms, diagnosis, and               trial. JAMA 1998; 80: 1837-42.
   treatment. Neurologist 2005;               18. Sabatowski R, et al. Pregabalin
   11: 111-22.                                    reduces pain and improves sleep and
                                                  mood disturbances in patients with
                                                  post-herpetic neuralgia: results of a
                                                  randomised, placebo controlled
                                                  clinical trial. Pain 2004; 109: 26-35.

                                                                                 AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO     |    BIF XVI N. 5-6 2009
202   |   LE NOTE AIFA 2009     |

              NOTA     8
              • levocarnitina                           La prescrizione a carico del SSN, su diagnosi e piano terapeutico
                                                        di strutture specialistiche, secondo modalità adottate dalle Regioni
                                                        e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, è limitata alle seguenti
                                                        condizioni:
                                                        — carenza primaria di carnitina
                                                        — carenza di carnitina secondaria a trattamento dialitico

          Background                                                       migliorare l’insufficiente risposta alla terapia con eritro-
          La carnitina è un costituente essenziale dell’organismo          poietina che si verifica in alcuni pazienti.
      e svolge un ruolo di rilievo nel metabolismo energetico a                Secondo la Società Italiana di Nefrologia per i pazienti
      livello mitocondriale; il Servizio Sanitario Nazionale ga-           in trattamento emodialitico cronico sarebbe preferibile la
      rantisce pertanto la gratuità dell’erogazione per coloro che         somministrazione della L-carnitina per via endovenosa
      hanno carenza primaria di carnitina, evidenziata mediante            alla dose di 20 mg/kg a fine dialisi. Infatti solo il 15% di
      dosaggio della carnitina nel plasma o in biopsie muscolari.          una dose orale di L-carnitina è assorbita; la rimanente
      I valori normali di carnitina nel plasma sono di circa 25            dose viene degradata dai batteri intestinali in trimetila-
      mmol/L nell’infanzia e di 54 mmol/L nell’età adulta; nella           mina (TMA) e trimetilamina-N-ossido (TMAO), sostanze
      pratica clinica viene posta diagnosi di carenza primaria per         che vengono escrete dal rene nel soggetto normale, ma non
      livelli ematici inferiori a 2 mmol/L o per concentrazioni tes-       nei pazienti in trattamento dialitico.
      sutali minori del 10-20% rispetto ai valori normali.
                                                                               Particolari avvertenze
          Evidenze disponibili                                                 L’accumulo di metaboliti della L-carnitina, TMA e
          Una carenza secondaria può verificarsi durante tratta-           TMAO nei pazienti in dialisi può determinare disturbi co-
      mento dialitico. Sono state pubblicate 3 ricerche (anche se          gnitivi e alitosi. Il trattamento con levocarnitina dovrebbe
      condotte su un numero limitato di pazienti), in cui è stata          essere sospeso se, dopo 4 mesi di terapia, non sia stato pos-
      dimostrata la possibilità di ridurre la posologia dell’eri-          sibile dimostrare una riduzione della posologia dell’eri-
      tropoietina in circa il 50% dei casi trattati con 1 grammo           tropoietina.
      di levocarnitina per via endovenosa a fine dialisi. La levo-             Attualmente le sole specialità incluse nella nota sono
      carnitina può pertanto essere usata in regime ospedaliero            a base di formulazioni utilizzabili per via orale, mentre le
      anche domiciliare, quando sia stato ottimizzato l’apporto            evidenze disponibili si riferiscono a studi effettuati con for-
      di ferro, per ridurre la posologia dell’eritropoietina e per         mulazioni utilizzate per via endovenosa.

