STAR STATISTICA TICINESE DELL'AMBIENTE E DELLE RISORSE NATURALI - Statistica Ticinese dell'Ambiente e delle Risorse naturali
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Repubblica e Cantone Ticino Repubblica e Cantone Ticino
Dipartimento delle finanzie e dell’economia Dipartimento del territorio
Divisione delle risorse Divisione dell’ambiente
Ufficio di statistica Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo
STAR
STATISTICA TICINESE DELL’AMBIENTE
E DELLE RISORSE NATURALI
Edizione 2017Impressum A cura di Lisa Bottinelli, Ustat Con la collaborazione di
Matteo Borioli, Danilo Bruno, Oscar Gonzalez, Alessandra Oberti Gallo, Sandro Petrillo e Michele Rigamonti, Ustat
Repubblica e Cantone Ticino Edizione e coordinamento Emanuele Alexakis, Ufficio della pianificazione locale, Sezione dello sviluppo territoriale
Lisa Bottinelli, Sheila Paganetti e Ueli Joss, Ronnie Moretti, Ufficio del piano direttore, Sezione dello sviluppo territoriale
Dipartimento delle finanze e dell’economia Ustat Loris Ambrosini, Federica Corso Talento e Barbara Lupi, Ufficio della pianificazione e tecnica del traffico,
Divisione delle risorse Marco Andretta, Giulia Buob e Gianluca Paglia, Sezione della mobilità
Ufficio di statistica (Ustat) Ufficio del monitoraggio ambientale, SPAAS Nerio Cereghetti e Linda Soma, Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito, SUPSI
Via Bellinzona 31 Alessandro Gianinazzi e Sandro Pitozzi, Ufficio dell’energia
6512 Giubiasco Impaginazione Ivan Maffioli, Mirco Moser, Natasha Rosselli e Francesca Trenkwald, Ufficio dell’aria, del clima e delle
+41 (0) 91 814 50 11 Sharon Fogliani, Ustat energie rinnovabili, SPAAS
dfe-ustat@ti.ch Christian Crinari, Alessandro Toscani e Mauro Veronesi, Ufficio della protezione delle acque e dell’approv-
Progetto grafico vigionamento idrico, SPAAS
Dipartimento del territorio Jannuzzi Smith, Lugano Stefano Farei Campagna, Azienda Elettrica Ticinese
Divisione dell’ambiente Fosco Spinedi, MeteoSvizzera, Centro regionale sud
Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua Stampa Lorenzo Besomi e Simone Serretti, Ufficio della natura e del paesaggio, Sezione dello sviluppo territoriale
e del suolo (SPAAS) Finito di stampare nel novembre 2017 presso Filippo Rampazzi, Museo cantonale di storia naturale
Via Franco Zorzi 13 Fratelli Roda SA, Taverne Daniele Malossa, Davide Scerpella, Nicola Solcà, Mauro Togni e Valentina Togni, Ufficio della gestione dei
6500 Bellinzona rischi ambientali e del suolo, SPAAS
+41 (0) 91 814 29 71 ISBN 978-88-8468-044-0 Laura Torriani, Servizio fitosanitario, Sezione dell’agricoltura
dt-spaas@ti.ch Davide Bettelini, Ufficio della pianificazione e della conservazione, Sezione forestale
© Ufficio di statistica, 2017 Lorenza Re, Ufficio dei pericoli naturali, degli incendi e dei progetti, Sezione forestale
Responsabili della pubblicazione Laurent Filippini, Sandro Peduzzi, Francesco Polli e Andrea Salvetti, Ufficio dei corsi d’acqua
Giovanni Bernasconi, SPAAS La riproduzione è autorizzata con la citazione Diego Forni, Ufficio dei pagamenti diretti, Sezione dell’agricoltura
Pau Origoni, Ustat della fonte Danilo Foresti, Giorgio Leoni, Andrea Stampanoni e Federico Tettamanti, Ufficio della caccia e della pesca
Patrizia Baroni Cedro e Laura Bernasconi, Servizio per il coordinamento e la valutazione ambientale, SPAAS
Sergio Kraschitz e Roberto Tettamanti, Ufficio della prevenzione dei rumori, SPAAS
Samy Knapp, Simone Regazzi e Chiara Rota, Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati, SPAASSommario Introduzione 5 Acqua: monitoraggio quantitativo e qualitativo 30 Popolazione e lavoro 6 Acqua: utilizzi e valorizzazione 32 Territorio 8 Acqua: protezione e risanamento 34 Insediamenti residenziali 10 Suolo 36 Mobilità 12 Aria 38 Energia 14 Rumore 40 Clima 16 Radiazioni non ionizzanti 42 Biodiversità 18 Inquinamento luminoso 44 Organismi patogeni, geneticamente modificati e alloctoni invasivi 20 Rifiuti e riciclaggio 46 Bosco e legno 22 Sostanze e prodotti chimici 48 Pericoli naturali 24 Incidenti chimici e ambientali 50 Agricoltura 26 Siti inquinati 52 Caccia e pesca 28 Novembre 2017 3
Introduzione
Pau Origoni Documentare l’evoluzione della situazione ambientale e territoriale del turali del nostro territorio. La struttura del prodotto resta dunque immu-
Capo Ufficio di statistica, (Ustat) Ticino: questo è lo scopo della Statistica ticinese dell’ambiente e del- tata: la STAR si presenta come una collezione di schede tematiche con
le risorse (STAR), realizzata ogni quattro anni dall’Ufficio di statistica dati, rappresentazioni grafiche e commenti, che permettono di ottenere
Giovanni Bernasconi (Ustat) e dalla Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo una comprensione generale della gestione, valorizzazione e sfruttamen-
Capo Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua (SPAAS), in collaborazione con i vari servizi cantonali che si occupano to delle risorse ambientali e naturali del cantone.
e del suolo (SPAAS) di dati ambientali e territoriali.
L’osservazione ambientale presentata nella STAR tramite l’analisi e
A otto anni dal primo numero della STAR, vi presentiamo dunque la l’interpretazione di dati precisi e affidabili permette inoltre di verificare
terza edizione. È importante segnalare che la sua realizzazione non si è gli effetti delle politiche intraprese, di riconoscere potenziali conflitti e,
limitata a un “semplice” aggiornamento statistico degli indicatori, ma se del caso, di riorientare gli indirizzi delle politiche settoriali. Nell’ot-
ha comportato un lavoro più profondo, visto che il prodotto intende tica di una protezione dell’ambiente duratura e di uno sviluppo sosteni-
essere uno strumento divulgativo dinamico e adeguato all’evoluzione bile delle risorse, il coinvolgimento coordinato e trasversale di persone
dei temi e delle problematiche ambientali del Ticino. Oltre all’aggior- attive in ambiti ed enti diversi, ma comunque correlati, si rivela infatti
namento dei dati, l’edizione attuale è stata l’occasione per estendere essenziale per una verifica organica e complessiva del raggiungimento
la portata informativa del prodotto, aggiungendo quattro nuove schede degli obiettivi delle diverse politiche economiche, ambientali e sociali.
tematiche che affrontano temi ambientali sempre più rilevanti in questo
periodo di rapida evoluzione di problematiche legate ai cambiamenti Questi requisiti rendono di vitale importanza la collaborazione interdi-
climatici e al territorio: la biodiversità, il monitoraggio quantitativo sciplinare e interdipartimentale tra i servizi responsabili della redazione
e qualitativo dell’acqua, gli utilizzi e la valorizzazione dell’acqua, e delle schede STAR 2017. Lo testimoniano i numerosi argomenti trattati
in ultimo, la protezione e il risanamento dei corsi d’acqua. Rispetto e la lista delle persone che hanno collaborato a questa edizione, alle
alle versioni precedenti, il tema acqua è stato dunque suddiviso in tre quali rivolgiamo un sentito ringraziamento per l’impegno e la qualità
distinte schede, così da approfondirne la complessità in maniera mul- del lavoro svolto.
tidisciplinare.