           Bibliografia
      1. Bremer J. The role of carnitine in      4. Evans A. Dialysis-related carnitine      9. Reuter SE, et al. Endogenous plasma
         intracellular metabolism. J Clin Chem      disorder and levocarnitine                   carnitine pool composition and
         Clin Biochem 1990; 28: 297-301.            pharmacology. Am J Kidney Dis                response to erythropoietin treatment
      2. Caruso U, et al. Effects of L-Carnitine    2003; 41: S13-26.                            in chronic haemodialysis patients.
         on anemia in aged hemodialysis           5. Hedayati SS. Dialysis-related carnitine     Nephrol Dial Transplant 2009; 24:
         patients treated with recombinant           disorder. Seminars in dialysis 2006;        990-6.
         human erythropoietin: a pilot study.        19: 323-8.                              10. Verrina E, et al. Italian Registry of
         Dial Transplant 1999; 27: 498-506.       6. Kletzmayr J, et al. Anemia and              Pediatric Chronic Dialysis. Effect of
      3. Eknoyan G, et al. Practice                  carnitine supplementation in                carnitine supplementation on lipid
         recommendations for the use of L-           hemodialyzed patients. Kid Intern           profile and anemia in children on
         carnitine in dialysis-related disorders.    1999; 55: S93-106.                          chronic dialysis. Pediatr Nephrol
         National Kidney Foundation.              7. Labonia WD, et al. L-Carnitine effects      2007; 22: 727-33.
         Carnitene Consensus Conference. Am          on anemia in hemodialyzed patients 11. Zhang Y, et al. Epoetin requirements
         J Kidney Dis 2003; 41: 868-76.              treated with erythropoietin.                predict mortality in hemodialysis
                                                     Am J Kidney Dis 1995; 26: 757-64.           patients. Am J Kidney Dis 2004; 44:
                                                  8. Pons R, et al. Primary and secondary        866-76.
                                                        carnitine deficiency syndromes.
                                                        J Clin Neurol 1995; 10: S8-21.

      BIF XVI N. 5-6 2009   |   AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
|       LE NOTE AIFA 2009   |   203

       NOTA     10
       • acido folico                          La prescrizione a carico del SSN è limitata ai pazienti con:
       • cianocobalamina                       — anemie megaloblastiche dovute a carenza
       • idrossicobalamina                         di vitamina B12 e/o di folati

    Background                                                    apporto insufficiente, ad aumentato fabbisogno e a ma-
    La cianocobalamina e l’acido folico hanno un ruolo            lassorbimento.
fondamentale per la crescita e la replicazione cellulare.
    Il sistema emopoietico risulta particolarmente sensibile         Particolari avvertenze
alla loro carenza in quanto presenta un elevato turn-over            Le formulazioni di acido folico, al dosaggio di 400 μg,
cellulare. Il deficit di cobalamina e/o acido folico rappre-      autorizzate per la profilassi primaria dei difetti dello svi-
senta la causa della maggior parte delle anemie megalo-           luppo del tubo neurale in donne in età fertile che stanno
blastiche. In questi casi, l’approccio terapeutico è rappre-      pianificando una gravidanza, sono rimborsate dal Servizio
sentato dalla terapia sostitutiva.                                Sanitario Nazionale e non sono soggette a nota limitativa.

    Evidenze disponibili
    Il deficit di cobalamina può essere dovuto a malassor-            Bibliografia
bimento causato ad esempio da un’insufficiente produ-             1. Bender DA. Megaloblastic 3. Kuzminski AM, et al.
zione di fattore intrinseco o da malattie dell’ileo                  anaemia in vitamin B12      Effective treatment of
terminale. L’anemia perniciosa è considerata la causa più            deficiency. Br J Nutr 2003; cobalamin deficiency
                                                                     89: 439-41.                 with oral cobalamin.
comune di deficit di cobalamina ed è dovuta all’assenza
                                                                  2. Chanarin I, et al.          Blood 1998; 92: 1191-8.
del fattore intrinseco provocata da atrofia della mucosa
                                                                      Cobalamin and folate:
gastrica o da distruzione autoimmunitaria delle cellule pa-
                                                                      recent developments.
rietali. Il deficit di acido folico può essere dovuto ad un           J Clin Pathol 1992; 45:
                                                                      277-83.

       NOTA     11
       • acido folinico                        La prescrizione a carico del SSN è limitata alle seguenti condizioni:
         e suoi analoghi                       — recupero (rescue) dopo terapia con antagonisti
                                                   dell’acido diidrofolico

    Background                                                       daliero, per contrastare la tossicità a livello del mi-
    I farmaci antagonisti dell’acido folico agiscono ini-            dollo emopoietico, della mucosa gastrointestinale e
bendo la deidrofolato reduttasi, enzima coinvolto nel me-            della cute dopo somministrazione a scopo antitumo-
tabolismo dei folati; per questo motivo possono provocare            rale del metotrexato, antagonista della diidrofolato re-
effetti tossici a carico di cellule a divisione rapida quali il      duttasi;
midollo osseo e l’epitelio gastro-intestinale.                    b. nelle forme iniettabili per uso ospedaliero, in associa-
                                                                     zione a 5FU, per modularne l’efficacia terapeutica.
    Evidenze disponibili
    La somministrazione di acido folinico risolve la de-            Particolari avvertenze
plezione provocata dalla somministrazione di antagonisti            L’utilizzo del farmaco per altre indicazioni non ha
dell’acido folico e in particolare:                               motivazioni ai fini dell’ammissione alla rimborsabilità.
a. nelle forme orali e nelle forme iniettabili per uso ospe-

                                                                              AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO        |    BIF XVI N. 5-6 2009
204   |   LE NOTE AIFA 2009     |

           Bibliografia
      1. Comella P, et al. Safety and efficacy       3. Goorin A, et al. Safety and efficacy   5. Sobrero A, et al; INTACC. Adjuvant

11       of irinotecan plus high-dose
         leucovorin and intravenous bolus 5-
                                                        of l-leucovorin rescue following high-
                                                        dose methotrexate for osteosarcoma.
                                                                                                  sequential methotrexate 5-
                                                                                                  fluorouracil vs 5-fluorouracil plus
         fluorouracil for metastatic colorectal         Med Pediatr Oncol 1995; 24: 362-7.        leucovorin in radically resected stage
         cancer: pooled analysis of two              4. Jahnke K, et al.; on the behalf of the    III and high-risk stage II colon cancer.
         consecutive southern Italy                     German Primary Central Nervous            Br J Cancer 2005; 92: 24-9. Erratum.
         cooperative oncology group trials.             System Lymphoma Study Group (G-
         Clin Colorectal Cancer 2005;                   PCNSL-SG). High-dose methotrexate
         5: 203-10.                                     toxicity in elderly patients with
      2. Ferguson WS, et al. Current treatment          primary central nervous system
         of osteosarcoma. Cancer Invest 2001;           lymphoma. Ann Oncol 2005;
         19: 292-315.                                   16: 445-9.

              NOTA     13
              Ipolipemizzanti                           La prescrizione a carico del SSN è limitata ai pazienti affetti da:
              fibrati                                   — dislipidemie familiari
                                                            · bezafibrato, fenofibrato, gemfibrozil
              • bezafibrato                                 · atorvastatina, fluvastatina, lovastatina, pravastatina,
              • fenofibrato                                 rosuvastatina, simvastatina, simvastatina + ezetimibe
                                                            · omega 3 etilesteri
              • gemfibrozil
                                                        — ipercolesterolemia non corretta dalla sola dieta
              statine                                         in soggetti a rischio elevato di un primo evento cardiovascolare
              • atorvastatina                               maggiore (rischio a 10 anni > 20% in base alle Carte
              • fluvastatina                                o all’algoritmo di Rischio del Progetto Cuore dell’Istituto
              • lovastatina                                 Superiore di Sanità) (prevenzione primaria)
              • pravastatina                                  in soggetti con coronaropatia documentata o pregresso ictus
                                                            o arteriopatia obliterante periferica o pregresso infarto o diabete
              • rosuvastatina                               (prevenzione secondaria)
              • simvastatina                                · atorvastatina, fluvastatina, lovastatina, pravastatina,
              • simvastatina + ezetimibe                    rosuvastatina, simvastatina, simvastatina + ezetimibe
                                                        — pregresso infarto del miocardio (prevenzione secondaria)
              Altri                                         · omega 3 etilesteri
              • omega 3 etilesteri                      — iperlipidemia non corretta dalla sola dieta:
                                                              indotta da farmaci (immunosoppressori, antiretrovirali
                                                            e inibitori della aromatasi)
                                                              in pazienti con insufficienza renale cronica
                                                            · atorvastatina, fluvastatina, lovastatina, pravastatina,
                                                            rosuvastatina, simvastatina, simvastatina + ezetimibe
                                                            · bezafibrato, fenofibrato, gemfibrozil
                                                            · omega 3 etilesteri