Monitoraggio ambientale e statistica assieme, dunque, ancora una vol-
Nel contempo l’obiettivo principale rimane quello di rispondere in ta, perché convinti di offrire a tutti uno strumento snello ed efficace,
modo rapido e sintetico alle molteplici domande che il cittadino può che permette di informarsi e formarsi un’opinione sulla stato attuale
porsi riguardo allo stato dell’ambiente che lo circonda e alle risorse na- dell’ambiente e delle risorse naturali del Ticino.
Novembre 2017 5STAR - Statistica Ticinese dell’Ambiente e delle Risorse naturali
Popolazione e lavoro
Nel 2016 il Ticino conta 354.375 abitanti, 44.160 101.640 posti di lavoro racchiusi in quattro città
F. 1 F. 2
in più rispetto al 2000 (+14,2%) Nel 2015 la città di Lugano accoglie il 24,4% Popolazione residente permanente, per regione, in Ticino, dal 2000 Popolazione residente permanente nel 2016, e variazione 2000-2016
Le differenze tra le regioni sono importanti. In degli addetti del cantone, Bellinzona il 7,2% (il (in %), per comune, in Ticino
400.000
termini assoluti l’aumento maggiore si registra 10,7% se consideriamo l’aggregazione2), Mendri-
nel Luganese (+22.080; +17,6%), seguito da Bel- sio il 7,1% e Locarno il 5,8%. Nella figura [F. 4] si 350.000
linzonese (+7.862, +18,6%); Locarnese e Valle- identifica una zona di comuni particolarmente di- 300.000
maggia (+6.715; +10,6%); Mendrisiotto (+5.828; namici (con aumenti di addetti superiori al 50%), 250.000
+11,4%) e infine Tre Valli (+1.675; +6,0%) [F. 1]. che da Arbedo-Castione giunge a Bioggio. 200.000
La maggior parte dei comuni ha registrato un au-
150.000
mento della popolazione. Alcuni hanno registrato Più del 90,0% degli occupati in Ticino è un pen-
dei cali: si tratta perlopiù di comuni non urbani1, dolare 100.000
ma anche di alcuni comuni urbani1 del Locarnese Nel 2015 il Ticino conta 157.683 persone attive 50.000
e del Mendrisiotto [F. 2]. occupate4, di cui 143.726 sono pendolari, ovve- 0
ro si spostano per lavoro. Dei 126.763 pendolari
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
Un terzo della popolazione abita in una delle di cui si conosce il percorso casa-lavoro, solo il
quattro città più popolose del cantone 2,1% si sposta al di fuori dei confini cantonali: è Tre Valli Locarnese e Vallemaggia Bellinzonese
Più in particolare a Lugano (18,0% della popo- la percentuale più bassa nel confronto intercanto- Luganese Mendrisiotto
lazione cantonale), Bellinzona (5,2% prima e nale, e può in parte essere attribuita alle distanze Fonte: ESPOP e STATPOP, UST Abitanti nel 2016
12,1% dopo l’aggregazione2), Locarno (4,5%) o geografiche e linguistiche del cantone. In termini 65.000
40.000
Mendrisio (4,3%). regionali buona parte dei pendolari tende a restare 20.000
Il 92,0% della popolazione vive in un’area urba- all’interno della propria regione di domicilio, sen- 10.000
5.000
na1, nell’agglomerato urbano di Lugano (42,8% za però escludere importanti flussi di pendolari, 500 1.000
della popolazione cantonale), Locarno (15,7%), dall’una verso l’altra [F. 5].
Variazione 2000-2016 (in %)
Chiasso-Mendrisio (14,7%) o Bellinzona Diminuzione
(14,6%), oppure in uno dei comuni pluriorientati3 Nel 2016 il Ticino conta 62.555 frontalieri, il 1
V. la nuova definizione di “spazi a carattere urbano” Da 0% a +10% n.c.
dell’UST. Da +10% a +20% n.c.
(4,1%). Solamente l’8,0% della popolazione vive doppio rispetto al 2002 Da +20% a +50% n.c.
in un comune non urbano1. Il numero di frontalieri è passato da 31.774 nel 2
Il 2.4.2017 i comuni di Bellinzona, Camorino, Claro, Aumento superiore a +50%
Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte n.c. = non compreso
2002 a 62.555 nel 2016 (+30.782; +96,9%). Nello
Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant’Antonio e Sementina si
Nel 2015 il cantone conta 228.694 addetti, 40.240 stesso periodo gli occupati5 residenti sono passati sono aggregati nella nuova Bellinzona.
Avvertenza: i comuni sono già aggregati allo stato di fine 2017.
in più rispetto al 2005 (+21,4%) da 155.597 a 168.208 (+12.610; +8,1%). Di con- Fonte: ESPOP e STATPOP, UST
3
Secondo la nuova definizione di “spazio a carattere urbano”
In termini assoluti è nel Luganese che si è assisti- seguenza, la quota parte dei frontalieri sul totale dell’UST, si tratta di comuni funzionalmente legati a
to all’aumento più marcato, con 22.206 posti di degli occupati è aumentata, e attualmente più di più di un agglomerato. In Ticino alla fine del 2017 sono:
lavoro in più (+26,2% rispetto al 2005). Seguono 1 occupato su 4 è frontaliere (27,1% nel 2016, Vogorno, Isone, Cadenazzo, Lavertezzo, Cugnasco-Gerra,
il Mendrisiotto (+10.940; +31,9), il Bellinzone- contro il 17,0% nel 2002). Di riflesso, la quota Gambarogno e Riviera.
se (+5.975; +24,2%), il Locarnese e Vallemag- parte dei residenti è invece diminuita dall’83,0% 4
Secondo la rilevazione strutturale 2015 (RS).
gia (+2.676; +8,4%) e infine la regione Tre Valli al 72,9% [F. 6]. 5
Secondo la SPO (Statistica delle persone occupate) e la
(+448 unità; +4,1%) [F. 3]. RIFOS (Rilevazione sulle forze lavoro in Svizzera).
Novembre 2017 6Glossario
F. 3 F. 4 F. 5
Posti di lavoro nei settori primario, secondario e terziario, per regione, Posti di lavoro nei settori primario, secondario e terziario nel 2015, Pendolari, secondo la regione di partenza e di destinazione, in Ticino, Occupati: le informazioni sono rilevate diret-
in Ticino, dal 2005 e variazione 2005-2015 (in %), per comune, in Ticino nel 2015 tamente presso le persone o le economie do-
Da altre regioni della Svizzera Ad altre regioni della Svizzera mestiche (1 persona professionalmente attiva
240.000
220.000
= 1 occupato). Le definizione di “occupato”
200.000 varia da una banca dati all’altra.
Dalle Tre Valli Alle Tre Valli
180.000 Posti di lavoro (o Addetti): sinonimi (da un
160.000
punto di vista statistico); i dati sono raccolti
140.000
120.000 Dal Mendrisiotto Al Mendrisiotto
presso le aziende, dal punto di vista del datore
100.000 di lavoro (di conseguenza, 1 persona impiega-
80.000
Dal Luganese Al Luganese
ta in 2 aziende = 2 posti di lavoro = 2 addetti).
60.000
40.000
20.000
0 Dal Locarnese e Vallemaggia Al Locarnese e Vallemaggia Fonti statistiche
2005 2008 2011 2012 2013 2014 2015
Ufficio federale di statistica, Neuchâtel: Sta-
Tre Valli Locarnese e Vallemaggia Bellinzonese tistica dello stato annuale della popolazione
Dal Bellinzonese Al Bellinzonese
Luganese Mendrisiotto (ESPOP), Statistica della popolazione e del-
Posti di lavoro le economie domestiche (STATPOP), Stati-
Fonte: STATENT, UST nel 2015 Fonte: RS, UST
60.000 stica strutturale delle imprese (STATENT),
40.000
20.000 F. 6
Rilevazione strutturale (RS), Rilevazione
10.000
5.000 Occupati, secondo la residenza, in Ticino, dal 2002 sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) e
1.000
Statistica delle persone occupate (SPO)
250.000
Variazione 2005-2015 (in %)
Diminuzione
Da 0% a +10% n.c. 200.000
Da +10% a +20% n.c.