          Background                                                       priato stile di vita (essenzialmente una corretta alimenta-
          Le malattie cardiovascolari riconoscono un’eziologia ti-         zione, un’adeguata attività fisica e la sospensione del fumo
      picamente multifattoriale; sono infatti numerosi i fattori           di sigaretta se presente) rappresenta, in questo contesto, il
      che aumentano il rischio di essere colpiti dalle manifesta-          primo provvedimento da attuare nel controllo del rischio
      zioni cliniche di queste patologie (box 1).                          cardiovascolare.
          L’entità del rischio individuale di incorrere in un evento           È dimostrato da numerosi trial clinici che il controllo
      cardiovascolare dipende dalla combinazione dei livelli dei           farmacologico di alcuni fattori di rischio (essenzialmente
      vari fattori di rischio di una persona; tra i fattori più im-        dei valori pressori e della colesterolemia LDL) riduce in
      portanti vi è l’età, e pertanto il rischio aumenta comunque          modo significativo il rischio cardiovascolare. Per quanto ri-
      con l’avanzare dell’età stessa. La promozione di un appro-           guarda la colesterolemia LDL, l’obiettivo della terapia (se-

      BIF XVI N. 5-6 2009   |   AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
|       LE NOTE AIFA 2009   |   205

                                                                    vato le evidenze più recenti suggeriscono, almeno come op-
    BOX 1
                                                                    zione terapeutica, un TT ulteriormente ridotto, e pari ad
      Principali fattori di rischio
      cardiovascolare
                                                                    una colesterolemia LDL < 70-80 mg/dL.
                                                                        La decisione di attivare un trattamento farmacologico
                                                                                                                                            13
      Età elevata, sesso maschile, fumo                             ipolipemizzante va presa, in genere, quando tre mesi di
      di sigaretta, diabete mellito, valori elevati                 un’adeguata dieta ipolipidica (o ipoglicidica nei pazienti
      della colesterolemia totale e LDL,                            con prevalente ipertrigliceridemia) non abbiano permesso
      bassi valori della colesterolemia HDL,                        di raggiungere il TT appropriato, e dopo aver escluso di tro-
      valori elevati della pressione arteriosa,                     varsi in presenza di dislipidemie secondarie ad altre pato-
      familiarità per malattie cardiovascolari,                     logie (tabella I) o iatrogene (tabella II). La gestione clinica
      obesità addominale, scarsa attività fisica.                   di queste forme secondarie o iatrogene deve infatti innan-
                                                                    zitutto eliminare, se possibile, la causa della dislipidemia.
                                                                        Nei pazienti in prevenzione primaria (con l’esclusione
                                                                    dei pazienti diabetici, considerati equivalenti ai pazienti in
condo le più recenti linee guida internazionali) è di ricon-        prevenzione secondaria in termini di rischio cardiovasco-
durne permanentemente i livelli plasmatici entro i valori li-       lare, e dei pazienti portatori di dislipidemie familiari, cui
mite considerati accettabili (definiti abitualmente “target         questi strumenti non si possono applicare) la decisione di
terapeutico”, o TT), che dipendono a loro volta dal livello         adottare un trattamento farmacologico dovrà basarsi sulla
di rischio del singolo paziente. Alcune evidenze cliniche           valutazione preliminare del Rischio Cardiovascolare Glo-
suggeriscono che un trattamento “non a target” non per-             bale Assoluto (RCGA) utilizzando le carte di rischio italiane
mette al paziente di beneficiare appieno del vantaggio di ri-       o l’algoritmo di rischio del Progetto Cuore dell’Istituto Su-
duzione degli eventi cardiovascolari associato alla terapia         periore di Sanità (www.cuore.iss.it). Dovranno essere con-
ipolipemizzante.                                                    siderati ad alto rischio, e candidati quindi ad un tratta-
    Per i soggetti ad alto rischio il TT per il colesterolo LDL     mento ipolipemizzante con un TT per LDL-col ≤ 100 mg/dL
è < 100 mg/dL; nei soggetti a rischio particolarmente ele-          dopo i necessari interventi di correzione dello stile di vita,

   Tabella I. Elenco delle principali cause di dislipidemia secondaria (in grigio le forme più frequenti
   e di maggiore rilevanza pratica).

   Condizione/Malattia                                   Fenotipo         Alterazioni lipidiche

     Porfiria acuta                                      IIa              앖LDL-C, 앖HDL-C

     Ipotiroidismo                                       IIa, IIb         앖LDL-C

     Diabete/ridotta tolleranza glicidica                IV               앖VLDL-TG

     Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)              IV               앖VLDL-TG, 앗HDL-C

     Steatoepatite non alcolica (NASH)                   IIb, IV          앖VLDL-TG, 앖LDL-C, 앗HDL-C

     Acromegalia                                         IIb              앖VLDL-TG, 앖LDL-C, 앗HDL-C

     Sindrome di Cushing                                 IIb, IV          앖LDL-C, 앖VLDL-TG

     Artrite reumatoide                                  IV, IIb          앖VLDL-TG, 앗HDL-C

     Lupus eritematoso sistemico                         IIb, IV          앖chilomicroni, 앖VLDL-TG, 앖LDL-C, 앗HDL-C

     Colestasi                                           IIa, IIb         앖LDL-C, 앖VLDL-TG, 앖HDL-C

     Sindrome nefrosica                                  IIa, IIb         앖LDL-C, 앖VLDL-TG, 앖ApoB

     Emodialisi cronica                                  IV               앖VLDL-TG, 앗HDL-C

     Anoressia nervosa iniziale                          IIa              앖LDL-C

     Bulimia nervosa                                     IIa              앖LDL-C

     Disgammaglobulinemia                                IIa, IIb         앖VLDL-TG, 앖LDL-C

     Mieloma multiplo                                    IIb              앖앖LDL, 앖앖VLDL-TG

                                                                               AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO     |    BIF XVI N. 5-6 2009
206   |   LE NOTE AIFA 2009     |

           Tabella II. Elenco dei principali farmaci che causano dislipidemie iatrogene.

13           Farmaci                                                                                          Fenotipo
                                                                                                              lipidiche
                                                                                                                           Alterazioni

             Acido cheno-desossicolico, antineoplastici (anastrozolo, aminoglutetimide,                       IIa          앖LDL-C
             ciproterone), fenobarbital, ketanserina, oxandrolone, oxcarbazepina, roxatidina

             Carbamazepina, corticosteroidi, diuretici tiazidici e piretanide, estroprogestinici combinati,   IIb          앖LDL
             immunosoppressori (ciclosporina, sirolimus), nelfinavir, ritonavir, teofillina, testosterone                  앖VLDL-TG

             Acido valproico, antidepressivi (amitriamailina, SSRI), antifungini (Itraconazolo,               IV           앖VLDL-TG
             Ketoconazolo), antipsicotici atipici (clozapina, olanzapina), asparaginasi, beta-bloccanti,
             didanosina, interferoni, litio, ormoni/antiormoni (letrozolo, nandrolone,
             somatotropina, tamoxifene), paclitaxel, retinoidi