Per saperne di più
Da +20% a +50% n.c. Ufficio di statistica www.ti.ch/ustat
Aumento superiore a +50% 150.000
n.c. = non compreso
Avvertenza: i comuni sono già aggregati allo stato di fine 2017. 100.000
Fonte: STATENT, UST
50.000
0
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
Frontalieri Residenti
Fonte: SPO e RIFOS, UST
Novembre 2017 7STAR - Statistica Ticinese dell’Ambiente e delle Risorse naturali
TERRITORIO
Metà della superficie cantonale è coperta da sti di lavoro (v. a. le schede Popolazione e lavoro nulla, il bosco avanza a seguito dell’abbandono
bosco1 e Insediamenti). La costruzione dispersa di abita- degli alpeggi, cancellandone progressivamente le
Più precisamente il 50,7% del territorio canto- zioni e di attività economiche genera un aumento tracce (v. a. le schede Bosco e legno e Agricoltu-
nale. Il 5,6% è invece occupato da insediamenti, del traffico, con evidenti ripercussioni sulla mobi- ra). Le superfici improduttive, diminuite di circa
il 12,9% da superfici agricole (perlopiù alpeggi, lità e sull’ambiente (v. a. le schede Mobilità, Aria 5.700 ettari (-6,2%) si sono trasformate principal-
che coprono il 9,0% del territorio cantonale) e il e Rumore). Inoltre, una volta sigillato il terreno, mente in boschi. Il paesaggio tende dunque a di-
30,7% da quelle che l’UST definisce superfici im- lo scambio di aria e acqua è impedito e il suolo ventare sempre più omogeneo: un fenomeno che
produttive, ovvero laghi, corsi d’acqua, ghiacciai perde le proprie funzioni vitali, diventando inerte costituisce una perdita di valori identitari, cultu-
e nevai, vegetazione improduttiva (non utilizzata (v. a. la scheda Suolo). rali ed ecologici (v. a. le schede Bosco e legno,
per la produzione agricola o forestale) e terreni Agricoltura e Biodiversità).
senza vegetazione [F. 1 e F. 2]. La riserva di spazio adibita a residenza equiva-
le a circa tre volte i bisogni previsti per i pros-
In 25 anni sono stati edificati circa 28 chilome- simi 20 anni2
tri quadrati di superficie1 Negli anni passati si è assistito a una pianificazio-
Le superfici d’insediamento (15.880 ettari; 5,6% ne territoriale particolarmente generosa, che ha
della superficie cantonale) sono la somma di generato un’urbanizzazione diffusa, attorno e tra
8.120 ettari di area edificata (area residenzia- gli agglomerati urbani. Una tendenza da limitare3.
le, edifici pubblici, edifici agricoli e altri edifici; Attualmente in Ticino si trovano 11.203 ettari di
2,9% della superficie totale cantonale), 5.660 zone edificabili, di cui 8.243 ad uso residenziale e
ettari di aree per il traffico e altre infrastrutture misto, 1.210 ad uso quasi esclusivamente lavora-
(strade, ferrovia, aeroporti, approvvigionamento tivo e 1.750 ettari di zone per edifici e attrezzatu-
energetico, depuratori, cave ecc.; 2,0%), 1.160 re pubblici. Le aree residenziali e miste possono
ettari di area industriale-artigianale (0,4%) e 930 potenzialmemte accogliere il 55% in più di unità
ettari di spazi verdi e di riposo all’interno delle insediative (vale a dire popolazione, posti di lavo-
aree urbane (parchi, campeggi, cimiteri, installa- ro e posti letto per il turismo). Utilizzando le zone
zioni sportive ecc.; 0,3%). In pressappoco 25 anni edificabili già esistenti, senza estenderle, è dun-
queste superfici si sono estese di circa 2.820 ettari que possibile uno sviluppo territoriale importante.
1
La Statistica svizzera della superficie è stata oggetto di una
profonda revisione in occasione dell’ultima rilevazione
(+21,6%), un aumento che influisce sul paesaggio (2004/2009). Le nuove categorie di utilizzazione del
e sulla mobilità (v. sotto) [F. 3 e F. 4]. Il paesaggio cambia1 suolo sono state ricalcolate retroattivamente anche per
In pressappoco 25 anni la superficie agricola è di- le precedenti rilevazioni (1979/85 e 1992/97). Nel 2019
Nell’esiguo fondovalle, popolazione e attività minuita di circa 7.000 ettari (-16,1%.) Il bosco è saranno verosimilmente disponibili i dati aggiornati relativi
al Ticino.
economiche occupano sempre più superficie invece aumentato di quasi 10.000 ettari (+7,4%),
Popolazione, insediamenti e infrastrutture sono essenzialmente sopra gli 800 metri s.l.m. [F. 3]. Al
2
I dati di questo paragrafo provengono dalla Banca dati
insediamenti della Sezione dello sviluppo territoriale; stato:
localizzati perlopiù nei fondovalle. Al di sotto dei di sotto di questa quota il bosco si mantiene di novembre 2016.
500 metri s.l.m., in una superficie pari al 14,5% regola stabile e, localmente, tende a diminuire 3
Per maggiori informazioni si rimanda alla scheda R6 del
della superficie totale cantonale, si trovano circa il a favore degli insediamenti. In montagna inve- Piano direttore cantonale, Sviluppo e contenibilità dei PR,
90% della popolazione residente e il 95% dei po- ce, dove l’influenza dell’uomo è minima se non www.ti.ch/pd > Schede.
Novembre 2017 8Glossario
F. 1 F. 2 F. 3
Superficie, secondo l’utilizzazione del suolo, in Ticino, rilevazione Superficie (in %), secondo l’utilizzazione del suolo, in Ticino, Superficie (in ettari), secondo l’utilizzazione del suolo, in Ticino, Ettaro: unità di misura dell’area equivalente
2004/2009 rilevazione 2004/2009 dalla rilevazione 1979/1985 alla superficie di un quadrato di 100 metri di
2,0% lato, ovvero 10.000 m2. 100 ettari equivalgono
160.000
0,4% 0,3% a 1 km2.
2,9% 0,7% 140.000
3,3% 120.000
26,5% 9,0% 100.000
Fonti statistiche
80.000 Sezione dello sviluppo territoriale (SST),
60.000 Bellinzona
40.000 Sezione forestale (SF), Bellinzona
4,2%
20.000 Ufficio federale di statistica (UST), Neuchâtel:
50,7%
0 Statistica svizzera della superficie (AREA)
Superfici Superfici Superfici Superfici
d’insediamento agricole boscate improduttive
Area edificata Rilevazione 1979/85 Rilevazione 1992/97 Per saperne di più
Area industriale e artigianale Rilevazione 2004/09
Sezione dello sviluppo territoriale www.ti.ch/sst
Superfici del traffico e superfici Superfici d’insediamento
d’insediamento speciali Fonte: AREA, UST Sezione forestale, Bellinzona www.ti.ch/sf
Zone verdi e di riposo
Frutteti, vigneti e orti
Campi, prati naturali e pascoli locali Superfici agricole F. 4
Bosco
Alpeggi Superficie d’insediamento (in ettari), secondo l’utilizzazione del suolo,
Bosco con particolare
funzione protettiva
Bosco, bosco arbustivo, boschetto in Ticino, dalla rilevazione 1979/1985
Area agricola (esclusi gli alpeggi) Laghi, corsi d’acqua
Insediamenti Vegetazione improduttiva, terreni Superfici improduttive 9.000
Superfici improduttive e alpeggi senza vegetazione, ghiacciai, nevai 8.000
Fonte: AREA, UST 7.000
Fonte: AREA, UST; elab. UPD 6.000
5.000
4.000
3.000
2.000
1.000
0
Area industriale- Area Superfici Zone verdi
artigianale edificata d’infrastruttura e di riposo
Rilevazione 1979/1985 Rilevazione 1992/1997
Rilevazione 2004/2009
Fonte: AREA, UST
Novembre 2017 9STAR - Statistica Ticinese dell’Ambiente e delle Risorse naturali
INSEDIAMENTI RESIDENZIALI
Nel 2015 il Ticino conta 231.549 abitazioni per ... che consumano più territorio rispetto alle carno (19,1%), Chiasso-Mendrisio (12,4%) o Bel-
F. 1
351.946 abitanti plurifamiliari linzona (12,1%), oppure in uno dei comuni plurio- Abitazioni e rapporto fra popolazione residente permanente e
Di queste, 192.935 sono situate in edifici ad uso Oltre al giardino ad utilizzo esclusivo, le abitazioni rientati4 (5,6%). L’agglomerato urbano di Locarno abitazioni, per comune, in Ticino, nel 2015
esclusivamente abitativo. Il confronto tra la popo- unifamiliari hanno in media una superficie di 118,9 presenta diversi comuni in cui vi sono più abita-
lazione residente e il numero di abitazioni mostra m2, contro gli 89,0 delle abitazioni nelle case pluri- zioni che abitanti, ciò che evidenzia la presenza di
che a scala cantonale ci sono 1,5 abitanti per abi- familiari. Ciò si traduce, mediamente, in rispettivi residenze secondarie [F. 1].