             Aldesleuchina, anti-TNF, diazepam, exemestano, medrossiprogesterone, metildopa,                  Ipo-alfa     앗HDL-C
             oxandrolone

      i soggetti il cui rischio di eventi cardiovascolari maggiori,              Tra le dislipidemie familiari di maggiore frequenza, e
      stimato mediante le ricordate carte del rischio o (meglio)            che più frequentemente si associano ad un rischio aumen-
      mediante l’algoritmo presente sullo stesso sito, sia supe-            tato di cardiopatia ischemica prematura, vanno ricordate
      riore al 20% nei 10 anni successivi.                                  l’ipercolesterolemia familiare monogenica (FH), l’iperlipi-
          Va ricordato che la terapia, una volta istituita, deve es-        demia familiare combinata (FCH) e la disbetalipoprotei-
      sere permanente, e che è specifico compito del medico cu-             nemia. In tutti questi pazienti obiettivo primario della
      rante fare sì che l’adesione del paziente alla terapia indicata       terapia è di portare la colesterolemia LDL a valori < 100
      sia accettabile (≥ 80% della dose prescritta). Le correzioni          mg/dL (ed ottimalmente < 70-80 mg/dL), o di avvicinarsi
      delle abitudini alimentari, l’aumento dell’attività fisica, e la      il più possibile a tali valori nel caso il target non sia in pra-
      sospensione del fumo devono essere permanenti, e man-                 tica raggiungibile, riducendo la colesterolemia almeno del
      tenuti anche dopo l’inizio della terapia farmacologica.               50% (LG NICE). È probabile che la correzione dell’ipertri-
                                                                            gliceridemia, se presente, contribuisca ulteriormente alla
          Patologie per le quali è previsto l’impiego di                    riduzione del rischio cardiovascolare in questi pazienti.
          farmaci ipolipemizzanti in regime di rimborso                          Si ricorda che i centri specialistici per la diagnosi e la
          1. Dislipidemie familiari                                         terapia delle iperlipidemie, già identificati per le certifica-
          Le dislipidemie familiari sono malattie su base genetica          zioni di tali patologie, possono fungere da supporto per la
      (a carattere autosomico recessivo, dominante o co-domi-               decisione diagnostica e per la soluzione di eventuali que-
      nante, a seconda della malattia) caratterizzate da elevati li-        siti terapeutici.
      velli di alcune frazioni lipidiche plasmatiche e, spesso, da
      una grave e precoce insorgenza di malattie cardiovascolari.               Ipercolesterolemia familiare monogenica, o FH
      Le dislipidemie erano classicamente distinte secondo la                   Malattia genetica (con prevalenza nel nostro Paese in-
      classificazione di Frederickson, basata sull’individuazione           torno ad 1:500) frequentemente dovuta a mutazioni del
      delle frazioni lipoproteiche aumentate; questa classifica-            gene che codifica il recettore delle LDL. Benché una dia-
      zione è oggi in parte superata da una classificazione ge-             gnosi certa sia ottenibile solamente mediante metodiche
      notipica, basata sull’identificazione delle alterazioni ge-           di analisi molecolare, questa dislipidemia, nella pratica cli-
      niche responsabili.                                                   nica, può essere diagnosticata con ragionevole certezza
          Ad oggi non sono tuttavia definiti criteri internazionali         mediante un complesso di criteri biochimici, clinici ed
      consolidati per la diagnosi molecolare di tutte le principali         anamnestici. I cardini di questi criteri, sostanzialmente
      dislipidemie familiari, e l’applicabilità clinica pratica di tali     condivisi da tutti gli algoritmi diagnostici proposti, inclu-
      criteri è comunque limitata; il loro riconoscimento va                dono:
      quindi effettuato impiegando algoritmi diagnostici che si                 colesterolemia LDL superiore a 190 mg/dL
      basano sulla combinazione di criteri biochimici, clinici ed               più
      anamnestici. È essenziale, per la diagnosi di dislipidemia                trasmissione verticale della malattia, documentata
      familiare, escludere preliminarmente tutte le forme di                    dalla presenza di analoga alterazione biochimica nei
      iperlipidemia secondaria o da farmaci, le principali delle                familiari del probando.
      quali sono elencate nelle già ricordate tabelle I e II.                   In assenza di informazioni sul profilo lipidico dei fa-

      BIF XVI N. 5-6 2009   |   AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
Puoi anche leggere