tazione, un valore costante dal 2010 e inferiore 78,5 e 58,0 m2 per occupante. Questa tendenza,
alla media svizzera (1,9). Valori bassi indicano abbinata alla presenza di abitazioni secondarie (v. Il 2,9% del territorio è utilizzato a scopo resi-
relativamente poca popolazione rispetto alla di- primo paragrafo), genera uno sfruttamento abba- denziale
sponibilità di abitazioni, ed esprimono il carattere stanza estensivo della risorsa suolo, con evidenti Negli anni Ottanta la proporzione di territorio dedi-
turistico del Ticino1. A livello comunale c’è gran- impatti, ad esempio, sul paesaggio, sull’organizza- cata agli insediamenti abitativi era del 2,2%, è pas-
de variabilità: si va dallo 0,2 di Corippo e Cam- zione dello spazio edificato e sulla mobilità (v. a. le sata al 2,6% negli anni Novanta e ha raggiunto il 2,9
po Vallemaggia (tra le popolazioni più esigue a schede Territorio, Mobilità e Suolo). tra il 2004 e il 2009. Sebbene l’aumento possa sem-
livello cantonale) all’1,0 di Muralto, dall’1,6 di brare limitato, non bisogna dimenticare che questo
Lugano fino al 2,4 di Sorengo [F. 1]. Ristrutturare gli immobili: una soluzione anco- influisce sul paesaggio, sulla mobilità e sull’ambien-
ra poco sfruttata te: le superfici residenziali si situano prevalentemen-
I ticinesi prediligono le abitazioni medio-grandi La ristrutturazione potrebbe essere una valida op- te nelle esigue zone di fondovalle (che occupano il
Nel tempo la proporzione di abitazioni con 3 o 4 zione per valorizzare quanto già esistente, mini- 14,5% del territorio cantonale), dove si trovano an- Abitazioni nel 2015
locali resta pressoché invariata e nel 2015 è pari mizzando l’impatto sul consumo di territorio, ma che le aree industriali e artigianali, quelle occupate 40.000
al 58,5%. Le abitazioni ancora più spaziose, con è ancora poco sfruttata: nel 2014 l’aumento netto da trasporti, infrastrutture e spazi verdi urbani (v. a. 10.000
5.000
5 o più locali, sono quasi un quinto (18,5%) del di abitazioni è pari a 2.725, imputabile a 2.388 le schede Territorio e Mobilità). 1.000
totale [F. 2]. Nel tempo la tendenza è sempre stata abitazioni di nuova edificazione e a 452 ristrut-
Popolazione residente / n. di abitazioni
quella di realizzare abitazioni medio-grandi (3 o turazioni, a cui vanno detratte 115 demolizioni. Meno di 1,0 n.c. (più abitazioni che abitanti)
più locali) [F. 3]. Il rinnovo ha dunque contribuito nella misura del Da 1,0 a 1,5 n.c.
1
Valori inferiori al Ticino si trovano solamente nei cantoni Da 1,5 a 2,0 n.c.
16,6% all’aumento netto delle abitazioni [F. 7]. La Vallese (1,4) e Grigioni (1,2); quelli più elevati a Friburgo 2,0 e più
Un panorama immobiliare dominato dalle case ristrutturazione era più diffusa nel periodo che va (2,2), seguito da Zugo, Ginevra, Argovia, Lucerna, Turgovia, n.c. = non compreso
unifamiliari ... dai primi anni Novanta al 2004 circa, con un con- Basilea Campagna e Appenzello Interno (tutti 2,1).
Nel 2015 in Ticino si contano 108.439 edifici tributo massimo del 38,8% nel 2002. 2
Il 2.4.2017 i comuni di Bellinzona, Camorino, Claro, Avvertenza: i comuni sono già aggregati allo stato di fine 2017.
abitativi. Più della metà (54,8%) è stata costruita Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Fonte: SEA e STATPOP, UST
prima del 1960 e solamente il 15,7% tra il 2000 1 abitazione su 3 si trova in una delle quattro Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant’Antonio e Sementina si
sono aggregati nella nuova Bellinzona.
e il 2015. Il 68,1% consiste in case unifamiliari e città principali del cantone
il 25,3% in case plurifamiliari [F. 4]. La preponde- Più precisamente nelle città di Lugano (39.039
3
Già calcolati secondo la nuova definizione di “spazio a
carattere urbano” dell’UST.
ranza di edifici con una sola abitazione è sempre abitazioni nel 2015), Locarno (10.991), Bellinzo-
stata una caratteristica del nostro territorio [F. 5], na (10.113 prima e 23.733 dopo l’aggregazione2) 4
Secondo la nuova definizione di “spazio a carattere urbano”
dell’UST, si tratta di comuni funzionalmente legati a
confermata anche dai dati delle nuove costruzio- e Mendrisio (8.322). Quasi il 90% delle abitazioni
più di un agglomerato. In Ticino alla fine del 2017 sono:
ni: nel 2014, dei 659 edifici costruiti, 3/5 sono si trova in area urbana, negli agglomerati urbani3 Vogorno, Isone, Cadenazzo, Lavertezzo, Cugnasco-Gerra,
unifamiliari [F. 6]. di Lugano (39,1% delle abitazioni cantonali), Lo- Gambargono e Riviera.
Novembre 2017 10Fonti statistiche
F. 2 F. 4 F. 6
Abitazioni (in %), secondo il numero di locali, in Ticino, nel 2015 Edifici ad uso abitativo (in %), secondo il tipo, in Ticino, nel 2015 Edifici ad uso abitativo nuovi, secondo il numero di abitazioni, Ufficio federale di statistica (UST), Neuchâtel:
in Ticino, dal 2000 Statistica degli edifici e delle abitazioni
5,8% 4,5% 2,1%
(SEA); Statistica della popolazione e delle
900
18,5% economie domestiche (STATPOP); Statisti-
800
17,2% 68,1% 700
ca della costruzione e della costruzione di
25,3%
600
abitazioni (B&Wbs); Registro federale degli
500 edifici e delle abitazioni (REA) e Statistica
400 svizzera della superficie (AREA)
300
200
100 Per saperne di più
29,3% 0 Ufficio di statistica www.ti.ch/ustat
29,2%
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
Case unifamiliari
Edifici ad uso esclusivamente abitativo
Case plurifamiliari Case monofamiliari 1*-2 3-4 5-10 11 e più
1 2 3 4 Edifici di abitazione con uso annesso
5 e più Edifici parzialmente ad uso abitativo * Diversi dalle case unifamigliari perché non esclusivamente abitativi
(oltre alle abitazioni possono contenere negozi, studi medici ecc.).
Fonte: SEA, UST Fonte: SEA, UST Fonte: fino al 2011, B&Wbs, UST; dal 2012, REA, UST
F. 3 F. 5 F. 7
Abitazioni (in %), secondo l’epoca di costruzione e il numero di locali, Edifici ad uso esclusivamente abitativo (in %), secondo l’epoca di Abitazioni nuove, trasformazioni, demolizioni e aumento netto delle
in Ticino, nel 2015 costruzione e il numero di abitazioni, in Ticino, nel 2015 abitazioni, in Ticino, dal 1990
% % 3.000
100 100
90 90 2.500
80 80 2.000
70 70 1.500
60 60
1.000
50 50
500
40 40
30 30 0
20 20 -500
1990
1992
1994
1996
1998
2000
2002
2004
2006
2008
2010
2012
2014
10 10
0 0
Prima del 1971- 1981- 1991- 2001- 2011- Prima del 1971- 1981- 1991- 2001- 2011- Abitazioni nuove Trasformazioni* Demolizioni
1971 1980 1990 2000 2010 2015 1971 1980 1990 2000 2010 2015 Aumento netto
1 2 3 4 5 e più 1 2 3 4 5 e più * Saldo fra abitazioni create e soppresse nell’ambito della
trasformazione di edifici esistenti.
Fonte: SEA, UST Fonte: SEA, UST Fonte: SEA, UST
Novembre 2017 11STAR - Statistica Ticinese dell’Ambiente e delle Risorse naturali
MobilitÀ
Nel 2016 sul territorio cantonale circolavano nel Sopraceneri, all’altezza dell’area del Monte ci (+3,7% rispetto al 2015; +36,6% rispetto al Lugano e Lugano-Paradiso, con 9.888 passeggeri
224.565 automobili, 2.322 in più rispetto al 2015 Ceneri (52.072; +2,4% rispetto al 2015) e della 2000), 11,7 delle quali su strada e 28,6 su rota- al giorno. Stabili, rispetto al 2015, i carichi di pas-
(+1,0%) circonvallazione di Bellinzona (49.034; +2,6%). ia. Circa 975.000 mezzi pesanti hanno varcato seggeri per le FLP e le FART (2,4 rispettivamente
Rispetto al 2000 la crescita è stata del 22,6%, ben Diminuzioni di traffico si registrano a Tenero, nel- le Alpi svizzere (-3,4% rispetto al 2015), di cui 0,6 milioni di passeggeri). Sono invece 28,9 mi-
superiore alla crescita demografica totale (+14,2%) la galleria Mappo Morettina (25.391; -1,7%), nel 701.000 passando per il San Gottardo (71,9%). lioni i passeggeri trasportati dai mezzi pubblici
e a quella delle persone di 18 anni e più (+16,2%). tratto di Biasca sud (-4,5% rispetto al 2015) e a La quota parte di merci trasportate su strada ha su gomma (un incremento dell’1,9% rispetto al
Il tasso di motorizzazione è ancora aumentato, per Chiasso (50.939, -3,1%) [F. 2]. subito un aumento fino al 2009 (40,6% del totale 2015). È nel Mendrisiotto che si assiste all’au-
stabilirsi nel 2016 a 638 veicoli ogni 1.000 abi- di merci trasportate; 14,3 milioni di tonnellate), mento più marcato (+10,5%). Anche nel Bellin-
tanti (543 a livello nazionale). Nel 2015, l’81,9% La situazione sulle strade cantonali per poi seguire una tendenza al ribasso (29,0% nel zonese si conferma l’aumento di utenti: +8,6%
della popolazione di 18 anni e più possedeva una Nel 2016, nel Luganese 9 postazioni di conteg- 2016; 11,7 milioni di tonnellate). L’esatto oppo- rispetto al 2015. Entrambi i casi sono collegabili
licenza di guida (81,6% a livello svizzero), mentre gio su 10 hanno segnato una diminuzione dei sto è accaduto con il trasporto su rotaia (59,4%, al miglioramento dell’offerta.
solamente il 29,5% di coloro che avevano almeno passaggi, dovuta anche alla saturazione delle rete 20,9 milioni di tonnellate nel 2009; 71,0% 28,6 Sono risultate in aumento le vendite di abbona-
16 anni possedeva un abbonamento per i trasporti stradale (ad esempio Agno-Ponte Tresa, Muzzano milioni di tonnellate nel 2016) [F. 4]. menti Arcobaleno annuali (37.243, +6,5% rispet-
pubblici (56,7% a livello nazionale). Piodella-Agnuzzo e Strada Regina). A Breganzo- to al 2015), mentre in diminuzione quelle degli
na-Crespera si conferma la diminuzione del traffi- Il San Gottardo: una via particolarmente sotto abbonamenti mensili (-14,3%), ciò che ha porta-
Nel 2015, in media, le persone residenti in Tici- co (-4,1% rispetto al 2015) iniziata con l’apertura, pressione to, globalmente, a una diminuzione delle mensi-
no1 hanno percorso 29,2 km al giorno (impie- nel 2012, della galleria Vedeggio-Cassarate (dove Nel 2016, il passo del San Gottardo ha subito un lità3 vendute (419.612 nel 2015, contro 417.913
gandoci mediamente 77 minuti), perlopiù in il traffico è aumentato: TGM 25.320; +2,4%). drastico aumento del traffico. I veicoli transitati nel 2016) [F. 7].
automobile Anche il Mendrisiotto ha registrato diminuzioni sono stati 0,7 milioni, ovvero quasi 105.000 in più
Il 41,7% delle distanze è stato percorso per il tem- (Mendrisio Casvegno e Coldrerio). Il Bellinzo- rispetto al 2015 (+18,6%).
po libero (12,2 km, contro gli 11,0 km del 2010), nese ha registrato perlopiù aumenti (segnaliamo Ben superiori i carichi sostenuti dalle gallerie del
il 19,6% per motivi di lavoro (5,7 km) e il 16,6% le tratte di Gorduno, Gudo e Arbedo-Castione- San Gottardo (6,5 milioni di veicoli nel 2016;
per gli acquisti (4,8 km). ¾ delle distanze (21,7 Claro) e il traffico resta sempre sostenuto sulla 17.700 al giorno) e del San Bernardino (2,6 mi-
km) sono stati coperti con un mezzo di trasporto tirata di Camorino (TGM 32.488; +0,6%). Nel lioni veicoli l’anno; 7.221 al giorno), che mostra-
motorizzato privato, di cui 14,8 km come condu- Locarnese, il TGM più elevato è stato registrato no un aumento rispetto al 2015 (rispettivamente
cente di una vettura e 6,2 km come passeggero sul nuovo ponte sulla Maggia (35.591, -1,0%). Il +0,3% e +1,7%) [F. 5].
(resto: motoveicoli ecc.). Il 15,4% delle distanze traffico è diminuito sul vecchio ponte della Mag-
è stato percorso grazie ai mezzi pubblici (tra cui gia, in Valle Onsernone e nelle Centovalli, mentre Il trasporto pubblico si conferma una valida al-
il treno è il più utilizzato) e il 7,2% grazie alla fra gli aumenti figurano Muralto e la forte crescita ternativa 1
Il campione è costituito da 2.492 persone residenti in
mobilità dolce [F. 1]. in via Sempione (+10,3%), dovuti anche all’intro- Nel 2016, la rete ferroviaria regionale (TILO, FLP Ticino, di età superiore ai 5 anni. Va ricordato che nel
calcolo delle distanze medie percorse sono inclusi anche i
duzione della nuova viabilità [F. 3]. e FART) ha trasportato 12,8 milioni di passegge- valori forniti dalle persone che non si spostano (che fanno
Continuo aumento del traffico autostradale ri: un totale che resta invariato rispetto al 2015. diminuire i valori medi).
Il Sottoceneri è particolarmente sollecitato, ci- Continua ad aumentare il trasporto merci at- Le rete TILO ha marcato un leggero aumento 2
Traffico giornaliero medio.
tiamo in particolare le tratte tra le uscite di Lu- traverso le Alpi, ma il numero di mezzi pesanti (+1,0%), trasportando un totale di 9,8 milioni di
3
L’abbonamento Arcobaleno è venduto sottoforma
gano sud e Mendrisio (Grancia, TGM2: 74.416 diminuisce passeggeri [F. 6]. La linea TILO S10 fra Giubiasco
di abbonamenti mensili o annuali, poi convertiti in
nel 2016; +0,8% rispetto al 2015) e a Maroggia Nel 2016 attraverso le Alpi svizzere sono sta- e Mendrisio resta il servizio più utilizzato, e la “mensilità” per il calcolo globale dei titoli di trasporto
(69.508; +1,6%). Si segnalano aumenti anche te trasportate 40,4 milioni di tonnellate di mer- tratta che sostiene il maggior carico è quella tra venduti.
Novembre 2017 12F. 1 F. 3 F. 5 F. 7
Distanze percorse dalla pop. residente nelle grandi regioni (media Traffico giornaliero medio nelle strade cantonali, in Ticino, dal 1975 Veicoli transitati annualmente per i valichi alpini (in milioni), dal 1965 Mensilità dell’abbonamento Arcobaleno vendute, in Ticino, dal 1996
giornaliera per abitanti, in km), secondo il mezzo di trasporto, nel 2015
40.000 12,0 450.000
Ticino 35.000 400.000
10,0
30.000
Svizzera centrale 350.000
25.000
8,0 300.000
Svizzera orientale 20.000
15.000 250.000
Zurigo 6,0
10.000 200.000
Svizzera nordoccidentale
4,0
5.000 150.000
Espace Mittelland
0 100.000
Regione del Lemano 2,0
1975 1988 1993 1998 2003 2008 2013
50.000
Svizzera 0,0
Gudo Progero Quartino
Maroggia Minusio - Verbanella* 1965 1972 1979 1986 1993 2000 2007 2014 0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45
1996 (base)
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
Ascona - nuovo ponte Maggia Agno - Vallone
Losone - vecchio ponte Maggia A13 - Galleria Mappo-Morettina Totale S. Gottardo e S. Bernardino Galleria S. Gottardo
Automobile (conducente) Automobile (passeggero) Stabio - Gaggiolo Castione - Claro Galleria S. Bernardino Passo S. Gottardo
Trasporti pubblici Mobilità lenta Altro S. Gottardo trasbordo su rotaia (galleria FFS)
* 13.6.1996: apertura della Galleria Mappo-Morettina.
Fonte: Microcensimento mobilità e trasporti, UST Fonte: USTRA Fonte: SM Fonte: SM
F. 2 F. 4 F. 6
Traffico giornaliero medio nelle autostrade, in Ticino, e nelle gallerie Merci trasportate attraverso le Alpi svizzere (in milioni di tonnellate), Passeggeri trasportati dai treni TILO (in milioni), in Ticino, dal 2004
autostradali del San Gottardo e del San Bernardino, dal 1975 secondo il mezzo di trasporto, dal 1984
10
80.000
Fonti statistiche
30
70.000
Sezione della mobilità (SM), Bellinzona
60.000 25 8 Ufficio federale dei trasporti (UFT), Berna
50.000 Ufficio federale delle strade (USTRA), Berna
20
40.000 6 Ufficio federale di statistica (UST), Neu-
30.000 15 châtel: Microcensimento mobilità e trasporti,
20.000 Statistica dei veicoli stradali, Statistica dello
4
10 stato annuale della popolazione (ESPOP) e
10.000
0 5
Statistica della popolazione e delle economie
1975 1988 1993 1998 2003 2008 2013 2 domestiche (STATPOP)
0
A2 - Maroggia A2 - Grancia
1992
1984
1986
1988
1990
1994
1996
1998
2000
2002
2004
2006
2008
2010
2012
2014
2016
A2 - Monte Ceneri A2 - Circonvallazione Lugano 0
A2 - Circonvallazione Bellinzona A2 - Biasca sud
Per saperne di più
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
A2 - Galleria S. Gottardo A13 - Galleria S. Bernardino (GR)
A13 - Galleria Mappo-Morettina Strada Rotaia Sezione della mobilità www.ti.ch/sm
Fonte: USTRA Fonte: UFT Fonte: SM
Novembre 2017 13STAR - Statistica Ticinese dell’Ambiente e delle Risorse naturali
Energia
Nel 2015 il consumo di energia è stato di 9.600 in Vallese (33,1%), Grigioni (19,3%) e Ticino A fine 2015 in Ticino gli impianti fotovoltaici al-
F. 1
GWh, per quasi 2/3 di origine fossile (11,0%), dove si sfruttano i grandi dislivelli. In lacciati alla rete elettrica di distribuzione erano Consumo di energia (in GWh), secondo il vettore energetico, in Ticino,
Il consumo globale di energia è determinato dallo Ticino, terzo2 produttore di energia idroelettrica 2.170 dal 2000
sviluppo economico e tecnologico, dalle abitudini dopo Vallese e Grigioni, si trovano 38 centrali Grazie alla spinta data dagli incentivi pubblici
11.000
dei consumatori, dalla crescita demografica e dal- idroelettriche con una potenza installata superiore (cantonali e federali), in Ticino negli ultimi anni
le condizioni meteorologiche. Nel 2015 il fabbi- a 300 kW [F. 2]. La più grande, situata a Biasca, il numero di impianti fotovoltaici allacciati alla 10.000
sogno energetico cantonale è stato coperto da car- dispone di una potenza installata di 401 MW. Nel rete è aumentato considerevolmente e tra il 2000
9.000
buranti fossili liquidi (benzina, diesel e cherosene 2015, la produzione netta di energia idroelettrica e il 2015 la potenza totale installata è aumentata
per il 27,6%) e altri combustibili fossili (nafta e a livello nazionale è stata di 39.486 GWh. Di que- da 413 a 44.923 kW [F. 5]. La metà (51%) dell’e- 8.000
gas naturale: 35,7%), energia elettrica (32,6%), sti, 4.168 GWh sono stati prodotti dagli impianti nergia fotovoltaica è prodotta da 78 impianti di
7.000
fonti rinnovabili locali (solare termico, calore idroelettrici presenti in Ticino: 4.154 GWh dai grandi dimensioni (con una potenza superiore a
ambientale, biogas e legna: 3,9%) e dal calore grandi impianti (con una potenza installata supe- 100 kW). Gli impianti di piccole dimensioni (fino 6.000
prodotto dalla combustione dei rifiuti (0,2%) [F. 1]. riore a 300 kW) e 14 GWh dagli impianti minori a 10 kW), ben più numerosi (1.555, ovvero il 72%
5.000
(piccolo idroelettrico e impianti su acquedotti). dei 2.170 impianti totali), producono “soltanto” il
I consumi energetici sono in crescita 22% dell’energia fotovoltaica totale. 4.000
Tra il 2000 e il 2015 il consumo energetico can- Il Ticino importa ed esporta energia elettrica
3.000
tonale è aumentato dell’11,8%. Nello stesso pe- Ad eccezione di anni particolarmente scarsi di Decollano le fonti locali di energia termica
riodo la popolazione è aumentata del 13,5%. La precipitazioni (come il 2005), il Ticino produce La produzione di energia termica da fonti rinno- 2.000
crescita complessiva dei consumi segue in larga più energia elettrica di quanta ne consuma [F. 3]. vabili locali, composta da legna, solare termico,
1.000
misura la crescita economica e demografica. Dal Non è però autosufficiente, e questo per due mo- calore ambientale (pompa di calore), biogas e
20061 si constata una tendenza alla diminuzione tivi. Il primo è dovuto alla presenza di aziende in parzialmente dalla combustione di rifiuti, è prati- 0
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
del consumo di olio combustibile per il riscalda- gran parte di proprietà di partner d’oltralpe, quali camente raddoppiata nel giro di un quinquennio,
mento degli edifici. Questa tendenza è contro- Ofima, Ofible e FFS, che esportano e commer- con una crescita da 181 GWh nel 2009 a oltre 404
bilanciata dall’aumento dei consumi di corrente cializzano l’energia elettrica in Svizzera interna, GWh nel 2015 [F. 1 e F. 2]. Il contributo principale Benzina
Diesel
elettrica (+697 GWh tra il 2000 e il 2015) e di all’estero o per la rete ferroviaria. Il secondo mo- alla crescita proviene dalla diffusione delle pompe Carburanti aviazione e navigazione
gas naturale (+573 GWh), grazie alla diffusione tivo è legato alla fisica: l’elettricità prodotta deve di calore, come illustrano il numero e la potenza Olio combustibile
Gas naturale
delle pompe di calore e della rete di distribuzione essere immediatamente utilizzata, in quanto è installata delle sonde geotermiche concesse [F. 6]. Legna
del gas naturale [F. 1]. Secondo i risultati attesi dal solo parzialmente accumulabile. Poiché il consu- Le pompe di calore sono utilizzate soprattutto nel- Rifiuti (energia termica)
Solare termico e calore ambiente
Piano energetico cantonale (PEC), i consumi del mo di energia non è costante nel tempo, ma varia le nuove costruzioni, per la climatizzazione degli Biogas IDA (energia termica)
cantone dovrebbero ammontare nel 2020 a 9.684 secondo la stagione, il giorno della settimana e il edifici (riscaldamento e raffreddamento) e la pro- Energia elettrica
GWh, nel 2050 a 8.026 GWh. momento della giornata [F. 4], l’AET deve bilan- duzione di acqua calda sanitaria.
Avvertenza: modelli di stima diversi dal 2006 (con revisione dati per
ciare le differenze fra fabbisogno e produzione di l’olio combustibile) e dal 2013 (per le categorie diesel e benzina).
Il Ticino produce circa il 10% dell’energia idro- energia con acquisti (in caso di insufficienza) e Fonte: ISAAC
elettrica nazionale vendite (in caso di sovrappiù) giornalieri di ener-
In Svizzera ci sono 631 impianti idroelettrici, per gia elettrica. 1
V. l’avvertenza della figura [F. 1].
una potenza totale di circa 14.466 MW. Questa 2
Già dedotti i consumi per il pompaggio e le perdite di rete
è concentrata per due terzi nei cantoni alpini, (106 GWh nel 2015).
Novembre 2017 14Glossario
F. 2 F. 3 F. 5
Centrali idroelettriche, secondo la potenza installata (in MW), Produzione e consumo di energia elettrica (in GWh), in Ticino, dal 1975 Impianti fotovoltaici allacciati alla rete di distribuzione: potenza Wattora (simbolo Wh): unità di misura dell’e-
e centrali termiche, in Ticino, nel 2016 installata (in kW) e numero di impianti, in Ticino, dal 1982 nergia. Il Gigawattora (simbolo GWh) equivale
5.000
Potenza N. di impianti a 1 miliardo di wattora, il Megawattora (MWh)
4.500
4.000
50.000 2.500 a 1 milione di wattora e il chilowattora (kWh) a
45.000 2.250
3.500 1.000 wattora.
40.000 2.000
3.000
35.000 1.750
2.500
30.000 1.500
2.000 Fonti statistiche
25.000 1.250
1.500
20.000 1.000 Ufficio dell’aria, del clima e delle energie
1.000
15.000 750 rinnovabili (UACER), Bellinzona
500
10.000 500
0 Ufficio dell’energia (UEn), Bellinzona
5.000 250
1975 Ufficio della protezione delle acque e
1977
1979
1981
1983
1985
1987
1989
1991
1993
1995
1997
1999
2001
2003
2005
2007
2009
2011
2013
2015
0 0
dell’approvvigionamento idrico (UPAAI),
1982
1990
1993
1995
1997
1999
2001
2003
2005
2007
2009
2011
2013
2015
Consumo degli utenti Bellinzona
Grandi impianti idroelettrici (potenza installata superiore a 300 kW)
Uso interno e pompaggio Potenza installata Numero di impianti Istituto sostenibilità applicata all’ambiente
Altra produzione elettrica costruito (ISAAC), SUPSI, Canobbio
Avvertenza: sono rappresentati i valori cumulativi.
Fonte: Uen e ISAAC Fonte: ISAAC Azienda Elettrica Ticinese (AET), Bellinzona
Ufficio federale dell’energia (UFE), Berna
Centrali idroelettriche (MW) F. 4 F. 6
Meno di 0,3 Consumo orario di energia elettrica nei giorni feriali e festivi Sonde geotermiche: potenza installata (in kW) e numero di
Da 0,3 a 1 n.c. (in MWh), in Ticino, a gennaio e luglio 2016 concessioni, in Ticino, dal 1997 Per saperne di più
Da 1 a 10 n.c.
Potenza N. di concessioni Ufficio dell’aria, del clima e delle energie
500
Da 10 a 100 n.c. 35.000 1.400 rinnovabili www.ti.ch/risparmio-energetico
450
100 e più 400 30.000 1.200 Ufficio dell’energia www.ti.ch/energia
n.c. = non compreso 350 25.000 1.000 Istituto sostenibilità applicata all’ambiente
Centrali termiche 300 costruito, SUPSI www.isaac.supsi.ch
20.000 800
250 Azienda Elettrica Ticinese www.aet.ch
200 15.000 600 Fondo per le energie rinnovabili www.ti.ch/
Fonte: Uen e SPAAS
150 10.000 400 FER
100
5.000 200 Osservatorio Ambientale della Svizzera
50
Italiana www.ti.ch/oasi
0 0 0
Piano energetico cantonale www.ti.ch/PEC
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
1997
1999
2001
2003
2005
2007
2009
2011
2013
2015
2016
Ora del giorno
Gennaio-giorno feriale Gennaio-giorno festivo kW installati cumulati N. di concessioni cumulate
Luglio-giorno feriale Luglio-giorno festivo
Avvertenza: sono rappresentati i valori cumulativi.
Fonte: AET Fonte: UPAAI
Novembre 2017 15STAR - Statistica Ticinese dell’Ambiente e delle Risorse naturali
Clima
L’analisi di MeteoSvizzera evidenzia dei cam- dell’accorciamento ci sono voluti 93 anni, mentre passato. Anche nel lago Maggiore si osserva la I cambiamenti climatici influiscono fortemente
biamenti climatici per la seconda metà ne sono bastati 23 [F. 2]. medesima tendenza al riscaldamento. su pericoli naturali come alluvioni, siccità o frane
I cambiamenti più importanti per il cantone Tici- Le modifiche globali del clima si ripercuotono
no dal 1961 ad oggi sono: una chiara diminuzione Il riscaldamento globale dell’atmosfera influen- E si riscaldano anche i fiumi in modo differente a livello locale, a causa delle
del numero di giorni di gelo, un netto aumento del za in maniera significativa il ciclo dell’acqua Tra il 1976 e il 2016 il Cuccio, in territorio di Por- differenze di topografia, geologia e uso del suolo.
numero di giorni estivi e tropicali a bassa e media Nella regione alpina il ciclo idrologico subisce lezza (I), si è riscaldato di 2,12 °C, la Magliasina Gli ambienti di alta montagna risultano partico-
quota, il rialzo della quota dell’isoterma di zero un’accelerazione, con una generale tendenza di 1,91 °C (misurazione effettuata a Magliaso) e larmente esposti: con lo scioglimento dei ghiac-
gradi in tutte le stagioni (più pronunciato in esta- alla crescita delle precipitazioni e dell’evapora- il Cassarate di 2,55 °C (a Lugano-Pregassona) ciai e del permafrost, processi gravitativi quali
te), una netta diminuzione delle nevicate e della zione. In Svizzera si osserva già un incremento [F. 4]. Poiché possono essere escluse significative frane, colate detritiche e crolli subiranno verosi-
lunghezza del periodo con neve al suolo (partico- dei deflussi invernali e una frequenza crescente immissioni dirette di calore dovute alle attività milmente un incremento. Per poter valutare i ri-
larmente significativa a media quota). Anche una di piene anche durante la stagione fredda. Anche umane (ad esempio da scarichi industriali e ar- schi futuri in questo settore, sempre più dovranno
maggiore piovosità invernale, a scapito di quella gli affluenti del lago Maggiore mostrano già una tigianali o da impianti domestici di climatizza- essere approfondite le dinamiche dei pericoli na-
estiva (tipica delle aree alpine), è una probabile modifica dei regimi idrologici caratteristici e una zione), le cause dell’aumento della temperatura turali e, parallelamente, considerato lo sviluppo
conseguenza dei cambiamenti climatici. generale diminuzione dei deflussi nei mesi estivi. vanno attribuite principalmente ad apporti di ca- della società e della popolazione (v. a. la scheda
Questo potrebbe avere anche importanti ripercus- lore ambientale, ossia al riscaldamento climatico. Pericoli naturali).
Negli ultimi quattro decenni le temperature me- sioni sull’approvvigionamento idrico e sulla rica-
die sono aumentate di 1-1,5°C rica delle falde acquifere (v. a. la scheda Acqua: Il bosco e la biodiversità sono soggetti agli effetti
Il riscaldamento dell’atmosfera è la manifesta- monitoraggio quantitativo e qualitativo). del cambiamento climatico
zione più evidente del cambiamento climatico. A Aumento della temperatura, inverni miti e preci-
Lugano, rispetto agli anni Ottanta la temperatura I laghi si riscaldano pitazioni regolari favoriscono l’imboschimento
media è aumentata di circa 1,6 °C, con un tasso di Nel bacino nord del lago di Lugano il riscaldamen- in montagna (v. spostamento del limite superiore
crescita decennale di 0,4-0,5 °C [F. 1]. Per evitare to è particolarmente evidente a partire dal 1993. del bosco nella figura [F. 3] della scheda Bosco e
ripercussioni gravi sulla salute dell’uomo e degli Negli strati profondi è meno marcato rispetto agli legno). Periodi di siccità prolungata più frequenti
ecosistemi, le temperature globali non dovreb- strati più superficiali, ma è più significativo. Gli creano invece problemi alle piante e aumentano il
bero aumentare di oltre 2 °C rispetto all’epoca strati profondi fungono infatti da “memoria ter- rischio d’incendi di bosco. Un fenomeno relativa-
preindustriale. mica”, perché sono meno soggetti alle variabili- mente nuovo sono gli incendi estivi provocati da
tà meteorologiche e sono raramente toccati dalla fulmini. Inoltre, si creano condizioni favorevoli
Ai ghiacciai ticinesi restano pochi decenni di vita circolazione delle masse d’acqua (il lago è stabil- alla proliferazione di parassiti come il bostrico,
Tra il 1973 e il 1985 la superficie dei ghiacciai mente stratificato): il loro riscaldamento è dunque che attacca l’abete rosso, e viene favorita la pre-
svizzeri è rimasta praticamente invariata, mentre espressivo di un cambiamento climatico [F. 3]. La senza di nuove specie, alcune delle quali invasive.
dal 1985 al 2000 si è ridotta del 18%. In Ticino, tendenza si è interrotta negli inverni 2004-2005 e Al contrario, si prevede la perdita di habitat umidi
tra il 1985 e il 2009 la superficie dei ghiacciai si è 2005-2006, caratterizzati da periodi prolungati di e legati a basse temperature (ad es. torbiere e ne-
ridotta del 70% ed è completamente sparita sotto freddo e presenza di forti venti. Queste condizioni vai), con la conseguente sparizione delle specie
la quota di 2.100 metri s.l.m. Il ritiro è partico- hanno raffreddato il lago, innescandone la circo- che vi abitano (v. a. le schede Territorio, Bosco e
larmente vistoso per il ghiacciaio Bresciana, sulle lazione completa e interrompendo il progressivo legno, Biodiversità e Organismi patogeni, geneti-
pendici dell’Adula, accorciatosi di 949 m dall’ini- riscaldamento. Dal 2006 è ripresa la tendenza camente modificati e alloctoni invasivi).
zio delle misurazioni nel 1896: per la prima metà all’aumento, in modo più pronunciato rispetto al
Novembre 2017 16Glossario Fonti statistiche
F. 1 F. 3
Temperature dell’aria (in °C), a Lugano, dal 1864 Temperature nel bacino nord del lago di Lugano (in °C), secondo la CO2 equivalente: per poter sommare fra di Sezione forestale, Bellinzona
profondità (in m), dal 1987 loro le emissioni di diversi gas, queste devono Ufficio della protezione delle acque e dell’ap-
14,0
essere ponderate secondo il loro potenziale di provvigionamento idrico (UPAAI), Bellinzona
6,3
13,5 riscaldamento. La somma ponderata è espres- Corti, G.; Kappenberger, G. e Bauder, A.
13,0 6,1 sa in un’unità chiamata “CO2 equivalente”. (2006). Appunti sui ghiacciai svizzeri e ticine-
5,9 Gas serra (o Gas climalteranti, Gas a effetto si. Dati, 2, 8-12
12,5
serra): determinano nel tempo le modifiche Ecospeed: www.ecospeed.ch
12,0 5,7
del clima. Si tratta di anidride carbonica Istituto scienze della Terra (IST), SUPSI,
11,5 5,5 (CO2), metano (CH4), protossido d’azoto Canobbio
11,0 5,3 (N2O) e altri gas sintetici. MeteoSvizzera (a cura di). (2012). Rapporto sul
Media mobile: utilizzata per l’analisi di serie clima – Cantone Ticino. Locarno Monti
10,5 5,1
storiche di dati. Per ogni valore è calcolato un Rete svizzera di osservazione dei ghiacciai del
10,0 4,9 valore medio, ottenuto includendo i dati degli Politecnico federale di Zurigo (ETHZ): www.
1864
1872
1880
1888
1896
1904
1912
1920
1928
1936
1944
1952
1960
1968
1976
1984
1992
2000
2008
2016
anni vicini (qui: la temperatura media è cal- glaciology.ethz.ch/messnetz/
1987
1989
1991
1993
1995
1997
1999
2001
2003
2005
2007
2009
2011
2013
2015
2016
colata con i risultati dei 10 anni più vicini).
Media mobile su 10 anni Tendenza Media annua 50 - 100 m 100 - 285 m Questo procedimento permette di “lisciare” i
Fonte: MeteoSvizzera Fonte: UPAAI e IST dati e ridurre l’impatto dei valori estremi. Per saperne di più
Sezione forestale www.ti.ch/sf
Ufficio dell’aria, del clima e delle energie
F. 2 F. 4
Variazione della lunghezza dei ghiacciai (in m), in Ticino, dagli anni Temperature del fiume Cassarate (in °C), dal 1976 rinnovabili www.ti.ch/aria
Settanta Ufficio della protezione delle acque e
25,0
200
dell’approvvigionamento idrico www.ti.ch/
acqua
100
20,0 IFEC Ingegneria et al. (2016). Analisi dei rischi
0
e delle opportunità legati ai cambiamenti cli-
-100
15,0 matici in Svizzera. Caso di studio del Cantone
-200
Ticino. Rivera
-300
10,0
Istituto scienze della Terra (IST), SUPSI
-400 www.ist.supsi.ch
-500 Istituto sostenibilità applicata all’ambiente
5,0
-600 costruito, SUPSI www.isaac.supsi.ch
1973
1975
1977
1979
1981
1983
1985
1987
1989
1991
1993
1995
1997
1999
2001
2003
2005
2007
2009
2011
2013
2015
Ufficio federale di meteorologia e climatolo-
0,0 gia www.meteosvizzera.ch
Ghiacciaio di Val Torta Ghiacciaio di Valleggia
1976
1978
1980
1982
1984
1986
1988
1990
1992
1994
1996
1998
2000
2002
2004
2006
2008
2010
2012
2014
2016
Ghiacciaio Grande di Croslina Ghiacciaio del Cavagnoli
Ghiacciaio del Basodino Vadrecc di Bresciana
Fonte: ETHZ e SF Fonte: UPAAI e IST
Novembre 2017 17Puoi anche leggere